
Finalmente c’è qualcuno che, in Consiglio Comunale, ha le idee chiare su cosa si deve fare nei confronti di un’istituzione pubblica che non è riuscita a garantire l’importante servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, pur avendone reso molto più oneroso il costo. E’ il consigliere della Margherita, Orazio Calamuneri, che con un’interrogazione al sindaco Candeloro Nania chiede che finalmente il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto si interessi fattivamente per cercare un’alternativa all’Ato ntanti comunali della città di trattare il pressante problema, che a giudizio dell’interrogante andrebbe affrontato radicalmente, facendo cioè uscire Barcellona dall’Ato e restituendo all’Ente Comune la prerogativa d’interessarsi direttamente della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tra l’altro, il “sindacalista” della Margherita”, nella sua interrogazione fa riferimento ad una impressionante presenza di ratti accanto ai cassonetti della spazatura, in particolare presso la scuola media di Pozzo di Gotto, “dove – sostiene Orazio Calamuneri -- i roditori, anche a gruppo di venti, fanno bella vista assalendo la gente che va a buttare la spazzatura”. A parte l’iperbole, quel che fa specie, caro Orazio, è la “precisione” del numero di topi registrato e “la bella vista”, da quell’esercito offerta, che potrebbe essere una buona promozione per il turismo, in una città che si è consorziata per l’incremento di questa fruttuosa attività.
Fra' Galdino

















Quanto hai scritto, nel tuo commento, mi sembra un buon auspicio in questa direzione. Mostrare sia il bello, sia il brutto è un po' la prassi di chi ama l'obiettività: e su questo non ci piove. Peccato che il brutto, purtroppo, si mostra da sè, ma chi dovrebbe vederlo finge di non accorgersene. Ed allora, giocoforza, occorre qualche sferzata, anche se capita che i colpi incidano poco o niente su certe facce di bronzo. Il bello, spesso, rimane occulto e starebbe a noi "tirarlo dal ventre", come retoricamente ha detto recentemente l'amico Rino. Quando sottolinei la necessità di valorizzare i beni culturali (pochi quelli esistenti e, in parte, latenti ndr), ed esprimi nel contempo la speranza che voi giovani nutrite: cioè che "chi di dovere" cominci a vergognarsi, in altre parole fai eco alla nostra "caduta di braccia" di fronte a chi, pur avendo il dovere precipuo di muoversi, delega gli altri a far partorire alla città i beni culturali di cui sarebbe "pregna".
