sabato 1 settembre 2007

I POMPIERI DI MARTE


Per l'ennesima volta, si sente nella città di Barcellona Pozzo di Gotto l'impellenza di un distaccamento locale dei Vigili del Fuoco. Da decenni, con cadenza sempre più ravvicinata, le Amministrazioni Comunali succedutesi a Palazzo Longano hanno fatto sentire alle competenti autorità questa grossa esigenza, ma sempre e con la stessa motivazione è stato risposto picche. L'alta burocrazia ha detto che già esiste un distaccamento a pochissima distanza, quello di Milazzo, ed una sede provinciale nel capoluogo; pertanto non vale la pena creare un doppione, anche se il centro che lo richiede è una comunità di 45 mila abitanti ed ha un hinterland che, sommati a questi, ne raggiunge 100.000. Ma ecco che i recenti luttuosi eventi, collegati alla devastazione ormai reiterante dell'ambiente agricolo- boschivo- faunistico, provocata da dolosi incendi, hanno reso martellante la necessità di possedere strumenti d'emergenza che vadano oltre l'ormai retorica messa in scena della cosiddetta protezione civile. Si sente cioè pressante più che mai la necessità di vedere, oltre che rinforzato il contingente dei Pompieri di Milazzo, istituito un nuovo distaccamento complementare a quello mamertino.Tutto ciò rende più che mai opportuna e legittima, anche se non nuova, l'iniziativa del consigliere comunale di An, dottor Filippo Marte ( condivisa e sottoscritta da altri consiglieri) che, rivolgendosi al sindaco Nania, lo sollecita ad interessarsi perchè, finalmente, a Barcellona, venga istituita la tanto attesa sede dei Vigili del Fuoco. Filippo Marte, ripropone tale richiesta, prendendo spunto dalla gravità della situazione ambientale determinata, ogni anno, dai devastanti roghi nel vasto territorio montano della provincia: incendi che tra l'altro hanno messo a nudo le carenze di uomini e mezzi che dovrebbero far fronte all'estendersi di tali calamità. Per evidenziare l'esiguità dei mezzi e degli uomini disponibili, di fronte ai casi d'emergenza ( incendi, rischio sismico, chimico, ambientale, idrogeologico, incidenti stradali e ferroviari), Marte presenta dati statistici sconcertanti, come per esempio la ventina di pompieri componenti l'organico del distaccamento di Milazzo e l'inadeguato rapporto fra i complessivi 308 vigili del fuoco di Messina e provincia e la vastità del territorio da controllare, sul quale sorgono ben 108 Comuni, oltre al Capoluogo..
Cifra

venerdì 31 agosto 2007

NOTTE ARCANA


E' nata una nuova associazione cittadina, si chiama Genius Loci ed ha come programma precipuo il rilancio della vita culturale di Barcellona Pozzo di Gotto. Una magnifica iniziativa, se i suoi fondatori e organizzatori non pretendono di volere basare la rinascita della cultura locale inneggiando soltanto sui "reperti storici e culturali" di una comunità nata appena due secoli fa e, per questo, senza profonde radici nel passato.
Quel poco di monumentale e di cultura, legato alla sua giovane tradizione, la città di Barcellona Pozzo di Gotto l'ha talmente trascurato da sciuparne o distruggerne persino le tracce.

Adesso la nuova associazione culturale ( il cui nome vuole essere significativo: afflato del luogo o spirito della Città per meglio intenderci) cerca di partire un po' alla grande: organizzando una manifestazione notturna, che etichetta con un'espressione un po' maccheronica, "Notte Antiqua", probabilmente per legare con le due parole il presente al passato.
Ed il passato-presente, a Barcellona, oggi forma purtroppo un itinerario notturno poco vario, per quanto riguarda la parte artistico-monumentale della città: le solite quattro chiese più antiche ( San Giovanni, Crocifisso, Immacolata, Basiliani), quasi sempre chiuse se si eccettua quella di San Giovanni, i murales ormai deteriorati di via Scinà, la strabbandonata villa Liberty, per la cui malasorte non so chi dovrebbe vergognarsi.
Se c'era qualcosa di significativo nel magro corredo artistico-monumentale della città, e in effetti c'era, ho qui l'obbligo di ricordare che ci fu chi ebbe, una ventina d'anni fa, il buon senso di fotografarne gli elementi più cospicui.

A tale proposito aggiungo che copie di tali documenti fotografici furono allora donate alla Scuola Elementare di Militi (quarto circolo didattico) e presumo che quella direzione didattica abbia avuto il buon senso di tenerle care.
Ma non tutti quegli importanti monumenti storici credo che oggi siano ancora testimoniabili.
Ed ecco perché la giovane associazione culturale è costretta a limitare il suo itinerario notturno, che non sarà forse del tutto bianco come quello di Milazzo, ma neppure del tutto squisitamente storico-culturale.
Basti pensare allo stato in cui è lasciata la non visitabile villa Liberty, perchè già cadano le braccia a sentire proclamare, per bocca del sindaco, che la nostra città possiede un
patrimonio culturale da scoprire.
Si, è vero, si tratta però di un patrimonio occulto, quando non è completamente distrutto.

Nelle foto piccole: le chiese di S.Giovanni, di San Basilio e Villa Liberty

giovedì 30 agosto 2007

L'IRREQUIETO CANTASTORIE


Mi piace dedicare questo "post" ad un amico barcellonese, che in queste settimane, dovrebbe spegnere 30 candeline e forse più sulla torta della sua carriera di cantastorie.
E' l'irrequieto Fortunato Sindoni che, sin da studente, mentre frequentava l'università per laurearsi in lingue straniere, cominciò a interessarsi di un mondo a lui più congeniale, affascinato, com'era, della vita popolana con i suoi spesso penosi e ingiusti riflessi sociali, a volte superati con umiltà, a volte bruciati dall'irruenza intollerante.
Cominciò ad amare e a cantare quei fatti quotidiani come se fossero eccezionali, soprattutto dopo che, durante la sua vita migratoria in Germania, conobbe il canto e la musica folk del "singer" americano, Woody Cutrhie.
Da allora si ripromise di strimpellare sulla chitarra motivi alla base di canti che gli sgorgavano spontanei quando un avvenimento lo colpiva.
Tornò a Barcellona, dove ebbe una parentesi da docente di lingua all'interno dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Si fermò per alcuni anni, forse troppo pochi per lui. Eppure Fortunato li ritenne troppi, perché la sua testa era sempre fuori le mura del reclusorio, anche quando s'intratteneva coi ricoverati.
La sua testa e il suo temperamento lo portarono alla ricerca di quelli che come lui, anzi in quel tempo più di lui, tenevano alta la cultura popolare, in modo particolare quella siciliana.
Cercò di abbarbicarsi, come fa l'edera, al grande poeta popolare siciliano Ignazio Buttitta. Lo seguì nel suo peregrinare in Italia, musicò diverse sue poesie e le canto "pedipedi".
S'agganciò ad altri cantastorie di grido, ma soprattutto venerò ed esaltò meritatissimamente la supergrande Rosa Balistreri. (E a questo punto, mi tocca corredare questo "pezzo" con una foto, che assieme ad altre della Balistreri, tengo cara nel mio archivio.)
Ancora oggi, più che mai, è sempre in giro, con l'irrequietezza e la caparbietà di sempre, e con la bontà di un padre verso un gruppo di ragazzi, che appassionati di musica e, alcuni, con strumenti popolari, accompagnano i suoi canti, quando lui mette un po' da parte la vecchia chitarra e l'armonica a bocca, che per trent'anni gli hanno supportato la voce.
CIFRA

mercoledì 29 agosto 2007

CONSIGLIO E ASSESSORE IN MOVIMENTO


Domani, alle ore 19, dopo la tregua estiva, riapre i battenti l'aula consiliare di Palazzo Longano, per un primo approccio dell'assemblea comunale con i problemi della città. Molti sono i consiglieri di nuovo conio e si tratta per loro, quindi, di un incontro che potremmo definire di "rodaggio".
Ed è presumibile che ciò abbia indotto il presidente del Consiglio, Francesco Crinò, a non calcare la mano nella stesura dell'ordine del giorno, che è incentrato su un paio d'argomenti d'un certo interesse o urgenza.
All'adunata di domani, sugli scranni sederanno parecchi giovani, i quali daranno sicuramente una nuova "carica" all'istituto cittadino, pur nella loro qualità di neofiti.
Per questo, sentiamo il dovere di rivolgere a tutti un sincero augurio di buon lavoro, con la speranza che il loro attaccamento agli interessi della città possa essere di sprone all'Amministrazione capeggiata da Candeloro Nania.
Gli argomenti di cui facevamo cenno riguardano il riconoscimento di un paio di debiti fuori bilancio e un problema, sollevato da un'interrogazione del consigliere diessino Mario Presti, che sottolinea il rischio che stanno correndo i dipendenti dell'Ipab di Barcellona sul piano occupazionale, a causa della difficile situazione in cui versa l'istituto in cui operano.
Per quanto riguarda Palazzo Longano, è da registrare un'iniziativa dell'assessore alla Pubblica Istruzione, Antonietta Amoroso, che rendendosi conto della portata del problema sollevato dalla stampa in ordine al paventato aumento del costo dei libri scolastici, ha deciso di convocare per venerdì alle 10,30 i commercianti del settore per cercare una possibilità d'intesa atta a calmierare la spesa per libri e attrezzatura scolastica, al fine di non gravare eccessivamente sulle famiglie con figli in età scolare.
L'intento è senz'altro encomiabile: Bisognerà adesso vedere quale sarà il comportamento dei convocati e in che misura sarà in grado di contribuire il Comune, dal punto di vista finanziario.

martedì 28 agosto 2007

SPARA SULLA TASSA AI CONIGLIONI


Prima la spara grossa, ricorrendo ai "fucili", poi sommerso dalle critiche dell'opposizione scandalizzata dalla gravità di quella "vocazione di ribellione e violenza che può purtroppo trovare seguaci irresponsabili", il senatur Umberto Bossi, ritira l'arma da fuoco e usa la carabina per sparare palline di carta.
"Dobbiamo colpire - bofonchia il padano - Roma ladrona con lo sciopero del lotto".
E sarebbe il primo comandamento di un decalogo di ribellione che dovrebbe mettere in ginocchio le finanze di uno Stato, secondo lui accentratore e sanguisuga.
Ma perchè, adesso, usa palline di carta, che certamente non potranno mai scalfire la finanza di Prodi e di Padoa Schioppa?
Perché, così sparando, il senatur non fa altro che mirare contro la ormai nota "tassa sui coniglioni".
E dico la parola coniglioni, perchè non oso scrivere quella generalmente usata, che con coniglioni fa rima ed ha assonanza.
E di coniglioni con la sindrome del lotto, nella nostra bella Italia, ce ne siamo tanti, che mi sembra inconcepibile una protesta di massa in grado di determinare una forte duratura astensione dal gioco del lotto, come da qualsiasi altro gioco, ormai entrato nel dna italico. Ci sarebbe una tale crisi d'astinenza da dovere approntare mille nuovi "centri di recupero e di riabilitazione" per la disintossicazione.
Senza naturalmente, per questo, dover disturbare don Gelmini, che ha già troppi impegni.
Fra' Galdino

domenica 26 agosto 2007

NATURA CIECA, UMANITA' BRUTA









- Sorella Acqua, perché quando il piromane bruciò la montagna, non spegnesti il fuoco? -

- Perché non c'ero


- Fratello Fuoco, perché quando il piromane ti appiccò non lo bruciasti vivo?


- Per la stessa legge che costrinse il Fratello Mare a inghiottire la barca coi clandestini senza ingoiare lo scafista mercante di vite umane.

sabato 25 agosto 2007

NON E' FACILE GIUSTIFICARE



Con delibera della Giunta Municipale, sono stati stanziati per spese straordinarie 15.000 Euro da utilizzare per il pagamento dell'attività lavorativa oltre l'orario previsto, svolta nel periodo estivo dal nuovo personale assunto e dai contrattisti ausiliari della Polizia Urbana di Barcellona Pozzo di Gotto.
Con questa informazione, che porterebbe ai lavoratori interessati un aumento medio individuale di poco meno di 800 euro per i due mesi di agosto e settembre, l'assessore al ramo Emanuele Bucolo ha praticamente fatto sapere che l'Amministrazione Comunale ha già, previdentemente, provveduto a tenere il personale di vigilanza sulla strada a controllare la viabilità, per il maggior tempo possibile.
Avrebbe così cercato di rispondere a quei cittadini che, tramite una petizione al Sindaco, si erano lamentati e preoccupati per la pericolosità della litoranea, molto trafficata e scarsamente vigilata. Se, nonostante l'aumento di vigili e "paravigili", che ovviamente comporta un onere di spesa maggiorato, la situazione in tutto il territorio cittadino non appare migliorata - e le lamentele vanno oltre quelle espresse dai firmatari della petizione - diventa naturale il sospetto che, per la disciplina nelle strade e sui marciapiedi, non è stato imboccato il sentiero giusto.
Come sempre, e quindi come quando c'era grave carenza di vigili, si continua a operare alla meno peggio, senza potere ricorrere ad un programma serio ed efficace.
E allora dove andrà a finire il proclamato intendimento di fare "partorire" al paese "la linfa e la forza" capace di "dare significati e valori aggiornati al territorio"? A Marengo?
Cifra

venerdì 24 agosto 2007

NOMI CHE RIECHEGGIANO


Succedono fatti che mi ricordano una storiella che, tanti anni fa, si raccontava nei libri scolastici del regime, per esaltare la potenza dell'unione delle forze, simboleggiata allora dal fascio: era la "parabola" non evangelica del padre che, per dimostrare ai propri figli che l'unione fa la forza, si fece portare delle verghe di legno e invitò i giovani a provare a spezzarle singolarmente e, successivamente, unite in fascio.
Ovviamente fu loro facile la prima operazione, mentre fu impossibile attuare l'altro tentativo.
Forti di questa antifona, i nostri amministratori, le cui radici non è difficile individuare, sono felici quando trovano occasione per "affastellarsi" e consorziare le proprie energie con quelle di altre amministrazioni comunali, di modo che, sfruttando la forza dell'unione, si possa operare in armonia e con successo su un vasto territorio, che per esempio va da Milazzo o da Villafranca a Brolo, e viceversa.
Questa teoria è stata utilizzata per la costituzione dell'ATO2, dove ora si fa a gara per trovare un posto in carrozza ad esperti di "fiducia", e s'è pure utilizzata per compattare comuni della fascia tirrenica, smaniosi di mettere in luce e valorizzare vocazioni turistiche dalle prospettive incommensurabili.
E così sono venute fuori nuove commissioni, dove si stagliano su uno sfondo nepotistico, nomi di presidenti e di altri componenti - qualcuno ripetitivo - che riecheggiano sulla stampa.
Per rendersi conto di ciò che è stato sopra detto, basterebbe leggere la notizia secondo cui, per tutelare i beni culturali dei comuni aderenti al progetto "Paese Albergo", che mira a internazionalizzare il turismo nella zona tirrenica della provincia di Messina, da Milazzo a S. Angelo di Brolo, s'è nominata una nuova commissione, la cui presidenza è stata affidata ad un barcellonese doc, l'avvocato Candeloro Nania, inteso Rino, che ovviamente non è il sindaco di Barcellona, ma è pur sempre un personaggio noto sul piano politico, già capogruppo consiliare a Palazzo Longano per An e attualmente componente dello staff di avvocati recentemente scelto dall'amministrazione di Palazzo Longano per difendere gli interessi legali del Comune.
Il nuovo presidente di commissione, che ha spiegato alla stampa qual è il compito del progetto, è convinto che "l'idea portata avanti permette di proiettare la realtà della costa tirrenica che va dai Nebrodi a Tindari a Barcellona e Milazzo, in una dimensione nuova ed allargata di paese che trae linfa e forza dal proprio ventre per divenire paese che impara a dare significati e valori nuovi al territorio". E se lo dice Rino Nania, bisogna crederci, anche se non manca la retorica.

giovedì 23 agosto 2007

NON PIU' FERRARI SUL LUNGOMARE


Adesso la litoranea che costeggia il mare di Barcellona, oltre a essere sconnessa e interrotta all'altezza del torrente Patrì, viene denunciata - come d'altronde ogni altra precedente estate - per la pericolosità del traffico, sempre intenso e spesso spericolato in questo periodo, nonostante gli intralci sopra menzionati.
Attualmente le case di Cicerata, Calderà, Spinesante, Cantoni sono piene di villeggianti e molti sono coloro che si sentono minacciati dalla mancanza di vigilanza lungo la pericolosa arteria.
Per questa ragione, recentemente un buon numero di cittadini hanno sottoscritto una petizione al sindaco Candeloro Nania, in cui s'esterna lo stato di disagio e la preoccupazione di chi è costretto a vivere nel timore a causa di quella strada, il cui attraversamento, soprattutto per i pedoni, rischia di diventare drammatico.
Di questa incresciosa situazione s'è reso interprete uno dei consiglieri comunali della maggioranza, il rappresentante di Alleanza per Barcellona Pietro Mirabile che, in sintonia alle richieste dei cittadini firmatari, ha sollecitato l'intervento dell'assessore alla polizia urbana e del comandante del Corpo per una maggiore e più assidua presenza dei vigili urbani nella zona "incriminata".
Intanto s'è appreso che, in quella strada, non sarà possibile il transito di una "Ferrari", neppure se si tratta di una "taroccata F355", e non perché non lo permette la precarietà del fondo stradale, ma per il semplice fatto che una macchina del genere, posseduta da un giovane di Terme Vigliatore, è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza,essendo stata abusivamente combinata sulla struttura di una vecchia auto americana, con l'assembramento di pezzi originali e il marchio della Ferrari: il che costituisce reato, per "contraffazione di marchio, utilizzo e sfruttamento dell'opera dell'altrui ingegno".
L'F355 "fasulla" sarebbe stata acquistata presso un autosalone della città del Longano, per una somma lungamente inferiore al prezzo di mercato.

mercoledì 22 agosto 2007

E LORO SE LA RIDONO


I circoli della Libertà, per quanto mediatici e spesso anche sulla carta, hanno già svolto il loro primo compito: essere il preludio ( e possibilmente fare da volano) ad un nuovo partito parallelo a Forza Italia. La recente ammissione, da parte dei promotori della nuova iniziativa politica, che il nome e il logo di tale partito, detto della libertà, sono stati registrati, è la conferma che ormai il cavaliere è padrone di due cavalli:uno di razza, un po' sfruttato, l'altro giovanissimo, ed ovviamente da traino. Non potendoli cavalcare entrambi contemporaneamente, Berlusconi mette in sella al nuovo giumento l'intraprendente Michela Brambilla, che in tutto questo tempo s'è occupata dei circoli della libertà.
Questi, quindi i due protagonisti di una nuova avventura politico-mediatica, che ha messo in luce un'intraprendente, tenace, nuova "star" politica, dai capelli rossi e dal sorriso abbagliante, che non ha più ormai motivo di tenere la bocca chiusa.
E infatti, come abbiamo pronosticato ieri, non ha atteso molto per ammettere che è stata lei a registrare il nuovo Partito della Libertà, su mandato di Berlusconi.
P.S. Gradiremmo che qualcuno ci facesse sapere dov'è la sede del Circolo della Libertà di Barcellona Pozzo di Gotto.

martedì 21 agosto 2007

FACILI PROFETI?


In questi giorni si sta facendo un gran parlare sulla ventilata volontà di Silvio Berlusconi di fondare, presumibilmente al fianco di Forza Italia, un nuovo partito, che dovrebbe derivare dalla "gestazione" dei cosiddetti circoli della Libertà, attualmente affidati alla "gestione" della giovane industriale Michela Vittoria Brambilla.
Ciò ha suscitato una ridda di smentite e di mezze conferme, condite di musi lunghi nello stesso ambito di Forza Italia e di polemiche anche da parte di alleati di Berlusconi: graffiante, a tale proposito, la reazione di Cesa, segretario dell'Udc, che facendo riferimento al ventilato partito delle libertà, ha dichiarato a Repubblica che "i partiti sono una cosa seria e non si possono basare sul marketing politico". Insomma il nuovo partito, che nascerebbe dalle viscere dei figli di Forza Italia (leggi: Circoli della Libertà) piace poco o niente agli alleati di Berlusconi, compreso il corteggiatissimo Bossi, che sarcasticamente liquida il cosiddetto Pdl, affermando che solo la Lega può fregiarsi con lo stemma della libertà, perchè nessun altro finora s'è stracciato le vesti per essa.
Ma pare che il fondatore di Forza Italia abbia un progetto preciso: quello di farsi affiancare da un nuovo partito che raccolga il consenso di moderati scontenti, persino di quelli non più attratti dal "crisma" berlusconiano. Si dice addirittura che già stia provvedendo alla registrazione presso un notaio del nome del Pdl, in attesa dell'unificazione del centrodestra.
Tutto ciò, nonostante la taciturna presa di posizione di colei che dovrebbe fare da segretario al costituendo partito, la Rossa Michela Vittoria Brambilla, che momentaneamente se ne esce con una battuta:"Non voglio parlare di politica, ma nessuno mi chiude la bocca". Vedremo comunque fino a quando la terrà semichiusa.
Intanto noi, a chi si chiede come mai ci stiamo occupando di questo argomento non specificatamente locale, dobbiamo dare un chiarimento.
Nello scorso mese di luglio, in occasione della formazione del Circolo della Libertà di Barcellona Pozzo di Gotto, essendoci occupati di ciò, avevamo avuto modo di rispondere ad un commento di tale Eugenia, che sosteneva essere quel circolo semplicemente un'associazione culturale fondata da un partito politico. E non più di questo.
A tale proposito scrivemmo:"Si tratta di circoli promossi da un partito politico, il più grosso partito italiano, e non è pensabile che dalla pur sana voglia di "creare cultura" non traspiri l'odore politico.
Comunque se son rose fioriranno. E se fioriranno, avrete modo di soppesare quanto ci sarà di cultura e quanto di politica".
Adesso sembra approssimarsi l'ora della fioritura.
Attendiamo un po' e vedremo se siamo stati facili profeti o no. Ciao Eugenia.
Fra' Galdino

lunedì 20 agosto 2007

IL GIRASOLE APPASSITO


C'era una volta un asilo, vi si accedeva dalla via Cambria, ospitava una delle più attrezzate ed efficienti scuole materne della città, aveva anche un bel nome: il girasole.
Adesso c'è un rudere, direi una spelonca, senza imposte e internamente completamente priva di ogni arredamento fisso e mobile.
Chiuso, qualche anno fa, perché uno degli ambienti era divenuto inagibile, l'edificio, anziché
essere protetto per impedire intrusioni, è stato lasciato nel più completo abbandono, consentendo atti di vandalismo che hanno distrutto o portato via quanto di sano era rimasto all'interno.
I cancelli del cortile spalancati, le porte e le finestre esterne senza più imposte e tapparelle, il cortile ed il giardino nel massimo degrado: tutto ciò ha consentito che il posto attirasse l'attenzione di chi crede di trovare buon rifugio in luoghi come questo: destando allarme nelle famiglie che abitano nei pressi e preoccupazione nei responsabili dell'adiacente scuola elementare. Ora, la gente si chiede perché mai chi poggia i fondelli sugli scranni di Palazzo Longano non si scomoda per andare a dare un'occhiatina a questa degradante situazione?
Si ha forse il timore di doversi vergognare?
Chissà se qualcuno risponderà!
Fra' Galdino

domenica 19 agosto 2007

FOLKLORE PER STRADA

Posted by Picasa

TURISTA PER CASO



L'altro giorno, in occasione della processione a mare per la festa di San Rocco, mentre osservavo la spettacolare parata di falò che illuminava, accalorandola, la lunghissima spiaggia - ben cinque chilometri d'arenile - che s'estende da Cantoni a Cicerata-Caldà, un antico pensiero tornò a frullarmi nella mente.
"Ma non è un delitto - dicevo tra me - lasciare questo meraviglioso litorale nel più completo abbandono?! Chissà quanti ce lo invidiano, pur così trascurato e negletto!"
Mentre così riflettevo, mi sento salutare, chiamare per nome. E' qualcuno che mi conosce da quando era studente, e che è divenuto grande non solo nel fisico ma anche nella posizione sociale: vive a Bruxelles, dove opera nell'ambito della Comunità Europea.
Torna, d'estate, al paese natio, carico di nostalgia per questa Isola stregona, e vede sempre con occhi incantati la sua terra d'origine. Per lui, potere riammirare questo specchio di mare, con all'orizzonte le isole di Eolo verso cui si protendono, come per proteggerle, due spettacolari promontori, è il regalo migliore che l'Estate gli può fare.
"Peccato, però, che finora nessuno è riuscito a valorizzare la vocazione turistica di questo magnifico litorale", ha aggiunto, quasi leggendo il mio "antico" pensiero.
E, sì, dico io, il turismo qua si fa lasciando tutto "secondo natura": più selvaggia è la condizione ambientale e più dovrebbe attrarre. Anzi, se la rabbia della natura ti distrugge un ponte, non è turisticamente produttivo ricostruirlo: il suo rudere, specialmente se "profumato" dai miasmi del pseudodepuratore, è veramente chic!
E' proprio questa la mentalità dei nostri amministratori?
Io spererei di no.
A meno che non vogliamo che qui passino soltanto "turisti per caso". Come dice, nel titolo della sua commedia, in scena stasera a Monte Croce, l'amico Antonio Rizzo.

sabato 18 agosto 2007

ORA ENTRA LA POLITICA

Le recenti vicende legate alla gara per il completamento del costruendo teatro, che dovrebbe sostituire il vecchio "Mandanici, hanno messo sul "chivalà" le forze politiche barcellonesi.
Per prima a farsi sentire è l'organizzanda Sinistra Democratica di Barcellona Pozzo di Gotto, che ha espresso preoccupazione in una nota, per le notizie apparse sulla stampa, secondo cui il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia e il Tribunale di Barcellona, intervenendo ciascuno per iniziativa propria, sugli sviluppi della gara di appalto per la progettazione e l'esecuzione dei lavori in questione, hanno praticamente aperto una situazione di stallo che sicuramente ritarderà l'avvio dei lavori, tanto atteso dalla cittadinanza.
Come si ricorderà, su ricorso di due imprese, che avevano partecipato alla gara, il CGA ha fermato l'iter ritenendo illegali il procedimento e la soluzione attuati.
Da parte sua, il Tribunale di Barcellona, su iniziativa del sostituto procuratore Olindo Canali, dopo aver fatto sequestrare dalla Finanza incartamenti ritenuti essenziali per un'inchiesta giudiziaria aperta sulla faccenda del teatro, ha emesso ben sette avvisi di garanzia, indirizzati al sindaco, Nania, all'ingegnere capo dell'ufficio tecnico comunale, Calabrò, e a cinque altri tecnici.
La nota della sinistra democratica intanto parla di "conferma dell'incapacità - ovviamente dell'Amministrazione Comunale - di avviare i lavori d'importanti opere pubbliche".
"Seguiamo con attenzione - afferma S.D. - pure i recenti sviluppi investigativi sulla vicenda del Mandanici, e tuttavia vogliamo sperare che chi ne è coinvolto riesca a dimostrare la correttezza del proprio operato. Ci preoccupa molto invece la facilità con cui parecchie gare d'appalto vengono bloccate dai giudici amministrativi".
A conclusione, nella nota, si esprime il sospetto che non si tratti "più e solo di inefficienza e superficialità di burocrati strapagati. Si può ipotizzare che la questione sia tutta politica e che riguardi responsabilità precise delle quali bisognerà che i protagonisti diano conto ai cittadini di Barcellona".
Che ci siano responsabilità o meno staremo a vedere. Ma al più presto possibile: almeno così si spera.
Altrimenti saranno davvero i nipoti dei nostri pronipoti a dovere inaugurare il "nuovo" Mandanici. Come già avevamo temuto in altro precedente scritto.
Fra' Galdino

venerdì 17 agosto 2007

LE PORTE DI FERRO


"A Sant'Agata, dopu ca rubbàru, ci misiru i porti di ferru". E' un vecchio detto popolare che sottolinea quanto spesso si fanno in ritardo le cose necessarie, in questo mondo. Prima deve succedere qualcosa di grave perché si cerchi di ricorrere ai ripari.
Nella strada a scorrimento veloce che da Piazza San Giovanni porta alla galleria di S.Antonio, all'altezza dell'ipermercato Igea, c'è dovuto essere l'incidente gravissimo con il morto per accorgersi che, in quel punto, la pericolosità è massima per chi s'immette nella carreggiata svoltando a sinistra. Si è in prossimità di una curva e la striscia di mezzeria - che tra l'altro è quasi completamente cancellata - dovrebbe impedire qualsiasi attraversamento. In realtà, ciò, non è mai avvenuto. Stamattina, come anche qualche giorno fa, in quel posto divenuto ormai ferale, abbiamo potuto notare un manipolo di vigili - vigilesse comprese - indaffarato per controllare ed eventualmente impedire che, uscendo dal supermercato, qualche macchina o altro mezzo s'immettesse nella strada in maniera irregolare.
Meglio tardi che mai, direbbe un altro proverbio: ma perchè si ritarda intanto a fare ripristinare all'ente di competenza, che dovrebbe essere l'Anas, la linea di demarcazione?
L'impiego di ben cinque vigili e due macchine in un solo posto non può che essere sporadico e limitato nel tempo, e come tale non può costituire un rimedio efficace. Quindi il pericolo è ancora permanente e bisogna intervenire drasticamente se non si vuole porre riparo semplicemente con porte di...cartone.

giovedì 16 agosto 2007

IL TEATRO NEL TEATRO





La storia del teatro Mandanici sta diventando una
telenovela con sfumature però fortemente pirandelliane.
Un vero teatro nel teatro, quello che dovrebbe essere il "sostituto" dell'antico locale divorato dal fuoco la notte tra il 31 maggio e il primo giugno di quarant'anni fa.
La "commedia" di questo sfortunato teatro comincia esattamente una settimana dopo la tragedia dell'incendio, quando l'allora segretario nazionale della Democrazia Cristiana, l'on. Mariano Rumor, dal podio comiziale fatto erigere da Santalco per le elezioni dell'11 giugno, ebbe a promettere solennemente che le infernali fiamme del vecchio Mandanici non avrebbero prevalso sulla volontà della Dc di ricostruire sollecitamente quel teatro tanto amato dai Barcellonesi.
E con quella "sparata" ad effetto il pezzo grosso del maggiore partito d'Italia riuscì a strappare un'ovazione di plauso, che forse in vita sua non aveva mai ricevuto uguale.
Aveva toccato la corda più sensibile, in quella circostanza, facendo sperare chissà quale contributo finanziario dallo Stato per una rapida soluzione del problema.
Speranza e attesa furono lunghe e vane, tanto che, dopo una decina d'anni di delusioni, il sindaco Santalco dovette optare per la costruzione di un nuovo teatro con ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti, allora discretamente magnanima.
E fu il secondo colpo di scena , seguito da altri piccoli e grandi episodi : dalla scelta di non utilizzare più l'area prima occupata dal vecchio teatro a quella del nuovo sito, in un angolo scosceso ed argilloso retrostante il vecchio campo sportivo "Longano", dalla pantomima della messa in scena di un lavoro teatrale presentato al pubblico nel costruendo edificio, ancora allo stato semirustico, a quella della ripresa Rai di quell'evento, dallo stato di definitivo abbandono in cui negli anni successivi "l'erede del vecchio Mandanici" è stato lasciato, alle recenti peripezie aperte con l'intervento della Magistratura, che per iniziativa del sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Barcellona, dott. Olindo Canali, ha aperto un'inchiesta su una gara d'appalto integrato per l'assegnazione dei lavori riguardanti appunto l'ultimazione del nuovo teatro.
L'ultimo colpo di scena è, naturalmente, inserito in questa inchiesta giudiziaria che sta ingranando , grazie all'invio delle prime informazioni di garanzia a sette "personaggi", che se non saranno "in cerca d'autore" come voleva Pirandello, dovranno sicuramente andare in cerca di buoni avvocati per difendersi dalle ventilate ipotesi di reato. I sette sono: l'attuale sindaco di Barcellona, Candeloro Nania per il quale s'ipotizza l'abuso d'ufficio, il falso ideologico e la concussione; l'ingegnere capo dell'ufficio tecnico del Comune, Gaetano Calabrò, che é stato presidente della commissione che ha valutato i progetti in concorso, il prof. Raffaele Tommasini, dell'università di Messina, l'ng. Pietro Grasso, l'architetto Salvatore Fazio, l'arch. Sergio Nastasi, l'arch. Giuseppe Ippolito. Per loro, soltanto l'ipotesi di abuso d'ufficio e falso ideologico.

mercoledì 15 agosto 2007

FERRAGOSTO


Ferragosto: la festa clou degli Italiani; il top del movimento turistico; il relax-stress day della stagione estiva. Ed è pure, per i cattolici, molti dei quali non ci pensano, il giorno dedicato alla Madonna Assunta.
Comunque, è tempo in cui non guasta rivolgere un pensiero a chi forse si ricorda della Madonna, ma non ha la possibilità, la forza o la voglia di vivere una giornata così intensa e contraddittoria, come è in realtà questa paradossale giornata festiva.
Un augurio di pronta ripresa - fisica e spirituale - va dunque a quanti soffrono, per qualsiasi motivo, a quanti si sentono soli e abbandonati, a quanti hanno bisogno di una mano e di un sorriso, di amore, di pace e sopratutto di salute.
Un altro augurio personale lo voglio io rivolgere a quanti ci seguono in questo blog, sia con la critica sia con l'incoraggiamento, perchè possano essere sempre sereni nel giudizio e sensibili verso i problemi che assillano la Città.
Che volutamente ho qui scritto con la maiuscola, appunto perchè mi piacerebbe che fosse anch'Essa maiuscola.
Ed, a conclusione, ma non ultimi vanno gli auguri particolari a Lucio, a Elisa, a don Giovanni, al Sindaco Candeloro e alla sua squadra, a quanti gli segnalano le nostre segnalazioni, agli anonimi e a quanti altri ci leggono, anche se distrattamente. Non importa il come.
Fra' Galdino

lunedì 13 agosto 2007

APPELLO PER UN GRANDE


Vorrei lanciare una proposta, meglio ancora un appello a chi ama la musica e vuole anche bene a questa città, che ha dato i natali a gente laboriosa, spesso dotata di grande ingegno e di capacità artistiche.
Senza rifare la filastrocca dei grandi figli che hanno dato lustro a Barcellona, quasi tutti dimenticati, mi sia consentito, stavolta, d'insistere sull'opportunità di richiamare l'attenzione su un personaggio che, spesso ma purtroppo inutilmente, è stato evocato per il lustro dato alla sua città, quando, in vita, con la sua vena artistica riusciva a riempire i teatri d'Italia.
Non è difficile capire che sto parlando di Placido Mandanici, nato a Barcellona nel 1799 e morto a Genova un mese prima che compisse 53 anni.
Due secoli fa, non c'era la longevità di adesso, e soprattutto furono parecchi gli artisti che lasciarono questa vita molto giovani. Vincenzo Bellini ne fu il classico esempio.
Ma torniamo a Mandanici, che nella sua carriera artistica, nè lunga nè breve, riuscì a produrre una enorme mole di lavori musicali, tra cui parecchie opere liriche, una buffa, probabilmente la migliore, balletti, canti, una messa da requiem, componimenti di formazione musicale. E fu uno dei più apprezzati contrappuntisti. Diverse ricerche sono state fatte, per riportare alla luce spartiti della sua notevole produzione artistica, e diversi brani sono stati eseguiti, in concerti fino a pochi anni fa, quando erano ancora in vita e attivi suoi veri ammiratori, cultori della musica.
Oggi, ogni sforzo per continuare lo slancio di quegli appassionati concittadini di Placido Mandanici sembra essersi esaurito, e, per quanto si parli della rinascita del teatro a lui intitolato (campa cavallo), non c'è più nessuno che pare abbia stimoli per riprendere il discorso, per organizzare qualche concerto, per fare pressione presso trasmittenti pubbliche e private, perchè si ricordino che è esistito, tra i tanti notissimi e poco noti musicisti, anche un ex grande, la cui musica si potrebbe fare ascoltare almeno agli appassionati di quella classica.
Abbiamo ascoltato, soprattutto su Radio3 e sul programma della notte in filodiffusione, moltissimi brani classici, anche di autori mai prima sentiti, ma nessun pezzo di Placido Mandanici.
Perchè questa specie di ostracismo?
Eppure alla Rai abbiamo avuto diversi barcellonesi.
Abbiamo, a Barcellona, una Pro Loco: che cosa potrà fare di concreto?
Abbiamo diverse scuole di musica: perchè non s'interessano pure di Mandanici?
Abbiamo degli uomini politici, che promettono mari e monti, ma perchè non s'interessano di uno che è nato sul piccolo colle di Acquaficara?
A questo punto, non mi resta che parlare con il Sindaco e sollecitare la sua sensibilità per l'arte - che non può essere soltanto quella ferragostiana degli spettacoli di Montecroce -
pregandolo di cercare qualcuno che possa far giungere e fare accettare alla Rai o alle Tv di Berlusconi qualche cd, con registrati brani della musica di Mandanici.
Questo è il mio appello, che potrebbe anche cadere nel vuoto. Comunque io ci tento.
fra' Galdino

venerdì 10 agosto 2007

VELINE O VALLETTI: BOH!!!


Quello della città trascurata e quindi non "trattata a misura d'uomo", lo sappiamo bene, non è un problema che tormenta soltanto Barcellona Pozzo di Gotto.
Ma non è neppure una questione che non deve turbare il sonno dei nostri amministratori, perché tanto, essi, hanno fatto e stanno facendo di tutto per rendere vivibile la nostra città. Giustamente va considerato un passo in avanti, sulla strada verso il miglioramento delle condizioni di vita di chi ha più bisogno d'aiuto, l'avere concordato con altri undici Comuni la decisione di cofinanziare il cosiddetto "buono socio-sanitario" mensile di 450 euro - limitatamente a cinque o quattro mesi - a favore di famiglie con a carico un disabile al cento per cento.
Giustamente va considerato un altro passo, l'avere procurato il finanziamento per dare un nuovo look al centro urbano, o l'avere procurato i soldi per completare un teatro che manca alla città, per aggiustare 152 strade, per aumentare il numero dei vigili e quanto altro ancora lo sa bene il Sindaco della città.
Ma, quando tutto ciò viene fatto senza una linea programmatica, senza un po' di attenzione all'ordine, alla disciplina, all'igiene nell'ambito cittadino, o peggio si deve assistere ad inconvenienti, come quelli recentemente annunciati,di ricorsi e controricorsi, di inchieste giudiziarie e di visite non certo gradite in qualche ufficio responsabile del Comune, non è facile capire quanto possano incidere sulla qualità della vita urbana quei passi, ancorché positivi, sopra accennati.
Bene che si sappia, nessuno qui minimizza o, peggio ancora, denigra le cose positive fatte dai nostri amministratori. Né c'è nessuna voglia o interesse di autoincensamento, caro dottore, quando si sospetta che quello che modestamente abbiamo rilevato ha colto nel segno, tanto da sollecitare risposte a tamburo battente.
Se poi si tratta di "veline" o di "valletti", mica l'abbiamo detto noi?

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