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giovedì 14 aprile 2011

IL SEN MARINO SENTITO DAL PROCURATORE DE LUCA SU ESITI DELL'INCHIESTA NELL'OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO "MADIA" DI BARCELLONA

La Procura del Tribunale di Barcellona ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità sul presunto stato di precarietà dell'OPG di Barcellona, pubblicamente denunciato dal presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sanitaria, sen. Ignazio Marino, a seguito d'una ispezione, effettuata senza previo annuncio nel mese di giugno 2010, in alcuni reparti del nosocomio psichiatrico di via Madia.
In quell'occasione, il direttore dell'Ospedale; Nunziante Rosania, era assente perché in missione A Favignana e a fare da guida nell'ispezione furono i suoi collaboratori.
Adesso, si ha notizia che, ieri, il senatore Marino, appunto nella sua qualità di presidente della Commissione, è stato ascoltato, a Palermo nella sede del Comando provinciale dei Carabinieri, dal Procuratore Capo Salvatore De Luca, interessato tra l'altro a chiarire come mai risultino delle discrepanze tra le documentazioni espresse dalla Commissione, in seguito al sopralluogo, e la relativa documentazione clinica successimante acquisita dalla Procura presso l'OPG.

Ricordiamo che nello scorso mese di luglio apparve su alcuni siti internet una dichiarazione rilasciata, durante una conferenza stampa, dal senatore Ignazio Marino, presidente della commissione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale.
Il senatore del Pd, che di professione è medico, al termine di un ciclo ispettivo per appurare la situazione esistente negli ospedali psichiatrici giudiziari, esprimeva rammarico per il giudizio negativo che aveva dovuto ricavare.
Secondo Marino, esistono situazioni che ci riportano indietro di un secolo.
Particolarmente impressionante sarebbe lo stato in cui vengono ristretti gli internati dell'OPG di Barcellona, dove nel corso dell'ispezione sarebbe stato possibile constatare che ancora si ricorre alla contenzione - in quell'occasione un ricoverato venne trovato legato al letto - e la struttura non avrebbe nulla dell'ospedale che dovrebbe essere, essendo più simile a un istituto penitenziario.
Il senatore Marino ha aggiunto che i ricoverati vengono sedati farmalogicamente e quando le medicine non hanno effetto si ricorre alla contenzione fisica.
"L'ospedale psichiatrico messinese dipende ancora, ha spiegato Marino, dal ministero della Giustizia, in quanto il governo siciliano non ha recepito il passaggio di competenze al ministero della Salute".
L'ispezione a Barcellona era sata effettuata nello scorso mese di giugno.

CLICCA E POTRAI LEGGERE I PRECEDENTI SERVIZI IN BLOG SULL'ARGOMENTO

barcellonablog: Risultati di ricerca per senatore Marino OPG barcellona

giovedì 15 luglio 2010

IL SENATORE MARINO, DOPO UN'ISPEZIONE NELL'OPG DI BARCELLONA ESPRIME RAMMARICO PER IL TRATTAMENTO DEI RICOVERATI

CLICCA e leggi: c'è la risposta del direttore Rosania
Il lager dei detenuti psichiatrici - LASTAMPA.it


DALL'ESITO DELLA VISITA RISULTEREBBE CHE NELL'OSPEDALE PSICHIATRICO DI VIA MADIA ESISTONO SITUAZIONI CHE RIPORTANO INDIETRO DI UN SECOLO

FOTO: l'OPG di Barcellona

Un internato ieri sera, all’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, ha aggredito con pugni e calci un sovrintendente capo di polizia penitenziaria, tentando poi la fuga. A riferirlo, il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp, Leo Beneduci. «Per sedare l’aggressore e riportare la situazione alla normalità» prosegue Beneduci «ci sono voluti oltre 30 minuti e l’intervento di altri due agenti. Il poliziotto ha riportato la frattura di due costole».

E' una delle spiacevoli notizie che ogni tanto escono dal Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona, dove il comportamento irruento di qualche "ricoverato" costringe qualche agente o graduato della polizia penitenziaria in servizio nella struttura di via Madia ricorrere al pronto soccorso del vicino "Cutroni Zodda".

Proprio oggi, in concomitanza con l'ultima informazione del genere, è apparsa su alcuni siti internet una esplosiva notizia, ricavata da una dichiarazione rilasciata, durante una conferenza stampa, dal senatore Ignazio Marino, presidente della commssione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale.
Il senatore del Pd, che di professione è medico, al termine di un ciclo ispettivo per appurare la situazione esistente negli ospedali psichiatrici giudiziari, ha espresso rammarico per il giudizio negativo che ha dovuto ricavare.
Secondo Marino, esistono situazioni che ci riportano indietro di un secolo.Particolarmente impressionante sarebbe lo stato in cui vengono ristretti gli internati dell'OPG di Barcellona, dove nel corso dell'ispezione è stato possibile constatare che ancora si ricorre alla contenzione - infatti un ricoverato è stato trovato legato al letto - e la struttura non ha nulla dell'ospedale che dovrebbe essere, essendo più simile a un istituto penitenziario.
Il senatore Marino ha aggiunto che i ricoverati vengono sedati farmalogicamente e quando le medicine non hanno effetto si ricorre alla contenzione fisica.
"L'ospedale psichiatrico messinese dipende ancora, ha spiegato Marino, dal ministero della Giustizia, in quanto il governo siciliano non ha recepito il passaggio di competenze al ministero della Salute".
L'ispezione a Barcellona è sata effettuata nello scorso mese di giugno e, nell'occasione, sono state accolte relazioni del direttore del nosocomio Nunziante Rosania, del cappellano don Pippo Insana e del medico Nino Levita.

martedì 20 luglio 2010

FRUSTATE - A PAROLE - SULLE CONDIZIONI IRRISOLTE DELL'OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO



Da quando la Commissione parlamentare presieduta dall'on Ignazio Marino vi ha messo piede, per una inattesa ispezione, l'ospedale psichiatrico giudiziario "Vittorio Madia" di Barcellona Pozzo di Gotto è precipitato nell'occhio del ciclone, sia per la cruda immagine uscita dalle dichiarazioni del presidente Marino e dai resoconti dei commissari bipartisan, sia per le polemiche suscitate dalla scoperchiatura di una "pentola" rimasta per troppo tempo accantonata.
Già abbiamo, in altri posts, riferito le impressioni negative suscitate da quella visita effettuata nello scorso mese di marzo, mentre era assente il direttore dell'OPG, Nunziante Rosania, in missione a Favignana, ed abbiamo anche accennato all'avvio di un battibecco sui ritardi del passaggio delle competenze sull'OPG dal ministero della Giustizia alla Regione.
E diciamo che c'era sembrato e continua a sembrarci che, su dati dolorosamente gravi quali quelli della precarietà funzionale della struttura, si stesse impiantando il solito giochetto dello scarica barile, o come si diceva ai tempi della nostra fanciullezza del gioco della catasta: iò non fu, fu a catasta, a catasta non fu, fu u cincu e così via...
Prendendo spunto dalla "giustificazione" addotta dall'assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, sul mancato recepimento della legge che affida alle regioni il carico sanitario degli opg, il senatore Marino torna alla carica con un nuova e ancor più pesante dichiarazione che ha tutto il "sapore" di una lavata di capo.
Russo aveva addebitato il ritardo al governo nazionale asserendo che :"il senatore Ignazio Marino, in quanto presidente di commissione parlamentare, dovrebbe ben sapere perche' mai le competenze sulla medicina penitenziaria non sono ancora passate alla Sicilia". "Questo - aveva precisato Russo - è un compito che deve essere portato davanti alla commissione paritetica Stato-Regione, e se ci sono ancora ritardi non e' certo responsabilita' dei rappresentanti della Regione siciliana che fanno parte di quell'organismo".

"La Sicilia- è invece convinto Marino e lo dice espressamente- è in ritardo di due anni, la legge è dell’aprile del 2008. Se tutto ciò non è stato fatto non è colpa di altri, ma della Sicilia e l’assessore regionale non può certamente opporre questioni burocratiche. La Regione si attivi e solleciti l’attuazione del trasferimento delle competenze attraverso il comitato paritetico, così come hanno fatto tutti gli altri nel resto d’Italia».

«Io credo - ha dichiarato il presidente Marino - che la sensibilità umana rispetto alla condizione gravissima in cui si trovano persone detenute che prima di tutto sono malati che hanno bisogno di cure specifiche, non dovrebbe fare dormire la notte i componenti della Giunta regionale. Io da quando ho visitato l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto francamente faccio fatica ad addormentarmi pensando che ci sono persone da curare e che invece vengono lasciate in condizioni indecenti, indecorose e senza nessuna possibilità di cura e guarigione».

Adesso vedrete che Russo ribatterà e anche lui "vanterà" la propria insonnia.
Intanto i problemi scovati nel nosocomio psichiatrico di Barcellona rischiano di rimanere al palo....
Comunque: sono tante le carenze che si affiancano a quelle sanitarie, basti pensare al sovraffollamento determinato dal trasferimento di centinaia d'internati da altri OPG, allo stato d'insufficienza o d'inadeguatezza del personale parasanitario e alla perdurante incertezza in cui da due anni si dibatte l'organico della polizia penitenziaria, oggi in servizio a Barcellona e domani non si sa dove.
I problemi sono tanti e tutti mai avviati a soluzione. E sapete perchè?
Forse perchè siamo a Barcellona Pozzo di Gotto, dove tu ti preoccupi ed "io" me ne fotto.
Ed "io" immaginatevi chi può essere....

sabato 1 ottobre 2011

ANCORA UNA VISITA DELLA COMMISSIONE D'INCHIESTA ALL'OPG DI BARCELLONA CON ESITI POSITIVI SU OGNI PUNTO DI VISTA


CARCERI: SU OPG DA SENATO PASSO STORICO PER CHIUSURA

Nei giorni scorsi il Senato ha detto "sì" alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg). La risoluzione approvata con voto compatto bipartisan costituisce il primo passo per una riforma del sistema della detenzione psichiatrica che, in tempi ancora da definire, porterà alla chiusura degli Opg. Il voto, che ha significato epocale, è conseguente alle diverse indagini effettuate nella scorsa estate dalla Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, presideuta dal sen Ignazio Marino, che hanno messoi a nudo una situazione ai limiti della dignità umana e del degrado. A chiedere a gran voce la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari è anche il Comitato Stop Opg, che commenta così il voto del Senato: "E' una nuova tappa del faticoso percorso per abolire definitivamente gli Opg, ma il traguardo non è stato certo raggiunto. La risoluzione impegna il Governo a compiere alcuni atti verso gli Opg, che sono però dichiaratamente transitori, in attesa della loro chiusura definitiva".

"Con il voto del Senato della Repubblica - scrive il senatore del PD Ignazio Marino sul suo sito FB - si fa un passo storico verso la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari".

"La Commissione d'inchiesta - spiega il presidente Marino - ha ottenuto un impegno ufficiale da parte del Governo sulla chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari,da sostituire con strutture interamente sanitarie. Si dice in sostanza un no netto ai manicomi criminali che vanno estirpati dal territorio in favore di un sistema di cure davvero degno di questo nome per i 1.500 internati nei sei OPG italiani. Il Senato ha infatti approvato all'unanimità una risoluzione proposta dalla Commissione che impegna il Governo a una riforma del sistema della detenzione psichiatrica negli Ospedali psichiatrici giudiziari e alla loro chiusura".

"Questo voto - aggiunge il senatore - riconosce ufficialmente il lavoro svolto dalla Commissione d'inchiea, dai sopralluoghi a sorpresa fino ai provvedimenti di sequestro di parte degli OPG di Montelupo Fiorentino e Barcellona Pozzo di Gotto. La detenzione psichiatrica si e' rivelata un territorio senza certezze e dignita' di cure per questi malati, spesso vittime di contenzione e di un degrado indegno anche di un paese appena appena civile, come ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La Commissione ha individuato un percorso condiviso: questo voto responsabilizza tutti gli enti coinvolti, dallo Stato alle Regioni. Nessuno potrà più dire "io non sapevo" o "io non posso", perché queste 1.500 persone, internate nelle sei strutture italiane, sono una responsabilità di tutti. Vi sono certamente uomini che hanno compiuto crimini efferati: però, pur avendo aggredito o ucciso, devono essere curati e hanno il diritto di vivere in un ambiente pulito e dignitoso. Altri, quasi 400, non sono pericolosi e avrebbero avuto da tempo il diritto di uscire. Con l'intervento della Commissione, molti di loro hanno varcato la soglia degli OPG, ma altri sono ancora lì ad ingrossare le fila dei cosiddetti “ergastoli bianchi”, persone che a causa delle “proroghe” rischiano di non uscire mai. Una prassi di sistematica lesione di due diritti fondamentali, il diritto alla libertà e il diritto alla salute, che non ha, né può avere, fondamento giuridico, dal momento che nessuna persona che non sia pericolosa per la società può essere privata della libertà personale".

L'importante comunicato assume rilievo locale, nel momento in cui - come è avvenuto ieri a Barcellona - la commissione d'inchiesta parlamentare, presieduta da Marino, ha effettuato la sua terza ispezione nell'opg "Vittorio Madia", per controllare assieme ad un gruppo di carabiniieri del Nas se siano stati avviati i lavori per la messa in regola di alcuni reparti e delle strutture per la sicurezza, da eseguire sulla base degli impegni assunti in precedenza. La verifica ha dato risultati positivi ed ugualmente soddisfacente è stato l'approccio della Commissione con il direttore dell'Istituto, Nunziante Rosania, in ordine alla necessità di reperire i fondi necessari per le ristrutturazioni e soprattutto sull'urgenza di accelelerare l'epocale trasformazione degli esistenti OPG in normali strutture sanitarie.

Fra Galdino

mercoledì 8 giugno 2011

GLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI SARANNO DOMANI ARGOMENTO D'UN IMPORTANTE CONVEGNO ORGANIZZATO PER INIZIATIVA DEL SENATORE MARINO

L'INCONTRO, SARA' PRESIEDUTO DAL PRESIDENTE SCHIFANI, A PALAZZO GIUSTINIANI

FOTO: DIRETTORE ROSANIA .....OPG DI BARCELLONA===>
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Domani
, l'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona, al pari degli altri cinque OPG della Penisola, sarà sottoposto alla lente d'ingrandimento dei notabili politici che parteciperanno all'incontro informativo e di confronto (workshop) che il Senato organizza, su iniziativa della Commissione Parlamentare d'inchiesta sul Ssn, presieduta dal senatore Ignazio Marino, la stessa che nello scorso mese di giugno effettuò un'inattesa visita al "Madia", con esito poi definito "sconcertante".
"Se questo è un ospedale" è l'etichetta del convegno, e già la dice lunga sul parere che sarà espresso nella relazione introduttiva tenuta dal sen. Marino, prima che verrà prooiettato un documentario integrale, girato dai senatori membri della commissione durante i sopralloghi a sorpresa nei diversi Opg.
Tale cortometraggio finora è stato visto soltanto dalle alte cariche dello Stato e chi ha avuto "tale privilegio" sarebbe rimasto "scandalizzato", tanto che qualcuno ha parlato di "incredibile viaggio di scoperta di un mondo di dannati, senza la speranza di una prescrizione, di un indulto, di un processo breve o lungo”.
Assieme ai politici parteciperanno al convegno - che si terrà a Palazzo Giustiniani - operatori dei sei Opg ed altri che lavorano nei Dipartimenti di salute mentale. Nella seconda parte della giornata è previsto anche l’intervento di un ex ospite Opg, che parlerà della sua esperienza d'internato..
"Il diritto alla salute si è smarrito. In strutture come gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari gli internati non sono pazienti: manca tutto, la cura e l'assistenza sono state spazzate via dalla mancanza di risorse, a cui è seguito un inaccettabile degrado".
Questo è quanto il presidente della Commissione sen. Marino ha voluto sottolineare recentemente,dopo il decesso di un internato ad Aversa.
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venerdì 16 luglio 2010

SI APRONO LE POLEMICHE SULLA SITUAZIONE DELL'OPG DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO

L'ASSESSORE REGIONALE MASSIMO RUSSO SPIEGA PERCHE' ANCORA L'OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO NON E' PASSATO ALLA REGIONE

La visita a sorpresa presso l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona, effettuata nello scorso mese di giugno dal senatore Ignazio Marino e i tre senatori componenti la commissione da lui presieduta, dopo le dichiarazioni rilasciate alla stampa sulle condizioni di trattamento dei ricoverati, ha dato la stura a commenti allarmati e, in qualche caso, a risentite precisazioni, quale quella rilasciata, immediatamente, dall'Assesore regionale alla Salute, Massimo Russo.
Questi, nella qualità di rappesentante del Governo della Regione Siciliana, s'è subito rinzelato non appena ha appreso che il Presidente Marino aveva fatto notare che l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario Vittorio Madia, diversamente degli altri del resto d'Italia, rimane ancora alle dipendenze del Ministero della Giustizia, non essendo stata recepita dalla Regione Siciliana la legge nazionale che scarica gli OPG alle ASL le quali sono appunto di pertinenza regionale: "e ciò, come - era stato sottolineato - se la Regione Sicilia non facesse parte dello Stato"

"La Regione siciliana - ribatte l'assessore Russo - non e' fuori dallo Stato. Fuori luogo sono invece le valutazioni del senatore Ignazio Marino. Lui, che e' presidente di commissione parlamentare, dovrebbe ben sapere perche' mai le competenze sulla medicina penitenziaria non sono ancora passate alla Sicilia. Questo e' un compito che deve essere portato davanti alla commissione paritetica Stato-Regione, e se ci sono ancora ritardi non e' certo responsabilita' dei rappresentanti della Regione siciliana che fanno parte di quell'organismo".
"Peccato - ha concluso Russo - che simili affermazioni hanno finito coll'offuscare il significato di una visita istituzionale molto importante che ha fatto risaltare autentiche emergenze alle quali e' doveroso porre subito rimedio: ma l'interlocutore del senatore Marino, in questo momento, resta ancora il Ministero della Giustizia".

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Precisiamo che l'OPG "V. Madia" è tutt'altro del "Cutroni Zodda" e se, anche entrambi i nosocomi sono nelle peste, si tratta di motivi completamente diversi.
Di comune ci sarebbe il mancato interesse della Regione e dello Stato per renderli "umani ed efficienti".

domenica 7 agosto 2011

E SE LA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INDAGINE SULL'OPG SI INTERESSASSE ANCHE UN PO' DEL CUTRONI-ZODDA?




Non siamo in pochi ad esserci accorti e quindi dispiaciuti di quanto danno si sia arrecato e si continui a procurare ai cittadini che, in caso di necessità, devono ricorrere alle cure e all'assistenza presso l'ospedale Cutroni Zodda di Barcellona.
La continua progressiva riduzione di reparti, servizi, posti letto, personale nell'importante nosocomio, la cui posizione in un territorio di circa centomila abitanti è strategica, dovrebbe essere nota anche a chi, sul piano politico e amministrativo, ha il dovere di preservarne l'essenziale funzionamento.
Per questo, abbiamo ritenuto opportuno rivolgere al sen. Ignazio Marino, un appello perché, se sarà possibile, faccia in modo che - in concomitanza con le indagini sull'OPG - la Commissione parlamentare d'indagine sanitaria, di cui è presidente, dia un'occhiata alla situazione che si sta determinando nel vicino ospedale civile "Cutroni-Zodda".



Caro Senatore, questo è l'ospedale Civico di Barcellona Pozzo di Gotto, in parte rimasto allo stato rustico. Invece di completarlo si sta facendo di tutto per declassare la struttura funzionante, privandola in crescendo dei servizi e dei reparti di cui era dotata. Nel progetto dell'ospedale (nuovo Cutroni-Zodda) era previsto un padiglione per il reparto di psichiatria, presumibilmente ritenuto opportuno a causa dell'esistenza di un OPG in questa città. Che cosa si sia fatto in questo settore bisognerebbe saperlo.

Chiedo, al Senatore Marino, se sia possibile che la Commissione d'indagine, di cui è presidente, che tanto sta facendo per fare normalizzare l'OPG di Barcellona Pozzo di Gotto, s'interessi del caso riguardante l'ospedale civico "Cutroni-Zodda", nato per supportare anche le esigenze sanitarie dell'OPG, tanto che è stato progettato un padiglione ad hoc..

sabato 28 gennaio 2012

LA FOLLIA RESTERA' ANCORA IN CARCERE? IL QUESITO S'E' CERCATO DI SCIOGLIERLO NEL CONVEGNO ALL'OPG DI BARCELLONA TENUTO OGGI CON L'INTERVENTO DI AUTOREVOLI RELATORI



INSANA
ROSANIA
Capita a proposito ( direi che casca a fagiolo) il convegno "Ospedale Psichiatrico Giudiziario: la follia in carcere" avviato stamani nella sala-teatro dell'OPG "Vittorio Madia".
Organizzato dall'associazione "Stupenda-Mente" e dalla Direzione dell'OPG di Barcellona, l'interessante incontro avvalorato dalla nudrita presenza di moltissimi giovani (in massima parte al femminile) praticamente sembra attuato in concomitanza con un importante evento: l'approvazione al senato d'una nuova normativa che fissa al 31 marzo del 2013 la chiusura definitiva di quelli che, nonostante abbiano cambiato il nome di manicomio in quello di ospedale psichiatrico, negli anni, sul piano della restrizione, hanno fatto registrare, scarsa differenza, essendo praticamente rimasti veri e propri luoghi di pena.
La partecipazione al convegno odierno di insigni relatori, sin dalla prima relazione, è servita a puntualizzare - al di là d'ogni variante interpretativa - l'effettiva esigenza di uscire da una condizione insostenibile di disagio umano perpetuata dall'esistenza di Ospedali psichiatrici  resi invivibili per carenza di personale custodiale, sanitario e parasanitario, socializzante e riabilitativo. Dove - come ha sempre fatto notare padre Giuseppe Insana,  cappellano dell'O.P.G. e coordinatore dell'Associazione di Volontariato “Casa di solidarietà e accoglienza” - mancano addirittura i mezzi finanziari per garantire la soddisfazione delle esigenze quotidiane, con vera e propria frustrazione per gli operatori interni, costretti a districarsi in un continuo stato d'emergenza.
ARTALE  e ALESSANDRA
Dicevo della coincidenza del Convegno con l'avvenuta approvazione dell'emendamento proposto dal senatore Marino, la cui finalità dovrà condurre al radicale mutamento dell'attuale situazione "manicomiale" giudiziaria, mediante la creazione di strutture sostitutive in grado di rispettare la dignità del soggetto umano, anche quand'è in condizione releganti.
Per cui s'è ovviamente parlato della nuova prospettiva, senza tuttavia potere prevedere  quando e come effettivamente essa potrà realizzarsi, rispettando e conciliando i parametri di dignità e sicurezza, ritenuti indispensabili.
Già, sin dall'inizio, porgendo il saluto ai convegnisti, il sindaco di Barcellona Candeloro Nania non ha potuto fare a meno di sottolineare quanto spesso avviene con la emanazione di leggi dai nobili obiettivi, senza tuttavia garantirne l'attuazione. Per quanto concerne il Comune di Barcellona, Nania ha promesso la disponibilità per venire incontro alla realizzazione di strutture, segnalando addirittura la possibilità di utilizzarne, ristrutturandola, qualcuna già esistente, quale la colonia di Acquaficara.
Il direttore dell'OPG, Nunziante Rosania, che assieme al dott.psichiatra
LUCANIA
M. Alessandra, Presidente dell'Associazione Onlus StupendaMente è stato l'anima dell'organizzazione, ha espresso fiducia nella nuova disposizione di legge, ma rispetto alla quale, tuttavia, rimane un grosso interrogativo:  come mai, nonostante tutto il disagio e le incongruienze,  l'OPG è sopravvissuto fino ad oggi,  quando rimane ancora il dubbio se sarà davvero garantito  un futuro migliore al malato mentale autore di reato giudicato "socialmente pericoloso?.

martedì 26 aprile 2011

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: LA QUERELLE SULL'OPG "VITTORIO MADIA" NON FINISCE QUI

Opg: Lettera aperta al sen. Marino

Egregio Senatore Marino,

a proposito dell’ormai periodico “gran baccano” che sistematicamente si imbastisce sulla situazione delle carceri di questo Paese e, da ultimo, sui fin qui sempre dimenticatissimi ospedali psichiatrici giudiziari, sarebbe opportuno che finalmente fosse data la parola a chi queste realtà le conosce davvero e vi lavora da gran tempo in condizioni di assoluta carenza di risorse economiche e professionali. Ad essi (ed a quei pochi, ma grandemente benemeriti, gruppi di volontari che hanno costituito le coraggiose, quanto sparute, avanguardie di una società civile sostanzialmente assente e distante su questa come su tante altre questioni tragicamente irrisolte dell’Italia centocinquantenaria) bisognerebbe dire solo grazie!
Veda, Senatore Marino, queste persone sono quelle che da anni chiedono, con tutte le loro forze, che gli O.P.G. siano presi in considerazione per essere messi in condizioni di funzionare e, quindi, profondamente riformati. Sono decenni che tutti, direttori ed operatori, gridano nel deserto, invocando interlocuzioni a livello politico ed istituzionale. È così avvenuto che tutti i manicomi giudiziari (con l’esclusione di quello mantovano che è un vero ospedale e, quindi, tutt’altra cosa!) degenerassero come e più delle carceri. Perché gli O.P.G. erano, sono e rimarranno, nei termini delle normative vigenti, carceri, concepite ed organizzate come tali; carceri dalle quali si vorrebbe (nientemeno!) che facessero assistenza adeguata, cura avanzata, riabilitazione e reinserimento sociale di soggetti resi, nel frattempo, non più pericolosi. Cioè tutto quello che non riescono a fare gli stessi servizi psichiatrici territoriali, le cui disfunzioni e inadempienze sono, appunto, una delle maggiori cause di ciò che è avvenuto negli O.PG. negli ultimi anni!! Come già accennato dianzi gli “addetti ai lavori” hanno, invano, chiesto, pregato, progettato, protestato, cercato di sensibilizzare, aperto le porte dei vecchi manicomi criminali (ai quali, ipocritamente, fu, tempo addietro, cambiato solo il nome, senza sapere, o volere, incidere sulla sostanza) facendovi entrare i volontari, il mondo femminile, insomma la comunità esterna, coinvolgendola in attività prima mai realizzate dentro quelle tragiche mura e cercando alleanze per far sentire la voce dei “dimenticati da Dio e dagli uomini” (voci che nessuno, fuori da quelle mura, ha mai voluto ascoltare!).
Privi, alla lettera, di ogni risorsa, con un personale ridotto ai minimi termini e senza formazione specifica (e costituito, nella componente sanitaria, in larga parte da “avventizi” pagati ad ore o a prestazioni) questi istituti si sono viste assegnate, soprattutto negli ultimi anni, decine e decine di poveracci, indesiderati ed emarginati, provenienti dall’ambiente libero o dagli altri istituti penitenziari destinati ai cosiddetti “normali”. Sono così diventati alla fine (e come poteva essere altrimenti!) delle pattumiere, delle vere e proprie discariche sociali, perché questo si è voluto che diventassero nella assoluta indifferenza ed ipocrisia delle compagini politiche succedutesi al governo del Paese, nell’affaccendarsi vacuo ed inconcludente dei vertici dell’Amministrazione Penitenziaria (fra l’altro sempre tenacemente silenziosa rispetto all’ennesima campagna mediatica), nel pervicace rifiuto di comprendere il problema da parte del “consesso civile” che sempre volentieri rimuove dalla coscienza collettiva i luoghi di segregazione che esso stesso ha creato illudendosi di curare, così, le paranoie diffuse che lo affliggono in questa lunga fase crepuscolare che scandisce i passaggi della post-modernità salvo, poi, dare la stura agli eclatanti lavacri mediatici che rapidamente scorrono, tra una pubblicità e l’altra, in attesa del prossimo motivo di “scandalo” tanto lacrimevole quanto,a sua volta, fugace: quasi un rito collettivo ormai!
Orbene ,Senatore, ci consenta di chiederLe quando la classe politica di questo Paese ritroverà il coraggio di guardare in faccia la realtà, di assumesi le proprie responsabilità e di fare le scelte necessarie attuando quelle riforme che questo stesso Paese attende da troppo tempo? Nel caso di specie gli O.P.G. vanno certamente chiusi, perché assolutamente fuori dal tempo. Chiusi come da decenni grida proprio chi vi lavora, spesso per 8 ore di seguito al giorno in mezzo ai malati in un rapporto di 1 a 80, quando va bene. Malati deterioratissimi che spesso nessuno (ma proprio nessuno, a cominciare da quelli che ora si stracciano le vesti a tutti i livelli !) vuole prendersi in carico. Non può concepirsi l’ulteriore permanenza di istituti diventati assurdi contenitori di relitti umani, iperaffollati, senza possibilità di un minimo di manutenzione delle strutture, di pagare i ricoverati lavoranti (sono questi, tanto per essere chiari, a fare le pulizie, come i detenuti le fanno in carcere), di svolgere tutte quelle attività di cura ed assistenza che sarebbero assolutamente necessari, con pochissimi psichiatri, praticamente senza psicologi e nel sistematico rifiuto alla accoglienza da parte dei cosiddetti territori e delle istituzioni (si pensi alla Regione Sicilia).
Se nei “fatali” giorni pre-natalizi del 2010, in cui il Parlamento è rimasto chiuso per consentire al Presidente del Consiglio di questo ineffabile Paese di rinserrare le fila del suo impalpabile governo e dar vita alla vergognosa campagna acquisti cui, come cittadini, abbiamo assistito attoniti, si fosse dato luogo, per non andar lontano, ad uno sforzo di riforma di questi luoghi (stiamo parlando di circa 1500 persone senza nessun potere contrattuale, esattamente come gli operatori che vi lavorano) forse avremmo risolto la questione senza dare luogo a spettacoli televisivi i quali raccontano, come al solito, solo una parte della realtà (quella che si vuol far vedere) e finiscono invariabilmente per mettere in evidenza, una volta di più, la cronica insipienza di un potere legislativo che volentieri assolve se stesso e riversa, altrettanto volentieri, su chi, in prima linea, cerca disperatamente di tenere in piedi ciò che, nella falcidie di risorse e nel siderale ritardo dell’ammodernamento di strutture ed apparati normativi, non è più gestibile: uno scarico inqualificabile di responsabilità alla ricerca di capri espiatori da dare in pasto ai riti mediatici ossessivamente iconolatrici ed ovviamente assolutori per chi potendo scegliere non ha scelto e potendo fare non ha fatto (a proposito, questo Governo, forse troppo impegnato nella “epocale” riforma della giustizia, è il primo a non aver mai messo nell’agenda della Commissione Giustizia la riforma del codice penale, soprattutto nella parte che tratta delle misure di sicurezza detentive irrogate per motivi di ordine psichiatrico!).

Distinti saluti.

Partito della Rifondazione Comunista Messina

martedì 31 maggio 2011

STIAMO LAVORANDO PER IL PASSAGGIO DELL'OPG ALLA REGIONE

FOTO:L'assessore Russo tra i dott.Rosania e Levita; Elvira Morano(Cgil)


L'ASSESSORE REGIONALE MASSIMO RUSSO SOSTIENE CHE INTANTO CHE L'OSPEDALE NON PASSA ALLA GESTIONE DELL'ASP SPETTA ALLO STATO PROVVEDERE AL SUO MANTENIMENTO E CURA

La presenza dell'assessore comunale alla sanità Massimo Russo al convegno organizzato per iniziativa della Cgil Sicilia e dell'ass. STOPOPG , tenutosi stamani nel salone delle conferenze dell'OPG di Barcellona, era attesa per un chiarimento ufficiale su come mai ancora non è avvenuto il passaggio delle competenze gestionali alla Regione e se esistono prospettive prossime per la soluzione di tale problema, che praticamente lascia in enormi difficoltà chi ha il compito di gestire l'importante struttura.
Su tale argomento non sono mancate le polemiche, soprattutto in seguito alle risultanze negative diffuse mediaticamente dai responsabili della commissione parlamentare guidata dal senatore Ignazio Marino, secondo cui le carenze riscontrate andrebbero addebitate alla Regione Siciliana che non ha ancora recepito il decreto sul passsaggio degli OPG alle ASL (ASP adesso per la Sicilia).
Salito sul palco per un suo intervento, dopo che Elvira Morano, della segreteria regionale Cgil, aveva illustrato la pesantezza della situazione nell'ambito dell'OPG, l'assessore Russo, per prima ed essenziale cosa, ha voluto chiarire che la responsabilità del ritardo del passaggio di gestione non è della Regione, ma dello Stato che non ha finora chiarito in che modo e con quali risorse l'Azienda Sanitaria Locale - che dipende dalla Regione - possa gestire l'OPG e i penitenziari dell'Isola.
Intanto nell'attesa che venga recepita la legge - ha detto con forza Massimo Russo - spetta al ministero della Giustizia il mantenimento globale dell'OPG.
L'assessore alla sanità ha assicurato che si sta lavorando e che la commissione paritetica si sta attivando per arrivare al più presto possibile al recepimento della legge.
A descrivere lo stato di necessità in cui versa l'ospedale da lui retto, è successivamente intervenuto il direttore dell'OPG Nunziante Rosania, che si è soffermato sui numerosi sacrifici ed impedimenti cui l'amministrazione dell'ospedale ha finora dovuto badare e sulle numerose, spesso inutili, pressioni e proposte avanzate, anche a livello politico, per cercare di migliorare la difficile situazione. Ha quindi accennato alle sperimentazioni e ad altre iniziative riuscite, ma sempre con enormi sacrifici, ma ultimamente ripagate male con veleni mediatici immeritati.
Sono pure intervenuti l'assessore comunale ai servizi sociali Santino Calderone, che ha accennato alla prospettiva d'interventi in simbiosi tra Comune e Opg, e don Pippo Insana fondatore della Casa di Solitarietà e Accoglienza che, nel lamentare le numerose inadempienze per mancata dimissione di parecchi ricoverati dimissionabili in proroga e di altri degenti che possono benissimo stare in luoghi diversi dall'Opg, opportunamente attrezzati, ha finito con l'esclamare che gli OPG si possono chiudere anche subito.

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barcellonablog: OPG DI BARCELLONA ALL'ASL: ASPETTA E DISPERA CHE' L'ORA PIU' NON S'AVVICINA....


venerdì 10 febbraio 2012

DOPO LA FIDUCIA SUL DECRETO CARCERI, FALSITA' IRRESPONSABILI SU CHIUSURA OPG


Il senatore Ignazio Marino (PD) che, dopo avere più volte visitato l'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona ed altri istituti del genere a capo di una commissione d'inchiesta, è riuscito a fare passare in Parlamento una disposizione di legge che prevede la chiusura degli OPG entro il 31 marzo del 2013, s'è detto amareggiato per il diffondersi di voci allarmanti che - a suo giudizio - mirano a gettare discredito sulla valdità della riforma. 
Per questo, ha scritto in una delle sue bacheche di Face book, la seguente nota:

"Sulla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari si dicono falsità che mirano irresponsabilmente a generare allarme pubblico. Si vuole gettare discredito su questa riforma e ingannare i cittadini affermando che saranno messi in libertà criminali e serial killer.

Al posto degli Opg sorgeranno veri ospedali da 30 o 40 posti letto, dotati di tutta l’attrezzatura per l’assistenza ai pazienti, con infermieri, medici, psichiatri. Non è stata sottovalutata affatto la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini, per cui all’esterno dei centri di cura la sorveglianza sarà assicurata dalla polizia penitenziaria. Basterebbe leggere la norma per rendersene conto.
Guarda il servizio del TG2 e quello del TG3.
Negli attuali Opg, ci sono circa 1.400  persone di cui più di 900 riconosciute ancora pericolose per sé e per gli altri, che saranno trasferite nelle nuove strutture. Altre 500 circa, invece, sono ritenute non più socialmente pericolose e hanno il diritto di uscire. Dovranno essere dimesse e assistite sul territorio dai dipartimenti di salute mentale.

Parliamo di meno di venticinque persone, in media, per Regione. Non è una missione impossibile, ma se tale si dovesse rivelare per alcune Regioni, lo Stato interverrà, individuando una soluzione per ciascun paziente. Mi stupisco davvero che alcuni partiti politici stiano approfittando della condizione delicata e difficile di queste persone per qualche voto in più".
Il senatore Marino ( al quale non si può non riconoscere il merito d'avere preso a cuore la gravità delle condizioni in cui rimangono relegati molti esseri umani, sicuramente non colpevoli d'essere ammalati mentali) nel sottolineare che saranno le nuove strutture, esternamente protette dalla sorveglianza della polizia penitenziaria, a garantire la sicurezza dei cittadini, fa presente che ognuna di esse ospiterà non più di quaranta  pazienti. 
Un numero, questo, che se lo facciamo divisore di 1400 - numero complessivo dei posti letto necessari - avremo per risultato 35. 
Che sarebbe la quantità di nuove strutture necessarie - veri ospedali - per il ricovero di tutti. 
E, questo, è un calcolo benevolo, in quanto basato sull'ipotesi di strutture con 40 e non con 30 posti letto. 
 Come e quando si provvederà a creare tali strutture?
Con la politica della cinghia operata da Monti?
E nel giro di un anno? 
Se questa non è utopia, vuol dire che in Italia non esiste nessuna crisi....

venerdì 16 luglio 2010

ANCORA SU OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO

CLICCA:Visita all'O.P.G. di Barcellona P.G.



Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona "Vittorio Madia": è questo il momento in cui giornali e riviste trovano materia per parlarne - e male - approfittando delle dichiarazioni del senatore Rosario Marino, presidente d'una specifica commissione d'inchiesta, e dei resoconti presentati a conclusione della visita nella struttura barcellonese.
L'ispezione della commissione parlamentare, effettuata senza preavviso, sia a Barcellona che ad Aversa, dove esiste un altro importante Opg, si è svolta nello scorso mese di giugno a sorpresa e, a guidare i parlamentare nei reparti, ha provveduto la vice direttrice in sostituzione del direttore Nunziante Rosania, in quel momento in missione a Favignana, come risulta dalle bozze stenografiche dei resoconti.
Per trovare i resoconti internet del presidente Marino e del senatore Saccomanno, basta cliccare su:070_bozza.pdf (Oggetto application/pdf)


venerdì 29 luglio 2011

SILURATO IL PRIMO REPARTO DELL'OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO



SGOMBRATO E POSTO SOTTO SEQUESTRO SU INTIMAZIONE DELLA C.P.I. PRESIEDUTA DAL SEN. IGNAZIO MARINO

Uno dei reparti dell'OPG di Barcellona è da ieri sotto sequestro: la sua chiusura legale è stata effettuata, in seguito a segnalazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino, con l'intervento dei carabinieri del reparto speciale del Nas. Erano state rilevate, in seguito a sopralluogo della Commissione, condizioni di radicale degrado nel primo reparto del nosocomio dove si trovavano "ricoverati" 36 malati cronici che, internati per reati, avrebbero dovuto fruire di sole cure mediche e non di restrizione penitenziaria. La Commissione parlamentare ha minacciato il sequestro dell’intero ospedale psichiatrico giudiziario se "entro i prossimi sei mesi l’Amministrazione penitenziaria non provvederà ad adeguare la struttura ai requisiti minimi di sicurezza e di igiene previsti dalla legge".

Com'è noto la gravità della situazione registrata nell'OPG di Barcellona ha alle sue origini tre grossi inconvenienti.
Intanto la prima causa - e l'ha spesso ribadito il direttore dell'ospedale dott. Nunziante Rosania - sta nel mancato passaggio della gestione amministrativa dal Ministero Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale, e per la Sicilia qindi all'ASP.

Ciò non è avvenuto, perché la Regione Siciliana non ha ancora inteso far proprio il decreto che sancisce tale trasferimento.

Seconda causa è l'incremento esagerato del numero dei ricoverati, per l'afflusso di numerosi degenti provenienti da altri Opg, non meno degradati di quello di via Madia. Il rapporto tra la capienza e il numero dei costretti in esubero praticamente si avvicina a quello registrato nei normali carceri di detenzione, un terzo in più della reale disponibilità.
Fatto, questo, che influisce negativamente sulla condizione di precarietà del nosocomio.
Se a ciò si aggiunge la carenza di personale sia medico-infermieristico sia penitenziario, il quadro della esistente emergenza si fa più chiaro e preoccupante.
Su chi far cadere la reponsabilità di un sì triste primato, non sarebbe difficile capire.

CLICCA
Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona: ” la gestione deve passare alla sanità siciliana”

lunedì 2 agosto 2010

CHE COSA SI FARA' PER RIDARE DIGNITA' E DECORO ALL'OPG DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO?





SINDACATI E FORZE DEL VOLONTARIATO CHIEDONO FATTI E NON SOLO PAROLE ALLARMANTI

Qualche settimana fa s'è molto parlato delle condizioni di vita all'interno dell'OPG di Barcellona, descritte e divulgate in maniera tale da fare inorridire.
Talmente disastrose sono state dipinte nelle dichiarazioni del senatore Ignazio Marino, il quale nello scorso mese di giugno aveva guidato, da presidente, la commissione parlamentare, che "inattesa" ha visitato due dei cinque ospedali psichiatrici d'Italia, tra cui appunto il "Vittorio Madia" di Barcellona.
I commenti e le reazioni, anche a livello nazionale, sono stati tanti, finchè ovviamente la notizia è rimasta calda, dopo di che s'è tutt'al più continuato a parlarne in sede locale.
Dove non sono mancati interventi da parte di organizzazioni sociali, di volontariato, sindacali: alcune in difesa di chi opera all'interno della struttura, altrie per invocare cambiamenti e miglioramenti, altre ancora per auspicare addirittura l'eliminazione di strutture del genere, paragonabili a veri e propri luoghi di detenzione.

Recentemente della situazione, non certamente accettabile, del nosocomio giudiziario di Barcellona si sono interessati i sindacati locali che, pur riconoscendo la drammaticità della situazione rilevata dalla commissione Marino, sono andati oltre invocando che - alla luce dei dati rilevati - la Commissione proceda fino in fondo per individuare il perché un istituto del genere sia rimasto in uno stato intollerabile e per responsabiltà di chi.
Facendo intendere, con questo, che il pesce - come sempre - anche stavolta puzza dalla testa.

Il miglioramento della struttura - secondo i sindacati Cgil, Cisl, Uil - deve andare di pari passo con l'adeguamento della gestione amministrativa, che finora - nonostante ci sia una legge che non lo consente più - è stata lasciata in mano al Ministero della Giustizia, mentre dovrebbe essere assunta dalla Regione con affidamento all'Asl.

In altri termini si continua a far convivere gestione sanitaria e gestione penitenziaria in un ibrido che non potrà mai essere producente, anche perchè per responsabilità comuni, continuano a vigere grosse difficoltà a causa dell'inadeguatezza numerica del personale, resa ancor più evidente dal sovraccarico del numero degli internati.
I sindacati auspicano che l'Istituto di Barcellona non corra il rischio di essere chiuso, ma che piuttosto venga adeguato strutturalmente e a livello funzionale per rendere dignitoso il ricovero ed efficaci le cure al suo interno.

fra' Galdino

mercoledì 15 giugno 2011

LUNGO INTERESSANTE RESOCONTO DEL WORKSHOP TENUTO A ROMA SULL'OPG DI BARCELLONA

L'INCONTRO E' STATO PRESIEDUTO DAL PRESIDENTE SCHIFANI, A PALAZZO GIUSTINIANI

FOTO: ....OPG DI BARCELLONA===>
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Nei giorni scorsi, l'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona, al pari degli altri cinque OPG della Penisola, è stato sottoposto alla lente d'ingrandimento dei notabili politici che hanno partecipato all'incontro informativo e di confronto (workshop) che il Senato ha organizzato, su iniziativa della Commissione Parlamentare d'inchiesta sul Ssn, presieduta dal senatore Ignazio Marino, la stessa che nello scorso mese di giugno effettuò un'inattesa visita al "Madia", con esito poi definito "sconcertante".
All'incontro di lavoro ha partecipato il direttore dell'OPG Vittorio Madia della nostra città, dott. Nunziante Rosania, con un dettagliato resoconto riguardante la struttura di Barcellona.
Sotto il link del RESOCONTO da cercare in google
http://www.radioradicale.it/scheda/329325/convegno-se-questo-e-un-ospedale

venerdì 29 luglio 2011

Lettera aperta al senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale





Esimio senatore,

prima ancora di entrare nell'argomento, oggetto di questa lettera, mi sembra opportuno esprimere la gratitudine - mia e di quanti hanno a cuore la giusta immagine di Barcellona Pozzo di Gotto - per l'impegno che Lei e la Commissione di cui è Presidente, stanno profondendo nella ricerca di verità e giustizia, nell'indagare sulle condizioni degli Opg, tra cui quello operante da circa un secolo in questa città.
A confermare la sensibiità con cui sta portando avanti il compito assunto a tale riguardo, mi viene in mente quanto Lei personalmente ha dichiarato ad un giormale della nostra provincia, in merito alla impressione tratta dalla visita al "Madia" nello scorso mese di luglio.
«Io credo - riporto le sue parole - che la sensibilità umana rispetto alla condizione gravissima in cui si trovano persone detenute che prima di tutto sono malati che hanno bisogno di cure specifiche, non dovrebbe fare dormire la notte i componenti della Giunta regionale. Io da quando ho visitato l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto francamente faccio fatica ad addormentarmi pensando che ci sono persone da curare e che invece vengono lasciate in condizioni indecenti, indecorose e senza nessuna possibilità di cura e guarigione».
Una presa di cocienza così netta di un problema cronico e tuttavia - per l'indagante - improvvisaente emergente, non potrà che indurre Lei e la Commissione ch'Ella presiede ad insistere perché si normalizzi in tempo l'intera situazione, prima ancora coè che la paventata scadenza anticipata dell'attuale legislatura ne vanifichi i pervicaci tentativi.
Per quanto concerne l'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona, torna in mente un modo di dire solito in questa città.
Ricordo che sin da ragazzo, parlando dell'allora manicomio giudiziario - che così si chiamava l'OPG - , sentivo dire che "i pazzi non sono lì dentro, ma fuori". Un paradosso con qualche fondo di verità, che mi consente di farle presente che, se una commissione d'indagine c'è stata per 'OPG, nulla dovrebbe vietare che ce ne fosse qualcun'altra per verificare fino a che punto possa essere tollerabile il degrado sul piano igienico-sanitario imperversante fuori le mura dell'ex manicomio giudiziario.
Dove, per dirne una sola, esiste un grande, nuovo ospedale, addirittura in parte rustico - il "Cutroni-Zodda" - che con la scusa di un fantomatico riassetto economico della sanità regionale, a furia di tagli spoliazioni e declassamenti, sta facendo una brutta fine, a tutto danno dei 100.000 residenti nel territorio che, da quella importante struttura, dovrebbe essere servito..
Distinti saluti
Francesco Cilona

venerdì 24 giugno 2011

QUALCOSA DI CONCRETO S'HA DA FARE PER DARE DIGNITA' SANITARIA ALL'OPG DI BARCELLONA



PROPOSTO UN PROGETTO-ESCAMOTAGE CHE POTREBBE CONSENTIRE UN BUON PASSO IN AVANTI IN QUESTO SENSO


L'Opg di Barcellona che, a differenza di altri analoghi istituti del resto d'Italia, non è finora passato alla gestione del servizio sanitario nazionale, rimane ancora nel limbo come "color che son sospesi", visto che non sembra ci sia alcuna possibilità o meglio nessuna intenzione da parte della Regione Sicilia di recepire la legge che specificamente impone tale passaggio.
Tale situazione, che lascia l'ospedale psichiatrico giudiziario a carico del Ministero dela Giustizia, costituisce un vero e proprio handicap gestionale, che il direttore Nunziante Rosania ha, in maniera chiara e netta, esplicitato recentemente nell'incontro di lavoro svoltosi al senato, per iniziativa della Commissione parlamentare presieduta dal senatore Ignazio Marino.
Il dott. Rosania, relazionando sulle condizioni in cui si opera nella struttura di via Madia, ha evidenziato la necessità di un sostanziale intervento risolutivo, in grado di privilegiare la funzione sanitaria del nosocomio psichiatrico che, pur essendo a carattere giudiziario, non puo' essere ridotto a penitenziario.
Una soluzione, anche se non esaustiva rispetto alle disposizione del decreto legge di trasferimento all'Asp, ci sarebbe, e il direttore l'ha suggerita, attraverso un progetto di parziale sanitarizzazione, finanziabile dalla Cassa delle Ammende.
Di questo
progetto-escamotage, avrebbe parlato col presidente Franco Ionta, capo del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) il segretario generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio Sarno, in un recente incontro informale.
Da tempo, e più volte, - fa sapere Sarno - abbiamo cercato di richiamare l’attenzione sulla struttura di Barcellona Pozzo di Gotto, non avendo ancora ben chiaro il futuro della stessa. Ieri pomeriggio, informalmente, ho incontrato il Pres. Ionta e abbiamo discusso l’ipotesi di una parziale sanitarizzazione dell’OPG di Barcellona Pozzo di Gotto. In sintesi si prevede di destinare alcuni padiglioni esclusivamente all’azione terapeutica-sanitaria con conseguente ospedalizzazione dei degenti; altri padiglioni, invece, continuerebbero ad ospitare internati cui è necessario ed opportuno applicare anche sorveglianza e custodia da parte della polizia penitenziaria. Questo progetto, presentato dal Direttore Rosania, potrebbe essere finanziato dalla Cassa delle Ammende. Il Pres. Ionta ha sottolineato di condividere la prospettiva di una parziale sanitarizzazione . Ciò consentirebbe, tra l’altro, di ricercare nuove organizzazioni del lavoro per i poliziotti penitenziari che – conclude SARNO - vedrebbero garantita la loro permanenza in sede e la possibilità di fruire senza patemi i propri diritti come ferie e riposi settimanali “

martedì 10 agosto 2010

OPG DI BARCELLONA ALL'ASL: ASPETTA E DISPERA CHE' L'ORA PIU' NON S'AVVICINA....

O COL MINISTRO O COL GOVERNATORE NULLA CAMBIA SE NON CAMBIANO LE TESTE


Questo post fa riferimento alle recenti polemiche, suscitate dalla sconcertante dichiarazione del senatore Ignazio Marino, fatta dopo che la Commissione parlamentare da lui guidata ha visitato l'OPG di Barcellona Pozzo di Gotto.
Come si ricorderà, tali polemiche hanno portato al solito scaricabarile tra Stato e Regione, per la mancata assunzione del trasferimento di gestione all'Asl regionale, che avrebbe dovuto avvenire in attuazione del decreto legislativo 230/99.
Le gravissime carenze riscontrate nel nosocomio di via Madia, sarebbero quindi conseguenti alla solita inerzia della Regione che, come spesso accade, traduce, con ritardo, in proprie le innovazioni legislative statali.
Recentemente, questo è stato il leit motiv sull'argomento ripetuto dai segretari della Fp Cgil, Clara Crocè, e della Camera del Lavoro di Messina, Lillo Oceano, secondo cui la responsabilità di quanto emerso è da ascriversi all'inerzia della Regione Sicilia, appunto per non avere ancora provveduto a fare propria la legge del passaggio dell'Opg all'Asl.
Tralasciamo la risposta dell'Assessore Regionale alla ...Salute, Massimo Russo, che ha scaricato sul Governo nazionale la mancata attuazione della prassi del confronto tra Stato Regione che prelude il passaggio delle competenze, perchè a nostro modesto parere, il difetto non sta nella mancata assunzione regionale, bensì nel complessivo modo di gestire ogni cosa in questa nostra Nazione.
Se così non fosse non si comprenderebbe ciò che all'inizio di quest'anno ha denunciato, in un comunicato stampa, datato 13 gennaio 2010, il sindacalista
Fabrizio Fratini, che guarda caso, è il Segretario Nazionale Fp Cgil Sanità ...
E, guarda ancora il caso, Fratini dice tutto il contrario di ciò che viene detto in Sicilia sulla responsabilità che ricadrebbe tutta sul servizio sanitario e quindi, nel nostro caso, sulla Regione Siciliana.

"Prima di sperimentarsi, per l'ennesima volta, in un Piano carceri che, comunque sia, si rivelerà un fallimento - spiega il sindacalista della Cgil - il Governo restituisca ciò che ha maltolto al Servizio Sanitario Nazionale sul tema dell'assistenza sanitaria in carcere".
"Sono ormai quasi due anni che i Servizi Sanitari Regionali e le ASL hanno assunto la funzione di assistenza sanitaria per le persone momentaneamente private della libertà personale senza che a ciò sia corrisposto un solo euro in più nei loro bilanci".Ovviamente il riferimento non è alle ASL di Sicilia
"Degli oltre 320 milioni di euro previsti dalla legge di riforma per il 2008 e 2009 - aggiunge Frattini -sono solo 32 quelli che ad oggi sono stati trasferiti nei bilanci delle ASL; i restanti sono ancora nelle mani del Ministro dell'Economia che continua a trattenerli illegittimamente".
"E ciò a fronte, oltretutto, del considerevole aumento della popolazione detenuta registratosi negli ultimi 24 mesi". "Come è ulteriormente sostenibile una situazione che vede le ASL aver assunto questa nuova e delicatissima attività senza quelle risorse che lo stesso legislatore aveva ritenuto necessario per il passaggio delle funzioni di assistenza dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale?" si chiede Fratini.
"All'insostenibilità di questa situazione si aggiungono gli effetti assurdi che questo ritardo sta provocando". "Il primo è che tantissimi Servizi Sanitari Regionali si sono trovati costretti comunque ad investire le già scarse risorse esistenti per l'assistenza ai cittadini liberi per ammodernare e rimettere in sicurezza le obsolete e pericolose strumentazioni sanitarie che il Ministero della Giustizia ha "offerto" in dote al Servizio Sanitario Nazionale". "La seconda è che quello stanziamento, definito da una legge dello Stato per l'esercizio di una specifica funzione di assistenza sanitaria in carcere, rischia di essere risucchiato nelle logiche perverse degli equilibri di bilancio e dei piani di rientro". "C'è bisogno, quindi, di una decisione immediata del Governo che restituisca alle ASL i soldi indebitamente sottratti e di una specifica destinazione di quelle risorse per l'assistenza in carcere, a prescindere dallo "stato di salute" economico finanziario dei servizi sanitari regionali". "Non si può rischiare, così come è già successo in alcune importantissime realtà regionali, che quei soldi, una volta sbloccati, vadano a riempire buchi di bilancio o a sostenere piani di rientro: l'assistenza sanitaria in carcere va garantita a prescindere". "Piano carceri o no. "
NON POTREBBE DARSI CHE LA REGIONE SICILIA intende guardarsi le spalle consapevolmente, ritardando di accollare all'ASL la gestione sanitaria dei penitenziari e dell'OPG?

martedì 16 agosto 2011

L'OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO DI BARCELLONA RISCHIA LA CHIUSURA, SENZA CHE SI SAPPIA DOVE POTER COLLOCARE GLI OSPITI: UNA FOLLIA NELLA FOLLIA?


In riferimento all'intimazione della Commissione parlamentare per la soluzione del problema di riattamento dei padiglioni sotto sequestro dell'OPG Vittorio Madia di Barcellona, resa nota da questo BLOG nel precedente post, ho sentito l'esigenza di esprimere, in un mio messaggio al presidente sen. Igazio Marino, la seguente considerazione:

"Caro Senatore, Lei ha parlato di "possibile chiusura" dell'OPG di Barcellona Pozzo di Gotto, ma ha aggiunto che non si vuole "in alcun modo avere un atteggiamento irragionevole".
Non crede, però, che la sola eventualità della chiusura di una struttura con circa trecento ricoverati è essa stessa irragionevole?
Dove verrebbero "ospitati" tutti quegli esseri umani sfrattati?.
Non certamente presso le rispettive famiglie - d'altronde non tutti hanno una famiglia che possa o voglia accoglierli - e neppure nelle cosiddette case-famiglia che non esistono.
E, inoltre, dove verrebbero trasferiti gli agenti di custodia? Presso carceri di restrizione oppure in cassa integrazione?
Capisco che l'aut l'aut della Commissione è un tentativo di fare pressione sull'ente ministeriale ( o sulla Regione?)che deve provvedere alla riattazione dei locali fatiscenti, ma Lei sa che coloro che hanno questo compito generalmente non sanno o non intendono coniugarlo con l'impegno pratico e fare la voce grossa con quella genìa non credo che basti.
Finchè resteranno in sella Berlusconi e Tremonti, d'altronde, che cosa si può sperare?

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barcellona pg, messina, Italy
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