

Ai tempi degli antichi Romani, c'erano le forche caudine dove si era costretti a passare con grande sofferenza ed umiliazione.
Oggi, nella nostra città, siamo costretti a percorrere, con i nostri mezzi motorizzati, "passaggi" talmente tortuosi da meritare anch'essi l'appello di "passi caudini".
E, guarda caso, sono i "passi" più trafficati del centro cittadino.
Il più insidioso dei "passi caudini" è il tratto di strettoia tra la vecchia stazione ferroviaria e la via Umberto Primo, che potrebbe essere eliminato con un intervento radicale, in grado di utilizzare parte della dismessa sede ferroviaria, in modo da congiungere la piazza del Seme d'arancia con via Ugo di S. Onofrio.
Si sono spesi tanti soldi per bitumare le strade in vista delle elezioni, perchè non trovarne per questa soluzione?
L'altro "passo caudino" è costituito dall'ormai ancestrale periplo intorno alla basilica di San Sebastiano, lasciato in eredità dall'Amministrazione Speciale, per consentire alla insulsa vasca rotonda che acceca la via Roma di fare il paio con la striminzita e quindi vana , perchè ugualmente inquinata da rumore e gas, zona pedonale di Piazza Duomo.
Quante migliaia di chilometri e di carburante superflui hanno dovuto consumare, tutte le macchine e gli altri mezzi a motore che, dal giorno in cui è stato costituito, sono stati costretti a percorrere questo capriccioso periplo obbligatorio?
C'è da perdere il conto, se si pensa che tutte le volte che bisogna evitare il passaggio nel tratto di via Roma antistante la Basilica, si devono percorrere circa 500 metri in più, e che questo percorso caudino finora dev'essere stato "transitato" milioni di volte.
Quanto sciupio energetico e quanto inquinamento fuori misura siamo stati indotti a produrre, ce lo sapreste dire? E poi ci si lamenta che, dalle nostre parti, si produce poco!
2 commenti:
e l'elemosina ai semafori?
http://www.youtube.com/watch?v=JfUPHrqmjMU
Anche quella è un'iniziativa produttiva e...un rompimento...
Grazie per averlo fatto notare.
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