



Non eravamo in molti nella sala congressi Oasi, ad assistere alla presentazione del romanzo noir "Il canto dell'upupa" del giornalista-scrittore di Mussomeli, Roberto Mistretta. Ed è stato un peccato - ovviamente per chi non ha colto l'occasione - non conoscere da vicino il simpatico collega che con passione tutta siciliana ha saputo intraprendere la strada non certo facile del "raccontatore". Dopo il saluto della professoressa Antonietta Amoroso, in rappresentanza dell'Amministrazione di Palazzo Longano, a farci avere un primo approccio con lo scrittore siciliano, è stato il vice sindaco della cittadina nissena, avvocato Sorci, che artatamente ha assunto l'inatteso ruolo di avvocato del diavolo, cercando di stendere un velo di comprensione sul personaggio più turpe che inquieta la vicenda; la quale pare nasca da fatti reali e si svolge in una Sicilia quanto mai travagliata. Il romanzo- come successivamente ha sottolineato Antonino Genovese - emergente scrittore barcellonese di vivissima personalità - entra nel novero del Noir italiano e tuttavia riesce per la complessità ed il realismo del contenuto, a superare i limiti di una rigida classificazione libraria. "Il canto dell'upupa", infatti, nella trama intricata propria del Noir, a volte svolta con una punta d'ironia, riesce ad inserire una drammaticità talmente cruda da superare la fantasia più cupa.E si sa, non è raro che a superare la fantasia sia appunto la realtà.
Francesco Cilona
4 commenti:
pochi ma buoni. grazie per l'articolo! :)
pochi ma buoni. grazie per l'articolo! :)
X Nino Genovese: Hai detto bene. Anzi sarebbe meglio dire: meglio pochi che male accompagnati.
Il pubblico era attento e ha risposto bene. Mistretta è veramente secondo me uno dei migliori romanzieri contemporanei, altrimenti non lo avrei presentato a Barcellona.
Grazie ancora.
Posta un commento