venerdì 4 luglio 2008

IL NEO MAMMO HA DATO ALLA LUCE UNA BELLA BAMBINA



Il 26 marzo scorso riportammo una notizia che aveva dell'inverosimile. un uomo s'era fatto ingravidare e aspettava una bambina. Adesso, a cento giorni dalla data di quel post, la bambina è nata. E si assicura che è una bella neonata in ottima salute. La storia, che ha dell'incredibile, non mancherà di scuotere le coscienze internazionali come già è successo nella tradizionalissima America. Thomas Beatie conosciuto in questi mesi come "l'uomo incinto", praticamente è un transessuale tutto particolare. Nato femminuccia trentaquattr'anni fa, trascorso il periodo di pubertà ha cominciato a sentire forte l'inclinazione alla virilità.
Cosicchè un giorno ha deciso di sottoporsi ad un intervento chirurgico di rimozione del seno e ad una forte cura ormonale in grado di garantirle la tanto sospirata mascolinità.
Durante questo suo particolare iter, ha evitato però di farsi modificare l'apparato genitale, che pertanto rimase squisitamente femminile.
Ciò non impedì all'
uomo novello di farsi legalmente registrare come tale e, quindi, di sposarsi con una ragazza di nome Nancy.
Ma ecco che la consorte, per una strana combinazione, a causa d'una isterectomia, è diventata sterile.
Non potendo essere lei in grado di generare figli, a Thomas, memore d'essere ancora in pieno possesso dell'apparato riproduttivo originale, è balenata l'idea di sostituirsi alla moglie e per farlo a regola d'arte è ricorso all'inseminazione artificiale.

Per rendere possibile il concepimento Beatie ha dovuto interrompere le sue bimestrali iniezioni di testosterone, ma prima di riuscire nel suo intento ha dovuto trascorrere momenti difficili.
Rimasto incinto, la prima volta di due gemelli, ha dovuto interrompere però la gravidanza, perchè rivelatasi extra uterina, perdendo così i feti e una tuba di Falloppio. Nonostante il primo fallimento, Thomas volle ostinatamente ritentare l'inseminazione. Si era all'inizio dell'inverno scorso, e per i successivi nove mesi il candidato mammo ha atteso il lieto evento. Che è giunto proprio un paio di giorni fa, per la felicità del puerpero e della moglie Nancy.

giovedì 3 luglio 2008

RICEVIAMO E OSPITIAMO IN MERITO AL DIBATTITO SUL TURISMO MORDI E FUGGI



Un grande avvenire…. alle spalle

Leggo sui giornali che scatta da oggi il ticket anche per scalare lo Stromboli e il cratere di Vulcano: gli escursionisti dovranno sborsare tre euro mentre, da metà giugno, si sta già applicando il ticket di un euro per coloro che raggiungono le isole del comune di Lipari, residenti esclusi.

….”preferiamo lasciare il turismo dei ricchi a Trapani ed alle sue isole, preferiamo tenerci il turismo di chi viene per la bellezza delle nostre isole”.

Così mi scriveva in un fax il sindaco di un paese delle Eolie replicando, con infastidito orgoglio, alle mie previsioni di sviluppo turistico dell’aeroporto di Trapani e delle Egadi per effetto della Coppa America di vela.

Oggi però non vedo nessun orgoglio per rallentare il turismo “mordi e fuggi” che invade le Eolie e, soprattutto, non vedo dignità nell’essere costretti a chiedere “l’elemosina” di euro per il ticket perché solo questo può essere il ricavato di un brutto turismo che non porta niente per il territorio.

Devo però riconoscere, a quel Sindaco che mi ha scritto, che il suo desiderio oggi è stato esaudito: il turismo dei ricchi, giorno dopo giorno, si dirige verso le Egadi e che il prezzo per mettere il piede sull’isola è alla portata di tutte le tasche: un euro a testa per visitare un patrimonio dell’umanità….. una vera miseria!

La Coppa America fu per Trapani un obiettivo incredibilmente ambizioso, conteso dalle città marinare di tutta Europa, ma alla fine l’impegno dei trapanesi ha stravinto su tutti i fronti:

  • la Coppa America è stata bellissima;
  • Trapani è ritornata ad essere una capitale del mare;
  • sono state scoperte le isole Egadi;
  • l’aeroporto è nato a nuova vita;
  • sono stati creati alberghi, bed & breakfast e strutture agrituristiche;
  • i turisti sono arrivati, poi sono ritornati e, dopo ancora, hanno mandato i loro amici.

A Trapani, il coraggio e l’ambizione di cambiare hanno pagato. Oggi, in quella provincia, arrivano visitatori da tutta Europa con estrema facilità in tutte le stagioni. L’aeroporto, praticamente abbandonato fino al 2005, è stabilmente collegato low-cost con tutta l’Italia, con la Spagna, la Germania, l’Olanda, la Svezia, l’Inghilterra e l’Irlanda.

Alle Egadi, a differenza delle Eolie, ci si può arrivare freschi e riposati spendendo meno di cinquanta euro e, all’arrivo, sei accolto da un sorriso e non da un solerte vigile il quale, se prima non paghi un euro, non ti permette di scendere dal gommone.

Nelle Eolie e per i Nebrodi, di contro, non troviamo né l’ambizione né il coraggio di cambiare e, soprattutto costatiamo che la politica non vuole impegnarsi in progetti di ampio respiro perché farebbero cambiare le condizioni nelle quali, ed a causa delle quali, sono riusciti a farsi eleggere.

La realizzazione dell’Aeroporto di Torrenova poteva essere uno di questi grandi obiettivi a portata di mano, si è preferito non scegliere, ed alla fine le Isole Eolie ed i Nebrodi si sono ritrovati in casa un concorrente temibilissimo che prima non c’era: le Isole Egadi e la Provincia di Trapani.

Possiamo quindi affermarlo con orgoglio: abbiamo avuto un grande futuro …. alle nostre spalle.

Per favore, almeno per questo, fateci i complimenti!

Saluti ing. Giuseppe Petracca

mercoledì 2 luglio 2008

IL PRIMO SINDACO PROTESTATARIO CONTRO LE IMPRONTE DEI BAMBINI ROM

Tratto da:



FOTO HOME

Comune di Meolo - Provincia di Venezia

(02 luglio 2008)


MEOLO (prov.Venezia)
Domattina si presenterà alla caserma dei carabinieri di Meolo e chiederà di essere schedato con le sue impronte digitali. Un atto simbolico, per protestare contro la proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, di prendere le impronte digitali a tutti i bambini rom. Ad attuare la clamorosa protesta sarà il sindaco Nillo Tallon, che spiega: «N on si può far politica sulla pelle dei bambini». La protesta, tiene a precisare Tallon, è a titolo personale, ma è destinata ad avere una vasta eco.
Anche perché la proposta del ministro Maroni ha già suscitato un vespaio di polemiche, non solo a livello politico. A bocciare senza mezzi termini l’idea di una schedatura dei bimbi rom è stata l’Unicef. E parole dure sono giunte pure da «Famiglia Cristiana». Finora però nessun sindaco è ufficialmente sceso in campo. Lo farà il primo cittadino di Meolo, Nillo Tallon, stimato medico di base ed esponente politico prima dell’Italia dei Valori e oggi del Partito Democratico. «Dopo aver terminato le mie ore di ambulatorio - spiega Tallon - mi recherò alla caserma dei carabinieri e chiederò di essere sottoposto alla schedatura volontaria delle impronte digitali». E’ lo stesso sindaco a spiegare i motivi della protesta. «Prima di tutto lo faccio per solidarietà coi bimbi rom - prosegue Tallon - Per me i bambini sono la cosa più sacra al mondo e r itengo a dir poco disdicevole utilizzarli per propaganda politica. E poi perché sono geneticamente contrario a qualsiasi forma di discriminazione, perché ogni discriminazione è la base di tutte le forme di razzismo. Quest’ultimo ha le sue radici nella confusione tra le responsabilità del singolo e il suo gruppo di appartenenza».
Come dire che se un rom delinque, questo non vuol dire che l’intera etnia rom sia fatta da delinquenti. «E questo vale per i rom, di cui oggi si discute tanto, ma vale per chiunque altro» aggiunge Tallon, che peraltro non nasconde l’esistenza di problematiche da affrontare. Lui stesso, da primo cittadino, si è trovato a dover firmare ordinanze di sgombero contro accampamenti abusivi di nomadi nella zona industriale di Ca’ Corner, dove alla partenza delle carovane rimanevano rifiuti ovunque e tubi dell’acqua divelti. E per agevolare la lotta delle forze dell’ordine contro il crimine, Tallon si dice favorevole alla schedatura delle impronte digitali. Ma per tutti, non solo per i bambini rom. «La mia protesta - conferm a - è motivata anche dal fatto che sono favorevole alla schedatura di tutti i residenti in Italia, senza discriminazioni. E’ una soluzione che aiuterebbe le forze dell’ordine nella lotta al crimine. Ritengo che qualsiasi persona onesta, abituata da sempre ad aver schedato il volto nella carta d’identità, non si sentirà violentata nella sua privacy perché ne vengono schedate le impronte digitali».
Le sue il sindaco le porterà volontariamente ai carabinieri, cui la singolare protesta è già stata annunciata. Sembra però che, formalmente, non sia prevista una schedatura volontaria. In ogni caso, Tallon presenterà lo stesso la lettera in cui chiede che gli vengano prese le impronte. E di sicuro non mancheranno le discussioni.



SACRIFICI PER TUTTI TRANNE CHE PER LORO Uno strano vocabolario in cui deputato significa altra cosa


Roma, 2 lug. - (Adnkronos) - ''Se io chiedo sacrifici, se chiedo riforme e rivoluzioni, i primi a doverli fare devono essere i parlamentari''. Cosi' ha risposto il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ad un ascoltatore nel corso della trasmissione 'Radio anch'io'. Questa la scarna notizia d'agenzia, che dice tutto e anche più di tutto.
Ma che cosa intenda per sacrifici l'ineffabile Brunetta, ancora non l'ha fatto capire.
Se considera sacrifici quelli fatti, per esempio alla Regione Sicilia, dove già si parla di aumenti degli stipendi ai deputati, allora può stare certo che nessuno dei nostri alti rappresentanti parlamentari si farà indietro.

Come nessuno si "bilìa" troppo se il governo mette in moto la macchina succhiadenaro per aumentare tickets nel settore della sanitài o la mietitrice per tagliare centinia di guardie mediche e migliaia di posti letto negli ospedali, dove tuttavia già da tempo si arranca per l'inadeguatezza delle strutture e la carenza di letti e personale.

Quindi - ci dica il ministro - scambia per caso il significato dei sostantivi?
Porebbe darsi che il suo speciale dizionario alla parola "deputato" dia questa definizione: cittadino destinato ad essere turlupinato e sfruttato da chi lo rappresenta in parlamento.
Deputato, insomma, a sopportare ciò che si merita, visto che è stato proprio lui (lei) a votare per quella gente.


Fra' Galdino

martedì 1 luglio 2008

BILANCIO IN FRETTA E FURIA A PALAZZO LONGANO



E' davvero bastato che l'assessore agli Enti Locali facesse schioccare la frusta, per mettere in riga i 118 comuni siciliani inadempienti nella stesura dei loro bilanci?
La minaccia di Francesco Scoma di sguinzagliare un esercito di commissari straordinari, forse non ha stimolato proprio tutti gli amministratori locali a mettersi immediatamente in regola, tuttavia un certo effetto l'ha avuto.
Tra i consigli comunali che immediatamente hanno cercato di ottemperare, spicca quello di Barcellona Pozzo di Gotto, che ha addirittura lavorato senza tregua per riuscire a consultare e approvare capitoli, voci, cifre ed emendamenti, che in fretta e furia hanno combinato le entrate e le uscite a pareggio.
Non si entra qui nel merito delle scelte, in gran parte obbligatorie, come gli stipendi del personale in crescita o le prebende d'istituto, nè sulle previsioni d'introito, qualcuna probabilmente un po' troppo ottimistica, e ciò perchè i giudizi sui documenti contabili di previsione rischiano di essere incauti. Chi meglio degli amministratori può d'altronde conoscere la realtà della situazione?
Una cosa tuttavia lascia perplessi, la mancata presentazione del piano triennale, che non è stato illustrato in consiglio perchè esitato in ritardo dalla Giunta. Ciò potrebbe rendere inutile la corsa no-stop per l'approvazione del bilancio annuale. Anche se si assicura che il cosiddetto libro dei sogni potrà essere esaminato e approvato prima che giunga la mano di Scoma, tanto da scongiurare il commissariamento. Tornando al bilancio di previsione, i milioni di euro che entrano ed escono ammontano a poco più di quaranta.
Salvo complicazioni, come si dice per ogni prognosi.
Nel corso dell'esame del documento contabile, non sono mancate le critiche delle opposizioni, quasi tutte incentrate sulla mancanza di tagli a talune spese, ritenute veri e propri sprechi, quali quelle per un eccessivo numero di cellulari (135) e di auto (41) di servizio.

E LA VIGILANZA DOV'E'


Muoversi nelle strade interne di Barcellona diventa sempre più difficile, direi impossibile. Gli ingorghi, soprattutto agli incroci sono continui e tuttavia non appare anima alcuna di vigilanza.
Dove siano i vigili urbani che dovrebbero contribuire a dipanare la matassa del traffico non si sa.
Stamattina, a causa di una macchina mal posteggiata in prossimità dell'incrocio tra la via San Vito e via Kennedy, dove fa angolo la scuola media D'Alcontres, un'autocisterna dell'Esso è rimasta bloccata al centro del quadrivio e, nonostante tutti i tentativi di manovra, il conduttore non è riuscito a districarsi finchè non si è scoperto il proprietario dell'auto. Anzi la proprietaria, visto che si trattava di una signora che un volenteroso cittadino è riuscito a individuare. La donna era nella vicina scuola media, dove pare stessero distribuendo le pagelle degli alunni. Quindi per districare la matassa sono stati necessari la buona volontà e l'acume di un passante, mentre sarebbe stato più opportuno che la cosa venisse risolta dall'intervento d'un vigile. Non tanto per un'eventuiale multa, ma semplicemente per l'impiego di un po' di acume e buona volontà.

lunedì 30 giugno 2008

LEGGETEMI FINO ALL'ULTIMA PAROLA: NE VALE LA PENA

Trenta giugno duemilaotto: è l'ultimo giorno di un mese distintosi per il suo clima sfibrante, un caldo umido che pesa più dei gradi segnati dal termometro. Non si ha voglia di far niente, e mancano persino gli argomenti per potere scrivere qualcosa, mettiamo che spuntasse la voglia. E allora che faccio? Cerco d'ingannare, più che il tempo, il caldo, rovistando nei cassetti. Così forse riuscirò a trarre in inganno anche me stesso, facendomi credere che to facendo qualcosa.
Ma che trovo, in un cassetto? Addirittura un paio di "reperti"storici: le copie di due giornalini locali cui, parecchio tempo fa, tra amici appassionati di "stampa", si cercò di dare vita. Uno - se non ricordo male rimasto poi numero primo ed unico - si chiamava Horae subsicivae, e prometteva di essere una "quasi rassegna di letteratura, poesia, arte, cultura e varia sintesi". Una rivista modesta ed ambiziosetta fondata e diretta da Anton Maria Vito Todaro. Una rivista che avrebbe potuto avere il suo seguito, se non fosse successo allora, come avviene adesso, un improvviso abbassarsi dell'entusiasmo, un po' per mancanza di incoraggiamento, un pochino di più per difetto di frasca. Evidentemente era valso poco il ringraziamento anticipato del "Direttore, dei Redattori e dei collaboratori tutti al Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, all'Amministrazione Comunale e a coloro, Stampa compresa, che hanno contribuito alla realizzazione della presente rassegna". Purtroppo dev'essersi trattato di un incoraggiamento "una tantum", per cui adesso c'è rimasto un unico numero che ha davvero il valore di un cimelio.
L'altro giornalino - venuto alla luce una decina d'anni dopo - ebbe la possibilità di durare più a lungo, forse perchè aveva minori pretese, maggiore collaborazione spontanea e nessuna intenzione di ringraziare pubblici amministratori.
Sfogliando quest'altro reperto, noto tra l'altro d'avere siglato un articolo sulla "Galleria della morte", quella di SantAntonio, dove il 15 giugno 1969 , avvenne la "sciagura ferroviaria", di cui sarebbe giusto, umano e sacrosanto che qualcuno si ricordasse. E siccome mi pare che, in questo trentanovesimo anniversario di quel luttuoso evento, come già in anni precedenti, nessuno abbia più sentore, mi scuso con la signora afa e doverosamente continuo a pigiare sulla tastiera per ricopiare quanto scrissi in occasione del decimo anniversario, proprio nel giornalino di cui sopra, denominato L'Eco del Tirreno.
Eccomi:"Quindici giugno 1969, ore 3,05, due treni lanciati a forte velocità si scontrano nella galleria di S.Antonio, sulla linea ferrata Messina-Palermo, nel tratto compreso tra le stazioni ferroviarie di Castroreale Terme e Barcellona. L'assurdo impatto semina morte, costernazione, allarme. E' un disastro mai registrato sulle linee ferrate della nostra Isola, con un bilancio raccapricciante: otto morti, decine di feriti, due convogli ridotti in ammassi di rottami incandescenti, per l'inattesa esplosione di un incendio che trasforma il tunnel della morte in un immane rogo. La lotta disperata dei soccorritori viene resa più difficile dall'accavallarsi di circostanze negative; e ciò non può che contribuire a infondere sgomento e rabbia. Con i soccorsi, in gran parte frustrati dall'inaccessibilità del tunnel maledetto, giungono pure le autorità politiche e amministrative, ma la loro presenza non è certo di conforto ai parenti delle vittime, che hanno dovuto assistere, con raccapriccio, alla pietosa opera di ricerca dei dilaniati resti dei loro cari.
Sono trascorsi dieci anni da quella tristissima notte ( adesso sono trentanove) ed è stato un anniversario che nessuno ha pensato di commemorare , tranne i parenti delle otto creature umane che un'assurda sciagura accomunò in un'oscura galleria di appena duecento metri, trasformata in un imprevisto e tragico capolinea, prima, e in una bolgia infernale, dopo.
Antonino Saglimbeni, Salvatore Santamaria, Francesco Cardile, Francesco Di Salvo, Filadelfio Di Leo, Claudio Fisauli, Biagio Bonifacio, Pasquale Pugliatti: sicuramente i Vostri cari piangono ancora lacrime di sangue per la vostra sciagurata fine; ed è anche certo che, con essi, continuano a ricordarsi di Voi e della Vostra tragedia i modesti abitanti della frazione di S.Antonio, svegliati in quella notte infame dallo svonvolgente boato sinistramente emesso dal tunnel della morte.
Se le autorità non si sono ricordate di questo decimo anniversario, se nessuna corona di fiori è stata ordinata per essere deposta "ufficialmente" presso la lapide attaccata , nove anni fa, all'imbocco ovest della tragica galleria, se nessun discorso commemorativo è stato pronunciato da qualche storico cittadino, in questa decennale ricorrenza, se insomma è venuta meno la farisaica retorica ufficiale, Voi, che tutto vedete adesso nella giusta dimensione, non potete che essere contenti."
Se in questo mio sfogo, scritto a dieci anni da quella sciagura, rilevate l'insistere di alcuni aggettivi , Vi prego di non ritenerli retorici o esagerati, perchè - anche se adesso dovessi scriverlo di sana pianta - l'articolo non sfuggerebbe ugualmente ad essi, avendo io seguito lo sviluppo dell'evento, passo passo, notte e giorno, per rifererirlo di ora in ora, di momento in momento, al Giornale di Sicilia, usando persino una stazione trasmittente da campo, improvvisata sul posto dalle forze soccorritrici. Allora non c'erano nè cellulari, nè videotelefoni e tutto si trasmetteva con grandi sacrifici.
Francesco Cilona

sabato 28 giugno 2008

QUESTI I TITOLI DELLA POLITICA DI OGGI: SI COMINCIA CON I PROBLEMI "MINORI-ROM"


Schedatura Rom. Bruxelles e
Strasburgo condannano
l'Italia.

Maroni: "E' un censimento"


Maroni vuol prendere le impronte ai bimbi rom. E lo scandalo dov'è?


«Impronte? Ma no, faremo solo foto segnaletiche ai bimbi rom»


Bruxelles avverte: mai più in Europa


Minniti: Maroni ci porta fuori da Europa


Le impronte dei bimbi rom

e il silenzio della Chiesa

venerdì 27 giugno 2008

CON LA SANITA' SIAMO ALLE SOLITE....Tornano le promesse da marinaio


FOTO: Il prof. Andrea Piraino, segretario generale ANCISICILA
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L’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, avrebbe già sottoscritto ed inoltrato al Ministero della Salute il documento di ripianamento contenente la mappa dei tagli da apportare alla sanità siciliana: Lo riferisce il Giornale dei Comuni Siciliani, asserendo che il provvedimento prevede, oltre al taglio di 43 guardie mediche, quello di duemila posti letto in tutta l’Isola. La notizia viene accolta con sorpresa, dopo che l’assessore Russo aveva assicurato che, prima di procedere a prevedibili tagli, avrebbe esaminato attentamente carte e situazione; e per questo aveva iniziato un’escursione esplorativa presso alcune strutture sanitarie, a Catania, Messina e Taormina. Il segretario generale dell’AnciSicilia, prof. Andrea Piratino non ha potuto fare a meno di dichiarare che, così facendo “il governo Lombardo comincia male, mentre si era impegnato pubblicamente a procederedi concerto con i Comuni, per ripianare il debito della sanità, ora decide unilateralmente cancellando guardie mediche e posti letto senza un’approfondita analisi delle condizioni del territorio”."Non è questo il modo – continua Piraino – che può portare a una seria riforma della Sanità in Sicilia. Forse si potrà diminuire di qualche punto il debito ma sicuramente si peggiorerà il servizio per le comunità e i cittadini più disagiati”.
“E’ sempre utile aprire un tavolo di confronto - ha dichiarato inoltre il Dr. Salvatore Messana Vice Presidente AnciSicilia e Presidente di Federsanità Sicilia - affinchè il piano di riforma della sanità siciliana vada nella direzione dell’efficienza e tenga in vita servizi utili ed efficaci soprattutto per i centri territorialmente più penalizzati”.

DUE AEROPORTI A CONFRONTO: MELA O EOLO?


Si fa sempre più rigido il braccio di ferro tra quanti prospettano e vogliono l’aeroporto del Mela, ubicato nella piana di Milazzo e Barcellona, e quanti contrappongono la necessità e la volontà di creare uno scalo aereo nella zona dei Nebrodi: nel territorio di Torrenova.
Insomma si inasprisce il dualismo, come sempre avviene da noi, nella prospettiva di dovere creare una grande struttura di rilievo, in una provincia dove quasi mai s’è riuscito a fare qualcosa di notevole oltre le chiacchiere.
Ma vediamo come stanno le cose.
Ieri ci è stato comunicato che la “TL SEBENIC SA” di Lugano (Svizzera) ha finanziato, attraverso la partecipata italiana “TL SEBENIC ITALIA SpA”, il progetto dell’aeroporto delle Eolie e dei Nebrodi. Il che significherebbe che, quanti mirano alla costruzione dello scalo aeroportuale messinese a Torrenova, sono a buon punto, tanto da potersi dire pronti a realizzarlo. E ciò perché esiste una base realistica nella filiale operativa della Sebenic, costituita il 28 maggio con un capitale iniziale di un milione di euro, incrementabile mediante la disponibilità assicurata - e oggi confermata - appunto dalla società svizzera.. Il progetto dell’aeroporto eoliano-nebroideo è già pronto da un paio d’anni, tanto che è stato presentato a Portorosa, in un forum tenuto il 27 ottobre del 2007. L’infrastruttura è prevista dal Piano dei Trasporti, come iniziativa privata, e non si avvarrà di alcun contributo finanziario pubblico.
Questo è quanto sostengono i fautori dell’aeroporto da ubicare nell’area dei Nebrodi.
Ma quanto verrebbe a costare l’importante scalo? Si parla di un centinaio di milioni d’euro. Tanti quanti se ne prevedono, approssimativamente, se la stessa struttura dovesse essere creata in zona più ravvicinata al capoluogo di provincia, cioè tra Milazzo e Barcellona. Si sa che a battersi per quest’altra soluzione, c’è da tempo, tra gli altri, l’ex presidente della provincia di Messina Salvatore Leonardi, il quale s’è sempre detto convinto dell’opportunità di ubicare l’aeroporto il più vicino possibile allo Stretto, oltre che in zona prospiciente l’arcipelago eoliano. S’è tanto battuto che l’hanno eletto presidente della neocostituita “Aeroporto del Mela Scarl”, la società consortile tra Comuni, sorta per portare avanti l’ambizioso progetto aeroportuale nella nostra Piana.. Il dott. Salvatore Leonardi, durante l’ultimo scorcio della sua presidenza alla Provincia, s’è fatto promotore della richiesta alla Regione di un contributo finanziario di 35 milioni di euro, col proposito che tale partecipazione potesse costituire la base per la raccolta di un cofinanziamento privato in grado di coprire il restante fabbisogno. Naturalmente il compito di reperire il denaro privato spetterebbe alla società sopra menzionata.
Per quanto riguarda il contributo partecipativo della Regione, ci sarebbe stata allora un formale promessa del governatore pro tempore Totò Cuffaro, dopo la sua caduta confermata dal neo presidente Raffaele Lombardo., con impegno conclamato nel corso della sua campagna elettorale.
Come si vede, esiste una specie di “guerra campanilistica” tra due fette della nostra provincia:quella dei Nebrodi e quella peloritana.. Una lotta non tanto sorda, che rischia di diventare impedimento alla realizzazione di una struttura che, probabilmente, ha la stessa priorità del ponte sullo Stretto di Messina. Una priorità sicuramente poco rispettosa delle molteplici altre esigenze strutturali dell’Isola.

giovedì 26 giugno 2008

IL MOTIVO DI LARA: SALVARE AD OGNI COSTO IL PROPRIO PADRONE, SENZA PREGIUDIZIO ALCUNO

Lara, un dolcissimo cane da caccia, per difendere il proprio padrone, un medico aggredito da un rapinatore, ha superato le gesta del "commissario Rex".
E' accaduto ieri notte a Palermo, nei pressi della centralissima via Notarbartolo, dove il cane, un bracco femmina di dieci mesi, era in giro con il padrone, abituato alla passeggiatina dopo-cena.
Approfittando della solitudine del luogo, un uomo ha assalito alle spalle il medico con l'intento di rapinarlo ma, avendo incontrato resistenza, ha cominciato a sferrare calci e pugni. C'è stata una colluttazione tra i due , ma ecco che il cane, sollecitato da quel trambusto, per aiutaRe il padrone, con un balzo improvviso s'è scagliato contro il malvivente e, con un morso mirato, l'ha azzannato ai genitali. Colto di sorpresa e dal dolore, il rapinatore s'è portato le mani in "quel posto" sanguinante e, mollando la "preda", ha consentito al medico di liberarsi e chiedere aiuto ad alcuni passanti, che hanno telefonato al 112.
L'assalitore, vista la mala parata, ha tentato di allontanarsi, ma è stato quasi subito intercettato dai carabinieri e arrestato. Per le lesioni prodotte dal morso di Lara, l'uomo - 32 anni - ha dovuto ricorrere alle cure del medico, che l'ha giudicato guaribile in cinque giorni, salvo complicazioni.
Ora resta solo da chiedersi: -Se, al posto di Lara, ci fosse stato il "maschio" Rex, sarebbe stato così istintivo e perspicace da azzannare il rapinatore in quel posto?

AVREMO IL MERCATO DEL CONTADINO CHE CI ACCORCERA' LA FILIERA DAL PRODUTTORE AL CONSUMATORE............... Provvisoriamente sarà in zona decentrata


Il Consiglio Comunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha deciso: il mercato del contadino si farà e per questo ha approvato il regolamento che stabilisce i termini dell'innovatrice iniziativa, che dovrebbe portare beneficio ai consumatori, in quanto si otterrebbe il vantaggio di accorciare la filiera che si estende, in maniera complessa, dal produttore al consumatore. La scelta, che è stata sollecitata dalle organizzazioni sociali della città, non sappiamo fino a che punto sia stata pubblicizzata coinvolgendo e sensibilizzando la categoria interessata ad operare nello specifico mercato. Tale categoria, secondo il regolamento, è costituita da produttori agricoli ed agroalimentari, tra cui coltivatori diretti della zona ed un'appendice di piccoli artigiani e ristoratori. In pratica, il mercato sarà attivo sei giorni la settimana, con orario prolungato e 21 posteggi, sedici dei quali utilizzati per la vendita di prodotti agricoli, quattro destinati al piccolo artigianato e alla ristorazione e il rimanente ad un gazebo di appresentanza per la pubblicità di realtà istituzionali e associative. Provvisoriamente, la nuova attività commerciale troverà spazio nella piazza di S.Andrea, dove il sabato si svolge il mercato settimanale, e dove attualmente, ai margini, settimanalmente, posteggiano piccoli agricoltori e ambulanti di frutta e verdura. Il mercato del contadino, sperimentato con successo in diverse città del nord, potrebbe attecchire anche a Barcellona, purchè non si presentino ostacoli determinati da resistenze di chi teme un eccesso di concorrenza o anche dagli stessi posteggiatori del mercato settimanale, che si vedranno restringere lo spazio disponibile. Ed infatti qualcuno sostiene che la scelta di quella piazza dovrebbe essere estremamente provvisoria, per cui urgerebbe trovare un sito diverso per la nuova istituzione, possibilmente meno decentrato di quello provvisoriamente indicato. Ed è giusto che sia così, se si vuole che il posto possa essere accessibile senza difficoltà a tutti i cittadini, anche agli anziani o a quanti in genere non hanno la disponibilità di un mezzo di trasporto per raggiungere l'assai decentrata piazza di S.Andrea.

Fra Galdino

mercoledì 25 giugno 2008

CAMBIO DI GUARDIA NELLA GIUNTA DI PALAZZO LONGANO.... .... ... ... per un più felice decollo della città



((SOTTILE ANTONIO))

Assessore comunale


sottile.antonio@comune.barcellona-pozzo-di-gotto.me.it

INDUSTRIA – CACCIA – PESCA – IMPIANTO DI TIRO AL PIATTELLO – PROMOZIONE DI INIZIATIVE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE – RAPPORTI ISTITUZIONALI CON LA REGIONE E CON GLI ENTI LOCALI

Questo, fino a ieri, era il biglietto da visita politico-amministrativo dell'assessore comunale di Barcellona Pozzo di Gotto Antonio Sottile. La delega particolarmente complessa, che abbraccia settori disparati e di grande rilievo, gli era stata affidata dal sindaco Nania lo scorso anno, subito dopo la costituziomne della nuova Giunta municipale e avrebbe dovuto consentire al giovane collaboratore del sindaco di spaziare in una serie di attività proficue, in grado di mantenere stretti rapporti con la popolazione attiva.

Ciò sarebbe potuto avvenire con valido profitto se, ovviamente, non ci fossimo trovati in questo centro da profondo sud, dove i termini industria, caccia, pesca - per limitarci ai primi tre della delega - non sono altro che "flatus vocis", parole vuote scritte su carta straccia.E' tale l'impalpabilità di attività del genere da rendere endemica la loro carenza; eppure è esistito, esiste e continuerà ad esistere un assessorato con delega all'industria, alla caccia e alla pesca. forse nella speranza che prima o poi un territorio come il nostro miracolosamente si costelli di fabbriche, i nostri boschi si riempiano di cacciatori, il nostro mare, diventato improvvisamente pescoso, sia solcato da decine di pescherecci.

Adesso che l'assessore competente è stato dimesso, per iniziativa del sindaco, il suo posto sarà riservato ad altro amministratore, vocato probabilmente più del primo allo svolgimento di un compito senza precedenti, ricco di prospettive per lo sviluppo armonico e l'arricchimento economico di questa città, da anni protesa verso mete talmente elevate che, per essere raggiunte dovrebbero avvalersi di una nuova base di lancio. Un aeroporto, per esempio, costruito nel residuo della piana Barcellona-Milazzo.

Di eventuali indiscrezioni riguardanti l'uscita di Sottile dalla Giunta di Palazzo Longano, non abbiamo modo nè voglia di interessarci, non essendo abituati a guardare dietro le quinte di nessun palcoscenico.

martedì 24 giugno 2008

= = = NASCE A TAORMINA "CITTADINANZA ATTIVA"= = = movimento di partecipazione a tutela del cittadino che ha fondamento nell'art.118 della Costituzione


Si è svolta, a Giardini Naxos, l'assemblea costituente territoriale di "Cittadinanza Attiva", Circoscrizione di Taormina. Risultano neo eletti della locale assemblea, coordinata dalla dott.ssa Agata Polonia, Giovanni Di Guardo, Caterina Lanza Vitanza, Pippo Calà e Domenico Rotella.
Cittadinanza attiva è un movimento di partecipazione civica, impegnato prevalentemente su diversi campi riguardanti i diritti dei cittadini: dalla politica della salute, a quelle dei servizi di pubblica utilità, della giustizia, dell'Europa e della cittadinanza d'impresa.

VISITERA' L'ASSESSORE ALLA SANITA' GLI OSPEDALI DI BARCELLONA E DI MILAZZO?::::::::::: L'attesa di utenti e amministratori non sarebbe ingiustificata




Il nuovo assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, come aveva promesso al momento del suo insediamento, ha cominciato la sua azione d'indagine per rendersi conto della realtà sanitaria in Sicilia. La sua attitudine investigativa, affinatasi durante il suo esercizio di magistrato, lo spinge a cercare di vedere chiaro nel nuovo ambito in cui Raffaele Lombardo l'ha delegato ad operare. Coerente con la promessa fatta e con la propria indole, ha cominciato il suo "viaggio" nell'Universo Sanità, vistando prima un'Asl di Catania e successivamente le strutture sanitarie di Messina (Papardo, Policlinico Universiario, Centro Neurolesi) e di Taormina (Sirino), dove ha avuto modo di annotare situazioni e proposte riguardanti il settore di sua nuova competenza. Ovviamente non deve avere avuto la possibilità di costatare in tutte le loro sfaccettature le condizioni delle strutture visitate. Avrà visto cose eccezionali in positivo e in negativo, ma tutto ovviamente "en passant" ( a volo diremmo noi). Cosicchè ha potuto affermare che, se dovesse giudicare la sanità siciliana dalle cose straordinarie che gli hanno fatto vedere, direbbe che "siamo messi molto bene. Ma non è tutto così, perché esistono situazioni opache e d'insofferenza".
Da qui la necessità di ulteriori approfondimenti. E quindi d'incontri neno affrettati. Cosa che si auspicano, soprattutto, gli utenti dell'Asl 5, fruitori dei due importanti ospedali di Milazzo e Barcellona, le cui aree di servizio sicuramente non sono seconde a quelle di Messina e Taormina. Questi due centri attendono di essere "investigati" dall'assessore-magistrato. Anche qui medici, politici e amministratori comunali hanno voglia ed interesse di far conoscere, accanto alle cose che funzionano in maniera soddisfacente, ciò che necessita per fare funzionare bene e integralmente le loro strutture sanitarie, la cui vocazione è e deve rimanere complementare.

lunedì 23 giugno 2008

CENTODICIOTTO COMMISSARI AD ACTA SGUINZAGLIATI PER TUTTA LA SICILIA PER SOLLECITARE I COMUNI AD APPROVARE I BILANCI DI PREVISIONE (Ed io pago!!! )

foto://ASSESSORE ENTI LOCALI FRANCESCO SCOMA


Un esercito di commissari ad acta è già sul piede di guerra, pronto a sparpagliarsi per tutta la Sicilia, per indurre i Comuni inadempienti a varare il bilancio di previsione per l'anno 2008, e quello triennale 2008-2010, che si sarebbero dovuti approvare entro la fine del mese di maggio.
Per iniziativa dell'assessore regionale agli enti locali, 118 commmissari ad acta avranno il compito di diffidare ed eventualmente sostituirsi alle giunte o ai consigli per deliberare i bilanci di previsione. E’ un provvedimento necessario ed urgente per evitare l’interruzione dei pagamenti di alcuni servizi essenziali. Così operando l'assessore Scoma intende applicare il rigore massimo in ogni ambito di sua competenza: dal sostegno alla famiglia, alle politiche sociali, agli Enti Locali.
Nel caso specifico l’invio dei commissari ad acta diventa un provvedimento da adottare tempestivamente, quasi un atto dovuto.
Soprattutto perchè la situazione economica dei cittadini e quella delle amministrazioni comunali non sono nelle migliori.condizioni.

I commissari ad acta - secondo il decreto assessoriale - dovranno predisporre, in sostituzione della Giunta, lo schema di bilancio per l'esercizio finanziario 2008, oltre al bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010. Dovranno altresì convocare il Consiglio e assegnare un termine (non superiore ai 30 giorni) entro il quale saranno deliberati i due documenti contabili.

Il decorso infruttuoso dei termini assegnati comporterà l'azione sostitutiva del commissario ed il conseguente avvio delle procedure relative alla sospensione del Consiglio e del successivo scioglimento. Sarà il commissario in questo caso ad approvare i documenti finanziari in sostituzione del Consiglio inadempiente.

Ecco l’elenco delle amministrazioni in cui verranno inviati i commissari ad acta.

- MESSINA :30 Comuni :Barcellona Pozzo di Gotto, Capri Leone, Caronia, Castelmola, Cesarò, Condro, Falcone, Furnari, Gaggi, Graniti, Itala, Librizzi, Limina, Lipari, Malvagna, Mazzarà SantAndrea, Merì, Milazzo, Mirto, Mistretta, Montalbano Elicona, Novara di Sicilia, Pagliara, Patti, Piraino, Rodi Milici, Sinagra, Tortorici, Ucria, Villafranca Tirrena

- AGRIGENTO:17 Comuni Agrigento, Cammarata, Canicattì, Castrofilippo, Favara, Lampedusa e Linosa, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Realmonte, Ribera, San Biagio Platani, Sant’Elisabetta, Sciacca, Villafranca Sicula.

- CALTANISSETTA 10 Comuni:. Butera, Caltanissetta, Gela, Mazzarino, Mussomeli, Niscemi, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sommatino, Vallelunga Pratameno.

- CATANIA 19 Comuni: Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Acireale, Belpasso, Bronte, Calatabiano, Fiumefreddo di Sicilia, Maniace, Mascalucia, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Motta S. Anastasia, Nicolosi, Paternò, Raddusa, Sant’Agata Li Battiati, Sant’Alfio, Santa Maria di Licodia, Vizzini.
- ENNA: 5 ComuniI:. Barrafranca, Centuripe, Nicosia, Regalbuto, Villarosa.

- PALERMO : 22 ComuniI. Alia, Bagheria, Belmonte Mezzano, Bisacquino, Bompietro, Caccamo, Camporeale, Carini, Cefalù, Collesano, Ficarazzi, Isola delle Femmine, Misilmeri, Monreale, Palermo, Piana degli Albanesi, Pollina, Santa Flavia, Terrasini, Trabia, Ventimiglia di Sicilia, Villabate.

- RAGUSA : 2 Comuni. Giarratana, Vittoria.

- SIRACUSA :5 Comuni. Avola, Canicattini Bagni, Ferla, Pachino, Solarino.

- TRAPANI: 8 Comuni.. Alcamo, Campobello di Mazara, Erice, Gibellina, Mazara del Vallo, Pantelleria, Partanna, Trapani.

TAGLI PER LA SANITA' E "MALI FRUSCULI" PER I MALATI


La politica spendacciona del passato governo regionale, che ha messo in crisi oltretutto il settore sanità, malgrado il pesante prelievo del ticket sulle medicine, offre adesso prospettive ancor più nere di quelle temute, grazie agli ormai assicurati tagli sulle spese specifiche pianificati o in via di pianificazione da parte dell'assessorato competente, adesso affidato all'ex pm Massimo Russo.
Si tratta di drastiche riduzioni, sia per quanto concerne il funzionamento strutturale della sanità, sia per l'arrivo di nuovi balzelli sotto la veste di contriibuti del malato (tickets), sia per la puntualità dei servizi, ovviamente destinata ad allentare ulteriormente, malgrado l'esistente precarietà dela situazione. E qui il riferimento è alle lunghe liste d'attesa rese insopportabili anche per demerito della Regione che non ha saputo sfruttare opportunamente ben tredici milioni d'euro messi a disposizione dallo Stato, durante il governo Prodi, destinati appunto per l'intra moenia:visite specialistiche, esami, analisi, eccetera.
Il piano dei tagli dovrebbe servire a riequilibrare la spesa sanitaria in Sicilia, ponendola possibilmente a livello delle altre regioni: o per lo meno in condizione di evitare il minacciato commissariamento da parte dello Stato .
"Senza queste drastiche scelte - ha affermato il Governatore Raffaele Lombardo -
finiremmo in bancarotta". Ed è per evitare ciò che la Regione sarebbe orientata a chiedere un mutuo. Come se ciò non costituisse altro debito.

SI CHIUDE UNA FASE IMPORTANTE PER L'ITALIA AZZURRA



Dopo essersi battuta in maniera dignitosa, alla pari, contro la pimpante volitiva squadra spagnola, l'Italia , come c'era d'aspettarsi, ha ceduto ai rigori, lasciando così alla squadra avversaria il compito di affrontare la rediviva Russia. La sconfitta degli Azzurri, ovviamente per nulla disonorevole, potrebbe risultare addirittura benefica, almeno per quanti di noi abbiamo seguito trepidanti le altalenanti vicende delle formazioni messe in campo da Donadoni, un allenatore che, ammettiamolo, non è riuscito a farsi - non dico amare - apprezzare abbastanza, dalla tifoseria italiana.
Benefica perchè ci consente di non "lammicarci" più davanti al televisore, evitandoci di prendere arrabbiature, ora provocate da qualche errore arbitrale, ora suscitate dalle scelte preferenziali del direttore tecnico, che testardamente ha tenuto sempre in campo almeno un centrocampista milanista ancorchè spompato, per lasciare qualche ritaglio di coda al bianconero Del Piero.
Comunque, poichè non siamo assolutamente in grado di esprimere giudizi tecnici, preferiamo chiudere qui l'argomento, dicendoci disposti a pensare ad altro, per nulla scontenti di poterlo fare, senza più mantenere l'animo sospeso, per un'Italia che finalmente avrà smesso di cullarsi sugli allori del primato mondiale.

Francesco Cilona

venerdì 20 giugno 2008

NON FACCIAMOCI TRADIRE DALLA MACCHINA

Il "motore" continua a mietere la vita, soprattutto quella dei giovani. Il recente tragico incidente, in prossimità della Farmacia delle Terme, la cui dinamica pare sia stata registrata da una telecamera fissa, ha gettato nella costernazione più di una famiglia, e per la raccapricciante sorte del conducente e per la gravità delle condizioni del giovane superstite che occupava il sellino posteriore della moto sfuggita al controllo dello sfortunato centauro.
Si dice che fosse una moto di grossa cilindrata, che nel cuore della notte in un tratto di strada in lieve salita all'improvviso abbia preso la mano al suo guidatore e come una palla impazzita sul panno verde abbia carambolato per cozzare in fine contro un palo elettrico di cemento.
Nessun testimone oculare, oltre al giovane accompagnatore che ovviamente non è in grado di riferire, costretto com'è in un letto del reparto di rianimazione del Policlinico Universitario, in prognosi riservata.
Ci sarebbero le immagini della telecamera, che i Carabinieri di Barcellona devono avere controllato attentamente e ripetutamente. Ma non è chiaro fino a che punto possano essere decisive per una minuziosa ricostruzione dell'incidente. Comunque gli accertamenti sono in corso e avanzare ipotesi di qualsiasi genere sarebbe prematuro, se non addirittura avventato.
Una cosa però bisognerebbe dirla, soprattutto ai ragazzi e alle ragazze che in città si vedono scorazzare su scooters, macchinine, auto mormali, guidando con la disinvoltura di un campione sulla pista di un circuito. Ed è questa: "Giovani, non lasciate che tali gravissime notizie, che gettano nel lutto più sconsolato intere famiglie, scivolino come l'olio sulla vostra attenzione, distratta dalla convinzione che sono tragedie che possono succedere soltanto agli altri o, peggio, offuscata dalla noncuranza verso il valore della vita e dall'incapacità di temere l'insostenibilità di eventuali conseguenze invalidanti."
Questo bisognerebbe fare entrare in testa ai nostri giovani, come bisognerebbe far capire a chi ci controlla che non si deve mai allentare la vigilanza sul comportamento di chi ha la responsabilità di condurre un mezzo sulle strade interne ed esterne alla città.

Fra Galdino

giovedì 19 giugno 2008

SPERIAMO DI FARCELA ANCHE STAVOLTA




L’incontro di domenica prossima Spagna-Italia sarà arbitrato da un pianista, direttore di un conservatorio di musica. E’ questa, infatti, la professione dell’arbitro tedesco Herbert Fandel che, coadiuvtato dagli assistenti Kadach e Wezel, sarà in campo a Vienna a dirigere il quarto di finale tra le due compagini neolatine che, per tradizione, si sono sempre affrontate con grande agonismo e in condizioni tecniche d’alto livello.
Tuttavia le “furie rosse” – così sono intesi i nazionali iberici - non battono gli azzurri in una competizione ufficiale dal lontanissimo 1920, ossia dalle Olimpiadi disputate ad Anversa, in Belgio. In quella circostanza, la Spagna vinse per 2-0.
In
ventisette partite, disputate successivamente al di fuori delle Europee e dei Mondiali, nove vittorie sono state azzurre, 8 rosse. Quindi niente vittorie della Spagna sull’Italia né ai Mondiali di Calcio, né alle Europee, dopo quella data.
Comunque tra Italia e Spagna, le quotazioni per l’incontro di domenica sono, secondo Snai, testa a testa, prevedendosi tra le due squadre equilibrio di forze, Si dà infatti: 2,60 per la vittoria degli azzurri, 3,20 per il pareggio, 2,60 per la compagine di Luis Aragone .

CANTEREMO CANNA AMERICANA (Ordinanza o grida manzoniana?)

Il 3 e il 13 giugno ultimi scorsi, in questo blog , cogliendo spunto dagli incendi che s'erano sviluppati in concomitanza dell'ondata di scirocco, mettemmo in evidenza l'intervenyto di un consigliere (Mario Presti) riguardante la necessità che venga istituito il catasto dei terreni soggetti ad incendi, e l'emissione di un'ordinanza del sindaco di Barcellona, varata per la prevenzione di incendi nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto. Proprio oggi , su un giornale della provincia , appare un servizio che tocca gli stessi argomenti: ovviamente sempre d'attualità, anche perchè è bastato un breve ritorno dello scirocco per vedere all'orizzonte, sui crinali delle nostre montagne, improvvise fumate nere, indizi preoccupanti di nuovi focolai. Sollecitati da questo inquietante "ritorno di fiamma", abbiamo creduto opportuno fare una breve escursione in alcune strade ed angoli della città, senza però spingerci troppo verso la periferia campestre. Volevamo vedere se l'ordinanza del sindaco fosse stata efficace o se invece fosse stata disattesa. Abbiamo osservato, abbiamo costatato, e pure scattato qualche foto, che ha riguardato però un'area sconsideratamente aperta al pubblico: il tratto dell'ex scalo ferroviario accessibile dal dismesso passaggio a livello di via Ugo di Sant'Onofrio. Le erbacce, in quell'area, la fanno da padrone e sono talmente secche da costituire un costante rischio per l'incolumità della gente. Ci siamo chiesti allora: "Che cosa fa il Comune, emissario di quella severa ordinanza, per controllare e ripulire aree a rischio di questa portata? E quale vigilanza c'è stata finora per controllare l'efficacia di detta ordinanza?". Sono quesiti che vorremmo stavolta girare al Consiglio Comunale, e non più al capo dell'Amministrazione, per evitare che, come è avvenuto altre volte, restino lettera morta. Se poi anche i consiglieri crederanno opportuno fare orecchio da mercante. Beh, pazienza, vuol dire che è nostro mestiere "cantare canna americana".
barcellonablog

martedì 17 giugno 2008

CASINI, L'UDC ED IL CAVOLO SICILIANO


"Le iniziative dissennate di queste ore fanno capire perchè l'Udc non fa parte della maggioranza e perchè aveva un senso impedire che l'Udc ne facesse parte".
Lo dice il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, di fronte al tentativo di Berlusconi di continuare a varare leggi salva-silvio.
Un senso che però è un nonsenso, alla luce dello stretto legame mantenuto dall'Udc che, nelle elezioni siciliane, ha consentito a Berlusconi e ai suoi alleati (Udc compresa) di incamerarsi tutte le province e quasi tutti i Comuni dell'Isola.
A meno che Casini non conti un cavolo nell'Udc di Cuffaro. =====>

FINCHE' LA BARCA VA LASCIAMO CHE IL VENTO SE LA PORTI VIA


Trik: Vento, vento, portami via con teee!
Trak: Come mai canti questa vecchia canzone? Non ti sembra fuori moda?
Trik: Eh, no! E' attualissima. Non senti che vento che tira...
Trak: Tira scirocco e soprattutto a Milazzo dà fastidio.
Trik: Lascia stare lo scirocco e i cugini milazzesi. Qui tira un fortissimo vento di centrodestra che sta spazzando via un intero elettorato. Hai visto i risultati di queste ultime elezioni amministrative? Il vento dalla coalizione di centrodestra ha irrotto peggio di un ciclone.
Trak: Già otto province su otto, comuni su comuni risucchiati a destra, io direi che, come si dice in gergo politichese, continua l'onda lunga.
Trik: Un vero e proprio tsunami.
Trak: Visto che si parla di onda e di tsunami, mi pare di dovere dire che l'elettorato sta diventando come quel barcaiolo che, tirati i remi in barca, lascia che questa vada alla deriva, seguendo la corrente marina...
Trik: E finché la barca va....
Trak: lasciala andare!

Trik: E questa ti sembra canzone moderna?
Trak: Coi tempi che corrono... è di grande attualità.

lunedì 16 giugno 2008

SINISTRA DEMOCRATICA CERCA IL RINNOVAMENTO


Mentre in Sicilia, sulle otto province in cui s'è votato, si abbatte la valanga delle forze di centro-destra (Pdl,Mpa, Udc), il movimento "Sinistra Democratica" prova a superare il frastornante momento, affidandosi alla necessità di un decisivo rinnovamento, da compiersi anche a costo di dovere raccogliere i cocci di una frantumazione che, in quest'ultima occasione, non ha risparmiato nessuno, PD compreso.
Anche se ci aveva pensato prima di queste elezioni amministrative, già sospinta dal disastroso risultato delle consultazioni politiche, oggi "Sinistra Democratica" ancor più sollecitata da quest'ultima lezione, mostra di volere avviare con tenacia un reale processo di rinnovamento e di unificazione di tutte le forze che rappresentano la sinistra. A tale scopo ha indetto una prima assemblea, che si terrà mercoledì 18 giugno, alle ore 18,30 nella sala convegni Oasi. L'incontro, che ha all'ordine del giorno il programma politico del movimento e la valutazione del momento politico che la città sta attraversando, sarà aperto a tutti i compagni che intenderanno partecipare e contribuire all'opera di rinnovamento.

ZANZARE TIGRE E PAPPATACI IN LIBERA USCITA



E' trascorso esattamente un anno da quando ebbi l'ardire di scrivere una lettera aperta al sindaco della città di Barcelona Pozzo di Gotto. Una lettera, alla quale non ebbi mai risposta scritta e neppure orale, se si eccettua qualche mugugno a distanza non ravvicinata. Adesso rileggendola trovo che non la cambierei di una virgola se dovessi riprenderne il concetto. Allora dissi che questa nostra amata Barcellona cominciava a non piacermi più e testualmente spiegavo: "Non mi piace perchè, non solo ha perso la sua identità di paese laborioso, ma anche e soprattutto perchè è diventata sciatta, sporca, incontrollata e quindi poco attraente, nonostante il proliferare di nuovi negozi. Parecchi dei quali persino vistosi, seppur spesso meteore o meno stabili di quelli cinesi".
"Finita la baraonda dell'imbrattatura elettorale, che ha reso la città ancora più sporca (e guarda caso la situazione attuale è identica) ora con l'arrivo dell'estate ci assaliranno zanzare e pappataci, cui neppure l'annunciata disinfestazione è riuscita a porre rimedio. Probabilmente perchè non c'è stata un'opportuna, tempestiva azione preventiva.
In Piazza San Sebastiano, sotto i pini, intanto è impossibile sostare, per le cacate dei piccioni e , da qualche giorno, per l'invasione di miriadi di moscerini, che ti assaltano e si appiccicano ai vestiti.
Sarà, questo un fenomeno passeggero, ma intanto preannuncia che altri insetti, più noiosi di loro, verranno a pungerci e a succhiarci il sangue, lasciando sulla nostra pelle pruriginosi pomfi. Scusami se ho parlato di cose fatue ed insignificanti.
Ma per la gente comune sono sempre seccature. "
Ah, pardon, una piccola inezia mi tocca aggiungere: quest'anno zanzare tigre e pappataci devono avere anticipato il loro arrivo, visto che già c'è parecchia gente che ricorre in farmacia per tentare di alleviare la tortura delle loro punture.

Fra' Galdino

BONINA TIRA E MOLLA?

foto: Bragg, uno dei giocatori portento del basket barcellonese

Mentre Patti piange Barcellona ride.
A Patti è stata accolta con grande disappunto la rinuncia del titolo sportivo in serie B1 della squadra di basket locale. Una decisione dolorosa, che ha però consentito la cessione dei diritti di serie ad altra città. Appunto a Barcellona, che adesso sorride dopo avere rimpianto per lungo tempo le gloriose gesta del proprio basket: di quello condotto e diretto dall’accoppiata Capizzi-Perdichizzi .
Adesso la tifoseria barcellonese, lasciando ogni rammarico, ripone le proprie speranze in una forte ripresa di quello sport che, diversamente dal calcio, non più seguito come un tempo, dovrebbe convogliare il grande pubblico al PalAberti. Come avveniva una decina d’anni fa.
Il merito di questo improvviso balzo spetta ovviamente a chi, memore dell’attaccamento del tifoso cittadino al gioco del basket e però deluso della crescente magra fatta registrare dalla pur gloriosa – un tempo – Igea Virtus, ha saputo cogliere l’occasione per non fare disperdere un titolo che probabilmente a Patti rischiava l’evanescenza.
Adesso, il basket nella cittadina tindarica dovrà cominciare daccapo la sua ascesa, partendo dalla serie C, con l'auspicio che, per quanto faticosa, la risalita possa essere costante. Mentre, da parte sua il rianimato Progetto Basket Barcellona - che per un punto aveva perso la cappa contro l'Agrigento, come il campanaro fra Martino - ora, per merito di Immacolato Bonina, si ritrova nella condizione di dovere afferrare il testimone di quel glorioso nostro basket, che con analogo speculare traccheggio, da Barcellona era passato a Messina, per trovare lì il suo misero appassimento.
Oggi vorremmo che fosse tutto al contrario e che il passaggio da Patti a Barcellona, pur frutto di un’operazione finanziaria, diventasse la molla in grado di spingere in alto lo sport che la città sembra gradire più di qualsiasi altro.
Ma a proposito di "molla", è vero quel che si vocifera, che cioè Bonina intende "mollare" l'Igea Vi
rtus?

domenica 15 giugno 2008

:IL TRATTO DI STRADA SBAGLIATO : : : : : : : : Finora ci ha fatto sciupare milioni di ettolitri di prezioso carburante



"Questa vasca rotonda che deturpa e interrompe la via Roma, in piazza Duomo, non dovrebbe più avere ragione d'esistere. Intanto perchè toglie un bel pezzo di superficie alla già modesta "agorà" cittadina, apparentemente vincolata a spazio pedonale . Poi, anche per una questione di gusto, o per meglio dire di disgusto, visto che si tratta di una specie di rozzo abbeveratoio, a volte vuoto, altre volte innaffiato da getti idrici antincendio. Quasi sempre inutile, mai decoroso".
Continua ad essere, questo, il mio modesto giudizio su quell'inutile "beviere", dove neppure i cani andrebbero ad abbeverarsi. Visto che non abbiamo più asini da portarci. Ma c'è un altro valido motivo che dovrebbe indurre chi governa la città a togliere di mezzo quell'impedimento al buon gusto e alla circolazione.
Sì, appunto alla circolazione.
Ed è questa la ragione: ormai il costo del carburante è salito alle stelle e tende sempre più ad aumentare. Il buon senso allora suggerisce di ricorrere al risparmio.
Ebbene non vi sembra che sarebbe una buona occasione di risparmio l'eliminazione del circuito, attorno alla Basilica, di tutti i mezzi a motore che, a migliaia, scendendo dalla via Roma non possono transitare davanti alla Chiesa, perchè in quel trattino di strada è stata piantata una vascaccia che vorrebbe essere il simbolo di un'isola pedonale... fantasma?
Che valore può avere quella breve preclusione, quando l'atmosfera resta ugualmente ammorbata dai gas di scarico emessi dai mezzi che, per evitare cento metri di via Roma, ne devono percorrere cinquecento di via Carducci, via Alfieri e via Dante?
Quanti litri di carburante in tantisimi anni, da quando è entrata in vigore questa deviazione, si sono sciupati? E quanti se ne consumeranno ancora?
Ah, già, la linea dell'Amministrazione della Città è quella d'estendere a tutta la via Roma la pedonabilità. Non ci avevo pensato!
Evidentemente questo mio parere è del tutto controcorrente.
Quindi posso parlare soltanto per fare "sputazza".
Lo so, spesso, anche quando si crede di dire cose sensate, il parlarne diventa soltanto "arte leggera".
Così diceva la
bonanima quando scrivevo qualcosa che non gli garbava.
Francesco Cilona

LA DONNA E L'INATTESA INFELICITA'= = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = Pensieri d'oggi (da "la Domenica")

Il tempo, le nuove tecnologie e le invenzioni non sono serviti a migliorare le condizioni e l'immagine della donna, nella maggior parte del globo. Le donne sono infelici, insoddisfatte, confuse, maltrattate, discriminate ed emarginate; vivono nella paura, tra violenze e abusi all'interno delle mura "sicure e silenziose": nelle loro case, nei luoghi di lavoro, da parte di familiari ed amici.
Molti pensano che oggi la donna debba essere quella della TV, della pubblicità, ma allora la schiavitù delle donne non è finita.
Il passato ci "regala" donne rinchiuse in case, mute e sofferenti nella loro solitudine e nell'indifferenza della società maschile, e oggi le ritroviamo schiave di un'identità che non appartiene loro: molte di loro infatti hanno rafforzato involontariamente il maschilismo.
E' necessario allora che l'uomo e la donna riscoprano le loro radici, i loro ruoli, le loro capacità peculiari per poi collaborare reciprocamente per spezzare la catena della violenza e creare quella del rispetto e della dignità.
Forse solo allora la donna potrà dire di essere più felice. (Letizia Battaglino)

Ho voluto trascrivere integralmente il giudiziosissimo parere di una donna sull'attuale condizione della "donna" nella società. Mi sembra opportuno sottolineare soltanto quanto danno il sesso femminile stia facendo a sè stesso ritenendo un'emancipazione il mascolinizzarsi e nello stesso tempo contraddittoriamente mitizzando le etichette con cui la TV l'ha già imbambolato. (Fra' Galdino)

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barcellona pg, messina, Italy
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