domenica 28 agosto 2011

LA POESIA DELLA DOMENICA FAVOREVOMENTE COMMENTATA IN F.B.








IL GIORNO

Il giorno con lo splendore del sole

riempie di vita il mondo

Bello è il giorno

con un armonia di suoni e di colori:

nell'azzurro cielo svolazzano gli uccelli

con il canto festoso come inno di lode al nuovo giorno.

La Vita
come un'altalena va e viene sulla via del mondo
in un alterno gioco del destino

nulla sfugge al tempo che con il passar degli anni matura le cose

e altri ne affaccia all'orizzonte della Vita.

Con la notte si addormenta e riposa la Vita

il sonno ristora le energie

e fa sognare orizzonti di speranza per il domani:

tutto è legato al corso della vita

la notte il giorno le stagioni

le tenebre e la Luce.

Preferisco il mondo della Luce che mi illumina la strada
io posso guardare intorno e ammirare le cose belle

che il Creatore ha fatto sorgere sul mondo
credo nella luce che illumina la Vita:

innalzo il mio canto con la speranza

che domani sorgerà un mondo più Cristiano

e si allontana questo oscurantismo?

Nella notte buia del mondo

alzo lo sguardo verso il firmamento vivido di luce.

CARMELO FAMA'

(MALOTO DI BARCELLONA P.G.ME)

sabato 27 agosto 2011

ANCORA COMMENTI E QUERELLE SUL "SEME D'ARANCIA"


UN AUSPICIO: CHE IL SEME D'ARANCIA NON SIA IL SEME DELLA DISCORDIA

Poichè , intorno al "Seme d'arancia", la polemica suscitata dalla prospettiva del suo spostamento non cessa,
barcellonablog, che ha già espresso il proprio parere su quanto sta avvenendo, avendo l'opportunità di ospitare commenti diversi,
con tutto il rispetto per il pensiero altrui ne coglie l'occasione , avvertendo però che qui non è consentita la presentazione di scritti che travalichino il buon senso e l'educazione. Per cui ogni e qualsiasi commento, prima di essere reso noto, sarà valutato e, se il caso lo richiederà, verrà inesorabilmente cestinato.

Intanto rendiamo note due lettere:

UNA RIFLESSIONE DI ORAZIO CALAMUNERI


"In merito alla polemica sul “Seme d’Arancia” circa l’ubicazione, preciso di essere d’accordo che il “seme” è una bella originale opera ideata con un ingegno che solo gli artisti di grossa caratura culturale sanno inventare. E il nostro concittadino Emilio Isgrò è tutto questo. Il “seme” è la vita che affonda le proprie radici in un settore importante della nostra economia, il settore agrumicolo dove si svolgevano diverse fasi di lavorazione impegnando nella coltivazione braccianti agricoli, “zappatori”, rimondatori , potatori e raccoglitori. Poi il trasporto nei magazzini per la lavorazione e la trasformazione e qui vi lavoravano “cernitrici”, impaccatrici, cavatrici, muratori (addetti alla costruzione di caldaie per bollire il succo di limone che aveva mercato in Italia e all’estero, e la caldaia si costruiva con mattoni, calce e mauto (terra rossa argillosa), e rastrellisti (nel senso che scavavano con il rastrello gli agrumi) e dopo la spremuta diventava “pastazzu”, cibo per animali da ingrasso. Il fatto che Isgrò si sia ricordato di questi lavori e di questo settore, sintetizzato magnificamente con un seme ingrandito 9000 volte, oltre che geniale è anche piacevole perché ricorda un tratto di storia basata sull’agricoltura e su cui ruotavano punte del 60% della manodopera barcellonese. La cosa più importante dell’opera di Emilio Isgrò è ricordare tutto questo e in questo è riuscito. Per l’ubicazione metro più metro meno non significa un bel niente. Non sono d’accordo invece quando si dice che il Seme d’Arancia “rappresenta l’emblema della rinascita civile e morale di un popolo (quello barcellonese) di una città un tempo florida nel commercio degli agrumi e dei derivati, che dalla vecchia stazione partivano per i mercati del Nord”. Semmai il Seme d’Arancia rappresenta l’emblema della fatica, della sofferenza, della miseria più nera, delle mortificazioni e delle umiliazioni che i lavoratori addetti nel settore pativano. Infatti si lavorava anche 15 ore al giorno, quasi tutti a nero, senza bagni e il punto dove si soddisfavano i bisogni fisiologici era orrendo, e i caporali che trattavano i lavoratori come schiavi. E infine con i bassi salari che si percepivano non si riusciva nemmeno a mangiare, si lavorava con i vestiti laceri e si cantava la visilla, un lamento vero di sofferenza. “Un tempo florido” si ma solo per alcuni che si sono arricchiti a dismisura, ma per i lavoratori addetti dell’epoca (fino agli anni 70) sono stati tempi durissimi. Il “seme” per me rappresenta questo.

Orazio Calamuneri

UNA LUNGA LETTERA APERTA A EMILIO ISGRO', DI ANDREA ITALIANO


Egregio Artista,

le scrivo queste righe per rispondere idealmente alle lettere da lei indirizzate al Sindaco di Barcellona e pubblicate su “I Quaderni dell’Ora” in data 24/08/2011, che fanno capo alla ormai arcinota polemica estiva (così mi viene da chiamarla) sulla traslazione del Seme d’Arancia, polemica alimentata purtroppo più da aspiranti politici già in campo per la prossima campagna elettorale che dagli intellettuali, artisti, cittadini barcellonesi più volte tirati in causa.
In particolare, in risposta ai temi da Ella stessa sollevati con la lettera del 16 Agosto vorrei farle notare quanto segue.
1) Il riferimento ad Antoine Chrysostome Quatremère de Quincy egregio curatore del Dizionario di Architettura, volume della “ Encyclopèdie Mèthodique” pubblicato tra il 1795 e il 1825, non può non essere condiviso da tutti, ormai, e non solo dai critici e dagli studiosi. Il concetto del monumento come “documento irripetibile della storia e dell’arte di un popolo che vive nel contesto urbano in cui è inserito” è entrato ormai di forza nella forma mentis “comune” anche se – a dir il vero- applicandolo alla lettera l’umanità sarebbe oggi priva (cito solo due esempi) di un pezzo pregiato del capolavoro michelangiolesco di Piazza Campidoglio come la statua equestre di Marco Aurelio (che tutti sappiamo era stata collocata nei secoli a Piazza San Giovanni) oppure della provvidenziale ricostruzione nel “Pergamon Museum” di Berlino dell’Altare di Zeus ed Atena che si trovava in origine in Asia Minore e che sicuramente oggi avrebbe fatto una fine simile ai famosi Buddha demoliti dai talebani. Ancora però, e lei questo lo sa benissimo, sull’assunto del De Quincy si è sovrapposta nel secondo Novecento la teoria di Eco dell’arte come “opera aperta”, aperta alla pluralità delle interpretazioni dei fruitori e dunque non più “sacra”, intangibile ed inamovibile come un monumento antico. Corollario alle tesi di Eco, tesi per la verità molto “limitate”, potrebbe essere che, una volta che l’opera d’arte è “data al mondo” dal suo creatore, questi non ha più niente da dire in merito, non gli appartiene più (anche se è vivente) ma appartiene alla società che la fruisce e che appunto perché “documento irripetibile della storia e dell’arte di un popolo che vive nel contesto urbano in cui è inserito” la vive in maniera diversa a seconda delle epoche e degli avvenimenti storici. Penso a questo perché, e lo scrivo in tutta fermezza, la società barcellonese ha sempre fruito “male” il Seme di fronte alla dismessa stazione, perché non più stazione (ecco il cambiamento di epoche e di avvenimenti storici) ma strada di fugace e distratto passaggio veicolare e quindi mai ha capito a fondo il senso che Lei ha voluto infondergli. Sono certo, invece, che potrebbe fruirlo meglio nel luogo dove vogliamo ricollocarlo, luogo deputato alla riflessione, all’incontro, all’identità. Per questi motivi, eminentemente culturali, e non certo per sotterfugi legali, credo che ogni ipotesi di ritiro dell’opera dal patrimonio comunale/collettivo e l’affidamento – tramite la magistratura- a qualsiasi ente, fondazione o chicchessia (così come ho visto scritto sui quotidiani) sia risibile, culturalmente impercorribile (qui non si tratta del “diritto d’autore” ma del diritto sovrano di una comunità a rimodulare in meglio la propria città) od anzi deprecabile. Detto questo, e torniamo alla sua citazione, credo che essa debba essere decisamente ripensata; infatti il Nostro monumento, sono sicuro, giammai perderà lo status di “documento irripetibile della storia e dell’arte di un popolo” e soprattutto mai e poi mai verrà snaturato dal “contesto urbano in cui è inserito” in quanto lo spostamento di qualche decina di metri verso l’edificio già scalo-merci (lo scalo-merci da dove materialmente partivano “i treni carichi d’arance e di essenze per il Nord” ) non comprometterebbe affatto il contesto socio-culturale in cui Lei lo ha genialmente inserito, anzi – se mi permette- ne accentuerà maggiormente il senso ed il significato (tenuto conto che il Seme, nella sua nuova collocazione, verrà adeguatamente segnalato, protetto, valorizzato e reso fruibile anche didatticamente).
2) Mi spiace dissentire dalle sue parole perché il Seme, nella sua nuova collocazione, non sarà affatto un “monumento esornativo o celebrativo” più di quanto può esserlo già ora (mi scusi il gioco di parole, da lei tanto amato, ma il monumento non è sempre celebrativo anche quando vuole essere anticelebrativo?). Anzi, libero da quinte teatrali o da sfondi retorici come quelle attuali, si staglierà prepotentemente nell’ambiente circostante a significare ciò che Lei ha pensato: una “Poesia Visiva” che per niente auto-referenziale (e non è questo il peccato mortale dell’arte contemporanea sempre lontana da tutto e da tutti?) identifica ciò che è stata (e ancora continua ad essere) la nostra città, operosa, produttiva, generosa “e a volte ingenua”, aristocratica e plebea – per dirla con Consolo – grande e piccola al tempo stesso, mai banale. Ancora, non penso affatto che lo spostamento della sua opera, la nostra opera, di qualche metro ma sempre nello stesso contesto socio-culturale possa renderla “un’opera di puro abbellimento”; tutt’altro. Giganteggerà nella sua imponente mole finalmente restituita alla sua reale volumetria, significherà ancora maggiormente (con l’essenzialità di una poesia cattafiana) il concetto da Lei espresso, darà a tutti la possibilità di guardarla per quello che davvero è, e non soltanto come uno spartitraffico da imbrattare senza ritegno (come purtroppo fin’ora è stato fatto senza che nessuno se ne preoccupasse più di tanto!).
3) Dispiace leggere che Lei continui a sottolineare l’aspetto prospettico dell’installazione, considerandolo addirittura “il reale valore inventivo”. Ciò non rientra nella concezione del monumento rinascimentale, esornativo e decorativo che in precedenza contestava? Il senso del Seme è la sua “fuga prospettiva a cannocchiale” come un qualsiasi retorico monumento equestre oppure è l’Idea di una città, quasi una forma urbis, oggettivazione del genius loci barcellonese? Sono sicuro che a quest’ultimo pensiero Lei si riferiva e non piuttosto “alla prospettiva a cannocchiale”, altrimenti al Seme si sarebbe potuto sostituire qualsiasi totem (un bove, un “quattara”, una sigaretta gigante, un Ago e filo alla Claes Oldenburg) abbastanza grande da poterlo vedere da grandi distanze senza perderne il risultato ottico. Posso garantirle, infatti, che a distanza (e la via Roma è molto lunga) il Seme non dice più nulla (a meno che non si abbia, appunto, un cannocchiale) ma sembra un gigantesco segno senza identità. Sicuramente quella fuga prospettica abbellisce la via e la conclude a valle: ma è tutta una questione ottica, un abbellimento, quello stesso dato esornativo che lei vuole scongiurare. Ornamento e delitto, scriveva il buon Adolf Loos nel 1908 (anche un po’ esagerando): a questo si riferiva?
4) Stranisce davvero leggere che lei paventa che l’installazione verrà gettata nei pressi “di un giardino cinese o giapponese”. Il giardino “cinese o giapponese” più volte tirato in ballo, trattasi di un progetto pensato e donato dall’artista giapponese Hidetoshi Nagasawa (personalità- come la Sua- di altissima levatura internazionale e che lei conosce benissimo) e constante di una piantagione/oasi verde di piante autoctone in cui l’artista posizionerà qualche intervento secondo la sua maniera. Come vede, Barcellona si apre coraggiosamente all’arte contemporanea, e questo non può se non fare piacere ed onore a tutti i barcellonesi, specie a quelli come Lei che vivono di arte e rappresentano pienamente la contemporaneità. Per tornare al Seme, sono sicuro che esso non verrà confuso con le installazioni dell’artista giapponese, i linguaggi saranno ben distinti, non penso che i progettisti abbiano l’intenzione di formare un museo a cielo aperto; ma verrà posizionato a debita distanza proprio all’entrata del nuovo parco urbano, giusto perché i fruitori apprezzino appieno (ed in primis) la sua opera e la sua creatività.
5) Fondamentale è stato il suo contributo alla restituzione alla cittadinanza della piazza Stazione. Grazie al suo dono si è intrapreso un cammino di recupero e rivalutazione dei luoghi che già dalla fine degli anni 80 versavano nel degrado più assoluto. Il cammino, finalmente, sta arrivando al capolinea. Il Seme è il punto focale dell’intervento e per questo, se Lei -magari abbandonando lo spirito polemico, iconoclasta e “cancellatore” che giustamente la contraddistingue (e ne siamo fieri)- volesse contribuire con decisione ad una perfetta ricollocazione del monumento (di cui sappiamo che il piedistallo, la scritta, il giardinetto di arance amare, l’oasi in erba, sono parti integranti ed inscindibili!) tutti noi cittadini arriveremo in breve tempo a godere di un complesso ecologico-monumentale-urbano di grande utilità e pregio, funzione non solo ludica e ricreativa ma sociale e culturale.

Concludo questa lettera (scritta da un cittadino che – pure senza alcun interesse né vantaggio particolare- è parte in causa appunto perché cittadino di Barcellona e ci tiene ad avere una città bella, considerata positivamente, più vivibile) con l’esortazione a riconsiderare l’intervento con lo stesso occhio artistico e propositivo del 1998 e non prestare il fiato a certi “venticelli” nostrani che stanno tentando di avere nuova forza sfruttando questo polverone ma che alla fine altro non fanno se non nuocere all’immagine di Barcellona al cospetto della nazione tutta. Come se già i fatti delittuosi e problematici di questi ultimi anni non abbiano nuociuto abbastanza.

Distinti saluti
Andrea Italiano

venerdì 26 agosto 2011

PINCO E PALLINO = DIALOGANO SULLE REAZIONI AL PROGETTO DI SPOSTAMENTO DEL SEME D'ARANCIA

I DUE COMPARI ACCENNANO ALL'ESISTENZA DI LETTERE DI EMILIO ISGRO' AL SINDACO CANDELORO NANIA

PALLINO = Ciao Pinco!

PINCO = Ciao Pallino. Hai seguito, in questi giorni, la querelle sullo spostamento del seme d'arancia?

PALLINO = Così di sfuggita: ho saputo che c'è stata una correttissima manifestazione di protesta, in piazza stazione vecchia, ma poi mi pare che non ci siano stati strascichi.

PINCO = Eppure si dice che ce ne saranno: Emilio Isgrò, autore e donatore del seme d'arancia è "siddiatu" e minaccia di adire le vie legali, perché il Comune sta facendo tutto in sordina, senza tener conto d'un suo eventuale nullaosta.
PALLINO = Davvero? Vuoi dire che il sindaco Nania non avrebbe tenuto conto della paternità...
PINCO = Esatto. Eppure lui che è pediatra, lo dovrebbe sapere che ogni figlio e piezz 'e core, anche quando è scarrafone. Ed è forse per questo che Emilio gli ha inviato un paio di lettere, nelle quali esprime "incredulità e sgomento" per avere visto la scultura, da lui realizzata come dono alla città, in fase avanzata di demolizione e smantellamento, senza che lui abbia mai ricevuto nessun atto formale sulle reali intenzioni in merito all'opera...

PALLINO = E va bene, vedrai che troveranno un modo per mettersi d'accordo... PINCO = Lo credi tu, ma pare che dalle lettere di Isgrò emerga tutt'altro...Intanto, ln una sua prima missiva sostiene che Nania "ha di fatto cancellato quel messaggio di fiducia e di speranza che l'opera voleva trasmettere soprattutto alle nuove generazioni..."
PALLINO = Ha scritto "voleva"? Ma non sempre volere è potere, caro amico: infatti non riesco proprio a rendermi conto della quantità di giovani divenuti speranzosi grazie al mastodontico messaggero rimasto ad affumicarsi e in balia di qualche graffitaro, nella vecchia piazzetta in fondo alla via Roma... Vabbè, può darsi che ce ne siano, ma proprio adesso parlare di speranze inculcate dal seme ai nostri giovani, nel cui futuro c'è buio pesto, mi sembra fuor di luogo... comunque...

LE PROVINCE =TUTTE DOVREBBERO ESSERE ELIMINATE: STAVOLTA BERLUSCONI HA PIENAMENTE RAGIONE

IN SICILIA, IL GOVERNATORE RAFFAELE LOMBARDO STUDIA IL MODO PER SOSTITUIRLE CON CONSORZI TRA COMUNI


Pare che il cav.Berlusconi abbia l’intenzione di proporre l’abolizione di tutte le province, con una mossa a sorpresa che dovrebbe smontare la resistenza sulle pensioni opposta dal vecchio amico senatur.

Una mossa maldigerita dalla Lega che, per bocca dell’autore del “Porcellum” ha fatto dire che si tratta d’una scelta strampalata, mentre sarebbe più opportuno imporre agli evasori fiscali una bella specifica tassa.

Come "tassare" questi fantasmi, bisognerebbe chiederlo a Pirandello.

Non mi soffermo sulle cavolate di chi già ce ne ha imposta una, disastrosa per la democrazia – il porcellum – e mi schiero almeno stavolta con il premier, per la sacrosanta giustezza della sua proposta, tra l’altro facente parte del programma elettorale presentato dal Pdl in occasione delle ultime elezioni nazionali.

Attuando tale scelta, il cavaliere non solo manterrebbe almeno una delle sue promesse, ma darebbe ossigeno alla Nazione grazie al notevole risparmio economico richiesto per rimpolpare lo scheletro della finanziaria.

Il perché della inutilità delle province, non bisogna andare lontano per capirlo:

basterebbe soffermarsi un tantino sulla scarsezza dell’operato di quella nostra, che si rivela ormai da troppi anni insufficiente in quasi tutto ciò che sarebbe di sua competenza.

Non c’è strada provinciale che non testimoni lo stato di abbandono, non c’è scuola di pertinenza provinciale che non riveli la pochezza d’interventi riparatori, e l'insufficieza decisionale per quanto concerne la costruzione di plessi necessari ad eliminare lo sperpero di denaro impiegato per pagare improvvisate aule in strutture private: classico esempio il liceo scientifico “Medi” di Barcellona, ubicato in ben cinque diversi edifici, distanti tra di loro.

Dulcis in fundo, andrebbe rimarcato il comportamento da asino di buridano, fatto registrare in questi ultimi anni dalla nostra provincia, per quanto riguarda la soluzione aeroportuale ritenuta necessaria per chi vive e opera nel territorio messinese.

Freschissima è la notizia della votazione in aula – a Palazzo dei Leoni – sulla delibera di dismissione delle quote societarie della SoGAS che, facendo cadere ogni velleità sull’aeroporto dello stretto, non solo rappresenta un segnale politico inequivocabile, ma costituisce anche una condanna dell’altalena sull’aeroporto tra un presidente pro tempore, promotore del progetto per un aeroporto da costruire nella valle del Mela e il presidente attualmente in carica privilegiante la scelta del Minniti di Reggio Calabria.


giovedì 25 agosto 2011

BARCELLONA POZZO DI GOTTO:DURERANNO A LUNGO I LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DEL CONTRATTO DI QUARTIERE, MA FORSE NE VARRA' L'ATTESA...




SE LE PROSPETTIVE SONO OTTIME, NON SI COMPRENDE PERCHE' L'AMMINISTRAZIONE NON PUBBLICIZZI I DETTAGLI COME SI DEVE: SI CAPIREBBE COSI' ANCHE PERCHE' IL SEME ANDRA' SPOSTATO


Ci giungono un po' a spizzico particolari interessanti, man mano che lentamente si svolgono i lavori dei cosiddetti contratti di quartiere.
Ques
ti, partendo dalla fruizione dell'ex area comprendente lo scalo e la stazione ferroviaria dismessi, stanno interesserando una vasta fascia del centro urbano, compresa tra i quartieri S.Andrea e Sant'Antonino, con appendice Fondaconuovo. Sono lavori in parte avviati da ltre un anno e destinati a protendersi per almeno un altro biennio, e di essi vengono fuori a spizzico - per l'uomo della strada - particolari singolari come quello per esempio che nell'attuale piazza S.Antonino, una parte dell'area sarà arredata in maniera tale da consentire la celebrazione della S. Messa fuori della Chiesa di SAnt'Antonio di Padova. Tale particolare sarebbe inserito in un progetto mirato a rinnovare radicalmente l'arredo urbano della vasta area adiacente al Convento del Santo taumaturgo.
E' stato altre volte precisato, se non dall'Amministrazione Comunale da qualche suo improvvisato portavoce (non ufficiale) che il grandioso progetto venne a suo tempo presentato al pubblico per essere discusso e preso in considerazione dai rappresentanti di quartiere e da quanti altri avessero desiderio o interesse di conoscerlo.
Io, fraticello, che probabilmente in quella circostanza mi trovavo in giro con la mia bisaccia per la questua di notizie, devo confessare di avere perso quella magnifica occasione, per cui quando riesco a raggranellare notizie - anche smozzicate - sull'intero affare sono contento.
Sentendo 'sta storia dell'altare in piazza, di cui i confratelli mai m'avevano parlato, mi sono incuriosito molto e sapete che ho fatto?
Non e
ssendomi stato facile trovare qualcuno informato che a sua volta m'informasse, ho fatto fare una breve ricerca sul computer ad uno più esperto di me.
E ho fatto bene, perchè mi è stato possibile così entrare in un mondo sorprendente, dove ci sono foto e notizie corredanti un progetto che, guarda caso, è denominato Contratto di Quartiere II sant’Antonino.
Sinceramente, data la mia ignoranza in materia, non posso assicurare che si tratti proprio del progetto di quartiere già pubblicamente esaminato a S.Antonino.Mi piacerebbe riportarlo in questo post, anche perché certi passaggi della presentazione mi fanno sperare che sia proprio quello, per la cui realizzazione, i lavori dovrebbero iniziare a maggio 2011.
Ma p
er farlo, anche parzialmente - mi è stato detto - dovrei prima ottenere l'esplicito permesso scritto dal titolare del sito. Essendo il tutto coperto da Copyright.

fra Galdino






mercoledì 24 agosto 2011

GIUFA', DON BABA' E INTERNET


GIUFA' = Don Babà, sapiti chi sugnu gnuranti e pi chistu m'aviti a scusari si vi dumandu di spiecarmi una di tanti cosi chi non sacciu.
DON BABA' = Dimmi, Giufà: si è na cosa chi sacciu, ti vegnu ncontru.
GIUFA' = Mi vuliti diri chi voli diri F.B.?
DON BABA' = EFFEBI, io penzu chi è na sicla miricana chi significa ufficio federale, comu per esempiu FBI, che è un ufficiu fidirali d'investicazioni, chidda chi si viti sempri 'nto cinima.
GIUFA'= Cumpari don Babà, mi pari chi stati parrandu troppo difficili: a mia mi dissiru inveci che F.B. voli diri fessbbùc, ma chi voli diri stu fessbbùc non mi l'annu dittu.
DON BABA' = Ah, Giufà, ci semu, chistu è ngrisi, si dici feissbuc, ma è scrittu di 'nautru modu.
GIUFA' = Ma chi è, si po' sapiri, non m'interessa comu si dici, ma comu si faci.
DON BABA' = Comu si faci a ntrasiri? E chinni sacciu. Sacciu sulu chi ava a essiri facili...
GIUFA' = Sì, sì! Ava a essiri facilissimu... U sapiti chi mi dissiru?
DON BABA' = Chi mi cunti ora!
GIUFA' = Vu dicu 'nta na ricchi: mi dissiru chi ponnu ntrasiri masculi e fimmini.
DON BABA' = Beh, e pi cchistu mu dici 'nta ricchi?
G IUFA' = Sì, picchì c'è di cchiù: ntrasendu ci sunnu pissuni chi non diciunu chiddu chi sunnu veramenti: sunnu masculi viraci e si presentunu cu nomi di fimmini o......
DON BABA'= Giufà, chi sta dicendu, ma sempri u stissu sì, lassamu andari, và!
GIUFA' = Sì, lassamu stari, ch'è megghiu. Iò di sti cosi non capisciu nenti.

martedì 23 agosto 2011

FORTE SCOSSA DI TERREMOTO A WASHINGTON E NEW YORK



Una forte scossa sismica è stata registrata negli Stati Uniti.
Il sisma di magnitudo 5,9 della scala Richter, con epicentro in Virginia, è stato avvertito a Wasington DC, dove il Congresso degli Stati Uniti e il Pentagono stati evacuati a scopo precauzionale, a New York e in tutta la costa est. Chiuso l'aeroporto Jfk per effettuare verifiche sulle torri di controllo.
A Manhattan i grattacieli hanno tremato, generando in molti il timore di un nuovo attentato.
La scossa è stata avvertita fortemente perché l'epicentro del sisma ha avuto una profondità di qualche chilometro.
Per questo è stato avvertito persino in Canada.
Dovunque la gente s'è riversata nelle strade, ma pare che non si siano registrate, finora, danni a persone e cose.
Secondo i dati in possesso si è trattata della scossa più forte che abbia mai colpito la Virginia e gli Stati vicini dal 5 maggio 1897.
Il sisma è stato registrato alle ore 19,50 ora italiana, cioè poco prima delle 14 locali.

CLICCA
La " Grande Mela " rischia un grave terremoto
Una previsone che risale a quindici anni fa

CHE DELUSIONE, QUEL SIT IN IN PIAZZA STAZIONE!


Prima di scrivere questa breve riflessione, sento l'esigenza di ringraziare il collega di Antenna del Mediterraneo che, puntualmente, ci ha dato modo di vedere - attraverso lo schermo - il sit-in effettuato in piazza Stazione vecchia da un gruppo di cittadini contrari allo spostamento del "seme d'arancia" dall'attuale sito al vicinissimo ex scalo della stessa ferrovia.
Come avevo sospettato prima ancora di assistere al documentario, i "protestatari" non hanno potuto fare altro che radunarsi in fondo alla via Roma, addossati alla recinzione del cantiere occupante oltre mezza piazza, per non farsi travolgere dalle auto che, in quel budello di strada,
sono in continuo transito.
A dire il vero non m'è parso che ci sia stata un'affluenza tale da rendere eclatante la protesta.
E ciò nonostante la presenza coaulante di alcuni personaggi politico-sindacali pronti a pronunciarsi davanti ad una telecamera.
Perdinci, è mai possibile che un seme d'arancia, in procinto di spostarsi, mobiliti gente adusa a ben altre battaglie?
Che delusione, amici carissimi. E che sconcerto, vedendovi declamare sui diritti dell'arte non appena il mio collega vi ha messo davanti il microfono di AM.


IL SEME D'ARANCIA PER OLTRE UN DECENNIO HA DOVUTO SOPPORTARE TRAFFICO CAOTICO, FUMI DI SCARICO, SCARSA CURA: ADESSO SI PROTESTA PERCHE' LO SI LIBERA


Ho appreso che, a Barcellona Pozzo di Gotto, c'è stato un sit-in, organizzato in segno di protesta contro l'Amministrazione Comunale che ha deciso di trasferire il "Seme d'arancia" dalla piazzetta dell'ex stazione ferroviara ad altro sito, adiacente, più spazioso e meno trafficato.
Siccome per l'eccezionale occasione non mi trovavo in città, non ho avuto la possibilità di appurare dove i sitinari abbiamo potuto trovare posto per assidersi inamovibilmente, per rendere efficace la propria manifestazione.
A meno che si siano "ammassati" in quel budello in atto lasciato al transito da quando è stata cantierata la parte di piazza occupata dal "monumento" per consentire i lavori di smantellamento.
Sinceramente, devo confessare che non ho la più vaga idea per dire chi possa avere promosso tale iniziativa, mirata ad impedire lo spostamento, nè credo di potere sospettare che, a suo sostegno, ci sia stato il consenso dell'autore dell'opera, quel caro concittadino che ne fece alla città donazione e che pertanto non mugugnerebbe se la città cercasse di salvaguardare il suo dono preservandolo (finalmente!) da possibili condizioni di deterioramento.



lunedì 22 agosto 2011

LA NONNINA DI SANT'ANTONINO HA RAGGIUNTO FELICEMENTE IL SECOLO D'ETA'


PER GENTILE INFORMAZIONE DI GIUSEPPE MESSINA

La barcellonese signora Venera Fazio, seduta sulla sua sedia, con la gamba a cavallo e con in bocca un lecca lecca, in maniera spiritosa ha ricevuto gli invitati per festeggiare il suo centesimo anniversario, nella propria abitazione in vicolo 2° Giacomo Medici, n. 2, nel quartiere Sant’Antonino del comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Circondata dall’affetto dei figli Domenica, Francesca e Pietro Occello, ma anche dai tantissimi nipoti e pronipoti, questa donna, rimasta vedova molto presto, nonostante abbia lavorato duramente nei magazzini di agrumi e nella campagna per il sostentamento dei figli minori, malgrado qualche problema di salute manifestatosi fino allo scorso anno, ha raggiunto il traguardo dei 100 anni, in piena coscienza, con il piacere di spegnere le altrettante candeline e di partecipare all’applauso che le è stato tributato. Tra gli invitati, oltre i tantissimi amici, al momento dello spegnimento delle candeline poste sulla torta, erano presenti il sindaco della città dott. Candeloro Nania e la sua vice , che hanno portato gli auguri a nome di tutta l’amministrazione Comunale.

BARCELLONA POZZO DI GOTTO = AUFFAH ,CON QUESTO SEME D'ARANCIA


Si sta registrando, in questi giorni, a Barcellona, una polemica
- secondo me p
osticcia - sull'imminente trasferimento del "seme d'arancia" di Emilio Isgrò dalla piazzetta della vecchia stazione ferroviaria al vicino spiano ricavato con la trasformazione del dismesso scalo.
Quindi alcune decine di metri più al largo del sito attuale.
Già la base del monumentale seme è stata smantellata e s'attende che, una volta preparata una dignitosa base che (si spera) rispetti il progetto originale, l'opera venga trasferita e risistemata.
Si vuole montare il caso, per fare un po' di pubblicità al fin troppo trascurato seme, su un lato del quale addiritura s'era persino sfogato qualche grafomane, senza che poi nessuno si curasse di porvi rimedio?
Lo si faccia. Lo stesso d'altronde avvenne quando, all'atto della collocazione in piazza stazione, si blaterò parecchio sull'opportunità o meno di quella scelta, spesso anche condendo la critica con giudizi poco edificanti sulla validità piuttosto dell'opera che dell'ubicazione.
Ricordo che, in occasione dell'inaugurazione organizzata dall'Amministrazione Speciale, dedicai all'evento un commento sul Giornale di Sicilia, scrivendo - tra l'altro - che, non ritenendomi competente, non intendevo esprimermi sulla validità artistica del Seme d'arancia.
Per cui, accennando alla polemica - che, ripeto, anche allora ci fu sulla sua ubicazione - mi sembrò giusto dire qualcosa del genere, che cito a memoria: Se si tratta di un'opera artistica, il posto scelto non mi sembra idoneo, perché la sacrifica; se invece artistica non fosse, in quella piccola piazza costituirebbe soltanto un ingombro.
E adesso spero che Emilio, se mi leggerà, mi grazierà, evitando di ricorrere ad eventuali cancellature.

UTILE CLICCARE
Intervista con Emilio Isgrò. 2008 at G A M M M

domenica 21 agosto 2011

LE PREOCCUPAZIONI DEL PRESIDENTE NAPOLITANO ( E NON SOLO SUE) A COMUNIONE E LIBERAZIONE

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la cui presenza al meeting Comunione e Liberazione va considerata un evento eccezionale, con un suo vibrante discorso ha espresso l'amarezza e la vivissima preoccupazione che, in questo momento, la Nazione sta soffrendo, non ultimo per l'inconcepibile stato di confusione e d'incertezza registrato di fronte al persistere della crisi che ci attanaglia.

CLICCA

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CARMELO FAMA' E LA POLITICA ITALIANA.


IN UN SUO COMMENTO, CARMELO FAMA' SI SFOGA
CON I SOLITI VERSI DELLA DOMENICA CONTRO CHI METTE
IN GRAVI DIFFICOLTA' LA NAZIONE

SI PUO' CREDERE A QUESTI POLITICI?
Berlusconi mi sembra che ha detto
che non metteva le mani nelle tasche degli italiani?
Invece li ha messi più degli altri:
i politici che oggi invocano più giustizia sociale
quando erano al governo
hanno infierito tagli e riforme
che hanno impoverito il mondo del lavoro
e dei pensionati
hanno istituito finanziamenti politici ed elettorali
dividendosi la torta.
In nome della crescente crisi
l'Euro infligge duri colpi all'economia
e l'Europa detta regole più severe.
Il costo della vita sale
le pensioni e gli stipendi scendono
il potere d'acquisto diventa sempre più debole:
molte ditte chiudono
i disoccupati e la povertà aumentano
generando la crisi sociale.
L'Europa chiede sempre piu' pesanti tagli:
però i cittadini hanno bisogno di nutrirsi per vivere?
Questo Euro forse è nato sfortunato?
Prima la tassa per entrare in Europa
poi ci ha dimezzato stipendi e pensioni:
perchè non si è posta una soluzione
per far diminuire il costo delle bollette
e dimezzare pure il costo della vita?
Adesso l'Euro genera sempre più crisi monetaria e sociale
che porta in agonia gli stati?
Questi continui tagli inpoveriscono ancor di più il Paese
che ha bisogno di respirare
per rivitalizzarsi camminare e progredire.
CARMELO FAMA' MALOTO, 21 AGOSTO 2011

sabato 20 agosto 2011

CARMELO AMATO, BAGNINO-GIORNALISTA TOGLIE DALL'IMPICCIO UN TURISTA IN DIFFICOLTA' NEL MARE DI MILAZZO

Il mare, anche quand'è tranquillo, può essere pericoloso.
L'ha dovuto constatare un
turista di Pistoia, Marco Bertolazzi 27 anni, ieri mattina, mentre si trovava nelle acque antistanti il lido Open Sea di Milazzo, dove s'era tuffato per un bagno. Improvvisamente colto da lancinanti dolori addominali, il bagnante ha cominciato a perdere la sensibilità nelle gambe, tanto che ha cominciato ad annaspare.
Anche se il malcapitato non riusciva a gridare, a sospettare che gli stesse accadendo qualcosa di grave, fortunatamente, c'è stato l'assistente bagnino del lido, Carmelo Amato, il quale immediatamente s'è tuffato in mare e, raggiuntolo, è riuscito a portarlo a riva.
Grazie all'esperienza e alla prontezza di riflessi di Carmelo Amato, s'è potuto così evitare che si consumasse una vera e propria tragedia.
Una volta portato faticosamete a riva, in attesa dell'arrivo dei sanitari del 118, dallo stesso bagnino gli sono stati praticati i primi interventi di soccorso.
Giunta l'autambulanza, i medici dell'Ospedale di Milazzo gli hanno prestato le cure del caso, e i l mancato naufrago s'è ripreso, tanto che ha sorriso e ringraziato il bagnino che lo aveva tratto in salvo.
Per lui non c'è stato bisogno del ricovero in ospedale.
Porterà con sè, tornando a casa, il ricordo d'una brutta esperienza, addolcita dalla gratitudine verso il giovane che, grazie al proprio intuito, ne ha impedito l'irreparabilità.

Barcellona, storia di una sanità che funziona davvero


Giorno di Ferragosto, squilla il telefonino: “Papà ha avuto un ictus mentre era in vacanza a Terme Vigliatore, lo stanno portando a Barcellona Pozzo di Gotto”. L’ospedale accoglie con un grande striscione di protesta: “Ora tocca a noi”. Sì, è toccato a noi. E ci tocca scrivere di una struttura dove il 15 agosto primari e infermieri di neurologia si sono prodigati al massimo per assistere tutti i ricoverati. La Tac, un doppler, l’elettroencefalogramma, l’attacco ischemico che pian piano regredisce. Stanze da quattro letti, pulizia, personale impeccabile. Non so se c’entri la riforma Russo, non so se la protesta riguardi tagli o accorpamenti. So di certo che a Barcellona hanno salvato mio padre. Ed è il minimo dare il giusto tributo, per fatto personale, ad una sanità che funziona. (ff)


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IL SEME D'ARANCIA VERRA' TRASFERITO, MA C'E' CHI SI DOMANDA : "PERCHE'?


Il seme d'arancia - scultura del concittadino Emilio Isgrò, data in regalo alla città e installata da anni al centro della piazzetta antistante la vecchia stazione - è in procinto d'essere trasferito in altro spazio, non molto distante, ricavato dal dismesso scalo ferroviario per essere utilizzato in area pubblica: un'ampia piazza con annesso parcheggio auto.
Questo transfert, che qualcuno teme si trasformi in traslazione, non piace a tutti:
un po' perché, nonostante le polemiche iniziali sulla bellezza o meno dell'opera, ormai la gente aveva fatto l'occhio a quel "monumento simbolico alto sette metri" innalzato su un piccolo rilievo al centro della piazza divenuta ormai una "singolarissima" rotatoria;
e un altro pochino in più perché s'è detto che la decisione sarebbe stata presa senza consultare il munifico autore dell'opera, creata per rappresentare la rinascita della città.

Da ciò potrebbe nascere la motivazione di un'iniziativa, annunciata sui giornali della provincia, secondo cui
lunedì prossimo, alle 19, appunto nella piazza dell'ex stazione, davanti al "Seme d'arancia", la cui base è stata ormai scalzata, si terrà una pacifica protesta, con la parecipazione ad un sit-in di cittadini,ovviamente scontenti del progetto di rimozione e trasferimento del mastodontico seme cittadino.
Tuttavia
bisognerebbe convenire che, nella ristrutturazione della zona adiacente alla dismessa stazione ferroviaria, fosse opportuno intervenire per migliorare la circolazione, che ai limiti della via Roma, al cui margine sorge il Seme, è sempre stata difficile. E la presente foto> che già altre volte abbiamo pubblicato per documentare tale disagio, ne è chiara testimonianza.
Per cui, obiettivament
e, diciamo: un trasferimento che non sia traslazione non dovrebbe far male a nessuno, purché si abbia la sensibiltà di tenere conto di eventuali suggerimenti dell'amico concittadino Emilio, insigne autore dell'opera.

fra' Galdino





venerdì 19 agosto 2011

LA CAMPANA ANTICICLONICA AFRICANA PRONTA A "COPRIRE" L'ITALIA


Secondo gli esperti di metereologia, siamo in procinto di dovere subire un'ondata di calore in intensificazione, che porterà ad un picco prevedibilmente della durata di quasi tutta la prossima settimana.
A causare tale indesiderato innalzamento termico sarà l'arrivo di masse d'aria calda africana che si stabilizzeranno sull'Italia, costituendo così una campana anticiclonica con punte massime di calore fino a 38°C.
L'afa - che potrebbe risultare la più intensa per gradi e per durata della stagione - sarà attenuata lungo le coste e nelle isole dall'influsso del mare.

Meteo e Previsioni del tempo in Italia | 3B Meteo

Previsioni meteo Barcellona pozzo di Gotto | 3B Meteo

giovedì 18 agosto 2011

SICILIA INDIPENDENTE? SI', GRAZIE! LA RISPOSTA DELL'F.N.S. ALL'ASSESSORE VENETO FRANCO MANZATO



C'è un leghista - l'assessore regionale veneto all'agricoltura Franco Manzato (nella foto) - che in una sua dichiarazione sulla Sicilia ha espresso il suo "autorevole" parere...a favore dell'indipendenza dell'Isola.


Un tale avvenimento sarebbe - a suo giudizio - un affare per un motivo molto semplice: farebbe risparmiare un bel mucchio di quattrini, perché
"se la Sicilia diventasse indpendente subito - dice lui - ci costerebbe meno".
Questa battuta di pretto stampo leghista non poteva che suscitare sdegno in chi per principio auspica che la nostra Isola diventi libera ed indipendente.
A rispondere per le rime, al solito tracotante leghista, provvede il Fronte Nazionale Siciliano "Sicilia Indipendente", con un comunicato del suo segretario politico, Giuseppe Scianò:
"A prescindere dalle motivazioni piuttosto peregrine - scrive Scianò - merita la massima attenzione la recente dichiarazione dell'Assessore del VENETO, Franco MANZATO, secondo il quale “ .... SE LA SICILIA DIVENTASSE INDIPENDENTE SUBITO, CI COSTEREBBE MENO “. Prima di tutto ed in via pregiudiziale, dovremmo fare una puntualizzazione: " E' LA PADANIA CHE COSTA TROPPO ALLA SICILIA. E NON VICEVERSA". Anche perché l'economia siciliana, dal 1860 in poi, è stata SUBORDINATA ed ASSERVITA agli interessi del Nord Italia, ed a quelli della Padania in particolare. Anzi, la Sicilia, e così tutta la parte continentale dell'Ex Regno delle Due Sicilie, diventarono - e lo sono rimaste - COLONIE DI SFRUTTAMENTO interne allo STATO ITALIANO. E' vero, però, che la SICILIA INDIPENDENTE sarebbe così RICCA da far fronte ad ogni tipo di problema. Potrebbe anche aiutare la Padania .... se questa ne avesse bisogno. Ringraziamo, quindi, l'Assessore MANZATO per il richiamo alla prospettiva indipendentista della Sicilia, che rimane valida ed attuale comunque. All'Italia ed alla Padania, in caso di indipendenza, lasceremmo la classe pseudo-dirigente, che attualmente è al potere in Sicilia in regime di "INCIUCIO" e di "TRASVERSALITA'" ma politicamente e culturalmente ASCARIZZATA. E sempre subordinata agli interessi settentrionali. Nemmeno quest'ultima categoria di politici resterebbe, tuttavia, troppo danneggiata dall'INDIPENDENZA della SICILIA. Infatti, nella PADANIA i nostri ex governanti si troverebbero bene e potrebbero incassare i 33 denari, adeguatamente rivalutati, per il servizio prestato nell'interesse supremo del Nord-Italia e della Padania stessa".

SICILIA REGIONE AUTONOMA: PARTITO AUTONOMISTA DI NOME O DI FATTO?



Parlando di Ludovico Corrao, recentemente trucidato dalluomo che l'accudiva, il presidente della Regione Raffaele Lombardo lo ricorda come protagonista della storia siciliana e dell'esperienza autonomista.

"Era -
scrive nel suo blog il Governatore - un uomo coraggioso che amava l’azzardo e rompere con le convenzioni. Non posso quindi che ricordarlo anche con un sentimento di adesione ideologica ad un tentativo di autonomia che poi finì soffocato negli scandali e che il sistema centrale non poteva tollerare".
" L’esperienza di Milazzo - aggiunge Lombardo - ha dimostrato che la vera autonomia non può che essere guidata da un vero spirito autonomista e l’autonomia speciale non può funzionare se non affidata ad un partito autonomista che, svincolato dalle logiche dei partiti nazionali e dalle obbidienze ascariste ai padroni romani, invii a Roma un gruppo di parlamentari numeroso e decisivo".
Ciò fa sorgere qualche domanda: "Quale potrebbe essere il partito autonomista auspicato?
Forse quello che il nostro Presidente da tempo sostiene
di volere costituire oppure quello del sottosegretario Miccichè?

mercoledì 17 agosto 2011

DECRETO MANOVRA: OGGI A PALAZZO MADAMA AL COSPETTO DI UNDICI SENATORI


AULA DESERTA E MAGGIORANZA IN NUMERO MINORITARIO:

UNDICI PRESENTI COMPRESO IL PRESIDENTE DI TURNO

MILANO - Un decreto legge da 45,5 miliardi di euro in tre anni. Il pareggio di bilancio previsto in Costituzione. Trentasette province tagliate, migliaia di comuni accorpati, misure che rivoluzioneranno il diritto del lavoro, come la contrattazione aziendale che potrà derogare su alcuni punti persino all'art.18 dello Statuto dei Lavoratori. Eppure oggi il testo della manovra economica è stato incardinato nell'aula semideserta del Senato.

Erano presenti solo 11 senatori (7 dell'opposizione e 4 della maggioranza) su 315. . La settimana prossima il testo della manovra varato dal governo durante il Consiglio dei ministri del 13 agosto sarà all'esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio. Il testo arriverà poi in aula il 5 settembre
Tratto dal Corriere della Sera on line


GARA FUMOGENA FRA TREMONTI E MONGIBELLO


MENTRE IL MINISTRONE VENDE FUMO L'ETNA ORNA D'ANELLI IL CIELO

E più che probabile che l'Etna sia - malgrado i suoi bollori - molto più razionale della nuova manovra finanziaria che il Governo italiano porta in Parlamento, onde far credere all'Europa che si sta facendo di tutto - anche se col cuore sanguinante - per mettere in regola i conti della Nazione.
Ma che c'entra il Mongibello con le cavolate di Tremonti e Berlusconi?
Io dico che un raffronto si può fare: sia l'uno che gli altri stanno sprigionando tanto fumo, con una differenza però: quello prodotto dai due politici serve solo a disorientare, mentre il fumo del nostro vulcano è così garbato e carino da inanellare il cielo.

Guarda il video di YOU TUBE e ci dirai se è vero

martedì 16 agosto 2011

BARCELLONA P:G: = I CINQUE VIGILI CONTINUANO A SVOLGERE REGOLARMENTE IL PROPRIO SERVIZIO IN QUESTO COMUNE!!!


Il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto non ha dato "in prestito" a quello di Oliveri cinque dei suoi vigili part time, ma soltanto ha consentito che essi possano sfruttare economicamente i giorni della settimana in cui non sono impegnati, cioè la parte di tempo disoccupata.
Da qui la concessione del necessario "nulla osta" liberatorio, che consente ad altro Comune di fruire e ai vigili di lavorare, diciamo, in pieno, arrotondando così lo stipendio.
Questa precisazione ci giunge in un commento anonimo, che secondo il mittente risponde all'identità - ancorchè non nota - di uno dei cinque vigili.
Poiché la precisazione è plausibile, barcellonablog non solo ha pubblicato il commento in allegato all'articolo, ma spontaneamente ritiene opportuno dargli maggiore visiblità, inserendolo in questo post.
Avremmo gradito che, anzicché anonimo, lo scrivente si esprimesse firmandosi con la sua vera identità anagrafica, perché il suo intervento a noi gradito lo meritava.
Comunque lo ringraziamo ugualmente per quanto ha fatto: perché la verità ci è sempre piaciuta.

Ecco il commento

"E' proprio vero che quando le notizie si danno sbagliate tutti pensano male di tutti. I vigili che secondo uno pseudo giornalista da strapazzo sono stati prestati, in realtà continuano a lavorare per il comune di Barcellona! Quindi nessuno è stato prestato: semplicemente si è data l'opportunità a chi ha un lavoro part-time di arrotondare il proprio stipendio per un breve periodo. I cinque vigili quindi CONTINUANO A SVOLGERE REGOLARMENTE IL PROPRIO SERVIZIO IN QUESTO COMUNE!!! E' veramente increscioso vedere che la cittadinanza si lamenta di una situazione che non si sta verificando solo in questo ultimo mese a Barcellona perchè a loro dire, mancano 5 vigili, ma che si tocca con mano da tantissimo tempo.
Chi non lavora in questo ambiente non ha nessun diritto di ergersi a giudice degli altri o miglior amministratore! non difendo nessuno, ma penso che ognuno dovrebbe, prima di aprire la bocca, sentire tutte versioni. I servizi in un comando non sono solo la viabilità, ma tantissimi altri: annona, edilizia, abusivismo, controllo del territorio e tanto altro... e sicuramente per rendere una Barcellona più vivibile bisognerebbe avere almeno il doppio dei vigili. Bisogna anche considerare che la metà dei vigili presenti a Barcellona lavora a tempo determinato part-time e la loro presenza lavorativa è solo di 3-4 giorni e certo non per scelta loro!!! Si può vivere con uno stipendio misero? allora se si presenta l'opportunità di poter arrotondare che male c'è? Chiunque avrebbe fatto lo stesso quando ci sono famiglie da portare avanti. non è stato tolto nulla al nostro territorio. i cinque vigili fanno turni estenuanti proprio per non gravare sulla già preoccupante situazione. Chi scrive certi articoletti da strapazzo lo fa solo per sollevare un polverone, ma senza cognizione di causa. E si fanno chiamare anche giornalisti! il vero giornalista è colui che riferisce la notizia senza scaricare le proprie impressioni e farle passare per fatti!!
Detto questo non ho nessuna vergogna a dire che sono tra quei 5 vigili che DIGNITOSAMENTE fa il suo lavoro a Barcellona ed a Oliveri!! La vergogna è di chi si diverte a far polemizzare la gente alimentando un malcontento che già esiste! Sperando di aver chiarito la problematica, auguro buone vacanze a tutti, quelle che nessuno dei cinque ha ancora usufruito!!

16 agosto 2011 15:14"

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GIU' LE MANI DALLE PROVINCE DI ENNA E DI CALTANISSETTA!



LE PROVINCE REGIONALI NON SI TOCCANO, NEPPURE IN SEDE DI MANOVRA FINANZIARIA!

LA COMPETENZA IN MATERIA E' TASSATIVAMENTE ED ESCLUSIVAMENTE DELLA REGIONE SICILIANA!


Gli Indipendentisti del Fronte Nazionale Siciliano, - a prescindere da ogni altra osservazione e da ogni altra critica, - ribadiscono la propria presa di posizione, contraria alla soppressione delle antiche e benemerite Province Regionali della Sicilia. E, pertanto, ritengono che le Province di ENNA e di CALTANISSETTA, improvvisamente incluse nella lista nera della MANOVRA FINANZIARIA in corso, non possano e non debbano essere soppresse.
Va osservato, peraltro, che la competenza in materia, a norma dello Statuto Speciale, appartiene soltanto alla Regione Siciliana ed è, quindi, esclusa in partenza ogni competernza del Governo Centrale o del Parlamento italiano.
E questo principio resterebbe valido anche quando l'attuale Governo Regionale fosse allineato alla scelta "AMMAZZA-PROVINCE" del Governo Centrale.
Il Segretario Politico FNS
(Giuseppe SCIANO')

L'OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO DI BARCELLONA RISCHIA LA CHIUSURA, SENZA CHE SI SAPPIA DOVE POTER COLLOCARE GLI OSPITI: UNA FOLLIA NELLA FOLLIA?


In riferimento all'intimazione della Commissione parlamentare per la soluzione del problema di riattamento dei padiglioni sotto sequestro dell'OPG Vittorio Madia di Barcellona, resa nota da questo BLOG nel precedente post, ho sentito l'esigenza di esprimere, in un mio messaggio al presidente sen. Igazio Marino, la seguente considerazione:

"Caro Senatore, Lei ha parlato di "possibile chiusura" dell'OPG di Barcellona Pozzo di Gotto, ma ha aggiunto che non si vuole "in alcun modo avere un atteggiamento irragionevole".
Non crede, però, che la sola eventualità della chiusura di una struttura con circa trecento ricoverati è essa stessa irragionevole?
Dove verrebbero "ospitati" tutti quegli esseri umani sfrattati?.
Non certamente presso le rispettive famiglie - d'altronde non tutti hanno una famiglia che possa o voglia accoglierli - e neppure nelle cosiddette case-famiglia che non esistono.
E, inoltre, dove verrebbero trasferiti gli agenti di custodia? Presso carceri di restrizione oppure in cassa integrazione?
Capisco che l'aut l'aut della Commissione è un tentativo di fare pressione sull'ente ministeriale ( o sulla Regione?)che deve provvedere alla riattazione dei locali fatiscenti, ma Lei sa che coloro che hanno questo compito generalmente non sanno o non intendono coniugarlo con l'impegno pratico e fare la voce grossa con quella genìa non credo che basti.
Finchè resteranno in sella Berlusconi e Tremonti, d'altronde, che cosa si può sperare?

lunedì 15 agosto 2011

OPG SEQUESTRATI, CONCESSA UNA UNICA PROROGA PER ADEGUAMENTO. CI ASPETTIAMO RISULTATI CONCRETI E DEFINITIVI



Dopo i sequestri di alcune aree degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) di Barcellona Pozzo di Gotto e Montelupo Fiorentino (leggi qui la notizia dei sequestri), la Commissione d'inchiesta sul SSN vista la scadenza dei termini previsti dai decreti per l'adeguamento dei sistemi antincendio, ha concesso ai due OPG una unica proroga, non dilazionabile, al 30 settembre.
La Commissione d'inchiesta con questo atto, ha fatto seguito a una richiesta di proroga arrivata direttamente dai due OPG. Con i capigruppo, abbiamo deciso di concedere tempo fino alla fine di settembre, poiché ci è sembrato un termine ragionevole. Chiarisco però fin da ora che si tratta di una unica proroga, dopodiché se non vi saranno risultati concreti e definitivi, la Commissione si riunirà nuovamente anche per valutare la possibile chiusura dei due OPG. Non vogliamo in alcun modo avere un atteggiamento irragionevole, ma con fermezza chiediamo che i problemi riscontrati siano risolti al più presto, anche perché si tratta di strutture in cui le condizioni di vita, come ha ricordato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non sono degne di un Paese appena appena civile.
La prossima scadenza per i due Ospedali Psichiatrici Giudiziari colpiti dai provvedimenti è il 25 agosto: entro quella data, infatti, gli internati presenti nelle aree sequestrate dovranno essere collocati altrove. I carabinieri del Nas verificheranno nuovamente che le amministrazione degli OPG di Montelupo Fiorentino e Barcellona Pozzo di Gotto abbiano ottemperato a tali disposizioni. I due OPG sono, inoltre, tenuti a dare informazioni precise sul trasferimento di ciascun paziente.

FERRAGOSTO IN BELLEZZA, MA ANCHE CON SOBRIETA'

BUON FERRAGOSTO 2011


Oggi, ferragosto - giorno dedicato alla festività di Maria Santissima Assunta in Cielo, ricordiamocelo - è bene che sia trascorso in grande serenità. E' l'augurio che barcellonablog rivolge a tutti gli amici, perché possano trascorrere in letizia quello che, almeno in Italia, è considerato il clou della vacanza estiva. Per chi può, dovrebbe risultare un giorno di relax, anche se le statistiche ci dicono che non sempre e non per tutti questo sospirato relax si concretizza. Non è comunque, questo, il momento di spiegare il perché e il percome di questo risultato.... Importante tuttavia un consiglio: se dovete guidare, dopo il pranzo o la cena o uscendo da discoteca o pizzeria, cercate di essere "vigili e svegli", cioè completamente sobri. Ma se qualcuno ha bevuto un bicchiere in più ceda la guida a chi sobrio è.

domenica 14 agosto 2011

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: "IO TI PRESTO CINQUE VIGILI A TE E TU MI LIBERI D'UNA SPESA ESTIVA"


Barcellona: "Ben cinque vigili urbani in servizio a Palazzo Longano a tempo parziale sono stati "prestati", con tanto di nulla osta, al Comune di Oliveri".

E' bastata questa notizia, apparsa sulla Gazzetta del Sud di oggi, per sollevare commenti indignati da parte di cittadini barcellonesi, sdegnati e meravigliati per un'operazione "economica", che a mio modesto parere è giustificata per più di una ragione.

Mi spiego:
Anzitutto, il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto - ormai in cerca di pezze per tappare i buchi ai fondelli - non ha soldi per pagare i cinque vigili, ancorché parziali, e li dà in prestito ad un altro Comune meno povero e turisticamente più pimpante, qual è quello di Oliveri, per consentire loro di continuare a percepire lo stipendio, pur esso parziale.

A rendere ancor più ragionevole il prestito, contribuisce il fatto che, a Barcellona Pozzo di Gotto, cinque vigili in più o cinque in meno non incidono affatto sulla vigilanza cittadina: in considerazione del fatto che - come sempre tutti abbiamo notato - " se ci sono o non ci sono" è come che "non ci siano", visto che il caos nelle strade regna ugualmente.
D'altronde, concedere in linea provvisoria propri elementi ad altro istituto analogo, quando si presume che possano essere più utili al fruitore, è una prassi ormai consolidata: basta pensare che così fanno spesso le società calcistiche, sempre ovviamente per una questione di buonsenso economico.
Stando così le cose, di che lamentarsi?
Scusate s'è poco.

Fra' Galdino

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