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| Il Gruppo Giovanile Parrocchiale Chiesa S. Rocco Calderà propone:”Storia di tre giorni” - Via Crucis drammatica |
Intende promuovere la conoscenza dei problemi cittadini e invitare gli amministratori ad affrontarli.


( VENTITREMILIONICINQUANTASETTEMILANOVECENTOTTANTUNO )
L'anno precedente era invece di 14.532.538. Il presidente del Consiglio si conferma così il più ricco tra i parlamentari della Repubblica.
Tra i beni immobili a lui intestati risultano anche 5 appartamenti a Milano, 2 box sempre a Milano, e un terreno ad Antigua.
Alla voce "variazioni in aumento" compare l'acquisto di un immobile a Lesa (Novara) e la costruzione di un immobile sul terreno di Antigua.
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti si e' fortemente impove
rito rispetto alla precedente dichiarazione dei redditi. Nella dichiarazione 2009 relativa ai redditi del 2008 dichiara infatti soltanto 39.672 euro rispetto ai 4,5 milioni dell'anno precedente.
Per il ministro dell'Economia un credito d'imposta di 70.376 euro.
Come si spiega il ripiegamento economico del ministro Tremonti?
Facilmente: Adesso non gestisce più il suo apparato privato di consulente finanziario e , tra crediti d'imposta, e mancati proventi per l'alienazione di cui sopra, s'è ridotto che, a momenti, è costretto ad autorilasciarsi una delle sue creature: la social card, quella che lui stesso ha inventato per sostenere i cittadini meno abbienti nelle loro spese quotidiane.
Praticamente la tessera dei poveri.
Più economico di così non sarebbe potuto essere.
In tal caso non potrebbe mancare tutta la nostra solidarietà e comprensione per la nuova vita francescana del nostro ministro dell'Economia.
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IL RIFERIMENTO E' A TUTTA LA FASCIA COMPRESA TRA MILAZZO E CONDRO', DOVE E' MAGGIORE L'INSEDIAMENTO DI FONTI INQUINANTI

soliti sondaggi che lui ordina ai suoi esperti, che spesso - grazie alla sfera di cristallo - riescono a fare salire il gradimento nei suoi confronti, anche quando è in caduta lampante.
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Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ribadiscono il loro “NO” alla ipotesi (anzi, alla minaccia) di realizzare, in Sicilia, una o più CENTRALI ATOMICHE, con relative “DISCARICHE” per le scorie radioattive. Questa, se vera, sarebbe una sopraffazione degna del peggiore imperialismo interno dello Stato italiano nei confronti della COLONIA “SICILIA”.In proposito, va denunziata la illegalità manifesta di una iniziativa che non ha neppure una parvenza di consenso locale, che non ha neppure la “copertura” (comunque inadeguata) di un REFERENDUM specifico. Che va contro la volontà, le scelte, le speranze e le prospettive, anche in campo energetico, del Popolo Siciliano.Ma, a prescindere da ogni altra considerazione, restano DUE motivi per i quali la CENTRALI NUCLEARI non possono e non debbono essere realizzate proprio in SICILIA.In primis, va considerato il fatto che il territorio siciliano è tutto soggetto ad altissimo RISCHIO SISMICO. Ed è, quindi, il meno indicato per ospitare centrali e “discariche” nucleari.L’altro motivo, che vale, ovviamente, anche per altre realtà geografiche, è quello della CERTEZZA SCIENTIFICA che le centrali atomiche sono, comunque, altamente PERICOLOSE e NOCIVE per l’Umanità, per la salute, per la vita.L’FNS ribadisce, pertanto, il proprio “NO” alle Centrali e condivide la presa di posizione, sull’argomento, adottata dal Presidente della Regione Siciliana, LOMBARDO, laddove questi si oppone alla installazione delle suddette centrali …. anche a costo di fare le barricate.Sarebbe bene che ogni Istituzione rappresentativa (ARS compresa) ed il Popolo Siciliano tutto prendessero analogo impegno.L’appello dell’FNS è: NO alle Centrali Atomiche! SI’ al SOLE! SI’ alla VITA! SI’ alla SICILIA!
AMARE CONSIDERAZIONI DEL CIRCOLO TERRITORIALE SEL SUI GUAI DEL TERRITORIO E L'INSENSIBILITA' DEI POLITICINon ci sono stati morti, per fortuna. Questa è la buona notizia di oggi 10 Marzo. La cattiva notizia - ma non è affatto nuova - è che l’incuria amministrativa e la criminale volontà di NON mettere in sicurezza territori ed edifici hanno colpito ancora. Basta una pioggia un po’ più forte che il nostro territorio, violato dai prepotenti, dagli speculatori e dai loro sodali politici si sbriciola: Mili San Marco (dove si sono riviste in piccolo le stesse scene di Giampilieri), Mili San Pietro, Tremestieri, S.Stefano Briga, Pezzolo, Cumia, Bordonaro, Scaletta, Itala, Alì Terme; smottamenti sulla A/18 e incidenti sulla A/20; crolli di intonaci in scuole e allagamenti perfino negli uffici della Procura a Palazzo Piacentini; ecc.. E non si parli di eventi meteorici eccezionali. Dopo le piogge di ieri, come possono dormire tranquilli quegli abitanti di Giampilieri, costretti a ritornare in un paese tuttora in evidente pericolo?
L’ultimo episodio che riporta Messina ai “disonori” delle cronache nazionali parrebbe comico ma è invece tragico: crolla il soffitto al nuovissimo reparto di Ginecologia dell’Ospedale Papardo, inaugurato solo 5 giorni fa, e le partorienti vengono trasferite all’Ospedale Piemonte! E dire che il Piemonte dovrebbe essere chiuso per la fatiscenza dei padiglioni e trasferito proprio a Papardo! E cosa dice la protezione civile, che non sa proteggere ma, forse, solo soccorrere? Una vera atroce beffa: “La situazione è sotto controllo”.
Questa volta non ci sono stati morti, per fortuna. Si vede che noi messinesi siamo “fortunati”, ma il contrappasso per questa fortuna è l’avere questi amministratori che aspettano le catastrofi ed i morti per gestire l’emergenza, che dà loro carta bianca. E quando la fanno dimostrano in toto la loro incapacità. Abbia il coraggio il sindaco Buzzanca di dire che non ci saranno altri fondi dal governo “amico” per ricostruire Giampilieri e Scaletta. Abbia il sindaco l’onestà intellettuale di ammettere l’impossibilità di garantire ai messinesi la sicurezza dalle piogge di Marzo. Sinistra Ecologia e Libertà denuncia che il crollo fisico di Messina ha origine nel crollo etico del ceto politico messinese, in quella cupola affaristico-massonica, denunciata solo un ano fa da S.E. l’Arcivescovo La Piana, che strangola questa città senza alcun rispetto per i beni, gli affetti e persino la vita dei messinesi. Noi invitiamo i cittadini a dire basta, a dire che è giunta l’ora di proteggere le vite umane investendo tutte le risorse umane e finanziarie disponibili per evitare i prossimi morti, rinunciando anche ad altre opere tanto grandiose quanto inutili. Perché la fortuna non può durare per sempre.
Daniele Ialacqua, Beniamino Ginatempo, Tonino Cafeo
Circolo territoriale SEL “Matteo Cucinotta”di Messina



PUPIA | Contesta premier, fan su Facebook Rocco Carlomagno, freelance in ReteCSM: il premier DENIGRA LA MAGISTRATURA |










La firma del Presidente Napolitano, anzicché acqua sembra abbia buttato benzina sul fuoco acceso dal decreto salva liste, imposto da Berlusconi. Il Capo dello Stato, sicuramente in buona fede, avrà creduto che, aderendo alla richiesta d'avallo della destra, avrebbe evitato chissà quale tragedia popolare. E così facendo, non avrebbe tenuto conto che esiste sempre, in ogni medaglia un rovescio.
A confermarlo, c'è il clima che s'è creato con il via libera ad un'iniziativa drastica e non condivisa, qual è stata appunto quella di cambiare le carte in tavola a gioco avviato.
"E' in questo clima che il centrosinistra torna in piazza unito sabato prossimo, 13 marzo, per protestare contro il decreto salva-liste: l'idea, già venuta in mente a qualcuno nel Pd ieri sera, oggi ha preso forma dopo una serie di contatti tra il segretario dei democratici Pierluigi Bersani, il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, la candidata alla guida del Lazio, Emma Bonino, Nichi Vendola e altri responsabili del centrosinistra.
Le mobilitazioni contro quello che viene definito dal Pd "un vero e proprio condono, un provvedimento che serve solo a occultare gli errori e le divisioni, a sanare il vero e proprio pasticcio combinato da una destra che pensa di vincere calpestando le regole" sono iniziate già ieri con manifestazioni a Milano e a Roma, dove sono scesi in piazza anche Massimo D'Alema e Dario Franceschini. Proseguono oggi, nella Capitale, con una manifestazione del Popolo Viola (il primo a reagire al varo del decreto con un presidio l'altra notte davanti al Quirinale, proseguito di giorno a piazza Monte Citorio e a piazza Navona. E c'è stato grande movimento anche a Firenze, dove il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli ha invitato il partito a organizzare sul territorio iniziative unitarie e presidi di protesta civilenel segno "La legge è uguale per tutti". L'evento clou della protesta che vedrà insieme Pd, Idv, Sinistra Ecologia e Libertà, il Partito socialista e il Popolo Viola, sarà la manifestazione di sabato prossimo a Roma.
Ma non c'è solo la piazza. Spiega Bersani: il Pd comincia "una mobilitazione fino a sabato anche nelle sedi giurisdizionali. I Tar sono ancora aperti, ma lavoreremo fino ad arrivare, mi auguro, alla Corte costituzionale".
E poi c'è il Parlamento: in una lettera ai presidenti delle Camere, i capigruppo Dario Franceschini e Anna Finocchiaro fanno sapere che l'approvazione del decreto salva-liste, "un gravissimo precedente nella storia repubblicana", avrà anche "conseguenze sull'atteggiamento parlamentare" dei democratici. La parola d'ordine è ostruzionismo, a partire da lunedì alla Camera".
Fonte parziale: Aprile on line



