sabato 15 settembre 2007

LA PULCE NELL'ORECCHIO




Esiste il fenomeno dell’assenteismo negli uffici del nostro Comune? Una domanda difficile, alla quale solo il capo dell’Amministrazione di Palazzo Longano potrebbe rispondere: ovviamente dopo avere esperito un’accurata indagine sulla frequenza delle richieste di congedo del personale e sulle singole giustificazioni.
La pulce nell’orecchio sulla possibilità di un fenomeno del genere, è stata messa al consigliere di Forza Italia Salvatore Imbesi, dall’esito di una inchiesta giornalistica, secondo cui uno degli uffici di Palazzo Longano – esattamente l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate del Comune - occuperebbe il secondo posto nella graduatoria delle assenze del personale per malattia.
Il doppio condizionale, in questo caso, sarebbe stato d’obbligo, visto che per potere offrire una notizia del genere, un giornale non può esimersi dal fare una ricerca accurata, documentandola minuziosamente, senza tuttavia violare il diritto di “privacy” del singolo cittadino.
Comunque, visto che il tarlo del sospetto è entrato nell’animo dell’attento consigliere forzista, questi ha fatto bene a interrogare il sindaco Candeloro Nania, per farsi dire se la notizia risponde al vero e se è possibile avere un quadro reale della situazione.
Pur riconoscendo le difficoltà organizzative in ordine alla gestione del personale, Salvatore Imbesi avanza richiesta di un paio di dettagliate informazioni: 1) il numero dei dipendenti assenti per malattia, nel periodo estivo, e quello dei giorni fruiti; 2) il numero di visite fiscali effettuate nello steso periodo e quanti dipendenti sono stati trovati al controllo medico.
Inoltre il consigliere di Fi vorrebbe conoscere la pianificazione delle ferie in ogni settore (se esiste) e l’eventuale piano di recupero dei rientri pomeridiani, sospesi nei due mesi estivi di luglio ed agosto.
Tutto questo vorrebbe appurare il solerte consigliere e lo fa, non per polemizzare con l’amministrazione, essendo il suo gruppo parte della maggioranza con ben due propri rappresentanti in seno alla Giunta, ma ovviamente per un giustificabile desiderio di trasparenza e di efficienza operativa in seno agli uffici del Comune.

Fra’ Galdino

venerdì 14 settembre 2007

CONSIGLIO VERSO LO SCIOGLIMENTO


Il titolo non allarmi gli attuali trenta consiglieri comunali di Palazzo Longano. Lo scioglimento si riferisce ad un altro consiglio, sempre di Palazzo Longano, ma ancora composto da quaranta consiglieri. Quindi lo scioglimento non interessa l'attuale assemblea e, guarda caso, neppure quella della legislatura immediatamente precedente a quella in corso.
Riprendendo l'argomento trattato la settimana scorsa (vedi post di venerdì 07.09.2007), riporto di sana pianta quanto scrissi , sul Giornale di Sicilia, il venerdì 29 ottobre 1993 , sulla grave situazione politica creatasi a Palazzo Longano, con la crisi apertasi , il 3 agosto, con le dimissioni dell'ultima giunta retta dal senatore Carmelo Santalco.
"Il consiglio comunale di Barcellona, esordii allora, ha i piedi nella fossa. Il due novembre, a mezzanotte, scadrà il termine dei 60 giorni stabiliti dalla legge per la soluzione della crisi, e alla ventiquattresima ora del giorno dei defunti, i quaranta consiglieri di Palazzo Longano decadranno irrimediabilmente, per dare posto ad un commissario regionale in attesa di nuove elezioni amministrative. Sulla crisi che sta per avere un così squallido esito, sembra essere caduto un macigno. Gli stessi consiglieri d'opposizione, che in un primo momento s'erano pronunciati contro lo scioglimento, adesso tacciono. Sembrano frastornati dalla portata dell'evento che, per Barcellona, è senza precedenti ed ha un aspro sapore di condanna per l'intera classe politica barcellonese".
Ma ecco che, in questo vuoto, improvvisa s'alza la voce di un deputato missino.
Mimmo Nania, che allora non era senatore pur avendo già la barba, interviene per annunciare che "dietro questa crisi c'è una gran voglia di nuovo".
Evidentemente assaporava anzitempo ciò che sarebbe avvenuto una decina d'anni dopo.
Ma riprendiamo il filo: "La crisi è da intendersi - dice infatti Nania - come un'opportunità da cogliere, per interrompere la pregiudizievole continuità con il passato: un momento, quindi, cui bisogna assegnare una valenza e delle soluzioni politiche, capaci di ridare vita alla nostra cittadina,
dopo le nove di sera".
Questa speranza chissà se s'è attuata, con il successivo avvento dei più recenti amministratori. Giudichi il Barcellonese di oggi.
"L'onorevole Nania , dopo avere sottolineato che "le uniche preclusioni, volute dalla destra, si pongono solo nei confronti di chi ha impresso l'impronta del vecchio - il riferimento era alla conduzione santalchiana - nella nuova era che già è iniziata devono mettersi insieme tutte le forze presenti nel sociale, le energie del volontariato e di quanti hanno a cuore, con profondo spirito di solidarietà l'avvenire di Barcellona e dei Barcellonesi".
Il futuro senatore concludeva il suo miratissimo intervento, sostenendo che quella crisi costituiva "un puro e semplice accidente nella più vasta crisi sociale, culturale ed economica che ormai, da troppo tempo, sconvolge Barcellona". Parole, soprattuto queste ultime, che ancora riecheggiano con grande attualità nei confronti della vita sociale, culturale ed economica della nostra città.
E qui mi sembra di vedere un sorrisetto sulla bocca dell'autore del Gattopardo.
Franceco Cilona

giovedì 13 settembre 2007

OLE' CI SI INTERROGA SUL TRAFFICO
























EMERGENZA SU TUTTA LA RETE VIARIA INTERNA


E’ già dal mese di maggio che, da questo “blog”, insistiamo perché la vigilanza ed il controllo lungo le principali arterie interne della città venissero meglio regolati, in considerazione del l’ormai intollerabile caos circolatorio.
Più di una volta abbiamo fatto rimarcare l’esigenza di disporre la presenza fisica di vigili urbani ai due semafori, dove gli incroci , a causa di diversi fattori, non ultima la breve distanza dell’uno dall’altro, risultano quasi sempre intasati.
Non sono inoltre mancate segnalazioni sulle notevoli difficoltà che s’incontrano nel percorrere quel budello di strada che collega piazza Stazione Vecchia con la via Umberto e via Ugo di Sant’Onofrio ( quello che chiamammo il passo caudino).
Altre indicazioni sono state date in riferimento alla pericolosità del traffico agli incroci sulla via San Giovanni Bosco ( la copertura del torrente Longano, per intenderci), documentando tutto con fotografie riscontrabili nei diversi “post”di Barcellonablog.. E così via di seguito.
Ebbene, dopo tanta preoccupazione espressa, che cosa di concreto s’è fatto da parte dell’assessore alla polizia urbana per lenirla ?
Qualche piccolo provvisorio spostamento di vigilanza, con l’ausilio di qualche nuovo vigile o vigilessa, delle fugaci apparizioni di qualcuno di questi/e al quadrivio semaforato di via Marconi con la via Roma, nessun segnale di programmazione per l’eliminazione dello sconcio “caudino”. Adesso giunge notizia che, il consigliere Angelino Pino, di Forza Italia, ha preso penna e carta (o la tastiera del computer, non lo so) e ha scritto una interrogazione al sindaco Candeloro Nania, per interpellarlo se accoglierà la richiesta d’interventi “urgenti e mirati”, atti a porre rimedio alla grave situazione del traffico cittadino...
”Con la riapertura delle scuole – scrive Pino - e il rientro in città dei residenti che nel periodo estivo dimorano altrove si ripropone (noi diremmo che si aggrava ulteriormente , ndr) il problema della circolazione stradale”.
Di conseguenza, com’è logico faccia una persona di buon senso, il Forzista reclama l’adozione di provvedimenti, particolarmente in corrispondenza degli incroci sulla copertura del Longano, un aumento della vigilanza nelle ore di punta e specificatamente dalle 12,30 alle 14 in concomitanza con l’uscita dei ragazzi dalle scuole, e dalle 17,30 alle 20.
Il consigliere Pino ricorda inoltre l’opportunità di garantire la presenza di almeno un vigile urbano davanti ai plessi scolastici, ovviamente nelle ore di entrata e di uscita degli alunni.
E qui, casca l’asino.
Se si dovesse provvedere alla “copertura” per tutti i plessi e plessuncoli ( il liceo scientifico ne ha mezza dozzina sparsi in edifici privati!!!), sicuramente non basterebbero tutti i vigili a disposizione, compresi quelli chiusi negli uffici.
Comunque è sempre bene che qualcuno ne parli. Male sarebbe se non venisse ascoltato da chi di competenza.

Fra' Galdino

mercoledì 12 settembre 2007

COMINCIA LA SCUOLA E LA SPESA PESA



Ancora qualche giorno e le vacanze scolastiche saranno terminate.
Le scuole, di ogni ordine e grado, il 18 settembre apriranno i battenti e già i genitori degli studenti hanno dovuto mettere mano al portafoglio per far fronte all'acquisto dei libri e degli altri non pochi strumenti scolastici, che appesantiranno gli zaini dei ragazzi.
Per non poche famiglie, questo, è un frangente particolarmente difficile. Soprattutto per chi ha più figli a scuola e nello stesso tempo ha scarse possibilità economiche.
E nella nostra città di questi casi ce ne sono parecchi. E non solo apparenti.
Per quanto concerne il problema dei libri, esso non è particolarmente gravoso per le famiglie che hanno soltanto bambini che frequentano le scuole elementari, essendo per loro garantiti i libri di testo gratuiti.
Ma per il resto della scuola dell'obbligo, che ormai s'estenderà fino al diciottesimo anno d'età dello studente, la situazione diventa estremamente problematica, per diversi motivi.
Ne indicherò tre:
1) Per l'acquisto dei libri di testo esiste soltanto un modesto contributo del Comune che, quest'anno, eroga 61 euro per alunno frequentante la prima media inferiore, 41 euro "ad personam" per la seconda e terza media. Questo, senza differenza di censo e di età;
2) Anche quest'anno, parecchi libri di testo usati negli anni precedenti risultano cambiati, cosicché è difficile che un alunno possa fruire dei libri già usati da un proprio fratello o presi dalla bancarella dell'usato;
3)Non sono soltanto i libri di testo ad appesantire la spesa, in quanto c'è tutto un apparato complementare di strumenti di lavoro ed altri aggeggi pronti ad aggravare la portata dello zaino posto in groppa al ragazzo.
Per quanto concerne il primo punto, c'è da rimarcare che i 61 e i 41 euro elemosinati dal Comune, per il fruitore benestante possono costituire un "superfluo regalino" con cui pagare una ricarica al telefonino del figlio, mentre per la famiglia indigente e con a carico più figli sarà una goccia utile, che si perde però nel mare di necessità in cui essa naviga.
Da parte sua, l'Amministrazione Comunale si giustifica, sostenendo che i fondi disponibili non consentono di dare di più. E se la quota singola risulta modesta, ciò non dipende da cattiva volontà, ma dalla necessità di fare giungere il buono libri a tutte le famiglie, indipendentemente dal reddito.
Probabilmente questo potrebbe essere un diritto sancito dalla Costituzione, tuttavia è nostro modesto parere che sarebbe più opportuno fare qualche piccola "discriminazione". Non certamente nel senso di privilegiare coi soliti favoritismi, ma distribuendo i contributi, in base a un parametro che tenga conto della situazione familiare (con punteggio inversamente proporzionale al reddito) e del merito scolastico del singolo alunno fruitore del "buono" (punteggio direttamente proporzionale al merito).
Questo, ovviamente, se la legge attuale lo consente.
FRANCESCO CILONA

martedì 11 settembre 2007

VISITA ALL'OPG


nelle foto: i deputati Lumia e Calanna

C’è stata ieri una visita straordinaria nell’Opg “Madia” di Barcellona. Due deputati del centro sinistra, i diessini Giuseppe Lumia e Francesco Calanna, accompagnati da don Pippo Insana, cappellano dell’istituto e reggitore della Casa di Solidarietà e Accoglienza per gli ex ricoverati, hanno incontrato il direttore dell’Ospedale , dott. Nunziante Rosania, che li ha guidati in un'escursione nei vari reparti, dov'è stato
possibile evidenziare le condizioni in cui vivono i degenti. Per l’occasione , Padre Pippo ha ribadito la sua tesi, secondo cui gli ospedali psichiatrici giudiziari hanno ormai fatto il loro tempo, e sarebbe giunta l’ora di essere accantonati. Il loro superamento, tra l’altro supportato da sentenze della Corte Costituzionale, dovrebbe essere concretizzato mediante il potenziamento dei Dipartimenti di Salute Mentale e l’affidamento alle loro cure dei malati di mente in atto ricoverati negli Opg.
Ovviamente – anche se questo don Insana non l’ha detto esplicitamente – sarebbe opportuno istituzionalizzare, moltiplicare e sostenere le Case di Solidarietà, come quella da lui fondata.
Per l’occasione è stato fatto notare, ai due deputati, che attualmente c’è un sovraccarico di ricoveri, che, per quanto si operi assiduamente e con terapie adeguate, rende tuttavia oberante il lavoro del personale, la cui eccellente dedizione resta come sempre indiscutibile.
I due deputati hanno promesso il loro impegno, perchè attraverso la Regione e lo Stato si venga incontro alle esigenze dei malati mentali ricoverati in Opg e si metta mano all'attuazione di progetti alternativi alla vigente situazione.
La visita dei due deputati, sicuramente programmata prima, in tempi non sospetti, ha tuttavia fatto storcere il muso agli avversari politici, che hanno avanzato il dubbio che possa essere stata dettata dall'incoffessata esigenza di accrescere la visibilità, anche nella nostra città, di Lumia, fresco di candidatura alla segreteria regionale, in concorrenza col sindaco di Messina Genovese, nelle primarie del Partito Democratico, di cui il deputato Francesco Calanna è partecipe attivo.

PS:un'indiscrezione dell'ultimo momento, riferita nel telegiornale regionale rai delle 14, informa che il deputato Beppe Lumia avrebbe manifestato l'intenzione di ritirare la propria candidatura alla segreteria regionale del costituendo Partito Democratico. Ovviamente, tutto ciò indipendentemente dai mugugni dell'opposizione sopra segnalati.

In serata l'indiscrezione è diventata notizia sicura: il vicecommissario antimafia, dopo essersi sentito con Walter Veltroni, ha preso la determinazione di rinunciare alla candidatura e ha annunciato ufficialmente tale decisione. Ha dichiarato di averlo fatto per rafforzare lo spirito unitario, indispensabile alla buona riuscita dell'importante operazione costruttiva del nuovo partito democratico. Secondo nuove indiscrezioni, la rinuncia di Beppe Lumia verrebbe compensata con la prospettiva di altra importante carica in seno al PD siciliano, presumibilmente quella di presidente regionale.

Fra’ Galdino

lunedì 10 settembre 2007

CI HANNO MANDATO A QUEL PAESE, CHE VERGOGNA!


"Se hai la febbre, non dare la colpa al termometro".
Questo antico detto, l'ha rispolverato ieri il ministro Bersani, riflettendo sugli esiti della manifestazione organizzata da Grillo.
Diversi altri politici, invece hanno criticato aspramente il V.Day, agitando lo spettro del qualunquismo, che non farebbe altro che gettare "discredito sulla politica", come chiaramente ha mostrato di temere la pur "bonista" Rosy Bindi.
In effetti, però, la protesta inscenata in tante città d'Italia, su spinta di un semplice comico barbuto, è stata massiccia e molto più energica degli ormai scoloriti girotondi organizzati dal regista, anche lui barbuto, Nanni Moretti..
Alla preoccupazione di Rosy si è accompagnato lo sdegno di Casini, che, per avere qualche dimostrante gridato, fuori le righe, uno sconveniente slogan, ha sbraitato contro l'intera manifestazione, per la quale non resterebbe altro che vergognarci tutti.
In maniera diversa, assieme a Bersani, la pensano Pecoraro Scanio, Vannino Chiti, Cesare Salvi, Franco Monaco, Antonio Di Pietro. Un po' tutti costoro hanno convenuto che " bisogna riflettere sulla natura e sulla portata della manifestazione, guai a mettere la testa sotto la sabbia, come lo struzzo, o fingere di scandalizzarsi".
Ad essere fra coloro che hanno trattato con disprezzo il V.Day, non manca l'Umbertone, quello dei fucili e della bandiera "stuiaculo", che di fronte a manifestazioni più grossolane di questa, in effetti, non s'era mai scandalizzato e addirittura diverse ne aveva sponsorizzato. Ma per fare questo, un motivo l'ha avuto: i "grillini" l'avevano messo al bando, includendolo nella lista dei "rei" da non eleggere.
Insomma, anche in questa occasione, il parere dei politici si è spaccato, dando al cittadino l'impressione di sempre: che i nostri "beniamini" quasi sempre sono discordi, anche quando c'è tanta gente che li manda a quel paese.
Cifra

sabato 8 settembre 2007

COME L'ARABA FENICE


E’ nata dalle sue ceneri, più bella di prima.
E’ l’araba fenice.
Dopo mezzo millennio di vita nutrita da un cibo speciale – perle d’incenso – il mitico uccello arde su un rogo per risorgere subito dopo dalle sue ceneri, più bello, più puro, più forte di prima. Il magico pennuto, considerato il simbolo della resurrezione, potrebbe un giorno essere il simbolo della rinascita della nostra città, che, bruciando l’andazzo che scombina la vita in comune, riacquisti l’armonia faticosamente raggiunta due secoli or sono, quando si fusero le due comunità di Pozzo di Gotto e Barcellona.
Non fu facile allora unificare gli spiriti delle due “popolazioni”, che per anni erano state divise dallo storico torrente Longano.
Per decenni ancora, dopo quella storica fusione, il campanilismo esacerbò i rapporti tra pozzogottesi e barcellonesi, tra “nfummicati” e “mangiacagnoli”, non ci fu serata senza che si registrassero, nei pressi del bastione che tagliava la via Operai, scontri tra gruppi di teste calde di entrambe le fazioni. Sassi e bastoni erano le armi comuni, e le botte da orbo erano all’ordine…della notte. Poi a poco a poco, la città si allargò, la via Operai scavalcò il torrente, Pozzo di Gotto divenne Barcellona e Barcellona diventò Pozzo di Gotto.
A rimarcare il divario restò tuttavia qualcosa: le due processioni delle Varette, che finalmente, alla fine del ‘900, dopo lunghi litigi, riuscirono ad incontrarsi e a guardarsi in tralice, sulla copertura del Torrente di storica memoria.
Comunque una certa armonia si è raggiunta, anche se ancora permane un po’ di quello spirito campanilistico.
Quello che invece ha dato una mano a disarmonizzare la nostra vita è stata la conduzione della cosa pubblica, che in tanti anni non è riuscita a far progredire questa nostra comunità, né sul piano ambientale, né su quello produttivo, né su quello comportamentale. Spesso s’è fatto più fumo che fuoco. Anzi, addirittura, è mancato quel fuoco che, come per l’araba fenice, arde soltanto per rendere più belli, più puri, più forti.

CIFRA

venerdì 7 settembre 2007

C'ERA UNA VOLTA







ROBERTO MOLINO

Il consiglio comunale di Barcellona boccheggia. Non ce la fa a sostenere una nuova amministrazione e tuttavia gli mancano i numeri per decidere un dignitoso autoscioglimento, prima che decada per inadempienza. E così si avvia, impotente, verso un commissariamento imposto d’autorità”. Potrebbe sembrare un fatto d’attualità, a chi ha ancora in mente che appena sei mesi fa , in città, si parlava tanto di scioglimento forzato del consesso cittadino.
Ma non è così, perché quelle prime righe opportunamente virgolettate
appartengono alla cronaca politica locale di quattordici anni fa.
L’ho estrapolate da un mio articolo del 7 ottobre 1993, quando la storia di Barcellona cominciò la sua prima grande penosa svolta che mise fine alla quarantennale era santalchiana, per imboccarne
un’altra che sarebbe dovuta essere di rinnovamento e che, poi, si è rivelata un’avventura che ha tutto cambiato per nulla cambiare. Sembrava che ci fosse già pronto l’uomo nuovo, da sostituire ai sindaci di carta che negli ultimi due decenni avevano rappresentato a Palazzo Longano il senatore, ma fu soltanto una comparsa, di vita molto breve: di non oltre 100 giorni.
Ma andiamo con ordine, visto che mi piace ricordare quanto succedeva allora a Palazzo Longano.
Prima fase: la Democrazia Cristiana, cioè Santalco, constatando che il consiglio comunale non è in grado di costituire un’amministrazione attiva, propone l’autoscioglimento del Consiglio, per potere presto andare a nuove elezioni. Poi ci ripensa e fa propria la proposta delle minoranze che si dicono favorevoli ad una “giunta di salute pubblica”, cioè ad un’amministrazione sostenuta da tutti i gruppi politici, che affronti i problemi più urgenti della città.
“Questa nuova iniziativa coglie di sorpresa quanti si erano opposti all’ipotesi di autoscioglimento, sol perché era stata
avanzata da Santalco e suscita reazioni, che rischiano di determinare un irrazionale capovolgimento di fronte”.
Si entra nella seconda fase:Il consigliere dc
Roberto Molino, che nelle passate settimane aveva mostrato interesse per il “progetto-diga” contro l’autoscioglimento , adesso esprime il suo dissenso alla nuova apertura del suo partito, sostenendo che “gli organi presenti in consiglio hanno già dimostrato la loro incapacità a trovare soluzioni produttive per la città. Il loro lavoro si è limitato a mere enunciazioni di principio mai seguiti da fatti concreti. Essi dunque sono delegittimati, in questo momento, a prospettare ipotesi di governo per Barcellona”..
In questa incongruente atmosfera, s’inserisce il microgruppo del Msi,
da sempre emarginato a Palazzo Longano, coglie la palla in balzo per lanciare un proprio comunicato, in cui si esprime la convinzione che "i sei mesi che separano dalla conclusione della legislatura non consentono però ad alcuno di fornire risposte plausibili alle questioni che attanagliano la città”.
Forse senza volerlo, i futuri Aennini danno
spazio ad una nascente meteora: la cui durata non supererà i cento giorni.
Ragazzi, questa, per noi barcellonesi, è ormai “storia”
e chissà se, piano piano, non continueremo a raccontarla.

Francesco Cilona

giovedì 6 settembre 2007

IL SEMAFORO VIGILATO


Stamane, come da tempo si era auspicato, il cittadino barcellonese ha avuto finalmente la possibilità di notare che i due semafori di via Roma non erano incustoditi.
Si è pensato allora che, in ossequio ad una recente circolare ministeriale che sollecita un attento controllo agli incroci dotati di servizio semaforico, alcuni vigili urbani, quasi tutti di nuova assunzione, sin dalla prima mattinata fossero stati piazzati ai due incroci della via Roma con le vie Operai e Marconi. L'avvenimento - perché proprio di un avvenimento si tratta per la nostra città - è stato salutato con soddisfazione da pedoni ed automobilisti, perchè è servito a snellire il traffico e forse anche ad allontanare certe nuove abitudini che, negli ultimi tempi, avevano cominciato a radicarsi in prossimità dei due semafori.
Nella stessa mattinata, tuttavia, mentre si cercava di migliorare il deflusso agli incroci testè menzionati, nella vicina via Ugo di Sant'Onofrio, in prossimità del dismesso passaggio a livello, regnava il caos, a causa della presenza di automezzi disordinatamente posteggiati, che rendevano problematico il transito, soprattutto quando ad incrociarsi c'era qualche mexzzo più pesante.
In quella strada tanto trafficata, di vigili neppure l'ombra. E così l'attento cittadino ha dovuto riconoscere che soltanto la santa pazienza e l'abilità dei guidatori, in situazioni del genere, quando però non vengono meno, possono fare da tappabuchi alla mancanza di vigilanza.
Eppure, una volta, il Corpo di Polizia Urbana, aveva in dotazione due solerti motociclisti, che in continuo movimento per le strade di Barcellona riuscivano ad individuare le situazioni anomale e a fare in modo, anche rilevando contravvenzioni, di correggere certi comportamenti incivili.
Oggi, cosa mai impedisce un controllo motorizzato, più snello ed efficace di quello attuale?
La domanda c'è e non la fa soltanto Barcellonablog. Ci sarà una risposta? Ma chi la darà?
FRA' GALDINO

mercoledì 5 settembre 2007

LE PRIME PIOGGE



Dopo un agosto afoso e secco, finalmente settembre ha fatto il primo sforzo e ci ha regalato un bel po' di vento seguito da un acquazzoncello. Quelle prime gocce hanno giustamente allarmato un consigliere di Forza Italia, il signor Salvatore Imbesi, che nel timore di vedere allagata una delle più importanti frazioni periferiche - S.Antonio - s'è premurato a sollecitare, invocandolo al sindaco Candeloro Nania, l'intervento dell'Ufficio Strade Ville e Giardini, con personale e mezzi opportuni, per la pulitura dei pozzetti che portano le acque piovane alla fognatura della saia Borraccio, compresi quelli della sovrastante via omonima, presumibilmente da ispezionare per un eventuale ripristino della loro funzionalità. Come si può notare, c'è sempre qualcuno che si prende cura delle esigenze della città, anche se limitatamente ad una zona, ad una saia, ad una strada che ritiene a lui più pertinente. Per il resto della città, dove i pozzetti non dovrebbero essere meno intasati, probabilmente ci saranno ulteriori interventi per iniziativa di altri consiglieri, di modo che, anche se a camere stagne, dovrebbero arrivare sul tavolo del primo cittadino, inviti e sollecitazioni di svariati rappresentanti del variegato elettorato barcellonese, reclamanti un rapido generale intervento di disintasatura di tutti i tombini, al fine di salvaguardare la città dal possibile pericolo di allagamenti. Ma visto che si parla di rischio allagamenti, perchè non fare cenno ad un'altra impellente esigenza: quella di provvedere alla ispezione degli alvei dei torrenti che attraversano la città, ormai trasformati in una pattumiera in gran parte invasa da selvaggia vegetazione che rende difficile il deflusso delle acque verso il naturale sbocco a mare?
Del torrente Longano, si parla per esempio soltanto quando si deve pubblicizzare il progetto di ulteriore copertura a valle di quella già esistente, ma non si fa mai riferimento ai rischi che questo corso d'acqua può determinare. Se lo ricordano i nostri amministratori, perchè non è stato possibile, a suo tempo, proseguire la copertura del Longano verso monte? Se lo ricordano?
Fra' Galdino


.Nelle due foto: la copertura e la selva nell'alveo.

martedì 4 settembre 2007

L'ESTATE STA FINENDO


Ogni volta che si arriva a questo periodo, mi torna in mente questa canzonc ina, che negli anni novanta, per più di una estate, furoreggiò nelle discoteche, allora un po' meno vertiginose e brille di adesso.
Sì, un'altra estate se ne sta andando via, dai residence e villaggi che costellano la costa tirrenica messinese comincia l'esodo verso le case urbane. Molti giovanissimi, che la sera, anche senza andare in discoteca o in pizzeria, riuscivano a bivaccare in gruppo fino a tarda notte, dopo avere speso parte delle loro inesauribili energie o in spiaggia o sui campetti di gioco, adesso si dividono e si salutano, con visibile commozione. Forse si rivedranno la prossima estate, forse mai più. Tutto ciò mi sa un po' di romantico.
E poi dicono che i nostri giovani sono tosti e vacui. Ma chi l'ha detto! Sono diversi da noi o siamo noi diversi da loro? E la diversità non può voler dire evoluzione?
Panta rei, tutto cambia, e può cambiare in meglio. Il peggio è quando si finge di volere cambiare e si fa in modo di lasciare tutto come prima. E questo lo sappiamo fare bene molti adulti. Comunque i ragazzi sono cambiati,e tuttavia sono rimasti con la stessa umanità e la stessa irruenza che avevamo noi alla loro età. Sempre che non si sia introdotto a guastarli il male del secolo.
Ma ogni secolo ha avuto il proprio "mal".
Proprio stamane ho avuto la sorpresa di vedere cosa sanno fare questi giovani, per lasciare un segno originale prima di partire. E l'ho voluto fotografare quel segno. Ha tutta l'aria di un "totem", che sa tanto di antico e tanto di festosamente giovane.
CIFRA

SI SONNECCHIA A PALAZZO LONGANO


In una interrogazione al Sindaco presentata dai consiglieri dell'Udc Giovanni Messina e Giuseppe Trifilò, si chiede notizia sullo stato di avanzamento delle operazioni tecniche avviate per la modifica del Piano Regolatore Generale e sul perchè non è stata ancora composta la nuova commissione edilizia, a diversi mesi dalla formazione della nuova amministrazione comunale. "Ad oggi – si legge nell'interrogazione – non risulta ancora nominato alcun componente e ciò produce un notevole disagio ai cittadini che per necessità e spirito imprenditoriale, intendessero edificare e investire sullo sviluppo e la trasformazione necessaria del nostro territorio". Gli interroganti sottolineano che i cittadini attendono che il sindaco sia esplicito sui tempi necessari alla nomina dei componenti della commissione e sulla sua conseguente entrata in vigore. Se per la formazione dell'importante commissione si dovessero prevedere tempi lunghi - secondo gli interroganti -occorrebbe "dare mandato agli uffici competenti affinchè svolgano, e ciò dovrebbe già avvenire, le mansioni relative al rilascio delle concessioni edilizie previo espresso parere per quanto di loro perizia". I sottoscrittori dell'interrogazione fanno presente che all'art. 4 il decreto dell'Assessorato al territorio e all'ambiente, dipartimento regionale urbanistica, è abbastanza chiaro, in questo senso, in attesa della preparazione del piano regolatore.
E' ovvio che i problemi sono due, sui quali, se non si è svegli e determinati, non sarà facile mettervi le mani. 1) Quello dell'operazione relativa alla modifica dello strumento edilizio, che è legata soprattutto alla conferma o meno dei limiti urbanistici che garantiscano adeguato territorio agli spazi pubblici e al verde cittadino, sarà sicuramente un tempo abbastanza prolungato, dipendendo soprattutto dalla necessità di portare a termine le numerose vertenze legali, impiantate da cittadini che si sentono defraudati dallo sfornato piano dei vincoli urbanistici.
2) Quello riguardante la composizione della commisione edilizia potrebbe essere celermente avviato a soluzione, ma probabilmente non lo sarà, perchè si dovrà dare conto alla varietà di richieste, se non addirittura di pretese, ovviamente scaturienti dalla massa di amici che, per rigovernare a Palazzo Longano, gli amministratori in uscita hanno dovuto procurarsi inventando una miriade di liste civetta.
Fra' Galdino

lunedì 3 settembre 2007

LETTERA AD ANDREA


Caro dott. Italiano...Avrei potuto cominciare così, ma preferisco, più confidenzialmente, un altro incipit, anche perchè ho un collega del tutto tuo omonimo.
E allora:-Caro Andrea, mi congratulo intanto per la tua dichiarata disponibilità a seguire questo "blog", e spero che non solo lo apprezzerai, ma anche proverai a diffonderlo. Sarà un'azione positiva che, probabilmente, ti farà accorgere che Bacellonablog e Genius-Loci possono operare in simbiosi. Quanto hai scritto, nel tuo commento, mi sembra un buon auspicio in questa direzione. Mostrare sia il bello, sia il brutto è un po' la prassi di chi ama l'obiettività: e su questo non ci piove. Peccato che il brutto, purtroppo, si mostra da sè, ma chi dovrebbe vederlo finge di non accorgersene. Ed allora, giocoforza, occorre qualche sferzata, anche se capita che i colpi incidano poco o niente su certe facce di bronzo. Il bello, spesso, rimane occulto e starebbe a noi "tirarlo dal ventre", come retoricamente ha detto recentemente l'amico Rino. Quando sottolinei la necessità di valorizzare i beni culturali (pochi quelli esistenti e, in parte, latenti ndr), ed esprimi nel contempo la speranza che voi giovani nutrite: cioè che "chi di dovere" cominci a vergognarsi, in altre parole fai eco alla nostra "caduta di braccia" di fronte a chi, pur avendo il dovere precipuo di muoversi, delega gli altri a far partorire alla città i beni culturali di cui sarebbe "pregna".
Apprendo da te che, se il Comune è giovane, tuttavia Barcellona, come entità territoriale etc.etc. è un luogo ben radicato a partire dal 500 (tardo manierismo): peccato - aggiungo io - che finora è stata messa pochissima acqua per mantenere vegete quelle radici. E ti prego di non confondere questa mia costatazione con "nihilismo".
Questo, sì, mi dispiacerebbe molto, perchè, secondo me, nihilista non è chi constata il danno fatto dall'indifferenza, dall'opportunismo interessato, dall'ignoranza e dalla prepotente presunzione, ma chi distrugge le cose che valgono con la propria trascuratezza, con il proprio interesse privato, coi propri pregiudizi e soprattutto con la propria sete di potere.
Ci siamo capiti? Ciao.
Francesco Cilona

domenica 2 settembre 2007

I CIRCOLI DELLA "VIRTU'"



Giorni fa, sospettando che fossero in gran parte virtuali ( o come si diceva una volta:sulla carta) i cinquemila circoli della libertà, tanto declamati ed esaltati dalla "creatrice" Michela Vittoria Brambilla, la rossa creatura berlusconiana, ed avendo appreso che anche a Barcellona un cotale circolo era stato creato, ci siamo permessi di chiedere se fosse possibile sapere quale e in che via sarebbe la sua sede.
E' trascorso del tempo, ma nessuno s'è fatto sentire per soddisfare tale nostra curiosità. Riflettendo, ci siamo imbattutti in questo dilemma: o la gente non ci ha risposto, perchè nessuno ci segue e ci dà ascolto, o nessuno dei nostri centomila lettori conosce l'indirizzo da noi richiesto. In verità ci potrebbe essere un terzo "corno" del dilemma: che la gente se ne frega di noi e dei cinquemila circoli della Brambilla.
Senonché, stamane, leggendo i giornali, un flash ci ha illuminato: l'ha acceso il senatore Marcello dell'Utri.
Dopo avere letto un'intervista di Michela Vittoria Brambilla a Repubblica, "in cui la rossa presidentessa pronostica di raggiungere quota 9.000 a fine anno e annuncia un meeting nazionale ad ottobre, il senatore di Forza Italia, tra i fondatori del partito assieme a Silvio Berlusconi" ha svelato che tutti sanno che "i 5.000 Circoli della Libertà in realtà non ci sono". Noi non lo sapevamo con certezza, anche se lo sospettavamo. Comunque non ce ne sono 5.0000, non ce ne saranno per Natale 9.000, ma almeno qualche centinaio, di reali, in tutta Italia potrebbero esserci. E allora, se non siamo lontani dal vero, possiamo dirci "più realisti del re?"
Fra' Galdino

sabato 1 settembre 2007

I POMPIERI DI MARTE


Per l'ennesima volta, si sente nella città di Barcellona Pozzo di Gotto l'impellenza di un distaccamento locale dei Vigili del Fuoco. Da decenni, con cadenza sempre più ravvicinata, le Amministrazioni Comunali succedutesi a Palazzo Longano hanno fatto sentire alle competenti autorità questa grossa esigenza, ma sempre e con la stessa motivazione è stato risposto picche. L'alta burocrazia ha detto che già esiste un distaccamento a pochissima distanza, quello di Milazzo, ed una sede provinciale nel capoluogo; pertanto non vale la pena creare un doppione, anche se il centro che lo richiede è una comunità di 45 mila abitanti ed ha un hinterland che, sommati a questi, ne raggiunge 100.000. Ma ecco che i recenti luttuosi eventi, collegati alla devastazione ormai reiterante dell'ambiente agricolo- boschivo- faunistico, provocata da dolosi incendi, hanno reso martellante la necessità di possedere strumenti d'emergenza che vadano oltre l'ormai retorica messa in scena della cosiddetta protezione civile. Si sente cioè pressante più che mai la necessità di vedere, oltre che rinforzato il contingente dei Pompieri di Milazzo, istituito un nuovo distaccamento complementare a quello mamertino.Tutto ciò rende più che mai opportuna e legittima, anche se non nuova, l'iniziativa del consigliere comunale di An, dottor Filippo Marte ( condivisa e sottoscritta da altri consiglieri) che, rivolgendosi al sindaco Nania, lo sollecita ad interessarsi perchè, finalmente, a Barcellona, venga istituita la tanto attesa sede dei Vigili del Fuoco. Filippo Marte, ripropone tale richiesta, prendendo spunto dalla gravità della situazione ambientale determinata, ogni anno, dai devastanti roghi nel vasto territorio montano della provincia: incendi che tra l'altro hanno messo a nudo le carenze di uomini e mezzi che dovrebbero far fronte all'estendersi di tali calamità. Per evidenziare l'esiguità dei mezzi e degli uomini disponibili, di fronte ai casi d'emergenza ( incendi, rischio sismico, chimico, ambientale, idrogeologico, incidenti stradali e ferroviari), Marte presenta dati statistici sconcertanti, come per esempio la ventina di pompieri componenti l'organico del distaccamento di Milazzo e l'inadeguato rapporto fra i complessivi 308 vigili del fuoco di Messina e provincia e la vastità del territorio da controllare, sul quale sorgono ben 108 Comuni, oltre al Capoluogo..
Cifra

venerdì 31 agosto 2007

NOTTE ARCANA


E' nata una nuova associazione cittadina, si chiama Genius Loci ed ha come programma precipuo il rilancio della vita culturale di Barcellona Pozzo di Gotto. Una magnifica iniziativa, se i suoi fondatori e organizzatori non pretendono di volere basare la rinascita della cultura locale inneggiando soltanto sui "reperti storici e culturali" di una comunità nata appena due secoli fa e, per questo, senza profonde radici nel passato.
Quel poco di monumentale e di cultura, legato alla sua giovane tradizione, la città di Barcellona Pozzo di Gotto l'ha talmente trascurato da sciuparne o distruggerne persino le tracce.

Adesso la nuova associazione culturale ( il cui nome vuole essere significativo: afflato del luogo o spirito della Città per meglio intenderci) cerca di partire un po' alla grande: organizzando una manifestazione notturna, che etichetta con un'espressione un po' maccheronica, "Notte Antiqua", probabilmente per legare con le due parole il presente al passato.
Ed il passato-presente, a Barcellona, oggi forma purtroppo un itinerario notturno poco vario, per quanto riguarda la parte artistico-monumentale della città: le solite quattro chiese più antiche ( San Giovanni, Crocifisso, Immacolata, Basiliani), quasi sempre chiuse se si eccettua quella di San Giovanni, i murales ormai deteriorati di via Scinà, la strabbandonata villa Liberty, per la cui malasorte non so chi dovrebbe vergognarsi.
Se c'era qualcosa di significativo nel magro corredo artistico-monumentale della città, e in effetti c'era, ho qui l'obbligo di ricordare che ci fu chi ebbe, una ventina d'anni fa, il buon senso di fotografarne gli elementi più cospicui.

A tale proposito aggiungo che copie di tali documenti fotografici furono allora donate alla Scuola Elementare di Militi (quarto circolo didattico) e presumo che quella direzione didattica abbia avuto il buon senso di tenerle care.
Ma non tutti quegli importanti monumenti storici credo che oggi siano ancora testimoniabili.
Ed ecco perché la giovane associazione culturale è costretta a limitare il suo itinerario notturno, che non sarà forse del tutto bianco come quello di Milazzo, ma neppure del tutto squisitamente storico-culturale.
Basti pensare allo stato in cui è lasciata la non visitabile villa Liberty, perchè già cadano le braccia a sentire proclamare, per bocca del sindaco, che la nostra città possiede un
patrimonio culturale da scoprire.
Si, è vero, si tratta però di un patrimonio occulto, quando non è completamente distrutto.

Nelle foto piccole: le chiese di S.Giovanni, di San Basilio e Villa Liberty

giovedì 30 agosto 2007

L'IRREQUIETO CANTASTORIE


Mi piace dedicare questo "post" ad un amico barcellonese, che in queste settimane, dovrebbe spegnere 30 candeline e forse più sulla torta della sua carriera di cantastorie.
E' l'irrequieto Fortunato Sindoni che, sin da studente, mentre frequentava l'università per laurearsi in lingue straniere, cominciò a interessarsi di un mondo a lui più congeniale, affascinato, com'era, della vita popolana con i suoi spesso penosi e ingiusti riflessi sociali, a volte superati con umiltà, a volte bruciati dall'irruenza intollerante.
Cominciò ad amare e a cantare quei fatti quotidiani come se fossero eccezionali, soprattutto dopo che, durante la sua vita migratoria in Germania, conobbe il canto e la musica folk del "singer" americano, Woody Cutrhie.
Da allora si ripromise di strimpellare sulla chitarra motivi alla base di canti che gli sgorgavano spontanei quando un avvenimento lo colpiva.
Tornò a Barcellona, dove ebbe una parentesi da docente di lingua all'interno dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Si fermò per alcuni anni, forse troppo pochi per lui. Eppure Fortunato li ritenne troppi, perché la sua testa era sempre fuori le mura del reclusorio, anche quando s'intratteneva coi ricoverati.
La sua testa e il suo temperamento lo portarono alla ricerca di quelli che come lui, anzi in quel tempo più di lui, tenevano alta la cultura popolare, in modo particolare quella siciliana.
Cercò di abbarbicarsi, come fa l'edera, al grande poeta popolare siciliano Ignazio Buttitta. Lo seguì nel suo peregrinare in Italia, musicò diverse sue poesie e le canto "pedipedi".
S'agganciò ad altri cantastorie di grido, ma soprattutto venerò ed esaltò meritatissimamente la supergrande Rosa Balistreri. (E a questo punto, mi tocca corredare questo "pezzo" con una foto, che assieme ad altre della Balistreri, tengo cara nel mio archivio.)
Ancora oggi, più che mai, è sempre in giro, con l'irrequietezza e la caparbietà di sempre, e con la bontà di un padre verso un gruppo di ragazzi, che appassionati di musica e, alcuni, con strumenti popolari, accompagnano i suoi canti, quando lui mette un po' da parte la vecchia chitarra e l'armonica a bocca, che per trent'anni gli hanno supportato la voce.
CIFRA

mercoledì 29 agosto 2007

CONSIGLIO E ASSESSORE IN MOVIMENTO


Domani, alle ore 19, dopo la tregua estiva, riapre i battenti l'aula consiliare di Palazzo Longano, per un primo approccio dell'assemblea comunale con i problemi della città. Molti sono i consiglieri di nuovo conio e si tratta per loro, quindi, di un incontro che potremmo definire di "rodaggio".
Ed è presumibile che ciò abbia indotto il presidente del Consiglio, Francesco Crinò, a non calcare la mano nella stesura dell'ordine del giorno, che è incentrato su un paio d'argomenti d'un certo interesse o urgenza.
All'adunata di domani, sugli scranni sederanno parecchi giovani, i quali daranno sicuramente una nuova "carica" all'istituto cittadino, pur nella loro qualità di neofiti.
Per questo, sentiamo il dovere di rivolgere a tutti un sincero augurio di buon lavoro, con la speranza che il loro attaccamento agli interessi della città possa essere di sprone all'Amministrazione capeggiata da Candeloro Nania.
Gli argomenti di cui facevamo cenno riguardano il riconoscimento di un paio di debiti fuori bilancio e un problema, sollevato da un'interrogazione del consigliere diessino Mario Presti, che sottolinea il rischio che stanno correndo i dipendenti dell'Ipab di Barcellona sul piano occupazionale, a causa della difficile situazione in cui versa l'istituto in cui operano.
Per quanto riguarda Palazzo Longano, è da registrare un'iniziativa dell'assessore alla Pubblica Istruzione, Antonietta Amoroso, che rendendosi conto della portata del problema sollevato dalla stampa in ordine al paventato aumento del costo dei libri scolastici, ha deciso di convocare per venerdì alle 10,30 i commercianti del settore per cercare una possibilità d'intesa atta a calmierare la spesa per libri e attrezzatura scolastica, al fine di non gravare eccessivamente sulle famiglie con figli in età scolare.
L'intento è senz'altro encomiabile: Bisognerà adesso vedere quale sarà il comportamento dei convocati e in che misura sarà in grado di contribuire il Comune, dal punto di vista finanziario.

martedì 28 agosto 2007

SPARA SULLA TASSA AI CONIGLIONI


Prima la spara grossa, ricorrendo ai "fucili", poi sommerso dalle critiche dell'opposizione scandalizzata dalla gravità di quella "vocazione di ribellione e violenza che può purtroppo trovare seguaci irresponsabili", il senatur Umberto Bossi, ritira l'arma da fuoco e usa la carabina per sparare palline di carta.
"Dobbiamo colpire - bofonchia il padano - Roma ladrona con lo sciopero del lotto".
E sarebbe il primo comandamento di un decalogo di ribellione che dovrebbe mettere in ginocchio le finanze di uno Stato, secondo lui accentratore e sanguisuga.
Ma perchè, adesso, usa palline di carta, che certamente non potranno mai scalfire la finanza di Prodi e di Padoa Schioppa?
Perché, così sparando, il senatur non fa altro che mirare contro la ormai nota "tassa sui coniglioni".
E dico la parola coniglioni, perchè non oso scrivere quella generalmente usata, che con coniglioni fa rima ed ha assonanza.
E di coniglioni con la sindrome del lotto, nella nostra bella Italia, ce ne siamo tanti, che mi sembra inconcepibile una protesta di massa in grado di determinare una forte duratura astensione dal gioco del lotto, come da qualsiasi altro gioco, ormai entrato nel dna italico. Ci sarebbe una tale crisi d'astinenza da dovere approntare mille nuovi "centri di recupero e di riabilitazione" per la disintossicazione.
Senza naturalmente, per questo, dover disturbare don Gelmini, che ha già troppi impegni.
Fra' Galdino

domenica 26 agosto 2007

NATURA CIECA, UMANITA' BRUTA









- Sorella Acqua, perché quando il piromane bruciò la montagna, non spegnesti il fuoco? -

- Perché non c'ero


- Fratello Fuoco, perché quando il piromane ti appiccò non lo bruciasti vivo?


- Per la stessa legge che costrinse il Fratello Mare a inghiottire la barca coi clandestini senza ingoiare lo scafista mercante di vite umane.

Informazioni personali

La mia foto
barcellona pg, messina, Italy
Questo blog non va considerato testata giornalistica: poichè i suoi post non vengono aggiornati con cadenza periodica e preordinata, non può costituire prodotto editoriale, ai sensi della legge n.62 del 7.3.2001. L'autore si dichiara non responsabile per i commenti ai vari post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non vanno addebitati all'autore, neppure quando vengono formulati da anonimi o criptati. Le immagini pubblicate, quando non sono di proprietà dell'autore, sono procurate con licenza di pubblico dominio o prese liberamente dalla rete. Nell’eventualità che qualcuna violasse i diritti di produzione, si pregano gli interessati di darne comunicazione a questo blog perché si provveda prontamente alla cancellazione.