mercoledì 14 settembre 2011

SARNO (UIL): La sentenza di Lecce rischia di accelerare il default del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria)




CARCERI DI LECCE / RISARCIMENTO A DETENUTO

magistrato, ministero paghi 220 euro per un mese di detenzione


(ANSA) - LECCE, 12 SET - Sarà risarcito un detenuto tunisino di 28 anni, che - con una quarantina di compagni nel carcere di Borgo San Nicola di Lecce - nel giugno dello scorso anno presentò ricorso contro le condizioni di vita nel penitenziario. Lo stabilisce l'ordinanza del magistrato di sorveglianza di Lecce Luigi Tarantino. Il tunisino scontava la pena per furto aggravato: il magistrato, accogliendo in parte il ricorso, ha deciso che il ministero della giustizia paghi 220 euro per il regime detentivo di un mese.

L'UIL PA PENITENZIARI COMUNICA
:

“ La condanna al risarcimento per danni esistenziali pronunciata dal Tribunale di Sorveglianza di Lecce nei confronti dell’Amministrazione Penitenziaria, in accoglimento di un ricorso presentato da un detenuto, segna, senza alcun dubbio, una evidente accelerazione del fallimento economico dell’Amministrazione Penitenziaria. Una Amministrazione già fortemente indebitata per circa 140 milioni di euro (che tra qualche settimana non potrà nemmeno più garantire il vitto ai detenuti ed è insolvente sinanche nei confronti del proprio personale) non potrà, in tutta evidenza, far fronte agli effetti che potrebbero scatenarsi all’accoglimento della marea di ricorsi che è prevedibile saranno presentati dai circa 67mila detenuti che affollano le degradate e degradanti carceri italiane”

Le considerazioni espresse dal Segretario Generale della UIL PA Penitenziari vanno oltre la soglia della preoccupazione per sfociare nell’allarme rosso

Purtroppo, e per l’ennesima volta, i riflettori dell’informazione si accendono sul dramma del sistema penitenziario solo in occasione di notizie eclatanti. Fu così, per breve tempo, anche dopo la pronuncia della Corte di Giustizia Europea. Sarà così prevede SARNO - anche dopo la sentenza di Lecce. E’ chiaro, almeno a noi, che le attuali condizioni della detenzione in Italia sono ai limiti della disumanità e dell’inciviltà, al netto delle sentenze. Ed è su queste condizioni, come ci ha ricordato con autorevolezza e competenza il Presidente Napolitano, che occorre intervenire. Ed è questo un compito che spetta primariamente alla politica che invece sembra essere, salvo rare eccezioni, distratta da ben altre, meno importanti, questioni.”

I due suicidi verificatisi nelle celle di istituti penitenziari della Sicilia nelle ultime 48 ore rappresentano per la UIL PA Penitenziari una ulteriore conferma delle criticità in atto, così come le recenti dichiarazioni di parlamentari in visita a Poggioreale suscitano molto più di qualche perplessità

50 suicidi in cella verificatisi in poco più di otto mesi sono un campanello di allarme che non può essere ignorato Nessuno può e deve strumentalizzare quelle tragedie umane, e noi non intendiamo farlo. Ma è necessarioauspica il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari - che dopo la proclamazione dello stato di emergenza, il Governo affronti urgentemente e pragmaticamente la questione penitenziaria. Occorre rivedere l’utilità di un piano carceri che porterà all’edificazione di nuove strutture (se e quando saranno edificate) senza la prospettiva di una loro reale operatività, considerata la mancanza di personale. Occorre riconsiderare l’impianto del sistema sanzionatorio, nell’ambito di una riforma della Giustizia che si appalesa sempre come più una delle riforme prioritarie e necessarie per il Paese. Occorre garantire condizioni di lavoro dignitoso al personale di polizia penitenziaria e a tutti gli operatori penitenziari oramai sfiancati, sfiniti e demotivati dal dover sopportare in splendida solitudine il peso di un sistema alla deriva. Ne possono rinfrancare le parole di ex politici attualmente detenuti sull’impegno a vita verso il sistema carcere; tantomeno costituiscono garanzie vere gli impegni dei politici in visita a ex parlamentari ristretti. L’ impegno dei parlamentari sul dramma umano, sociale, umanitario, sanitario e di ordine pubblico, qual è la questione penitenziaria, deve prescindere dalla detenzione di soggetti che hanno attraversato i corridoi del Parlamento. Così’ come è auspicabile che anche la Magistratura rifletta seriamente sull’eccessivo ricorso alla custodia cautelare e vigili sulla indebita detenzione di soggetti sottoposti a riti immediati. In questo quadro molto più che allarmante – conclude Eugenio SARNO – la convocazione che il Ministro Palma ha inviato alle OO.SS. della polizia penitenziaria per il prossimo 26 settembre rappresenta un atto di buon senso e di sensibilità di cui non ci sfugge il senso, sempreché quell’incontro possa rappresentare un concreto avvio di un percorso di ascolto, attenzione e soluzioni Responsabilmente lavoreremo perché ciò accada”

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