giovedì 11 ottobre 2007

LA MENSA SCOLASTICA ED IL SESSO DEGLI ANGELI


Mentre a Palazzo Longano si discute di "quandu fra Carru avia a rafriddatura", il che vuol dire che si argomenta dei progetti fantasma dell'Usl sul futuro dell'ospedale Cutroni-Zodda, in una sala gremita di consiglieri, variamente schierati, di sindacalisti , sindaco e altra gente preoccupata per la sorte della sanità a Barcellona, mentre si perde insomma tempo per conoscere il sesso degli angeli, non si riesce a trovarne per garantire con la giusta tempestività i servizi essenziali , utili alla popolazione.
Dico questo perchè ho nelle mani una lettera che, proprio oggi, i sindacati Cgil, Cisl, Uil hanno indirizzato al sindaco Candeloro Nania, per sollecitare l'avvio della refezione scolastica, un servizio appunto essenziale per l'infanzia, che in prospettiva non si sa ancora se potrà essere garantito con l'inizio dell'anno nuovo.
Gli scriventi - Salvatore Chiofalo, Roberto Isgrò e Lorenzo Gitto - avvertono il sindaco di avere recepito numerosi segni di malumore e di protesta per il mancato avvio della refezione nella scuola dell'obbligo. Le famiglie colpite da tale inadempienza subiscono un grave disagio, determinato dal fatto che devono fare più volte al giorno la spola tra casa e scuola, dovendo prendere i bambini per l'ora di pranzo e riportarli successivamente in classe.
Ai sindacalisti - secondo la lettera - risulta che si prevedono tempi lunghi per l'apertura della mensa scolastica, in quanto il bando di gara non è stato organizzato nel tempo debito.
Dovendosi ancora affrontare i termini relativi alla presentazione delle offerte e i giorni necessari alla commissione per l'esame delle proposte e per l'aggiudicazione del servizio,
nonchè i tempi di pubblicazione degli atti e della successiva stipula del contratto , è ragionevole
prevedere che il servizio non potrà essere effettuato che dopo le vacanze di Natale e Capodanno. Eppure, l'Amministrazione Comunale, sapeva benissimo della necessità di esperire la gara d'appalto in tempi ragionevoli, perchè non si giungesse con tanto ritardo e con il fiato ai denti alla data d'apertura della refezione. La lettera conclude invitando il sindaco a intervenire per sollecitare il più possibile l'iter della gara.

CIFRA

mercoledì 10 ottobre 2007

DAI DEFUNTI A SANTA LUCIA Quarantuno giorni di vuoto


Il vice sindaco dimissionario, Filippo Floramo, che in quel tormentato periodo di "vacanza" stava badando all'ordinaria amministrazione, di fronte al complicarsi della situazione , volendosi ancora evitare l'imposizione della Regione per la immediata convocazione del Consiglio, inviò all'assessore agli Enti Locali una lettera per informarlo che gli era stata notificata l'esistenza d'un ricorso al Tar contro la decisione del Coreco e la stessa intimazione di Ordile. Poichè tale notifica - a suo giudizio - costituiva un fatto nuovo, il vice sindaco riteneva opportuno e necessario informarsi presso lo stesso assessorato come comportarsi. Mentre Floramo restava in attesa d'istruzioni, ovviamente veniva scavalcato il termine di cinque giorni perentoriamente imposto per la convocazione del Consiglio. Come avrebbe reagito la Regione, all'evidente escamotage architettato per prendere tempo?
Ce lo dice il Giornale di Sicilia, la mattina dell'11 dicembre,informandoci che "a sorpresa, ieri, è arrivato al Comune il commissario Onofrio Zaccone, che ha subito disposto la convocazione d'urgenza del Consiglio Comunale". La seduta fu puntata per il giorno 13 dello stesso mese, festività di Santa Lucia.
Dal giorno dei defunti, quando era andata buca la riunione contestata, a quello di Santa Lucia, data della nuova convocazione, c'erano di mezzo ben quarantuno giorni, tutti a discapito della città di Barcellona Pozzo di Gotto.
La repentina risposta di Ordile, tagliando la testa al toro, rimetteva intanto in carreggiata Roberto Molino e gli restituiva la chance di accedere alla carica di sindaco per affrontare una situazione, che si prospettava non facile a gestirsi e neppure di lunga durata, visto che le elezioni comunali erano ormai vicine. Infatti erano previste per la prossima primavera.
Francesco Cilona

CADUTA...FORTUNATA


Cade dalla finestra (o dal balcone?).
Ancora non s’è chiarito, da dove e com'è precipitata.
Comunque, caduta dal terzo piano della palazzina in cui abita,
una ragazza quattordicenne, di Barcellona, finisce al suolo,
in un orto abbandonato, protetto da un alto muro.
Qualcosa ha attutito gli effetti del “volo”, tanto che l’adolescente
rimane a terra viva. Ammaccata e fortemente indolenzita, non riesce a muoversi.
Ha però ancora la forza di gridare e, fortemente spaventata, chiede aiuto a gran voce.
Viene sentita e qualcuno cerca di soccorrerla .
Una telefonata al 118, e il servizio d’emergenza arriva con prontezza.
Ma ecco che un grosso ostacolo mette in difficoltà i soccorritori: non è facile accedere in quel luogo incolto, altamente recintato, per porre su una barella la giovane infortunata e caricarla in ambulanza...

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Considerato il volo, da oltre nove metri d’altezza, la situazione appariva troppo delicata e sarebbe stato scorretto non ricorrere alla barella .
E infatti la "portantina" è stata usata. Ma per farla uscire da quel posto scomodo s'è dovuto chiedere un secondo intervento d’emergenza: quello dei vigili del fuoco di Milazzo che sono accorsi per togliere dall’imbarazzo i soccorritori, bloccati da un recinto troppo alto con ingresso troppo angusto e impraticabile.
Una situazione altamente drammatica , anche perché non si capiva fino a che punto era stata fortunata la ragazzina, le cui generalità si preferisce tacere...


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Sembra, però, che la paurosa caduta non sia stata micidiale e che la fanciulla se la possa cavare, oltre che con tanto spavento, con un ricovero in corsia, nel reparto d’ortopedia del “Cutroni- Zodda", senza gravissime ripercussioni sul suo giovane fisico.
Dopo gli accertamenti radiologici, le sono state diagnosticate fratture ossee che, data l'età della paziente, non tarderanno a guarire.
Auguri, piccola, e stai più attenta , un’altra volta, se t’affacci alla finestra o al balcone.
Sei molto giovane ed hai davanti a te tanto da vivere e da apprendere.
Sii serena e felice d’essere stata acciuffata a volo dalla Fortuna.


Fra' Galdino

martedì 9 ottobre 2007

BARCELLONESI PER GENOVESE, NELLE LISTE PER IL PD

FOTO: in alto, un momento della presentazione-- sotto, Nevoso, Genovese, Siracusa.



Anche la città di Barcellona Pozzo di Gotto sarà parte attiva, sia come elettorato sia come candidature, nella consultazione per la formazione dell'assemblea costituente nazionale del nuovo Partito Democratico.
Domenica prossima, in tre diverse sedi, ubicate a Pozzo di Gotto , al centro e nel quartiere di Sant'Antonino, dalle 7 alle 20, si voterà per le cosiddette primarie, in base alle quali saranno scelti il Segretario nazionale, il segretario regionale e i delegati alle Assemblee nazionale e regionale.
Voteranno, oltre agli iscritti nei due partiti promotori (ds e Margherita) tutti i simpatizzanti che lo vorranno e che hanno almeno sedici anni. Per potere esprimere il voto, bisognerà presentarsi al seggio più vicino alla propria abitazione, muniti di carta d'identità e di certificato elettorale. Per i minorenni e gli stranieri , che ovviamente non posseggono il certificato elettorale, è sufficiente la tessera d'identità.
Per la zona compresa tra la via Madia e la periferia ovest della città, il seggio ha sede nella scuola madia Ugo Foscolo, per il centro urbano si voterà nella sede della Scuola elementare Luigi Capuana; per la zona di Pozzo di Gotto e frazioni limitrofe il seggio è ubicato nella scuola media D'Alcontres. In vista di questa consultazione, oggi, è stato a Barcellona , Francantonio Genovese, per presentare i due candidati concittadini Piera Nevoso e Vito Siracusa, presenti in due liste diverse entrambe collegate all'ex sindaco di Messina, candidato a segretario regionale del Partito Democratico.
L'avvocato Pietra Nevoso, 53 anni, di Barcellona, è stata dirigente dell'Ufficio di collocamento di Mazzarrà S. Andrea, vice dirigente della Sezione Circoscrizionale del Lavoro di Barcellona e dal 1988 svolge la professione forense, specializzata in Diritto minorile e Diritto del lavoro. E' candidata nella lista "Con Veltroni e Genovese" Ambiente, Innovazione, Lavoro.
L'altro candidato, che si presenta in una lista diversa di origine ds, la "Democratici con Genovese e Veltroni", è Vito Siracusa, diessino di 62 anni, abbastanza noto a Barcellona, già assessore comunale a Palazzo Longano, durante la sindacatura di Franco Speciale, dal 1970 al 1980 segretario della sezione comunista di Barcellona e consigliere comunale nello stesso periodo. Successivamene, nel quadriennio 90/94, è stato consigliere provinciale per il Pds.
Il Collegio di Barcellona, per le votazioni di Domenica 14 ottobre, comprende oltre al capofila Barcellona, i Comuni di Basicò, Brolo, Falcone, Ficarra, Furnari, Gioiosa Marea, Librizzi, Mazzarrà S.A., Montagnareale, Montalbano Elicona, Naso, Novara di Sicilia, Oliveri, Patti, Piraino, Rodì Milici, Sant'Angelo di Brolo, Sinagra, Terme Vigliatore, Tripi.
Nell'incontro di presentazione dei candidati, tenutosi a metà giornata, nella sede della Margherita, in via Roma, sono intrervenuti , oltre ai candidati regionale e locali, diverse personalità politiche, tra cui i deputati regionali Filippo Panarello e Franco Rinaldi, il dottore Nino Pantano, Pippo Biondo, l'avvocato Francesco Russo, che ha fatto gli onori di casa e introdotto gli ospiti candidati, ed altri.
Francesco Cilona

lunedì 8 ottobre 2007

LA CITTA' SENZA RE NE' REGNO

Il sindaco uscente Sen. Santalco




Era trascorso un mese dalla travagliata notte in cui il senatore Santalco aveva dovuto rendersi conto d’avere definitivamente perso il controllo sul consiglio comunale. E ancora si attendeva la soluzione al problema creato dalle sue dimissioni da sindaco. Lo scioglimento del massimo consesso cittadino, da lui voluto, era stato annullato dal Coreco, e così era pure avvenuto per l’anomala elezione del nuovo sindaco. Bisognava riconvocare l’assemblea e riprendere di sana pianta il dibattito, dal quale sarebbe dovuta scaturire la soluzione del dilemma:. Il compito di organizzare la nuova seduta spettava al sindaco dimissionario, che però, non essendo d’accordo, tardava ad adempierlo. Il 3 dicembre, stando così le cose, l’assessore regionale agli enti locali, considerata l’obbligatorietà di tale adempimento, decise d’inviare a Palazzo Longano, tramite fax, una diffida , perché entro cinque giorni si disponesse la convocazione di una seduta straordinaria ed urgente del Consiglio per la ricostituzione degli organi esecutivi del Comune.. In appendice si intimava di rispettare la puntualità, perché in caso contrario si sarebbe attivata la procedura sostitutiva , prevista dall’ex art. 24 della legge regionale n.44/912. In altri termini, in caso d’inadempienza , l’Assessore prospettava l’invio d’un commissario ad acta, affinchè procedesse alla convocazione del consiglio, in maniera da consentire la formazione degli organi amministrativi. Dai sostenitori della tesi santalchiana, il tenore di quel fax venne considerato il frutto di una strumentalizzazione politica intesa ad umiliare il senatore, “reo” soltanto “d’avere avuto la capacità di gestire correttamente la cosa pubblica per 37 anni”. “Ma il caso – dissero – non finisce qui”. La reazione non tardò a venire. Gli undici dc che erano rimasti a sostegno del senatore, continuando il braccio di ferro, impugnarono immediatamente sia la decisione del Coreco, sia l’intimazione dell’assesore Ordile, presentando ricorso al Tar di Catania e chiedendo la sospensione di quei due atti, secondo loro, pregiudizievoli per la conduzione amministrativa del Comune, che avrebbe coinvolto la giunta dimissionaria, pur essendo il consiglio sospeso “ope legis”. Ormai s'era giunti alla carta bollata, e nessuno della vecchia amministrazione intendeva riconvocare il Consiglio. La città era già senza re e senza regno.

Nella foto in basso:Filippo Floramo v. sindaco uscente


Francesco Cilona

NON BASTANO LE SMENTITE SULLA "BOZZA"

Nelle foto: La Galla, Nania, Cuffaro






Le smentite del presidente della Regione e dell'assessore alla sanita alle voci dell'avvenuta preparazione di un piano di riorganizzazione degli ospedali e delle Usl nell'Isola, non sono bastate per sedare lo stato di fibrillazione negli ambienti sanitari, politici e sindacali di Barcellona, dove si teme per il futuro dei due ospedali della Piana.
Ha voglia di dichiarare, Roberto La Galla, che non c'è alcun progetto di chiusura o apertura di ospedali e che si tratta di notizie pretestuose propalate dall'opposizione , che potrebbero preludere a un tentativo di far commissariare la Regione nel settore della sanità. A Barcellona, il minimizzare dei due esponenti regionali non è stato neppure recepito, e gli interessati al problema continuano a preccuparsi e a mantenere vivo il sospetto che, quanto prima, venga fuori la sorpresa che metta definitamente in ko i nostri servizi sanitari e i due unici presìdi ospedalieri esistenti nel nostro vasto comprensorio.
E' proprio di questi giorni, una petizione al sindaco Nania, sottoscritta da rappresentanti dei partiti, dei sindacati e di associazioni e movimenti politici, i quali dopo una cruda disamina dello stato di declino in cui versano i servizi sanitari ed ospedalieri di Barcellona, prendono atto della disponibilità dell'amministrazione comunale ad affrontare tale problematica e sottolineano che il piano di riordino della Sanità Provinciale penalizza fortemente i presìdi di Barcellona P.G. e di Milazzo, a tutto vantaggio di Messina, che può contare su un alto numero di presidi ospedalieri pubblici e privati". Dopo avere lamentato che "il piano previsto dall'assessorato alla sanità non colpisce i veri santuari dello spreco e della lievitazione della spesa sanitaria" , gli scriventi chiedono che tale stato d'emergenza venga affrontato in collaborazione dai rappresentanti politici e le amministrazioni comunali di Milazzo e Barcellona, al fine di evitare inutili e sterili campanilismi. A ciò aggiungono la proposta di "realizzare nel nostro comprensorio, nel medio e nel lungo periodo, servizi ospedalieri di qualità e di garantire a tutto il territorio la continuità e l'efficienza delle prestazioni sanitarie ed extraospedaliere". La petizione conclude formulando la richiesta di convocazione delle forze politiche di maggioranza e d'opposizione, per affrontare la delicata situazione e sottoporre una piattaforma comune su tale problematica alla competente amministrazione sanitaria e all'assessorato regionale alla sanità.
Fra' Galdino

I LAVORATORI ED IL REFERENDUM SULL'INTESA PER IL WELFARE


Dall'8 al 12 ottobre, nelle sedi sindacali CGIL, CISL, UIL, si vota il referendum sull'intesa con il Governo, sottoscritta il 23 luglio, dopo lungo negoziato risoltosi, secondo detti sindacati , in una risposta positiva alle richieste e ai contenuti della loro "piattaforma" del 5 febbraio 2007.
In un manifesto, Cgil, Cisl e Uil spiegano le "ragioni" per le quali bisogna partecipare in massa ed esprimere un "si".
L'accordo Governo- sindacati - a loro giudizio - assicura: la destinazione, nel prossimo decennio, di risorse consistenti per il miglioramento dello stato sociale e per il riconoscimento di nuovi diritti e tutele, per giovani, donne e anziani; nuove misure a sostegno della competitività; il riconoscimento della centralità del lavoro a tempo indeterminato. Riconosce l'importanza degli ammortizzatori sociali, ha consentito il superamento dello "scalone"e la rivalutazione di oltre tre milioni di pensioni basse, con l'impegno del Governo di istituire un tavolo permanente di confronto con le organizzazioni sindacali dei pensionati per la verifica di ulteriori rivalutazioni. Inoltre i tre sindacati si dicono soddisfatti per essere riusciti a fare introdurre una nuova disciplina per il riconoscimento dei requisiti relativi ai lavori usuranti.

IL PROGRAMMA DI STASERA

Si conclude la festa del Movimento SINISTRA DEMOCRATICA:
Ore 18 - apertura della festa.
ore 18,30 - dibattito con tutta l'opposizione, al Comune su "Urbanizzazione ed appalti, quale futuro per Barcellona P,G?"
Ore 20'30 - Musica live

domenica 7 ottobre 2007

SINISTRA DEMOCRATICA IN FESTA



Il movimento Sinistra Democratica, in attesa che "nasca il Santo", cioè quella forza di sinistra che dovrebbe occupare lo spazio abbandonato dai ds votati alla costituzione del PD, ha già organizzato la sua prima festa, in piccolo e sulla falsarica di quella che fu la festa dell'Unità. Musica, gastronomia e dibattiti hanno caratterizzato la serata, nonostante qualche scroscio di pioggia, e continueranno a "divertire" domani, lunedì, sempre all'oasi. Abbastanza confortante è apparso il numero dei partecipanti, soprattutto giovani, che si sono radunati negli spazi esterni della villa, mentre i più impegnati politicamente hanno seguito, nel salone a vetri, un interessante dibattito sull'importanza e l'esigenza di "una moderna ed unitaria Sinistra nel xxi secolo". Al tavolo, oltre all'ospite di rilievo, senatore Giovanni Battaglia, altri uomini politici fautori di un nuovo schieramento che, senza essere antagonista al costituendo Partito Democratico, , dovrebbe creare le premesse per la formazione di una solida forza di sinistra. Presentati dal dottor Nunziante Rosania, abile conduttore del dibattito, hanno preso la parola: il dottore Giuseppe Saija, ultimo segretario dei Ds di Barcellona, il coordinatore provinciale del Movimento Sinistra Democratica, Salvatore Chiofalo, il giovane Nino Novelli ed infine il coordinatore regionale senatore Battaglia. Dopo che Rosania ha focalizzato la delicata situazione politica del momento, nonostante la quale si è ancora in fase teorica su quanto si debba fare per uscire dalla tendenza alla frammentazione della sinistra, l'intervento di Saija ha cercato di far vedere il bicchiere mezzo pieno mostrando fiducia all'operazione di unificazione che si cerca d'avviare. D'altronde c'è urgenza che si passi alla fase propositiva per lasciare definitivamente alle spalle gli effetti deleteri registrati nell'ultima competizione amministrativa a Barcellona, a causa delle divisioni. Anche Chiofalo è apparso quasi ottimista, affermando che si sta procedendo discretamente e che un buon indizio è stato offerto stasera con la confortante partecpaziione della gente alla prima festa del movimento. Anche se, purtroppo, non mancano le contrarietà, come quella registrata recentemente a Messina, con l'annullamento delle ultime elezioni comunali.
Chiofalo ha concluso auspicando l'intensificarsi dell'impegno per far sì che si possano affrontare con successo le prossime elezioni messinesi e quelle provinciali, fissate per la primavera del 2008.
La voce dei giovani è stata fatta sentire per bocca di Nino Novelli, che, dopo avere espresso la propria opinione negativa sull'attuale modo di fare politica, ha affermato che loro - i giovani - credono nel progetto per l'unificazione delle sinistre, ed è convinto che saranno essi la "linfa vitale" di una nuova società politica. Dopo un intermezzo d'interessanti costruttivi interventi esterni (Franco Spanò, segretario provinciale Cgil, Filippo Giunta, Adolfo Parmaliana, Paolo Genovese ), ha concluso il senatore Battaglia, il quale intanto s'è mostrato scettico sulla valenza dell'operazione organizzativa del nuovo partito democratico, che nascerebbe dall'alto e non si sa se effettivamente coinvolgerà la base: "Mai partito in gestazione - ha detto il senatore - ha avuto tanto spazio mediatico, eppure la freddezza degli elettori non lascia presagire una grossa partecipazione alle prossime primarie. Intanto scompare il maggiore partito della sinistra italiana e con esso rischia di sparire l'intera sinistra.
Dopo avere negato che gli attuali problemi che assillano il governo Prodi non vanno imputati alla sinistra impropriamente detta radicale, ma ai vari Di Pietro, Mastella, Dini, Battaglia ha concluso sostenendo che bisogna mettercela tutta perchè il vuoto lasciato a sinistra venga colmato dalla effettiva raccolta di forze residue dei Ds associate a quelle dei restanti partiti, come Rifondazione comunista, Verdi ed altri, disposti ad occupare una posizione strategica propositiva , in grado di rispondere efficacemente alle esigenze del Paese e, soprattutto, dei più deboli.
foto:Un momento della festa, Chiofalo e il sen. Battaglia
Francesco Cilona

IL PERICOLO DIETRO L'ANGOLO

FOTO: Ospedale Cutroni-Zodda, Cuffaro, La Galla


Nei giorni scorsi, nei due comprensori di Milazzo e Barcellona, medici ospedalieri ed infermieri, direttori sanitari, sindaci e consiglieri, sindacalisti e quanti altri hanno a cuore "la salute dei cittadini" sembravano entrati, un po' tutti, in fibrillazione, per avere appreso che il Governo Regionale aveva pronto un piano per la riorganizzazione della sanità in Sicilia.
Dopo la pessima esperienza dei recenti tagli alla spesa, attuati mediante il massacrante aumento dei ticket sui medicinali salvavita, non poteva che destare preoccupazione l'annunzio che Cuffaro e La Galla avevano lavorato con l'intento di assestare una nuova "scoppola ristrutturante" a danno dei presidi medici e ospedalieri dell'Isola. Per cui , i nostri amministratori cittadini, giustamente allarmati, hanno cercato di muoversi, organizzando riunioni e tentativi d'intesa intercomunale, per la composizione d'un comitato da inviare presso l'Assessore alla Sanità La Galla ed informarlo della tensione locale per il rischio d'eventuali "manomissioni" nell'attuale nostra situazione ospedaliera, che, com'è noto, si basa sul funzionamento, bene o male accettabile, dei due nosocomi di Villa Grazia e di S. Andrea.
Ora si apprende che Totò Cuffaro e Roberto La Galla giurano che loro non hanno ancora
stilato alcun piano, ma hanno soltanto deciso di cominciare a parlare di Ausl e di ospedali, perchè si tratta di una materia complessa da approfondire sin da ora, se si vuole raggiungere l'obiettivo della riorganizzazione nel 2009.
E assicura che ancora non c'è nessun disegno di legge a riguardo.
Insomma La Galla e Cuffaro stanno ancora "ragionando" tra di loro e sembrano disposti "all'apertura a qualsiasi contributo, anche da parte dell'opposizione".
E' la prima volta che Cuffaro non ripete la solita solfa dello "Stiamo lavorando". I due stanno solo "ragionando" sul da farsi. Ecco tutto.
Intanto, se a questo ripiego i due amministratori siciliani sono dovuti ricorrere, certamente non è stato perchè abbiano avuto sentore delle fibrillazioni registrate dalle nostre parti, ma perchè, oltre alle aspre reazioni delle opposizioni alla Regione, hanno dovuto far fronte alla "guerra in famiglia", dove, soprattutto gli alleati berlusconiani, non hanno lesinato commenti sfavorevoli alla bozza di ristrutturazione "ragionata" da Cuffaro e La Galla.
"Il piano del riordino ospedaliero elaborato dai tecnici dell'assessorato regionale alla sanità - sostiene tra l'altro il capogruppo di F.I. a Sala d'Ercole, Franceco Cascio - non può essere condivisibile, soprattutto nella parte che prospetta la netta separazione tra ospedali e territorio". E qui, per i nostri due ospedali, un pericolo del genere potrebbe essere dietro l'uscio.


Francesco Cilona

venerdì 5 ottobre 2007

LA TISANA DEL FRATICELLO (2)

Anche stavolta parlerò di un ortaggio, molto noto e comune. Si tratta della LATTUGA, una pianta erbacea annuale, che adesso è facile trovare in tutte le stagioni, perchè quando non è prodotta nei nostri orti, viene importata e mantenuta fresca grazie ai frigoriferi. Ce ne sono di diverse qualità : la lattuga romana, la drogadero, la brasiliana: ovviamente tutte commestibili e gradite al palato. Molto usata a tavola: per le insalate, condita cruda con olio sale e aceto; bollita, "single" o "maritata" con il riso. Cioè semplice o a minestra. E' sempre calmante, rinfrescante e digestiva. Ha qualità soporifere e concilia il sonno. Le sue foglie, crude o bollite, possono essere usate per applicazioni esterne, come lenitivo di rossori, irritazioni della pelle e sono calmanti per gengive infiammate e denti doloranti. Ovviamente in questi casi l'efficacia è transitoria, ma utile perchè consente di alleviare la sofferenza prima d'andare dal dermatologo o dal dentista. Sempre sperando che non ce ne sia bisogno. In certi saloni di bellezza, la lattuga viene applicata al viso, come maschera di bellezza, perchè contribuisce a rendere fresca l'epidermide. Con la lattuga , le nostre nonne preparavano decotti, infusi e cataplasmi. Ne ricordo qualcuno. Decozione: mettere 60 grammi di foglie in un litro d'acqua fredda, porla sul fuoco e farla bollire a lungo. Il brodo va bevuto al mattino, a mezzogiorno e alla sera, prima dei pasti, come pozione rinfrescante e leggermente lassativa. Infuso: fare bollire, per cinque minuti, in mezzo litro d'acqua, una lattuga intera. Bere il liquido, tiepido, la sera, per conciliare il sonno. Cataplasma: cuocere la lattuga per 10 minuti; la sua polpa mescolata con olio d'oliva, va applicata fredda o appena tiepida, su irritazioni cutanee e foruncoli. Come vedete, anche ls lattuga, che sembra un ortaggio modesto, può avere qualità benefiche nascoste, utili persino a chi vuole mantenersi bella e in linea.

Fra Galdino

L'ATO ME 2 "STA LAVORANDO"


Il dottore Andrea Paratore, noto medico concittadino, divenuto notissimo con la carica di presidente dell'ormai famosa Ato Messina 2, ha finalmente trovato tempo ed estro per rispondere ad una associazione dei consumatori che, dalla città di Patti, ficcando il naso nell'operato della società d'ambito nostrana, ha criticato le modalità con cui vengono approvate e applicate le tariffe d'imposta sulla spazzatura.
L'associazione pattese - secondo quanto lamenta il presidente Paratore - avrebbe diffuso una falsa notizia: che cioè il Consiglio della Giustizia Amministrativa della Regione aveva bacchettato l'Ato Messina 2 per le suddette gravi modalità di gestione; cosa che invece - assicura il presidente - non ha alcuna consistenza.
Se intervento c'è stato del Cga - precisa il dott. Paratore - non è stato certamente indirizzato all'Ato Me 2, ma riguarda specificatamente la provincia di Enna.
Rebus sic stantibus, il presidente ribadisce che "nessuno finora ha cassato le nostre bollette, che risultano legittime e prive di vizi di nullità. Per quanto ci riguarda - aggiunge - tutto procede regolarmente ".
"I contribuenti pagano e i morosi sono il 34 per cento. Abbiamo Comuni, come quello di Castroreale, i cui contribuenti in regola superano il 96 per cento. Altri Comuni si attestano all'80 per cento". Il presidente non ha però specificato se c'è qualche Comune che supera per morosità il 50 per cento, tanto per far quadrare la media del 35. Ma non ha neppure accennato a quanti , tra i paganti regolari, non l'hanno fatto "obtorto collo".
Anche chi scrive ha sempre pagato regolarmente, ma sinceramente l’ha fatto solo per evitare grattacapi; e non perché è troppo diligente o perché l’ha ritenuto giusto, visto che l’Ato Me 2, oltre a farci pagare salato il suo mestiere, ha la pessima abitudine di lasciare nella sporcizia Barcellona, le cui strade non vengono mai spazzate.
E poi che garanzia ci ha dato finora, l’Ato Me 2, per quanto riguarda l'effettiva raccolta differenziata?
Anche su questo delicato argomento dovrebbe soffermarsi il presidente Comunque, per confortarci, ci promette che loro stanno “lavorando, per abbassare la tariffa, e non per abolirla, perché sarebbe irresponsabile parlare d’abolizione.”
Ma nessuno vuole che “il potere” sia “irresponsabile”, anzi tutti vorremmo che i nostri amministratori fossero “responsabilissimi” e facessero il loro dovere fino in fondo.

Francesco Cilona

giovedì 4 ottobre 2007

IL NUOVO "TERREMOTO" MESSINESE


Francantonio Genovese non è più sindaco di Messina. il Consiglio della Giustizia Amministrativa ha annullato le elezioni che, nella città dello stretto, nello scorso novembre, in seguito a ballottaggio con il candidato della Cdl, l'avevano reso vincitore. Pertanto, assieme alla Giunta da lui presieduta, deve lasciare il Palazzo di Città e cedere il posto ad un commissario straordinario, il quale avrà il compito d'indire nuove elezioni.
E' la seconda volta che il Comune di Messina incappa in una situazione così delicata. Precedentemente il commissariamento era avvenuto per l'ormai nota vicenda del sindaco Giuseppe Buzzanca. Pur essendo incresciosi per la città entrambi i casi, le cause che li hanno determinati sono completamente diverse.
Buzzanca aveva dovuto lasciare per un motivo di natura penale (condanna per peculato), mentre Genovese deve farlo per una questione puramente amministrativa, nella quale è incappato solo di riflesso.
Il fatto va collegato ad una lite legale intentata, in occasione delle elezioni di novembre, dal candidato di una delle due liste "socialiste", il nuovo Psi di De Michelis, che in extremis era stata esclusa dalla competizione elettorale per un ricorso al Tar di Catania, presentato da Bobo Craxi, che appoggiava l'altra lista, e favorevolmente accolto.
Adesso il Cga, smentendo quella sentenza amministrativa a danno degli amici di De Michelis, ha
ha ritenuto nulla la consultazione dalla quale la loro lista venne esclusa all'ultimo momento.
E così ora accade che "tra i due litiganti, il terzo...soffre".
Ma soprattutto viene penalizzata un'intera città che ancora sente le conseguenze della precedente lunga "pena" commissariale.
Ed è per questa sfortunata città di Messina che esprimiamo tutta la nostra amarezza e la più sincera solidarietà.


Francesco Cilona

mercoledì 3 ottobre 2007

CO.RE.CO SALOMONICO

Intanto cominciano i primi pronunciamenti.
Secondo l’Assessore regionale agli Enti Locali, Luciano Ordile, i lavori della seduta del 2 novembre non dovevano essere sospesi, perché non si poteva invocare la condizione ostativa dello scadere del termine di legge, essendo stati depositati in tempo ( cioè prima della mezzanotte, ora fatidica della scadenza) i documenti programmatici prodotti dai due
gruppi contendenti: undici santalchiani contro ventitrè moliniani.
Entrambi i programmi, avevano il diritto di essere discussi e votati, per cui i lavori dovevano procedere fino in fondo, senza tenere conto del cronometro.
Tale parere fu allora trasmesso, via fax, al presidente della commissione provinciale del Coreco e


al Comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Qui però incontrò il netto dissenso del sindaco uscente, senatore Santalco, che rispose subito seccamente ad Ordile, ribadendo che la chiusura della seduta allo scadere della mezzanotte era stata legittima, tanto da vanificarne la ripresa, quando già il presidente dell’assemblea e il segretario comunale avevano lasciato l’aula.
Comunque, restava ancora il giudizio del Coreco. Ed il Coreco non tardò a pronunciarsi. Lo fece dando una risposta salomonica: l’elezione del sindaco e della giunta veniva annullata , ma in compenso la riunione del consiglio comunale andava rifatta.
Due determinazioni concilianti, che verbalizzate vennero trasmesse al Comune, alla Regione e alla Procura della Repubblica del Tribunale di Barcellona. Praticamente l’organo di controllo decideva di annullare il provvedimento con cui intempestivamente quella seduta, per errata decisione del presidente dell’assemblea, Carmelo Torre, era stata sciolta, ma, nello stesso tempo, restituiva al mittente, per inconsistenza procedurale, il verbale concernente l’elezione del sindaco Molino e della giunta, perché il fatto era avvenuto quando ormai nessuna attività poteva essere svolta legittimamente..
Praticamente veniva recepita la tesi sostenuta dall’assessore regionale agli Enti Locali e , pur cancellando sindaco e giunta, dava ad entrambi la possibilità di riproporsi. Sarebbe stato in grado,, Roberto Molino, di ripresentarsi pienamente appoggiato dal raggruppamento trasversale che l’aveva fino allora sostenuto?

(foto/ TORRE, SANTALCO, ORDILE )

Francesco Cilona

martedì 2 ottobre 2007

FACCIAMO PULIZIA ?





Stamattina sono stato al Cimitero di Sant'Anna e finalmente ho potuto notare che, dopo mesi di indecente abbandono, il monumentale Camposanto cominciava ad essere ripulito dalle sterpaglie che lo hanno invaso per quasi tutta l'estate.
Ho chiesto informazioni sul perchè si sta provvedendo con tanto ritardo al lavoro di pulizia e mi è stato riferito che, purtroppo, il Comune, alla scadenza del contratto con la cooperativa incaricata a tale compito, non aveva provveduto tempestivamente al necesssario rinnovo.
Tale moratoria è durata fino al nuovo contratto che ha consentito l'affidamento con decorrenza dal primo ottobre. Cioè da ieri.
Immaginiamo, quindi, con quanto orgoglio cittadino è stato affrontato questo problema, visto che la trascuratezza verso un luogo così sacro l'ha deturpato particolarmente quando molti nostri compaesani emigrati tornano al paesello, per trascorrere le ferie al mare, ma anche e soprattutto per portare un fiore ai propri morticini.
Solo a pensarci mi vergogno. E dire che si parla di iniziative turistiche a larga scala.
A proposito di problemi igienico-ambientali, guarda caso, proprio in questi giorni, ho appreso che due consiglieri, uno di maggioranza (Puliafito) e l'altro di minoranza (Presti), hanno protestato recentemente per la carenza di pulizia, evidente in parecchie strade e marciapiedi, per la persistenza di erbacce e di alberi "non potati", che "conferiscono alla città un senso d'abbandono e un serio intralcio alla circolazione". Il consigliere d'opposizione, addirittura , scendendo nei particolari, ha aggiunto che ci sono due strade del quartiere di S. Antonio, le vie Tindari e Ioddo, dove accanto alle sterpaglie sono sparsi rottami di elettrodomestci.
Mi dispiace doverlo rimarcare, ma questo "Blog" ha lamentato scempi del genere, documentadoli fotograficamente, sin dall'inizio dell'estate. Adesso i nostri rappresentanti li ribadiscono, ma con un tantino di ritardo. Comunque: meglio tardi che mai.
Anche se però della questione del cimitero, nessuno di loro ha fatto cenno, pur essendo un problema importante.
Spero di non dovere dire: meglio mai che tardi.

Nella testina: MARIO PRESTI


Fra' Galdino

lunedì 1 ottobre 2007

QUANTI SOLDI, PAPA'




I soldi non bastano mai, specialmente per chi deve amministrare una comunità civica, nel cui municipio operano centinaia di dipendenti , tra cui parecchi funzionari di alto livello giuridico e quindi con sostanziale remunerazione mensile. Una grossa fetta della disponibilità finanziaria, ogni anno deve essere preventivata per stipendi e salari municipali, altra parte va destinata a prebende extra per esperti e consulenti, mentre , da qualche anno a questa parte, una porzione non indifferente della torta deve essere riservata per i veri e propri amministratori, quelli politici per intenderci: dal sindaco agli assessori, dal presidente ai trenta componenti del Consilglio Comunale, e poi c'è da pagare il difensore civico, che ha il compito di difendere gli interessi dei cittadini, i quali però sarebbero particolarmente interessati ad un sostanziale risparmio per consentire che qualche gruzzoletto resti per essere destinato a servizi utili alla città, alle scuole di pertinenza comunale, al decoro nelle strade cittadine, alle ormai inevitabili spese di routine: per luce, acqua, combustibile, manutenzione delle auto , pulizia degli uffici, spese di rappresentanza e quant'altro capita di dovere affrontare di previsto e d'imprevisto.
Ci sono inoltre i gettoni di presenza nelle commissioni, che quante più se ne convocano tanto più sono gradite a chi vi partecipa. Insomma, la "famiglia" di Palazzo Longano e Satellite è abbastanza nudrita, e non soltanto di numero.
E al buon padre che deve accudire ad una famiglia così costosa devono sicuramente correre per la schiena certi brividi, quando l'economo del Palazzo gli presenta la nota spese, che invece fare quadrare il bilancio rischia di tracimare.
Perchè ciò non avvenga, però, qualcuno ha pensato di fare una insolita proposta al "buon padre di famiglia": che venga intanto ridotto il numero delle sedute delle commissini consiliari, allo stretto necessario, in maniera da spendere meno gettoni di presenza, che sommati sono un bel mucchio di quatrini. Il consiglio è venuto dal consigliere di F.I., Salvatore Imbesi, che aveva reperito in Ragioneria le cifre relative ai costi per le Commissioni, che in due soli anni, dal 2001 al 2003, sono più che raddoppiati: da 231.000 a 479.000 euro. E non sono noccoline, tanto che quei soldoni, messi assieme a tutte le altre spese esagerate del Comune, hanno fatto gridare agli "sperperi del Palazzo" il consigliere Franco Calabrò , dell'Udc di Barcellona, il quale ha creduto opportuno di suggerire al signor Sindaco un drastico "dimezzamento" della retribuzione mensile dei consiglieri, del sindaco, degli assessori, del presidente del Consiglio . Una proposta davvero encomiabile, visto che tra i decurtati c'è pure lo stipendio del proponente.

(NELLE FOTO: SALVATORE IMBESI E LE SPESE DEL COMUNE )


CIFRA

domenica 30 settembre 2007

LA TISANA DEL FRATICELLO (1)

Fra’ Galdino, quando torna in convento, dalla sua bisaccia mette fuori tante cose diverse: dalla notizia d’attualità a quella politica, dalle news eclatanti del mondo a qualche piccineria nostrana. Ma non dimentica di essere un fraticello e, per questo, non ha perso l’abitudine di raccogliere, tra le altre cose, erbe medicinali e frutti di bosco. Gli servono per preparare, nei ritagli di tempo libero, infusi e decotti salutari, per quanti ne hanno bisogno. Pare che abbia trovato, nella biblioteca del Convento, un prezioso ricettario, nel cui frontespizio si legge, in caratteri greci, Ptisane. Ed è una raccolta di tisane, che si possono ottenere , secondo facili istruzioni.
Fra’ Galdino, che una ne pensa e cento ne fa, subito ha pensato di fare qualcosa per fare conoscere quelle piccole ricette, almeno le più semplici e accessibili, agli amici del BLOG, e ci ha così cercato un angolino per una rubrichetta sulle tisane, senza troppe pretese. La intitoleremo

“LE RICETTE DI FRA’ GALDINO Cercherò di essere semplice, chiaro e senza pretese. Parlerò di piante e frutti e delle loro qualità benefiche, senza tuttavia pretendere di fare prescrizioni. Descriverò per prime le tisane ottenibili con piante facilmente accessibili, per le altre mi limiterò ad indicare le qualità medicinali delle componenti e indirizzerò, chi ne avrà interesse, a rivolgersi per maggiori chiarimenti alle erboristerie della città, ormai in numero sufficiente e tutte ben fornite.
Inizio con la presentazione di un ortaggio, molto noto e diffuso e in questa stagione facilmente reperibile: LA MELANZANA Contrariamente al significato di “mela insana” dato all’origine della sua importazione dall’Asia, a questo “solanaceo” ( presumibilmente per il suo sapore amarognolo e per quell’umore scuro che fuoriesce quando si spreme ), la melanzana , ovviamente se non è sottoposta a frittura, ha ottime indicazioni: intanto è dietetica perché povera di zuccheri, ma è anche diuretica e disintossicante perché pare che abbia azione benefica sui reni e sul fegato.Ridurrebbe anche il tasso del colesterolo nel sangue La melanzana cruda passata sulla pelle è rinfrescante e toglie le irritazioni, mitiga le tumefazioni emorroidali. Inoltre è uno di quegli ortaggi che meglio si prestano ad essere cucinati in svariati modi. Come pietanza è sempre gustosa e appetibile, però bisogna confessare che, come per qualsiasi altro preparato culinario, lo è di più quando viene cucinata previo frittura, come avviene per la caponata e la parmigiana.Comunque c’è chi riesce a fare ottimi intingoli senza ricorrere all’olio in padella.

Fra' Galdino

sabato 29 settembre 2007

LA PENTOLA IN "COMUNE"



Ancora un blitz dei carabinieri, negli uffici del Comune, per il sequestro di documenti riguardanti opere pubbliche da appaltare e costruire. Stavolta si tratta di carte riguardanti delle varianti apportate al nuovo piano regolatore generale, che sarebbero state approvate dal Consiglio Comunale e che, secondo due "ricorrenti" alla Magistratura, sarebbbero viziate da presunti interessi privati, per cui c'entrerebbe il rischio dell'abuso d'ufficio per chi ha disposto e avallato tali modifiche. Tutta la documentazione necessaria allo svolgimento dell'inchiesta, adesso, è nelle mani del sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Barcellona, dott. Olindo Canali, che si sta muovendo da mesi puntando l'attenzione su una sequela di operazioni, delibere del consiglio e gare d'appalto, che, in seguito a ricorsi di cittadini e imprese private, odorerebbero di irregolarità.
Quest'ultimo sequestro di documenti pone in una condizione di stallo l'iter relativo alla progettazione e costruzione del tanto conclamato asse viario, da anni ritenuto indispensabile per smaltire il traffico all'interno della città, liberando soprattutto le strade interne ( vie Operai, Papa Giovanni, Marcomi, Kennedy) dalla congestione determinata dal transito di mezzi pesanti, visto che quelle strade , pur essendo a senso unico, costituiscono in maniera precaria il raccordo per la SS113, dall'ingresso all'uscita. Insomma, come per altri lavori da appaltare, anche per quest'opera ci sarà un enpasse, che non si sa quanto durerà. Sembra il destino di questa città, dove, per un verso o per un altro, le opere che si devono fare se non nascono storte - come certe strade costruite alcuni decenni fa - stentano addirittura a vedere la luce. E, ovviamente non per gli interventi di legge, doverosi e opportuni, ma per l'ormai mitica "pentola in comune", che non riesce a bollire.
Almeno dalle nostre parti, così si dice: che la pentola in comune non bolle mai.

Fra' Galdino

venerdì 28 settembre 2007

IL DRAMMA DEL MYANMAR in diretta by blogs

Eccezionalmente il "post" è lungo, ma vale la pena di scorrerlo fino in fondo, per chi vuole la traduzione.


The burgundy robes of Buddhist monks usually evoke a sense of spiritual calm. But for the repressive junta that has ruled Burma for 45 years, the recent sight of shaven-headed clerics marching the streets has been anything but soothing. For more than a week now, tens of thousands of Buddhist clerics have rallied across the country, their daily alms routes turned into paths of protest. Some walked quietly with their begging bowls overturned — an implied excommunication of the military leaders whose punitive fuel hikes provoked the first demonstrations back in August. Initially, Burma's generals tried to extinguish the protests by arresting dozens of pro-democracy activists who had kick started the civil disobedience. But with the Buddhist clergy quickly tAnd when they act, people follow. By Sept. 24, thousands of ordinary Burmese had overcome their fear of the regime and joined the demonstrations, their shoes slapping through the monsoon downpours alongside the monks' bare feet. While marching monks recited prayers in the commercial capital Rangoon, civilians raised their fists and chanted their own mantra: "Democracy, democracy." The participation of normal citizens has turned what had been a series of sporadic rallies into the largest sustained display of dissent in Burma in nearly two decades. " The people's only weapons are their hands," said an elderly teacher watching the procession

of protestors with teary eyes. "The government wants to wipe them out, but the people are not afraid."

Nota della Redazione:

Attraverso i blogs del pianeta, anche quelli clandestini dei popoli oppressi, è possibile vedere
in diretta anche ciò che vorrebbero nasconderci gli oppressori dei popoli.
BARCELLONABLOG cerca sempre di fare il proprio dovere per un'obiettiva conoscenza dei fatti e per porsi in sintonia con quanti hanno a cuore il sopravvivere della Democrazia, della Giustizia Sociale, della Pace.
Ciò che sta accadendo in estremo oriente,
in un Paese già vessato dai soprusi di un governo opprimente, dovrebbe fare riflettere parecchio i nostri politici che, dimenticando la valenza della libertà democratica, litigano come i polli di Renzo, che non potendo reagire all'uomo che li teneva in mano con le zampe legate si beccavano fra di loro. Ora, come quei polli di manzoniana memoria, i signori politici nostrani non rischiano di farsi del male reciprocamente?
Ma rischiano anche e soprattutto di fare male all'Italia

Traduzione :
Gli abiti della Borgogna dei monks buddisti evocano solitamente un senso di calma spiritosa. Ma per la giunta repressiva che ha regolato la Birmania per 45 anni, la vista recente dei monaci dalla testa rasata che marciano per le vie è stata qualche cosa poco consolante. Per più di una settimana decine di migliaia di monaci buddisti si sono radunati attraverso il paese, e hanno trasformato i loro itinerari quotidiani in percorsi di protesta. Alcuni hanno camminato tranquillamente con le loro ciotole per l'elemosina capovolte: una scomunica implicita per i capi militari che con gli aumenti punitivi del combustibilea vevano provocato le prime dimostrazioni indietro in agosto. Inizialmente, i Generali della Birmania hanno provato ad estinguere le proteste arrestando le dozzine degli attivisti a favore della democrazia che avevano iniziato la protesta con la disobbedienza civile. Ma quando il clero buddista associandosi ha assunto la direzione del movimento, il mercoledì 26 settembre il regime ha adottato un provvedimento severo e violento sui dimostranti - un movimento potenzialmente pericoloso in questa nazione profondamente religiosa. “I monks sono gli unici che realmente abbiano la fiducia della gente,„ dice Khin Omar, un dissidente in esilio, che attualmente vive in Tailandia. “Quando parlano liberamente, la gente li ascolta.
E quando agiscono, la gente li segue. Entro il 24 settembre, le migliaia del birmano ordinario avevano superato il loro timore verso il regime unendosi alle dimostrazioni, le loro scarpe di montone che "schiaffeggiavano" l'una contro l'altra accanto ai monaci scoprivano i loro piedi. Mentre i monaci in marcia recitavano le preghiere a Rangoon capitale commerciale, i civili alzavano i loro pugni e cantavano il loro proprio mantra: “Democrazia, democrazia.„ La partecipazione dei cittadini normali ha trasformato ciò che era stato una serie di raduni sporadici nella più grande esposizione continua di dissenso in Birmania in quasi due decadi. “Le uniche armi della gente sono le loro mani,„ ha detto un insegnante anziano che guarda il procession dei protestors con gli occhi pieni di lacrime. “Il governo desidera farla fuori, ma la gente non è impaurita.„
Raccolto e spigoòato da: Fra' Galdino for Barcellonablog



giovedì 27 settembre 2007

MENTRE LA CITTA' ARRANCA


Trascorsi dieci giorni dalla inusitata votazione che aveva determinato l’elezione di Molino a “sindaco” e, non essendo stata possibile ancora la proclamazione, in attesa dell’insediamento, non del tutto certo perché contrastato dalla cordata fedele a Santalco, Roberto Molino e la “sua Giunta” organizzarono un incontro con i “media, che non potendosi svolgere nella sede del Comune, si tenne nella sala della biblioteca comunale.
Durante l’intervista, Molino fece distribuire copie di un piccolo “dossier”, che gli interessati avevano inviato al Coreco, all’assessore regionale enti locali ed al presidente della commissione antimafia, on. Violante. Inoltre annunciò che, contemporaneamente, era stata spedita all’organo regionale di controllo una copia della “storica delibera” dell’elezione della nuova amministrazione, considerata anomala dalla minoranza santalchiana, perché votata solo pochi minuti dopo la mezzanotte del due novembre, ultimo dei sessanta giorni di crisi amministrativa consentita dalla legge.

Visto questo bailamme, l’assessore regionale agli Enti Locali, che allora era Luciano Ordile, non potè fare a meno di nominare immediatamente un ispettore per i necessari accertamenti sulla complicata vicenda. L’incarico per tale controllo fu dato al dottore Scialabba, che dopo qualche giorno s’insediò a Palazzo Longano per prendere in esame l’ingarbugliata situazione.
Intanto passavano i giorni e, mentre la città continuava ad arrancare, priva degli amministratori, nascevano e s’intrecciavano polemiche, persino tra gli stessi sostenitori di Molino.
Soprattutto i Missini sembravano aver preso la palla in balzo per aumentare la loro visibilità e rilasciavano dichiarazioni intese a sollecitare l’attuazione di “un patto leale tra le energie pulite presenti in città, per liberare Barcellona dalla logora politica dei corridoi e dei vecchi schieramenti asserviti alle direttive verticistiche”. Sembrò, questo, un parlare alla nuora perché intendesse la suocera. E nel caso specifico, la suocera era lo stesso Molino che cominciava ad essere sospettato di non essere del tutto libero da legami con qualche capocorrente dc, allora molto in auge e con grosso incarico alla Regione.
Insomma se Molino voleva fare il sindaco sorretto da un’aggregazione leale, doveva dimostrare di essere libero da ogni compromesso. Questo sostenevano praticamente Peppino Buzzanca, Pippo Marzullo, Rino Nania, Attilio Gelsomino, Eugenio Torre, in un loro pepatissimo comunicato.
Molino, da persona intelligente, capì l’antifona e cercò di mettere in chiaro le cose. Con una contro-nota, data alla stampa, spiegò che, quando in una sua intervista al Giornale di Sicilia aveva affermato che i democristiani che l’avevano votato erano sostenuti dal partito di appartenenza, salvo che a livello locale, era lontano dal pensare che ciò fosse un demerito, ma che fosse confortante verificare che su una battaglia politica legittima, ci fosse il consenso, quantomeno ideale, non soltanto della gente comune, ma anche dei partiti tutti. Quanto detto, secondo Roberto Molino, avrebbe dovuto smentire il sospetto che la “sua” operazione fosse stata architettata con il consenso e l’appoggio di qualche pezzo grosso dc: specificatamente, dell’assessore regionale Luciano Ordile..
( Nella testina: l'ex assessore regionale Luciano Ordile)
Francesco Cilona

mercoledì 26 settembre 2007

LO FAREMMO DA NOI?


Quello che sta accadendo nell'ex Birmania ( adesso rinnovata nel nome - Myanmar - ma non nei metodi di conduzione politica) è davvero tremendo e non può non ricordarci fatti già avvenuti nella vicina Cina, nella stessa Birmania, nel 1988, e meno recentemente in Ungheria. Eppure c'è qualcosa di straordinariamente nuovo adesso: decine di migliaia di monaci buddisti, da settimane, sfilano per le strade di Rangoon , appoggiati, dal popolo birmano ormai stanco del regime dittatoriale che l'opprime. Nelle ultime ore, la manifestazione nata per una protesta pacifica, nonostante il permanere del comportamento mite dei monaci e ordinato della popolazione al seguito, è stata insanguinata dall'intervento repressivo di un regime militare che da anni ha instaurato un clima di paura, antidemocratico, liberticida. Già si registrerebbero una decina di morti, tra cui una paio di monaci, una ventina di feriti, centinaia di arresti. Negli ultimi giorni, alla protesta si sono aggiunti moltissimi studenti universitari, che assieme al popolo sfilano sventolando bandiere rosse con lo stemma della Lega Democratica,:un pavone giallo. Chiedono che gli arrestati e tutti i prigionieri politici, tra cui la leader della Lega per la Democrazia, Suu Kyi, vengano liberati. Per questi gravissimi fatti, che potrebbero avere rovinose conseguenze per i manifestanti e l'intero paese, si è riunito d'urgenza il Consiglio delle Nazioni Unite, nella speranza di potere fermare lo "zunamy"di un nuovo massacro, forse peggiore di quello perpetrato diciannove anni fa, quando scattò la brutale repressione della cosiddetta "primavera democratica birmana". Adesso una considerazione: noi che viviamo, in una democrazia - anche se imperfetta e forse anche malata - se dovessimo perdere la libertà , come già è avvenuto 85 anni fa, troveremmo tanta gente e tanti religiosi pronti a scendere in piazza per farcela riacquistare? Da qualche ora mi arrovella un dubbio, ma non ho il coraggio di esprimerlo.

(Nella foto: una veduta della pacifica sfilata dei monaci buddisti)


Fra' Galdino

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