giovedì 25 ottobre 2007
NIENTE ASSESSORATI PER PINO E BAGNATO
VIGILI: IN VISTA L'ARRIVO DI UN NUOVO COMANDANTE


Al prossimo comandante, probabilmente sarà riferito quanto difficile sia la situazione in questa città, soprattutto per quanto riguarda il compito di vigilanza sulla strada e in tutti gli altri settori affidati al controllo della Polizia Urbana. A Barcellona , come d’altronde in molte altre città d’uguale portata, circola un numero esorbitante di auto e di moto, che, soprattutto per la carenza di adeguati mezzi pubblici, per l’esistenza di una rete stradale irregolare, per la quasi assoluta mancanza di idonei parcheggi, creano spesso trambusto. Se a ciò si aggiunge l’ormai rilassata disciplina di non pochi utenti della strada e, perché no?, la non bella abitudine degli esercenti del centro e dei loro dipendenti - che non appena aprono i negozi, occupano con le loro auto i posteggi adiacenti, mettendo così in difficoltà i possibili clienti che arrivano in macchina - si ha il quadro quasi esatto della situazione, divenuta cronica nel centro urbano. C’è inoltre il mai risolto problema dei semafori, che in questa nostra città sono soltanto due, ma entrambi collocati all’altezza di incroci talmente vicini tra di loro da provocare frequenti code ed ingorghi. Insomma, il nuovo comandante troverà una città oberata da un traffico che, per essere dimensionato e regolato, non soltanto ha bisogno di solleciti correttivi, ma anche e soprattutto di interventi a medio e lungo termine, che l’Amministrazione dovrebbe programmare per la creazione di adeguati nuovi percorsi, alternativi almeno alle due attuali “direttrici” interne che, attraversando l’intera città, sono di collegamento alla Strada Statale 113. Ci diceva, un esperto, che “pretendere di fare contenere il traffico attuale nelle strade di Barcellona sarebbe come pretendere di fare contenere un litro d’acqua in una bottiglia di mezzo litro”. Per cui, o si cambia la bottiglia, oppure si è costretti stravasare. Ed il traffico, in questa città, trabocca e continuerà ad esondare sempre di più se non si provvederà, almeno, alla costruzione di una adeguata “direttrice” a più corsie, decentrata, in grado di sopportare il traffico pesante e ogni altro movimento di transito.
Fra’ Galdino
mercoledì 24 ottobre 2007
IL CAOS IN CITTA'
Fra' Galdino
martedì 23 ottobre 2007
SANTU VITU

L’antica chiesa sconsacrata di San Vito, dopo tanti milioni spesi per salvarla dal degrado per essere successivamente lasciata di nuovo ad usurarsi in stato di abbandono, è tornata in visibilità: all’attenzione e alla cura dell’Amministrazione comunale e della Sovrintendenza ai beni culturali.
A giorni, nel Palazzo di Città, sarà aperta una gara d’appalto per completamento dei lavori di ripristino dell’edificio, ristrutturazione di sue parti accessorie e rinnovo dell’impianto elettrico. Altri lavori, per il restauro e la salvaguardia di decorazioni, altari ed altri pezzi di valore artistico-artigianale, saranno eseguiti a cura della Sovrintendenza di Messina, che già anni or sono intervenne per rinnovare la copertura dell’ex chiesa, trasformata in auditorium, prima di essere chiusa perché pericolante.
La chiesa di San Vito, soprattutto per gli abitanti di Pozzo di Gotto, ha sempre rivestito un’importanza particolare, ed è stata in più di un’occasione motivo di rammarico: una prima volta, quando le fu tolta la prerogativa di sede dell’Arcipretura, poi quando, a causa del suo degrado, le fu tolto il Santo Patrono che venne trasferito nella vicina Chiesa di Santa Maria Assunta, successivamente quando fu sconsacrata e ceduta al Comune, per essere adibita ad auditorium, in fine quando la stessa struttura “laica” venne chiusa e quasi abbandonata all’usura del tempo ed al degrado.
La Chiesa di san Vito, come si evince dagli studi del compianto Padre Carmelo Biondo, ha avuto origini antiche e, secondo un manoscritto rinvenuto nell’archivio parrocchiale, sarebbe stata inizialmente Chiesa Greco-ortodossa.
La statua di San Vito, che adesso dovrebbe essere collocata nella nuova Chiesa di S. Andrea e San Vito, è opera attribuita alla scuola del Gagini.
FRA’ GALDINO
lunedì 22 ottobre 2007
COSì TERMINA IL CICLO MOLINO
Nelle foto: Molino(alto dx) Gitto (alto sxNon era trascorso neppure un mese dalla visita del presidente della Regione Siciliana, al Comune di Barcell
ona Pozzo di Gotto, quando, alle 19,10 di giovedì 10 febbraio, giunse all’ufficio del Sindaco Molino un fax da Palermo, firmato dallo stesso presidente , on. Franco Martino. Con freddo linguaggio burocratico si comunicava che la giunta regionale, “ai sensi della legge regionale 9/93”, aveva deliberato lo scioglimento del consiglio comunale di Barcellona. Un colpo di fulmine per una notizia da tempo temuta.Perché, come spesso capita, si era fatta troppa “melina” tra amministratori e progettisti e, man mano che passavano i mesi, ci si trovava sempre con qualche novità da affrontare.

Francesco Cilona
LE PROPOSTE DI "CITTA' APERTA"
Ed oggi, per iniziativa del movimento “Città Aperta”, anche se con la prospettiva di una pioggerella intermittente , la pedalata per le vie della città è stata organizzata. E non semplicemente per dare una scaldatina alle gambe, ma per uno scopo prettamente sociale.
La manifestazione “Barcellona in Bici” è stata abbinata, infatti, ad una lodevole iniziativa: fare firmare ai cittadini una petizione popolare indirizzata al Sindaco per sollecitare interventi dell’Amministrazione in grado di rendere più vivibile Barcellona, questa nostra città soggetta da tempo a un crescente inquinamento atmosferico-acustico, a causa dell’eccessivo traffico interno. Il movimento “Città Aperta”, che da tempo conduce una assidua campagna per il ripristino di condizioni di vivibilità, nell’ambiente urbano, avanza una serie di proposte, alcune delle quali non difficilmente attuabili, come il potenziamento del servizio di trasporto pubblico, che servirebbe a mitigare l’eccesso di afflusso di auto e motori nella circolazione cittadina, la costruzione di piste ciclabili, ovviamente là dove sarà possibile, con il corredo di rastrelliere per le biciclette, e la sperimentazione di giornate senz’auto. Sollecita inoltre qualche altro progetto meno immediato e forse anche meno adatto al nostro centro cittadino, quale la istituzione di altre isole pedonali, probabilmente riferibile al già annunciato piano per la trasformazione di via Roma in “salotto” pedonale: un sogno che, per quanti conoscono la precarietà delle strade alternative alla via Roma, sarebbe opportuno rimanesse tale. A meno che gli amministratori di Palazzo Longano e i tecnici incaricati alla sua attuazione, non siano in possesso del classico cilindro del Mago Zuzù, con cui ovviare all’allargamento delle vie Mandanici ed Umberto Primo, le due strettoie collaterali alla via Roma. Ma è più facile che dal cappello esca l’ormai solito stantio coniglio...
NELLE FOTO: via Roma e un posteggio di bici
FRA’ GALDINO…
domenica 21 ottobre 2007
UNA STORIA PER IL "FERMI"

fare intervenire le forze dell’ordine per sgombrarlo. Di ciò possiamo documentare l’evento con questa foto. Attualmente l’istituto “Enrico Fermi” , prevalentemente frequentato da studenti del corso commerciale, essendo in calo l’affluenza al corso geometri, costituisce assieme ad altre importanti scuole superiori ( liceo classico “Valli”, liceo scientifico “Medi”, istituto tecnico industriale “Copernico”, e gli istituti professionali di Stato per l’Agricoltura, per l’Industria e l’Artigianato) la “fucina” della formazione scolastica dei nostri ragazzi. Purtroppo non tutte le scuole, tra quelle nominate, hanno sede adeguata e dignitosa, come l’”Enrico Fermi”. Davanti ad un grosso problema, attualmente e da sempre, si trova il liceo scientifico “Medi”, costretto ad ospitare gli alunni in più sedi in affitto, distanti tra di loro e inadeguate dal punto di vista logistico. Tornando all’istituto “Fermi”, che ha ormai una sua storia da raccontare, fa piacere rilevare che, in vista del suo cinquantenario, qualcuno ha pensato di farlo, curando la pubblicazione di un volumetto in cui “in breve” si espone appunto “una lunga storia”: quella dell’Istituto Fermi di Barcellona. Il lavoro è stato redatto da Vittorio Betto con la collaborazione dei colleghi Franco Ceraolo e Santi Giannetto.sabato 20 ottobre 2007
LA RICETTA DI FRA' GALDINO

Stavolta parlerò di due "parenti": l'aglio e la cipolla. Entrambi della famiglia delle liliacee, la stessa del noto giglio bianco, si potrebbe dire che sono fratello e sorella e che, come tali, si vogliono tanto bene che non piace che stiano insieme, perchè litigherebbero. Aglio e cipolla sono di origine asiatica (Cina e Persia soprattutto). In cucina sono usatissimi, ed hanno entrambi
doti curative eccellenti ed in parte somiglianti. L'aglio è indicatissimo per chi soffre di ipertensione, ha azione espettorante e antidiarroica, è un ottimo disinfettante dell'intestino, ma è mal tollerato da chi soffre di gastrite Non deve assolutamente essere mangiato da mamme che allattano. Una volta veniva usato per rammollire calli e duroni e togliere le verruche. La cipolla ha come il fratello ottime qualità disinfettanti e emollienti e
una buona funzione regolatrice della digestione. Cruda è altamente diuretica e aiuta ad espellere la renella. Fa bene a chi soffre di glicemia, d'azotemia, di reumatismi. Ovviamente la funzione curativa d'entrambe le piante è semplicemente coadiuvante. Cioè, come tutte le piante con caratteristiche benefiche, anche queste vanno usate come aiuto alle cure prescritte dal medico, sia egli generico, sia specialista od omeopatico. Aglio e cipolla sono stati sperimentati con qualche successo, la scorsa estate, contro la puntura delle zanzare e dei pappataci. Cipolle di lusso sono quelle di Tropea.Fra' Galdino
LO SPAURACCHIO DELLO SCIOGLIMENTO

FOTO: Il presidente Martino (sx)il sindaco Molino (dx)
il vice sindaco Gitto (sotto)
Insediatosi, il nuovo sindaco provvide all'assegnazione delle deleghe, che furono così distribuite: Carmelo Gitto, vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici, cimitero, acquedotto, fognature e pubblica illuminazione; Vincenzo Alizzi, pubblica istruzione e affini; Giuseppe Accetta, manutenzione strade, ville e giardini; Filippo Sottile, sviluppo economico, ecologia, sanità, macello, servizi demografici; Domenico Piccolo,bilancio, finanze, tasse e patrimonio; Antonino Cutugno, sport, turismo, spettacoli, problemi della gioventù; Giovanni Mazzù, polizia urbana, annona, mercati, autoparco, nettezza urbana; Giovanni Munafò, servizi sociali e contenzioso.
La nuova amministrazione cercò subito di affrontare le maggiori impellenze, per tentare di sfoltire il cumulo di problemi che, nei mesi di stasi amministrativa, non era stato possibile avviare a soluzione.
Per prima cosa, bisognava ripristinare l'illuminazione pubblica in molte strade della città, da un paio di mesi rimaste al buio, per mancanza di manutenzione agli impianti esterni. Durante i mesi di precarietà amministrativa, non era stato possibile indire l'apposita gara d'appalto ed era quindi necesario ovviare subito. Ciò, tuttavia, non avrebbe consentito l'immediato avv
io dei lavori di ripristino, a causa dei tempi tecnici imposti dalla burocrazia.Ma l'urgenza e la pericolosità della situazione non consentivano ulteriore perdita di tempo. E fu così che Molino e "compagni" decisero di ricorrere ad un'ordinanza che consentisse un tempestivo intervento. E la luce tornò nelle strade.
Altri problemi impellenti furono avviati a soluzione con la stessa tempestività, ma giustamente , anche se i tempi stringevano, non era possibile ricorrere all'urgenza più di tanto. C'era davanti comunque lo spauracchio della mancata attuazione del Piano Regolatore , che categoricamente sarebbe dovuta avvenire entro il 31 dicembre del '93, pena lo scioglimento del Consiglio Comunale e, quindi la decadenza della novella amministrazione.
Si sperava che la Regione volesse tenere conto di quanto era accaduto negli ultimi quattro mesi del decorso anno.
Uno spiraglio sembrò aprirsi, quando il presidente della Regione, Franco Martino, ebbe "la bontà" di fare una visità a Palazzo Longano, dove fu accolto dal Sindaco Molino e dalla Giunta, che colsero l'occasione per sottoporre alla sua attenzione le emergenze di Barcellona, piano regolatore compreso. Il presidente ascoltò, prese appunti, concesse un'intervista alla Stampa e non nascose la sua preoccupazione per i grossi problemi rilevati a Palazzo Longano.
"Da quanto ho potuto capire - disse tra l'altro - il Comune di Barcellona si trova in una situazione particolarmente difficile, a causa della lunga crisi amministrativa. Per il problema maggiore, che fa rischiare lo scioglimento, non vorrei dire inesattezze. Posso però precisare che la Regione, su questo argomento che non interessa soltanto il Comune di Barcellona, ha interpellato , per l'applicazione della relativa legge, il Consiglio di Giustizia Amministrativa e l'Avvocatura dello Stato, per assicurarsi un'interpretazione autentica: se cioè il termine imposto va considerato perentorio, oppure sia possibile ricorrere a soluzioni diversificate, tenendo conto della specificità delle singole realtà comunali. .Il nodo dovrebbe essere sciolto in tempi molto brevi, non oltre la fine del mese". Il presidente Martino concluse la sua dichiarazione, augurandosi che non fosse anche il consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto a dovere essere sciolto, perchè "dispiace dovere espropriare i cittadini del diritto di farsi governare dai loro rappresentanti".
Francesco Cilona
C'E' UNA GATTA DA PELARE: si chiama IPAB
A ciò si aggiunga la posizione delle maestranze alle dipendenze dell'Ipab e la loro prospettiva di lavoro.
Questa, la problematica che risulterebbe dalla sintesi dei pareri, pur molteplici ma non del tutto diversi, espressi dall'amministrazione comunale, per bocca del sindaco, dalla maggioranza e dalle minoranze consiliari, nonchè dal sindacato.
Il sindaco Nania, pur rendendosi conto della situazione di "sballo" esistente nell'Ipab e quindi della necessità di porre rimedio ad una gestione rivelatasi fallimentare, in parole povere non se la sente di fare accettare al Comune da lui amministrato una vera e propria "gatta da pelare", pertanto chiede alla Regione, se vuole che il problema si risolva senza che vengano "graffiate" le finanze comunali , che almeno tagli gli artigli al'linospitale felino.
Nania ovviamente non ha usato questa colorita antifona, ma, in altri termini, ha affermato che "la Regione non può buttare addosso al Comune tutto il peso organizzativo e finanziario", derivante da un passaggio sic et simpliciter del patrimonio Ipab. Per cui, per certi versi, è necessario che sia garantita, dalla stessa Regione, la copertura di talune spese, tra cui quella per i salari alle maestranze.
Ma perchè sia sanato il rapporto finanziario tra Ipab e dipendenti, sta facendo intanto la voce grossa la Cgil locale, il cui responsabile sindacale, Salvatore Chiofalo, appare molto seccato per questo rimandare alle calende greche la questione dei lavoratori, che più di una volta sono entrati in agitazione per il mancato pagamento delle loro spettanze. Ed ha annunciato giornate di lotta.
Francesco Cilona
venerdì 19 ottobre 2007
LA SINISTRA NON SAPPIA CIO' CHE FA LA DESTRA
Non solo molti nostri politici della Casa delle libertà - meno male che non è la Famiglia delle libertà - dimostrano giornalmente coi fatti, se non con le parole, di contraddire le esortazioni del Papa per la salvaguardia della Famiglia, ma anche i grossi personaggi di questa Europa che rema a destra fanno a gara per agire al contrario di quanto osano predicare. giovedì 18 ottobre 2007
PIU' "NO" CHE "SI" AL PASSAGGIO DELL'IPAB AL COMUNE
Da parte loro, i sostenitori del "no" hanno condiviso e sottoscritto un documento preparato dal capogruppo di An, dott. Filippo Marte, in cui si esprimono le ragioni del voto contrario. Intanto esso sarebbe "giustificato dal mancato invio, insieme all'invito regionale ad acquisire i beni dell'Istituto, di una dettagliata relazione sul patrimonio e sul suo stato, nonchè sulle modalità di gestione e della situazione debitoria complessiva". Si fa inoltre notare che il Collegio dei revisori dei conti ha dato parere negativo e il responsabile dell'Ufficio ragioneria ha richiamato l'attenzione sulla mancanza di elementi riguardanti lo stato economico- patrimoniale e sulla necessità, in base alla legge finanziaria,di ridurre la spesa per il personale. A tale proposito, c'è da notare che, in mezzo al pubblico, sedeva parte delle maestranze dell'Ipab da oltre un anno non pagate e rappresentanti sindacali, che hanno minacciato azioni di protesta nella prospettiva d'una risposta negativa. Secondo i fautori del "no", il Comune non può acquisire a "scatola chiusa" un patrimonio la cui gestione rischierebbe di mandare in tilt le sane finanze dell'Ente. Comunque la decisione presa stasera, sempre secondo il documento, potrebbe essere rivista nel caso in cui la Regione, rivedendo i termini finora imposti, si rendesse disponibile ad aprire un tavolo tecnico per esaminare e chiarire tutti gli aspetti del problema.
Non è mancato l'intervento del Sindaco, Candeloro Nania, che, pur ammettendo che avrebbe potuto tenersi da parte, ha inteso esprimere la preoccupazione dell'amministrazione da lui retta, di fronte alla eventualità di dovere assumere oneri che potrebbero turbare l'equilibrio finanziario del Comune. Il problema - ha detto Nania - è tale da imporre responsabilità che non si possono assumere a cuor leggero. Quindi ben venga la proposta intesa a esaminarlo attentamente e con tutti gli elementi chiarificatori possibili. Ha auspicato che di ciò si rendano conto alla Regione, prima di stabilire un'insostenibile imposizione.
Francesco Cilona
HO SCOPERTO UNA LUNA MERAVIGLIOSA

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UN PATRIMONIO A PERDERE?
Intanto, nel corso dell'incontro, al quale erano presenti anche rappresentanti della Stampa, si è precisato che il Consiglio d'Amministrazione dell'Ipab, che a suo tempo sostituì, per legge, le opere pie che avevano curato i lasciti di quattro facoltose famiglie barcellonesi, praticamen
te negli ultimi due anni ha fatto poco o nulla per curare l'immenso patrimonio, lasciando persino in "standby" le maestranze, da tempo in agitazione, per il mancato pagamento delle spettanze e degli oneri assicurativi. Molte delle strutture, cedute in affitto con canoni modesti, sarebbero state trascurate nella manutenzione, altri possedimenti sarebbero stati pure poco curati se non addirittura abbandonati. Lo stesso consiglio, secondo documentazioni segnalate dal sindacato, avrebbe addirittura presentato un progetto di privatizzazione mediante l'alienazione del patrimonio immobiliare: proposta ovviamente bocciata.Insomma, secondo la Cgil, urge provvedere alla risistemazione dell'amministrazione dei beni, anche perchè la legge prevede lo scioglimento delle Ipab, quasi tutte in situazione deficitaria, e la conseguente ricollocazione dei beni in affidamento ad enti amministrativi più efficienti. Nel caso dell'Ipab di Barcellona, la proposta del passaggio dei beni è stata avanzata agli amministratori di Palazzo Longano,invitati dall'assessorato regionale competente a convocare il consiglio comunale per un'attenta valutazione e una possibile soluzione del problema. Siccome si è a conoscenza che già esiste parere negativo da parte dei consulenti e della Commissione finanziaria di Palazzo Longano, c'è da credere che la decisione del Consiglio non sarà favorevole. Questo timore assilla il sindacalista che non ha difficoltà a minacciare che "se il Consiglio esprimerà voto contrario, si protesterà organizzando un "sit in" permanente davanti a Palazzo Longano, per sottolineare che è un delitto svendere i beni pubblici, rischiando addirittura di farli sottoporre ad aste massicce. Salvatore Chiofalo ha auspicato, anche a nome dei lavoratori finora non pagati, che il Sindaco Nania e i consiglieri tutti si rendano conto che non si può sperperare, per mancanza d'intraprendenza, un patrimonio così ingente e importante per la città di Barcellona, specie se messo a confronto con la sua irrisoria situazione debitoria, valutata nel bilancio consuntivo dello scorso anno, in un passivo di circa 150 mila euro.
mercoledì 17 ottobre 2007
TUTTO TORNA COME PRIMA

Mentre la Cina protesta per la "madornale ingerenza degli Stati Uniti negli affari interni degli altri Paesi (in questo caso della Cina stessa) , per avere Bush ricevuto in visita privata il Dalai Lama, c'è ancora chi soffre dietro le sbarre per avere protestato contro un governo oppressore. La Cina non tollera l'accoglienza fatta in America a colui che rappresenta la "massima espressione" di quei Burma che poche settimane fa furono messi in silenzio con la forza nell'ex Birmania, perchè lo considera non un capo religioso, ma un attivista politico, che predica in giro per il mondo la separazione del Tibet, come se tale rivendicazione non nascesse dal fatto che l'indipendenza al Tibet era stata tolta dall'invasione dell'esercito popolare di Mao Tze Tung. Il Dalai Lama, dopo la visita al presidente degli Stati Uniti, oggi, è stato ospite del Congresso, che gli ha conferito la medaglia d'oro, massima onorificenza nella Nazione nordamericana. Non sappiamo se il Dalai Lama e i politici abbiano toccato il problema della rivolta silenziosa dei monaci buddisti. La stampa e gli altri media non ne hanno fatto neppure cenno. Ed è questo il segno peggiore. Perchè finchè il fatto eclatante è in fase esplosiva tutti ne parlano e si riempiono teleschermi e pagine intere. Passata la bufera, tutto cade nel dimenticatoio, anche se ci sono ancora tanti che marciscono nel fondo di una cella e altri che piangono per la perdita o la scomparsa di persone care. Ree soltanto d'avere sognato uno spiraglio di libertà.
Fra' Galdino
ERA DA TEMPO....

Due rilevanti notizie: una dolente e l’altra promettente. La prima parla di un giovane trovato cadavere in un giardino di via Stretto Bruschetto, poco distante da via Ugo di Sant’Onofrio. La sua morte potrebbe essere stata causata da un improvviso malore, provocato da una dose eccessiva di eroina. Lo lascia pensare il fatto che, accanto alla vittima, gli inquirenti hanno trovato una siringa. La salma sarà sottoposta ad esame autoptico e tossicologico. Si sta interessando del caso la procura della Repubblica di Barcellona con l’ausilio della locale polizia e dell’istituto di medicina legale. Le indagini comunque, oltre a quella possibile della droga, non trascurano altre piste. Era da tempo che, a Barcellona, non si registravano scoperte così dolenti.
^ì^ì^ì^ì^ì^ì^L’altra notizia, che non ha niente a che vedere con la cronaca nera, ma è promettente e quindi positiva, riguarda l’apertura , a Palazzo Longano, della gara d’appalto per la costruzione di un ponte sul torrente Idria, necessario per migliorare il collegamento tra la via Risorgimento di Pozzo di Gotto e la strada che porta a Lando, zona collinare che da qualche anno a questa parte si cerca di valorizzare. Ricordiamo che Lando ha un importante precedente sul piano archeologico, che purtroppo è stato per lungo tempo dimenticato. Tornando all’opera, si apprende che sono già arrivate le offerte da parte delle imprese – ben duecento – e
Era da tempo che, a Barcellona, non si registrava un appalto per la costruzione di un ponte. E pensare che, di opere del genere, la città ne avrebbe di bisogno, visto che è attraversata da due torrenti e fiancheggiata da altri due. Intanto è auspicabile che, almeno per questa gara, non ci siano intoppi paragonabili a quelli che recentemente ne hanno bloccato un paio.
martedì 16 ottobre 2007
BARCELLONA HA FATTO IL PIENO
Praticamente la città s'è comportata in maniera dignitosa .
LE I.P.A.B. NELL'OCCHIO DEL CICLONE
Una proposta di assorbimento che entro 30 giorni dalla notifica dovrebbe essere sottoposta alla discussione ed al parere del Consiglio Comunale.
L’ingente patrimonio dell’ex opera Pia, da alcuni anni trasferito all’Ipab, non è stato mai chiaramente quantificato, e non risulta neppure calcolato l’importo debitorio dell’istituzione. Per cui sarà difficile che, nella prossima seduta, che dovrebbe essere tenuta a breve, si possa avere la possibilità di esprimere una qualsiasi opinione, anche se a spingere verso il rifiuto della proposta peserebbe il parere negativo già espresso dal Collegio dei revisori dei conti.
Intanto c’è un problema concreto da affrontare, quello della mancata retribuzione da due anni al personale dipendente dell’Ipab, cinque persone in tutto, di cui una - lavoratrice - deceduta proprio in questi giorni. E sarà il primo argomento ad essere affrontato nella riunione che domani mattina si terrà presso il Sindacato. Il cui responsabile, Salvatore Chiofalo, si è già premurato ad avvertire il sindaco di Barcellona, Nania, ed il presidente del Consiglio Comunale, Francesco Crinò, a farsi carico, nel termine previsto, della richiesta della Regione di convocare i consiglieri comunali, in seduta straordinaria.
“Stante l’aggravarsi della situazione debitoria dell’Ipab – afferma il sindacalista nella sua lettera (indirizzata pure al presidente del Consiglio di amministrazione Ipab e sottoscritta dai superstiti quattro dipendenti) - soprattutto nei confronti dei lavoratori dipendenti e degli Istituti Previdenziali, con prospettive assolutamente negative rispetto a qualsiasi iniziativa di rilancio dell’attività dell’Ipab di Barcellona P.G., già da anni in stato di totale inattività, con la presente, si chiede alle SS.LL., ognuno per le proprie competenze, a predisporre gli ati affinché il Consiglio Comunale possa procedere e accogliere l’invito formulato dal competente Assessorato. Si rammenta che il medesimo assessorato ha assegnato a questo Comune trenta giorni, per deliberare, dall’avenuta notifica.
lunedì 15 ottobre 2007
ROBERTO MOLINO CE L'HA FATTA
In primo piano di spalle riconoscibile il dott. Bauro
All’inizio l’attenzione fu polarizzata dall’atteso intervento del senatore Carmelo Santalco, dimessosi da sindaco con l’intenzione di indurre il Consiglio Comunale ad autosciogliersi, per potere adire ad elezioni amministrative anticipate.
Fu una vera e propria “filippica”: e non risparmiò nessuno dei 15 consiglieri "che - disse - con comportamento astioso nei suoi confronti, pur di fargli un torto, si erano buttati in un’assurda ammucchiata". Usò per tutti parole aspre, definendoli: cani sciolti, canne al vento, iscariota, fratelli d’Abele. Per Roberto Molino, sindaco in pectore, 31 anni, proveniente dall’Azione Cattolica, rispolverò
Santalco, nella foga dell’intervento, ebbe espressioni dure anche per l’ex sindaco Enzo Amato, considerato “inaffidabile per le sue intese sottobanco coi rappresentanti del cartello a lui avverso e per talune sue dichiarazioni alla commissione antimafia di allora (23 gennaio 1993 a Barcellona), secondo cui i parlamentari barcellonesi si sarebbero accorti troppo tardi della gravità della situazione locale”.
Seguirono altri interventi, tutti di breve durata. Quindi si procedette alla votazione per appello nominale per l’elezione del sindaco e della Giunta. Il risultato fu favorevole per Molino e per la compagine da lui capitanata. I voti a favore furono 22, quelli contrari 15.
L’insediamento, comunque, non fu immediato, perché i voti della maggioranza non avevano raggiunto quota 25.
Questi i nomi dei componenti la nuova Giunta: Giuseppe Accetta, Giuseppe Alizzi, Antonino Cutugno, Carmelo Gitto, Giovanni Mazzù, Giovanni Munafò, Domenico Piccolo, Filippo Sottile. Una settimana dopo, giunse notizia che il Tar di Catania aveva respinto il ricorso che, prima della riunione del Consiglio, era stato avanzato dai fedelissimi di Santalco, avverso alle decisioni del Coreco e dell’assessore regionale agli Enti Locali. Ciò, finalmente, sembrava mettere in una botte di ferro la nuova amministrazione di Palazzo Longano. Il via libera, da parte del Coreco, non tardò a venire. La vigilia dell’Epifania, l’organo di controllo confermò la validità della delibera del 13 dicembre che aveva sancito l’elezione di Molino e della “sua” Giunta, e la nuova "squadra" potè così insediarsi, pronta a rimettere in moto la macchina amministrativa.
domenica 14 ottobre 2007
LO SBARCO DI STORACE
to tra gli scontenti dell’AN naniano, l’abbraccio degli amici di Musumeci, padre di quell’ Alleanza Siciliana, anch’essa nata da una costola di Fini e divenuta, nella Sicilia orientale, un nuovo movimento politico regionale; il quale, adesso, su
annuncio dello stesso fondatore, conclude la sua fase di transizione: chiude cioè il ciclo che dovrebbe portarlo consapevolmente a confluire appunto nelLa Destra dell’ex ministro Francesco Storace. Visto che Alleanza Siciliana si avvia a diventare una componente del nuovo soggetto politico storaciano, con lo scopo di estendere in campo nazionale, portandole fino a Roma, le istanze dell’autonomismo, della regionalizzazione e del Meridione ( come ha spiegato Musumeci alle Ciminiere di Catania, in occasione del congresso del “suo” Movimento), è ovvio che pure a Barcellona ci fosse l’abbraccio alLa Destra da parte di Tommaso Calderone, che è stato finora il coordinatore provinciale di As e, nelle ultime elezioni amministrative per Palazzo Longano, fu l’animatore della campagna politica del movimento. E tale abbraccio, non solo ideale, l'avvocato barcellonese l’ha dato a chi è stato affidato, da Storace, il compito di presentare ufficialmente, nella nostra città, La Destra: cioè, al portavoce Salvuccio Materia, di Terme Vigliatore, già assessore provinciale per An e candidato alle ultime consultazioni regionali, con esito negativo solo per pochi voti.Adesso i due - Materia e Calderone – si dicono impegnati a sostenere La Destra e a raccogliere adepti, che potrebbero essere in numero discreto, visto il malcontento che da tempo regna nelle file della destra barcellonese, per anni rimasta inquadrata nell’alveo del senatore Nania.
sabato 13 ottobre 2007
I MISTERI D'UN OSPEDALE SENZA FINE

Così, a conclusione della riunione tenutasi a Palazzo Longano, per difendere la salute di Barcellona e del suo hinterland salvaguardando la funzionalità e la capienza del Cutroni-Zodda, si è stabilito d'istituire un comitato, composto da rappresentanti delle forze politico-sindacali e da personale medico, che dovrebbe contattare il direttore generale dell'Asl 5 e l'assessore regionale alla Sanità, per prospettare il diritto di sopravvivenza del nostro ospedale in condizioni di dignità ed efficienza sanitaria.
Il sindaco Camdeloro Nania è stato delegato a formulare un documento contenente l'attuale situazione ospedaliera e le richieste ritenute indispensabili per una corretta rimodulazione, adeguata alle esigenze della comunità.
In genere le proposte dovrebbero puntare su una priorità: la salvaguardia e il rafforzamento dei reparti in grado di garantire gli interventi urgenti e d'emergenza, con a cardini la terapia intensiva, la cardiologia, la traumatologia.
Su questo tasto, in particolare, hanno insistito i sindacati Cgil, Cisl, Uil e i rappresentanti dell'opposizione, che in un documento congiunto sostengono che l'ospedale di S. Andrea necessita d'un pronto soccorso adeguato, supportato da servizi di rianimazione, cardiologia e traumatologia con adeguato numero di posti letto, nonchè delle unità operative di base che devono esistere in qualsiasi ospedale, degno di tale nome. Sarebbe inoltre indispensabile creare un posto per l'Osservazione breve intensiva (Obi) con autonomo personale medico e paramedico, eliminare la carenza dei posti letto e i ricoveri impropri. «Una volta salvaguardata la vita del paziente e garantita l'urgenza - sostengono i sindacati - si può discutere sulla ubicazione delle unità operative specialistiche che non rientrano nell'ottica dell'emergenza, rendendo l'ospedale di Barcellona complementare agli ospedali viciniori nella convinzione che lo stesso non debba essere ridimensionato o subordinato o di fatto soppresso». Comunque, tutti si sono preoccupati della rimodulazione dei servizi, senza però ricordarsi che, nel nuovo "Cutroni.Zodda", c'è un altro grosso problema, che può non apparire pioritario e che invece è anch'esso prevalente. Parlo, e sempre insisterò, delle strutture rimaste incomplete, allo stato rustico, perchè nessuno degli amministratori cittadini si è ricordato o è stato capace di sollecitare un finanziamento già richiesto allo Stato, corredato delle necessarie documentazioni progettuali e riconosciuto di diritto soltanto a promesse.
E farebbe veramente specie se fosse vero che tale operazione risalerebbe ai tempi di uno dei "Governi Berlusconi", tanto che si sarebbe sperato sull'efficacia del cosiddetto "feeling Comune-Provincia-Regione-Stato", insistentemente declamato alla vigilia di ogni elezione e quindi dimenticato a "pane fatto".
Francesco Cilona
venerdì 12 ottobre 2007
NOTIZIE IN BREVE
La Polisportiva Barcellona '95 organizza un corso di Pallavolo per ragazzi dai 5 ai 14 anni. Il corso pratico si svolgerà nella palestra comunale di Aia Scarpaci.
I NUOVI SEGGI PER LE PRIMARIE
POVERO "CUTRONI-ZODDA"
Evidentemente è soltanto il nostro nosocomio che sta rischiando troppo, di fronte allo stillicidio del depauperamento e alla indifferenza con cui si accolgono da parte degli amministratori della Regione e dell'Azienda Usl 5 le sue emergenze e l'esigenza di completamento edilizio della importante struttura.
Sì, bisogna anche parlare dello sconcio che ormai da anni si protrae, in quasi metà della moderna costruzione, lasciata allo stato rustico e, per un'ala che doveva essere riservata per il reparto di psichiatrico, addirittura in un vero e proprio abbandono.
giovedì 11 ottobre 2007
BARCELLONA E LA PUBBLICA ASSISTENZA

C'erano una volta le IPAB, istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza, nate nel 1889, con la legge Crispi. Grazie a lasciti e fondi pubblici, per oltre cent'anni, s'erano prodigate sul fronte sociale, sviluppando diverse attività, le più importanti delle quali riguardavano la gestione di strutture residenziali per anziani, minori e diversamente abili e quella di strutture scolastiche e prescolastiche. Il loro patrimonio complessivo, per tutta l'Italia, fino a qualche anno fa era stimato a quasi 20 miliardi di euro, in gran parte costituito da strutture immobili e proprietà terriere. Dicevamo c'erano, perchè recentemente , per decreto legislativo collegato alla riforma del welfare disegnata dalla legge quadro sull'assistenza, è stato deciso il loro riordino, secondo cui si devono trasformare in una delle seguenti organizzazioni: 1) AZIENDE PUBBLICHE DI SERVIZIO ALLA PERSONA (asp); 2) ONLUS e FONDAZIONI; 3) STRUTTURE AZIENDALI PRIVATE PROGRAMMATRICI SOCIO-SANITARIE. Gli istituti d'assistenza hanno due anni di tempo per trasformarsi. Trascorso invano tale termine saranno sottoposte a commissariamento. Le Ipab in Italia sono 4.226. Una di esse è quella di Barcellona che comprende i lasciti di quattro grandi famiglie: Nicolaci-Bonomo, Munafò, Perdichizzi, Picardi, prima gestiti da altrettante opere pie e successivamente conglobate appunto nell'Ipab, che per
amministrarli ha impiegato cinque dipendenti . Come tutte le altre Ipab, anche quella di Barcellona ha subìto, negli ultimi anni, una vera e propria crisi gestionale, e molti dei possedimenti sono stati lasciati in stato di semi abbandono .
Il decreto nazionale trasferisce alle Regioni il compito di provvedere al riassetto delle Ipab,
e la Regione Siciliana si sta muovendo, rivolgendosi in particolare ai Comuni perchè si prendano
carico del passaggio.
Si tratta di un patrimonio immobiliare e terriero di notevole valore, ancorchè in condizioni parzialmente trascurate, non privo anche di qualche situazione debitoria, tra cui il tardato pagamento degli stipendi ai cinque impiegati. Secondo il collegio di revisione dei conti, intanto il Comune non eccelle in fatto di finanze e, non conoscendo la reale situazione debitoria dell'Ipab, nè l'esatto valore del pur ingente patrimonio, non facilmente potrebbe sostenere un'impresa di tale portata. Pertanto si chiederebbe tempo per un'esame ponderato dell'intera situazione patrimoniale dell'Ipab prima di potere dare una risposta decisiva all'invito della Regione.
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