sabato 6 settembre 2008

BUGIARDI NOI, SINCERI LORO? e Brunetta in buona fede!


In certi momenti il prof. Brunetta, ministro a pieno titolo, mi fa tenerezza. Tremonti, no.
Il primo, in certi momenti, mi dà l'idea che assomigli a quei vecchi maestri di scuola che credevano di potere risolvere la disciplina ed il profitto della classe, usando il bastone e la carota: le bacchettate sulle mani ai più discoli e la caramellina ai più bravi e volenterosi.
E' in questo modo che il solerte ministro intende mettere in atto la sua teoria dei fannulloni e quella dei dipendenti modello, con la quale è convinto che raddrizzerà le gambe ai cani che stanno finendo di spolparsi questa nostra Italietta.
Dico che mi fa tenerezza, perchè è così sincero da non rinnegare la sua modesta origine familiare, tanto da volere rispettare le esigenze dei più bisognosi, sostenendo che "quello che lui cerca di fare è di sinistra".
E allora se mi fa quest'impressione, come posso non credere nella sua buona fede quando sostiene che la bozza federalista di Calderoli non prevede nessun aumento delle tasse e che non è affatto vero che l'imposta sulla casa (ICI) tolta da Berlusconi non sarà reintrodotta sotto altro nome da Calderoli?
Ma forse siamo solo noi (anche se in molti) i bugiardi che, in malafede, fingiamo di sentirci buggerati dalle tante promesse fatte in campagna elettorale dal cavaliere.
E della cui attuazione diciamo che non vedremo neppure l'ombra.

Francesco Cilona

E PLACIDO MANDANICI CONTINUA PLACIDAMENTE AD ATTENDERE



Rientrano le carte sequestrate dalla Finanza, riguardanti l'iter per il completamento della telenovela "Teatro Mandanici", e rinasce la speranza - o il timore, secondo il parere di non pochi - che si proceda all'apertura di una definitiva gara d'appalto, in grado di risolvere la semisecolare soluzione del problema creato dalla distruzione dell'antico teatro dedicato al musicista barcellonese Placido Mandanici.
La Magistratura, dopo un anno dal sequestro, ha restituito al Comune l'intero incartamento corredato della relativa sentenza, che - così si dice - consentirebbe ad una apposita Commissione del Comune, presieduta da un ingegnere facente parte dello staff del Sindaco, di consultarsi sulla possibiltà di avviare una nuova gara, alla quale potrebbero partecipare altre ditte, oltre quelle protagoniste dell'appalto posto sotto inchiesta.
Come si ricorderà, su ricorso di due imprese, che avevano partecipato a quella gara, il CGA intervenne per bloccarne l'iter ritenendo illegali il procedimento e la soluzione attuati.
Da parte sua, il Tribunale di Barcellona, su iniziativa del sostituto procuratore Olindo Canali, dopo aver fatto sequestrare dalla Finanza incartamenti ritenuti essenziali per un'inchiesta giudiziaria aperta sulla faccenda del teatro, emise ben sette avvisi di garanzia, indirizzati al sindaco, Nania, all'ingegnere capo dell'ufficio tecnico comunale, Calabrò, e a cinque altri tecnici.
Adesso, si dovrebbe giungere al chiarimento se sussistono le ipotesi di reato prospettate in quell'occasione

venerdì 5 settembre 2008

ODDìO, QUANTE SOZZURE A BARCELLONA POZZO DI GOTTO


Stamattina ho voluto fare un giro per le strade della nostra città.
A piedi. Anche per cercare di contribuire alla "prova" di consumare meno carburante, al fine d'ndurre i signori del petrolio a dimensionare i prezzi alla pompa.
Camminando, a zig zag, un po' sul marciapiede un po' sulla strada - a causa dei numerosi ingombri incontrati dove sarebbe stato più logico muovermi in qualità di pedone - mi sono trovato più volte nella necessità di schifarmi, a causa delle sporcizie in cui mi sono imbattuto.
I marciapiedi, le "canalette", ai bordi delle strade, erano - e ovviamente continuano a essere pieni di cartacce, qua e là imbrattati da escrementi di cani, da altri residui organici, da frutta marcia.
Insomma, erano in condizioni di sporcizia tali da fare rimpiangere il tempo in cui esistevano gl spazzini con scope, pale e carriole, che riuscivano a mantenere il necessario decoro nelle nostre strade.
Adesso, ho l'impressione che ci si voglia far fessi con l'innovazione della macchina spazza-cammino - attenti che ho scritto cammino con due emme - un mezzuccio meccanico che, mentre deve far credere che spazza le strade, lambisce in realtà soltanto qualche tratto lasciato libero dall'ingombro delle auto... posteggiate persino sui marciapiedi: al pari dei numerosi tendoni, gazebi, bancarelle autorizzati dal Comune, per il vile compenso dell'imposta sul suolo pubblico. Quando si paga.
Abbiamo appreso che l'ATO, considerandosi in credito coi Comuni, ha chiesto il commissariamento degli enti inadempienti, al fine di racimolare il denaro spettantegli.
Ma gli spetta davvero tale credito? Di fronte alle sozzure costatate in città, che potrebbero addebitarsi ad inampienze dell'ATO stesso, ditelo voi se si può avere il coraggio di chiedere tanto.
Già è troppo se c'è ancora il cittadino che, pur masticando amaro, continua a pagare le esose bollette per la spazzatura.
Di quella immondizia che, non solo si butta nei cassonetti, ma che senza alcun ritegno si dissemina pure su marciapiedi e "canalette", lungo tutte le strade cittadine.

Fra' Galdino

Una nota dell'Economist, senza commento

The Economist wins Berlusconi lawsuit

"Nel luglio 2001 - si legge in una nota diffusa per conto dell'Economist - Silvio Berlusconi, attualmente premier italiano, ha avviato una causa legale accusando l'Economist di averlo diffamato in un articolo dal titolo "An italian story", apparso nel nostro numero del 26 aprile 2001.
"Siamo lieti di annunciare - si legge nella nota - che una corte milanese ha emesso un giudizio che rigetta tutte le accuse di mr.Berlusconi, obbligandolo ad assumersi tutti i costi legali sostenuti dall'Economist. Il giudizio integrale in italiano è disponibile - here - sul nostro sito internet".

Questa la copertina originale del "magazine" in lingua inglese.



IN "VIDEO" mezza "VERITAS"...

videoSarà stato un infortunio del cronista, quello regisrato ieri sul TG3, ma sbagliando a volte si dice la verità: perchè non sarà certamente l'Alitalia ad essere sulle p. degli Italiani, ma l'intero berlusconismo.

giovedì 4 settembre 2008

SI ACCENTUA LA POLEMICA SUL DRASTICO TAGLIO DEI POSTI DI SOSTEGNO


Si anima il dibattito sul taglio dei posti destinati agli insegnanti di sostegno .
Dopo l'energico intervento del PdCI, che in un proprio documento aveva, tra l'altro, additato la responsabiltà del Provveditorato sulla mancanza di reattività all'abbattimento dell'attività di sostegno, nelle scuole del Messinese, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, dott. Gustavo Ricevuto, ieri mattina, in una conferenza stampa, ha rilasciato una propria dichiarazione con la quale, rammaricandosi per l'errata valutazione del suo comportamento di fronte alla drastica riduzione del numero degli insegnanti di sostegno, ha sostenuto di avere al contrario agito con grande solidarietà - e continuerà a farlo - nei confronti di una categoria che sicuramente non ha vita facile.
"Tuttavia - ha aggiunto Ricevuto - la volontà di comprimere il numero dei posti assegnati per i docenti che devono prendersi cura degli studenti diversamente abili, non è a me imputabile; io rappresento solo l'ultimo anello di una catena e in quanto tale non posso far altro che attuare quando stabilito "ai piani alti".
La risposta del PdCI non s'è fatta attendere.
Rintuzzando la definizione di "gazzarra" che il "provveditore" avrebbe espresso in riferimento alle proteste inscenate dagli insegnanti di sostegno e dalle famiglie dei disabili e difendendo le ragioni che hanno indotto i giornalisti a commentare negativamente l'intera situazione, i comunisti italiani hanno chiamato all'adempimento del proprio ruolo i sindacati, per una strenua difesa delle esigenze di categorie così mal trattate, contro gli atteggiamenti "antidemocratici" che il dirigente della scuola messinese, in questa circostanza, avrebbe manifestato.
Intanto, mentre il contrasto prosegue, dai piani alti si continua a mantenere inesorabilmente il taglio previsto e, tutt'al più, si lascia intravvedere lo spiraglio di un piccolo recupero di posti:
non più di trenta, come suggerito dal governatore di Sicilia.

IL GIORNALISTA STELLA PARLA DI MARIASTELLA::: sul Corriere della Sera di oggi



Ma chi gliel'ha fatto fare, alla ministra Mariastella Gelmini, di prospettare corsi intensivi di aggiornamento per gli insegnanti del Meridione e della Sicilia?
Non si ricordava più d'avere approfittato di quella parte d'Italia, proprio lei, quando dovendo affrontare gli esami di Stato per la qualifica di avvocato - nel 2001 - dall'alto della sua Brescia preferì scendere nel basso di Reggio Calabria per fruire delle maglie larghe di un costume... disastroso?
A rammentarglielo però hanno provveduto "oscuri navigatori in Internet" che, indagando, hanno scoperto lo scheletrucio nel suo armadio e l'hanno fatto conoscere ad un giornale del...Nord.
In quell'anno, Mariastella Gelmini, già avviata alla politica, ma non ancora abilitata nella sua professione di legulea, non potendo la sua famiglia permettersi di mantenerla, ha dovuto affrontare la necessità di completare presto il suo iter professionale presentandosi agli esami, che nelle sedi regionali di Corte d'Appello lo Stato organizza per abilitare all'avvocatura i laureati in Legge.
Nella speranza - o convinzione - di potercela fare meglio in una regione del Sud, la futura ministra decise di scendere fino alla punta estrema dello Stivale, e si presentò agli esami indetti a Reggio Calabria.
Proprio in una di quelle Regioni che, a suo parere, avrebbero il massimo bisogno di portarsi al livello dell'alta capacità culturale del suo Nord.
Ma dove anche la percentuale degli ammessi, in quel genere d'esame, si prospettava di gran lunga superiore - quasi il triplo - rispetto a quella della sua Brescia.
Per maggiori approfondimenti, suggeriamo di leggere articolo sull'argomento del giornalista G.A.Stella, nel Corriere della sera.

mercoledì 3 settembre 2008

PERCHE' IL PREZZO DEL GREGGIO CALA E QUELLO DELLA BENZINA NO?

Andare alla pompa per fare il pieno di carburante è diventato ormai un sogno.
Il costo della benzina e del gasolio è talmente alto da scoraggiare la massima parte degli automobilisti.
Tutto questo, come si sa, è conseguenza dell'iperbolico aumento del greggio, che fino a qualche mese fa è salito, soprattutto per speculazione, fino a 160 dollari al barile. Un aumento progressivo indecente che ha portato all'attuale prezzo alla pompa, altrettanto indecente.
Ma adesso - come era avvenuto per la crescita - il prezzo del petrolio è calato (e continuerà a calare rapidamente), fino a portarsi a poco più di 100 dollari e, anche se in concomitanza risulta una certa rivalutazione del dollaro, rispetto all'euro, bisogna riconoscere che la discesa in verticale è stata talmente marcata da fare sperare una rapportata riduzione del prezzo al litro della benzina.
Attualmente, invece, ai distributori il costo di ogni litro di carburante rimane attestato a quello degli ultimi aumenti e, secondo la Federconsumatori, ciò non è ammissibile.
Da parte sua l'Unione Petrolifera ribatte che già, "dal 1° agosto il prezzo industriale della benzina si è mosso coerentemente con la discesa delle quotazioni" e che "occorre tenere presente, anche guardando all'andamento del greggio, che le sue quotazioni scontano l'apprezzamento del dollaro nei confronti dell'euro che, rispetto ai valori di aprile, può essere stimato in 4 centesimi di euro al litro".
Infatti, l'euro, che nel mese di luglio aveva toccato rispetto al dollaro americano il record di 1,60, è oggi sceso a 1,45, con una tendenza ancora al calo. Tuttavia ciò non dovrebbe essere sufficiente a giustificare l'attuale stagnamento del prezzo dei carburanti alla pompa.
Come d'altronde non era assolutamente giustificato il vergognoso aumento fatto registrare nei mesi passati, quando - a differenza di oggi - mal si è tenuto conto della grossa svalutazione del dollaro nelle quotazioni del petrolio. Adesso, che le due campane ( quella dei consumatori e quella dei petrolieri) non riescono a suonare in armonia, che cosa resterebbe da fare per indurre a miglior consiglio gli speculatori?
L'unica arma non potrebbe essere altra che quella della riduzione all'osso del consumo, mediante un corale contributo di chi possiede mezzi di locomozione: usando cioè l' auto nei casi indispensabili, evitando sprechi con velocità folli in autostrada e con l'abuso di marce basse in città, e possibilmente utilizzando il mezzo il meno possibile con a bordo il solo guidatore. A meno che non se ne possa fare a meno.
Se qualcuno ha altri suggerimenti validi, sarà opportuno che ce lo faccia sapere.

Francesco Cilona

martedì 2 settembre 2008

NOTIZIE UTILI PER CHI VA A SCUOLA


E' ormai prossima l'apertura delle scuole d'Italia.
I primi a presentarsi in aula saranno, l'otto settembre, gli studenti della Lombardia, mentre tra i banchi andranno per ultimi, il 17, i Siciliani.
Gli alunni, che quest'anno hanno l'obbligo scolastico sono poco più 9.000.000, di cui un milione circa iscritti alle scuole private.
Fra docenti, dirigenti ed altro personale scolastico amministrativo e di servizio saranno impiegate poco più di un milione di unità, mentre si prospetta ridotto in maniera drastica il personale insegnante destinato alla scuola di sostegno.
Le festività previste dal calendario scolatico sono complessivamente undici, compresa quella relativa al santo patrono della città.
La chiusura delle scuole è stabilita , in una data del mese di giugno, secondo le esigenze di ogni singola Regione, tranne che per la scuola materna, fissata per il 30 dello stesso mese.
Per la scuola secondaria superiore, gli esami di Stato avranno inizio, sull'intero territorio nazionale, con la prima prova scritta, il 25 giugno 2009; la prova scritta, nell'ambito degli esami di Stato conclusivi dell'istruzione secondaria di primo grado, si svolgerà il 18 giugno.
Per quanto concerne la ventilata riforma della scuola, la ministra Gelmini ha voluto precisare
che il "ritorno del maestro unico" sarà graduale e pertanto avviato soltanto nella prima elementare.
CALENDARIO SCOLASTICO ADATTATO PER REGIONE .
Abruzzo
: dal 15 settembre 2008 al 6 giugno 2009. Basilicata: dal 15 settembre al 10 giugno. Calabria: dal 15 settembre al 6 giugno. Campania: dal 15 settembre al 12 giugno. Emilia Romagna: dal 15 settembre al 6 giugno. Friuli Venezia Giulia: dal 15 settembre al 10 giugno. Lazio: dal 15 settembre (16 per le secondarie di secondo grado) al 12 giugno. Liguria: dal 15 settembre al 13 giugno. Lombardia: dall'8 settembre al 16 giugno. Marche: dal 15 settembre al 10 giugno. Molise: dal 15 settembre all'11 giugno. Piemonte: dal 15 settembre all'11 giugno. Puglia: dal 15 settembre al 10 giugno. Sardegna: dal 15 settembre al 10 giugno. Sicilia: dal 17 settembre al 12 giugno. Toscana: dal 15 settembre al 13 giugno. Umbria: dal 15 settembre al 10 giugno. Veneto: dal 15 settembre al 9 giugno. Valle d'Aosta: dal 15 settembre al 12 giugno. Provincia di Bolzano: dal 10 settembre al 13 giugno. Provincia di Trento: dal 15 settembre (primo settembre per le scuole dell'infanzia) al 9 giugno.

CONTINUA IL MALCONTENTO PER L'ENERGICA RIDUZIONE DEL NUMERO DEGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO NELLA NOSTRA PROVINCIA. Il PdCI sostiene la protesta.


Si aprono due strade - quella per il Parlamento Europeo e quella verso la Magistratura - per contrastare il taglio di ben 166 posti di sostegno nelle scuole, che tante preoccupazioni sta creando negl'insegnanti della nostra provincia e nei genitori degli alunni che del sostegno non possono fare a meno.
La fievole promessa di una seconda convocazione per il recupero di 33 posti, fatta balenare da "una letterina di raccomandazione" del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, anziché suscitare speranze, praticamente è servita ad incrementare il malcontento degli interessati.
Il PdCI, facendosi interprete della gravità della situazione, ha deciso d'intervenire in appoggio alla loro protesta, con due iniziative: un intervento al Parlamento Europeo e la trasmissione alla Magistratura di un proprio documento, datato 30 agosto, con cui si chiede di verificare se sussistono "profili di reato nel comportamento complessivo" in relazione al modo in cui i tagli dei posti di sostegno sono stati realizzati in provincia di Messina.
Nell'invitare insegnanti e familiari coinvolti dal caso, il PdCI stigmatizza la velata promessa di un ridimensionamento del taglio, che definisce, nel caso venisse attuata, un vero e proprio "piatto di lenticchie del quale non ci si può accontentare", anche perchè servirebbe solo a creare complicazioni e ulteriori motivi di malcontento.
Sarebbe un grave errore - sostengono gli esponenti del Pdci - accontentarsi dell’offa dei 33 posti, ammesso che vengano assegnati (ci permettiamo di avanzare seri dubbi in proposito), che rappresenterebbero una goccia nell’oceano, nonché una soluzione-tampone, valida solo per quest’anno scolastico".
"L'obiettivo, invece, dev'essere quello di ottenere che tutti i disabili che hanno fatto regolare richiesta attraverso le scuole abbiano assegnato l'insegnante di sostegno. Come stabilito dal D.P.R. 24/2/'94: «una volta accertata "l'individuazione dell'alunno come persona disabile", per il quale si rendono necessari particolari interventi di natura pedagogico-didattica e di natura terapeutico-riabilitativa o assistenziale, l'istituzione scolastica non può fare altro che procedere all'assegnazione del docente di sostegno".
Il PdCI si è ripromesso di fare presentare, dall'on Marco Rizzo al Parlamento Europeo, una dettagliata interrogazione su questa grave questione, che rischia di scombussolare la scuola nel Messinese

lunedì 1 settembre 2008

I TAFFERUGLI DI NAPOLI E ROMA? NON BASTA QUI LA RONDA


Sarei curioso di sapere se, dopo la domenica di ieri, il signor Berlusconi si sia dispiaciuto di più per la cilecca del Milan - nonostante Ronaldinho - o per i disordini provocati dagli ultras del Napoli.
Lui, che è presidente della squadra meneghina e contemporaneamente presidente del consiglio della Nazione Italia, per chi ha sofferto di più?
Se davvero fosse in grado di fare un vero esame di coscienza, il cavaliere senza neppure esitare dovrebbe rattristarsi costatando che, nonostante i roboanti annunci del suo governo sulla vincente strategia nella soluzione dei problemi dell'immondizia di Napoli e sull'ordine pubblico, i recenti disordini di Napoli e di Roma, dimostrano chiaramente che il pattume d'ogni genere, compreso quello umano, s'è solo tentato di nasconderlo sotto il tappeto dell'ipocrisia e della faccia tosta.
Senza neppure riuscirci.
Già i recenti fatti registrati a Roma, dove la violenza degli ultrà di destra nei confronti di inermi avversari politici aveva sdegnato persino il sindaco Alemanno, sarebbero stati sufficienti per fare riflettere il rigido Maroni sulla vacuità delle misure strombazzate (le ronde militari in giro per la città), ma visto che tali fatti sono stati trascurati, sarei ora curioso di sapere come il "leghista al ministero dell'Interno" cercherà di spiegare l'incapacità di far fronte ad emergenze come quella creata dai 1.500 ultrà del Napoli, che impadronitisi con la violenza del treno per la Capitale, in occasione del derby con la Roma, lungo il viaggio hanno devastato le carrozze, con un danno di circa mezzo milione di euro, e al rientro hanno persino creato, fino a notte, tafferugli e scontri con la polizia nella stazione Termini.
Come di consueto, la grave situazione che dovrebbe far battere il petto a chi crede di avere trovato la panacea nell'acqua tiepida delle ronde, sarà quasi certamente affrontata individuando il classico capro espiatorio.
Ed il primo indizio del ricorso a questa collaudata tecnica l'ha immediatamento offerto il ministro Maroni, chiedendo chiarimenti al questore di Napoli, il quale tra l'altro dovrebbe relazionare anche sulla veridicità del contrasto tra le Ferrovie (secondo cui non avrebbero dovuto salire sul treno quei tifosi perchè non avevano biglietto) e un'ordinanza urgente della Prefettura di Napoli ,che avrebbe prescritto all'azienda di farli viaggiare. "Motivi di ordine pubblico", avrebbe scritto il Prefetto e le Ferrovie avrebbero aperto gli sportelli agli ultrà e addirittura consigliato ai passeggeri, che erano già sul convoglio ed erano diretti a Torino, di scendere e trovare "un'altra soluzione".
Chi delle due parti avesse ragione, sarà intanto l'unica questio da affrontare. Per risolvere il resto continueranno a marciare in città le mediatiche ronde.

Fra Galdino

domenica 31 agosto 2008

LA STAZIONE FERROVIARIA DI BARCELLONA: UNA NUOVA CATTEDRALE NEL DESERTO DESTINATA AL PIU' TURPE ABBANDONO?


Come volevasi dimostrare: la città di Barcellona Pozzo di Gotto è ormai avviata al degrado assoluto.
Allo stato di abbandono dell'ambiente cittadino, cui fa da emblema la dismessa stazione ferroviaria di via Roma, ridotta in ricettacolo di ciò che più insulso può esistere, si aggiungerà, senza la speranza d'una valida opposizione, la decisione dell'Amministrazione delle Ferrovie di porre in stato di quiescenza la nuova stazione, costruita in gemellaggio con quella speculare di Milazzo, quando si dovette provvedere all'ammodernamento del primo tratto della strada ferrata Messina-Palermo.
Per la costruzione delle due nuove stazioni, attrezzate di scalo, ai tempi delle vacche grasse della prima repubblica, si spesero parecchi miliardi di lire, che adesso - in fase di vacche magre tremontiane - vengono polverizzati, ancorchè trasformati in euro.
A Barcellona, dopo che è stato chiuso lo scalo merci, ritenuto inutile perchè non riusciva più a possedere la funzionalità che quello vecchio aveva dignitosamente avuto nel periodo di massimo splendore commerciale della nostra città, adesso a causa dell'ammodernamento degli strumenti di controllo, la grande stazione viene praticamente "desertificata", mediante l'azzeramento dell'ormai sparuto personale colà in servizio, compreso quello che dovrebbe provvedere alla custodia e alla pulizia dei locali e delle annesse ritirate, destinate così a diventare luride puzzolenti latrine. Se già non lo sono.

Il rischio che l'intera stazione diventi il "riconco" di personaggi poco raccomandabili è ormai alle porte, a meno che non ci sarà un intervento energico dell'Amministrazione Comunale che imponga un serio controllo 24 su 24 e la diuturna pulizia dell'intero ambiente.
Cosa che, coi tempi che corrono e la mentalità odierna, ci sembra piuttosto improbabile.

Intanto fa male, al solo pensiero, ricordare quanto danno si è arrecato alla nostra città, con la costruzione della nuova stazione, per la cui stabilità si scelse
l'elevazione di quell'enorme terrapieno che fa da barriera alle naturali correnti che, sorattutto d'estate, proveniendo dal mare,davano frescura e respiro al centro urbano.


Fra' Galdino

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barcellona pg, messina, Italy
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