venerdì 28 agosto 2009

CRESCE LA POLEMICA SUL TESTAMENTO BIOLOGICO, DOPO LE AFFERMAZIONI DI FINI E LA REPLICA DI GASPARRI E QUAGLIARELLO

SIGNIFICATIVO COMMENTO DEL PRESIDENTE DELLA "FEDERAZIONE DEI LIBERALI"

Dopo l'intervento di Gianfranco Fini alla Festa del PD, immigrazione, testamento biologico e laicità delle istituzioni - temi scottanti del momento - hanno messo in agitazione la maggioranza governativa. Il presidente della Camera è stato immediatamente criticato dal Pdl in modo particolare aspro per le affermazioni espresse nei confronti della legge sul fine-vita.
Fini aveva rimarcato che le leggi le fa il Parlamento e non il Vaticano. E ciò deve essere apparso uno strappo alla linea del Popolo della libertà.
Con una dichiarazione congiunta Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo del PdL al Senato, pur senza fare il nome di Fini, hanno affermato che
"'La legge sul testamento biologico approvata a Palazzo Madama è frutto del libero convincimento dei senatori, i quali non solo non possono essere tacciati in alcun modo di clericalismo, ma hanno avuto la possibilità di esprimersi nella libertà della loro coscienza anche rispetto ai gruppi di appartenenza, anche quando, come nel caso del PdL, all'esito di una lunga, approfondita e laica discussione si era giunti all'individuazione di una linea largamente maggioritaria''. E hanno aggiunto:"Non accettiamo lezioni di laicità".
Le affermazioni dei due rappresentanti della maggioranza hanno dato esca alle polemiche. A tale proposito, significativa appare una nota del Presidente della Federazione dei Liberali, Raffaello Morelli, che così commenta:
"Secondo i senatori Gasparri e Quagliarello, capogruppo e vice del Popolo della Libertà, la norma sul testamento biologico approvata lo scorso marzo dal Senato e ora in discussione alla Camera, esprime il libero convincimento dei senatori e non può esser tacciata di clericalismo. La loro è una frase senza senso. Anche i clericali hanno dei liberi convincimenti. Che restano convincimenti clericali".

"Nel caso - si chiede Morelli - come si dovrebbe definire, se non clericale, una norma che ha denominato testamento biologico un atto che il cittadino può fare ma di cui, ai sensi dell'art. 4 comma 6 e dell'art.7 comma 1 , il medico può tranquillamente non tener conto ? Una norma che oltretutto all'art.3 comma 5, esclude alimentazione e idratazione dal testamento biologico perché non sarebbero trattamenti medici invasivi, come viceversa ha stabilito la quasi totalità degli scienziati? Mutare alla Camera questa norma è un'esigenza di laicità valida per tutti i cittadini, credenti o non credenti".

"L'uscita dei sen. Gasparri e Quagliarello - conclude la nota - è l'ennesimo episodio che deve spingere a imperniare una politica per la civile convivenza sulla difesa diffusa della laicità delle istituzioni modellata sul principio della separazione tra Stato e Chiesa. C'è un primo passo da fare. Capire che l'avversario della laicità non sono la religione e le gerarchie religiose, cosa questa non chiarita bene neppure nelle parole del Presidente della Camera. L'avversario sono i teo-con, vale a dire i politici e i cittadini ordinari, che cercano di soffocare le libere determinazioni di ciascuno, credente o non credente, assoggettandole al conformismo dei modi di vita di qualcuno, fosse anche la maggioranza E che spesso lo fanno neanche per convincimento ma per convenienza di potere."

1 commento:

Unknown ha detto...

Sono d’accordo con i commenti del presidente della Federazione dei liberali. Il nostro è uno stato laico di diritto.La Chiesa partecipa al dibattito pubblico ma le leggi le fa il Parlamento .Esse devono rispecchiare i principi e gli ideali costituzionali non il catechismo della Chiesa.La maggioranza in parlamento non rispecchia su questi temi né tali principi nè la sensibilità della maggioranza della popolazione.Franz

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