mercoledì 13 agosto 2008

MEDAGLIE OLIMPICHE "CONFISCATE"

FOTO:Giulia Quintavalle e l'on.Giuliano Rossi

Avete visto quante lacrime le medaglie, conquistate alle Olimpiadi, fanno versare ai nostri campioni, che stanno facendo onore alla nostra Italia?
Piange la Pellegrini, piange la Quintavalle mordendo ciascuna la popria medaglia d'oro, ed ha pianto persino quel duro poliziotto, Francesco D'Aniello, baciando la medaglia d'argento conquistata nel double trap del tiro a volo, dove s'è piazzato al secondo posto.
Ma sono solo lacrime di gioia di atleti, esultanti per avere dato tanto prestigio alla nostra Nazione, soltanto lacrime di gioia? O sono anche lacrime di rabbia?
Se si pensa che, in Italia, le medaglie conquistate costringono gli atleti olimpici a rendere gran conto al fisco, certamente una punta di rabbia e di protesta, se non al primo impatto con l'orgoglio, devono averla suscitata.
E forse più di una punta, visto che in questi giorni s'è insistito con appelli al Parlamento, perchè si riconosca che i trofei delle Olimpiadi, che tanto onore recano alla Nazione, non vengano trattati come le miliardarie parcelle dei calciatori.
Valentina Vezzalli, tre volte campione nel fioretto, ha giustamente fatto notare che i guadagni di atleti come lei non sono stratosferici e tuttavia le medaglie da loro conquistate praticamente vengono "con-fiscate" a metà.
Praticamente, a causa delle tasse imposte, il valore della medaglia d'oro o di quella d'argento viene dimezzato, perchè il 50% viene detratto dal fisco.
Per questa lamentela, che giustificherebbe lacrime di rabbia e di delusione, un deputato del Pdl, Luciano Rossi, che tra l'altro è presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Amici del Tiro, della Caccia e della Pesca”, s'è impegnato in Parlamento a portare avanti una sua proposta di legge per la detassazione delle medaglie olimpiche, che d'altronde possono essere conquistate solamente ogni quattro anni.
E quasi sempre una tantum.

Francesco Cilona

martedì 12 agosto 2008

NEL RICORDO D'UN'INFAME STRAGE CITTADINA

Sessantacinque anni fa, il 12 agosto 1943, veniva consumata nelle strade e nelle case di Barcellona Pozzo di Gotto la più grande tragedia mai sofferta da questa nostra comunità. Sotto le bombe di aerei americani, seminate proditoriamente dai "futuri liberatori della nostra Isola", furono massacrati duecento nostri concittadini, civili d'ogni sesso ed età, molti dei quali, sfortunatamente, in quelle ore antimeridiane, per motivi di lavoro o per altri interessi familiari, erano provvisoriamente rientrati in città dai luoghi di sfollamento. Duecento vite barbaramente stroncate, dalla cieca violenza di un bombardamento a tappeto che non risparmiò nemmeno le innocue tombe del nostro cimitero. In occasione di questa dolorosissima ricorrenza, che probabilmente non è neppure nota alle giovani generazioni, l'Amministrazione Comunale ha sentito il dovere di commemorare, ancora una volta il luttuoso evento, organizzando per la giornata odierna una breve cerimonia, con svolgimento dalle ore 11 presso il Monumento ai Caduti.
Il sindaco Candeloro Nania, nel ricordare il pesante contributo di sangue pagato dalla nostra città alla follia umana, ha auspicato che il sacrificio dei nostri caduti, in quella triste occasione e in tutte le guerre, mantenga sempre alto il suo forte valore, e che il ricordo di questa nostra tragedia sia di monito a tutte le generazioni, perchè non si ripetano più gli errori del passato, ma si persegua sempre la pace e la tolleranza.
Parole giuste e giudiziose, che si spera non rimangano flatus vocis, anche se gli attuali eventi in Olsezia e in Georgia, somiglianti a quelli di 65 anni fa, pare che abbiano già oscurato gli orrori della seconda guerra mondiale e di ogni altra guerra.

lunedì 11 agosto 2008

IL TRISTE ROSARIO DEGLI INCIDENTI CONTINUA, ma le strade e i controlli restano difettosi e carenti



Avere assistito, quasi in diretta, al disastroso incidente di quel Tir che, sbandando ed infrangendo il guard-rail in autostrada, ha seminato la morte nell'altra corsia, è stato davvero raccapricciante.
Dovrebbe bastare quella rapida sequenza, esplodente in un violentissimo rogo, per sconvolgere anche il più incallito di quei giovani che alla guida di "grosse cilindrate", dopo una nottata di baldoria e di chissà quante altre trasgressioni in discoteca, si lanciano alla cieca lungo le strade di ritorno a casa.
Come dovrebbe apparire emblematico un altro incidente, quasi contemporaneo nel Cilento, in cui sette giovani hanno perduto la vita gettando nella disperazione le loro famiglie, appunto per una circostanza ormai ripetitiva: il ritorno a casa dopo una serata trascorsa in allegria, spesso fino a notte inoltrata. O quello non meno doloroso del giovane di 22 anni, che tornando dal festeggiamento del proprio compleanno, ieri ha trovato la morte in una delle nostre strade, nei pressi di Pace del Mela.
Non sempre però la causa delle stragi su strade e autostrade dovrebbe essere imputata al colpo di sonno del conduttore del Tir finito nel rogo o all'incosapevolezza di giovani che si lasciano prendere la mano dalla velocità. Perchè ci sono anche ben altri fattori, dovuti alla incuria e alla superficialità dei nostri governi, che finora hanno creduto di potere affrontare il pauroso incremento degli incidenti stradali ricorrendo allo spauracchio di una normativa più feroce, come la pseudo deterrenza della patente a punti. Mentre - per contrappasso - lesinano, con tagli alla "finanziaria", la possibilità, già fin troppo magra, di attuare efficaci controlli e costante vigilanza, opportuni interventi di manutenzione nelle strade e nelle autostrade e di ammodernamento dell'assetto viario, in gran parte divenuto soprattutto da noi fatiscente e assolutamente inadeguato all'esorbitante traffico attuale. Già in un precedente "post" ho avuto modo di evidenziare la pericolosa situazione registrata nella SS113, e nelle provinciali attigue, dove giornalmente il movimento automobilistico è aggravato dal continuo andirivieni di mezzi pesanti, tra cui i mastodontici autocompattatori che persino da Messina trasportano i rifiuti urbani fino alla discarica di Mazzarrà S.Andrea.
Come pure ho ricordato, a chi se lo fosse scordato, che da anni, tra Villafranca e Rometta, per ragioni di sicurezza, rimane chiuso un lungo tratto dell'A20, in direzione ME-PA, e chissà quali interventi saranno necessari perché sia riaperto al traffico.
Il fatto è che, di riattivazione, non si profila neppure l'ombra.
Sarà un problema difficile e costoso, e pertanto destinato al rinvio perpetuo?
E' probabile che sia così.
Mentre invece non è certamente così per il progetto "PONTE SULLO STRETTO", la cui attuazione, pur risultando un milione di volte più difficile e dispendiosa, è già "COSA FATTA". Almeno così sostiene l'amico della Sicilia, Silvio Berlusconi.

domenica 10 agosto 2008

CHI DI MARTEL COLPISCE.....


E' stato davvero esemplare il clamoroso gesto del sindaco di Capo d'Orlando, quando con una mazzotta ha frantumato la targa intestata a Giuseppe Garibaldi, per sostituirla con un'altra dedicata ad una antica battaglia navale, avvenuta nel nostro bel Tirreno, tanti anni fa.
E che la martellata del primo cittadino sia stata di esempio - negativo - l'ha dimostrato un cinquantenne suo concittadino che, contrariato dall'inopinato cambiamento nominale del piazzale antistante la stazione ferroviaria, s'è fatto accompagnare da due pensionati per imitare alla lettera l'intervento di rottura del capo della civica amministrazione, frantumando la nuova targa e ripristinando, provvisoriamente con una scritta su cartoncino adesivo, nome e cognome di colui che, nelle nostre scuole, ci avevano insegnato a considerare eroe dei due mondi.
Cosicchè, la polemica che, nei giorni scorsi, s'era accesa a parole, adesso sembra rinfocolarsi con i fatti.
Ma se - come si dice - le parole sono pietre, le azioni che cosa saranno, macigni?
E' augurabile di no, e che - dopo questo gesto imitatorio - non ci siano più né fatti esemplari, né imitazioni a ruota, soprattutto di questa natura..

sabato 9 agosto 2008

ANCORA TIMORI PER L'OSPEDALE DI SANT'ANDREA

FOTO:LE DUE FACCE DEL CUTRONI-ZODDA = a sinistra una gran parte ancora allo stato rustico, per mancato interessamento politico


Si torna a parlare dei rischi che sta correndo l'ospedale di Barcellona, a causa dei tagli ventilati per un paio di reparti, che ancora resistono nel nuovo Cutroni Zodda. La "necessità" del governo regionale di fare fronte alla grave situazione in rosso, soprattutto nel settore sanità, com'è noto, aveva creato le premesse per la preparazione di un piano di ridensionamento e riequilibrio della spesa,sin da quando governava Totò Cuffaro con La Galla assessore di competenza. Tale riprogrammazione, resa impossibile a causa della prematura caduta di quel governo, pare che sia stata recepita quasi di sana pianta dal nuovo assessore Russo, che adesso fa parte dell'amministrazione Lombardo. Ciò praticamente ha risvegiato le preoccupazioni che, precedentemente, avevano messo in allarme i managers di divese asl dell'Isola e, con essi, per ragioni particolari, parecchi operatori sanitari, sia degli ospedali, sia delle guardie mediche. Per le guardie mediche, si sa ormai qual è stata la sorte: tagli a centinaia senza speranza di rivalsa, mentre per gli ospedali ancora si nuota nell'incertezza e, se timori vengono a galla, riguardano piuttosto il rischio di tagli generici. Tuttavia c'è chi, almeno per l'ospedale di Barcellona, crede di doversi allarmare senza via di scampo, perchè avrebbe avuto più che sentore della decisione di togliere al Cutroni-Zodda il reparto di nefrologia e quello di traumatologia, che ovviamente andrebbero a rimpinguare il vicino ospedale di Milazzo. La preoccupazione per questa temuta prospettiva è tale da avere ancora una volta indotto Uil e Udc ad intervenire con precise argomentazioni sulla inopportunità di un tale intervento mutilante, in un territorio che fa registrare un notevole tasso d'interventi operatori nei due settori a rischio. I numerosi incidenti, su strada e sul lavoro, che trovano sbocco nel reparto di traumatologia e nei servizi connessi, basterebbero a rendere ingiustificabile la chiusura del reparto di traumatologia, che per lo meno meriterebbe di essere incrementato e affidato a mani esperte e autorevoli.
Per quanto concerne il reparto di nefrologia, cui è collegato l'importante servizio di emodialisi, non ci sarebbe neppure bisogno di ricorrere a cifre statistiche, perchè purtroppo, è ormai risaputo che dall'ampia area servita dal Cutroni Zodda giungono, in quest'ospedale e in strutture private specializzate, pazienti in grande esubero

venerdì 8 agosto 2008

VENTI MILIONI? PINZELLACCHERE!


C'era una volta la TV di Michela, la rossa Michela Brambilla che tanto ha collaborato con Berlusconi per farlo vincere alle ultimre elezioni politiche. Adesso, quella tv, nata a braccetto dei cinquemila circoli della libertà, non è più della Brambila, ma è diventata proprietà di Forza Italia, che l'ha acquistata al prezzo simnolico di un euro.
Eppure era costata diversi milioni quella struttura mediatica che, per un anno, aveva impiegato uno stuolo di tecnici e giornalisti, in gran parte giovani, i quali, nel farsi profesionalmente le ossa hanno cercato di dare il meglio sè, lavorando con entusiasmo per portare in auge il vero padrone di quella tv.
Ma credo che i tredici giornalisti e la squadra degli operatori tecnici, quasi certamente, anche se la Tv provvisoriamente entrerà "in sonno", troveranno spazio in qualche altra struttura berlusconiana, perchè so bene che il cav. non lascia mai i propri ragazzi, ancorchè precari, con un pugno di mosche in mano.
Il problema invece resta per tutta quella magnifica attrezzatura tecnica , che assieme ai servizi propagandati e alle spese per il personale, s'è in un anno bruciata la bellezza di 20.000.000 di euro. Ma, a pensarci bene, che sono per il patron di Forza Italia e del popolo della libertà ventimilioni d'euro? Una quisquilia, pinzellacchere, direbbe il grandeTotò, bonanima.
Una tornata di film ammuffiti, una cordata di spot in tv, qualche grande fratello e un paio di veline ed ecco rifatti i soldi per saldare i debiti di un anno, in contanti.

giovedì 7 agosto 2008

POVERI MARCIPIEDI MIEI Continua a lamentarsi Barcellona

Foto: Sul marciapiede di via Papa Giovanni cresce l'erba


Passando per Spinesante e guardando verso la spiaggia, ora, si nota qualcosa di nuovo:

tra la litoranea e l'arenile è stata quasi ultimata la tanto attesa "passeggiata al mare", completa di pista ciclabile, marciapiede e panchine: è una parte del programmato nuovo arredamento urbano riguardante la nostra zona balneare.
Fra quelle cose, tutte belle e utili, mi ha maggiormente colpito la parte pedonale, costituita da marciapiedi ricoperti di mattonelle ad incastro, molto funzionali, resistenti ed esteticamente gradevoli.
Di fronte a quei marciapiedi, d'altronde non diversi da altri visti fuori Barcellona, sapete come ha reagito la mia mente? S'è portata subito a considerare quanto sono brutti, fatiscenti, sgangherati i marciapiedi del resto della città.
Più di una volta ho avuto l'occasione di fotografare e mettere in evidenza lo stato di abbandono e di cattivo uso in cui vengono lasciate le "banchine" del centro urbano e delle diverse zone periferiche, e tutte le volte è stato come se l'argomento da me trattato riguardasse la luna e non il nostro paese.
Dal Comune, che ha l'obbligo di consentire al pedone l'uso di spazi adeguati per i suoi movimenti, nessuno s'è mai degnato di spiegare perchè ciò non è possibile. Un'indifferenza assoluta, che rasenta la strafottenza.
Non ci sono i soldi, per la riparazione dei marciapiedi? Ditelo, se è così, ma finitela di fare gli gnorri sullo spinoso argomento. Ditelo, e dite pure, alla gente che si meraviglia per il gran numero di bancarelle, baracche e gazebi crescenti come funghi sui marciapiedi e su altro suolo pubblico, dove vanno a finire i soldi che il Comune ricava con tali concessioni. Perchè non può essere vero che il suolo sia occupato abusivamente, voi del Comune certamente non lo permettereste.
Quindi, per ridare dignità a tutte le banchine di Barcellona, i fondi necessari ci dovrebbero essere. E se non ci sono a sufficienza, si debbono e si possono procurare, soprattutto da parte di quest'Amministrazine che, essendo in feeling con i governi a tutti i livelli, dovrebbe potere mantenere le promesse fatte in campagna elettorale.
E non si dica che ci sono i vari Tremonti e i vari Lombardo che strozzano le borse, perchè la gente queste cose non le tollera, come non le ha tollerato quando i capri espiatori erano Prodi e Padoa Schioppa.

Fra Galdino

mercoledì 6 agosto 2008

E INTANTO IO PAGO! (l'abbonamento Rai)


E' una riflessione che sto facendo, da diverso tempo, spazientito dal fatto che non sempre riesco a sintonizzarmi con radio tre, che com'è noto, trasmette in modulazione di frequenza. Ho cercato di capire perchè debba essere così difficile potere captare questa rete, che ha il pregio di offrire programmi gradevoli, interessanti, impegnati, cui si aggiunge nella notte il collegamento con l'altrettanto impegnato programma in filodiffusione.
Pensando che potesse essere difetto di ricezione imputabile alla mia radio, ho cercato d'individuarne la possibile causa, indagando sul potenziale delle batterie, sulla qualità dell'antenna, sull'ubicazione e la potenza dell'apparecchio ricevente, sulla qualità e chiarezza delle numerose radio private captabili.
Mentre ho dovuto costatare che le trasmittenti dilettanti andavano a bomba, solo raramente mi è capitato di centrare, ancorchè a pelo, la suddetta radiotre. Lo sblateramento delle radio private con frequenze ad essa adiacenti, difficilmente mi consentiva e mi consente, di centrare e captare con chiarezza, senza fruscii o distorsioni, la stazione a me gradita.
Mi è stato suggerito di consultare su internet la lista delle frequenze, per rendermi conto su quale potermi sintonizzare. L'ho fatto e per Messina ho trovato queste cifre:ME (1575 1143 1368 ) 95.3 /103.9/ 99.3/ 88.2/ 90.2/ 92.2/. Nella zona in cui attualmente mi trovo, riesco a pescarla solo su 98,5 che non è indicata in tabella ed è la frequenza più prossima alla elencata 99,3. E' l'unica lunghezza percepibile, ma generalmente disturbata dalle "private" attigue.
Chissà perchè. Confesso la mia incompetenza.

Fra Galdino

SI ACCANISCE LA POLEMICA SULLA PARTECIPAZIONE ALL'APERTURA DELLE OLIMPIADI

FOTO:IL MINISTRO GIORGIA MELONI E MAURIZIO GASPARRI

Si avvicinano le Olimpiadi di Pechino e si accentua il dualismo, a mio giudizio in gran parte strumentale, tra chi predica il boicottaggio alla grande manifestazione mondiale, perchè organizzata nella Cina totalitaria, e chi sostiene di far prescindere i Giochi 0limpici, in quanto sport puro, dalla politica.
L'ultima uscita a favore della prima presa di posizione l'ha fatta il presidente del gruppo senatoriale berlusconiano, Maurizio Gasparri, che seguìto a ruota dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ha invitato gli atleti italiani ad imitare la decisione dell'atleta tedesca, Imke Duplitzer, che ha annunciato di non presentarsi alla cerimonia inaugurale dei Giochi.
Secondo i due rappresentanti del centrodestra, praticamente, sarebbe opportuno che, in segno di protesta, l'intero schieramento italiano, disertando la sfilata inaugurale, desse prova concreta del proprio disgusto per il mancato rispetto in Cina dei diritti umani.
L'uscita del rappresentante aennino è stata, però, bacchettata dal capo sovrano del Pdl, che avrebbe gradito non venisse contrastata la diplomatica presenza in Cina, in sua vece, del ministro degli esteri Frattini.
Tuttavia, anche questa bacchettata potrebbe essere considerata una strumentaizzazione politica, dando ragione a chi sta dalla parte di Gasparri e della Meloni. Ma il premier vuol fare intendere che il suo comportamento è quello dell'uomo di sport, e Gasparri gli dovrebbe credere, anche perchè, a tale proposito, a Berlusconi vien data man forte dal CIO, assolutamente contrario agli inviti di Gasparri e della Meloni, definiti deplorevoli.
Il parere del massimo organo sportivo è che i politici, anziché istigare gli atleti al boicottaggio, dovrebbero avere, loro stessi, la coerenza ed il coraggio di intervenire per fare sentire il proprio "disgusto" nei confronti della condotta politica delle autorità cinesi. Ma essi sono gli stessi politici che hanno perduto una buona occasione quando non hanno dimostrato nessun dissenso verso gli industriali che in Cina, per opportunismo finanziario, hanno impiantato fabbriche, nè si sono spesi allo spasimo quando avrebbero dovuto contrastare con forza il comporamento in Tibet delle autorità cinesi.
E se Gasparri, che non perde occasione per apparire in TV, stavolta si fosse tappata la bocca, non sarebbe stato meglio?
Probabilmente, così facendo, non avrebbe indotto una ministra a seguirlo a ruota.
Impari il presidente dei senatori dal comportamento di Berlusconi, che se non va in Cina, non lo fa in segno di protesta, in quanto si sente di essere uomo sportivo. Anche se, per il resto, può prendersi licenza di operare da statista.
Nella vita politica, non sempre si deve avere lo stesso volto.
Ma quando impara il loquace Gasparri ad essere cangiante?
Solo così si può essere universali.

Fra' Galdino

martedì 5 agosto 2008

Forse c'entra Freud, in questa squallida vicenda?


La verità per essere tale non può che essere nuda. Anzi nuda e cruda, ma c'è chi per falso pudore la vuole velata, addirittura coperta, avvolta ora in un panno ora in una pezza, perchè sia verità da cucinare secondo il proprio gusto. Oggi vale una verità, domani la stessa verità non vale più e viene smentita. Conosciamo qualcuno che la cuoce a proprio uso e consumo, in tutte le salse e se non la cuoce, momentaneamente la copre, come ha fatto coprire il bel seno della Verità del Tiepolo. Ma stavolta è stata ipocrisia, o s'è trattato di semplice lapsus freudiano?

lunedì 4 agosto 2008

SODDISFATTI A META' I SINDACATI DOPO LA RIAPERTURA DELL'UFFICIO POSTALE DI CALDERA'

nella foto: il sindacalista Salvatore Chiofalo firmatario del documento


La ripresa dell'attività dell'agenzia postale di Calderà, grazie all'apertura di una nuova sede avvenuta nei giorni scorsi, dopo una lunga lunga attesa - 18 mesi - causata dalla chiusura del vecchio ufficio ospitato in un container, è stata accolta con soddisfazione dai sindacati che, nell'occasione, avevano appoggiato la mobilitazione del comitato permanente degli utenti, promuovendo pubbliche manifestazioni e una petizione popolare, sottoscritta da migliaia di cittadini.

Conclusa questa vertenza, le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, cercano adesso di affrontare la problematica del servizio complessivo, offerto nel territorio di Barcellona dalle Poste italiane, sostenendo in un comunicato che "non sono, ancora, risolti tutti i problemi per l’utenza delle poste, a Barcellona e nella zona adiacente: resta il dramma delle interminabili file presso l’Ufficio postale centrale di Via Roma, dove per qualsiasi prestazione a favore dei cittadini si è costretti ad affrontare ore e ore di odiose file, nonostante l’impegno costante delle maestranze che operano nel medesimo Ufficio".
"Anche la drammatica situazione dell’Ufficio Postale della popolosa Frazione di Sant’Antonio rimasto chiuso per mesi, a seguito delle rapine subite - continua il comunicato - va affrontata, secondo le richieste già formulate dal sindacato per dare anche ai cittadini di quella zona la possibilità di disporre di un ufficio sicuro e funzionante".
Per le ragioni esposte il Sindacato promette che "promuoverà ogni utile azione di mobilitazione e di protesta affinché la problematica dei servizi erogati da Poste italiane a Barcellona venga riconsiderata dalle direzioni provinciale e regionale, per uscire dalla precarietà, dai disservizi e soprattutto per porre fine alle interminabili file a cui si è ingiustamente costretti".
"Sarà dunque - minacciano le OO.SS. - un prossimo Autunno nel corso del quale la vertenza “Poste efficienti a Barcellona P.G.” sarà al primo posto nell’agenda dell’azione sindacale".

sabato 2 agosto 2008

NON C'E DUE SENZA TRE? Per la città di Messina sarebbe un disastro.


Se i conti fatti e denunciati al Tar di Catania, dall'Avv.Anna Maria Lombardo, per conto di due cittadini messinesi, sono esatti, bisogna ammettere che la città dello Stretto è davvero sfortunata, perchè rischia di avere votato invano per la terza volta.
In altri termini, secondo il ricorso promosso dai messinesi Giuseppe Russo e Giulia Gatto, nei risultati delle elezioni amministrative del 15 e 16 giugno, per il Comune di Messina, sarebbero state registrate incongruenze di non poco conto tra il numero dei votanti "rilevati" e quello dei votanti "risultanti", allo spoglio.
Nell'esposto al Tar, le disparità rilevate sono state denunciate in maniera dettagliata, e riguardano 26 sezioni, con le seguenti disparità in più o in meno:
(Sezione N. 4 votanti risultanti: +1);. (Sezione n. 22: v.r. +2) ;(Sezione n. 26: v.r. -5); (Sezione n. 30:v.r.+1); (Sezione n. 32:v.r.-1);(Sezione n. 33: v.r.-190); (Sezione n. 38:v.r. +4); (Sezione n. 46:v.r.+20); (Sezione n. 61: v.r. +2); (Sezione n. 71: v.r. -164) ; (Sezione n. 76: v.r. -1); (Sezione n. 82:v.r. +2); (Sezione n. 113:v.r. -820); (Sezione n. 114:v.r. -234); (Sezione n. 115:v.r.-837); (Sezione n. 117:v.r. -3); (Sezione n. 123:v.r.-1); (Sezione n. 141:v.r.-6); (Sezione n. 148:v.r.-1); (Sezione n. 158:v.r.-7); (Sezione n. 162:v.r.-19); ( Sezione n. 188:v.r. -2); (Sezione n. 194:v.r. +1); (Sezione n. 195:v.r.-27); (Sezione n. 205:v.r.-7); (Sezione n. 207:v.r. -1).

venerdì 1 agosto 2008

LE REVISIONI STORICHE SULL'UNITA' D'ITALIA Botta e risposta Lombardo-Sgarbi sulla figura di Gribaldi




A parte i meriti e le capacità professionali di Vittorio Sgarbi, verso i quali chi ama la cultura e l'arte non può che inchinarsi, non m'era mai capitato di apprezzare il comportamento dell'illustre onorevole, ora sindaco di Salemi, nei numerosi scontri politici o sociali da lui - ad arte o sinceramente - accesi in televisione.
Ma siccome non bisogna mai dire "mai", ecco che è giunto il momento per potere finalmente diire "bravo, Vittorio, stavolta hai fatto bene ad incazzarti e dirne una delle tue ad un uomo politico, che in verità sta dimostrando di volere scimmiottare il populismo di altri per un tornaconto mal concepito". Mi riferisco alle parole che il neo sindaco di Salemi ha speso, senza alcun risparmio, replicando a quanto sta facendo e dicendo in merito all'unità d'Italia il neo presidente della regione siciliana, don Raffele, che forse perchè di cognome va Lombardo sta cercando d'imitare un altro Lumbard, che, malgrado le proprie traversie fisiche, bisogna riconoscere che lo supera di cento leghe in fatto di carisma.

Per giustificare queste mie quattro parole a favore di Sgarbi, mi conviene risalire al prologo, dove il primo attore è stato un altro sindaco, quello di Capo d'Orlando, che non ritenendo, assieme alla sua aministrazione, l'eroe dei due mondi degno di denominare piazza Stazione, con una mazzotta - e perchè no, con la durlindana? - ha aggredito la targa intitolata a Giuseppe Garibaldi.
L'amministrazione comunale orlandina ritenendo che Garibaldi sia stato un nemico della nostra Isola, ha deciso di cambiare nome a quella piazza, ma il fatto ha dato la stura a forti polemiche, tanto che si è costituito un comitato di protesta per il ritorno di Garibaldi in piazza. Senonché, a sostenere l'iniziativa antiunitaria, è sopraggiunta l'autorevole voce del governatore dell'Isola, che, dopo una sì lodevole impresa, ha preso la palla in balzo per invocare che si continui col cancellare "il piemontese Cavour, il siculo Crispi, che fece sparare sul popolo, e Bixio, carnefice di Bronte". E ha chiamato a raccolta gli altri sindaci, perchè per settembre è prevista un'altra ondata antiunitaria: con cui abbattere " i simboli d'un'impostura" per dedicare strade e piazze ai nostri eroici emigranti....Insomma, per Raffaele Lombardo è necessario ricorrere al linguaggio di Bossi "declinato con accento meridionale, in dialetto calabrese o siciliano.". Come si declini un linguaggio probabilmente lui solo lo sa. Potrebbe essere talmente antitaliano, il nostro Lombardo, da ignorare la lingua italiana. Comunque, lasciamo andare queste fesserie e riprendiamo il filo del discorso. Nella sua foga antiunitaria, il governatore pare che abbia trovato il modo di stuzzicare il cane che dorme, facendo riferimento al fatto che Vittorio Sgarbi, in vista del 150° anniversario dell'impresa dei "mille", tenendo conto delle memorie storiche, abbia candidato Salemi a capitale garibaldina. "Vada a fare capitale di Garibaldi - avrebbe esclamato don Raffaele - un'altra città delle Marche o del Piemonte" .
A questo punto, essendo sul finire del mio soliloquio, preferisco riportare integralmente quanto riferito dal collega Luigi Todaro, nella sua corrispondenza sul Giornale di Sicilia di oggi: "La replica del critico d'arte non si fa attendere: "Il presidente Lombardo è una brutta copia di Umberto Bossi, perché lui non ha l'estro e il divertimento del leader del Carroccio". "La sua affermazione - aggiunge il critico d'arte - è una negazione storica che non ha alcuna legittimità. Mi chiedo perchè lui s'è candidato a governare una regione d'Italia?
Che si dimetta allora". "Il suo - conclude il primo cittadino di Salemi - è un atto inqualificabile. Penso che debba stare tranquillo e non appoggiare certi sindaci".
Bravo Sgarbi, questo lo dico io.

fra' Galdino

giovedì 31 luglio 2008

CALENDARIO CALCIO SERIE A 2008-2009 Le prime tre giornate

A N D A T A

1a giornata (31/08)^: 2a giornata (14/09)^: 3a giornata (21/09)

Atalanta-Siena^^^^^Bologna-Atalanta^^^ Cagliari- Juventus
Cagliari Lazio^^^^^^Genoa-Milan^^^^^^^Catania-Atalanta
Catania-Genoa^^^^^Inter-Catania^^^^^^Fiorentina-Bologna
Chievo-Reggina^^^^Juventus-Udinese^^^^Lecce-Siena
Fiorentina-Juventus^ Lazio-Sampdoria^^^^Milan-Lazio
Milan-Bologna^^^^^ Lecce-Chievo^^^^^^^Palermo-Genoa
Roma-Napoli ^^^^^^Napoli-Fiorentina^^^^Roma-Reggina
Sampdoria-Inter^^^^Palermo-Roma^^^ ^ Sampdoria-Chievo
Torino-Lecce^^^^^^ Reggina-Torino^^^^^Torino-Inter
Udinese-Palermo^^^^Siena-Cagliari^^^^^^Udinese-Napoli

mercoledì 30 luglio 2008

STRADE PERICOLOSE? LE NOSTRE....






Viaggiare nelle nostre strade (nella fattispecie, SS 113 e A20) è diventato particolarmente difficile:
nella prima, a causa del transito di troppi mezzi pesanti, tra cui quelli del trasporto dei rifiuti solidi urbani verso la discarica di Mazzarrà S.Andrea e viceversa;
nell'Autostrada 20 per lo stato ormai intollerabile del fondo stradale, che certamente non è quello conciliabile con un'arteria a scorrimento veloce.
A ciò si aggiunge - vecchia ciliegina sulla torta acida - l'ormai inveterata interruzione di un lungo tratto nei pressi di Rometta, da quattro anni in attesa di essere ripristinato.
Tutto questo avviene dalle nostre parti, con grande rischio per l'incolumità di chi deve avventurarsi in tali strade, che nemmeno in paesi più depressi del nostro sarebbero accettabili. E, per di più, con notevole disturbo per gli abitanti dei non pochi paesi le cui case si affacciano lungo la via Nazionale.
Malgrado il persistere d'una così grave situazione, senza prospettive di miglioramento, si ha, ora che siamo in mano al governo del cav., la sfrontatezza di riesumare il progetto della costruzione di un ponte sullo stretto di Messina, che secondo le promesse dei bauscia dovrebbe donare alla Sicilia la soluzione dei suoi ormai ancestrali problemi.

DEPUTATI MESSI DIETRO LA LAVAGNA

Brano tratto dal sito del quotidiano La Repubblica// Nella Foto:Italo Bocchino con La Russa

Scontro Berlusconi-Bocchino "Dal premier parole irricevibili"
ROMA - Battibecco tra il premier Berlusconi e il suo numero 2 alla Camera Italo Bocchino. Che è un po', anche, un battibecco tra Forza Italia e An. In ballo c'è l'accusa di essere dei fannulloni, proprio così, deputati fannulloni che per la seconda volta in due mesi fanno andare sotto il governo durante una votazione. E perchè? Perchè 67 di quelli che Berlusconi ha messo nelle liste e ha fatto eleggere per fare il loro dovere - cioè "essere presenti e votare" - non erano in aula. E il governo, la maggioranza, è andata sotto su un emendamento creando non pochi guai.

Da qui la massima del premier: "I senatori della Pdl sono superiori, questa è una verità indiscussa e indiscutibile". Logica conseguenza: i deputati sono inferiori, o meglio fannulloni. Come un maestro che sulla lavagna mette in colonna buoni e cattivi. Stamani la replica stizzita e offesa del vicecapogruppo Bocchino: "Parole infelici, irrispettose e irricevibili". Non si limita alla forma, va oltre e quasi contesta il modo di procedere del governo, a colpi di decreti e di fiducia. "Le parole di Berlusconi - aggiunge Bocchino - provocano, inoltre, un ulteriore disagio ai deputati, già costretti a convertire decreti blindati del governo".

martedì 29 luglio 2008

LA STRANA AVVENTURA D'UNA PENSIONATA


I recenti provvedimenti dei vari ministeri - con preponderanza quelli retti da Tremonti e Brunetta - non fanno altro che calcare la mano sui lavoratori e sui pensionati meno abbienti, senza tener conto dei reali bisogni della Nazione. Che i ministri delle finanze e del lavoro operino in maniera astrusa e confusionaria, con l'ausilio di una maggioranza succube, lo dimotrano, oltre alle recenti furberie contro i precari e a danno delle pensioni sociali, tutte le difficili situazioni esistenti negli uffici statali, dove il caos è spesso determinato non dalla disaffezione dei lavoratori, ma dalla precarietà dei mezzi messi a loro disposizione per potere bene operare. Condizioni spesso da terzo mondo, che ovviamente ricadono odiosamente sui cittadini, che di quegli uffici hanno bisogno. Già altre volte mi sono interessato, in questo blog, del marasma registrato alle poste, dove per potere riscuotere una pensione o pagare un conto corrente, si deve attendere due ore e mezza. . Ma c'è di più e di peggio. Che sia così l'abbiamo appreso da un episodio che, in questi giorni ha avuto per protagonista una maestra in pensione, la quale, dopo avere ottenuto di diritto il beneficio di uno scatto d'anzianità, in quanto profuga, s'è vista richiedere indietro parte degli emolumenti legati a tale beneficio, a causa di una fantomatica interpretazione definitiva dell'articolo uno di quella legge.
Sentiamo il racconto: " Ai primi di luglio, con lettera raccomandata, inviata dal Dipartimento Provinciale del Ministero dell'Economia e delle Finanze - Direzione Provinciale dei Servizi Vari - di Messina, con ufficio senza ubicazione espressa, - racconta la signora - mi si comunicava che ai sensi di legge, nei miei confronti, era in corso un procedimento di riduzione del mio trattamento economico e per conoscerne l'entita bisognava rivolgersi a quell'ufficio".
"Che l'ufficio fosse a Messina era chiaro, ma quale fosse l'indirizzo della sede era oscuro. Allora ho cercato nella rubrica telefonica, in quella più attuale, e ho scoperto che era ubicato in via Aurelio Saffi, is. 98, con numeri telefonici inesistenti".
"Grazie all'aiuto di un sindacato - continua la maestra - ho appreso che la sede non era più in via Saffi ma a Pistunina, in un nuovo edificio polifunzionale. Poichè ho ormai una certa età e non mi sentivo di affrontare un viaggio fino a Messina, ho delegato un amico avvocato d'informarsi".
"Non avendo ottenuto risultati, ho deciso di raggiungere di persona l'ufficio per avere le informazioni che desideravo. Giunta sul posto, finalmente una nota lieta, dopo tanto nervosismo: una gentilissima impiegata mi ha accompagnata nell'ufficio giusto, dove la responsabile, molto gentile e competente, mi ha dato tutte le spiegazioni richieste".
"Ringraziandola - conclude l'intervistata - le ho fatto notare che, se avessi trovato nella lettera un numero di telefono ed un indirizzo esatti, non avrei speso tempo, fatica e preoccupazione. La signora mi ha allora fatto sapere che purtroppo non esiste in quegli uffici un centralino telefonico, ne c'è disponibilità di carta esaurientemente intestata".

PER LA NOSTRA CITTA' NIENTE SOLDATI, perché tutto va bien signora la marchesa



Il ministro dell'interno e quello della difesa - non faccio i nomi perchè così mi piace - hanno raggiunto un accordo: aggiungeranno alle forze dell'ordine attualmente in servizio in tutta Italia tremila soldati, perchè siano di ausilio nell'attività di presidio e di controllo per la sicurezza dei cittadini. In un primo momento, di fronte al numero di soldati messi a disposizione - ben tremila - m'era venuto in mente di fare un calcolo, per sapere quanti fanti toccassero ad una cittadina della portata di Barcellona Pozzo di Gotto. Tenendo conto che la popolazione ufficiale della nostra città è di 42.000 abitanti, e quella più realisticamente presumibile, per la presenza degli immigrati, ammonta a 45.000, considerato che per la stessa ragione gli abitanti in Italia possono calcolarsi attorno ai 60.000.000, tenuto conto che il numero dei soldati disponibili è 3.000, non mi sarebbe stato difficile calcolare il numero degli abitanti cui sarebbe toccato un singolo soldato. Sarebbe bastata la seguente operazione 60.000.000:3.000=20.000. Cioè un soldato per ogni 20.000 abitanti. Per i 45.000 (20.000 + 20.000 + 5.000 abitanti) realisticamente presumibili a Barcellona, si sarebbero dovuti assegnare due soldati ed un quarto (1 + 1 + 1/4). E siccome non è possibile squartare il soldato come si squarta l'unità, Barcellona si sarebbe dovuta accontentare di due soli soldati, tanti coè quanti sono i semafori di Barcellona, che tanto hanno bisogno di essere vigilati. Ad un tratto però mi sono accorto che il mio conto, estremamente esatto anche se fatto alla femminina, sarebbe stato inutile e presuntuoso, in quanto avevo presunto erratamente che i 3.000 soldati sarebbero stati equamente divisi in tutt'Italia, visto che il problema della sicurezza è grave ovunque. E invece no, perchè adesso ufficialmente è stato spiegato dallo stesso ministro della difesa che i soldati verranno utilizzati in questa maniera: un terzo sarà impiegato per vigilare gli obiettivi sensibili (ambasciate, consolati e varie istituzioni; un altro terzo nei centri di permanenza temporanea; i restanti mille pattuglieranno le città: inizialmente Milano, Roma, Napoli, Padova, Verona e successivamente altre cinque città, ancora non specificate. Comunque possiamo essere certi che, fra i centri ancora non identificati, non ci sarà Barcellona Pozzo di Gotto, visto che in questa nostra città tutto fila liscio, tutto è in perfetto in ordine. Tranne i semafori. Ovviamente.

Fra Galdino

lunedì 28 luglio 2008

SE CI SONO GLI SMS, PERCHE' SPORCARE I MURI?



Adesso che la scuola è finita, ora che i ragazzi sono già in vacanza e la città praticamente è poco frequentata da loro, perchè orientati in buona parte verso la zona balneare, adesso, è tempo di stasi per l'ormai abituale tendenza di riempire i muri di messaggini amorosi che, l'avanzata tecnologia, ormai ha reso di dominio telematico: grazie ai tanto appasionanti sms, divenuti ormai pane quotidiano per i nostri giovani. E non. .Le scritte sui muri, comunque ci sono, e ce ne sono tante e a volte male eseguite, tanto da risultare estremamente imbrattanti. Ne rimangono sui prospetti delle scuole, sui muri esterni del duomo, su muraglie di giardini e su facciate di case. L'altra settimana addirittura è apparsa una lunga indecifrabile scritta rossa sulla facciata della chiesa di S.Antonino, talmente deturpante da indurre i monaci ad intervenire subito per farla sparire. E per cancellarla hanno dovuto fare scrostare l'intonaco del muro. Nel quartiere, la vista di quella bruttura ha suscitato sorpresa e indignazione fra i residenti, tutti convinti che nessuno del rione si sarebbe permesso di sporcare la chiesa del taumaturgo loro patrono. L'anno scorso, in questo stesso sito, abbiamo avuto modo di fare vedere che cosa era accaduto al centro di Barcellona, dove persino l'intero prospetto della Basilica di San Sebastiano risultava - e risulta ancora - imbrattata di scritte, che sicuramente non rendono onore alle mani che le hanno fatte. Presumibilmente manine femminili, visto il tenore dei messaggini. Come dev'essere stata opera di gentil sesso la scritta che ho fotografato sulla parete esterna di uno dei tunnel che attraversano il rilevato ferroviario nei pressi della stazione nuova. E che pubblico adesso, affermando che non il contenuto del messaggio - il quale giuro non mi può solleticare perchè so che di Ciccio non ci sono io soltanto e d'altronde sono un vecchio bacucco - m'ha indotto a scattare la foto, ma la domanda che mi sono posto: "Ma come ha fatto l'intraprendente "innamorata" ad arrampicarsi fin là sopra per esprimere il suo amore?

domenica 27 luglio 2008

CHI E' CAUSA DEL PROPRIO DANNO PIANGA SE STESSO


Poco fa, rispondendo ad un anonimo commentatore che aveva dato un pepatissimo giudizio sulle condizioni della nostra città, ho avuto modo di ricordare che, a parte le responsabilità di chi ci aministra, evidenti, non possiamo fare a meno di fare risalire a noi stessi - nella qualità di popolo - la causa dell'attuale andazzo.
E che bisogna far risalire alla fonte - cioè all'elettorato - la causa dei nostri mali - quando di mali si tratta - ce lo conferma ciò che sta avvenendo grazie a questo nuovo governo nazionale: ìl cui comportamento non può che farci ricordare il savio detto: "chi è causa del proprio male pianga sè stesso".
Quanti e quanti elettori, di tutte le fasce sociali. non si sono fatti abindolare dalla propaganda dell'imbonitore nazionale che prometteva mari e monti?
Beh, adesso stanno constatando che al posto dei benefici promessi - se si eccettua l'indiscriminata estensione dell'eliminazione dell'ICI - tutti i nostri governanti hanno preso la frusta in una mano e il machete nell'altra e con leggi e decreti sorprendenti ci stanno comminando un avvenire di lacrime e sangue.
L'ultima frittata l'hanno cotta a Montecitorio, inserendovi di soppiatto, tra le altre uova apparentemente normali, un ovetto di serpe, il cui veleno dà il ben servito ai quei giovani precari che, di fronte ad ingiustificato licenziamento, avevano ottenuto, per merito del tanto deprecato governo Prodi, il diritto di ricorrere alla Magistratura per farsi assumere a tempo indeterminato. E quanti, quanti precari, creduloni, avevano votato per questi signori? Probabilmente moltissimi!
Lo stesso Oliviero Diliberto, segretario dei comunisti italiani, che fu una delle spine nel fianco del governo Prodi, sentite che cosa dice a tal proposito:
" Il presidente della Commissione Finanze della Camera, Conte, giustifica la norma contro i precari con la necessita' di evitare il bagno di sangue di un'azienda privata come le Poste che, dopo aver fatto carta straccia delle norme, si e' vista imporre dai giudici del lavoro il rispetto delle regole e l'assunzione dei lavoratori. Il parlamento piu' a destra della storia della Repubblica - aggiunge Diliberto - si schiera con un'azienda che non rispetta le regole contro i lavoratori. Questo succede, perche' manca la sinistra in Parlamento. Ricordo che il vituperato Governo Prodi aveva stabilito che dopo tre anni di contratti un dipendente dovesse essere assunto. Per noi erano troppi tre anni, ma era gia' qualcosa. Ora questa maggioranza cancella quella norma e stabilisce che basta pagare per non regolarizzare un lavoratore".
A parte il riferimento alla sinistra assente in Parlamento, che serve comunque a ribadire il detto di cui sopra ( chi è causa dei propri mali, ecc..), il fatto che maggiormente colpisce è la tracotanza con cui i milioni di elettori di questa destra vengono adesso "mazziati". E forse per loro non ci dovrebbe essere motivo di comprensione. Il guaio è che, purtroppo, anche gli altri - quelli cioè che hanno cercato di frenare lo tzunami di destra - dovranno soffrire le pene della frusta e del machete

FRANCESCO CILONA

Informazioni personali

La mia foto
barcellona pg, messina, Italy
Questo blog non va considerato testata giornalistica: poichè i suoi post non vengono aggiornati con cadenza periodica e preordinata, non può costituire prodotto editoriale, ai sensi della legge n.62 del 7.3.2001. L'autore si dichiara non responsabile per i commenti ai vari post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non vanno addebitati all'autore, neppure quando vengono formulati da anonimi o criptati. Le immagini pubblicate, quando non sono di proprietà dell'autore, sono procurate con licenza di pubblico dominio o prese liberamente dalla rete. Nell’eventualità che qualcuna violasse i diritti di produzione, si pregano gli interessati di darne comunicazione a questo blog perché si provveda prontamente alla cancellazione.