sabato 20 marzo 2010

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Pdl in piazza: «Siamo più di un milione» Berlusconi attacca opposizione e giudici - Il Messaggero



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Blog a 2: Piazza pulita, anzi pulitissima!


Svoltasi la tavola rotonda sull'avvenire dell'OPG di Barcellona


Si è svolta la tavola rotonda organizzata dalle OO. SS. SAPPe, Osapp, UIL PA, UGL, CISL e CNPP, Comparto Polizia Penitenziaria della sede di Barcellona Pozzo di Gotto.
Massiccia la presenza di pubblico alla
sala Conferenze => della Vecchia Stazione, in Barcellona P.G.
Dopo che il moderatore Dott. Levita con la sua chiara introduzione ha dato il taglio sperato dalle OO. SS., è intervenuto il dott. Nunziante Rosania, Direttore dell’OPG di Barcellona, che dopo una breve sintesi sul DPCM 1 aprile 2008, si è espresso positivamente sulla reale possibilità di riconversione dell’istituto di Barcellona, anche in parte, in Casa Circondariale.

Successivamente è stato il momento delle OO. SS.

A. De Pasquale per il CNPP, F. D’Antoni per l’UGL, G. Sturniolo per l’Osapp, R. Spinello per la CISL, C. Navarra per il SAPPe e E. Sarno per la UIL, sindacalisti della polizia penitenziaria ,si sono succeduti al tavolo consapevoli che il momento particolare richiede sempre degli interventi forti e le sigle sono state concordi nel confermare che l’O.P.G. di Barcellona possa servire da valvola di sfogo con la conversione di buona parte di esso a Casa Circondariale per l’intero distretto, visto anche che Messina e Mistretta soffrono del noto sovraffollamento carcerario.

Dagli interventi del Sindaco C. Nania, e del Presidente del Consiglio Comunale F. Crinò, sono emersi la disponibilità e l’interessamento dell’Amministrazione Comunale affinché la realizzazione del progetto possa essere portato a termine: una casa Circondariale che ricada dentro l’OPG di Barcellona PG, proprio adiacente al futuro polo Giudiziario, Tribunale e Procura i quali ne gioverebbero della vicinanza di una struttura penitenziaria di detenuti comuni,

La trasformazione a Casa Circondariale comunque lascia i giusti spazi alla prossima apertura della sezione femminile e a tutti quei ricoverati che per un motivo o per un altro sono destinatari del DPCM,

L’Amministrazione Comunale si è dichiarata pienamente solidale alla conservazione dei posti di lavoro sul proprio territorio e si è resa disponibile agli interventi idonei di propria competenza.

E' stata quindi la volta del Commissario M. Morello che ha dato conto dell’alta professionalità conseguita dalla Polizia penitenziaria all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona.

A chiusura dell'incontro, il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Sicilia, dr. Orazio Faramo, con la pacatezza che gli è propria, ha voluto assicurare favore alla ipotesi di destinazione della struttura a polivalenza, comprensiva della sanitarizzazione, casa circondariale, sezione femminile, sezione a custodia attenuata.

Le OO. SS. Locali dell’OPG hanno dichiarato:

“Sembra che il personale di Polizia Penitenziaria deve essere meno preoccupato anche se l’approssimarsi del superamento dell’OPG, in ossequio al DPCM del 1 aprile 2008, è sempre dietro l’angolo, le assicurazioni emerse dalla tavola rotonda sono confortevoli, si sono costruite le basi per istituire una Casa Circondariale a Barcellona.

Le rappresentanze sindacali unitamente al personale di polizia penitenziaria non staranno a guardare, siamo pronti a difendere le nostre posizioni per un’ operazione a costo zero per le casse dello stato, si tratta di sfollare detenuti ristretti negli istituti di Messina e Mistretta si tratta di dare una casa circondariale ad una sede di Tribunale”.

L'OSPEDALE CUTRONI ZODDA NON DOVRA' FARE LA FINE CHE IL PREGIUDIZIO INTENDE IMPORRE


SAREBBE DA IRRE
SPONSABILI SE PER RICATTO POLITICO SI TRASCURASSE LA SALUTE D'UN'INTERA COMUNITA'-

IL SINDACO DI BARCELLONA SI APPELLA AGLI AMMINISTRATORI DELL' HINTERLAND E INVOCA LE DIMISSIONI DI RUSSO E DI GIUFFRIDA


" A Sant'Agata, dopo ca rubbaru ci misuru i porti i ferru".
Mi sembra che si stia facendo così per l'ospedale Cutroni-Zodda che, derubato fino alla spoliazione, adesso si cerca di mettere al riparo con un'alzata di scudi, ferrea come gli ormai tardivi cancelli di sant'Agata.
Da anni s'era temuto quello che sta adesso accadendo in danno del nostro ospedale, e per anni - un po' protestando un po' attendendo speranzosi - s'era creduto che il peggio non sarebbe avvenuto.
Adesso s'è giunti ad un punto che, pur apparendo di non ritorno, chiediamo addirittura le dimissioni dell'assessore reo e del direttore correo di tanto sfacelo.
Sì, il Cutroni-Zodda sembra destinato a chiudere i propri battenti e sorge il sospetto che, appunto per questa sua infelice destinazione pregiudizialmente imposta, non sia stata mai completata la sua magnifica complessa struttura.
Queste preoccupazioni l'avevamo espresse più volte: e non soltanto noi, ma anche quella parte politica locale (Udc) che a Barcellona riusciva a parlare diversamente dei suoi omonimi regionali ( Cuffaro e La Galla ) e dei successivi alleati (Lombardo e Russo), i quali sempre si sono dimostrati ostili all'esistenza del Cutroni Zodda , con la stessa intensità di adesso che è vivo il rancore tra chi governa la Regione e chi viene ritenuto il referente politico di questa città. . Quindi, a nostro modesto parere, l'accampare motivi di rancore personal-politico qui non regge. Tutt'al più potrebbe essere stata la goccia che fa traboccare il vaso.
Il sindaco Candeloro Nania, che sempre s'è battuto in difesa dell'ospedale "Cutroni-Zodda" adesso giustamente reagisce e chiama a raccolta quanti - tra sindaci, forze sociali, medici, cittadini - si ritengono danneggiati dall'amara prospettiva offerta da un assessore
poco attento ai reali bisogni della nostra gente e dall'ubbidiente di turno, che non ha saputo o voluto difendere una propria bozza di progetto che avrebbe contentato i fautori del Cutroni-Zodda.
Ma è proprio vero che a "rendere antipatico" il Cutroni Zodda e a penalizzare la città di Barcellona e il suo hinterland abbiano giocato i nuovi equilibri di maggioranza che si sono determinati alla Regione? O è invece più esatto riconoscere che da sempre, anche quando non c'era alcuna rottura tra gli alleati della Regione, sì è parlato della gallina bianca e della gallina nera: visto che nera è sempre stata la prospettiva del nostro ospedale?
Comunque, adesso ci muoviamo e lo faremo con la maggiore rabbia possibile, invitando alla protesta quanti effettivamente ancora credono che si possa difendere la salute difendendo e dignitosamente attrezzando una struttura che varrebbe la pena di ultimare e di mantenere come fiore all'occhiello di un intero territorio, fin troppo trascurato e spesso ingiustamente etichettato.

Francesco Cilona


venerdì 19 marzo 2010

ALLARME E PROTESTA DI CINQUE RAPPRESENTANTI PROVINCIALI PER LA SORTE DEL CUTRONI ZODDA


Quando, nei mesi scorsi, questo blog lanciava per l'ennesima volta il grido d'allarme per i guai in prospettiva del "Cutroni-Zodda", non mi pare che si sia fatto avanti almeno uno dei nostri concittadini inviati a rappresentarci alla Provincia e alla Regione.
Oggi che - meraviglia delle meraviglie -- finalmente l'ex giudice-assessore, Massimo Russo, mette le carte in tavola, tutta d'un tratto esplode la protesta, come se stesse accadendo qualcosa d'inatteso.
E, guarda caso, ad alzare gli scudi sono i nostri rappresentanti alla provincia regionale di Messina: un medico specialista, l'assessore Sarino Catalfamo, e quattro consiglieri: Massimiliano Branca, Pinuccio Calabrò, Tonino Calabrò e Pino Galluzzo.
Il quintetto, che abbiamo delegato ad amministrarci e quindi a difendere gli interessi della comunità, concorde nello sdegno per il colpo che l'assessore alla sanità del Governo Lombardo intende infliggere al Cutroni -Zodda, sottoscrive una nota durissima, per reclamare finalmente ciò che giustamente dovrebbe spettare ad un territorio di centomila abitanti, qual è quello servito dal nosocomio di Barcellona Pozzo di Gotto.
Scrivono i "cinque amministratori provinciali"che "la nuova rimodulazione dell'ospedale Cutrooni-Zodda di Barcellona è inaccettabile" in quanto si starebbe operando un vero e proprio declassamento che ridurrebbe il nostro nosocomio alla terza fascia, con una perdita di ben 26 posti letto, ed una disponibilità di 90 per la degenza più lunga e 20 per day-ospital.
Tutto in conseguenza del crescente depaurimento dei reparti, imposto a vantaggio di altro ospedale - quello di Milazzo - chissà perchè meno malvisto del Cutroni-Zodda.
Con la loro protesta, i nostri rappresentanti alla Provincia intendono appoggiare quella del sindaco Candeloro Nania che, ormai da tempo, si batte per non fare deprezzare l'ospedale, in ciò coralmente sostenuto dalle rappresentanze sociali, sindacali e di categoria. Per questo i "provinciali" chiedono che sia mantenuta, nel territorio di Barcellona, "una struttura efficiente e garantistita della salute dei cittadini con interventi più coerenti alla realtà del territorio, alle professionalità, alla domanda, in termini di posti letto e di completezza nell'offerta dei reparti".

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barcellonablog: QUALE SORTE ATTENDE L'OSPEDALE "CUTRONI-ZODDA"


barcellonablog: ANCORA LEGNATE IN VISTA PER IL "CUTRONI ZODDA" .

NECESSITA UNA DETTAGLIATA INFORMAZIONE AI CITTADINI DA DIFFONDERE UFFICIALMENTE


C'era d'aspettarselo che l'argomento - davvero scabroso - della rimodulazione numerica nelle nostre strade avrebbe suscitato interesse e desiderio di chiarimenti, che non siano le solite quattro righe burocratiche accompagnate dall'ormai consueto "Niente di più semplice e nessuna preoccupazione".
L'amico Pipolo ci ha segnalato un link e con esso abbiamo rilevato la seguente
Circolare del Ministero dei Trasporti e della Navigazione 16-09-1994, n. 6916

OGGETTO: Trasferimento di residenza

"Il Codice della Strada fa obbligo al proprietario di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi ed al titolare di patente di guida, di comunicare, rispettivamente al P.R.A. e alla Prefettura il trasferimento di residenza perché venga annotato sul documento.
Nel caso di variazione dei toponimi in un Comune non si verifica, invece, nessun trasferimento di abitazione.
È evidente, pertanto, che al cittadino non può essere imposto un obbligo non previsto dalla legge, quale quello di far annotare la variazione di denominazione di una strada, deliberata dall'Autorità Amministrativa.
È d'altra parte presumibile che ogni qualsiasi comunicazione inviata all'interessato con l'annotazione della vecchia denominazione stradale, sarà ugualmente recapitata per un ragionevole numero di anni.
Può però verificarsi che il titolare di patente di guida in cui è annotata la vecchia denominazione della via, acquisti - in epoca successiva alla variazione del toponimo - un autoveicolo, sulla cui carta di circolazione verrà annotata la residenza secondo la nuova denominazione.
In questi casi sarebbe opportuno che il Comune che provvede alla variazione dei toponimi munisca i cittadini di un documento da cui risulti che la variazione di residenza, è dovuta al cambiamento del toponimo cittadino e non ad un trasferimento effettivo.
Nel documento potrebbe essere chiarito che lo stesso viene rilasciato in considerazione del fatto che, al cittadino, non corre l'obbligo di far aggiornare i documenti in quanto questo obbligo è previsto dal Codice della Strada soltanto per i casi di trasferimento effettivo di abitazione.
Qualora il Comune non voglia provvedere in tal senso, è fatto obbligo ai titolari dei documenti sopracitati, di provvedere all'annotazione della variazione dell'indirizzo.
Si precisa, al riguardo, che ai sensi dell'art. 16, comma 8 della legge 24.12.1993, n. 537, le certificazioni rilasciate dai Comuni per l'aggiornamento della residenza registri e documenti a seguito dell'istituzione di nuovi comuni, province e regioni e per le variazioni della toponomastica o della numerazione civica, vengono dichiarate non soggette all'imposta di bollo.

A tale circolare, dopo avere reso nota, nel precedente post, la lettera dell'Ufficio toponomastica relativa al cambiamento dei numeri, ci sembra opportuno adesso aggiungere altri due documenti fattici pervenire dallo stesso UFFICIO Statistica – Toponomastica ( una lettera e un certificato di competenza comunale) nella speranza che da essi si possano ricavare dati esplicativi sufficienti.


Barcellona P.G.

Al Sig.___________________________

____________________________

98051 Barcellona Pozzo di Gotto

OGGETTO : Revisione Onomastica stradale e numerazione civica

Visti gli atti d'ufficio;

Visto il D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223;

Visto il D.P.R. 19 aprile 1994, n. 575;

Vista la circolare del Ministero dell'Interno n. 2 del 7.02.1996.

UFFICIO Statistica – Toponomastica COMUNICA

Che l’Area di Circolazione ……xxx…………………………………………………………..

a seguito Del Cambiamento Di Toponimo Cittadino e dell’aggiornamento e della numerazione civica comunale è stata rideterminata, assumendo la seguente denominazione :

_________________yyyy_______________________________________________________________

Nell'ambito delle suddette operazioni, la Famiglia del Sig ________________________ iscritta in anagrafe della popolazione residente di questo Comune all'indirizzo di

__________________________________________ N° _____ , risulterà iscritta all''anagrafe in ____________________________________________________________________

Con decorrenza dal ____________________

Per evitare eventuali contestazioni che potrebbero comportare il ritiro dei documenti di circolazione non aggiornati da parte delle autorità preposte, la S.V. è pregata di far pervenire, ENTRO 10 gg. all’Ufficio Toponomastica i dati relativi alla patente e alle targhe dei mezzi in suo possesso e di tutti i componenti della famiglia, affinché si possa inoltrare alla Motorizzazione Civile la comunicazione delle variazioni.



E INOLTRE


Visti gli atti d'ufficio;

Visto il D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223;

Visto il D.P.R. 19 aprile 1994, n. 575;

Vista la circolare del Ministero dell'Interno n. 2 del 7.02.1996.


UFFICIO Statistica – Toponomastica CERTIFICA


che questo Comune ha eseguito una revisione straordinaria della toponomastica e della numerazione civica;

che, in conseguenza della ristrutturazione, nell’ambito delle suddette operazioni

la Famiglia del Sig. ________________________________________________________________

nato a _________________________________ il_______________________________________

già residente in VIA ………………………………………N°……………………..

risulta residente in VIA……………………………………………..N°…….;

che le suddette operazioni decorrono dal giorno…………………………….. e sono state adottate con determina Dirigenziale del………………………...;

che trattasi di una variazione anagrafica effettuata d’ufficio senza effettivo cambio di residenza.


Si rilascia il presente certificato per gli usi consentiti dalla legge in esenzione da bollo ai sensi dell’art. 16 della Legge 14 dicembre 1993, n. 537.

IL COMUNE SPIEGA PERCHE' S'E' PROCEDUTO AL RIASSETTO DEI NUMERI CIVICI E ASSICURA CHE NON CI SARANNO IMPICCI PER I CITTADINI

http://3.bp.blogspot.com/_zL_7JrjDvVY/S6NYfsPDRvI/AAAAAAAALRY/rwjmVHEm0eo/s200/municipio-1.JPG Come c'eravamo auspicati, sulla questione del riassetto numerico in città, sono state comunicate alcune chiarificazioni, per quanto concerne ciò che il cittadino comune deve fare per evitare che il mutamento di numero civico, riguardante la propria abitazione o altra struttura di sua proprietà, possa creare difficoltà di carattere burocratico.
Stamattina il dott. Natale D'Amico, dirigente responsabile dell'Ufficio Anagrafe Settore III, telefonicamente ci ha fatto sapere che, praticamente, al cittadino comune non incombe nessun obbligo se non quello - nel caso in cui ne abbia necessità - di rivolgersi all'ufficio anagrafe del Comune, dove potrà ottenere un certificato che documenti l'eventuale variazione numerica.
Tale certificato ovviamente - da quanto abbiamo potuto intendere - servirebbe da supporto per dimostrare in caso di richiesta - mettiamo all'atto della presentazione della patente o della carta d'identità ad un pubblico ufficiale - che il numero sul documento esibito è stato cambiato con quello risultante nel certificato rilasciato dal Comune.
Il rilascio di detto certificato al richiedente è gratuito.
Altro particolare: l'ufficio competente del Comune, una volta cambiato il numero civico, invia una lettera informativa (*) all'interessato, che ovviamente potrebbe avere il valore di certificazione. (facsimile della lettera è riportato in fondo al post)
.
Al Comune assicurano che l'operazione toponomastica è stata effettuata per necessità di legge ed utilità della comunità e che - in definitiva - non dovrebbe esistere nessuna imbarazzante conseguenza per chi avrà subìto mutamento nella numerazione.
Comunque staremo a vedere: il tempo è sempre giudice insindacabile.

Ci è stata promessa, da parte dell'Ufficio anagrafe, una più dettagliata documentazione; ed è arrivata via e mail.

(*) Lettera che è inviata alle Famiglie per aggiornamento numero civico

OGGETTO : Revisione e aggiornamento della numerazione civica
UFFICIO Statistica – Toponomastica
COMUNICA che il Civico numero __(x)_____ a seguito della revisione e della riorganizzazione della numerazione civica comunale è stato rideterminato e sostituito con il seguente civico numero __(y)______; Nell'ambito delle suddette operazioni, la Famiglia del Sig __Xxxxx Yyyyy_________iscritta nella anagrafe della popolazione residente di questo Comune all'indirizzo di_via Tal dei Tali____ risulterà iscritta all'anagrafe della popolazione dei residenti di questo Comune all'indirizzo di via Tal dei Tali____N°___y_____
con decorrenza dal --------
La variazione della numerazione civica cittadina suddetta non comporta alcun problema per il cittadino in quanto: NON si deve cambiare la Carta d’Identità, NON si deve cambiare Passaporto, NON si deve cambiare l’indirizzo sulla Patente né modificare altri documenti, così come stabilito dalla Circolare del Ministero dei Trasporti e della Navigazione del 16-09-1994 n. 6916.

Per ulteriori chiarimenti può rivolgersi all'Ufficio Toponomastica, tutti i giorni feriali dalle ore 9,00 alle ore 12,00. Telefono: 090- 9790842 –869 / 090 9790864 Fax 090-9790831
Cordiali Saluti Barcellona P.G. li................
Il Responsabile del Procedimento Dott. Antonino Siracusa

SANTORO A SERENA DANDINI :«Questa volta nessun editto bulgaro ci fermerà»


Sul divano rosso di Serena Dandini, ospite della puntata di Parla con me in seconda serata su Raitre, Michele Santoro dà le coordinate della serata-evento del 25 marzo al Paladozza di Bologna.
Parole che suoneranno di lì a poco come una replica indiretta al nuovo affondo del premier Silvio Berlusconi contro Annozero, il programma che più volte avrebbe tentato di fermare, stando alle intercettazioni di questi giorni dell'inchiesta di Trani. »Le cose che ho detto sono lecite e doverose - ribadisce il Cavaliere - perchè considero del tutto inaccettabile che il signor Santoro facesse processi in tv a persone già sotto processo senza dar loro la possibilità di difendersi. Ho detto che se si andava avanti nessun italiano avrebbe pagato più il canone Rai«. Orfano del suo talk show, sospeso dalla Rai fino al voto in ossequio alla par condicio, Santoro guarda alla serata-evento di Bologna: »Canteremo, balleremo, ci libereremo! La censura non può più essere applicata. E, come dice Paolo Mieli, il tappo sta per saltare. In ogni caso, se qualcuno ci volesse fermare, non resterò per due anni chiuso in una stanza, ma reagirò, farò qualcosa per farmi sentire«. »O tutti hanno preso degli allucinogeni, oppure io sono capitato nel Paese sbagliato«, dice ancora il giornalista parlando delle pressioni sull'Agcom contro Annozero. Poi un'esortazione per il premier: »Berlusconi dovrebbe seguire l'esempio offerto da Romano Prodi e fare in modo che le intercettazioni siano pubblicate, dal momento che lui stesso sostiene che non significano niente«. Infine una replica indiretta al Cavaliere anche sul canone: »Noi siamo con la Rai e soprattutto con gli abbonati della Rai. E vogliamo pesare esattamente per quello che siamo. Se rappresentiamo il 40% allora dobbiamo contare quel 40%. Io sono un giornalista del servizio pubblico e proprio perchè lavoro nel servizio pubblico devo dare quelle notizie che i giornali non pubblicano, anche quelle più dure e più difficili da raccontare. Gli italiani - conclude invitando comunque a pagare il canone - pagano e tutti loro hanno il diritto di essere rappresentati«. L'ospite principale di 'Rai per una nottè, che trasformerà il Paladozza in un mega-studio di Annozero, sarà Daniele Luttazzi, il più »proibito e osteggiato«, spiega Santoro stesso in mattinata a Bologna presentando l'evento. Ci sarà anche Giovanni Floris, ma non Adriano Celentano: »Ho parlato con Adriano e mi ha detto che a Bologna non ci sarà perchè, visti in particolare gli ultimi fatti, mancherà una copertura veramente democratica di tutti i mezzi di comunicazione, a partire dalla televisione pubblica«, spiega Santoro. E conclude sottolineando i problemi che anche il Molleggiato, in trattativa con la Rai per un nuovo programma, deve affrontare: »Ogni cinque minuti gli chiedono la scaletta. Lui risponde: 'ma cosa volete che sia una scaletta, io vi dico cosa può essere una trasmissione di Adriano Celentano, fate conto che io voglia rifare Rockpolitik, quindi non c'è bisogno di fare una scaletta, poi però dovete darmi la possibilità di fare liberamente la trasmissionè. È ovviamente le difficoltà sono molto alte«.
fonte: Leggo on line


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Par condicio: Santoro, il 25 marzo al Paladozza di Bologna 'Rai ...


Valanga di sms. "Violazione della privacy" -


giovedì 18 marzo 2010

CGIL-CISL-UIL INVOCANO LA REGOLARIZZAZIONE DEI VERSAMENTI ALL'ATO ME2 DA PARTE DI TUTTI I COMUNI PER REGOLARE LE SPETTANZE DEGLI OPERATORI ECOLOGICI


Mentre alla Regione Sicilia si esamina lento pede il disegno di legge che riforma gli ATO; mentre a Roma - alla chetichella - la squadra di Bossi inserisce in un altro disegno di legge la soppresione totale degli stessi Ambiti Territoriali;mentre intanto la mondezza rischia di coprire il territorio siculo e di nuovo la stessa Napoli, apparentemente liberata dai rifiuti da un premier pieno di sollecitudine; mentre riappaiono nelle cassette delle lettere le bollette per il pagamento della imposta sugli stessi rifiuti; ecco che i sindacati si fanno risentire per lamentare che gli operatori ecologici sono costretti a lavorare senza avere soddisfatte le loro aspettative: cioè senza essere pagati. E si esprimono nell'individuazione dei responsabili di tale ritardo.
Nei giorni scorsi, le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil hanno infatti emesso un comunicato congiunto in cui si legge:

"CGIL – CISL – UIL considerano deplorevole il comportamento di 29 su 38 sindaci dell’ATO ME-2 i quali avendo ricevuto 1.430.000 a destinazione vincolata per far fronte al pagamento delle mensilità da corrispondere agli operatori ecologici della Società d’ambito, ad oggi a distanza di oltre 10 giorni dall’incasso delle medesime somme non hanno provveduto a stornarle alla medesima società. Eppure taluni Sindaci tra cui si è distinto quello di Milazzo, hanno invocato e richiamato al senso di responsabilità per smaltire gli enormi cumuli di immondizia che giacciono nel centro abitato, esortando gli operatori ecologici, a cui non era stato loro erogato salario mensile ad astenersi dal promuovere agitazioni sindacali e astensioni dal lavoro. Giova ricordare che Presidente dell’ATO-SINDACATI e il sig. Prefetto si sono mobilitati per ottenere le richiamate somme dalla Regione Siciliana attingendo al fondo di rotazione regionale, speranzosi che per alcuni mesi gli stipendi sarebbero stati pagati nei termini contrattuali e che pertanto il salario relativo allo scorso mese di febbraio, almeno per una volta sarebbe stato erogato puntualmente entro il 15/marzo.

Ciò non è stato possibile poiché, secondo fonti ATO, a versare le somme allo stesso, alla data del 15/03/2010, sono stati i Comuni di Barcellona P.G. , Basicò, Furnari, Montagnareale, Pace del Mela, Rodì Milici, Santa Lucia del Mela, Saponara e Villafranca Tirrena a rimettere le somme incamerati dalla regione, nel mentre non sono stati incamerati circa € 900.000 già nella disponibilità sin dall’inizio del mese dai Comuni inadempienti.

Sindacato e lavoratori condannano vibratamente simili ingiustificati comportamenti i quali appalesano lo sfascio e il grande indebitamento dell’ATOME2 in parte riconducibile al disinteresse e al menefreghismo della stragrande maggioranze dei soci dell’ATOME2.

CGIL – CISL – UIL auspicano che nel più breve tempo e con urgenza si provveda alla regolarizzazione dei versamenti da parte dei Comuni Soci affinché possano essere pagati i lavoratori che a causa delle diffuse inadempienze e ingiustificati ritardi sono i destinatari incolpevoli della situazione debitoria della società d’ambito.

Firmato

CGIL – CISL – UIL

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Santuario Sant'Antonio di Padova - Mostra di Arte Sacra

Santuario Sant'Antonio di Padova - La Sofferenza Insegna: Problematiche sull'Assistenza al Malato

mercoledì 17 marzo 2010

MASSICCIO RICAMBIO DI NUMERI CIVICI: IL DANNO E LA BEFFA

....................................................................................foto:assessore Paolo Genovese


A chi ha il coraggio di affermare che le innovazioni fanno bene alla vita e alla convivenza, sarebbe opportuno far sapere quanto disagio si sta creando nella nostra città, appunto, per il vezzo di innovare.
Anzi rinnovare di sana pianta

Bisogna sapere che, in ambito comunale, è stato deciso di scalzare in tutte le strade i numeri civici dalle case, per sostituirli con altri ovviamente nuovi e sicuramente diversi: un vero e proprio rivoluzionamento numerico che incide in maniera decisa nella variazione toponomastica.
Già abbiamo visto questi nuovi numeri in diverse vie del centro urbano , tutte strade su cui si affacciano centinaia di negozi ed uffici.
Nell'edificio delle poste - ufficio centrale di via Roma, dove il numero civico ora scaduto era il 175 - sono stati attaccati una decina circa di numeri consecutivi, di cui almeno la metà segnano le "vetrine".

Ma questo è niente.
Perchè la vera e propria rivoluzione avverrà in tutte le vie, dove solo poche porte avranno il numero del vecchio indirizzo.
Il che significa che ci sarà tanto da "scombattere" per quasi tutti i residenti, dopo che le variazioni di toponomastica stradale, essendo state effettuate d’ufficio, saranno notificate ai cittadini interessati.
Intanto per prima cosa, ogni nucleo familiare, possessore d'auto e di patenti di guida, "dovrà comunicare all’Ufficio Anagrafe il numero di tutte le patenti dei membri della famiglia e di tutti i libretti di circolazione degli autoveicoli e dei motoveicoli della famiglia per la conseguente comunicazione d’ufficio alla Motorizzazione".
"L’Ufficio Toponomastica - secondo quanto è riportato nel sito del Comune - dovrebbe dare comunicazione della variazione del toponimo a tutti gli Enti Pubblici: ENEL, Telecom, Siciliana Gas, Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri, Croce Rossa, A.S.L., Ufficio delle Imposte, etc."

..Sulla base di ciò s'era creduto che chi aveva effettuato la "rivoluzione" si sarebbe messo a disposizione dei cittadini per provvedere alla soluzione degli impicci conseguenti.
Sennonchè - almeno secondo quanto "chiarito" dall'assessore Paolo Genovese - ciò non incomberebbe al Comune, che poi in effetti è stato l'autore di tanto sconvolgimento.

Da qui sorge il sospetto che al danno si intenda aggiungere la beffa.
Se non è così, preghiamo i responsabili della civica amministrazione di parlare chiaro e di non limitarsi alle poche "correzioni" fatte trapelare tramite stampa, dopo l'espressa preoccupazione di numerosi cittadini, tra cui tutti gli esercenti.
Possiamo avere questa piccola soddisfazione?
Sempre in qualità di cittadini che pagano le tasse...

martedì 16 marzo 2010

SI AVVICINA LA PASQUA E I GIOVANI RIEVOCANO IL DRAMMA DELLA REDENZIONE


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Il Gruppo Giovanile Parrocchiale Chiesa S. Rocco Calderà
propone:”Storia di tre giorni” - Via Crucis drammatica




CI MANCAVA PURE SARKOZY


Non bastava Fini, che ormai cerca tutte le occasioni per contraddirmi; non bastava Di Pietro che,con la sua rabbia invidiosa, ha cercato sempre di rovinarmi ; non bastavano le toghe rosse che m'hanno preso di mira centinaia di volte; non bastavano i girotondi e le piazze viola: non bastavano i giornali comunisti con in testa il barbuto Scalfari; non bastava Carlomagno con le sue stupide domande; non bastava Trani con le sue novità infamanti; non erano sufficienti Noemi e D'addario; non bastava La Maddalena coi suoi riflessi bertolasiani; non bastavano Santoro, la Dandini, Ballarò e persino Vespa?
Tutto questo non bastava?
Ci mancava pure Sarkozy che, fattosi fregare dalla massiccia astensione dei francesi, mi sta facendo ricredere sull'efficacia del mio OTTIMISMO. Sinceramente non ce la faccio più...a fingere...

CLICCA:

E il premier disse: nessun dietrofront io non voglio finire come Sarkozy - Repubblica.it

Gelo su Fini, la nuova corrente spacca il Pdl Berlusconi irritato. Cicchitto: voto, poi chiariamo - Repubblica.it

l reddito di Berlusconi cresce di quasi 10 milioni

Il reddito di Silvio Berlusconi del 2009 è di 23.057.981.

( VENTITREMILIONICINQUANTASETTEMILANOVECENTOTTANTUNO )

L'anno precedente era invece di 14.532.538. Il presidente del Consiglio si conferma così il più ricco tra i parlamentari della Repubblica.

Tra i beni immobili a lui intestati risultano anche 5 appartamenti a Milano, 2 box sempre a Milano, e un terreno ad Antigua.

Alla voce "variazioni in aumento" compare l'acquisto di un immobile a Lesa (Novara) e la costruzione di un immobile sul terreno di Antigua.

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti si e' fortemente impoverito rispetto alla precedente dichiarazione dei redditi. Nella dichiarazione 2009 relativa ai redditi del 2008 dichiara infatti soltanto 39.672 euro rispetto ai 4,5 milioni dell'anno precedente.

Per il ministro dell'Economia un credito d'imposta di 70.376 euro.

Come si spiega il ripiegamento economico del ministro Tremonti?

Facilmente: Adesso non gestisce più il suo apparato privato di consulente finanziario e , tra crediti d'imposta, e mancati proventi per l'alienazione di cui sopra, s'è ridotto che, a momenti, è costretto ad autorilasciarsi una delle sue creature: la social card, quella che lui stesso ha inventato per sostenere i cittadini meno abbienti nelle loro spese quotidiane.

Praticamente la tessera dei poveri.

Più economico di così non sarebbe potuto essere.

In tal caso non potrebbe mancare tutta la nostra solidarietà e comprensione per la nuova vita francescana del nostro ministro dell'Economia.

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lunedì 15 marzo 2010

LA RAI? ANCORA UNA VOLTA ASCOLTA "LA VOCE DEL PADRONE"


Il Consiglio di amministrazione della Rai conferma, a maggioranza (cinque contro quattro) la linea sullo stop ai talk show.
Secondo il cda, tocca alla Commissione di Vigilanza decidere se ripristinare i dibattiti politici televisivi dopo che il TAR ha accolto il ricorso di Sky e La7 sul regolamento dell'Agcom per le tv private.
Nei giorni scorsi il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, dopo il ricorso di Mediaset e Sky, aveva sospeso infatti un provvedimento dell'Agcom (l'authority per le comunicazioni) che equiparava i programmi di approfondimento delle emittenti pubbliche a quelli della Rai, imponendo le regole della cosiddetta par condicio per una presenza equilibrata dei rappresentanti politici.
Poche ore dopo, però, l'Agcom annullava la propria decisione, chiedendo inoltre alla Commissione parlamentare di vigilanza e alla Rai di rivedere a loro volta le proprie decisioni.

Il presidente della Rai, Paolo Garimberti s'è detto amareggiato «per la divisione», evidente in seno al Consiglio, e «per la mancata ripresa dei talk show», ritenendo abbastanza frustrante che si sia ancora appesi su questa vicenda, con il tempo che non gioca a favore.
Tuttavia, per correttezza, s'è rimesso come sempre alla decisione della maggioranza del Consiglio.
Paolo Gentiloni, presidente del Forum Ict del Pd, ha attaccato la decisione del cda Rai contro la ripresa dei talk show politici. «La Rai - ha detto l'ex ministro - sarà dunque l'unica televisione senza programmi di informazione politica durante la campagna elettorale, ossia nel momento di maggiore interesse per l'opinione pubblica. È una decisione scandalosa - dice - un autentico suicidio per la Rai appena mascherato dallo scaricabarile sulla commissione di Vigilanza. A questo punto il rinvio alla Vigilanza appare infatti come un mero alibi, visto che il Cda avrebbe potuto decidere autonomamente la fine del black out. Siamo di fronte a una chiara violazione degli obblighi di servizio pubblico, oltre che della legge sulla par condicio e per questo mi auguro che l'AgCom intervenga per imporre, sia pure all'ultimo minuto.»

L'ON. ROBERTO CORONA INTERROGA I RESPONSABILI DELLA REGIONE SU CIO' CHE S'INTENDE FARE PER SALVAGUARDARE IL TERRITORIO DALL'INQUINAMENTO INDUSTRIALE

IL RIFERIMENTO E' A TUTTA LA FASCIA COMPRESA TRA MILAZZO E CONDRO', DOVE E' MAGGIORE L'INSEDIAMENTO DI FONTI INQUINANTI


Lo stato di disagio e di pericolo ambientale registrato nel territorio dei Comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, San Pier Niceto e Santa Lucia del Mela, diventa oggetto d'un ennesimo intervento parlamentare.
Nei giorni scorsi, sul delicato argomento, il deputato regionale Roberto Corona (Pdl) ha presentato un'interrogazione al Presidente della Regione, all’Assessore al territorio ed ambiente, all’Assessore all’energia e all’Assessore alle attività produttive, per sapere "se non ritengano di avviare una indagine conoscitiva finalizzata all’accertamento delle modalità di gestione delle procedure fin qui adottate e per conoscere come sia stato possibile avallare da parte della pubblica amministrazione una tale somma di incompetenze che rischia concretamente di provocare un gravissimo e persino irreparabile danno economico ad aziende estranee alla formazione dell’inquinamento. Anche alla luce del fatto che in mancanza di responsabili la Regione Siciliana sarà costretta a rimborsare le somme sborsate dai singoli privati, con la magra consolazione di potersi rivalere sul proprietario precedente dei terreni, ovverosia l’A.S.I."
A giustificazione della richiesta l'interrogante fa presente che detto territorio, con D.A. n. 50/GAB del 04/09/2002, è stato dichiarato Area ad elevato rischio di crisi ambientale in relazione all’impatto conseguente alla presenza di insediamenti industriali di notevoli dimensioni (centrale termoelettrica, raffineria di petrolio, ecc.). Con lo stesso provvedimento è stata, inoltre, istituita la Commissione Stato- Regione-Provincia-Enti locali con il compito di predisporre il Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela, integrata nella composizione con il successivo D.A. n. 883 del 16/07/2003.
Fa inoltre notare che "il Ministero dell’ambiente con DECRETO 11 agosto 2006 avente come oggetto:”Nuova perimetrazione del sito di bonifica di interesse nazionale di Area industriale di Milazzo.”testualmente ammette che la perimetrazione del sito è provvisoria e che l’inquinamento è da addebitarsi :
* all’inquinamento atmosferico del suolo, del sottosuolo e delle falde derivante dall’utilizzo di prodotti petroliferi sia della Raffineria che della ...... centrale termoelettrica;
* dagli effetti, eventuali, derivanti dall’incendio del deposito frigoriferi di Messina ambiente a Giammoro;
* Dalla lavorazione dell’amianto nell’area ex Sacelit;
che "lo stesso D.lgs 152/06 al successivo comma 4 dell’ art.244 si prevede che “Se il responsabile non sia individuabile e non provveda il proprietario del sito né altro soggetto interessato, gli interventi che risultassero necessari ai sensi delle disposizioni di cui al presente titolo sono adottati dall'amministrazione competente in conformità a quanto disposto dall'articolo 250, inoltre prevede, le procedure per gli interventi di messa in sicurezza., il sistema sanzionatorio e gli interventi di messa in sicurezza d’emergenza-definendo ulteriormente alla lettera t) le condizioni di emergenza tra le quali:
1) concentrazioni attuali o potenziali dei vapori in spazi confinati prossime ai livelli di esplosività o idonee a causare effetti nocivi acuti alla salute; 2) presenza di quantità significative di prodotto in fase separata sul suolo o in corsi di acqua superficiali o nella falda;3) contaminazione di pozzi ad utilizzo idropotabile o per scopi agricoli; 4) pericolo di incendi ed esplosioni.
Nella zona presuntivamente individuata come SIN non sono state effettuate indagini specialmente in quelle parti ove storicamente non sono state svolte attività o ove non sono state svolte attività inquinanti da considerare quali punti di bianco per le attività varie, per verificare se in tale terreni, si abbia o no il superamento delle CSC. Ne tantomeno si sono confrontati i dati di tali terreni con i dati di terreni consimili considerabili quali punti di bianco esterni al SIN siti certamente utili se non inquinati all’avvio di attività imprenditoriali".
E inoltre che:
"in presenza di inquinamento anche le ditte o qualunque altro soggetto anche se svolge attività non inquinanti si troverebbero nelle condizioni di dovere esborsare considerevoli somme pur non essendo assolutamente responsabili di un inquinamento diffuso e che mell’area di cui sopra solamente la Ditta Edipower sta provvedendo al risanamento con una spesa di circa 35.000.000 Mln di Euro in quanto gli atti amministrativi ed autorizzativi necessari sono stati svolti dal Comune di San Filippo del Mela, prima della solita dichiarazione di emergenza o di interesse nazionale;"
e infine"per le attività di disinquinamento della zona sono state perse le somme(andate in perenzione ) e previste a tale riguardo pari a 4.500.000 Euro".

DIVELTA PARTE DEL NUOVO RECINTO, COSTRUITO ATTORNO ALLA CHIESA DI FATIMA



Esiste, nella nostra città, una chiesa - quella dedicata alla Madonna di Fatima - che, non molti anni fa, è stata costruita per coprire un vuoto esistente nella zona compresa tra via Generale Cambria, via Gianani e via Madia: un vero e proprio quartiere popolato ed anche in espansione, se si bada alla parte adiacente al rilevato ferroviario.
Sin dall'inizio s'era addirittura fatta l'ipotesi che, attorno a quella dimora sacra, potesse sorgere una nuova parrocchia, con un proprio oratorio, utile soprattutto per una buona crescita dei giovani, molti dei quali residenti nelle "case popolari" di via Gianani.
Nella nuova chiesa, dotata di alloggio per l'eventuale parroco, sin dalla sua apertura, s'è avuto lo zelante apporto di un gruppo di suore, che non solo hanno badato a mantenere aperta ed in ordine la Casa del Signore, ma anche e soprattutto, con spirito di carità e sensibiltà umana ,sono riuscite ad incidere positivamente nei rapporti con le famiglie e ico giovani della zona. Non sto qui a descrivere i benefici effetti del loro apporto: non ultimo in ordine d'importanza la formazione di un coro eccezionale, che ancora rappresenta l'orgoglio della Chiesa di Fatima.
Sennonchè è capitato che le suore - per ragioni non dipendenti dalla loro volontà, ma per ordine superiore - se ne sono andate e la Chiesa ne ha sentito le conseguenze.
Adesso, nonostante il generoso appporto di alcuni fedeli, che volontariamente gestiscono la chiesa, per ciò che in una struttura del genere risulta indispensabile, il ruolo di questa Casa del Signore rimane tuttavia dimezzato, o per lo meno non può raggiungere quel livello che si sarebbe dovuto attendere da una struttura cristiana e cattolica nata in un ambiente molto bisognoso d'aiuto spirituale.
Ed è così che - nonostante si sia provveduto, per intervento del Comune, a porre una protezione mediante recinzione e cancelli - è stato possibile registrare atti spiacevoli attorno
alla Chiesa di Fatima: uno è avvenuto l'altra notte, quando ignoti - non si sa se per vandalismo o per dispetto o per razzia - hanno strappato e trafugato una trentina di metri della rete metallica plastificata, facente parte del nuovo recinto.

domenica 14 marzo 2010

PAPI SE SUPERERA' LA SOGLIA DEI 120 ANNI POTREBBE ACCEDERE AL SOGLIO DI PIETRO

MILANO (Reuters) - "Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con un evidente riferimento alle ultime notizie sull'inchiesta della procura di Trani sulle sue presunte pressioni contro alcune trasmissioni Rai, ha stigmatizzato oggi "l'atmosfera avvelenata di questi giorni", e ha poi aggiunto di credere che l'età media della vita umana possa arrivare a 120 anni."

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Non sappiamo
se sia un auspicio, questo di Berlusconi, o se il frutto dei soliti sondaggi che lui ordina ai suoi esperti, che spesso - grazie alla sfera di cristallo - riescono a fare salire il gradimento nei suoi confronti, anche quando è in caduta lampante.
Comunque, quel che conta è ben altra cosa: che lui ci creda o no, è certo però che ci spera, perchè - sondaggi alla mano - compiendo centovent'anni potrebbe accedere persino al soglio di Pietro. E da lì conversare col Padreterno e raccontargli le sue spassose barzellette

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: QUALE FUTURO PER LA POLIZIA PENITENZIARIA?

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LE PREOCCUPAZIONI PER L'IMPOSIZIONE DI UN PIANO SANITARIO

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C'è viva preoccupazione, a Barcellona, soprattutto tra le famiglie degli appartenenti all'organico di polizia penitenziaria dell'OPG "Vittorio Madia", per gli effetti del progetto riguardante il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari in attuazione del DPCM 1 aprile 2008, in base al quale in particolare la sanità interna dovrebbe passare al servizio sanitario regionale.
A fronte di tale situazione, i sindacati di categoria, in collaborazione col dipartimento amministrativo dell'OPG di Barcellona e col Comune, organizzano una tavola rotonda, che si svolgerà giovedì 18 marzo, ore 17, nella Sala Conferenze vecchia Stazione.
In quell'ocasione, si illustrerà il contenuto del progetto di cui sopra, che prevede il passaggio del personakle sanitario dall'Amministrazione Penitenziaria al Ministero della Sanità, mentre sembra incerto il destino del personale civile finora appartenente al Ministero della Giustizia e soprattutto rimane problematica la destinazione del personale penitenziario in soprannumero, visto che si procederebbe ad una riduzione dell'organico.
Non s'intravvede inoltre, nel progetto fin troppo generico, a cosa saranno destinati i reparti che rimarranno vuoti, visto che solo una parte della struttura verrà adibita alla sanità.
In un documento, emesso dai sindacati penitenziari, si fa rilevare che "l'attuazione del progetto sopra menzionato avrà parte rilevante sull'organizzaxzione del personale che in OPG lavora, e coinvolgerà sicuramente anche la città di Barcellona Pozzo di Gotto, in quanto l'istituto rientra nella vita economica della città".
Le OO. SS., in occasione della Tavola rotonda, intendono illustrare la precarietà che si prospetta a danno del personale non sanitario dell'OPG: operatori della Giustizia e polizia penitenziaria.
Su tale rischio si cercherà di discutere durante gli interventi, che per l'occasione avranno come moderatore il dott. Nino Levita, segretario nazionale AMAPI.
Cliccando sulla locandina si leggeranno i nomi di quanti parteciperanno ufficialmente alla discussione.







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