giovedì 3 novembre 2011

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: ECLATANTE MANIFESTAZIONE DI PROTESTA DEGLI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO "ENRICO MEDI"





Erano novecento, erano giovani e forti e sono...insorti.

Si parla , qui, degli studenti del liceo scientifico "E.Medi"di Barcellona, che stamani anzicché presentarsi nei cinque sparpagliati locali (stoltamente definiti scolastici) in cui vengono segregati dalla Provincia, si sono radunati in massa nel cortile dell'edificio stoltamente definito "sede centrale dell'istituto", per protestare contro chi ancora ritiene di doverli "abbindolare" con promesse ingannevoli sulla costruzione del tanto atteso plesso unico, per la cui attuazione non mancherebbero progetto ed area pianificata.
I ragazzi, dopo la simbolica occupazione dei giorni scorsi, si sono dati convegno sotto la sede della Presidenza per stabilire il da farsi, e là, tra il clamore degli slogan, hanno deciso di trasferirsi in corteo fino al Palazzo Municipale.
Al Municipio, una delegazione s'è fatta ricevere dal sindaco Candeloro Nania, con l'intento di ottenere, tramite l'Amministratore della Città, la possibilità di contattare il capo dellìamministrazione provinciale, Nanni Ricevuto.
Il sindaco s'è impegnato a organizzare un appuntamento col presidente della Provincia, al fine di consentire ad una delegazione degli studenti di ribadire direttamente i disagi che assillano gli studenti del "Medi".
I quali sono decisi ad effetuare una sortita in massa nel capoluogo, in occasione dello sperato appuntamento.
Per matenere alta la visibilità, gli studenti hanno stabilito di confluire domani davanti alla Basilica di San Sebastiano, per partecipare, con l'aiuto dei docenti, a lezioni in piazza.

mercoledì 2 novembre 2011

ADESSO SI SPERA CHE SIA LA MAGISTRATURA A SALVARE IL CUTRONI ZODDA CHIARENDO IL PERCHE' DI TANTI TAGLI E TRASFERIMENTI


"L’art. 32 della Costituzione Italiana, nel sancire la tutela della salute come ”diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità..."
Lo scrive l'amico Giuseppe nel sito FB del gruppo aperto "Salviamo l'ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto".
Se quanto detto è sacrosanto, è logico che, di fronte alla gravità della situazione che sta avvilendo la capacità operativa nel "Curoni Zodda", si dovesse arrivare, dopo tante lagnanze e proteste, all'intervento della Magistratura. Anche se a causare lo stato di disagio e d'insofferenza sia stato il comportamento della Regione Siciliana.
Ed ecco che, finalmente giunge la notizia di un'inchiesta giudiziaria avviata dalla Procura di Barcellona su quella che giuridicamente viene definita ipotesi di una interruzione di pubblico servizio, causata dalla soppressione di reparti, appunto nell'ospedale Cutroni Zodda.
E che nella generale opinione piuttosto che presunta sarebbe reale.
Effettivamente, tra i cittadini del vasto comprensorio sanitario afferenti al presidio ospedaliero di Barcellona, si è sempre avuta la sgradita sensazione d'un continuo stillicidio mirato a svuotare il potenziale di tale nosocomio.
Non sto qui a rivangare i continui pretestuosi tagli e trasferimenti che un po' alla volta hanno monconizzato reparti, con annullamento di servizi e riduzione di personale e posti letto.
Servirebbe soltanto per farci dire ahime, che scempio!
E allora ben venga l'avvio d'un'inchiesta giudiziaria, che possa fare ufficialmente luce
su ciò che la gente, stanca di sopportare, denuncia.
"Già stamani - scrive la Gazzetta del Sud - saranno interrogati, come persone informate, i primi medici ospedalieri." Sono gli stessi sanitari che, in occasione del trasferimento all'ospedale di Milazzo della divisione di ortopedia e traumatologia, avevano presentato esposti alla Magistratura e che a partire da oggi saranno sentiti dai Carabinieri, all'uopo delegati dalla Magistratura.
Era l'ora, che dalle parole si passasse ai fatti.

martedì 1 novembre 2011

MAGNIFICA CERIMONIA RELIGIOSA IN BASILICA PER L'INSEDIAMENTO DEL NUOVO PARROCO


ASSIEME A PADRE TINDARO E A TUTTI I SACERDOTI DELLA ZONA, L'ARCIVESCOVO ARCHIMANDRITA MONS LA PIANA HA CONCELEBRATO LA SANTA MESSA SOLENNE
IN UNA CHIESA GREMITISSIMA
DI FEDELI

Tra ieri e oggi, l'Arcivescovo Archimandri
ta di Messina, mons. Calogero La Piana, deve avere affrontato un quasi tour de force, essendo stato impegnato per la nomina dei tre Parroci in avvicendamento nelle Chiese di San Giovanni e San Sebastiano di Barcellona e Santo Stefano di Milazzo.
L'ultima solenne cerimonia d'insediamento è stata quella di stasera, nella gremita Basilica Minore di San Sebastiano Martire, dove il presule ha decretato la nomina di padre Tindaro Iannello, proveniente dalla Parrocchia di San Giovanni Battista.
E' stata una cerimonia commovente, durante la quale mons. La Piana, dopo aver fatto leggere ad un notaio il decreto di nomina, ha confermato l'insediamento con la formula di rito per poi procedere alla concelebrazione della Santa Messa, con la partecipazione del clero delle parrocchie del circondario.
Presenti in prima fila autorità civili e militari. Numerosi i fedeli appartenenti alla Parrocchia di San Giovanni Battista, dove per vent'anni padre Tindaro ha svolto la sua proficua attività pastorale.

PERDINDIRINDINA, STAVOLTA IL CAVALIERE REAGIRA' AL CROLLO DEI MERCATI CON CONSAPEVOLEZZA RIGORE E TEMPESTIVITA'




SOLO CHE I PINCHI E I PALLINI DUBITANO MOLTO

Pinco = Ciao Pallino, hai saputo del nuovo crollo...
Pallino = E' crollato qualche palazzo?
Pinco = Niente crolli d'edifici. Mi riferisco al disastroso crollo dei nostri titoli di Stato,
Pallino = Ah, il crollo delle borse, all'annuncio che la Grecia vuole indire un referendum sulle misure anticrisi...
Pinco = E lo sai che Berlusconi è convinto che è proprio questa decisione soltanto la causa di tutto lo scatafascio...
Pallino: Mentre lui non c'entra affatto, no? E' la solita solfa del cavaliere: che tutto va male per colpa degli altri...
Pinco = Mentre la vittima è lui, per colpa della magistratura, delle sinistre e dei giornali.
Pallino: Stavolta se la prende con quei poveracci dei greci, che protestano per le severe misure conseguenti all'aiuto della Banca europea.
Pinco : Ma c'è di più, non solo lui non c'entra assolutamente con le reazioni dei mercati, ma addirittura sta studiando il modo per far conoscere le contromisure di fronte a tanto sfacelo.
Pallino:= Ma davvero me lo dici?
Pinco = Poco fa il cavaliere ha fatto diffondere la notizia che è in costante contatto con Gianni Letta e Giulio Tremonti per preparare con "consapevolezza, rigore e tempestività" le misure coerenti con la lettera presentata al Consiglio Ue del 28 ottobre e da presentare al G20 che si terrà a Cannes giovedì e venerdì prossimi, 3 e 4 novembre.
Pallino = Hai detto con "consapevolezza, rigore e tempestività" ? Ho capito bene? Con la stessa consapevolezza, lo stesso rigore e la stessa tempestività usati finora per la finanziaria e per tutti gli altri problemi nazionali?
Per dindiridina...!!!


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lunedì 31 ottobre 2011

FORTE MANIFESTAZIONE DI PROTESTA PER LA CARENZA DI CASE


ORGANIZZATA DALLA FEDERCASA DI BARCELLONA SI E' SVOLTA CON CORTEO E COMIZIO












Si è svolta, con notevole partecipazione, l'annunciata manifestazione di protesta per la mancata costruzione di case popolari
Circa 400 famiglie con i bambini hanno sfilato i per le vie della città, in corteo vivace accompagnato da musiche, conclusosi con un comizio del segretario Federcasa Orazio Calamuneri, il quale ha sottolineato la gravità del danno provocato alla città dall’immobilismo edilizio popolare.
Venti anni senza edilizia economica e popolare hanno penalizzato generazioni di giovani coppie, costringendole a pagare spese insostenibili per l’affitto o imbarcarsi nell’avventura dell’acquisto con mutui spesso andati male a causa di una economia - quella barcellonese - che non sorregge queste spese.
"L’economia di questa città - ha precisato Calamuneri - costringe il 40% della popolazione a non poter fare a meno di case popolari, pena gli sfratti o un profondo peggioramento della qualità della vita, che poi si ripercuote nella stessa economia generale: minori acquisti nei negozi e meno incassi per i commercianti2.
Poiché l’edilizia economica e popolare (che darebbe lavoro pure agli edili, ora disoccupati) a Barcellona P.G. è indispensabile, è ovvio che occorre una inversione di tendenza.
Stando così le cose, Calamuneri ha annunciato che "il comitato di lotta formato soprattutto da donne molto combattive, sul tema della casa non mollerà e si preannunciano nuove e più clamorose proteste".

PRECISAZIONI DEL DOTT. COSTA SULLA CASA VENDUTA DELL'ON. NINO PINO BALOTTA


RICEVIAMO UNA MAIL DAL DOTT. NINO COSTA PRESIDENTE PRO TEMPORE DEL Comitato "Pro Nino Pino Balotta", FACENTE RIFERIMENTO ALLA VENDITA DI PARTE DELL'EDIFICIO LASCIATO IN EREDITA' AL PCI DALL'ON.NINO PINO BALOTTA

"Gentile prof. Cilona, la ringrazio per avere pubblicato il documento che il Comitato pro Nino Pino Balotta nel Centenario della Nascita spedì ai Tesorieri DS di Roma e di Messina, avendo ricevuto dal Tesoriere DS, Angelo Libetti, il Comunicato, inviato anche alla Gazzetta del Sud, col quale si smentiva l'esistenza di una trattativa di compravendita.
Come Lei sa Il Comitato per il centenario della nascita dell'On. Nino Pino Balotta, come tutti i Comitati simili, ha un inizio ed una fine avendo esaurito il suo compito. Quindi si può dire, oggi 31 ottobre 2011, che il Comitato ha finito di esistere alla fine delle sue attività: Maggio 2010.
Avendo avuto l'onore di Presiedere il suddetto Comitato non potevo da tempo intervenire più a nome dello stesso nè lo potrei fare oggi.
Mi sento in obbligo di dire che ho avuto modo, agli inizi di questo anno, di esprimere il nostro dolore ed il rammarico per l'azione, che ci ha colti di sorpresa, decisa dai tesorieri nazionale, regionale e provinciale, di vendere una parte dell'immobile, lasciando in proprietà per un uso da definire solo il piano terra, ma Lei sa che si devono amministrare crediti e debiti per chiudere la fondazione DS, si immagini cosa significa avere già venduto Botteghe Oscure simbolo nazionale del PCI prima e dei DS poi.
Se avessimo potuto fare una raccolta fondi ci saremmo cimentati volentieri; purtroppo le chiacchiere non si possono trasformare in moneta contante.
La presente perchè leggo notizie imprecise e comunicazioni concepite più per la propaganda che per la soluzione dei problemi da risolvere in base esclusivamente al diritto e alla legittimità.
Per questo le chiedo di pubblicare a titolo personale quanto sopra promettendomi di dare ulteriori elementi di giudizio e rivelazioni in occasione della presentazione del recente libro su Nino Pino Balotta scritto dal prof. Giuseppe Alibrandi con documenti da noi forniti.
Colgo l'occasione per inviarle i miei saluti.
Nino Costa"

BISOGNA SOTTOLINEARE CHE LA STILETTATA RIGUARDANTE NOTIZIE IMPRECISE NON E' RIFERITA A QUANTO SCRITTO DA "barcellonablog"(NDR)

SI PARLA DI TERRORISMO MENTRE S'IGNORA CIO' CHE EFFETTIVAMENTE TERRORIZZA I CITTADINI


"Ho paura, ma non per me, perchè io sono protetto, bensì per le persone che potrebbero non essere protette e diventare bersaglio di violenza politica che nel nostro Paese non si è del tutto estinta".
Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, evocando poco responsabilmente il rischio d'un risveglio del "terrorismo".

Un'evocazione che, anche se dovesse avere un fondamento, il ministro avrebbe fatto bene a non pubblicizzare.
Di terrorismo, caso mai, si dovrebbe parlare, constatando ciò che accade in fatto di igiene ed ecologia pubblica.
C'è, per esempio, da terrorizzarsi di fronte al costante rinnovarsi del pericolo per la salute di noi cittadini, che pur avendo pagato fatture tardivamente ritenute erronee, siamo continuamente costretti a subire lo sconcio di reiterate emergenze per l'accumulo di rifiuti in ogni angolo della nostra città.
Da domani entra in funzione operativa l'appalto con "Dusty", l'impresa alla quale è stato affidato il servizio nel comprensorio di ATO ME 2, e si dovrebbe porre speranza su un rovesciamento della situazione, in considerazione del fatto che l'azienda si presenta con una reputazione positiva.

Ciononostante, il cittadino, rimane sulle spine, consapevole del decorso incerto che sta facendo la cosiddetta riforma degli ATO.
E si domanda
se debba durare ancora l'agonia dell'AmbitoTerritoriale nostrano, soggetto a commissariamento ormai da oltre un anno e tuttavia ingarbugliato, oltre che in irrisolti debiti, nella questione di lana caprina sorta dopo l'invio di fatture sbagliate, su cui riflettere.
P
er fare ciò, il Commissario Salvatore Re ha chiesto cinque mesi di tempo, con conseguente sospensione del pagamento per chi ancora non aveva ottemperato. Ma per chi ha già versato se errori risulteranno, come si compenserà?
Su questo il commissario, ing. Re, dovrebbe dare una risposta chiarificatrice.

domenica 30 ottobre 2011

TORTORE A JOSA, IN QUESTA CITTA' SENZA CONTROLLO











































Sono le 16,30 ora solare.
Sui fili del telefono che scorrono sull'aranceto dietro casa mia, prima ancora che il sole tramonti, hanno già cominciato a radunarsi le tortorelle che ormai hanno prepotentemente "fissato dimora" tra i rami dei pini del mio giardino.
Nella foto accanto se ne possono contare 21, ma nel filo resta ancora spazio per tante altre che giungeranno tra poco.
All'imbrunire saranno pronte, per spiccare il volo e raggiungere i loro nidi, tra i rami dei pini e di qualche altro grosso albero del giardino.
Sono tortore domestiche e adesso sono diventate fin troppe.
Nel giro di quattro-cinque anni si sono riprodotte in maniera sbalorditiva. dopo che - si dice - alcune coppie allevate da un signore, erano state lasciate libere, in seguto alla sua morte..


PARROCI CHE SI AVVICENDANO E COMMOSSI COMMIATI COI FEDELI



<= Padre Turrisi.........padre Iannello=>


Il cambiamento dell'ora mi ha consentito stamattina di andare ad ascoltare la Santa Messa nell'antica artistica Chiesa di San Giovanni.
E - guarda caso - è stata l'occasione per assistere al commiato di padre Tindaro Iannello ai suoi fedeli, che egli lascia dopo vent'anni di cura parrocchiale, per avvicendamento disposto dalla Curia.
E' stato infatti trasferito alla Arcipretura di San Sebastiano, il Santo Patrono di Barcellona.
A conclusione della cerimonia eucaristica, don Tindaro, dopo avere ricordato che domani, alla presenza del Vescovo, sarà inaugurata la riapertura della Chiesa del SS. Crocifisso, rimasta chiusa per lavori di restauro, ha salutato i presenti con parole sobrie - com'è il suo stile - ma visibilmente commosso.
Padre Tindaro Iannello, che nella Parrocchia di San Giovanni lascia un ricordo indelebile, per quanto amorevolmente e con sagacia ha fatto nella sua lunga permanenza, ha anche il merito di essersi occupato instancabilmente per restituire al culto la vicina Chiesa del SS. Crocifisso, tradizionalmente cara ai fedeli di Barcellona.
Nella Parrocchia di San Giovanni, a sostituirlo, è stato designato padre Giuseppe Turrisi, da tredici anni parroco dell'arcipretura di Santa Maria Assunta, di Castroreale.
Il nuovo parroco di San Giovanni ha celebrato in quel duomo l'ultima Messa domenica scorsa, in vista del detto avvicendamento, congedandosi anche lui dal suo "popolo" con parole commosse.
Della lunga permanenza di padre Giuseppe a Castroreale, come per quella di padre Tindaro a San Giovanni, resterà un ottimo ricordo per la cura pastorale e il notevole apporto per il restauro di diverse chiese chiuse o in attesa di restauro da decenni.
Al suo posto è stato designato padre Antonio Alfieri, proveniente da Camaro.

sabato 29 ottobre 2011

SPUNTA L'ARCOBALENO, TORNA IL SERENO

Questo pezzo fa parte di un post da me scritto tre anni fa. Sembra cadere a fagiolo in quanto ad attualità: a parte qualche discrepanza atmosferica.

FOTO: L'arcobaleno visto da Centineo

Un vento tra scirocco e libeccio soffia in tutta la fascia tirrenica della nostra Isola. Da Palermo a Messina la furia del vento ha finora (ore 11,38) frenato lo scatenarsi della pioggia, per cui, anche a Barcellona, s'è instaurata un'atmosfera che sembra più marzolina che prenatalizia. Anche il tempo sembra mettersi in linea con la crisi economica che ci sta attanagliando.
Sembra che si stia parlando di due cose completamente diverse, anche se il loro comune fattore determinatore si può chiamare crisi.
Ma a ben riflettere non vi sembra che anche l'origine potrebbe essere unica?
Sì, a mio modesto parere, è unica la causa, perchè se storture si registrano nel tempo e una iperbolica crisi finanziaria imperversa nella società, entrambe hanno alla loro origine l'ingordigia e l'insipienza dell'uomo.
Siamo noi che, con il nostro egoismo, stiamo inquinando inesorabilmente il pianeta, e ancora noi che, con la globalità del nostro consumismo e l'avventurismo finanziario, ci stiamo impigliando in una delle peggiori crisi economiche planetari.
Stamani, sulla nostra città, c'è stato un tentativo di pioggia, il vento non ha consentito che durasse a lungo e, verso le undici, nel cielo grigio s'è affacciato un ampio arcobaleno.
La canzone vuole che con l'arcobaleno torni il sereno.
Sarà così per tutto? Anche per questa nostra società, che sembra avere davanti a sè prospettive non certamente ottimistiche?

C'è chi dice che l'ottimismo non ci deve mai abbandonare, neppure quando ci accorgiamo che la sera non c'è neppure il pane per la cena.
"Moglie mia, che cosa c'è per cena, stasera?" - fa dire Vauro al protagonista di una sua vignetta - "Niente"- risponde la moglie - "E allora - ribatte il marito - dammene una doppia porzione".

STANCHI DELLE PROMESSE A VUOTO GLI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO "E. MEDI" OCCUPANO LA SEDE CENTRALE DELL'ISTITUTO


COSTRUIAMO IL "MEDI" TUTTI INSIEME.

IL NOSTRO INCUBO?

IL FUTURO.
SVEGLIAMOCI INSIEME



Con questi tre slogan, gli studenti del liceo scientifico "E. Medi" di Barcellona, da stamani, hanno riavviato la loro azione di protesta per la mancata attenzione delle istituzioni verso i problemi che affliggono la loro scuola.
Dopo avere partecipato all'assemblea d'istituto che, ieri, per mancanza di locali idonei, hanno dovuto tenere all'aperto nel giardino pubblico Oasi di Piazza San Sebastiano, i ragazzi hanno deciso di avviare una forma di protesta drastica occupando la sede centrale dell'istituto - che è in effetti uno dei molteplici edifici privati in cui le numerose classi sono disseminate - , e così da oggi presidiano la scuola, dandosi il turno a gruppi.
Resta tuttavia aperta la segreteria, perché gli studenti non intendono violare il diritto al lavoro del personale scolastico, ma anzi sono convinti che la manifestazione intende essere a favore di tutti: segretari, docenti, personale ATA, studenti e dirigente scolastico.
E a tale proposito, in un volantino, precisano che "questa 'occupazione' non vuole svalorizzare l'impegno assiduo del nostro dirigente scolastico che ci ha sempre appoggiato nelle nostre proteste".
Se cercano visibilità - affermano i ragazzi del "Medi" è "per rendere consapevoli tutti delle disastrose condizioni in cui sono costretti a frequentare la scuola", che è sparpagliata in una
cinquina di sedi diverse, di cui quattro in edifici privati, non tutti in condizioni di sicurezza e di abitabilità scolastica.
Si sentono scoraggiati dalle continue prese in giro degli anni precedenti, avendo giocato inutilmente tutte le carte e provato a sollecitare la Provincia con qualsiasi altra forma di protesta. Per cui a maggioranza hanno deciso di approvare l'occupazione, ritenendola la maniera migliore per manifestare la propria indignazione nei confronti delle istituzioni.

PER CARITA', SMETTETELA D'INFIERIRE SULLA SALUTE DEI CITTADINI SPOGLIANDO IL "CUTRONI ZODDA"

QUESTE FOTO DOCUMENTANO L'INTERESSAMENTO DEL MANAGER POLI ALLA CREAZIONE DI UN IMPORTANTE CENTRO CHIRURGICO AL "CUTRONI ZODDA"

IN UNA DI ESSE UN GRUPPO DI SCOLARETTI - CHE ADESSO SONO GIOVANOTTI - INVADE FESTOSAMENTE LA SALA DI CHIRURGIA DURANTE L'INAUGURAZIONE


SOTTO: FRANCESCO POLI MENTRE PRONUNCIA IL DISCORSO INAUGURALE


Ancora un'azione che sembra rivolta a spogliare delle sue pretrogative l'Ospedale Cutroni-Zodda di Barcellona.
Proprio in questi giorni il direttore sanitario dell'Asp Me Santo Conti ha disposto la sospensione temporanea dell'attività ordinaria di chirurgia nel nosocomio barcellonese, consentendo soltanto il mantenimento di quella ambulatoriale nelle ore diurne.
Il che toglie la possibilità d'interventi in emergenza e impone la necessità di trasferire i pazienti da sottoporre a consulenza chirurgica, dal pronto soccorso del Cutroni Zodda all'ospedale di Milazzo. Dove ormai da tempo il disagio è divenuto palmabile a causa dell'eccessivo affollamento, dovendosi far fronte alle esigenze di due comprensori sanitari.
La nuova disposizione ovviamente è servita soltanto ad aumentare la preoccupazione dei cittadini del territorio che dovrebbe essere servito dal Cutroni-Zodda ed ha avuto eco in Consiglio Comunale, dove il consigliere Filippo Marte, cardiologo, ed il sindaco Candeloro Nania, pediatra, si sono trovati d'accordo nell'annunciare che, preoccupati e tuttavia speranzosi di comprensione, si sono rivolti al dott. Francesco Poli, commissario all'ASP di Messina, dalla cui direzione è purtroppo partita la poco rassicurante disposizione spoliativa.
A tale proposito, mi corre l'obbligo di ricordare che il 16 settembre scorso "barcellonablog", dando la notizia del "ritorno" di Francesco Poli a Messina in qualità di commissario presso l'Asp dela nostra provincia, ha espresso notevole fiducia nella comprensione del dott. Poli verso le reali esigenze del "Cutroni-Zodda". E ciò perché era ancora vivo il ricordo di quanto l'allora manager dell'Asl 5 di Messina, dott. Francesco Poli, avesse fatto per "modellare" il nuovo ospedale di Barcellona.
E infatti vale la pena ricordare che è stato proprio durante la sua gestione che venne completata e inaugurata con la sua presenza la grande moderissima sala operatoria del nosocomio.
Le foto che riproponiamo parlano chiaro in questo senso.
E ci fanno auspicare che la speranza espressa dal consiglio comunale in un suo interevento riparatore non voglia essere delusa.

venerdì 28 ottobre 2011

ALLA NOTIZIA CHE IL PROGETTO PONTE E' STATO MOLLATO SEL INVITA IL GOVERNO A STORNARE I FONDI PER ALTRE OPERE UTILI


COMUNICATO SEL

Per quanto non se ne comprende la buona fede solo pochi creduloni ancora sperano nell’attraversamento stabile sullo stretto di Messina.

Qualche mese addietro la U.E. e ora anche il parlamento, nella seduta di ieri, hanno abbattuto, finalmente, il reticolato della propaganda governativa e dell’apparizione profusa, su misura, dai cortigiani di basso profilo o meglio definiti: i replicanti del capo.

Una litania durata fin troppo, costata circa cinquecento milioni per somme spese dalla società dello stretto presieduta dal Dr. Ciucci, con l’unico intento di illudere la gente magari stanca di assistere ogni giorno al depotenziamento del sistema trasportistico su rotaia da e per il continente o di vedere naufragare, per precise colpevoli responsabilità, la metropolitana del mare.

In pochi minuti il governo ha mandato alle ortiche tutte le promesse sfornate agli italiani, e soprattutto alle comunità delle due sponde, dal suo Ministro alle infrastrutture Altero Matteoli.

Ora secondo SEL si faccia in fretta per destinare le restanti somme, pari a un miliardo e 770 milioni, non sciupate dalla società Stretto di Messina, alla bonifica e al risanamento del territorio della Città e della provincia squarciato dalle frane e dagli smottamenti a seguito delle alluvioni degli anni scorsi. Il governo nazionale non è stato capace di rispettare gli impegni assunti con le popolazioni interessate e restituire loro un tetto e condizioni di vita dignitose. Dare risposte agli sfollati e a quanti sperano di poter ritornare alla normalità è un dovere morale ed è altrettanto urgente atteso che è trascorso, dai fatti, tanto ma tanto tempo. Il Sig. Sindaco di Messina anziché impensierirsi in ordine alla reperibilità dei fondi per realizzare il ponte con proposte ingannevoli perché si sa abbastanza bene che i privati non investiranno mai un centesimo sull’opera, pensi a fare uscire dalla marginalità sociale ed economica la Città ed impegni il suo tempo a contrastare il depotenziamento dei servizi ferroviari sullo stretto con il dimensionamento del numero di navi traghetto impegnate, la drastica riduzione dei treni a lunga percorrenza e all’ammodernamento infrastrutturale del sistema ferroviario. Salvatore Chiofalo – Segretario Prov.le SEL- Daniele Ialacqua Coordin. Circolo Matteo Cucinotta.

FINALMENTE , DOPO ANNI DI CHIUSURA, PER INAGIBILITA', LA CHIESA DEL SS. CROCIFISSO VIENE RESTITUITA AL CULTO


LA BUONA NOTIZIA CI VIENE COMUNICATA DALL'ARCHITETTO DANIELA MOTTA CHE HA DIRETTO I LAVORI DI RESTAURO DELL'ANTICA CHIESA


E’ fissata per giorno 31 Ottobre alle ore 18:00, l’inaugurazione per la riapertura della Chiesa del SS. Crocifisso che verrà finalmente restituita alla comunità barcellonese.

La chiesa, chiusa dopo che un’ordinanza comunale l’aveva dichiarata inagibile, per la caduta di alcune porzioni di intonaco, è stata restaurata dalla parrocchia di San Giovanni ed ora è pronta per essere riaperta al culto.

Fondata nel 1663, la chiesa del SS. Crocifisso è, insieme alla vicina Chiesa di San Giovanni, una delle chiesa più antiche di Barcellona. Poche le notizie storiche sulla sua nascita e sulle varie trasformazioni subite; dopo la fondazione venne utilizzata fino alle metà dell’ 800 circa, quando,sconsacrata e quasi del tutto abbandonata, venne nuovamente riaperta al culto alla fine dello stesso secolo. L’intervento di restauro effettuato, ha però fornito una serie di informazioni importanti e basilari per la comprensione dei cambiamenti subiti nel corso dei secoli, come ad esempio la chiusura delle originarie finestrelle dei campanili, ritrovate durante i lavori, per evidenziare la posizione delle quali si è deciso di lasciarne le traccia sul nuovo intonaco.

I lavori, diretti dall’Arch. Conservatore Daniela Motta, sotto il controllo della Soprintendenza di Messina, hanno riguardato sostanzialmente il rifacimento del manto di copertura, la cui sconnessione aveva provocato ingenti infiltrazioni di acqua ed il rifacimento degli intonaci esterni, oltre che una sommaria pulitura e ripresa dell’interno proprio per consentirne la riapertura. I fondi necessari all’intervento, sono stati finanziati dalla parrocchia di San Giovanni con l’aiuto di una serie di contributi dati dalla cittadinanza, dalle imprese che hanno eseguito i lavori e dagli sponsor.

Giorno 31, quindi, sarà possibile accedere nuovamente all’interno di questa chiesa; la cerimonia di inaugurazione coinciderà inoltre con il passaggio di Padre Tindaro, ormai da molti anni parroco della Parrocchia di San Giovanni Battista, alla parrocchia di San Sebastiano dove, a partire dal 1 novembre, sarà appunto trasferito, rivestendo le vesti di Arciprete della città di Barcellona.


"UN MALDESTRO GESTO DI BUON SENSO"




COSI' E' INTITOLATA UNA LETTERA DEL DESIGNER NINO BUCALO ALL'ASSSESSORE COMUNALE MIMMO SCOLARO

E siamo al secondo caso.
Dopo la questione sorta tra l'artista Emilio Isgrò e il Comune di Barcellona sul "Seme d'arancia", un'altra ne nasce tra il designer Nino Bucalo -architetto, progettista d'oggetti, creatore e produttore di artistici arredi in ferro battuto - e la stessa Amministrazione di Palazzo Longano.
Il fatto è semplicemente sconcertante: e con una lettera - dal cappelletto ironico ma dalla conclusione aspra - ce lo fa conoscere Nino Bucalo.
La missiva, indirizzata all'Assessore Domenico Scolaro, nella sua qualità di responsabile dei Parchi, Piazze, Verde Pubblico ed Arredo Urbano etc., così s'esprime testualmente:
"Gentile Assessore Domenico Scolaro del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, responsabile dei: Parchi, Piazze, Verde Pubblico ed Arredo Urbano etc.
Desidero manifestarle la mia soddisfazione professionale nel vedere le due belle panchine in ferro che ha recentemente fatto costruire e poi collocare davanti all'antica chiesa dell’Immacolata (1702) sita nella via Immacolata a Barcellona Pozzo di Gotto e ancor più desio esprimerle i miei sentiti complimenti per il buon gusto e la grande sensibilità intellettuale che ha dimostrato scegliendo di copiare la mia panchina “LAPO” che ormai da anni arreda la piazzetta Provinciale in via Del Mare a Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
Devo informarla, ahimè, che il disegno della panchina LAPO, così come gran parte della mia produzione, è protetto da brevetto europeo regolarmente iscritto col N. 000473954-0001 (con scadenza il 02-02.2015) al Registro Disegni e Modelli Comunitari presso U.AM.I.(Ufficio Per L'Armonizzazione Nel Mercato Interno) con sede ad Alicante Spagna (Avenida de Europa, 4 Apartado de Correos 77).
Per cui darò incarico ad uno studio legale consulenti in proprietà industriale con sede a Milano di procedere al riconoscimento del danno economico e professionale derivante dal furto del risultato del mio lavoro, studio e ricerca. Grazie, per la cortese attenzione.
Con osservanza Nino Bucalo"

giovedì 27 ottobre 2011

ATO MESSINA 2: ASPETTANDO ...UN COMUNICATO DELL'ING. RE SULLE CARTELLE TIA SOTTO ACCUSA



"Nel corso della presentazione delle modalità di avvio del servizio RSU e dell'organizzazione da parte della società Dusty, avvenuta stamattina 27/10/2011, il Commissario liquidatore Ing. Re, ha anticipiato che nella giornata di oggi diramerà un comunicato stampa per avvisare la cittadinanza che la scadenza del pagamento Tia 2010 prevista per il giorno 31/10/2011 sarà differita di mesi 3 in attesa di verificare gli eventuali errori segnalati dalle Amministrazioni interessate al pagamento, con particolare riferimento al Comune di Barcellona P.G.."

Leggeremo l'annunciato comunicato dell'ing. Re e quanti già ci siamo premurati a saldare la fattura con scadenza 31/10/2011 , se non avremo un chiarimento su ciò che si farà per ripagare eventuiali errori, ci mangeremo il fegato per essere stati corretti e puntuali.
Ci dirà, nel suo comunicato, qualcosa di comprensibile e accettabile sulla modalità di eventuali restituzioni o conguagli?

UNA MOZIONE DEL GRUPPO IDV APPROVATA ALLA CAMERA IMPEGNA IL GOVERNO A RINUNCIARE AL FINANZIAMENTO PER IL PONTE SULLO STRETTO


Una mozione presentata alla Camera dal gruppo Italia dei Valori stronca i finanziamenti dello Stato previsti dal Governo per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. L'iniziativa di Di Pietro è stata approvata contro il parere dell'esecutivo, con i voti favorevoli dell'opposizione e l'astensione dei deputati di maggioranza presenti in aula. La mozione, che prima d'essere presentata era stata oggetto dell'attenzione del nuovo vice ministro Aurelio Misiti con un tentativo di modifica, impegna l’esecutivo “alla soppressione dei finanziamenti che il Governo ha previsto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, pari complessivamente a 1 miliardo e 770 milioni di euro, di cui 470 milioni per il solo anno 2012 quale contributo ad Anas s.p.a. per la sottoscrizione e l’esecuzione – a partire dal 2012 – di aumenti di capitale della società Stretto di Messina s.p.a.”. Tutto ciò è avvenuto, nonostante le reiterate assicurazioni recentemente espresse dal Ministro Matteoli, che ottimisticamente aveva asserito che, per la costruzione del ponte, si sarebbero reperiti i necessari finanziamenti sul mercato, "come previsto dal piano allegato al progetto definitivo, essendo la costruzione del ponte una priorità essenziaòe per lo sviluppo del sistema dei trasporti in Italia".
Una priorità tuttavia non riconosciuta a livello europeo.

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