
Barcellona P.G, Basicò, Condrò, Furnari, Librizzi, Montagnareale, Patti, Rometta, San Filippo del Mela, San Pier Niceto, Saponara, Torregrotta, Tripi, Valdina, Villafranca Tirrena: sono i quindici Comuni che ieri hanno mandato un loro rappresentante alla riunione dei sindaci (o loro delegati) dei 38 Comuni che, nella fascia tirrenica della nostra Provincia, fanno parte della Società ATO ME 2, quella stessa che avrebbe il compito di mantenere pulito il nostro ambiente in maniera ottimale e che invece è ormai nell'occhio del ciclone per inottemperanze e pretese non condivise dalla popolazione utente. Quindi, nella riunione convocata presso il Palazzo Municipale di Barcellona, Comune capofila, si sono presentati meno della metà dei "soci", per affrontare un ordine del giorno sul bilancio d'esercizio, per l'approvazione del quale tale numero dovrebbe essere considerato insufficiente. Comunque - numero o non numero- il bilancio non è stato nemmeno discusso e la sua eventuale approvazione è stata rinviata ad altra data.
E ad evitare ciò non è valsa la presenza, nella seduta, del direttore amministrativo di ATO ME 2, Giuseppe Mondello, del presidente del collegio dei revisori, Orazio Russo, e dell'amministratore delegato, Santi Gangemi: indispensabile, questa, in quanto attualmente il C.d.A. è decapitato per le dimissioni del presidente, Andrea Paratore.
E allora che cosa s'è deciso in una riunione che, qualche giorno prima, l'assessore provinciale alle partecipazioni, Michele Bisignano, aveva definito inutile, essendo stata indetta da un CdA che la Provincia ritiene illegale?
A nostro parere nulla di determinante: al più s'è espresso un suggerimento al Consiglio d'Amministrazione ATO ME2 - quello stesso "inficiato" dalla Provincia - di sospendere le famigerate bollette di conguaglio, che tante proteste hanno suscitato, e di cercare di compensare le difficoltà del bilancio, emettendo in anticipo le fatture del prossimo quadrimeste.
Un piccolo gioco delle tre carte?
Se le cose stanno cosi' - e non crediamo in buona fede che stiano tanto diversamente - non può che meravigliare - sempre se risponde a verità - la mezza soddisfazione espressa dal sindacato che - secondo quanto è riportato da un giornale - avrebbe considerato un primo passo utile quello fatto nella riunione per la sospensione del conguaglio.
Intanto la gente non vuole la sospensione, bensì l'annullamento del conguaglio in quanto illegale, e pretende che tale annullamento sia deliberato e non soltanto proposto. Caso mai potrebbe essere consolante l'apprendere che c'è stato nei presenti alla riunione l'unanime riconoscimento della illegalità dell'iniziativa del CdA ATO ME2 e un po' meno che esiste un annuncio secondo cui quanto prima - speriamo presto - il CdA si riunirà per dar corpo al suggerimento. Che non sia quello della sospensione, ma del definitivo annullamento di bollette rigettate dal buon senso.




























