mercoledì 14 novembre 2007

IL DIFENSORE CIVICO IN PANCHINA

FOTO//Pantile, grande difensore dell'Igea


Pinco: Io ti do una cosa a te, tu mi dai una cosa a me.
Pallino: Che significa, oggi mi spunti con la filastrocca?
Pinco: Veramente avrei dovuto dire: Tu non m'hai dato due cose a me e ora mi vuoi dare una cosa sola? Non ci sto!
Pallino: Questa sì che è nuova, ma non riesco a capirla.
Pinco: Senti, io sto parlando di "beghe" politiche. Ti ricordi che cosa è successo, quando il sindaco Candeloro mise nella Giunta due persone diverse da quelle concordate con Forza Italia?
Pallino: Come no! E mi ricordo che i due "defraudati" si rivolsero a Catania e sbagliarono strada.
Pinco: Vabbè, tu le cose te le ricordi a modo tuo. Volevi dire che hanno fatto ricorso al Tar di Catania e invece dovevano farlo al tribunale civile. Ma lasciamo stare.
Pallino: Dimmi...Cosa fanno adesso quelli di Forza Italia, continuano a litigare?
Pinco: Il sindaco sta facendo di tutto per riportare la pace.
Pallino: E in che modo?
Pinco: Avrebbe promesso, per sanare la situazione, il posto di difensore civico a uno dei due scartati.
Pallino: Perchè il difensore è roba sua? L'ha forse comprato come si comprano i difensori di una squadra di calcio?
Pinco: Ma sai che sei forte. Hai davvero colto il segno. Il fatto è che Forza Italia non si accontenta di un solo difensore, vuole pure un attaccante: vuole pure un assessore volevo dire.
Pallino: E chi dovrebbe essere cacciato fuori per lasciargli il posto?
Pinco: Si dice che... non lo so, non lo so.

PINCO & PALLINO

martedì 13 novembre 2007

I PRIMI NOMI A SINDACO

FOTO// Carmelo Torre, Anna La Malfa, Michele Stylo

Siamo già negli anni in cui i riflessi di tangentopoli, del conseguente scombussolamento dei partiti tradizionali e del declino della prima repubblica sembrano essersi concretizzati nella politica cittadina, sulla spinta inconsapevole di un giovane insoddisfatto della condotta del proprio stesso partito. Di quella agonizzante DC, per ben 37 anni dominata dalla incontrastata figura di Carmelo Santalco, uomo politico di notevole esperienza e per molti versi costruttore della nuova Barcellona. Adesso, il senatore, che tante battaglie aveva affrontato e vinto, forse per l’età, forse per lo stato confusionale conseguente al crollo del suo partito, forse per entrambi i motivi, sembrava avere perso la grinta che gli aveva consentito di tenere a bada discepoli e avversari. Mentre, nel palazzo municipale, vuoto dei rappresentanti della città, stavano operando un burocrate e un tecnico "forestieri", imposti dalla Regione, avvicinandosi il tempo delle elezioni per il rinnovo della civica amministrazione, nell’atmosfera ormai rarefatta della politica cittadina, tranne che per qualche partito, in passato rimasto emarginato, si presentava assai problematica la ricomposizione di forze politiche da schierare nella prossima campagna elettorale. Il più lesto ad annunciare il nome del proprio candidato a sindaco fu quindi il partito di Fini, che, vissuto in ibernazione durante le passate legislature, era uscito indenne dallo scossone della prima repubblica. Per Alleanza Nazionale fu. in quella circostanza, indicato il nome di una donna, già difensore civico: l’avvocato Anna La Malfa Saccà. Quasi contemporaneamente venne presentata la candidatura di Carmelo Torre, sponsorizzata da un nuovo movimento, “Unione e partecipazione”, frettolosamente estratto dalle ceneri, ancora calde, della Democrazia Cristiana. Dulcis in fundo, in quella prima tornata di presentazioni, giunse inatteso il nome del regista Michele Stylo, autocandidatosi a primo cittadino per “salvare il destino culturale della città”. Già Stylo, pur senza mai cimentarsi nella politica attiva, utilizzando una “sua” radio locale aveva sostenuto strenue battaglie, soprattutto per il ripristino della cultura teatrale che, negli anni, s’era illanguidita dopo la distruzione del teatro Mandanici. E un recente suo intervento per perorare questa causa, l’aveva fatto andando direttamente a parlare di quel suo “pallino” col commissario Giarrizzo. Intanto a Barcellona, timidamente faceva capolino un nuovo movimento, “Forza Italia” che in città aveva costituito un paio di clubs a spese di Berlusconi. Altri movimenti, quale la Rete di Leoluca Orlando, sembravano anch’essi in procinto di mettersi in luce. Tuttavia, si era già a metà aprile, e nell’atmosfera preparatoria c’era ancora molta caligine. Nebulosi apparvero i tentativi di presentazione di un redivivo Partito Popolare Italiano, che per iniziativa del sindacalista Carmelo La Malfa organizzò un incontro coi cittadini alla Sala Spadaro; incerti i propositi del neonato Ccd, rappresentato a Barcellona da Andrea Raimondo e Carmelo Ravidà, entrambi ex democristiani. Poco intanto si sapeva dei socialisti, che a causa dello sconcerto ancora pregnante, non potendo dire altro, parlavano della necessità di fare decantare la situazione. In maniera più disinvolta sembrava invece muoversi il Pds, i cui rappresentanti erano convinti di potere costituire un cartello progressista, facendo coagulare attorno ad una personalità di sinistra il consenso di altri movimenti pronti a contrastare l’onda lunga della destra.

Francesco Cilona

MONTE CROCE E DELIZIA


La polizia municipale ha scoperto una discarica abusiva alle spalle della città, anzi in città. L’area di parcheggio adiacente all’Arena di Montecroce è stata trasformata da tempo in deposito di materiale di scarto: di macerie edilizie ed altro materiale a rischio, quali vecchi elettrodomestici che si sarebbero dovuti raccogliere come rifiuti speciali da depositare in aree sotto controllo.
La presenza di tale deposito abusivo sarebbe stata più volte segnalata da cittadini residenti nelle vicinanze, come d’altronde sono state segnalate altre anomalie avvertite in altre zone periferiche: un esempio la strana situazione in cui pare si stia trovando un tratto della via provinciale per Castroreale, il cui piano stradale rischia di smottare per cedimento del terreno sottostante. Da tempo segnalata dagli abitanti della zona .
Comunque, adesso che la polizia municipale ha controllato il sito di Montecroce , l’ha posto sotto sequestro preventivo e l’ha rapportato in maniera “circostanziata” alla Magistratura, ora che in sintonia con questa operazione si programma il monitoraggio dell’intero territorio per l’eventuale rilievo di altri casi da bonificare, restano da fare un paio di domande.
1) Si potranno attuare energici interventi di controllo preventivo, al fine d’impedire che, come sempre, si ripetano tali situazioni di degrado?
2) Esistono servizi e siti controllati per la raccolta o il deposito di tutto questo genere di rifiuti che finora sono stati scaricati abusivamente? Ci è stato riferito che, fuori città, ce n'è qualcuno a pagamento.
Se la memoria non ci tradisce, durante la recente campagna elettorale per le Amministrative, da un podio di Piazza San Sebastiano, fu assicurata l’esistenza di un accurato servizio e di una idonea area per la raccolta e lo smaltimento di grossi elettrodomestici, appositamente scelta nella zona industriale-artigianale.
Se realmente abbiamo un sito del genere, perché non ne viene pubblicizzata l’ubicazione?
fra' Galdino

domenica 11 novembre 2007

UNA VITA STRONCATA


FOTO// Gabriele Sandri vittima dell'assurdo

Oggi è stata stroncata, nel più assurdo dei modi, la Tua giovane vita.

E per Te, Gabriele, si sono aperte le Porte del Cielo.

Si apra adesso, in terra, la porta della Giustizia.

Tu solo, da Lassù, potrai consolare i Tuoi Cari.

Gabriele, aiutali ad alleviare il Loro immenso dolore.

Noi pregheremo perchè ciò avvenga. Addio, Ragazzo, addio.

SAREMMO IN UNA BOTTE DI FERRO?


FOTO//il consigliere Sidoti
Quanto prima il consiglio comunale eleggerà il difensore civico e ci assicurano che si sceglierà uno che non sarà legato ai partiti politici, ma semplicemente espressione della società civile.
Sarebbe, questo, per lo meno, l’indirizzo ritenuto giusto da uno dei candidati, Tindaro Bellinvia, proposto dal movimento “Città aperta”, e già presente con la stessa etichetta alle recenti elezioni amministrative.
Altri candidati ovviamente sono in predicato, su sponsorizzazione dei vari partiti e movimenti.
Intanto c’è da ricordare che il nome di Tindaro Bellinvia, la cui tendenza politica non è un mistero, nonostante il colore porporino delle sue idee, era stato suggerito addirittura dal senatore Mimmo Nania, il quale evidentemente, da profondo conoscitore della “substantia” politica, s’era reso conto delle doti critico-analitico-obiettive del giovane, giornalista–pubblicista. Doti ovviamente indispensabili per un ruolo così influente qual è quello del difensore civico.
Questo candidato è supportato dal caloroso assenso di diverse associazioni indipendenti e senza fini di lucro. Tutto ciò depone a suo favore, ma non può escludere che altri “sponsorizzati” soprattutto da partiti politici abbiano la loro buona chance.
Poiché esiste un orientamento verso una scelta equilibrata, diciamo che ci sentiamo più tranquilli di prima. Tuttavia non possiamo ancora dire d’essere in una botte di ferro. Per poterci finalmente entrare, nella simbolica botte, basterebbe però che ci assicurassero, oltre alla difesa civica in Palazzo Longano, un’altra protezione nell’ambito cittadino: quella del poliziotto di quartiere.
L’auspicio che ciò avvenga è stato fatto da un giovane consigliere comunale, Gianluca Sidoti di “Giovani per…”, il quale s’è rivolto al sindaco invocando il ripristino di una presenza così confortante, specialmente opportuna nell’imminenza del periodo natalizio.
E il sindaco Nania gli ha assicurato il proprio interessamento perché ciò sia possibile. Non si sa soltanto una cosa: quali e quanti quartieri della città potrebbero essere coperti da così utile presenza. Il centro storico e… e…e…Boh!

sabato 10 novembre 2007

OSPEDALE "BLA BLA BLA"


Bla bla bla. Si parla, si parla dell’ospedale Cutroni Zodda, e ognuno dice la “sua”, spesso guardando il problema in prospettiva angusta e probabilmente anche strumentalizzandolo per questioni d’interessi particolari. E non si tiene conto che già il nostro ospedale è stato pregiudizialmente declassato ad un infimo gradino. Perché ciò sia avvenuto colà dove si puote, nessuno se lo domanda? Perchè coloro che finora si sono battuti per questa o quella ipotesi da proporre alla Regione, non cercano di far valere la necessità di completare la struttura lasciata a metà, di modo che, una volta ultimata, possa vantare il diritto e la capacità di ospitare dignitosamente reparti efficienti? Probabilmente avranno dimenticato che esiste un progetto d’ultimazione giunto alla fase di finanziamento già da tempo: si dice addirittura che risalga al tempo in cui la Casa delle libertà era al governo della Nazione, con una maggioranza non certamente striminzita come quella prodiana. Attualmente il governo regionale è saldamente in mano alla stessa Cdl, che dovrebbe essere in sintonia con la nostra amministrazione comunale, tuttavia non si riesce a cavare un ragno dal buco, neppure là, nonostante l’omogeneità politica. Nei giorni scorsi, la sinistra democratica – movimento ancora in nuce – ha criticato le scelte proposte dal sindaco Nania definendole elettoralistiche, obsolete ed inefficienti. Per correggerle, Peppino Saija ha ricordato che “i letti e le sale operatorie appartengono all’ospedale, non ai singoli reparti e certamente non ai singoli primari”, facendo risaltare così la necessità di evitare che primari e gestori di reparti si affannino a tirare la coperta ciascuno dalla propria parte. Appunto perché la coperta è corta e ci sarà chi dovrà rimanere col sedere scoperto. Ma qui si deve parlare, non dei medici a rischio di raffreddori, ma della salute del cittadino comune e della necessità di offrire ai degenti ricoveri e cure adeguati. E allora non bastano le indagini e le analisi del territorio e delle esigenze della popolazione, se per prima cosa non si rende disponibile integralmente la struttura che, per queste esigenze e per questo territorio, è stata progettata. Non vi piange il cuore, signori primari, signori politici, signori amministratori, al solo vedere che una buona parte del Cutroni Zodda rimane allo stato rustico a deteriorarsi negli anni che corrono? L’importante è parlare, parlare, parlare, bla bla bla, e non concludere un bel niente, perché colà dove si può così si vuole?

Francesco Cilona

venerdì 9 novembre 2007

SERENATA A SAN BASTIANU


Sono trascorsi parecchi mesi, da quando abbiamo espresso il nostro disappunto per lo sconcio commesso da certe insulse mani che con bombolette spray avevano sporcato il prospetto della Basilica di San Sebastiano. C'era stato assicurato dai responsabili dell'Arcipretura che, durante l'estate, si sarebbe intervenuto per cancellare quegli indecorosi scarabocchi. Ma ci pare che la stagione calda sia trascorsa senza che la promessa sia stata mantenuta. E allora, da questo momento, visto che c'è ancora qualche ragazzino che potrebbe insistere a sporcare la facciata, cerchiamo di fare una proposta: invece d'imbrattarsi le mani con la vernice, perchè non si cerca di fare qualcosa di diverso? Prendere per esempio una chitarra o qualche altro strumento qualsiasi e distrarsi con delle belle sonate. Anche a costo di coprire il suono delle campane di San Sebastiano.
Sfogatevi, così, ragazzi miei. Sicuramente il Santo Patrono non vi terrà il broncio, per questo. Anzi forse imparerà a ballare, come il suo collega Santo Stefano di Milazzo.

Fra' Galdino

LA REFEZIONE A SPESE PROPRIE

FOTO// Una scuola di Pozzo di Gotto


Trik: Ciao Trak, la sai la novità?
Trak: Tu lo sai che se le cose non me le dici tu, che hai letto il giornale, io resto all'oscuro di tutto.
Trik: E forse sarebbe meglio se non ti dicessi certe cose. Ti faresti il sangue acqua, a sentire certe notizie.
Trak: Ora mi stai incuriosendo troppo. Che cosa può essere successo!?!
Trik: Niente, non è successo niente. E questo è il guaio, che questo niente ha fatto succedere un fatto che mi ha sconcertato.
Trak: Ti vuoi sbottonare, sì o no!
Trik: OK, te lo dico: a Pozzo di Gotto c'è una scuola materna statale, dove i bambini frequentano a tempo pieno. Però il tempo pieno è veramente tale se i bambini possono restare a scuola senza interruzioni. Perchè ciò avvenga è opportuno, anzi necessario, che funzioni la mensa scolastica.
Trak: Che mi vorresti dire che la mensa non c'è e i bambini, per pranzo, sono costretti ad andare a casa?
Trik: O si portano nel cestino qualcosa da mangiare oppure le mamme se li prendono all'ora di pranzo per restituirli alle maestre nel pomeriggio. Quando lo fanno.
Trak: Beh, è tutta qui la tua notizia che t'ha fatto arrabbiare. Io so che questa situazione è in tutte le scuole statali di Barcellona. Il Comune ha tardato tanto per dare in appalto la fornitura e
dovunque s'attende questa benedetta refezione.
Trik: E qui ti voglio: dovunque hai detto, tranne che nella scuola materna intitolata all'onorevole Pino Balotta. Là, sai che cosa hanno fatto i genitori dei bambini?
Trak: No, non lo so.
Trik: Si sono riuniti in circolo e hanno deciso che quello che non è capace di fare il Comune lo faranno loro. Anzi l'hanno fatto: pagheranno un tanto a testa e, d'accordo con la direttrice e le maestre, finanzieranno la mensa finchè non ci avrà pensato il sindaco.
Trak: Come, come... e chi provvederà alla fornitura, e quanto pagheranno?
Trik: Pare che il consiglio di circolo, volendo fare le cose trasparenti, abbia esaminato diversi preventivi e alla fine abbia deciso di scegliere il fornitore più conveniente in tutti i sensi.
Trak: E quanto costerà ogni pranzo, lo sai?
Trik: No.
Trak: Te lo dico io: un euro e ottanta centesimi.
Trik: E tu come lo sai?
Trak: Segreto professionale!!! E so pure che ci potrebbe essere uno sconto per chi ha cinque gemellini all'asilo! Ecco perchè non m'arrabbio: è mia figlia che ha cinque gemellini.

TRIK & TRAK

giovedì 8 novembre 2007

ALL'ATO SI VOTA MA NON SI SVOLTA


"O di paglia o di fieno, purchè il ventre sia pieno". Così ripeteva mia nonna quando, non potendosi mangiare carne si mangiava fichi secchi o carrube, in mancanza di meglio. Adesso che è più facile trovare la carne anziché le carrube e i fichi secchi, questo salomonico "mottetto" rischierebbe di perdersi se non riuscissimo a trovare il modo di applicarlo in qualche altra situazione, ancorchè diversa da quella originale. E allora, anche se con qualche piccola forzatura, direi che potremmo appiopparlo all'ATO Messina 2. E precisamente allo specifico caso, registrato ieri, a Palazzo Longano, dove si sono riuniti i sindaci ( o loro delegati) dei Comuni facenti parte del consorzio aderente all'ATO, per approvare il bilancio consuntivo dell'Ambito territoriale ottimale di loro competenza. Per l'occasione erano assenti i rappresentanti di due centri tirrenici importanti: Milazzo e Villafranca. All'atto della votazione sull'impellente punto all'ordine del giorno, si sono registrati otto voti contrari (Brolo, Castroreale, Piraino, Rodì-Milici, Rometta, San Filippo del Mela, Sant'Angelo di Brolo, Spadafora), mentre è stato favorevole il voto del Comune capofila (Barcellona Pozzo di Gotto) e dei rimanenti centri, quasi tutti piccoli Comuni. Pertanto il "consuntivo" è passato, a maggioranza di voti.
E che c'entra, qui, il mottetto di mia nonna?
Beh, Potrebbe starci: probabilmente qualcuno, quando ha visto che, pur non avendo votato tutti a favore, il bilancio è stato approvato, avrà pensato: O a maggioranza o all'unanimità, purchè il punto sia passato. Sempre stomaco pieno è! Oppure no? Scusate la forzatura. Ma ogni tanto ci vuole.
Ciò che invece non ci voleva è stato il rinvio al 19 novenbre dell'incontro per la revisione del costo del servizio di nettezza urbana, che effettivamente continua ad essere troppo oneroso, per non dire odioso.

Fra Galdino

mercoledì 7 novembre 2007

PINCO, PALLINO ED IL VILLINO


Foto// Il villino Liberty


Pinco:
Ciao, Pallino: Lo sai che si stanno muovendo per salvare il villino di via Roma?
Pallino: Ciao, Pinco. Perchè c'è un villino, nella via Salotto della città?
Pinco: Quello che chiamano "Liberty", e che sta cadendo a pezzi da un pezzo.
Pallino: E dopo che cade a pezzi da un pezzo, finalmente c'è qualcuno che se ne accorge. Ma chi è?
Pinco: Non ti scordare che su questo pezzo di Barcellona che va in degrado, c'è stato più di uno che ha lanciato l'allarme. Ora pare che anche Lega Ambiente, per iniziativa di Carmelo Ceraolo vuole fare la voce grossa.
Pallino: Ah, sì! E cosa intende fare? Io veramente credevo che Carmelo fosse "in sonno".
Pinco: Non fare il tosto. Io bado alle buone intenzioni.
Pallino: Di buone intenzioni è lastricato l'inferno...
Pinco: Smettila e lasciami dire: stasera, esattamente alle 18, ci sarà un appuntamento con "Salvalarte" proprio al semaforo di fronte alla villa, e ciò sarà possibile grazie all'interessamento di Ceraolo.
Pallino: Bravo, il nostro ambientalista. Io credevo che...
Pinco. Tu non credevi niente, capito?. Piuttosto dovresti informarti meglio. Sapresti così che, adesso, a Barcellona sono in molti sdegnati per il disinteresse dimostrato dalla Provincia per la sorte di questo "suo" storico edificio, ed in particolare ce l'hanno con Leonardi.
Pallino: Calma, Pinco. Hai detto "suo" e hai parlato di Leonardi: Ti vuoi spiegare meglio?
Pinco: "Suo" vuol dire che è della Provincia che l'ha comprato dai preti del Tindari. Che tu non conosca Leonardi non mi meraviglio, visto che questo signore, presidente della provincia, s'è sempre comportato come se tu, io e tutta Barcelloma non esistessimo.
Pallino: Allora faccio bene ad ignorarlo!
Pinco: Però c'è chi si ricorda di lui e firma un documento che, tra l'altro, vuole essere "una diffida specifica nei confronti del presidente Leonardi, perchè determini speditamente un iter procedurale definitivo affinchè si porti a compimento un'opera di recupero e restauro dell'antico villino edificato nel 1911".
Pallino:Mamma mia, come parli difficile.
Pinco: Non sono parole mie, ma di coloro che hanno firmato un documento prodotto dal Forum cittadino...
Pallino: Il forum. Mi pare che tu mi vuoi prendere per il...
Pinco: Zitto. Si tratta di un'iniziativa benemerita per la creazione di una base culturale a Barcellona... Questo so. Se ne saprò di più ti ragguaglierò. Va bene?

(bibliografia: cerca in questo blog: povero villino)

PINCO & PALLINO

martedì 6 novembre 2007

INCOMPLETA REAZIONE DELLO SDI

FOTO// Il rustico del "Cutroni Zodda"
I socialisti democratici di Barcellona , affrontano il piano per la ricomposizione degli ospedali di Barcellona e di Milazzo, con un documento sottoscritto dal segretario di sezione Michele Volante. E' una forma di reazione alle numerose carenze in cui da tempo versa la sanità pubblica nel comprensorio barcellonese ed al metodo che gli amministratori della città stanno usando per porvi rimedio. Nel documento del Sdi si legge, infatti, che anzicchè "mercanteggiare la presenza di primariati o di reparti o di posti letto, l'amministrazione comunale dovrebbe preoccuparsi di pretendere dalla Regione Siciliana, in favore dei cittadini, una migliore qualità nell'erogazione del servizio sanitario attualmente disponibile, prendendo atto della circostanza che chiunque incappi nella necessità di dover usufruire di una prestazione sanitaria specialistica è costretto a spostarsi nei nosocomi di altre città o addirittura a rivolgersi a cliniche private a pagamento". A giudizio del segretario Volante, sarebbe fortemente riduttivo accogliere supinamente scelte quali "intendono proporre la giunta comunale e le forze politiche che la sostengono, a volte interessate e strumentali, che vengono calate dall'alto e che non tengono conto delle reali esigenze dei cittadini di Barcellona e dell'hinterland". Il documento dello Sdi - pur contrapponendosi ad un metodo di scelta finora emerso dagli incontri tenuti al Comune di Barcellona per la formulazione di una piattaforma unitaria da sottoporre al vaglio delle autorità regionali, metodo definito riduttivo e sospettato di strumentalità - rimane anch'esso limitativo e angusto, e meraviglia che abbia dimenticato, soprattutto, la notevole potenzialità della struttura edile del nuovo Cutroni Zodda, metà o quasi della quale rimane a degradarsi nella incompletezza. Ci sono ancora corpi allo stato rustico da ultimare e della cui importanza per la valorizzazione e la dignità del nosocomio nessuno sembra rendersi conto. Bene che si sappia, il completamento del Cutroni Zodda, se si vuole dare a questo ospedale la dignità e l'importanza che merita, deve essere prioritario rispetto a qualsiasi altra reale o artificiosa necessità.

FRANCESCO CILONA

ENZO BIAGI LASCIA LA CITTA' TERRENA


2007-11-06 08:34
E' morto Enzo Biagi
Il giornalista era ricoverato da dieci giorni a Milano
(ANSA) - MILANO, 6 NOV - Enzo Biagi e' morto poco dopo le otto alla clinica Capitanio di Milano, dove era ricoverato da una decina di giorni. Al momento del decesso del popolare giornalista e scrittore c'erano al capezzale le figlie Bice e Carla. Il medico Giorgio Massarotti, scendendo all'ingresso della clinica, ha fatto l'annuncio. "Per incarico della famiglia, con estremo dolore, annuncio che il dottor Biagi si e' spento alle 8 di questa mattina con serenita'". Biagi aveva 87 anni.
(Fra' Galdino) La scomparsa di Enzo Biagi, malgrado non sia stata inattesa, lascia un doloroso vuoto in quanti, direttamente o indirettamente, l'hanno conosciuto ed apprezzato, oltre che per le sue capacità di comunicatore, soprattutto per l'esemplare suo comportamento, che mai gli fece piegare la schiena di fronte alle imposizioni del potere. Seppe sempre essere maestro di vita, oltre che di professionalità e, anche se in maniera sofferta, assorbì con grande dignità i colpi infertigli dalla caparbietà padronale di un "noto" uomo politico.

lunedì 5 novembre 2007

DIMENTICATI UGO E LA SUA STRADA

FOTO// il marchese Ugo di Sant'Onofrio
e l'omonima via

C'è una strada centralissima e trafficatissima che necessita della presenza costante di almeno un vigile urbano. E' la via Ugo di Sant'Onofrio, che in quasi tutte le ore diurne si trova impigliata in un caos di macchine, soprattutto a causa delle frequenti soste selvagge, assolutamente incontrollate.
Poichè la strada è spesso percorsa da mezzi pesanti che devono immettersi o nella via Marconi o nella via Operai, basta che un'auto, lasciata in doppia fila, restringa la carreggiata perchè s'ingolfi lo scorrimento.
In quest'arteria, che come è stato testè fatto intendere ha due incroci assai trafficati, non si vede ombra di controllo e non si comprende il perchè. Si sperava che, quando l'assessore alla polizia urbana annunziò i progetti a breve e a lunga scadenza, riguardanti la sistemazione della circolazione stradale, avesse almeno in mente, se non sulla carta programmatica, una piccola idea su cosa fare per mettere un poco d'ordine in una strada che è importante non solo per il carico che deve sopportare, ma anche per il nome che porta: quello del Marchese Ugo di Sant'Onofrio, che Nello Cassata nella sua Storia cittadina definisce "il primo strenuo difensore degli interessi di Barcellona". Poichè la speranza è stata vanificata, a questto punto, appare opportuno rinfrescare la memoria a chi ci amministra, ribadendo che Sant'Onofrio, pur essendo nato a Baden Baden (1845) fu grande amico e sostenitore di Barcellona. Fu sottosegretario agli interni del Governo Giolitti e si battè perchè venisse istituito nella nostra città il manicomio giudiziario, ora OPG, togliendo ogni possibilità di attribuzioine ad altre città, tra cui Catania, Messina e Castroreale. Ricordiamo che quest'ultimo Comune, a quei tempi, non era solamente arroccato in montagna, ma il suo territorio s'estendeva anche sulla piana di Terme-Vigliatore e sulle colline di Rodì e Milici, ed aveva un passato storico molto più importante del nostro. Però ciò non impedì al marchese di Sant'Onofrio di essere lungimirante e di presagire il rapido sviluppo di Barcellona Pozzo di Gotto. Peccato che di amici pari a Lui ce ne siano stati pochissimi. Evidentemente s'è trattato di una mosca bianca . Ma adesso mi pare che le mosche siano solo nere.

FRA' GALDINO

domenica 4 novembre 2007

LA RICETTA DI FRA' GALDINO


Stavolta parlerò di un'altra pianta nota e sovente usata in cucina: la carota che, oltre ad essere coltivata in orto, cresce anche allo stato selvaggio, nei prati, in luoghi incolti e persino tra i ruderi. Di essa sono usati la radice, di colore arancione, ed i semi.
La radice è commestibile ed ha parecchie proprietà curative, in quanto contiene diverse vitamine (A,B;C), sali minerali e zuccheri. I semi sono ricchi d'insulina vegetale. La sostanza produttrice della vitamina A è il carotene, che è utile per combattere gli stati anemici perchè contribuisce alla moltiplicazione dei globuli rossi. Il succo della carota è un astringente naturale indicatissimo per contrastare le diarree infantili. E' benefico anche per il funzionamento dei reni e e dell'apparato digerente. Si ottiene facendo cuocere alcune carote, che grattuggiate vanno spremute avvolte in un panno di cotone. In questo caso perde però la vitamina C , perchè distrutta dal calore. Il carotene contenuto nella radice è d'aiuto pure alla pelle e alla vista. Coi semi si possono preparare infusi che stimolano l'appetito e le funzioni digestive. Mangiare una carota cruda al giorno aiuta ad allontanare l'invecchiamento. Considerato che contiene zuccheri (glucosio e saccarosio) la radice è controindicata per chi soffre di diabete.


Fra' Galdino

sabato 3 novembre 2007

BARCELLONA, UNA CITTA' CHE VA ALLA DERIVA


La gestione commissariale diventò una vera condanna per la città.
Perduta la piccola àncora del consiglio comunale, che bene o male riusciva ad agganciarsi ai suoi problemi, Barcellona era ormai alla deriva.
Le prime iniziative drastiche del commissario Giarrizzo, accolte dal malcontento generale, divennero motivo d'allarme specialmente per i macelllai, che, di fronte ai disagi provocati dalla chiusura del mattatoio comunale, reagirono con una serrata minacciosa, promettendo di non desistere se non si risolveva il loro problema.
Intanto, abbandonati gli scranni di Palazzo Longano, gli amministratori destituiti smisero d' interessarsi dei problemi della comunità, e rivolsero la loro attenzione a possibili accordi, in previsione del rinnovo del Consiglio Comunale. A nessuno pertanto venne in mente che fosse necessario almeno ricordare al commissario quanti e quali mali stessero affliggendo la città. D'altronde Giarrizzo e Giacalone avevano dei compiti precisi da svolgere: mettere un po' d'ordine nelle finanze il primo, costretto a piangere miseria; portare a compimento la revisione del PRG, l'altro, facendo appello, anzitutto, all'ufficio tecnico e rinnovando la commisione edilizia, scaduta con lo scioglimento del Consiglio. Intanto la città reale, con tutti i suoi guai, rimaneva tagliata fuori da qualsiasi possibilità riparatoria e d'incremento.
FRANCESCO CILONA

STRADE STRATEGICHE DA RIPARARE

FOTO: UNA DELLE STRADE STRATEGICHE DI BARCELLONA (via Marconi)

Finalmente c'è il denaro da spendere per la bitumatura delle quattro strade più importanti di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono le cosiddette vie strategiche che fanno da collegamento, nei due sensi di marcia, alla SS113, dalla zona di San Giovanni al Petraro: le vie Operai, Papa Giovanni XXIII, Kennedy e Marconi. Il finanziamento ammonta a poco meno di cinquecentottantamila euro, e parte di tale somma andrà utilizzata per la riparazione mediante bitumazione di via Sant'Antonino. La copertura di queste strade era attesa da tempo, in considerazione del fatto che molte altre vie e viuzze erano state riasfaltate, senza che si potesse avere la disponibilità finanziaria per intervenire in quelle sicuramente più transitate e quindi maggiormente esposte all'usura. Adesso che i soldi ci sono, si apre la fase appaltante, già annunciata dall'Ufficio tecnico. Per la partecipazione al bando, le offerte dovranno essere presentate entro e non oltre il 3 dicembre prossimo. Seguiranno i tempi burocratici di gara, che si spera possano procedere senza gli ormai purtroppo soliti intoppi, che hanno fatto arrivare le carte di altri appalti in sede giudiziaria. La Città ha bisogno di migliorare le sue "condizioni" e pertanto ci si augura che l'assoluta trasparenza degli atti ne faciliti l'attuazione.

venerdì 2 novembre 2007

LEVACI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO


FOTO:Il filoncino comprato stamani
e il relativo scontrino

"Siamo arrivati al limite della sopportazione". Stamattina lo ripetevano in molti, questo sconfortante ritornello, vedendo il nuovo listino dei prezzi sul pane. Tutti cresciuti, i prezzi, da quello del pane di lusso a quello di impasto semplice (farina, acqua, sale, lievito), che una volta costituiva il cosiddetto "pane concordato" il cui costo rimaneva controllato. A guardare il nuovo listino c'è davvero motivo per farsi la croce con la mano manca. Ma è proprio possibile che l'ondata di aumento possa essere montata uniformemente in tutte le panetterie, senza che si siano preventivamente messi d'accordo? Ma la cosiddetta concorrenza, che il neocapitalismo sbandiera come il vero grande incentivo per la crescita economica è andata a farsi... benedire?
Dovevo dire f..., ma voi lo capite, questo blog lo leggono pure i lattanti e non mi posso permettere certi termini maleducati.
Ma torniamo al pane: quello fotografato è il normale filoncino di circa un quarto di chilo - esattamente di 258 grammi - che fino a poco tempo fa costava 45 centesimi di Euro e che adesso ho dovuto pagare 57 centesimi, che in termini di vecchia moneta coincide a £1103,68. E stiamo parlando del cosiddetto pane dei meno abbienti. E non di un chilo, ma di Kg 0,258. Non tratteremo, qui, del pane cosiddetto speciale o di pezzatura minuscola, per non suscitare sgomento. Ma dove ci vogliono portare questi signori che hanno in mano le redini del mondo? Come! Si parla sempre di giustizia sociale, di wellfare, di famiglie che non arrivano a coprire con i loro proventi di lavoro oltre la terza settimana, si continua a spiattellare sugli schermi televisivi le facce di bronzo di politici che parlano male di altri politici, sempre uguali nei nomi, ma con la pelle sempre più raggrinzita, si organizzano G8 capaci soltanto di suscitare reazioni, repressioni e danni. Tutto questo si continua a dire e a fare per salvare la forma, mentre nella sostanza si va in polpetta al cittadino che, fra non molto, dovrà aggiungere nella sua forzata dieta anche le voci pane e pasta, non da ridurre quantitativamente, ma addirittura da dimenticare che esistono. Scusate l'iperbole, ma con gente, come quella che dovrebbe garantirci il pane quotidiano ci vorrebbe altro che l'iperbole. E dire che basterebbe un segno nella scheda elettorale...per fare piazza pulita di certa gente.


fra' galdino

giovedì 1 novembre 2007

GLI SPIFFERI BARCELLONESI



Trik e trak sono due nuovi personaggi che abbiamo incontrato alle villette di Piazza Duomo, non sono barboni, ma neppure vip: sono solo due persone molto curiose, vorrebbero leggere tutte le notizie dei giornali, ma avendo pochi soldi, hanno cercato di rimediare stabilendo di comprare un solo giornale, una volta la settimana. Una settimana lo compra Trik e ha il compito di riferire le notizie a Trak: l’altra settimana sarà viceversa, per acquisto e compito.
Trik: Ciao Trak.
Trak: Ciao Trik.
Che aria tira oggi? Che notizie mi porti?
Trik: Qui, tirano solo spifferi. Si apre e si chiude continuamente come se nulla fosse.
TraK: E si creano così correnti d’aria che fanno male alla salute. Vuoi parlarmi di raffreddori?
Trik: Altro che. Ho letto sul giornale che hanno aperto un supermercato in un posto che era nato per diventare asilo e che il giudice vuole vederci chiaro su questo fatto, tanto che ha fatto sequestrare certe carte al municipio.
Trak: Sospetta forse che con faciloneria sia stato fatto il gioco delle tre carte?
Trik: Può darsi. Il giornale racconta che in un terreno del centro, che è un lascito per beneficenza e assistenza, era stato costruito un asilo che, per virtù di chissà quale mago, è stato ingrandito e trasformato in supermercato.
Trak: Ecco cosa hanno fatto: hanno aperto una porta che non dovevano aprire e il giudice vuole sapere la ragione. Bravo giudice… Ma tu non m’hai detto che si apre e si chiude, continuamente?
Trik: Si chiude, qui si chiude o si tenta di chiudere continuamente.
Trak: Ohu, non mi fari sbarruari. Parra chiaru.
Trik: C’è proprio motivo d’allarmarsi. Non stanno cercando in tutti i modi di dimensionare l’ospedale, chiudendo reparti e minacciando di chiuderne altri?
Trak: Ma chista è cosa vecchia.
Trik: Però c’è una novità che tu non sai, e che ho letta fresca di giornata.
Trak: Ed è?
TriK: Quattro anni fa, hanno aperto a Barcellona uno sportello…
Trak
: Altro spiffero di corrente?
Trik:
Era uno sportello del Genio civile, che consentiva di facilitare lo svolgimento di pratiche importanti, per le quali prima bisognava ricorrere all’ufficio di Messina. Tutto ciò con grande snellimento dei lavori e beneficio dell’utente. L’accordo è stato fatto con il Comune, che ha messo a disposizione due stanze arredate, fornite delle necessarie attrezzature e di collegamento telefonico. All’inizio lo sportello ha funzionato benissimo, con ricevimento tre giorni la settimana. Poi, nonostante che l’ufficio funzionasse a pieno ritmo, dall’alto s’è deciso di ridurre il personale e quindi il tempo d’apertura, che ora è ridotto ad una sola volta la settimana. Con queste restrizioni, il servizio è ridotto al lumicino: serve soltanto a ricevere le pratiche, che verranno poi istruite a Messina. Ed è così rinsecchito che rischia di sparire.
Trak: Capito: un’altra chiusura in vista.

Trik & Trak

mercoledì 31 ottobre 2007

LOMBARDO E LA SUA ARTE

FOTO: Salvatore Lombardo con l'amico Marcello Crinò
Salvatore Lombardo ha installato la "Bandiera dell'Umanità". L'ha fatto nella Sala Vetri del Monte di Pietà, dove un folto gruppo di amici, tra cui il sindaco Nania, l'ha circondato per assistere alla fase inaugurale della particolarissima esposizione. Sono lunghe, larghe strisce di stoffa, composte da numerosi variopinti pezzi, uniti con pazienti cuciture dall'autore e infarciti di immagini e strisce sovrapposte di altre stoffe colorate, che armonizzando offrono un effetto cromatico tutto particolare. La lunga "bandiera" è fermata alle pareti e alla vetrata, mentre un altro lungo lenzuolo, sempre composto da pezze di diverso tessuto, chiaro, è disteso orizzontalmente, percorso da una sequela di piccoli rettili - salamandre? - simbolicamente significative forse del brulicare della vita nascente ed evolvente. Diverso il simbolismo offerto dalle diverse ripetitive teste umane, il cui aspetto severo e statico ricorda maschere totemiche. Dell'opera, sicuramente eccezionale, di Lombardo hanno discettato in dieci, tutti vocati alla cultura e all'arte, lieti di potere tessere lodi, per l'impegno e le doti artistiche dell'amico Salvatore. C'è stato chi ha parlato filosofando e chi poetando, ma non è mancato il competente d'arte. Comunque, di nessuno dei commentatori mi arrischio a fare il nome, per non sbagliare, dato che non li conosco tutti, e quindi sarebbe offensivo tralasciarne qualcuno. Mi limito allora a riferire soltanto i nomi del primo e dell'ultimo che hanno parlato: il presidente della Pro Loco, Gino Trapani, che ha introdotto la cerimonia, e il sindaco Candeloro Nania, che l'ha praticamente conclusa, dicendosi lieto d'avere trovato piacevole e bella l'opera esposta, che pienamente riflette la bellezza d'anima dell'autore. Due parole l'ha speso pure l'artista, per spiegare che la sua fatica intende fare riferimento alla vita di questo pianeta, che col trascorrere del tempo rischia di andare in rovina per la cattiveria che cresce.

Francesco Cilona

FLACCOMIO E L'AREA ARTIGIANALE


FOTO//Due scorci della zona
artigianale



La zona artigianale, creata per trasferire le botteghe e le officine dal centro cittadino in area più idonea e periferica, si sta rivelando in parte un boomerang per la città. Infatti, per quanto siano stati messi al bando e regolarmente assegnati due primi stralci dell’intera area programmata, parecchi lotti restano ancora non utilizzati, probabilmente per motivi diversi non tutti giustificabili. Uno stato anomalo, di cui ha preso nota uno dei nuovi consiglieri di Alleanza Nazionale, Cosimo Flaccomio, il quale ne ha tratto argomento per un’interrogazione al sindaco Candeloro Nania. Nella nota, il giovane consigliere ha “evidenziato, intanto, lo stato di degrado in cui l’area artigianale non strutturata è stata lasciata, per cui si evidenzia la presenza di appezzamenti trasformati in ricettacolo di spazzatura ed in deposito di detriti , di macchinari e anche in luogo di pascolo”. Flaccomio si meraviglia, e giustamente, che "nonostante le assegnazioni siano state fatte anni fa, diversi beneficiari non li abbiano sfruttate per lo scopo proposto. Pertanto la sua interrogazione è finalizzata a capire se ci sono negligenze degli uffici preposti all’istruzione delle pratiche e al controllo dei requisiti e della tempistica di costruzione”. Flaccomio fa risaltare una contraddizione: che cioè attività beneficiarie dell’ultimo bando sono già operative, mentre altre concessioni fatte nel bando precedente rimangono ancora inattuate. Quindi, sempre secondo l’interrogazione, si chiede se non sia opportuno intervenire facendo scorrere la graduatoria o redigendo un nuovo bando, in maniera da dare eventualmente ad altre ditte interessate la possibilità di fruire dell’assegnazione in un’area riservata alla produzione artigianale e al commercio.

martedì 30 ottobre 2007

IL "PALALBERTI" DELLA DISCORDIA

Tutti vorrebbero giocare al PalAlberti, ma ci sono i figli della gallina bianca e i figli della gallina nera. E allora bisogna rendersi conto che non è possibile non fare discriminazioni. Però, se ci fossero altri spazi, per i giovani, non ci sarebbe neppure l'occasione per discriminare. Sentite come dialogano questi due ignorantelli di Pinco e Pallino; eppure qualche piccola verità, nella loro insipienza, l'azzeccano. Ascoltateli per favore: in vino veritas ed in ignorantia invece pure.

L'IRA DEI POLITICI-SPORTIVI


Pallino: Lo sai che Orazio Calamuneri e Roberto Molino si sono incavolati e ce l’hanno con l’Amministrazione Comunale?
Pinco: Calamuneri che se la prende con quest’amministrazione, mi pare strano. E Molino, poi, mi sembra insolito che s’interessi dei fatti di Palazzo Longano…
Pallino: Ma che cosa hai capito: i due “uomini politici” sono in agitazione per una questione che sta tra lo sportivo e la giustizia.
Pinco: Ma cosa stai dicendo. Lo sai che non ti sto capendo...
Pallino: Seguimi e mi capirai. I due “uomini...
Pinco: …politici", che cosa vogliono?
Pallino: Vogliono che il PalAlberti sia concesso non soltanto alle squadre che stanno a cuore all’amministrazione, ma anche alle altre. Quelle sostenute da Calamuneri, da Molino e da altre tre società minori hanno diritto anche loro di giocare dentro il palazzetto di s.Venera, oppure no?
Pinco: Penso di sì. Ma dimmi, qui a Barcellona ci sono tante squadre di basket?
Pallino: E chi sta parlando di pallacanestro. Quelle sono squadre di calcetto, quelle che giocano con cinque giocatori in campetti limitati e porte ridotte.
Pinco: E le fanno giocare nel Palazzetto, dove c’è il pavimento di legno?
Pallino: Vuoi dire il parquet.
Pinco: Come parli difficile, già tu sei quello che quando ti lavi i capelli usi lo shampoo invece dello sciampo.
Pallino: Allora, il problema è questo. Calamuneri dice che si lasciano i giovani allo sbando, se non si consente di impegnarli nello sport. E il calcetto è uno sport che impegna e toglie dalla strada. Poi in questo paese così a rischio, bisogna fare di più per i ragazzi, non basta la promessa di qualche piccolo contributo, quando poi non sanno dove andare a giocare. Lo sai che fanno pure i tornei, regolamentari!?
Pinco : E Molino che cosa dice?
Pallino: L’ex sindaco conosce il pieno della fraviola e quindi sospetta che il PalAberti sia diventato come proprietà privata, a beneficio soltanto di taluni facoltosi dirigenti sportivi.
Pinco: Tipo chi?
Pallino: Tipo quello, come si chiama?, quello dell’Igeavirtus.
Pinco: Non mi dire che fanno giocare l’Igeavirtus al Palazzetto!
Pallino: No, la squadra di calcio, no! Ma quella di basket, sì, perché il dirigente del calcio s’è preso pure la squadra di pallacanestro. Non lo sapevi?
Pinco:Non lo sapevo.
Pallino: Ma allora sei davvero una capra, non sai proprio niente di questa città.
Pinco: E non è meglio non sapere tante cose?!?

Pinco & Pallino

LA CITTA' E' SERVITA di barba capelli e sciampo


Giunto il Commissario, il dottore Francesco Giarrizzo, funzionario regionale preceduto da buona fama, soprattutto per la concretezza dei suoi interventi, per prima cosa ritenne che, se si voleva far quadrare il bilancio del Comune, bisognava procurare parecchio denaro. E poichè le borse della Regione e dello Stato erano chiuse, da provetto burocrate, con calcolo glaciale, pensò di cercarlo tra le pieghe del fisco. Senza perdere tempo lo cercò e lo scovò nell'imposta sulla casa. Ad iniziare da quell'anno, l'ici - per decisione insindacabile del commissario - sarebbe aumentata del 20 per cento, con buona pace del possessore di case ed eventuale compiacimento di chi non possedeva neppure una tana. I commenti non mancarono, soprattutto da parte di chi si era detto contrario allo scioglimento del Consiglio, e furono critiche dirette soprattutto contro chi aveva tanto traccheggiando da fare scadere i termini imposti dalla Regione all'approvazione del Piano Regolatore Generale. Altro provvedimento del Commissario, anch'esso drastico, fu la chiusura del macello comunale, conseguente al fatto che non c'erano soldi sufficienti per rendere funzionante il depuratore. A salvaguardia delle condizioni igieniche e per il rispetto della legge, l'unica soluzione non poteva essere che quella di disattivare l'importante struttura cittadina, con relativo deviamento della macellazione in altri siti della provincia. Per questi fatti non mancarono le battute ironiche, e l'oggetto preferito fu il depuratore generale di Cantoni, che non aveva mai funzionato. "E se il commissario si accorge di ciò - si diceva - cosa farà per evitare che lo scarico delle fogne finisca direttamentre nel bel Tirreno? Lui che è tanto zelante, non potrebbe decidere di far chiudere tutti i cessi della città?" Ormai s'era giunti al paradosso, ma al dottore Giarrizzo, l'ironia popolana scivolava addosso come olio, e fino alle nuove elezioni - puntate per il 12 giugno - il suo comportamento continuò intransigente, senza fare una piega. E così, come diceva il barbiere nel suo salone, la città fu servita di barba, capelli e sciampo.


FRANCESCO CILONA

IL CENACOLO DI GESU'


Oggi ho avuto il piacere di incontrare il nuovo “direttore” del “Cenacolo. Si chiama Giuseppe, o meglio Padre Giuseppe, è giovane e m’ha dato l’impressione che sia anche abbastanza dinamico: il tipo opportunamente designato per portare una ventata di freschezza in un posto che ne ha tanto di bisogno.Sa apprezzare i nuovi strumenti mediatici e cura con passione un sito che abbraccia la Congregazione di Gesù Sacerdote. Per entrare in quel sito la strada sembra lunga, ma non è difficile. Eccola:www,congregazionedigesusacerdote.191.it/contatti.htm.

Ma che cos’è “Il Cenacolo”? è una struttura costruita dalla Parrocchia di San Sebastiano, in via Case Longo, sin dal primo giorno gestita dai religiosi di Padre Mario Venturini, ed è una “Casa aperta X una comunità allargata”. Coi suoi valori, le sue iniziative, i suoi ministeri, è Casa di accoglienza aperta e attenta ai sacerdoti, preti e vescovi, nei loro tempi di riposo, di comunione, di fraternità, di preghiera. E’ anche casa di accoglienza per le vocazioni in età adulta, ma anche di giovani da aiutare nel loro cammino vocazionale. E vuol essere anche casa di accoglienza per i fedeli che la frequentano, che vengono aiutati a comprendere meglio la realtà di Gesù Sacerdote.

Fra' Galdino

lunedì 29 ottobre 2007

IL DIALOGO DI PINCO & PALLINO



Pinco
: Ho letto da qualche parte che l’Amministrazione comunale ha vinto la causa al Tar, per la mancata inclusione nella Giunta esecutiva di Pino e Bagnato, che all’elezioni amministrative Nania aveva presentato come futuri assessori.
Pallino: La causa? Non sì è fatta nessuna causa.
Pinco: No? E allora che cavolo ho capito!
Pallino: Ti spiego: i due mancati assessori, sostituiti con altre due persone non segnalate dal coordinamento provinciale di F.I. si sono incavolate e hanno fatto ricorso al Tar, che però non l’ha potuto accogliere perché andava indirizzato al Tribunale civile e non a quello amministrativo.
Pinco: E se ora lo presentano al Tribunale competente, hanno speranza di ottenere ragione?
Pallino: Pare di sì: Ma potrebbe capitare che pur avendo dimostrato il loro diritto, non entrino lo stesso nella Giunta:
Pinco: Ah, sì. E perché?!
Pallino: Perché potrebbe venir fuori che il sindaco eletto, avendoli esclusi, abbia commesso una tale irregolarità da inficiare la validità delle elezioni.
Pinco: Ma se elezioni fossero state, come tu dici, inficiate, potrebbe succedere per il nostro Comune come è avvenuto recentemente per Messina!
Pallino: Ora stai correndo troppo. Solo posso riferire quanto hanno scritto i giudici delTar sull’argomento: che cioè la norma vigente impone al sindaco eletto di comprendere nella Giunta esecutiva i nominativi di coloro che sono stati presentati come futuri assessori. Naturalmente se si affermeranno le liste a lui collegate. Il candidato a sindaco, per la stessa legge, ha la facoltà di presentare anche metà dei papabili ad assessori, in tal caso si riserverebbe la possibilità di nominare ex novo la metà mancante. Ma nel nostra fattispecie pare che Nania avesse preannunciato l’intera rosa, ed in essa c’erano i nomi di Franco Pino e Bruno Bagnato.
Pinco: E quindi?...
Pallino: Quindi, quindi...Ma il “quindi” dovrebbe dircelo il vertice provinciale di Forza Italia ,
che ha sponsorizzato i due “trombati” e ancora sta valutando come comportarsi.
Pinco: Se cioè devono insistere e correre il rischio di danneggiare la città o se contentarsi di fare il broncio “politico” a Nania uscendo dalla coalizione. Ma in politica sai com’è, non sempre per “due trombati” ci si straccia le vesti.

PINCO & PALLINO

E' MORTO MONSIGNOR MENTO


Monsignor Francesco Mento è tornato alla Casa del Padre. Con queste semplici significative parole è stata annunciata, stasera, la morte del Sacerdote che dal 2 settembre 1958 fino a pochi anni fa resse la maggiore Parrocchia di Barcellona, quella di San Sebastiano Martire, Patrono della nostra città.
Mons. Mento, nei lunghi anni della sua permanenza a Barcellona, mostrò di essere un oculatissimo amministratore, capace di distinguersi non solo come curatore dei beni di San Sebastiano, ma anche per lo zelo sacerdotale e lo spirito innovatore. Trovò disadorno e quasi in stato di abbandono il grande duomo e, dopo avergli dato il decoro che meritava, lo arricchì di infrastrutture e opere artistiche di buon livello. Come scrisse di lui Nello Cassata :"Egli ha saputo recidere i rami secchi ed infruttiferi di certi antichi lasciti divenuti passivi, ha reso il Duomo più decoroso, ma il suo nome resterà legato alla realizzazione della Casa di Riposo". Ma lo storico cittadino ha lasciato questa valle di lacrime, molto prima di monsignor Mento, e non ebbe perciò la possibilità di costatare quanti altri abbellimenti il parroco apportò al Duomo, nè potè descrivere la notevole conquista che riuscì a riportare, facendo erigere a Basilica Minore la Chiesa. Evento storico per Barcellona, sancito con bolla pontificia del 9 febbraio 1991, tredicesimo anno del Pontificato di Papa Wojtyla. Ma molte altre opere e operazioni sono state realizzate durante la gestione di Francesco Mento, nel frattempo passato da Arciprete a Canonico. Fra l'altro va ricordata la costruzione della Chiesa dedicata alla Madonna di Fatima, quella del grande edificio del "Cenacolo" affidato ai Padri Venturini, e dove mons. Mento trascorse alcuni mesi nell'ultimo anno della sua vita, le stupende porte di bronzo, realizzate dagli sculotori Ennio Tesei, Giorgio Luzzietti e ClaudioTraversi, le ricche vetrate, i mosaici squisitamente artistici. E non vanno dimenticate le iniziative religiose, quali le missioni, gli incontri coi giovani, la giornata degli ammalati, la Via Crucis cittadina. Eppure in vita, non gli mancò la critica di chi, vedendolo così abile nell'amministrare, sospettò che sapesse trarre profitto personale. Ma erano malignità senza alcun fondamento.
I funerali si celebreranno domani, martedì 30 ottobre, alle ore 15,30 nella Basilica Minore di San Sebastiano.

Francesco Cilona

UN OSPEDALE DA SALVARE


Dopo l'incontro con i rappresentanti consiliari, sindacali e ospedalieri, il sindaco Candeloro Nania, con la collaborazione della Giunta, ha preparato un'ipotesi di lavoro da sottoporre al Consiglio perché sia formulata una proposta di potenziamento dell'Ospedale Cutroni-Zodda, che verrà presentata all'assessorato regionale alla sanità.
Si tratterebbe di un piano di risistemazione che in qualche modo dovrebbe integrare o, meglio, aggiustare secondo le reali esigenze dell'utenza il programma fatto prospettare dal responsabile della Regione.
I nostri amministratori la definiscono piattaforma di rimodulazione, ma comunque venga chiamata, è sempre una proposta realistica che tiene conto di due cose:1) la necessità di non depauperare un presidio ospedaliero che ha un potenziale strutturale sicuramente maggiore del nosocomio milazzese - infatti esistono ancora due corpi edili aggiuntivi, lasciati allo stato rustico e quindi da ultimare-; 2) la necessità di far fronte alle esigenze di un comprensorio che, oltre al territorio comunale, comprende quello di numerosi comuni pedemontani e montani ad ovest di Barcellona e quindi più vicini al "Cutroni-Zodda" che all'ospedale di Milazzo.
La proposta dell'Amministrazione, come già detto, sarà sottoposta al vaglio del Consiglio Comunale prossimamente e, a nostro modesto parere, dovrebbe essere soprattutto incentrata su un'importante esigenza, quella di sensibilizzare chi di competenza sull'opportunità di ultimare al più presto possibile i lavori di completamento della struttura ospedaliera, ormai a rischio di degrado. Di quella parte, riproponiamo documentazione fotografica.
CIFRA

domenica 28 ottobre 2007

SALVATORE LOMBARDO issa "La bandiera dell'Umanità"


La bandiera dell'Umanità è la denominazione con cui Salvatore Lombardo, artista barcellonese, ha inteso definire l'esposizione dei suoi lavori, che la Pro Loco "Alessandro Manganaro" organizza a Barcellona, con il patrocinio del Comune. La manifestazione d'apertura si svolgerà mercoledì 31 ottobre nella Sala Vetri del Palazzo del Monte di Pietà "Giovanni Spagnolo". Presenteranno Andrea Italiano e Gino Trapani.
L'esposizione rimarrà aperta fino al 4 novembre.

sabato 27 ottobre 2007

CONDOGLIANZE A VALERIA


Alle 13,23 di oggi, è deceduto al Policlinico di Messina, il sindacalista della Cgil Matteo Cucinotta. La morte è avvenuta dopo 66 giorni di sofferenze atroci, causate dall'incendio che, la sera del 22 agosto, investì il rifugio del Falco, sui Nebrodi di Patti, dove la vittima, sesta del terribile flagello, stava festeggiando il proprio 52° compleanno. Tra i pochi a salvarsi, la giovane figlia di Matteo, Valeria, che nonostante le gravi ustioni, è riuscita a superare l'infortunio fisico. Dopo avere perso per quell'inferno la mamma, Lucia Natoli, lo zio Costantino Cucinotta e la nonna Caterina Barberini, adesso la sfortunata giovane versa altre lacrime amare per la morte del padre. A lei, che tanta forza d'animo ha dimostrato nel corso di questa tristissima vicenda, e a quanti la circondano per confontarla, Barcellonablog porge le più sentite condoglianze. Per quell'immane rogo persero la vita altre due persone, che lavoravano nel rifugio del Falco: Concettina Scafidi e Giuseppe Bompensiere.
Anche la loro tremenda fine ci ha rattristato molto.
Francesco Cilona

BUCOLO HA PARLATO//GRAZIE PER LE PAROLE

FOTO// VIGILANZA AL SEMAFORO DI VIA OPERAI




L'assessore alla Polizia urbana, Emanuele Bucolo, dopo che da più parti sono state espresse lamentele e preoccupazioni per lo stato confusionale e di pericolo esistente nelle strade interne della città, è intervenuto rispondendo con una serie d'informazioni "chiarificatrici" che, almeno a nostro giudizio, sono apparse più teoriche che pratiche, oltre ad essere insoddisfacenti. E spieghiamo, sempre secondo il nostro parere, il perchè.
Bucolo ha fatto sapere che, dei vigili effettivi, cioè quelli di ruolo, soltanto sette sono impiegabili per far fronte all'emergenza del traffico. Ha aggiunto che, per sopperire a tale carenza, si sta ricorrendo all'utilizzo di diciannove contrattisti (definiti giovani, forse in rapporto all'anzianità di servizio degli "effettivi") 14 dei quali sono agenti di polizia municipale e 5 ausiliari del traffico. Avendo precisato, com'era di giusto, che i "nuovi" possono essere impiegati soltanto per 18 ore settimanali, il che significa che la disponibilità di ciascuno di loro è "dimezzata". Con questo materiale umano, così esiguo, se si tiene conto della necessità dei turni di riposo e delle ferie degli "effettivi", dell'eventuali non auspicabili interruzioni per malattia, ci dicano l'assessore ed il comandante come si possono annunciare inteventi d'emergenza del genere riferito al collega della Gazzetta del Sud: come, per esempio, il potenziamento del servizio davanti alle scuole (sicuramente benemerito perchè finalizzato al monitoraggio e alla prevenzione dei fenomeni di bullismo e pedofilia, all'aiuto agli studenti nell'attraversamento delle strade e alla sensibilizzazione verso il rispetto del codice stradale), anche se si pensa di procedere a tale rafforzamento cominciando dalle scuole a maggior rischio. "Ma c'è di più - riferisce il giornale - sarà potenziata la squadra infortunistica stradale, mentre a breve il Comune comprerà nuove macchine". E su quelle auto continueremo a vedere i vigili... in quattro? Ma forse, l'Assessore Bucolo, comincia a sapere usare il linguaggio politichese, perchè cerca di salvarsi in angolo, ricordando che purtroppo bisogna tenere conto dei tempi burocratici. Perchè le idee ci sono, alcune potrebbero essere concretizzate entro il 2008, altri programmi di natura strutturale, importanti, sarebbero attuati a media e a lunga scadenza. Non sto a riportarli qui, perchè li considero solo sulla carta, anzi sarebbe meglio dire "nella mente, come tutte le pie intenzioni". Quando non sono addiittura progetti per spese inconcludenti. Comunque chi vuole saperne di più, vada a comprarsi il giornale. Noi continuiamo a pensare che, se non si interviente strutturalmente sulla viabilità, ciò che si propone e che si legge resta sempre una goccia in un mare. E questo mare, come tutti i mari, purtroppo è "salato".

venerdì 26 ottobre 2007

UNO SPIRAGLIO PER L'IPAB


FOTO: Uno dei lasciti
gestito dall'IPAB
Una via d'uscita per affrontare e risolvere lo spinoso problema dell'Ipab di Barcellona ci sarebbe. Era stata adombrata durante il recente Consiglio Comunale, con un ordine del giorno proposto dal capogruppo di An, Filippo Marte, in cui si chiedeva l'apertura di una parentesi di riflessione, per rendersi conto della validità dell'operazione, ma il "no" maggioritario del Consiglio, invocato nello stesso documento, sembrava averne annullato la possibilità. Da ciò la reazione delle maestranze Ipab e del sindacato, che dopo giornate di rimostranze davanti a Palazzo Longano, ha avuto sbocco in un incontro col Prefetto, dott. Alecci, il quale l'ha accolte assieme ai rappresentanti sindacali, al Sindaco Candeloro Nania e al presidente dell'istituto di assistenza e beneficena, Rodolfo Fiumara. Il prefetto, edotto dei fatti più recenti riguardanti la questione, s'è reso conto della necessità di una sua mediazione presso il competente assessorato regionale, perché si conceda maggiore flessibilità ai termini per la riconversione dell'Ipab, in maniera da dare al Comune la possibilità di rendersi conto, attraverso un esatto censimento, della portata reale del patrimonio attualmente amministrato dall'Ipab e di eventuali debiti e crediti ad esso riconducibili. Dell'entità di detto patrimonio, si ha attualmente una conoscenza generica e piuttosto superficiale, mentre pare che si sappia che la parte deficitaria ammonti a poco meno di 150.000 euro, cui andrebbe aggiunto il debito maturato nei confronti dei dipendenti, che non ricevono salario da parecchi mesi.
Tale deficit sarebbe facilmente sanabile colmando le lacune determinate dal mancato adeguamento dei canoni ai diversi affittuari di case e terreni dell'Istituto, rimasti
congelati da parecchio tempo. E che ci sia l'intenzione di regolarizzare quest'incomprensibile ritardo, l'ha promesso davanti al Prefetto il presidente Fiumara, il cui mandato ormai sta concludendo i quattro anni regolamentari. E per questo motivo, il capo del Consiglio d'Amministrazione farebbe bene ad essere sollecito, perchè non si dica che abbia fatto la proposta in zona Cesarini, per lasciare ad altri un'impresa che potrebbe risultare faticosa.

Fra' Galdino

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La mia foto
barcellona pg, messina, Italy
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