venerdì 30 novembre 2007

IL DIFFICILE AMOR DI PATRIA


Partendo dall’assunto di Massimo D’Azeglio, secondo cui era stata fatta l’Italia, ma restava fare gli Italiani, il prof. Santi Fedele, relatore dell’incontro svoltosi stasera nel salone della Corda Fratres , ha tracciato attraverso un chiaro exursus storico la difficile strada percorsa, in un secolo e mezzo, per la formazione dell’auspicata identità nazionale, nell’Italia unificata. Dopo avere illustrato la molteplicità dei mezzi, non sempre efficaci, utilizzati dalla nuova classe politica per suscitare l’amor patrio nell’animo di gente fino a ieri vissuta in condizioni di separatezza e in situazioni socio-politiche disparate, il prof. Fedele ha evidenziato la modesta positività dei risultati, inficiati da una serie di limiti e contraddizioni, che anziché indurre ad un’unica identità nazionale avrebbero portato addirittura all'affermazione di diverse Italie. A ciò, nel tempo, si aggiunse il deleterio apporto della dittatura, che con la sua propaganda tese a fare identificare il fascismo con il concetto di nazione. A colmare la misura sopravvenne l’effetto devastante dell’armistizio dell’8 settembre, che per l’immagine unitaria del Paese, fu una ferita talmente grave da superare la tragicità della sconfitta di Caporetto. Finita la seconda guerra mondiale, con la insanguinata appendice della Resistenza, che per certi aspetti assunse i connotati di una vera e propria guerra civile, sorse la necessità di ricostruire materialmente, politicamente e moralmente la Nazione, compito che si cercò di avviare gettando le fondamenta costituzionali. Ma anche la Costituzione dovette essere frutto di compromesso. Un compromesso che non è bastato a smussare le diversità politiche, le quali anzi negli ultimi tempi si sono accentuate per l’affermarsi d’interessi particolari ed il proliferare di partiti e partitini. La relazione del prof. Fedele è stata seguita da diversi interventi del pubblico.

Francesco Cilona

BISOGNA(VA) CAPIRLO


La frenata del cavaliere è stata repentina. Dopo l’improvvisa accelerata dal predellino della Mercedes, in Piazza San Babila, Berlusconi ha dovuto fare i conti con la vecchia guardia di Forza Italia e, ascoltando i suggerimenti moderatori di Letta, ha messo il piede sul freno per innestare la marcia indietro. “Forza Italia non si scioglie –sostiene adesso- ma si fa ugualmente il partito nuovo ed avrà la funzione di un grande contenitore". Poi qualcuno gli ha ricordato che il grande contenitore può pure essere uno scatolone di cartone e lui, per evitare che i soliti “satiri” lo degradassero chiamandolo “partito di cartone”, ha deciso che non si dovrà più parlare di partito contenitore, ma di partito rete: una rete da buttare nel mare ormai torbido della politica italiana, per catturare pesci grandi e piccoli: partiti, movimenti, circoli e singole persone pronte a farsi irretire...
Gli adescati potranno far parte di entrambi i partiti ed essere quindi titolari di due tessere. Con tale nuovo stratagemma, l’ex presidente dell’ex Casa delle libertà, crede addirittura di riuscire a ridare nuova linfa alla Cdl, che nella foga di San Babila aveva strozzato e ridotto ad ectoplasma. Ma che cosa pensano di tutto ciò gli ex alleati dell’ex Casa delle libertà? Intanto continuano a guardare le evolinvoluzioni del cavaliere con diffidenza , dicendo di non riuscire a capirle. Fini attende ancora di sapere se Berlusconi è rimasto fedele all’idea di avere le mani libere o se riconosce d’avere sbagliato quando ha preteso di buttare via il bipolarismo. Casini fa addirittura il sarcastico, dicendo che lui già da un anno sostiene di non capire Berlusconi. Forse avrebbero fatto meglio se l'avessero capito quando, con la loro complicità, è riuscito a farsi le leggi ad personam. Comunque, stasera entrambi gli ex di Berlusconi potranno cominciare a capirlo pienamente, alla luce dell’incontro dell’ex premier con Veltroni.

Fra' Galdino

DIBATTITO ALLA "CORDA"


Stasera, nel salone della Corda Fratres, con inizio alle 18,30, si svolgerà un interessante incontro con la Storia d'Italia.

L'argomento, incentrato sulla difficile identità nazionale degli Italiani, sarà trattato dal professore Santi Fedele, Ordinario di storia moderna all'Università di Messina.

Seguirà dibattito.

giovedì 29 novembre 2007

U PAISI DI CAMPANEDDI




Giufà: Caru don Babà stavota mi sistemu. Finammenti c’è cu mi finanzia u me travagghiu.
Don Babà: Ah, sì. E comu ti sistemi?
Giufà: Jarmu n’attività tutta patticulari, ‘nta na zona storica di Baccialona.
DonBabà: Spiechiti megghiu:
Giufà: O Comuni, un cunsigghieri di fozza italia prisintò, l’autru jonnu, na proposta a faùri di deci cristiani che saranno capaci di japriri putìi speciali, undi si ponnu vindiri cosi speciali.
DonBabà: Ma chi cavulu sta dicendu: speciali di ccà, speciali di ddà. Ti vo spiecari na vota pissempri.
Giufà: Vadda, leggi ccà, nta stu giunnali.
Don Babà: E liggemu! “Salvatore Coppolino, consigliere di Forza Italia, ideatore dell’iniziativa che mira ad incrementare l’apertura di nuovi esercizi commerciali, propone al Comune di incoraggiare, con contributi, quanti intendono farlo, soprattutto nel campo della ristorazione, e inizialmente in due zone particolari: Massalini ed ex pescheria di via Longo. Saranno ammesse dieci imprese, alle quali sarà corrisposto un contributo a fondo perduto di diecimila euro”.
Giufà: Non è bona l’idea? Iò mi jettu subbitu a tuffu ntà stamprisa . Cu decimila euri ci fazzu a vitiri chiddu chi sacciu fari. E sapiti undi mi piaci japriri, a me attività tipica?
DonBabà: Undi?! Nto ciumi?
Giufà: No, a piscaria.
DonBabà: A vindiri pisci! Pisci tipici di zona?
Giufà: Ma vui mi stati sfuttendu. Vi fazzu a vitiri iò, poi.
DonBabà: Ma sa piscaria hannu sempri dittu chi l’hannu a sdirrupari,, assemi e casotti undi na vota c’erunu i bucceri e autri putieddi, ora tutti chiusi, picchì s'avaffàri na bedda chiazza. Manzùmma, a ccù amu a critiri. Mamma, chi paisi! Mi pari u paisi di campaneddi !!!

FOTO//La via Longo e la vecchia pescheria

mercoledì 28 novembre 2007

LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANINI


Berlusconi oggi ha detto che Forza Italia non si scioglie. Quindi resta, il suo partito che tante soddisfazioni gli ha dato.
E del nuovo partito del popolo della libertà, che ne sarà?
Certamente dopo tutto il teatro che ha fatto a San Babila, il cavaliere non potrà certamente sconfessarsi, strozzando il neonato, mentre è ancora in fasce.
Cosicchè anche il nuovo partito avrà vita.
Tanto il Berlusconi che ha saputo moltiplicare vertiginosamente ricchezze e potere, potrà pure permettersi di moltiplicare i suoi partiti.
Peccato però che ancora non ha pensato a cimentarsi nella moltiplicazione dei pani, così come fece duemila anni fa il Nazareno.
Con il grande rincaro che il pane sta facendo registrare in questi giorni, farebbe davvero un grosso affare.
Non potrebbe farci un pensierino, il grande affarista?

Fra Galdino

BARCELLONA-MILAZZO E LA DOPPIA MELA


Mentre si parla di come attuare il sogno dell'aeroporto del Mela - che dovrebbe sorgere nella piana di Barcellona e Milazzo - rispunta l'ectoplasma del Consorzio del Mela. Di quel carrozzone che, pur non avendo mai realizzato granchè di positivo per il territorio consorziato, adesso ricompare con una improvvisa gabella, di pochi euro, sì, solo undici, ma alquanto significativa, in quanto dovrebbe rappresentare l'equivalente della quota annuale associativa. Come dire:"Pagaci questa modesta somma, che servirà a testimoniare che il consorzio del Mela ancora esiste", anche se in realtà si tratta di un semplice "zombi". Ma spettri del genere, o fanno paura o fanno arrabbiare. E si spera che paura non facciano, perchè prima o poi deve pur esserci un'Autorità che confermi ciò che già diversi anni fa è stato sancito: che gli enti inutili erano destinati alla cancellazione dal quadro estenziale di questa nostra società, già fin troppo oberata di balzelli.
Gli agricoltori e i proprietari terrieri di Barcellona, Milazzo e altri centri consorziati sono ormai stanchi, come d'altronde tutti noi contribuenti, di dovere fare fronte all'incalzare delle bollette (luce, acqua, gas, telefono, ATO, eccetera) sempre più esose. D'altronde adesso gli abitanti di questo nostro territorio, in avanzata via di degrado socio-economico, hanno un altro grosso problema d'affrontare, sorto col pretesto di ridare fiato all'economia della zona. Un progetto che pur esso fa stranamente riferimento al "Mela". E' il tanto "atteso" aeroporto del Mela, fortemente auspicato e sostenuto dal Presidente di un altro ente anch'esso superato, almeno nell'opinione pubblica: la Provincia Regionale. Tale presidente è tanto affascinato dalle rotte aeree che s'è addirittura dimenticato dell'esistenza delle strade terrene di questa nostra provincia. Basta uno sguardo superficiale alla realtà viaria provinciale, per averne coonferma. Ma cosa si potrà fare per compensare la carenza delle strade terrene con quelle quelle del cielo? Una sola cosa, che c'è in tutte le provincie sicule tranne che in quella di Messina: un bello aeroporto, che partendo dalla pianura di Camicia si estenda verso il Comune di Milazzo. Un'aerostazione talmente strategica da costituire l'unica grande occasione per il decollo del turismo nostrano. Uno scalo aereo che garantirebbe un flusso turistico a sei cifre (700.000 passeggeri l'anno) , con un giro economico e un incremento occupazionale davvero incentivanti.
Però c'è un ma: per realizzare quest'opera da sogno, occorrono centomilioni di euro, in parte richiedibili alla Regione (35.000.0000) e per il resto da reperire diversamente.
Ma come? Coinvolgendo la finanza privata.
E in che modo? Ancora non si sa.
Si dice ricorrendo al cosiddeto "project financing", che tradotto in volgare vuol dire progetto finanziante, ma del quale non sono in grado di parlare, visto che di questa materia sono completamente digiuno.

Fra Galdino

lunedì 26 novembre 2007

NO ALL'UNDICESIMO ASSESSORE

FOTO: BELLINVIA, UNO DEI CANDIDATI


Mentre cresce il numero degli aspiranti alla carica di difensore Civico, c'è un partito che, con intento provocatorio, annuncia che "ritiene opportuno non partecipare alla rincorsa della poltroncina, preferendo attuare un percorso di ridefinizione del ruolo".
Sono già cinque i concorrenti noti, e qualcun altro sta per aggiungersene, dato che ieri abbiamo visto all'ingresso dell'Oasi un tavolo per la raccolta delle cinquecento firme necessarie alla presentazione della candidatura. Si tratterebbe della partecipazione di Nino Costa, già impegnato nel ruolo di presidente del Tribunale del Malato, la cui candidatura si aggiungerà a quelle di Sebastiano Caizzone, Tindaro Bellinvia, Nino Presti, Antonio Pirri e Giuseppe Milone. Comunque sono, questi, dettagli che servono solo per introdurci nella "filosofia" di Rifondazione Comunista, il partito cui ho accennato all'inizio di questo "pezzo". E pare che si tratti di un ragionamento che non dovrebbe fare una grinza. Detto partito ritiene svilente la funzione di difensore civico nell'attuale ordinamento normativo, in quanto possiede pochissimi poteri di controllo sull'amministrazione. In un suo volantino, che considera "undicesimo assessore" il difensore civico, Rifondazione Comunista spiega che, a suo parere, l'attuale metodo di scelta della persona che dovrà assumere tale delicato ruolo, non è affatto democratico, in quanto l'elezione viene effettuata all'interno del Consiglio Comunale, mentre sarebbe opportuno che avvenisse per chiamata diretta dei cittadini, per i quali il difensore costituisce elemento di garanzia.
E giustamente, se si guarda all'attuale composizione del Consiglio di Palazzo Longano, dove i sostenitori dell'amministrazione Nania superano i due terzi, quanti cioè necessitano per l'elezione del "difensore", chi ci garantisce che non sarà attuata un'operazione tutta politica e di convenienza per il controllato? Stando così le cose, non avremmo davvero, come già è stato altre volte, una poltrona in più per aiutare a risolvere i problemi interni della maggioranza? Quale quella di sistemare qualche trombato insoddisfatto o di dipanare certe matasse nate dalla lite con alleati delusi e amareggiati.
Sulla base delle sue preoccupazioni, Rifondazione fonda la sua proposta di un nuovo percorso che, modificando lo statuto comunale, consenta l'elezione diretta del difensore civico e la concessione al ruolo di maggiori poteri di controllo. Inoltre, a giudizio dello stesso partito, i candidati dovrebbero essere estranei a partiti e movimenti politici, e il trattamento economico all'incaricato di molto ridotto rispetto all'attuale.

Francesco Cilona

domenica 25 novembre 2007

B.P.G. META TURISTICA


Trik: Caro Trak, prima o poi doveva avvenire. Barcellona diventa finalmente meta turistica :
Trak: Ah, sì? E come?
Trik: Semplicemente: facendosi trainare dalla squadra di calcio, che rappresenta la nostra città.
Trak: Cioè dalla Nuova Igea?
Trik: Ma sei ancora all’epoca dei barboni? La nuova “Nuova Igea” non è più Nuova Igea, ma Igea-Virtus.
Trak: Ah, sì, è vero. Dimenticavo che ormai da anni la “Nuova Igea” ha ripreso il nome della vecchia “Igea-Virtus”. Come sono smemorato! Ma dimmi, Trik, come farà la squadra a trainare Barcellona e farla diventare metà turistica? Ma dell’altra metà che ne sarà?...
Trik: Non solo sei smemorato, ma anche sei sciocco: O fai il finto tonto.
Trak: Ora siamo arrivati agli insulti. Spiegami piuttosto che cosa sta succedendo, se vuoi ch’io capisca qualcosa.
Trik: Devi sapere che la Giunta Comunale ha deliberato che Barcellona va considerata meta e non metà turistica. Vuol dire che la nostra città nominalmente diventa un posto che deve attirare i turisti, accoglierli e facilitargli la conoscenza del nostro patrimonio storico-artistico-culturale.
Trak: Ah, bello, bello. E la squadra che cosa potrà fare per aiutare la Giunta in questa sua delibera?
Trik: l’Igea , che nelle trasferte raggiunge diverse città, potrà fare propaganda a favore di questa nostra cittadina, con una bella scritta sulla maglietta giallorosa: "BARCELLONA P.G. META TURISTICA”.
Trak: E perché P.G. e non POZZO DI GOTTO? Noi di Pozzo di Gotto dobbiamo, quindi, essere sempre compressi in un misero PG. Ma ti pare giusto?
Trik: Cavolo. Diventerebbe troppo lunga la scritta. Che maglietta ci vorrebbe per contenerla?!
Trak:E va bene, sorvoliamo. E le magliette all’Igea chi le paga?
Trik: Le sole magliette? Alla società giallorossa, per questo servizio, daranno un bel contributo: ottantamila euro. Il Comune farà un contratto di sponsorizzazione, in cui si fisserà il contributo di cui beneficia la squadra e l’obbligo della società, non solo di usare magliette-propaganda, ma di mettere anche un bel cartellone sempre di propaganda nello stadio e di provvedere alla manutenzione del manto erboso nel terreno di gioco. Avrà inoltre il diritto-dovere di usare e custodire il campo sportivo.
Trak: Mizzica, quante cose deve fare l’Igea Virus per avere un contributo in euri.
Trik: Prego IGEAVIRTUS, con la T nel mezzo: allora dove starebbe la virtù, se così non fosse?
Trak: Già, ci sarebbe con il virus il pericolo di qualche raffreddore. Se non qualcosa di peggio.



Trik & Trak

sabato 24 novembre 2007

LE TISANE DI FRA' GALDINO



Questa volta parlerò della salvia, una pianta prettamente mediterranea, che generalmente viene coltivata nell'orto di casa, per le sue qualità molteplici: utilizzata come erba aromatica in cucina, ha inoltre proprietà terapeutiche. Il suo aroma è fresco e penetrante.
In paesi come la Grecia, si prepara con la salvia un infuso leggero che viene bevuto come tè.
Noi generalmente l'infuso di foglie e fiori (venti foglie in mezzo litro d'acqua portata in ebollizione per un minuto) lo utilizziamo per sciacqui e gargarismi, avendo la virtù di lenire e guarire le infiammazioni delle gengive, le stomatiti ed il mal di gola. Contro la gastrite è utile un decotto di salvia e rosmarino. Ricordiamoci di spremere sia nell'infuso, sia nel decotto una fettina di limone, il cui succo, oltre ad aggiungere le sue proprietà antisettiche, serve a fare precipitare il calcio dell'acqua e a rendere chiaro il liquido. Tale liquido, usato come lozione, è benefico per la pelle, essendo in grado di curare le ulcere, le dermatosi e le punture d'insetti.


Fra' Galdino

IL GARIBALDI DI SANTALCO



S'è parlato e scritto parecchio, in questi giorni, di Giuseppe Garibaldi, cogliendo l'occasione del bicentenario della sua nascita.
E, da parte di più commentatori, s'è cercato di smitizzare quella che era finora stata la figura dell'eroe dei due mondi.
Senza volere entrare nell'agone delle polemiche tra chi esalta e chi denigra la storica immagine del grande Nizzardo, ci sia consentito però di far notare che, prima ancora che si arrivasse al bicentenario, c'è stato un nostro concittadino d'elezione, il senatore-scrittore Carmelo Santalco, ad occuparsi dell'uomo Garibaldi, in un suo volumetto, edito nel 1989 dalla Nuova ERI ( Edizioni RAI Radio Televisione Italiana).
Il libro, con prefazione di Roberto Gervaso, è un volumetto di 140 pagine, che si leggono con interesse, e riescono a dare un'immagine completamente inedita dell'uomo, conosciuto finora generalmente per le sue gesta eroiche, propinateci dai libri delle elementari alle opere storiche, più o meno impegnate e in mille salse esaltanti.
Della sua immagine - ricorda Gervaso - addirittura ne fecero simbolo elettorale i comunisti, per sfruttarne la popolarità.
Carmelo Santalco, in questa sua opera, minuziosamente documentata, dal titolo "L'altro Garibaldi", calca la mano più che sull'artefice dell'unità d'Italia, "condottiero senza macchia e senza paura", come bene sottolinea Roberto Gervaso, su Garibaldi di tutti i giorni, con le sue manie e le sue abitudini, i suoi acciacchi e le sue aspirazioni erotiche.
"Santalco - annota lo storico Gervaso - rievoca e commenta le gesta galanti di Peppino con sapida indiscrezione".
"L'altro Garibaldi",
che praticamente si articola nello svolgimento, apparentemente romanzato, di un processo all'uomo Garibaldi, libera il "condottiero" dei tanti orpelli che, ingombrando tale immagine, ne hanno falsato l'umanità.
Il libro, che ha ormai 18 anni d'età, difficilmente si trova nelle librerie. Si può tuttavia provare a cercarlo nella biblioteca comunale.
Gli eredi dell'autore farebbero cosa utile e gradita se potessero provvedere ad una sua riedizione.

venerdì 23 novembre 2007

CONVEGNO STORICO SU GARIBALDI


Nel bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, il Centro Studi "Nino Pino Balotta" organizza un convegno storico su l'eroe dei due mondi, uno tra i protagonisti del Risorgimento italiano. "la cui figura ha assunto nel tempo contorni mitici". L'incontro si terrà, domani - sabato 24 novembre - con inizio alle ore 17, nell'aula magna del liceo classico "Luigi Valli" di Barcellona. Il programma prevede: la proiezione di scene tratte dal film "Bronte, cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato" di Florestano Vancini, seguita da interventi dei professori universitari Giuseppe Carlo Marino, Federico Martino e Antonio Catalfamo. L'ingresso è libero e si raccomanda, a chi intende intervenire, la massima puntualità.

CHI LA VUOLE COTTA.....


FOTO: IL CUTRONI-ZODDA E LA PARTE ANCORA RUSTICA


Si radicalizzano posizioni e giudizi sulla sorte del Cutroni Zodda. Mentre dall’alto si cerca d’imporre un’ulteriore riduzione delle capacità di servizio dell’ospedale barcellonese, presumibilmente a vantaggio di altro nosocomio vicino, in città, nonostante si siano stabiliti, in una serie d’incontri a Palazzo Longano, i termini di una piattaforma di proposte da presentare all’assessore regionale alla sanità e al manager dell’Asl 5, si continua a mantenere uno stato di malcontento e d’incertezza tali da fare sospettare che, in definitiva, non si sia ancora riusciti a focalizzare la gravità e l’importanza del problema.
Mentre da Palazzo Longano il sindaco Nania annuncia un piano che prevede il rafforzamento di diversi servizi (cardiologia, nefrologia, rianimazione…) che secondo le prospettive regionali potrebbero essere invece penalizzati, secondo una visione sindacale, diametralmente opposta, bisognerebbe invece invocare, nell’ambito ospedaliero, tre fattori indispensabili: agibilità, sicurezza e qualità. In pratica s’è aperta una contesa tra chi la vuole cotta e chi la vuole cruda: tra intolleranti, che avanzano sospetti di privilegi da mantenere, e pretendenti che, vivendo nel timore d’essere scalzati, cercano di difendersi chiedendo il rafforzamento di piccoli reparti, giustificato – a loro giudizio - dall’esigenza di mantenere efficienti ed adeguati all’ampiezza del territorio i servizi cosiddetti di “emergenza e urgenza”.
Tutto ciò senza riflettere che il “Cutroni Zodda” dovrebbe essere anzitutto la casa del “paziente” e non del medico e del politicante.
Dire che in un nosocomio bisogna garantire la qualità e l’efficienza non è sbagliato, ma potrebbe essere semplicemente pleonastico, perché tutti vogliamo che qualsiasi servizio sia qualificato ed efficiente. A maggior ragione il servizio ospedaliero. Direi che la pretesa è giusta, ma non sufficiente, visto che l’efficienza non può prescindere dall’ausilio di mezzi e di strutture adeguati, oltre che di personale preparato e onesto.
E qui, tra le ragioni dei due litiganti, dovrebbe inserirsene una terza: quella che mi rode da sempre, riguardante la necessità di completare la parte di ospedale finora rimasta allo stato rustico, che è davvero un delitto “politico” trascurare, visto che il “Cutroni-Zodda” ultimato sarebbe in grado di pretendere molto di più di quanto si intende chiedere adesso.
Francesco Cilona

giovedì 22 novembre 2007

AMBITO TERRITORIALE non OTTIMALE


(ATO ME2 è il consorzio che si occupa di gestione integrata dei rifiuti in 38 comuni nella parte centrale della provincia di Messina. L'obiettivo che ATO ME2 si propone è minimizzare l'impatto dei rifiuti sull'ambiente e conseguire un significativo progresso nella raccolta differenziata nell'ambito di azione.
Per conseguire questi risultati ATO ME2 ha dato in appalto alla
GESENU Spa i servizi di igiene e trattamento dei rifiuti.)
Gli "Ambiti Territoriali Ottimali", brevemente detti ATO, non in tutte le latitudini della nostra bella Italia funzionano efficientemente. Anzi, specialmente nella nostra pur bella Sicilia, ci sono posti in cui funzionano male. E non soltanto perché sono diventati dei carrozzoni appesantiti dalla politica, ma anche e soprattutto perché non sono mai riusciti a garantire, in maniera ottimale e senza eccesso di costo, l’igiene e la pulizia nelle aree di loro competenza. Intanto, diciamolo ancora una volta, il carrozzone politico nato dalla creazione di un condominio tra comuni disparati continua a pesare odiosamente per il permanere di un’ipertrofia numerica tra i componenti dei consigli d’amministrazione e per l’esagerato numero degli stessi ambiti territoriali. Tanto che ormai da troppo tempo si parla dell’opportunità d’intervenire per sfrondare sia gli uni che gli altri. Per l’ATO Messina 2, più di una volta è stato posto all’ordine del giorno dell’assemblea dei sindaci il punto riguardante la riduzione a tre elementi del CdA, e tutte le volte l’argomento è stato schivato e rimandato ad altra seduta. Lo stesso avviene alla Regione Siciliana per quanto concerne la decisione di ridurre a nove il numero degli ambiti territoriali dell’Isola, uno cioè per ogni provincia. La riforma sembra sempre imminente e tuttavia il numero esorbitante originale resta immanente. Tutto cioè sembra dovere cambiare e tutto invece rimane come prima. E così ogni Ato continua a sopportare oneri insostenibili, che purtroppo ricadono sulla testa degli utenti, i quali continuano a pagare bollette esose, malgrado le proteste e i ricorsi. Solo recentemente taluni interventi sembra che abbiano avuto effetti positivi: e ciò per l’illuminata decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Messina, che in seguito ad appelli e ricorsi di comitati e movimenti cittadini, si è pronunciata contro il comportamento dell’ATO ME 2 nella regolazione e determinazione delle tariffe sul servizio d’igiene ambientale, considerate illegittime, in quanto stabilite senza il preventivo monitoraggio, attraverso la consultazione dei Comuni, delle esigenze e delle vocazioni del territorio e delle diversità economiche dei nuclei familiari ivi residenti. Secondo la sentenza dell’ottava sezione della Commissione Tributaria è compito dei Consigli Comunali (sino ad oggi rimasti semplici spettatori di una vicenda che li riguarda direttamente) rivendicare ed esercitare le proprie competenze di regolazione e di determinazione delle tariffe, essendo essi organismi politici in grado di rendersi conto della vocazione del territorio e della composizione socio-economica della popolazione che rappresentano. Ciononostante, i sindaci dei Comuni facenti parte dell’ATO ME 2, riunitisi recentemente in assemblea a Palazzo Longano, per mettere ordine in un Ambito territoriale per nulla ottimale, hanno continuato a cincischiare, così come si fa in quei condomini dove si parla, a proposito e a sproposito, e alla fine non si conclude nulla. E nulla di fatto, s’è appunto registrato per quanto riguarda l’opportunità di ridurre la portata del Consiglio d’Amministrazione.

Fra' Galdino

PERCHE' NO?


Eh, no, carissimi colleghi, la brutta notizia che siete stati costretti a smentire e che, ieri stesso, un Pinco pallino qualsiasi aveva avuto l’opportunità di classificare come una vera e propria bufala, è stata davvero una vera bufala, nata dalla precipitazione di chi l’aveva propagata e non da un malinteso determinato dalla mancanza di comunicazione.
In realtà c’era stata sufficiente comunicazione da parte dei frati del Convento di S. Antonino, che si erano premurati ad avvertire della intenzione di rimuovere la croce per farla restaurare, sia i parroci di S. Francesco di Paola e di S. Antonio Abate, sia i fedeli presenti alla Messa domenicale. Inoltre la rimozione della croce è avvenuta in pieno pomeriggio – ore 15,30 – alla presenza di diverse persone e con mezzo alimentato da corrente elettrica proveniente da un’abitazione vicina.
Se è vero che denuncia ci sarebbe stata, è evidente che potrebbe essere stata presentata da qualcuno male informato. Vogliamo essere davvero coscienti della natura del nostro operare, che postula la necessità di essere cauti prima di dare in pasto all’opinione pubblica certe notizie, sì o no? Allorché si attinge una notizia a fonte che non sia quella ufficiale, non credete che bisognerebbe fare per un attimo qualche piccolo controllo? L’ha fatto Pallino, perché gli altri no?
Fra' Galdino

mercoledì 21 novembre 2007

UNA BUFALA, LA CROCE RUBATA : smentita la notizia




Pinco: Lo sai, Pallino, che cosa è successo? Hanno rubato la croce di ferro che c'era alla curva di Sant'Antonio.
Pallino: Quale croce, quella di ferro, che era stata messa anni fa dopo la missione organizzata dai monaci di Sant'Antonino?
Pinco: Proprio quella. L'ho letto stamattina sulla gazzetta e per curiosità sono andato a vedere se fosse vero.
Pallino: E, secondo te, era vero?
Pinco: Certamente. Ho fatto pure la fotografia. Dicono che era una croce di valore e se la sono rubata per vendersela come opera artigiana di pregio.
Pallino: Vedi, caro Pinco, stavolta hai preso un granchio.
Pinco: Ma se io ho qui la foto che lo documenta.
Pallino: Ed io ho più di una foto. Anch'io avevo letto questa specie di notizia, e siccome ci ho creduto poco, prima di andare a vedere se fosse vera, ho preferito parlare coi frati, anche per sapere qualcosa di più su quella benedetta croce. Sai che mi hanno detto?
Pinco: Non lo so. Dimmelo.
Pallino:La croce non è stata strappata dai fantomatici ladri, ma è stata prelevata per iniziativa del Convento, perchè aveva bisogno di essere restaurata. Si stava deteriorando e, dopo avere avvertito i parroci di San Francesco di Paola e di S.Antonio Abate, i Frati hanno chiamato l'artigiano che dovrà restaurarla. L'operazione di prelievo è avvenuta in pieno pomeriggio e una famiglia, che abita nei pressi, ha messo a disposizione la linea elettrica di casa per potere fare azionare il flessibile, con il quale è stato possibile staccare la croce dalla stele in muratura che fa da base. Un lavoro a regola d'arte, in pieno giorno, dopo che anche i fedeli erano stati avvisati a fine Messa nella Chiesa di S.Antonio da Padova.
Pinco: Ammazza che bufala. E adesso, se è vero quello che tu m'hai detto, il giornale che ha pubblicato questa bufala dovrebbe smentire il suo stesso corrispondente.
Pallino: I frati, che sono davvero incazzati, vogliono proprio questo: pare che padre Nino stia stendendo una lettera di smentita. E pretende che alla sua lettera sia dato lo stesso spazio che era stato concesso per l'articolo-beffa.
Pinco: Ma dico io, che specie di corrispondenti abbiamo, che scrivono le cose di prima informativa, senza cercare d' approfondire un argomento così delicato.
Pallino :Lo sai che quella croce era stata costruita da un abile artigiano nel 1853, era stata per tanto tempo un simbolo nella piazza del Convento per poi essere spostata dov'era adesso, in occasione di una missione organizzata dalle parrocchie di San Francesco di Paola e di S.Antonio abate, una decina d'anni fa?
Pinco: Ho capito. Più che artistica è una croce storica...

lunedì 19 novembre 2007

IL POPOLO DI BERLUSCONI




L'onorevole Silvio Berlusconi ha tenuto stasera, in una sala di Roma, una conferenza stampa per annunciare d'avere deciso di fondare un nuovo partito, nel quale ci sarà posto per Forza Italia e per quanti altri vorranno farne parte. Non sa ancora se chiamarlo Partito della libertà o Partito del popolo della libertà, perchè attende che saranno gli italiani - almeno tutti i nove milioni che finora hanno firmato nelle piazze per fare cadere il Governo Prodi - a stabilirlo. Il Presidente ha deciso di sciogliere Forza Italia, ha deciso che ci sarà un nuovo partito - il più forte d'Italia - ma vuole che nasca dalla base, che sia la base a scegliere i suoi dirigenti, democraticamente, che sia la base a dargli un nome. In altri termini lui sarà il padre concepitore mentre il popolo sarà la levatrice, che farà nascere il nuovo partito e gli darà un nome. Intanto, durante la conferenza stampa, l'on. Berlusconi ha dichiarato che è pienamente disponibile ad incontrarsi con i rappresentanti delle altre forze politiche per riformare la legge elettorale, che a suo giudizio dovrà essere proporzionale, corretta da un idoneo sbarramento, atto a contrastare il proliferare dei partitini e a superare nello stesso tempo il bipolarismo, rivelatosi impossibile nell'attuale situazione politica italiana. Ha negato ancora una volta di aver voluto dare una spallata al governo Prodi, anche se è felice che ci sono stati nove milioni d'Italiani che hanno firmato per mandare a casa il professore.
Lui voleva soltanto fare "implodere" l'attuale governo e ci è riuscito. Infatti la maggioranza, anche se non è scoppiata, s'è tuttavia sgonfiata. Adesso con la sua improvvisa condiscendenza a trattare con la maggioranza, che lui ha chiamato "la nostra opposizione", probabilmente farà da pompa pneumatica per rigonfiarla e arrivare così a quella trattazione che aveva sempre negato e per la quale, come capo di un partito completamente nuovo, finalmente è diventato propenso. Insomma un Berlusconi nuovissimo, tirato a lucido, come il partito che sorgerà dalle ceneri di Forza Italia: una vera e propria araba fenice che nascerà dalle proprie ceneri più bella e rigogliosa che "pria".


Francesco Cilona

domenica 18 novembre 2007

LA SAGOMA DEL PAPA NELLA FIAMMA ?....

foto e testo sono stati tratti da un blog estero
This just in...

It appears that Pope John Paul II has been spotted. According to the Vatican Television Director and close friend of the late leader of the Roman Catholic Church.

Hundreds had attended the ceremony. Gregorz Lukasik, the Polish man who took the photographs, said: "It was only afterwards when I got home and looked at thepictures that I realised I had something."I showed them to my brother and sister and they, like me, were convinced the flames had formed the image of Pope John Paul II."I was so happy with the picture that I showed it to our local bishop who said that Pope John Paul had made many pilgrimages during his life and he was still making them in death."
La foto sarebbe stata scattata dal poliziotto Gregorz Lukasik che dichiara di averla mostrata al vescovo della sua città. il quale gli avrebbe detto che "Papa Giovanni Paolo II aveva fatto molti pellegrinaggi in vita e continua a farne dopo morte".

GIUFA' & DONBABA'

DIALUGU BACCIALUNISI SUPRA UN FATTU VERU

Giufà
: Don Babà, si v'inzignu un truccu, mu ccattati un babà?
Donbabà: S'av'avvidiri si vali a pena, stu truccu chi m'inzigni.
Giufà: Vui, ca vostra machina non andati sempri a Missina?
Donbabà: Du voti a sumana, ci vaju, e sempri ca me citrunella.
Giufà: Ca machina francisi, u sacciu. Allura v'inzignu comu si fa pi non pagari l'autostrata.
Donbabà: Bona chista. E comu si fa, si ci voli u pizzinu quandu si nesci?
Giufà: Finnastura, o i soddi o u telepassu ci vuliunu, ma ora nenticchiù.
Donbabà: Ma chi dici, Giufà, picchì ora nenticchiù?
Giufà: Picchi basta essiri sbertu, basta chi vi mittiti cu mussu da vostra machina ttaccatu o culu di nautra machina chi sta passandu cu telepassu e u giocu è fattu.
Donbabà: Ma si pacciu! Così restu tagghiatu in dui da sbarra du passaggiu a liveddu.
Giufà: Non è veru! E vi dugnu a prova: un cristianu di Baccialona, un cettu Ginuvisi, rinisciu a passari trentasetti voti, comu vi dissi jò. E chiddi dill'autostrata u pigghiaru ca telecamira e ci puttaru i provi o giudici di Missina. E sapiti chi fici u giudici?
Donbabà: U fici ttaccari!!!
Giufà: NO! Ci desi raggiuni, picchi stu cettu Ginuvisi non avia fattu nenti pi truffari l'autostrata.
Donbabà: Vadda chi quasi quasi ci facìa dari na miragghia, pi quantu era statu scattru. Ah, sti baccialunisi quantu ndi spirimentunu.
Giufà: Putiriumu fari i scenziati nvinturi. Allura, mu ccattati stu babà?
Donbabà: No. Ti dugnu inveci na miragghia, pi quantu si fantasticu...

Giufà & Donbabà

FIUMARA CHIARISCE SULL'IPAB

FOTO// L'immobile di via Fabrizi
Il presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’Ipab di Barcellona, Rodolfo Fiumara, finalmente interviene per spiegare che la situazione amministrativa dell’ente da lui retto è nella massima regolarità: il bilancio è in attivo e le concessioni finora fatte a privati sono nella norma. A proposito della querelle sorta per la cessione di un immobile, in via Fabrizi, per la gestione di un supermercato, Fiumara spiega che è intanto avvenuta “onerosamente” e con regolare contratto in cui il destinatario “s’è impegnato ad anticipare tutte le necessarie spese per ristrutturare l’immobile e adeguarlo alle necessità di un’attività commerciale, provvedendo, anche, alla elaborazione di un apposito progetto, sulla base del quale il Comune di Barcellona P.G. ha rilasciato concessione edilizia, che prevede la ristrutturazione e l'ampliamento dell'esistente edificio, nonché il cambio di destinazione d'uso a commerciale". "L'immobile esistente al tempo della consegna - ricorda il presidente - era in condizioni di assoluta inagibilità ed era stato oggetto di devastazione da parte di vandali, che avevano distrutto porte, servizi igienici, impianti etc. Ad asilo, invece, era destinato un altro immobile che insisteva su quell'area sin dagli inizi del 1900 e che poi era stato dismesso e si era ridotto a rudere dopo il crollo avvenuto a causa di terremoti. Detto rudere - continua Fiumara - era diventato ricettacolo di immondizie e luogo di consumo di droga, per cui il sindaco dieci anni fa ordinò con apposito provvedimento la demolizione, per eliminare la situazione di degrado ambientale che si era venuta a creare e quella di pericolo per la pubblica incolumità, posto che il rudere era pericolante e si trovava a ridosso della strada pubblica". Secondo la ricostruzione dell'amministratore non sarebbe vero, quindi, "che la locazione sia avvenuta gratuitamente, ma è vero che è stato stipulato un contratto molto conveniente per l'Ente, il quale al tempo non aveva risorse finanziarie per ristrutturare l'immobile. Il contratto prevedeva, in sintesi, la locazione per anni 18 e per uso commerciale, per un canone annuo provvisorio di euro 12.000, salvo diverso parere di congruità che al tempo era di competenza del Comune, nonché l'obbligo per il locatario di ristrutturare l'intero immobile, anche adeguandolo all'uso commerciale per il quale il contratto era stato stipulato, anticipando tutte le spese occorrenti (e, in relazione alle condizioni dei luoghi, dette spese erano ingenti), con il solo diritto di recuperarle decurtandole dai canoni e, in ogni caso, fino alla concorrenza degli stessi".
Questa chiarificazione ed altre riguardanti la salute dell’ente, il rapporto d’oneri con gli affittuari e con le maestranze e l’inopportunità che l’Ipab venga sciolta, sono state fatte dal presidente Fiumara in una lettera inviata alla Regione, nella convinzione che di tutt’altra specie di quella finora prospettata debba essere la scelta da operare per salvare il patrimonio a suo tempo acquisito da opere pie cittadine su lasciti di benefattori barcellonesi. A suo giudizio la migliore strategia sarebbe quella di trasformare l’Istituzione di Pubblica Assistenza e Beneficenza cittadina in società privata.

Fra' Galdino

sabato 17 novembre 2007

MA CHE SUCCEDE?

Ma cosa sta succedendo in questa città? Si stava cercando di dimenticare quanto macchiata fosse stata Barcellona dagli eventi sanguinosi degli ultimi decenni del secolo scorso. Forse non s'era ancora riusciti a liberarsi della pessima fama, ma si sperava che ciò avvenisse con le nuove generazioni. Ed ecco che si deve tornare a toccare, giocoforza, il tasto doloroso della criminalità.
A farsi sentire, con crescente frequenza, è oggi il fenomeno della microcriminalità: chiamata "micro" forse soltanto perchè sono piuttosto giovani i suoi protagonisti in negativo, ma non certamente per la pericolosità ed il danno che essa in effetti comporta.
Adesso capita il caso che si vada a scuola, non più per imparare a leggere, a scrivere e a fare i conti, ma per esercitarsi nell'arte della rapina. Ma ce lo chiediamo chi ha indotto quei ragazzi in quest'iter delinquenziale? Non sarà sata l'assoluta mancanza di prevenzione?
Si assiste ad atti, persino filmati e diffusi via internet, compiuti da qualche piccolo branco di studenti in trasferta a danno di loro coetanei, rei soltanto di non essere concittadini. Ma poco o nulla si sta facendo per dare una lezione a tali irruenti attori e far loro comprendere che, sporcando la loro immagine, contribuiscono ad imbrattare ancora di più quella della propria città. Probabilmente si crede che basti, ogni tanto, un convegno moralista di massa, a cui invitare intere scolaresche, per incidere sul comportamento individuale. Ma non basta. Se vogliamo aiutare questi nostri ragazzi a crescere in maniera dignitosa, per prima cosa dobbiamo capire che i primi a dare loro una mano dobbiamo essere noi - genitori, maestri, professori, istruttori sportivi - con il nostro comporamento in armonia con i doveri della famiglia, della scuola, della società, supportati dalla corretta gestione della vita pubblica e dal contributo efficace della Giustizia, in tutti i campi. Finchè regnerà il lassismo, in ogni settore del nostro convivere, emergeranno sempre la prepotenza, il fanculismo, il deviante opportunismo, che potrebbero fare sfociare, addirittura, la micro nella macrocriminalità.

giovedì 15 novembre 2007

MARCIAPIEDI: CHE SCHIFEZZA

Recentemente c'è stato un movimento di giovani associati che ha cercato di muovere il problema della vivibilità nella nostra città ed ha sollecitato l'interessamento della civica amministrazione per la creazione di piste ciclabili, di isole pedonali e il rafforzamento del trasporto pubblico. Tutti buoni suggerimenti che sarebbero fattibili se in realtà a Palazzo Longano si avesse la sensibilità per problemi del genere. Guardando però la realtà cittadina, anche con una semplice breve osservazione panoramica delle condizioni in cui sono ridotti, diciamo solo, i marciapiedi in cui normalmente dovrebbero muoversi i pedoni, ci accorgiamo che proprio la "pedonabilità" è la cosa maggiormente trascurata nell'ambito della città, anzi sarebbe il caso di dire che è un problema completamente dimenticato. E' bastata una breve escursione in quattro tratti di strada del centro urbano per potere fotografare situazioni indegne per un centro come il nostro che ha la pretesa di considerarsi il più importante della provincia. Marciapiedi rotti, invasi da erbacce, carichi d'immondizie, imbrattati di cacca canina, e tutt'al più, laddove non sono infranti, sono spesso veri e propri "mosaici o puzzles", nel senso che sono ricoperti da mattonelle di tutte le varietà possibili: a quadretti grandi, a quadretti piccoli, in gettato di cemento.... Perchè non chiediamo ( prima d'ogni altro velleitario intervento promettente la trasformazione dell'intera via Roma in salotto) la riparazione, la pulizia e lo sgombro dei marciapiedi?

FRA' GALDINO

mercoledì 14 novembre 2007

IL DIFENSORE CIVICO IN PANCHINA

FOTO//Pantile, grande difensore dell'Igea


Pinco: Io ti do una cosa a te, tu mi dai una cosa a me.
Pallino: Che significa, oggi mi spunti con la filastrocca?
Pinco: Veramente avrei dovuto dire: Tu non m'hai dato due cose a me e ora mi vuoi dare una cosa sola? Non ci sto!
Pallino: Questa sì che è nuova, ma non riesco a capirla.
Pinco: Senti, io sto parlando di "beghe" politiche. Ti ricordi che cosa è successo, quando il sindaco Candeloro mise nella Giunta due persone diverse da quelle concordate con Forza Italia?
Pallino: Come no! E mi ricordo che i due "defraudati" si rivolsero a Catania e sbagliarono strada.
Pinco: Vabbè, tu le cose te le ricordi a modo tuo. Volevi dire che hanno fatto ricorso al Tar di Catania e invece dovevano farlo al tribunale civile. Ma lasciamo stare.
Pallino: Dimmi...Cosa fanno adesso quelli di Forza Italia, continuano a litigare?
Pinco: Il sindaco sta facendo di tutto per riportare la pace.
Pallino: E in che modo?
Pinco: Avrebbe promesso, per sanare la situazione, il posto di difensore civico a uno dei due scartati.
Pallino: Perchè il difensore è roba sua? L'ha forse comprato come si comprano i difensori di una squadra di calcio?
Pinco: Ma sai che sei forte. Hai davvero colto il segno. Il fatto è che Forza Italia non si accontenta di un solo difensore, vuole pure un attaccante: vuole pure un assessore volevo dire.
Pallino: E chi dovrebbe essere cacciato fuori per lasciargli il posto?
Pinco: Si dice che... non lo so, non lo so.

PINCO & PALLINO

martedì 13 novembre 2007

I PRIMI NOMI A SINDACO

FOTO// Carmelo Torre, Anna La Malfa, Michele Stylo

Siamo già negli anni in cui i riflessi di tangentopoli, del conseguente scombussolamento dei partiti tradizionali e del declino della prima repubblica sembrano essersi concretizzati nella politica cittadina, sulla spinta inconsapevole di un giovane insoddisfatto della condotta del proprio stesso partito. Di quella agonizzante DC, per ben 37 anni dominata dalla incontrastata figura di Carmelo Santalco, uomo politico di notevole esperienza e per molti versi costruttore della nuova Barcellona. Adesso, il senatore, che tante battaglie aveva affrontato e vinto, forse per l’età, forse per lo stato confusionale conseguente al crollo del suo partito, forse per entrambi i motivi, sembrava avere perso la grinta che gli aveva consentito di tenere a bada discepoli e avversari. Mentre, nel palazzo municipale, vuoto dei rappresentanti della città, stavano operando un burocrate e un tecnico "forestieri", imposti dalla Regione, avvicinandosi il tempo delle elezioni per il rinnovo della civica amministrazione, nell’atmosfera ormai rarefatta della politica cittadina, tranne che per qualche partito, in passato rimasto emarginato, si presentava assai problematica la ricomposizione di forze politiche da schierare nella prossima campagna elettorale. Il più lesto ad annunciare il nome del proprio candidato a sindaco fu quindi il partito di Fini, che, vissuto in ibernazione durante le passate legislature, era uscito indenne dallo scossone della prima repubblica. Per Alleanza Nazionale fu. in quella circostanza, indicato il nome di una donna, già difensore civico: l’avvocato Anna La Malfa Saccà. Quasi contemporaneamente venne presentata la candidatura di Carmelo Torre, sponsorizzata da un nuovo movimento, “Unione e partecipazione”, frettolosamente estratto dalle ceneri, ancora calde, della Democrazia Cristiana. Dulcis in fundo, in quella prima tornata di presentazioni, giunse inatteso il nome del regista Michele Stylo, autocandidatosi a primo cittadino per “salvare il destino culturale della città”. Già Stylo, pur senza mai cimentarsi nella politica attiva, utilizzando una “sua” radio locale aveva sostenuto strenue battaglie, soprattutto per il ripristino della cultura teatrale che, negli anni, s’era illanguidita dopo la distruzione del teatro Mandanici. E un recente suo intervento per perorare questa causa, l’aveva fatto andando direttamente a parlare di quel suo “pallino” col commissario Giarrizzo. Intanto a Barcellona, timidamente faceva capolino un nuovo movimento, “Forza Italia” che in città aveva costituito un paio di clubs a spese di Berlusconi. Altri movimenti, quale la Rete di Leoluca Orlando, sembravano anch’essi in procinto di mettersi in luce. Tuttavia, si era già a metà aprile, e nell’atmosfera preparatoria c’era ancora molta caligine. Nebulosi apparvero i tentativi di presentazione di un redivivo Partito Popolare Italiano, che per iniziativa del sindacalista Carmelo La Malfa organizzò un incontro coi cittadini alla Sala Spadaro; incerti i propositi del neonato Ccd, rappresentato a Barcellona da Andrea Raimondo e Carmelo Ravidà, entrambi ex democristiani. Poco intanto si sapeva dei socialisti, che a causa dello sconcerto ancora pregnante, non potendo dire altro, parlavano della necessità di fare decantare la situazione. In maniera più disinvolta sembrava invece muoversi il Pds, i cui rappresentanti erano convinti di potere costituire un cartello progressista, facendo coagulare attorno ad una personalità di sinistra il consenso di altri movimenti pronti a contrastare l’onda lunga della destra.

Francesco Cilona

MONTE CROCE E DELIZIA


La polizia municipale ha scoperto una discarica abusiva alle spalle della città, anzi in città. L’area di parcheggio adiacente all’Arena di Montecroce è stata trasformata da tempo in deposito di materiale di scarto: di macerie edilizie ed altro materiale a rischio, quali vecchi elettrodomestici che si sarebbero dovuti raccogliere come rifiuti speciali da depositare in aree sotto controllo.
La presenza di tale deposito abusivo sarebbe stata più volte segnalata da cittadini residenti nelle vicinanze, come d’altronde sono state segnalate altre anomalie avvertite in altre zone periferiche: un esempio la strana situazione in cui pare si stia trovando un tratto della via provinciale per Castroreale, il cui piano stradale rischia di smottare per cedimento del terreno sottostante. Da tempo segnalata dagli abitanti della zona .
Comunque, adesso che la polizia municipale ha controllato il sito di Montecroce , l’ha posto sotto sequestro preventivo e l’ha rapportato in maniera “circostanziata” alla Magistratura, ora che in sintonia con questa operazione si programma il monitoraggio dell’intero territorio per l’eventuale rilievo di altri casi da bonificare, restano da fare un paio di domande.
1) Si potranno attuare energici interventi di controllo preventivo, al fine d’impedire che, come sempre, si ripetano tali situazioni di degrado?
2) Esistono servizi e siti controllati per la raccolta o il deposito di tutto questo genere di rifiuti che finora sono stati scaricati abusivamente? Ci è stato riferito che, fuori città, ce n'è qualcuno a pagamento.
Se la memoria non ci tradisce, durante la recente campagna elettorale per le Amministrative, da un podio di Piazza San Sebastiano, fu assicurata l’esistenza di un accurato servizio e di una idonea area per la raccolta e lo smaltimento di grossi elettrodomestici, appositamente scelta nella zona industriale-artigianale.
Se realmente abbiamo un sito del genere, perché non ne viene pubblicizzata l’ubicazione?
fra' Galdino

domenica 11 novembre 2007

UNA VITA STRONCATA


FOTO// Gabriele Sandri vittima dell'assurdo

Oggi è stata stroncata, nel più assurdo dei modi, la Tua giovane vita.

E per Te, Gabriele, si sono aperte le Porte del Cielo.

Si apra adesso, in terra, la porta della Giustizia.

Tu solo, da Lassù, potrai consolare i Tuoi Cari.

Gabriele, aiutali ad alleviare il Loro immenso dolore.

Noi pregheremo perchè ciò avvenga. Addio, Ragazzo, addio.

SAREMMO IN UNA BOTTE DI FERRO?


FOTO//il consigliere Sidoti
Quanto prima il consiglio comunale eleggerà il difensore civico e ci assicurano che si sceglierà uno che non sarà legato ai partiti politici, ma semplicemente espressione della società civile.
Sarebbe, questo, per lo meno, l’indirizzo ritenuto giusto da uno dei candidati, Tindaro Bellinvia, proposto dal movimento “Città aperta”, e già presente con la stessa etichetta alle recenti elezioni amministrative.
Altri candidati ovviamente sono in predicato, su sponsorizzazione dei vari partiti e movimenti.
Intanto c’è da ricordare che il nome di Tindaro Bellinvia, la cui tendenza politica non è un mistero, nonostante il colore porporino delle sue idee, era stato suggerito addirittura dal senatore Mimmo Nania, il quale evidentemente, da profondo conoscitore della “substantia” politica, s’era reso conto delle doti critico-analitico-obiettive del giovane, giornalista–pubblicista. Doti ovviamente indispensabili per un ruolo così influente qual è quello del difensore civico.
Questo candidato è supportato dal caloroso assenso di diverse associazioni indipendenti e senza fini di lucro. Tutto ciò depone a suo favore, ma non può escludere che altri “sponsorizzati” soprattutto da partiti politici abbiano la loro buona chance.
Poiché esiste un orientamento verso una scelta equilibrata, diciamo che ci sentiamo più tranquilli di prima. Tuttavia non possiamo ancora dire d’essere in una botte di ferro. Per poterci finalmente entrare, nella simbolica botte, basterebbe però che ci assicurassero, oltre alla difesa civica in Palazzo Longano, un’altra protezione nell’ambito cittadino: quella del poliziotto di quartiere.
L’auspicio che ciò avvenga è stato fatto da un giovane consigliere comunale, Gianluca Sidoti di “Giovani per…”, il quale s’è rivolto al sindaco invocando il ripristino di una presenza così confortante, specialmente opportuna nell’imminenza del periodo natalizio.
E il sindaco Nania gli ha assicurato il proprio interessamento perché ciò sia possibile. Non si sa soltanto una cosa: quali e quanti quartieri della città potrebbero essere coperti da così utile presenza. Il centro storico e… e…e…Boh!

sabato 10 novembre 2007

OSPEDALE "BLA BLA BLA"


Bla bla bla. Si parla, si parla dell’ospedale Cutroni Zodda, e ognuno dice la “sua”, spesso guardando il problema in prospettiva angusta e probabilmente anche strumentalizzandolo per questioni d’interessi particolari. E non si tiene conto che già il nostro ospedale è stato pregiudizialmente declassato ad un infimo gradino. Perché ciò sia avvenuto colà dove si puote, nessuno se lo domanda? Perchè coloro che finora si sono battuti per questa o quella ipotesi da proporre alla Regione, non cercano di far valere la necessità di completare la struttura lasciata a metà, di modo che, una volta ultimata, possa vantare il diritto e la capacità di ospitare dignitosamente reparti efficienti? Probabilmente avranno dimenticato che esiste un progetto d’ultimazione giunto alla fase di finanziamento già da tempo: si dice addirittura che risalga al tempo in cui la Casa delle libertà era al governo della Nazione, con una maggioranza non certamente striminzita come quella prodiana. Attualmente il governo regionale è saldamente in mano alla stessa Cdl, che dovrebbe essere in sintonia con la nostra amministrazione comunale, tuttavia non si riesce a cavare un ragno dal buco, neppure là, nonostante l’omogeneità politica. Nei giorni scorsi, la sinistra democratica – movimento ancora in nuce – ha criticato le scelte proposte dal sindaco Nania definendole elettoralistiche, obsolete ed inefficienti. Per correggerle, Peppino Saija ha ricordato che “i letti e le sale operatorie appartengono all’ospedale, non ai singoli reparti e certamente non ai singoli primari”, facendo risaltare così la necessità di evitare che primari e gestori di reparti si affannino a tirare la coperta ciascuno dalla propria parte. Appunto perché la coperta è corta e ci sarà chi dovrà rimanere col sedere scoperto. Ma qui si deve parlare, non dei medici a rischio di raffreddori, ma della salute del cittadino comune e della necessità di offrire ai degenti ricoveri e cure adeguati. E allora non bastano le indagini e le analisi del territorio e delle esigenze della popolazione, se per prima cosa non si rende disponibile integralmente la struttura che, per queste esigenze e per questo territorio, è stata progettata. Non vi piange il cuore, signori primari, signori politici, signori amministratori, al solo vedere che una buona parte del Cutroni Zodda rimane allo stato rustico a deteriorarsi negli anni che corrono? L’importante è parlare, parlare, parlare, bla bla bla, e non concludere un bel niente, perché colà dove si può così si vuole?

Francesco Cilona

venerdì 9 novembre 2007

SERENATA A SAN BASTIANU


Sono trascorsi parecchi mesi, da quando abbiamo espresso il nostro disappunto per lo sconcio commesso da certe insulse mani che con bombolette spray avevano sporcato il prospetto della Basilica di San Sebastiano. C'era stato assicurato dai responsabili dell'Arcipretura che, durante l'estate, si sarebbe intervenuto per cancellare quegli indecorosi scarabocchi. Ma ci pare che la stagione calda sia trascorsa senza che la promessa sia stata mantenuta. E allora, da questo momento, visto che c'è ancora qualche ragazzino che potrebbe insistere a sporcare la facciata, cerchiamo di fare una proposta: invece d'imbrattarsi le mani con la vernice, perchè non si cerca di fare qualcosa di diverso? Prendere per esempio una chitarra o qualche altro strumento qualsiasi e distrarsi con delle belle sonate. Anche a costo di coprire il suono delle campane di San Sebastiano.
Sfogatevi, così, ragazzi miei. Sicuramente il Santo Patrono non vi terrà il broncio, per questo. Anzi forse imparerà a ballare, come il suo collega Santo Stefano di Milazzo.

Fra' Galdino

LA REFEZIONE A SPESE PROPRIE

FOTO// Una scuola di Pozzo di Gotto


Trik: Ciao Trak, la sai la novità?
Trak: Tu lo sai che se le cose non me le dici tu, che hai letto il giornale, io resto all'oscuro di tutto.
Trik: E forse sarebbe meglio se non ti dicessi certe cose. Ti faresti il sangue acqua, a sentire certe notizie.
Trak: Ora mi stai incuriosendo troppo. Che cosa può essere successo!?!
Trik: Niente, non è successo niente. E questo è il guaio, che questo niente ha fatto succedere un fatto che mi ha sconcertato.
Trak: Ti vuoi sbottonare, sì o no!
Trik: OK, te lo dico: a Pozzo di Gotto c'è una scuola materna statale, dove i bambini frequentano a tempo pieno. Però il tempo pieno è veramente tale se i bambini possono restare a scuola senza interruzioni. Perchè ciò avvenga è opportuno, anzi necessario, che funzioni la mensa scolastica.
Trak: Che mi vorresti dire che la mensa non c'è e i bambini, per pranzo, sono costretti ad andare a casa?
Trik: O si portano nel cestino qualcosa da mangiare oppure le mamme se li prendono all'ora di pranzo per restituirli alle maestre nel pomeriggio. Quando lo fanno.
Trak: Beh, è tutta qui la tua notizia che t'ha fatto arrabbiare. Io so che questa situazione è in tutte le scuole statali di Barcellona. Il Comune ha tardato tanto per dare in appalto la fornitura e
dovunque s'attende questa benedetta refezione.
Trik: E qui ti voglio: dovunque hai detto, tranne che nella scuola materna intitolata all'onorevole Pino Balotta. Là, sai che cosa hanno fatto i genitori dei bambini?
Trak: No, non lo so.
Trik: Si sono riuniti in circolo e hanno deciso che quello che non è capace di fare il Comune lo faranno loro. Anzi l'hanno fatto: pagheranno un tanto a testa e, d'accordo con la direttrice e le maestre, finanzieranno la mensa finchè non ci avrà pensato il sindaco.
Trak: Come, come... e chi provvederà alla fornitura, e quanto pagheranno?
Trik: Pare che il consiglio di circolo, volendo fare le cose trasparenti, abbia esaminato diversi preventivi e alla fine abbia deciso di scegliere il fornitore più conveniente in tutti i sensi.
Trak: E quanto costerà ogni pranzo, lo sai?
Trik: No.
Trak: Te lo dico io: un euro e ottanta centesimi.
Trik: E tu come lo sai?
Trak: Segreto professionale!!! E so pure che ci potrebbe essere uno sconto per chi ha cinque gemellini all'asilo! Ecco perchè non m'arrabbio: è mia figlia che ha cinque gemellini.

TRIK & TRAK

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