mercoledì 12 ottobre 2011

UN'IDEA FOLLE: SPOSTIAMO IL SEME D'ARANCIA IN VIA SAN GIOVANNI BOSCO, LA' DOVE S'INCONTRA CON LA NUOVA ARTERIA S. ANDREA-S. ANTONINO




Sinceramente devo ammettere che non so se si sia raggiunto un accordo tra il sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto e l'autore del "Seme d'arancia", sulla stiracchiata questione, nata dalla decisione del Comune di spostare l'opera del maestro Isgrò dalla piazzetta della vecchia stazione ferroviaria al vicino scalo ferroviario, dove attualmente è aperto un cantiere per la realizzazione di un nuovo arredamento urbano.
Non lo so e non chiedo di saperlo.
Ne parlo tuttavia, perché m'è venuta un'idea, suggeritami da una delle giustificazioni, secondo cui il "Seme" non si dovrebbe togliere da quella posizione strategica perché, facendo da sfondo alla via Roma, ne consente la visibilità anche da lontano.
Partendo da questa considerazione, ho pensato:
"E se il seme, invece di trasferirlo nel posto progettato dal Comune, lo si spostasse in altro, addirittura più visibile e strategico della piazzetta stazione, non si riuscirebbe a salvare "capra e cavoli"?
E così rimuginando ho trasportato, prima con la mente e poi con...il computer, il "Seme d'arancia" là dove il prolungamento della via San Giovanni Bosco - la maggiore arteria di Barcellona - si congiunge con il costruendo asse viario tra Sant'Andrea e Sant'Antonino, al cui incrocio dovrebbe sorgere una rotonda.
E l'ho collocato - sempre con la fantasia - in quella rotonda, possibilmente ornata con qualche alberello d'arancio, alla stessa maniera di piazza stazione.
Così situato, il "Seme d'arancia" diventerebbe davvero dominante.
Visibile persino da...Colle del Re.
Sarà possibile la realizzazione di questo mio "improvvisato progetto", o si tratta semplicemente di idea balzana?
Spetta a Candeloro e a Emilio, l'ardua sentenza.

Che i tre Santi - Giovanni Bosco, Andrea e Antonino - coinvolti in questo post ci mettano una loro parolina per porli in armonia.

AUDITORIO SAN VITO DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO:DOMENICA PROSSIMA GLI AUTORI LEGGERANNO LE POESIE DEL CERCHIO DI EPICENTRO


Domenica 16 ottobre 2011, alle ore 18.00 si concludono gli eventi culturali organizzati dal Museo Epicentro nella ex chiesa di San Vito a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) con la “Performance Poetica di 170 autori nel Cerchio Poetico di Epicentro“. ... Saranno letti i testi poetici giunti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero per il primo “Museo in Italia della Poesia” a tema circolare, ideato e lanciato da Nino Abbate a livello nazionale. Gli autori presenti potranno leggere la propria composizione poetica coinvolgendo anche il pubblico in una performance circolare di lettura, creando una connessione tra poesie, autori, e pubblico. Si invitano gli autori partecipanti e il pubblico all’evento poetico circolare.

martedì 11 ottobre 2011

BARCELLONA POZZO DI GOTTO. INCOMBE DI NUOVO L'EMERGENZA RIFIUTI

IN OGNI ANGOLO DELLA CITTA' TORNANO I CUMULI DI FETIDA SPAZZATURA CON GRANDE RISCHIO PER LA SALUTE PUBBLICA



"Sacchetti di plastica dappertutto, cassonetti stracolmi e insozzati . La Città di Barcellona è nella melma. Mai la città è stata cosi sporca, fino al punto di rendere stomachevoli alcune immagini degradate persino del centro cittadino. Non si può restare indifferenti di fronte all’emergenza igienico sanitario in una Città dove blatte, scarafaggi e sporcizia imperversano indisturbati, qualcuno dovrebbe risponderne nelle sedi competenti".

"Il ruolo del sindaco è anche quello di tutelare i diritti e gli interessi di tutti i cittadini e magari rispondere alle richieste legittime. Dinanzi al suo silenzio sull’argomento è auspicabile almeno una presa di posizione è un tema che riguarda tutti. Se non otterremo risposte concrete saremo costretti a rivolgerci alla Magistratura che sicuramente troverà la risposta".



Sono, questi, due commenti di Sebastiano, vigile urbano da poco in pensione, il quale - come ogni cittadino che ama Barcellona - mostra notevole sensibilità verso i problemi della città e, avendo a cuore lo stato di salute della popolazione, davanti al rinnovarsi dell'angosciante emergenza rifiuti, cerca di battersi con tutte le sue forze e con le armi legali disponibili, per indurre chi ci amministra a non ricorrere allo scaricabarile, di fronte alla denunzia di tanto sfacelo.

lunedì 10 ottobre 2011

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: TIA O TARSU, A QUANTO PARE, LO SPARTITO NON CAMBIA


NONOSTANTE SIA SIA PASSATA DI MANO LA GESTIONE DELLE TARIFFE, TORNANO NELLE STRADE MONTAGNE DI RIFIUTI


Con il passaggio dell'esazione della tassa sui rifiuti dalla gestione ATO a quella diretta del Comune era affiorata una speranza: che si sarebbe finalmente normalizzato il problema della raccolta dei rifiuti solidi urbani, esasperato dalla crisi in cui s'era dibattuta l'associazione d'ambito territoriale Messina 2.
A rendere difficile la situazione, con conseguente ludibrio nelle strade invase da montagne di rifiuti, non c'è dubbio che avesse contribuito in modo determinante, assieme all'insipienza amministrativa, il bilancio continuamente in rosso dell'ATO, che poneva in crescendo i debiti sia verso il personale, sia verso l'azienda appaltarice, sia verso le discariche.
Situazione insostenibile, quella, con conseguente ricorso a richieste di prestiti regionali, anch'essi aggravanti.
Da qui la necessità di una svolta, che sarebbe dovuta avvenire grazie all'iniziativa riformatrice dell'ARS, che sulla natura e quantità degli ATO ha, da oltre un anno, varato una legge, la cui attuazione resta tuttavia in...rotazione.
Intanto - nelle more - il Comune ha cercato di dare una spinta per fare uscire da tale pantano la macchina della pulizia, arrogando a sè il compito di gestire la riscossione della tarsu - tassa in sostituzione della tia - con l'intento di amministrare direttamente il settore finanziario del servizio rsu.
Tra luglio e agosto il competente ufficio di Palazzo Longano ha riscosso direttamente la prima rata, con la quale sarebbe dovuta iniziare la fase di normalizzazione, almeno dal punto di vista degli incassi e delle conseguenti uscite, tra cui il pagamento delle spettanze agli operatori ecologici.
Nei giorni scorsi abbiamo, però, visto cos'è successo: l'avvio della protesta dei netturbini, per l'intralcio incorso a causa del trasferimento del denaro dal Comune all'Ato e da questo all'azienda appaltarice, col sorprendente risultato adesso visibile nelle postazioni di raccolta (cassonetti e loro margini), e con la non auspicabile prospettiva d'un ritorno all'emergenza, che si credeva fosse stata definitivamente archiviata.

domenica 9 ottobre 2011

LA CHIESA PARROCCHIALE DI SAN FRANCESCO DI PAOLA MERITA DI PIU'

Già si sente nell'aria l'odore di ritorno alle urne - forse addirittura per tre livelli: Comune, Regione, Nazione. E c'è chi si prepara per annunciare che la città continua ad essere un "cantiere aperto":
Senza però volere ammettere che si tratta di un'eterna apertura per continue inspiegabili soste.
Intanto c'è davvero necessità che talune nostre strutture - care davvero alla gente - vengano liberate dallla fatiscenza e dal rischio di "chiusura".
E sappiamo bene quali strutture...ovviamente non tutto dipende dal Comune, ma dalla Regione e dallo Stato molto si dovrebbe fare e non si fa.


sabato 8 ottobre 2011

DOMANI IN PIAZZA SAN SEBASTIANO PRIMO COMIZIO DELLA STAGIONE



A CHE PRO? SI SENTE FORSE ODORE DI ELEZIONI REGIONALI.

Stamattina, per le strade di Barcellona, un'auto girava munita di altoparlante: una voce giovanile, annunciando che domani alle 19 in piazza San Sebastiano si svolgerà un comizio, raccomandava ai cittadini di non mancare.
Ed è davvero il caso di precipitarsi.
Non perché si tratta di un evento, divenuto ormai raro per la città, ma per il fatto che a parlare saranno il sindaco di Barcellona e il deputato regionale Formica.
L'esigenza di sentire in comizio cosa questi due rappresentanti politici avranno da dire è pari soltanto alla curiosità di sapere quanta verità riusciranno ad utilizzare.
Di che cosa parleranno?
Del degrado crescente in cui versa la città o dei lavori costosi che - simghiozzanti - nulla hanno a che vedere coi reali problemi della comunità?
E daranno una giustificazione obiettiva al depauperamento di istituti civili e sanitari che ha svuotato l'importanza di questo centro, con la fuga di servizi e il declassamento di strutture pubbliche?
Senza, per questo, scaricare la colpa ai...comunisti?

venerdì 7 ottobre 2011

OPERATORI ECOLOGICI IN FERMENTO PER IL TARDATO PAGAMENTO DEGLI ARRETRATI




Stamattina, mentre gli studenti medi di Barcellona si riunivano davanti al monumento dei Caduti, per aderire alla manifestazione nazionale di protesta contro il degrado della scuola, davanti al vicino Palazzo Longano c'erano radunati gli operatori ecologici ATO per reclamare il pagamento delle spettanze non ancora percepite relative ai mesi di agosto e settembre. Una delegazione, essendosi ormai il Comune preposto ad incassare attraverso la tarsu i versamenti dell'utenza, s'è incontrata col sindaco, per reclamare il dovuto, e poichè ha avuto per risposta che il relativo incasso era stato già trasferito all'ATO, lavoratori e rappresentanti sindacali hanno intrapreso la strada per raggiungere la sede dell'associazione d'ambito, dove però hanno appreso che "il malloppo" non è più nelle casse dell'ATO, essendo già stato trasferito in quelle delle aziende che fino al 31 di questo mese continueranno a provvedere all'igiene pubblica per conto dell'agonizzante Ato. Questa è la situazione tragicomica che, sballottando da un posto all'altro chi reclama quanto gli è dovuto, si traduce in penalità per chi il dovuto profumatamente ha pagato: cioè per i cittadini utenti e quindi per la città.

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: VIVACE E COMPATTA LA PARTECIPAZIONE DEGLI STUDENTI MEDI ALLA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA PROGRAMMATA IN TUTTA ITALIA

foto d'archivio.............

Anche a Barcellona gli studenti medi, come nel resto d'Italia, sono scesi oggi in piazza per protestare contro i tagli alla scuola pubblica, apportati dal Ministero della Gelmini e le misure repressive messe in atto dalla sua riforma: quali il tetto delle 50 assenze e il 5 in condotta.
La protesta , nel caso barcellonese, ha aggiunto altre mot
ivazioni, determinate dallo stato di degrado e di inadeguatezza strutturale in cui versanno diverse scuole.
Circa trecento studenti, verso le nove di stamattina, si sono dati appuntamento davanti al monumento del Milite Ignoto e di là si sono mossi in corteo, per le strade della città, fino a raggiungere piazza Duomo dove, alle 11, a conclusione di un comizio, il raggruppamento s'è sciolto.
Sono stati, stamani, circa un centinaio i cortei che, organizzati dai comitati cittadini della "rete studenti medi" si sono mossi nelle città, grandi e piccole, , per ribadire i principali motivi della protesta.
Secondo un comunicato delle RETE "Il 40 % delle scuole è privo di certificato di idoneità statica, il 47% dei giovani è precario - si afferma nel comunicato - il 29% dei giovani è disoccupato, il governo ha tagliato le risorse per le borse di studio del 94,75%. Inoltre - aggiunge la nota - "siamo in piazza per ribadire il nostro no ad una politica di continui tagli alla formazione, di riforme calate dall'alto. A tutto ciò fin dallo scorso anno abbiamo contrapposto non solo la forza dei nostri 'no', ma anche e soprattutto la forza delle nostre proposte".

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Gli studenti non ci stanno.


LA PROTESTA DEI COMUNI DESTINATI A MOLLARE I PUNTI PARTO DEI LORO OSPEDALI COSTRINGE LA REGIONE A SOSPENDERE IL DECRETO CONTESTATO


L'ASSESSORE REGIONALE ALLA SALUTE MASSIMO RUSSO

In commissione Sanità all’Ars è stato deciso di sospendere per almeno un mese la pubblicazione del decreto che riduce di 23 le sale parto in Sicilia. L’assessore Russo: "La riconversione prevede l'assistenza nei presìdi ospedalieri con un ginecologo e un'ostetrica che valuteranno le condizioni delle pazienti e l'eventuale necessità di un trasferimento"

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PARTORIRE Sì, MA IN OSPEDALE MAGNUM-barcellonablog

Punti nascita, alt al taglio- Giornale di Sicilia.it

giovedì 6 ottobre 2011

TORO INFEROCITO INCORNA E UCCIDE DUE ALLEVATORI


ALTRE DUE PERSONE NEL TENTATIVO DI BLOCCARE L'ANIMALE HANNO RIPORTATO FERITE

Momenti di terrore, una scena da film, ma era tutto vero: ieri sera a Rompeggio Ferriere, nel Piacentino, un toro ha scatenato la sua furia provocando due morti e due feriti all'interno di un allevamento. Ad essere incornati a morte sono stati due uomini di 60 e 64 anni che hanno cercato di domare l'animale ma ne sono rimasti travolti. I due stavano governando un branco di bovini quando sono stati caricati da un toro di un altro allevatore. Uno dei due uomini, prima di soccombere alla furia, è riuscito a chiamare il figlio col cellulare. Il giovane, accorso, è stato a sua volta ferito dal toro e trasportato all'ospedale di Piacenza. Ferito anche il propritario dell'animale, che poi ha posto fine alla tragedia abbattendo la bestia. Sul posto sono giunti i carabinieri che stanno accertando la dinamica dei fatti. (REPUBBLICA-BOLOGNA.IT)

GOVERNO NAZIONALE E GOVERNO REGIONALE CI STANNO TRATTANDO COME L'ASINO DEL CONTADINO AVARO


Di favole che hanno per protagonisti il contadino e l'asino ce ne sono almeno una dozzina.
Tra le tante, mi piace ricordarne una che mi sembra sia la "parodia antelitteram" delle disavventure che il ministro delle finanze Tremonti e l'assessore regionale alla salute Russo stanno facendo vivere a tutti gli Italiani il primo, a tutti i Siciliani l'altro.
Per far capire perchè scrivo questo, mi tocca - anche se brevemente - ricordare qual è la storiella.
C'era una volta un contadino padrone di un asino, che utilizzava per i suoi lavori e spostamenti in campagna.
L'uomo, avaro per natura, pur facendo lavorare l'animale, non intendeva spendere soldi per il suo sostentamento.
E un giorno, al fine di risparmiare, decise di diminuire progressivamente di un filo al dì la dose di fieno da dare all'asino per rifocillarlo.

L'idea era geniale, in quanto - credeva il contadino - col passare dei giorni scalando la dose, l'asino si sarebbe lentamente abituato fino al punto di riuscire a nutrirsi...digiunando.
Ma l'asino, prima ancora di arrivare allo zero, tirò le cuoia, lasciando il padrone fregato dal suo stesso esperimento.
Adesso, grazie a tutte le misure restrittive di Tremonti e di Russo, il meno che ci potrà capitare sarà la sorte che il contadino stupidamente inflisse al suo povero somaro.

mercoledì 5 ottobre 2011

ESCLUSO PER I BLOG L'OBBLIGO DI RETTIFICA COL TIMORE DI DOVERE PAGARE MULTE FINO A 15.000 EURO



L'OBBLIGO ED IL RISCHIO DI SANSIONE VARRANNO INVECE PER LE TESTATE ON LINE

In Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, il comitato dei nove ha trovato un accordo che "salva" i blog dall'obbligo di rettifica con il conseguente rischio di dover pagare multe salate.
È stato approvato all'unanimità con il parere favorevole del governo il testo di Roberto Cassinelli (Pdl) che distingue le testate giornalistiche online dai siti amatoriali. L'obbligo di rettifica entro 48 ore rimane quindi solo per i siti di informazione registrati ai sensi della legge sulla stampa. Niente obbligo per i blog. Il testo Cassinelli è identico anche a uno dell'Udc a firma Rao e uno del Pd a firma Zaccaria. La modifica arriverà nell'aula della Camera come testo della Commissione.

ZANZARE TIGRI E PAPPATACI STANNO FACENDO FESTA CON QUESTO CALDO



Il persistere del clima estivo, anche ad autunno inoltrato, ha rimesso in carreggiata zanzare, moscerini e pappataci.
Non so se ve ne sarete accorti, ma credo di sì.
Non c'è posto in cui non si incontrano, pronti a farvi la corte, questi fastidiosi insetti, che senza alcun preavviso, quasi appena sfiorandovi con un bacetto alla dragula, vi lasciano il loro marchio.
E lo sapete, almeno quanto me, quanto prurito e bruciore provoca quella papula che subito si gonfia arrossando la pelle.
Ma perché tante tigri volanti e tanti mangia e taci (questo è il significato della parola pappataci) intorno a noi?
Dipende dall'indiscutibile carenza igienica che affligge il nostro ambiente, ma anche e sopprattutto dall'inadeguata disinfestazione che andrebbe effettuata in periodi precisi indirizzata nei punti in cui si presume si annidino le larve di questi insidiosi animaletti.
Li ho definiti insidiosi a ragion veduta, dato che le punture delle zanzare e dei pappataci possono provocare febbre e dolori articolari fastidiosi, almeno nelle persone maggiormente recettive.
Io personalmente, per cercare di mitigare gli effetti spiacevoli delle punture, ho fatto tutte le prove possibili e immaginabili: dal ghiaccio, alle pomate, dalla nepotella all'alcol, fino a quando ho capito che l'unico mezzo per non aggravare la situazione è il non metterci sopra niente: necessita soltanto soffrire un po' il prudore, un altro po' il bruciore, evitare di grattarsi e consolarsi accorgendosi che il rossore nella pelle si espande meno di quanto avviene applicando pomate ed altri intrugli.
Adesso scartafugliando in Google ho trovato diversi "rimedi", alcuni dei quali già noti, da me provati e ovviamente risultati vani.
Un rimedio, o pseudo tale, da me mai tentato, pur esso suggerito in internet, sarebbe questo: è semplicissimo, ma non so se può davvero rappresentare l'uovo di Colombo...
BISOGNA PULIRE SUBITO LA PUNTURA CON ACQUA OSSIGENATA
"Dopo pochi minuti - assicura chi lo propone - le bolle si sgonfiano, fino a scomparire del tutto, come il prurito. Per proteggere le dita dall'acqua ossigenata, conviene infilare un paio di guanti monouso. Ripetere l'operazione ogni qualvolta il fastidio si ripresenta".
Provare non costa niente.

CLICCA PER SAPERNE DI PIU'
I minuscoli pappataci

Censimento 2011, è cominciata la distribuzione dei questionari


La consegna dei moduli viene effettuata per posta, con la possibilità di compilare e restituire i quesiti anche via internet.

SOTTO:Tutti i dati della rilevazione Istat che il 9 ottobre scatterà una fotografia ad oltre 25milioni di famiglie e a quasi 61 milioni di cittadini residenti in Italia.

Intanto un particolare: non tutti siamo stati finora in grado di ricevere il plico contenente modulo e annessi per la spiegazione della compilazione.

Un esempio: nel palazzo in cui abito, anche se il postino asserisce d'averlo portato per tutti, non tutti siamo riusciti a trovarlo nella propria casella.

Il disservizio è evidente, e lo sottolinea il fatto che, sulla nostra cassetta delle lettere, sono stati lasciati plichi indirizzati a persone con altro numero di residenza.

CLICCA QUI PER I DATI :

Censimento 2011, è cominciata la distribuzione dei questionari « Riviera Oggi




I


martedì 4 ottobre 2011

PROVINCIA REGIONALE: UN PIANO PER UN LEASING DA 72 MILIONI


TANTO NECESSITA PER NORMALIZZARE L'EDILIZIA SCOLASTICA DI COMPETENZA DELLA PROVINCIA

La Provincia regionale di Messina ha un piano forte per le scuole di grado superiore di sua competenza.
Deponendo - teoricamente? - l'inveterata prassi del ricorso all'affitto di locali privati, per cui la spesa annuale si aggira sui tre milioni e mezzo di Euro (almeno così risulta per il 2009), i nostri amministratori provinciali - presumibilmente pressati dalle proteste in atto degli studenti del liceo scientifico di Patti e del liceo Medi di Barcellona, da anni in attesa di loro sedi dignitose - stanno rispolverando una vecchia idea che sembrava accantonata dopo il vano tentativo di alcuni anni fa, provato per reperire i fondi con cui costruire i due licei scientifici di Patti e Barcellona.
Il forte piano si fonda sulla prospettiva di un ricorso al sistema del leasing in costruendo, che gli esperti considerano necessario per tagliare la testa al toro e liberare la Provincia dell'onere ogni anno sostenuto per gli affitti nell'intero territorio.
La Provincia, ricorrendo a tale progetto, cerca forse di far sognare docenti e studenti con la prospettiva di un leasing da 72 milioni di euro, con cui potere realizzare di sana pianta ben otto plessi scolastici, ed altri lavori di restauro e recupero in istituti esistenti?
Ormai sono quarant'anni che Essa, in questo delicato settore, ha preso l'abitudine di "pubblicare" libri dei sogni.
E non soltanto nel campo della scuola...di sua competenza

CLICCA
G D S - ONLINE - Un leasing da 72 milioni di euro per otto nuove scuole .


lunedì 3 ottobre 2011

ANCHE LA NUVOLA SULLE CIMINIERE SEMBRA INCAZZARSI
















Una sequenza di foto scattate in 60 secondi, durante i quali la classica nuvola che sosta sulle ciminiere della Piana ha avuto una curiosa metamorfosi, con un susseguirsi d'immagini significative, che ognuno può interpretare come meglio crede.
A me dà l'impressione che somigli alla testa di un cane che apre le sue fauci per azzannare chi continua ad inquinare quella sfortunata zona.

ORMAI CHE IL RE E' NUDO GLI ITALIANI PORTERANNO CASINI AL QUIRINALE?

.................................................................................[MA CHI IO?]>


Si è sparsa la voce che quelli del centrodestra starebbero elaborando un piano, che potrebbe avere il nulla osta di Berlusconi: nel 2013 Angelino Alfano premier, Pier Ferdinando Casini presidente della Repubblica e Maroni al posto di Bossi.


Che ne dite: dopo avere incasinato il Viminale, lo vogliamo inCasinare il Quirinale?

domenica 2 ottobre 2011

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: NINO ABBATE E LA SUA ATTIVITA' ARTISTICA IN GRAN FORMA AL "SAN VITO"





Nell'ex Chiesa di San Vito, ristrutturata in auditorium, stasera, Nino Abbate ha impresso una nuova spinta al suo "Epicentro", l'ormai noto museo delle mattonelle artistiche, che lui stesso ha creato in quel di Gala, frazione storica di Barcellona Pozzo di Gotto.
Approfittando della presentazione del suo libro "UN TRIBUTO ALL'ARTE", in cui descrive com'è nata la collezione d'arte - in crescendo - di dette mattonelle, effettuata davanti ad un pubblico attento, costellato d'autorità, d'artisti, di amanti e simpatizzanti dell'arte,
Nino Abbate ha inaugurato una sua nuova personale di pittura e scultura (Epicentro degli Epicentri), che nonostante qualche residua reminiscenza del suo abituale modo d'esprimersi, tende a rompere definitivamente con il vecchio stile.
Adiacente alla mostra, Abbate ha curato la presentazione di una sua nuova idea, realizzata sempre con riferimento al chiodo fisso della espansione circolare: quella che ha chiamato, con efficace espressione, IL CERCHIO POETICO DI EPICENTRO: un'insolita raccolta di poesie spontaneamente prodotte, per l'occasione, da ben 170 autori: invogliati a partecipare su richiesta dell'organizzatore, tramite Facebook.
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ATO ME 2 // COLLOCAMENTO DELLE MAESTRANZE RSL ANCORA IN TRATTATIVA CON LA NUOVA AZIENDA APPALTATRICE


Si sta rivelando più laboriosa del previsto la trattativa per il passaggio, alla nuova ditta appaltatrice (Dusty Srl) delle maestranze, finora in forze delle aziende che - per conto di ATO ME 2 - ultimamente hanno gestito la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Ci sono stati incontri preliminari per la costituzione di un tavolo di lavoro coi sindacati, ma perchè si possa avere chiarezza fino a che numero la nuova Azienda intenda convenire al travaso delle maestranze, le trattative devono ancora andare avanti.
Si parla di difficoltà per la messa in regola di almeno una cinqantina di lavoratori, che non farebbero parte della pianta organica in quanto si tratta di precari, assunti a tempo determinato.
Si tratterebbe di un esubero che, nel passato, avrebbe inciso nei costi in maniera, se non determinante, comunque influente nell'economia di gestione ATO.
Tuttavia, considerato che il lavoro nel territorio dei comuni aderenti ad ATO ME 2 è di mole non indifferente, si spera che, grazie alla paziente trattativa dei sindacati, si possa riuscire a collocare in maniera adeguata il personale che dalla nuova gestione viene considerato un sovrappiù.
Il prossimo incontro con la DUSTY è stato concordato per il 12 ottobre, alle 15,30..

SI' AL DIRITTO ALL'AUTODETERMINAZIONE DELLE NAZIONI ABROGATE E DEI POPOLI.

In una lunga nota , sottoscritta dal presidente Fns Corrado Mirto e dal segretario nazionale Giuseppe Scianò, il Fronte Nazionale Siciliano coglie l'occasione per stigmatizzare chi starebbe, in questi giorni, tirando in ballo la Costituzione della Repubblica Italiana, non sempre nella sua interezza e nel suo spirito.
Ritenendo che "le libertà di pensiero, di associazione, di far politica, siano sottovalutate a favore, di volta in volta, del pensiero unico di questo o di quel Partito politico italiano", FNS sostiene che"libertà di pensiero significa anche che ogni cittadino può rimettere in discussione tutto, anche il modello dell'Italia che è stato ridisegnato nel 1946-47 e sancito dalla Costituzione del 1948".
"Ciò vale a proposito dell'ordinamento centralista, federalista, regionalista o confederalista. E dei modi pacifici, legittimi, costituzionali nei quali questi obiettivi possono raggiungersi".
La nota procede asserendo che sarebbe da "ridiscutere e smentire anche l'assioma, secondo il quale l'Italia sarebbe costituita da un solo Popolo e da una sola Nazione, che, peraltro (proprio per l'Italia!) non è stato mai storicamente e giuridicamente fondato. E che viene smentito quotidianamente anche da chi vorrebbe che l'Italia fosse uno Stato pluri-etnico, riferendosi però ai Popoli Extraeuropei. E ignorando che l'ITALIA è già uno "STATO" PLURIETNICO e PLURINAZIONALE (oltre che Plurilinguistico) sin dalla sua nascita e cioè dal 1861".

Certamente, - si afferma nella nota - la cultura ufficiale preferisce confondere le acque e le idee, giocando con la realtà di piccole MINORANZE etniche o linguistiche (massimo rispetto da parte nostra). e fingendo di dimenticare le NAZIONI ABROGATE o le NAZIONI SENZA STATO. O le Nazioni, come la NAPOLITANIA e la SICILIANA ed anche la SARDA, che sono diventate colonie interne dello Stato Italiano. Nazione e Popoli che sono vivi e vegeti e rivendicano il loro diritto alla esistenza".
"La Repubblica Italiana è sempre stata plurietnica, plurilinguistica e plurinazionale. Ancor di più lo era il Regno d'Italia nato nel 1861. Si pensi ai "vari" Cavour, ai "vari" Vittorio Emanuele e compagnia suonata. E allo stesso Garibaldi che, nei momenti più drammatici, si esprimeva in FRANCESE. E - diciamolo francamente - anche se abbiamo pochissime affinità ideologiche e anche se può non piacerci - la NAZIONE PADANA esiste da molti secoli, ancor prima di quella ITALIANA. E Cavour, fino al 1859, ne voleva fare il REGNO dell'ALTA ITALIA. Furono gli INGLESI a dare il taglio UNITARIO al Risorgimento"
Il documento conclude "Ci pare doveroso, infine, che sia rispettato il DIRITTO ALL'AUTODETERMINAZIONE che oggi anima e nobilita la funzione dell'ONU e che è trionfante nella GIURISPRUDENZA del Diritto Internazionale contemporaneo".



sabato 1 ottobre 2011

ATTENTI ALL'OLEANDRO, PUO' ESSERE PERICOLOSO


In questa nostra amata terra può accadere anche questo: che si finisca in tribunale per avere spezzato un rametto d'oleandro e raccolto qualche qualche fiore da portare alla fidanzata.
Mentre capita - d'altra parte e non raramente - che si spolpi l'Italia e si trovi custodia... in parlamento.
La disavventura del rametto la sta vivendo un immigrato etiope, in regola per lavoro e soggiorno, il quale nella scorsa estate, mentre in una via romana stava attendendo il bus, ebbe l'infelice idea di cogliere da un oleandro dei fiori e, nel farlo, ruppe qualche ramoscello.
Notato da due agenti venne denunciato e di conseguenza sottoposto ad indagine. Atto questo che di norma prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio.
Ora l'incauto immigrato potrebbe rischiare una pena per danneggiamento aggravato.
Forse non s'era reso conto che l'oleandro è una pianta bellissima, ma...velenosa

ANCORA UNA VISITA DELLA COMMISSIONE D'INCHIESTA ALL'OPG DI BARCELLONA CON ESITI POSITIVI SU OGNI PUNTO DI VISTA


CARCERI: SU OPG DA SENATO PASSO STORICO PER CHIUSURA

Nei giorni scorsi il Senato ha detto "sì" alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg). La risoluzione approvata con voto compatto bipartisan costituisce il primo passo per una riforma del sistema della detenzione psichiatrica che, in tempi ancora da definire, porterà alla chiusura degli Opg. Il voto, che ha significato epocale, è conseguente alle diverse indagini effettuate nella scorsa estate dalla Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, presideuta dal sen Ignazio Marino, che hanno messoi a nudo una situazione ai limiti della dignità umana e del degrado. A chiedere a gran voce la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari è anche il Comitato Stop Opg, che commenta così il voto del Senato: "E' una nuova tappa del faticoso percorso per abolire definitivamente gli Opg, ma il traguardo non è stato certo raggiunto. La risoluzione impegna il Governo a compiere alcuni atti verso gli Opg, che sono però dichiaratamente transitori, in attesa della loro chiusura definitiva".

"Con il voto del Senato della Repubblica - scrive il senatore del PD Ignazio Marino sul suo sito FB - si fa un passo storico verso la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari".

"La Commissione d'inchiesta - spiega il presidente Marino - ha ottenuto un impegno ufficiale da parte del Governo sulla chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari,da sostituire con strutture interamente sanitarie. Si dice in sostanza un no netto ai manicomi criminali che vanno estirpati dal territorio in favore di un sistema di cure davvero degno di questo nome per i 1.500 internati nei sei OPG italiani. Il Senato ha infatti approvato all'unanimità una risoluzione proposta dalla Commissione che impegna il Governo a una riforma del sistema della detenzione psichiatrica negli Ospedali psichiatrici giudiziari e alla loro chiusura".

"Questo voto - aggiunge il senatore - riconosce ufficialmente il lavoro svolto dalla Commissione d'inchiea, dai sopralluoghi a sorpresa fino ai provvedimenti di sequestro di parte degli OPG di Montelupo Fiorentino e Barcellona Pozzo di Gotto. La detenzione psichiatrica si e' rivelata un territorio senza certezze e dignita' di cure per questi malati, spesso vittime di contenzione e di un degrado indegno anche di un paese appena appena civile, come ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La Commissione ha individuato un percorso condiviso: questo voto responsabilizza tutti gli enti coinvolti, dallo Stato alle Regioni. Nessuno potrà più dire "io non sapevo" o "io non posso", perché queste 1.500 persone, internate nelle sei strutture italiane, sono una responsabilità di tutti. Vi sono certamente uomini che hanno compiuto crimini efferati: però, pur avendo aggredito o ucciso, devono essere curati e hanno il diritto di vivere in un ambiente pulito e dignitoso. Altri, quasi 400, non sono pericolosi e avrebbero avuto da tempo il diritto di uscire. Con l'intervento della Commissione, molti di loro hanno varcato la soglia degli OPG, ma altri sono ancora lì ad ingrossare le fila dei cosiddetti “ergastoli bianchi”, persone che a causa delle “proroghe” rischiano di non uscire mai. Una prassi di sistematica lesione di due diritti fondamentali, il diritto alla libertà e il diritto alla salute, che non ha, né può avere, fondamento giuridico, dal momento che nessuna persona che non sia pericolosa per la società può essere privata della libertà personale".

L'importante comunicato assume rilievo locale, nel momento in cui - come è avvenuto ieri a Barcellona - la commissione d'inchiesta parlamentare, presieduta da Marino, ha effettuato la sua terza ispezione nell'opg "Vittorio Madia", per controllare assieme ad un gruppo di carabiniieri del Nas se siano stati avviati i lavori per la messa in regola di alcuni reparti e delle strutture per la sicurezza, da eseguire sulla base degli impegni assunti in precedenza. La verifica ha dato risultati positivi ed ugualmente soddisfacente è stato l'approccio della Commissione con il direttore dell'Istituto, Nunziante Rosania, in ordine alla necessità di reperire i fondi necessari per le ristrutturazioni e soprattutto sull'urgenza di accelelerare l'epocale trasformazione degli esistenti OPG in normali strutture sanitarie.

Fra Galdino

venerdì 30 settembre 2011

UN SINDACO COSI VALE DAVVERO LA PENA POTERLO AVERE

E' IL SINDACO DI CATENANUOVA ALDO UBALDO BIONDI CHE LA VINCE PER UN PUNTO A CETTO LA QUALUNQUE.

Bisogna ascoltare il discorso che ha fatto in piazza dopo il concerto di Povia, dove con impeto da Cetto Laqualunque riscalda la platea e grida a squarciagola a favore delle feste e contro la droga e l'alcol. Stuzzicato dal cantante divertito, il sindaco Biondi chiude la sua filippica col tipico "evviva" di Cetto la qualunque,

NOVE "PALADINI" SPIEGANO AL CARDINALE BAGNASCO QUAL E' L'ESATTO SIGNIFICATO DEL SUO MONITO


LO FANNO IN UNA "LETTERA APERTA" PUBBLICATA SU L'AVVENIRE


Le bacchettate recenti di Monsignor Bagnasco, che pure un bambino capirebbe a chi venivano indirizzate, devono avere sorpreso soltanto gl'ignari, o meglio coloro che gradiscono che di certe vergogne non si faccia parola.
Del monito del Cardinale, s'è fatto un gran parlare, e ciò ovviamente non è piaciuto ad una parte che per farsene scudo ha subito parlato di strumentalizzazione mediatica.
Da qui, al fine di esorcizzare la speculazione politica, dev'essere nata l'esigenza di una lettera al numero uno della Cei.
A sottoscriverla sono stati Raffaele Calabrò, Roberto Formigoni, Maurizio Gasparri, Maurizio Lupi, Alfredo Mantovano, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella e Maurizio Sacconi.
Nomi noti che non ci vuol molto a capire di quale schieramento facciano parte.
Gli autori della lettera, che viene pubblicata su l'Avvenire, premettono di rendersi conto "che alcuni comportamenti personali, pur mai esibiti, ma diventati clamorosamente pubblici grazie a un'intrusione violenta nel privato, sono sottoposti al giudizio pubblico" e che d'altronde "la Chiesa non può esimersi dal giudicare, e naturalmente lo fa secondo la dottrina e la morale cristiana".
Addentrandosi, i nove pidiellini cercano di "far capire" al cardinale Bagnasco qual è la finalità del suo stesso monito, chiarendo "che quando la Chiesa parla di 'comportamenti licenziosi e relazioni improprie', di 'pansessualismo' e relativismo etico, il suo invito va accolto considerandone il significato e il valore a tutto tondo".
Per cui " non è possibile accettare che siano gli alfieri del laicismo piu' sprezzante, chi abitualmente dileggia la morale sessuale cattolica e vorrebbe una Chiesa muta e intimidita, a plaudire oggi alle parole dei vescovi italiani, utilizzate strumentalmente e applicate in modo unilaterale, con esclusivo riferimento al presidente del Consiglio''.
E con sprezzante crescendo i nove paladini concludono:
''Non accettiamo quindi che giudizi violenti e definitivi vengano da altre cattedre che si sono sempre contraddistinte per il doppio peso con cui hanno giudicato e continuano a giudicare la Chiesa a seconda della convenienza politica".

giovedì 29 settembre 2011

MASSIMO RUSSO RESTA IN SELLA E IL CAVALLO DEL CUTRONI ZODDA MUORE DI FAME



Fallita la mozione di censura, presentata da Pdl e Pid nei confronti dell'assessore alla Salute Massimo Russo, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, canta vittoria nel suo blog e, facendo riferimento all'eccessivo costo del sistema sanitario, determinato da disfunzioni, sperperi e inefficienze, si dice soddisfatto del risultato che, in tre anni di terapia d'urto, ha consentito di risalire la china e di conquistare "riconoscimenti non solo in sede nazionale ma sopattutto una riqualificazione che i cittadini e gli operatori sanitari cominciano ad apprezzare".

Che l'essere riuscito a mantenere in sella un assessore da lui prediletto gli faccia cantare, politicamente, vittoria è un dato di fatto, ma non è tale da esaltare in tutto e per tutto l'operato del suo governo che nel delicato campo della sanità, per rimettere in sesto le finanze, ha operato, procedendo alla cieca, con tagli orizzontali spesso indifferenti alle reali esigenze del territorio.
E se discriminanti ci sono state, in queste restrizioni, non hanno certamente avuto motivazioni convincenti.
Esempio macroscopico dell'errato modo di procedere potrebbe essere quello evidentissimo dell'iniqua spogliazione, lenta ma inesorabile, che si sta perpetrando a danno del nuovo Cutroni-Zodda.
Il quale invece di essere completato strutturalmente - c'è infatti ancora una sua parte rimasta allo stato rustico - si sta tentando di demolire sul piano funzionale, con il deleterio effetto di ingolfare, fino all'inverosimile, strutture di altri centri mediante convogliamenti irrazionali di reparti e posti letto, tolti appunto al nosocomio di Barcellona.


AEROPORTO DEL MELA: DOPO IL SONNO LA SVEGLIA


SFUMATO L'AEROPORTO DELLO STRETTO, SI TORNA AL PROGETTO DELL'AEROPORTO DELLA PIANA

La provincia in genere - che a ragion veduta ha più di un motivo per essere eliminata - ogni tanto s'incipria per apparire accettabile. L'incipriata recente della Provincia nostra si chiama aeroporto del Mela, e serve per nascondere le rughe solcate dal dispiacere d'avere dovuto abbandonare l'idea dell'aeroporto dello Stretto. Fallita l'opzione preferita, che aveva fatto escludere l'opportunità di provvedere ad uno scalo tutto messinese, adesso l'attuale presidente Nanni Ricevuto - non so se obtorto collo - ripiega su un progetto che la sua amministrazione aveva scartato, con ovvio rincrescimento per il presidente di quella che l'aveva preceduta: il dott.Leonardi, che dell'aeroporto del Mela s'era mostrato paladino e fatto nominare presidente. Adesso, quindi, si torna a parlare di un aeroporto da realizzare nella piana tra Milazzo e Barcellona, facendo uscire dal sonno la societa ad hoc - Società Aeroporto del Mela - e giungendo al punto che domani, venerdì 30 settembre, potrà essere presentato , a Palazzo dei Leoni, dal presidente Nanni Ricevuto, già bello e pronto, il nuovo Statuto SAM srl, redatto dai legali della Provincia in collaborazione con i Comitati territoriali ed i sindaci dei Comuni aderenti all'idea.

mercoledì 28 settembre 2011

GLI IMPRENDITORI CONTESTANO IL MINISTRO MATTEOLI, ALL'APERTURA DEL MEETING DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE COSTRUTTORI EDILI


Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli è stato duramente contestato durante l’assemblea dell’associazione dei costruttori edili.
E’ successo stamani quando è intervenuto al tradizionale meeting annuale dell’Ance.
Al momento di salire sul palco per il discorso sugli interventi e le misure messe in atto dal governo per le infrastrutture, dalla gradinata occupata dagli imprenditori si sono levati dapprima commenti ironici, poi fischi e urla specie da parte dei giovani del settore edile. “Vergogna, basta, andate via, state facendo fallire le imprese” hanno gridato i contestatori, che poi hanno invitato i presenti ad abbandonare l’aula.
Tra l'altro si rimproverava al ministro che stesse leggendo un discorso preparato da altri, che non avrebbe neppure controllato preventivamente.
Matteoli, apparentemente, non se l'è presa, e scusandosi col fatto che c'è la crisi e i fondi scarseggiano, ha fatto capire che ormai a queste reazioni bisogna farci il callo.
Basterà questo "callo" per fare da scudo allorché Siciliani e Calabresi reagiranno al prevedibile crollo del (progetto) ponte sullo stretto?

BARCELLONA POZZO DI GOTTO:LA PATATA BOLLENTE DEL TORMENTATO PIANO REGOLATORE E' ORA NELLE MANI DEL CONSIGLIO COMUNALE


Non ci voleva tanto per capire che il piano regolatore generale della città fosse la classica patata bollente .
Trentacinque anni son passati da quando l'amministrazione pro tempore affidò il compito di redarlo allo staff tecnico diretto dall'insigne architetto prof. Giuseppe Gangemi e sembra che siano trascorsi inutilmente, tra un susseguirsi di traversie.
Ho detto altre volte che troppe frenate, troppe dimenticanze, troppi rinculi hanno segnato e continuano a segnare l'iter della sua redazione, tanto da renderlo più tortuoso del complicato percorso del gioco dell'oca.
Ultimamente la patata bollente sembra abbia fatto la fine dello stoppino acceso che si passa di mano in mano - a scanso di responsabilità - fino ad arrivare a spegnersi bruciando le dita del meno fortunato.
E in questo caso la vacillante fiamma dello stoppino finisce, grazie alla torturata firma dell'unico funzionario tecnico rimasto in campo, in seno al consiglio comunale, affinchè questo - a quasi cinque anni dall'approvazione da esso stesso deliberata - prenda atto del suo stesso operato.
Perché, già, in tutto il tempo decorso dalla deliberazione consiliare, non s'era riuscito a risolvere il problemino della firma burocratica del responsabile di settore per fare chiudere un cerchio che, allargatosi all'inverosimile, stava rischiando e probabilmente continua a rischiare il fallimento di un lavorio tormentato ed eterno; con particolare perdita della validità dl un famigerato piano dei vincoli, che non essendo stato finora reso operante ha presumibilmente favorito casi abusivi.
E' quell'indigeribile piano dei vincoli che a ben donde, sin dalla sua redazione, s'è potuto considerare talmente artefatto da provocare miriadi di ricorsi: tuttavia quasi tutti respinti, nonostante le giuste motivazioni di molti ricorrenti.

G.D.S - Il Piano regolatore torna in Consiglio

G.D.S. Presa d'atto del Prg, il capo dell' Utc firmi...

martedì 27 settembre 2011

MA LE GAMBE, MA LE GAMBE....

RICORDATE QUESTA CANZONE?
E' VECCHIA MA SEMPRE BELLA....


Saran belli gli occhi neri,
saran belli gli occhi blu,
ma le gambe, ma le gambe
a me piacciono di più.
Saran belli gli occhi azzurri
e il nasino un pò all'insù,
ma le gambe, ma le gambe
sono belle ancor di più.

Meraviglia della natura: in un pacco di carote ho trovato due paia di gambe: pur sapendo che fanno bene agli occhi, non ho avuto il coraggio di mangiarle.
Mi sarebbe sembrato d'essere diventato cannibale, se l'avessi fatto.
E così le tengo ancora in frigo, dopo averle fotografate.
Mi basta guardarle e fare godere così ugualmente...gli occhi.

GALA DI BARCELLONA: TRIBUTO ALL'ARTE, GRAZIE ALL'EPICENTRO DI NINO ABBATE




PRESENTAZIONE D'UN LIBRO, MOSTRA PERSONALE E 170 AUTORI DEL "CERCHIO POETICO" IN UNA SERATA SPECIALE ALL'AUDITORIO SAN VITO DI POZZO DI GOTTO

Ieri sera, Nino Abbate, il fondatore del Museo Epicentro di Gala è venuto fino a casa - e non è la prima volta che lo fa - per invitarmi alla presentazione del suo libro, che "in pompa magna" sarà presentato domenica prossima, 2 ottobre, nell'ex Chiesa San Vito, dove tra l'altro s'inaugurerà una sua "personale Epicentro di Epicentri": una denominazione, questa, chiodo fisso d'un Pigmalione galoto innamorato della propria creatura: dell'Epicentro, appunto. L'invito - un cartoncino elegante con bella immagine circolare - era allegato al libro scritto da Abbate per raccontare come è nata la collezione d'Arte contemporanea su mattonelle, la quale ogni anno che passa diventa sempre più ricca di firme autorevoli, in esposizione permanente nel museo di Gala. Ma a che pro, Nino Abbate ha scritto questo libro, edito per conto proprio e pagato di tasca propria? Per una ragione particolarissima, strettamente legata al temperamentto di un "creatore" che non vede l'ora di evocare fino all'ultimo frammento la passione e le vicissitudini, sulle quali lentamente s'è formato il dna dell'Epicentro. Io che prediligo al leggere lo scrivere, ieri sera stessa, contrariamente alla mia abitudine, anzicché dare la solita scorsa a volo d'uccello al libro che, per Nino Abbate, vuol essere un tributo all'arte, quasi senza volerlo mi sono addentrato in quelle pagine che, più che scritte, mi sembravano un video, in cui Nino Abbate con la sua naturale veemenza faceva rivivere tutta la passione, i timori, la cocciutaggine che, impastandosi, avevano costituito la malta con cui man mano sarebbero state fissate migliaia di mattonelle d'arte.

FINANZIARIA: UN EMENDAMENTO DI NITTO PALMA PONE A RISCHIO I TRIBUNALI MINORI


PINCO E PALLINO, CITTADINI COMUNI, DISCUTONO SUL RISCGHIO CHE INCOMBE SUL TRIBUNALE DI BARCELLONA P.G.


PINCO = Ho sentito dire che nella manovra di Tremonti è inclusa una delega al governo che interesserà negativamente i tribunali minori.
PALLINO = Già, si parla di tagli e di accorpamenti che si dice colpiranno pure il nostro...
PINCO = Questo non lo so, ma è certo che s'intende fare piazza pulita là dove il numero di magistrati presenti, sommando giudici, procuratore e sostituti, è inferiore a 15 . In tal caso la sede giudiziaria andrebbe chiusa - a meno che si trovi nel capoluogo di provincia - e accorpata con un’altra più grande.
PINCO = Secondo questo criterio, pensi che sarà chiuso il tribunale di Barcellona?
PALLINO = Sinceramente non saprei che dire, comunque il rischio c'è sicuramente per le sezioni distaccate di Milazzo e Lipari.
PINCO: = Su ciò potrebbe darci chiarimenti "La Voce del Longano", dove c'è qualcuno che ha presenti i dati dell'organico.
PALLINO = Di questa revisione, che poi mi sembra il solito taglio orizzontale senza tenere conto delle esigenze del territorio, è entusiasta il nuovo ministro della Giustizia Nitto Palma.
PINCO = Ah, sì: lui è un ex magistrato: ma cosa dice a proposito?
PALLINO = Intanto è lui che ha architettao l'emendamento da inserire nella manovra, per cui parla di "fatto epocale". Entuiasticamente commenta che. "anche a causa delle difficili condizioni economiche è venuto il tempo di superare ogni localismo e di curare esclusivamente l'interesse del Paese recuperando risorse ed efficienza al sistema giudiziario che deve diventare uno dei volani per il recupero della competitività dell'Italia rispetto agli investitori internazionali''. '' PINCO = Mizzica, che bella soddisfazione per un ministro alle prime armi..
PALLINO = Ruicordati però che viene fresco dalla Magistratura...
PINCO = E gli avvocati come hanno accolta questa "svolta epocale"?
PALLINO = Beh, quelli che soprattutto operano nei tribunali periferici devono essere incazzati. Mi pare di avere letto in qualche giornale che i primi a dire di no al taglio dei tribunali sono stati i rappresentanti degli avvocati delle sezioni distaccate di Fabriano, Senigallia, Jesi ed Osimo durante una riunione indetta dal Consigliere per discutere appunto dell'emendamento del ministro Palma.
PINCO = Se gli avvocati sono, come tu dici, incazzati, allora come sarà nella sua tomba la bonanima del senatore Santalco?
PALLINO = Sicuramente si rivolterà, e non solo nella sua qualità di laureato in legge...
PINCO = Eh, non soltanto per questo: ma soprattutto perché verrebbe tagliata la testa alla sua creatura.

lunedì 26 settembre 2011

PARTORIRE Sì, MA IN OSPEDALE MAGNUM


L'ospedale che non riuscirà a "sfornare" almeno cinquecento neonati all'anno non dovrebbe essere autorizzato a possedere il reparto di Ostetricia Ginecologia.
Lo sostengono i medici ginecologi che stanno partecipando al congresso nazionale della Società italiana ginecologia e ostetricia, che si svolge a Palermo in questi giorni.
Dicono i congressisti che una struttura non in grado di fare partorire almeno 500 madri, oltre ad essere dispendiosa è anche rischiosa per la madre ed il nascituro, in quanto non riusciirà a offrire la qualità operativa e tecnologica garantita da ospedali maggiori, sicuramente attrezzati di guardia ostetrica permanente, con presenza del neonatologo e dell'anestesista.
Per questo converrebbe che le future madri siano informate essere necessario, per maggiore sicurezza propria e del nascituro, ricoverarsi in un ospedale in grado di gestire tecnologie complesse che non tutti i nosocomi possono permettersi.
Insomma piuttosto che la comodità del posto letto vicino casa conviene il ricovero in ospedale più sicuro, anche se più lontano.
Una cosa non hanno chiarito i congressisti: quanti sono gli ospedali attrezzatissimi in grado di sopportare l'inevitabile affollamento dovuto al convogliamento e quanti potrebbero essere i parti spontaneamente improvvisati sul mezzo di trasporto, prima del raggiungimento della meta, non sempre prossima al paese di partenza.

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: ORA L'OASI DIVENTA PIU' FRUIBILE


L'Oasi di Piazza San Sebastiano, realizzata nell'area comprendente la superficie resa libera con la demolizione del teatro Mandanici e quella ad essa adiacente fino al confine col retro di edifici di via Garibaldi e di via Volta, ha preso tale caratteristico nome perché s'è voluto dare, nel cuore di questa arida città, un sereno angolo di verde .
Nonostante si sia riusciti nell'intento, in questo tranquillo giardino, la frequentazione della gente in effetti s'è rivelata generalmente scarsa, tranne nei casi di eventi particolari, quale quello periodico del mercatino dell'antichità, e nelle occasionali manifestazioni folcloristiche e di trattenimento, organizzate da qualche associazione.
E' sempre mancata in questo giardino, quella che potemmo definire una costante attrattiva.
Adesso, però, pare che finalmente sia venuta a qualcuna delle menti amministranti un'idea, che attuata, pur nella sua semplicità, potrebbe costituire il classico valore aggiunto, in grado di invogliare la gente a fruire d'una agorà nata per essere frequentata.
Qual è l'idea felice?
L'aver trasformato la grande aiola centrale del giardino,in un piccolo baby park, corredandola con attrezzature e giochi per bambini, che già hanno cominciato ad attrarre i primi nonni coi loro nipotini.

domenica 25 settembre 2011

LA SPIRALE DELL'UMANA VITA

SPIRALE
Io cerco un cerchio per accerchiare il mondo
chiudere in un cerchio quanto c'è d'immondo
bloccare il non senso che circola ogni giorno
nelle putride strade che ci stanno intorno
dove cumuli di rifiuti son denaro
e il vil denaro diventa spazzatura
rendendo questa vita una iattura
bieca spirale per un futuro amaro.

Francesco Cilona

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barcellona pg, messina, Italy
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