sabato 14 febbraio 2009

COL FUOCO NON SI SCHERZA: TRAGICO EFFETTO DI UN GIOCO IMBECILLE


La notizia: Torino,13 febbraio - Due ragazzini di 14 e 15 anni sono rimasti ustionati ( uno in modo gravissimo) a causa di un folle gioco, con il fuoco.
Ieri sera, due adolescenti di Pianezza (Torino) sono andati in un giardino del paese, assieme ad un loro coetaneo, dopo aver acquistato della benzina, e hanno iniziato a darsi fuoco per gioco, con l'intento di farsi riprendere col videotelefonino, dal compagno, per poi mostrare la scena in You Tube.
I due sconsiderati ragazzi, avvolti dalle fiamme, per loro fortuna, non sono finiti in rogo essendo stati prontamente soccorsi da alcuni passanti.
Condotti in ospedale, quello di 14 anni è stato ricoverato
con ustioni di secondo e terzo grado su oltre il 50% del corpo (alle gambe e alla parte inferiore del tronco), sedato e intubato, ma non è il pericolo di vita; il quindicenne è stato trattenuto in stato di shock e qualche lieve scottatura, con prognosi di pochi giorni. Domani potrebbe essere in condizioni di farsi ascoltare dalla Polizia, che si sta interessando dello sconcertante caso.
Che, questa generazione adolescenziale, ci stia facendo assistere a comportamenti irrazionali non è più innegabile, sono tanti e tali i riscontri di episodi inverosimili da far pensare che molti sono i ragazzi e le ragazze di questa ormai ingrata età che non riescono a distinguere la realtà vera da quella virtuale, nella quale sembrano ormai immersi, soggiogati dall'uso smodato di giochi elettronici e da una certa schiavitù alla virtualità televisiva e telematica.
"Se da un lato è possibile che la virtualità contribuisca ad ampliare la consapevolezza del sé, dando forma alle molteplici istanze presenti nell'individuo, dall'altro lato può condurre ad una sovrapposizione a volte drammatica tra finzione e realtà".
E questo è appunto il pericolo che si corre nell'età adolescenziale, in cui è ovvio che manca la giusta maturità che consenta di tenere distinti gli eventi vissuti dentro e fuori lo schermo.
Ma sta proprio qui il problema: fare in modo che l'approccio con i meccanismi della realtà virtuale non avvenga prematuramente e in maniera incontrollata; impegno sicuramente difficile, se non addirittura impossibile, stante l'andazzo di questo nuovo mondo, sempre più svagato e irresponsabilmente edonistico, quando non sopraffatto da bisogni e preoccupazioni materiali, anch'essi spesso nocivi, per il loro riflesso negativo nella vita sociale, con grave pregiudizio soprattutto per la famiglia che, della società, è appunto il nucleo originale.

fra' Galdino







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