mercoledì 13 luglio 2011

VOGLIAMO DAVVERO FARE QUALCOSA DI POSITIVO PER QUESTA NOSTRA SOCIETA' O DOBBIAMO CONTINUARE A FINGERE DI FARLO?


I NOSTRI UOMINI POLITICI DOVREBBERO ESSERE I PRIMI A FARE IL "MEA CULPA" PER TUTTO CIO' CHE DI GRAVE STA AVVENENDO
CAMINARI CA TESTA GIRATA ARRETI
SIGNIFICA RISTARI PETI PETI.
NON VIDI CHI SUCCEDI NTA STA TERRA?
C'E' TROPPA FAMI, C'E' TROPPA GUERRA
E C'E' CU, PI 'NA SULA FEDDA I CANNI
E PI NA PUMA FRACIDA, FA SULU DANNI;
E NUDDU SI NN'AVVITI: INVECI DI VADDARI
COMU VANNU I COSI, PRIFIRISCI RICUDDARI
U TEMPU DI CUTUGNA, DI FICA E MILICUCCA
RANDI DILIZZIA PI LA NOSTRA BUCCA.
Non è la prima volta che, un giornale non avendo altro da scrivere, cerca di riempire una pagina con notizie riciclate, che, per quanto tali, non sono affatto inattuali.
C'è quella, per esempio, apparsa oggi sulla REPUBBLICA, riguardante lo spreco che l'agricoltura e la zootecnia sono costrette a fare per portare avanti la loro produzione:4mila litri d'acqua a bistecca gli sprechi che non vediamo - Repubblica.it.
Ora, ciò che potremo leggere cliccando sul superiore link, ci farà capire quanta differenza c'è tra questo nostro mondo consumistico e quella parte di terzomondo - diventuta ormai quarto e quinto mondo - in cui per procurarsi una ciotola d'acqua melmosa si è costretti a lunghe marce forzate.
Ma noi, tutto ciò, non lo vediamo o facciamo in modo di non rilevarlo, se non per riempire qualche paginetta di giornale, nei giorni di stanca.

E se siamo personalmente scontenti per ciò che di pesante ci circonda, casa facciamo?

Ci si affonda nei ricordi o ci si lamenta, prefiche gratuite piangenti sul nostro passato, più o meno lungo, più o meno colorito.
Giriamo, cioè, la testa indietro per non vedere il presente, o peggio per non pensare al seguito, perché crediamo che il nostro futuro non può più commisurarsi col tempo già vissuto.

Come se il FUTURO è soltanto quello nostro, per molti ormai striminzito, e non pure quello di tutti coloro che vengono dopo di noi, che proprio noi abbiamo generati e per i quali abbiamo contribuito a determinare il loro presente.
Che se è carente, lo è anche per colpa nostra.
Capisco che tutto ciò che adesso ho scritto non piacerà a molti: significherà in tal caso che mi classificherò tra i musoni, senza per queso avere voluto rompere a nessuno i....


francesco cilona

martedì 12 luglio 2011

LA SISMICITA’ DEL MESSINESE SCONSIGLIA QUALSIVOGLIA IPOTESI DI PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA


COMUNICATO CM-FNS - KUMMUNIKATU CM-FNS

‘U Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu - “Sicilia Indipinnenti” torna a ribadire l’inutilità e l’insensatezza di una “scelta ” come quella di voler costruire il Ponte sullo Stretto di Messina. Insensatezza politica, ambientale, economica e tecnica.. Come, infatti, sottacere e/o dimenticare, ad esempio, la nota sismicità dell’area e con essa più in generale dell’intera provincia messinese? Basterebbe ciò a sconsigliare qualsivoglia ipotesi pontiera. E invece c’è ancora un attivo fronte “bipartisan” che con “ottuso furore” continua a perorare ‘u punti come una sorta di panacea. La realtà è ben diversa! Se davvero i politici, i burocrati vogliono aiutare Messina, i suoi Territori e Comprensori INVESTANO ALLORA OCULATAMENTE I FONDI “PRO PONTE” ANZITUTTO PER METTERE IN SICUREZZA I TERRITORI DEL MESSINESE. Abbiano finalmente il coraggio di dire CHE IL PONTE È UNA CHIMERA, PIÙ ANCORA UNA IATTURA DI CUI LA SICILIA, I SICILIANI , I MESSINESI NON AVVERTONO NÉ L’URGENZA NE TANTOMENO LA NECESSITÀ. Dietro il ponte, gli interessi che evoca e suscita vi è poi altresì il tentativo evidente di cercare di SMEMBRARE la SICILIA in REGIONICCHIE, come nel caso evocato ed invocato di quella dello STRETTO, per far sì che la UNICA,VERA SICILIA, conclamata storicamente e geograficamente, NON ESISTA PIU’. Ecco perché crediamo che il PONTE SULLO STRETTO sia una opera fortemente, antisiciliana. ANTUDU!

NELLE NOSTRE SPIAGGE, ANCHE I CANI HANNO DIRITTO DI SCORAZZARE LIBERAMENTE:

DEMOCRAZIA ORMAI E' DIVENTATA SINONIMO DI FANCULISMO CHE CONSENTE A CHIUNQUE DI FARE QUEL CHE VUOLE MANDANDO GLI ALTRI A QUEL PAESE

Si può essere amico degli animali, anzi si dev'essere, visto che spesso quello che noi classifichiamo "animale" si comporta cento e mille volte meglio dell'uomo.
Ma il potere e il dovere essere, a volte, non ti è consentito di mettere in atto: e non perché sia causa di ciò il comportamento dell'animale, ma perchè è proprio l'uomo che spinge l'animale a comportamenti anomali.
Stamattina, m'è capitato un fatto che m'ha spinto a questo mio "ragionamento".
Ero sulla spiaggia a fare la consueta passeggiata mattutina lungo la battigia, quando all'improvviso mi son trovato quasi addosso, latranti, due bellissimi cani pastori, sbucati dal vicino boschetto che, in alto, delimita il litorale.
Pur essendo po' allarmato, per tenerli distanti, ho cercato di rabbonirli col tono pacato della voce, anche perché la spiaggia era deserta e non mi sembrava che ci fosse altro mezzo o persona che potesse togliermi da quell'imbarazzo.
Ecco però che, dal boschetto, spunta un uomo, alto e grosso, che - guarda caso - ha il potere di richiamare i cani, perchè sono suoi e lui - evidentemente - li porta al mare per farsi il bagno.
Cacchio: a questo punto, perdendo l'assennata prudenza adottata coi cani, mi sono talmente arrabbiato da sgridarlo, grande e grosso quant'era, per la sconsideratezza diavere lasciato sguinzagliati due "mastini" del genere, in una spiaggia frequentata da gente inerme.
Sapete che m'ha risposto, quell'omone?
Credo che ve lo stiate immaginando.
Mi ha detto così: "Ebbeh? Che cosa le hanno fatto? Niente!"
Qundi, ho avuto torto a ribellarmi: bisognava che mi avessero azzannato, perché io potessi avere il diritto di lamentela...

lunedì 11 luglio 2011

CONTINUA LA POLEMICA TRA L'AIAS E IL DEPUTATO REGIONALE RINALDI



I lavoratori della sezione AIAS di Barcellona Pozzo di Gotto, in un loro comunicato, esprimono "indignazione, per le affermazioni dell'on. Franco Rinaldi, deputato Pd, apparse sulla Gazzetta del Sud del 29/6/2011, e le respingono considerandole " assolutamente gratuite, inopportune e che, ai più, sono sembrate strumentali e speculative."
Attraverso la nota, firmata da quasi cinquanta persone, si invita "cordialmente l'on. Rinaldi alla sede Aias di via Gramsci 96 a Milazzo, per confrontarsi con dipendenti , con gli utemti e i loro familiari, così da poter prendere effettiva coscienza dell'attuale e reale situazione econonico-gestionale del centro, della qualità dei servizi prestati, di presunti disservizi o insoddisfazioni di chicchessia".

Leggi cliccando sul comunicato====>

Notizie di: arresti - Messina e provincia

domenica 10 luglio 2011

QUESTO ME L'HA RICORDATO ATTILIO IN FACE BOOK: M'E' PIACIUTO E LO RIPROPONGO QUI




E questa me l'ha inviata Carmelo Famà in Gmail=^>

FA GRIDARE ALLA DEPREDAZIONE IL TRASFERIMENTO DEI FONDI PER GLI ALLUVIONATI DA MESSINA A PALERMO



LA SEL GRIDA ALLO SCANDALO PER IL DIROTTAMENTO ABUSIVO DI 45 MILIONI DI EURO DESTINATI ALLA RICOSTRUZIONE DELLE ZONE ALLUVIONATE VERSO IL TAMPONAMENTO DELL'EMERGENZA RIFIUTI.


"I predatori in azione - si legge in un comunicato di SEL Messina - ora sottraggono risorse finanziarie a coloro i quali rivendicano il diritto di condurre una vita alla pari dei tanti fondata su valori assoluti: la dignità, gli affetti verso i familiari, e verso la propria comunità e il proprio ambiente".

"I depredati dal governo nazionale si chiamano alluvionati dell’Ottobre 2009 e mesi successivi con le trentasei vittime di Messina Sud, le migliaia di sfollati dei tanti comuni dei Nebrodi che hanno pagato e pagano un prezzo amaro per aver assaporato e creduto speranzosi alle tante promesse della ricostruzione e del risanamento del territorio squarciato. Speranze e promesse: infrante".

E’ di questi giorni, infatti, la notizia secondo la quale vengono dirottati i fondi per la ricostruzione, 45 milioni di €, cosiddetti fondi FAS nell’apparente indifferenza dei parlamentari, regionali e nazionali, di centro destra, del Sig. Sindaco della Città di Messina e del Sig. Presidente della Provincia Regionale, verso lidi palermitani per accontentare il Sig. Sindaco della Città capoluogo di Regione per destinarli al colabrodo del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani della sua Città".

"Ciò appare inaccettabile e fa rabbia. Unanime è stata la condanna e l’indignazione di tutti i comitati pro-alluvionati a cui si è aggiunta anche quella importante della CGIl e di tanti organi di informazione".

"Sinistra Ecologia e Libertà difende, con tutte le proprie energie, la dignità della nostra Gente e le prerogative del nostro territorio e ritiene che tutte le persone di buona coscienza che per fortuna ci sono in tutti gli schieramenti politici, debbano sobbalzare per alzare e rendere visibile la protesta dando vita ad una straordinaria, imponente e pacifica manifestazione da tenersi a Messina sede naturale delle tragedie e delle plateali promesse non mantenute. Saremo a fianco di chi è ferito nella dignità e come cittadino anche a sostegno di iniziative di mobilitazione, promosse all’insegna del rispetto delle regole democratiche, eventualmente, da svolgersi oltre lo stretto".

firmato

Salvatore Chiofalo – Segretario Provinciale SEL.

sabato 9 luglio 2011

PERICOLOSO SVIARE L'ATTENZIONE DAI PROBLEMI CREATI DA BERLUSCONI E DA TANTI ALTRI AFFARISTI POLITICI


LETTERA ALL'AMICO GIUSEPPE, ARTISTA SENSIBILE E UMANO CHE HA A CUORE L'AVVENIRE DEGLI ALTRI PUR RIMANENDO FEDELE AL PROPRIO PASSATO

Caro Pippo, se hai letto l'ultimo articolo sul blog riguardante Berlusconi, avrai notato la postilla da me aggiunta sul rischio che si corre se le nostre generazioni più mature preferiremo cincischiare con la nostalgia del passato, reso roseo dal rispolveramento di memorie, che per quanto belle non incideranno assolutamente nella situazione attuale, che è soprattutto preoccupantissima per i nostri figli e nipoti.
Stai potendo constatare quanta e quale attrazione ha cominciato a suscitare il ricordo di una vecchia discoteca, in quanti hanno il passato più lungo del futuro, e per questo potrebbero non guardare al di là del proprio presente in fatto di prospettive: non dico che sia da biasimare il cullarsi della gente nei ricordi ed il cercare di rivitalizzarli proponendo musiche e canzonette della passata gioventù, anche a me e a te piace rifugiarci almeno nei ricordi meno tristi della nostra vita, ma mi starebbe bene se almeno una parte di essa fosse altrettanto disposta a guardare la realtà attuale nella sua evoluzione in prospettiva, piuttosto che nella sua involzione rispetto al passato.

Noi che facciamo parte delle generazioni adulte siamo i veri responsabili dell'attuale situazione ed è doveroso che ci responsabilizziamo per aiutare le nuove generazioni a riparare il danno che abbiamo causato.

Francesco Cilona

venerdì 8 luglio 2011

MENTRE IL CAVALIERE D'ARCORE ESORCIZZA IL FUTURO DIPINGENDOLO DI ROSA, NOI ESORCIZZIAMO LUI RIFUGIANDOCI NEL PASSATO REMOTO


«Angelino Alfano premier, Gianni Letta capo dello Stato».
Sono le proposte che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervistato da Repubblica, ha annunciato, spiegando che nel 2013, alle prossime elezioni, «non sarò io il candidato premier». Il Cavaliere, a dispetto di chi lo dà per certo alla guida della coalizione Pdl-Lega anche alla prossima tornata elettorale, spiega che il centrodestra, invece, candiderà Alfano a Palazzo Chigi e sosterrà Letta al Quirinale, definisce «solidissima» l'alleanza con la Lega. E rimprovera a Tremonti di essere «l'unico a non fare gioco di squadra», attribuisce la paternità della norma 'salva-Fininvest' al ministro dell'Economia e al Guardasigilli, esclude l'ipotesi di un governo tecnico, attacca «il partito dei giudici che si sta preparando all'appuntamento elettorale del 2013» e si dice convinto che le inchieste che lo riguardano «finiranno nel nulla».

Se questa è la prospettiva che la politica ci offre, può bastare a noi - genitori e nonni - rifugiarci nelle nostalgie di un passato remoto, quando tra luci ed ombre c'era chi s'incontrava con gli amici nelle nascenti discoteche e chi si contentava dello struscio in via Roma?

SI E' POLEMIZZATO SULL'AIAS DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO

....................................FOTO: RINALDI E CALAMUNERI=>




In riferimento alla discussione, suscitata recentemente sull'AIAS di Barcellona con le dichiarazioni del deputato regionale Franco Rinaldi e la solidarietà del consigliere comunale Orazio Calamuneri, espressa in un comunicato postato ieri, è giunto un commento a nome del dott. Sergio Lo Trovato, Commissario per i prossimi sei anni dell'ente.
Lo riportiamo integralmente nel presente post, pregando però lo scrivente di servirsi, per eventuali altre comunicazioni, della posta elettronica, all'indirizzo

Anonimo ha detto...

Non si comprende l'attento interesse che oggi viene manifestato da qualcuno a difesa di non si sa, nè chi e nè che cosa, ma certamente non nell'interesse della Associazione che rappresento. Dove erano queste stesse persone, ma soprattuto dove era rivolto il loro interesse, quando ai danni della Associazione venivano distolte energie economiche con ripercussioni sui dipendenti e sulla erogazione del servizio ai disabili lasciandoci in eredità un buco più che milionario? Perchè, dopo che in poco più di sei mesi i dipendenti hanno ottenuto somme pari a dodici mensilità si insinua che non vengono pagati gli stipendi? Quale è l'interesse nel sostenere ciò che non attiene alla realtà? Non ci preoccupa nessuna indagine ispettiva. Potrebbe solo darci la soddisfazione di dimostrare la bontà del nostro operato.
Sergio Lo Trovato
Commissario per i prossimi sei anni

giovedì 7 luglio 2011

POLEMICA AIAS DI BARCELLONA- DEPUTATO PD


COMUNICATO STAMPA DI ORAZIO CALAMUNERI

In merito alla polemica tra l’On. Franco Rinaldi deputato regionale del P.D. e la direzione AIAS di Barcellona P.G., esprimo piena solidarietà all’On. Rinaldi su quanto da lui sostenuto e denunziato circa il comportamento degli attuali dirigenti dell’AIAS. Infatti risponde al vero che sono stati operati odiosi licenziamenti, e risulta pure vero di strane assunzioni senza peraltro richiamare prima i licenziati. Inoltre la ditta AIAS sebbene convocata dagli organi dello Stato non si è presentata né all’uff. del lavoro di Barcellona P.G. né all’uff. provinciale del lavoro di Messina. Una ditta che snobba e non riconosce gli organi dello Stato come può lavorare con l’ente pubblico? nella fattispecie con l’ASP-5- ME? E di questo a suo tempo abbiamo informato il massimo dirigente dell’ASP-5- ME senza nessuna risposta. Bene ha fatto l’On Rinaldi a chiedere un’indagine ispettiva sull’AIAS per fare luce in questo buio pesto. E non è vero che i lavoratori sono stati pagati anzi è vero il contrario. Infine fa molto riflettere la presa di posizione di qualcuno che parla a nome dei lavoratori a sostegno della ditta con questo stato di cose. Strano ma vero, allora la cosa è veramente grave nemmeno sotto il fascismo succedeva questo. L’inchiesta è necessaria anzi indispensabile anche sull’ASP-5-ME.

Orazio Calamuneri

clicca
GAZZETTA DEL SUD - ONLINE - Messina - L'Aias a Rinaldi: stipendi pagati regolarmente

Rinaldi (PD): "Revocare convezione ad Aias di Barcellona Pozzo di Gotto" Normanno.com

mercoledì 6 luglio 2011

GRANDE EVENTO D'ARTE A MILAZZO DAL 20 AL 31 LUGLIO


L’associazione culturale “FILICUSARTE” e l’associazione “ESSERE IN ARTE” in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Milazzo, ospitano una delegazione di artisti internazionali (pittori, scultori, ceramisti, giornalisti e cineoperatori) provenienti dal Kazakhstàn,


Mercoledì 20/07/2011: Arrivo a Milazzo della delegazione di artisti kazakhi.

Giovedì 21/07/2011: Visita presso villa “Nicosia” Capo di Milazzo, per reperire materiale di tufo o di altro da scolpire. Durante tale visita si coglierà l’occasione di fare scoprire e osservare l’incantevole scenario scenografico della Baia del Tono e di altri siti del promontorio milazzese.

Venerdì 22/07/2011: Visita al Parco etnografico e ambientale “Jalari” frazione Maloto, Barcellona P.G. (Me)

Sabato 23/07/2011: Presentazione della delegazione degli artisti kazakhi all’associazione “FilicusArte” presso Parrocchia “Sacro Cuore”, Milazzo.

Sabato 23/07/2011: Partecipazione degli artisti kazakhi alla mostra di pittura organizzata dal Comune di Pace del Mela. Pomeriggio, ore 18 circa.

Domenica 24/07/2011: Estemporanea di pittura eseguita lungo la Marina “Garibaldi” e altre località urbane di Milazzo. Dalle ore 09,00 alle ore 18,00 circa.

Domenica 24/07/2011: In contemporanea esecuzioni artistiche degli autori kazakhi nella piazzetta “Cesare Battisti” (alle spalle del Banco di Sicilia), Milazzo. Dalle ore 09,00 alle ore 18,00 circa.

DOMANI,, A BARCELLONA POZZO DI GOTTO - FABIO LISANTI E ALESSANDRO MONTELEONE IN CONCERTO DI MUSICA PAGANINIANA

Notizia a cura di Giuseppe Messina


Giovedì 7 luglio, per gli amici del "Movimento per la Divulgazione Culturale", della "FilicusArte" e della "Genius Loci", alle ore 20,00 presso i locali di Via Coccomelli, 55 a Barcellona Pozzo di Gotto, zona Spinesante. LA MUSICA NEI SALOTTI DELL'OTTOCENTO: "IL VIOLINO E LA CHITARRA DEL GENIO PAGANINI" Programma N. PAGANINI (178...2-1...840): SONATA N° 1 IN LA MINORE (dal Centone di sonate) Introduzione Larghetto - Allegro maestoso Tempo di marcia - Rondoncino Allegro GRANDE SONATA IN LA MAGGIORE Allegro risoluto - Romanza - Andantino variato SONATA N° 4 IN LA MAGGIORE (dal Centone di sonate) Adagio cantabile - Andantino allegretto (Rondeau) SONATA CONCERTATA Allegro spiritoso - Adagio assai espressivo - Rondò.

Diritto d'autore, L'agcom approva lo schema di regolamento

....................................CORRADO CALABRO' PRES. AGCOM===>

E' PROVVISORIO E INTERESSA LA RETE

PER EVENTUALI MODIFICHE AL TESTO



ROMA - L'Agcom, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha approvato con sette voti a favore un astenuto e un voto contrario lo schema di regolamento sul diritto d'autore che nell'attesa dei giorni scorsi aveva scatenato la protesta della rete, e che viene posto ora ad una consultazione pubblica di 60 giorni, nel corso della quale tutti i soggetti interessati potranno fare pervenire proposte e osservazioni al testo che al momento è dunque solo provvisorio. Lo schema prevede che per la rimozione dei contenuti coperti da copyright, «la procedura dinanzi all'Autorità è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria e si blocca in caso di ricorso al giudice di una delle parti». La procedura, inoltre «non prevede alcuna misura di inibizione dell'accesso ai siti internet», misura questa particolarmente temuta alla vigilia della riunione dell'autorità di garanzia.

LEGGI TUTTODiritto d'autore, approvato lo schema Non ci sarà l'inibizione dell'accesso ai siti - Corriere della Sera

NIENTE CANCELLAZIONE DELLE PROVINCE= BOCCIATA LA PROPOSTA DELL'IDV

GRAZIE ANCHE AL PD DOVREMO ANCORA SOPPORTARE UN ENTE OBSOLETO

Le province - croce e delizia dell'Italia - non saranno soppresse, nonostante si abbia la consapevolezza della loro pesante inutilità che le rende invise agli Italiani.
Il tentativo di Di Pietro, inserito in una proposta di legge presentata dall'Idv a Montecitorio, mirato appunto alla soppresione di tale Ente ingombrante e poco efficiente, è stato vanificato grazie anche all'astensione massiccia del PD, che ha così consentito che 225 voti contrari fossero sufficienti all'abolizione del primo articolo del disegno, che appunto intendeva cancellare le province dal titolo V della Costituzione. Gli astenuti sono stati 240. Contrari quelli della maggioranza, con qualcuno nel Pdl astenuto. I voti a favore sono assommati ad appena 83, perché, oltre all'Idv, si è schierato per la soppressione delle province anche il Terzo polo.
Purtroppo, bisogna constatare, che nei momenti cruciali, il PD non sa fare altro che mantenersi nell'ambiguità, senza rendersi conto che, così comportandosi, non riesce a rappresentare la volontà della base, la quale ormai è stanca della politica dei "carrozzoni".
Così visti, Pdl e Pd danno la sensazione dì essere fatti della stessa pasta: quella pasta politica inacidita della prima repubblica e mantenuta in fermentazione dalla seconda.


clicca>Province, centrosinistra diviso Renzi attacca il Pd: "Occasione persa" - Repubblica.it


martedì 5 luglio 2011

CON "SHOPPING-AMO" I COMMERCIANTI FANNO UN PRIMO PASSO PER RIDARE VITA AL CENTRO STORICO



DI INIZIATIVE PERO' NE DEVONO SEGUIRE ALTRE, E CHE NON SIANO DI FACCIATA


Domenica scorsa, a Barcellona c'è stata una novità:nonostante il caldo estivo pomeridiano, parecchie famiglie anzicché optare per la solita fuga verso Calderà, si sono orientate a restare al centro, perché era stata annunciata una manifestazione pubblica in Piazza Duomo.
La settimana scorsa, su iniziativa del Centro Commerciale Naturale - Associazione Commerciale Barcellona, in collaborazione coll' Assessorato al Commercio del Comune, erano stati diffusi manifesti coi quali veniva comunicato che DOMENICA 3 LUGLIO dalle 17:00 si sarebbe svolta, appunto in Piazza Duomo, la prima edizione della Manifestazione "SHOPPING-AMO BARCELLONA".
« Si tratta - precisavano gli organizzatori - di un evento che darà la possibilità alla propria città di vivere un momento unico ma non "irripetibile". in quanto ""vuole essere solo l'inizio di una lunga serie di appuntamenti volti a dare una nuova idea di Barcellona Pozzo di Gotto, sia dal punto di vista commerciale che dell'intrattenimento".
I commercianti si dicevano fiduciosi di potere, attraverso iniziative del genere, aprire decisivamente una fase "che possa in qualche modo far rinascere l'entusiasmo in un ambiente che, per tanti motivi, fino ad oggi è rimasto a guardare le attività e le iniziative dei Centri Commerciali".
L'iniziativa ha avuto esito felice, avendo suscitato l'interesse di molti cittadini e intrattenuto con divertimento vario particolarmente bambini e ragazzi , coinvolti in una serata domenicale chiaramente diversa.
Il proponimento della nuova associazione commerciale in simbiosi con quello della civica amminstrazione, confortato dalla riuscita della prima giocosa iniziativa, sarebbe quello di restituire ad un centro cittadino - che alle prime ombre della sera si disertifica - l'incentivo a rianimarsi facendo riacquistare alla gente il piacere di incontrarsi e ai commercianti la fiducia di poterla accoliere nei propri negozi.
La buona riuscita della manifestazione rende comprensibile l'entusiasmo degli organizzatori, i quali però - almeno secondo noi - devono far sì che non sia l'entusiasmo del neofita che, soddisfatto dei bagliori dello "Shpping-Amo", non si occupa di quant'altro rende difficile l'accostamento della gente alla piazza e ai loro esercizi.
Non sono poche le remore che rendono difficile al potenziale acquirente di accostarsi ad un esercizio: prima fra tutte la difficoltà delle macchine dei possibili acquirenti di sostare, dovuta persino al fatto che il posteggio nelle vicinanze è occupato da auto dell'esercente e di eventuali suoi collaboratori,
Un altro particolare negativo, che l'Associazione Commerciale dovrebbe tener presente e imporsi perché venga combattutto: la pessima abitudine di diversi esercenti di accrescere il disordine in prossimtà dei loro negozi, aggravando l'emergenza rifiuti con lo scarico di scatoloni e di altro materiale di scarto sui cumuli di mondezza.
Se a disciplinare, almeno i due inconvenienti di cui sopra non provvede il Comune, siano almeno gli stessi esercenti a intervenire, soprattutto autodiscplinandosi.
Qui ci fermiamo: anche se è presumibile l'esistenza di altre remore da affrontare e che non spetta a noi individuare.

lunedì 4 luglio 2011

CAPEZZONE DAVANTI ALLA GUZZANTI FA LA FIGURA DI CAPEZZONE


712 ° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA NAVALE DI CAPO D’ORLANDO, VERA TERMOPOLI DELLA NAZIONE SICILIANA

‘U Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” ha invitato tutti i Siciliani e segnatamente gli abitanti di Capo d’Orlando e del circostante Comprensorio dei Nebrodi a ricordare , in occasione del 712 ° Anniversario, la battaglia navale che, il 4 luglio 1299, ebbe a svolgersi a largo del Centro Paladino. Fu un evento legato alla gloriosa GUERRA NAZIONALE SICILIANA DEL VESPRO e vide contrapposte le flotte Italo-Franco-Aragonese a quella Siciliana.
Fu una battaglia combattuta dai nemici coalizzati della Sicilia per aprirsi la strada, via mare, verso Messina.

Le flotte furono guidate da ammiragli del rango di Ruggero di Lauria per gli Italo-Franco-Aragonesi e dal Re Federico III e Blasco d’Alagona per i Siciliani. Fu una battaglia truculentissima,tanto che le fonti dell’epoca narrano che il mare si fosse colorato di sangue.

I Siciliani persero ma riuscirono a sfiancare a tal punto gli Italo-Franco-Aragonesi che
questi dovettero rinunciare ad assalire Messina.
Mantenere viva la Memoria di quell’evento ha un valore storico-politico enorme e serve
a ricordare alle donne e agli Uomini di Sicilia quanto antica, nobile e irrefrenabile sia
sempre stata l’aspirazione dei Siciliani ad essere e restare Indipendenti come Popolo
e Nazione.

MENTRE LA SICILIA APRE LE SUE DISCARICHE AI RIFIUTI NAPOLETANI, I SICILIANI ANCORA NON SANNO COME LIBERARSI DEI PROPRI


Sono stanco, stufo, nauseato di dovere per l'ennesima volta scrivere dei rifiuti e dell'igiene in genere che ormai sono diventati la favola di questa città.
Il problema della spazzatura che si accumula sui marciapiedi e - soprattutto in periferia - con catene di montarozzi affiancati ai muri, oltre che per il presente pericolo igienico sanitario, anche quando in via espressa i cumuli vengono rimossi ma non segue la disinfentazione del suolo e dei contenitori, crea la preoccupazione che si stia rischiando una prospettiva paragonabile all'emergenza napoletana.
E dico questo perché, pur davanti allo spettro della mostruosa situazione napoletana, la Sicilia continua a cincischiare sulla soluzione da dare al problema, che finora solo sulla carta è stato affrontato con la decretazione della riduzione del numero e della denominazione degli ATO.
Che cosa di concreto si sia fatto o si stia facendo per cambiare radicalmente il piano per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, Dio solo lo sa.
Ormai sono mesi che si va avanti "alla stracciona" implorando l'elemosina dietro il portone di Palazzo d'Orleans, dove don Raffaele umilia i sindaci con la mano tesa a raccogliere le briciole cadute dal banchetto dell'Epulone, rinfacciandogli la responsabilità per il fallimento degli Ambiti territoriali.
E sono mesi e mesi che, essendo il nostro ATO in liquidazione, non vengono spedite agli utenti le bollette del servizio rsu: ma per tale vuoto sembra che alla gente non faccia nè caldo nè freddo , considerata l'indegnità che da oltre un anno sta caratterizzando tale servizio.
Chissà cosa succederà, allorquando giungeranno le fatture di un conguaglio, sulla cui entità ancora nessuno degli amministratori sembra in grado di specificare.

fra' Galdino

domenica 3 luglio 2011

LA MANOVRA TREMONTI-BERLUSCONI: IL DANNO E LA BEFFA PER NOI TUTTI


Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, si dice preoccupato a causa della manovra finanziaria varata dal Governo Berlusconi..
" Il governo nazionale - sostiene il Governatore - coniuga il verbo del risanamento mettendo le mani in tasca ai siciliani e all'intero Mezzogiorno mentre insiste con un federalismo ingiusto e penalizzante per il meridione, riducendo al minimo le perequazioni . La manovra da 47 mln dispieghera' effetti micidiali su bilanci della Regione, delle province regionali e dei comuni che verranno letteralmente falcidiati rendendo arduo il risanamento che stiamo portando avanti tra mille difficolta'. Una vera e propria mazzata. Mi chiedo dove si trovavano i ministri e i parlamentari siciliani quando sono stati approvati questi decreti".

I parlamentari siciliani- glielo ricordiamo noi - come sempre, anzicché pensare alle lacrime che la mazzata di Tremonti procureranno alla loro Isola,stanno accodati - con la coda abbassata ovviamente - al super ministro e al loro signore d'Arcore, perché credono che solo così aggrappati a quelli specchi virtuali riusciranno a garantirsi la legislatura.
Senza capire però che c'è un'intera nazione che ormai non ce la fa più e che non può più credere alle mistificazioni del berlusconismo".

Il presidente Lombardo, ripetendo la tiritera di sempre, grida allora che bisogna compattarsi per reagire.
Ma vorremmo sapere con chi vuole farci compattare.
Con gli stessi elementi che in Sicilia fingono di difendere i diritti sanciti dallo Statuto regionale e a Roma appoggiano gli interessi ad personam del Cavaliere e le pretese dei leghisti?

Dice Lombardo che il danno arrecato alla Regione Siciliana con i tagli previsti dalla "manovra" finiranno col rendere vani i sacrifici fatti per il riassetto della Sanità.
Il che significherebbe - questo lo aggiungiamo noi - che al danno fatto dalla coppia Russo-Lombardo si assommerà l'effetto deleterio della manovra Tremonti-Berlusconi.
Andiamo bene....
"Nel biennio 2013-2014 - prosegue Lombardo - su Regioni ed enti locali graveranno tagli per ulteriori 9,3 miliardi (un quinto della manovra). In particolare, alle regioni arriveranno 5,4 miliardi in meno, di cui 2,4 a carico delle ordinarie e 3 a carico di quelle a statuto speciale (1 miliardo di euro nel 2013 e due miliardi l'anno successivo), e delle province autonome di Trento e Bolzano, che si aggiungono a quelli gia' fissati dalla manovra del 2010. Gli altri 4,2 miliardi arriveranno dalle province (1,2 miliardi) e dai comuni (3 miliardi). La decurtazione delle risorse gravera' soprattutto su Sicilia e Sardegna: il fondo sperimentale di riequilibrio e il fondo perequativo - previsti dal decreto sul federalismo municipale - sara' ridotto di 3 miliardi, sempre nel biennio 2013-2014, rendendo squilibrato un federalismo fiscale gia' penalizzante per il Mezzogiorno e le sue isole".
Mizzica !- per non dire di peggio - che cosa si aspetta per far capire a questi signorotti che l'onda lunga è finita perché il vento è cambiato?
Le due prime lezioni venute dal basso non hanno sgnificato nulla per quelle facce di bronzo?

sabato 2 luglio 2011

LE PRIMARIE PER IL NUOVO SINDACO QUANDO SI ORGANIZZERANNO? VATTELAPPESCA



Il tempo scorre veloce e già sono trascorse quasi due tornate aministrative a Palazzo Longano, il Palazzo finora in balia della destra, affermatasi e riconfermatasi per l'assoluta assenza, in questa città, di una controparte in grado di interpretare le reali esigenze della città.
A parte il fatto che il nostro elettorato, lusingato dalle prospettive della politica favoritistica della destra al governo, ha creduto per due volte opportuno adagiarsi sulle "amache" offerte dai cugini Nania, a leggere il libro dei sogni, zeppo di... capitolati, ciò che maggiormente fa senso è l'acquiescenza di chi a questo tipo di politica dovrebbe essere - per formazione o presa di posizione - reattivo..
A parole, di appartenenti agli scontenti, senza dubbio ce ne sono, ma solo a parole: perché se poi si tratta di passare all'azione, beh, le cose si complicano e ci si dimentica della necessità di uscire dall'ancestrale guscio egocentrico che in linea di massima caratterizza il cittadino barcellonese.
Questo ho voluto dire, sollecitato da una e mail, fattami pervenire ieri da un nostro concittadino con una richiesta, che m'ha colpito, per la sua originalissima sincerità. Ecco cosa scrive tra l'altro:,

"Sono un assiduo lettore di Barcellonablog e condivido l'informazione che Lei da ai concittadini. Con questa email le chiedo di pubblicare, se lo ritiene opportuno, un articolo per spronare i nostri politici di centro sinistra, barcellonesi e siciliani, a indire in tempo utile le primarie per le elezioni del prossimo Sindaco di Barcellona P.G. e del prossimo Governatore della Sicilia"...

Sono per convinzione favorevole alle primarie, vi ho partecipato più di una volta, convinto della natura democratica di tale atto preparatorio, e disposto a partecparvi ancora, anche se non sono stati sempre convincenti i personaggi scelti.
Comunque, la strada - ormai aperta - vale la pena che sia percorsa, anzi è indispensabile che lo sia e di questo credo che abbiano consapevolezza i responsabili locali del centro-sinistra, anche se tale loro certezza sembra essere rincantucciata nel ripostiglio della tiepidezza.
Come fare a scaldare questi animi, tra l'altro disuniti, non è facile: non basta certamente qualche mio articolo, della cui modestia sono certo.
Potrei alzare la voce e gridare che bisogna lavare il cervello a certa gente che, separata in più nicchie politiche, dimentica che se non si è uniti e vogliosi di fare si è capaci di fare una sola cosa: consentire la permanenza del deleterio berlusconismo.
Riusciranno a rendersi conto di ciò? Non lo so.

venerdì 1 luglio 2011

UNA NUOVA ARTERIA CONGIUNGERA' VIA SCARPACI CON IL RIONE SANT'.ANTONINO


Tra i lavori in corso, che dovranno facilitare la circolazione stradale, rivestono particolare importanza quelli relativi alla costruzione di questa arteria che, partendo dalla via Scarpaci, proprio a ridosso dell'omonimo palazzetto dello sport, condurrà fino al rione S.Antonino per fare da congiungimento con l'arteria che conduce alla nuova stazione ferroviaria da una parte, e consente un migliore accesso alle bretelle verso l'autostrada dall'altra.
L'apertura di questa nuova strada fa parte dell'ormai noto programma di ristrutturazione viaria che mira a congiungere i due quartieri distanti di s.Andrea e s.Antonino, appaltati nel 2008 e destinati a essere completati entro la fine dell'anno 2011.

giovedì 30 giugno 2011

ROSSO MALPELO IN MOTO, ORA VA IN PENSIONE

C'ERANO UNA VOLTA I VIGILI IN MOTO.......FOTO IL VIGILE BRUNO ==>

Mi giunge all'orecchio che stanotte, a mezzanotte, scade il rapporto di lavoro di un nostro amico, che ha dedicato la sua opera di vigile urbano in questa nostra città, in maniera egregia ed esemplare, percorrendo le strade di Barcellona Pozzo di Gotto a bordo della moto in dotazione con meticolosa attenzione, a garazia della discplina nel traffico, pronto a segnalare tutto ciò che potesse apparire in contrasto con l'ordine e la pulizia ambientali.
Sempre inappuntabile nella sua divisa, in perfetta sintonia col collega di coppia, rosso di capello sotto il casco d'ordinanza, era un orco inflessibile persino con il figlioletto che, se lo vedeva scorazzare senza rispettare le regole della strada, redarguiva fino a privarlo del mezzo per punizione.
Il nome: vigile urbano Sebastiano Bruno: dalle ore 0,0 del 1 luglio 2011 ex dipendente comunale in quiescenza.

FNS: ALLORA È VERO, IN SICILIA NON C’È PIÙ CARITÀ DI PATRIA (SICILIANA)


Se l’ “Mpa” si schiera in tutto e per tutto contro i valori del Separatismo Siciliano, quello vero, antimafioso, moderno, europeista, mediterraneista e progressista … E se lo stesso Mpa si schiera ancora a favore del “Ponte-Imbuto” sullo Stretto Di Messina … allora è vero: in Sicilia non c’è più carità di Patria (per la Patria Siciliana)

Gli indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu trovano semplicemente scandalosa la presa di posizione adottata dall’MPA in occasione del recentissimo Convengo svoltosi a Catania e nel corso del quale, com’è noto, è stata ribadita la PRIORITÀ (fra le opere pubbliche da realizzare in Sicilia) della COSTRUZIONE DEL “PONTE-IMBUTO” sullo STRETTO DI MESSINA, senza “SE” e senza “MA”, quasi che questo “MOSTRO” fosse la PANACEA di tutti i mali. Non è la prima volta che ciò accade. Ma, francamente, ci aspettavamo un’inversione di rotta da parte di un Movimento che dichiara di essere (nonostante tutto …) sicilianista meridionalista e federalista.

Com’è noto, il “PARTITO” dei PONTISTI in genere prevede, come sua “logica” (e non soltanto come sua “logica”), che si realizzino e si istituiscano anche la CITTÀ DELLO STRETTO e la REGIONICCHIA SICULO-CALABRA DELLO STRETTO. La Città dello Stretto, un unico mostro urbanistico, INNATURALE, cioè, che unisca la Città di Messina (scorporandola dalla Sicilia) con quella di Reggio Calabria e, forse, anche con quella di Villa San Giovanni (scorporando, a loro volta, queste due ultime Città dalla restante parte della Calabria). Alla Città dello Stretto, dovrà seguire, poi, la istituzione della “Regione dello Stretto”, che trasformerà la nobile e gloriosa Città di Messina (e gran parte della sua Provincia) in APPENDICE della istituendo REGIONICCHIA DELLO STRETTO: Insomma: ogni scusa è buona per SMEMBRARE la Sicilia in due o tre REGIONICCHIE. Anche al fine di rendere impossibile il RISVEGLIO e la RINASCITA della NAZIONE SICILIANA. Si consente, quindi, persino da parte del LEADER dell’MPA che, peraltro, è anche Presidente della Regione, On. Raffaele LOMBARDO (che, del Ponte, si è fatto CORIFEO), che la Sicilia RISCHI DI PERDERE “IRRIMEDIABILMENTE” due valori preziosi della propria identità e della propria civiltà: il v
alore, cioè della INSULARITÀ ed il valore della titolarità della CENTRALITÀ MEDITERRANEA. La continuità territoriale con lo Stivale e la trasformazione della Sicilia in PENISOLA non promettono, infatti, niente di buono. E lo sa bene la Calabria che la CONTINUITÀ TERRITORIALE “FINALE” con lo Stivale l’ha sempre avuta. A tal proposito, ci sia consentito di AFFERMARE e di DENUNZIARE che il MINACCIATO MUTAMENTO “GEOGRAFICO” e “POLITICO” della Sicilia (unitamente agli altri mutamenti) non è, - non può esserlo, - SOSTANZIALMENTE LEGITTIMO, senza il preventivo svolgimento di un apposito REFERENDUM (da bandire con specifica legge) sulla opportunità di costruire il PONTE stesso, grazie al quale si potranno finalmente esprimere i Popoli più direttamente interessati: quelli, cioè, della Sicilia e della Calabria.
Non escludiamo che il diritto di voto a tale REFERENDUM possa essere esteso a tutti i Cittadini dell’UNIONE EUROPEA. Diciamo ciò, ferme restando le altre osservazioni e gli altri rilievi, soprattutto di natura scientifica, ambientalista e naturalistica, che sono stati mossi al PONTE. Non ultima la constatazione del fatto che l’AREA dello STRETTO rimane una delle Zone a più alta intensità di RISCHIO SISMICO.

Il Presidente FNS Il Segretario Politico FNS

(Corrado MIRTO) (Giuseppe SCIANÒ)

O.

LUCA BARBARESCHI DEVE DAR CONTO ALLA GIUSTIZIA PER ALCUNI LAVORI ESEGUITI NELLA SUA VILLA DI FILICUDI


DELL'IPOTESI DI REATO CONTESTATA ALL'ATTORE SI OCCUPA IL TRIBUNALE DI BARCELLONA

L'attore deputato Luca Barbareschi è nel mirino della Magistratura per avere fatto eseguire dei lavori per la costruzione d'una piscina e per l’ampliamento di un vano, nella sua casa di Filicudi, alle Isole Eolie.
Il sostituto della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, Giorgio Nicola, che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione, concluse le indagini preliminari, ha inviato all'on.Barbareschi una informazione di garanzia, notificando la chiusura dell’inchiesta giudiziaria, su ipotesi di abusivismo edilizio commesso fino al 5 agosto dello scorso anno nella ristrutturazione di un immobile di Filicudi.
Luca Barbareschi, in qualità di proprietario e committente, avrebbe fatto costruire in assenza della necessaria concessione edilizia e in zona sottoposta a vincolo paesaggistico catastalmente censita,una piscina avente le dimensioni di mt. 5,50 x 3,4 x 1,2 di profondità, e attuare l'ampliamento del un vano con creazione di due finestre e una diversa distribuzione planimetrica del vano scala con creazione di una nuova porta di ingresso e di una nuova finestra.
All’attore si contesta inoltre di avere realizzato tali opere in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e dichiarata di notevole interesse pubblico, senza avere previamente ottenuto il nulla osta della competente Soprintendenza ai beni paesaggistici.
Altra contestazione mossa a Barbareschi è di aver «realizzato le opere in zona sismica e in assenza del necessario preavviso e della preventiva autorizzazione rispettivamente da inoltrare e da ricevere dal Genio civile».
Il deputato ha 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogato o presentare memorie difensive. Dopo di che il Magistrato stabilirà se citarlo in giudizio o meno.
Il deputato è difeso dall'avv. Irene Benenati.

mercoledì 29 giugno 2011

MA QUANTA MARMELLATA SI PRODUCE IN ITALIA?



E DEV'ESSERE PREZIOSA SE PIACE TANTO AI POLITCI.....

Ne stiamo vedendo di tutti i colori.

Sembra ormai che non ci sia più scampo per nessuno: chi prima, chi dopo, sono ormai in tanti ad essere indagati per avere considerato la politica nient'altro che "la marmellata", dove potere mettere le mani. Per poi leccarsele impunemente assieme ad amici e parenti.
L'ultimo in ordine di tempo dei "tanti" finiti nel mirino della Magistratura, per presunta manipolazione di tale marmellata, è uno che aveva fondato un suo partito ed in nome di esso aveva predicato a lungo contro questa degenere forma di manipolazione.
Ieri, senza attenderselo, s'è trovato costretto a segregarsi nel proprio domicilio, perché accusato di “tentata concussione e falso in atto pubblico”: una qualità di "marmellata" preferita, a quanto pare.

martedì 28 giugno 2011

DURANTE L'ESTATE ANCHE I NEGOZI DI BARCELLONA POSSONO APRIRE DI DOMENICA


LO STABILSCE UN'ORDINANZA SINDACALE DETTATA DALL'ATTUALE STATO DI CRISI ECONOMICA

Gli esercizi commerciali di Barcellona , nel periodo estivo, stagione di maggiore afflusso turistico, possono tenere aperti i loro negozi anche di domenica.
L'ha disposto il sindaco Candeloro Nania, con sua ordinanza (n.75), ritenuta opportuna a causa del "periodo di stagnazione che sta attraversando l'ecnomia generale con particolare riferimento al settore comercio, che cosituisce nel territorio comunale volano essenziale e vitale dell'attività economica".
Tale ordinaza consente agli esercenti commerciali la facoltà di derogare all'obbligo di chiusura domenicale nei periodi sotto elencati:
SETTORE ALIMENTARE: il 26 giugno e le domeniche di luglio e agosto: salvo restando il pieno rispetto dei diritti dei lavoratori;

SETTORE NON ALIMENTARE: domeniche del mese di luglio, il 7 agosto e il 4 settembre 2011. Idem per il rispetto dei diritti dei lavoratori.

lunedì 27 giugno 2011

SERATA FINALE CON PREMI ED ATTESTATI DELLA RIUSCITISSIMA XXIII EDIZIONE DEL PREMIO DI POESIA , DEDICATA A NINO PINO BALOTTA


CLICCA SULLE FOTO PER INGRANDIRLE


Si è svolta, nell'auditorio "Giovanni Spagnolo", la manifestazione finale della tredicesima edizione del concorso a premi di poesia "Nino Pino Balotta", organizzato dall'Accademia Musicale Artistica Culturale di Barcellona Pozzo di Gotto.
Sono stati consegnati, dal Presidente della Società Cooperativa cui fa capo l'Associazione, Felice Mancuso, premi ai vincitori consistenti in targhe e coppe ed attestati di merito di primo e secondo grado a numerosi altri partecipanti ritenuti meritevoli di segnalazione dalla Giuria preposta al Concorso.
Una targa di riconoscimento "per avere scosso le coscienze dei Barcellonesi, in difesa dei propri diritti sociali, sanitari, umani e di legalità" è stata assegnata al direttore dell'Oratorio Salesiano don Salvino Raja.
Delle poesie in concorso, ne è stata letta una composta e dedicata alla propria mamma da un ricoverato dell'OPG. Non essendo presente l'autore, per ritardi burocratici, i versi sono stati letti gentilmente dal direttore del nosocomio, dott. Nunziante Rosania.

domenica 26 giugno 2011

MUSEO EPICENTRO - INVITO PER UNA COMPOSIZIONE POETICA “CIRCOLARE”




Il Museo Epicentro sito in Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina in occasione della presentazione del libro “Un tributo all’arte – come nasce la collezione d’arte contemporanea su mattonelle”, scritto da Nino Abbate, fondatore del Museo, invita personaggi di cultura (scrittori, poeti…) a comporre un testo poetico che si ispiri al tema "del cerchio" o qualsiasi forma circolare.
Le suddette composizioni verranno lette durante la presentazione del libro e faranno parte della collezione del Museo. Dovranno pervenire entro il 20 agosto 2011 al seguente indirizzo di posta elettronica, e-mail – epicentromuseo@virgilio.it.

sabato 25 giugno 2011

SU LUIGI BISIGNANI E LA SUA RAGNATELA LA STAMPA HA PRECEDUTO LE INTERCETTAZIONI E NON VICEVERSA


SI STA FACENDO UN GRAN PARLARE SULLA P4 E BISIGNANI, MA POCHI SANNO CHE TUTTO QUELLO CHE EMERGE DALLE INTERCETTAZIONI ERA STATO PRECONIZZATO L'ESTATE SCORSA DAL "FATTO QUOTIDIANO" CON UN DETTAGLIATO ARTICOLO DI GIANNI BARBACETTO.

La vignetta è stata pubblicata da marco.vuchich@gmail.com (Marco Vukic) su vukicblog - 2 giorni fa

Luigi Bisignani l’uomo
delle “superfaccende”
Stampa
di Gianni Barbacetto - 24 luglio 2010

Non troverete il suo nome nelle carte giudiziarie delle tante inchieste in corso sugli scandali di questa caldissima estate 2010. Eppure è il nome che le collega tutte. Non parliamo di responsabilità penali, che son faccende da magistrati. Ma di rapporti, contatti, relazioni. Nella galassia di lobbisti della P3, uomini della “cricca” e personaggi della “banda larga” di Finmeccanica, Luigi Bisignani è un punto di convergenza. A livello alto. Certo, definirlo “consulente di Palazzo Chigi” è impreciso da un punto di vista formale. E non è bella neppure la battuta che circola a Roma, secondo cui Bisignani è stato nominato da Silvio Berlusconi sottosegretario di Stato per interposta persona (in realtà sulla poltrona è seduta la sua compagna, Daniela Santanchè). Eppure Bisignani è, di sicuro, uomo dalle molteplici relazioni, incrocia mondo imprenditoriale e mondo dell’informazione, controlla persone, collega ambienti. Ed è ascoltatissimo da Gianni Letta, tanto da essere oggi certamente più influente di un sottosegretario.

NON AMA APPARIRE. A differenza di tanti altri animali del circo berlusconiano, ritiene che l’esibizione sia, oltre che di cattivo gusto, anche nemica del potere vero. Così, lui che ha tanti amici fedeli nei giornali e nelle società di pubbliche relazioni (quelle che contano), non li attiva mai per una citazione, per una notizia su di sé. Anzi, è difficile trovare negli archivi perfino qualche sua fotografia da pubblicare. È ben altro quello che chiede, quello che ottiene. Al piano inferiore del caos italiano si muovono bande, cricche e logge, poi subito derubricate, raccontate come l’agitarsi di “tre pirla”, “quattro sfigati”, improbabili “amici di nonna Abelarda”. Al piano di sopra, al riparo da rischi e incursioni giudiziarie, almeno per ora, stanno i registi e gli utilizzatori finali. Bisignani è personaggio di grande simpatia, dalla mente lucida e dall’intelligenza rapidissima. Scrive romanzi gialli e parla, oltre che con Letta, con Angelo Balducci, con Guido Bertolaso, con Denis Verdini, con Pier Francesco Guarguaglini, con Cesare Geronzi. Ha un certo know how. Ha sempre negato l’appartenenza alla P2, quella classica, eppure le carte e la tradizione orale gli attribuiscono la tessera 1689 e la qualifica di reclutatore. Nel 1981, quando Giuliano Turone e Gherardo Colombo scoprirono a Castiglion Fibocchi gli elenchi della loggia segreta di Licio Gelli, il ragazzo aveva solo 28 anni. Brillante giornalista dell’Ansa, precoce capoufficio stampa del ministro del Tesoro Gaetano Stammati (piduista) nei governi Andreotti degli anni Settanta.

ERA UNA GIOVANE promessa. Mantenuta: dieci anni dopo ha attraversato la stagione di Mani Pulite solo con qualche fastidio in più. Una condanna (3 anni e 4 mesi per aver smistato la maxitangente Enimont, ridotti in Cassazione a 2 anni e 8 mesi) che dimostra che il ragazzo, nel 1993, a 40 anni, potente responsabile delle relazioni esterne del gruppo Montedison, era cresciuto. Anche in abilità e coperture, visto che il peggio di quella stagione resta ancor oggi segreto. Qualcosa ha raccontato Gianluigi Nuzzi nel suo libro Vaticano Spa. Negli anni Novanta, infatti, zitto zitto Bisignani manovra una gran quantità di soldi parcheggiati in Vaticano. Con l’aiuto di monsignor Donato de Bonis, già segretario di Paul Marcinkus, cardinale e indimendicato compagno di scorrerie dei bancarottieri Michele Sindona e Roberto Calvi. L’11 ottobre 1990, dunque, Bisignani apre, con 600 milioni in contanti, un conto riservatissimo presso lo Ior. È il numero 001-3-16764-G intestato alla Louis Augustus Jonas Foundation (Usa). Finalità: “Aiuto bimbi poveri”. “Bisignani ha ottimi rapporti con lo Ior da quando si occupava di Calvi e dell’Ambrosiano”, raccontò poi de Bonis in un’intervista. “La sua è una famiglia religiosissima; suo padre, Renato, un alto dirigente della Pirelli scomparso da anni, era un sant’uomo, la madre, Vincenzina, una donna tanto perbene. Bisignani è un bravo ragazzo. L’Istituto si occupa di opere di carità e gli amici aiutano i poveri, quelli che non hanno niente. Anche il sarto Litrico mi diceva ‘io vesto i ricchi per aiutare i poveri’”. I bimbi poveri, in realtà, non ebbero gran giovamento dai soldi della Jonas Foundation. Il 23 gennaio 1991, De Bonis si presenta allo Ior con quasi 5 miliardi di lire in titoli di Stato, li monetizza e suddivide il ricavato su due conti: 2,7 miliardi sul deposito dell’amico Bisignani, mentre quasi 2,2 li accredita sul conto cardinale Spellman, che gestisce in proprio e per conto di “Omissis”, come viene chiamato in Vaticano Giulio Andreotti. Dal conto Spellman parte subito un bonifico da 2,5 miliardi al conto FF 2927 della Trade Development Bank di Ginevra: è la prima tranche della supermazzetta Enimont, “la madre di tutte le tangenti”, che andrà a irrorare, a pioggia, i partiti politici italiani per benedire il divorzio di Stato tra Eni e Montedison.

NEL GIRO VORTICOSO della lavanderia vaticana, sul deposito Jonas Foundation di Bisignani entrano 23 miliardi. E lui, fra l’ottobre 1991 e il giugno 1993, ne ritirerà in contanti 12,4. Che l’uomo sia sveglio lo si capisce già nell’estate del 1993, quando annusa il disastro (i magistrati di Mani pulite stanno per arrivare alla maxi-tangente Enimont): così il 28 giugno di quell’anno corre allo Ior, ritira e distrugge i documenti che vi aveva lasciato all’apertura dei conti e chiude il Jonas Foundation. Ritira, in contanti, quel che resta: 1 miliardo e 687 milioni. Non avendo borse abbastanza capienti, deve fare due viaggi per portar via il malloppo. Un mese dopo è latitante. È il momento più nero di Mani pulite. Tre protagonisti della vicenda Enimont muoiono in circostanze drammatiche: il presidente dell’Eni Gabriele Cagliari con un sacchetto di plastica in testa in una cella di San Vittore; il regista sconfitto dell’operazione Enimont, Raul Gardini, con un colpo di calibro 7,65 nella sua dimora milanese; il direttore generale delle Partecipazioni statali, Sergio Castellari, con il volto spappolato nella campagna romana. Tanti conti non tornano, in questa storia. Anche quelli dei soldi. La tangentona Enimont , rivelano i documenti vaticani messi a disposizione da Nuzzi, era ben più grossa di quella individuata dai magistrati di Mani pulite. E molti personaggi sono stati coperti dai silenzi vaticani. Tra questi, l’ineffabile “Omissis”. Almeno 62 miliardi sono stati nascosti, si sono volatilizzati. E di questo tesoro rimasto segreto, 1,8 miliardi sono passati sul conto di Bisignani.

QUATTORDICI ANNI dopo, un altro magistrato bussa alla sua porta. Si chiama Luigi De Magistris, alle prese con l’inchiesta Why not. Sta indagando su un comitato d’affari attivo in Calabria, ma con la testa a Roma. È convinto che sia organizzato come un’associazione segreta, una nuova P2, tanto che contesta ai suoi indagati proprio il reato previsto dalla legge Anselmi. È convinto che Bisignani di questa nuova P2 sia uno dei punti di riferimento. Il 5 luglio 2007 si presenta di persona, a sorpresa, ai suoi indirizzi romani, l’abitazione e la sua azienda Ilte (Industria Libraria Tipografica Editrice) di piazza Mignanelli. Ha un mandato di perquisizione. Bottino scarso: qualche documento e un Blackberry 7230 blu. “Ho avuto l’impressione che fosse stato avvertito: lui era volato improvvisamente a Londra”, dice oggi De Magistris. “Dopo quella perquisizione, le manovre contro di me hanno un’accelerazione. Due mesi dopo mi sottraggono l’indagine”. Di Why not restano oggi soltanto i rapporti accertati degli indagati. Bisignani, per esempio, era in contatto con molti politici, imprenditori, manager, uomini degli apparati. Tra questi, Clemente Mastella, allora ministro della Giustizia, Walter Cretella Lombardo, potente generale della Guardia di finanza, Salvatore Cirafici, il dirigente di Wind responsabile della gestione delle richieste di intercettazioni e tabulati inviate all’azienda telefonica da tutte le procure italiane. Oggi, tre anni dopo, nuova indagine, nuovo comitato d’affari, una nuova P2. Luigi Bisignani resta a guardare, dall’alto. Ha visto sbriciolarsi la Prima Repubblica, la Dc, il Psi. Non s’impressiona certo per la decomposizione del berlusconismo.

da Il Fatto Quotidiano del 24 luglio 2010

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