sabato 3 settembre 2011

FINITELA CON QUESTE FANDONIE SUL RICATTO DEI CONIUGI TARANTINI


LUI, I SUOI SOLDI, LI PUO' DARE A CHI CAVOLO VUOLE!!!

LI HA DATI A NICOLE, LI HA DATI A RUBY, LI HA DATI ALL'ESCORT, LI HA DATI PERSINO A QUALCHE BARCELLONESE, FIGURIAMOCI SE NON PUO' ESSERSI PRESO LO SFIZIO DI DARLI A DUE SPOSI CHE TANTO NE AVEVANO BISOGNO.

E ADESSO FINITELA DI CRITICARLO PER QUESTA SUA MAGNANIMITA'.

PERCHE' SE LO FATE INCAVOLARE LUI SAPETE CHE COSA FARA'?


NON LO SAPETE?


VE LO DIRA' LUI STESSO:
"CRIBBIO, DARO' DIECI MILIARDI DI EURO A TREMONTI PER SALDARE QUESTA MANOVRA DEL CAVOLO E SALVARE COSI' QUEST'ITALIA DI M...!.
VEDRETE POI SE NON MI MERITERO', CON QUESTA MIA MAGNANIMITA', IL COLLE!"

BRACCIO DI FERRO TRA VIRUS E CANCRO...


SARA' UN PICCOLISSIMO A BATTERE IL GRANDE MOSTRO?

LA terapia virale potrebbe rivelarsi in futuro un'arma chiave nella lotta contro il cancro. Risultati incoraggianti arrivano da una sperimentazione clinica in cui, per la prima volta, una terapia anti-tumorale a base di un virus parente del vaiolo, iniettato per via endovenosa, si è dimostrata efficace nell'attaccare solo le cellule malate, lasciando invece intatti nell'uomo i tessuti sani. Il trial, coordinato dal dottor John Bell dell'Ottawa Hospital Research dell'università di Ottawa, in Canada, è stato effettuato su 23 pazienti colpiti da diversi tipi di cancro, in fase avanzata. Su di loro, documentano Bell e colleghi su Nature 1, è stato utilizzato il virus JX-594, ottenuto modificando geneticamente un ceppo virale usato comunemente come vaccino contro il vaiolo, reso ancora più potente contro i tumori. Che si è rivelato capace di distinguere le cellule sane da quelle malate, attaccando solo queste ultime. E, ancora più inaspettatamente, per una fase di sperimentazione iniziale come quella descritta dagli scienziati, è riuscito a tenere sotto controllo la crescita della malattia e in alcuni casi a farla regredire, con pochissimi effetti collaterali per i pazienti.
LEGGI TUTTO CLICCANDO QUI
Un virus contro il cancro speranze verso una cura - Repubblica.it

IL 2011 SARA' CARATTERIZZATO ANCHE DA UN ALTRO CENTOCINQUANTENARIO: QUELLO DEL CENSIMENTO GENERALE DELLA POPOLAZIONE



Censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011
Appuntamento ad ottobre con il prossimo Censimento. Quest'anno anche il Censimento compie 150 anni, come l'unità d'Italia: la prima rilevazione censuaria italiana si è svolta infatti nel 1861, ripetendosi a cadenza decennale (con l'eccezione del censimento del 1936 e la mancata effettuazione nel 1941 a causa degli eventi bellici). Caratteristiche ed obiettivi del Censimento Il prossimo 9 ottobre 2011 prenderà il via il Censimento della popolazione italiana. Si tratta di un’importante rilevazione statistica, estremamente dettagliata, che ha luogo ogni 10 anni su tutto il territorio nazionale, su disposizioni del Regolamento n. 763/2008 del Parlamento Europeo. Gli obiettivi del Censimento sono numerosi, riguardano:
- il conteggio della popolazione, - la rilevazione delle sue caratteristiche di struttura, - l’aggiornamento delle anagrafi comunali, - la raccolta di informazioni qualitative e quantitative delle abitazioni e degli edifici.
Attraverso il Censimento si determina anche la popolazione legale.
L’Istat sta organizzando il prossimo Censimento con alcune novità, frutto anche di confronti con le principali esperienze estere, al fine di limitare il carico per i cittadini nella compilazione dei
questionari e anche per migliorare l’accuratezza nei dati e la tempestività nella loro diffusione.
Tra le principali novità:

 le famiglie riceveranno il questionario per posta;  i questionari potranno essere compilati e restituiti scegliendo tra varie possibilità;  ciascun Comune dovrà istituire almeno un Centro di raccolta preposto alla ricezione dei questionari ed all’assistenza dei cittadini nella compilazione.

I questionari compilati potranno essere restituiti:

via web (on-line da casa propria o da altra postazione, senza code, senza attese e senza vincoli d'orario);  presso i punti di ritiro autorizzati da Istat;  presso i Centri di raccolta comunali;  all'Ufficio Comunale di Censimento;  al rilevatore incaricato dal Comune, previo accordo per la consegna, compilazione e ritiro del questionario presso l'abitazione della famiglia..
La data di riferimento del Censimento è il 9 ottobre 2011.
Anche la compilazione e la restituzione del modulo censuario avverranno in modo innovativo, quasi sempre senza l'ausilio del rilevatore.
I cittadini infatti potranno scegliere di compilare il modulo su internet, utilizzando le credenziali di accesso stampate sul questionario ricevuto, oppure optare per la tradizionale compilazione del questionario cartaceo, che dovrà essere riconsegnato presso uno dei punti di ritiro presenti sul territorio entro il 20 novembre.
Per le famiglie che avessero difficoltà a compilare il questionario sarà disponibile un numero verde dell'Istat per richiedere informazioni; anche il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto a attivato un punto di assistenza alla compilazione. Ufficio di Statistica del Comune
Informazioni più dettagliate sul Censimento 2011 possono essere reperite sul sito dell'Istat - Istituto Nazionale di Statistica

L’Organizzazione del Censimento


Per il prossimo Censimento della Popolazione è stato costituito, presso l’Ufficio di Statistica del
Comune/l’Ufficio Comunale di Censimento, in esecuzione della determina dirigenziale N° 86 del
30/06/2011
Ufficio Comunale di Censimento
Via Stefano Cattafi N° 53 Servizi Demografici
Tel. 090/9790842
Responsabile - Dott. Antonino Siracusa

venerdì 2 settembre 2011

DALLA "MERDA" AL "PROFUMO"?.....COME DIRE: "NASCONDIAMO DEODORANDO"


"U Signuri chiudi 'na porta e apri 'na finestra", m'è venuto spontaneo il ricordo di questo antico detto siciliano nel leggere la notizia che il banchiere Alessandro Profumo "ex amministratore delegato di Unicredit, dopo aver duramente criticato la manovra alla festa dell’Api di Rutelli, s'è dichiarato pronto a scendere in campo - politico ovviamente - perché la passione non gli manca.
Il motto potrebbe calzare, ho pensato tra me, ma non perché l'entrata in gioco di Profumo - ovviamente con aspirazione da premierato - potrebbe servire a tappare la "falla" prodotta dalla "fuga" dell'attuale premier da "questo paese di merda, bensì per mascherare il fetore di tanto escremento lasciato in Italia da un premier nauseato.
Peccato che, per quanto possa essere deodorante, purtroppo però, PROFUMO non riuscirebbe a liberare, dallo sterco accumulato in diciassette anni, questo sfortunato nostro Paese.
U Signuri apri un purticatu?
Perché?
Per fare entrare un profumo che servirebbe solo a mitigare il fetore e basta?

Un po' come dire che si voglia continuare a nascondere la monnezza sotto il tappeto.


...ANCHE LA MENINGITE NELLE CARCERI ITALIANE


Dichiarazione Stampa del Segretario Generale UIL PA Penitenziari Eugenio SARNO

"Da circa settantadue ore un detenuto 35enne di origine italiana classificato Alta Sicurezza ristretto nella Casa Circondariale di Caltanissetta è ricoverato nell’ospedale cittadino perché affetto da meningite. A seguito di tale ricovero, effettuato con modalità d’urgenza martedì scorso, a tutto il personale penitenziario è stata prescritta terapia preventiva. Purtroppo questo ’ennesimo episodio conferma l’attualità dell’allarme che la UIL PA Penitenziari ha lanciato rispetto alla situazione sanitaria negli istituti di pena. Dopo la tbc, la scabbia e l’epatite ora anche la meningite fa capolino nelle celle. Pur non volendo alimentare inutili allarmismi ci pare ben chiaro che è giunta l’ora che i vertici dell’Amministrazione e il Ministro Palma valutino l’opportunità di convocare una conferenza dei servizi per individuare le risposte necessarie all’allarme sanitario che si promana dalle prigioni italiane. Il degrado, l’insalubrità, il sovrappopolamento delle strutture penitenziarie e persino l’impossibilità di garantire l’approvvigionamento di generi per la pulizia costituiscono l’humus ideale per lo sviluppo di malattie infettive. E’ pertanto urgente, anche per rispondere ad un molto probabile allarme sociale, che a Caltanisetta si attivino immediatamente le sinergie necessarie a gestire la delicata situazione. Auspichiamo che l’Amministrazione Comunale, l’Amministrazione Penitenziaria e le Autorità Sanitarie intendano attivarsi fattivamente. Nel contempo, anche per l’abbrivio derivante dalle autorevoli parole del Presidente Napolitano, lanciamo l’ennesimo appello affinchè la politica trovi la forza per individuare quelle soluzioni strutturali a deflazionare le attuali criticità che affogano l’ universo penitenziario nel mare dell’inefficienza, del sovraffollamento, del degrado, dell’inciviltà con il conseguente calpestio quotidiano della dignità umana e della contrizione permanente dei diritti degli operatori penitenziari . Di fronte a tale situazione trova maggior ragione la manifestazione nazionale che la UIL PA Penitenziari ha convocato ed organizzato per il 29 settembre davanti alla sede del DAP . Una manifestazione che si prefigge lo scopo di sensibilizzare ed informare la stampa, l’opinione pubblica e la politica delle difficoltà e del disagio lavorativo degli operatori penitenziari. Una manifestazione a sostegno dell’appello del Capo dello Stato che non ha esitato a definire la questione penitenziaria una questione di prepotente urgenze costituzionale e civile".

Ufficio Stampa UIL PA Penitenziari – 06.71544603

Contatto Diretto Eugenio SARNO - 340.1717807

giovedì 1 settembre 2011

"SAREBBE L'ORA DI CHIUDERE DEGNAMENTE UNA QUERELLE RIVELATASI PRETESTUOSA"


Questo commento, al post "BARCELLONA P.G. = ORMAI E' GIUNTO IL MOMENTO DI TROVARE L'ACCORDO PER LA GIUSTA COLLOCAZIONE DEL SEME D'ARANCIA", è di Maria Tindara Santamaria. L'ho tratto dalla pagina del gruppo barcellonablog di FB e lo riporto integralmente, perché mi pare futto di un ragionamento equilibrato e degno di essere preso in considerazione.
Scrive Maria Tindara:

"Con tutto il rispetto per l' artista e per il suo genio creativo, nell' intervista che ha rilasciato alla gazzetta emerge chiaramente il suo distacco rispetto ad una realtà che sembra non conoscere e non interessarlo realmente.
Siamo tutt
i coscienti di quanto l'arte, e la cultura in genere, svolgano un ruolo centrale per realizzare quella rinascita che prima di essere economica e materiale è, anche e soprattutto, sociale e culturale.
Tuttavia questa considerazione non può allontanarci da quelle che sono problematiche reali e concrete e non "psicologiche e culturali" come ha affermato Isgrò nell' intervista.
Vorrei far presente che il degrado e la stagnazione l' hanno creata e alimentata quelle stesse forze (politicanti e sedicenti intellettuali) che in questi giorni hanno alimentato questa inconsistente polemica.
Appare inoltre insensato paragonare quel periodo storico a quello attuale sostenendo la maggiore dinamicità dell'epoca, quasi a giustificare le condizioni di sfruttamento della manodopera.
Le condizioni dei barcellonesi di oggi sono diverse e le migliori menti hanno già lasciato l' isola facendo la fortuna loro e dei luoghi che li ospitano.
Mi auguro che l' opera trovi al più presto una degna collocazione, ma l' interesse che Isgrò ha palesato nei confronti di Barcellona è sembrato motivato da ragioni egoistiche e intenti autocelebrativi.
Stavolta sono in linea con il suo commento, caro professore. E' ora di chiudere degnamente questa querelle e tornare ad occuparsi di questioni più urgenti per la città".

LA SOLITUDINE DI BERLUSCONI


E' proprio vero: essere troppo ricco e ambizioso, avere tutte le mani in pasta e qualche presunto scheletro nell'armadio è rischioso.
Il primo pericolo che può correre è quello di diventare oggetto di ricatto politico o finanziario, altro rischio. essere destinato inesorabilmente alla solitudine, soprattutto dello spirito.
Sia sul piano finanziario, sia su quello poltico, tale destino potrebbe toccare al ricco che ambisce emergere per aspirare al supremo comando d'una nazione.

Questa riflessione, nata già spontaneamente di fronte al comportamento politico vessatorio della Lega nei confronti dell'alleato cavaliere, potrebbe trovare qualche altra conferma in notizie come queste:


"Estorsione ai danni di Berlusconi"
In manette Tarantini e la moglie


L'imprenditore pugliese Giampaolo Tarantini avrebbe chiesto un versamento di 500 mila euro per negare che il premier fosse a conoscenza del giro di escort a Palazzo Grazioli. Il Cavaliere nega: «Nessun ricatto, ho solo aiutato una persona in difficoltà» (LA STAMPA.it)

SCILIPOTI: "NON VOTERO’ LA MANOVRA A SCATOLA CHIUSA"

“La manovra economica, discussa in Senato, venga discussa, integrata e ampliata alla Camera: propongo un esteso dibattito in cui ognuno possa esprimere opinioni, perplessità, soluzioni, perché si vocifera che arriverà già blindata”. Lo ha dichiarato l’On. Domenico Scilipoti, segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale, durante la presentazione del libro “Scilipoti re dei peones – perché Berlusconi”, a Cerignola (Foggia), (Nebrodi e dintorni)


mercoledì 31 agosto 2011

BARCELLONA P.G. = ORMAI E' GIUNTO IL MOMENTO DI TROVARE L'ACCORDO PER LA GIUSTA COLLOCAZIONE DEL SEME D'ARANCIA


Sarebbe davvero assurdo se il "seme d'arancia" dovesse tradursi in seme della discordia.
Già, la città di Barcellona Pozzo di Gotto ha troppi problemi, che aggiungere quest'altro sarebbe proprio da insensati.
E' mai possibile che, sol perché si stia cercando di spostare di pochi metri un qualcosa facente parte del patrimonio cittadino per salvaguardarlo dal logorio del traffico urbano, adesso c'è gente che, pur non essendosi mai curata dell'esistenza di quell'oggetto, entra in gioco per aizzare, sostenendo che il trasferimento del "Seme d'arancia" è un'operazione infida che avrebbe tutta l'aria di un tentativo di declassamento?

Se il pelo nell'uovo si volesse trovare per contestare all'Amministrazione comunale di Barcellona la decisione di togliere il "Seme" dalla piazzetta antistante la dismessa stazione ferroviaria, soltanto in un posto lo si dovrebbe cercare: nella superficialità che ha caratterizzato il comportamento peliminare del sindaco Candeloro Nania, il quale ha creduto di avere "soddisfatto" la giusta ambizione dell'artista senza averlo coinvolto personalmente nella decisione.
Per questa mancanza di tatto - che potrebbe essere anche riverbero d'una consuetudine aministrativa, proprio in questi giorni evidenziata e bacchettata per questioni sindacali (IL COMUNE CONDANNATO PER CONDOTTA ANTISINDACALE ) - in una lettera aperta mi sono permesso di suggerire al Sindaco di chiedere formalmente scusa a Emilio Isgrò. Di di ciò potrebbe sembrare che si sia tenuto conto nella disponibilità dichiarata alla stampa dal dott. Candeloro Nania per un incontro di chiarimento.
Un incontro auspicabilissimo, per svelenire un'atmosfera ormai artificiosamente intorbidita.
Di tale necessità è sperabile che si renda conto anche l'autore del "Seme", il quale non può trascurare un particolare: che la scelta dell'ubicazione in piazza Stazione vecchia non fu quella di suo gradimento, bensì frutto di un ripiego per l'impossibilità di attuare l'idea - da lui privilegiata - di collocare la scultura in un vero e proprio agrumeto. Tant'è vero che, in piazza Stazione, si cercò di tamponare a tale defaillance, realizzando attorno al seme una specie di giardino-aiola con aranci stenterelli.

martedì 30 agosto 2011

MILAZZO = L'ARIA DIVENTA PESTIFERA, LA SALUTE SE NE VA, MA LA LEGGE DEL PROFITTO NON LO PREVEDE....




"Forse dalle vostre case non avete la reale percezione di quello che respirate, a me questo non accade vivendo in un'abitazione che ha come panorama, tutta la piana di Milazzo comprese le isole Eolie...tutte le sere è una morsa al cuore quando le ciminiere iniziano a funzionare a pieno regime per nascondere il nero del fumo che di giorno si espande, mitigando lo splendore del paesaggio che ci circonda...." è quanto scrive in Face Book Santina, una mamma di Milazzo che nella foto-profilo tiene in braccio una bella bimbetta.

"Pure io - le fa eco un commentatore - da casa mia mi rendo conto che respiriamo veleno che fuoriesce dalle ciminiere dei colossi industriali....ma pure se fossimo distratti non vedendolo....il grosso numero di malattie che si verificano nella nostra zona....ci da la certezza che ci stanno ammazzando".

Santina ribatte : "Ci dà la certezza, ma non fa scattare la molla della reazione di fronte al pericolo, perchè non essendo una pandemia, che si verifica in modo massiccio nello stesso tempo, ma cadenzata dal decorso naturale che la malattia ha di svilupparsi nell'organismo, non arriva alle menti come messaggio di: " essere vittima di omicidio colposo", ed ognuno continua mestamente a piangere il proprio male..."

E l'nterlocutore: "infatti...hai perfettamente ragione...io sarei pronto a creare un movimento organizzato contro queste industrie ma anche contro i politici che ci rappresentano....perchè tutto parte dalle autorizzazioni....vedi concessione del comune di milazzo alla RAM x nuovo impianto ad idrogeno. Perchè non tentiamo di creare un'adunata di tutti quelli che la pensano come noi??"

Già, perché non reagire?
Per un fatto ormai assodato: che nonostante tutti i tentativi per uscire da una situazione di degrado ambientale, mediante proteste e raduni, finora le risultanze sono state deludenti: chi avrebbe il potere o per lo meno il mandato di affrontare a viso aperto, puntando i piedi sulle legittime pretese, non ha saputo dimostrare di avere nè viso nè piedi, tali da utilizzare per il bene e la salute della gente, propri figli compresi.

clicca
Impianto a idrogeno di Milazzo. Lo scontro dopo la concessione - QdS -

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: MENTRE SI LAVORA PER COMPLETARE IL NUOVO TEATRO, IL PARCO CITTADINO VA IN MALORA


Oggi, verso mezzogiorno, trovandomi nella via destra Longano - nel tratto che fu parte della vecchia via delle rimembranze - ho colto l'occasione per dare una sbirciata, attraverso la recinzione, all'interno della villa "Carlo Levi", quella per intenderci ricavata nell'area del vecchio glorioso stadio Longano, di cui pare si sia perduta memoria, in questa città che sembra ormai sradicata dal suo passato.
E meno male ( lo dico per inciso) che c'è chi con grandissimo amore e strenua perseveranza sta facendo di tutto per salvare il salvabile, rimettendo in luce parte di quanto nel tempo s'è andato offuscando.
Lascio stare il passato e torno al presente, e cioè allo spettacolo indecoroso che mi si è presentato in quella occasionale sbirciata attraverso l'inferriata che circonda la villa dedicata all'illustre autore di "Cristo s'è fermato a Eboli".
Come si può notare dallo squarcio ripreso nella foto, l'unica villa di Barcellona è ridotta in una boscaglia, piena di erbacce che sovrastano le panchine e sembra vogliano superare in altezza gli alberi che stanno soffocando.
E' insomma una selva incolta, dove all'interno, sullo sfondo, si sta lavorando per "completare" il perpetuo costruendo teatro "Mandanici", che il sindaco Candeloro Nania promette di inaugurare al sorgere del 2o12.
E' presumibile che, dovendosi procedere a tali lavori, si sia deciso di rendere inaccessibile ai "non addetti" l'ingresso.
Ma farlo in cotal maniera non è certo giudizioso; per un fatto molto semplice a capirsi: che lasciando il parco in tali miserevoli condizioni si crea una situazione di pericolo per chi è costretto ad accedere per lavorare.
Infatti nessuno può "vietare" che quelle erbacce diventino insidioso ricettacolo di ratti e di serpi.
Ma non basta!
A ciò va aggiunto il solito schiaffo alla città: quello inqualificabile dell'assoluta mancanza di decoro.


fra' Galdino

lunedì 29 agosto 2011

TRA QUINDICI GIORNI VA IN PENSIONE IL CERTIFICATO MEDICO CARTACEO



Via libera al sistema che segnerà l'abbandono dei certificati medici su carta. La data "spartiacque" è fissata al 13 settembre: dopo questa data tutti i datori di lavoro non potranno più chiedere la copia cartacea delle attestazioni di malattia ai dipendenti, potendo procedere alla consultazione delle relative attestazioni solo con l'utilizzo di sistemi informatici.

L'ultimo intervento in materia è la circolare congiunta n. 4 del Dipartimento della Pa e del ministero del Lavoro, del 18 marzo scorso: questa dettava anche un periodo transitorio di tre mesi per consentire l'avvio a regime del sistema online, a partire dalla data di pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale», avvenuta il 13 giugno scorso. (da Il Sole 24 ORE )

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BARCELLONA: LETTERA APERTA AL SINDACO CANDELORO NANIA SULLA QUESTIONE DEL SEME


CHE IL SEME D'ARANCIA NON SI TRASFORMI NEL "CLASSICO SEME DELLA DISCORDIA"


Caro Candeloro,


mi permetto di scriverti questa lettera, riguardante il trambusto determinato in questi giorni intorno alla scultura di Emilio Isgrò, il Seme d'arancia.

Si ha notizia che, sull'onda della discussione generata dalla decisione del Comune di spostare il Seme d'arancia, da piazza Stazione vecchia al vicino ex scalo ferroviario, si stiano mobilitando in difesa del principio dell'intangibilità dell'arte, personaggi ed enti legati all'arte contemporanea.
Già Alfonso Leto e i dirigenti del Museo Riso di Palermo si sono espressamente pronunciati dissentendo - come d'altronde l'autore dell'opera - nei confronti di un'operazione di smantellamento e di mutamento dell'ubicazione di un'opera ritenuta significativo emblema artistico della nostra città.
Tra l'altro verrebbe sottolineata l'indiscrezionalità di Voi amministratori nel gestire un'operazione così impegnativa, per la cui decisione non avreste tenuto conto della presenza diretta di Emilio Isgrò.
Il quale lamenta che soltanto in un vostro
"incontro informale" in un ristorante cittadino gli fu prospettata, sì, l’ipotesi di uno spostamento della sua opera Seme d’arancia, ma sempre in via ipotetica, da sottoporre comunque alla sua approvazione, previo un regolare atto formale da parte del Comune.
Questa affermazione, non c'è bisogno che te lo dica, è tratta da una delle lettere che recentemente Isgrò t'ha inviato.
E nella quale aggiunge: "Manifestai subito la mia contrarietà allo spostamento, ma dietro la vostra insistenza “amichevole” rinviai una risposta definitiva alla visione del progetto che voi prometteste di inviarmi con una lettera ufficiale di accompagnamento".
"Invece non ho ricevuto mai niente, come non ha mai ricevuto niente l’architetto Bruno Isgrò. (Il che mi fece pensare a una rinuncia al progetto da parte vostra)". "Onestamente - conclude Emilio Isgrò - non mi pare che una questione così seria e importante (soprattutto per la città) possa essere risolta con un incontro conviviale e con qualche pacca sulle spalle".
Se così stanno le cose - e non ci dovrebbe essere alcun dubbio - Emilio Isgrò, non solo dal punto di vista formale, ha ragione da vendere, per cui la prima cosa che questa Amministrazione Comunale dovrebbe fare sarebbe una
pubblica scusa, che vada oltre la già citata pacca sulle spalle.
E farla subito, senza più tergiversare: anche se bisognerebbe che il concittadino Emilio si rendesse conto che l'ubicazione nella piazzetta della Stazione vecchia non è stata mai felice quanto lui aveva sperato; anzi infelicisima s'era rivelata nel tempo, sia per la trascuratezza nei confronti del sito e la rachiticità degli aranci ornamentali, sia per il soffocante traffico che di quel posto aveva fatto una miserabile rotonda.
Oltre che per la spregevole deturpazione operata da qualche graffitomane.
Questi particolari, che potrebbero costituire spunto reale per consigliare un miglioramento dell'ubicazione, sia pure con un lieve spostamento, dovrebbero venire a conoscenza pure di quanti, avendo visto probabilmente soltanto in cartolina il "Seme d'Arancia", non possono rendersi conto dello stato di degrado in cui finora è stato coinvolto il sia pure artistico "Seme d'arancio".

Cordiali saluti

Francesco Cilona.

domenica 28 agosto 2011

LA POESIA DELLA DOMENICA FAVOREVOMENTE COMMENTATA IN F.B.








IL GIORNO

Il giorno con lo splendore del sole

riempie di vita il mondo

Bello è il giorno

con un armonia di suoni e di colori:

nell'azzurro cielo svolazzano gli uccelli

con il canto festoso come inno di lode al nuovo giorno.

La Vita
come un'altalena va e viene sulla via del mondo
in un alterno gioco del destino

nulla sfugge al tempo che con il passar degli anni matura le cose

e altri ne affaccia all'orizzonte della Vita.

Con la notte si addormenta e riposa la Vita

il sonno ristora le energie

e fa sognare orizzonti di speranza per il domani:

tutto è legato al corso della vita

la notte il giorno le stagioni

le tenebre e la Luce.

Preferisco il mondo della Luce che mi illumina la strada
io posso guardare intorno e ammirare le cose belle

che il Creatore ha fatto sorgere sul mondo
credo nella luce che illumina la Vita:

innalzo il mio canto con la speranza

che domani sorgerà un mondo più Cristiano

e si allontana questo oscurantismo?

Nella notte buia del mondo

alzo lo sguardo verso il firmamento vivido di luce.

CARMELO FAMA'

(MALOTO DI BARCELLONA P.G.ME)

sabato 27 agosto 2011

ANCORA COMMENTI E QUERELLE SUL "SEME D'ARANCIA"


UN AUSPICIO: CHE IL SEME D'ARANCIA NON SIA IL SEME DELLA DISCORDIA

Poichè , intorno al "Seme d'arancia", la polemica suscitata dalla prospettiva del suo spostamento non cessa,
barcellonablog, che ha già espresso il proprio parere su quanto sta avvenendo, avendo l'opportunità di ospitare commenti diversi,
con tutto il rispetto per il pensiero altrui ne coglie l'occasione , avvertendo però che qui non è consentita la presentazione di scritti che travalichino il buon senso e l'educazione. Per cui ogni e qualsiasi commento, prima di essere reso noto, sarà valutato e, se il caso lo richiederà, verrà inesorabilmente cestinato.

Intanto rendiamo note due lettere:

UNA RIFLESSIONE DI ORAZIO CALAMUNERI


"In merito alla polemica sul “Seme d’Arancia” circa l’ubicazione, preciso di essere d’accordo che il “seme” è una bella originale opera ideata con un ingegno che solo gli artisti di grossa caratura culturale sanno inventare. E il nostro concittadino Emilio Isgrò è tutto questo. Il “seme” è la vita che affonda le proprie radici in un settore importante della nostra economia, il settore agrumicolo dove si svolgevano diverse fasi di lavorazione impegnando nella coltivazione braccianti agricoli, “zappatori”, rimondatori , potatori e raccoglitori. Poi il trasporto nei magazzini per la lavorazione e la trasformazione e qui vi lavoravano “cernitrici”, impaccatrici, cavatrici, muratori (addetti alla costruzione di caldaie per bollire il succo di limone che aveva mercato in Italia e all’estero, e la caldaia si costruiva con mattoni, calce e mauto (terra rossa argillosa), e rastrellisti (nel senso che scavavano con il rastrello gli agrumi) e dopo la spremuta diventava “pastazzu”, cibo per animali da ingrasso. Il fatto che Isgrò si sia ricordato di questi lavori e di questo settore, sintetizzato magnificamente con un seme ingrandito 9000 volte, oltre che geniale è anche piacevole perché ricorda un tratto di storia basata sull’agricoltura e su cui ruotavano punte del 60% della manodopera barcellonese. La cosa più importante dell’opera di Emilio Isgrò è ricordare tutto questo e in questo è riuscito. Per l’ubicazione metro più metro meno non significa un bel niente. Non sono d’accordo invece quando si dice che il Seme d’Arancia “rappresenta l’emblema della rinascita civile e morale di un popolo (quello barcellonese) di una città un tempo florida nel commercio degli agrumi e dei derivati, che dalla vecchia stazione partivano per i mercati del Nord”. Semmai il Seme d’Arancia rappresenta l’emblema della fatica, della sofferenza, della miseria più nera, delle mortificazioni e delle umiliazioni che i lavoratori addetti nel settore pativano. Infatti si lavorava anche 15 ore al giorno, quasi tutti a nero, senza bagni e il punto dove si soddisfavano i bisogni fisiologici era orrendo, e i caporali che trattavano i lavoratori come schiavi. E infine con i bassi salari che si percepivano non si riusciva nemmeno a mangiare, si lavorava con i vestiti laceri e si cantava la visilla, un lamento vero di sofferenza. “Un tempo florido” si ma solo per alcuni che si sono arricchiti a dismisura, ma per i lavoratori addetti dell’epoca (fino agli anni 70) sono stati tempi durissimi. Il “seme” per me rappresenta questo.

Orazio Calamuneri

UNA LUNGA LETTERA APERTA A EMILIO ISGRO', DI ANDREA ITALIANO


Egregio Artista,

le scrivo queste righe per rispondere idealmente alle lettere da lei indirizzate al Sindaco di Barcellona e pubblicate su “I Quaderni dell’Ora” in data 24/08/2011, che fanno capo alla ormai arcinota polemica estiva (così mi viene da chiamarla) sulla traslazione del Seme d’Arancia, polemica alimentata purtroppo più da aspiranti politici già in campo per la prossima campagna elettorale che dagli intellettuali, artisti, cittadini barcellonesi più volte tirati in causa.
In particolare, in risposta ai temi da Ella stessa sollevati con la lettera del 16 Agosto vorrei farle notare quanto segue.
1) Il riferimento ad Antoine Chrysostome Quatremère de Quincy egregio curatore del Dizionario di Architettura, volume della “ Encyclopèdie Mèthodique” pubblicato tra il 1795 e il 1825, non può non essere condiviso da tutti, ormai, e non solo dai critici e dagli studiosi. Il concetto del monumento come “documento irripetibile della storia e dell’arte di un popolo che vive nel contesto urbano in cui è inserito” è entrato ormai di forza nella forma mentis “comune” anche se – a dir il vero- applicandolo alla lettera l’umanità sarebbe oggi priva (cito solo due esempi) di un pezzo pregiato del capolavoro michelangiolesco di Piazza Campidoglio come la statua equestre di Marco Aurelio (che tutti sappiamo era stata collocata nei secoli a Piazza San Giovanni) oppure della provvidenziale ricostruzione nel “Pergamon Museum” di Berlino dell’Altare di Zeus ed Atena che si trovava in origine in Asia Minore e che sicuramente oggi avrebbe fatto una fine simile ai famosi Buddha demoliti dai talebani. Ancora però, e lei questo lo sa benissimo, sull’assunto del De Quincy si è sovrapposta nel secondo Novecento la teoria di Eco dell’arte come “opera aperta”, aperta alla pluralità delle interpretazioni dei fruitori e dunque non più “sacra”, intangibile ed inamovibile come un monumento antico. Corollario alle tesi di Eco, tesi per la verità molto “limitate”, potrebbe essere che, una volta che l’opera d’arte è “data al mondo” dal suo creatore, questi non ha più niente da dire in merito, non gli appartiene più (anche se è vivente) ma appartiene alla società che la fruisce e che appunto perché “documento irripetibile della storia e dell’arte di un popolo che vive nel contesto urbano in cui è inserito” la vive in maniera diversa a seconda delle epoche e degli avvenimenti storici. Penso a questo perché, e lo scrivo in tutta fermezza, la società barcellonese ha sempre fruito “male” il Seme di fronte alla dismessa stazione, perché non più stazione (ecco il cambiamento di epoche e di avvenimenti storici) ma strada di fugace e distratto passaggio veicolare e quindi mai ha capito a fondo il senso che Lei ha voluto infondergli. Sono certo, invece, che potrebbe fruirlo meglio nel luogo dove vogliamo ricollocarlo, luogo deputato alla riflessione, all’incontro, all’identità. Per questi motivi, eminentemente culturali, e non certo per sotterfugi legali, credo che ogni ipotesi di ritiro dell’opera dal patrimonio comunale/collettivo e l’affidamento – tramite la magistratura- a qualsiasi ente, fondazione o chicchessia (così come ho visto scritto sui quotidiani) sia risibile, culturalmente impercorribile (qui non si tratta del “diritto d’autore” ma del diritto sovrano di una comunità a rimodulare in meglio la propria città) od anzi deprecabile. Detto questo, e torniamo alla sua citazione, credo che essa debba essere decisamente ripensata; infatti il Nostro monumento, sono sicuro, giammai perderà lo status di “documento irripetibile della storia e dell’arte di un popolo” e soprattutto mai e poi mai verrà snaturato dal “contesto urbano in cui è inserito” in quanto lo spostamento di qualche decina di metri verso l’edificio già scalo-merci (lo scalo-merci da dove materialmente partivano “i treni carichi d’arance e di essenze per il Nord” ) non comprometterebbe affatto il contesto socio-culturale in cui Lei lo ha genialmente inserito, anzi – se mi permette- ne accentuerà maggiormente il senso ed il significato (tenuto conto che il Seme, nella sua nuova collocazione, verrà adeguatamente segnalato, protetto, valorizzato e reso fruibile anche didatticamente).
2) Mi spiace dissentire dalle sue parole perché il Seme, nella sua nuova collocazione, non sarà affatto un “monumento esornativo o celebrativo” più di quanto può esserlo già ora (mi scusi il gioco di parole, da lei tanto amato, ma il monumento non è sempre celebrativo anche quando vuole essere anticelebrativo?). Anzi, libero da quinte teatrali o da sfondi retorici come quelle attuali, si staglierà prepotentemente nell’ambiente circostante a significare ciò che Lei ha pensato: una “Poesia Visiva” che per niente auto-referenziale (e non è questo il peccato mortale dell’arte contemporanea sempre lontana da tutto e da tutti?) identifica ciò che è stata (e ancora continua ad essere) la nostra città, operosa, produttiva, generosa “e a volte ingenua”, aristocratica e plebea – per dirla con Consolo – grande e piccola al tempo stesso, mai banale. Ancora, non penso affatto che lo spostamento della sua opera, la nostra opera, di qualche metro ma sempre nello stesso contesto socio-culturale possa renderla “un’opera di puro abbellimento”; tutt’altro. Giganteggerà nella sua imponente mole finalmente restituita alla sua reale volumetria, significherà ancora maggiormente (con l’essenzialità di una poesia cattafiana) il concetto da Lei espresso, darà a tutti la possibilità di guardarla per quello che davvero è, e non soltanto come uno spartitraffico da imbrattare senza ritegno (come purtroppo fin’ora è stato fatto senza che nessuno se ne preoccupasse più di tanto!).
3) Dispiace leggere che Lei continui a sottolineare l’aspetto prospettico dell’installazione, considerandolo addirittura “il reale valore inventivo”. Ciò non rientra nella concezione del monumento rinascimentale, esornativo e decorativo che in precedenza contestava? Il senso del Seme è la sua “fuga prospettiva a cannocchiale” come un qualsiasi retorico monumento equestre oppure è l’Idea di una città, quasi una forma urbis, oggettivazione del genius loci barcellonese? Sono sicuro che a quest’ultimo pensiero Lei si riferiva e non piuttosto “alla prospettiva a cannocchiale”, altrimenti al Seme si sarebbe potuto sostituire qualsiasi totem (un bove, un “quattara”, una sigaretta gigante, un Ago e filo alla Claes Oldenburg) abbastanza grande da poterlo vedere da grandi distanze senza perderne il risultato ottico. Posso garantirle, infatti, che a distanza (e la via Roma è molto lunga) il Seme non dice più nulla (a meno che non si abbia, appunto, un cannocchiale) ma sembra un gigantesco segno senza identità. Sicuramente quella fuga prospettica abbellisce la via e la conclude a valle: ma è tutta una questione ottica, un abbellimento, quello stesso dato esornativo che lei vuole scongiurare. Ornamento e delitto, scriveva il buon Adolf Loos nel 1908 (anche un po’ esagerando): a questo si riferiva?
4) Stranisce davvero leggere che lei paventa che l’installazione verrà gettata nei pressi “di un giardino cinese o giapponese”. Il giardino “cinese o giapponese” più volte tirato in ballo, trattasi di un progetto pensato e donato dall’artista giapponese Hidetoshi Nagasawa (personalità- come la Sua- di altissima levatura internazionale e che lei conosce benissimo) e constante di una piantagione/oasi verde di piante autoctone in cui l’artista posizionerà qualche intervento secondo la sua maniera. Come vede, Barcellona si apre coraggiosamente all’arte contemporanea, e questo non può se non fare piacere ed onore a tutti i barcellonesi, specie a quelli come Lei che vivono di arte e rappresentano pienamente la contemporaneità. Per tornare al Seme, sono sicuro che esso non verrà confuso con le installazioni dell’artista giapponese, i linguaggi saranno ben distinti, non penso che i progettisti abbiano l’intenzione di formare un museo a cielo aperto; ma verrà posizionato a debita distanza proprio all’entrata del nuovo parco urbano, giusto perché i fruitori apprezzino appieno (ed in primis) la sua opera e la sua creatività.
5) Fondamentale è stato il suo contributo alla restituzione alla cittadinanza della piazza Stazione. Grazie al suo dono si è intrapreso un cammino di recupero e rivalutazione dei luoghi che già dalla fine degli anni 80 versavano nel degrado più assoluto. Il cammino, finalmente, sta arrivando al capolinea. Il Seme è il punto focale dell’intervento e per questo, se Lei -magari abbandonando lo spirito polemico, iconoclasta e “cancellatore” che giustamente la contraddistingue (e ne siamo fieri)- volesse contribuire con decisione ad una perfetta ricollocazione del monumento (di cui sappiamo che il piedistallo, la scritta, il giardinetto di arance amare, l’oasi in erba, sono parti integranti ed inscindibili!) tutti noi cittadini arriveremo in breve tempo a godere di un complesso ecologico-monumentale-urbano di grande utilità e pregio, funzione non solo ludica e ricreativa ma sociale e culturale.

Concludo questa lettera (scritta da un cittadino che – pure senza alcun interesse né vantaggio particolare- è parte in causa appunto perché cittadino di Barcellona e ci tiene ad avere una città bella, considerata positivamente, più vivibile) con l’esortazione a riconsiderare l’intervento con lo stesso occhio artistico e propositivo del 1998 e non prestare il fiato a certi “venticelli” nostrani che stanno tentando di avere nuova forza sfruttando questo polverone ma che alla fine altro non fanno se non nuocere all’immagine di Barcellona al cospetto della nazione tutta. Come se già i fatti delittuosi e problematici di questi ultimi anni non abbiano nuociuto abbastanza.

Distinti saluti
Andrea Italiano

venerdì 26 agosto 2011

PINCO E PALLINO = DIALOGANO SULLE REAZIONI AL PROGETTO DI SPOSTAMENTO DEL SEME D'ARANCIA

I DUE COMPARI ACCENNANO ALL'ESISTENZA DI LETTERE DI EMILIO ISGRO' AL SINDACO CANDELORO NANIA

PALLINO = Ciao Pinco!

PINCO = Ciao Pallino. Hai seguito, in questi giorni, la querelle sullo spostamento del seme d'arancia?

PALLINO = Così di sfuggita: ho saputo che c'è stata una correttissima manifestazione di protesta, in piazza stazione vecchia, ma poi mi pare che non ci siano stati strascichi.

PINCO = Eppure si dice che ce ne saranno: Emilio Isgrò, autore e donatore del seme d'arancia è "siddiatu" e minaccia di adire le vie legali, perché il Comune sta facendo tutto in sordina, senza tener conto d'un suo eventuale nullaosta.
PALLINO = Davvero? Vuoi dire che il sindaco Nania non avrebbe tenuto conto della paternità...
PINCO = Esatto. Eppure lui che è pediatra, lo dovrebbe sapere che ogni figlio e piezz 'e core, anche quando è scarrafone. Ed è forse per questo che Emilio gli ha inviato un paio di lettere, nelle quali esprime "incredulità e sgomento" per avere visto la scultura, da lui realizzata come dono alla città, in fase avanzata di demolizione e smantellamento, senza che lui abbia mai ricevuto nessun atto formale sulle reali intenzioni in merito all'opera...

PALLINO = E va bene, vedrai che troveranno un modo per mettersi d'accordo... PINCO = Lo credi tu, ma pare che dalle lettere di Isgrò emerga tutt'altro...Intanto, ln una sua prima missiva sostiene che Nania "ha di fatto cancellato quel messaggio di fiducia e di speranza che l'opera voleva trasmettere soprattutto alle nuove generazioni..."
PALLINO = Ha scritto "voleva"? Ma non sempre volere è potere, caro amico: infatti non riesco proprio a rendermi conto della quantità di giovani divenuti speranzosi grazie al mastodontico messaggero rimasto ad affumicarsi e in balia di qualche graffitaro, nella vecchia piazzetta in fondo alla via Roma... Vabbè, può darsi che ce ne siano, ma proprio adesso parlare di speranze inculcate dal seme ai nostri giovani, nel cui futuro c'è buio pesto, mi sembra fuor di luogo... comunque...

LE PROVINCE =TUTTE DOVREBBERO ESSERE ELIMINATE: STAVOLTA BERLUSCONI HA PIENAMENTE RAGIONE

IN SICILIA, IL GOVERNATORE RAFFAELE LOMBARDO STUDIA IL MODO PER SOSTITUIRLE CON CONSORZI TRA COMUNI


Pare che il cav.Berlusconi abbia l’intenzione di proporre l’abolizione di tutte le province, con una mossa a sorpresa che dovrebbe smontare la resistenza sulle pensioni opposta dal vecchio amico senatur.

Una mossa maldigerita dalla Lega che, per bocca dell’autore del “Porcellum” ha fatto dire che si tratta d’una scelta strampalata, mentre sarebbe più opportuno imporre agli evasori fiscali una bella specifica tassa.

Come "tassare" questi fantasmi, bisognerebbe chiederlo a Pirandello.

Non mi soffermo sulle cavolate di chi già ce ne ha imposta una, disastrosa per la democrazia – il porcellum – e mi schiero almeno stavolta con il premier, per la sacrosanta giustezza della sua proposta, tra l’altro facente parte del programma elettorale presentato dal Pdl in occasione delle ultime elezioni nazionali.

Attuando tale scelta, il cavaliere non solo manterrebbe almeno una delle sue promesse, ma darebbe ossigeno alla Nazione grazie al notevole risparmio economico richiesto per rimpolpare lo scheletro della finanziaria.

Il perché della inutilità delle province, non bisogna andare lontano per capirlo:

basterebbe soffermarsi un tantino sulla scarsezza dell’operato di quella nostra, che si rivela ormai da troppi anni insufficiente in quasi tutto ciò che sarebbe di sua competenza.

Non c’è strada provinciale che non testimoni lo stato di abbandono, non c’è scuola di pertinenza provinciale che non riveli la pochezza d’interventi riparatori, e l'insufficieza decisionale per quanto concerne la costruzione di plessi necessari ad eliminare lo sperpero di denaro impiegato per pagare improvvisate aule in strutture private: classico esempio il liceo scientifico “Medi” di Barcellona, ubicato in ben cinque diversi edifici, distanti tra di loro.

Dulcis in fundo, andrebbe rimarcato il comportamento da asino di buridano, fatto registrare in questi ultimi anni dalla nostra provincia, per quanto riguarda la soluzione aeroportuale ritenuta necessaria per chi vive e opera nel territorio messinese.

Freschissima è la notizia della votazione in aula – a Palazzo dei Leoni – sulla delibera di dismissione delle quote societarie della SoGAS che, facendo cadere ogni velleità sull’aeroporto dello stretto, non solo rappresenta un segnale politico inequivocabile, ma costituisce anche una condanna dell’altalena sull’aeroporto tra un presidente pro tempore, promotore del progetto per un aeroporto da costruire nella valle del Mela e il presidente attualmente in carica privilegiante la scelta del Minniti di Reggio Calabria.


giovedì 25 agosto 2011

BARCELLONA POZZO DI GOTTO:DURERANNO A LUNGO I LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DEL CONTRATTO DI QUARTIERE, MA FORSE NE VARRA' L'ATTESA...




SE LE PROSPETTIVE SONO OTTIME, NON SI COMPRENDE PERCHE' L'AMMINISTRAZIONE NON PUBBLICIZZI I DETTAGLI COME SI DEVE: SI CAPIREBBE COSI' ANCHE PERCHE' IL SEME ANDRA' SPOSTATO


Ci giungono un po' a spizzico particolari interessanti, man mano che lentamente si svolgono i lavori dei cosiddetti contratti di quartiere.
Ques
ti, partendo dalla fruizione dell'ex area comprendente lo scalo e la stazione ferroviaria dismessi, stanno interesserando una vasta fascia del centro urbano, compresa tra i quartieri S.Andrea e Sant'Antonino, con appendice Fondaconuovo. Sono lavori in parte avviati da ltre un anno e destinati a protendersi per almeno un altro biennio, e di essi vengono fuori a spizzico - per l'uomo della strada - particolari singolari come quello per esempio che nell'attuale piazza S.Antonino, una parte dell'area sarà arredata in maniera tale da consentire la celebrazione della S. Messa fuori della Chiesa di SAnt'Antonio di Padova. Tale particolare sarebbe inserito in un progetto mirato a rinnovare radicalmente l'arredo urbano della vasta area adiacente al Convento del Santo taumaturgo.
E' stato altre volte precisato, se non dall'Amministrazione Comunale da qualche suo improvvisato portavoce (non ufficiale) che il grandioso progetto venne a suo tempo presentato al pubblico per essere discusso e preso in considerazione dai rappresentanti di quartiere e da quanti altri avessero desiderio o interesse di conoscerlo.
Io, fraticello, che probabilmente in quella circostanza mi trovavo in giro con la mia bisaccia per la questua di notizie, devo confessare di avere perso quella magnifica occasione, per cui quando riesco a raggranellare notizie - anche smozzicate - sull'intero affare sono contento.
Sentendo 'sta storia dell'altare in piazza, di cui i confratelli mai m'avevano parlato, mi sono incuriosito molto e sapete che ho fatto?
Non e
ssendomi stato facile trovare qualcuno informato che a sua volta m'informasse, ho fatto fare una breve ricerca sul computer ad uno più esperto di me.
E ho fatto bene, perchè mi è stato possibile così entrare in un mondo sorprendente, dove ci sono foto e notizie corredanti un progetto che, guarda caso, è denominato Contratto di Quartiere II sant’Antonino.
Sinceramente, data la mia ignoranza in materia, non posso assicurare che si tratti proprio del progetto di quartiere già pubblicamente esaminato a S.Antonino.Mi piacerebbe riportarlo in questo post, anche perché certi passaggi della presentazione mi fanno sperare che sia proprio quello, per la cui realizzazione, i lavori dovrebbero iniziare a maggio 2011.
Ma p
er farlo, anche parzialmente - mi è stato detto - dovrei prima ottenere l'esplicito permesso scritto dal titolare del sito. Essendo il tutto coperto da Copyright.

fra Galdino






mercoledì 24 agosto 2011

GIUFA', DON BABA' E INTERNET


GIUFA' = Don Babà, sapiti chi sugnu gnuranti e pi chistu m'aviti a scusari si vi dumandu di spiecarmi una di tanti cosi chi non sacciu.
DON BABA' = Dimmi, Giufà: si è na cosa chi sacciu, ti vegnu ncontru.
GIUFA' = Mi vuliti diri chi voli diri F.B.?
DON BABA' = EFFEBI, io penzu chi è na sicla miricana chi significa ufficio federale, comu per esempiu FBI, che è un ufficiu fidirali d'investicazioni, chidda chi si viti sempri 'nto cinima.
GIUFA'= Cumpari don Babà, mi pari chi stati parrandu troppo difficili: a mia mi dissiru inveci che F.B. voli diri fessbbùc, ma chi voli diri stu fessbbùc non mi l'annu dittu.
DON BABA' = Ah, Giufà, ci semu, chistu è ngrisi, si dici feissbuc, ma è scrittu di 'nautru modu.
GIUFA' = Ma chi è, si po' sapiri, non m'interessa comu si dici, ma comu si faci.
DON BABA' = Comu si faci a ntrasiri? E chinni sacciu. Sacciu sulu chi ava a essiri facili...
GIUFA' = Sì, sì! Ava a essiri facilissimu... U sapiti chi mi dissiru?
DON BABA' = Chi mi cunti ora!
GIUFA' = Vu dicu 'nta na ricchi: mi dissiru chi ponnu ntrasiri masculi e fimmini.
DON BABA' = Beh, e pi cchistu mu dici 'nta ricchi?
G IUFA' = Sì, picchì c'è di cchiù: ntrasendu ci sunnu pissuni chi non diciunu chiddu chi sunnu veramenti: sunnu masculi viraci e si presentunu cu nomi di fimmini o......
DON BABA'= Giufà, chi sta dicendu, ma sempri u stissu sì, lassamu andari, và!
GIUFA' = Sì, lassamu stari, ch'è megghiu. Iò di sti cosi non capisciu nenti.

martedì 23 agosto 2011

FORTE SCOSSA DI TERREMOTO A WASHINGTON E NEW YORK



Una forte scossa sismica è stata registrata negli Stati Uniti.
Il sisma di magnitudo 5,9 della scala Richter, con epicentro in Virginia, è stato avvertito a Wasington DC, dove il Congresso degli Stati Uniti e il Pentagono stati evacuati a scopo precauzionale, a New York e in tutta la costa est. Chiuso l'aeroporto Jfk per effettuare verifiche sulle torri di controllo.
A Manhattan i grattacieli hanno tremato, generando in molti il timore di un nuovo attentato.
La scossa è stata avvertita fortemente perché l'epicentro del sisma ha avuto una profondità di qualche chilometro.
Per questo è stato avvertito persino in Canada.
Dovunque la gente s'è riversata nelle strade, ma pare che non si siano registrate, finora, danni a persone e cose.
Secondo i dati in possesso si è trattata della scossa più forte che abbia mai colpito la Virginia e gli Stati vicini dal 5 maggio 1897.
Il sisma è stato registrato alle ore 19,50 ora italiana, cioè poco prima delle 14 locali.

CLICCA
La " Grande Mela " rischia un grave terremoto
Una previsone che risale a quindici anni fa

CHE DELUSIONE, QUEL SIT IN IN PIAZZA STAZIONE!


Prima di scrivere questa breve riflessione, sento l'esigenza di ringraziare il collega di Antenna del Mediterraneo che, puntualmente, ci ha dato modo di vedere - attraverso lo schermo - il sit-in effettuato in piazza Stazione vecchia da un gruppo di cittadini contrari allo spostamento del "seme d'arancia" dall'attuale sito al vicinissimo ex scalo della stessa ferrovia.
Come avevo sospettato prima ancora di assistere al documentario, i "protestatari" non hanno potuto fare altro che radunarsi in fondo alla via Roma, addossati alla recinzione del cantiere occupante oltre mezza piazza, per non farsi travolgere dalle auto che, in quel budello di strada,
sono in continuo transito.
A dire il vero non m'è parso che ci sia stata un'affluenza tale da rendere eclatante la protesta.
E ciò nonostante la presenza coaulante di alcuni personaggi politico-sindacali pronti a pronunciarsi davanti ad una telecamera.
Perdinci, è mai possibile che un seme d'arancia, in procinto di spostarsi, mobiliti gente adusa a ben altre battaglie?
Che delusione, amici carissimi. E che sconcerto, vedendovi declamare sui diritti dell'arte non appena il mio collega vi ha messo davanti il microfono di AM.


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barcellona pg, messina, Italy
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