


Anche la provincia di Messina ha aderito in maniera consapevole alla protesta per i gravi tagli operati dall'attuale governo in tutti i settori formativi, assistenziali e di prevenzione.
Sabato sera, in Piazza Cairoli, a Messina, in occasione della manifestazione "Accendi una luce per la scuola", voluta dai sindacati Sfida CIP e Gilda per protestare contro il taglio degli insegnanti di sostegno deciso dalla riforma Gelmini, la partecipazione della gente è andata oltre il malcontento specifico per i tagli nella scuola, mettendo in risalto pure gli altri numerosi strappi che la finanziaria varata da Tremonti sta producendo nell'intero tessuto nazionale.
Approfittando dell'occasione, i lavoratori di una cooperativa hanno sottolineato le difficoltà determinate dalla mancanza di fondi da destinare ai servizi sociali, che si ripercuoteranno sull'assistenza igienico-sanitaria agli studenti disabili. A conferma di ciò l'annuncio che già un paio di operatori hanno ricevuto la lettera di licenziamento..
Ma, come dicevamo, non sarà soltanto la scuola a soffrire gli effetti della mannaia dello Stato, perchè, venerdì scorso, sempre in piazza a Messina, i Vigili del Fuoco hanno voluto fare sentire la loro voce per soittolineare lo stato di precarietà in cui il Corpo viene lasciato.
In una nota si sostiene che "
ormai nei Comandi provinciali si può disporre solo di un automezzo di soccorso, per cui il secondo intervento anche se più pericoloso non si può effettuare”A fronte di ciò e di altre grosse limitazioni - carriere bloccate da anni, a causa di un ordinamento professionale varato dopo la pseudo militarizzazione che ha dequalificato tutti, e retribuzioni inadeguate - bisogna dire No ai tagli della Finanziaria, architettata per il recupero di 40 miliardi di Euro, che penalizzano, tra gli altri, i Vigili del Fuoco ,
struttura centrale di un sistema di protezione civile nel paese, la cui precarietà ricade sulla pelle dei cittadini, che hanno diritto alle migliori prestazioni di soccorso, se in difficoltà, e sui lavoratori del settore.“Fermo restando” – conclude la nota – “ che noi profonderemo comunque il nostro impegno, come è stato sempre, anche per chi sta cercando di sottrarci diritti e dignità, parificandoci a forze poliziesche, con l’intento ben preciso di svenderci al potere politico di turno; ma rivendichiamo fermamente il nostro ruolo e la possibilità di svolgere il nostro lavoro nelle migliori condizioni possibili, che non sono certamente quelle previste dalla Finanziaria dell'attuale governo”.