sabato 3 dicembre 2011

BARCELLONA P.G.= SINDACO, FINORA HAI LAVORATO MOLTO, MA ANCORA RESTA TROPPO DA FARE PER USCIRE DALLO STATO D'EMERGENZA

NANIA DEVI CHIEDERE, CHIEDERE, CHIEDERE AIUTI MASSICCI, PERCHE' L'EMERGENZA NON E' ANCORA FINITA



BARCELLONA: Si punta a riavviare le attività commerciali.Il sindaco Nania prevede già da lunedì la fine dello stato di emergenza. Iniziative per le feste natalizie.

La giornata di ieri, attenuatasi l'emergenza, è stata caratterizzata da visite di rappresentati istituzionali regionali e provinciali...

A volere interpretare il titolo e l'abbrivio del servizio di Leonardo Orlando, apparso sulla Gazzetta del Sud odierna, viene subito da pensare che, quasi quasi, la città di Barcellona Pozzo di Gotto, fino a ieri prostrata ed in ginocchio per le malefiche esondazioni dei torrenti e delle saie, sia già all'impiedi, pronta a riprendere le propria normalità:possibilmente inzuccherata dalle tradizionali risorse natalizie.

Se così davvero fosse, dovremmo esultare, perché non sarebbe più frutto di un sogno quanto, in Facebook, ha scritto l'altro giorno l'amico Angelo Greco.

Lo riporto integralmente:

"Barcellona Oggi

Stamattina a Barcellona si respirava un'aria nuova , le strade completamente pulite, i negozi riaperti che lavoravano a pieno regime, la gente sorridente che preparava gli addobbi natalizi.

La gente che ti incrocia per le strade ti sorride e ti da' la precedenza o inchioda per farti passare sulle strisce pedonale o rinuncia al parcheggio per fare parcheggiare te.

Passando dal comune ho saputo che chi aveva preso gli stivali li ha riportati scusandosi della disattenzione.

Ho notato che i prezzi erano sensibilmente scesi anche per la benzina del 20%.Che i soldi per gli indennizzi erano gia' arrivati ed erano pronti per le persone che ne facevano richiesta.

Poi purtroppo mi sono svegliato".

Adesso non vorrei che il signor Sindaco di Barcellona, stanchissimo per le traversie che, abbattutesi sulla città, lo stanno oberando, e per questo gravato dal sonno stia pure lui sognando ciò che tutti vorremmo che fosse realtà.
Lo stato d'emergenza, caro Candeloro, permane e tu, che sei medico, te ne stai rendendo conto soprattutto, perché anche tu sei avvolto come tutti noi dalla foschia di polvere sottile che il movimento stradale solleva permanentemente.

Ed è di una gravità estrema per tutti: perché tutti viviamo respirando e siamo costretti a respirare polvere,;

perchè tutti guardiamo con gli occhi e siamo costretti a stropicciarceli, arrossati come sono dalle polveri sottili:

perché tutti siamo costretti a muoverci in auto e con le auto solleviamo polvere.
Ma tu ci dirai che stai facendo il massimo che puoi, con l'utilizzo di qualche spazzatrice, che in definitiva non può che dare una leccata là dove rimane ancora tanto terriccio destinato a trasformarsi in micidiale polvere.

Sei medico pediatra e meglio di me ti rendi conto che a subire il maggior danno sono appunto i bambini, per cui dovresti - se ancora non l'hai fatto - appellarti con tutte le tue e le nostre forze al commissario dell'ASP e all'assessore regionale alla Salute.

Francesco Poli e Massimo Russo dovevano essere i primi ad intervenire in questa durissima circostanza, e non per fare passerella come tanti altri, ma per constatare quantopericolo incombe sulla salute pubblica, proprio a causa della permanenza di queste maledette polveri sottili, che intanto andrebbero costantemente monitorate.

E solo lor signori hanno il potere di muovere la macchina della prevenzione.

Sindaco, questo Tu hai: il diritto-dovere di chiedere ed imporre a questi padroni della sanità pubblica, i quali quando devono togliere sono pronti e quando devono dare si rendono uccelli di bosco.



venerdì 2 dicembre 2011

RIAPRONO LE SCUOLE, MA NON MANCANO LE DIFFICOLTA' LOGISTICHE PER RAGGIUNGERLE

rs
Dopo quasi due settimane di chiusura, ordinata a causa della disastrosa alluvione, le scuole riaprono.
L'ha autorizzato il sindaco, revocando l'ordinanza che ne aveva precluso ogni attività.
La ripresa in tutto il territorio comunale avverrà lunedì prossimo, 5 dicembre.
Intanto nelle more è consentito l'accesso alle strutture del personale addetto allo svolgimento di iniziative necessarie per una normale ripresa delle ordinarie attività, in compatibilità con gli interventi di sanificazione ambientale in coo di attuazione.
I dirigenti scolastici, per quanto di competenza, avranno cura di adottare ulteriori misure eventualmente utili per la tutela dell'utenza.
Sino a nuova disposizione resta comunque precluso l'utilizzo, per ogni attività didattica, dei piani cantinati dei plessi scolastici “G. Verga” e “L. Capuana”, nonché della palestra della scuola “G. Verga” e delle aree scoperte adiacenti ai plessi in argomento".
La riapertura delle scuole, ovviamente dovrebbe tenere conto della eventualità di difficoltà insite all'attuale critica situazione ambientale, tra cui lo scombussolamento determinato in molte famiglie che, oltre ad avere subito danni alle abitazioni, non hanno più la possibilità di utilizzare i propri mezzi di trasporto, essendo state molte le auto private travolte dalla furia della fanghiglia che ha invaso le strade e tante altre quelle ricoperte dal fango, tanto da rimanere ancora bloccate davanti alle abitazioni.
Sarebbe pertanto opportuno attenzionare quest'aspetto logistico, per venire incontro ad eventuali impedimenti: possibilmente ricorrendo all'incremento del numero di bus navetta, per scolari e studenti.

ALLUVIONE: LE PROMESSE DELL'ASSESSORE REGIONALE A "LIBERI TUTTI"

L'INCONTRO E' AVVENUTO STAMANI ALL'ORATORIO ALLA PRESENZA DEL SINDACO

Stamani, presso l'Oratorio Salesiano San Michele Arcangelo di Barcellona Pozzo di Gotto, l'Assessore Regionale alle Attività Produttive Marco Venturi, e Giuseppe Scandurra della Presidenza Nazionale della Federazione Antiracket Italiana, su sollecitazione del Prefetto Francesco Alecci, hanno incontrato il Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, Candeloro Nania, e la locale Associazione Antiracket Liberi Tutti.

Durante l'incontro si sono affrontate le principali criticità vissute dalla cittadinanza e dalle attività economiche locali, evidenziando le possibili soluzioni da mettere in campo sia nei confronti delle autorità nazionali che del mondo bancario, così come proposte dal locale Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dall'Amministrazione Comunale e dagli stessi imprenditori.

L'Assessore Regionale ha evidenziato la ferma volontà di intervenire nella prossima riunione di Giunta al fine di disporre di finanziamenti a fondo perduto a favore delle attività economiche danneggiate, lo stanziamento di fondi ad hoc a valere sul Fondo Regionale per il Commercio, la CRIAS e l'IRCAC, nonché la possibilità di destinare parte dei fondi previsti dal P.O.R. Turismo riservandoli alle attività nascenti nel contesto comunale.

L'Assessore ha infine indetto una riunione presso l'Assessorato Regionale Attività Produttive, prevista per giorno 6 alle ore 10:30, alla quale sarà presente anche il Dott. Giuseppe Scandurra in rappresentanza della FAI, i sindaci dei comuni colpiti dall'alluvione, una rappresentanza dell'Ordine dei Dottori Commercialisti di Barcellona P.G., i rappresentanti dei commercianti di Barcellona Pozzo di Gotto, l'Associazione Antiracket Liberi Tutti, le associazioni datoriali, l'ABI, la Banca d'Italia e le rappresentanze regionali delle banche nazionali, al fine di confrontarsi sulle proposte messe in campo e trovare soluzioni efficaci e tempestive.

DAL LUSTRASCARPE AL LUSTRASTRADE IL PASSO NON E' STATO BREVE



C'era una volta - a Barcellona - un lustrascarpe. Si chiamava Giacomo e sin da ragazzo si guadagnava il pane lucidando le scarpe in piazza San Sebastiano.
Ogni mattina posizionava, all'angolo tra via Garibaldi e via Umberto, un banchetto, che gli serviva per sedersi stando in basso, una pedana, alcune spazzole e scatole di "cerotto" , una sedia che serviva per far accomodare l'avventore da "lucidare".

Allora le strade di Barcellona erano in gran parte polverose - un po' meno comunque di quelle di oggi, ora che li ha infangate l'alluvione - ed era facile che le scarpe si impolverassero o addirittura s'inzaccherassero quando pioveva.
Solo che non tutti i barcellonesi allora avevano le scarpe e non tutti, di coloro che le indossavano, avevano i soldi per farsele pulire.
Capitava quindi che i clienti più assidui erano i "nobili", o meglio quelli che possedendo "na sarma di terra" si facevano ritenere tali, sol perché frequentavano il circolo dei nobili, che era appunto a pochi metri dal posto in cui lavorava Giacomo.
Ma ce n'erano degli altri che occasionalmente si fermavano da lui per farsi dare una lustrata.
E Giacomo così racimolava, ogni giorno, quel paio di lirette sufficienti per campare la famiglia.
Ora qualcuno mi chiederà perché mai io abbia proposto questo quadretto.
Glielo dirò: me l'ha fatto rimembrare il signor sindaco, quando ha detto che attendeva l'arrivo di spazzole...meccaniche, da lui richieste per fare liberare le strade dalla polvere che le ricopre, ora che la fanghiglia s'è asciugata.
Una curiosa associazione d'idee, per cui ho pensato che, se non c'è più il lustrascarpe, a Barcellona, adesso ci sarà putroppo il lustrastrade.

I SINDACATI SOTTOLINEANO LA GRAVITA' DELLA SITUAZIONE IN UN ALLARMATO COMUNICATO CONGIUNTO


CGIL – CISL E UIL a seguito dei disastri causati dall’alluvione con frane e smottamenti che ha drasticamente colpito la città di Barcellona e della Zona esprimono profonda preoccupazione per la gravità dei danni che hanno messo in ginocchio l’economia di intere famiglie, tutte le attività produttive, danneggiato irreversibilmente le infrastrutture, squarciato la viabilità. Artigianato e piccola impresa, Agricoltura e floricoltura, attività commerciali sono state ricoperte dal fango e dalla melma. Grande è la disperazione e l’ apprensione in tutta la comunità. A distanza di una settimana dal tragico evento i danni appaiono più pesanti di quanto si pensasse e risulta essere paralizzata ogni attività lavorativa. L’economia è in ginocchio, i danni sono immensi. Sui luoghi devastati e sulle strade infangate c’è stata scarsa presenza dello Stato e il coordinamento degli interventi è stato poco efficace ma c’è stata una forte presenza di Ragazze e Ragazzi volontari, provenienti anche dai comuni vicini, con pale, picconi e rastrelli per dare sostegno e soccorso ai bisognosi e soprattutto ai negozianti nel liberare quel poco di prodotti non immelmate. La loro sensibilità, il loro volto sereno, la loro audacia e semplicità ha un significato straordinario, è un ammonimento a coloro i quali, negli anni, si sono resi responsabili di negligenza e indifferenza nel cementificare, determinare deviazioni, restringimenti, tombinare corsi fluviali, non curanti, tra l’altro della cura e della manutenzione ordinaria e straordinaria per prevenire. Se non si farà in fretta a dare sostegno economico con provvedimenti mirati e con azioni protese a bonificare, a risanare la viabilità, a fare riaprire tutte le attività sarà drammatico per intere famiglie e loro dipendenti. Le festività natalizie sono alle porte, la merce e le scorte, già acquistate sono state rovinosamente danneggiate, per tantissimi negozi dover restare chiusi sarà un colpo mortale. CGIL, CISL E UIL sostengono che occorre fare in fretta e da subito avviare il monitoraggio e il censimento dei danni alle attività produttive e al settore commerciale nonché alle civili abitazioni per dare sostegno economico e restituire fiducia e speranza agli imprenditori e loro dipendenti. E’ urgente mettere in connessione tutti gli Enti preposti e le Istituzioni ai vari livelli per intervenire con incisività e tempestività per agevolare il ritorno alla vita quotidiana consapevoli, tra l’altro, che la più grande opera pubblica di cui si ha bisogno è la messa in sicurezza del territorio, atteso che, purtroppo, la tragedia potrebbe ripetersi e che bisogna assumere la cultura della cura e di una rinnovata pianificazione urbanistica ispirata allo sviluppo ecocompatibile. Per questo il Sindacato è mobilitato e nei prossimi giorni promuoverà ogni utile iniziativa anche con manifestazioni pubbliche unitarie protese a risollevare le sorti della nostra Città. CGIL CISL UIL Salvatore Chiofalo Roberto Isgrò Lorenzo Gitto

BARCELLONA P.G. = L'ESERCITO NON C'E' PIU', MA LA CITTA' HA ANCORA TROPPO BISOGNO D'AIUTO



Da oggi, l'Esercito italiano, presente a Barcellona nella massiccia meritoria operazione postalluvione con la generosissima Brigata Aosta, non è, almeno per ora, più operante in questa città martoriata.
Davanti al quadro abbastanza chiaro di una situazione ancora allarmante e carica d'incognite, per la permanente necessità di braccia e di mezzi iutili a restituire alla città la normalità, il sindaco Candeloro Nania, auspicando che non si tratti di definitiva chiusura del prezioso contributo dei militari, ha annunciato d'avere avanzato richiesta di ulteriore aiuto al Ministero della Difesa.
Ed è possibile che dell'urgenza di tale richiesta s'immedesimi il competente Ministro, Gianpaolo Di Paola, ammiraglio di Torre Annunziata, e quindi meridionale doc che bene conosce le reali esigenze delle popolazioni bisognose: basti pensare che ha appreso d'essere stato inserito nel Governo Monti mentre si trovava in visita in Afganistan.
Fra poco il capo della civica amministrazione, presente quello della provincia, terrà una conferenza stampa a Palazzo Longano, per fare il punto sulla situazione e pare che debba annunciare tra l'altro che da lunedì si riapriranno tutte le scuole, una necessità questa incontrovertibile in considerazione della fin troppo lunga assenza dalle aule di studenti e insegnanti.
Tuttavia mi sembra opportuna qualche riflessione sulla fattibilità della disposizione, per quanto riguarda la riapertura dei plessi maggiormente disastrati.
Comunque, il problema non è solttnto questo: c'è quello del traffico che solleva polveri pericolose: un ffetto collaterale che va affrontato in qualche modo, se non si vuole che allo strazio del fango e dei detriti si aggiunga quello di malanni conseguenti ad essa.
La città, insomma, è ancora soggetta a un grande rischio ed è ancora impellente che si invochino aiuti manuali e meccanici per farvi fronte con maggior serenità.

giovedì 1 dicembre 2011

ALLUVIONE DEL 22 NOVEMBRE: CAUSE DEL DISASTROSO FENOMENO



Ma cosa è accaduto di così eccezionale il 22 novembre scorso, da subissare il territorio della fascia tirrenica in provincia di Messina? Il geologo ce lo spiega chiaramente.

Il post riporta brani tratti da una recenzione del prof. Franco Ortolani, ordinario di geologia e Ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II. (L’alluvione di martedì 22.11.2011 nel Messinese| Meteo Web)

"Una serie di cumulo nembi hanno inondato la superficie del suolo con precipitazioni piovose eccezionali che hanno superato i 350 mm in 12 ore. Il percorso dei cumulo nembi ha interessato obliquamente le valli del versante ionico mentre ha avuto lo stesso orientamento dei bacini idrografici, da sud a nord, lungo il versante tirrenico. In particolare sono state investite dalle forti precipitazioni parti delle valli del Patrì (oltre 10.000 ettari di bacino idrografico) e del Mela (oltre 10,000 ettari) mentre ilbacino del Longano (circa 1800 ettari) è stato interessato interamente dalle maggiori precipitazioni piovose. Il bacino del Longano si è trovato esattamente nella parte più piovosa della fascia per cui tutto il territorio per diverse ore è stato inondato complessivamente da oltre 300 mm di pioggia. L’asta torrentizia del Longano, lunga circa 10 km, per alcune ore ha dovuto smaltire acqua e detriti alimentati dal ruscellamento superficiale e da numerose colate di fango e detriti che hanno interessato i versanti collinari e montani contribuendo ad incrementare significativamente il trasporto solido anche con tronchi d’albero d’alto fusto. I dissesti causati dall’evento alluvionale: i versanti e le fiumare non hanno retto Durante il transito dei cumuli nembi la pioggia ha incessantemente martellato i versanti per cui potenti flussi di acqua e detriti si sono riversati negli alvei del Patrì, del Longano e del Mela causando repentine modificazioni dell’alveo. Come accade da diversi anni, gran parte dei detriti grossolani si è accumulata lungo gli alvei torrentizi causando una ulteriore aggradazione del letto e locali esondazioni con distruzione di strade come accaduto lungo la valle del Patrì. Il servizio è tratto da una recenzione del prof. Franco Ortolani, ordinario di geologia e Ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II. I versanti collinari e montani caratterizzati da un substrato ricoperto da uno strato di spessore variabile da circa 1 m ad alcuni metri di rocce alterate e suolo hanno alimentato numerose colate rapide di fango e detriti che hanno mobilizzato istantaneamente diverse decine di migliaia di metri cubi di detriti, suolo e vegetazione arborea. La colata rapida di Scarcelli, frazione di Saponara Una colata rapida di fango ha causato tre vittime nell’abitato di Scarcelli, frazione di Saponara (figura 7). Tale dissesto ha le stesse caratteristiche di quelli verificatisi nell’area di Giampilieri e zone limitrofe il 1 ottobre 2009 quando la zona fu investita da oltre 200 mm di pioggia rilasciata da cumuli nembi, provenienti dallo Ionio, che si sono dissolti in corrispondenza dello spartiacque sui monti Peloritani L’esondazione del torrente Longano a Barcellona Pozzo di Gotto L’enorme volume di acqua e detriti affluito nell’alveo del torrente Longano ha determinato un rapido incremento della portata che si stima abbia superato i 500 mc/sec a Barcellona Pozzo di Gotto. Numerosi tronchi d’albero d’alto fusto hanno parzialmente occluso le luci dei viadotti e contribuito all’esondazione della fiumara Alcuni tratti dell’alveo della fiumara ricoperti per ricavare strade e parcheggi hanno contribuito ad incrementare gli effetti devastanti della piena improvvisa".

DICHIARATO DECADUTO DA DEPUTATO REGIONALE IL SINDACO DI MESSINA PEPPINO BUZZANCA



L'HA RITENUTO TALE LA COMPETENTE COMMISSIONE ARS CON VOTO MAGGIORITARIO


La Commissione per la verifica dei poteri dell'Assemblea Regionale Siciliana, ha dichiarato decaduto dalla carica di deputato regionale Giuseppe Buzzanca del gruppo Pdl, attualmente sindaco di Messina.

La decisione è stata presa con voto a maggioranza, avendo la Commissione preso atto di due sentenze della Corte Costituzionale sulla incompatibilità tra il ruolo di parlamentare e quello di amminitratore pubblico locale.

Hanno votato per il sì sei dei dieci componenti, tre per il no e un astenuto: il presidente dell'ARS Francesco Cascio.

La dichiarazione di decadenza, essendo stata conseguente a voto di maggioranza, sarà sottoposta a dibattito in Aula, per una decisiva pronuncia dell'Assemblea.



BARCELLONA POZZO DI GOTTO: POST-ALLUVIONE, SI CONTINUA A LAVORARE MASSICCIAMENTE MA ANCORA RESTA MOLTO DA FARE


In tutta la città si continua a lavorare alacremente per rimuovere gli ammassi di fango e di detriti accumulati ai margini delle strade e per controllare gli edifici che, a prima vista, hanno subito il maggiore impatto dell'esondazione dei torrenti e delle saie, durante il nubifragio del 22 novembre.
La situazione, nonostante il massiccio intervento di volontari e d'istituzioni, con l'ausilio permanente della Protezione Civile e dell'Esercito, permane ancora molto problematica ed è impossibile una qualsiasi stima su ciò che resta ancora da fare.
Si può dire soltanto che resta moltissimo da programmare e quindi da operare, sia per ridare un volto normale alla città, sia per garantire qualche forma di risarcimento a quanti sono stati "massacrati" nei loro beni dal tragico evento.
Intanto, la Magistratura come atto dovuto ha aperto un fascicolo sull'esondazione per l'accertamento di eventuali responsabilità dirette e indirette sull'accaduto, che ha devastato il territorio del nostro comune e di altri limitrofi, allagando - e in alcuni casi distruggendo - campagne, strade e edifici, con conseguenti enormi disagi per gli abitanti.
A Barcellona, tra gli effetti postumi dell'alluvione, di notevole entità e pericolosità è la permanenza di uno strato di terriccio in quasi tutte le vie, che si trasforma in una intensa cortina di polvere al passaggio degli automezzi.

ALLUVIONE BARCELLONA POZZO DI GOTTO: IL GENERALE FRANZ SIDOTI SEGNALA


Situazione ,dopo 9 giorni dall’esondazione, in via roma alta

Sulla strada :

-al centro strada grande botola fognatura rotta per un quarto( il danno è segnalato da una grande poltrona che copre il foro);

-circa dieci tonnellate di fango ,misto a rifiuti ingombranti e meno ingombranti,che coprono metà carreggiata per circa 15 mt ,ormai da alcuni giorni;

La suddetta situazione,ormai puzzolente, è stata segnalata prontamente e ripetutamente al C.O.C., anche per i risvolti di salute pubblica( i vicini minacciano di dar fuoco al cumulo di rifiuti).Il COC ha promesso rapido intervento.

In garage cantina giardino :

restano ancora circa 80 Mc di fango,dagli iniziali 400 Mc,grazie all’intervento dei mezzi messi a disposizione dal comune,che ringrazio, e all’opera di tantissimi giovani volontari barcellonesi milazzesi castrensi,la cui solidarietà fa sperare nel presente e nel futuro.Essi in emergenza sono il toccasana spirituale e materiale della società.

In particolare,si segnala :

-l’opera indispensabile dei volontari della protezione civile,che con la loro potente idrovora(1500 l. di acqua al minuto) hanno avviato a soluzione il problema;

- l’opera indispensabile del muletto,messo a disposizione dal COC;

-l’opera insostituibile infaticabile preziosa degli operai della forestale,che a forza di braccia pala e carriola hanno accumulato e portato fuori non so quante tonn. di fango più o meno acquoso;

-la collaborazione e la direzione attiva del personale del COC .

Ora non resta che completare l’opera.

Segnalo la necessità di dotare il COC di un servizio di posta elettronica e di cablare la città ,per il futuro, con la banda larga,cosa facile e poco costosa(qualche decina di miglia di euro), e molto utile in caso di emergenza,sia per l’allarme sia per le indispensabili informazioni ai cittadini,spinti a informatizzarsi da punti caldi internet sparsi per la città.Si tratta di educazione indispensabile allo sviluppo tout-court.

Segnalo ancora il problema della polvere derivante dal fango che sta invadendo la città,polvere nociva alla salute anche perché mista a polvere sottile.

mercoledì 30 novembre 2011

ALLUVIONE: : CI SARA' TANTO BISOGNO DI RISORSE PER RISOLLEVARE I CENTRI COLPITI DALL'ALLUVIONE. SI ASSISTERA' AL SOLITO PING-PONG TRA STATO E REGIONE


Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, durante la recente question time alla Camera dei deputati, nell'annunciare che il presidente del Consiglio Monti ha stabilito di emettere un'ordinanza per far fronte all'alluvione del 22 novembre, ha però precisato che il reperimento dei fondi occorrenti per porre rimedio agli effetti disastrosi del maltempo spetta alla Regione.
Dobbiamo dire che si delinea il vecchio gioco dello scarica barile, che credevamo fosse un vizietto semplicemente politico ed invece pare che sia anche prerogativa dei tecnici?
Ma la Regione che cosa dirà, di fronte a tale precisazione?
Finora il governatore Raffaele Lombardo non sembra abbia dato peso alla "sparata" del neo ministro, ed ha preferito parlare di solidarietà e di comprensione per la gravità dei danni subiti dai centri devastati dal nubifragio, accennando di sfuggita all'utilizzo di risorse statali.
"Siamo ben consapevoli - scrive nel suo blog don Raffaele - che c’è tanto da fare per riportare alla normalità e rimettere finalmente in sicurezza il territorio del messinese, duramente colpito dai recenti eventi naturali. E il nostro governo è già al lavoro per mettere in pratica tutto quanto è in proprio potere e per fornire le risorse necessarie utili a far ripartire quelle zone e a ridare speranza e futuro a quelle popolazioni".
"Oocorre ripensare - aggiunge Lombardo - i piani regolatori generali e, utilizzando risorse che devono venire anche dallo Stato, liberare le case costruite ai piedi delle colline, verificare come sono trattati i letti delle fiumare e valutare come sia possibile creare condizioni di sicurezza. Tutto questo deve essere fatto insieme ai tecnici delle strutture regionali, ma anche con il prezioso contributo dei sindaci che come pochi conoscono realmente il territorio"
Intanto a Barcellona e a Saponara, dove i danni sono incalcolabili, si continua a lavorare per liberare il territorio dal fango e dai detriti che hanno invaso i due centri, dove col trascorrere dei giorni si accavallano i problemi relativi alla stabilità di edifici, che impongono la necessità di urgenti evacuazioni e conseguente sistemazione delle famiglie sfollate.

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ATTENZIONE: IL COMUNE AVVERTE CHE L'ACQUA PROVENIENTE DA MONTE CROCE NON E' POTABILE


BARCELLONA POZZO DI GOTTO: MENTRE SI LAVORA ALACREMENTE PER TOGLIERE FANGO E DETRITI E' OPPORTUNO CHE SI ATTENZIONIMO ALTRI "EFFETTI COLLATERALI"

FOTO: IN MOLTE STRADE, DOVE IL FANGO NON E' ARRIVATO, MOLTE AUTO SONO SEPOLTE DALLA POLVERE===============>
Il dopo alluvione sta presentando, accanto all'esasperante situazione causata dall'invasione di acqua, fango e detriti in quasi tutte le strade di Barcellona Pozzo di Gotto, una serie di "effetti collaterali", ai quali è necessario porre la massima attenzione, sia sul piano della vigilanza comportamentale sia su quello della salute pubblica.
Già l'individuazione di qualche atto di sciacallaggio, che in casi drammatici del genere costituisce un'appendice di prammatica, e la preoccupazione per il sorgere di egoistiche tendenze ad approfittare "dell'occasione" offerta dal disastro, impongono l'urgenza di intensificare l'attenzione ed il controllo, ma c'è di più: nonostante si sia proceduto quasi immediatamente all'analisi di campioni dei fanghi e delle scorie che hanno invaso la città, non ancora si è pensato di tener conto del gravissimo rischio che le polveri sottili, sollevate in vastissimo nembo nell'aria, costituiscono per la salute della popolazione.
Il sindaco e l'assessore all'igiene e sanità, entrambi medici, dovrebbero essere i primi a rendersi conto della gravità del danno che arrecherà la permanenza, nelle strade, del terriccio che, polverizzato dal traffico automobilistico e sollevandosi in nembi, rende l'aria irrespirabile.
Le strade della città, purtroppo, si sono trasformate in vere e proprie trazzere interrate, e qualche cosa bisogna fare per limitarne gli effetti deleteri.
Si passi a "bagnarle" con qualche autopompa, un pò come si faceva un tempo, d'estate, nelle disastrate vie del dopoguerra, nella "vecchia" Barcellona.

CLICCA PER VIDEO ==>Alluvione Barcellona P.G. 22/11/2011 - italiano | Twitmunin .

martedì 29 novembre 2011

BARCELLONA, CITTA' DEL LONGANO, RISORGERA' E SARA' PIU' BELLA E PIU' FORTE DI PRIMA. CE LO DICE LA STORIA.


Anno Domini 1757, la notte tra il 2 e il 3 novembre.
Dopo tre giorni di fortissimi venti, seguiti da un'improvvisa calma, "all'intorno già rumoreggiava il tuono e la folgore col rapido baleno rompea la notte".
Giunse la pioggia, prima a catinelle, poi sempre più intensa ed insistente.
"Le acque del Longano a poco a poco andarono ad ingrossare e non si contennero più entro i ripari, perché ben presto li sorpassarono trascinando seco tronchi d'alberi, macerie, armenti e pastori".
"Non passò molto che tutta la contrada divenne un lago; indescrivibili sono le scene di dolore e gli atti d'eroismo di alcuni che si diedero al salvataggio".
"L'onda si rese padrona del paese e dei bei terreni coltivati: cadevano una dopo l'altra le piccole case, restavano in parte sotterrate le più alte; le masserizie, gli oli, i frumenti galleggiavano; le strade s'erano cambiate in furiosi torrenti e il torrente, non avendo più letto, nè argini, in un lago ondeggiante. Tutto annunziava la prossima morte".
Si era nell'anno del signore 1757, nel mese di novembre, cioè 254 anni fa, prima che accadesse un altro disastro del genere a Barcellona.
Allora il Longano non era stato ancora reggimentato con gli argini che noi conosciamo: il letto più libero e ampio aveva un percorso tortuoso e i terreni in pendio dissodati, il che contribuiva a rendere rischiose le piene. "Barcellona divenne un lago: gli abitanti erano piuttosto risoluti ad abbandonarla: pareva impossibile porre riparo a tutti quei guasti e rimettere le abitazioni in sicurezza".
Ma non fu così, i Barcellonesi restarono a Barcellona e il paese nel tempo crebbe fino a diventare la città odierna.
La quale, anche se per cause non analoghe, oggi si trova nella stessa maniera prostrata,
infangata, quasi del tutto rovinata.
Ma anche adesso risorgerà e, come allora ci fu chi provvide a porre argini robusti al torrente e a raddrizzarne il corso, così adesso ci dovrà essere chi provvederà a correggere i difetti che stavolta hanno contribuito a rendere invadente e distruttivo il vecchio storico torrente. Quel torrente che per antonomasia la fa chiamare Barcellona "Città del Longano".

* La notizia storica dell'alluvione del 1757 è tratta dal libro "La città di BARCELLONA-POZZO DI GOTTO descritta e illustrata con documenti storici dall'avvocato Filippo Rossitto" (Ed. 1911)

BARCELLONA-MILAZZO: CIRCOLAZIONE VEICOLARE PRECARIA SULLA LITORANEA

ATTENZIONATO IL PONTE SUL MELA PER DANNI ALLE BRIGLIE IN SEGUITO ALLE RECENTI PRECIPITAZIONI ATMOSFERICHE

Il dirigente del 3° Dipartimento – Protezione civile e Difesa Suolo - con ordinanza n. 77/2011, ha disposto la limitazione al transito con restringimento ad un’unica corsia della carreggiata, circolazione veicolare a senso unico alternato regolato da semaforo e limitazione di velocità a 20 km7h sulla S.P. 72/a-68b-75b, ricadente nei territori dei Comuni di Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto.
L’atto dirigenziale è stato emanato a causa dello scalzamento delle briglie in corrispondenza del ponte sul torrente Mela ed ha avuto effetto dal 26 novembre 2011 con scadenza a tempo indeterminato, nelle more delle opportune verifiche. Il provvedimento sarà reso noto al pubblico mediante l’apposizione di segnaletica locale ed è fatto obbligo a chiunque spetti osservare e far osservare la disposizione dirigenziale.

I FANGHI SI POSSONO TOGLIERE, NON C'E' RISCHIO ALLA SALUTE CON TALE OPERAZIONE




SI RISCHIA QUALCOSA A CAUSA DELLE POLVERI SOLLEVATE DAL TRANSITO DELLE AUTO?
LA DOMANDA E D'OBBLIGO!

I fanghi che hanno invaso Barcellona non sono catalogabili come rifiuti pericolosi, per cui il loro sbancamento, trasporto e deposito può avvenire tranquillamente.
Sarebbe questo il risultato del primo intervento di campionamento ed esame di fanghi e detriti, effettuato dall'Arpa, onde consentire con tranquillità l'operazione di ripulitura dalle masse fangose che hanno invaso le strade della città durante l'esondazione dei due torrenti e dellle numerose saie che l'attraversano.
Il risultato delle analisi è stato consegnato al Sindaco, il che gli consente di avviare celermente la grande mostruosa operazione di ripulitura delle strade maggiormente disastrate.
Le prime ad essere affrontate saranno ben 27 - specificate da barcellonablog nel post di ieri - ed il Sindaco Candeloro Nania, che ha fatto emettere una disposizione categorica per consentire tale operazione, raccomanda ai cittadini con domicilio in dette strade (vietate al transito dal 30 novembre al 5 dicembre e comunque fino alla fine dei lavotri) di posteggiare altrove le auto.
Intanto, se da un lato è stato possibile tranquillizzare amministratori e operatori per quanto concerne la natura dei fanghi e dei detriti, nulla pare ancora si stia facendo per rendere edotta la popolazione della gravità del danno arrecabile da uno degli effetti collaterali determinati dal naturale essiccamento della fanghiglia che, nelle strade aperte al traffico, col passaggio dell'eccezionale numero di automezzi in transito, determina il sollevamento di polveri sottili.
Le quali, formando una micidiale cortina, rendono l'aria irrespirabile.
Per rendersi conto della enorme quantità di polvere sollevata, basta dare uno sguardo alle migliaia di auto posteggiate ai margini delle strade: sono tutte ricoperte da terriccio accumulatosi con la caduta delle polveri sollevate dal traffico automobilistico.

SOLIDARIETA' CRITICHE E SUGGERIMENTI DEL PSI DI BARCELLONA

Sul disastro che ha colpito Barcellona P.G. il responsabile della sezione del Psi, ha dichiarato “non si può invocare da parte del Sindaco della nostra città il destino o l’evento eccezionale poiché quanto è avvenuto, disastrando il territorio e colpendo i cittadini, è stato possibile in primo luogo per l’abbandono del territorio. La quasi inesistenza manutenzione e realizzazione di adeguate opere di regimentazione delle acque meteoriche e la mancata raccolta dei tronchi di alberi abbandonati da troppo tempo lungo le linee di compluvio sono stati forse la causa principale del disastro .
L’esponente socialista propone, all’Amm/ne Comunale e agli Enti preposti alla tutela e controllo della Città, per far fronte all’emergenza economica dei cittadini di Barcellona di pozzo di Gotto, alcune iniziative immediate :
1) Adeguato sostegno economico e sistemazione garantita in alloggi dignitosi alle famiglie che hanno perso l’abitazione;
2) Procedure idonee al fine di consentire la sospensione dei pagamento del mutuo ipotecario sugli immobili;
3) Sostegno finanziario in tempi rapidi ai commercianti e agli artigiani disastrati per agevolare una rapida ripresa attività economiche;
4) Vigilanza sui prezzi di consumo di prima necessita' per evitare probabili speculazioni ;
5) Oculata distribuzione delle risorse ecomomiche e di quant’altro donato dalla collettivita ai cittadini che hanno realmente subito danni e perso ogni bene.

lunedì 28 novembre 2011

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: VENTISETTE STRADE RESTANO CHIUSE PER SGOMBERO E RIPULITURA DAL 30 NOVEMBRE AL 5 DICEMBRE


SONO VIETATI IL TRANSITO E LA SOSTA DEI MEZZI A MOTORE PER CINQUE GIORNI E COMUNQUE FINO AL TERMINE DEI LAVORI DI RIPRISTINO DELLA VIABILITA'


Dovendosi procedere alla pulitura di numerose strade, il Comune ha stabilito il divieto di transito dal 30 novembre al 5 dicembre 2011 nelle seguenti strade: Via San Giov. Bosco;Via del Mare fino alla via Industriale; Via Gramsci;Via S. Andrea tratto tra via Kennedy e via Amendola; Via Carducci tutto compreso tra la via S.Giovanni Bosco e via Verdi, Via Verdi tratto tra via Spagnolo e via Carducci; Via don Minzoni; Vicolo I° Mercato; Via Spagnolo; Via Garibaldi tratto tra via Roma e via del Mare; Via Roma tratto compresoo tra v. Garibaldi e piazza Stazione; Via Mandanici; Vicolo I° Mandanici;Via N. Fabrizi; Via Volta; Via te. Genovese; Via Operai tratto tra via Roma e via S.G.Bosco; Via Marconi tratto tra via Roma e via S.G.Bosco; Via Arcodaci; Via Trento; Area Vecchia Stazione tratto tra via Umberto I° e via Cattafi; Via Medaglie d'oro S. Cattafi; Via Trieste.

LE IMMAGINI FORTI CHE LA NATURA VIOLENTATA CI HA VIOLENTEMENTE IMPOSTO

Sembrano quadri d'autore, e forse lo sono: li ha prodotti la Natura che, violentata dall'uomo, li ha trattati coi suoi colori forti e violenti.
Teniamoli sempre presenti, soprattutto noi che li abbiamo visti e li stiamo soffrendo nella loro cruda realtà.












ABBIAMO SENTITO UNA CAMPANA, ADESSO ASCOLTIAMONE UN'ALTRA


Accogliamo uno scritto di Pasquale Rosania, segretario del Circolo Prc Nino Pino Balotta.
Anche qui si esprimono parere e suggerimenti sull'evento tragico che sconvolge BARCELLONA POZZO DI GOTTO:

"Ora che i giorni trascorsi dall’alluvione del 22 Novembre ci consentono ragionamenti a mente lucida sull’accaduto, è il caso anche di interrogarci sulle prospettive.
Innanzitutto, la conformazione di Barcellona, come più volte avevamo sottolineato, è estremamente problematica dal punto di vista idrogeologico. Per semplificare si potrebbe dividere la città in tre fasce (di cui le prime due riguardano il corso del torrente), che comportano tutte seri rischi in caso di precipitazioni di una certa rilevanza.
La prima è a monte, e comprende le frazioni che si affacciano sul Longano. Queste sono rese franose dall’assoluta mancanza di manutenzione. Teniamo a sottolineare che gli imbrigliamenti di cui negli anni si è fatto uso non sono assolutamente sufficienti e sono soluzioni ormai superate che sarebbe ridicolo riproporre ora. L’unica cosa che rende un terreno geologicamente stabile è la vegetazione. Per via dell’incuria e degli incendi estivi l’instabilità dei terreni a monte sembra ormai essere una caratteristica fisiologica del nostro territorio. Più volte abbiamo ribadito che l’ESA, costantemente sul punto di chiudere, rappresenterebbe uno strumento indispensabile in questo senso; oppure, l’utilizzo alternativo di queste aree, che comprenda pascolo ed agricoltura, consentirebbe il normale ciclo vitale delle pareti, che tornerebbero ad essere stabili. Crediamo che questa proposta sia ancora assolutamente valida.
La seconda area è quella in cui il Torrente attraversa il centro. Innanzitutto, anche solo guardando il letto ci si rendeva conto che i lavori di pulitura erano approssimativi, ma il problema è di ordine strutturale e riguarda le coperture. Il ponte di via Roma e quello di via San Giovanni Bosco non sono assolutamente sufficienti a contenere una portata di piena (per quanto ipotetica) del Torrente. Dunque non è affatto vero che evitando che l’acqua trascini detriti ed alberi il problema si risolve! Ovviamente si ridurrebbe di molto il rischio, ed è verissimo che la presenza di corpi solidi e fango nella corrente è stata la causa principale dell’esondazione, ma resta l’enorme problema che detti ponti sono sufficienti per circa due terzi rispetto alla portata che il torrente può assumere (anche questo è un argomento più volte segnalato). Questi due tratti del ponte Longano vanno necessariamente riformulati, insieme agli argini, peraltro crollati in più punti.
La terza area è quella, particolarmente diffusa in una città interamente fluviale come Barcellona, delle cosiddette saje, piccoli torrenti disseminati in tutto il territorio. Queste sono costantemente allagate alle prime piogge autunnali e, seppur asfaltate, si comportano, appunto, come saje. Si pensi alla saja d’Agri, Pantano, Santa Venera, Battifoglia. Diventano delle vere e proprie pozze d’acqua che bloccano la città e creano disagi, allagamenti nelle abitazioni circostanti, diverse frane. A parte la stessa conformazione di questi torrenti e l’urbanistica assolutamente discutibile, non esiste un vero sistema di drenaggio, e quando c’è consiste in piccoli scoli che non vengono mai puliti e praticamente sempre raccolgono acqua, spesso, peraltro, in corrispondenza di sottopassaggi che diventano pericolosissimi, senza che a nessuno venga in mente di ripensare strutturalmente almeno alcuni siti più rischiosi.
Viste le ripetute iniziative svolte dal nostro Circolo sull’argomento e il fatto che dette problematiche erano note a chi ci amministra, e visto inoltre l’immobilismo assoluto, a parte qualche intervento di pulitura perché uscisse sui giornali, da parte della Giunta, impegnata a spendere fondi per la costruzione di piazze e strutture varie da inaugurare sotto elezioni, noi riteniamo che la responsabilità sia interamente del Comune. Restano valide, e speriamo trovino finalmente applicazione, le nostre proposte. Nel frattempo, pur nella condizione, che mai avremmo voluto si verificasse, di dire “l’avevamo detto”, i nostri ragazzi, fascia rossa al braccio, sono tutta la giornata nel fango da una settimana e la nostra sede sta facendo da base operativa e da ricovero per chi spala. Crediamo che questa tragedia, unita all’unica, ma grande nota positiva della solidarietà cittadina, ci possa consegnare ad una nuova generazione che sembra viva ed estremamente umana, voltando una pagina cupa, che sa di marcio, che stava uccidendo lo spirito pubblico, e che come ultimo atto ci abbandona nel fango.
Pasquale Rosania, Segretario Circolo Prc Nino Pino Balotta.


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GAZZETTA DEL SUD Barcellona, «impossibile farcela da soli»


BARCELLONA POZZO DI GOTTO: L'URLO DEL LONGANO DEV'ESSERE LA SIRENA CHE E' MANCATA PER AVVISARE LA CITTA'



ragazzi al lavoro: foto di Patrizia




Essere o non essere: questo è il grosso dilemma che la grande alluvione che ha investito martedì scorso Barcellona Pozzo di Gotto comporta.

Siamo stati per le strade della città, dove nonostante tutte le possibili precauzioni ancora regna il caos, sia per l'intensità del traffico, che ingarbugliato solleva cortine di polveri sottili, sia per gli ammassi di fango tendenti a indurire là dove con grande fatica ed abnegazione sono stati accumulati, e di fronte a tanto scompiglio ci siamo chiesti se l'urlo del Longano e degli altri corsi di fango farà sentire l'eco per molto tempo ancora.

Ci siamo arrovellati il cervello per dare una risposta all'essere o non essere di alcuni fattori che la Natura ci ha inteso sottolineare.

Li diciamo, sperando di non cadere in qualche errore.

E' o non è necessario che Giove pluvio ci mandi altra pioggia?

Se ciò accadesse, il timore di ulteriori pericoli prevarrebbe sulla speranza che possa quell'acqua costituire un lavaggio per le strade divenute vere e proprie trazzere interrate?

E' o non è necessario rendersi finalmente conto che uno dei fattori che hanno aggravato gli effetti dell'esondazione va ricercato nella tombinazione, in parte difettosa, del torrente Longano?

E in tal caso è o non è opportuno smantellare parte della copertura di via San Giovanni Bosco?

Ma visto che ci siamo, procediamo:

E' o non è da chiedersi se potrà rimanere la rampa della nuova strada - che tanto utile sta risultando in questi momenti di caos stradale, ma che - per sua buona o meglio cattiva parte - ha senza dubbio fatto riversare tutta quella ondata di acqua e fango dalla via San Giovanni Bosco alle vie del Mare e Amendola?

Essere o non essere: questo è un dilemma che soltanto un attento e onesto futuro amministratore dovrà cercare di sciogliere.

Se si vorrà veramente liberare la città dall'incubo destato dall'urlante vecchio Longano.

Francesco Cilona

Riporto sotto una riflessione inviatami da Tindaro Di Pasquale, un giovane in politica che, in rappresentanza di Circoli dell'Ambiente e della Cultura rurale, intende dare il proprio contributo alla soluzione di un problema fin troppo scottante.

OGGETTO:ALLUVIONE A BARCELLONA POZZO DI GOTTO

"La drammatica alluvione del 22 novembre, che ha colpito la città di Barcellona Pozzo Di Gotto ha messo in evidenza una serie di problematiche legate alla gestione del territorio che vanno approfondite. Intanto, alla base di tutto c’è il cambiamento climatico in atto in questi anni, di cui bisogna tenere conto. Il nostro pianeta non è un organismo statico, ma dinamico, dove un minimo cambiamento locale può influenze estese.

L’esondazione del Longano è stata determinata dall’intensità delle piogge, che hanno trovato nel loro percorso naturale verso il mare una serie di ostacoli. L’acqua ha infatti prima sradicato nelle zone di Migliardo e Castroreale una grande quantità di alberi, trascinandoli nell’alveo, ha poi incontrato i ponti e infine la copertura di circa 700 metri, realizzata in corrispondenza del centro urbano di Barcellona. La parte sottostante, a suo tempo regolarmente pavimentata per lo scorrimento delle acque, si è riempita di detriti provenienti appunto dalle zone franate, rendendo difficoltoso il percorso dell’acqua, formando una sorta di tappo. E’ così tracimata, allagando tutto il centro cittadino.

Va detto che in questi giorni sono sorte delle polemiche in relazione alla pulizia del torrente che sarebbe stata omessa dall’ amministrazione Nania ,ebbene, oltre ai dati visivi , le fatture in possesso dell’ amministrazione , smentiscono in maniera evidente, quanto detto da coloro i quali evidentemente hanno ritenuto di poter fare politica dinnanzi ad una tale sciagura.

Cosa fare per evitare il ripetersi di un evento di tale portata? Intanto rivedere la piantumazione degli alberi lungo le sponde montane del torrente, capire come evitare che la furia delle acque possa sradicarli. Operare una periodica pulizia dell’alveo e soprattutto la pulizia e il controllo periodico di tutto l’alveo coperto. Rivedere e migliorare il sistema delle briglie a monte, operare con l’ausilio degli esperti di geologia e di idraulica per rendere il più possibile regolare il flusso delle acque, alla luce dell’aumento delle precipitazioni atmosferiche, peraltro concentrate nell’arco di pochi giorni.

Riconsiderare eventualmente lo smantellamento di parte della copertura, che comunque, ne siamo consapevoli, comporterà grossi problemi di viabilità. Riconsiderare l’ultimo tratto di copertura, con pendenza verso l’interno e non verso l’alveo scoperto del torrente.

Possibilmente verificare se è il caso di fare sigillare e rendere non più agibili i piani cantinati degli edifici nelle aree a rischio, ovviamente compensando i proprietari per il mancato utilizzo di queste superfici. Prescrivere per le eventuali nuove costruzioni o ristrutturazioni, ove possibile, un sollevamento del piano di calpestio del piano terra di circa 45 centimetri.

Comunque attuare quanto previsto dall’art. 149 Aree a rischio esondazione, delle Norme Tecniche di attuazione del PRG, integrandolo alla luce di quanto ora avvenuto, con modifica dell’area a rischio esondazione del PRG, che non prevedeva le aree situate immediatamente ai lati del torrente, ipotizzando un’esondazione all’altezza della via Roma.

Detto ciò, si precisa che sin dalla mattina del 22 novembre , il coordinamento dei circoli dell’ ambiente si è messo a disposizione del centro di emergenza comunale,con il quale collabora.

Vogliamo esprimere il ringraziamento a tutti quei giovani barcellonesi , grazie ai quali, si è riusciti in pochi giorni a liberare le strade, grazie ai quali molte persone hanno avuto aiuti , a loro va il più grande ringraziamento e plauso . Esprimiamo la nostra più sentita vicinanza a tutti quei cittadini che in codesta situazione hanno perso le abitazioni o le attività commerciali ."


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