E' ormai assodato che le due tradizionali processioni del Venerdì Santo barcellonese sono un grosso evento religioso e folkloristico che, pur avendo avuto raramente la pubblicità che merita, ugualmente riesce ad attirare decine di migliaia di forestieri, spinti ad ammirare una manifestazione magnifica e senza dubbio singolare nel suo genere. Di tutto ciò il cittadino può andare fiero: tanto che non sono pochi coloro che, partecipando nell'addobbo delle vare, ai cori dei visillanti e alla cornice liturgica e festaiola , contribuiscono a evidenziare il potenziale turistico di questa giornata. Rebus sic stantibus, meraviglia però che - almeno in vista di un "Venerdì" così importante - si debba recriminare per l'eccessiva sporcizia che ricopre le strade lungo le quali sfileranno le varette. E qui non si fa riferimento ai soliti cumuli di rifiuti , divenuti ormai una triste tradizione un po' dovunque - e quindi non solo a Barcellona - ma all'immondizia e alle cartacce che "veleggiano" lungo i marciapiedi e le cunette, appunto per l'assoluta assenza di spazzini e ramazze, divenuti ormai una tradizione morta e sepolta. Soprattutto sulle cartacce e i cartoni - se non fosse che l'atmosfera prepasquale ci frena la mano - ci sarebbe da scrivere un "passio" più lungo di quello liturgico, per rimarcare soprattutto quanto inutili siano state e continuino ad essere le ordinanze emesse dal nostro sindaco nel vano intento di proibire la diffusione di locandine pubblicitarie e l'abbandono in strada di cartoni e scatoloni ingombranti. Le solite gride di manzoniana memoria, frutto d'incuria e di nessuna vigilanza.
Fra' Galdino
Fra' Galdino
1 commento:
E' vero, Barcellona è una città sporca. Chiediamoci perchè e di chi sono le responsabilità? Una situazione paradossale che non può e non deve durare a lungo.
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