sabato 6 settembre 2008

BUGIARDI NOI, SINCERI LORO? e Brunetta in buona fede!


In certi momenti il prof. Brunetta, ministro a pieno titolo, mi fa tenerezza. Tremonti, no.
Il primo, in certi momenti, mi dà l'idea che assomigli a quei vecchi maestri di scuola che credevano di potere risolvere la disciplina ed il profitto della classe, usando il bastone e la carota: le bacchettate sulle mani ai più discoli e la caramellina ai più bravi e volenterosi.
E' in questo modo che il solerte ministro intende mettere in atto la sua teoria dei fannulloni e quella dei dipendenti modello, con la quale è convinto che raddrizzerà le gambe ai cani che stanno finendo di spolparsi questa nostra Italietta.
Dico che mi fa tenerezza, perchè è così sincero da non rinnegare la sua modesta origine familiare, tanto da volere rispettare le esigenze dei più bisognosi, sostenendo che "quello che lui cerca di fare è di sinistra".
E allora se mi fa quest'impressione, come posso non credere nella sua buona fede quando sostiene che la bozza federalista di Calderoli non prevede nessun aumento delle tasse e che non è affatto vero che l'imposta sulla casa (ICI) tolta da Berlusconi non sarà reintrodotta sotto altro nome da Calderoli?
Ma forse siamo solo noi (anche se in molti) i bugiardi che, in malafede, fingiamo di sentirci buggerati dalle tante promesse fatte in campagna elettorale dal cavaliere.
E della cui attuazione diciamo che non vedremo neppure l'ombra.

Francesco Cilona

E PLACIDO MANDANICI CONTINUA PLACIDAMENTE AD ATTENDERE



Rientrano le carte sequestrate dalla Finanza, riguardanti l'iter per il completamento della telenovela "Teatro Mandanici", e rinasce la speranza - o il timore, secondo il parere di non pochi - che si proceda all'apertura di una definitiva gara d'appalto, in grado di risolvere la semisecolare soluzione del problema creato dalla distruzione dell'antico teatro dedicato al musicista barcellonese Placido Mandanici.
La Magistratura, dopo un anno dal sequestro, ha restituito al Comune l'intero incartamento corredato della relativa sentenza, che - così si dice - consentirebbe ad una apposita Commissione del Comune, presieduta da un ingegnere facente parte dello staff del Sindaco, di consultarsi sulla possibiltà di avviare una nuova gara, alla quale potrebbero partecipare altre ditte, oltre quelle protagoniste dell'appalto posto sotto inchiesta.
Come si ricorderà, su ricorso di due imprese, che avevano partecipato a quella gara, il CGA intervenne per bloccarne l'iter ritenendo illegali il procedimento e la soluzione attuati.
Da parte sua, il Tribunale di Barcellona, su iniziativa del sostituto procuratore Olindo Canali, dopo aver fatto sequestrare dalla Finanza incartamenti ritenuti essenziali per un'inchiesta giudiziaria aperta sulla faccenda del teatro, emise ben sette avvisi di garanzia, indirizzati al sindaco, Nania, all'ingegnere capo dell'ufficio tecnico comunale, Calabrò, e a cinque altri tecnici.
Adesso, si dovrebbe giungere al chiarimento se sussistono le ipotesi di reato prospettate in quell'occasione

venerdì 5 settembre 2008

ODDìO, QUANTE SOZZURE A BARCELLONA POZZO DI GOTTO


Stamattina ho voluto fare un giro per le strade della nostra città.
A piedi. Anche per cercare di contribuire alla "prova" di consumare meno carburante, al fine d'ndurre i signori del petrolio a dimensionare i prezzi alla pompa.
Camminando, a zig zag, un po' sul marciapiede un po' sulla strada - a causa dei numerosi ingombri incontrati dove sarebbe stato più logico muovermi in qualità di pedone - mi sono trovato più volte nella necessità di schifarmi, a causa delle sporcizie in cui mi sono imbattuto.
I marciapiedi, le "canalette", ai bordi delle strade, erano - e ovviamente continuano a essere pieni di cartacce, qua e là imbrattati da escrementi di cani, da altri residui organici, da frutta marcia.
Insomma, erano in condizioni di sporcizia tali da fare rimpiangere il tempo in cui esistevano gl spazzini con scope, pale e carriole, che riuscivano a mantenere il necessario decoro nelle nostre strade.
Adesso, ho l'impressione che ci si voglia far fessi con l'innovazione della macchina spazza-cammino - attenti che ho scritto cammino con due emme - un mezzuccio meccanico che, mentre deve far credere che spazza le strade, lambisce in realtà soltanto qualche tratto lasciato libero dall'ingombro delle auto... posteggiate persino sui marciapiedi: al pari dei numerosi tendoni, gazebi, bancarelle autorizzati dal Comune, per il vile compenso dell'imposta sul suolo pubblico. Quando si paga.
Abbiamo appreso che l'ATO, considerandosi in credito coi Comuni, ha chiesto il commissariamento degli enti inadempienti, al fine di racimolare il denaro spettantegli.
Ma gli spetta davvero tale credito? Di fronte alle sozzure costatate in città, che potrebbero addebitarsi ad inampienze dell'ATO stesso, ditelo voi se si può avere il coraggio di chiedere tanto.
Già è troppo se c'è ancora il cittadino che, pur masticando amaro, continua a pagare le esose bollette per la spazzatura.
Di quella immondizia che, non solo si butta nei cassonetti, ma che senza alcun ritegno si dissemina pure su marciapiedi e "canalette", lungo tutte le strade cittadine.

Fra' Galdino

Una nota dell'Economist, senza commento

The Economist wins Berlusconi lawsuit

"Nel luglio 2001 - si legge in una nota diffusa per conto dell'Economist - Silvio Berlusconi, attualmente premier italiano, ha avviato una causa legale accusando l'Economist di averlo diffamato in un articolo dal titolo "An italian story", apparso nel nostro numero del 26 aprile 2001.
"Siamo lieti di annunciare - si legge nella nota - che una corte milanese ha emesso un giudizio che rigetta tutte le accuse di mr.Berlusconi, obbligandolo ad assumersi tutti i costi legali sostenuti dall'Economist. Il giudizio integrale in italiano è disponibile - here - sul nostro sito internet".

Questa la copertina originale del "magazine" in lingua inglese.



IN "VIDEO" mezza "VERITAS"...

Sarà stato un infortunio del cronista, quello regisrato ieri sul TG3, ma sbagliando a volte si dice la verità: perchè non sarà certamente l'Alitalia ad essere sulle p. degli Italiani, ma l'intero berlusconismo.

giovedì 4 settembre 2008

SI ACCENTUA LA POLEMICA SUL DRASTICO TAGLIO DEI POSTI DI SOSTEGNO


Si anima il dibattito sul taglio dei posti destinati agli insegnanti di sostegno .
Dopo l'energico intervento del PdCI, che in un proprio documento aveva, tra l'altro, additato la responsabiltà del Provveditorato sulla mancanza di reattività all'abbattimento dell'attività di sostegno, nelle scuole del Messinese, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, dott. Gustavo Ricevuto, ieri mattina, in una conferenza stampa, ha rilasciato una propria dichiarazione con la quale, rammaricandosi per l'errata valutazione del suo comportamento di fronte alla drastica riduzione del numero degli insegnanti di sostegno, ha sostenuto di avere al contrario agito con grande solidarietà - e continuerà a farlo - nei confronti di una categoria che sicuramente non ha vita facile.
"Tuttavia - ha aggiunto Ricevuto - la volontà di comprimere il numero dei posti assegnati per i docenti che devono prendersi cura degli studenti diversamente abili, non è a me imputabile; io rappresento solo l'ultimo anello di una catena e in quanto tale non posso far altro che attuare quando stabilito "ai piani alti".
La risposta del PdCI non s'è fatta attendere.
Rintuzzando la definizione di "gazzarra" che il "provveditore" avrebbe espresso in riferimento alle proteste inscenate dagli insegnanti di sostegno e dalle famiglie dei disabili e difendendo le ragioni che hanno indotto i giornalisti a commentare negativamente l'intera situazione, i comunisti italiani hanno chiamato all'adempimento del proprio ruolo i sindacati, per una strenua difesa delle esigenze di categorie così mal trattate, contro gli atteggiamenti "antidemocratici" che il dirigente della scuola messinese, in questa circostanza, avrebbe manifestato.
Intanto, mentre il contrasto prosegue, dai piani alti si continua a mantenere inesorabilmente il taglio previsto e, tutt'al più, si lascia intravvedere lo spiraglio di un piccolo recupero di posti:
non più di trenta, come suggerito dal governatore di Sicilia.

IL GIORNALISTA STELLA PARLA DI MARIASTELLA::: sul Corriere della Sera di oggi



Ma chi gliel'ha fatto fare, alla ministra Mariastella Gelmini, di prospettare corsi intensivi di aggiornamento per gli insegnanti del Meridione e della Sicilia?
Non si ricordava più d'avere approfittato di quella parte d'Italia, proprio lei, quando dovendo affrontare gli esami di Stato per la qualifica di avvocato - nel 2001 - dall'alto della sua Brescia preferì scendere nel basso di Reggio Calabria per fruire delle maglie larghe di un costume... disastroso?
A rammentarglielo però hanno provveduto "oscuri navigatori in Internet" che, indagando, hanno scoperto lo scheletrucio nel suo armadio e l'hanno fatto conoscere ad un giornale del...Nord.
In quell'anno, Mariastella Gelmini, già avviata alla politica, ma non ancora abilitata nella sua professione di legulea, non potendo la sua famiglia permettersi di mantenerla, ha dovuto affrontare la necessità di completare presto il suo iter professionale presentandosi agli esami, che nelle sedi regionali di Corte d'Appello lo Stato organizza per abilitare all'avvocatura i laureati in Legge.
Nella speranza - o convinzione - di potercela fare meglio in una regione del Sud, la futura ministra decise di scendere fino alla punta estrema dello Stivale, e si presentò agli esami indetti a Reggio Calabria.
Proprio in una di quelle Regioni che, a suo parere, avrebbero il massimo bisogno di portarsi al livello dell'alta capacità culturale del suo Nord.
Ma dove anche la percentuale degli ammessi, in quel genere d'esame, si prospettava di gran lunga superiore - quasi il triplo - rispetto a quella della sua Brescia.
Per maggiori approfondimenti, suggeriamo di leggere articolo sull'argomento del giornalista G.A.Stella, nel Corriere della sera.

mercoledì 3 settembre 2008

PERCHE' IL PREZZO DEL GREGGIO CALA E QUELLO DELLA BENZINA NO?

Andare alla pompa per fare il pieno di carburante è diventato ormai un sogno.
Il costo della benzina e del gasolio è talmente alto da scoraggiare la massima parte degli automobilisti.
Tutto questo, come si sa, è conseguenza dell'iperbolico aumento del greggio, che fino a qualche mese fa è salito, soprattutto per speculazione, fino a 160 dollari al barile. Un aumento progressivo indecente che ha portato all'attuale prezzo alla pompa, altrettanto indecente.
Ma adesso - come era avvenuto per la crescita - il prezzo del petrolio è calato (e continuerà a calare rapidamente), fino a portarsi a poco più di 100 dollari e, anche se in concomitanza risulta una certa rivalutazione del dollaro, rispetto all'euro, bisogna riconoscere che la discesa in verticale è stata talmente marcata da fare sperare una rapportata riduzione del prezzo al litro della benzina.
Attualmente, invece, ai distributori il costo di ogni litro di carburante rimane attestato a quello degli ultimi aumenti e, secondo la Federconsumatori, ciò non è ammissibile.
Da parte sua l'Unione Petrolifera ribatte che già, "dal 1° agosto il prezzo industriale della benzina si è mosso coerentemente con la discesa delle quotazioni" e che "occorre tenere presente, anche guardando all'andamento del greggio, che le sue quotazioni scontano l'apprezzamento del dollaro nei confronti dell'euro che, rispetto ai valori di aprile, può essere stimato in 4 centesimi di euro al litro".
Infatti, l'euro, che nel mese di luglio aveva toccato rispetto al dollaro americano il record di 1,60, è oggi sceso a 1,45, con una tendenza ancora al calo. Tuttavia ciò non dovrebbe essere sufficiente a giustificare l'attuale stagnamento del prezzo dei carburanti alla pompa.
Come d'altronde non era assolutamente giustificato il vergognoso aumento fatto registrare nei mesi passati, quando - a differenza di oggi - mal si è tenuto conto della grossa svalutazione del dollaro nelle quotazioni del petrolio. Adesso, che le due campane ( quella dei consumatori e quella dei petrolieri) non riescono a suonare in armonia, che cosa resterebbe da fare per indurre a miglior consiglio gli speculatori?
L'unica arma non potrebbe essere altra che quella della riduzione all'osso del consumo, mediante un corale contributo di chi possiede mezzi di locomozione: usando cioè l' auto nei casi indispensabili, evitando sprechi con velocità folli in autostrada e con l'abuso di marce basse in città, e possibilmente utilizzando il mezzo il meno possibile con a bordo il solo guidatore. A meno che non se ne possa fare a meno.
Se qualcuno ha altri suggerimenti validi, sarà opportuno che ce lo faccia sapere.

Francesco Cilona

martedì 2 settembre 2008

NOTIZIE UTILI PER CHI VA A SCUOLA


E' ormai prossima l'apertura delle scuole d'Italia.
I primi a presentarsi in aula saranno, l'otto settembre, gli studenti della Lombardia, mentre tra i banchi andranno per ultimi, il 17, i Siciliani.
Gli alunni, che quest'anno hanno l'obbligo scolastico sono poco più 9.000.000, di cui un milione circa iscritti alle scuole private.
Fra docenti, dirigenti ed altro personale scolastico amministrativo e di servizio saranno impiegate poco più di un milione di unità, mentre si prospetta ridotto in maniera drastica il personale insegnante destinato alla scuola di sostegno.
Le festività previste dal calendario scolatico sono complessivamente undici, compresa quella relativa al santo patrono della città.
La chiusura delle scuole è stabilita , in una data del mese di giugno, secondo le esigenze di ogni singola Regione, tranne che per la scuola materna, fissata per il 30 dello stesso mese.
Per la scuola secondaria superiore, gli esami di Stato avranno inizio, sull'intero territorio nazionale, con la prima prova scritta, il 25 giugno 2009; la prova scritta, nell'ambito degli esami di Stato conclusivi dell'istruzione secondaria di primo grado, si svolgerà il 18 giugno.
Per quanto concerne la ventilata riforma della scuola, la ministra Gelmini ha voluto precisare
che il "ritorno del maestro unico" sarà graduale e pertanto avviato soltanto nella prima elementare.
CALENDARIO SCOLASTICO ADATTATO PER REGIONE .
Abruzzo
: dal 15 settembre 2008 al 6 giugno 2009. Basilicata: dal 15 settembre al 10 giugno. Calabria: dal 15 settembre al 6 giugno. Campania: dal 15 settembre al 12 giugno. Emilia Romagna: dal 15 settembre al 6 giugno. Friuli Venezia Giulia: dal 15 settembre al 10 giugno. Lazio: dal 15 settembre (16 per le secondarie di secondo grado) al 12 giugno. Liguria: dal 15 settembre al 13 giugno. Lombardia: dall'8 settembre al 16 giugno. Marche: dal 15 settembre al 10 giugno. Molise: dal 15 settembre all'11 giugno. Piemonte: dal 15 settembre all'11 giugno. Puglia: dal 15 settembre al 10 giugno. Sardegna: dal 15 settembre al 10 giugno. Sicilia: dal 17 settembre al 12 giugno. Toscana: dal 15 settembre al 13 giugno. Umbria: dal 15 settembre al 10 giugno. Veneto: dal 15 settembre al 9 giugno. Valle d'Aosta: dal 15 settembre al 12 giugno. Provincia di Bolzano: dal 10 settembre al 13 giugno. Provincia di Trento: dal 15 settembre (primo settembre per le scuole dell'infanzia) al 9 giugno.

CONTINUA IL MALCONTENTO PER L'ENERGICA RIDUZIONE DEL NUMERO DEGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO NELLA NOSTRA PROVINCIA. Il PdCI sostiene la protesta.


Si aprono due strade - quella per il Parlamento Europeo e quella verso la Magistratura - per contrastare il taglio di ben 166 posti di sostegno nelle scuole, che tante preoccupazioni sta creando negl'insegnanti della nostra provincia e nei genitori degli alunni che del sostegno non possono fare a meno.
La fievole promessa di una seconda convocazione per il recupero di 33 posti, fatta balenare da "una letterina di raccomandazione" del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, anziché suscitare speranze, praticamente è servita ad incrementare il malcontento degli interessati.
Il PdCI, facendosi interprete della gravità della situazione, ha deciso d'intervenire in appoggio alla loro protesta, con due iniziative: un intervento al Parlamento Europeo e la trasmissione alla Magistratura di un proprio documento, datato 30 agosto, con cui si chiede di verificare se sussistono "profili di reato nel comportamento complessivo" in relazione al modo in cui i tagli dei posti di sostegno sono stati realizzati in provincia di Messina.
Nell'invitare insegnanti e familiari coinvolti dal caso, il PdCI stigmatizza la velata promessa di un ridimensionamento del taglio, che definisce, nel caso venisse attuata, un vero e proprio "piatto di lenticchie del quale non ci si può accontentare", anche perchè servirebbe solo a creare complicazioni e ulteriori motivi di malcontento.
Sarebbe un grave errore - sostengono gli esponenti del Pdci - accontentarsi dell’offa dei 33 posti, ammesso che vengano assegnati (ci permettiamo di avanzare seri dubbi in proposito), che rappresenterebbero una goccia nell’oceano, nonché una soluzione-tampone, valida solo per quest’anno scolastico".
"L'obiettivo, invece, dev'essere quello di ottenere che tutti i disabili che hanno fatto regolare richiesta attraverso le scuole abbiano assegnato l'insegnante di sostegno. Come stabilito dal D.P.R. 24/2/'94: «una volta accertata "l'individuazione dell'alunno come persona disabile", per il quale si rendono necessari particolari interventi di natura pedagogico-didattica e di natura terapeutico-riabilitativa o assistenziale, l'istituzione scolastica non può fare altro che procedere all'assegnazione del docente di sostegno".
Il PdCI si è ripromesso di fare presentare, dall'on Marco Rizzo al Parlamento Europeo, una dettagliata interrogazione su questa grave questione, che rischia di scombussolare la scuola nel Messinese

lunedì 1 settembre 2008

I TAFFERUGLI DI NAPOLI E ROMA? NON BASTA QUI LA RONDA


Sarei curioso di sapere se, dopo la domenica di ieri, il signor Berlusconi si sia dispiaciuto di più per la cilecca del Milan - nonostante Ronaldinho - o per i disordini provocati dagli ultras del Napoli.
Lui, che è presidente della squadra meneghina e contemporaneamente presidente del consiglio della Nazione Italia, per chi ha sofferto di più?
Se davvero fosse in grado di fare un vero esame di coscienza, il cavaliere senza neppure esitare dovrebbe rattristarsi costatando che, nonostante i roboanti annunci del suo governo sulla vincente strategia nella soluzione dei problemi dell'immondizia di Napoli e sull'ordine pubblico, i recenti disordini di Napoli e di Roma, dimostrano chiaramente che il pattume d'ogni genere, compreso quello umano, s'è solo tentato di nasconderlo sotto il tappeto dell'ipocrisia e della faccia tosta.
Senza neppure riuscirci.
Già i recenti fatti registrati a Roma, dove la violenza degli ultrà di destra nei confronti di inermi avversari politici aveva sdegnato persino il sindaco Alemanno, sarebbero stati sufficienti per fare riflettere il rigido Maroni sulla vacuità delle misure strombazzate (le ronde militari in giro per la città), ma visto che tali fatti sono stati trascurati, sarei ora curioso di sapere come il "leghista al ministero dell'Interno" cercherà di spiegare l'incapacità di far fronte ad emergenze come quella creata dai 1.500 ultrà del Napoli, che impadronitisi con la violenza del treno per la Capitale, in occasione del derby con la Roma, lungo il viaggio hanno devastato le carrozze, con un danno di circa mezzo milione di euro, e al rientro hanno persino creato, fino a notte, tafferugli e scontri con la polizia nella stazione Termini.
Come di consueto, la grave situazione che dovrebbe far battere il petto a chi crede di avere trovato la panacea nell'acqua tiepida delle ronde, sarà quasi certamente affrontata individuando il classico capro espiatorio.
Ed il primo indizio del ricorso a questa collaudata tecnica l'ha immediatamento offerto il ministro Maroni, chiedendo chiarimenti al questore di Napoli, il quale tra l'altro dovrebbe relazionare anche sulla veridicità del contrasto tra le Ferrovie (secondo cui non avrebbero dovuto salire sul treno quei tifosi perchè non avevano biglietto) e un'ordinanza urgente della Prefettura di Napoli ,che avrebbe prescritto all'azienda di farli viaggiare. "Motivi di ordine pubblico", avrebbe scritto il Prefetto e le Ferrovie avrebbero aperto gli sportelli agli ultrà e addirittura consigliato ai passeggeri, che erano già sul convoglio ed erano diretti a Torino, di scendere e trovare "un'altra soluzione".
Chi delle due parti avesse ragione, sarà intanto l'unica questio da affrontare. Per risolvere il resto continueranno a marciare in città le mediatiche ronde.

Fra Galdino

domenica 31 agosto 2008

LA STAZIONE FERROVIARIA DI BARCELLONA: UNA NUOVA CATTEDRALE NEL DESERTO DESTINATA AL PIU' TURPE ABBANDONO?


Come volevasi dimostrare: la città di Barcellona Pozzo di Gotto è ormai avviata al degrado assoluto.
Allo stato di abbandono dell'ambiente cittadino, cui fa da emblema la dismessa stazione ferroviaria di via Roma, ridotta in ricettacolo di ciò che più insulso può esistere, si aggiungerà, senza la speranza d'una valida opposizione, la decisione dell'Amministrazione delle Ferrovie di porre in stato di quiescenza la nuova stazione, costruita in gemellaggio con quella speculare di Milazzo, quando si dovette provvedere all'ammodernamento del primo tratto della strada ferrata Messina-Palermo.
Per la costruzione delle due nuove stazioni, attrezzate di scalo, ai tempi delle vacche grasse della prima repubblica, si spesero parecchi miliardi di lire, che adesso - in fase di vacche magre tremontiane - vengono polverizzati, ancorchè trasformati in euro.
A Barcellona, dopo che è stato chiuso lo scalo merci, ritenuto inutile perchè non riusciva più a possedere la funzionalità che quello vecchio aveva dignitosamente avuto nel periodo di massimo splendore commerciale della nostra città, adesso a causa dell'ammodernamento degli strumenti di controllo, la grande stazione viene praticamente "desertificata", mediante l'azzeramento dell'ormai sparuto personale colà in servizio, compreso quello che dovrebbe provvedere alla custodia e alla pulizia dei locali e delle annesse ritirate, destinate così a diventare luride puzzolenti latrine. Se già non lo sono.

Il rischio che l'intera stazione diventi il "riconco" di personaggi poco raccomandabili è ormai alle porte, a meno che non ci sarà un intervento energico dell'Amministrazione Comunale che imponga un serio controllo 24 su 24 e la diuturna pulizia dell'intero ambiente.
Cosa che, coi tempi che corrono e la mentalità odierna, ci sembra piuttosto improbabile.

Intanto fa male, al solo pensiero, ricordare quanto danno si è arrecato alla nostra città, con la costruzione della nuova stazione, per la cui stabilità si scelse
l'elevazione di quell'enorme terrapieno che fa da barriera alle naturali correnti che, sorattutto d'estate, proveniendo dal mare,davano frescura e respiro al centro urbano.


Fra' Galdino

sabato 30 agosto 2008

BERLUSCONI:" Urge una stretta di vite sulle intercettazioni" - PRODI:"A me le intercettazioni non fanno nessun solletico"



Mentre la sua discepola propone il 5 in condotta per lo studente-bullo, Lui, che bullo non è ma furbo sì, prende un bel 10 tondo, per profitto e comportamento. E stavolta non glielo assegna "Libero", che sappiamo di chi è, ma "Liberazione", il giornale comunista diretto da Piero Sansonetti, secondo il quale il l'Harry Potter all'ennesima potenza starebbe attuando tutto ciò che aveva promesso in campagna elettorale.
Ma vediamo che cosa è stato in grado di realizzare, con la sua verve volpina, il premier d'Italia.
A parte tutte le leggi, approvate in un batter d'occhio per salvaguardare la propria incolumità, scontatissime e sacrosante per ogni suo fan, sta intanto influenzando con i propri trucchi persino grosse personalità straniere. Con le sue insistenti telefonate ha tenta
to intanto di ipnotizzare Putin, al fine di risolvere pacificamente la grossa questione dell'Ossezia. E Putin "stregato" ha riconosciuto subito l'indipendenza di quella contrastata regione; dopo la vittoria sul Pd, nel formare il nuovo governo, ha chiamato a sè, oltre ai soliti vecchi soggetti, uno stuolo di belle giovani donne, tipo la Marvagna e la Gelmini, e nel far ciò ha fatto da maestro, niente popò di meno a chi?, a McCain, il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, che sicuramente influenzato dal suo eempio ha candidato come suo vice, alla presidenza della Casa Bianca, la bella Sarah Palin,44 anni, governatrice dell'Alaska. Tutto questo basterebe per un dieci e lode al maghissimo che tanto influsso sta spargendo per il mondo. Ma ci sarebbe di più: da considerare cioè la sua inveterata tendenza alla furbizia, propria del trucchista tramite stampa e legulei . Dopo che un suo giornale - Panorama - ha pubblicato (a sua insaputa?) stralci di conversazioni telefoniche di Prodi, intercettate in un'inchiesta giudiziaria, ha subito preso la palla al balzo per invocare l'immediata approvazione in Parlamento di una legge fortemente restrittiva, già preparata dai suoi avvocati, specialisti nell'azzeccare - come dice Di Pietro - i garbugli necessari per proteggere la "privacy" berlusconiana. E per apparire sincero in tale sollecitazione e umanamente comprensivo verso gli altri, s'è persino "umiliato" ad esprimere tutta la sua solidarietà al suo acerrimo avversario, quel Prodi che aveva tanto sgambettato.
Solo che Prodi - almeno stavolta - è riuscito a parare il colpo, rispondendo: "No, grazie. Io sono a favore delle intercettazioni, anche se riguardano me".

Fra' Galdino

venerdì 29 agosto 2008

TRE PASSI INDIETRO NELLA SCUOLA




Riflettendo su quanto sta accadendo a danno della stabilità della scuola italiana, mi sto chiedendo se sia giusto e oculato farne cadere la responsabilità sulla ministra alla pubblica istruzione, la Mariastella Gelmini, della quale si sta tanto parlando, bene o male, da farla assurgere ad astro nascente del firmamento berlusconiano. Un po' com'era avvenuto qualche anno fa con Michela Vittoria Brambilla, stella anch'essa nascente, oscurata nella sua crescita. Di tutte le "novità" nella scuola, di cui si sta facendo per ora un gran parlare, io alla Gelmini non darei neppure un briciolo di diritto d'autore: sia perchè non si tratta d'innovazioni, ma di semplice tentativo di riesumazione d'un passato remoto, non appartenente all'esperienza della giovane ministra; sia perchè, in ogni ministero italiano che si rispetti, c'è sempre un diavolo dietro l'altare, che nelle vesti di burocrate o di esperto ha il compito d'istruire il ministro neofita. E così, anche in questa occasione, con una giovane a capo del dicastero alla pubblica istruzione, l'istruzione sul da fare per ammodernare "by revival" la scuola sarà venuta dal solito "barbagianni" studioso di pedagogia e psicologia e possibilmente anche autore di polverosi programmi scolastici.
Quindi, sarei un don chisciotte contro un mulino al vento, se accusassi la Gelmini per ciò che sta avvenendo.
I veri responsabili sono i suggeritori, fautori del 5 in condotta strozza-bullismo, i quali non tengono conto di quanto sarà difficile trovare un insegnante o un consiglio di docenti che decreti un cinque asso pigliatutto, capace di provocare la bocciatura in tutte le materie. Anche perchè i veri bulli non hanno bisogno del 5 per farsi bocciare, visto che la prima cosa che odiano è lo studio.
Per quanto concerne il ripristino del voto numerico, penso che sia una rivisitazione di facciata, che nulla cambia, visto che il numero verrebbe accompagnato dal giudizio verbale.
Il ritorno al maestro unico - e lo dico io che, a suo tempo, mi amareggiai per la sua dipartita - è un passo indietro errato e non perchè, quando operava da solo, il docente non era in grado di portare avanti bene la propria classe, ma perchè adesso (dopo anni di lavoro in equipe: tre maestri per due classi, generalmente parallele) ciascun insegnante si troverebbe impreparato ad abbracciare tutte le discipline, considerato che, ancorchè gradualmente, ognuno s'è impratichito - non dico specializzato - su un gruppo di materie anzicchè su un altro. Pur non essendo stata esclusa una possibile rotazione, è certo che generalmente s'è proceduto all'affidamento delle materie privilegiando la specifica attitudine o preparazione del soggetto docente. Quindi il ritorno del maestro unico postulerebbe necessità di corsi intensivi per un rodaggio integrale della capacità didattica di ciascun maestro. Corsi che naturalmente non andrebbero confusi con quelli per gli insegnanti del Sud, usciti avventatamente dalla bocca della Gelmini.
L'educazione civica, come materia, non è una novità neppure questa, anche se sempre ha lasciato il tempo che ha trovato, visto che la vera educazione non si può imporre con la lezioncina sulla Costituzione imparata a memoria, ma affinando la sensibiltà umana e quindi la socievolezza, grazie all'esemplare comportamento del docente e della classe da lui educata.

Francesco Cilona

giovedì 28 agosto 2008

APRIREMO IL MERCATO DEL CONTADINO: ma non facciamogli sapere quant'è buono il formaggio con le pere


"Non dire al contadino, quanto è buono il formaggio con le pere". Con questo fortunato slogan, ormai proverbiale, una casa produttrice di formaggini, rese popolare uno spot pubblicitario, che i meno giovani ricordano sicuramente.
Buono il formaggio, buone le pere, una delizia metterle insieme, ma anche guai a stuzzicare "l'ingenuità" del villano, perchè - come diceva un proverbio antico - il Signore doveva fare al contadino gli occhi nei ginocchi. Per dire che chi coltiva la terra è più furbo di quanto si possa credere. Per cui fargli conoscere la squisitezza di quei due prodotti, avrebbe potuto costituire un invito al contadino ad impreziosire i propri frutti.
Parabola significa: "Date in mano al contadino la facoltà di fare il prezzo della sua merce - e non fateglielo più imporre dalla filiera del mercato - e lui troverà il modo di rivalersi di tutti i condizionamenti finora subiti, alzandolo motu proprio.
I meno giovani non avranno dimenticato con quanta capacità imprenditoriale ortolani e agricoltori e proprietari terrieri, che nel dopoguerra avevano in mano la produzione delle materie prime alimentari, riuscirono a incidere nel costo della vita, negli anni quaranta, quando ancora si acquistava il pane e la pasta con le limitazioni della tessera.
Per molti di loro, quello fu l'inizio del riscatto economico.
Successivamente, quando le cose, almeno apparentemente, tesero alla normalità, cominciarono ad insinuarsi tra produttori e consumatori gli intermediari : prima l'anello degli intrallazzisti, successivamente quelli degli intermediari meno illegali, in fine la filiera composita attuale, che nel portare sul mercato la produzione contadina determina un progressivo dilatamento del costo.
Per rimediare a tale ipertrofia, da settimane si parla dell'opportunità di favorire i cosiddetti mercatini del contadino, già sperimentati con una certa efficacia in diverse città del centro-nord.
Prima ancora che se ne discutesse sui giornali, il consiglio comunale di Barcellona ne aveva deciso l'attuazione nella nostra città e ne aveva approvato il regolamento, su sollecitazione delle forze sociali.
Secondo la normativa stabilita, a tale genere di mercato potranno partecipare produttori agricoli ed agroalimentari, tra cui coltivatori diretti della zona e una appendice di piccoli artigiani locali e ristoratori.
Il mercato sarà attivo sei giorni la settimana, con orario prolungato, e sarà composto da 21 posteggi, di cui sedici per i prodotti agricoli, quattro per l'artigianato e la ristorazione, e uno per la pubblicità di associazioni ed altre istituzioni del settore.

Il posto scelto dovrebbe essere centrale, visto che l'indicazione sarebbe caduta sull'ampio spiazzale compreso tra via Ugo di S.Onofrio e via San Francesco di Paola.
E' auspicabile che l'esperimento venga affrontato presto e che i risultati siano effettivamente convenienti per i consumatori.

Sempre però che non si faccia sapere al contadino quant'è buono il formaggio con le pere.

Fra' Galdino

mercoledì 27 agosto 2008

BOSSI-CALDEROLI: ATTENTI A QUEI DUE!



Abbiamo l'autonomia regionale e, tuttavia, andiamo a fare i piagnoni sulla spalla dell'autore del "porcellum", perchè ci conceda meno di quanto lo statuto regionale ci dà per diritto. Il prof. Giuseppe Lauricella, docente d'istituzioni di diritto pubblico all'università di Palermo, in un suo editoriale pubblicato oggi sull'edizione siciliana di "la Repubblica", mette sull'avviso il presidente della Regione Raffaele Lombardo sul rischio che la Sicilia sta correndo con la bozza di riforma per il federalismo fiscale, approntata da Calderoli sulla scorta delle indicazioni di Bossi. L'esperto istituzionalista, con argomentazioni abbastanza oculate, esprime il sospetto che il testo delle proposte leghiste, a "vantaggio" delle regioni autonome, sia viziato dall'inganno, visto che ogni promessa "concessione" costituisce per la Lega (e quindi per l'intera maggioranza ) la chiave per procedere indisturbati all'approvazione della riforma. Un grimaldello, cioè, per rubare il consenso di chi, come la Sicilia, avrebbe ragione di accampare vecchi diritti, finora elusi, accanto ai nuovi d'un'eventuale riforma fiscale in chiave federalista.

martedì 26 agosto 2008

IL PORTO DEL MELA NEL LIBRO DEI SOGNI


Ci sono momenti in cui la carenza d'argomenti, e per la stampa e per l'uomo politico, costringe a strizzarsi il cervello per cercarne qualcuno plausibile.
E può capitare, in circostanze del genere, che, se non si vuole ricorrere a qualche bufala, si cerchi di rimediare alla penuria sfogliando il libro dei sogni perduti.
Nei giorni scorsi, un politico - leggi ministra alla pubblica istruzione Gelmini - scartando la bufala e ignorando il libro dei sogni, ha scelto la via di mezzo e lanciando una smanfera , bene o male, ha mosso un po' le acque, con strascico di polemiche scolastico-regionalistiche d'un certo interesse.
Oggi, un altro personaggio politico - più giovane della ministra e meno elevato nella scala politica - conoscendo l'esistenza d'un vecchio libro dei sogni perduti, avrà provato a sfogliarlo. E sfogliando, sfogliando si sarà fermato ad una pagina, ricca di storia marinara, in cui si narra che tanti anni fa - diciamo settanta - a Calderà i nostri nonni avevano costruito un pontile sul mare, che ancorchè piantato a mo' di palafitta, riuscì per vari anni a svolgere il ruolo di porticciolo per l'attracco di velieri e vapori carichi di bestiame e di altra merce: il che avveniva effettivamente quando Barcellona deteneva il primato provinciale nel commercio agricolo e nell'allevamento bovino. In fondo pagina, lo stesso giovane politico avrà trovato pure una breve nota, con cui si ricorda che uno studente, che pare avesse preso l'abitudine di andare a studiare seduto su una sponda di quel pontile, un giorno cadde e annegò nel turbolento mare.
Passando alla pagina successiva, avrà pure letto del mal riuscito tentativo di ripristinare l'importante funzione del vecchio porticciolo, nel frattempo distrutto, con un altro più moderno, a Cicerata, dove, dopo avere fatto predisporre con massi di cemento una scogliera artificiale, l'allora sindaco Carmelo Santalco ebbe la non felice idea di farlo ubicare: in prossimità della sua villa al mare. Il nuovo pontile sarebbe durato, come si suol dire, da "natale a santo stefano", perchè, dopo un paio di "gite" alle isole Eolie, a pochi giorni dal viaggio inaugurale, lo storico aliscafo "Città di Messina", sballottato, si sarebbe "scontrato" con il pontile, decretando la fine della nuova esperienza.
Ora che il tempo e le onde salmastre hanno limato i grossi cubi di cemento della scogliera artificiale e, con essi, il ricordo di quella disavventura, sfogliando il libro ingiallito dei sogni di coloro che furono, il giovane politico avrà pensato che la favola del porto a Barcellona potrebbe, finalmente, diventare realtà: sicuramente con più faciltà del "favoloso" progetto dell'aeroporto del Mela.
Mela per Mela - avrà pensato - sarebbe meglio un porticciolo dentro la foce del torrente al confine con Milazzo. Basterebbe intanto stanziare qualcosina per un esame di fattibilità, qualcos'altro per la progettazione e anche la città di Barcellona potrebbe aspirare al suo porticciolo, in grado di darle un florido avvenire turistico. Se poi, tale manufatto, dovesse portare a disastrose conseguenze, pari a quelle erosive determinate nelle spiagge adiacenti dalla costruzione della darsena di Portorosa, chi vivrà vedrà.
D'Altronde, a parte gli allarmanti ambientalisti, chi contraddirà che possa avvenire al contrario di quanto è avvenuto con Portorosa?
Rebus sic stantibus, non è difficile capire perchè il consigliere comunale di maggioranza, Carmelo Cutugno, figlio d'arte in politica e in marineria, non abbia esitato a presentare una mozione in aula proponente lo stanziamento di 200.000 euro per avviare la fase progettuale, mentre intanto il consiglio ha fatto un primo concreto passo approvando l'iscrizione in bilancio di 13.000 euro per uno studio di fattibilità. Chi sarà l'incaricato, per tale primo approccio, lo stabilirà la Giunta, quanto prima.
E bisogna fare presto, perchè si sa - e ce l'ha confermato l'altro ieri il sindaco Candeloro Nania - a Barcellona, per l'attuazione di lavori pubblici, a causa di ricorsi e controricorsi, passa un decennio.
E chissà se non dovrà passare più di un secolo, prima di avviare la costruzione del porto del libro dei sogni!

Fra' Galdino

lunedì 25 agosto 2008

GLI INSEGNANTI DEL SUD NELL'OCCHIO DEL CICLONE





"Non ho mai detto che i docenti del sud abbassano la qualità della scuola. I corsi di cui ho parlato non vogliono essere un segnale di sfiducia, ma un incentivo a migliorare". Con questo tentativo di marcia indietro la ministra della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, ha cercato di mascherare la "smanfera" detta a Cortina d'Ampezzo, dove ha spiegato in un pubblico dibattito quale strategia intende mettere in atto per migliorare la scuola italiana. In effetti, tra le altre cose, la responsabile del dicastero P.I. aveva ipotizzato la necesità di istituire corsi intensivi di "recupero" professionale per gli insegnanti di quattro regioni meridionali: Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia, perchè evidentemente sono loro che hanno bisogno di essere "addestrati" per impedire che la scuola rimanga nell'attuale degrado formativo. Il parere della Gelmini, pubblicamente espresso, ovviamente ha suscitato polemiche reazioni, oggi registrate su parecchi giornali, che neppure la successiva smentita è riuscita ad attenuare, tanto da far dire a Francesco Merlo, su Repubblica, che "Come tutti i politici, la Gelmini, che di professione è avvocato, ha poi dettato alle agenzie di stampa una smentita che, come al solito, è una spaventata conferma, alla don Abbondio". Se il giornalista di Repubblica s'è limitato a fare un lieve riferimento letterario, pieno di sdegno è stato invece il commento del governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, che ha tacciato di razzismo gli intendimenti del responsabile della Pubblica Istruzione. E allora qui, mi pare che cada a fagiolo quanto avevo scritto ieri sulla spinosa questione suscitata dall'intervento della Gelmini, che riporto integralmente:
"Insomma, due sono le soluzioni: o scimiottiamo i leghisti del nord e ci accodiamo a loro, per farci dire poi che i Siciliani è meglio perderli che guadagnarli, come praticamente ha inteso la ministra dell'istruzione, Mariastella Gelmini, di Brescia, allineandosi al senatur Bossi per denunciare il danno procurato alla scuola italiana dai docenti meridionali; oppure cerchiamo di agire di testa nostra, ricordadoci pure, tra l'altro, che, prima ancora di Dante Alighieri e del Dolce stil nuovo, ci fu una Scuola Siciliana che, dalla corte del grande Federico II, insegnò a tutt'Italia come parlare e come scrivere, in versi e in prosa. Questo dovrebbe essere il ragionamento sano e giusto del Lombardo siciliano, che, proprio la settimana scorsa, per imparare a fare politica federalista andò addirittura alla corte di Calderoli, illustre autore di una legge elettorale da lui stesso disprezzata e definita "porcellum" : anche se poi sarebbe servita così bene a dare nelle mani di Berlusconi la bella Italia, con tutti i suoi pregi nordici e i suoi difetti "meridionali". Istruiti alla scuola "dell'amaro stil berlusconiano", i nuovi ministri italiani - probabilmente spinti dalla foga neofitica - non fanno altro che parlare a ruota libera, senza accorgersi che, con le loro estemporanee uscite, fanno di tutte le erbe un fascio ( ah, questa parola!) e, così facendo, offendono la gran parte sana della Nazione. Dopo i fannulloni di Brunetta, ieri sono spuntati - uscendo dalla rosea bocca della ministra dell'educazione - gli ignoranti ed incapaci maestri e professori delle regioni più depresse culturamente d'Italia: Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. Sarebbero loro che, squalificando il compito della scuola, avrebbero portato al degrado l'educazione e l'istruzione in campo nazionale. Pertanto, urgerebbero interventi drastici nei loro confronti, che la benemerita responsabile del dicastero competente ipotizza in due specifici passi: riduzione drastica del numero dei docenti, con un taglio nei tre prossimi anni di 85.000 unità, e corsi intensivi per insegnanti del Sud. A ciò, aggiungerebbe altri piccoli passi, riguardanti l'ormai decotta discussione sul merito, il problema della condotta dei ragazzi a scuola (se non zero in condotta, tutt'al più 5 in condotta, in modo da bocciare il bullismo), l'aumento dell'orario scolastico, ovviamente da aggiungere alle ore per la rieducazione degli insegnanti, la riduzione del 30% delle spese, in maniera da creare un fondo da distribuire ai più meritevoli. Chi debba dare il diploma di meritevole agli insegnanti, nessuno ancora l'ha spiegato, neppure l'illuminata ministra Gelmini, la quale non ha neppure specificato chi dovrebbe scendere dal nord nelle squallide lande del sud per impartire lezioni intensive ai maestri asini che , in Sicilia, Puglia, Basilicata e Calabria, hanno finora calpestato l'onore della scuola italiana. Altro che Garibaldi, signor Governatore di Sicilia, questa signora è un vero e proprio maresciallo Radetzky.
Adesso, per concludere, mi sia consentita una breve riflessione sulle condizioni della nostra scuola, che credo di potere fare a ragion veduta, per avere operato in essa nella qualità di docente...siciliano. Senza dubbio, attualmente la scuola italiana è in crisi, ma non da ieri. Il suo declino, in buona dose causato dall'errata impostazione di programmi e da una legislatura scolastica sempre più complessa e deviante, risale agli anni ottanta, quando, col pretesto di democratizzare l'istituzione, si sono introdotti statuti, regole e obblighi ipertrofici che hanno disorientato il docente, che da educatore è stato indotto a perdersi tra riunioni pseudodidattiche, sedute apparentemente democratiche, periodiche programmazioni teoriche e giudizi spesso retorici o afittici. Dopo di che si è aggiunto, sempre col pretesto della democratizzazione, la dilatazione abnorme dell'obbligo scolastico, che ha costretto, spesso solo sulla carta, molti giovani alla frequenza fino al diciottesimo anno d'età, inducendo tale gioventù a perdere di vista la possibilità di ricevere una formazione concreta sul campo del lavoro: visto che, almeno dalle nostre parti, il maggiore fallimento per il raggiungimento di questo obiettivo va addebitato agli istituti professionali, ridotti in buona parte a scuole-parcheggio, spesso disertate senza sanzione alcuna. E mi fermo, qui, per non apparire presuntuoso, pur sapendo che ci sarebbe tanto da dire sulla crisi della scuola, che, guarda un po', la Gelmini vuol fare ricadere "sic et simpliciter" sulla impreparazione degli insegnanti del Sud.

Francesco Cilona

domenica 24 agosto 2008

GIOCHI OLIMPICI A BAIA SMERALDA: coppe, medaglie e targhe per tutti

Baia Smeralda nell'occhio del torneo.
Una serie di gare, organizzate da un gruppo di volenterosi amanti dello sport, ha vivacizzato quest'anno l'agosto smeraldino, nel magnifico condominio che si affaccia sul Mar Tirreno, nella costa compresa tra Portorosa e Falcone. Un comitato spontaneo, composto da Di Pasquale, Arezzo, Currò, Franceschino, ha organizzato una serie di gare sportive che hanno fatto registrare la partecipazione di numerosi giovani, giovanissimi e meno giovani, residenti ed ospiti del complesso edilizio marino. Tennis, beach-volley, calcio a cinque, bocce, ed altri giochi impegnativi hanno coinvolto per tre settimane gli iscritti alle gare, che si sono svolte con il procedimento delle eliminatorie, come in ogni torneo che si rispetti. Una specie di MiniOlimpia che ha deliziato, oltre ai partecipanti, i relativi parenti e amici che vi hanno assistito.
DULCIS IN FUNDO: UNA BELLA SBAFATA DI SQUISITI PASTICCINI E BIBITE, PREPARATI DAL "MAGO DEL DOLCE" FRANCESCHINO, E L'ATTESISSIMA RICCA PREMIAZIONE PER I VINCITORI DELLE GARE, CON TROFEI E MEDAGLIE.
A CHUSURA DELLA SIMPATICA INIZIATIVA, DALL'AMMINISTRATORE COLUCCIA E' STATA CONSEGNATA UNA TARGA A CIASCUNO DEI COMPONENTI IL COMITATO ORGANIZZATORE, PER L'IMPEGNO PROFUSO NELL'IDEAZIONE E ORGANIZAZIONE DEI GIOCHI.

Sotto: una serie di foto riprese nella serata dedicata alla premiazione

sabato 23 agosto 2008

ANCORA FUOCO NELLE NOSTRE COLLINE, NONOSTANTE IL BRUCIANTE RICORDO DELLA STRAGE DELLO SCORSO ANNO


E,' da poco prima delle 16, che con un continuo andirivieni un elicottero si affanna ad attingere acqua nel tratto di mare compreso tra Portorosa e Falcone, con l'evidente scopo di contribuire allo spegnimento di un incendio che si starebbe sviluppando nella corrispondente zona a monte. L'impegno sembra arduo e, a quanto pare, con forte spreco di energie, visto che la quantità di acqua trasportabile non è tale da potere garantire ciò che si potrebbe ottenere con l'impiego dei più idonei aerei canadair. E' auspicabile, comunque che gli interventi si trovino in presenza di focolai incipienti, in maniera da riuscire a spegnerli prima che si sviluppi il solito devastante incendio.
Questo "post" viene redatto alle ore 17, mentre ancora si sente nell'aria il rombo del mezzo aereo di soccorso, di cui è stata ripresa una fugace immagine, qui riportata.
Ma ecco che alle 17,15, si profila nel cielo la presenza di un canadair: evidentemente, l'operazione dell'elicottero era in attesa di un più adeguato sostegno nell'opera di spegnimento, per cui la speranza che si stesse trattando di scarsi focolai lascia un po' il posto a qualche preoccupazione.
Per quanto ancora non si abbiano notizie certe sull'entità e sull'ubicazione delle fiamme, rimane sempre l'auspicio che la prontezza degli interventi riesca a domare subito le fiamme e che esse non interessino alcuna parte vitale del territorio colpito.

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barcellona pg, messina, Italy
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