martedì 16 marzo 2010

SI AVVICINA LA PASQUA E I GIOVANI RIEVOCANO IL DRAMMA DELLA REDENZIONE


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Il Gruppo Giovanile Parrocchiale Chiesa S. Rocco Calderà
propone:”Storia di tre giorni” - Via Crucis drammatica




CI MANCAVA PURE SARKOZY


Non bastava Fini, che ormai cerca tutte le occasioni per contraddirmi; non bastava Di Pietro che,con la sua rabbia invidiosa, ha cercato sempre di rovinarmi ; non bastavano le toghe rosse che m'hanno preso di mira centinaia di volte; non bastavano i girotondi e le piazze viola: non bastavano i giornali comunisti con in testa il barbuto Scalfari; non bastava Carlomagno con le sue stupide domande; non bastava Trani con le sue novità infamanti; non erano sufficienti Noemi e D'addario; non bastava La Maddalena coi suoi riflessi bertolasiani; non bastavano Santoro, la Dandini, Ballarò e persino Vespa?
Tutto questo non bastava?
Ci mancava pure Sarkozy che, fattosi fregare dalla massiccia astensione dei francesi, mi sta facendo ricredere sull'efficacia del mio OTTIMISMO. Sinceramente non ce la faccio più...a fingere...

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E il premier disse: nessun dietrofront io non voglio finire come Sarkozy - Repubblica.it

Gelo su Fini, la nuova corrente spacca il Pdl Berlusconi irritato. Cicchitto: voto, poi chiariamo - Repubblica.it

l reddito di Berlusconi cresce di quasi 10 milioni

Il reddito di Silvio Berlusconi del 2009 è di 23.057.981.

( VENTITREMILIONICINQUANTASETTEMILANOVECENTOTTANTUNO )

L'anno precedente era invece di 14.532.538. Il presidente del Consiglio si conferma così il più ricco tra i parlamentari della Repubblica.

Tra i beni immobili a lui intestati risultano anche 5 appartamenti a Milano, 2 box sempre a Milano, e un terreno ad Antigua.

Alla voce "variazioni in aumento" compare l'acquisto di un immobile a Lesa (Novara) e la costruzione di un immobile sul terreno di Antigua.

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti si e' fortemente impoverito rispetto alla precedente dichiarazione dei redditi. Nella dichiarazione 2009 relativa ai redditi del 2008 dichiara infatti soltanto 39.672 euro rispetto ai 4,5 milioni dell'anno precedente.

Per il ministro dell'Economia un credito d'imposta di 70.376 euro.

Come si spiega il ripiegamento economico del ministro Tremonti?

Facilmente: Adesso non gestisce più il suo apparato privato di consulente finanziario e , tra crediti d'imposta, e mancati proventi per l'alienazione di cui sopra, s'è ridotto che, a momenti, è costretto ad autorilasciarsi una delle sue creature: la social card, quella che lui stesso ha inventato per sostenere i cittadini meno abbienti nelle loro spese quotidiane.

Praticamente la tessera dei poveri.

Più economico di così non sarebbe potuto essere.

In tal caso non potrebbe mancare tutta la nostra solidarietà e comprensione per la nuova vita francescana del nostro ministro dell'Economia.

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lunedì 15 marzo 2010

LA RAI? ANCORA UNA VOLTA ASCOLTA "LA VOCE DEL PADRONE"


Il Consiglio di amministrazione della Rai conferma, a maggioranza (cinque contro quattro) la linea sullo stop ai talk show.
Secondo il cda, tocca alla Commissione di Vigilanza decidere se ripristinare i dibattiti politici televisivi dopo che il TAR ha accolto il ricorso di Sky e La7 sul regolamento dell'Agcom per le tv private.
Nei giorni scorsi il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, dopo il ricorso di Mediaset e Sky, aveva sospeso infatti un provvedimento dell'Agcom (l'authority per le comunicazioni) che equiparava i programmi di approfondimento delle emittenti pubbliche a quelli della Rai, imponendo le regole della cosiddetta par condicio per una presenza equilibrata dei rappresentanti politici.
Poche ore dopo, però, l'Agcom annullava la propria decisione, chiedendo inoltre alla Commissione parlamentare di vigilanza e alla Rai di rivedere a loro volta le proprie decisioni.

Il presidente della Rai, Paolo Garimberti s'è detto amareggiato «per la divisione», evidente in seno al Consiglio, e «per la mancata ripresa dei talk show», ritenendo abbastanza frustrante che si sia ancora appesi su questa vicenda, con il tempo che non gioca a favore.
Tuttavia, per correttezza, s'è rimesso come sempre alla decisione della maggioranza del Consiglio.
Paolo Gentiloni, presidente del Forum Ict del Pd, ha attaccato la decisione del cda Rai contro la ripresa dei talk show politici. «La Rai - ha detto l'ex ministro - sarà dunque l'unica televisione senza programmi di informazione politica durante la campagna elettorale, ossia nel momento di maggiore interesse per l'opinione pubblica. È una decisione scandalosa - dice - un autentico suicidio per la Rai appena mascherato dallo scaricabarile sulla commissione di Vigilanza. A questo punto il rinvio alla Vigilanza appare infatti come un mero alibi, visto che il Cda avrebbe potuto decidere autonomamente la fine del black out. Siamo di fronte a una chiara violazione degli obblighi di servizio pubblico, oltre che della legge sulla par condicio e per questo mi auguro che l'AgCom intervenga per imporre, sia pure all'ultimo minuto.»

L'ON. ROBERTO CORONA INTERROGA I RESPONSABILI DELLA REGIONE SU CIO' CHE S'INTENDE FARE PER SALVAGUARDARE IL TERRITORIO DALL'INQUINAMENTO INDUSTRIALE

IL RIFERIMENTO E' A TUTTA LA FASCIA COMPRESA TRA MILAZZO E CONDRO', DOVE E' MAGGIORE L'INSEDIAMENTO DI FONTI INQUINANTI


Lo stato di disagio e di pericolo ambientale registrato nel territorio dei Comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, San Pier Niceto e Santa Lucia del Mela, diventa oggetto d'un ennesimo intervento parlamentare.
Nei giorni scorsi, sul delicato argomento, il deputato regionale Roberto Corona (Pdl) ha presentato un'interrogazione al Presidente della Regione, all’Assessore al territorio ed ambiente, all’Assessore all’energia e all’Assessore alle attività produttive, per sapere "se non ritengano di avviare una indagine conoscitiva finalizzata all’accertamento delle modalità di gestione delle procedure fin qui adottate e per conoscere come sia stato possibile avallare da parte della pubblica amministrazione una tale somma di incompetenze che rischia concretamente di provocare un gravissimo e persino irreparabile danno economico ad aziende estranee alla formazione dell’inquinamento. Anche alla luce del fatto che in mancanza di responsabili la Regione Siciliana sarà costretta a rimborsare le somme sborsate dai singoli privati, con la magra consolazione di potersi rivalere sul proprietario precedente dei terreni, ovverosia l’A.S.I."
A giustificazione della richiesta l'interrogante fa presente che detto territorio, con D.A. n. 50/GAB del 04/09/2002, è stato dichiarato Area ad elevato rischio di crisi ambientale in relazione all’impatto conseguente alla presenza di insediamenti industriali di notevoli dimensioni (centrale termoelettrica, raffineria di petrolio, ecc.). Con lo stesso provvedimento è stata, inoltre, istituita la Commissione Stato- Regione-Provincia-Enti locali con il compito di predisporre il Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela, integrata nella composizione con il successivo D.A. n. 883 del 16/07/2003.
Fa inoltre notare che "il Ministero dell’ambiente con DECRETO 11 agosto 2006 avente come oggetto:”Nuova perimetrazione del sito di bonifica di interesse nazionale di Area industriale di Milazzo.”testualmente ammette che la perimetrazione del sito è provvisoria e che l’inquinamento è da addebitarsi :
* all’inquinamento atmosferico del suolo, del sottosuolo e delle falde derivante dall’utilizzo di prodotti petroliferi sia della Raffineria che della ...... centrale termoelettrica;
* dagli effetti, eventuali, derivanti dall’incendio del deposito frigoriferi di Messina ambiente a Giammoro;
* Dalla lavorazione dell’amianto nell’area ex Sacelit;
che "lo stesso D.lgs 152/06 al successivo comma 4 dell’ art.244 si prevede che “Se il responsabile non sia individuabile e non provveda il proprietario del sito né altro soggetto interessato, gli interventi che risultassero necessari ai sensi delle disposizioni di cui al presente titolo sono adottati dall'amministrazione competente in conformità a quanto disposto dall'articolo 250, inoltre prevede, le procedure per gli interventi di messa in sicurezza., il sistema sanzionatorio e gli interventi di messa in sicurezza d’emergenza-definendo ulteriormente alla lettera t) le condizioni di emergenza tra le quali:
1) concentrazioni attuali o potenziali dei vapori in spazi confinati prossime ai livelli di esplosività o idonee a causare effetti nocivi acuti alla salute; 2) presenza di quantità significative di prodotto in fase separata sul suolo o in corsi di acqua superficiali o nella falda;3) contaminazione di pozzi ad utilizzo idropotabile o per scopi agricoli; 4) pericolo di incendi ed esplosioni.
Nella zona presuntivamente individuata come SIN non sono state effettuate indagini specialmente in quelle parti ove storicamente non sono state svolte attività o ove non sono state svolte attività inquinanti da considerare quali punti di bianco per le attività varie, per verificare se in tale terreni, si abbia o no il superamento delle CSC. Ne tantomeno si sono confrontati i dati di tali terreni con i dati di terreni consimili considerabili quali punti di bianco esterni al SIN siti certamente utili se non inquinati all’avvio di attività imprenditoriali".
E inoltre che:
"in presenza di inquinamento anche le ditte o qualunque altro soggetto anche se svolge attività non inquinanti si troverebbero nelle condizioni di dovere esborsare considerevoli somme pur non essendo assolutamente responsabili di un inquinamento diffuso e che mell’area di cui sopra solamente la Ditta Edipower sta provvedendo al risanamento con una spesa di circa 35.000.000 Mln di Euro in quanto gli atti amministrativi ed autorizzativi necessari sono stati svolti dal Comune di San Filippo del Mela, prima della solita dichiarazione di emergenza o di interesse nazionale;"
e infine"per le attività di disinquinamento della zona sono state perse le somme(andate in perenzione ) e previste a tale riguardo pari a 4.500.000 Euro".

DIVELTA PARTE DEL NUOVO RECINTO, COSTRUITO ATTORNO ALLA CHIESA DI FATIMA



Esiste, nella nostra città, una chiesa - quella dedicata alla Madonna di Fatima - che, non molti anni fa, è stata costruita per coprire un vuoto esistente nella zona compresa tra via Generale Cambria, via Gianani e via Madia: un vero e proprio quartiere popolato ed anche in espansione, se si bada alla parte adiacente al rilevato ferroviario.
Sin dall'inizio s'era addirittura fatta l'ipotesi che, attorno a quella dimora sacra, potesse sorgere una nuova parrocchia, con un proprio oratorio, utile soprattutto per una buona crescita dei giovani, molti dei quali residenti nelle "case popolari" di via Gianani.
Nella nuova chiesa, dotata di alloggio per l'eventuale parroco, sin dalla sua apertura, s'è avuto lo zelante apporto di un gruppo di suore, che non solo hanno badato a mantenere aperta ed in ordine la Casa del Signore, ma anche e soprattutto, con spirito di carità e sensibiltà umana ,sono riuscite ad incidere positivamente nei rapporti con le famiglie e ico giovani della zona. Non sto qui a descrivere i benefici effetti del loro apporto: non ultimo in ordine d'importanza la formazione di un coro eccezionale, che ancora rappresenta l'orgoglio della Chiesa di Fatima.
Sennonchè è capitato che le suore - per ragioni non dipendenti dalla loro volontà, ma per ordine superiore - se ne sono andate e la Chiesa ne ha sentito le conseguenze.
Adesso, nonostante il generoso appporto di alcuni fedeli, che volontariamente gestiscono la chiesa, per ciò che in una struttura del genere risulta indispensabile, il ruolo di questa Casa del Signore rimane tuttavia dimezzato, o per lo meno non può raggiungere quel livello che si sarebbe dovuto attendere da una struttura cristiana e cattolica nata in un ambiente molto bisognoso d'aiuto spirituale.
Ed è così che - nonostante si sia provveduto, per intervento del Comune, a porre una protezione mediante recinzione e cancelli - è stato possibile registrare atti spiacevoli attorno
alla Chiesa di Fatima: uno è avvenuto l'altra notte, quando ignoti - non si sa se per vandalismo o per dispetto o per razzia - hanno strappato e trafugato una trentina di metri della rete metallica plastificata, facente parte del nuovo recinto.

domenica 14 marzo 2010

PAPI SE SUPERERA' LA SOGLIA DEI 120 ANNI POTREBBE ACCEDERE AL SOGLIO DI PIETRO

MILANO (Reuters) - "Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con un evidente riferimento alle ultime notizie sull'inchiesta della procura di Trani sulle sue presunte pressioni contro alcune trasmissioni Rai, ha stigmatizzato oggi "l'atmosfera avvelenata di questi giorni", e ha poi aggiunto di credere che l'età media della vita umana possa arrivare a 120 anni."

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Non sappiamo
se sia un auspicio, questo di Berlusconi, o se il frutto dei soliti sondaggi che lui ordina ai suoi esperti, che spesso - grazie alla sfera di cristallo - riescono a fare salire il gradimento nei suoi confronti, anche quando è in caduta lampante.
Comunque, quel che conta è ben altra cosa: che lui ci creda o no, è certo però che ci spera, perchè - sondaggi alla mano - compiendo centovent'anni potrebbe accedere persino al soglio di Pietro. E da lì conversare col Padreterno e raccontargli le sue spassose barzellette

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: QUALE FUTURO PER LA POLIZIA PENITENZIARIA?

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LE PREOCCUPAZIONI PER L'IMPOSIZIONE DI UN PIANO SANITARIO

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C'è viva preoccupazione, a Barcellona, soprattutto tra le famiglie degli appartenenti all'organico di polizia penitenziaria dell'OPG "Vittorio Madia", per gli effetti del progetto riguardante il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari in attuazione del DPCM 1 aprile 2008, in base al quale in particolare la sanità interna dovrebbe passare al servizio sanitario regionale.
A fronte di tale situazione, i sindacati di categoria, in collaborazione col dipartimento amministrativo dell'OPG di Barcellona e col Comune, organizzano una tavola rotonda, che si svolgerà giovedì 18 marzo, ore 17, nella Sala Conferenze vecchia Stazione.
In quell'ocasione, si illustrerà il contenuto del progetto di cui sopra, che prevede il passaggio del personakle sanitario dall'Amministrazione Penitenziaria al Ministero della Sanità, mentre sembra incerto il destino del personale civile finora appartenente al Ministero della Giustizia e soprattutto rimane problematica la destinazione del personale penitenziario in soprannumero, visto che si procederebbe ad una riduzione dell'organico.
Non s'intravvede inoltre, nel progetto fin troppo generico, a cosa saranno destinati i reparti che rimarranno vuoti, visto che solo una parte della struttura verrà adibita alla sanità.
In un documento, emesso dai sindacati penitenziari, si fa rilevare che "l'attuazione del progetto sopra menzionato avrà parte rilevante sull'organizzaxzione del personale che in OPG lavora, e coinvolgerà sicuramente anche la città di Barcellona Pozzo di Gotto, in quanto l'istituto rientra nella vita economica della città".
Le OO. SS., in occasione della Tavola rotonda, intendono illustrare la precarietà che si prospetta a danno del personale non sanitario dell'OPG: operatori della Giustizia e polizia penitenziaria.
Su tale rischio si cercherà di discutere durante gli interventi, che per l'occasione avranno come moderatore il dott. Nino Levita, segretario nazionale AMAPI.
Cliccando sulla locandina si leggeranno i nomi di quanti parteciperanno ufficialmente alla discussione.







sabato 13 marzo 2010

LOMBARDO-MICCICHE' - ORMAI DECISI: NASCE IL PARTITO DEL SUD E SARA' TRASVERSALE PER L'INTERESSE DEL MEZZOGIORNO E DELL'ISOLA




«Non possiamo più ritardare il percorso politico del Partito del Sud. In questi giorni abbiamo quasi ufficializzato la nascita di questo forte soggetto politico. Dobbiamo scendere presto in campo, anche prima delle politiche. Per impedire,per esempio, l'approvazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale voluta dalla Lega. Ci dobbiamo sbrigare».
Lo ha detto il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, nel suo intervento al convegno organizzato dal Mpa a Palermo dal titolo "Regioni, riforme e autonomie", cui hanno partecipato anche Giuseppe Lumia e Antonello Cracolici del Pd.
Scontata la presenza del sottosegretario alla presidenza Gianfranco Miccichè. Ed è stata l'occasione per sancire defnitivamente l'abbraccio politico tra il fondatore del Mpa e il promotore della scissione siciliana del Pdl.
Un’unione che dunque spiana la strada alla costituzione del partito del Sud ben prima della prossima chiamata alle urne per le elezioni politiche.
«Non potevamo più ritardare - ha detto Lombardo - e in questi giorni abbiamo quasi ufficializzato la nascita di questo forte e nuovo soggetto politico che dovrà entrare in azione presto. Soprattutto per impedire, ad esempio, l’approvazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale voluta dalla Lega».
«Le politiche euromediterranee, se non ci sapremo affermare - ha aggiunto il presidente della Regione - andranno tutte a beneficio del Nord. Dobbiamo superare le distinzioni tra destra e sinistra. Un po' come abbiamo fatto con l'Mpa, che da domani mi auguro abbia un altro nome. Non possiamo più accettare - ha concluso - di venire umiliati in cambio di un deputato o di un migliaio di voti in più. Vogliamo raggiungere la maggioranza del consenso dei siciliani ma senza subire ricatti politici».
«Abbiamo un'occasione storica. Non fare il Partito del Sud sarebbe criminale – ha fatto eco il sottosegretario Gianfranco Miccichè nel corso del convegno. - Per crearlo sono disposto a uscire dal Pdl. Non si può stare con un piede in due scarpe. Se il Partito del Sud lo facesse il Pdl sarei felice, ma non sarà così».
«Dev' essere pronto per le prossime politiche - ha aggiunto - questo è l'importante. Dobbiamo partire con il piede giusto e andare oltre il divario destra-sinistra, in un’ottica di esclusivo interesse per i cittadini».
Una vera e propria bomba esplosa nelle mani di Berlusconi, in un momento cruciale per il Pdl, visto che il sottosegretario alla Presidenza è stato il fondatore in Sicilia di Forza Italia..


ATO MESSINA 2 UNA SOCIETA' INCONCLUDENTE ORMAI BOCCHEGGIANTE


La situazione igienico-sanitaria determinata dall'annegamento dell'ATO ME2 nell'ormai nota filiera di problemi finanziario e contrattuale, diventa drammatica per l'ormai evidente incapacità di trovare uno sbocco agli effetti della vertenza tra ATO, Comuni e Gesenu, l'azienda appaltatrice che ormai ha deciso di rescindere il contratto, con conseguente licenziamento di maestranze ed impiegati addetti al servizio RSU nel vasto territorio compreso tra Villafranca e Brolo.
La negativa conclusione delle trattative avviate con la società Tirreno Ambiente nella speranza che potesse, questa, assumersi la gestione del servizio abbandonato da Gesenu, toglie praticamente le residue speranze di rattoppo all'improvviso - anche se attendibile - voltafaccia del vecchio gestore.
Il presidente del consiglio d'amministrazione, ing. Salvatoire Re, subentrato al dimissionario dott. Paratore, per quanto coraggioso possa essere stato ad accettare la spinosa nomina, si trova adesso nelle peste e, se non gli dovessero venire incontro la solidarietà dei 38 sindaci del comprensorio e la loro capacità politica di coinvolgere Regione e Stato per una pronta soluzione dell'intricato problema, non si sa cosa potrebbe fare per impedire che mezza fascia tirrenica della provincia di Messina affoghi nel marciume di montagne di rifiuti.
Abbiamo potuto notare, in questi ultimi mesi, che alcuni centri della stessa provincia si stanno aprendo, con buone speranze di risultati positivi, al metodo della raccolta differenziata; e forse riusciranno nel loro intento, anche perchè per essi non esiste la sconcertante prospettiva della perdita del personale e dei mezzi di raccolta.
Per ATO ME2, una svolta del genere - con la situazione che si ritrova - sarebbe impensabile, a meno che non si riuscisse coon compattezza a sensibilizzare la "testa dell'acqua": coinvolgendo almeno il carissimo don Raffaele.
Il quale però pare che anche per conto suo abbia della lana da pettinare, a causa del tentativo di riforma del piano rifiuti, inteso a ridurre il numero degli ATO ad uno solo per provincia.
Difficoltà già emerse anche all'interno della maggioranza e che potrebbero accentuarsi in seguito al golp effettuato in Parlamento, a Roma, dalla Lega Nord, che recentemente ha fatto approvare, alla chetichella, un emendamento che annulla gli ato rifiuti ed idrici in tutt'Italia.

venerdì 12 marzo 2010

ANCORA UNA TEGOLA IN TESTA AL CAVALIERE?




SECONDO ALCUNE INTERCETTAZIONI EMERGEREBBERO PRESSIONI SULLA RAI PER BLOCCARE ANNO ZERO

Secondo indiscrezioni non ancora confermate, anticipate da "Il fatto quotidiano", Silvio Berlusconi sarebbe coinvolto in un'indagine della Procura di Trani, assieme al drettore del Tg1, Augusto Minzolini, e a Giancarlo Innocenzi, facente parte della Commissione dell'Agcom (autorità per le garanzie nelle comunicazioini). Tra le accuse figurerebbe la concussione.

All'inchiesta si sarebbe arrivati casualmente, attraverso un'indagine della Guardia di Finanza su carte di credito e su un giro di usura.
Al momento, dal procuratore Carlo Maria Capristo, e dal sostituto procuratore che sarebbe incaricato delle indagini, Michele Ruggiero, non sono venute conferme, ne' smentite.
Nelle telefonate intercettate - secondo il quotidiano - si sarebbe discusso della Tv pubblica e sull'ipotesi di mandare in onda "speciali" sui giudici politicizzati.
Durante alcune intercettazioni, dalle telefonate emergerebbero pressioni per bloccare la trasmissione televisiva Annozero, e lamentele su altre trasmissioni Rai non gradite.
Augusto Minzolini, interpellato dall'Agi su tali indiscrezioni, nega d'avere ricevuto alcun avviso di garanzia
"E non capisco - aggiunge - neanche di quale tipo di reato si possa parlare. Poi io con Santoro non c'entro nulla, faccio un'altra cosa, sono da un'altra parte".
I legali di Berlusconi negano che il premier sia indagato, e se ne escono con una battuta di spirito: «Anzi, se lo avesse fatto davvero sarebbe stato encomiabile, visto che Annozero è di una noia insopportabile; ma quale sarebbe poi il reato contestato?».

Antonio Di Pietro, solertissimo, ha subito fatto sapere che Italia dei Valori ha presentato un'interrogazione urgente rivolta al premier : «per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organo di controllo come l'Agcom, chiedendo la chiusura di Annozero.
Il responsabile dell'Agcom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come il direttore del Tg1 Minzolini».
Prudente il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: «Non so niente, non ho visto cosa sia e quindi non commento»
Antonio Padellaro, direttore del Fatto Quotidiano, ha assicurato che il giornale non pubblicherà virgolettati delle intercettazioni .
«Noi facciamo - ha detto - lavoro giornalistico, ricostruendo fatti e circostanze: cioè, non abbiamo intercettazioni da pubblicare. Abbiamo invece da raccontare una storia esemplare di come il potere politico agisca su un'authority indipendente per fare in modo che una trasmissione venga cancellata». Padellaro, però, ha confermato punto per punto l'articolo pubblicato oggi e annunciato che ne arriveranno altri.
Santoro, che risulterebbe bersaglio diretto, chiede di azzerare l'Agcom.
«L'Agcom - dice il conduttore di Anno Zero - è un organismo che va azzerato in favore di un garante monocratico». I

I TALK SHOW NON VANNO SOPPRESSI: L'HA DECISO IL TAR DEL LAZIO


Sky e Telecom Italia Media avevano chiesto la sospensione della par condicio per le Regionali

Il Tar ha bloccato l'articolo del regolamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nel quale si chiedeva una normativa così stringente per i talk show, da venire equiparati alle Tribune politiche. La sentenza tuttavia non si riferisce a Porta a porta, Ballarò, Anno Zero e pertanto la Rai ha deciso di convocare, per lunedì prossimo, in seduta straordinaria, il proprio consiglio d'amministrazione.

QUANTO PRIMA SARANNO AVVIATI I LAVORI PER LA COSTRUZIONE DELL'ARTERIA CHE SI DIRAMA DALLA "SOPRELEVATA" DEL TORRENTE LONGANO



La città cresce: in bellezza, virtù e qualità.
Almeno così afferma chi ha la possibilità di conoscere e propagandare i programmi di remaking urbano avviati da questa anmministrazione municipale.
I questi giorni, a proposito di diffusione di notizie relative a quest'argomento, s'è ripigliato il discorso - altre volte annunciato - dell'ormai famoso "contratto di quartiere", in parte avviato con la costruzione di un tratto di copertura del torrente Longano dal cui limite soprelevato dovrebbe estendersi, verso i due rioni di S. Antonino e di Sant'Andrea, un'importante strada di collegamento, in grado di migliorare la circolazione lungo l'asse ricavato con la dismissione del vecchio tracciato ferroviario.
Nei giorni scorsi, dopo un sopralluogo effettuato dal sindaco Candeloro Nania assieme a tecnici del Comune e dell'Impresa appaltatrice, si sono individuati i lavori propedeutici per la realizzazione di un primo tronco d'arteria, che partendo dalla via San Giovanni Bosco raggiunga la via Ugo di Sant'Onofrio. In maniera che si possa liberare dall'impigliatssimo traffico la piazza della Vecchia Stazione ferroviaria e la strettoia che la congiunge alla via Umberto primo e quindi alla via Ugo di Sant'Onofrio.
Succesivamente si dovrebbe procedere all'esecuzione di altri lavori, non meno importanti, destinati a rendere più scorrevole la circolazione nel rione sant'Antonino - dove esiste una villa ben curata - e lungo la via Pozzo Caliri, per un più agevole raggiungimento della nuova Stazione ferroviaria e dell'area dei supermercati, in zona Coccomelli , dove si apre lo svincolo autostradale 'A.20'.
E' augurabile che i lavori vengano effettuati nel tempo prescritto, che per contratto è di due anni, a partire dalla data di consegna.

“ NO ” ALLE CENTRALI NUCLEARI IN SICILIA. “ SI’ ” AL SOLE; “ SI’ ” ALLA VITA.


Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ribadiscono il loro “NO” alla ipotesi (anzi, alla minaccia) di realizzare, in Sicilia, una o più CENTRALI ATOMICHE, con relative “DISCARICHE” per le scorie radioattive. Questa, se vera, sarebbe una sopraffazione degna del peggiore imperialismo interno dello Stato italiano nei confronti della COLONIA “SICILIA”.In proposito, va denunziata la illegalità manifesta di una iniziativa che non ha neppure una parvenza di consenso locale, che non ha neppure la “copertura” (comunque inadeguata) di un REFERENDUM specifico. Che va contro la volontà, le scelte, le speranze e le prospettive, anche in campo energetico, del Popolo Siciliano.Ma, a prescindere da ogni altra considerazione, restano DUE motivi per i quali la CENTRALI NUCLEARI non possono e non debbono essere realizzate proprio in SICILIA.In primis, va considerato il fatto che il territorio siciliano è tutto soggetto ad altissimo RISCHIO SISMICO. Ed è, quindi, il meno indicato per ospitare centrali e “discariche” nucleari.L’altro motivo, che vale, ovviamente, anche per altre realtà geografiche, è quello della CERTEZZA SCIENTIFICA che le centrali atomiche sono, comunque, altamente PERICOLOSE e NOCIVE per l’Umanità, per la salute, per la vita.L’FNS ribadisce, pertanto, il proprio “NO” alle Centrali e condivide la presa di posizione, sull’argomento, adottata dal Presidente della Regione Siciliana, LOMBARDO, laddove questi si oppone alla installazione delle suddette centrali …. anche a costo di fare le barricate.Sarebbe bene che ogni Istituzione rappresentativa (ARS compresa) ed il Popolo Siciliano tutto prendessero analogo impegno.L’appello dell’FNS è: NO alle Centrali Atomiche! SI’ al SOLE! SI’ alla VITA! SI’ alla SICILIA!

mercoledì 10 marzo 2010

NUOVE FRANE A MESSINA. LA DENUNCIA DI SEL:STAVOLTA NON CI SONO MORTI MA IL CROLLO FISICO DI MESSINA CONTINUA.

AMARE CONSIDERAZIONI DEL CIRCOLO TERRITORIALE SEL SUI GUAI DEL TERRITORIO E L'INSENSIBILITA' DEI POLITICI


Non ci sono stati morti, per fortuna. Questa è la buona notizia di oggi 10 Marzo. La cattiva notizia - ma non è affatto nuova - è che l’incuria amministrativa e la criminale volontà di NON mettere in sicurezza territori ed edifici hanno colpito ancora. Basta una pioggia un po’ più forte che il nostro territorio, violato dai prepotenti, dagli speculatori e dai loro sodali politici si sbriciola: Mili San Marco (dove si sono riviste in piccolo le stesse scene di Giampilieri), Mili San Pietro, Tremestieri, S.Stefano Briga, Pezzolo, Cumia, Bordonaro, Scaletta, Itala, Alì Terme; smottamenti sulla A/18 e incidenti sulla A/20; crolli di intonaci in scuole e allagamenti perfino negli uffici della Procura a Palazzo Piacentini; ecc.. E non si parli di eventi meteorici eccezionali. Dopo le piogge di ieri, come possono dormire tranquilli quegli abitanti di Giampilieri, costretti a ritornare in un paese tuttora in evidente pericolo?

L’ultimo episodio che riporta Messina ai “disonori” delle cronache nazionali parrebbe comico ma è invece tragico: crolla il soffitto al nuovissimo reparto di Ginecologia dell’Ospedale Papardo, inaugurato solo 5 giorni fa, e le partorienti vengono trasferite all’Ospedale Piemonte! E dire che il Piemonte dovrebbe essere chiuso per la fatiscenza dei padiglioni e trasferito proprio a Papardo! E cosa dice la protezione civile, che non sa proteggere ma, forse, solo soccorrere? Una vera atroce beffa: “La situazione è sotto controllo”.

Questa volta non ci sono stati morti, per fortuna. Si vede che noi messinesi siamo “fortunati”, ma il contrappasso per questa fortuna è l’avere questi amministratori che aspettano le catastrofi ed i morti per gestire l’emergenza, che dà loro carta bianca. E quando la fanno dimostrano in toto la loro incapacità. Abbia il coraggio il sindaco Buzzanca di dire che non ci saranno altri fondi dal governo “amico” per ricostruire Giampilieri e Scaletta. Abbia il sindaco l’onestà intellettuale di ammettere l’impossibilità di garantire ai messinesi la sicurezza dalle piogge di Marzo. Sinistra Ecologia e Libertà denuncia che il crollo fisico di Messina ha origine nel crollo etico del ceto politico messinese, in quella cupola affaristico-massonica, denunciata solo un ano fa da S.E. l’Arcivescovo La Piana, che strangola questa città senza alcun rispetto per i beni, gli affetti e persino la vita dei messinesi. Noi invitiamo i cittadini a dire basta, a dire che è giunta l’ora di proteggere le vite umane investendo tutte le risorse umane e finanziarie disponibili per evitare i prossimi morti, rinunciando anche ad altre opere tanto grandiose quanto inutili. Perché la fortuna non può durare per sempre.

Daniele Ialacqua, Beniamino Ginatempo, Tonino Cafeo

Circolo territoriale SEL “Matteo Cucinotta”di Messina

CARLOMAGNO CONTESTA IL PREMIER E IL MINISTRO LO REDARGUISCE












Tre personaggi in cerca d'un untore: Rocco, Ignazio e Silvio
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Rocco va di cgnome Carlomagno, e non è l'imperatore, ma un giornalista free-lance; Ignazio va di La Russa ed è ministro delle forze armate; Silvio è ovviamente Berlusconi: e lui, sì, che crede di essere imperatore.
Questi tre personaggi, stamani, si sono incontrati, in occasione d'una conferenza elettorale tenuta da Berlusconi nella ex sede di Forza Italia, in via dell'Umiltà.
Nel quale incontro però di umiltà non ce n'è stata affatto.
E vediamo perchè.
Berlusconi stava parlando, dicendo tutto quello che poteva dire per dimostrare che, nel pasticciaccio delle liste, nessuno dei suoi aveva commesso errori, ma che soltanto la cattiveria delle sinistre, complici radicali e magistrati, aveva negato al Pdl di partecipare alle consultazioni laziali.
Rocco Carlomagno ad un tratto l'ha interrotto, ma qualcuno per controllarlo gli s'è subito posto accanto e, quando il free lance ha ritentato, l'ha bloccato, ponendogli una mano sulla testa e intimandogli energicamente di stare zitto.
Erano la mano e la voce rauca del ministro La Russa.
"Si vergogni - intanto gridava dal podio Silvio - vedete, questa è la sinistra.
Rocco Carlomagno successivamente è stato allontanato dalla postazione riservata ai giornalisti e accompagnato fuori dalla security del Pdl.
Anche Berlusconi, che aveva finito di parlare, se n'è uscito ed era fortemente irritato a causa di quel contestatore.
Costui, una volta fuori, circondato da fotografi e giornalisti, ha dato - di quel trambusto - la sua versione:"Quando La Russa si è accorto che volevo fare domande diverse da quelle preconfezionate, fatte fino a quel momento, ha cercato di chiudermi la bocca, è venuto subito a sedersi vicino a me per impedirmi di parlare e ha alzato le mani su di me".
Ed ha aggiunto minaccioso: "Querelerò il ministro per aggressione, perché la libertà di stampa si difende anche così".

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CSM: il premier DENIGRA LA MAGISTRATURA







LE PREOCCUPAZIONI PER L'IMPOSIZIONE DI UN PIANO SANITARIO PENITENZIARIO SCONVOLGENTE, PRESSO L'OPG DI BARCELLONA, POTREBBERO NON AVERE FONDAMENTO


LADDOVE S'E' CERCATO DI SPERIMENTARLO HA CREATO SOLO DISAGI E DISCREPANZE


Sono già anni che, presso l'Opg di Barcellona, regna disagio per le incertezze create dall'annunciato passaggio della Sanità Penitenziaria al Servizio Sanitario Regionale.
L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, in analogia a quanto avvenuto con altre similari strutture, dovrebbe impiegare, al suo interno, medici e operatori del S.S.N., lasciando alla Polizia Penitenziaria l’onere di assicurare la sicurezza fuori delle “stanze di degenza” delle persone internate”.
Secondo il segretario generale del sindacato autonomo Domenico Nicotra , tale novità comporterebbe conseguenze negative, oltre che per la Regione e per il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, soprattutto per il personale attualmente operante presso la predetta struttura e le famiglie.
Al fine di avere chiarimenti e delucidazioni sul futuro dell’Ospedale e su quello dei dipendenti, l’Osapp ha chiesto espressamente al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, di convocare una riunione con i rappresentanti regionali, provinciali e locali direttamente interessati, per valutare possibili soluzioni meno traumatiche, afferenti a tutto ciò che orbita attorno alla struttura dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto.”

Alla luce dei risultati sperimentati in altre strutture penitenziarie, che da alcuni anni in via sperimentale, hanno adottato per la Sanità Penitenziaria medici dipendenti USL, pare però che non si debba avere troppa preoccupazione per un'imminente estensione di tale procedura in altre strutture, tipo quella di via Madia.
Nella pratica ci sono state delle incongruenze che pare abbiano creato contenziosi tra il Servizio Sanitario Nazionale e il Governo nazionale.
Significativa potrebbe risultare questa chicca, scoperta in Web, secondo cui, se si vuole estendere e continuare questo nuovo piano è opportuno che "il Governo prima paghi i debiti con il Servizio Sanitario Nazionale. Le ASL sono allo stremo. Mancano 165 milioni di euro".

Se può servire , diciamo che ciò si deduce dal seguente
Comunicato stampa di Fabrizio Fratini Segretario Nazionale Fp Cgil Sanità del 13 gen 2010 ...

"Prima di sperimentarsi, per l'ennesima volta, in un Piano carceri che, comunque sia, si rivelerà un fallimento - spiega il sindacalista della Cgil - il Governo restituisca ciò che ha maltolto al Servizio Sanitario Nazionale sul tema dell'assistenza sanitaria in carcere".
"Sono ormai quasi due anni che i Servizi Sanitari Regionali e le ASL hanno assunto la funzione di assistenza sanitaria per le persone momentaneamente private della libertà personale senza che a ciò sia corrisposto un solo euro in più nei loro bilanci".
"Degli oltre 320 milioni di euro previsti dalla legge di riforma per il 2008 e 2009 - aggiunge Frattini -sono solo 32 quelli che ad oggi sono stati trasferiti nei bilanci delle ASL; i restanti sono ancora nelle mani del Ministro dell'Economia che continua a trattenerli illegittimamente".
"E ciò a fronte, oltretutto, del considerevole aumento della popolazione detenuta registratosi negli ultimi 24 mesi".
"Come è ulteriormente sostenibile una situazione che vede le ASL aver assunto questa nuova e delicatissima attività senza quelle risorse che lo stesso legislatore aveva ritenuto necessario per il passaggio delle funzioni di assistenza dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale?"
"All'insostenibilità di questa situazione si aggiungono gli effetti assurdi che questo ritardo sta provocando".
"Il primo è che tantissimi Servizi Sanitari Regionali si sono trovati costretti comunque ad investire le già scarse risorse esistenti per l'assistenza ai cittadini liberi per ammodernare e rimettere in sicurezza le obsolete e pericolose strumentazioni sanitarie che il Ministero della Giustizia ha "offerto" in dote al Servizio Sanitario Nazionale".
"La seconda è che quello stanziamento, definito da una legge dello Stato per l'esercizio di una specifica funzione di assistenza sanitaria in carcere, rischia di essere risucchiato nelle logiche perverse degli equilibri di bilancio e dei piani di rientro".
"C'è bisogno, quindi, di una decisione immediata del Governo che restituisca alle ASL i soldi indebitamente sottratti e di una specifica destinazione di quelle risorse per l'assistenza in carcere, a prescindere dallo "stato di salute" economico finanziario dei servizi sanitari regionali".
"Non si può rischiare, così come è già successo in alcune importantissime realtà regionali, che quei soldi, una volta sbloccati, vadano a riempire buchi di bilancio o a sostenere piani di rientro: l'assistenza sanitaria in carcere va garantita a prescindere".
"Piano carceri o no. "
Se questa notizia potrà servire a tranquillizzare gli animi ci farà tanto piacere.

martedì 9 marzo 2010

RESPINTA ANCORA UNA VOLTA LA LISTA DELLA POLVERINI IN PROVINCIA DI ROMA.


Stop definitivo per la lista Pdl nel Lazio. La formazione che appoggia la Polverini in Provincia di Roma, presentata ieri presso l’ufficio elettorale del tribunale di Roma, non è stata ammessa alle prossime elezioni regionali.
L'Ufficio elettorale respinge la lista. Al centrodestra non resta che il Consiglio di Stato. Convocato il vertice del Pdl, da Berlusconi: Si prospetta una reazione clamorosa nelle piazze?. Intanto è stata fissata una grande manifestazione, per il 20 marzo.

TORNANO LE PREOCCUPAZIONI DEL PERSONALE DELL'OPG, PER IL FUTURO DELL'ISTITUTO E DEI LAVORATORI



Torna a farsi vivo, alla luce del dpcm 1 aprile 2008, il problema riguardante il destino dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario Vittorio Madia di Barcellona e il conseguente riflesso sull'ordinamento del personale, colà impiegato.
Ad occuparsene, in questi giorni, almeno per quanto concerne la situazione in bilico del personale penitenziario, sono i sindacati della categoria, che per un approfondito chiarimento hanno deciso di trattare l'importante argomento in una tavola rotonda, da tenersi il 18 marzo prossimo, a Barcellona, nella sala delle conferenze della Stazione Vecchia.
Il tema dell'incontro, al quale parteciperanno, oltre al direttore dell'Opg, magistrati, sindacalisti e amministratori pubblici, verterà sul "superamento dell'istituto OPG" in attuazione del decreto ministeriale sopra ricordato.
Cliccando sulla locandina si potrà avere contezza del significato e dell'importanza dell'argomento che sarà posto in discussione.

IL COMUNE INTENDE SMANTELLARE UN'ULTERIORE PARTE DEL CIMITERO PER POTERE RICOSTRUIRE IL MURO DI CONTENIMENTO CROLLATO DURANTE LE PIOGGE DEL 2008





Sono trascorsi quindici mesi da quando, a causa delle torrenziali piogge del dicembre 2008, tra i vari danni in città, si dovette amaramente registrare pure il crollo di un tratto di muro di contenimento dell'ala nord del cimitero S.Anna.
Non era la prima volta che ciò avveniva. E sicome in precedenza la ricostruzione del bastione era stata fatta in tempi abbastanza contenuti, s'era sperato che anche adesso si sarebbe proceduto con giusta sollecitudine.
Sennonchè sono passati mesi e mesi, tanto da indurci a scrivere su tale ritardo più di un post. Soltanto adesso - dopo un anno e un quarto dal disastro - si ha modo di apprendere che finalmente è stato assegnato l'appalto per la ricostruzione del muro ad una impresa locale.
"Finalmente !", stavamo per dire, all'annuncio della notizia.
Lo stavamo dicendo, ma abbiamo dovuto frenarci, nell'apprendere il seguito della notizia, secondo cui, sì, sono stati aggiudicati alla ditta Sebastiano Calpona di Barcellona i lavori di ricostruzione del muro di contenimento del cimitero, parzialmente crollato a seguito del nubifragio del 12 dicembre 2008, nel tratto che si affaccia sulla strada provinciale 80 che porta a San Paolo", ma gli stessi "lavori non sono stati ancora avviati perché gli uffici comunali stanno provvedendo proprio in questi giorni ad avvisare i parenti dei defunti della necessità di rimuovere altre 25 tombe a rischio, che si aggiungono alle 38 già dissotterrate dalle macerie"
E ciò sorprende non poco, visto che nei quindici mesi di attesa, al fine di evitare ulteriori cedimenti, il Comune ha provveduto ad un progressivo riempimento, con materiale di risulta, del tratto sprofondato.
Ciò non ostante, adesso si viene a dirci che "La rimozione delle tombe è necessaria per motivi igienico-sanitarì, oltre che per garantire la massima sicurezza degli operai nel canitiere di lavoro".
Ma guarda un po', secondo il Comune le piogge di quest'inverno avrebbero creato una situazione di rischio per una presunta instabilità della scarpata. E se ne sono accorti dopo avere ammassato tutto quel materiale, a ridosso delle tombe rimaste intatte.
Se è così, perchè il signor Sindaco non emette una delle sue solite ordinanze, necessaria per salvaguardare la vita di quanti devono percorrere il tratto di strada sottostante? Sa, amico Sindaco, un'ordinanza, tipo quella che ogni anno viene emessa alla vigilia del Carnevale, quando ci si accorge - proprio allora - che è necessario chiudere tutti gli uffici e le scuole per disinfettarli e proteggere così la salute di scolari, studenti ed impiegati.
Comunque, torniamo al cimitero, per ricordare che il lavoro da fare, prioritariamente, si riferisce alla sola ricostruzione del muro di cinta e contenimento, mentre per quanto riguarda il ripristino delle tombe già avulse e da avellere ancora non se ne parla: il loro rifacimento sarà di là da venire. E sappiamo ciò che significa una prospettiva del genere nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Teatro Mandanici docet.

P.S. Riproponiamo una foto in bianco e nero, riguardante lavori dopo il disssesto di un tratto di muro, crollato sulla stessa strada, ai tempi dell'Amministrazione Santalco, e rifatto senza perdita di tempo e senza ulteriori smantellamenti all'interno del cimitero.

lunedì 8 marzo 2010

Ultimissime: il tar Lazio respinge il ricorso pdl


Il Tar del Lazio con un'ordinanza ha respinto la richiesta con la quale il Pdl contestava la decisione della Corte d'Appello di escludere la lista di Roma dalle elezioni regionali.
Secondo quanto precedentemente aveva dichiarato il ministro Maroni, praticamente il problema sarebbe risolto e il decreto salva liste non salverebbe affatto la lista per le regionali del Lazio.

......................CLICCA Parla Ciampi: Massacro delle istituzioni ...

SI ATTENDE D'UN MOMENTO ALL'ALTRO LA DECISIONE DEL TAR


IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO STA ESAMINANDO IL RICORSO DEL PDL CONTRO L'ESCLUSIONE DELLA LISTA PER LE REGIONALI DEL LAZIO

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, auspica una rapida conclusione nelle aule dei tribunali del caso liste «per evitare di dover rinviare le elezioni».
Lo ha detto al termine di un incontro con i vertici di Assolombarda.
«L’Italia è un Paese in cui ricorsi e controricorsi non si negano a nessuno. Speriamo solo, è l’auspicio che faccio, che tutta questa situazione di incertezza - ha detto il responsabile del Viminale - finisca nel più breve tempo possibile per evitare di rinviare le elezioni».
«Se il Tar decide che la lista è fuori- ha aggiunto Maroni- quella lista resta fuori nonostante il nostro decreto».

IL CLIMA POLITICO, ATTIZZATO DAL DECRETO SALVA LISTE DIVENTA INCANDESCENTENTE


La firma del Presidente Napolitano, anzicché acqua sembra abbia buttato benzina sul fuoco acceso dal decreto salva liste, imposto da Berlusconi. Il Capo dello Stato, sicuramente in buona fede, avrà creduto che, aderendo alla richiesta d'avallo della destra, avrebbe evitato chissà quale tragedia popolare. E così facendo, non avrebbe tenuto conto che esiste sempre, in ogni medaglia un rovescio.

A confermarlo, c'è il clima che s'è creato con il via libera ad un'iniziativa drastica e non condivisa, qual è stata appunto quella di cambiare le carte in tavola a gioco avviato.

"E' in questo clima che il centrosinistra torna in piazza unito sabato prossimo, 13 marzo, per protestare contro il decreto salva-liste: l'idea, già venuta in mente a qualcuno nel Pd ieri sera, oggi ha preso forma dopo una serie di contatti tra il segretario dei democratici Pierluigi Bersani, il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, la candidata alla guida del Lazio, Emma Bonino, Nichi Vendola e altri responsabili del centrosinistra.

Le mobilitazioni contro quello che viene definito dal Pd "un vero e proprio condono, un provvedimento che serve solo a occultare gli errori e le divisioni, a sanare il vero e proprio pasticcio combinato da una destra che pensa di vincere calpestando le regole" sono iniziate già ieri con manifestazioni a Milano e a Roma, dove sono scesi in piazza anche Massimo D'Alema e Dario Franceschini. Proseguono oggi, nella Capitale, con una manifestazione del Popolo Viola (il primo a reagire al varo del decreto con un presidio l'altra notte davanti al Quirinale, proseguito di giorno a piazza Monte Citorio e a piazza Navona. E c'è stato grande movimento anche a Firenze, dove il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli ha invitato il partito a organizzare sul territorio iniziative unitarie e presidi di protesta civilenel segno "La legge è uguale per tutti". L'evento clou della protesta che vedrà insieme Pd, Idv, Sinistra Ecologia e Libertà, il Partito socialista e il Popolo Viola, sarà la manifestazione di sabato prossimo a Roma.

Ma non c'è solo la piazza. Spiega Bersani: il Pd comincia "una mobilitazione fino a sabato anche nelle sedi giurisdizionali. I Tar sono ancora aperti, ma lavoreremo fino ad arrivare, mi auguro, alla Corte costituzionale".
E poi c'è il Parlamento: in una lettera ai presidenti delle Camere, i capigruppo Dario Franceschini e Anna Finocchiaro fanno sapere che l'approvazione del decreto salva-liste, "un gravissimo precedente nella storia repubblicana", avrà anche "conseguenze sull'atteggiamento parlamentare" dei democratici. La parola d'ordine è ostruzionismo, a partire da lunedì alla Camera".

Fonte parziale: Aprile on line


BARCELLONA: CITTA' GRIGIA E POCO ILLUMINATA



Trascorso un certo orario- mettiamo le 21 - la città di Barcellona Pozzo di Gotto, di sera, da un bel po' di tempo a questa parte, sembra essersi trasformata in un paese, senza vita: negletto e desolato.
Le strade diventano deserte e, poco illuminate come sono, procurano , a chi li percorre, un senso di sconforto che sinceramente duole dovere confessare, perchè in fondo - questa - è la città dove siamo nati, cresciuti e - bene o male - ci siamo formati.
L'altra sera - per esempio - ci ha fatto senso dovere constatare come una strada importante e di giorno trafficatissima, qual è la via Amendola, debba rimanere così scarsamente illuminata da dare fastidio anche ai più...illuminati: a parte l'anacronismo della persistenza di lampioni a fusto altissimo, c'è da dire che parecchi di essi sono addirittura spenti, per cui la luce di per sè fiacca, si diffonde fievole a macchie di leopardo, come si suol dire.
E qui non si parla del tratto nuovo della strada, ma di quello compreso tra la copertura del Longano( via S.Giovanni Bosco) e la via San Vito.
A volere fare un excursus., in tutta la città, ci sarebbe tanto da rilevare in fatto di luci ed ombre lungo le nostre vie urbane, centrali e periferiche, ma gradiremmo che fossero i nostri affezionati visitatori a segnalarci quel che a stento - alla fioca luce del nostro impianto elettrico urbano- sono in grado di registrare.

OSCAR - FA INCETTA DI STATUETTE IL FILM DI kATHRIN BIGELOW "THE HURT LOCKER"

James Cameron deve scappellarsi di fronte all'ex moglie, regista di "The Hurt Locker"

DELUSIONE PER "AVATAR": POCO FUMO (statuette) E MOLTO ARROSTO (incassi)


Kathryn Bigelow (foto) migliore regista, premiati due Italiani.
Los Angeles. La serata degli Oscar 2010, svoltasi a Beverly Hills, si è conclusa con una clamorosa sorpresa, il film "Avatar", favorito, ha avuto assegnate poche statuette, e solo per premi tecnici, una delle quali- per la miglior fotografia - è andata a Marco Fiore. Un'altra è stata assegnata all'italoamericano (nato nel New Jersey, ma con cittadinanza italiana) Michael Giacchino, miglior colonna sonora per Up.
Vincitore assoluto della serata è stato il grande concorrente "The Hurt Locker" e con esso la sua regista Kathryn Bigelow, piazzattisi come miglior film e migliore regia.
Al film della Bigelow - ex moglie e per l'occasione la grande avversaria di James Cameron , sconfitto con il "suo " Avatar- sono state riconosciute anche queste qualità: migliore sceneggiatura originale, miglior montaggio visivo, montaggio audio e missaggio sonoro.
Tra i premiati alla Royal Opera House figurano anche gli attori Colin Firth, Carey Mulligan, Mo'Nique, Christoph Waltz e Kristen Stewart, star di ''Twilight''. Il titolo di miglior film straniero è andato a ''Il profeta'', mentre Vanessa Redgrave è stata insignita del premio alla carriera.

COSI' SONO STATI ASSEGNATI GLI OSCAR

MIGLIOR FILM: 'The Hurt Locker' - MIGLIOR REGIA: Kathryn Bigelow ('The Hurt Locker')-MIGLIOR ATTORE: Jeff Bridges ('Crazy Heart')-MIGLIOR ATTRICE: Sandra Bullock ('The Blind Side')-MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Christoph Waltz ('Bastardi senza gloria')-MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Monique ('Precious')-MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Mark Boal ('The Hurt Locker')-MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Geoffrey Fletcher ('Precious')-MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE: 'Up'- MIGLIOR FILM STRANIERO: 'El Secreto de Sus Ojos' (Argentina) di Juan Jose' Campanella.-MIGLIOR SCENOGRAFIA: Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair ('Avatar')-MIGLIOR FOTOGRAFIA: Mauro Fiore ('Avatar')-MIGLIORI COSTUMI: Sandy Powell ('The young Victoria')-MIGLIOR MONTAGGIO: Bob Murawski e Chris Innis ('The Hurt Locker')-MIGLIOR TRUCCO: Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlo ('Star Trek')-MIGLIOR COLONNA SONORA: Michael Giacchino ('Up')-MIGLIOR CANZONE ORIGINALE: 'The Weary Kind', di Ryan Bingham e T.Bone Burnett ('Crazy Heart')-MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: Paul N.J. Ottosson ('The Hurt Locker')-MIGLIOR SUONO: Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett ('The Hurt Locker')-MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham e Andrew R. Jones ('Avatar')-MIGLIOR DOCUMENTARIO: 'The Cove' di Louie Psihoyos e Fisher Stevens-MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO: 'Music by Prudence' di Roger Ross Williams e Elinor Burkett-MIGLIOR CORTO ANIMATO: Logorama di Nicolas Schmerkin-MIGLIOR CORTO D'AZIONE: 'The New Tenants' di Joachim Back e Tivi Magnusson.


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