
sabato 1 dicembre 2007
PICCOLO LIFTING AL BILANCIO 2007

venerdì 30 novembre 2007
IL DIFFICILE AMOR DI PATRIA

Partendo dall’assunto di Massimo D’Azeglio, secondo cui era stata fatta l’Italia, ma restava fare gli Italiani, il prof. Santi Fedele, relatore dell’incontro svoltosi stasera nel salone della Corda Fratres , ha tracciato attraverso un chiaro exursus storico la difficile strada percorsa, in un secolo e mezzo, per la formazione dell’auspicata identità nazionale, nell’Italia unificata. Dopo avere illustrato la molteplicità dei mezzi, non sempre efficaci, utilizzati dalla nuova classe politica per suscitare l’amor patrio nell’animo di gente fino a ieri vissuta in condizioni di separatezza e in situazioni socio-politiche disparate, il prof. Fedele ha evidenziato la modesta positività dei risultati, inficiati da una serie di limiti e contraddizioni, che anziché indurre ad un’unica identità nazionale avrebbero portato addirittura all'affermazione di diverse Italie. A ciò, nel tempo, si aggiunse il deleterio apporto della dittatura, che con la sua propaganda tese a fare identificare il fascismo con il concetto di nazione. A colmare la misura sopravvenne l’effetto devastante dell’armistizio dell’8 settembre, che per l’immagine unitaria del Paese, fu una ferita talmente grave da superare la tragicità della sconfitta di Caporetto. Finita la seconda guerra mondiale, con la insanguinata appendice della Resistenza, che per certi aspetti assunse i connotati di una vera e propria guerra civile, sorse la necessità di ricostruire materialmente, politicamente e moralmente
Francesco Cilona
BISOGNA(VA) CAPIRLO

La frenata del cavaliere è stata repentina. Dopo l’improvvisa accelerata dal predellino della Mercedes, in Piazza San Babila, Berlusconi ha dovuto fare i conti con la vecchia guardia di Forza Italia e, ascoltando i suggerimenti moderatori di Letta, ha messo il piede sul freno per innestare la marcia indietro. “Forza Italia non si scioglie –sostiene adesso- ma si fa ugualmente il partito nuovo ed avrà la funzione di un grande contenitore". Poi qualcuno gli ha ricordato che il grande contenitore può pure essere uno scatolone di cartone e lui, per evitare che i soliti “satiri” lo degradassero chiamandolo “partito di cartone”, ha deciso che non si dovrà più parlare di partito contenitore, ma di partito rete: una rete da buttare nel mare ormai torbido della politica italiana, per catturare pesci grandi e piccoli: partiti, movimenti, circoli e singole persone pronte a farsi irretire...
Gli adescati potranno far parte di entrambi i partiti ed essere quindi titolari di due tessere. Con tale nuovo stratagemma, l’ex presidente dell’ex Casa delle libertà, crede addirittura di riuscire a ridare nuova linfa alla Cdl, che nella foga di San Babila aveva strozzato e ridotto ad ectoplasma. Ma che cosa pensano di tutto ciò gli ex alleati dell’ex Casa delle libertà? Intanto continuano a guardare le evolinvoluzioni del cavaliere con diffidenza , dicendo di non riuscire a capirle. Fini attende ancora di sapere se Berlusconi è rimasto fedele all’idea di avere le mani libere o se riconosce d’avere sbagliato quando ha preteso di buttare via il bipolarismo. Casini fa addirittura il sarcastico, dicendo che lui già da un anno sostiene di non capire Berlusconi. Forse avrebbero fatto meglio se l'avessero capito quando, con la loro complicità, è riuscito a farsi le leggi ad personam. Comunque, stasera entrambi gli ex di Berlusconi potranno cominciare a capirlo pienamente, alla luce dell’incontro dell’ex premier con Veltroni.
DIBATTITO ALLA "CORDA"

giovedì 29 novembre 2007
U PAISI DI CAMPANEDDI

Don Babà: Ah, sì. E comu ti sistemi?
Giufà: Jarmu n’attività tutta patticulari, ‘nta na zona storica di Baccialona.
DonBabà: Spiechiti megghiu:
Giufà: O Comuni, un cunsigghieri di fozza italia prisintò, l’autru jonnu, na proposta a faùri di deci cristiani che saranno capaci di japriri putìi speciali, undi si ponnu vindiri cosi speciali.
DonBabà: Ma chi cavulu sta dicendu: speciali di ccà, speciali di ddà. Ti vo spiecari na vota pissempri.
Giufà: Vadda, leggi ccà, nta stu giunnali.
Don Babà: E liggemu! “Salvatore Coppolino, consigliere di Forza Italia, ideatore dell’iniziativa che mira ad incrementare l’apertura di nuovi esercizi commerciali, propone al Comune di incoraggiare, con contributi, quanti intendono farlo, soprattutto nel campo della ristorazione, e inizialmente in due zone particolari: Massalini ed ex pescheria di via Longo. Saranno ammesse dieci imprese, alle quali sarà corrisposto un contributo a fondo perduto di diecimila euro”.
Giufà: Non è bona l’idea? Iò mi jettu subbitu a tuffu ntà stamprisa . Cu decimila euri ci fazzu a vitiri chiddu chi sacciu fari. E sapiti undi mi piaci japriri, a me attività tipic
DonBabà: Undi?! Nto ciumi?
Giufà: No, a piscaria.
DonBabà: A vindiri pisci! Pisci tipici di zona?
Giufà: Ma vui mi stati sfuttendu. Vi fazzu a vitiri iò, poi.
DonBabà: Ma sa piscaria hannu sempri dittu chi l’hannu a sdirrupari,, assemi e casotti undi na vota c’erunu i bucceri e autri putieddi, ora tutti chiusi, picchì s'avaffàri na bedda chiazza. Manzùmma, a ccù amu a critiri. Mamma, chi paisi! Mi pari u paisi di campaneddi !!!
FOTO//La via Longo e la vecchia pescheria
mercoledì 28 novembre 2007
LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANINI
Berlusconi oggi ha detto che Forza Italia non si scioglie. Quindi resta, il suo partito che tante soddisfazioni gli ha dato.
E del nuovo partito del popolo della libertà, che ne sarà?
Certamente dopo tutto il teatro che ha fatto a San Babila, il cavaliere non potrà certamente sconfessarsi, strozzando il neonato, mentre è ancora in fasce.
Cosicchè anche il nuovo partito avrà vita.
Tanto il Berlusconi che ha saputo moltiplicare vertiginosamente ricchezze e potere, potrà pure permettersi di moltiplicare i suoi partiti.
Peccato però che ancora non ha pensato a cimentarsi nella moltiplicazione dei pani, così come fece duemila anni fa il Nazareno.
Con il grande rincaro che il pane sta facendo registrare in questi giorni, farebbe davvero un grosso affare.
Non potrebbe farci un pensierino, il grande affarista?
Fra Galdino
BARCELLONA-MILAZZO E LA DOPPIA MELA

Mentre si parla di come attuare il sogno dell'aeroporto del Mela - che dovrebbe sorgere nella piana di Barcellona e Milazzo - rispunta l'ectoplasma del Consorzio del Mela. Di quel carrozzone che, pur non avendo mai realizzato granchè di positivo per il territorio consorziato, adesso ricompare con una improvvisa gabella, di pochi euro, sì, solo undici, ma alquanto significativa, in quanto dovrebbe rappresentare l'equivalente della quota annuale associativa. Come dire:"Pagaci questa modesta somma, che servirà a testimoniare che il consorzio del Mela ancora esiste", anche se in realtà si tratta di un semplice "zombi". Ma spettri del genere, o fanno paura o fanno arrabbiare. E si spera che paura non facciano, perchè prima o poi deve pur esserci un'Autorità che confermi ciò che già diversi anni fa è stato sancito: che gli enti inutili erano destinati alla cancellazione dal quadro estenziale di questa nostra società, già fin troppo oberata di balzelli.
Gli agricoltori e i proprietari terrieri di Barcellona, Milazzo e altri centri consorziati sono ormai stanchi, come d'altronde tutti noi contribuenti, di dovere fare fronte all'incalzare delle bollette (luce, acqua, gas, telefono, ATO, eccetera) sempre più esose. D'altronde adesso gli abitanti di questo nostro territorio, in avanzata via di degrado socio-economico, hanno un altro grosso problema d'affrontare, sorto col pretesto di ridare fiato all'economia della zona. Un progetto che pur esso fa stranamente riferimento al "Mela". E' il tanto "atteso" aeroporto del Mela,
fortemente auspicato e sostenuto dal Presidente di un altro ente anch'esso superato, almeno nell'opinione pubblica: la Provincia Regionale. Tale presidente è tanto affascinato dalle rotte aeree che s'è addirittura dimenticato dell'esistenza delle strade terrene di questa nostra provincia. Basta uno sguardo superficiale alla realtà viaria provinciale, per averne coonferma. Ma cosa si potrà fare per compensare la carenza delle strade terrene con quelle quelle del cielo? Una sola cosa, che c'è in tutte le provincie sicule tranne che in quella di Messina: un bello aeroporto, che partendo dalla pianura di Camicia si estenda verso il Comune di Milazzo. Un'aerostazione talmente strategica da costituire l'unica grande occasione per il decollo del turismo nostrano. Uno scalo aereo che garantirebbe un flusso turistico a sei cifre (700.000 passeggeri l'anno) , con un giro economico e un incremento occupazionale davvero incentivanti.Però c'è un ma: per realizzare quest'opera da sogno, occorrono centomilioni di euro, in parte richiedibili alla Regione (35.000.0000) e per il resto da reperire diversamente.
Ma come? Coinvolgendo la finanza privata.
E in che modo? Ancora non si sa.
Si dice ricorrendo al cosiddeto "project financing", che tradotto in volgare vuol dire progetto finanziante, ma del quale non sono in grado di parlare, visto che di questa materia sono completamente digiuno.
Fra Galdino
lunedì 26 novembre 2007
NO ALL'UNDICESIMO ASSESSORE
E giustamente, se si guarda all'attuale composizione del Consiglio di Palazzo Longano, dove i sostenitori dell'amministrazione Nania superano i due terzi, quanti cioè necessitano per l'elezione del "difensore", chi ci garantisce che non sarà attuata un'operazione tutta politica e di convenienza per il controllato? Stando così le cose, non avremmo davvero, come già è stato altre volte, una poltrona in più per aiutare a risolvere i problemi interni della maggioranza? Quale quella di sistemare qualche trombato insoddisfatto o di dipanare certe matasse nate dalla lite con alleati delusi e amareggiati.
Sulla base delle sue preoccupazioni, Rifondazione fonda la sua proposta di un nuovo percorso che, modificando lo statuto comunale, consenta l'elezione diretta del difensore civico e la concessione al ruolo di maggiori poteri di controllo. Inoltre, a giudizio dello stesso partito, i candidati dovrebbero essere estranei a partiti e movimenti politici, e il trattamento economico all'incaricato di molto ridotto rispetto all'attuale.
Francesco Cilona
domenica 25 novembre 2007
B.P.G. META TURISTICA
Trak: Ah, sì? E come?
Trik: Semplicemente: facendosi trainare dalla squadra di calcio, che rappresenta la nostra città.
Trak: Cioè dalla Nuova Igea?
Trik: Ma sei ancora all’epoca dei barboni? La nuova “Nuova Igea” non è più Nuova Igea, ma Igea-Virtus.
Trak: Ah, sì, è vero. Dimenticavo che ormai da anni la “Nuova Igea” ha ripreso il nome della vecchia “Igea-Virtus”. Come sono smemorato! Ma dimmi, Trik, come farà la squadra a trainare Barcellona e farla diventare metà turistica? Ma dell’altra metà che ne sarà?...
Trik: Non solo sei smemorato, ma anche sei sciocco: O fai il finto tonto.
Trak: Ora siamo arrivati agli insulti. Spiegami piuttosto che cosa sta succedendo, se vuoi ch’io capisca qualcosa.
Trik: Devi sapere che la Giunta Comunale ha deliberato che Barcellona va considerata meta e non metà turistica. Vuol dire che la nostra città nominalmente diventa un posto che deve attirare i turisti, accoglierli e facilitargli la conoscenza del nostro patrimonio storico-artistico-culturale.
Trak: Ah, bello, bello. E la squadra che cosa potrà fare per aiutare la Giunta in questa sua delibera?
Trik: l’Igea , che nelle trasferte raggiunge diverse città, potrà fare propaganda a favore di questa nostra cittadina, con una bella scritta sulla maglietta giallorosa: "BARCELLONA P.G. META TURISTICA”.
Trak: E perché P.G. e non POZZO DI GOTTO? Noi di Pozzo di Gotto dobbiamo, quindi, essere sempre compressi in un misero PG. Ma ti pare giusto?
Trik: Cavolo. Diventerebbe troppo lunga la scritta. Che maglietta ci vorrebbe per contenerla?!
Trak:E va bene, sorvoliamo. E le magliette all’Igea chi le paga?
Trik: Le sole magliette? Alla società giallorossa, per questo servizio, daranno un bel contributo: ottantamila euro. Il Comune farà un contratto di sponsorizzazione, in cui si fisserà il contributo di cui beneficia la squadra e l’obbligo della società, non solo di usare magliette-propaganda, ma di mettere anche un bel cartellone sempre di propaganda nello stadio e di provvedere alla manutenzione del manto erboso nel terreno di gioco. Avrà inoltre il diritto-dovere di usare e custodire il campo sportivo.
Trak: Mizzica, quante cose deve fare l’Igea Virus per avere un contributo in euri.
Trik: Prego IGEAVIRTUS, con la T nel mezzo: allora dove starebbe la virtù, se così non fosse?
sabato 24 novembre 2007
LE TISANE DI FRA' GALDINO
In paesi come la Grecia, si prepara con la salvia un infuso leggero che viene bevuto come tè.
Noi generalmente l'infuso di foglie e fiori (venti foglie in mezzo litro d'acqua portata in ebollizione per un minuto) lo utilizziamo per sciacqui e gargarismi, avendo la virtù di lenire e guarire le infiammazioni delle gengive, le stomatiti ed il mal di gola. Contro la gastrite è utile un decotto di salvia e rosmarino. Ricordiamoci di spremere sia nell'infuso, sia nel decotto una fettina di limone, il cui succo, oltre ad aggiungere le sue proprietà antisettiche, serve a fare precipitare il calcio dell'acqua e a rendere chiaro il liquido. Tale liquido, usato come lozione, è benefico per la pelle, essendo in grado di curare le ulcere, le dermatosi e le punture d'insetti.

IL GARIBALDI DI SANTALCO


S'è parlato e scritto parecchio, in questi giorni, di Giuseppe Garibaldi, cogliendo l'occasione del bicentenario della sua nascita.
E, da parte di più commentatori, s'è cercato di smitizzare quella che era finora stata la figura dell'eroe dei due mondi.
Senza volere entrare nell'agone delle polemiche tra chi esalta e chi denigra la storica immagine del grande Nizzardo, ci sia consentito però di far notare che, prima ancora che si arrivasse al bicentenario, c'è stato un nostro concittadino d'elezione, il senatore-scrittore Carmelo Santalco, ad occuparsi dell'uomo Garibaldi, in un suo volumetto, edito nel 1989 dalla Nuova ERI ( Edizioni RAI Radio Televisione Italiana).
Il libro, con prefazione di Roberto Gervaso, è un volumetto di 140 pagine, che si leggono con interesse, e riescono a dare un'immagine completamente inedita dell'uomo, conosciuto finora generalmente per le sue gesta eroiche, propinateci dai libri delle elementari alle opere storiche, più o meno impegnate e in mille salse esaltanti.
Della sua immagine - ricorda Gervaso - addirittura ne fecero simbolo elettorale i comunisti, per sfruttarne la popolarità.
Carmelo Santalco, in questa sua opera, minuziosamente documentata, dal titolo "L'altro Garibaldi", calca la mano più che sull'artefice dell'unità d'Italia, "condottiero senza macchia e senza paura", come bene sottolinea Roberto Gervaso, su Garibaldi di tutti i giorni, con le sue manie e le sue abitudini, i suoi acciacchi e le sue aspirazioni erotiche.
"Santalco - annota lo storico Gervaso - rievoca e commenta le gesta galanti di Peppino con sapida indiscrezione".
"L'altro Garibaldi", che praticamente si articola nello svolgimento, apparentemente romanzato, di un processo all'uomo Garibaldi, libera il "condottiero" dei tanti orpelli che, ingombrando tale immagine, ne hanno falsato l'umanità.
Il libro, che ha ormai 18 anni d'età, difficilmente si trova nelle librerie. Si può tuttavia provare a cercarlo nella biblioteca comunale.
Gli eredi dell'autore farebbero cosa utile e gradita se potessero provvedere ad una sua riedizione.
venerdì 23 novembre 2007
CONVEGNO STORICO SU GARIBALDI

Nel bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, il Centro Studi "Nino Pino Balotta" organizza un convegno storico su l'eroe dei due mondi, uno tra i protagonisti del Risorgimento italiano. "la cui figura ha assunto nel tempo contorni mitici". L'incontro si terrà, domani - sabato 24 novembre - con inizio alle ore 17, nell'aula magna del liceo classico "Luigi Valli" di Barcellona. Il programma prevede: la proiezione di scene tratte dal film "Bronte, cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato" di Florestano Vancini, seguita da interventi dei professori universitari Giuseppe Carlo Marino, Federico Martino e Antonio Catalfamo. L'ingresso è libero e si raccomanda, a chi intende intervenire, la massima puntualità.
CHI LA VUOLE COTTA.....
FOTO: IL CUTRONI-ZODDA E LA PARTE ANCORA RUSTICASi radicalizzano posizioni e giudizi sulla sorte del Cutroni Zodda. Mentre dall’alto si cerca d’imporre un’ulteriore riduzione delle capacità di servizio dell’ospedale barcellonese, presumibilmente a vantaggio di altro nosocomio vicino, in città, nonostante si siano stabiliti, in una serie d’incontri a Palazzo Longano, i termini di una piattaforma di proposte da presentare all’assessore regionale alla sanità e al manager dell’Asl 5, si continua a mantenere uno stato di malcontento e d’incertezza tali da fare sospettare che, in definitiva, non si sia ancora riusciti a focalizzare la gravità e l’importanza del problema.
giovedì 22 novembre 2007
AMBITO TERRITORIALE non OTTIMALE

Per conseguire questi risultati ATO ME2 ha dato in appalto alla GESENU Spa i servizi di igiene e trattamento dei rifiuti.)
Gli "Ambiti Territoriali Ottimali", brevemente detti ATO, non in tutte le latitudini della nostra bella Italia funzionano efficientemente. Anzi, specialmente nella nostra pur bella Sicilia, ci sono posti in cui funzionano male. E non soltanto perché sono diventati dei carrozzoni appesantiti dalla politica, ma anche e soprattutto perché non sono mai riusciti a garantire, in maniera ottimale e senza eccesso di costo, l’igiene e la pulizia nelle aree di loro competenza. Intanto, diciamolo ancora una volta, il carrozzone politico nato dalla creazione di un condominio tra comuni disparati continua a pesare odiosamente per il permanere di un’ipertrofia numerica tra i componenti dei consigli d’amministrazione e per l’esagerato numero degli stessi ambiti territoriali. Tanto che ormai da troppo tempo si parla dell’opportunità d’intervenire per sfrondare sia gli uni che gli altri. Per l’ATO Messina 2, più di una volta è stato posto all’ordine del giorno dell’assemblea dei sindaci il punto riguardante la riduzione a tre elementi del CdA, e tutte le volte l’argomento è stato schivato e rimandato ad altra seduta. Lo stesso avviene alla Regione Siciliana per quanto concerne la decisione di ridurre a nove il numero degli ambiti territoriali dell’Isola, uno cioè per ogni provincia. La riforma sembra sempre imminente e tuttavia il numero esorbitante originale resta immanente. Tutto cioè sembra dovere cambiare e tutto invece rimane come prima. E così ogni Ato continua a sopportare oneri insostenibili, che purtroppo ricadono sulla testa degli utenti, i quali continuano a pagare bollette esose, malgrado le proteste e i ricorsi. Solo recentemente taluni interventi sembra che abbiano avuto effetti positivi: e ciò per l’illuminata decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Messina, che in seguito ad appelli e ricorsi di comitati e movimenti cittadini, si è pronunciata contro il comportamento dell’ATO ME 2 nella regolazione e determinazione delle tariffe sul servizio d’igiene ambientale, considerate illegittime, in quanto stabilite senza il preventivo monitoraggio, attraverso la consultazione dei Comuni, delle esigenze e delle vocazioni del territorio e delle diversità economiche dei nuclei familiari ivi residenti. Secondo la sentenza dell’ottava sezione della Commissione Tributaria è compito dei Consigli Comunali (sino ad oggi rimasti semplici spettatori di una vicenda che li riguarda direttamente) rivendicare ed esercitare le proprie competenze di regolazione e di determinazione delle tariffe, essendo essi organismi politici in grado di rendersi conto della vocazione del territorio e della composizione socio-economica della popolazione che rappresentano. Ciononostante, i sindaci dei Comuni facenti parte dell’ATO ME 2, riunitisi recentemente in assemblea a Palazzo Longano, per mettere ordine in un Ambito territoriale per nulla ottimale, hanno continuato a cincischiare, così come si fa in quei condomini dove si parla, a proposito e a sproposito, e alla fine non si conclude nulla. E nulla di fatto, s’è appunto registrato per quanto riguarda l’opportunità di ridurre la portata del Consiglio d’Amministrazione.
PERCHE' NO?
mercoledì 21 novembre 2007
UNA BUFALA, LA CROCE RUBATA : smentita la notizia
lunedì 19 novembre 2007
IL POPOLO DI BERLUSCONI

Lui voleva soltanto fare "implodere" l'attuale governo e ci è riuscito. Infatti la maggioranza, anche se non è scoppiata, s'è tuttavia sgonfiata. Adesso con la sua improvvisa condiscendenza a trattare con la maggioranza, che lui ha chiamato "la nostra opposizione", probabilmente farà da pompa pneumatica per rigonfiarla e arrivare così a quella trattazione che aveva sempre negato e per la quale, come capo di un partito completamente nuovo, finalmente è diventato propenso. Insomma un Berlusconi nuovissimo, tirato a lucido, come il partito che sorgerà dalle ceneri di Forza Italia: una vera e propria araba fenice che nascerà dalle proprie ceneri più bella e rigogliosa che "pria".
domenica 18 novembre 2007
LA SAGOMA DEL PAPA NELLA FIAMMA ?....

It appears that Pope John Paul II has been spotted. According to the Vatican Television Director and close friend of the late leader of the Roman Catholic Church.
Hundreds had attended the ceremony. Gregorz Lukasik, the Polish man who took the photographs, said: "It was only afterwards when I got home and looked at thepictures that I realised I had something."I showed them to my brother and sister and they, like me, were convinced the flames had formed the image of Pope John Paul II."I was so happy with the picture that I showed it to our local bishop who said that Pope John Paul had made many pilgrimages during his life and he was still making them in death."
GIUFA' & DONBABA'
DIALUGU BACCIALUNISI SUPRA UN FATTU VERUGiufà: Don Babà, si v'inzignu un truccu, mu ccattati un babà?
Donbabà: S'av'avvidiri si vali a pena, stu truccu chi m'inzigni.
Giufà: Vui, ca vostra machina non andati sempri a Missina?
Donbabà: Du voti a sumana, ci vaju, e sempri ca me citrunella.
Giufà: Ca machina francisi, u sacciu. Allura v'inzignu comu si fa pi non pagari l'autostrata.
Donbabà: Bona chista. E comu si fa, si ci voli u pizzinu quandu si nesci?
Giufà: Finnastura, o i soddi o u telepassu ci vuliunu, ma ora nenticchiù.
Donbabà: Ma chi dici, Giufà, picchì ora nenticchiù?
Giufà: Picchi basta essiri sbertu, basta chi vi mittiti cu mussu da vostra machina ttaccatu o culu di nautra machina chi sta passandu cu telepassu e u giocu è fattu.
Donbabà: Ma si pacciu! Così restu tagghiatu in dui da sbarra du passaggiu a liveddu.
Giufà: Non è veru! E vi dugnu a prova: un cristianu di Baccialona, un cettu Ginuvisi, rinisciu a passari trentasetti voti, comu vi dissi jò. E chiddi dill'autostrata u pigghiaru ca telecamira e ci puttaru i provi o giudici di Missina. E sapiti chi fici u giudici?
Donbabà: U fici ttaccari!!!
Giufà: NO! Ci desi raggiuni, picchi stu cettu Ginuvisi non avia fattu nenti pi truffari l'autostrata.
Donbabà: Vadda chi quasi quasi ci facìa dari na miragghia, pi quantu era statu scattru. Ah, sti baccialunisi quantu ndi spirimentunu.
Giufà: Putiriumu fari i scenziati nvinturi. Allura, mu ccattati stu babà?
Donbabà: No. Ti dugnu inveci na miragghia, pi quantu si fantasticu...
Giufà & Donbabà
FIUMARA CHIARISCE SULL'IPAB
Questa chiarificazione ed altre riguardanti la salute dell’ente, il rapporto d’oneri con gli affittuari e con le maestranze e l’inopportunità che l’Ipab venga sciolta, sono state fatte dal presidente Fiumara in una lettera inviata alla Regione, nella convinzione che di tutt’altra specie di quella finora prospettata debba essere la scelta da operare per salvare il patrimonio a suo tempo acquisito da opere pie cittadine su lasciti di benefattori barcellonesi. A suo giudizio la migliore strategia sarebbe quella di trasformare l’Istituzione di Pubblica Assistenza e Beneficenza cittadina in società privata.
Fra' Galdino
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