sabato 7 luglio 2007

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venerdì 6 luglio 2007

COMINCIANO A RESPIRARE

Finalmente gli alberi di via Roma sono stati sfrondati alla base.
Sarebbe l'inizio di un intevento, più volte sollecitato da questo blog e che dovrebbe avere il suo seguito con la pulitura delle basi dei tigli che costeggiano le centrali vie Operai, Papa Giovanni, Marconi, Kennedy, che lungo la città sostituiscono un tratto della SS113.
La pulizia degli alberi, oltre a costituire un fatto estetico, è anzitutto una liberazione dalla massa di ricettacoli per insetti molesti, quali zanzare e pappataci, che in questo inizio d'estate hanno cominciato a tormentare grandi e piccini.
La disinfestazione, che secondo gli avvisi fatti affiggere dal Comune è stata effettuata nell'ultima settimana di giugno, potrebbe essere stata parzialmente invalidata dalla eccessiva massa di fogliame persistente alla base dei numerosi tigli, già fin troppo sviluppati nelle raificazioni per mancanza della potatura nel periodo opportuno.
Non se la prendano gli amministratori se si insiste nel fare notare che Barcellona ha bisogno di essere trattata in maniera più accurata, soprattutto con la cura del verde e non soltanto incatramando le strade.
Eliminare il dissesto del manto stradale non può che risultare utile e gradito, ma non lo è di meno il trovare pulito e ordinato tutto l'arredo urbano.
Basterebbe andare non molto lontano da qui, in cittadine più piccole della nostra - come Gioiosa Marea o Capo d'Orlando - per rendersi conto dell'abisso esistente, sul piano dell'ordine e della pulizia, fra il nostro e l'altrui ambiente.
Ma cos'ha di meno, rispetto agli altri, la nostra gente per non dover pretendere di vivere in maniera più confortevole e dignitosa?
Può darsi che parte della colpa sia di tutti noi, che, male abituati, contribuiamo a disordinare la città. Ma spesso, anzi sempre, le cattive abitudini nascono dal disordine e dalla trascuratezza ambientale. Ed allora è "il cane che si morde la coda".
Vogliamo provare a spezzare questo circolo vizioso? Proviamo a farlo mettendo la gente di fronte ad un ambiente controllato e ordinato. E, se necessario, ricorriamo alla femminile persuasiva gentilezza delle numerose nuove vigilesse.
E' d'accordo il signor sindaco?

giovedì 5 luglio 2007

ATTENTI A QUEI DUE



Bruno Bagnato e Francesco Pino, i due forzisti lasciati fuori dalla Giunta di Palazzo Longano, non desistono e per fare valere quelli che essi reputano loro diritto si rivolgono al Tar di Catania.
Per riuscire nel loro intento, si richiamano alla legge elettorale regionale per i Comuni, secondo la quale andrebbe rispettata, all'atto della scelta degli assessori comunali, da parte del sindaco eletto, la composizione nominativa della squadra da lui proposta mentre era candidato a primo cittadino. Rispettata ovviamente nei limiti del possibile.
Orbene sia Bagnato sia Pino, entrambi indicati dal coordinatore provinciale, on. D'Aquino, erano inclusi nella corona assessoriale proposta dal candidato a sindaco Candeloro Nania.
All'atto della formazione della Giunta effettiva, il sindaco eletto - ovviamente Nania - avrebbe cambiato le carte in tavola, mettendo da parte non solo i due forzisti, ma addirittura altri tre prescelti. E cioè: Angelo Sottile, Domenico Calabrò e l'on. Angelo Paffumi, figure che durante la campagna elettorale avevano appoggiato la candidatura di Nania.
A giudizio di Bagnato e Pino, il cui ricorso è stato notificato oltre che al sindaco anche agli assessori che hanno preso il posto dei cinque nominativi scartati, il Tar dovrebbe intervenire per sospendere e/o annullare la delibera sindacale del 12 giugno scorso, con la quale Nania ha nominato i dieci componenti la Giunta municipale, perchè sarebbe in netto contrasto con la suddetta legge regionale. Intanto gli assessorati, delegati dal dott. Candeloro Nania continuano ad essere validi, anche se, diciamolo sinceramente, poco o nulla pare stiano facendo di concreto per dare una raddrizzata a questa città rimasta nell'assoluta trascuratezza di sempre.
Post scriptum: A proposito, piacerebbe sapere come hanno reagito in questa occasione gli altri tre "non prediletti".
Fra' Galdino

mercoledì 4 luglio 2007

DIMISSIONI?....NO!

L'ultimatum lanciato dal coordinatore provinciale non sembra scalfire la volontà del trio forzista barcellonese (Domenico Scolaro, Paolo Genovese e Francesco Crinò) di rimanere al loro posto: di assessori i primi due e di presidente del Consiglio il terzo.
Gli animi dei rappresentanti di Berlusconi a Palazzo Longano si sono compattati e, per bocca del capogruppo consiliare azzurro, Salvatore Coppolino, hanno manifestato all'unisono la tenace volontà di rimanere al governo della città del Longano.
Secondo il loro fermo parere, sia i consiglieri sia gli assessori sia il presidente dell'assemblea consiliare sono il frutto della volontà dell'elettorato azzurro barcellonese, e non è giusto che s'intervenga dall'alto per stabilire chi bisognava responsabilizzare nei compiti amministrativi presso il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.
A quanto pare, spunta quella punta d'orgoglio locale che non tollera che si operi più dirigisticamente da Messina, un po' come si era soliti fare anni or sono.
Quindi, nè gli assessori Scolaro e Russo, nè il presidente del consiglio Crinò si dimetteranno, almeno fino a quando non sarà chiarito, alla presenza del coordinatore regionale di Forza Italia, Angelino Alfano, chi effettivamente rappresenta a Barcellona il partito di Berlusconi. La maggior parte degli azzurri del Longano sono convinti comunque che sono i cinque consiglieri eletti a rappresentare l'elettorato azzurro e che quindi deve democraticamente potere contare la loro parola.
Intanto il coordinatore provinciale di Forza Italia, on. D'Aquino, reagisce alla presa di posizione dei ribelli barcellonesi, annunciando che Forza Italia, se perdura l'attuale situazione, non fa più parte dell'assemblea consiliare di Palazzo Longano. Come dire: piena rottura con l'alleato Nania.

martedì 3 luglio 2007

RISCHIANO LA SCOMUNICA POLITICA




Il consiglio comunale di Barcellona deve avere fatto una scelta sbagliata se, su perentoria imposizione di uno degli alleati della maggioranza - leggi Forza Italia -, tre figure di primo piano da esso chiamati ad importanti cariche dovranno immediatamente dimettersi.
Il fatto è questo: i neo assessori Domenico Scolaro e Paolo Genovese (entrati in giunta su sollecitazione dei consiglieri forzisti Salvatore Coppolino, Santi Giunta, Salvatore Imbesi, Angelo Pino) e l'eletto a larga maggioranza presidente del consiglio comunale Francesco Crinò, anche lui di Forza Italia, devono subito mollare gli incarichi affidatigli, se non vogliono essere "banditi" dal partito di Berlusconi.
Il duro monito è stato lanciato dal coordinamento azzurro di Messina, con un comunicato emesso a conclusione di un'animata riunione, tenuta dai parlamentari azzurri della nostra provincia D'Aquino, Beninati, Germanà, Stagno D'alcontres, con la presenza dei forzisti barcellonesi Giuseppe Cannata e Giovanni Pino. Tutti, in definitiva, sono stati concordi sulla opportunità di fare valere una precedente intesa tra Forza Italia e il sindaco Candeloro Nania, sulla scelta di nominativi (Francesco Pino e Bruno Bagnato), sponsorizzati direttamente dal coordinatore provinciale, in occasione della composizione della Giunta comunale.
Nania tuttavia si sarebbe lasciato influenzare da altre proposte, avanzate da quattro dei cinque consiglieri comunali eletti nelle liste di Forza Italia, che, come detto, hanno preferito Scolaro e Genovese, lasciando a bocca asciutta i beniamini del top provinciale. Con ovvio disappunto e deplorazione di D'Aquino e Beninati e conseguente polemica, sfociata alfine nell'adunata della deputazione forzista, dalla quale è uscita la minaccia di estromissione degli eventuali resistenti.

domenica 1 luglio 2007

COSI' .................... E NON COLI'






La selva cresce ai margini delle strade alberate, perchè l'amministrazione comunale continua ad essere cieca e sorda.
Cieca perchè neppure s'accorge che i tigli sono stracarichi di fronde dalla cima alla base; sorda perchè non sente le lamentele che questa noncuranza provoca.
Ma allora continuiamo a bussare, sullo stesso argomento , finchè finalmente qualcuno si deciderà ad aprire occhi ed orecchie.
Stavamo per dire orecchi, ma ci siamo subito frenati e non l'abbiamo detto perchè sappiamo che gli orecchi sono quelli dell'asino.
Ed è nostro costume non offendere nessuno.
Ma allora, cari amici di Palazzo Longano, aprite bene le orecchie, per sentire almeno come la città vorrebbe essere curata. Noi crediamo che vorrebbe essere trattata come si tratta un fiore, perchè la nostra gente lo merita. E non tanto perchè vi ha dato un mare di voti.
Speriamo, però, che non la curiate come state curando gli alberi dei nostri viali.
Fra' Galdino

sabato 30 giugno 2007

CIO' PASSA IL GOVERNO


A Palazzo Longano, qualcuno si muove. Già due assessorati, quelli alla protezione civile e ai servizi sociali, in collaborazione con un'associazione di volontariato cittadina, hanno unito forze ed entusiasmo per salvaguardare lo stato di salute dei barcellonesi maggiormente a rischio, in previsione dei picchi di calura, che sicuramente non mancheranno durante l'estate.
L'iniziativa, nata su suggerimento del ministero della salute, verrà messa in atto mediante la diffusione di un opuscoletto illustrativo, che dovrebbe suggerire alla gente come comportarsi per non farsi fregare dalla canicola estiva che, se manterrà o - peggio - supererà i livelli sofferti a metà giugno, sarà davvero pericolosissima, soprattutto per gli anziani, i bambini e i sofferenti di cuore.
Nella prossima settimana la normativa comportamentale sarà resa nota, nella speranza che possa essere correttamente recepita e funzionante.
Non sarà la panacea contro l'afa, ma d'altronde questo...passa il governo.
Ah, non dimentichiamolo, ci sarà qualcosa di più: presso i locali della dismessa stazione ferroviaria, trasformati in "saloni di ricevimento", verrà gestito un posto di consulenza per quanti avranno bisogno di suggerimenti ed assistenza contro gli effetti della calura estiva.
E poi ci si lamenta che il Comune non si muove.
Fra' Galdino

venerdì 29 giugno 2007

L A M E N T E L A







Si era fatto notare, tramite questo blog, che le principali strade della città erano ridotte in condizioni d'abbandono, soprattutto per mancanza d'interventi di manutenzione ai bordi delle vie alberate.
Di tale trascuratezza, ci eravamo permesso di fare cenno, anche di persona, ad uno degli assessori che sembrerebbero maggiormente disponibili ad operare per il bene della città.
Ebbene, sono trascorsi diversi giorni dalla reiterata segnalazione - forse sarebbe meglio dire:lamentela - , ma lo stato di abbandono permane e la situazione di conseguenza s'aggrava.
Ricordano, i cittadini elettori, quanto tempo è trascorso dall'ultima campagna elettorale?
Pochissimo, in verità.
E rammentano quante belle promesse hanno fatto dal podio e sugli opuscoli i signori candidati amministratori, risultati poi vincitori della competizione elettorale? Tantissimi!
Non dimentichiamocene.
Eppure, loro, i vittoriosi, gli eletti in massa, se ne sono già dimenticati.
E così, Barcellona continua a crescere come sa crescere una... giungla.
PS: dimenticavo di far notare che avevamo inviato persino al sindaco Nania una lettera su questo importante argomento.
Fra' Galdino

martedì 26 giugno 2007

RESTA MOLTO DA FARE


MEDICI SENZA FRONTIERE
HANNO BISOGNO DI NOI
NON ABBANDONIAMO CHI
SOFFRE

lunedì 25 giugno 2007

MEDICI SENZA FRONTIERE







Sempre sulla breccia Medici Senza Frontiere, l’organizzazione umanitaria onlus , che in maniera egregia ed efficace si occupa dei bisogni dell’umanità sofferente, in particolare di quelle popolazioni che malamente sopravvivono nel così detto “terzo mondo”.
“Il nostro ruolo – spiega Kostas Moschochoritis, direttore generale di Medici Senza Frontiere Italia – non cambia.”
“ Da oltre 30 anni la nostra Organizzazione porta soccorso alle popolazioni in pericolo. Lavoriamo in paesi colpiti da epidemie e pandemie, da catastrofi naturali, dalla violenza e dalla guerra. In tutti questi anni siamo cresciuti, abbiamo fatto anche i nostri errori e da questi abbiamo imparato. Una cosa, però, non è cambiata: la nostra ragion d’essere, che era e resta quella di portare soccorso medico e di testimoniare la situazione e la sofferenza di quelle popolazioni”.
Per cercare di riuscire a svolgere la loro missione, i Medici Senza Frontiere , di fronte alle notevoli difficoltà di talune situazioni, fanno leva sulla opportunità del dialogo e del contatto con chiunque controlli il territorio su cui operare, cosa molto difficile ma non impossibile quando si tratta di interloquire in zone colpite da conflitti .
Tutto ciò tuttavia non significa disponibilità al compromesso, perchè l’organizzazione considera vitale l’indipendenza della propria azione umanitaria.
“Continueremo – sostiene Kostas Moschochorotis - ad evitare di farci coinvolgere in attività che esulino dal puro soccorso, per quanto giustificate e nobili tali attività possano essere (trattative di pace; richiesta di un intervento di peacekeeping; negoziazioni per il rilascio di prigionieri o ostaggi esterni all’organizzazione, etc.), perché sappiamo che ciò rischierebbe di compromettere la nostra indipendenza.” D'altronde ciò potrebbe essere frainteso, da chi si è tanto faticato a convincere, e arrecare di conseguenza danno alle popolazioni che hanno bisogno d’aiuto.

GUTTUSO



Influenzato dall'hobby del padre e dalla frequentazione dello studio del pittore Domenico Quattrociocchi e della bottega del pittore di carri Emilio Murdolo, il giovane Renato Guttuso iniziò appena tredicenne a datare e firmare i propri quadri. Si tratta per lo più di copie (paesaggisti siciliani dell'Ottocento ma anche pittori francesi come Millet).

sabato 23 giugno 2007

PROMETTE BENE IL COMITATO



Nelle foto:Speciale, Calanna,Gravina, Costa, Saitta.






Malgrado il caldo, l'incontro con i cittadini, organizzato dall'associazione per il Partito Democratico, ha fatto il pieno.
Nell'auditorio dell'Oasi, a colloquiare con il comitato promotore per il costituendo Partito Democratico, sono stati in parecchi , e tutti presenti non per una semplice curiosità, ma (almeno così c'è sembrato) perchè particolarmente interessati all'argomento proposto.
Gli oratori - Costa, Gravina, Speciale, Saitta, Calanna - hanno prospettato l'attesa di un effettivo cambiamento e auspicato una sincera intesa, in grado di far superare finalmente le inquietudini che l'attuale condizione critica della politica vanno seminando.
Se si escludono gli inevitabili riferimenti alla politica italiana degli ultimi 50 anni,
ciò che ha mantenuto veramente desta l'attenzione del pubblico è stato il senso di fiducia espresso, da chi ha parlato, verso l'opportuna occasione di uscire dal falso bipolarismo, cui ci ha portato la mancata fine della prima repubblica.
Praticamente - è stato ribadito - la politica non è mai uscita dal guado, nel tentativo di passaggio verso la democrazia della partecipazione e dell'alternanza: l'ha riconosciuto il più giovane dei presenti al tavolo, l'ex consigliere di palazzo Longano Carmelo Costa, l'hanno asserito con altrettanta convinzione il più maturo Salvatore Gravina , il più sperimentato Francesco Speciale, per due volte sindaco della città, i più attualmente introdotti nell'attività politoico- amministrativa, Antonio Saitta, vice sindaco di Messina, e l'on. Francesco Calanna , deputato ds all'assemblea regionale siciliana.
Gli oratori sono stati concordi anche su quanto Gravina ha sostenuto sulla giustezza del connubio tra forze d'ispirazione cristiana e socialista.
"Ma che sia lo stile dell'umanesimo cristiano, che è amore per l'umanità sofferente, per quanti
versano nel bisogno e non godono di nessun privilegio".
Sarebbe, insomma, l'ideale sintesi della concezione "lapiriana" della politica, con cui non potrebbe mai fare a pugni il socialismo, inteso come equilibrio della società, che, pur non trascurando le novità epocali, tiene fermo il timone sulla giustizia sociale.
Non sono mancati gli interventi del pubblico, in buona parte composto da giovani.

VERSO IL PARTITO DEMOCRATICO


Mentre da una parte il comitato sostenitore dell'area Mussi , anche nella nostra provincia, cerca consensi al nascente movimento "Sinistra Democratica per il socialismo europeo", contemporaneamente un altro gruppo operativo sta promovendo iniziative per raccogliere adesioni al progettato partito democratico, che dovrà nascere dalla fusione dei Democratici di Sinistra con la "Margherita".
La garanzia di successo del PD, rilanciata dalla prospettiva di una guida autorevole, affidata all'attuale sindaco di Roma, Walter Veltroni, anche nella nostra città, viene adesso vista con ottimismo.
Su tale onda, intanto, un primo nucleo promotore , nel nome di "Associazione per il PD", ha organizzato per stasera, sabato 23 giugno, un pubblico dibattito con i cittadini.
In quella occasione, si cercherà, fra l'altro, di accogliere quanti intenderanno aderire al rafforzamento del comitato organizzatore.
L'incontro , sul tema "la costituzione del Pd e le culture democratiche del '900 per un partito nuovo", sarà tenuto nella sala conferenze Oasi, all'ex Monte di Pietà.
Al dialogo con il pubblico parteciperanno Carmelo Costa, l'on. Francesco Calanna, il vice sindaco di Messina Antonio Saitta, l'ex sindaco di Barcellona Franco Speciale, Salvatore Gravina, Mario Presti, neo consigliere comunale del gruppo ds.

giovedì 21 giugno 2007

LA SINISTRA CHE SI MUOVE


Mentre a Roma si accelerano i tempi per la costituzione del partito democratico, mediante la fusione dei due maggiori partiti del centro sinistra, i compagni che tra i democratici di sinistra non condividono tale iniziativa politica , "decisamente contrari allo scioglimento e alla dissoluzione dei ds", stanno cercando di rafforzare la cosiddetta area Mussi, mediante la costituzione di un vero e proprio movimento politico mirato ad unire le forze sparpagliate di sinistra in una formazione pienamente collocata nell'ambito dell'esperienza plurale e socialista europea". Questo, praticamente, è l'indirizzo che, anche nella federazione dei democratici di sinistra di Messina, sta seguendo il gruppo dell' area Mussi, con il coordinamento di Salvatore Chiofalo, già sindaco di Falcone e recentemente tornato a dirigere la Cgil di Barcellona.
Il nuovo movimento, che prende il nome di Sinistra democratica per il socialismo europeo, dopo una serie di incontri tenuti a Messina e provincia, ha avviato la fase operativa per la costituzione dei circoli nei vari comuni del Messinese ed aprire il tesseramento di quanti sono disposti ad aderire nell'attuale fase di strutturazione del movimento.
"Ci stiamo movendo - afferma Chiofalo - in un momento delicato e difficile per il nostro partito e credo che occorra tener presente con grande consapevolezza l'imbarazzo della scelta.
Per questo motivo, non intendiamo forzare nessuno. Sentiamo tuttavia la necessità di ribadire che non certamente unendosi con altra forza politica, in questo caso la Margherita, più in crisi di noi, si potrà ridare linfa alla sinistra. Cosicchè ci battiamo perchè esista anche in Italia un'autonoma forza socialista e riformatrice, capace di coniugare la giustizia sociale e gli interessi dei ceti più deboli con l'avanzamento dei diritti civili, la laicità dello stato, la democrazia partecipativa, senza essere sordi al nuovo che avanza e , d'altronde come sempre, unendo la Sinistra per il Socialismo europeo". Una sinistra, come sostiene Fabio Mussi, che in Italia ed in Europa aderisce e sta dentro il PSE.
Nell'ambito di tale iniziativa , per sabato prossimo, al Palazzo Zanca di Messina, si terrà, con inizio alle ore 18, una conferenza dibattito sul tema "C'è del nuovo: l'unità della Sinistra".

mercoledì 20 giugno 2007

QUANTO SIAMO SCONCERTATI


E' diventato ormai un luogo comune che sulle promesse dei politici non si può più contare. Anzi non s'è mai potuto contare.
Sono molti, ormai, gli "eletti" che ieri hanno promesso una cosa agli "elettori" ed oggi gliela negano, ieri hanno abbracciato con roboante entusiasmo un progetto, sollecitandone l'attuazione, ed oggi lo mettono in mora per farlo ammuffire.
Ieri t'hanno fatto credere che, grazie a loro, l'ospedale non avrebbe mai avuto più spoliazioni ed oggi assistono noncuranti al continuo depauperamento di reparti e servizi.
Chi non ricorda con quanta prosopopea qualche nostro politico insistette perchè tra Barcellona e Milazzo si costruisse un aeroporto, anche piccolo ma ugualmente indispensabile? Ora s'apprende che grandi perplessità hanno fermato l'iniziale entusiasmo dei fautori di tanto progetto, per sopravvenute ragioni d'impatto ambientale. Santa resipiscenza, se di ciò si tratta!
E chi potrà mai dimenticare quante volte s'è prospettata la definitiva messa a punto del depuratore cittadino?
E le pressioni sull'ATO per ridimensionare il carico delle bollette sulla raccolta dei rifiuti urbani; la voglia di trovare i mezzi ed il modo di aggiustare e ripristinare l'intera litoranea, ponte sul Patrì compreso; la sollecitudine a ripulire gli alberi che fiancheggiano le principali vie interne, il controllo dei torrenti e delle acque marine, l'anagrafe dei cani, lo sportello dei giovani, il riassestamento di molti marciapiedi... tutte queste cose ed altre ancora che fine hanno fatto? Diciamo che sono cadute nel dimenticatoio?
O che prima o dopo saranno attuate?
Ci rispondano, gli amministratori dei Comuni e della Porvincia, se non vogliono che continui a crescere, tra la gente, la sfiducia nei confronti dell'attuale classe politica.

martedì 19 giugno 2007

LA CITTA' CHE SI SBRICIOLA

Come già era accaduto nella villa "liberty", ad angolo tra la via Roma e la via Operai, sta adesso avvenendo nella stessa strada che fu già denominata "via del Littorio", nello storico palazzo Nicolaci, che fa angolo con Piazza Libertà.
I cornicioni dell'edificio cadono a pezzi e bisogna intervenire subito per un restauro, oltre che per togliere ogni pericolo. Anche perchè c'è un patrimonio di portata storica da salvare.
Il valore intrinseco dell'edificio va riferito sia alla sua valenza architettonica, sia alle vicissitudini ad esso legate. Perchè bisogna ricordare, a chi potrebbe essere corto di memoria, e fare conoscere a chi non è vissuto nell'era fascista, che il bel palazzo che vediamo nella foto, fu la nobile dimora del Conte Silvestro Nicolaci, il primo podestà della città di Barcelona Pozzo di Gotto e successivamente il segretario politico del PNF, cioè il massimo gerarca cittadino, il cui atteggiamento fu intransigentemente ispirato allo stile dell'epoca.
In realtà tale comportamento fu più formale che sostanziale, tanto da fare affermare allo storico Nello Cassata che "durante il regime ventennale le gerarchie locali non svolsero azione persecutoria, come metodo politico, anche se certi atteggiamenti (lo stile) non potevano prescindere dal clima dei tempi". "In particolare, è sempre la penna di Nello Cassata, i podestà Nicolaci, Bonanno, Duci e Bonomo si distinsero per il loro comportamento corretto verso la popolazione e l'amministrazione, senza abusare mai del potere".
Nello stesso libro di storia municipale, l'autore fa cenno a due aneddoti su Nicolaci: "un cavalleresco e romantico duello" tra il conte ed un professore che aveva osato non levarsi in piedi all'inno di "Giovinezza" e una specie di "ritornello" che, secondo una barzelletta, il conte Nicolaci era solito ripetere quando gli si parlava dei bisogni della città: "Barcellona, vivaddio, non ha bisogno di nulla. Si tratta - sosteneva il conte - delle solite malignità delle quali non si salva nessun genere politico d'amministrazione".
Ma risposte come questa, quanti politici non le danno, oggi che siamo in tempi di democrazia?
Tuttavia, lo ricordiamo anche noi (allora piccoli balilla) il timore che quel panciuto gerarca ci incuteva tutte le volte che passavamo davanti alla sede del fascio, ubicata in via Operai, dove adesso si apre l'ingresso del "Monte dei Paschi di Siena".
La porta principale della sede era sempre spalancata e, da fuori, il passante veniva colpito da un gigantografico "duce" dallo sguardo fulminante.
Per il conte Nicolaci, sempre presente nella casa del fascio, commetteva un oltraggio a quella figura chi si permetteva di passare sul quel marciapiedi e non alzava il braccio per salutare con un "alalà".
Ricordo che una volta, me bambino, rimproverandomi di non avere fatto il saluto, mi fece tornare indietro per "insegnarmi" come fascistamente dovevo comportarmi.
Un'esperienza simile deve averla avuta, da ragazzo, pure l'amico Michele Stilo - ve lo ricordate il bravo regista barcellonese? - se ha potuto scrivere sul volume "Barcellona un tempo" curato dalla Corda Fratres: "il gerarca di turno t'incontrava per strada con la giacca orbata dalla "cimice" (il distintivo del P.N.F.) e tu eri costretto ad attendere che arrivasse all'ultimo grano del suo oceanico rosario-cicchetto per proseguire verso la tua meta".
Ma va là, era solo questione di "stile", caro amico "Stilo".

lunedì 18 giugno 2007

SI CHIUDE IN...BELLEZZA

Le foto: la signora Altuso
il maestro Mirabike
il gruppo e in basso
il pubblico







Simpatica esibizione del gruppo canoro-strumentale diretto dal maestro Giovanni Mirabile. Voci bianche e percussionisti in erba, preparati durante l'anno per iniziativa della direzione del quarto circolo didattico, hanno dato spettacolo stasera, davanti ad un folto pubblico, nel giardino dell'Oasi di Piazza San Sebastiano.
Gli scolari, appartenenti alla seconda e alla quarta direzione, hanno sostenuto un programma prestigioso per la loro età, dimostrando ancora una volta d'avere saputo fruire della notevole capacità didattica del loro maestro di canto, fattivamente coadiuvato dagli insegnanti Domenico e Nella.
La direttrice Bruna Altuso, a conclusione dello spettacolo, nel ricordare i successi conseguiti dal gruppo non solo in Sicilia, ha auspicato che la scuola elementare barcellonese possa ancora avere nel proprio organico Giovanni Mirabile.
Tra i pezzi eseguiti, oltre ad alcuni motivi in voga , quali "Io canto" e "L'ombelico del Mondo", molto apprezzato dal pubblico è stato il riadattamento del "Carmina Burana", tratto dall'omonimo balletto del compositore tedesco Carl Orff, ed uno scioglilingua ritmato interpretato con notevole perizia.

domenica 17 giugno 2007

Lettera aperta al Sindaco


Caro Candeloro,
scusa, intanto, se ti do del "Tu", ma lo faccio per evitare di darti del "Voi", visto che non eri ancora nato quando c'era il divieto di darsi del "Lei".
Comunque permettimi di parlarti confidenzialmente, come ho sempre fatto, sin dall'era santalchiana, quando tu, seduto su uno scranno consiliare di Palazzo Longano, tra Peppino Buzzanca e lo sgangherato tavolo della "Stampa", cercavi di fare sentire la voce dei tuoi elettori, in una sorda assemblea, quasi tutta "biancofiore".
Questo preambolo ho ritenuto opportuno perchè intendo parlare spassionatamente e non alla "Pietro Aretino", cui una volta , tra il serio ed il faceto, mi paragonasti, dicendo "d'avere io sempre parlato male di tutti fuorchè di Cristo".
Ebbene, sinceramente ti dico, per quanto continui a volerle bene, questa città comincia a non piacermi più, nonostante la ricostruzione delle sue vie interne e il massiccio ringiovanimento del Consiglio Comunale.
Non mi piace perchè, non solo ha perso la sua identità di paese laborioso, ma anche e soprattutto perchè è diventata sciatta, sporca, incontrollata e quindi poco attraente, nonostante il proliferare di nuovi negozi.
Parecchi dei quali persino vistosi, seppur spesso meteore o meno stabili di quelli cinesi.
Finita la baraonda dell'imbrattatura elettorale, che ha reso la città ancora più sporca, ora con l'arrivo dell'estate ci assaliranno zanzare e pappataci, cui neppure l'annunciata disinfestazione è riuscita a porre rimedio. Probabilmente perchè non c'è stata un'opportuna, tempestiva azione preventiva.
In Piazza San Sebastiano, sotto i pini, intanto è impossibile sostare, per le cacate dei piccioni e , da qualche giorno, per l'invasione di miriadi di moscerini, che ti assaltano e si appiccicano ai vestiti.
Sarà, questo un fenomeno passeggero, ma intanto preannuncia che altri insetti, più noiosi di loro, verranno a pungerci e a succhiarci il sangue, lasciando sulla nostra pelle pruriginosi pomfi. Scusami se ho parlato di cose fatue ed insignificanti.
Ma per la gente comune sono sempre seccature. FRA' GALDINO

venerdì 15 giugno 2007

CRINO' CONCEDE IL BIS


Francesco Crinò, primo degli eletti tra i nuovi consiglieri di Forza Italia, è stato chiamato per la seconda volta a coprire l'incarico di presidente del Consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto.
Suo vice sarà Salvatore Schembri di Alleanza Nazionale, entrato per surroga a far parte del Consiglio, dopo che quattro dei già direttamente eletti hanno optato per la carica di assessori. Completa l'ufficio di presidenza il consigliere della "Margherita" Orazio Calamuneri, l'unico della minoranza ad avere avuto un incarico di una certa importanza.
Resta adesso un nodo da sciogliere: quello del difensore civico, il cui ruolo dovrebbe essere coperto da un elemento di spicco non segnalato dalla maggioranza o da chi questa maggioranza ha costruito, se non si vorrà fare di tutte le erbe un fascio. Chiediamo venia se questa parola sembra cadere a fagiolo: in verità non è il classico lapsus freudiano, ma semplicemente una banale coincidenza verbale.
I quatttro consiglieri passati in Giunta sono: Santino Calderone e Rosario Lizio di An, la repubblicana Antonietta Amoroso e Nicola Marzullo di Alleanza per Barcellona. Gli altri assessori sono: Giuseppe Accetta(Sicilia vera),Giuseppe Benvegna (Mpa), Emanuele Bucolo (Iniziativa democratica), Paolo Genovese (indicato da Forza Italia) , Domenico Scolaro(idem), Antonio Sottile (Barcellona nel cuore) . I ripescati, oltre a Schembri, sono: Mariano Bucolo (An), Danilo Gelsomino (Pri), Salvatore Antonino Mazzeo (Alleanza per Barcellona).
La carica di vice sindaco sarà ricoperta, come per la precedente amministrazione, da una donna, la professoressa Amoroso.

IL BEVIERE DI PIAZZA DUOMO


Quella vasca rotonda che deturpa e interrompe la via Roma, in piazza Duomo, non dovrebbe più avere ragione d'esistere.
Intanto perchè toglie un bel pezzo di superficie alla già modesta "agorà" cittadina, apparentemente vincolata a spazio pedonale .
Poi, anche per una questione di gusto, o per meglio dire di disgusto, visto che si tratta di una specie di rozzo abbeveratoio, a volte vuoto, altre volte innaffiato da getti idrici antincendio.
Quasi sempre inutile, mai decoroso.
Sulla sua inutilità assoluta, però, non ci sembra il caso d'insistere.
Per un semplice "fatto": quello che ci hanno "fatto" vedere, in pieno mezzogiorno, un gruppo di ragazzotti che, approfittando dell'abbeveratoio di piazza Duomo, hanno colto l'occasione e il modo per "farsi guerra" ... a gavettoni , attingendo acqua dalla vasca con contenitori di plastica.
Un gioco che qualche giorno prima avevano visto in Tv, un inseguirsi giocoso, allegro ed entusiasmante, anche se un po' umido, che, sul sagrato della chiesa, tra strilli e fuggi fuggi, ha molto divertito maschietti e femminucce.
Ciò, tuttavia, non ha disturbato affatto altri ragazzi che, usciti dalla scuola, s'erano incontrati, in quella piazza, per dare quattro calci al pallone.
Di tutto ciò, ovviamente , nessuno della "vigilanza" deve essersene accorto.
A questo punto, non si comprende perchè quella vasca non debba essere tolta...

giovedì 14 giugno 2007

LA GIUNTA E' PIU' DEL ROTOLO




Nelle foto: l'aula consiliare
Scolaro e Genovese
i pomi della discordia








Finalmente è nata la nuova giunta municipale. La gestazione lunga ed il parto laborioso hanno creato notevoli difficoltà a chi - dato il posto che occupa- ha dovuto fare da ostetrico, per portare alla luce un team amministrativo che non fosse un aborto. A oltre quattro settimane dalla formazione del nuovo consiglio, il sindaco Candeloro Nania, che guarda caso per professione fa il pediatra e non l'ostetrico, ha dovuto finalmente mettere mani al forcipe e tirare fuori "la creatura che stentava a nascere". Ma perchè tanto affannoso ritardo? S'è detto che, a rendere guardingo l'operato del sindaco, c'è stata una specie di "fuoco amico" proveniente dall'ambito "forzista", dove per settimane si sarebbe trascinato un vivace dissenso tra la massima parte della base azzurra barcellonese ( rappresentata da quattro dei cinque consiglieri berlusconiani) e il coordinatore provinciale di Forza Italia, on. Antonio D'Aquino.
La segreteria provinciale aveva indicato con insistenza due nomi ( Franco Pino e Bruno Bagnato), mentre i consiglieri barcellonesi Salvatore Coppolino, Santino Giunta, Salvatore Imbesi e Angelo Pino insistevano nel proporre due diversi nominativi, l'ex socialista Domenico Scolaro , adesso, se non del tutto azzurro, azzurrognolo, e l'ex arbitro Paolo Genovese, adesso bancario e neofita della politica attiva. Almeno nelle apparenze.
Alla fine l'hanno spuntata i quattro moschettieri azzurri, avendo il Sindaco Nania deciso di mettere in Giunta i due loro "raccomandati". Tale decisione è stata accolta male dal coordinamento provinciale berlusconiano, che non ha potuto o saputo fare a meno di emettere un pungente giudizio sulle scelte operate dal primo cittadino di Barcellona, in cui, pur rispettando l'autonomia del sindaco, si fa rimarcare la "sensazione" che tale scelta abbia in definitiva tirato l'acqua al mulino di "un improprio monocolore , fatto più di pretoriani che da collegialità politica".
Un' acqua che potrebbe trasformarsi in onda anomala?
Questa, la composizione della nuova Giunta: Antonietta Amoroso, Giuseppe Accetta, Giuseppe Benvegna, Emanuele Bucolo, Santino Calderone, Paolo Genovese, Rosario Pio Lizio, Nicola Marzullo, Domenico Scolaro, Antonio Sottile. Quattro di essi erano stati eletti consiglieri, tre sono stati assessori nella precedente amministrazione, una ai tempi dell'amministrazione retta da Franco Speciale.

martedì 12 giugno 2007

IL RATTO DI PERSEFONE






















A conclusione della recita dei suoi alunni, la maestra si commuove mentre consegna a ciascuno di loro le pergamene di merito, e si prende gli applausi d'incoraggiamento del numeroso pubblico che, nel teatrino parrocchiale di Santa Venera, aveva assistito alla rappresentazione scenica del "Rapimento di Persefone".
Ad interpretare il rifacimento del "mito" ( secondo cui Proserpina-Persefone, figlia di Giove e di Demetra, rapita e sposata dal dio Plutone , per un compromesso, fu costretta a dividere la propria vita tra la terra feconda e il freddo oltretomba) sono stati gli scolari delle due quinte della scuola elementare Santa Venera.
Preparati dalle loro maestre Mobilia, Brigandì e Coppolino, con particolare senso artistico e competenza, maschietti e femminucce hanno dato il meglio di sè stessi, riuscendo a strappare applausi a scena aperta.
La parte della principale protagoista è stata affidata alla impegnatissima Anna Di Pasquale, mentre Ades è stato interpretato da Antonio Benvegna, anch'egli particolarmente preso dalla parte affidatagli. Ilenia Bellinvia ha caratterizzato in maniera eccellente la figura di Demetra, Compresi della loro parte anche Marco Munafò, Claudia Maiori, Alessia Isgrò, Francesco Valenti, Domenico Sottile, Martina Lanza, Luca Fiorino, Nunzio Arizia, Elettra Coppolino, Riccardo Perdichizzi, che hanno rappresentato la numerosa schiera degli dei greci, a partire da Zeus.
Ad arricchire la sceneggiatura, il valido contributo del Coro bianco e del Coro nero, composti da Carla Fazio , Daniele Lo Presti, Domenico Porcino, Eleonora Buemi, Filippo Munafò, Giorgia Iacono, Giovanni Di Marco, Giovanni Pino, Giulia Russo, Giulio Abbate, Giusy Alberto, Irene Scroppo, Michela Ceraolo, Michele Torre, Riccardo Sansotta, Beppe Paratore, Chiara Imbesi, Daniele Di Pasquale, Emanuela Impallomeni, Fabio Di Lorenzo, Fortunato Sottile, Giorgia Toscano, Giuseppe Genovese, Giusy Caliri, Liliana Marchetta, Loredana Lo Bianco, Riccardo Scroppo.
Praticamente sono stati coinvolti tutti gli alunni delle due classi. E siamo stati lieti di averli segnalati, sperando di non averne saltato qualcuno. Ottime le musiche e i canti che hanno accompagnato lo spettacolo, anche in chiave moderna e coinvolgente. I ragazzi e le maestre hanno ricevuto meritati elogi dalla dirigente del quarto circolo didattico,dottoressa Bruna Altuso.

ALLIEVE DI LUSSO


Una interessante mostra collettiva di pittura è in atto, nella Galleria Civica Oasi dell'ex Monte di Pietà di Barcellona.
Espongono le allieve del Corso di disegno e
pittura diretto dal maestro Giuseppe Milone.
Le opere, tutte di buona fattura, dimostrano la seria preparazione tecnica e stilistica finora raggiunta dalle ragazze preparate da un docente scrupoloso e sicuro conoscitore dell'arte della matita e del pennello.
I numerosi quadri esposti portano le firme di Cecilia Angelucci, Graziella Crinò, Adriana Di Pietro. Luisa Geraci, Elena Lanza, Tina Maio, Samanta Molino, Giusy Munafò, Irene Palme, Anna Scarcella. Tutte vere e proprie promesse.La mostra chiuderà domenica 17 giugno.E' aperta al pubblico dalle 16,30 alle 20,30.

lunedì 11 giugno 2007

OPERAZIONE DISARMANTE


Secondo fondate indiscrezioni, con la fine di giugno cesserà, nell'ospedale "Cutroni-Zodda" di Barcellona, il servizio per gli esami di "Ecocolordoppler", finora egregiamente espletato da un dei medici del reparto di medicina, il dottor Antonio Bonvegna.
I motivi che indurrebbero l'Azienda Usl a decurtare quel prezioso ausilio, nel già impoverito nosocomio barcellonese, vanno cercati in una serie di fattori, che fanno capo alla necessità di risparmiare la spesa sanitaria.
Al primo posto la carenza di personale: basti pensare che il bravo medico impiegato in tale importante servizio, ogni giorno finora s'è dovuto dividere fra questo impegnativo lavoro e l'assistenza in corsia, appunto perchè manca il giusto personale medico. Inoltre, come c'è stato ventilato, avrebbe contribuito al disarmo l'inadeguata pregestione del servizio tramite il numero verde, che spesso avrebbe creato accavallamenti nell'assegnazione dei turni agli utenti richiedenti detti esami. Non meno influente sarebbe stato il comportamento di taluni medici di base, che avrebbero avanzato richiesta di accertamenti doppler, anche per casi poi risultati superflui. Il previsto disarmo fa il paio con altre preoccupanti "chiari di luna ", riguardanti il personale paramedico, la cui riduzione ormai all'osso potrebbe essere ulteriormente accentuata dal ritardo se non addirittura dalla mancanza del ricambio numerico, reso necessario dall'uscita in quiescenza di infermieri , per raggiunti limiti d'età.

domenica 10 giugno 2007

NON E' UNA SCENEGGIATA




Foto dx: il cons. Gianluca Sidoti

Sotto: giovani al lavoro













Un gruppo di giovani volenterosi, stamani
(domenica 10 giugno) , armato di pompa idrica e di palette, cominciando da piazza Stazione Vecchia - per intenderci, quella del "nuzzuluni d'aranciu" - ha voluto dimostrare che si può fare politica.
Non sporcando, ma pulendo.
La selvaggia guerra dei manifesti, che sconsideratamente parecchi candidati alle recenti "amministrative" avevano
combattuto, ha lasciato la città in uno stato d'indecenza assolutamente insopportabile, tanta è la grande schifezza lasciata sui muri, sui contenitori della spazzatura e in mille altri posti. Tale miserevole sconcio, che pare abbia mosso persino il magistrato, da questo blog è stato non solo segnalato subito, ma anche stigmatizzato. Adesso, vedendo quel nudrito gruppo di giovani, pronti a rimediare per chi in verità non avrebbe meritato tanto, c'è parso obiettivamente doveroso prendere nota e rendere pubblica tanta buona volontà , che dovrebbe costituire soprattutto un sano esempio di civiltà. E poi dicono che i nostri giovani sono strafottenti! Qualcuno, vedendo di passaggio l'operazione di pulizia in corso sulla facciata della vecchia stazione, ha parlato di "sceneggiata", forse perchè l'iniziativa è stata presa da un gruppo di consiglieri della maggioranza consiliare. Ebbene, a nostro modesto parere, non sempre la "sceneggiata" deve dispiacere, perchè - come in questo caso - può essere valutata positivamente. Disdicevole e ributtante era stata invece l'altra sceneggiata: quella dei tanti "danarosi" che, pur di sfondare, hanno apposto la loro promettente faccia sui muri e sui cassoni.
E là sì che c'era da criticare, specie se ora qualcuna di quelle facce avrà il "primato" a Palazzo Longano. Per dare atto alla esemplarità dell'iniziativa giovanile, ci piace ricordare - e non perchè siamo dalla loro parte politica - che l'operazione "maquillage" è nata da un nuovo movimento, promosso dai consiglieri Aliberti (Pri), Abbate(An), Munafò (Punto Freccia), Sidoti e Aronica (Giovani per). Guarda caso, di destra, ma anche poco "manifestati" nella baraonda elettorale. Grazie ragazzi, di qualunque schieramento voi facciate parte. Speriamo che possiate essere in grado di servire la città stimolando i "papaveri" del Palazzo a fare meglio del passato quinquennio: anche a costo di dargli filo da torcere.
OK?

sabato 9 giugno 2007

La bisaccia di fra' Galdino


Vi ricordate di me? Quando ai tempi di don Rodrigo, giravo un po' scalcinato per le case a raccogliere la questua e, nella stagione in cui si bacchiavano le noci o le olive, riuscivo a riempire la mia bisaccia?
A volte tra le noci della questua, ne trovavo qualcuna da scartare, perchè bacata, ma generalmente, se non era tempo di carestia, la questua risultava soddisfacente.
Adesso, io, fra' Galdino, ho ancora con me quella vecchia bisaccia, un po' logora, ma ancora utile e capiente.
Già, in essa, ho cominciato a raccogliere i primi frutti, che non sono più nè noci nè olive, ma parole , situazioni ed eventi.
I fatti sono quelli che quel "carneade" del blogger ha cominciato a registrare in questa Barcellona un po' trasandata, mentre le parole sarebbero i commenti che giungono dall'esterno su tali fatti.
Infilando, oggi, la mano nella bisaccia, sapete che trovo? Assieme a qualche parola di apprezzamento e d'incoraggiamento, anche qualche rimbrotto d'un incavolato avventore che , non riuscendo a sapere chi è il "carneade di turno", crede che si tratti del solito "velinaro", forse anche guerrafondaio, o per lo meno leccasedere, come ce ne sono tanti.
E chi ha tanto sospetto, se crede di poterlo fare a ragion veduta, faccia una "fischiata". A meno che non abbia il buonsenso di leggere quanto si registra in questo blog e di confrontarlo con i fatti e soprattuto con le aspettative di questa città, per troppo tempo trascurata.

venerdì 8 giugno 2007

TRAFFICO PESANTE

Nella foto:Pesanti automezzi ingombrano il "ponte".


E' bastato un tamponamento, ad un incrocio, per mettere in tilt la circolazione nelle strade del centro.
La conferma ecltante dello stato di confusione esistente nella rete viaria interna, c'è stata data poco prima delle undici di stamane - venerdì 8 giugno - , quando un'autogrù, scontratasi con un'autovettura all'incrocio tra la via San Giovanni Bosco e la via Marconi, ha bloccato il traffico non solo sulle due strade direttamente coinvolte dall'incidente, ma anche nelle diverse vie parallele adiacenti, dove si sono formate lunghe code.
A parte il fatto che, come al solito, la vigilanza è latitante, quel che particolarmente preoccupa è la inveterata mancanza d'interessamento per una soluzione radicale del traffico pesante nelle due "direttrici" interne che si collegano alla SS113. Nessuna delle amministrazioni di Palazzo Longano, sin dai tempi di quelle santalchiane, ha avuto il coraggio e la capacità di affrontare questo importante problema , che è sempre stato considerato vitale per la città solo a parole e mai nei fatti.
E' cosa buona e giusta provvedere alla cura del manto stradale - e per questo c'è chi si vanta d'avere asfaltatato 150 strade - , ma è anche probo e salutare provvedere alla piena attuazione della tanto declamata tangenziale a scorrimento veloce, necessaria per evitare il transito dei mezzi pesanti all'interno della città.
Non è vero signor Sindaco?

mercoledì 6 giugno 2007

IL VIALE DEI TIGLI


I tigli di via Roma, che da tempo attendono di essere rimondati, hanno adesso una doppia chioma. I rigogliosi alberi, che fiancheggiano la principale via del centro, sono soffocati dai fronzuti virgulti che si sono sviluppati alla base.
Come ogni anno, ritarda l'intervento dei potatori, e ciò consente ai polloni di germogliare e svilupparsi in maniera esagerata.
Ciò dà un aspetto decisamente trascurato a tutta la strada, che è nata per essere il "salotto" di Barcellona.
Rinnovare il manto stradale (di 150 strade addirittura) non basta, se a ciò non si aggiunge la cura per mantenerne il decoro.
Non è vero, dottore?

martedì 5 giugno 2007

SPAZZATURA IN TV









La televisione italiana, sia di Stato sia privata,

con l'approssimarsi della stagione estiva , torna a propinarci la solita minestra riscaldata, offrendo ai telespetatori una congerie di film datati, un pattume di pellicole vecchie, spesso insulse, quasi tutte già viste e riviste.
Tali films ci assilleranno a rotazione continua per le intere giornate della prossima estate, come si può evincere dalle programmazioni annunciate nelle rubriche dei giornali.
Spulciando, per esempio , i programmi odierni, abbiamo potuto costatare che la Rai , nell'arco della giornata, ha messo in onda undici tra film e telefilm (8 Raiuno, 1 Raidue, 2 Raitre), Mediaset addirittura ha più che raddoppiato, mettendone in onda ventitrè ( 7 Canalecinque, 8 Italiauno, 8 Retequattro). Chi più ne ha, più ne mette. Solo che si tratta , in buona parte, di roba scaduta se non addirittura scadente.

F I O R I T U R A


La primavera volge al termine e con l'approssimarsi del caldo estivo la natura offre uno spettacolo meraviglioso con l'esplosione della fioritura delle piante grasse tropicali. Sono colori vivaci e brillanti, che durano purtroppo quanto un sospiro, un po' come i varioopinti giochi d'artificio. E come questi, più di ogni altra cosa, ci danno il senso della effimera bellezza e della caducità della vita.

lunedì 4 giugno 2007

L A F A C C I A S P O R C A


Non che fosse decente il prospetto della dismessa stazione ferroviaria, prima delle recenti elezioni amministrative.
Ma mai, come adesso, era stato reso così inguardabile.
Anche se il compito del vecchio reperto è stato ridotto a fare da paravento al "Nozzuluni d'aranciu", che ingombra la piazza, non è tuttavia giusto che ci si accanisca contro, rendendo ancor più deturpata e sporca la sua facciata.
Non dovremmo mai dimenticare che, per quanto piccola e inadeguata, la stazione di via Roma fu al servizio della città per oltre un secolo, e che nel suo scalo, per decenni, si sviluppò il vitale intreccio della nostra produzione agricola e d'allevamento con i mercati europei.
Chi si scorda di ciò, non tiene conto delle proprie radici. E ciò è molto significativo
Nella foto:manifesti elettorali logori sul prospetto della stazione

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