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domenica 10 maggio 2009

FESTA DELLA MAMMA AL CIMITERO

SE LA CITTA' PIANGE IL CIMITERO NON RIDE


10 maggio: festa della Mamma. Non tutte le Mamme sono vive, tante sono ormai in Cielo, e i loro resti mortali sono custoditi nel Cimitero.
E' questa la ragione, per la quale stamattina anche il nostro Camposanto era affollato: sembrava che fosse il 2 novembre, tante erano le macchine che si sono dirette e fermate a quella meta: e chi non riusciva a trovare posto lungo la via delle Rimembranze, ha dovuto cercarlo nelle strade vicine: provinciale San Paolo e circonvallazione Carmine. Nonostante l'eccezionale afflusso, in tutta la zona neppure l'ombra di almeno un vigile urbano.
Meno male che, ormai, i Barcellonesi sanno rabattarsi anche nelle situazioni più difficili, per cui ognuno ha saputo trovare il modo ed il luogo per posteggiare, e l'ha fatto in maniera ordinata, anche perchè l'atmosfera del Luogo avrà avuto il suo influsso. Infatti ho sempre notato che, al Cimitero, un po' tutti diventiamo più umani. Chissà perché: è probabile per la nota questione della "livella", di cui ha parlato il grande Totò.
Stamane, anch'io, essendo mia madre deceduta quand'ero ancora ragazzino, sono salito al Cimitero per mettere dei fiori sulla sua tomba, la quale soltanto per un centimetro non è stata travolta dall'alluvione dell'11 dicembre, quando per il cedimento di un lungo tratto del muro perimetrale una fila di tombe franarono sulla strada sottostante. Sono trascorsi cinque mesi da quella tristissima data, ma non sono stati sufficienti perché si provvedesse a riparare il danno.
Ancora oggi la tomba di mia madre e tutte le altre della stessa fila sono sull'orlo del precipizio creato dalla frana e di ciò non sembra che gli amministratori di Palazzzo Longano siano consapevoli. Come d'altronde di molte altre carenze che affliggono la città.
Si vorrà dare o no la colpa per tanto ritardo ai governanti della Regione e dello Stato? I primi perché si fanno turlupinare dai secondi, senza reagire, e i secondi perché,non intendendo spendere per la Sicilia, hanno avuto la sfrontatezza di incamerarsi i finanziamenti FAS? Diciamolo pure,senza tenere la coda a Berlusconi e a Bossi che, se potessero, c' imbarcherebbero sulle torpediniere e ci spedirebbero nel Sahara libico.
Vi prego, amici, fate una passeggiatina e raggiungete il cimitero Sant'Anna, non appena avrete imboccato la provinciale per San Paolo, fatti cento, metri alzate lo sguardo verso il Camposanto e meditate un attimo... Poi mi direte cosa avrete pensato di fronte a quello spettacolo.

martedì 9 marzo 2010

IL COMUNE INTENDE SMANTELLARE UN'ULTERIORE PARTE DEL CIMITERO PER POTERE RICOSTRUIRE IL MURO DI CONTENIMENTO CROLLATO DURANTE LE PIOGGE DEL 2008





Sono trascorsi quindici mesi da quando, a causa delle torrenziali piogge del dicembre 2008, tra i vari danni in città, si dovette amaramente registrare pure il crollo di un tratto di muro di contenimento dell'ala nord del cimitero S.Anna.
Non era la prima volta che ciò avveniva. E sicome in precedenza la ricostruzione del bastione era stata fatta in tempi abbastanza contenuti, s'era sperato che anche adesso si sarebbe proceduto con giusta sollecitudine.
Sennonchè sono passati mesi e mesi, tanto da indurci a scrivere su tale ritardo più di un post. Soltanto adesso - dopo un anno e un quarto dal disastro - si ha modo di apprendere che finalmente è stato assegnato l'appalto per la ricostruzione del muro ad una impresa locale.
"Finalmente !", stavamo per dire, all'annuncio della notizia.
Lo stavamo dicendo, ma abbiamo dovuto frenarci, nell'apprendere il seguito della notizia, secondo cui, , sono stati aggiudicati alla ditta Sebastiano Calpona di Barcellona i lavori di ricostruzione del muro di contenimento del cimitero, parzialmente crollato a seguito del nubifragio del 12 dicembre 2008, nel tratto che si affaccia sulla strada provinciale 80 che porta a San Paolo", ma gli stessi "lavori non sono stati ancora avviati perché gli uffici comunali stanno provvedendo proprio in questi giorni ad avvisare i parenti dei defunti della necessità di rimuovere altre 25 tombe a rischio, che si aggiungono alle 38 già dissotterrate dalle macerie"
E ciò sorprende non poco, visto che nei quindici mesi di attesa, al fine di evitare ulteriori cedimenti, il Comune ha provveduto ad un progressivo riempimento, con materiale di risulta, del tratto sprofondato.
Ciò non ostante, adesso si viene a dirci che "La rimozione delle tombe è necessaria per motivi igienico-sanitarì, oltre che per garantire la massima sicurezza degli operai nel canitiere di lavoro".
Ma guarda un po', secondo il Comune le piogge di quest'inverno avrebbero creato una situazione di rischio per una presunta instabilità della scarpata. E se ne sono accorti dopo avere ammassato tutto quel materiale, a ridosso delle tombe rimaste intatte.
Se è così, perchè il signor Sindaco non emette una delle sue solite ordinanze, necessaria per salvaguardare la vita di quanti devono percorrere il tratto di strada sottostante? Sa, amico Sindaco, un'ordinanza, tipo quella che ogni anno viene emessa alla vigilia del Carnevale, quando ci si accorge - proprio allora - che è necessario chiudere tutti gli uffici e le scuole per disinfettarli e proteggere così la salute di scolari, studenti ed impiegati.
Comunque, torniamo al cimitero, per ricordare che il lavoro da fare, prioritariamente, si riferisce alla sola ricostruzione del muro di cinta e contenimento, mentre per quanto riguarda il ripristino delle tombe già avulse e da avellere ancora non se ne parla: il loro rifacimento sarà di là da venire. E sappiamo ciò che significa una prospettiva del genere nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Teatro Mandanici docet.

P.S. Riproponiamo una foto in bianco e nero, riguardante lavori dopo il disssesto di un tratto di muro, crollato sulla stessa strada, ai tempi dell'Amministrazione Santalco, e rifatto senza perdita di tempo e senza ulteriori smantellamenti all'interno del cimitero.

martedì 28 settembre 2010

CIMITERO:MEGLIO TARDI CHE MAI -- MEGLIO POCO CHE NIENTE

Trentotto feretri ancora in attesa di tumulazione

Saverio Vasta
Barcellona
Incredibile ma vero: sono ancora in attesa di tumulazione i 38 feretri dissotterrati dalle macerie del nubifragio del 12 dicembre 2008.....

E' questo l'incipit di un breve articolo sulla strana storia dei morti esumati per la ricostruzione di un muro crollato nel Cimitero Sant'Anna di Barcellona.
Scritto dal corrispondente della Gazzetta del Sud, Saverio Vasta, il trafiletto è stato pubblicato oggi nella pagina provinciale del giornale messinese.

Finalmente un collega s'è accorto della sconcertante situazione creata nel Cimitero di Barcellona: sulla quale barcellonablog ha tanto insistito, da mesi, decumentando l'inverosimile comportamento tenuto a Palazzo Longano. Con una serie di post, corredati di foto, e persino con una lettera aperta, indirizzata al sindaco, ci siamo più volte pronunciati sull'intollerabile fatto e sul mutismo dell'ufficio cimiteriale.
Dopo tanta insistenza, c'è stato assicurato da due consiglieri d'opposizione che avrebbbero presentato circostanziate interrogazioni per chiarimenti sulle sorti delle salme dissepolte. Tuttavia mai sulla carta stampata, tranne che nell'edizione odierna della Gazzetta del Sud, s'è avuto sentore di un fatto così importante. E' davvero "incredibile", come giustamente ha scritto Saverio Vasta.

clicca qu
i:
barcellonablog: Risultati di ricerca per cimitero

lunedì 8 febbraio 2010

SONO TRASCORSI QUATTORDICI MESI DALLA DATA DELL'ALLUVIONE E ANCORA UN'ALA DEL CIMITERO MOSTRA LE SUE PIAGHE

Clicca sulle foto: forse potrai leggere il nome di qualche tuo caro defunto


"CLAMOROSO" IL SILENZIO SULLA GRAVITA' DEL CASO

E allora, come la mettiamo con le promesse fatte e non mantenute relative alla ricostruzione della fiancata del cimitero, franata nel dicembre dello scorso 2008? Da quattordici mesi, un'ala del cimitero Sant'Anna di Barcellona Pozzo di Gotto attende d'essere ricostruita: o per essere più precisi, ad attendere sono i parenti dei poveri morti coinvolti dal cedimento delle loro tombe e di quegli altri defunti rimasti in bilico su un dirupo. Non stiamo qui a ripetere quanto scarso sia il rispetto per il luogo in cui riposano i nostri cari, ma almeno vogliamo ricordare che cosa i nostri amministratori s'erano ripromessi di fare e non hanno fatto? Nello scorso mese d'ottobre, in grande parata i sindaci dei centri colpiti dall'alluvione dell'anno precedente - lo ricordiamo bene - si riunirono nella sede della Provincia regionale, convocati dal presidente Nanni Ricevuto per fare il punto su ciò che si sarebbe dovuto fare per rimediare ai danni alluvionali.
E in quell'occasione, i capi delle nostre Amministrazioni diedero mandato al Presidente della Provincia di istituire un tavolo di confronto permanente con il governo nazionale e regionale per reperire in tempi brevi le risorse necessarie al superamento di tutte le emergenze e fare in modo che non si ripetessero catastrofi di quella portata, dando alle comunità la certezza di un territorio sicuro.
I fatti, avvenuti poco dopo, sulla costa ionica messinese avrebbbero subito smentito purtroppo l'auspicio.Come sta smentendo ogni proponimento e ogni promessa il permanere dei danni subiti durante la precedente alluvione "tirrenica".
E ciò, nonostante che Nanni Ricevuto, sulla base dell'ampio mandato ricevuto dai Sindaci, si fosse impegnato di coinvolgere le strutture regionali, gli Assessori Regionali ai LL.PP. al Territorio ed Ambiente ed alla Protezione Civile, nonché il Presidente della Regione Siciliana, anche nella sua qualità di commissario delegato per l'emergenza allora in atto, affinchè si dessero risposte concrete alle comunità locali colpite dalle precedenti emergenze.
Il permanere dello sconcertante squarcio al Cimitero Sant'Anna, però la dice lunga sulla serietà di quei proponimenti.

giovedì 1 ottobre 2009

GRAVE STATO DI INCURIA RENDE UNA SELVA IL NOSTRO CIMITERO

Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello! – Dante Alighieri – Purgatorio – Canto VI ...






Tutte le volte che "salgo" al Cimitero per deporre un fiore sulla tomba dei miei genitori mi si attorcigliano le budella.
E non si pensi che ciò avvenga perchè penso alla Morte che, prima o poi, deve arrivare.
Mi si "intrusciano" per due motivi più plateali: lo stato di sporcizia e d'incuria in cui il Camposanto - tranne la zona d'accesso- viene lasciato e l'assurdo protrarsi della pericolosa situazione prodotta dall'alluvione dell'11 dicembre 2008, quando lo smottamento di una parte del muro di recinzione fece franare una fila di tombe, sulla strada provinciale sottostante.
Una fetta di cimitero sprofondò dove - guarda caso - c'è pure la tomba di mia madre, che da allora rimane, assieme a tante altre, in bilico sul dirupo.(<=foto accanto)

Per questo caso, l'Amministrazione Comunale cercherà presumibilmente
di giustificarsi accusando d'inadempienza lo Stato che non mantiene le promesse, annunciate due giorni dopo l'alluvione; e a conferma di ciò ci potrebbe essere la reazione fatta registrare, nei giorni scorsi, da 18 sindaci della zona alluvionata - tra cui il nostro - che si sono autosospesi da responsabili comunali della Protezione Civile.
Ma per il resto, che ci fa apparire pulito l'ingresso del cimitero e selvaggio il resto di quel luogo santo, non ci sono scuse che tengano.
Intanto sfoghiamoci con la presentazione delle foto, scattate stamattina col solito cellulare, ricordando però ai nostri amministratori ciò che ammonisce "La livella" del grande Totò, secondo cui nel cimitero non ci possono essere "figli e figliastri" e che, anche per la pulizia, non si possono fare discriminazioni.

Francesco Cilona

lunedì 19 marzo 2012

LA PULIZIA E' ANCH'ESSA UNO STRUMENTO ELETTORALE A BARCELLONA

Scusatemi se parlo di ospedale e di cimitero, ma non posso farne a meno. Mi serve per ribadire ancora una volta il mio disgusto per un certo modo di fare propaganda politica, quando soprattutto si avvicinano le elezioni.
LAVAGGIO OSPEDALE
Ieri, trovandomi nei pressi dell'ospedale "Cutroni Zodda", quello stesso nosocomio che si sta cercando  di debellare, mi sono ricordato che nei prossimi giorni i barcellonesi avranno modo di assistere alla cerimonia inaugurale del cosiddetto PTA, una struttura sanitaria di cui cercherei di parlare in altro post.
Memore di ciò, ho imboccato l'ingresso di via Amendola e che cosa ho visto?
Nella stradella a sinistra un paio di operai stavano ripulendo a fondo l'intera carreggiata, lavandola con abbondanti getti idrici, di modo che - giorno 23 prossimo - il presidente della Regione e l'Assessore alla salute, attesi per detta ipocrita inaugurazione, arrivando possano avere un'accoglienza...pulita.
RIFIUTI CIMITERO
Sennonché, a proposito di pulizia, m'è venuto da fare un parallelo, non appena oggi - giorno di San Giuseppe - mi sono recato al cimitero per porre fiori sulle tombe dei miei cari.
Ebbene, la sporcizia che ho visto al suo interno è pari a quella che l'insorgente emergenza rifiuti in città ci sta nuovamente prospettando.
Anche, nel cimitero esistono stradelle interne, ma non sembra che abbiano il privilegio d'essere visitate da personaggi illustri giunti in città per pubblicizzare opere pie, o di amministratori locali pronti a portare centinaia di orchestrali e coristi per commemorare un teatro che - per quanto riformato e bello al suo interno - verrà aperto in fretta e provvisoriamente, in vista d'una campagna elettorale.
E adesso, se avete tutto l'interesse di farmi mandare a fanculo questo blog e internet tutto, fatevi avanti e ditemi spudoratamente che non dico la verità perché  anch'io starei  facendo campagna elettorale....
Senza ricorrere però alla copertura dell'anonimato.

venerdì 12 dicembre 2008

anche anni fa ci fu un crollo al cimitero





Non è la prima volta che un cedimento del muro di proteziione, lungo la via per il villaggio San Paolo, faccia franare una fetta del cimitero di Sant'Anna. Il crollo di questi giorni ne fa ricordare un altro più clamoroso avvenuto una ventina d'anni fa, proprio nella stessa fiancata di nord-est del monumentalle Campo Santo di Sant'Anna. La causa sempre le infiltrazioni pluviali, che hanno ugualmente trovato debole il sostegno e friabile il terreno. La posizione della parte soggetta al crollo è resa problematica, oltre che dalla friabilità del terreno, dalla presenza di tombe molto accoste al limite, da cui la necessità di contrafforti molto robusti che evidentemente finora, in quel posto, non saranno stati tali. Comunque - come accadde nella precedente occasione - c'è l'urgente necessità che l'intervento riparatorio avvenga senza perdere tempo. Nelle foto, scattate all'epoca della frana, operai al lavoro per la riparazione dell'ingente danno.

Un altro grave danno - addirittura sconcertante e blasfemo - il cimitero di Barcellona Pozzo di Gotto lo subì durante l'ultima guerra mondiale, quando aerei americani bombardarono la città e diverse bombe
finirono addosso ai nostri cari defunti. Una pagina sicuramente nera di una guerra ingiusta e odiosa, che anche alla nostra Isola inferse gravissime ferite.

giovedì 2 ottobre 2008

VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! Mai così ridotto il cimitero di Barcellona Pozzo di Gotto


















------Vergogna e indignazione.
Sono i due sentimenti che, stamattina, visitando il cimitero S.Anna, m'hanno colto, di fronte all'indecoroso spettacolo che il nodtro Camposanto offre.
Mi vergogno di vivere in questo paesone, dove si è costretti nella sporcizia e persino i nostri morti, nel luogo in cui li abbiamo sepolti, sono lasciati nella più indecente trascuratezza.
L'intero cimitero, dove più dove meno, è soffocato dalla presenza di erbacce, che - come si può constatare attraverso la serie di foto scattate durante la visita di stamani - crescono in maniera selvaggia, fino a trasformarsi in cespugli alti un metro.
Addirittura, lungo i corridoi antistanti le celle della parte più antica del camposanto, i "pulicari" sono talmente "intruffati" e ingombranti da rendere problematico il passaggio, se non pericoloso per la possibile presenza di serpi.
Indignato sono pure, al massimo della sopportabilità, perchè c'è chi ha la spudoratezza di "giustificare" tanta miserabile indecenza, accampando la scusa che ancora non s'è riusciti a rinnovare l'appalto per la pulizia di quel luogo santo.
Indignato, non solo per me, ma anche per gli stessi parenti defunti di coloro che, (dis)amministrando questa città, evidentemente si sono scordati dei propri congiunti lì sepolti.

 Uscendo da quella selva, mi sono dovuto rammaricare per quanto mi ha detto mia moglie:" Non v'arrischiate a sepppellirmi in questo posto, preferisco essere cremata o sepolta sotto un albero in campagna".

Cliccate su ciascuna foto e potrete vedere l'inverecondo spettacolo in tutta la sua ampiezza. Fatelo, per favore. E indignatevi anche voi!

Francesco Cilona

giovedì 15 gennaio 2009

IL CIMITERO? NON SI PENSA PER I VIVI FIGURIAMOCI PER I MORTI!

FOTO: Cappella Anime del Purgatorio e interni(visibile il buco quadrato)
Giuseppe Fazio all'interno del " piano basso"


Oggi sono andato al Cimitero per mettere dei fiori sulla tomba di mia madre. Purtroppo si trova nel tratto che le piogge dell'11 dicembre, per cedimento del muro di sostegno, fecero franare, trascinando sulla strada un'intera fila di loculi con tutti i resti mortali in essi contenuti.
Malgrado sia trascorso, da quel tristissimo giorno, più di un mese, col rischio che altre piogge aggravassero la situazione, ho dovuto constatare che nessun intervento - almeno di protezione - è stato effettuato da parte del Comune, che anche in questa occasione sta dando prova d'inettitudine.
Stavo facendo, a bassa voce, le mie comprensibili considerazioni, quando si è avvicinato un signore che, avendo notato la mia incazzatura, per bilanciare il danno e la beffa da me accusati, ha creduto di potermi consolare parlandomi d'un'avventura che gli è capitata, proprio in questo cimitero.
Si chiama Giuseppe Fazio, risiede a Bergamo, e due volte l'anno generalmente viene a Barcellona, paese d'origine. Ogni volta approfitta per portare dei fiori ai nonni, sepolti nel nostro Camposanto.
Ecco perchè l'ho incontrato là, e ha avuto modo e occasione per raccontarmi questa storia, davvero poco edificante.

"In una cella , al piano seminterrato della cappella delle "Anime del Purgatorio" - esordisce l'occasionale avventore - sono custoditi i resti di mio nonno. Cinque anni fa, come sempre avevo fatto, son venuto a fargli una "visitina"; avevo portato dei fiori e li stavo collocando quando improvvisamente ha ceduto il suolo sotto i miei piedi e, sprofondando, mi ha trascinato giù.
Inghiottito fino alla cintola ho subìto danno alle gambe e agli abiti. Ovviamente ho protestato e persino ho minacciato di denunciare il fatto, ma siccome m'è stato assicurato che si sarebbe subito provveduto a mettere tutto in sicurezza, me ne sono tornato a Bergamo senza reagire oltre, fiducioso che la promessa sarebbe stata mantenuta".

Ed è stata mantenuta?
"Assolutamente no, adesso dopo cinque anni da quell'episodio, vorrei farle vedere in quali condizioni rimane la Cappella di cui le ho parlato".
Mi ha condotto sul posto e vi posso garantire che un luogo indecente, trascurato e pericoloso com'è quello che mi ha fatto vedere, difficilmente si trova, tanto è il degrado che lo opprime.
Ho scattato un paio di foto, nella speranza che riuscissi a cogliere qualche immagine decente di tanta indecenza.
Nonostante non siano un granchè, le pubblico lo stesso, perchè mi pare che ugualmente parlino da sole.....

Francesco Cilona

lunedì 15 dicembre 2008

ANCORA CHIUSE LE SCUOLE E MOLTI PROBLEMI DA RISOLVERE IN VISTA

FOTO:la parte crollata del cimitero (vista dalla strada e dall'alto)
Sotto: la scuola disastrata e il cortile infangato


Restano ancora pesanti i disagi conseguenti all'alluvione dei giorni scorsi, che ha messo praticamente "in ginocchio" l'intero territorio di Barcellona Pozzo di Gotto.
Le ferite inferte dall'ecce
zionale durata della pioggia e del vento, sono ancora vive pur a fronte di numerosi interventi d'urgenza, effettuati un po' da tutti per liberare i posti resi critici dalla fanghiglia e dai detriti. Restano tuttavia ancora grossi danni nelle strade, nei torrenti e nelle saie, nelle abitazioni con cantinati letteralmente inondati, negli edifici scolastici, nel cimitero monumentale di Sant'Anna.
Per il permanere di questo stato d'emergenza, il sindaco Nania, sulla base di relazioni dell'Ufficio tecnico comunale competente (VII settore), e del Comando dei Vigili Urbani, ha ritenuto opportuno procedere con la maggior cautela possibile. In
tanto, dopo una prima ordinanza con cui aveva provveduto alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, in considerazione del permanere di uno stato di difficoltà e di pericolosità oggettive, ha deciso di reiterare la chiusura di tutti gli edifici scolastici - compresi quelli presi in affitto - per altri due giorni (lunedì 15 e martedì 16 dicembre), Nella seconda ordinanza, emessa ieri, il dott.Nania ha tenuto presente la relazione del comandante della Polizia Municipale, secondo cui "a seguito di un sopralluogo effettuato nel territorio comunale, risultano, in alcune strade ad alta densità veicolare - peraltro in parte percorse dagli scolabus comunali - situazioni critiche derivanti dalla presenza di detriti, di fango provenienti dallo straripamento di saie vicine al centro e alle zone periferiche, nonchè numerose frane nelle vie d'accesso alla città che hanno ristretto la carreggiata, e ancora la rottura di un tratto di muro di contenimento del torrente Longano, adiacente alle abitazioni, che rendono molto difficoltoso e/o pericoloso il raggiungimento delle sedi scolastiche". La chiusura protratta per oggi e domani, riguarda anche gli edifici delle scuole superiori, che sono di competenza della Provincia Regionale, i cui uffici devono espletare i controlli necessari a consentire il rientro a scuola.
Intanto, il plesso della scuola elementare di via Destra Longano ( già carente prima dell'alluvione e ora ridotto in condizioni disastrose ) è diventato inutilizzabile e ciò crea il problema del trasferimento di quelle classi, presso altro edificio. Altro problema grosso - da affrontare e risolvere con la massima sollecitudine - è quello determinato dal cedimento di un contrafforte che ha fatto franare sulla strada per San Paolo una parte del cimitero con un'intera fila di tombe. E' il secondo caso del genere, che postula l'esecuzione immediata di un lavoro riparatorio da eseguirsi, oltre che urgentemente, con grande competenza, al fine di evitare il ripetersi d'un fatto così grave.

mercoledì 30 giugno 2010

LETTERA RACCOMANDATA DEL COMUNE AI DISCENDENTI DEI DEFUNTI ESUMATI IN SEGUITO AL CROLLO DEL MURO NEL CIMITERO DI BARCELLONA



Dall'Ufficio Tecnico del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto - VIII settore Servizio Cimitero - è stata inviata, ai "discendenti" dei defunti, esumati dopo il crollo, per evento alluvionale, di una parte del muro di sostegno del cimitero, una lettera raccomandata, con la quale si comunica che, essendo stata ultimata la ricostruzione di detto muro, si è passati alla fase di progettazione per il rifacimento dei loculi andati distrutti.
"
Poiché, in questa fase, l'originaria ubicazione potrà subire delle modificazioni" - avverte l'Ufficio - s'invita il destinatario della raccomandata, in qualità di discendente del defunto, a prendere visione presso l'ufficio competente.
E per questo si assegna un termine di dieci giorni consecutivi, facenti data dal ricevimento della lettera, trascorso il quale si procederà d'Ufficio.

Tale lettera ( a parte che non fa alcun "distinguo" tra le tombe crollate per effetto dell'alluvione e quelle successivamente rimosse pur non essendo crollate) dimostra chiaramente che, dopo un anno e mezzo dall'evento calamitoso - cioè dall'alluvione dell'11 dicembre 2008 - si è ancora nella fase di progettazione per la ricostruzione dei loculi.
Ci si augura che tale "passaggio tecnico" avvenga, oltre che con la massima regolarità, senza più le remore finora registrate, affinché si possa al più presto possibile restituire ai resti dei nostri cari la loro giusta e sacrosanta dimora.
E non so se mi spiego, visto che in questo caso mi sento doppiamente interessato: come figlio d'una defunta esumata e come cittadino di questa città che, ogni volta che visita il Camposanto, è costretto a constatare quanto bistrattato sia questo luogo sacro.

Francesco Cilona

giovedì 25 novembre 2010

LE NOSTRE COLLINE SI SBRICIOLANO, IL CIMITERO ROVINA : QUANDO CI SARA' UN PO' PIU' D'ATTENZIONE PER TANTO DISASTRO?


Le colline che sovrastano la piana di Barcellona , come tutti i rilievi della provincia facenti parte della catena peloritana, sono soggette a rischio idrogeologico, e non ci sarebbe stato neppure bisogno che tali prospettive venissero confermate dagli effetti spesso gravi delle piogge che, negli ultimi due anni, sono state abnormente abbondanti.

Molte sono le frazioni che, appunto sulle colline, coronano Barcellona, e tutte - chi più, chi meno – in questi ultimi anni hanno subito gli effetti negativi dell’erosione del territorio su cui insistono.

Frane e smottamenti si sono verificati , altri fenomeni del genere rischiano di aggiungere a tali danni il loro deleterio effetto.

E non sono mancate le denunce a tale riguardo, alle competenti autorità, ma finora sembra che si sia parlato al mercante sordo.

Per cui scarsissimi sono stati gli interventi riparatori e addirittura nulli quelli preventivi. Ne sappiamo qualcosa persino al centro, dove il cimitero monumentale Sant’Anna è andato perdendo la fiancata che costeggia la via provinciale per San Paolo e Cannistrà.

Di questo triste reiterato evento, non si capisce perché la stampa s’è quasi completamente disinteressata, nonostante ci siano state da parte nostra vivacissime, severe, documentate sollecitazioni.

Meno male però che finalmente si sia messa - parlo sempre della stampa cartacea – a denunciare il rischio che purtroppo incombe su molte frazioni. E dobbiamo per questo riconoscere che s’è cominciato a farlo con una certa insistenza.

Comunque, bisognerebbe insistere, fino ad essere anche petulanti, se si vuole che le autorità competenti si rendano conto che è inumano trascurare una problematica così vitale.


martedì 16 febbraio 2010

S'ALLUNGA E S'AGGROVIGLIA LA CATENA DI DISASTRI IDROGEOLOGICI NELLA NOSTRA TERRA



Quanto sta accadendo nel nostro territorio ci dà la misura dello stato di trascuratezza e d'abbandono in cui è stata e continua ad essere lasciata nostra terra.
Ai disastrosi effetti dell'alluvione di due anni fa, che flagellò diversi centri della costa tirrenica messinese, tra cui il nostro Comune, e del più recente diluvio che, mesi or sono, mise in ginocchio paesi e frazioni della costa ionica, s'aggiungono in questi giorni i drammatici eventi che il perdurare delle piogge ha provocato a San Fratello e in numerosi altri centri dei Nebrodi.
Una catena di disastri, le cui maglie si aggrovigliano, senza che si riesca da parte delle istituzioni a trovare il capo per districarle.
Fuori di metafora: si sta accumulando un susseguirsi di smottamenti e sbriciolamenti del territorio con una tale quantità e gravità di conseguenze negative sulla vita della gente, che, a questo punto, non si riesce più a ad affrontarle per risolverle.
Si accorre, ci si precipita, al momento del pericolo, ci si affanna per scongiurare danni maggiori, non mancano le parate dei politici pronti a cercare una presenza mediatica, si sciupano le promesse e i giuramenti, per poi lentamente mollare, dimenticare, trascurare....
L'esperienza recente e meno recente ce lo conferma.
Quante volte abbiamo dovuto far notare che, nonostante sia avvenuta nel dicembre di due anni fa, l'alluvione che ha sconvolta Barcellona ancora mantiene vive le ferite inferte sul nostro territorio.
Quella più cocente e straziante è la frana al cimitero Sant'Anna, dove un filare di tombe è precipitato sulla strada sottostante e altri loculi rimangono in bilico sul precipizio creato dallo smottamento.
Finora, per sanare tale squarcio s'è soltanto provveduto a scaricare un po' di materiale di risulta, con l'intento di colmare il vuoto. Per il resto si attende...
Tuttavia paradossalmente si potrebbe dire che per il Cimitero s.Anna già s'è fatto qualcosa, se si pensa al nulla che s'è concluso per un altro caso non meno grave, nella frazione di Gala, dove da anni s'attende che venga consolidato e ripristinato il versante franoso a protezione del centro abitato , tra la via Santa Maria Maggiore ed il torrente Mandria.
Là, per tale riparazione, è stata espletata la relativa gara d'appalto, con assegnazione di lavori ad un'impresa, di cui ancora gli abitanti della frazione attendono l'arrivo per l'avvio , nonostante ci siano i fondi di spesa.
Per quanto si parli di esigenze prioritarie, non si tratterebbe comunque di spese esorbitanti.
Torniamo ai casi che si stanno accavallando lungo la costa nebroidea e altrove - si pensi alla Calabria dove il fenomeno dello smottamento non è meno grave - : tutti questi drammatici casi adesso reclamano interventi non indifferenti, tanto da fare guardare con astio chi pensa come prioritaria la spesa per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, anzicché passarsi la mano sulla coscienza e ammettere che quei soldi, invece di sprecarli per un'opera faraonica, che probabilmente non sarà completata, andrebbero impiegati per riabilitare il tessuto idrogeologico delle due regioni sulle cui fragili sponde quel fantomatico ponte s'intenderebbe poggiare.
MA LA COSCIENZA, SI DICE, CE L'HA IL LUPO, ED E' PER QUESTO CHE VEDIAMO NERO PER QUESTA NOSTRA BELLA SICILIA.

giovedì 16 giugno 2011

FNS INVITA I SICILIANI A COMMEMORARE IL 66° ANNIVERSARIO DEL SACRIFICIO EVIS

Nella locandina, l'appello che il Fronte Nazionale Siciliano rivolge agli abitanti dell'Isola perché partecipino al ricordo di eventi che hanno insanguinato la Sicilia...







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IL FATTO

"Il 17 giugno 1945, sulla strada che da Randazzo porta al bivio di Bronte-Cesarò, in contrada “Murazzu Ruttu” il motofurgone Guzzi 500, targato EN 234, guidato dal separatista Giuseppe Amato,sul quale viaggiavano il Comandante dell’Evis Mario Turri, il Vice Comandante Carmelo Rosano e i giovani guerriglieri Nino Velis e Giuseppe Lo Giudice, tutti studenti, incappò in un posto di blocco di Carabinieri.

Secondo la versione dei fatti fornita dai militari dell’Arma, il motofurgone all’alt avrebbe rallentato la corsa dando l’impressione di fermarsi. Subito dopo, però, avrebbe accelerato tentando di eludere il blocco. A questo punto, partì un colpo di moschetto, a scopo intimidatorio, da parte dei carabinieri che a piedi inseguirono il mezzo, il quale, improvvisamente si bloccò. Seguì una sparatoria, la cui responsabilità, a seconda delle testimonianze e dei rapporti, viene rimbalzata da una parte all’altra. I Carabinieri asserirono che per primi spararono i separatisti, altre fonti tutt’oggi evidenziano il contrario.

Dopo la sparatoria, a bordo del motofurgone restarono gravemente feriti Antonio Canepa, Carmelo Rosano e Nando Romano, mentre Giuseppe Lo Giudice morì sul colpo. Il Maresciallo Rizzotto e il Carabiniere Calabrese rimasero leggermente feriti. Il Vice Brigadiere Cicciotto non riportò ferite di alcun genere. Pippo Amato, approfittò della confusione del momento per fuggire con il motofurgone verso il centro abitato di Randazzo, probabilmente con la speranza di raggiungere l’ospedale. Il mezzo, tuttavia, come scrivono i militari dell’Arma, si fermò dopo 680 metri dal luogo del conflitto, avendo sbattuto contro un muro in Via Marotta.

Pippo Amato e Nino Velis ebbero modo di dileguarsi. Sul motofurgone abbandonato restarono a lungo i feriti che vennero portati, successivamente, all’ospedale del paese. Canepa morì subito dopo il ricovero, Rosano la stessa sera. A bordo del mezzo furono trovati ordigni, armi, munizioni e la somma di lire 305.000. L’unico ferito ancora in vita, Nando Romano fu, ad un certo punto, ritenuto morto. I Carabinieri si affrettarono a portare via i cadaveri per farli tumulare nel cimitero di Jonia (oggi Giarre).

Il custode del cimitero, Isidoro Privitera, sorpreso per l’insolita procedura e sicuro di avere sentito un lamento, pretese che le casse fossero aperte per una verifica dei cadaveri. Da quel controllo emerse che il Romano era ancora vivo e fu possibile salvargli la vita, riparò nella Legione Straniera."

Brano tratto da un articolo di Salvatore Musumeci vedi link17 Giugno 1945 l’eccidio di stato » Osservatorio Sicilia


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venerdì 2 gennaio 2009

il 6 gennaio ricorre il 50° della morte di Vincenzo Florio



Martedì 6 gennaio ricorre il 50° anniversario della morte di uno dei leggendari pionieri dello Sport, Vincenzo Florio, fondatore della omonima Targa, la mitica corsa automobilistica tra le più antiche d'Italia e sicuramente la più famosa nel mondo.
La Targa Florio si è disputata 61 volte, praticamente senza soluzione di continuità (se si eccettuano gli anni delle due guerre mondiali), dal 1906 al 1977. Una volta soltanto la gara è stata trasformata da prova velocistica in prova di "regolarità", precisamente nel 1957, quando il recente incidente che segnò la morte della Mille Miglia mise gli organizzatori della Targa di fronte alla scelta di sopprimere la gara oppure trasformarla in una passeggiata o poco più. Gli organizzatori - Vincenzo Florio in testa - optarono per dare comunque continuità alla corsa.

Teatro della corsa sono sempre state le strade siciliane ed in particolare quelle strette e tortuose che percorrono la catena montuosa delle Madonie: solo in poche occasioni la corsa è stata abbinata al Giro di Sicilia e si è svolta lungo il periplo dell'isola mentre nel quadriennio 1937-1940 è emigrata al Parco della Favorita a Palermo, mai dunque abbandonando la terra della Trinacria.

La Targa Florio entrò subito nella leggenda per le enormi difficoltà insite nella durezza del tracciato al punto che, specialmente nei primi anni, anche il solo riuscire a completare la corsa significava compiere un'impresa titanica.Venne fuori un avvenimento mondano eccezionale. Inoltre alla gara si affiancarono manifestazioni connesse alla “Primavera Siciliana”, come gare di tiro a volo, corse ippiche. Vincenzo Florio curava la parte organizzativa e sportiva della manifestazione.
Florio aveva una passione insanabile per le corse automobilistiche, alle quali lui stesso partecipò e vinse , mostrando abilità notevole nella guida, e un pallino fisso nella sua mente, che gli restò scolpito dopo avere visto parecchie edizioni della famosa “Mille Miglia”: organizzare una gara sulle Madonie, lungo un percorso che avrebbe attraversato parecchie località e che avrebbe mostrato al mondo le bellezze della Sicilia.
L’idea della corsa gli nacque in Francia, a Rochefort, mentre si trovava in quella città per affari. Il caso volle che proprio in quei luoghi dovesse finire, il 6 gennaio 1959, i suoi giorni.
In Sicilia sono molti Comuni che si accingono a commemorarlo con cerimonie
ufficiali, ed alcuni di questi, come Capaci ed i paesi delle Madonie, gli
intesteranno una strada o una sala del municipio.
Inoltre il 6 gennaio 2009 delegazioni municipali, piloti ed appassionati
deporranno una corona di fiori nel cimitero di Santa Maria di Gesù a Palermo,
cimitero monumentale che domina dall’alto lo svincolo autostradale della
Palermo Catania/Messina

giovedì 24 luglio 2008

TRASCURARE LA CITTA', PASSI --- MA IL CIMITERO NO!!!


Basta una visita al cimitero "S.Anna" di Barcellona, per indignarsi in maniera irreversibile nei confronti dell'Amministrazione Comunale che, indecorosamente, trascura il monumentale camposanto, lasciandolo aggredire dalle erbacce, in più posti.
Per salvare le apparenze viene curata la zona d'ingresso, mentre molti altri punti rimangono abbandonati, con i contenitori per la raccolta dei fiori secchi stracolmi e diversi vialetti e scalinate ricoperti da sterpaglia.
Stamattina, approfittando dell'ormai inseparabile videocellulare, alla vista di sì triste spettacolo, non ho saputo fare a meno di riprenderne l'immagine, che adesso sento il dovere di evidenziare in questo post, scusandomi per la poco piacevole segnalazione, con tutti i nostri concittadini, e soprattutto con quelli che, vivendo lontano da Barcellona, approfittano del periodo estivo per trascorrere qualche settimana nel paese d'origine e, cogliendone l'occasione, salgono a "S.Anna" per una visitina ai propri cari defunti.

FRA' GALDINO

martedì 2 ottobre 2007

FACCIAMO PULIZIA ?





Stamattina sono stato al Cimitero di Sant'Anna e finalmente ho potuto notare che, dopo mesi di indecente abbandono, il monumentale Camposanto cominciava ad essere ripulito dalle sterpaglie che lo hanno invaso per quasi tutta l'estate.
Ho chiesto informazioni sul perchè si sta provvedendo con tanto ritardo al lavoro di pulizia e mi è stato riferito che, purtroppo, il Comune, alla scadenza del contratto con la cooperativa incaricata a tale compito, non aveva provveduto tempestivamente al necesssario rinnovo.
Tale moratoria è durata fino al nuovo contratto che ha consentito l'affidamento con decorrenza dal primo ottobre. Cioè da ieri.
Immaginiamo, quindi, con quanto orgoglio cittadino è stato affrontato questo problema, visto che la trascuratezza verso un luogo così sacro l'ha deturpato particolarmente quando molti nostri compaesani emigrati tornano al paesello, per trascorrere le ferie al mare, ma anche e soprattutto per portare un fiore ai propri morticini.
Solo a pensarci mi vergogno. E dire che si parla di iniziative turistiche a larga scala.
A proposito di problemi igienico-ambientali, guarda caso, proprio in questi giorni, ho appreso che due consiglieri, uno di maggioranza (Puliafito) e l'altro di minoranza (Presti), hanno protestato recentemente per la carenza di pulizia, evidente in parecchie strade e marciapiedi, per la persistenza di erbacce e di alberi "non potati", che "conferiscono alla città un senso d'abbandono e un serio intralcio alla circolazione". Il consigliere d'opposizione, addirittura , scendendo nei particolari, ha aggiunto che ci sono due strade del quartiere di S. Antonio, le vie Tindari e Ioddo, dove accanto alle sterpaglie sono sparsi rottami di elettrodomestci.
Mi dispiace doverlo rimarcare, ma questo "Blog" ha lamentato scempi del genere, documentadoli fotograficamente, sin dall'inizio dell'estate. Adesso i nostri rappresentanti li ribadiscono, ma con un tantino di ritardo. Comunque: meglio tardi che mai.
Anche se però della questione del cimitero, nessuno di loro ha fatto cenno, pur essendo un problema importante.
Spero di non dovere dire: meglio mai che tardi.

Nella testina: MARIO PRESTI


Fra' Galdino

venerdì 5 novembre 2010

ANCORA DANNI AL CIMITERO A CAUSA DELLE PIOGGE TORRENZIALI


La pioggia ha messo ancora una volta in condizioni di alto rischio la recinzione del cimitero S. Anna di Barcellona.

Dopo il crollo della parte di muro iniziale sulla via provinciale per San Paolo e Cannistrà, le recenti piogge abbattutesi sulla città hanno praticamente minato la stabilità della rimanente parte del bastione, di costruzione abbastanza datata, suscitando giustificata preoccupazione tra i tecnici del Comune.

Il muraglione, per circa una trentina di metri, presenta sbriciolamenti e lesioni tali da indurre alla prudenza, per cui è stato deciso di transennare a metà la strada per tutta la lunghezza della struttura pericolante.

Si teme che possano avvenire dei cedimenti con conseguente franamento di un’altra parte delle tombe, nel lato sud ovest del camposanto.

Adesso in quel tratto di strada, a causa della riduzione della carreggiata, il transito è possibile a senso alternato.

martedì 7 settembre 2010

PER LA RICOSTRUZIONE DEI LOCULI CIMITERIALI L'ATTESA CONTINUA: CAMPA CAVALLO?

Adesso viene fuori un primo indizio, grazie alla pubblicazione di un

AVVISO DI APERTURA OFFERTE ECONOMICHE con cui

"Si rende noto che l’apertura delle offerte economiche relative alla gara dei lavori di pronto intervento per eliminazione pericoli nel Cimitero è stata fissata per il giorno 09-09-2010 .
IL PRESIDENTE DI GARA (Ing. Salvatore Bonavita)"

Finalmente, dopo una lunga attesa, per il ripristino degli spazi cimiteriali, sventrati in parte dalla alluvione di due anni fa e nella successiva parte da intervento del Comune, per pretesi pericoli di altri crolli, dopo che con un primo intervento è stato ricostruito il tratto di cinta crollato in quell'occasione, adesso giunge notizia che esiste un avviso di apertura di offerte economiche per i lavori che dovrebbero continuarsi per il ripristino delle tombe andate distrutte e/o divelte per "ragioni di...sicurezza": Intanto le salme esumate senza neppure avere avvisato i parenti dei defunti, rimangono accantonate in un improvvisato deposito, in attesa che possano ritrovare il loro perduto sito, opportunamente ricostruito.

Sotto riportiamo uno degli ultimi spot scritti su questa amara vicenda:

venerdì 25 giugno 2010

I PARENTI DEI DEFUNTI ESUMATI ATTENDONO LA RICOSTRUZIONE DELLE TOMBE DISTRUTTE.










.IERI ERA COSI'.................OGGI E' COSI'...........QUANDO TORNERA' COSI'?

Stamattina ho fatto una breve escursione là dove - nel Cimitero monumentale - sono stati dissepolti i resti dei nostri cari ed eliminate le loro tombe, la cui presenza è stata considerata d'impedimento alla ricostruzione di un tratto di muro di cinta crollato.
Il muro è stato costruito, ma del ripristino delle tombe ancora nessuno accenno.
Si ventila che si dovrà procedere al bando d'una gara specifica.
Quando?
Nessuno te lo dice, forse perchè nessuno lo sa.
E così i poveri resti mortali rimangono in superficie, mentre restano qua e là le lapidi, le foto e i portafiori strappati dai loculi soppressi.







mercoledì 15 ottobre 2008

"STIAMO LAVORANDO" E INTANTO LE LAVORATRICI RESTANO SENZA LAVORO E GLI SCOLARI SENZA REFEZIONE.

FOTO. il dirigente Cgil Chiofalo e il rappresentante Silvestro.

Ciò che succede nella nostra città ha dell'inverosimile: Mentre si strombazza "facciamo questo, facciamo quest'altro", parlando di strade e di "lavori in corso" per la ristrutturazione della derelitta villa liberty, nulla si riesce a fare per consentire che i diritti più semplici della nostra gente vengano rispettati.
S'è lasciato il Cimitero infestato d'erbacce col pretesto che non era stato possibile rinnovare l'appalto per la pulitura; con analogo pretesto, si stanno lasciando senza mensa scolastica i nostri ragazzi e di conseguenza senza lavoro la ottantina di operatori che, ogni anno, attendono con la speranza di essere utilizzati in tale attività.
E' una storia che ormai si ripete tutti gli anni e che non solo avvilisce le famiglie degli scolari che non possono fruire dell'attività scolastica completa, ma anche e soprattutto le numerose lavoratrici precarie che, in tempi come quello attuale, devono come si suol dire "combattere con la fame e con la debolezza".
Di questo stato di disagio, si sta occupando ila Cgill, i cui rappresentanti- Chiofalo e Silvestro - hanno incontrato, in fase preparatoria, le maestranze nella sede della Camera del Lavoro per mettere a punto l'azione da svolgere per fare pressione sull'amministrazione comunale, ritenuta particolarmente responsabile di quanto "non si sta facendo" a Barcellona, per venire incontro persino alle esigenze più vitali della popolazione.
Non bastano le "storiche" parate in piazza, con musiche e vallette berlusconiane, o le sgroppate in bici dalla villa diruta di via Roma al Castello di Federico II, in Castroreale . Nè contano gli annunci di lavori su centocinquantasei strade, e gli ormai stucchevoli "Stiamo lavorando", per distogliere la gente da un fatto incontrovertibile: che cioè la città è davvero lasciata nel peggiore abbandono possibile.
No, tutte quelle moine non sono affatto credibili.

fra' Galdino

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