sabato 2 febbraio 2008

IL DIRITTO ALL'ASSISTENZA PER IL "PREMATURO"




Ogni interruzione di gravidanza pone un problema che non può essere estraneo alla valutazione del destino del feto che viene estratto nel corso dell’intervento. Si tratta sempre di un neonato che, pur in estrema prematurità, va trattato come persona in condizioni di rischio e assistito adeguatamente... L’hanno affermato, in un documento congiunto, i direttori delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia delle facoltà di Medicina delle università romane: La Sapienza, Tor Vergata, la Cattolica e il Campus Biomedico. I professori sostengono che "con il momento della nascita la legge attribuisce la pienezza del diritto alla vita e, quindi, all'assistenza sanitaria". Di fatto nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un'interruzione di gravidanza, il neonatologo deve intervenire per rianimarlo, "anche se la madre è contraria, perché prevale l'interesse del neonato". "L'attività rianimatoria esercitata alla nascita - si legge nel documento - dà il tempo necessario per una migliore valutazione delle condizioni cliniche, della risposta alla terapia intensiva e delle possibilità di sopravvivenza, e permette di discutere il caso con il personale dell'Unità ed i genitori". Tuttavia, concludono i cattedratici, "se ci si rendesse conto dell'inutilità degli sforzi terapeutici, bisogna evitare a ogni costo che le cure intensive possano trasformarsi in accanimento terapeutico". Statisticamente, un bambino nato alla 21esima settimana non sopravvive, ma già a partire dalla 22esima ha tra il 14 e il 26% di possibilità". Salgono le aspettative di vita dalla 23esima settimana. Oggi rispetto a dieci anni fa le aspettative di sopravvivenza sono migliori, tuttavia il problema dell’assistenza resta legato anche al fattore crescita del neonato e ai possibili rischi d’eventuale disabilità. Alcuni genitori, per questo motivo, preferiscono addirittura che i loro bimbi non vengano assistiti.

venerdì 1 febbraio 2008

TUTTO BENE, SIGNORA LA MARCHESA


Se si domanda ai responsabili di Poste Italiane, quali disagi comporta la chiusura dell’ufficio postale di contrada Sant'Antonio, seguita alla rapina subita settimane or sono dal personale di quella agenzia, la risposta più ovvia è: disagi limitati e provvisori, perché praticamente si è provveduto a lenirli consentendo ai pensionati, che prima riscuotevano a Sant’Antonio, di prelevare le somme spettanti nel più vicino ufficio postale, che sorge in via Vespri, in prossimità di piazza Convento.
Cioè una passeggiatina da Sant’Antonio a Sant’Antonino. In quest’ufficio, piccolo, sì, ma protetto dal punto di vista della sicurezza, c’è tutta la disponibilità di personale per fare fronte all’emergenza.
Per evitare affollamenti, è stato disposto di diluire in otto giorni , sulla base della sequenza alfabetica, il pagamento delle pensioni Inps, precauzione che non sarà necessaria invece per i pensionati dell’Inpdap, in quanto in numero poco consistente.
Addirittura, secondo quanto ci è stato assicurato, già al primo febbraio s’è potuto costatare che la necessità di scandire in otto giorni il pagamento d’emergenza si sarebbe rivelata superflua. Insomma tutto bene, signora la marchesa:
E per quanto riguarda il pagamento delle bollette di gas, luce, spazzatura, che non pesano soltanto sui pensionati, ma su tutte le famiglie delle zone già servite dall’ufficio di Sant’Antonio ( cioè per un bel numero di utenti) qual è il provvisorio rimedio?
Ovviamente quello di scegliere una qualsiasi delle quattro agenzie di base ancora in funzione nel territorio urbano. Tante ne sono rimaste in attività, dopo la chiusura degli uffici di Calderà e di S.Antonio : entrambe messe in knockout dai rapinatori.
Quanto durerà, questo stato di precarietà, che ha fatto presentare interrogazioni al Sindaco e per il quale lo stesso primo cittadino s’è messo in contatto colla direzione generale delle Poste di Messina, per sollecitarne la soluzione?
Beh, da quel poco che s’è potuto sapere, si può ricavare che i responsabili provinciali avrebbero stabilito d’intervenire per mettere in condizioni di sicurezza i locali dell’agenzia di base di S, Antonio, mediante la realizzazione di lavori di ammodernamento e di protezione, al fine di impedire il ripetersi d’incresciosi casi d’irruenza malavitosa.
Per sapere quanto ci vuole, bisognerebbe chiederlo ai tempi tecnici necessari per la programmazione, l’appalto e l’esecuzione dei lavori necessari.
Intanto – ma si tratta di voci non controllate – si parla della necessità riconosciuta di cambiare sede all’agenzia di base di via Vespri ,48, risultando troppo piccoli i locali attuali.

giovedì 31 gennaio 2008

O TI MANGI STA MINESTRA O TI BUTTI DALLA FINESTRA

Trik: Berlusconi adesso ha due figli che hanno quasi lo stesso nome: uno è Piersilvio e l'altro è Pierferdinando.
Trak: Ah sì? Ma non si chiama Casini, Pierferdinando?
Trik: Se avessi letto i giornali avresti appreso che il figliol prodigo Pierferdinando è tornato alla "Casa" del padre Silvio. e questi l'ha accolto a braccia aperte.
Trak: E allora il padre avrà fatto ammazzare il vitello grasso.
Trik: Pare di no. Perchè Berlusconi, prevedendo la resipiscenza del caro figlio traviato, aveva fatto allevare soltanto un cappone....
Trak: Quindi, Pierferdinando: "O ti mangi 'sto cappone o ti getti dal balcone".
Trik: Dal balcone si getterà, se per caso anche altri suoi amici prenderanno la strada che hanno intrapreso Baccini e Tabacci.
Trak: Che se ne sono usciti dall'Udc per fare sbocciare un'altra rosa.
T
rik: Esatto: la ROSA BIANCA. Non vedi questo, ne sa più di me.
E sai pure quante rose e quanti altri fiori sono sbocciati e appassiti
in questa seconda repubblica?

mercoledì 30 gennaio 2008

NASCE IL TOTOPRESIDENTE PER SOSTITUIRE IL PRESIDENTE TOTO'



Cuffaro coi suoi cannoli se n'è andato e già si parla di nuovi preparativi per le prossime elezioni regionali, presumibilmente fattibili nel prossimo mese d'aprile, in concomitanza con quelle provinciali.
Anche se ancora un po' in sordina, si esprimono preferenze su questo o quel personaggio che dovrebbe dar vita al "totopresidente".
Si parla di nomi maschili e di nomi femminili, sia per lo schieramento di destra, sia per quello di sinistra, ma ancora tutto è troppo nebuloso e nessuno può dire se prevarrà, per un lato, la scelta di Angelino Alfano o di Raffaele Lombardo o di Stefania Prestigiacomo, e sull'altro lato la preferenza per Francantonio Genovese, o per Gracolici o per Rita Borsellino.
Ognuno intanto, come se fosse una sisal, esprime il suo pronostico e, se può, cerca di dare una mano per preparare il terreno al proprio favorito.
A Barcellona, di fronte alla nuova situazione creata dalla caduta del Governatore, il Movimento Città Aperta ha deciso di tuffarsi nella nuova onda politica pronunciandosi, in un documento firmato da Collica e Mamì, per la promozione di una campagna a favore della sorella del giudice Borsellino, mediante la costituzione di un comitato denominato "Barcellona per Rita Borsellino Presidente".
Ciò nella convinzione "che la sua figura possa, per la sua storia personale e l’impegno sociale da sempre profuso, rappresentare al meglio l'esigenza di cambiamento".
Ma c'è chi, invece, essendo dall'altra parte della barricata, esprime ben altra preferenza, dichiarando, senza esitare, che nel proprio schieramento, a fronte di papabili in circolazione, il nome, a suo giudizio, più valido è quello del capo del Mpa, Raffaele Lombardo.
Sarebbe, tale, il parere di Mimmo Nania, senatore barcellonese di An.
Sul piano strategico, l'opinione di Mimmo non fa una grinza. E neppure dal punto di vista politico è sbagliata.
Se la casa delle libertà vuol far vincere Rita Borsellino basta che le contrapponga Alfano o peggio ancora la Prestigiacomo: ed il gioco è fatto.
Nevvero senatore Nania?

Francesco Cilona

CITTà GATTOPARDESCA?


La città che non cambia.

E' questa nostra Barcellona, che continua prendere coraggiosamente l'umido della sera per ascoltare i soliti tre, tornati allo scoperto dopo la pioggia di dimissioni politiche;
che è adusa a tollerare lo sconcio di scritte - eufemisticamente dette graffiti - sui muri delle scuole e delle chiese;
che è abituata a sentir parlare, periodicamente, come fosse un rito, di manipoli di vandalotti che hanno sconvolto, di notte, gli interni delle scuole;
che è in grado di portare a Palazzo Longano maggioranze bulgare, mutate soltanto di colore, ma sempre sotto l'egida di un senatore.
Questa è Barcellona, che sembra cambiare e che non cambia mai.
Eppure non manca chi crede di potere fare qualcosa per rinnovare la città, di dare una spinta alla rinascita della cultura e della politica, di scavare nel suo territorio alla ricerca di radici più profonde e consistenti.
Sono pochi, sono molti?
Non si sa: e ciò perchè oltre ai veraci ci potrebbero essere gli ipocriti, i presuntuosi, gli opportunisti.
Cioè i veri finti.
Comunque non bisogna mai disperare, perchè si sbaglierebbe ad avere la pretesa di sostenere che giudicando non si sbaglia.
E lo dico qui, per ricordare a me stesso che potrei avere testè espresso un giudizio errato su questa nostra città.
Può darsi che sia il sottoscritto, soltanto il sottoscritto, a non essere cambiato.
Fra' Galdino

martedì 29 gennaio 2008

QUANTO SONO PREMUROSI A PALAZZO LONGANO!


Mi capita di leggere su un notiziario odierno un'interrogazione al sindaco, presentata dai consiglieri di minoranza Calabrò, Trifilò e Messina, per sollecitare interventi dell'Amministrazione presso la scuola elementare di S. Antonio, quella per intenderci di via Villa, le cui condizioni di precarietà sarebbero tali da allarmare le famiglie degli alunni che la frequentano.
Siccome di questa interrogazione ci siamo interessati anche noi, di Barcellonablog, un mese e mezzo fa, subito dopo che era stata consegnata al Sindaco, mi viene il dubbio che tutto quello che in quella nota veniva chiesto dagli interessati, per il tramite dei tre consiglieri, non debba essere stato preso ancora neppure in considerazioine da chi di dovere.
Anzi il dubbio diviene certezza se mi prendo la briga di confrontare quanto ha riportato Barcellonablog e ciò che oggi ha riferito il detto "quotidiano". LE STESSE RICHIESTE, LA STESSA PREOCCUPAZIONE, LA STESSA URGENZA. Ecco cosa c'era scritto nel "post" di giorno 19 dicembre 2007: "Il plesso scolastico delle "elementari" di via Villa, nel quartiere periferico di S.Antonio Abate, è in condizioni di precarietà tali da costituire pericolo per gli alunni ed il personale che lo frequentano. Le lamentele continue ed insistenti dei genitori degli scolari, preoccupati per i rischi che la situazione comporta, finora non hanno sortito alcun risultato positivo, tanto che adesso gli interessati cercano di giocare l'ultima carta delegando alcuni consiglieri comunali di minoranza a rappresentare al sindaco Nania le loro preoccupazioni mediante un'interrogazione, alla quale il primo cittadino dovrebbe dare risposta nel corso della riunione di Consiglio, convocata per stasera.L'interrogazione, firmata dai consiglieri Franco Calabrò (Udc Barcellona), Giovanni Messina (Udc) e GiuseppeTrifilò (Udc), chiede all'amministrazione di attivarsi per la pulizia delle aiole e degli spazi esterni della scuola e per la sistemazione della pavimentazione che costituisce pericolo per i bambini; di eliminare lo stato di pericolo costituito dalla presenza di un albero precario; di sistemare i bagni e mettere a norma l'impianto elettrico, di eliminare le infiltrazioni d'acqua dal terrazzo e l'umidità dai muri perimetrali, con conseguente messa in sicurezza dei solai di copertura, lesionati ai cordoli.. Si fa inoltre presente la necessità di sostituire gli infissi esterni, che non sono più in grado di proteggere dagli spifferi, con conseguente pericolo per la salute della scolaresca e sciupio energetico. La nota conclude con la richiesta di "completa imbiancatura" degli ambienti e con la sollecitazione a mettere in atto urgenti rimedi, dato il costante pericolo incombente sulla struttura".

Fra Galdino

PIOVE@@@LUMACHE.IT

Piove a dirotto

E piove sul bagnato

In questa sciagurata

Terra in gran tempesta

Dove metà piange

E metà è in festa.

Cadono i Governi

Piove sul bagnato.

Dopo la pioggia

Invece del sereno

Escono al piano

Chiocciole e lumache

Alzano la testa

Scrutano nell’aria

E sognando rivincite

pregustano vittoria.

lunedì 28 gennaio 2008

METODO A BASSOCOSTO PER SOSTITUIRE IL PETROLIO E SMALTIRE I RIFIUTI.


L'alto costo del petrolio, il rischio di un suo esaurimento e la fertilità dell'ingegno umano stanno producendo una serie di novità, che se non fanno la stessa fine della bufala di Mastella, potrebbero alimentare la speranza di potere uscire da situazioni gravi, quali quelle della crisi petrolifera e dell'accumulo dei rifiuti urbani, non meno drammatico di quello che ta sconvolgendo il "napoletano".
Dopo la notizia della fattibilità di un trasformatore mobile dell'immondizia in energia pulita o quasi - il Thor - in avviamento sperimentale a Torrenova di Sicilia, un'altra novità confortante viene riferita in una nota Ansa, sulla fattibilità di un rivoluzionario - ma non per questo difficile - processo produttivo del bioetanolo, che attualmente viene prodotto e usato soprattutto nell'America meridionale.
Un'impresa statunitense, la Coskata, ha annunciato che verso la fine dell'anno avvierà la produzione di bioetanolo, non più ricorrendo al processo di fermentazione di prodotti agricoli zuccherini (cereali, canna da zucchero, amidacei e vernacce...), ma sfruttando addirittura i rifiuti organici urbani, mediante un primo processo (gassificazione) seguito da un secondo processo, affidato a particolari batteri che, immessi nel gas di monossido di carbonio ed idrogeno ottenuto, lo "digeriscono", trasformandolo in etanolo.
Il costo di questo nuovo procedimento sarebbe basso, tanto da abbattere il prezzo del prodotto finale del 40% rispetto a quello dell'etanolo ricavato dal frumento. Al vantaggio economico, se ne aggiungerebbe un altro non meno importante: quello di incidere in maniera efficace e notevole sullo smaltimento dei rifiuti urbani senza ricorrere a metodi inquinanti, mastodontici, costosi e persino inadeguati. La notizia d'agenzia è stata ripresa dalla rivista americana Wired. ======>
BARCELLONABLOG

BIMBI IN MASCHERA


Organizzata dalla Corda Fratres col patrocinio del Comune, si svolgerà nei locali del sodalizio di via Dante Alighiieri una serata dedicata al Carnevale dei bambini.
L'incontro carnascialesco è puntato per sabato 2 febbraio dalle ore 16 alle 20.
La serata, con la conduzione di animatori, sarà allietata da danze, giochi, canti e poesie della tradizione orale barcellonese.
Tutti i bambini riceveranno un regalo.

domenica 27 gennaio 2008

OMAGGIO AD ACHILLE CAMPANILE


Non è assolutamente necessaria la coppia Fiorello-Baldini per fare divertire il pubblico in pochi minuti. L’ha dimostrato stasera, nell’auditorium del Palazzo Monte di Pietà “G:Spagnolo”, la Compagnia Stabile di prosa “Michele Stilo” esibendosi in una “carrellata umoristica” in omaggio ad Achille Campanile. Sotto la direzione artistica di Franco Cutroni, nel quadro della prima rassegna di “Teatro da Camera”, gli attori, in maniera brillante, pur sfiorando a volo di farfalla il lato spicciolo della produzione umoristica di Campanile, hanno fatto trascorrere, al pubblico in sala, un’oretta e mezza in allegria, con battute in libertà, sketchs, commedie in tre minuti, aforismi, usciti dalla fertile vena umoristica del nostro autore.
Il tutto frammezzato dall’apporto musicale dell’irriducibile maestro Masino Aricò al pianoforte.

Giovanni Corica, ormai divenuto veterano sulla scena, Maria Antonietta Aliberti, Nica Calabrò, Aldo Costantino, Franco Cutroni, Ada Di Paola, Filippo Fugazzotto, Salvina Maio, Claudio Passantino, Mimma Stramandino, Tiziana Turrisi sono stati tutti talmente bravi che, se fosse stato possibile, sarebbero stati applauditi persino da Achille Campanile, colui che amava far ridere ricorrendo a battute che sembravano insensate, mentre in realtà erano ferocemente veritiere. Il segreto di Campanile, che visse nel secolo scorso, era tutto nel suo linguaggio il più piano e semplice possibile, con battute mai scurrili, prevalentemente basate su giochi di parole e combinazioni surreali. Nato il 28 settembre 1899, cominciò a scrivere giovanissimo, iniziando col giornalismo quotidiano e poi passando all’umoristico Travaso, in pieno periodo fascista. Come il suo collega contemporaneo, Marcello Marchesi, si sbizzarriva spesso lanciando aforismi, che prevalentemente beccavano la donna. Il più noto: Agosto, moglie mia non ti conosco, che è anche il titolo di un suo libro. Altri: “Mi spezzo ma non m’impiego”, “Il segreto per andare d’accordo con le donne è avere torto”. “Le donne vogliono un marito che sia un genio. Quando si sposano, vogliono che sia un babbeo".

LA FORTUNA DEL CANNOLO SICILIANO

Stamani, sono andato a comprare il solito filoncino di pane fresco domenicale. Perchè a casa, i picciriddi, il pane di ieri non intendono mangiarlo.
La panetteria "U funnu", quando sono entrato, era affollatissima.
Ho preso il ticket contapersone e ho atteso.
Attendendo, ho assistito ad una scena che mi ha fatto cambiare opinione sull'operato del dimissionario Totò Cuffaro: parecchia gente, anzicché pane, anzicché ravioli - o assieme al pane, assieme ai ravioli- chiedeva cannoli di ricotta, pagava e usciva lieta con in mano "guantieroni", pieni di cannoli di ricotta: quei bei cannoloni dalla buccia croccante e la ricotta picchettata di briciole di mandorle tostate, che sono una vera specialità.
Allora ho pensato e, pensando, mi sono ricreduto: " Totò, qualcosa di grande, veramente l'ha fatto! Anche se durante la sua lunga carriera regionale aveva più detto che fatto per il popolo siciliano, ora stava facendo un vero miracolo operativo a favore del cannolo siciliano: una "cosa duci" che proprio in questi giorni ha avuto tant'eco nel mondo da far venire l'acquolina in bocca a chissà quanti estimatori e avversari suoi.
E non solo voglia di gola, ma anche di fantasie carnascialesche.
Si avvicina il Carnevale e già, tra le maschere, cominciano a vedersi infatti i primi
costumi a foggia di cannoli.
Siciliani.
E, poi, insistiamo col dire che il presidente Cuffaro non ha fatto niente per i Siciliani?
No, non è giusto, e pertanto mi ricredo.

CIFRA

sabato 26 gennaio 2008

CADE SANSONE CON TUTTI I FILISTEI



Il presidente della Regione Salvatore Cuffaro, dopo avere tentato per un’intera settimana di non staccarsi dalla poltrona, perché non era il caso, visto che aveva favorito un solo personaggio in odore di mafia e non tutta l’organizzazione, oggi ha deciso di dimettersi irrevocabilmente dall’importante carica.
Aveva , sì, degustato un paio di cannoli siciliani sull’onda dell’entusiasmo suscitatogli dalle dimostrazioni di affetto e di solidarietà di molti amici siciliani (19%), ma oggi, di fronte all’accanita ingiusta richiesta di sue dimissioni avanzata da avversari e finti amici siciliani e non (81%), si è presentato davanti all’assemblea regionale ed ha gettato la spugna.
Cade quindi Sansone, ma con lui cadono tutti i Filistei.
Perché, sì, una volta mozzata la testa del Governatore, cadono con essa Governo ed Assemblea e si dovrà dar vita a nuove elezioni.
Questo avviene in Sicilia, ma non si sa se accadrà in modo analogo a Roma, dove è caduto Romano Prodi e probabilmente non cadranno tutti i Filistei.
Si scioglierà il Governo, ma non è certo che si scioglieranno Camera e Senato.
Infatti non tutti premono perché si apra, senza perdere tempo, la strada a nuove elezioni.
E se Fini e Berlusconi intendono avviare subito la campagna elettorale, senza neppure cambiare la legge “porcellum”, è perché sono convinti che prima si vota e maggiore è il successo per il loro schieramento.
Addirittura credono che – votandosi in primavera - prenderebbero tanti di quei voti in surplus da non dovere temere gli effetti di una legge capestro. Ma se facessero i conti senza l’oste?
FRA' GALDINO

venerdì 25 gennaio 2008

MA CHE C'ENTRA IL LATTE DI BUFALA CON LA CRISI?

FOTO://MASTELLA LEGGE LA SUA BUFALA
"Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di sfuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,..."e continua la tiritera, che una donna ha scritto - una certa Marta Medeiros - e che qualche burlone ha diffuso in internet come frutto della mente e del cuore del Premio Nobel Pablo Neruda.
E' miscuglio di pseudo versi che, per qualificare il suo inqualificabile atto politico Clemente Mastella declamò ieri al Senato. Convinto che fosse frutto di un grande poeta, mentre in realtà era una bufala. Una di quelle bufale campane che poveracce sono avvelenate dall'inquinamento.
Stefano Passigli, presidente della casa editrice che pubblica in Italia le opere di Pablo Neruda, ha sentito il dovere di precisare che “quei versi banali e vagamente new-age non possono certo essere opera di uno dei più grandi poeti del novecento" E con un sospiro di sollievo ha concluso: "Meglio così: non credo che Pablo Neruda, che ha speso la vita per grandi ideali politici, sarebbe stato lusingato dal sentir citare una poesia davvero sua dalla voce di Clemente Mastella".
FRANCECO CILONA

PEDONIAMO E TRAFFICHIAMO (COME?)

foto://VIA ROMA

Nella nostra città sembra che ci sia l’intenzione di “riqualificare” il centro storico, mediante lavori di riattamento e modifica funzionale di metà della via Roma – esattamente i due tronchi compresi tra piazza Basilica minore e piazza Stazione vecchia – in maniera da togliere dal traffico stradale il cuore del centro urbano, finora utilizzato per lo smaltimento della circolazione nel senso monte-mare.
S’è tentato di portare a compimento la gara relativa alla progettazione della “prestigiosa” idea , per la cui realizzazione è prevista una spesa di duemilioni e mezzo di euro, già finanziati, ma le offerte fatte dai concorrenti sono state tali da non consentirne la conclusione. Adesso giunge notizia che si riapre una nuova gara , i cui termini per le offerte scadono il 13.03.2008. Successivamente si procederà alla scelta dei progetti ( preliminare e definitivo ) e al conseguente avvio dei lavori, che dovrebbero trasformare buona parte della via Roma nel salotto del pedone barcellonese, con attraversamenti carrabili nei punti indispensabili, cioè agli incroci con le vie Marconi, Operai, Garibaldi. La nuova area pedonale dovrebbe fruire, oltre che dell’ammodernamento degli impianti sotto traccia, di ampi spazi coperti, con portali prefabbricati e con la costruzione di una nuova fontana in sostituzione dell’indecoroso “beviere” antistante la Basilica di San Sebastiano. Saranno soldi spesi in bellezza per la bellezza del centro storico, con pochi riferimenti però alle conseguenze che potrebbero gravare sulla già difficile circolazione nelle modeste strade collaterali alla via-salotto.

giovedì 24 gennaio 2008

LA DOPPIA VERITA'

La verità adesso ha due facce, speculari tra di loro.
Si può dire che sia diventata sorella di Giano bifronte.
A conferma di ciò, quanto è accaduto al Senato, stasera.
Mastella, per motivi suoi, lascia il governo per il quale il popolo l'ha votato , se ne passa dall'altra parte e vota contro il Governo Prodi, cui fino a ieri ha fatto parte: non è un traditore.
Il senatore siciliano, Nuccio Cusumano, democristiano di Agrigento, posteggiato nell'Udeur, eletto e facente parte con l'Udeur della stessa coalizione sostenitrice del Governo Prodi, mantiene la fiducia al Governo Prodi: è traditore.
Anzi peggio: è assalito e insultato "pezzo di merda, traditore, cornuto, frocio", dal segretario dell'Udeur, Tommaso Barbato, anche lui come Mastella, ora, nemico di Prodi.
In barba al mandato dei suoi elettori.
Anche lui, in sintonia con Mastella, non è traditore
. fOTO: sen. CUSUMANO

AERMELA:TUTTI LO VOGLIONO: LO FACCIANO!



FOTO:// LA FASCIA ROSA INDICHEREBBE APPROSIMATIVAMENTE L'AEROPORTO
C'è stato un importante incontro all'Hotel Royal di Messina, organizzato dal Rotary Club per la trattazione di un argomento che, da più parti, adesso viene considerato vitale per la nostra provincia: la costruzione di un aeroporto civile che possa servire il territorio della fascia tirrenica e quello del capoluogo, la cui popolazione viaggiante attualmente è in stato di disagio per la distanza e l'inadeguatezza degli impianti di Catania e Reggio Calabria.
Gli interventi, tutti autorevoli, hanno in particolare riguardato, oltre a tale necessità, le possibilità di scelta per l'ubicazione di un eventuale aeroporto di Messina.
L'orientamento generale è risultato quello già privilegiato dal presidente della Provincia Leonardi, che, essendosi ricreduto sulla utilità e vantaggio di accorpare Messina a Reggio nell'utilizzo dell'impianto calabrese, opportunamente adattato, s'è gettato anima e corpo a favore della tesi di un aeroporto tutto messinese, da costruirsi nella piana di Barcellona-Milazzo.
E pare che tutti siano d'accordo nel riconoscere che altro sito più adatto non esiste in tutta la provincia e che l'esistenza di impianti a rischio come la raffineria e l'Enel non possano influire negativamente su una scelta del genere.
Se così è, se i soldi ci sono - compresi quelli promessi da Cuffaro -, se non ci saranno ostacoli da parte dei residenti e operatori della zona, che lo facciano questo benedetto aerooporto, senza più dilungarsi in discussioni sterili, che potrebbero essere soltanto utili a fine elettorale, visto l'approssimarsi di consultazioni per la provincia e per il comune di Messina.
Francesco Cilona

mercoledì 23 gennaio 2008

ANCORA CRITICHE SUL COMANDANTE DEI VIGILI



FOTO:MARIA TERESA COLLICA

Non va a genio a più di uno la prassi cui è ricorso il sindaco Candeloro Nania per la nomina di un nuovo comandante dei Vigili Urbani di Barcellona.
Dopo gli interventi del consigliere comunale Giusepppe Trifilò (udc), motivanti il dissenso della sua parte politica verso l’assunzione a tempo determinato del col. Marco Crisafulli, già in servizio presso il Comune di Messina, a corroborare tale disapprovazione, si assomma adesso lo scontento espresso dal movimento cittadino “Città Aperta”.
Il coordinatore Antonio Mamì ed il portavoce Maria Teresa Collica, per conto del movimento da loro rappresentato, hanno firmato una nota in cui si esprime piena condivisione con quanto dichiarato dal consigliere Trifilò , riconoscendo la inopportunità della scelta fatta dall’Amministrazione Comunale, sia per la precarietà dell’incarico, che rimane sempre provvisorio, sia per il carattere politico nella individuazione del soggetto incaricato a rappresentare “questa importante figura per il presidio municipale”.
I rappresentanti di “Città Aperta” sostengono che i due inconvenienti sopra espressi potrebbero “far sorgere dubbi sulla sua piena indipendenza, oltre ad ostacolarne una completa ed approfondita conoscenza della realtà locale”. Per tali motivi, “Città Aperta” si augura che, per la nomina del comandante dei VV.UU., venga al più presto bandito un apposito concorso. Ovviamente che non sia semplicemente per titoli, nè con incarico precario. Per quanto riguarda i precedenti interventi del consigliere Trifilò, vale la pena ricordare che in una sua interrogazione, riferendosi al col. Crisafulli, espresse il parere che il soggetto in questione non avesse la qualifica dirigenziale, né la conoscenza del territorio e del tessuto sociale della nostra città; chiese perché l’incarico non fosse stato conferito a personale interno ed invitò il sindaco a revocare la deliberazione di nomina, avvertendolo che nel perpetuarsi dell’inerzia, si sarebbe sentito in dovere di “inoltrare circostanziata segnalazione alla Corte dei Conti”.
Ignoriamo se, visto che il Sindaco non ha fatto alcun passo indietro, tale proposito sia stato attuato e, in caso negativo, se sia ancora nelle intenzioni del consigliere udc.

Fra Galdino

martedì 22 gennaio 2008

LA TECONOLOGIA CI AIUTA E LA POLITICA CI "sdirrupa"

FOTO: GIGANTESCO INCENERITORE IN FUNZIONE
Thor: il meccano-valorizzatore di rifiuti
pubblicato: mercoledì 09 gennaio 2008 da Luca in: Tecnologia Rifiuti
"Siamo alle solite: il problema dei rifiuti sovrasta Napoli (ma non solo) ed ecco che il CNR rende nota la presenza di THOR (Total House Waste Recycling) un nuovo strumento già in sperimentazione in Sicilia ( a Torrenova ndr) che consente lo smaltimento completo dei rifiuti domestici. Il nuovo “valorizzatore” è di tipo meccanico e consente alla spazzatura indifferenziata di essere finemente sbriciolata, con dimensioni di decimillesimi di millimetro attraverso una molitura accurata.
Questo trito fine diverrebbe un combustibile dalle caratteristiche simili al carbone ma senza zolfo e idrocarburi policicli e può essere utilizzato per gli scopi più svariati: sia come biomassa che come biodiesel che pellettato.
Alcune caratteristiche interessanti del Thor sono:
- portabilità: può essere caricato e trasportato;
- non necessita di siti di stoccaggio per i rifiuti;
- essendo meccanico può essere acceso o spento senza problemi;
- bilancio energetico positivo (ovviamente).
E’ sicuramente sbagliato utilizzare come modello un qualsivoglia sistema che non contempli il riciclo ed il riutilizzo dei materiali, tuttavia può essere utile in casi di estrema emergenza come la suddetta situazione campana."
Il Cnr insiste sul fatto che tale sistema di riciclaggio «indifferenziato» ha la caratteristica di essere assolutamente autonomo e mobile, tanto da potere essere istallato su tir e navi. L'impianto è vantaggioso anche dal punto di vista finanziario, consentendo di abbattere i costi per tonnellata di rifiuti trattati, fino alla metà rispetto a quelli per il convogliamento in discarica e addirittura ad un sesto in confronto alla spesa determinata dal trattamento con il tradizionale inceneritore.
In riferimento al nome del nuovo marchingegno :
Thor è una delle principali divinità dei Vichinghi, noto come il dio del tuono. La mitologia norrena è ricca di racconti sulle gesta di Thor e sulla sua perenne lotta contro i giganti

lunedì 21 gennaio 2008

QUESTO SI' CHE E' DEGRADO




Stanno spogliando il camposanto dedicato a Sant’Anna, madre della Madonna. E’ una spoliazione che ormai si ripete da mesi, che indigna, oltre che per il luogo in cui s’infierisce, anche per la reiterata sfacciataggine con cui viene compiuta. Senza che finora si sia riusciti neppure a capire per quale reale scopo gente, sicuramente senza coscienza, sta strappando dalle tombe dei nostri cari tanti pezzi ornamentali: croci e statuette di bronzo che commercialmente possono avere un valore meschino e irrisorio rispetto al loro immenso significato sentimentale e religioso.

Indignazione, sì, tanta e grandissima, e non soltanto per l’infamia commessa, ma anche per la mancanza di attenzione finora dimostrata verso quell’importante luogo sacro, che merita di essere custodito e protetto più e meglio di tutta quanta la città. Non basta, caro amico assessore, esprimere tutta la propria amarezza e il proprio disprezzo verso chi commette atti così osceni, non basta poter dire l’abbiamo denunciato più volte alla polizia o ai carabinieri, se non si entra nella mentalità che il Cimitero – e non tanto per proteggere le sue parti ornamentali, quanto per non turbare l’eterno riposo dei nostri cari – va amato e gelosamente rispettato, anzitutto da tutti noi, che non dovremmo mai lasciarlo in stato di abbandono, poco pulito, ingombro d’erbacce, mal protetto dalle incursioni esterne.



Francesco Cilona

domenica 20 gennaio 2008

CAMBIANDO L'ORDINE DEI FATTORI IL PRODOTTO CAMBIA


Oggi, sul quotidiano "la Repubblica", nel suo lungo articolo intitolato "Quanti devoti nel giardino del Papa", Eugenio Scalfari, parlando del Cardinale Ruini, dice: "Fossi nei panni del Vicario del Vicario (ndr.RUINI), farei discretamente e con mitezza sapere a Mastella, a Cuffaro, a Berlusconi, a Casini, che i loro comportamenti sono a dir poco imbarazzanti per la Chiesa e forse farebbero bene a non presenziare manifestazioni di testimonianza cristiana. Ma se poi si venisse a sapere che Camillo Ruini è un ateo devoto?"
E qui il biancobarbuto fondatore de "la Repubblica" mostra d'avere le idee un po' confuse: perchè Camillo Ruini non potrà mai essere un ateo devoto, caso mai potrebbe essere un devoto ateo.
E non mi dica il collega decano giornalista che cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia. Perchè, se ben si riflette, è molto più grave essere un devoto miscredente che un miscredente devoto. Nel primo caso si tradisce Dio, nell'altro soltanto la buonafede degli uomini. E fra Dio e gli uomini c'è un abisso, per qualità e importanza.

Fra' Galdino

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