sabato 12 febbraio 2011

BARCELLONA P.G. // REAZIONE SINDACALE ALLA DISTRIBUZIONE A PIOGGIA DI 400.000 EURO DA PARTE DEL COMUNE, A FAVORE DI ENTI E ASSOCIAZIONI


Hanno fatto gridare allo scandalo gli oltre quattrocentomila euro impegnati dal Comune di Barcellona per essere erogati ad enti ed associazioni , a supporto di manifestazioni culturali e di promozione turistica, attività sportive ricreative, eccetera.
A giudicare incongruente l'iniziativa dell'amministrazione Nania, si è schierata in questi giorni la Fp Cgil di Messina, che su iniziativa della propria segreteria generale, annuncia che nei prossimi giorni mobiliterà i lavoratori.della città del Longano per una ferma protesta nei confronti di tale modo di sperperare il pubblico denaro, considerato che " il Sindaco dichiara di non avere a disposizione neanche un euro per la stabilizzazione del personale precario, mentre si scopre che denaro pubblico viene elargito in contributi ad enti ed associazioni amiche”.
Infatti - precisa la Cgil - in un periodo di crisi per le casse Comunali, alla richiesta del sindacato di investire le somme disponibili per la stabilizzazione del personale precario che garantisce una serie di servizi ai cittadini, il Sindaco avrebbe risposto che non ci sono soldi. Senza pertanto tenere conto che, presso il comune di Barcellona Pozzo di Gotto, da vent'anni vengono utilizzati più di cento precari con contratti a 18 o 24 ore settimanali.
Inoltre ci sono 40 lavoratori del fondo nazionale ex cassa integrati, che da anni aspettano un contratto. "Eppure questi lavoratori - denuncia Nino Pizzino responsabile provinciale FP dei precari - garantiscono servizi essenziali percependo soltanto l'assegno di disoccupazione erogato dall'INPS, assegno che non garantisce neanche il minino di sussistenza”

ANCHE SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA' ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DI DOMANI

Comunicato SEL
Anche Sel aderisce all'Appello "Se non ora quando?" lanciato a livello nazionale da un Gruppo di donne del mondo della cultura, del lavoro, della politica, dell'associazionismo che scende in piazza per dire BASTA , manifestare indignazione e chiedere anche "buona politica".
In Italia la maggioranza delle donne lavora, crea ricchezza, cerca un lavoro, studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, nei partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che hanno costruito la nazione democratica. Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale offerta da giornali, televisioni, pubblicità”, ostentata da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni . Una situazione non più tollerabile. E’ il momento di scendere in piazza tutti insieme, uomini e donne per manifestare la nostra indignazione e chiedere una buona politica. La politica delle responsabilità e dell’etica.donne e uomini, questa opportunità per manifestare la nostra indignazione e chiedere anche "buona politica" Gi appuntamenti : PIAZZA CAIROLI , (ME) DALLE ORE 10.00, DI FRONTE AL BAR IRRERA.
MILAZZO-VIA GIACOMO MEDICI , DALLE ORE 16.00
BARCELLONA POZZO DI GOTTO ORE 18:00, PARTENZA IN CONTEMPORANEA DI 2 CORTEI
DA San GIOVANNI E DAL DUOMO DI S. MARIA ASSUNTA,CHE CONFLUIRANNO IN PIAZZA S. SEBASTIANO

venerdì 11 febbraio 2011

Mubarak si è dimesso Pieno potere a forze armate



Mubarak si è dimesso Pieno potere a forze armate Mubarak si è dimesso Pieno potere a forze armate - Repubblica.it <===CLICCA

Centinaia di migliaia di persone festeggiano a piazza Tahrir, al Cairo, dopo l'annuncio delle dimissioni del presidente. Dalla piazza, epicentro della protesta, si leva il coro ''il popolo ha abbattuto il regime!''

SI SPARANO GLI ULTIMI SUFFALORI X S.SILVIO


"Cu sette suffalori e na rutedda,.
a genti si ricugghìu a padda
du culu ci nisceru li butedda”.


Il direttore del Foglio. Giuliano Ferrara, ospite del TG1, edizione delle 20, attacca i giornalisti, le "lobby editoriali", Carlo De Benedetti e "i professoroni del PalaSharp" perchè "vogliono distruggere il presidente con mezzi extra-parlamentari ed extra-istituzionali".

clicca qui:
Ferrara "invade" il Tg1: sei minuti di intervento "Il Gruppo Espresso vuole abbattere il premier" - Repubblica.it

OSPEDALE CUTRONI ZODDA = CONTINUA AD ESSERE TRATTATO DA "CENERENTOLA"


IL PERSONALE MEDICO TENDE AD ESSERE SEMPRE MENO SUFFICIENTE.
ORA MANCANO GLI ANESTESISTI E LA SALA OPERATORIA RESTA BLOCCATA


E' opportuno dirlo: Idda è picca e a jatta s'addicca.
Ed è il caso dell'Ospedale "Cutroni Zodda" di Barcellona, per il quale la prospettiva di smantellamento completo, paventato dal "Comitato spontaneo", diventa sempre più verosimile se non addirittura concreta.
Nel tempo lentamente e con malevole pervicacia, da parte della Regione, non s'è fatto altro che sfrondareil nosocomio barcellonese dei suoi più importanti reparti e servizi e, assieme ad essi, ridurre progressivamente il personale e il numero dei letti.
Fino a giungere a quella che è l'attuale spiacevole situazione che sta facendo registrare un susseguirsi di pause operative scandalose, come quelle denunciate oggi dalla stampa.
Otto pazienti in lista d'attesa per intervento urologico, programmato per ieri, sarebbero praticamente rimasti bloccati in ulteriore attesa fino a data da destinarsi, perché, pur essendo disponibili sala operatoria e personale chirurgico, è venuta a mancare la presenza dei medici anestesisti.
Dei tre specialisti in organico, non ne sarebbe rimasto nemmeno uno, perchè uno è andato in pensione e gli altri due, per i quali è scaduto l'incarico, non sono stati ancora rimpiazzati.
C'è inoltre un'altra defaillance, determinata dal trasferimento del dirigente del reparto chirurgia - dott. Benedetto Bronzetti - il cui incarico quadriennale è scaduto a fine gennaio e, non essendo stato confermato, il bravo chirurgo è tornato ad operare al Papardo di Messina.
Con ovvia perdita non soiltanto di un responsabile capace, ma anche della possibilità di garantire continuità d'interventi, visto che per eventuali "operazioni chirurgiche" l'Ospedale Cutroni Zodda deve "contentarsi" di ritagli disponibili, grazie all'utilizzazione a scavalco del dirigente del vicino ospedale di Milazzo.
Analoga situazione difficile - però incancrenita - si registra al Pronto soccorso, dove la carenza di personale è divenuta ormai cronica: per usare un termine medico, che qui cade a fagiolo.
Da parte della direzione Asp Messina, si cerca di smentire il proposito d'affossare il Cutroni Zodda, assicurando - per bocca dello stesso direttore generale Giufftrida -che i contratti a tempo determinato per il personale venuto meno sono pronti sia per la chirurgia sia per il Pronto Soccorso. Saranno ufficalizzati nei prossimi giorni.

giovedì 10 febbraio 2011

IL COMITATO PRO CUTRONI ZODDA SUL PIEDE DI GUERRA


Se è fondato il timore, recentemente esternato dal Comitato territoriale pro Cutroni Zodda, secondo cui l'ospedale di Barcellona, cui fa riferimento un'area di oltre centomila utenti, per volontà della Regione dovrà praticamente perdere la sua naturale funzione, non resta altro che riconoscere che il Governatore Lombardo e il suo assessore alla Salute, Massimo Russo, valgono davvero tanto quanto finora l'hanno descritti le opposizioni.
Sarebbero, per dire il minimo, governanti che nell'espletare il loro compito istituzionale sanno usare solo due pesi e due misure.
E fare ciò, soprattutto se si tratta di sanità, è disdicevole, perchè tutti hanno diritto alla salute allo stesso modo e nella stessa misura.
Faccio questa premessa, a fronte di quanto è emerso in un recente incontro che, a Palazzo Longano, ha riunito i rappresentanti del Comitato di cui sopra, che, rivendicando i diritti della gente dell'intero distretto sanitario cui fa capofila il Comune di Barcellona, ancora una volta hanno espresso la necessità e la ferma volontà di insistere con accresciuta veemenza e organicità nell'azione di protesta, contro chi tali diritti intende violare.
Secondo il sindaco Candeloro Nania, l'assessore regionale Russo, il dirigente dell'ASP ME Giuffrida e il deputato Laccoto si sono sempre sottratti a interloquire con i sindaci» e adesso accade che «la rifunzionalizzazione del Cutroni Zodda prevista nel decreto si riduce di fatto nella trasformazione della struttura in un Pta (Presidio Territoriale d'Assistenza), che non sarà in grado di rispondere alle esigenze del territorio».
"Una soluzione che esclude ogni criterio di legittimità, razionalità e funzionalità - così si legge in un comunicato - giacché altri presidi che vengono invece mantenuti nella loro attuale operatività come quelli di Patti, Sant'Agata e Taormina sono sproporzionati rispetto alla domanda proveniente dal territorio. Mentre il P.O. di Milazzo per l'eccessivo ed insostenibile carico non riesce più a fronteggiare, nonostante il sacrificio costante di tutto il personale, i casi di emergenza/urgenza".

10 FEBBRAIO 2011. GIORNATA DEDICATA ALLE VITTIME DELLE FOIBE. L’FNS CHIEDE VERITA’ E GIUSTIZI

PER QUESTO E PER GLI ALTRI DELITTI CONTRO L’UMANITA’ COPERTI DAL NEGAZIONISMO ORGANIZZATO.

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” (Fronte Nazionale Siciliano “Sicilia Indipendente”) aderiscono agli ideali umanitari e morali che hanno ispirato ed ispirano la giornata dedicata alle vittime delle foibe. Fra queste Vittime, - a lungo ignorate dalla Cultura Ufficiale, - non mancarono i Siciliani, residenti, per motivi di lavoro o di servizio militare, nelle aree geo-politiche più interessate.

L’FNS coglie l’occasione per condannare tutti i delitti contro l’Umanità, comunque motivati, comunque ideologizzati o storicizzati. E pretende verità, giustizia e la continuazione delle indagini sui responsabili, sui mandanti, sugli esecutori, tanto per le FOIBE che per le altre stragi.

Ovviamente, l’FNS chiede verità e giustizia – in particolare – per le vittime meridionali e siciliane delle stragi, delle violenze e dei genocidi, consumati a Sud del Tronto, nel tragico decennio che va dal 1860 al 1870. Ed anche successivamente. Questi delitti non possono e non devono essere ignorati né prescritti E neppure “coperti” dal "negazionismo” imperante e bene organizzato.

Palermu, 9 frivaru 2011

IL SEGRETARIO POLITICO FNS

(Giuseppe SCIANO’)

mercoledì 9 febbraio 2011

LE BUONE INTENZIONI DI UN "ITALIANO"


COME NASCE QUOTIDIANAMENTE IL GIORNALE CHE LEGGEREMO L'INDOMANI


In questo video, ripreso oggi nella redazione del giornale "La Repubblica", si vede come si svolge la riunione di redazione del mattino: cioè come nasce il giornale che sarà letto domani. Gli interventi dei responsabili dei settori, i fatti del giorno e quant'altro potrà interessare il lettore danno vita all'incontro quotidiano con il direttore responsabile.
Cliccate perchè ne vale la pena:

TRAGEDIA ROMANA DEI PICCOLI ROM : GIUSTIFICATO ALLARME IN UNA NOTA DI SeL

......................................................................,,,,,,,,,,,,,Campo nomadi San Raineri di Messina


VILLAGGIO FATIMA: ARRIVA FINALMENTE LA SOLUZIONE ABITATIVA PER I ROM MESSINESI?

"Oggi Roma è in lutto per la tragica scomparsa di 4 bambini rom che hanno perso la vita nel rogo della baracca dei propri genitori, in un campetto provvisorio sulla via Appia.

Questa vicenda ha scosso tutto il paese e ha riportato all’attenzione generale la drammatica condizione della comunità rom italiana. A Messina l’Amministrazione Comunale coglie l’occasione per annunciare per l’ennesima volta il proprio piano per lo sgombero del campo rom di San Ranieri e la ricerca di una soluzione abitativa per le famiglie. E’ di ieri infatti, la notizia che entro il mese di marzo, stando alle parole dell’assessore all’integrazione Dario Caroniti e del sindaco Buzzanca, verranno affidati alle famiglie attualmente lì residenti alloggi provvisori messi a disposizione dal comune in via temporanea,in attesa del finanziamento da parte del Ministero della Solidarieta’ Sociale per la realizzazione degli alloggi definitivi in autocostruzione.

In verità di piani per il superamento della situazione di San Ranieri se ne sente parlare da più di un anno.

Sinistra Ecologia e Libertà, che insieme alle organizzazioni laiche e cattoliche che hanno dato vita alla rete di solidarietà col popolo rom, ha seguito questa vicenda con attenzione da quando nel febbraio del 2010 fu notificata la prima ordinanza di sgombero del campo, si aspetta che finalmente dalla politica degli annunci si passi alla politica dei fatti e si augura che l’Amministrazione Comunale stavolta si assuma fino in fondo le proprie responsabilità portando a compimento questo progetto senza ulteriori rallentamenti e senza cedere a pressioni da qualunque parte esse arrivino".

Giulia Zuccotti (Responsabile diritti civili e politiche per l’integrazione)

Maria Billè (Responsabile welfare state della segreteria provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà)

IMPROVVISO CONTROLLO AI CANTIERI DELLA VECCHIA STAZIONE DISPOSTO DAL PREFETTO PER INIZIATIVA DELLA Dda

FOTO: IL CANTIERE RECINTATO IN PIAZZA S.ANTONINO E LA VECCHIA STAZIONE
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Un'inattesa operazione di controllo sui lavori pubblici che si stanno eseguendo per la riqualificazione dell'area già occupata dalla dismessa linea ferrata, nel tratto compreso tra la vecchia stazione ed il quartiere San Francesco di Paola-Sant'Antonino, è stata eseguita nei rispettivi cantieri, al fine di accertare eventuali infiltrazioni malavitosi nella realizzazione del cosiddetrto "Contratto d'aria", in via di esecuzione.
Promosso dalla Procura distrettuale antimafia, il controllo è stato effettuato sulla base di un decreto firmato dal prefetto di Messina, che ha consentito ad un gruppo d'interforze ( composto da ufficiali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, funzionari della Polizia di Stato e della DIA, rappresentanti del Provveditorato alle opere pubbliche e dell'Ispettorato del Lavoro) di ispezionare, ieri, l'area dei lavori e svolgere accertamenti sull'impresa aggiudicataria dell'appalto, al fine di appurare l'eventuale esistenza di subappalti (di cui non sarebbe emersa l'esistenza) e quali imprese partecipino nell'affidamento di servizi e nella fornitura di materiali.

martedì 8 febbraio 2011

DON RAFFAELE ED IL POMODORINO DI PACHINO



Sulla vicenda del pomodorino di Pachino, che tanto polverone ha sollevato su innesco di "Bontà loro", si registra ancora qualche coda polemica, anche se in effetti la tempesta sembra essersi scatenata in un...bicchiere d'acqua.
Adesso c'è chi sapientemente interviene per spiegare cosa si dovrà fare per evitare che il gustoso ortaggio siciliano venga criminalmente sfruttato imponendone un prezzo esorbitante.
L'intervento - ovviamente a parole scritte nel suo blog - è fatto dal governatore della nostra bella Isola, il presidente Raffaele Lombardo.
Egli scrive che, per impedire che la criminalità organizzata faccia sentire il proprio peso sul costo del pomodorino occorre fare questo:

"Bisogna accorciare la filiera, organizzarsi ed evitare le intermediazioni. E lo dobbiamo fare. Abbiamo un’agricoltura massacrata da politiche agricole criminali fatte da parte di gente incompetente".

Quindi, sempre a dire del presidente:

"Si comincia a voltar pagina. La grande distribuzione deve garantirci una concorrenza leale non abbassando di punto in bianco i prezzi per far fuori il nostro prodotto".

Intanto:

"La legge ci può consentire che la grande distribuzione, piuttosto che far danno, sia un alleato del nostro prodotto. Bisogna rendere remunerativo l’allevamento così come la produzione dell’uva da mosto, dell’olio o del grano. E puntare sulla qualità e il controllo".

D'altronde:

"La politica agricola dell’assessore D’Antrassi, esperto di produzione e di commercializzazione, è questa. E la legge che faremo dovrà servire anche a questo".

Per cui:

"Se il produttore che si spacca la schiena a produrre pomodorino, attraverso il mercato agroalimentare o l’associazione con gli altri produttori e senza far passare il prodotto per dieci mani diverse, porta il prodotto direttamente al mercato allora non ci sarà più margine e spazio per le organizzazioni criminali che lucrano, lo tengono in ginocchio, lo sfruttano e lo distruggono anche sul piano dell’immagine e della credibilità sua e della nostra meravigliosa Sicilia".

Non ha spiegato però, il nostro Presidente, come farà il produttore a portare e distribuire nei mercati e supermercati lontani da casa il suo pomodorino. Forse con la "Lapa"?

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: PESTA E RIPESTA SI CONTINUA A PARLARE DELLA CHIUSURA DELL'OSPEDALE CUTRONI ZODDA


TIMORI E PROTESTE S'INTRECCIANO SUPPORTATI DA COMITATI
E SINGOLI SOSTENITORI DEL DIRITTO CIVICO ALLA SALUTE


In un precedente "post" ebbi a dire d'essere ormai stufo di scrivere sulla ormai nauseante emergenza rifiuti, e nonostante ciò, turandomi il naso, mi son trovato costretto a riparlarne.
La stessa sensazione di nausea stavolta mi par di provare, riascoltando lamentele, proteste, scongiuri da parte di comitati spontanei, sanitari, singoli consiglieri comunali e di qualche sindaco, per il timore - se non addirittura la certezza - timorosi che si stia tramando per la chiusura dell'Ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto.
Che finora si sia fatto di tutto e di peggio per sfrondare dei suoi rami migliori quest'albero della salute - tale è nato per essere l'ospedale Cutroni Zodda - nessuno può negarlo, ma che si abbia la sfrontatezza di tagliarlo alla radice, per preconcetto nei confronti degli operatori dell'ospedale e peggio ancora della città in cui sorge, vorrei stentare a crederlo.
Dico vorrei, per fare capire che l'animosità è possibile, in questa nostra società, così malamente politicizzata da mandare ormai a quel paese le reali esigenze del singolo cittadino, i meriti e i demeriti effettivi, da cui dovrebbe scaturire la giusta amministrazione dei servizi sociali.
Dicevo che s'è tanto parlato e anche protestato per il rischio che corre questo nostro ospedale:
ci sono stati su tale ormai annosa questione riunioni, creazione di comitati , occupazione simbolica dell'ospedale, assemblea pubblica all'aperto, corteo, persino una lettera di rimbrotto del capogruppo della maggioranza consiliare di Palazzo Longano, dott. Marte - da qualcuno giudicata ingiustamente un po' interessata - e nonostante tutte queste prodezze, la sordità delle autorità sanitarie regionale e provinciale duramente perdura.
Che vogliamo e dobbiamo fare o dire di più, a questo punto?
Preferisco chiudere il "pezzo", riproducendo l'accorata lettera del cardiologo Marte:

«Il ridimensionamento del presidio di Barcellona, che prelude alla chiusura, rappresenta l’epilogo di un lento processo ultra decennale di inarrestabile spoliazione – afferma Marte nel documento letto in consiglio e sottoscritto da numerosi consiglieri dei diversi schieramenti – Tale processo è avvenuto con il beneplacito o l’ignavia di tutti i politici, di estrazione eterogenea, che si sono alternati nell’amministrazione della città. Chiedo al sindaco Nania di convocare e quindi coinvolgere tutti i politici che a Barcellona hanno acquisito consensi. Mi riferisco segnatamente ai politici che hanno avuto un mandato europeo, nazionale, regionale, provinciale e locale. Per far ciò è necessario che il sindaco si spogli del suo colore politico – prosegue il capogruppo di An – e assuma un ruolo di assoluto super partes come si conviene al sindaco di una città. Questo è il momento dell’unione e non delle divisioni, è il momento del coinvolgimento e non delle polemiche. Le recenti forme di protesta poste in essere dal sindaco congiuntamente al comitato cittadino, ancorché a mio avviso tardive, devono essere fortificate da un coinvolgimento globale. Bisogna chiedere a tutti coloro che a Barcellona hanno raccolto consensi che cosa hanno fatto per la città e cosa intendono fare. (Gazzetta dl Sud 29/10/2010)

"SE NON ORA QUANDO?" ADESIONE VOLONTARIA ANCHE A BARCELLONA POZZO DI GOTTO



Anche Barcellona Pozzo di Gotto aderisce alla manifestazione in difesa della dignità delle donne "Se non ora quando?"

L'appuntamento, domenica 13 febbraio, è davanti al Tribunale alle ore 18.00, da dove partirà un corteo che raggiungerà piazza San Sebastiano.

lunedì 7 febbraio 2011

IL COMMISSARIO DEL CAS GUARDA - CON UN SOLO OCCHIO - A CIO' CHE ACCADE NELL'AUTOSTRADA MESSINA - PALERMO


La pericolosità dell'Autostrada 20 Messina-Palermo è ormai assodata: lo gridano ad alta voce i disastrosi incidenti registrati nel giro di un paio di mesi: da quello della famiglia sterminata (quattro vittime tra cui due bambine in tenera età) avvenuto presso lo svincolo di Castelbuono il 30 gennaio scorso, all'altro del 4 febbraio che, nella galleria Tindari, da troppo tempo trasformata in doppio senso di marcia, ha strappato la vita al 42enne Signorino Lenzo, di Capo d'Orlando e mandato all'ospedale il conduttore di un camion coinvolto nell'incidente.
Senza contare gli altri sinistri meno eclatanti e tuttavia inquietanti, come quelli ( ben otto in una mattinata) che nello scorso mese di dicembre hanno travolto una quindicina di persone mentre stavano recandosi al lavoro. Dopo questa drammatica cartolina illustrata, ci si attendeva che qualcuno dei responsabili del CAS (Consorzio Autostrade Siciliane) si facesse vivo per assicurare qualcosa di consolatorio e soprattutto riparatorio: per quanto concerne soprattutto la qualità della strada. Cosa che, invece, non è avvenuto.
O più precisamente è accaduto che il Commissario straordinario del Cas , arch. Calogero Beringheli, in una nota diramata tre giorni fa, ha annunciato che il prossimo 18 febbraio incontrerà il Dirigente della Sezione provinciale della Polizia Stradale dott. Sergio Iannello, “per affrontare le problematiche connesse ai sinistri nelle autostrade Messina Palermo e Messina Catania e, conseguentemente, individuare i possibili strumenti ed iniziative per ridurre i danneggiamenti patiti dagli utenti, alcuni dei quali sono però ritenuti sospetti”.
A giudizio del signor commissario del Cas, i sinistri in autostrada per la maggior parte sarebbero causati "dall'alta velocità e/o alla distrazione degli automobilisti che ritengono la tratta autostradale una pista facilmente percorribile ad alte velocità".
Ragion per cui bisognerebbe ammettere (sempre secondo i suoi parametri) che nulla ha a che vedere con gli incidenti il fatto che il fondo stradale è in condizioni inidonee e che persistono, dopo anni, gallerie chiuse con l'unica alternativa del ripiego al doppio senso, deviando il traffico in quelle parallele, lasciate però in condizioni di luce assolutamente scarse e quindi pericolose.

Figuriamoci se, con questo modo d'agire, si possa sperare in qualche intervento davvero efficacemente riparatorio....

IN "BONTA' LORO" MAURIZIO COSTANZO E ALESSANDRO DI PIETRO INNESCANO UNA POLEMICA SUL POMODORINO DI PACHINO E IL CASO APPRODA IN COMMISSIONE ANTIMAFIA


IN TV DI PIETRO DICE QUALCOSA CHE POI "MITICA"
IN UNA LETTERA CHIARIFICATRICE
(CLICCA SUL VIDEO)

In questi giorni, abbiamo sentito molto parlare del pomodorino di Pachino.
A dare stura al gran parlare è stato il talk show "Bontà loro" di Maurizio Costanzo, andato in onda giovedì su Raiuno.
Durante quella trasmissione, imbeccato dal condutttore, il giornalista Alessandro Di Pietro, che alla Rai dà consigli sugli alimenti e offre notizie sui mercati, ha invitato i consumatori a non comprare per un paio di giorni il pomodorino di Pachino perché la filiera troppo lunga sarebbe controllata dalla mafia.
Si diceva praticamente favorevole ad una specie di temporaneo boicottaggio degli acquirenti in segno di protesta.
La rimostranza in effetti c'è stata, ma non dalla parte del consumatore, bensì di qualche ministro, di polkitici e soprattutto di commercianti e di produttori del prezioso solanaceo siciliano.
Tanto che il Di Pietro - da non confondere col fondatore di Italia dei Valori - s'è sentito in diritto-dovere di replicare con una lettera inviata alla Stampa.
Nella quale scrive: "Ribadisco la mia totale e convinta solidarieta' ai produttori agricoli del pomodoro Pachino che nulla hanno a che fare con la criminalita' organizzata e in special modo verso quelli del pachino IGP la cui filiera produttiva non subisce alcuna interferenza sospetta. Nella puntata di "Bonta' loro" ho soltanto detto che se i contenuti delle affermazioni del Procuratore della Repubblica Pietro Grasso risultassero veri e fondati e se davvero il pomodoro pachino costa 11 volte di piu' a causa delle infiltrazioni mafiose sulla filiera, si dovrebbe fare simbolicamente e per un solo giorno lo sciopero del Pachino.
I ministri e tutti coloro che si sono sdegnati dovrebbero invece verificare se davvero la situazione è quella descritta dal Procuratore Grasso e provvedere eventualmente a ripulire il pachino da questi sospetti". E conclude dicendosi "pronto ad invitare in televisione tutti i protagonisti della vicenda per fare chiarezza e per promuovere ancor di piu' il pomodoro pachino come grande protagonista del made in Italy agroalimentare". Intanto, del caso, che tanto scalpore ha suscitato, quasi certamente si occuperà la Commissione antimafia.
L'ha prospettato l'esponente di Fli Fabio Granata asserendo, in una nota, che domani, martedì, chiederà al presidente Pisanu di aprire un'indagine sui fatti denunciati, per accertarne la esatta configurazione ed eventuali responsabilità.


UTILI IDIOTI: GENIA SEMPRE ATTUALE, CAPACE DI FARCI IL PEGGIORE MALE

Ricordo che quando ero ragazzo e cominciavo a fiutare un po' della vita politica di allora, sentivo spesso citare - riferito ovviamente agli avversari - il termine "utile idiota", che praticamente - nonostante le specifiche origini unilaterali - ciascun partito credeva di potere utilizzare a discapito degli altri.

Originariamente, nel gergo politico, il termine utile idiota veniva usato per descrivere simpatizzanti del sistema sovietico nei paesi occidentali, che, senza rendersene conto, erano dal governo sovietico tenuti in scarsa considerazione e sfruttati cinicamente.
Tale locuzione sarebbe stata inventata da Lenin e "introdotta" in Italia da Togliatti.
Lo stesso termine oggi è usato in senso più ampio, per descrivere qualcuno ritenuto manipolato da un movimento politico, un gruppo terroristico, un potere economico che non hanno più niente a che vedere con l'ormai inesistente Unione Sovietica.

"Negli Stati Uniti -
si legge in Wikipedia - il termine è usato a volte in senso peggiorativo, implicando che una persona è ignorante e dunque facilmente manipolata (resa 'utile') per favorire cause che sono contro gli stessi interessi della persona, o anche quello che considererebbe un bene maggiore, se fosse meglio educata.
Il termine è usato anche da anarchici e altri gruppi radicali per descrivere gruppi ed individui la cui ideologia è ritenuta essere troppo deferente verso un governo o un movimento politico autoritario".

A partire dal 14 dicembre 2010 l'espressione utile idiota va indirizzata, secondo voi, a chi?
Riflettiamoci sopra e analizziamo: " Chi sta consentendo, nel Paese, il penoso trascinarsi di una politica logorata e logorante che, non solo ha spaccato la Nazione in due, ma anche e soprattutto l'ha svuotata del senso morale della vita?
Diamoci una risposta!
Che sia, però, ponderata chiara e sincera: per evitare di prendere la parte dell'utile idiota.

sabato 5 febbraio 2011

BISOGNAVA ATTENDERE IL MORTO? QUESTO POST L'AVEVAMO SCRITTO GIA'

mercoledì 10 novembre 2010

IL DOPPIO SENSO NELLA GALLERIA DI TINDARI SULLA A20 E' UN RISCHIOSO DISAGIO

Non so se avrete notato quanto difficile sia viaggiare sulla A20 Messina Palermo, particolarmente quando devono percorrersi alcune gallerie, come quella di Tindari che congiunge Oliveri a Patti.
Dovendosi provvedere a lavori importanti nella galleria gemella - Patti Oliveri - da diversi mesi questo importante attraversamento è adattato a doppia corsia di marcia che, non supportata da una più adeguata illuminazione, se da una parte si considera indispensabile per cause di forza maggiore, dall'altro costituisce ugualmente un grosso rischio, non inferiore a quello cui s'è inteso correre al riparo: e ciò, in considerazione dell'eccessivo carico del traffico e delle velocità non sempre controllate.
Un paio di mesi fa è stato assicurato che "quanto prima saranno avviati al più presto i lavori di messa in sicurezza della Galleria Tindari, eliminando – anche in questo caso - i disagi di questi ultimi 11 mesi".
Oggi, il numero dei mesi "disagiati" è cresciuto, ma il disagio resta uguale, e sarebbe opportuno che l'utenza venisse informata se la trafila burocratica sia stata completata e se si avrà speranza di avere - sempre quanto prima e al più presto - la possibilità di percorrere a senso unico la galleria che tanto ci fa penare.
Esattamente due mesi fa il commissario straordinario, Calogero Berlingheri, aveva spiegato al corrispondente da Patti della Gazzetta del Sud, Gabriella Villa, che
"Il problema principale è dovuto alla copertura finanziaria. Il progetto ammonta a circa 452 mila euro e per poter avviare l'iter per la gara d'appalto è necessario che ci siano i fondi. Mi auguro che nel mese di ottobre, quando sarà approvato il bilancio consuntivo 2009 in cui c'è un avanzo di amministrazione, si riesca ad utilizzare le somme per appaltare l'intervento. La prassi prevede che dopo la firma della delibera commissariale, ci sia l'approvazione da parte della Regione, per poi poter materialmente pubblicare il bando"
A parte la prassi, si potrebbe finalmente sapere se si è arrivati alla parte operativa, visto che sono i fatti a risolvere il problema?



CLICCA SUL VIDEO

Ennesimo incidente mortale sull'A20 a causa del doppio senso di marcia (HD)

venerdì 4 febbraio 2011

ORA BASTA CON QUESTA ROTTURA DI...SPECCHI


.........FOTO: LO SPECCHIO ACCECATO DI VIA CAMBRIA===>


IDDA E' PICCA E A JATTA SA DDICCA!!!


Non è la prima volta che succedono cose del genere in questa città.
C'è una mano che - non si capisce perchè - sembra essere portata a distruggere gli specchi parabolici stradali - che in realtà non sono poi tanti - installati dal Comune per migliorare la visibilità degli automobilisti nell'immetersi da una strada all'altra.
Sono attrezzi che servono a rendere più sicura la circolazione e bisogna convenire che è già molto se il sindaco abbia provveduto a farne installare un paio, visto che viviamo in una città che purtroppo ignora l'esistenza di strisce pedonali, semafori e vigilanza umana.
Eppure c'è chi sembra odiare questo paio di specchi - uno in via Cambria e l'altro in viale Sicilia - e non appena si fa buio si sfoga frantumandoli.
Il tizio ( o i tizi?) forse ignora che lo specchio quando si rompe porta scalogna.

LE FOTO DELLA NUDITA' SAREBBERO CONTRAFFATTE


Il "re" è nudo, ma i suoi sudditi non se ne accorgono. Ci sarà il ragazzino che lo farà "scoprire"? Intanto i suoi avvocati negano tutto, parlano di falsità e presentano

"DENUNCIA CONTRO IGNOTI"


"Da più giorni su alcuni quotidiani vengono pubblicate
notizie riguardanti immagini asseritamente riprese nei domicili del presidente Berlusconi. In particolare, oggi su 'Il Fatto Quotidiano' e' riportata con grande evidenza la notizia che vi sarebbero foto del presidente Berlusconi svestito ed attorniato da ragazze e che sarebbe in corso una sorta di asta per l'acquisto di queste immagini". Lo riferiscono, in una nota, i legali del premier e parlamentari Pdl Niccolo' Ghedini e Piero Longo: "Si deve osservare- sottolineano- che se davvero fossero state offerte ai giornali foto siffatte sarebbero da ritenersi sicuramente e palesemente false, frutto di montaggi e/o di manipolazioni, non essendo possibile che il presidente Berlusconi si sia mai trovato nelle situazioni descritte".

E ancora: "Si deve comunque ricordare che, a tenore dell'art. 615 bis c.p., chiunque si procura indebitamente notizie od immagini attinenti alla vita privata svolgentensi nei luoghi indicati nell'art. 614, e' punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni ed alla stessa pena soggiace chi rivela o diffonde tali notizie od immagini. Cio' vale ovviamente per qualsiasi tipo di immagine o notizia indebitamente carpita". Concludono i due legali: "Si e' quindi cautelativamente provveduto a presentare apposita denuncia contro ignoti all'autorita' giudiziaria competente ed al Garante della Privacy sia per l'ipotesi di cui all'art. 615 bis c.p. sia per l'eventualita' che vengano diffuse immagini falsamente costruite".

CON I RIFIUTI SIAMO PUNTO E A CAPO: RITORNA LA SINDROME NAPOLETANA



Sinceramente sono stufo di dovere scrivere ancora delle peripezie di ATO ME 2 e dei grossi inconvenienti creati nei 38 Comuni soci dall'invasione dei rifiuti lungo le loro strade.
Malgrado ciò mi sento costretto a farlo, per senso civico e per condividere coi cittadini il senso di nausea nei confronti di chi ha ormai mollato o non ha mai fatto nulla di concreto per affrontare seriamente il problema.
Ieri, ancora una volta, su iniziativa della Cgil, il dirigente della locale Camera del Lavoro, Salvatore Chiofalo, ed il responsabile provinciale del settore ambiente, Carmelo Pino, nel corso di una conferenza stampa, hanno ribadito la gravità della situazione, ancora una volta causata dall'assoluta indisponibilità finanziaria dell'Ambito Territoriale e dei Comuni che malamente lo sostengono: una situazione fallimentare perchè altamente debitoria. Basti pensare che Tirrenoambiente, la società che gestisce il sito di Mazzarrrà S.Andrea, dall'inizio di questo mese ha precluso l'accesso alla discarica degli autocompattatori provenienti dai 38 Comuni "soci" di ATO ME 2, con conseguente fermo dell'attività lavorativa degli operatori ecologici e immediato ritorno dell'accumularsi dei rifiuti attorno ai cassonetti ormai stracolmi.
Dopo una parentesi di pulizia, ritorna l'incubo della sindrome napoletana, resa esasperante non solo per gli utenti, ma anche per i netturbini che, creditori di due mesi di salario e quindi in stato d'allarme, restano forzatamente inoperosi, anche se non licenziabili. Con ovvia esasperazione anche per i loro datori di lavoro.
Una condizione complessivamente drammatica, che appare insolubile se si constata che la Regione come si suol dire in gergo ha janchiatu i mani al gruppetto di sindaci presentatisi a Palermo in cerca di ulteriore sostegno finanziario, reso impellente dalle difficoltà incontrate con la Montepaschi - Serit, in merito a possibili anticipi finanziari sugli incassi relativi alla riscossione di arretrati.

Di fronte a tale emergenza, c'è da prendere in considerazione la reazione del Coordinamento Contro il Caro Bollette Ato ME2, (Consumatori torresi Torregrotta, "I Cittadini" Villafranca Tirrena, Movimento Città Aperta Barcellona P.G) e di altri Comitati spontanei sorti nel territorio dell'ATO ME 2, che, preoccupati per la chiusura della discarica di Mazzarrà Sant' Andrea, sostengono in un documento che ciò costituisce «il risultato di una gestione miope ed arrogante che non è riuscita a produrre un solo documento legittimo, idoneo per la riscossione delle tariffe della raccolta".

Fra' Galdino

giovedì 3 febbraio 2011

BUFERA O TEMPORALE? QUALCOSA SI MUOVE NEL PDL DI BARCELLONA DOVE L'ASSESSORE PAOLO GENOVESE VIENE "DIMISSIONATO" A SUA INSAPUTA

<==il coordinatore Roberto Corona

L'AMARA SORPRESA DELL'INTERESSATO E IL RISCHIO DI SGRETOLAMENTO IN SENO AL PDL DI BARCELLONA PER LE "PRETESE" DEL COORDINATORE PROVINCIALE ROBERTO CORONA
................................................l'assessore Paolo Genovese===>
Roberto Corona e Giuseppe Buzzanca, entrambi deputati regionali, dallo scorso mese di novembre sono i cocoordinatori provinciali del Pdl messinese.
Nel momento in cui sono stati scelti dai due coordinatori regionali - che sono Nania e Castiglione - per "rappresentare il più grande partito italiano a Messina" in una dichiarazione congiunta, nel ringraziare i coordinatori regionali per averli onorati dell'incarico, si sono impegnati di operare "nell'interesse dei cittadini per costruire un partito sempre più grande e plurale. "Ci attrezzeremo - hanno affermato - per dar vita ad una campagna massiccia per poi tenere i congressi che eleggeranno i futuri coordinatori".
Abbiamo voluto rivangare queste brevi ma impegnative dichiarazioni dei due neo coordinatori provinciali, per avere la base su cui esprimere alcune considerazioni su quanto sta succedendo a Barcellona, dove invece che ad una campagna massiccia per l'incremento del Pdl, ci sembra d'assistere all'avvio di un'opera disgregatrice, inspiegabilmente posto in atto sparando su un capro espiatorio, individuato in seno alla giunta comunale di Palazzo Longano, nella persona dell'assessore al bilancio Paolo Genovese.
La cui delega è stata revocata proprio in questi giorni, ufficialmente dal sindaco Candeloro Nania su espressa indicazione del cocoordinatore Roberto Corona e con ovvio risentimento della vittima predestinata.
Paolo Genovese, che ha subìto l'imposizione a sorpresa, senza cioè essere stato preventivamente informato, ha reagito con dichiarazioni brucianti, che pare abbiano trovato concordi altri colleghi di partito, anch'essi indignati per il modo in cui è stata annunciata l'estromissione di Genovese dall'incarico.
L'interessato, intanto, in una conferenza stampa, ha definito l'atto nei suoi confronti "arbitrario e immotivato, imposto dal coordinatore Corona e mortificante l'impegno profuso in giunta per il bene della città". Addirittura - sempre secondo Paolo Genovese - si sarebbe trattato di un'operazione delegittimante gli stessi poteri del sindaco ed offensiva.
Ad esprimersi apertamente solidale nei confronti dell'assessore uscente, è intervenuto il consigliere comunale Angelo Pino, che ha crticato l'intervento del coordinatore per il modo in cui ha imposto l'avvicendamento in giunta. "Se politicammente posso capire la scelta di Corona - spiega il consigliere Pino - non posso però condividere il modo in cui è stata diffusa la notizia, all'insaputa dell'interessato, che si è distinto come pochi in questi anni per l'impegno profuso nell'attività amministrativa della Giunta Nania".
Anche lo stesso sindaco Nania sembra sentirsi umiliato, non può fare a meno di ringraziare il "dimesso" assessore Genovese, per il lavoro svolto. cerca di puntualizzare che ciò che è avvenuto dipende dal fatto che nel Pdl convivono due "anime", e sostiene che in tutta questa operazione non c'entra affatto l'altro coordinatore ( cioè Buzzanca) mentre lui non ha potuto che prendere atto dell'operazione politica nei confronti di Genovese.
Da indiscrezioni si evince che, in vista di un modesto rimpasto in giunta, si profila l'inserimento di un paio di aspiranti appartenenti, a Barcellona, alla cosiddetta corrente Corona.
Un bel modo di incrementare e aggregare nel Pdl di Barcellona....

mercoledì 2 febbraio 2011

UN' ATTREZZATA FALEGNAMERIA OPERANTE NELL'OPG DI BARCELLONA DA' LAVORO AD UN GRUPPO DI RICOVERATI


Ricorderete che, nei giorni scorsi, abbiamo registrato una notizia riguardante una lettera, inviata dal direttore dell'OPG, dott. Nunziante Rosania, al sindaco di Barcellona, per ribadire la necessità di trasferire in un posto più idoneo il canile che ormai da anni e in via provvisoria, per cortesia, viene ospitato nell'adiacente area appartenente all'ospedale psichiatrico di via Madia.
Non so se il capo della civica amministrazione abbia risposto alla pressante e reiterata richiesta del direttore, ma mi auguro che ciò sia avvenuto con esito positivo, a stretto giro di posta, in considerazione del fatto che la permanenza dell'improvvisato rifugio è diventata intollerabile per diversi motivi: finora, per il disturbo arrecato dal latrato dei cani, giorno e notte, agli abitanti del vicinato e ai ricoverati , e adesso anche per l'esigenza - fatta notare nella lettera del direttore - di utilizzare l'area, in parte occupata dal canile, per la progettata installazione di pannelli solari fotovoltaici.
Adiacente all'edificio originario, destinato al ricovero e agli uffici, l'OPG possiede un'area, parzialmente coperta, che comprende un'ampio appezzamento erboso e una stradella che porta ad una costruzione utilizzata per attività operativa, attrezzata con macchinari per la lavorazione del legno. Una moderna falegnameria in grado di costruire su misura mobili, porte, infissi e altra oggettistica di arredamento, mediante un lavoro artigianale, da tempo affidato ad una cooperativa, che tra gli altri consente l'impiego di otto ricoverati.
Un'occasione per l'impiego della terapia del lavoro, che pare si riveli efficace.

"The Arcore's Night", parodia di Grease Così la "Sora Cesira" fa politica

IN ALLESTIMENTO, PRESSO L'ORATORIO SALESIANO, UN RECITAL PER L'INDIMENTICABILE IOLE ALIQUO'


L'Associazione Teatro Arte e Cultura "Salvatore Cattafi" di Barcellona Pozzo di Gotto sta allestendo, in collaborazione con la Scuola di danza "Studio Diamond Dance", un recital in omaggio a Iole Aliquò, scomparsa.il 28 settembre 2010.
Il recital "Ricordando Iole" si terrà nella Sala Teatro "Vittorio Currò" dell'Oratorio Salesiano, venerdì 11 febbraio, con inizio alle ore 19,30.

martedì 1 febbraio 2011

LETTERA APERTA DI SUOR RITA GIARETTA

Foto: suor Rita Giaretta

Lo scandalo legato alla vicenda Ruby sta suscitando indignazione e vergogna soprattutto nel mondo femminile, e non mancano le manifestazioni collettive di protesta.
Scalpore sta producendo un'accorata lettera scritta da suor Rita Giaretta, una religiosa di Caserta impegnata nel solidale volontariato mirato ad aiutare le giovani che rischiano la schiavitù della prostituzione.
Nel video il testo della lettera della suora letta nella trasmissione "l'Infedele" dalla brava attrice Lunetta Savino.

IL SENATORE DOMENICO NANIA AD AGORA' DI RAI TRE
















Ho notato una cosa: che è più facile, ad un Barcellonese, scorgere il senatore Mimmo Nania in televisione che nella piazza della sua città, che d'altronde è la pedana di lancio per la sua salita al Parlamento.
Stamattina, per esempio, c'è capitato di "incontrarlo" in "Agorà", che piazza è soltanto di nome (greco) ma non di fatto: non è in particolare nè piazza San Sebastiano, nè piazza Duomo.
ll senatore Nania, ospite al talk show condotto da Andrea Vianello - lo stesso di "Mi manda Rai tre" - nel salotto di ripresa era accomodato assieme ai deputati Livia Turco (PD), Silvano Moffa (gruppo misto: lo stesso entrato e uscito dal Fli di Fini) e Gennaro Migliore, (Sel, braccio destro di Niki Vendola): mentre alla finestra dello "studio" si alternavano altri due partecipanti: il leghista Dario Galli, presidente della provincia di Varese, e l'on. Bruno Tabacci (Udc del gruppo Api).
Problemi da affrontare: i soliti scabrosi attuali, con particolare riferimento alle ultime "sparate" di Berlusconi e di D'Alema: il primo invocante l'imprevedibile collaborazione di Bersani per salvare l'italia dalla crisi, l'altro auspicante un’alleanza costituente che porti l’Italia fuori dal blocco causato da Berlusconi.
Inevitabile, nel contesto, il riferimento alle recenti vicende berlusconiane, di fronte al quale il rappresentante della Lega Nord ha cercato di svicolare affermando che lui appartiene ad altro partito e in quelle cose non ci mette il naso, mentre il vice presidente del senato, che la dialettica riesce a manovrarla sin da ragazzo, ha voluto sottolineare che se siamo tutti uguali davanti alla giustizia, dobbiamo pure considerarci tutti uguali davanti all'ingiustizia: e chi vuol capire capisca, considerato che in fatto d'ingiustizia - a danno di Berluusconi - si stanno usando due pesi e due misure. Insomma - così io interpreto il detto mimmiano - la Giustizia si starebbe accanendo ingiustamente contro il cavaliere. Tutto questo ovviamente detto criptato, senza apertamente accusare la magistratura. Per quanto riguarda l'opera del Governo, svolta per affrontare il trauma della crisi finanziaria, il senatore Domenico Nania l'ha difesa ricorrendo ad una similitudine: quella della frana che non va affrontata cercando di scalare la montagna, ma imbrigliando prima il terreno e poi ricostruendo.
Parabola significa....

lunedì 31 gennaio 2011

MONTA LA POLEMICA SULLE UNDICI DETERMINE DI CANDELORO NANIA

FOTO: UNO DEI CAMPETTI DA CATASTARE

Cresce la polemica suscitata dal consigliere comunale dell'UDC Trifilò in merito alle determinazioni firmate dal sindaco di Barcellona, Candeloro Nania, mirate all'assunzione di undici professionisti esterni per la catastazione di sessanta immobili comunali: operazione che impegna ad una spesa di circa 150mila euro.
A dare man forte alla protesta del consigliere barcellonese, interviene il segretario generale della Cisl Fp, Calogero Emanuele, con dichiarazioni di fuoco, tra l'altro espresse in una lettera-denuncia inviata al sindaco e p.c. alla Procura della Corte dei Conti di Palermo.
Secondo lo scrivente, si sta operando con uno spreco di denaro pubblico ignorando l'esistenza, in seno al Municipio di Barcellona Pozzo di Gotto, di personale professionalmente capace di "procedere alla catastazione di 60 unità immobiliari comunali".
Quella del sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto - a giudizio del sindacalista - è una scelta inconcepibile ed è paradossale "che gli stessi dirigenti comunali dichiarino di non avere personale disponibile, nè di essere in grado di poter eseguire tali attività. Un paradosso, proprio perché i dirigenti percepiscono lauti compensi per attività gestionali, oltre quelli dovuti per progettazioni interne ed è certo che ci sono le giuste professionalità interne, basti pensare che le figure a cui è stato conferito l’incarico sono geometri, architetti e ingegneri. Non è pensabile che in un grande Ente non esistano tali figure. La stessa legislazione vigente – spiega Calogero Emanuele - giustifica gli incarichi esterni solo nel caso in cui non vengono rinvenute le figure necessarie all’interno. Purtroppo non è la prima volta che il Comune di Barcellona ricorre ad affidamenti esterni pur avendo personale in servizio a tempo indeterminato ed a tempo determinato, oltre che ai numerosi lavoratori LSU ex cassaintegrati”.

BERLUSCONI-D'ALEMA: DUE PROGETTI POLITICI CHE NON STANNO NE' IN CIELO NE' IN TERRA





Due proposte politiche che sono la "fine del mondo".

Una viene da Massimo D'Alema il quale, preoccupato della gravità della situazione in cui Berlusconi ha gettato l'Italia, avanza una proposta per un accordo corale delle opposizioni al fine di superare il berlusconismo.
L'altra, conciliante, proviene dallo stesso capo del governo, che si rivolge a Bersani perché collabori per togliere le castagne dal fuoco in cui l'Italia sembra caduta.
Il primo ha parlato tramite un'intervista rilasciata a "Repubblica", il secondo s'è espresso tramite lettera, pubblicata dal " Corriere della Sera ".

D'ALEMA


"Il Paese - dichiara D'Alema - attraversa una crisi democratica gravissima. Se Berlusconi non si dimette, l'unico modo di evitare l'impasse e il caos politico-istituzionale è andare alle elezioni anticipate. Chiedendo agli elettori di promuovere quel governo di responsabilità nazionale che è necessario al Paese, per uscire da una crisi così profonda. Lancio un appello alle forze politiche di questo potenziale schieramento: uniamoci, tutti insieme, per superare il berlusconismo"

Ci si chiede, però, se il nuovo "ARCO COSTITUZIONALE" auspicato da Massimo D'Alema e che dovrebbe estendersi dall'estremità FINI all'estremità PECORARO SCANIO possa consentire una sintesi programmatica che non si estenda quanto quella delle cento pagine del Governo Prodi, le cui deleterie conseguenze riaprirono la porta del governo a Berlusconi.

BERLUSCONI

Con una inattesa lettera al Corriere della Sera Silvio Berlusconi apre al Pd , invitando Bersani ad agire insieme per la creazione e attuazione di un "piano bipartisan per la crescita".. Scrive, tra l'altro, il premier:."dal momento che il segretario del Pd è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell'economia italiana".

Anche questa proposta - al pari di quella precedente - non sta nè in cielo nè in terra, e forse serve soltanto ad una cosa: pungolare l'estro del vignettista Marco Vuchich=>



domenica 30 gennaio 2011

CADUTA VERTICALE DEL CONSENSO POPOLARE NEI CONFRONTI DI BERLUSCONI


Si sgretola la fiducia degli Italiani in Berlusconi. I sondaggi dello specialista Renato Mannheimer, proprio in questi giorni, dicono chiaramente che il popolo italiano apprezza sempre meno il cavaliere e che la stima nei suoi confronti è scesa al minimo storico, presumibilmente alla luce del comportamento di vita del soggetto "sondato". Ormai il mitico 70 per cento del consenso popolare, per il quale si pavoneggiava tanto, s'è talmente sgonfiato da ridursi ad un rattrappito 27,5%, inferiore addirittura al 30% - per conto suo stabile - del Governo.
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Fiducia nel premier in calo, ma il governo tiene - Corriere della Sera

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