spiaggia della zona". I firmatari, un centinaio circa, fanno presente che l'increscioso stato "è causato dal dissennato comportamento delle ditte operanti lungo le rive del torrente che senza alcuna precauzione scaricano sostanze nocive".Considerato che, tutti gli anni, un esposto del genere è arrivato sul tavolo dell'amministratore comunale e qualche volta persino su quello del Magistrato, con il risultato d'interventi per l'individuazione delle cause, la protesta di quest'anno, anche se manifestatasi a stagione balneare ormai chiusa, dimostra ancora una volta che, nella nostra città come anche a Milazzo, in questo caso ugualmente interessato, il pungolo per sensibilizzare gli amministratori deve essere costante ed indefesso.
Già nel 1997, apparvero sui giornali diversi interventi in grado di focalizzare la gravità della situazione. Nei primi d'agosto di quell'anno ci fu addirittura un'aspra polemica , aperta dall'allora difensore civico, Anna La Malfa, che "bacchettò" il Comune , per "il persistente comportamento omissivo di chi aveva ed ha il dovere d'intervenire, per porre fine ad un tale stato di degrado e di pericolo per la salute pubblica e per l'ecosistema ambientale e marino". In seguito a quest'intervento furono avviati dei controlli sanitari, che confermarono l'allarme denunciato da cittadini ed ambientalisti.
Ci furono iniziative ufficiali e il 24 luglio di quello stesso anno, per la prima volta i giornali poterono annunciare che, bloccati gli scarichi sul Mela, tornava pulito il m
"Ora il flusso sembra essersi fermato. Balneazione ripristinata?" Si lesse in un titolo di giornale, con un "sembra" e un punto interrogativo che, per il dubbio insinuato, sono ancor oggi di grande attualità.
(Nella testina:Anna La Malfa)
Fra' Galdino




















Quanto hai scritto, nel tuo commento, mi sembra un buon auspicio in questa direzione. Mostrare sia il bello, sia il brutto è un po' la prassi di chi ama l'obiettività: e su questo non ci piove. Peccato che il brutto, purtroppo, si mostra da sè, ma chi dovrebbe vederlo finge di non accorgersene. Ed allora, giocoforza, occorre qualche sferzata, anche se capita che i colpi incidano poco o niente su certe facce di bronzo. Il bello, spesso, rimane occulto e starebbe a noi "tirarlo dal ventre", come retoricamente ha detto recentemente l'amico Rino. Quando sottolinei la necessità di valorizzare i beni culturali (pochi quelli esistenti e, in parte, latenti ndr), ed esprimi nel contempo la speranza che voi giovani nutrite: cioè che "chi di dovere" cominci a vergognarsi, in altre parole fai eco alla nostra "caduta di braccia" di fronte a chi, pur avendo il dovere precipuo di muoversi, delega gli altri a far partorire alla città i beni culturali di cui sarebbe "pregna".
