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lunedì 26 marzo 2012

VIVA SEMPRE PLACIDO MANDANICI, NEL RICORDO DELLA SUA CITTA'

Placido Mandanici (1799-1852) fu uno dei musicisti siciliani che, in vita, per il loro talento e l'intensa produzione, ebbero notevole successo.
Ebbe la critica favorevole, amicizie notevoli e moltisimi discepoli, essendo un bravissimo maestro, insuperabile soprattutto nell'arte del contrappunto.
Fu ed è uno dei nostri più importanti concittadini e a lui è stato intitolato il maggiore teatro di Barcellona Pozzo di Gotto.
Nacque a Barcellona (fraz. Acquaficara)  il 3 luglio 1799 e morì ancora giovane, il 6 giugno 1852, a Genova dov'è sepolto nel monumentale cimitero di Staglieno,
Quest'anno ricorre pertanto il centosessantesimo anniversario della sua sciomparsa.
Scomparso lui, sembra che sia scomparsa la ricchezza della sua produzione;anche se si conoscono tutti i dati del frutto del suo notevole lavoro, non sembra che sia stato fatto tanto dai suoi concittadini per riuscire a farlo emergere almeno nella sua parte più egregia, dall'oblio.
E ciò nonostante ci sia stato un generosissimo lavoro di ricostruzione della vita di Placido Mandanici, ad opera del professore Gioacchino Grasso che ci ha lasciato una bellissima biografia del Nostro grande musicista.
"La musica di Mandanici fu ascoltata favorevolmente dal pubblico e dalla critica; di lui scrissero i più esperti musicologi sulle riviste e sulle gazzette musicali di Napoli, di Milano, di Lipsia e il suo nome entrò nel prestigioso "Dizionario biografico dei più celebri poeti e autori melodrammatici italiani dal 1800 al 1860". Fu degno allievo e continuatore dell’illustre maestro di contrappunto Raimondi. Ammaestrava bene i discepoli che amava. Barcellona P. G., città natale di Placido Mandanici gli ha dedicato un busto scultorio in bronzo, collocato in un’aiuola e il teatro della città che però è andato distrutto da un incendio la notte tra il 31 maggio e il 1° giugno del 1967.".

lunedì 19 marzo 2012

LA PULIZIA E' ANCH'ESSA UNO STRUMENTO ELETTORALE A BARCELLONA

Scusatemi se parlo di ospedale e di cimitero, ma non posso farne a meno. Mi serve per ribadire ancora una volta il mio disgusto per un certo modo di fare propaganda politica, quando soprattutto si avvicinano le elezioni.
LAVAGGIO OSPEDALE
Ieri, trovandomi nei pressi dell'ospedale "Cutroni Zodda", quello stesso nosocomio che si sta cercando  di debellare, mi sono ricordato che nei prossimi giorni i barcellonesi avranno modo di assistere alla cerimonia inaugurale del cosiddetto PTA, una struttura sanitaria di cui cercherei di parlare in altro post.
Memore di ciò, ho imboccato l'ingresso di via Amendola e che cosa ho visto?
Nella stradella a sinistra un paio di operai stavano ripulendo a fondo l'intera carreggiata, lavandola con abbondanti getti idrici, di modo che - giorno 23 prossimo - il presidente della Regione e l'Assessore alla salute, attesi per detta ipocrita inaugurazione, arrivando possano avere un'accoglienza...pulita.
RIFIUTI CIMITERO
Sennonché, a proposito di pulizia, m'è venuto da fare un parallelo, non appena oggi - giorno di San Giuseppe - mi sono recato al cimitero per porre fiori sulle tombe dei miei cari.
Ebbene, la sporcizia che ho visto al suo interno è pari a quella che l'insorgente emergenza rifiuti in città ci sta nuovamente prospettando.
Anche, nel cimitero esistono stradelle interne, ma non sembra che abbiano il privilegio d'essere visitate da personaggi illustri giunti in città per pubblicizzare opere pie, o di amministratori locali pronti a portare centinaia di orchestrali e coristi per commemorare un teatro che - per quanto riformato e bello al suo interno - verrà aperto in fretta e provvisoriamente, in vista d'una campagna elettorale.
E adesso, se avete tutto l'interesse di farmi mandare a fanculo questo blog e internet tutto, fatevi avanti e ditemi spudoratamente che non dico la verità perché  anch'io starei  facendo campagna elettorale....
Senza ricorrere però alla copertura dell'anonimato.

domenica 13 novembre 2011

COSì LA PENSA PIPPO BIONDO DEL PD DI BARCELLONA


Barcellona presto vivrà, finalmente, il risveglio della politica. L’avvicinarsi della scadenza elettorale ha svegliato gli animi e le aspirazioni sopite di politici navigati come quelle di new entry ed anche nelle file del centrodestra che da 10 anni amministra la città si registrano ogni giorno differenziazioni, puntualizzazioni, e persino annunciate e paventate rotture, leggasi le dimissioni dell’assessore alle politiche sociali Santi Calderone e leggasi la posizione del Presidente del Consiglio Crinò che al Congresso dell’Udc cittadino ha dichiarato di sentirsi a “casa”. Nel centrosinistra ci si attorciglia come fosse la panacea di tutti i mali sull’opportunità delle primarie, sulla partecipazione a queste delle sole forze politiche del centrosinistra classico oppure anche alle varie forze di opposizione nella città. Qualche movimento civico ha provato e prova a scuotere la città chiamando alle responsabilità della partecipazione attiva alla cosa pubblica.

In siffatto quadro il PD ha abdicato al ruolo guida che naturalmente avrebbe dovuto assumere: più volte ho chiesto, anche di fronte alla deputazione regionale e nazionale, ai dirigenti di questo partito di programmare incontri-confronti con tutte quelle aggregazioni civiche del volontariato, del sociale, del sindacato e della politica per proporsi alla città prima che con un nome con una IDEA che riporti Barcellona al ruolo egemone del comprensorio. Perché il PD non è riuscito in questo? Perché anche il PD non basta per la rinascita della città!!!! E’, purtroppo, una constatazione con cui necessariamente bisogna fare i conti. Bisogna elaborare nel PD come nel centrosinistra la consapevolezza che si è troppo autoreferenziali e troppo deboli per affrontare il futuro del paese. Bisogna elaborare la consapevolezza che senza la compartecipazione di quanti vogliono scommettere ancora su questa città senza steccati di geografia politica non si riuscirà a ridare un ruolo egemone a questo paese. Ma ciò non significa che passaggi dell’ultima ora possano essere facilmente digeribili. La crisi economica e sociale della città si è declinata in tutti i settori della vita quotidiana: quando in un’intervista tv si sente un assessore dire che i commercianti conoscono il suo numero di cellulare per proporre richieste od altro dimostra il termometro di quanto lontano siamo oramai dalle realtà limitrofe che mostrano altre vitalità. I giovani di questa Barcellona scappano al nord o all’estero per inseguire il proprio futuro.Le imprese artigiane e commerciali non investono più in un città priva di una politica di sviluppo. Provocatoriamente in passato dissi di fronte ai numerosi cantieri aperti, di cui il sindaco si vanta, che stavamo per costruire un “cimitero monumentale”: nel senso che avremo piazze, strade e qualche altra opera ( e non parliamo della questione “seme d’Arancia”) ma mancherà la vitalità dei cittadini sempre più chiuse in se stessi nell’affrontare la crisi economica. Il PD ed il centrosinistra, nel suo complesso, nell’ultimo decennio hanno mostrato evidenti limiti di conoscenza e rappresentanza del tessuto cittadino. Gli stessi limiti, tuttavia li mostrano anche le altre forze politiche presenti in città. Ed è inevitabile che una proposta politica derivante solamente da una parte risulterebbe “zoppa”. Le migliori energie e volontà provenienti da questa potrebbero non essere sufficienti per “rialzare” Barcellona PG.

Le primarie evocate ogni qual volta si parla di centrosinistra non farebbe altro che proporre un candidato Sindaco che si ritroverebbe in grosse difficoltà qualora vincesse le elezioni, anche per le scelte difficili che dovranno essere prese alla luce del Patto di Stabilità che non può essere sforato, alla luce del debito che eredita, alla luce di una politica di sviluppo per ridare speranza agli imprenditori, alla luce della crisi esterna che imporrà la necessità di recuperare risorse economiche nuove per espletare servizi essenziali: assistenza agli anziani, asili nido e ad esempio l’annosa questione dei rifiuti. Un quadro così difficile necessita di un coinvolgimento più ampio della città e della sua rappresent Lo sforzo che si chiede al PD, alle forze del centrosinistra, ma anche a quanti pensano che la città abbia bisogno di un nuovo slancio è quello di trovare una sintesi programmatica e successivamente individuare modalità e investiture a Sindaco della città. I percorsi inversi a mio avviso rendono il futuro della città solamente un gioco di Risiko dove il passaggio da una poltrona ad un’altra può far vincere una coalizione ma di certo non fa vincere la città di Barcellona P.G.

Pippo Biondo

lunedì 18 luglio 2011

L'OSPITE DI TURNO: SENTIAMO IL PARERE DI PIPPO BIONDO SU "LA RINASCITA DI BARCELLONA"



PROVIAMO A DARE SPAZIO AL PARERE DEI NOSTRI LETTORI, NELLA SPERANZA CHE NON SI DEBORDI.
SI TRATTEREBBE DI UN TENTATIVO SPERIMENTALE CHE POTREBBE AVERE UN SEGUITO SE GLI INTERVENTI SARANNO BREVI, CORRETTAMENTE SCRITTI, NON OFFENSIVI, DOCUMENTALMENTE FIRMATI, PROPOSITIVI, SCEVRI DA ONI FORMA DI PARTIGIANERIA..
PRENDIAMO SPUNTO DA QUESTA "RIFLESSIONE" CHE PIPPO BIONDO, NOTO GIOVANE POLITICO DI CENTROSINISTRA, CI HA INVIATO PER EMAIL.
MALGRADO LA LUNGHEZZA DEL COMUNICATO, ESSENDO D'AVVIO, LO PUBBLICHIAMO, PURCHE' SIA IL PRIMO E L'ULTIMO DI TALE PORTATA.
IN QUESTI GIORNI S'E' SENTITO PARLARE DI UN MOVIMENTO PER LA RINASCITA DELLA CITTA' E SI SONO VISTE LENZUOLATE INNEGGIANTI A TALE VOCAZIONE LIBERATORIA.
OGNI INIZIATIVA HA IL SUO DIRITTO DI VITA E DI SPAZIO, FINO A QUANDO NON SARA' STRUMENTALIZZATA CON L'UNICO INTENTO D'IDEOLOGIZZARLA.
SARA' QUINDI OPPORTUNO ASCOLTARE DEMOCRATICAMENTE TUTTE LE VOCI SPASSIONATAMENE ED OBIETTIVAMNTE ESPRESSE, NELLA SPERANZA CHE ENTRANDO IN SINTONIA POSSANO SINTETIZZARSI NELLA GIUSTA RICERCA DEL GIUSTO PROGRESSO CHE AIUTI LA CITTA' A MIGLIORARSI.

SCRIVE PIPPO BIONDO:
"La Rinascita della città di Barcellona Pozzo di Gotto deve passare necessariamente anche da una analisi senza sconti del contesto politico nazionale dentro cui il “barcellonese” si è infilato credendosi “più furbo” del vicino!!!!!
Abbiamo assistito ai 10 anni di Amministrazione Nania come cosa buona e giusta, quindi ampiamente votata, la prima volta un po’ meno la seconda, dai barcellonesi anche perché inserita dentro un contesto politico più grande dove l’ex AN sen. Mimmo Nania sembra giocare un ruolo importante.
Abbiamo sempre ascoltato comizi dove si esaltava il colore amico del governo Berlusconi, il colore dell’ex amico Presidente della Regione Lombardo, il colore amico del Presidente della Provincia Ricevuto, poiché l’”amicizia” di questi contesti più grandi avrebbe certamente giovato alla città di Barcellona.
Ed ancora oggi si sostiene che i finanziamenti per le opere pubbliche stanziati per la nostra città rispondono a quella logica come se quella logica fosse quella giusta.
Pur tuttavia dovremmo chiederci se a seguito di questi cantieri aperti si è messo in circolo una “ricchezza” palpabile dai cittadini di Barcellona Pozzo di Gotto?
E’ palpabile nel frattempo una città sempre più spogliata della sua vocazione tradizionale e cioè città di servizi: dal declassamento dell’ospedale alla fuga della SERIT; da Trenitalia che considera la città come mero punto di pendolari quotidiani all’Agenzia delle Entrate depotenziata…
E’ palpabile nel frattempo una “città-cimitero”: iniziative culturali affidate alla buona volontà di qualche associazione privata; politiche sociali ridotte alla mera assistenza; investimenti artigianali e commerciali quasi spariti, l’iniziativa del centro commerciale naturale avviene solo dopo altri comuni limitrofi hanno già ottenuto i finanziamenti regionali, vedasi Terme Vigliatore, Moltalbano Elicona..; politiche giovanili tese a trattenere nella propria città natale i “cervelli” pari a zero…. E così alle 20.00 Barcellona sprofonda nel silenzio non i Barcellonesi che tuttavia conservano ancora il DNA del Dinamismo e guardano fuori i confini cittadini il proprio futuro.
La Rinascita della città nasce dalla negazione della logica dell’amicizia quale opportunità di crescita!!!
La Rinascita della città passa dalla affermazione che la crescita di un paese passa da progetti, dal rispetto degli individui, dal rispetto della cosa pubblica, dai piccoli ai grandi gesti.
La Rinascita della città e lo dico agli amici e compagni del centrosinistra non passa solo dalla ricerca disperata di una leadership attraverso le primarie.
Se è essenziale, senza se e senza ma, la lotta alla MAFIA in tutte le sue rappresentazioni, tema non solo della sinistra e un grande eroe come Paolo Borsellino ne è testimonianza, per il centrosinistra RINASCITA si traduce in politiche di sviluppo economico, di inclusione sociale, di opportunità per i meno fortunati.
Temi sui quali in questo momento non sento spendere grandi parole neppure dal PD di Barcellona.
Eppure ci troviamo in un momento storico in cui il populismo di Berlusconi ha dovuto lasciare il passo alla vera natura della destra politica, quella del se. Nania per intenderci.
In pochissime ore, dopo che per anni è stata negata una crisi economica devastante, ci si è accorti che il Paese Italia è a rischio default e che bisognasse subito ricorrere ai ripari. Come?
Con la sola ricetta politica della Destra: colpire i più deboli!!!!
Lacrime e sangue a chi è già anemico…
Pensionati, dipendenti, precari, piccole imprese sono chiamati a salvare il paese da Berlusconi-Tremonti prima, da sindaci dopo.
Però a i grandi allevatori del Nord vengono pagate le multe per le quote latte.
Però mentre un pensionato da € 7500, 00 l’anno, un precario da € 700,00 al mese dovranno versare direttamente circa € 350,00 di tasse in più, nel frattempo un codicillo voleva salvare Berlusconi da un risarcimento privato e milionario per aver corrotto un giudice.
Però mentre spuntano i ticket sanitari e nuovi tagli agli Enti Locali mettendo in crisi quel poco di sociale che propongono come gli asili nido, l’assistenza agli anziani, il trasporto pubblico, nel frattempo la casta degli avvocati del PDL salva il proprio ordine professionale e salva pure il proprio stipendio.
Però mentre sarebbero necessarie politiche di sviluppo le piccole e medie imprese si ritroveranno da una parte con un aumento dell’IRAP e dall’altra con Banche ed Assicurazioni che scaricheranno proprio questo aumento sui propri clienti aumentando il costo del danaro utile alle imprese per gli investimenti.
E perché non parlare del tema della casa che il consigliere Calamuneri ha riproposto sul tuo blog: la manovra penalizza proprio quanti fanno sacrifici per avere una casa abbassando le detrazioni sui mutui, sulle ristrutturazioni e contemporaneamente varando un piano per la cessione degli immobili pubblici….
Ecco dunque che il riscatto, la rinascita di una città passa anche attraverso questi temi…
Il barcellonese è più povero perché il governo “amico” penalizza il ceto medio ed i più poveri, proprio la Barcellona di oggi".
Pippo Biondo

giovedì 16 giugno 2011

FNS INVITA I SICILIANI A COMMEMORARE IL 66° ANNIVERSARIO DEL SACRIFICIO EVIS

Nella locandina, l'appello che il Fronte Nazionale Siciliano rivolge agli abitanti dell'Isola perché partecipino al ricordo di eventi che hanno insanguinato la Sicilia...







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IL FATTO

"Il 17 giugno 1945, sulla strada che da Randazzo porta al bivio di Bronte-Cesarò, in contrada “Murazzu Ruttu” il motofurgone Guzzi 500, targato EN 234, guidato dal separatista Giuseppe Amato,sul quale viaggiavano il Comandante dell’Evis Mario Turri, il Vice Comandante Carmelo Rosano e i giovani guerriglieri Nino Velis e Giuseppe Lo Giudice, tutti studenti, incappò in un posto di blocco di Carabinieri.

Secondo la versione dei fatti fornita dai militari dell’Arma, il motofurgone all’alt avrebbe rallentato la corsa dando l’impressione di fermarsi. Subito dopo, però, avrebbe accelerato tentando di eludere il blocco. A questo punto, partì un colpo di moschetto, a scopo intimidatorio, da parte dei carabinieri che a piedi inseguirono il mezzo, il quale, improvvisamente si bloccò. Seguì una sparatoria, la cui responsabilità, a seconda delle testimonianze e dei rapporti, viene rimbalzata da una parte all’altra. I Carabinieri asserirono che per primi spararono i separatisti, altre fonti tutt’oggi evidenziano il contrario.

Dopo la sparatoria, a bordo del motofurgone restarono gravemente feriti Antonio Canepa, Carmelo Rosano e Nando Romano, mentre Giuseppe Lo Giudice morì sul colpo. Il Maresciallo Rizzotto e il Carabiniere Calabrese rimasero leggermente feriti. Il Vice Brigadiere Cicciotto non riportò ferite di alcun genere. Pippo Amato, approfittò della confusione del momento per fuggire con il motofurgone verso il centro abitato di Randazzo, probabilmente con la speranza di raggiungere l’ospedale. Il mezzo, tuttavia, come scrivono i militari dell’Arma, si fermò dopo 680 metri dal luogo del conflitto, avendo sbattuto contro un muro in Via Marotta.

Pippo Amato e Nino Velis ebbero modo di dileguarsi. Sul motofurgone abbandonato restarono a lungo i feriti che vennero portati, successivamente, all’ospedale del paese. Canepa morì subito dopo il ricovero, Rosano la stessa sera. A bordo del mezzo furono trovati ordigni, armi, munizioni e la somma di lire 305.000. L’unico ferito ancora in vita, Nando Romano fu, ad un certo punto, ritenuto morto. I Carabinieri si affrettarono a portare via i cadaveri per farli tumulare nel cimitero di Jonia (oggi Giarre).

Il custode del cimitero, Isidoro Privitera, sorpreso per l’insolita procedura e sicuro di avere sentito un lamento, pretese che le casse fossero aperte per una verifica dei cadaveri. Da quel controllo emerse che il Romano era ancora vivo e fu possibile salvargli la vita, riparò nella Legione Straniera."

Brano tratto da un articolo di Salvatore Musumeci vedi link17 Giugno 1945 l’eccidio di stato » Osservatorio Sicilia


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martedì 29 marzo 2011

31 MARZO: MESSA IN SUFFRAGIO DEI CADUTI DEL VESPRO SICILIANO




Giovedì 31MARZO alle ore 13, a Palermo, nella Chiesa del Santo Spirito, - all'interno del Cimitero di Sant'Orsola, - su iniziativa dell'FNS - sarà celebrata la Messa in Suffragio dei Caduti della Rivoluzione del Vespro.
Sul Sagrato della Chiesa del Santo Spirito, il 31 marzo del 1282, scoppiò, infatti, la prima scintilla della Rivoluzione e della successiva guerra di Liberazione. La guerra sarebbe durata complessivamente novant'anni. Nel corso dei quali il Popolo Siciliano avrebbe compiuto prodigi di valore.
Su quell'evento storico, "sopravvissuto" alle manovre depistanti della Cultura Ufficiale (che lo ha collocato fra le pagine buie della Storia manipolata o addirittura negata), sopravvivono inoppugnabili testimonianze documentali e storiografiche, anche a livello internazionale. E la Rivoluzione stessa e la successiva guerra, che si sarebbe protratta per novant'anni, rimangono un "unicum", che è stato ed è motivo di orgoglio e di riflessione per il Popolo Siciliano, il quale - sfuggendo alla vuota retorica ed alle interpretazioni dei secoli diciannovesimo e ventesimo - vuole oggi recuperare la memoria storica e la verità. Belle o brutte che siano.
* * *
Alla cerimonia interverranno anche delegazioni provenienti da tutta la Sicilia.
Così come è avvenuto negli anni scorsi, gli emigrati siciliani organizzeranno, nelle rispettive realtà, iniziative culturali e/o religiose, per ricordare la grande Rivoluzione Nazionale Siciliana e la successiva lunghissima Guerra di Liberazione della Sicilia.
E' previsto anche l'intervento del Prof. Corrado MIRTO, che è il maggiore storico vivente della Rivoluzione e della Guerra del Vespro, e che è il Presidente del Fronte Nazionale Siciliano "Sicilia Indipendente

giovedì 25 novembre 2010

LE NOSTRE COLLINE SI SBRICIOLANO, IL CIMITERO ROVINA : QUANDO CI SARA' UN PO' PIU' D'ATTENZIONE PER TANTO DISASTRO?


Le colline che sovrastano la piana di Barcellona , come tutti i rilievi della provincia facenti parte della catena peloritana, sono soggette a rischio idrogeologico, e non ci sarebbe stato neppure bisogno che tali prospettive venissero confermate dagli effetti spesso gravi delle piogge che, negli ultimi due anni, sono state abnormente abbondanti.

Molte sono le frazioni che, appunto sulle colline, coronano Barcellona, e tutte - chi più, chi meno – in questi ultimi anni hanno subito gli effetti negativi dell’erosione del territorio su cui insistono.

Frane e smottamenti si sono verificati , altri fenomeni del genere rischiano di aggiungere a tali danni il loro deleterio effetto.

E non sono mancate le denunce a tale riguardo, alle competenti autorità, ma finora sembra che si sia parlato al mercante sordo.

Per cui scarsissimi sono stati gli interventi riparatori e addirittura nulli quelli preventivi. Ne sappiamo qualcosa persino al centro, dove il cimitero monumentale Sant’Anna è andato perdendo la fiancata che costeggia la via provinciale per San Paolo e Cannistrà.

Di questo triste reiterato evento, non si capisce perché la stampa s’è quasi completamente disinteressata, nonostante ci siano state da parte nostra vivacissime, severe, documentate sollecitazioni.

Meno male però che finalmente si sia messa - parlo sempre della stampa cartacea – a denunciare il rischio che purtroppo incombe su molte frazioni. E dobbiamo per questo riconoscere che s’è cominciato a farlo con una certa insistenza.

Comunque, bisognerebbe insistere, fino ad essere anche petulanti, se si vuole che le autorità competenti si rendano conto che è inumano trascurare una problematica così vitale.


lunedì 8 novembre 2010

L'ITALIA VA IN PEZZI, MA LA POLITICA CONTINUA A CINCISCHIARE


IL DISASTROSO CROLLO DI POMPEI POTREBBE FARE LA PARIGLIA CON I CROLLI DEL NOSTRO CIMITERO

Il Pd intenderebbe presentare una mozione di sfiducia contro il ministro Sandro Bondi dopo il crollo della Schola Armaturarum (CLIC)

"Il Gruppo del Partito Democratico ha chiesto che il governo venga urgentemente a riferire in Aula sui vergognosi fatti di Pompei.
Anche l'Udc critica con forza l'operato (o meglio i mancati interventi) di Bondi: "Bondi dovrebbe dimettersi da coordinatore del Pdl per fare meglio il ministro dei Beni culturali", afferma il deputato dell'Udc e membro della commissione Cultura della Camera, Enzo Carra.
"Bondi -dice Carra- nella sua carriera di ministro ha tollerato e chinato il capo ai tagli di Tremonti. Non si può dire che il ministero dei Beni culturali abbia brillato per iniziative".
Quanto alla vicenda di Pompei, per Carra "è la metafora di una nazione e la carta d'identità di questo governo. Io non cerco mai un caprio espiatorio perchè in questo paese è difficile e forse sono troppi".
Il ministro Bondi, durante il suo sopralluogo a Pompei, ha dichiarato che se avesse la certezza di essere responsabile dell'accaduto, si dimetterebbe.
Come si può facilmente notare, nonostante la "reale gravità" del crollo della "casa dei gladiatori"tutte le proposte e le iniziative sono espresse al "condizionale".

venerdì 5 novembre 2010

ANCORA DANNI AL CIMITERO A CAUSA DELLE PIOGGE TORRENZIALI


La pioggia ha messo ancora una volta in condizioni di alto rischio la recinzione del cimitero S. Anna di Barcellona.

Dopo il crollo della parte di muro iniziale sulla via provinciale per San Paolo e Cannistrà, le recenti piogge abbattutesi sulla città hanno praticamente minato la stabilità della rimanente parte del bastione, di costruzione abbastanza datata, suscitando giustificata preoccupazione tra i tecnici del Comune.

Il muraglione, per circa una trentina di metri, presenta sbriciolamenti e lesioni tali da indurre alla prudenza, per cui è stato deciso di transennare a metà la strada per tutta la lunghezza della struttura pericolante.

Si teme che possano avvenire dei cedimenti con conseguente franamento di un’altra parte delle tombe, nel lato sud ovest del camposanto.

Adesso in quel tratto di strada, a causa della riduzione della carreggiata, il transito è possibile a senso alternato.

mercoledì 3 novembre 2010

ALLARME IN TUTTA LA ZONA E DANNI SU STRADE E CAMPAGNE A CAUSA DELLA PIOGGIA

..................................FOTO: SALVATORE LETO SINDACO DI CATROREALE===>

Il timore che l'improvvisa pioggia torrenziale abbattutasi sulla nostra zona potesse arrecare danni, espresso non soltanto da questo blog, non era infondato.
Più di una zona ha dovuto subire gli effetti deleteri del prolungato fenomeno atmosferico, oltre che nelle strade e nelle campagne, anche in civili abitazioni, diverse delle quali hanno subito allagamenti,
particolarmente nelle parti seminterrate e sotterranee.
Tra le strade che praticamente si sono trasformate in veri e propri torrenti, vanno annoverate diverse provinciali di collegamento con la parte collinare. In una di essa, che collega Barcellona a Castroreale, a causa dell'interruzione determinata da una frana, diverse famiglie sono rimaste isolate ed è stato necessario l'intervento d'emergenza di vigili del fuoco e volontari per limitare lo stato di disagio.
Stamattina, il sindaco di Castroreale, Salvatore Leto, intervistato telefonicamente, da Rai3, ha avuto modo di descrivere - anche se in maniera lapidaria - la portata del danno subito nel territorio del Comune da lui amministrato. E' auspicabile che la gravità della situazione - che pare sia stata monitorata con la dovuta attenzione - venga tenuta presente da chi ha l'incarico di dirigere la Protezione Civile, perché non avvenga come è già s'è accaduto in precedenti analoghe situazioni. Basterebbe ricordare con quanto menefreghismo e tirchieria è stato tenuto in conto il danno causato al nostro cimitero dall'alluvione del dicembre 2008, per comprendere quanto scarso sia il senso della misura in chi ci governa.

martedì 28 settembre 2010

CIMITERO:MEGLIO TARDI CHE MAI -- MEGLIO POCO CHE NIENTE

Trentotto feretri ancora in attesa di tumulazione

Saverio Vasta
Barcellona
Incredibile ma vero: sono ancora in attesa di tumulazione i 38 feretri dissotterrati dalle macerie del nubifragio del 12 dicembre 2008.....

E' questo l'incipit di un breve articolo sulla strana storia dei morti esumati per la ricostruzione di un muro crollato nel Cimitero Sant'Anna di Barcellona.
Scritto dal corrispondente della Gazzetta del Sud, Saverio Vasta, il trafiletto è stato pubblicato oggi nella pagina provinciale del giornale messinese.

Finalmente un collega s'è accorto della sconcertante situazione creata nel Cimitero di Barcellona: sulla quale barcellonablog ha tanto insistito, da mesi, decumentando l'inverosimile comportamento tenuto a Palazzo Longano. Con una serie di post, corredati di foto, e persino con una lettera aperta, indirizzata al sindaco, ci siamo più volte pronunciati sull'intollerabile fatto e sul mutismo dell'ufficio cimiteriale.
Dopo tanta insistenza, c'è stato assicurato da due consiglieri d'opposizione che avrebbbero presentato circostanziate interrogazioni per chiarimenti sulle sorti delle salme dissepolte. Tuttavia mai sulla carta stampata, tranne che nell'edizione odierna della Gazzetta del Sud, s'è avuto sentore di un fatto così importante. E' davvero "incredibile", come giustamente ha scritto Saverio Vasta.

clicca qu
i:
barcellonablog: Risultati di ricerca per cimitero

martedì 7 settembre 2010

PER LA RICOSTRUZIONE DEI LOCULI CIMITERIALI L'ATTESA CONTINUA: CAMPA CAVALLO?

Adesso viene fuori un primo indizio, grazie alla pubblicazione di un

AVVISO DI APERTURA OFFERTE ECONOMICHE con cui

"Si rende noto che l’apertura delle offerte economiche relative alla gara dei lavori di pronto intervento per eliminazione pericoli nel Cimitero è stata fissata per il giorno 09-09-2010 .
IL PRESIDENTE DI GARA (Ing. Salvatore Bonavita)"

Finalmente, dopo una lunga attesa, per il ripristino degli spazi cimiteriali, sventrati in parte dalla alluvione di due anni fa e nella successiva parte da intervento del Comune, per pretesi pericoli di altri crolli, dopo che con un primo intervento è stato ricostruito il tratto di cinta crollato in quell'occasione, adesso giunge notizia che esiste un avviso di apertura di offerte economiche per i lavori che dovrebbero continuarsi per il ripristino delle tombe andate distrutte e/o divelte per "ragioni di...sicurezza": Intanto le salme esumate senza neppure avere avvisato i parenti dei defunti, rimangono accantonate in un improvvisato deposito, in attesa che possano ritrovare il loro perduto sito, opportunamente ricostruito.

Sotto riportiamo uno degli ultimi spot scritti su questa amara vicenda:

venerdì 25 giugno 2010

I PARENTI DEI DEFUNTI ESUMATI ATTENDONO LA RICOSTRUZIONE DELLE TOMBE DISTRUTTE.










.IERI ERA COSI'.................OGGI E' COSI'...........QUANDO TORNERA' COSI'?

Stamattina ho fatto una breve escursione là dove - nel Cimitero monumentale - sono stati dissepolti i resti dei nostri cari ed eliminate le loro tombe, la cui presenza è stata considerata d'impedimento alla ricostruzione di un tratto di muro di cinta crollato.
Il muro è stato costruito, ma del ripristino delle tombe ancora nessuno accenno.
Si ventila che si dovrà procedere al bando d'una gara specifica.
Quando?
Nessuno te lo dice, forse perchè nessuno lo sa.
E così i poveri resti mortali rimangono in superficie, mentre restano qua e là le lapidi, le foto e i portafiori strappati dai loculi soppressi.







lunedì 9 agosto 2010

12 AGOSTO TRISTE RICORDO D'UN MICIDIALE BOMBARDAMENTO A BARCELLONA








12 agosto 1943 .............12 agosto 2010


L'Amministrazione Comunale, come negli anni precedenti, invita i cittadini a partecipare alla "breve" cerimonia commemorativa che, alle ore 11 del prossimo 12 agosto ( giovedì) si svolgerà presso il Monumento ai Caduti, in memoria dei duecento concittadini vittime del micidiale bombardamento aereo, che il 12 agosto 1943 ha quasi distrutto Barcellona Pozzo di Gotto.
I nomi dei caduti, in quella luttuosa giornata, sono riportati in una lapide collocata proprio accanto al monumento di via delle Rimembranze.
A quel tragico bombardamento che, per quanto inutile, seminò lutti e persino sconvolse il nostro monumentale Cimitero, dovrebbe essere legato in maniera meno episodica la Memoria di questa nostra Città, dove ormai sembra più facile ignorare che cercare di conoscere o ricordare.
Ovviamente secondo l'età.
Sono pochissimi, forse si potrebbero contare sulle dita della mano, i ragazzi e le ragazze che hanno avuto sentore di quante sofferenze, anche in casa loro, la seconda guerra mondiale ha portato.
Chi scrive queste poche righe, appena adolescente in quel miserando periodo, ha ancora vivo il ricordo di momenti ed episodi ad esso legati.
Il bombardamento del 12 Agosto - ricordo - ci ha sorpreso mentre eravamo sfollati nel vicino villaggio di Santa Venera.
In mattinata, però, mio padre assieme ad uno dei miei fratelli, era "sceso" a Barcellona per procurare qualcosa da portare a pranzo.
Entrambi si trovavano in via Umberto Primo, proprio davanti all'abitazione di mia nonna, quando furono sorpresi dalla tempesta americana; cercarono rifugio sotto la "volta" che dalla via Umberto Primo porta in vico Pensabene, e ben per loro che si sono raggomitolati in un angolo di quel piccolo tunnel.
Una bomba centrò una casa adiacente a quella della nonna, distruggendola e danneggiandone altre, e lo spostamento d'aria fece saltare dalla volta calcinacci che s'abbatterono sugli atterriti rifugiati.
Quelli che eravamo rimasti a Santa Venera, assistendo timorosi ed in ansia al tuonare delle bombe, già piangevamo i nostri cari, pur ignorando la gravità degli effetti di quella inumana scorribanda aerea, non dissimile da quelle di Milazzo e di Messina già sperimentate.
Passò qualche ora ed avevamo la morte nel cuore.
Di quei momenti ricordo la grande apprensione e la paura provata al rintronare delle bombe, che persino m'aveva fatto perdere ciò che, al primo impatto, tenevo nelle mani: un grosso bcchiere di limonata che chissà come ero riuscito ad addolcire con dello zucchero
, alimento raro e quindi doppiamente caro.
Ad un tratto, mentre attendevamo all'aperto chi temevamo non tornasse, essi, inzaccherati dal bianco dei calcinacci, ci apparvero in fondo alla strada: erano loro, i nostri cari, sembravano fantasmi tanto erano bianchi, ma fortunatamente erano sani e salvi.
Molti invece purtroppo non ebbero la loro fortuna, e furono circa duecento, tra cui alcuni dichiarati dispersi: i loro resti non sono stati mai trovati.

Francesco Cilona

giovedì 8 luglio 2010

LE PROTESTE DI QUESTA POPOLAZIONE SARANNO SEMPRE PER L'ORECCHIO DEL MERCANTE?



C'è un modo di dire che probabilmente i più giovani sconoscono: volendosi far drasticamente capire, a chi chiede con insistenza qualcosa, che è inutile insistere, una volta si diceva :"Puoi cantare canna americana".
E mi pare che adesso, ci stanno facendo cantare "canna americana", con tutte le nostre proteste riguardanti il crescente disordine cittadino, l'esorbitamte accumulo di rifiuti lungo le strade, il pestifero lezzo emanato dal depuratore comunale, il mare e le spiagge impraticabili, gli alberi malati lasciati ad introffare ai margini delle principali vie urbane, il cimitero ridotto in immondezzaio.
Dobbiamo cantare canna americana, perchè è questa la canzone che ci meritiamo, per averli eletti.
Ieri, a Sant'Antonio, nell'oratorio di quella Parrocchia, i cittadini di quella frazione, accolti dai rappresentanti sindacali e confortati dalla comprensione del parroco, giustamente sdegnati e preoccupati dagli effluvi del depuratore, hanno partecipato ad una conferenza stampa, svoltasi in un'atmosfera di protesta, che qualche giornale ha oggi riferito, nell'intento di far da megafono alle lamentele della gente.
Non sarà anche questo un cantare canna americana?
Per gli amministratori che ci ritroviamo, c'è da credere di sì.
Ma allora che fare? Bisogna ricorrere a strumenti diversi?
Io suggererei che si protestasse usando in massa la "vuvuzela", la famigerata tromba dei Mondiali di Sudafrica, potrebbe indurre chi ci amministra a non imporci più "la canna americana"

martedì 6 luglio 2010

SE POSTEGGIATE L'AUTO IN VIA ROMA POTRETE AVERE GRATIS LA "MELATA"


C'è caldo e l'ora vespertina consiglierebbe di fare un pisolino. Ma io preferisco rimanere davanti alla tastiera perché ho qualcosa di importante da dirvi.
Ieri, per circa mezz'ora, ho lasciato l'auto posteggiata in via Roma, all'ombra di uno dei tanti rigogliosi tigli che il nostro caro assessore ai giardini e al cimitero, Domenico Scolaro, ha lasciato che continuassrero a lussureggiare.
Non l'avessi mai fatto.
E non dico questo perché qualche fantomatico vigile m'abbia multato ( ero perfettamente posteggiato e nessun vigile esiste più in via Roma), ma perchè, una volta salito in macchina, ho dovuto costatare che il parabrezza era talmente imbrattato d'una sostanza appiccicosa - tipo resina - che - una volta arrivato a casa - ho dovuto sudare sette camicie per pulirlo.
E neppure sono riuscito a detergerlo in maniera soddisfacente.
Ovviamente l'appiccicaticcia sostanza non aveva sporcato soltanto il vetro anteriore, ma anche gli altri e l'intera carrozzeria.
Cosicché sono stato costretto a ricorrere all'autolavaggio. Perchè quella specie di "miele" - m'hanno detto - è sostanza corrosiva.
Ve lo dico per il vostro bene: evitate di sostare a lungo sotto questi alberi malati.
Già recentemente avevo scritto un trafiletto su ciò che sta avvenendo nelle piante che alberano le nostre strade. E ciò per la solita indifferenza dei nostri amministratori.
Nella pulitura delle basi dei tigli che fiancheggiano la via Roma ed atre vie urbane, i rimondatori hanno constatato, qualche mese fa, che tali alberi erano stati colpiti da una loro caratteristica malattia per cui necessitavano interventi specifici perché fossero liberati da quell'insidia.
Che può danneggiare più l'uomo - e ovviamente le sue macchine - anzicché la pianta.
Tali alberi vengono spesso attaccati massicciamente dagli afidi, che solitamente non causano danni irreparabili alla pianta, ma che possono causare problemi a persone o oggetti sottostanti.
Infatti le punture degli afidi causano la fuoriuscita della cosiddetta melata, una sostanza densa e appiccicosa che precipita al suolo.
E amara a cu ci capita.....
Intanto i tigli restano là, rigogliosi e lucidi a nutrimento dei parassiti...

mercoledì 30 giugno 2010

LETTERA RACCOMANDATA DEL COMUNE AI DISCENDENTI DEI DEFUNTI ESUMATI IN SEGUITO AL CROLLO DEL MURO NEL CIMITERO DI BARCELLONA



Dall'Ufficio Tecnico del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto - VIII settore Servizio Cimitero - è stata inviata, ai "discendenti" dei defunti, esumati dopo il crollo, per evento alluvionale, di una parte del muro di sostegno del cimitero, una lettera raccomandata, con la quale si comunica che, essendo stata ultimata la ricostruzione di detto muro, si è passati alla fase di progettazione per il rifacimento dei loculi andati distrutti.
"
Poiché, in questa fase, l'originaria ubicazione potrà subire delle modificazioni" - avverte l'Ufficio - s'invita il destinatario della raccomandata, in qualità di discendente del defunto, a prendere visione presso l'ufficio competente.
E per questo si assegna un termine di dieci giorni consecutivi, facenti data dal ricevimento della lettera, trascorso il quale si procederà d'Ufficio.

Tale lettera ( a parte che non fa alcun "distinguo" tra le tombe crollate per effetto dell'alluvione e quelle successivamente rimosse pur non essendo crollate) dimostra chiaramente che, dopo un anno e mezzo dall'evento calamitoso - cioè dall'alluvione dell'11 dicembre 2008 - si è ancora nella fase di progettazione per la ricostruzione dei loculi.
Ci si augura che tale "passaggio tecnico" avvenga, oltre che con la massima regolarità, senza più le remore finora registrate, affinché si possa al più presto possibile restituire ai resti dei nostri cari la loro giusta e sacrosanta dimora.
E non so se mi spiego, visto che in questo caso mi sento doppiamente interessato: come figlio d'una defunta esumata e come cittadino di questa città che, ogni volta che visita il Camposanto, è costretto a constatare quanto bistrattato sia questo luogo sacro.

Francesco Cilona

venerdì 25 giugno 2010

I PARENTI DEI DEFUNTI ESUMATI ATTENDONO LA RICOSTRUZIONE DELLE TOMBE DISTRUTTE.










.IERI ERA COSI'.................OGGI E' COSI'...........QUANDO TORNERA' COSI'?

Stamattina ho fatto una breve escursione là dove - nel Cimitero monumentale - sono stati dissepolti i resti dei nostri cari ed eliminate le loro tombe, la cui presenza è stata considerata d'impedimento alla ricostruzione di un tratto di muro di cinta crollato.
Il muro è stato costruito, ma del ripristino delle tombe ancora nessuno accenno.
Si ventila che si dovrà procedere al bando d'una gara specifica.
Quando?
Nessuno te lo dice, forse perchè nessuno lo sa.
E così i poveri resti mortali rimangono in superficie, mentre restano qua e là le lapidi, le foto e i portafiori strappati dai loculi soppressi.







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