venerdì 12 settembre 2008

L'OPERA PIA DELLA MINISTRA CARFAGNA


Mi trovavo a Roma, dove, superato il concorso per l'insegnamento, m'era stata assegnata la classe, come maestro unico, in una scuola di via Casilina.
Un giorno, mentre mi recavo alla stazione Termini - allora molto più tranquilla e meno disordinata di adesso - m'imbattei in una "signora" ...di strada, assai pienotta e un po' matura che, fumando svogliatamente una sigaretta, s'era appostata all'angolo del marciapiedi. "Che famo! nnamo?" mi disse con voce rauca. Ed io, che siciliano ero (e sugnu) e, per giunta, con pochi spiccioli in tasca, piccolo residuo del modesto stipendio di maestro elementare (60.000 lire e non certamente euro), risposi con flebil voce:" nenti picciuli". E scossi la mano con pollice ed indice aV, per essere più chiaro, nel caso in cui la buona donna non avesse inteso cosa significasse per noi la parola picciuli."Ma tutti 'na stessa cosa me dite", ribattè la battona e sconsolata tirò una boccata dalla sigaretta. Era, quella, per me la prima volta che colloquiavo con un'autogestrice - ancorchè modesta e travagliata - del più antico mestiere della terra.
Quella donna, che probabilmente aveva speso il fiore dei suoi anni in una di quelle case chiuse che un giorno la legge Merlin avrebbe definitivamente chiuso, rimasta senza più prospettive di lavoro "regolare" o di una sia pur modesta pensione, stava cercando di arrabattarsi con un posto fisso sul marcipaiede. Forse senza rendersi conto che quello era l'inizio di una nuova era: oggi degenerata, tanto degenerata da suggerire alla Carfagna - o a chi per lei - di dire stop alla prostituzione,facendo arrestare lucciole e clienti sorpresi a far sesso all'aperto. E siccome il meretricio non si può estirpare, cercherà di nasconderlo sotto il tappeto (come fanno per la mondezza certe pigre donne di casa) relegando il "futtisterio" in appartamenti privati. Non più chiuso in case di tolleranza legalmente riconosciute,qual erano i bordelli dell'antemerlin, ma disseminato in ville, casupole e condomini privati, con gran sollazzo, in quest'ultimo caso, per i vicini di casa.
Sarà davvero un'opera pia, quella avviata dalla ministra Carfagna.

Francesco Cilona

TROPPA CARNE SUL FUOCO, SANTISSIMO SILVIO


Troppa carne sul fuoco. La sta mettendo il governo Berlusconi, senza accertarsi se la fiamma è alta, troppo alta, bassa o troppo bassa. La Gelmini tenta di gettare sulla graticola la scuola con tutti i suoi problemi, Berlusconi e le banche buttano sulla brace la decotta Alitalia, la Carfagna intende arrostire il mestiere più antico del mondo, che crudo com'è le fa schifo, Bossi vuole alla fiamma la devolution, mascherata di federalismo fiscale, Angiolino Alfano, ovviamente dettato dall'avvocato del cavaliere, si appresta a friggere in padella la Magistratura, con un contorno di pubblico ministero e polizia. Tutto ciò, nel momento in cui Tremonti giura che non ci sono soldi per la carbonella e in mancanza di ciò, utilizzando i proventi della Robin-tax, li baratta coi petrolieri con tanto carburante da buttare sul fuoco. E che benzina sul fuoco si sia cominciato a gettare ce lo dimostra la rabbia esplosa tra i dipendenti di Alitalia, con gli assedi, i blocchi e i voli cancellati, ieri, come primo segno del serpeggiante malumore. La fiamma è alta, e tende a diventare altissima, con grande rischio di irreversibili scottature.

giovedì 11 settembre 2008

NEL PDL NOSTRANO SI STRACCIANO LE VESTI, PER UN INCARICO FRETTOLOSO

NELLA FOTO: L'on.Carmelo Briguglio


La discordia, in casa Pdl, almeno nella nostra provincia è ormai di casa.
Già diversità di vedute e gelosie non erano mancate quando ancora An e Forza Italia non avevano stretto gli attuali legami, e addirittura dissidi s'erano sovente registrati nell'ambito dello stesso partito.
Chi non ricorda, per esempio, gli sforzi a primeggiare, a danno l'uno dell'altro, tra due noti esponenti di An?
Adesso uno dei due, l'on. Carmelo Briguglio componente dell'Ufficio politico del partito d'origine, che ha assunto a Roma una importante funzione, nell'ambito del Pdl, , si sente in dovere d'intervenire... negli affari della Provincia in cui politicamene è cresciuto, per esprimere il proprio parere sulla opportunità e legittimità della nomina di Giuseppe Santalco a direttore generale dell'Ente Provincia, annunciata dal presidente Nanni Ricevuto.
Tale provvedimento, secondo Briguglio è inammissibile e costituisce un affronto ai cittadini, all'etica pubblica e alle motivazioni che ispirano il governo nazionale. La bacchettata è rivolta a Ricevuto, anche se ad essere colpito sarà Santalco, le cui capacità politiche Briguglio, tuttavia, afferma di riconoscere ed apprezzare.
Quindi "niente di personale", ma soltanto una netta presa di distanza per il passo falso di Ricevuto che attesterebbe uno stile di governo non condivisibile, umiliante nei confronti della dirigenza interna scartata in blocco dall'incarico, dispendioso, in violazione delle disposizioni vigenti in materia di finanza pubblica.
Sulla base delle sue rimostranze, Briguglio auspica un ravvedimento del presidente della Provincia, convinto d'interpretare così il sentimento della pubblica opinione e degli elettori che hanno dato fiducia al Pdl.

BARACK OBAMA ED IL MAIALE COL ROSSETTO



Monta la campagna elettorale megli Stati Uniti, e tra mosse, battute e gaffes salgono e scendono i dati dei sondaggi. Attualmente, dopo l'entrata nell'agone della governatrice dell'Alasca, che con la sua grinta di ferro ha destato l'interesse di molte elettrici americane, un certo nervosismo ha pervaso la campagna di Barack Obama.
Da qui le prime gaffes: il candidato democratico dichiara di essere musulmano, anziché cristiano, com'era notorio e viene accusato d'aver mentito; lo stesso Obama chiama in causa il rossetto di Sarah Palin in una frase che riguarda i maiali e viene travolto dall’accusa di sessismo.
A dar fuoco alle polveri è una frase che il candidato democratico ha pronunciato in Virginia: «Un maiale col rossetto è pur sempre un maiale".
Ma forse Barack non è neppure mulsumano, perchè se lo fosse, il maiale, non l'avrebbe nominato affatto.

BERLUSCONI E IL RE NUDO

Siamo ancora nel Paese di Bengodi.
Questa è l'unica verità: l'ha assicurato il premier Berlusconi, raccontando al suo omologo della Gran Bretagna che lui è "il presidente di un paese solido , dove il benessere è diffuso".
Per cui sarebbero tutte fandonie i risultati delle indagini ISTAT, secondo cui ormai le famiglie italiane non ce la fanno più a tirare la carretta, i consumi diminuiscono e la povertà cresce, mentre il pil è allo stecchetto dello 0,1%.
Tutte menzogne, per il signor Berlusconi, che ormai è convinto di potere continuare a fare il "sarto" della famosa fiaba del "Re nudo", che tessendo, tagliando e cucendo fantomatici broccati aveva finto di confezionare un lussuoso abito per il "Sire" e di farglielo indossare per presentarsi tutto in ghingheri al suo popolo.
A quel popolo supino che, come questo nostro, l'avrebbe applaudito. Peccato però che, improvvisa, uscì dall'innocente bocca di un bambino...la vera verità:"Oh, guarda, mamma, il Re è nudo".
E ,questa, è ormai la speranza che ci resta: che prima o poi - meglio prima che poi - un fanciullino ci svegli facendoci capire finalmente che ormai l'Italia è nuda e cruda.

Francesco Cilona

C'ERA UNA VOLTA UNO SPLENDIDO "GIRASOLE": ORA C'E' L'INFERNO

foto scattate con un telefonino


























Mentre si parla di riformare la scuola, grazie alle improvvisazioni della Gelmini, fonte di un pandemonio, nessuno si accorge di ciò che effettivamente ha bisogno la nostra scuola.
Prima tra tutte quella della nostra città.
L'altro giorno abbiamo toccato il tasto dell'edilizia scolastica superiore e ci siamo accorti quanto esso sia stonato, a causa dell'indifferenza finora manifestata dalla Provincia, che per la soluzione di un così grave problema ha ancora speso soltanto promesse e tutt'al più qualche bozza di procedura rimasta nel cassetto delle buone intenzioni.
Oggi, con grande sconcerto, ci tocca di toccare - scusate il bisticcio di parole - il tasto dell'attenzione finora mostrata dall'amministrazione comunale, che ha competenza sull'edilizia della scuola elementare e dell'infanzia.
Se il primo era stonato, questo è completamente rotto.
E a conferma di ciò, ci limitiamo a presentare una serie di foto scattate in quello che è stato il fiore all'occhiello della scuola materna cittadina, il plesso "Girasole", adiacente alla scuola elmentare di Militi. Adesso, completamente abbandonato e diventato un indescrivibile ricettacolo di tutta la negatività possibile e immaginabile.
Dopo essere stato spogliato di tutto l'arredamento ed altre suppellettili, depredato degli infissi esterni, delle porte interne, dei cessi, dei termosifoni e di quant'altro rimaneva da asportare, internamente è stato devastato, deturpato, imbrattato con scritte, tra cui addirittura qualche bestemmia.
Ma la gravità dell'azione vandalica non sarebbe stata completa se non si fosse aggiunta la logica conseguenza, maggiormente temuta dai residenti della zona, che allarmati hanno più volte - invano- protestato inviando - come ci ha riferito senza fare iperbole una persona bene informata - un "fascio" di lettere di denuncia agli organi competenti.
Questa, la temuta conseguenza: l'edificio - ormai aperto alla gente notturna - è diventato rifugio e punto d'incontro di personaggi d'ogni specie. E non c'è bisogno qui di specificare per far capire che non si parla soltanto di luogo d'appuntamento di coppiette innamorate, come quelle della spiaggia di ponente...
Addirittura, c'è stato qualcuno -senza fissa dimora - che armato di cazzuola, mattoni e malta s'è scelto un vano dell'ex scuola per costruirsi un ...alloggio personale.
Essendo aperto da tutte le parti, l'ingresso è libero a ratti, serpi e pipistrelli.
A questo punto, bisognerebbe sapere che cosa stia facendo la nostra amministrazione per impedire che la situazione diventi incontrollabile. La scuola, che alcuni anni fa venne chiusa per infiltrazioni d'acqua piovana che la fecero dichiarare pericolante, anziché essere prontamente riparata, è stata evacuata ed abbandonata, con tutte le inevitabili conseguenze possibili e immaginabili. Per cui, ora, è molto più a rischio di quando era pericolante, e tende a divenire estremamente pericolosa
L'unica soluzione sarebbe un intervento immediato dell'Ufficio tecnico, e non per un'eventuale recinzione d'isolamento, che riulterebbe inutile, ma per la completa demolizione del "rudere". Anche perchè, coi tempi che corrono, non ci sarebbe nessuna possibilità, nè intento alcuno di aprire sollecitamente un cantiere per la sua ricostruzione.

Fra' Galdino

martedì 9 settembre 2008

LE PERLE DEGLI ONOREVOLI MINISTRI


Dev'essere ormai un "vizio di classe".
Non può essere diversamente: basta che a un nostro "politico" si affidi una poltrona di ministro, perchè subito egli si metta in "cacaticchio" e pensi di avere il diritto di dire tutte le fesserie che gli passano per la testa: anche a costo di mettere in berlina il governo di cui fa parte e persino di farlo cadere.
Com'è avvenuto col governo retto da Prodi che, prima ancora di compiere il secondo anno di vita, si sfasciò appunto perchè ognuno dei suoi ministri, spesso per ragioni di visibilità personale, aveva voluto dire la sua.
Lo stesso sta accadendo nell'ambito del governo retto dal cavaliere.
Dopo le fregnacce del ministro Brunetta, con la sua dicotomia fannulloni-primi della classe, le fandonie della ministra dell'istruzione, con i suoi grembiulini obbligatori, i suoi tagli a danno del personale della scuola, il suo maestro unico, il suo 5 stringibulloni, gli insegnanti - non suoi - in esubero gettati nella discarica...del turismo, dopo tutte le contrastanti dichiarazioni dei leghisti, mancava soltanyo la inopportunissima sparata del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che,in occasione della rievocazione storica del primo atto della Resistenza romana ai Tedeschi, intervenendo - sul palco in cui c'era il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - a Porta San Paolo, ha avuto il cattivo gusto di cogliere l'occasione per annunciare che gli sarebbe rincresciuto non ricordare, in quella triste commemorazione, l'eroismo di altri Italiani ( i repubblichini della Nembo) che, "credendo nella difesa della patria, si opposero allo sbarco degli anglo-americani, e che quindi meritano il rispetto di quanti guardano con obiettività alla storia nazionale".
Una singolare revisione della storia nazionale, inopportuna per il luogo e la circostanza in cui è stata espressa, indelicata per la compresenza del Capo dello Stato e soprattutto scorretta perchè uscita dalla bocca d'un ministro, che nonostante le sue note radici ideologiche, ha giurato fedeltà alla Costituzione: a quella stessa Costituzione fondata sul sangue della Resistenza e di quanti altri lottarono per neutralizzare la Repubblica di Salò.
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RISPOSTA APERTA AD UN COMMENTO DI UN AMICO CHIUSO


Nelle foto: Leonardi, Ricevuto, Buzzanca: i tre presidenti della Provincia regionale



Nei giorni scorsi ho scritto un "post" riguardante la scuola con particolare riferimento all'edilizia per la scuola superiore. Abbiamo ricevuto un commento al quale ripondiamo con quest'apertura,
dopo averlo riportato integralmente, anche perchè abbastanza conciso. Eccolo:

Anonimo
ha detto...Ma dai, ti fai prendere per i fondelli come un pivello....sono 40 anni che si sente questa canzone, ma dai..

Questa la mia risposta:
A me lo dici, eppure mi conosci bene e sai quanto ho scritto su questa - più che canzone come tu la chiami - telenovela, messa in atto prima da Peppino, poi da Salvatore e quindi ripigliata da Nanni, ultimo opite del Palazzo dei leoni.
Qui è stata riportata una trafila che, in qualche caso, come quello del liceo scientifico Medi, è giunta fino alla formulazione di una bozza di contratto d'appalto, per la cui attuazione si cercano ancora i due interlocutori principali: la banca e l'impresa concorrente.
Sono dati reali, ma non per questo realizzati, perchè restano in attesa di sviluppo, che può anche essere incerto. Anzi lo sarà se non ci saranno forti pressioni per la sua attuazione.
Come vedi, le notizie, prima di commentarle con il ricorso ai "fondelli", bisognerebbe riflettere un po', anche quando ci si chiude dentro un inutile NN.
Ciao e grazie per il tuo intervento, che mi ha consentito di fornire qualche altro dettaglio, sulla canzone-telenovela.

Francesco Cilona

lunedì 8 settembre 2008

IL 17 SETTEMBRE GIORNATA CALDA PER I PRECARI DELLA SCUOLA

FOTO. GLI ONOREVOLI ORLANDO E RIZZO

I superstiziosi - e non solo essi - considerano il 17 foriero di disgrazie.
E, per una strana coincidenza, il 17 settembre, giorno d'inizio della scuola in Sicilia, sarà latore di un grosso dispiacere per molti insegnanti, parecchi alunni, numerosi applicati di segreteria siciliani. Ciò per le arruffate "disposizioni in materia d'istruzione" decretate dal governo berlusconi, con la presa d'atto del supino ministro del ramo, avv. Maria Stella Gelmini.
Tali disposizioni -che non si limitano a ipotizzare il ritorno del maestro unico e l'aumento del numero di alunni per classe - prevedono per quest'anno tagli con l'accetta a danno dei docenti di sostegno e la drastica riduzione delle possibilità d'impiegare nella scuola personale precario. Per questa insensata stretta che rischia di strangolare la già asfittica - l'ha detto lei - scuola siciliana, lo stesso giorno 17 rischia di essere prologo per un autunno caldo.
Per quel giorno, infatti, i sindacati della scuola (Fic, Cgil, Cisl, Snals, ConSal e Gilda Unans) hanno indetta una manifestazione di protesta, da svolgersi davanti all'Ufficio Scolastico Regionale, a Palermo.
La protesta sarà seguita da una capillare campagna di informazione per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla gravità dei provvedimenti restrittivi a danno della scuola, decisi dal governo nazionale.
Che si tratti di disposizioni inaccettabili, perchè perniciose, lo ribadiscono non solo le opposizioni, ma anche politici alleati di Berlusconi. Dopo la dura presa di posizione del PdCI, che ha fatto risaltare presso il parlamento europeo, con una mozione dell'on Marco Rizzo, il disagio creato dal governo alla scuola italiana, pure Italia dei Valori, con un intervento del portavoce nazionale, on. Leoluca Orlando, stigmatizzando la negatività delle iniziative del ministro dell'istruzione, ha espresso piena solidarietà a tutti gli operatori della scuola e annunciato il proprio appoggio alla manfefstazione di Palermo.
Ma, come dicevo, le critiche, anch'esse aspre, vengono pure dagli alleati del governo.
Durissima è stata, per dirne una, la reazione del governatore di Sicilia, Raffaele Lombardo, che in una lettera al ministro Gelmini ha sottolineato la mancanza di rispetto dimostrata nei confronti della Sicilia, che nella sua qualità di regione autonoma, per statuto, ha il diritto di essere interpellata in decisioni riguardanti l'importante servizio pubblico, qual è la scuola. Ha lamentato la eccessività dei tagli effettuati e reclamato una più oculata riduzione che non crei difficoltà agli operatori e alla scuola di Sicilia.
Per quanto energica possa apparire la presa di posizione di Lombardo, essa rischia tuttavia di risultare pleonastica se,in mancanza di un adeguato riscontro alle richieste, non succederà nulla di sostanziale nel rapporto politico tra l'Mpa e il cosiddetto Popolo delle Libertà.
"E' bene che lo sappia, il presidente della Regione: perderebbe tutta la fiducia che gli abbiamo dato". L' hanno detto diversi operatori scolastici, che ammettono di avere votato per il movimento isolano, in provincia di Messina.

FRANCESCO CILONA

domenica 7 settembre 2008

IN CERCA DI SOLUZIONI PER L'EDILIZIA SCOLASTICA SUPERIORE: buone speranze per il liceo scientifico di Barcellona.


Si riaprono le scuole: ancora dieci giorni di attesa per gli alunni, mentre per gli insegnanti è già cominciato l'anno scolastico , con i primi impegni a carattere burocratico.
Nella nostra città, i grossi problemi recentemente creati dagli interventi strozza-posti della Gelmini si aggiungono ad aggravare la già precaria situazione degli anni passati, sofferenti soprattutto per le ormai annose difficoltà dovute alla inadeguatezza dell'edilizia scolastica. Già è diventato un vero primato negativo, lo stato in cui il corpo insegnante del liceo Scientifico E. Medi è costretto ad operare. L'importante istituto, che ormai per tradizione ancestrale è frantumato in ben cinque sedi - tutte, tranne una, adattate alla meno peggio in edifici privati, con un costo complessivo d'affitto vertiginoso - è ancora in attesa della costruzione di un plesso scolastico a spese della Provincia, come da delibera dell'Amministrazione Leonardi.
Ad attendere nuovi edifici scolastici di competenza provinciale, ovviamente ci sono anche altri centri, un paio dei quali sono in "attesa avanzata", mentre altri si può dire che, rispetto a questi, possono dirsi dei neofiti: ovviamente, novelli per modo di dire, visto che le loro esigenze maturano da anni.
Ma vediamo che cosa è in grado di rispondere la Provincia regionale, adesso "governata" da Ricevuto.
Da una nota riportata sulla "Gazzetta del Sud", risulta che le sedi prese in affitto per le scuole superiori della provincia di Messina sono 41, con un balzello annuo davvero impressionante, a causa di certi canoni spesso salati.
Il problema di queste sedi è stato recentemente approfondito dalla quinta commissione consiliare di Palazzo dei leoni che, su relazione del dirigente ing. Enzo Carditello, ha potuto appurare quanto cara è costata e continua a costare complessivamente l'edilizia scolastica in affitto, ogni anno. Un vero patrimonio, che sarebbe intollerabile continuare a sperperare, a solo vantaggio dei padroni ...di case. Per questo, sin dalla precedente amministrazione, si è cominciato a cercare soluzioni diverse, ricorrendo ad una procedura che, se mpegna finanziariamente la Provincia, lo fa in maniera accessibile alle sue capacità di spesa. Cioè, così come predisposto da Leonardi, si mira a costruire nuovi edifici ricorrendo a leasing finanziari e a particolari accordi con imprese private, che grazie a quei finanziamenti - che la Provincia pagherà a rate - provvedano alla costruzione dei necessari manufatti. Insomma la Provincia deve trovare i due interlocutori necessari (banca e impresa) mettere in bilancio la spesa , che ovviamente si protrae negli anni, e attendere che la procedura scelta si svolga fino alla costruzione e consegna delle nuove scuole. Tale procedimento è stato avviato per la costruzione del liceo scientifico di Barcellona, per la cui gara d'appalto è già stato predisposto il relativo regolamento.

sabato 6 settembre 2008

BUGIARDI NOI, SINCERI LORO? e Brunetta in buona fede!


In certi momenti il prof. Brunetta, ministro a pieno titolo, mi fa tenerezza. Tremonti, no.
Il primo, in certi momenti, mi dà l'idea che assomigli a quei vecchi maestri di scuola che credevano di potere risolvere la disciplina ed il profitto della classe, usando il bastone e la carota: le bacchettate sulle mani ai più discoli e la caramellina ai più bravi e volenterosi.
E' in questo modo che il solerte ministro intende mettere in atto la sua teoria dei fannulloni e quella dei dipendenti modello, con la quale è convinto che raddrizzerà le gambe ai cani che stanno finendo di spolparsi questa nostra Italietta.
Dico che mi fa tenerezza, perchè è così sincero da non rinnegare la sua modesta origine familiare, tanto da volere rispettare le esigenze dei più bisognosi, sostenendo che "quello che lui cerca di fare è di sinistra".
E allora se mi fa quest'impressione, come posso non credere nella sua buona fede quando sostiene che la bozza federalista di Calderoli non prevede nessun aumento delle tasse e che non è affatto vero che l'imposta sulla casa (ICI) tolta da Berlusconi non sarà reintrodotta sotto altro nome da Calderoli?
Ma forse siamo solo noi (anche se in molti) i bugiardi che, in malafede, fingiamo di sentirci buggerati dalle tante promesse fatte in campagna elettorale dal cavaliere.
E della cui attuazione diciamo che non vedremo neppure l'ombra.

Francesco Cilona

E PLACIDO MANDANICI CONTINUA PLACIDAMENTE AD ATTENDERE



Rientrano le carte sequestrate dalla Finanza, riguardanti l'iter per il completamento della telenovela "Teatro Mandanici", e rinasce la speranza - o il timore, secondo il parere di non pochi - che si proceda all'apertura di una definitiva gara d'appalto, in grado di risolvere la semisecolare soluzione del problema creato dalla distruzione dell'antico teatro dedicato al musicista barcellonese Placido Mandanici.
La Magistratura, dopo un anno dal sequestro, ha restituito al Comune l'intero incartamento corredato della relativa sentenza, che - così si dice - consentirebbe ad una apposita Commissione del Comune, presieduta da un ingegnere facente parte dello staff del Sindaco, di consultarsi sulla possibiltà di avviare una nuova gara, alla quale potrebbero partecipare altre ditte, oltre quelle protagoniste dell'appalto posto sotto inchiesta.
Come si ricorderà, su ricorso di due imprese, che avevano partecipato a quella gara, il CGA intervenne per bloccarne l'iter ritenendo illegali il procedimento e la soluzione attuati.
Da parte sua, il Tribunale di Barcellona, su iniziativa del sostituto procuratore Olindo Canali, dopo aver fatto sequestrare dalla Finanza incartamenti ritenuti essenziali per un'inchiesta giudiziaria aperta sulla faccenda del teatro, emise ben sette avvisi di garanzia, indirizzati al sindaco, Nania, all'ingegnere capo dell'ufficio tecnico comunale, Calabrò, e a cinque altri tecnici.
Adesso, si dovrebbe giungere al chiarimento se sussistono le ipotesi di reato prospettate in quell'occasione

venerdì 5 settembre 2008

ODDìO, QUANTE SOZZURE A BARCELLONA POZZO DI GOTTO


Stamattina ho voluto fare un giro per le strade della nostra città.
A piedi. Anche per cercare di contribuire alla "prova" di consumare meno carburante, al fine d'ndurre i signori del petrolio a dimensionare i prezzi alla pompa.
Camminando, a zig zag, un po' sul marciapiede un po' sulla strada - a causa dei numerosi ingombri incontrati dove sarebbe stato più logico muovermi in qualità di pedone - mi sono trovato più volte nella necessità di schifarmi, a causa delle sporcizie in cui mi sono imbattuto.
I marciapiedi, le "canalette", ai bordi delle strade, erano - e ovviamente continuano a essere pieni di cartacce, qua e là imbrattati da escrementi di cani, da altri residui organici, da frutta marcia.
Insomma, erano in condizioni di sporcizia tali da fare rimpiangere il tempo in cui esistevano gl spazzini con scope, pale e carriole, che riuscivano a mantenere il necessario decoro nelle nostre strade.
Adesso, ho l'impressione che ci si voglia far fessi con l'innovazione della macchina spazza-cammino - attenti che ho scritto cammino con due emme - un mezzuccio meccanico che, mentre deve far credere che spazza le strade, lambisce in realtà soltanto qualche tratto lasciato libero dall'ingombro delle auto... posteggiate persino sui marciapiedi: al pari dei numerosi tendoni, gazebi, bancarelle autorizzati dal Comune, per il vile compenso dell'imposta sul suolo pubblico. Quando si paga.
Abbiamo appreso che l'ATO, considerandosi in credito coi Comuni, ha chiesto il commissariamento degli enti inadempienti, al fine di racimolare il denaro spettantegli.
Ma gli spetta davvero tale credito? Di fronte alle sozzure costatate in città, che potrebbero addebitarsi ad inampienze dell'ATO stesso, ditelo voi se si può avere il coraggio di chiedere tanto.
Già è troppo se c'è ancora il cittadino che, pur masticando amaro, continua a pagare le esose bollette per la spazzatura.
Di quella immondizia che, non solo si butta nei cassonetti, ma che senza alcun ritegno si dissemina pure su marciapiedi e "canalette", lungo tutte le strade cittadine.

Fra' Galdino

Una nota dell'Economist, senza commento

The Economist wins Berlusconi lawsuit

"Nel luglio 2001 - si legge in una nota diffusa per conto dell'Economist - Silvio Berlusconi, attualmente premier italiano, ha avviato una causa legale accusando l'Economist di averlo diffamato in un articolo dal titolo "An italian story", apparso nel nostro numero del 26 aprile 2001.
"Siamo lieti di annunciare - si legge nella nota - che una corte milanese ha emesso un giudizio che rigetta tutte le accuse di mr.Berlusconi, obbligandolo ad assumersi tutti i costi legali sostenuti dall'Economist. Il giudizio integrale in italiano è disponibile - here - sul nostro sito internet".

Questa la copertina originale del "magazine" in lingua inglese.



IN "VIDEO" mezza "VERITAS"...

Sarà stato un infortunio del cronista, quello regisrato ieri sul TG3, ma sbagliando a volte si dice la verità: perchè non sarà certamente l'Alitalia ad essere sulle p. degli Italiani, ma l'intero berlusconismo.

giovedì 4 settembre 2008

SI ACCENTUA LA POLEMICA SUL DRASTICO TAGLIO DEI POSTI DI SOSTEGNO


Si anima il dibattito sul taglio dei posti destinati agli insegnanti di sostegno .
Dopo l'energico intervento del PdCI, che in un proprio documento aveva, tra l'altro, additato la responsabiltà del Provveditorato sulla mancanza di reattività all'abbattimento dell'attività di sostegno, nelle scuole del Messinese, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, dott. Gustavo Ricevuto, ieri mattina, in una conferenza stampa, ha rilasciato una propria dichiarazione con la quale, rammaricandosi per l'errata valutazione del suo comportamento di fronte alla drastica riduzione del numero degli insegnanti di sostegno, ha sostenuto di avere al contrario agito con grande solidarietà - e continuerà a farlo - nei confronti di una categoria che sicuramente non ha vita facile.
"Tuttavia - ha aggiunto Ricevuto - la volontà di comprimere il numero dei posti assegnati per i docenti che devono prendersi cura degli studenti diversamente abili, non è a me imputabile; io rappresento solo l'ultimo anello di una catena e in quanto tale non posso far altro che attuare quando stabilito "ai piani alti".
La risposta del PdCI non s'è fatta attendere.
Rintuzzando la definizione di "gazzarra" che il "provveditore" avrebbe espresso in riferimento alle proteste inscenate dagli insegnanti di sostegno e dalle famiglie dei disabili e difendendo le ragioni che hanno indotto i giornalisti a commentare negativamente l'intera situazione, i comunisti italiani hanno chiamato all'adempimento del proprio ruolo i sindacati, per una strenua difesa delle esigenze di categorie così mal trattate, contro gli atteggiamenti "antidemocratici" che il dirigente della scuola messinese, in questa circostanza, avrebbe manifestato.
Intanto, mentre il contrasto prosegue, dai piani alti si continua a mantenere inesorabilmente il taglio previsto e, tutt'al più, si lascia intravvedere lo spiraglio di un piccolo recupero di posti:
non più di trenta, come suggerito dal governatore di Sicilia.

IL GIORNALISTA STELLA PARLA DI MARIASTELLA::: sul Corriere della Sera di oggi



Ma chi gliel'ha fatto fare, alla ministra Mariastella Gelmini, di prospettare corsi intensivi di aggiornamento per gli insegnanti del Meridione e della Sicilia?
Non si ricordava più d'avere approfittato di quella parte d'Italia, proprio lei, quando dovendo affrontare gli esami di Stato per la qualifica di avvocato - nel 2001 - dall'alto della sua Brescia preferì scendere nel basso di Reggio Calabria per fruire delle maglie larghe di un costume... disastroso?
A rammentarglielo però hanno provveduto "oscuri navigatori in Internet" che, indagando, hanno scoperto lo scheletrucio nel suo armadio e l'hanno fatto conoscere ad un giornale del...Nord.
In quell'anno, Mariastella Gelmini, già avviata alla politica, ma non ancora abilitata nella sua professione di legulea, non potendo la sua famiglia permettersi di mantenerla, ha dovuto affrontare la necessità di completare presto il suo iter professionale presentandosi agli esami, che nelle sedi regionali di Corte d'Appello lo Stato organizza per abilitare all'avvocatura i laureati in Legge.
Nella speranza - o convinzione - di potercela fare meglio in una regione del Sud, la futura ministra decise di scendere fino alla punta estrema dello Stivale, e si presentò agli esami indetti a Reggio Calabria.
Proprio in una di quelle Regioni che, a suo parere, avrebbero il massimo bisogno di portarsi al livello dell'alta capacità culturale del suo Nord.
Ma dove anche la percentuale degli ammessi, in quel genere d'esame, si prospettava di gran lunga superiore - quasi il triplo - rispetto a quella della sua Brescia.
Per maggiori approfondimenti, suggeriamo di leggere articolo sull'argomento del giornalista G.A.Stella, nel Corriere della sera.

mercoledì 3 settembre 2008

PERCHE' IL PREZZO DEL GREGGIO CALA E QUELLO DELLA BENZINA NO?

Andare alla pompa per fare il pieno di carburante è diventato ormai un sogno.
Il costo della benzina e del gasolio è talmente alto da scoraggiare la massima parte degli automobilisti.
Tutto questo, come si sa, è conseguenza dell'iperbolico aumento del greggio, che fino a qualche mese fa è salito, soprattutto per speculazione, fino a 160 dollari al barile. Un aumento progressivo indecente che ha portato all'attuale prezzo alla pompa, altrettanto indecente.
Ma adesso - come era avvenuto per la crescita - il prezzo del petrolio è calato (e continuerà a calare rapidamente), fino a portarsi a poco più di 100 dollari e, anche se in concomitanza risulta una certa rivalutazione del dollaro, rispetto all'euro, bisogna riconoscere che la discesa in verticale è stata talmente marcata da fare sperare una rapportata riduzione del prezzo al litro della benzina.
Attualmente, invece, ai distributori il costo di ogni litro di carburante rimane attestato a quello degli ultimi aumenti e, secondo la Federconsumatori, ciò non è ammissibile.
Da parte sua l'Unione Petrolifera ribatte che già, "dal 1° agosto il prezzo industriale della benzina si è mosso coerentemente con la discesa delle quotazioni" e che "occorre tenere presente, anche guardando all'andamento del greggio, che le sue quotazioni scontano l'apprezzamento del dollaro nei confronti dell'euro che, rispetto ai valori di aprile, può essere stimato in 4 centesimi di euro al litro".
Infatti, l'euro, che nel mese di luglio aveva toccato rispetto al dollaro americano il record di 1,60, è oggi sceso a 1,45, con una tendenza ancora al calo. Tuttavia ciò non dovrebbe essere sufficiente a giustificare l'attuale stagnamento del prezzo dei carburanti alla pompa.
Come d'altronde non era assolutamente giustificato il vergognoso aumento fatto registrare nei mesi passati, quando - a differenza di oggi - mal si è tenuto conto della grossa svalutazione del dollaro nelle quotazioni del petrolio. Adesso, che le due campane ( quella dei consumatori e quella dei petrolieri) non riescono a suonare in armonia, che cosa resterebbe da fare per indurre a miglior consiglio gli speculatori?
L'unica arma non potrebbe essere altra che quella della riduzione all'osso del consumo, mediante un corale contributo di chi possiede mezzi di locomozione: usando cioè l' auto nei casi indispensabili, evitando sprechi con velocità folli in autostrada e con l'abuso di marce basse in città, e possibilmente utilizzando il mezzo il meno possibile con a bordo il solo guidatore. A meno che non se ne possa fare a meno.
Se qualcuno ha altri suggerimenti validi, sarà opportuno che ce lo faccia sapere.

Francesco Cilona

martedì 2 settembre 2008

NOTIZIE UTILI PER CHI VA A SCUOLA


E' ormai prossima l'apertura delle scuole d'Italia.
I primi a presentarsi in aula saranno, l'otto settembre, gli studenti della Lombardia, mentre tra i banchi andranno per ultimi, il 17, i Siciliani.
Gli alunni, che quest'anno hanno l'obbligo scolastico sono poco più 9.000.000, di cui un milione circa iscritti alle scuole private.
Fra docenti, dirigenti ed altro personale scolastico amministrativo e di servizio saranno impiegate poco più di un milione di unità, mentre si prospetta ridotto in maniera drastica il personale insegnante destinato alla scuola di sostegno.
Le festività previste dal calendario scolatico sono complessivamente undici, compresa quella relativa al santo patrono della città.
La chiusura delle scuole è stabilita , in una data del mese di giugno, secondo le esigenze di ogni singola Regione, tranne che per la scuola materna, fissata per il 30 dello stesso mese.
Per la scuola secondaria superiore, gli esami di Stato avranno inizio, sull'intero territorio nazionale, con la prima prova scritta, il 25 giugno 2009; la prova scritta, nell'ambito degli esami di Stato conclusivi dell'istruzione secondaria di primo grado, si svolgerà il 18 giugno.
Per quanto concerne la ventilata riforma della scuola, la ministra Gelmini ha voluto precisare
che il "ritorno del maestro unico" sarà graduale e pertanto avviato soltanto nella prima elementare.
CALENDARIO SCOLASTICO ADATTATO PER REGIONE .
Abruzzo
: dal 15 settembre 2008 al 6 giugno 2009. Basilicata: dal 15 settembre al 10 giugno. Calabria: dal 15 settembre al 6 giugno. Campania: dal 15 settembre al 12 giugno. Emilia Romagna: dal 15 settembre al 6 giugno. Friuli Venezia Giulia: dal 15 settembre al 10 giugno. Lazio: dal 15 settembre (16 per le secondarie di secondo grado) al 12 giugno. Liguria: dal 15 settembre al 13 giugno. Lombardia: dall'8 settembre al 16 giugno. Marche: dal 15 settembre al 10 giugno. Molise: dal 15 settembre all'11 giugno. Piemonte: dal 15 settembre all'11 giugno. Puglia: dal 15 settembre al 10 giugno. Sardegna: dal 15 settembre al 10 giugno. Sicilia: dal 17 settembre al 12 giugno. Toscana: dal 15 settembre al 13 giugno. Umbria: dal 15 settembre al 10 giugno. Veneto: dal 15 settembre al 9 giugno. Valle d'Aosta: dal 15 settembre al 12 giugno. Provincia di Bolzano: dal 10 settembre al 13 giugno. Provincia di Trento: dal 15 settembre (primo settembre per le scuole dell'infanzia) al 9 giugno.

CONTINUA IL MALCONTENTO PER L'ENERGICA RIDUZIONE DEL NUMERO DEGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO NELLA NOSTRA PROVINCIA. Il PdCI sostiene la protesta.


Si aprono due strade - quella per il Parlamento Europeo e quella verso la Magistratura - per contrastare il taglio di ben 166 posti di sostegno nelle scuole, che tante preoccupazioni sta creando negl'insegnanti della nostra provincia e nei genitori degli alunni che del sostegno non possono fare a meno.
La fievole promessa di una seconda convocazione per il recupero di 33 posti, fatta balenare da "una letterina di raccomandazione" del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, anziché suscitare speranze, praticamente è servita ad incrementare il malcontento degli interessati.
Il PdCI, facendosi interprete della gravità della situazione, ha deciso d'intervenire in appoggio alla loro protesta, con due iniziative: un intervento al Parlamento Europeo e la trasmissione alla Magistratura di un proprio documento, datato 30 agosto, con cui si chiede di verificare se sussistono "profili di reato nel comportamento complessivo" in relazione al modo in cui i tagli dei posti di sostegno sono stati realizzati in provincia di Messina.
Nell'invitare insegnanti e familiari coinvolti dal caso, il PdCI stigmatizza la velata promessa di un ridimensionamento del taglio, che definisce, nel caso venisse attuata, un vero e proprio "piatto di lenticchie del quale non ci si può accontentare", anche perchè servirebbe solo a creare complicazioni e ulteriori motivi di malcontento.
Sarebbe un grave errore - sostengono gli esponenti del Pdci - accontentarsi dell’offa dei 33 posti, ammesso che vengano assegnati (ci permettiamo di avanzare seri dubbi in proposito), che rappresenterebbero una goccia nell’oceano, nonché una soluzione-tampone, valida solo per quest’anno scolastico".
"L'obiettivo, invece, dev'essere quello di ottenere che tutti i disabili che hanno fatto regolare richiesta attraverso le scuole abbiano assegnato l'insegnante di sostegno. Come stabilito dal D.P.R. 24/2/'94: «una volta accertata "l'individuazione dell'alunno come persona disabile", per il quale si rendono necessari particolari interventi di natura pedagogico-didattica e di natura terapeutico-riabilitativa o assistenziale, l'istituzione scolastica non può fare altro che procedere all'assegnazione del docente di sostegno".
Il PdCI si è ripromesso di fare presentare, dall'on Marco Rizzo al Parlamento Europeo, una dettagliata interrogazione su questa grave questione, che rischia di scombussolare la scuola nel Messinese

lunedì 1 settembre 2008

I TAFFERUGLI DI NAPOLI E ROMA? NON BASTA QUI LA RONDA


Sarei curioso di sapere se, dopo la domenica di ieri, il signor Berlusconi si sia dispiaciuto di più per la cilecca del Milan - nonostante Ronaldinho - o per i disordini provocati dagli ultras del Napoli.
Lui, che è presidente della squadra meneghina e contemporaneamente presidente del consiglio della Nazione Italia, per chi ha sofferto di più?
Se davvero fosse in grado di fare un vero esame di coscienza, il cavaliere senza neppure esitare dovrebbe rattristarsi costatando che, nonostante i roboanti annunci del suo governo sulla vincente strategia nella soluzione dei problemi dell'immondizia di Napoli e sull'ordine pubblico, i recenti disordini di Napoli e di Roma, dimostrano chiaramente che il pattume d'ogni genere, compreso quello umano, s'è solo tentato di nasconderlo sotto il tappeto dell'ipocrisia e della faccia tosta.
Senza neppure riuscirci.
Già i recenti fatti registrati a Roma, dove la violenza degli ultrà di destra nei confronti di inermi avversari politici aveva sdegnato persino il sindaco Alemanno, sarebbero stati sufficienti per fare riflettere il rigido Maroni sulla vacuità delle misure strombazzate (le ronde militari in giro per la città), ma visto che tali fatti sono stati trascurati, sarei ora curioso di sapere come il "leghista al ministero dell'Interno" cercherà di spiegare l'incapacità di far fronte ad emergenze come quella creata dai 1.500 ultrà del Napoli, che impadronitisi con la violenza del treno per la Capitale, in occasione del derby con la Roma, lungo il viaggio hanno devastato le carrozze, con un danno di circa mezzo milione di euro, e al rientro hanno persino creato, fino a notte, tafferugli e scontri con la polizia nella stazione Termini.
Come di consueto, la grave situazione che dovrebbe far battere il petto a chi crede di avere trovato la panacea nell'acqua tiepida delle ronde, sarà quasi certamente affrontata individuando il classico capro espiatorio.
Ed il primo indizio del ricorso a questa collaudata tecnica l'ha immediatamento offerto il ministro Maroni, chiedendo chiarimenti al questore di Napoli, il quale tra l'altro dovrebbe relazionare anche sulla veridicità del contrasto tra le Ferrovie (secondo cui non avrebbero dovuto salire sul treno quei tifosi perchè non avevano biglietto) e un'ordinanza urgente della Prefettura di Napoli ,che avrebbe prescritto all'azienda di farli viaggiare. "Motivi di ordine pubblico", avrebbe scritto il Prefetto e le Ferrovie avrebbero aperto gli sportelli agli ultrà e addirittura consigliato ai passeggeri, che erano già sul convoglio ed erano diretti a Torino, di scendere e trovare "un'altra soluzione".
Chi delle due parti avesse ragione, sarà intanto l'unica questio da affrontare. Per risolvere il resto continueranno a marciare in città le mediatiche ronde.

Fra Galdino

domenica 31 agosto 2008

LA STAZIONE FERROVIARIA DI BARCELLONA: UNA NUOVA CATTEDRALE NEL DESERTO DESTINATA AL PIU' TURPE ABBANDONO?


Come volevasi dimostrare: la città di Barcellona Pozzo di Gotto è ormai avviata al degrado assoluto.
Allo stato di abbandono dell'ambiente cittadino, cui fa da emblema la dismessa stazione ferroviaria di via Roma, ridotta in ricettacolo di ciò che più insulso può esistere, si aggiungerà, senza la speranza d'una valida opposizione, la decisione dell'Amministrazione delle Ferrovie di porre in stato di quiescenza la nuova stazione, costruita in gemellaggio con quella speculare di Milazzo, quando si dovette provvedere all'ammodernamento del primo tratto della strada ferrata Messina-Palermo.
Per la costruzione delle due nuove stazioni, attrezzate di scalo, ai tempi delle vacche grasse della prima repubblica, si spesero parecchi miliardi di lire, che adesso - in fase di vacche magre tremontiane - vengono polverizzati, ancorchè trasformati in euro.
A Barcellona, dopo che è stato chiuso lo scalo merci, ritenuto inutile perchè non riusciva più a possedere la funzionalità che quello vecchio aveva dignitosamente avuto nel periodo di massimo splendore commerciale della nostra città, adesso a causa dell'ammodernamento degli strumenti di controllo, la grande stazione viene praticamente "desertificata", mediante l'azzeramento dell'ormai sparuto personale colà in servizio, compreso quello che dovrebbe provvedere alla custodia e alla pulizia dei locali e delle annesse ritirate, destinate così a diventare luride puzzolenti latrine. Se già non lo sono.

Il rischio che l'intera stazione diventi il "riconco" di personaggi poco raccomandabili è ormai alle porte, a meno che non ci sarà un intervento energico dell'Amministrazione Comunale che imponga un serio controllo 24 su 24 e la diuturna pulizia dell'intero ambiente.
Cosa che, coi tempi che corrono e la mentalità odierna, ci sembra piuttosto improbabile.

Intanto fa male, al solo pensiero, ricordare quanto danno si è arrecato alla nostra città, con la costruzione della nuova stazione, per la cui stabilità si scelse
l'elevazione di quell'enorme terrapieno che fa da barriera alle naturali correnti che, sorattutto d'estate, proveniendo dal mare,davano frescura e respiro al centro urbano.


Fra' Galdino

sabato 30 agosto 2008

BERLUSCONI:" Urge una stretta di vite sulle intercettazioni" - PRODI:"A me le intercettazioni non fanno nessun solletico"



Mentre la sua discepola propone il 5 in condotta per lo studente-bullo, Lui, che bullo non è ma furbo sì, prende un bel 10 tondo, per profitto e comportamento. E stavolta non glielo assegna "Libero", che sappiamo di chi è, ma "Liberazione", il giornale comunista diretto da Piero Sansonetti, secondo il quale il l'Harry Potter all'ennesima potenza starebbe attuando tutto ciò che aveva promesso in campagna elettorale.
Ma vediamo che cosa è stato in grado di realizzare, con la sua verve volpina, il premier d'Italia.
A parte tutte le leggi, approvate in un batter d'occhio per salvaguardare la propria incolumità, scontatissime e sacrosante per ogni suo fan, sta intanto influenzando con i propri trucchi persino grosse personalità straniere. Con le sue insistenti telefonate ha tenta
to intanto di ipnotizzare Putin, al fine di risolvere pacificamente la grossa questione dell'Ossezia. E Putin "stregato" ha riconosciuto subito l'indipendenza di quella contrastata regione; dopo la vittoria sul Pd, nel formare il nuovo governo, ha chiamato a sè, oltre ai soliti vecchi soggetti, uno stuolo di belle giovani donne, tipo la Marvagna e la Gelmini, e nel far ciò ha fatto da maestro, niente popò di meno a chi?, a McCain, il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, che sicuramente influenzato dal suo eempio ha candidato come suo vice, alla presidenza della Casa Bianca, la bella Sarah Palin,44 anni, governatrice dell'Alaska. Tutto questo basterebe per un dieci e lode al maghissimo che tanto influsso sta spargendo per il mondo. Ma ci sarebbe di più: da considerare cioè la sua inveterata tendenza alla furbizia, propria del trucchista tramite stampa e legulei . Dopo che un suo giornale - Panorama - ha pubblicato (a sua insaputa?) stralci di conversazioni telefoniche di Prodi, intercettate in un'inchiesta giudiziaria, ha subito preso la palla al balzo per invocare l'immediata approvazione in Parlamento di una legge fortemente restrittiva, già preparata dai suoi avvocati, specialisti nell'azzeccare - come dice Di Pietro - i garbugli necessari per proteggere la "privacy" berlusconiana. E per apparire sincero in tale sollecitazione e umanamente comprensivo verso gli altri, s'è persino "umiliato" ad esprimere tutta la sua solidarietà al suo acerrimo avversario, quel Prodi che aveva tanto sgambettato.
Solo che Prodi - almeno stavolta - è riuscito a parare il colpo, rispondendo: "No, grazie. Io sono a favore delle intercettazioni, anche se riguardano me".

Fra' Galdino

venerdì 29 agosto 2008

TRE PASSI INDIETRO NELLA SCUOLA




Riflettendo su quanto sta accadendo a danno della stabilità della scuola italiana, mi sto chiedendo se sia giusto e oculato farne cadere la responsabilità sulla ministra alla pubblica istruzione, la Mariastella Gelmini, della quale si sta tanto parlando, bene o male, da farla assurgere ad astro nascente del firmamento berlusconiano. Un po' com'era avvenuto qualche anno fa con Michela Vittoria Brambilla, stella anch'essa nascente, oscurata nella sua crescita. Di tutte le "novità" nella scuola, di cui si sta facendo per ora un gran parlare, io alla Gelmini non darei neppure un briciolo di diritto d'autore: sia perchè non si tratta d'innovazioni, ma di semplice tentativo di riesumazione d'un passato remoto, non appartenente all'esperienza della giovane ministra; sia perchè, in ogni ministero italiano che si rispetti, c'è sempre un diavolo dietro l'altare, che nelle vesti di burocrate o di esperto ha il compito d'istruire il ministro neofita. E così, anche in questa occasione, con una giovane a capo del dicastero alla pubblica istruzione, l'istruzione sul da fare per ammodernare "by revival" la scuola sarà venuta dal solito "barbagianni" studioso di pedagogia e psicologia e possibilmente anche autore di polverosi programmi scolastici.
Quindi, sarei un don chisciotte contro un mulino al vento, se accusassi la Gelmini per ciò che sta avvenendo.
I veri responsabili sono i suggeritori, fautori del 5 in condotta strozza-bullismo, i quali non tengono conto di quanto sarà difficile trovare un insegnante o un consiglio di docenti che decreti un cinque asso pigliatutto, capace di provocare la bocciatura in tutte le materie. Anche perchè i veri bulli non hanno bisogno del 5 per farsi bocciare, visto che la prima cosa che odiano è lo studio.
Per quanto concerne il ripristino del voto numerico, penso che sia una rivisitazione di facciata, che nulla cambia, visto che il numero verrebbe accompagnato dal giudizio verbale.
Il ritorno al maestro unico - e lo dico io che, a suo tempo, mi amareggiai per la sua dipartita - è un passo indietro errato e non perchè, quando operava da solo, il docente non era in grado di portare avanti bene la propria classe, ma perchè adesso (dopo anni di lavoro in equipe: tre maestri per due classi, generalmente parallele) ciascun insegnante si troverebbe impreparato ad abbracciare tutte le discipline, considerato che, ancorchè gradualmente, ognuno s'è impratichito - non dico specializzato - su un gruppo di materie anzicchè su un altro. Pur non essendo stata esclusa una possibile rotazione, è certo che generalmente s'è proceduto all'affidamento delle materie privilegiando la specifica attitudine o preparazione del soggetto docente. Quindi il ritorno del maestro unico postulerebbe necessità di corsi intensivi per un rodaggio integrale della capacità didattica di ciascun maestro. Corsi che naturalmente non andrebbero confusi con quelli per gli insegnanti del Sud, usciti avventatamente dalla bocca della Gelmini.
L'educazione civica, come materia, non è una novità neppure questa, anche se sempre ha lasciato il tempo che ha trovato, visto che la vera educazione non si può imporre con la lezioncina sulla Costituzione imparata a memoria, ma affinando la sensibiltà umana e quindi la socievolezza, grazie all'esemplare comportamento del docente e della classe da lui educata.

Francesco Cilona

giovedì 28 agosto 2008

APRIREMO IL MERCATO DEL CONTADINO: ma non facciamogli sapere quant'è buono il formaggio con le pere


"Non dire al contadino, quanto è buono il formaggio con le pere". Con questo fortunato slogan, ormai proverbiale, una casa produttrice di formaggini, rese popolare uno spot pubblicitario, che i meno giovani ricordano sicuramente.
Buono il formaggio, buone le pere, una delizia metterle insieme, ma anche guai a stuzzicare "l'ingenuità" del villano, perchè - come diceva un proverbio antico - il Signore doveva fare al contadino gli occhi nei ginocchi. Per dire che chi coltiva la terra è più furbo di quanto si possa credere. Per cui fargli conoscere la squisitezza di quei due prodotti, avrebbe potuto costituire un invito al contadino ad impreziosire i propri frutti.
Parabola significa: "Date in mano al contadino la facoltà di fare il prezzo della sua merce - e non fateglielo più imporre dalla filiera del mercato - e lui troverà il modo di rivalersi di tutti i condizionamenti finora subiti, alzandolo motu proprio.
I meno giovani non avranno dimenticato con quanta capacità imprenditoriale ortolani e agricoltori e proprietari terrieri, che nel dopoguerra avevano in mano la produzione delle materie prime alimentari, riuscirono a incidere nel costo della vita, negli anni quaranta, quando ancora si acquistava il pane e la pasta con le limitazioni della tessera.
Per molti di loro, quello fu l'inizio del riscatto economico.
Successivamente, quando le cose, almeno apparentemente, tesero alla normalità, cominciarono ad insinuarsi tra produttori e consumatori gli intermediari : prima l'anello degli intrallazzisti, successivamente quelli degli intermediari meno illegali, in fine la filiera composita attuale, che nel portare sul mercato la produzione contadina determina un progressivo dilatamento del costo.
Per rimediare a tale ipertrofia, da settimane si parla dell'opportunità di favorire i cosiddetti mercatini del contadino, già sperimentati con una certa efficacia in diverse città del centro-nord.
Prima ancora che se ne discutesse sui giornali, il consiglio comunale di Barcellona ne aveva deciso l'attuazione nella nostra città e ne aveva approvato il regolamento, su sollecitazione delle forze sociali.
Secondo la normativa stabilita, a tale genere di mercato potranno partecipare produttori agricoli ed agroalimentari, tra cui coltivatori diretti della zona e una appendice di piccoli artigiani locali e ristoratori.
Il mercato sarà attivo sei giorni la settimana, con orario prolungato, e sarà composto da 21 posteggi, di cui sedici per i prodotti agricoli, quattro per l'artigianato e la ristorazione, e uno per la pubblicità di associazioni ed altre istituzioni del settore.

Il posto scelto dovrebbe essere centrale, visto che l'indicazione sarebbe caduta sull'ampio spiazzale compreso tra via Ugo di S.Onofrio e via San Francesco di Paola.
E' auspicabile che l'esperimento venga affrontato presto e che i risultati siano effettivamente convenienti per i consumatori.

Sempre però che non si faccia sapere al contadino quant'è buono il formaggio con le pere.

Fra' Galdino

mercoledì 27 agosto 2008

BOSSI-CALDEROLI: ATTENTI A QUEI DUE!



Abbiamo l'autonomia regionale e, tuttavia, andiamo a fare i piagnoni sulla spalla dell'autore del "porcellum", perchè ci conceda meno di quanto lo statuto regionale ci dà per diritto. Il prof. Giuseppe Lauricella, docente d'istituzioni di diritto pubblico all'università di Palermo, in un suo editoriale pubblicato oggi sull'edizione siciliana di "la Repubblica", mette sull'avviso il presidente della Regione Raffaele Lombardo sul rischio che la Sicilia sta correndo con la bozza di riforma per il federalismo fiscale, approntata da Calderoli sulla scorta delle indicazioni di Bossi. L'esperto istituzionalista, con argomentazioni abbastanza oculate, esprime il sospetto che il testo delle proposte leghiste, a "vantaggio" delle regioni autonome, sia viziato dall'inganno, visto che ogni promessa "concessione" costituisce per la Lega (e quindi per l'intera maggioranza ) la chiave per procedere indisturbati all'approvazione della riforma. Un grimaldello, cioè, per rubare il consenso di chi, come la Sicilia, avrebbe ragione di accampare vecchi diritti, finora elusi, accanto ai nuovi d'un'eventuale riforma fiscale in chiave federalista.

martedì 26 agosto 2008

IL PORTO DEL MELA NEL LIBRO DEI SOGNI


Ci sono momenti in cui la carenza d'argomenti, e per la stampa e per l'uomo politico, costringe a strizzarsi il cervello per cercarne qualcuno plausibile.
E può capitare, in circostanze del genere, che, se non si vuole ricorrere a qualche bufala, si cerchi di rimediare alla penuria sfogliando il libro dei sogni perduti.
Nei giorni scorsi, un politico - leggi ministra alla pubblica istruzione Gelmini - scartando la bufala e ignorando il libro dei sogni, ha scelto la via di mezzo e lanciando una smanfera , bene o male, ha mosso un po' le acque, con strascico di polemiche scolastico-regionalistiche d'un certo interesse.
Oggi, un altro personaggio politico - più giovane della ministra e meno elevato nella scala politica - conoscendo l'esistenza d'un vecchio libro dei sogni perduti, avrà provato a sfogliarlo. E sfogliando, sfogliando si sarà fermato ad una pagina, ricca di storia marinara, in cui si narra che tanti anni fa - diciamo settanta - a Calderà i nostri nonni avevano costruito un pontile sul mare, che ancorchè piantato a mo' di palafitta, riuscì per vari anni a svolgere il ruolo di porticciolo per l'attracco di velieri e vapori carichi di bestiame e di altra merce: il che avveniva effettivamente quando Barcellona deteneva il primato provinciale nel commercio agricolo e nell'allevamento bovino. In fondo pagina, lo stesso giovane politico avrà trovato pure una breve nota, con cui si ricorda che uno studente, che pare avesse preso l'abitudine di andare a studiare seduto su una sponda di quel pontile, un giorno cadde e annegò nel turbolento mare.
Passando alla pagina successiva, avrà pure letto del mal riuscito tentativo di ripristinare l'importante funzione del vecchio porticciolo, nel frattempo distrutto, con un altro più moderno, a Cicerata, dove, dopo avere fatto predisporre con massi di cemento una scogliera artificiale, l'allora sindaco Carmelo Santalco ebbe la non felice idea di farlo ubicare: in prossimità della sua villa al mare. Il nuovo pontile sarebbe durato, come si suol dire, da "natale a santo stefano", perchè, dopo un paio di "gite" alle isole Eolie, a pochi giorni dal viaggio inaugurale, lo storico aliscafo "Città di Messina", sballottato, si sarebbe "scontrato" con il pontile, decretando la fine della nuova esperienza.
Ora che il tempo e le onde salmastre hanno limato i grossi cubi di cemento della scogliera artificiale e, con essi, il ricordo di quella disavventura, sfogliando il libro ingiallito dei sogni di coloro che furono, il giovane politico avrà pensato che la favola del porto a Barcellona potrebbe, finalmente, diventare realtà: sicuramente con più faciltà del "favoloso" progetto dell'aeroporto del Mela.
Mela per Mela - avrà pensato - sarebbe meglio un porticciolo dentro la foce del torrente al confine con Milazzo. Basterebbe intanto stanziare qualcosina per un esame di fattibilità, qualcos'altro per la progettazione e anche la città di Barcellona potrebbe aspirare al suo porticciolo, in grado di darle un florido avvenire turistico. Se poi, tale manufatto, dovesse portare a disastrose conseguenze, pari a quelle erosive determinate nelle spiagge adiacenti dalla costruzione della darsena di Portorosa, chi vivrà vedrà.
D'Altronde, a parte gli allarmanti ambientalisti, chi contraddirà che possa avvenire al contrario di quanto è avvenuto con Portorosa?
Rebus sic stantibus, non è difficile capire perchè il consigliere comunale di maggioranza, Carmelo Cutugno, figlio d'arte in politica e in marineria, non abbia esitato a presentare una mozione in aula proponente lo stanziamento di 200.000 euro per avviare la fase progettuale, mentre intanto il consiglio ha fatto un primo concreto passo approvando l'iscrizione in bilancio di 13.000 euro per uno studio di fattibilità. Chi sarà l'incaricato, per tale primo approccio, lo stabilirà la Giunta, quanto prima.
E bisogna fare presto, perchè si sa - e ce l'ha confermato l'altro ieri il sindaco Candeloro Nania - a Barcellona, per l'attuazione di lavori pubblici, a causa di ricorsi e controricorsi, passa un decennio.
E chissà se non dovrà passare più di un secolo, prima di avviare la costruzione del porto del libro dei sogni!

Fra' Galdino

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