martedì 25 settembre 2007

ANCORA ESPOSTI PER IL MARE INQUINATO

Arriva con un tantino di ritardo il solito esposto di cittadini, con residenza in prossimità della foce del torrente Mela, che protestano per lo stato d'inquinamento che "per alcuni chilometri di costa caratterizza il mare e la spiaggia della zona". I firmatari, un centinaio circa, fanno presente che l'increscioso stato "è causato dal dissennato comportamento delle ditte operanti lungo le rive del torrente che senza alcuna precauzione scaricano sostanze nocive".
Considerato che, tutti gli anni, un esposto del genere è arrivato sul tavolo dell'amministratore comunale e qualche volta persino su quello del Magistrato, con il risultato d'interventi per l'individuazione delle cause, la protesta di quest'anno, anche se manifestatasi a stagione balneare ormai chiusa, dimostra ancora una volta che, nella nostra città come anche a Milazzo, in questo caso ugualmente interessato, il pungolo per sensibilizzare gli amministratori deve essere costante ed indefesso.
Già nel 1997, apparvero sui giornali diversi interventi in grado di focalizzare la gravità della situazione. Nei primi d'agosto di quell'anno ci fu addirittura un'aspra polemica , aperta dall'allora difensore civico, Anna La Malfa, che "bacchettò" il Comune , per "il persistente comportamento omissivo di chi aveva ed ha il dovere d'intervenire, per porre fine ad un tale stato di degrado e di pericolo per la salute pubblica e per l'ecosistema ambientale e marino". In seguito a quest'intervento furono avviati dei controlli sanitari, che confermarono l'allarme denunciato da cittadini ed ambientalisti.
Ci furono iniziative ufficiali e il 24 luglio di quello stesso anno, per la prima volta i giornali poterono annunciare che, bloccati gli scarichi sul Mela, tornava pulito il mare di Caldà
"Ora il flusso sembra essersi fermato. Balneazione ripristinata?" Si lesse in un titolo di giornale, con un "sembra" e un punto interrogativo che, per il dubbio insinuato, sono ancor oggi di grande attualità.

(Nella testina:Anna La Malfa)

Fra' Galdino

lunedì 24 settembre 2007

MOLINO SINDACO SUL FILO DI LANA





L’insolita battaglia consiliare della notte tra il due e il tre novembre (’93) ebbe un lungo strascico, che si protrasse per circa tre mesi.
L’uscita dall’aula, allo scoccare della mezzanotte, del gruppo santalchiano ( compreso il presidente del consiglio) seguito dal segretario comunale, e la immediata ripresa della riunione da parte dei 21 consiglieri “trasversali”, rimasti per eleggere all’unanimità Roberto Molino “sindaco”, diede subito la stura ad un groviglio di polemiche e contestazioni, talmente eclatanti da suscitare un vero e proprio caso politico con risvolti regionali. Quella notte era sorto un insolito dilemma: sarebbe stato ancora una volta il senatore Santalco a cantare vittoria nella città in cui aveva “regnato” per trentasette anni, o la sua lunga permanenza sarebbe stata scalzata da un gruppetto di contestatori del suo stesso partito che, negli ultimi tempi, aveva cominciato a dare segni d’insofferenza?
Intanto, per prima cosa, bisognava stabilire se l’elezione di Molino rientrava nei parametri della legalità. Per i santalchiani quella elezione era stata un’inqualificabile farsa, recitata fuori tempo e fuori luogo da un pugno di “traditori”, strumentalizzati dalle minoranze.
Un “insulto” che Molino respingeva al mittente, convinto d’avere correttamente partecipato ad un’operazione politica intesa a togliere la città. da una situazione divenuta ormai obsoleta.
Comunque, per il gruppo fedele a Santalco, l’elezione di Molino non era valida e quindi il suo insediamento a sindaco non sarebbe mai avvenuto. Da parte sua Molino, anche se l’elezione era avvenuta sul filo dei minuti, riteneva che la validità della delibera sarebbe stata sancita dagli organi competenti della Regione Siciliana..
Intanto esprimeva viva soddisfazione per la valenza politica del risultato, da lui definito, in un’intervista, “di carattere straordinario, perché per la prima volta un sindaco e una giunta erano stati decisi al di fuori delle segreterie politiche, ed in particolare della segreteria Santalco: insomma era nato un modo nuovo di fare politica”. Dopo avere espresso un giudizio estremamente negativo nei confronti del presidente del consiglio, Carmelo Torre, che “anziché essere sopra le parti e consentire che alla fine si svolgessero regolarmente le votazioni”, avrebbe fatto di tutto per avvantaggiare il suo partito con interventi dilatori lesivi dei diritti di una maggioranza con un programma atto a governare la città”, il “sindaco contestato” si diceva pronto ad andare fino in fondo con eventuali ricorsi, sul piano amministrativo e, se necessario, addirittura alla Magistratura, per una verifica sulla legalità dei comportamenti registrati in aula, durante la riunione del 2 novembre.
Nell’infuocato dibattito, suscitato dall’agitata seduta consiliare, tra i primi a intervenire fu allora il consigliere provinciale del Pds, Vito Siracusa, che giudicò la vicenda consiliare della notte del 2 novembre, “il fatto politico più rilevante e, per certi aspetti, storico degli ultimi 37 anni di vita politico-amministrativa a Barcellona, perché offriva la possibilità di un cambiamento profondo e di un’aggregazione basata su scelte programmatiche rinnovatrici”. “Su questo solco storico, tracciato in consiglio comunale – auspicava Siracusa – sarebbe occorso che la parte sana della città, abbandonando ogni pregiudizio, si muovesse per costruire un argine contro il vecchiume, lo strapotere e i privilegi “. Se tale argine ci sia stato, tutti lo sanno, ma nessuno lo dice.
(Nelle foto: Molino e Siracusa)

Francesco Cilona

domenica 23 settembre 2007

UNA TESTIMONE INFALLIBILE

(Nelle foto: VALERIA CUCINOTTA E IL ROGO DI PATTI)


Protagonista di un dramma che, se non le ha distrutto il corpo, avrebbe potuto sconvolgere la sua anima, sembra uscita indenne, con tutta la sua bellezza e nella pienezza del suo spirito. L'abbiamo vista, a lungo, sullo schermo di una una tv a testimoniare, con lucida fermezza, quanto aveva visto e sofferto di fronte al trerrificante dilagare del rogo che, nel rifugio del Falco, un mese fa, assalì e incenerì quel sito, causando cinque vittime umane: la sua mamma, Lucia Natoli, suo zio, Costantino Cucinotta, la nonna Caterina Barberina Maffolini, i dipendenti del ritrovo agrituristico, Concettina Scafidi e Giuseppe Bompensiere.
Valeria Cucinotta, splendida ragazza di 22 anni, dopo avere sofferto gli "spasimi" di gravi scottature, amorevolmente lenite e curate negli ospedali di Messina e di Napoli, adesso è lì a ricostruire con apparente freddezza e ricchezza di particolari lo scenario infernale di quel maledetto rogo, dolosamente appiccato da chi, se veramente esiste rimorso umano, dovrebbe rodersi l'anima, per tutta la vita. E con l'aggiacciante sua testimonianza, la splendida Valeria, pur senza inveire, inchioda nella loro "scottante" responsabilità, quanti, in quella tragica occasione, non seppero fare il proprio dovere con la "dovuta" tempestività.

sabato 22 settembre 2007

CONSIGLIO COMUNALE



Giovedì scorso, per la prima volta ho assistito ad una seduta di questo nuovo consiglio comunale. Formatosi tre mesi fa, con una composizione nettamente maggioritaria, comprende parecchi giovani, tra cui tre di sesso femminile, e pochi elementi, diciamo così, riciclati dal passato consiglio, quello per intenderci che, sospettato d'inquinamento mafioso, rischiò di essere sciolto anzitempo. Entrando nel settore destinato al pubblico, mentre Il sindaco Candeloro Nania, affiancato dall'assessore ai LL.PP. Mimmo Scolaro, s'intratteneva sull'argomento principe all'ordine del giorno (il piano triennale per le opere pubbliche), ho di primo acchitto avuto l'impressione che nulla fosse cambiato in quell'aula: lo stesso arredamento, gli stessi microfoni unidirezionali con la lucetta rossa, che si accende quando si parla, lo stesso impianto di diffusione sonora poco efficiente, a causa della posizione sbagliata degli altoparlanti, lo stessa scarsa presenza di pubblico, lo stesso misero tavolino riservato alla "Stampa" malinconicamente disertato dai due colleghi giornalisti. Eppure qualcosa di nuovo doveva esserci, a parte la novità del ricambio generazionale dell'assemblea, già riferito. La conferma è venuta dalla baffuta bocca dell'inossidabile consigliere Orazio Calamuneri, quando s'è alzato per fare notare che, in questo consiglio c'erano più donne che in quelli precedenti (addirittura tre) ma che era intollerabile il modo con cui, almeno una di esse, era trattata. Sì, la bionda consigliera di Alleanza Siciliana, Lidia Pirri, era costretta a stare seduta su "una pietra". "Ma fino a quando - s'è amareggiato Orazio - fino a quando si dovrà assistere a questo fatto?" Ho cercato di sbirciare, verso il "posto incriminato" e ho notato che la "signora" trattata così male era seduta su una delle consuete solite poltrone dell'arredamento che, trent'anni fa, il senatore Santalco era riuscito a ottenere , mediante un riciclaggio, dalla Provincia. M'è venuto il sospetto che quella sedia fosse "la pietra" di Calamuneri: il suo fondo doveva essere talmente duro, se non addiritura sfondato, da risultare davvero inservibile. Comunque, il prode sindacalista s'è, come sempre, comportato da gentiluomo. Ora si spera che, finalmente, quella specie di sasso venga sostituito con uno scranno meno scomodo. Ma torniamo al sindaco, mentre interloquiva sul piano triennnale: ha fatto capire che l'Amministrazione da lui retta ha evitato la stesura del solito "libro dei sogni", cercando di pianificare opere indispensabili e urgenti, anche se, purtroppo, si sa che anche per quel tipo di lavori, a causa delle frequenti complicazioni burocratiche, passano anni prima che si arrivi alla attuazione. Poi ha tentato una battuta extra, riguardante il frate con la bisaccia di manzoniana memoria, negando che si faccia poco per migliorare la vivibilità urbana. "Caso mai - ha riconosciuto Nania - abbiamo un torto: che non sappiamo comunicare quanto facciamo di buono".
Ahi, ahi, le stesse scuse di Prodi. Ma siete tutti uguali gli amministratori, non c'è più destra e non c'è più sinistra. Per quanto riguarda il piano: è stato approvato con 21 voti a favore e cinque astensioni. Su richiesta di due consiglieri, sono state apportate due "aggiunte" sulla nota dei lavori pubblici previsti per l'anno corrente. I suggerimenti sono venuti da Angelo Pino di Forza Italia (introduzione del progetto di ampliamento del cimitero comunale) e da Giuseppe Trifilò, Udc, che ha richiesto l'inserimento della costruzione, nella scuola elementare di S.Antonio, di una scala d'emergenza.Rilevante, nella pianificazione riguardante il 2007, la voce relativa alla costruzione dell'asse viario a valle della rete ferroviaria, per l'importo di Euro 671.000.


Francesco Cilona

venerdì 21 settembre 2007

ROBERTO MOLINO "ELETTO SINDACO"



E siamo giunti al momento clou. Siamo al 2 novembre del '93. Il Consiglio Comunale convocato per le 20,30 è radunato nell’aula di Palazzo Longano.
Gli scranni sono tutti occupati a destra e a sinistra, piena è pure la zona destinata al pubblico.
Stasera si deciderà sulle sorti del consiglio: se dovrà sciogliersi o se potrà continuare,guidato da una nuova amministrazione, dopo che, il 3 agosto, s’è dimessa la Giunta Santalco. Per evitare che la memoria mi tradisca in qualche particolare, ricorro a quanto scrissi, a conclusione di quella seduta, sul Giornale di Sicilia. “La maggioranza dc - annunciai allora - diventa minoranza per la fuoruscita di sette suoi rappresentanti, ma riesce ugualmente a realizzare il suo disegno di fare sciogliere il consiglio comunale”. Anche se, “dopo le schermaglie oratorie che si sono protratte fin dopo la mezzanotte, un gruppo di consiglierì ha simbolicamente eletto primo cittadino un giovane, per un atto di rottura col passato”. Vedremo che, il sindaco simbolico, eletto dopo la mezzanotte, è Roberto Molino, contestatore assieme ad altri consiglieri dc della conduzione santalchiana.
Ma torniamo alla dinamica di quella seduta: “Quando la sera del 2 novembre, alle 20,30 , con insolita puntualità, il consiglio comunale di Barcellona ha aperto la seduta, per procedere alla ricostituzione degli organi amministrativi, già tutto era stato minuziosamente preparato dal senatore Carmelo Santalco per ostruire, ad una eventuale nuova maggioranza, il passo verso la stanza dei bottoni, che per quasi quarant’anni era stata occupata dalla “sua” Dc.
Anzitutto la data e l’ora della riunione, scelte a ridosso della mezzanotte fatidica, per ridurre all’osso i margini di tempo da dedicare alla trattazione dell’importante affare. Quindi la tattica dilatoria dell’ostruzionismo verbale per protrarre fino a mezzanotte la discussione ed impedire che si arrivasse in tempo utile ad eventuali votazioni per la formazione di una nuova amministrazione”. Bisogna ricordare che categoricamente era stata fissata dalla Regione la mezzanotte del giorno dei defunti, come capolinea per il consiglio che, in più di due mesi non era riuscito ad eleggere gli amministratori.
Tutto funzionò a regola d’arte: dalla proposta di una giunta dc, con a capo l’assessore uscente Carmelo Crinò, presentata dai restanti 14 consiglieri santalchiani, alla “melina” avviata dal candidato a sindaco con una lunga strascicata lettura d’un programma abborracciato e proseguita “dalla sorprendente carica oratoria degli altri democristiani ortodossi, che, andando oltre la teoria di Pinocchio, avevano lasciato per quell’ultimo momento non soltanto i punti e le virgole, ma tutte le parole che non avevano saputo usare in passato”. E così, allo scoccare della mezzanotte, ancora si parlava del più e del meno e s’ipotizzavano linee programmatiche destinate a non essere mai affrontate. A quel punto non ci fu più bisogno neppure di verificare se la proposta amministrativa della DC avesse i numeri per andare in porto. Era giunta l’ora zero e pienamente soddisfatti d’avere “azzerato” tutto, persino il consiglio, i 14 favorevoli allo scioglimento abbandonarono l’aula, seguiti dal segretario generale del Comune e dagli altri funzionari presenti alla seduta. Rimanevano in aula i sette dc dissenzienti e quelli dell’opposizione, che sommati formavano uno schieramento trasversale di 23 consiglieri fautori di una nuova Amministrazione. Una maggioranza trasversale lasciata in aula, secondo i santalchiani, con un palmo di naso
Senza esitare, i “restanti” continuarono ad occupare i loro scranni, con l’intento di proseguire i lavori, pur in assenza del segretario e nonostante fosse scoccata l’ora della scadenza dei termini. La nuova maggioranza, formata da Msi, Pds, Pri, Psdi, Psi, Rinnovamento Sociale e i sette dc dissidenti, nomina subito presidente il dottore Sebastiano Bauro (dc), e affida le funzioni di segretario al consigliere più giovane, il missino Filippo Sottile. Sono le 0,10 del 3 novembre, quando si riprendono i lavori. Roberto Molino, che aveva fatto da capofila nel gruppo dissidente dc, viene candidato a sindaco dallo schieramento di "salute pubblica", prende posto accanto al nuovo presidente che aveva sostituito l’uscente Carmelo Torre, presenta programma e giunta e, coll’unanime consenso dei 23 consiglieri rimasti in aula, viene eletto sindaco. Nasce così, nel più insolito dei modi, con 22 voti a favore e nessuno contrario, l’amministrazione che dovrebbe, a giudizio dei promotori, sventare il pericolo dello scioglimento anticipato del Consiglio Comunale di Barcellona e costituire un segno di rottura con il passato, il cui sistema d’amministrare veniva considerato ormai obsoleto. Per la “storia”, vale la pena riferire la composizione della atipica amministrazione: sindaco, Roberto Molino, procuratore legale; assessori: Domenico Piccolo, dott.commercialista (rinnovamento socialista); Giovanni Munafò, avvocato (Dc) ; Giovanni Mazzù, avvocato (Psi); Filippo Sottile, dott. commercialista (Msi); Vincenzo Alizzi, docente (Pri); Carmelo Gitto, geometra sindacalista (Pds); Antonino Cutugno, docente, (Psi), Giuseppe Accetta, architetto (Pri).

Francesco Cilona.

giovedì 20 settembre 2007

UN ESERCITO DI TOPI DA NOI GUIDATO







Finalmente c’è qualcuno che, in Consiglio Comunale, ha le idee chiare su cosa si deve fare nei confronti di un’istituzione pubblica che non è riuscita a garantire l’importante servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, pur avendone reso molto più oneroso il costo. E’ il consigliere della Margherita, Orazio Calamuneri, che con un’interrogazione al sindaco Candeloro Nania chiede che finalmente il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto si interessi fattivamente per cercare un’alternativa all’Ato 2 a alla Gesenu ( Gestione Servizi Nettezza Urbana) in maniera da rendere il servizio efficiente oltre che conveniente dal punto di vista finanziario. Non c’è dubbio che mai come adesso le strade della città erano apparse così trascurate sul piano della pulizia e mai il servizio di smaltimento dei rifiuti domestici era pesato tanto alle famiglie barcellonesi. Calamuneri, pertanto, invita il sindaco a concordare con il presidente del Consiglio Comunale, Francesco Crinò, la convocazione straordinaria di una seduta consiliare, per consentire ai rappresentanti comunali della città di trattare il pressante problema, che a giudizio dell’interrogante andrebbe affrontato radicalmente, facendo cioè uscire Barcellona dall’Ato e restituendo all’Ente Comune la prerogativa d’interessarsi direttamente della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tra l’altro, il “sindacalista” della Margherita”, nella sua interrogazione fa riferimento ad una impressionante presenza di ratti accanto ai cassonetti della spazatura, in particolare presso la scuola media di Pozzo di Gotto, “dove – sostiene Orazio Calamuneri -- i roditori, anche a gruppo di venti, fanno bella vista assalendo la gente che va a buttare la spazzatura”. A parte l’iperbole, quel che fa specie, caro Orazio, è la “precisione” del numero di topi registrato e “la bella vista”, da quell’esercito offerta, che potrebbe essere una buona promozione per il turismo, in una città che si è consorziata per l’incremento di questa fruttuosa attività.

Fra' Galdino

mercoledì 19 settembre 2007

AMMAZZA CHE MAZZA



Chi non ha visto, all'una di oggi, sulla tv di Stato, Mauro Mazza, s'è davvero perduto una farsa e una tragedia recitate in tre minuti.
Attore tragicomico, il direttore del TG2 , lautamente stipendiato con i nostri soldi.
Per comicità il nostro "giornalista" ha superato di una spanna l'ultracomico Grillo, sul piano della tragedia invece l'ha surclassato.
Eppure non se n'è accorto, l'ineffabile direttore, neppure quando, alla chiusura del sipario, ha fatto una strampalata 'ipotesi seguita da un gesto che ci ha fatto rabbrividire, perchè potrebbe davvero essere imitato da qualche testa calda
E ce ne sono tanti, in tempi come questo, che hanno la pistola facile: e non quella fasulla come il dito puntato dall'infuriato Mazza.
E se ci fosse davvero il pazzo da lui ipotizzato?
Sarebbe stato proprio Grillo ad istigarlo o chi, abusivamente, ha approfittato di un mezzo così potente e suggestivo, qual è il secondo canale tv della Rai, preso abusivamente in prestito da un impulsivo direttore?

COM'E' DIFFICILE SPENDERE PER LA CITTA'

L'abitato di Calderà e la stretta via che l'attraversa


Non si riescono ancora a spendere i novecentomila euro, da anni finanziati dalla Regione al Comune di Barcellona, nel quadro dei pacchetti Pios 5, per il recupero e la riqualificazione del litorale Calderà-Spinesante.
Per ben due volte, la somma è stata proposta in gara d’appalto, ma nessuna di entrambe le volte è stato possibile, alla competente commissione, decidere a chi affidare i rispettivi lavori, che dovrebbero migliorare le condizioni della zona marina maggiormente frequentata dai Barcellonesi.
Ultimamente, dopo che erano state ammesse ben 225 offerte, la commissione non se l’è sentita di scegliere per l’aggiudicazione, ritenendo che nessuna di esse rientrasse nei parametri procedurali, anche perché pare che numerose offerte, una volta aperte le buste, presentassero un identico ribasso d’asta,.
Probabilmente, alla luce dei recenti intoppi con la Magistratura per altre gare, la Commissione, in questa occasione, ha cercato di essere il più possibile guardinga, visto che la prudenza non guasta, soprattutto quando si tratta di denaro pubblico.
Adesso il problema diventa di competenza dell’Amministrazione attiva, il cui sindaco dovrà provvedere a rimodulare bando e commissione per la rimessa in gara dei 900.000 euro, il cui impiego dovrebbe consentire, tra l'altro, il miglioramento della viabilità a Calderà, con la costruzione di una parallela a monte dell’attuiale strada che attraversa il centro abitato.
I soldi da spendere si riferiscono ad uno dei 18 interventi, per un valore complessivo di euro 38.639.256, finanziati , da tre anni, per il Comprensorio occidentale tirrenico peloritano (Pios 5) cui fanno parte i comuni di Barcellona, Castroreale, Fondachelli Fantina, Furnari, Mazzarrà, Merì, Milazzo, Rodì Milici, Terme Vigliatore).

Fra’ Galdino

martedì 18 settembre 2007

DUE OSPEDALI IN UNO


Due ospedali: quello di Barcellona e quello di Milazzo. Da quando la strategia manageriale delle Ausl siciliane ebbe a decretare la necessità di considerarli complementari per renderne più razionali i servizi, anziché unire ha dato piuttosto l’impressione di dividere.
Ogni volta, infatti, che si cerca di apportare qualche ritocco, in ordine alla distribuzione dei reparti e dei posti letto, automaticamente nasce lo spunto per la polemica, s’irrigidiscono i fautori dell’ospedale di Villa Grazia, fanno i musi duri chi crede di dovere difendere i diritti del Cutroni Zodda.
I “Mamertini” temono che si complotti per depauperare il più “efficiente” ospedale della Piana, i “Longanesi” sospettano che, oltre a trascurare la potenzialità della struttura del dismesso “Cutroni Zodda , si tenda a volere lentamente demolire la portata del nuovo nosocomio.
Dubbi e sospetti che, al contrario di quanto mirava la strategia del Servizio Sanitario, non fanno altro che dividere, accentuando quel frusto campanilismo che, non molti anni fa, minò e fece fallire l’illuminato progetto della nascita di Duilia.
Oggi s’apprende che, sulla base del programma generale per il riassetto dei servizi sanitari locali, si sta effettuando un aggiustamento, non dei posti letto nei due ospedali in oggetto, bensì dei reparti, per cui è stato deciso di trasferire nell’ospedale di Milazzo i residui 20 posti letto di Urologia e di accorparne altrettanto, al reparto di Neurologia del Cutroni Zodda.
Stando così le cose, non ci sarebbe variazione alcuna, in entrambi i nosocomi, sul piano della capienza, mentre avverrebbe una notevole modifica sul piano specialistico.
Il Direttore sanitario del Cutroni Zodda, dott. Sindoni, considera tale trasferimento “un aggiustamento organizzativo a tutto vantaggio della specializzazione di entrambi gli ospedali, senza per nulla intaccare il numero dei posti letto, che per la città del Longano sono sempre 139”.
Il problema, casomai, per la portata e la qualità del servizio ospedaliero nel territorio dei due Comuni limitrofi, che abbraccia un vasto hinterland, sorgerebbe nelle successive fasi del programma generale di riordino, architettato dall’alto. Su quell’orizzonte potrebbero accumularsi nubi foriere di “maltempo”, ma potrebbe pure permanere un che di “sereno”. Coi tempi che corrono, però, non c’è oroscopo che tenga.
Fra Galdino

lunedì 17 settembre 2007

IL PAESE DEGLI ANIMALI, SENZA CAMPANELLI

Quando il "Mandanici" era al suo massimo splendore e quella perla di teatro non s'era ancora ridotta a semplice "locale cinematografico", opere liriche ed operette si alternavano con grande delizia per l'appassionato pubblico barcellonese.
Ero piccolino, allora, eppure ricordo come se fosse stato ieri, certi squarci della Lucia di Lammermoor, della Traviata, del Barbiere di Siviglia, e mi risuonano piacevoli all'orecchio "Luna tu..." del Paese dei Campanelli, il valzer della "Vedova allegra", "Frufrù del tabarin.
Ero piccolino, forse troppo piccino, eppure le ricordo, forse perchè, poi, spesso sentivo mio padre che li cantava con la sua bella voce di tenore.

(Emanuela Tesch nel
Paese dei campanelli)


"Il paese dei campanelli", ma dove è andata a finire quella bella operetta, col suo canto alla luna, con i suoi piccoli intrighi?
Sicuramente non è sparita, e sono certo che ancora esistono compagnie che la portano, con grande passione, in giro sui palcoscenici delle nostre città.
E nella nostra città, perchè no?
Perchè il teatro non esiste più.
Ma sì che esiste, questo tanto bramato teatro!
Il suo sipario, di notte, si apre per le strade della città, dove branchi di cani randagi non ti fanno dormire con i loro latrati, cui fa eco l'abbaiare dei cani "domestici", da dietro i cancelli degl'insensibili padroni.
Forse anche i cani, a modo , loro "cantano alla luna", e con tanta insistenza da non far dormire la gente.
Ma non c'è solo il teatro notturno, perchè di giorno c'è quello che ha per attori: i gatti e l'immancabile "gattara", che gli dà da mangiare; i piccioni e gli altri pennuti, che dall'alto dei pini di Piazza San Sebastiano ti spiaccicano sulla testa i loro escrementi; il "milionario" coro di zanzare e pappataci, che quando meno te l'aspetti ti lasciano sulle carni ponfi e prurito da farti lacrimare.
Prima che lo dimentichi: "milionario", in questo caso, significa che quegli insetti tanto fastidiosi sono ormai a milioni, nonostante le sbandierate disinfestazioni programmate dal Comune. Ormai, qui, siamo nel paese degli animali...senza
campanelli.
Voglio infine precisare che, nel mio vocabolario, "campanello" è sinonimo di attenzione.
Un campanello che, dalle nostre parti, o non c'è, oppure se c'è non squilla quasi mai.
Fra' Galdino

domenica 16 settembre 2007

IL TRAUMATICO PASSAGGIO
















" Il consiglio comunale di Barcellona è stato convocato per martedì 2 novembre (siamo nell'anno 1993), alle ore 20,30.La scelta della data e dell'ora non è stata casuale: alla mezzanotte di quel giorno scadrà, infatti, il termine per il rinnovo del sindaco e della giunta, e tutto sembra essere stato architettato per trasformare in camera ardente la sala consiliare di Palazzo Longano.
In quelle ultime tre ore e mezza, si presume, dovrebbe tirare le cuoia il massimo consesso cittadino".
Una convocazione, quindi, in zona Cesarini, dopo che era stata annunciata e successivamente scartata, la data del 23 ottobre.
Nel frattempo i due schieramenti - i favorevoli allo scioglimento e quelli che lo avversavano - cercavano di consolidarsi. A dare una mano ai primi, improvvisamente prendeva posizione la Cgil, che con una dichiarazione della segretaria della Camera del Lavoro di Barcellona, Isabella Calì, si schierava per l'anticipazione delle elezioni amministrative nella città del Longano.
"Particolare preoccupazione destano - a giudizio della Calì - le condizioni generali della città, per lo stato dei servizi ed il degrado urbano; intollerabile è il livello di disoccupazione, che ha raggiunto punte mai prima segnalate nella storia cittadina".
La Cgil, per l'occasione, si dice impegnata a creare , assieme alle altre organizzazioni sindacali e a tutte le forze di rinnovamento, le condizioni favorevoli ad un vero cambiamento per i lavoratori e per la città tutta".
Anche qui, la parola d'ordine è cambiamento.
Ma ci sarà qualcosa di nuovo?
Tralasciamo la risposta e pensiamo a ripigliare il discorso sulla vicenda del consiglio del '93, che sembrerebbe giunta al suo epilogo. Lo riallacceremo quanto prima.
Francesco Cilona

sabato 15 settembre 2007

LA PULCE NELL'ORECCHIO




Esiste il fenomeno dell’assenteismo negli uffici del nostro Comune? Una domanda difficile, alla quale solo il capo dell’Amministrazione di Palazzo Longano potrebbe rispondere: ovviamente dopo avere esperito un’accurata indagine sulla frequenza delle richieste di congedo del personale e sulle singole giustificazioni.
La pulce nell’orecchio sulla possibilità di un fenomeno del genere, è stata messa al consigliere di Forza Italia Salvatore Imbesi, dall’esito di una inchiesta giornalistica, secondo cui uno degli uffici di Palazzo Longano – esattamente l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate del Comune - occuperebbe il secondo posto nella graduatoria delle assenze del personale per malattia.
Il doppio condizionale, in questo caso, sarebbe stato d’obbligo, visto che per potere offrire una notizia del genere, un giornale non può esimersi dal fare una ricerca accurata, documentandola minuziosamente, senza tuttavia violare il diritto di “privacy” del singolo cittadino.
Comunque, visto che il tarlo del sospetto è entrato nell’animo dell’attento consigliere forzista, questi ha fatto bene a interrogare il sindaco Candeloro Nania, per farsi dire se la notizia risponde al vero e se è possibile avere un quadro reale della situazione.
Pur riconoscendo le difficoltà organizzative in ordine alla gestione del personale, Salvatore Imbesi avanza richiesta di un paio di dettagliate informazioni: 1) il numero dei dipendenti assenti per malattia, nel periodo estivo, e quello dei giorni fruiti; 2) il numero di visite fiscali effettuate nello steso periodo e quanti dipendenti sono stati trovati al controllo medico.
Inoltre il consigliere di Fi vorrebbe conoscere la pianificazione delle ferie in ogni settore (se esiste) e l’eventuale piano di recupero dei rientri pomeridiani, sospesi nei due mesi estivi di luglio ed agosto.
Tutto questo vorrebbe appurare il solerte consigliere e lo fa, non per polemizzare con l’amministrazione, essendo il suo gruppo parte della maggioranza con ben due propri rappresentanti in seno alla Giunta, ma ovviamente per un giustificabile desiderio di trasparenza e di efficienza operativa in seno agli uffici del Comune.

Fra’ Galdino

venerdì 14 settembre 2007

CONSIGLIO VERSO LO SCIOGLIMENTO


Il titolo non allarmi gli attuali trenta consiglieri comunali di Palazzo Longano. Lo scioglimento si riferisce ad un altro consiglio, sempre di Palazzo Longano, ma ancora composto da quaranta consiglieri. Quindi lo scioglimento non interessa l'attuale assemblea e, guarda caso, neppure quella della legislatura immediatamente precedente a quella in corso.
Riprendendo l'argomento trattato la settimana scorsa (vedi post di venerdì 07.09.2007), riporto di sana pianta quanto scrissi , sul Giornale di Sicilia, il venerdì 29 ottobre 1993 , sulla grave situazione politica creatasi a Palazzo Longano, con la crisi apertasi , il 3 agosto, con le dimissioni dell'ultima giunta retta dal senatore Carmelo Santalco.
"Il consiglio comunale di Barcellona, esordii allora, ha i piedi nella fossa. Il due novembre, a mezzanotte, scadrà il termine dei 60 giorni stabiliti dalla legge per la soluzione della crisi, e alla ventiquattresima ora del giorno dei defunti, i quaranta consiglieri di Palazzo Longano decadranno irrimediabilmente, per dare posto ad un commissario regionale in attesa di nuove elezioni amministrative. Sulla crisi che sta per avere un così squallido esito, sembra essere caduto un macigno. Gli stessi consiglieri d'opposizione, che in un primo momento s'erano pronunciati contro lo scioglimento, adesso tacciono. Sembrano frastornati dalla portata dell'evento che, per Barcellona, è senza precedenti ed ha un aspro sapore di condanna per l'intera classe politica barcellonese".
Ma ecco che, in questo vuoto, improvvisa s'alza la voce di un deputato missino.
Mimmo Nania, che allora non era senatore pur avendo già la barba, interviene per annunciare che "dietro questa crisi c'è una gran voglia di nuovo".
Evidentemente assaporava anzitempo ciò che sarebbe avvenuto una decina d'anni dopo.
Ma riprendiamo il filo: "La crisi è da intendersi - dice infatti Nania - come un'opportunità da cogliere, per interrompere la pregiudizievole continuità con il passato: un momento, quindi, cui bisogna assegnare una valenza e delle soluzioni politiche, capaci di ridare vita alla nostra cittadina,
dopo le nove di sera".
Questa speranza chissà se s'è attuata, con il successivo avvento dei più recenti amministratori. Giudichi il Barcellonese di oggi.
"L'onorevole Nania , dopo avere sottolineato che "le uniche preclusioni, volute dalla destra, si pongono solo nei confronti di chi ha impresso l'impronta del vecchio - il riferimento era alla conduzione santalchiana - nella nuova era che già è iniziata devono mettersi insieme tutte le forze presenti nel sociale, le energie del volontariato e di quanti hanno a cuore, con profondo spirito di solidarietà l'avvenire di Barcellona e dei Barcellonesi".
Il futuro senatore concludeva il suo miratissimo intervento, sostenendo che quella crisi costituiva "un puro e semplice accidente nella più vasta crisi sociale, culturale ed economica che ormai, da troppo tempo, sconvolge Barcellona". Parole, soprattuto queste ultime, che ancora riecheggiano con grande attualità nei confronti della vita sociale, culturale ed economica della nostra città.
E qui mi sembra di vedere un sorrisetto sulla bocca dell'autore del Gattopardo.
Franceco Cilona

giovedì 13 settembre 2007

OLE' CI SI INTERROGA SUL TRAFFICO
























EMERGENZA SU TUTTA LA RETE VIARIA INTERNA


E’ già dal mese di maggio che, da questo “blog”, insistiamo perché la vigilanza ed il controllo lungo le principali arterie interne della città venissero meglio regolati, in considerazione del l’ormai intollerabile caos circolatorio.
Più di una volta abbiamo fatto rimarcare l’esigenza di disporre la presenza fisica di vigili urbani ai due semafori, dove gli incroci , a causa di diversi fattori, non ultima la breve distanza dell’uno dall’altro, risultano quasi sempre intasati.
Non sono inoltre mancate segnalazioni sulle notevoli difficoltà che s’incontrano nel percorrere quel budello di strada che collega piazza Stazione Vecchia con la via Umberto e via Ugo di Sant’Onofrio ( quello che chiamammo il passo caudino).
Altre indicazioni sono state date in riferimento alla pericolosità del traffico agli incroci sulla via San Giovanni Bosco ( la copertura del torrente Longano, per intenderci), documentando tutto con fotografie riscontrabili nei diversi “post”di Barcellonablog.. E così via di seguito.
Ebbene, dopo tanta preoccupazione espressa, che cosa di concreto s’è fatto da parte dell’assessore alla polizia urbana per lenirla ?
Qualche piccolo provvisorio spostamento di vigilanza, con l’ausilio di qualche nuovo vigile o vigilessa, delle fugaci apparizioni di qualcuno di questi/e al quadrivio semaforato di via Marconi con la via Roma, nessun segnale di programmazione per l’eliminazione dello sconcio “caudino”. Adesso giunge notizia che, il consigliere Angelino Pino, di Forza Italia, ha preso penna e carta (o la tastiera del computer, non lo so) e ha scritto una interrogazione al sindaco Candeloro Nania, per interpellarlo se accoglierà la richiesta d’interventi “urgenti e mirati”, atti a porre rimedio alla grave situazione del traffico cittadino...
”Con la riapertura delle scuole – scrive Pino - e il rientro in città dei residenti che nel periodo estivo dimorano altrove si ripropone (noi diremmo che si aggrava ulteriormente , ndr) il problema della circolazione stradale”.
Di conseguenza, com’è logico faccia una persona di buon senso, il Forzista reclama l’adozione di provvedimenti, particolarmente in corrispondenza degli incroci sulla copertura del Longano, un aumento della vigilanza nelle ore di punta e specificatamente dalle 12,30 alle 14 in concomitanza con l’uscita dei ragazzi dalle scuole, e dalle 17,30 alle 20.
Il consigliere Pino ricorda inoltre l’opportunità di garantire la presenza di almeno un vigile urbano davanti ai plessi scolastici, ovviamente nelle ore di entrata e di uscita degli alunni.
E qui, casca l’asino.
Se si dovesse provvedere alla “copertura” per tutti i plessi e plessuncoli ( il liceo scientifico ne ha mezza dozzina sparsi in edifici privati!!!), sicuramente non basterebbero tutti i vigili a disposizione, compresi quelli chiusi negli uffici.
Comunque è sempre bene che qualcuno ne parli. Male sarebbe se non venisse ascoltato da chi di competenza.

Fra' Galdino

mercoledì 12 settembre 2007

COMINCIA LA SCUOLA E LA SPESA PESA



Ancora qualche giorno e le vacanze scolastiche saranno terminate.
Le scuole, di ogni ordine e grado, il 18 settembre apriranno i battenti e già i genitori degli studenti hanno dovuto mettere mano al portafoglio per far fronte all'acquisto dei libri e degli altri non pochi strumenti scolastici, che appesantiranno gli zaini dei ragazzi.
Per non poche famiglie, questo, è un frangente particolarmente difficile. Soprattutto per chi ha più figli a scuola e nello stesso tempo ha scarse possibilità economiche.
E nella nostra città di questi casi ce ne sono parecchi. E non solo apparenti.
Per quanto concerne il problema dei libri, esso non è particolarmente gravoso per le famiglie che hanno soltanto bambini che frequentano le scuole elementari, essendo per loro garantiti i libri di testo gratuiti.
Ma per il resto della scuola dell'obbligo, che ormai s'estenderà fino al diciottesimo anno d'età dello studente, la situazione diventa estremamente problematica, per diversi motivi.
Ne indicherò tre:
1) Per l'acquisto dei libri di testo esiste soltanto un modesto contributo del Comune che, quest'anno, eroga 61 euro per alunno frequentante la prima media inferiore, 41 euro "ad personam" per la seconda e terza media. Questo, senza differenza di censo e di età;
2) Anche quest'anno, parecchi libri di testo usati negli anni precedenti risultano cambiati, cosicché è difficile che un alunno possa fruire dei libri già usati da un proprio fratello o presi dalla bancarella dell'usato;
3)Non sono soltanto i libri di testo ad appesantire la spesa, in quanto c'è tutto un apparato complementare di strumenti di lavoro ed altri aggeggi pronti ad aggravare la portata dello zaino posto in groppa al ragazzo.
Per quanto concerne il primo punto, c'è da rimarcare che i 61 e i 41 euro elemosinati dal Comune, per il fruitore benestante possono costituire un "superfluo regalino" con cui pagare una ricarica al telefonino del figlio, mentre per la famiglia indigente e con a carico più figli sarà una goccia utile, che si perde però nel mare di necessità in cui essa naviga.
Da parte sua, l'Amministrazione Comunale si giustifica, sostenendo che i fondi disponibili non consentono di dare di più. E se la quota singola risulta modesta, ciò non dipende da cattiva volontà, ma dalla necessità di fare giungere il buono libri a tutte le famiglie, indipendentemente dal reddito.
Probabilmente questo potrebbe essere un diritto sancito dalla Costituzione, tuttavia è nostro modesto parere che sarebbe più opportuno fare qualche piccola "discriminazione". Non certamente nel senso di privilegiare coi soliti favoritismi, ma distribuendo i contributi, in base a un parametro che tenga conto della situazione familiare (con punteggio inversamente proporzionale al reddito) e del merito scolastico del singolo alunno fruitore del "buono" (punteggio direttamente proporzionale al merito).
Questo, ovviamente, se la legge attuale lo consente.
FRANCESCO CILONA

martedì 11 settembre 2007

VISITA ALL'OPG


nelle foto: i deputati Lumia e Calanna

C’è stata ieri una visita straordinaria nell’Opg “Madia” di Barcellona. Due deputati del centro sinistra, i diessini Giuseppe Lumia e Francesco Calanna, accompagnati da don Pippo Insana, cappellano dell’istituto e reggitore della Casa di Solidarietà e Accoglienza per gli ex ricoverati, hanno incontrato il direttore dell’Ospedale , dott. Nunziante Rosania, che li ha guidati in un'escursione nei vari reparti, dov'è stato
possibile evidenziare le condizioni in cui vivono i degenti. Per l’occasione , Padre Pippo ha ribadito la sua tesi, secondo cui gli ospedali psichiatrici giudiziari hanno ormai fatto il loro tempo, e sarebbe giunta l’ora di essere accantonati. Il loro superamento, tra l’altro supportato da sentenze della Corte Costituzionale, dovrebbe essere concretizzato mediante il potenziamento dei Dipartimenti di Salute Mentale e l’affidamento alle loro cure dei malati di mente in atto ricoverati negli Opg.
Ovviamente – anche se questo don Insana non l’ha detto esplicitamente – sarebbe opportuno istituzionalizzare, moltiplicare e sostenere le Case di Solidarietà, come quella da lui fondata.
Per l’occasione è stato fatto notare, ai due deputati, che attualmente c’è un sovraccarico di ricoveri, che, per quanto si operi assiduamente e con terapie adeguate, rende tuttavia oberante il lavoro del personale, la cui eccellente dedizione resta come sempre indiscutibile.
I due deputati hanno promesso il loro impegno, perchè attraverso la Regione e lo Stato si venga incontro alle esigenze dei malati mentali ricoverati in Opg e si metta mano all'attuazione di progetti alternativi alla vigente situazione.
La visita dei due deputati, sicuramente programmata prima, in tempi non sospetti, ha tuttavia fatto storcere il muso agli avversari politici, che hanno avanzato il dubbio che possa essere stata dettata dall'incoffessata esigenza di accrescere la visibilità, anche nella nostra città, di Lumia, fresco di candidatura alla segreteria regionale, in concorrenza col sindaco di Messina Genovese, nelle primarie del Partito Democratico, di cui il deputato Francesco Calanna è partecipe attivo.

PS:un'indiscrezione dell'ultimo momento, riferita nel telegiornale regionale rai delle 14, informa che il deputato Beppe Lumia avrebbe manifestato l'intenzione di ritirare la propria candidatura alla segreteria regionale del costituendo Partito Democratico. Ovviamente, tutto ciò indipendentemente dai mugugni dell'opposizione sopra segnalati.

In serata l'indiscrezione è diventata notizia sicura: il vicecommissario antimafia, dopo essersi sentito con Walter Veltroni, ha preso la determinazione di rinunciare alla candidatura e ha annunciato ufficialmente tale decisione. Ha dichiarato di averlo fatto per rafforzare lo spirito unitario, indispensabile alla buona riuscita dell'importante operazione costruttiva del nuovo partito democratico. Secondo nuove indiscrezioni, la rinuncia di Beppe Lumia verrebbe compensata con la prospettiva di altra importante carica in seno al PD siciliano, presumibilmente quella di presidente regionale.

Fra’ Galdino

lunedì 10 settembre 2007

CI HANNO MANDATO A QUEL PAESE, CHE VERGOGNA!


"Se hai la febbre, non dare la colpa al termometro".
Questo antico detto, l'ha rispolverato ieri il ministro Bersani, riflettendo sugli esiti della manifestazione organizzata da Grillo.
Diversi altri politici, invece hanno criticato aspramente il V.Day, agitando lo spettro del qualunquismo, che non farebbe altro che gettare "discredito sulla politica", come chiaramente ha mostrato di temere la pur "bonista" Rosy Bindi.
In effetti, però, la protesta inscenata in tante città d'Italia, su spinta di un semplice comico barbuto, è stata massiccia e molto più energica degli ormai scoloriti girotondi organizzati dal regista, anche lui barbuto, Nanni Moretti..
Alla preoccupazione di Rosy si è accompagnato lo sdegno di Casini, che, per avere qualche dimostrante gridato, fuori le righe, uno sconveniente slogan, ha sbraitato contro l'intera manifestazione, per la quale non resterebbe altro che vergognarci tutti.
In maniera diversa, assieme a Bersani, la pensano Pecoraro Scanio, Vannino Chiti, Cesare Salvi, Franco Monaco, Antonio Di Pietro. Un po' tutti costoro hanno convenuto che " bisogna riflettere sulla natura e sulla portata della manifestazione, guai a mettere la testa sotto la sabbia, come lo struzzo, o fingere di scandalizzarsi".
Ad essere fra coloro che hanno trattato con disprezzo il V.Day, non manca l'Umbertone, quello dei fucili e della bandiera "stuiaculo", che di fronte a manifestazioni più grossolane di questa, in effetti, non s'era mai scandalizzato e addirittura diverse ne aveva sponsorizzato. Ma per fare questo, un motivo l'ha avuto: i "grillini" l'avevano messo al bando, includendolo nella lista dei "rei" da non eleggere.
Insomma, anche in questa occasione, il parere dei politici si è spaccato, dando al cittadino l'impressione di sempre: che i nostri "beniamini" quasi sempre sono discordi, anche quando c'è tanta gente che li manda a quel paese.
Cifra

sabato 8 settembre 2007

COME L'ARABA FENICE


E’ nata dalle sue ceneri, più bella di prima.
E’ l’araba fenice.
Dopo mezzo millennio di vita nutrita da un cibo speciale – perle d’incenso – il mitico uccello arde su un rogo per risorgere subito dopo dalle sue ceneri, più bello, più puro, più forte di prima. Il magico pennuto, considerato il simbolo della resurrezione, potrebbe un giorno essere il simbolo della rinascita della nostra città, che, bruciando l’andazzo che scombina la vita in comune, riacquisti l’armonia faticosamente raggiunta due secoli or sono, quando si fusero le due comunità di Pozzo di Gotto e Barcellona.
Non fu facile allora unificare gli spiriti delle due “popolazioni”, che per anni erano state divise dallo storico torrente Longano.
Per decenni ancora, dopo quella storica fusione, il campanilismo esacerbò i rapporti tra pozzogottesi e barcellonesi, tra “nfummicati” e “mangiacagnoli”, non ci fu serata senza che si registrassero, nei pressi del bastione che tagliava la via Operai, scontri tra gruppi di teste calde di entrambe le fazioni. Sassi e bastoni erano le armi comuni, e le botte da orbo erano all’ordine…della notte. Poi a poco a poco, la città si allargò, la via Operai scavalcò il torrente, Pozzo di Gotto divenne Barcellona e Barcellona diventò Pozzo di Gotto.
A rimarcare il divario restò tuttavia qualcosa: le due processioni delle Varette, che finalmente, alla fine del ‘900, dopo lunghi litigi, riuscirono ad incontrarsi e a guardarsi in tralice, sulla copertura del Torrente di storica memoria.
Comunque una certa armonia si è raggiunta, anche se ancora permane un po’ di quello spirito campanilistico.
Quello che invece ha dato una mano a disarmonizzare la nostra vita è stata la conduzione della cosa pubblica, che in tanti anni non è riuscita a far progredire questa nostra comunità, né sul piano ambientale, né su quello produttivo, né su quello comportamentale. Spesso s’è fatto più fumo che fuoco. Anzi, addirittura, è mancato quel fuoco che, come per l’araba fenice, arde soltanto per rendere più belli, più puri, più forti.

CIFRA

venerdì 7 settembre 2007

C'ERA UNA VOLTA







ROBERTO MOLINO

Il consiglio comunale di Barcellona boccheggia. Non ce la fa a sostenere una nuova amministrazione e tuttavia gli mancano i numeri per decidere un dignitoso autoscioglimento, prima che decada per inadempienza. E così si avvia, impotente, verso un commissariamento imposto d’autorità”. Potrebbe sembrare un fatto d’attualità, a chi ha ancora in mente che appena sei mesi fa , in città, si parlava tanto di scioglimento forzato del consesso cittadino.
Ma non è così, perché quelle prime righe opportunamente virgolettate
appartengono alla cronaca politica locale di quattordici anni fa.
L’ho estrapolate da un mio articolo del 7 ottobre 1993, quando la storia di Barcellona cominciò la sua prima grande penosa svolta che mise fine alla quarantennale era santalchiana, per imboccarne
un’altra che sarebbe dovuta essere di rinnovamento e che, poi, si è rivelata un’avventura che ha tutto cambiato per nulla cambiare. Sembrava che ci fosse già pronto l’uomo nuovo, da sostituire ai sindaci di carta che negli ultimi due decenni avevano rappresentato a Palazzo Longano il senatore, ma fu soltanto una comparsa, di vita molto breve: di non oltre 100 giorni.
Ma andiamo con ordine, visto che mi piace ricordare quanto succedeva allora a Palazzo Longano.
Prima fase: la Democrazia Cristiana, cioè Santalco, constatando che il consiglio comunale non è in grado di costituire un’amministrazione attiva, propone l’autoscioglimento del Consiglio, per potere presto andare a nuove elezioni. Poi ci ripensa e fa propria la proposta delle minoranze che si dicono favorevoli ad una “giunta di salute pubblica”, cioè ad un’amministrazione sostenuta da tutti i gruppi politici, che affronti i problemi più urgenti della città.
“Questa nuova iniziativa coglie di sorpresa quanti si erano opposti all’ipotesi di autoscioglimento, sol perché era stata
avanzata da Santalco e suscita reazioni, che rischiano di determinare un irrazionale capovolgimento di fronte”.
Si entra nella seconda fase:Il consigliere dc
Roberto Molino, che nelle passate settimane aveva mostrato interesse per il “progetto-diga” contro l’autoscioglimento , adesso esprime il suo dissenso alla nuova apertura del suo partito, sostenendo che “gli organi presenti in consiglio hanno già dimostrato la loro incapacità a trovare soluzioni produttive per la città. Il loro lavoro si è limitato a mere enunciazioni di principio mai seguiti da fatti concreti. Essi dunque sono delegittimati, in questo momento, a prospettare ipotesi di governo per Barcellona”..
In questa incongruente atmosfera, s’inserisce il microgruppo del Msi,
da sempre emarginato a Palazzo Longano, coglie la palla in balzo per lanciare un proprio comunicato, in cui si esprime la convinzione che "i sei mesi che separano dalla conclusione della legislatura non consentono però ad alcuno di fornire risposte plausibili alle questioni che attanagliano la città”.
Forse senza volerlo, i futuri Aennini danno
spazio ad una nascente meteora: la cui durata non supererà i cento giorni.
Ragazzi, questa, per noi barcellonesi, è ormai “storia”
e chissà se, piano piano, non continueremo a raccontarla.

Francesco Cilona

giovedì 6 settembre 2007

IL SEMAFORO VIGILATO


Stamane, come da tempo si era auspicato, il cittadino barcellonese ha avuto finalmente la possibilità di notare che i due semafori di via Roma non erano incustoditi.
Si è pensato allora che, in ossequio ad una recente circolare ministeriale che sollecita un attento controllo agli incroci dotati di servizio semaforico, alcuni vigili urbani, quasi tutti di nuova assunzione, sin dalla prima mattinata fossero stati piazzati ai due incroci della via Roma con le vie Operai e Marconi. L'avvenimento - perché proprio di un avvenimento si tratta per la nostra città - è stato salutato con soddisfazione da pedoni ed automobilisti, perchè è servito a snellire il traffico e forse anche ad allontanare certe nuove abitudini che, negli ultimi tempi, avevano cominciato a radicarsi in prossimità dei due semafori.
Nella stessa mattinata, tuttavia, mentre si cercava di migliorare il deflusso agli incroci testè menzionati, nella vicina via Ugo di Sant'Onofrio, in prossimità del dismesso passaggio a livello, regnava il caos, a causa della presenza di automezzi disordinatamente posteggiati, che rendevano problematico il transito, soprattutto quando ad incrociarsi c'era qualche mexzzo più pesante.
In quella strada tanto trafficata, di vigili neppure l'ombra. E così l'attento cittadino ha dovuto riconoscere che soltanto la santa pazienza e l'abilità dei guidatori, in situazioni del genere, quando però non vengono meno, possono fare da tappabuchi alla mancanza di vigilanza.
Eppure, una volta, il Corpo di Polizia Urbana, aveva in dotazione due solerti motociclisti, che in continuo movimento per le strade di Barcellona riuscivano ad individuare le situazioni anomale e a fare in modo, anche rilevando contravvenzioni, di correggere certi comportamenti incivili.
Oggi, cosa mai impedisce un controllo motorizzato, più snello ed efficace di quello attuale?
La domanda c'è e non la fa soltanto Barcellonablog. Ci sarà una risposta? Ma chi la darà?
FRA' GALDINO

mercoledì 5 settembre 2007

LE PRIME PIOGGE



Dopo un agosto afoso e secco, finalmente settembre ha fatto il primo sforzo e ci ha regalato un bel po' di vento seguito da un acquazzoncello. Quelle prime gocce hanno giustamente allarmato un consigliere di Forza Italia, il signor Salvatore Imbesi, che nel timore di vedere allagata una delle più importanti frazioni periferiche - S.Antonio - s'è premurato a sollecitare, invocandolo al sindaco Candeloro Nania, l'intervento dell'Ufficio Strade Ville e Giardini, con personale e mezzi opportuni, per la pulitura dei pozzetti che portano le acque piovane alla fognatura della saia Borraccio, compresi quelli della sovrastante via omonima, presumibilmente da ispezionare per un eventuale ripristino della loro funzionalità. Come si può notare, c'è sempre qualcuno che si prende cura delle esigenze della città, anche se limitatamente ad una zona, ad una saia, ad una strada che ritiene a lui più pertinente. Per il resto della città, dove i pozzetti non dovrebbero essere meno intasati, probabilmente ci saranno ulteriori interventi per iniziativa di altri consiglieri, di modo che, anche se a camere stagne, dovrebbero arrivare sul tavolo del primo cittadino, inviti e sollecitazioni di svariati rappresentanti del variegato elettorato barcellonese, reclamanti un rapido generale intervento di disintasatura di tutti i tombini, al fine di salvaguardare la città dal possibile pericolo di allagamenti. Ma visto che si parla di rischio allagamenti, perchè non fare cenno ad un'altra impellente esigenza: quella di provvedere alla ispezione degli alvei dei torrenti che attraversano la città, ormai trasformati in una pattumiera in gran parte invasa da selvaggia vegetazione che rende difficile il deflusso delle acque verso il naturale sbocco a mare?
Del torrente Longano, si parla per esempio soltanto quando si deve pubblicizzare il progetto di ulteriore copertura a valle di quella già esistente, ma non si fa mai riferimento ai rischi che questo corso d'acqua può determinare. Se lo ricordano i nostri amministratori, perchè non è stato possibile, a suo tempo, proseguire la copertura del Longano verso monte? Se lo ricordano?
Fra' Galdino


.Nelle due foto: la copertura e la selva nell'alveo.

martedì 4 settembre 2007

L'ESTATE STA FINENDO


Ogni volta che si arriva a questo periodo, mi torna in mente questa canzonc ina, che negli anni novanta, per più di una estate, furoreggiò nelle discoteche, allora un po' meno vertiginose e brille di adesso.
Sì, un'altra estate se ne sta andando via, dai residence e villaggi che costellano la costa tirrenica messinese comincia l'esodo verso le case urbane. Molti giovanissimi, che la sera, anche senza andare in discoteca o in pizzeria, riuscivano a bivaccare in gruppo fino a tarda notte, dopo avere speso parte delle loro inesauribili energie o in spiaggia o sui campetti di gioco, adesso si dividono e si salutano, con visibile commozione. Forse si rivedranno la prossima estate, forse mai più. Tutto ciò mi sa un po' di romantico.
E poi dicono che i nostri giovani sono tosti e vacui. Ma chi l'ha detto! Sono diversi da noi o siamo noi diversi da loro? E la diversità non può voler dire evoluzione?
Panta rei, tutto cambia, e può cambiare in meglio. Il peggio è quando si finge di volere cambiare e si fa in modo di lasciare tutto come prima. E questo lo sappiamo fare bene molti adulti. Comunque i ragazzi sono cambiati,e tuttavia sono rimasti con la stessa umanità e la stessa irruenza che avevamo noi alla loro età. Sempre che non si sia introdotto a guastarli il male del secolo.
Ma ogni secolo ha avuto il proprio "mal".
Proprio stamane ho avuto la sorpresa di vedere cosa sanno fare questi giovani, per lasciare un segno originale prima di partire. E l'ho voluto fotografare quel segno. Ha tutta l'aria di un "totem", che sa tanto di antico e tanto di festosamente giovane.
CIFRA

SI SONNECCHIA A PALAZZO LONGANO


In una interrogazione al Sindaco presentata dai consiglieri dell'Udc Giovanni Messina e Giuseppe Trifilò, si chiede notizia sullo stato di avanzamento delle operazioni tecniche avviate per la modifica del Piano Regolatore Generale e sul perchè non è stata ancora composta la nuova commissione edilizia, a diversi mesi dalla formazione della nuova amministrazione comunale. "Ad oggi – si legge nell'interrogazione – non risulta ancora nominato alcun componente e ciò produce un notevole disagio ai cittadini che per necessità e spirito imprenditoriale, intendessero edificare e investire sullo sviluppo e la trasformazione necessaria del nostro territorio". Gli interroganti sottolineano che i cittadini attendono che il sindaco sia esplicito sui tempi necessari alla nomina dei componenti della commissione e sulla sua conseguente entrata in vigore. Se per la formazione dell'importante commissione si dovessero prevedere tempi lunghi - secondo gli interroganti -occorrebbe "dare mandato agli uffici competenti affinchè svolgano, e ciò dovrebbe già avvenire, le mansioni relative al rilascio delle concessioni edilizie previo espresso parere per quanto di loro perizia". I sottoscrittori dell'interrogazione fanno presente che all'art. 4 il decreto dell'Assessorato al territorio e all'ambiente, dipartimento regionale urbanistica, è abbastanza chiaro, in questo senso, in attesa della preparazione del piano regolatore.
E' ovvio che i problemi sono due, sui quali, se non si è svegli e determinati, non sarà facile mettervi le mani. 1) Quello dell'operazione relativa alla modifica dello strumento edilizio, che è legata soprattutto alla conferma o meno dei limiti urbanistici che garantiscano adeguato territorio agli spazi pubblici e al verde cittadino, sarà sicuramente un tempo abbastanza prolungato, dipendendo soprattutto dalla necessità di portare a termine le numerose vertenze legali, impiantate da cittadini che si sentono defraudati dallo sfornato piano dei vincoli urbanistici.
2) Quello riguardante la composizione della commisione edilizia potrebbe essere celermente avviato a soluzione, ma probabilmente non lo sarà, perchè si dovrà dare conto alla varietà di richieste, se non addirittura di pretese, ovviamente scaturienti dalla massa di amici che, per rigovernare a Palazzo Longano, gli amministratori in uscita hanno dovuto procurarsi inventando una miriade di liste civetta.
Fra' Galdino

lunedì 3 settembre 2007

LETTERA AD ANDREA


Caro dott. Italiano...Avrei potuto cominciare così, ma preferisco, più confidenzialmente, un altro incipit, anche perchè ho un collega del tutto tuo omonimo.
E allora:-Caro Andrea, mi congratulo intanto per la tua dichiarata disponibilità a seguire questo "blog", e spero che non solo lo apprezzerai, ma anche proverai a diffonderlo. Sarà un'azione positiva che, probabilmente, ti farà accorgere che Bacellonablog e Genius-Loci possono operare in simbiosi. Quanto hai scritto, nel tuo commento, mi sembra un buon auspicio in questa direzione. Mostrare sia il bello, sia il brutto è un po' la prassi di chi ama l'obiettività: e su questo non ci piove. Peccato che il brutto, purtroppo, si mostra da sè, ma chi dovrebbe vederlo finge di non accorgersene. Ed allora, giocoforza, occorre qualche sferzata, anche se capita che i colpi incidano poco o niente su certe facce di bronzo. Il bello, spesso, rimane occulto e starebbe a noi "tirarlo dal ventre", come retoricamente ha detto recentemente l'amico Rino. Quando sottolinei la necessità di valorizzare i beni culturali (pochi quelli esistenti e, in parte, latenti ndr), ed esprimi nel contempo la speranza che voi giovani nutrite: cioè che "chi di dovere" cominci a vergognarsi, in altre parole fai eco alla nostra "caduta di braccia" di fronte a chi, pur avendo il dovere precipuo di muoversi, delega gli altri a far partorire alla città i beni culturali di cui sarebbe "pregna".
Apprendo da te che, se il Comune è giovane, tuttavia Barcellona, come entità territoriale etc.etc. è un luogo ben radicato a partire dal 500 (tardo manierismo): peccato - aggiungo io - che finora è stata messa pochissima acqua per mantenere vegete quelle radici. E ti prego di non confondere questa mia costatazione con "nihilismo".
Questo, sì, mi dispiacerebbe molto, perchè, secondo me, nihilista non è chi constata il danno fatto dall'indifferenza, dall'opportunismo interessato, dall'ignoranza e dalla prepotente presunzione, ma chi distrugge le cose che valgono con la propria trascuratezza, con il proprio interesse privato, coi propri pregiudizi e soprattutto con la propria sete di potere.
Ci siamo capiti? Ciao.
Francesco Cilona

domenica 2 settembre 2007

I CIRCOLI DELLA "VIRTU'"



Giorni fa, sospettando che fossero in gran parte virtuali ( o come si diceva una volta:sulla carta) i cinquemila circoli della libertà, tanto declamati ed esaltati dalla "creatrice" Michela Vittoria Brambilla, la rossa creatura berlusconiana, ed avendo appreso che anche a Barcellona un cotale circolo era stato creato, ci siamo permessi di chiedere se fosse possibile sapere quale e in che via sarebbe la sua sede.
E' trascorso del tempo, ma nessuno s'è fatto sentire per soddisfare tale nostra curiosità. Riflettendo, ci siamo imbattutti in questo dilemma: o la gente non ci ha risposto, perchè nessuno ci segue e ci dà ascolto, o nessuno dei nostri centomila lettori conosce l'indirizzo da noi richiesto. In verità ci potrebbe essere un terzo "corno" del dilemma: che la gente se ne frega di noi e dei cinquemila circoli della Brambilla.
Senonché, stamane, leggendo i giornali, un flash ci ha illuminato: l'ha acceso il senatore Marcello dell'Utri.
Dopo avere letto un'intervista di Michela Vittoria Brambilla a Repubblica, "in cui la rossa presidentessa pronostica di raggiungere quota 9.000 a fine anno e annuncia un meeting nazionale ad ottobre, il senatore di Forza Italia, tra i fondatori del partito assieme a Silvio Berlusconi" ha svelato che tutti sanno che "i 5.000 Circoli della Libertà in realtà non ci sono". Noi non lo sapevamo con certezza, anche se lo sospettavamo. Comunque non ce ne sono 5.0000, non ce ne saranno per Natale 9.000, ma almeno qualche centinaio, di reali, in tutta Italia potrebbero esserci. E allora, se non siamo lontani dal vero, possiamo dirci "più realisti del re?"
Fra' Galdino

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La mia foto
barcellona pg, messina, Italy
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