giovedì 6 novembre 2008

UNO SFOGO DEL CONSIGLIERE PRESTI (PD) SULLE INADEMPIENZE DELL'ATO.


Il consigliere coomunale del Pd, Mario Presti , in un suo comunicato, esprime un'amara considerazione su quanto sta accadendo nel campo della gestione del servizio ATO.

"I cittadini barcellonesi - sostiene Presti - rischiano seriamente di dover pagare di tasca propria gli anni di cattiva gestione dell’Ato Me2.

Il governo regionale, presieduto dall' on. Lombardo, ha proposto lo scioglimento degli ATO non virtuosi e nello stesso tempo di caricare i debiti, da questi prodotti in anni di cattiva gestione, sulle amministrazioni ricadenti negli ambiti territoriali di appartenenza. L’ATO 2 di Messina, egemonizzato politicamente da Alleanza Nazionale, con la nomina del Dott. Paratore a presidente, è stata tra quelle che hanno accumulato una somma enorme di debiti, che con molta probabilità dovranno essere ripianati prelevando dai bilanci comunali e quindi dalle tasche dei barcellonesi."
"Il Comune di Barcellona - precisa Presti - dovrà ripianare pertanto un debito contratto dall’ATO2 di circa 2.400.000,00 euro: una somma enorme che ridurrà all’osso le disponibilità economiche del nostro Comune su cui già pende il rischio di sforamento del Patto di Stabilità."
Ancora una volta - afferma preoccupato il consigliere pd - saranno quindi i cittadini, già gravati in questi anni da bollette esose e spesso costretti a pagare anche per servizi non resi, a dover pagare per la scriteriata gestione di una società per azioni che, nata per gestire con efficacia, efficienza ed economicità la raccolta dei rifiuti nel nostro territorio, si è trasformata in un “carrozzone politico” preso d’assalto dalla maggioranza di centro-destra. Tutto ciò senza che quasi nessuno degli obiettivi prefissati dall’ATO2 siano stati raggiunti in termini di miglioramento dei servizi e di abbattimento dei costi. Solo a mero esempio basti ricordare come siano stati disattesi tutti i programmi per la realizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti che, oltre a garantire una migliore gestione “sostenibile” dei rifiuti stessi, avrebbe prodotto introiti che avrebbero comportato un abbassamento dei costi di gestione e perciò delle bollette a carico dei cittadini".



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L'ONDA STUDENTESCA NON E' ANOMALA



L'attuale movimento nella scuola, suscitato dalla protesta contro i cosiddetti decreti Gelmini e Tremonti-Brunetta, non tende a fermarsi. L'hanno già definito "L'onda" e come tale c'è chi spera che prima o poi diventi "ondivago", fino a scemarsi, con grande scorno per la gioventù e con sadica soddisfazione dei nostri governanti.
Ma l'onda non si ferma e stiamo vedendo come in tutte le città si affermi sempre più la voglia dei ragazzi di riprendere nella scuola e nella società il posto che gli spetta, ad onta di tutti gli ormai fin troppo sfruttati interessi di chi ha cominciato a guastare la società e la scuola pubblica e di chi adesso intende definitivamente affossarle.
A Messina, per fare un esempio vicino, il "La Farina" è presidiato e gli studenti provvisoriamente autogestiscono le lezioni, mentre domani scenderanno nelle strade in corteo.
All'Università continuano le assemblee in diverse facoltà e persino i ricercatori della sezione Cnr hanno deciso di fare sentire la loro voce riunendosi in assemblea, in vista dello sciopero nazionale del 14 novembre contro la legge 133. Anche a Barcellona i giovani sono in movimento e tendono a farsi sentire.
Insomma l'onda continua a muoversi e, come dice il prof. Giuliano Garavini, sta dimostrando di essere "un movimento critico importante perché nasce in un momento di crisi economica, perché consapevole della china in cui mercato e mercimonio televisivo stanno facendo cadere il Paese, perché non è ideologico ed è totalmente svincolato dai partiti. Tutte caratteristiche che al tempo della Pantera degli anni '90 non esistevano. C'è fantasia e libertà ma anche coscienza delle condizioni reali che da decenni non si vedevano". E ancora "Sarebbe stupido e banale ridurre la contestazione solo a quella dei tagli e della "controriforma Gelmini". Provate a chiedere ad un ragazzo cosa pensa delle strutture in cui deve studiare, della qualità di alcuni insegnamenti, di corsi di laurea specifici e inutili, degli stage gratuiti e obbligatori, dell'università di Chieti e di quella di Crotone, del tre più due, dei contratti a termini per due lire, degli affitti delle stanze, del costo di una pizza nella zona universitaria." " L'Onda - aggiunge lo storico - non è quindi un movimento di sinistra: se per sinistra si intende quella parlamentare. Per quanto ne capisco io è un movimento contro la propria condizione di vita intrisa di paura, per reclamare il diritto all'intelletto, alla comprensione, alla speranza nel futuro".

GIANFRANCO FINI NON INTENDE TOLLERARE CHE IL PARLAMENTO VENGA SVILITO NEI SUOI RAPPORTI COL GOVERNO


Non intende stare al gioco, il presidente della camera Gianfranco Fini, ora che s'è reso conto con quanta tenacia si sta cercando di svilire il Parlamento Nazionale, e con esso, ovviamente la sua carica.
La persistenza del Governo nel cercare di risolvere importanti problemi attraverso decreti ed emendamenti, approvati in Consiglio e in Commissione in pochi minuti e resi legge in Parlamento col bavaglio della fiducia, ha indotto il fondatore di An ad esprimere ancora una volta la propria perplessità per ciò che sta accadendo e ad assumere un atteggiamento di difesa dell'istituto parlamentare, di cui rappresenta uno dei due rami.
Nel caso in cui il Governo decidesse, infatti, di apporre la fiducia sulla prossima legge finanziaria già passata senza emendamenti dal Consiglio dei Ministri e dalla Commissione Bilancio, secondo Fini, ci si troverebbe in una posizione non solo "anomala" ma anche "politicamente deprecabile".
"In qualche modo, così facendo - ha stigmatizzato il presidente della Camera - si toglierebbe al Parlamento il diritto dovere di esaminare, il diritto dovere di emendare e, ovviamente, il diritto dovere di assumersi le proprie responsabilità attraverso il formarsi di maggioranze su questo o su quell'emendamento".
Già nei giorni scorsi anche le opposizioni avevano chiesto di potere vagliare nelle sedi appropriate il testo della finanziaria, quest'anno approvato in anticipo e strenuamente difeso dalla maggioranza nella versione originale.
Massimo D'Alema, commentando in un'intervista a 'Youdem Tv' le parole del presidente della Camera, sull'iter della Finanziaria, ha giudicato "non tollerabili le continue forzature e manifestazioni di prepotenza da parte del Governo" che a suo giudizio "calpesta le regole fondamentali del suo rapporto con il Parlamento".

mercoledì 5 novembre 2008

ANDIAMOCI PIANO COI RAGAZZI: Lo affermano i senatori PD in un'interrogazione sulla scuola

Nelle foto: i parlamentari interroganti


Occupazione e presìdi nelle scuole medie, dove gli studenti sono quasi tutti minorenni, stanno mettendo a dura prova la “pazienza” del Governo, che se da un lato vorrebbe che il ministro dell’interno usasse la mano forte, dall’altro dovrebbe rendersi conto che si tratta di “cristalleria” e che farvi mettere piedi ad un elefante è un rischio troppo grosso.

Nonostante questo pericolo, secondo quanto riportano i giornali e diversi siti internet, in certe scuole si sarebbero registrati interventi al limite dell’intimidazione, tanto da essere divenuti oggetto di un'interrogazione urgente presentata dai senatori democratici con indirizzo al ministro dell'Interno Roberto Maroni

L’iniziativa dei parlamentari fa riferimento a una serie di identificazioni e conseguenti denunce nei confronti di studenti ritenuti occupanti di luogo pubblico, e ciò perché, anche dopo che il decreto Gelmini è diventato legge, il movimento nelle scuole continua con mobilitazioni, presìdi e occupazioni, in diverse città.

L’allarme per tali interventi definiti intimidatori è stato lanciato dal senatore Vincenzo Vita, da Maria Fortuna Incostante, vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, e da Antonio Rusconi, capogruppo in commissione Istruzione.

"In un Paese democratico – afferma il senatore Vita - le manifestazioni e anche le occupazioni delle scuole costituiscono un costume abituale e legittimo di protesta e come tali vanno considerate, specie se sono pacifiche e volte esclusivamente a manifestare il dissenso degli studenti".

A questo punto, la richiesta è che "il ministro Maroni adotti iniziative che stemperino il contrasto tra il Governo e il mondo della scuola. E ciò per evitare il rischio che "un diverso atteggiamento" possa essere interpretato come "repressivo ed intimidatorio", in particolare nei confronti di ragazzi minorenni, "nonché foriero di tensioni tra le istituzioni e gli studenti ".

CHI L'AVRA' DETTO? Chi l'indovina può partecipare ad un concorso a premi con in palio un pallone gonfiato.


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...............................................................il pallone in palio====>

"Qui lo dico e qui lo nego: Sono contento che Obama è il nuovo presidente della più grande nazione del mondo mia amica. Io gli ho fatto i miei migliori auguri e quanto prima l'incontrerò. Coglierò l'occasione per mettere la mia esperienza di statista settantaduenne a sua completa disposizione. Lui che è ancora tanto giovane potrà averne prezioso giovamento."

NON ERAVAMO CASSANDRA.....











Una decina di giorni fa - esattamente il 28 ottobre - da questo blog era stato lanciato un appello, perchè nella prospettiva di qualche acquazzone, si provvedesse alla pulitura dei tombini fognari, onde evitare che qualche improvviso acquazzone mettesse in tilt il traffico cittadino, inondando le strade della città. E' stato suffiiciente, oggi, un temporale con un'improvvisa abbondante pioggia perchè il timore espresso in quel post si trasformasse in realtà.
L'acquazzone sarà durato un quarto d'ora, non di più, ma è stato sufficiente per trasformare le nostre strade in veri e propri torrenti.
Non avendo il dono dell'ubiquità, ci siamo potuti limitare a fotografare soltanto alcune strade: quelle più vicine al posto in cui ci trovavamo in quel momento.
Queste foto, scattate quando già il temporale era cessato, testimoniano la situazione in via Madia, via Gianani, Aia Scarpaci, via San Francesco di Paola, via Battifoglia. E ci sembrano sufficienti per giustificare un certo allarme, per la mancata pulitura degli accessi alle fogne.

martedì 4 novembre 2008

REAZIONI SINDACALI ALLA RAPINA DI CALDERA'


L'ultima rapina alle poste di Barcellona, perpetrata ieri nel nuovo ufficio postale di Calderà, con un frutto di circa tremila euro per i malviventi e tanta paura pergli utenti presenti, è stata ritenuta effetto della mancanza di protezione nei confronti di un'agenzia, aperta da qualche mese dopo che altra rapina aveva fatto chiudere la vecchia sede perchè insicura. Ci si attendeva che, dopo la brutta esperienza del passato, si fosse provveduto ad attrezzare il nuovo ufficio in maniera tale da essere più sicuro del precedente, ma la facilità con cui quattro rapinatori hanno potuto operare ha dimostrato che così non è stato. Tale deficienza ha indotto il segretario della Camera del Lavoro di Barcellona, Salvatore Chiofalo, ad intervenire con una dura dichiarazioine scritta, con cui si afferma che "dopo mesi e mesi di lotte e mobilitazioni promosse dai Sindacati CGIL – CISL - UIL e dal comitato cittadino, autorevolmente diretto dalle tante personalità del luogo, si riuscì ad ottenere da Poste Italiane un nuovo locale adeguatamente ristrutturato ed adattato secondo le direttive volute dalla medesima amministrazione Postale." "Si apprende che nella giornata di ieri 03.11.2008 è avvenuta una ulteriore rapina anch’essa agevolata dal facile accesso agli Uffici per rapinatori con passamontagna i quali, come ai vecchi tempi, hanno prima maltrattato gli sfortunati dipendenti e gli utenti, soprattutto anziani pensionati intenti a riscuotere la propria indennità pensionistica. C’è da restare allibiti e chiedersi, sarebbero questi gli Uffici rinnovati, sicuri e moderni, realizzati da Poste Italiane dopo tante attese e promesse? E’ così che si danno risposte ai cittadini utenti per un servizio postale dovuto, posto a carico dello stato? E’ così che si esercita con doveroso rispetto la sicurezza all’incolumità fisica e psicologica degli operatori che nel caso specifico rappresentano, per i rapinatori, l’anello debole da colpire. Sanno bene alla direzione di poste Italiane quante Maestranze a causa degli atti intimidatori subiti, con armi in pugno, sono rimaste invalidate e traumNell’esprimere tutta atizzate per lunghissimi periodi e talvolta anche a vita. Nell'esprimere tutta la solidarietà ai lavoratori delle poste costretti ad operare in condizioni di reale rischio per la propria vita auspichiamo uno slancio di orgoglio e buon senso da parte della direzione dell’amministrazione postale e provveda a promuovere, con urgenza, ogni utile iniziativa affinché i dipendenti possano lavorare serenamente senza rischiare la vita in locali sicuri, al riparo dai mali intenzionati."
Firmato: Salvatore Chiofalo responsabile CGIL- Barcellona P.G.

SI DICE PUZZO O PUZZA? NO,SI DICE SCHIFEZZA!


Questo è il pregio dei cinque sensi: sono complementari tra di loro e, addirittura, capita che uno di essi può supplire un altro. Non intendo qui fare una dissertazione medico-scientifica, per carità, mi basta essere noioso per altre cose. Qui invece voglio fare una considerazione pratica e riguarda le schifezze della nostra città. Percorro sovente il tratto di strada che costeggia il torrente Longano e noto sempre che, all'imbocco della via del Mare, nel tratto compreso il vecchio macello - ora seconda sede muniipale - e la via Belllinvia, dall'alveo del Longano emana un rivoltante puzzo di fogna - merda esattamente - che mi fa venire la voglia di salire sul bastione - non certamente per vomitare dentro il torrente - ma per accertarmi se non ci sia in quel punto qualche "scolo" a cielo aperto. Ma poichè non sono in grado di arrampicarmi, faccio buon viso a cattivo gioco e faccio supplire il senso della vista con quello dell'olfatto. E il naso che cosa mi dice? Che là sotto ci deve essere per forza qualche cloaca a cielo aperto. Può darsi che l'odorato m'inganni, può darsi che no. Comunque se non la certezza, tuttavia il sospetto c'è, anche perché, dopo avere percorso la via Bellinvia, una volta giunto in via Cambria, da una grata sul fondo della strada, esala lo stesso rivoltante puzzo del torrente. E' chiaro che un collegamento - stavolta sotterraneo - ci dev''essere tra il letto del Longano e la via Cambria. E adesso credo che non si debba parlare di semplice sospetto. Ma, dico io, non paghiamo bellissimi euro per il servizio fogne e depurazione? Perchè mai allora tanti soldi in bolletta, quando ci si deve turare il naso per tanta schifezza? Volete vedere che, anche qui, mi sono sbagliato e pertanto nessuno mi ascolterà?

Fra' Galdino

SI EVOLVE LENTAMENTE LA QUESTIONE SULLA RIFORMA SCOLASTICA


Non ci sarà l'ennesimo decreto legge. Il piano per l'università verrà realizzato, infatti, con un disegno di legge e dunque con uno strumento almeno formalmente più aperto al confronto. E, inoltre, i tempi non saranno quelli da kamikaze annunciati solo qualche giorno fa: la piazza del 30 ottobre e le proteste degli studenti costringono il governo a prendere tempo e darsi una pausa di riflessione. Il provvedimento, come anticipato ieri da repubblica e confermato oggi da fonti dell'esecutivo, non sarà pronto per questa settimana come aveva annunciato in un primo momento il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. A premere per una pausa di riflessione la lega e Alleanza nazionale, ma anche le prese di posizione di centristi come Formigoni che si è schierato "dalla parte degli studenti".

In una nota, Walter Veltroni, afferma: "Crediamo che la scuola e l'università abbiano bisogno di un intervento serio di rinnovamento e di riforma, su questa strada si può avviare in Parlamento un confronto reale che coinvolga il mondo della scuola ma, ripeto, dopo aver preliminarmente sospeso gli effetti perversi innescati dai tagli".

L'Onda, intanto, non si ferma. A Roma 200 studenti della Sapienza si sono radunati ieri sera al Circo Massimo e, con candele e fiaccole hanno creato una mega scritta: "No 133". Cioè la legge che taglia un miliardo e mezzo agli atenei e blocca in sostanza il turn-over. A Napoli, gli studenti che occupano le facoltà di Lettere e di Filosofia alla Federico II hanno annunciato che il sito internet del ministro Tremonti è stato oscurato con la scritta "Se ci toccate il futuro, noi blocchiamo i vostri siti. Non ci fermerete". In serata il blocco è stato rimosso.

E il mondo universitario? Il presidente della Conferenza dei Rettori, Enrico Decleva afferma: "Bisogna guardare alla sostanza, ritengo un dato positivo che esponenti autorevoli della maggioranza abbiano rettificato il tiro. Una pausa di riflessione legata ai problemi reali dell'università è necessaria".

E' questa intanto la situazione nei principali Atenei d'Italia

lunedì 3 novembre 2008

PRONTA LA GRADUATORIA REGIONALE DEI CENTRI AMMESSI AL FINANZIAMENTO PER LA CREAZIONE DEI MERCATI CONTADINI


Messina, Barcellona Pozzo di Gotto ed altri 31 comuni consorziati della nostra provincia sono entrati nel finanziamento regionale per la creazione dei cosiddetti mercati contadini.
La graduatoria, dalla quale è stato escluso il Comune di Milazzo per avere avanzato la domanda fuori termine, sarà pubblicata quanto prima sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, con la relativa spartizione delle quote di finanziamento, che complessivamente ammontano ad un milione di euro, di cui una parte sarà destinata ad altri raggruppamenti di comuni d'altre province. Complessivamente nasceranno, nell'Isola, ben 42 mercati del contadino, che ovviamente fruiranno oltre che del denaro messo a disposizione dall'assessorato regionale Agricoltura e Foreste, dei cofinanziamenti dei singoli comuni. L'assessore regionale, Gianni La Via, nell'annunciare la notizia del finanziamento, ha espresso la propria soddisfazione per la massiccia adesione delle Amministrazioni Comunali alla nuova iniziativa, nata dalla necessità di accorciare la troppo lunga filiera tra produttore e consumatore che, oltre ad aumentare il costo della merce, accresce il tempo per la sua immissione nel mercato al minuto, incidendo negativamente sulla freschezza del prodotto
Da un lato - ha sostenuto l’assessore- garantiamo un margine di guadagno maggiore per i produttori e, dall’altro, la genuinità di frutta e verdura per i consumatori. In questo modo eliminiamo tutti i passaggi intermedi: l’agricoltore vende direttamente i propri prodotti al consumatore, con la possibilità di abbattere i prezzi di almeno il 30%.".
Il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto avrebbe già individuato lo spazio da destinare al nuovo tipo di mercato, che dovrebbe essere nell'ampio spiazzale, ubicato a ridosso della dismessa linea ferrata, tra la via Ugo di Sant'Onofrio e la via San Francesco d Paola. Inizialmente , sarebbe riservato uno spazio nella grande piazza mercato del rione S. Andrea.
(Leggi posts 14-05/26-06/28-08/2008 su mercato contadino)

LA CONOSCETE?



E poi diciamo che Barcellona non ha niente di bello. Questa bellezza dove è stata prodotta?

Ciao Francesca, e fatti sentire ogni tanto!

A BARCELLONA, COSA SI STA FACENDO PER MONITORARE LA PRESENZA DELL'AMIANTO ? L'allarme lanciato dalla CISL riapre il problema nel nostro territorio



Un sit in, organizzato dalla Cisl per chiedere un intervento del Prefetto sulla pericolosità dell'amianto, ancora esistente nella provincia di Messina, continua a muovere le torbide acque del killeraggio silente operato dall'utilizzo dell'eternit (il cosiddetto cemento- amianto) bandito sin dal 1992, e nonostante ciò ancora in abbondante residuo, essendo stato impiegato massicciamente come isolante, copertura, serbatoi idrici, canne fumarie, grondaie, tubature nelle abitazioni, nei capannoni e persino nei depositi agricoli. Il divieto, che è stato fatto proprio dal'Ue, nasce dalla constatazione scientifica della malignità della sostanza, i cui effetti determinano in Italia un migliaio di morti l'anno, per malattie polmonari e pleuriche.
Significative le gravi conseguenze registrate tra i lavoratori di una fabbrica di San Filippo del Mela, dove dal 1958 al 1993 hanno lavorato 214 operai.Ottantotto dei quali, dopo la chiusura, hanno perso la vita.
Per rivendicare almeno un risarcimento in denaro, i familiari sostenuti da un coraggioso sacerdote, don Giuseppe Trifirò, hanno condotto per anni una strenua battaglia. E ancora oggi, nonostante una sentenza favorevole della Magistratura, sono costretti ad insistere, per non fare sottrarre dalle loro responsabilità le aziende inquinanti.
Ciò che fa maggiore specie è il fatto che, a distanza di sedici anni dalla pubblicazione della legge di divieto, l'amianto continua a restare in più posti, rendendosi sempre più prericoloso a causa del suo deterioramento, che facilmente porta alla polverizzazione del cemento killer.
A rilanciare l'allarme , la Cisl, stamattina, è scesa in piazza assieme ai lavoratori interessati alla questione, per riproporre all’attenzione pubblica un’emergenza che non è chiusa.
Nella nostra città, anche se ancora nessuno sembra essersene accorto, il pericolo della presenza dell'amianto rimane e postulerebbe la necessità di un accurato monitoraggio da parte delle competenti autorità. Un intervento augurabile, che qualche consigliere comunale farebbe bene a sollecitare, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini.

Abuso di alcool nell'adolescenza e problemi in età adulta


r.s. a cura della redazione ECplanet
I ragazzi che iniziano a bere o a fare uso di droga prima dei 15 anni hanno una maggiore probabilità rispetto a tutte le altre persone, di avere una vita adulta molto problematica con storie di delinquenza, dipendenza da alcool e droga: è quanto sostiene uno studio condotto presso l'università della California e pubblicato sulla rivista Psychological Science.

Lo studio ha seguito 1000 persone per 30 anni: chi ha iniziato a fare uso di alcool e droga prima dei 15 anni ha una probabilità 3 volte maggiore di sviluppare dipendenza da alcool e droga, di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, di essere coinvolto in azioni criminali e le ragazze di restare incinta prima dei 21 anni.

Fra i partecipanti allo studio l'11% ha dichiarato di fare uso di alcool e droga già dopo i 13 anni e la metà di loro non ha alle spalle famiglie problematiche ovvero genitori violenti, alcolizzati o drogati, tali da far presupporre un loro uso così precoce di sostanze d'abuso.

Data articolo: ottobre 2008
Fonte: Reuters Health
Ripreso da: www.sanihelp.it

domenica 2 novembre 2008

L'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA' MASSIMO RUSSO DENUNCIA SPRECHI DI DENARO PER IL VACCINO ANTITUMORALE

Si sta procedendo, su larga scala. da parte delle Ausl, alla vaccinazione per la prevenzione del carcinoma del collo dell’utero.

Per effettuare quest’opera di prevenzione, che interessa le ragazze nel corso del dodicesimo anno d’età, l’Agenzia italiana del farmaco (Sifa) ha autorizzato l’immissione in commercio di due vaccini, il Gardasil ed il Cervarix, d’uguale efficacia , entrambi inclusi nel programma di prevenziome gratuita contro il papilloma.

Il prezzo commerciale di uno dei due vaccini è superiore di nove centesimi rispetto a quello dell’altro, ed è avvenuto che le Ausl siciliane, tranne l’Ausl 1 di Agrigento, hanno optato per l’acquisto del vaccino più caro, senza nemmeno procedere a gara ad evidenza pubblica, che avrebbe potuto consentire un risparmio di denaro.

In termini economici, è venuto meno un notevole risparmio , e tale spreco di denaro ha fatto andare su tutte le furie l’assessore regionale alla sanità Massimo Russo, non appena s’è reso conto che per la prevenzione del carcinoma del collo dell'utero (Papilloma virus) la Sicilia ha speso nel 2008 molto di più rispetto alla media nazionale. Pertanto ha avviato un'indagine interna per stabilire se le direttive impartite dall'Ispettorato regionale alle Ausl, per l'approvvigionamento dei vaccini, sono conformi alle indicazioni fornite dal ministero della Salute . “Si. tratta di sprechi intollerabili- dice Russo – ed è grave soprattutto per la sanità della Regione, che è chiamata a operare un piano di rientro assai pesante. Continuerò sulla strada del rigore e dei controlli , perchè è necessario voltare pagina. Forse non è abbastanza chiaro che tutti gli sprechi pubblici alla fine gravano sulle tasche del cittadino in termini di maggiori tasse. E' proprio il deficit della sanità il vero problema che non è più socialmente sostenibile".

Nella direttiva Russo invita il dirigente generale dell'ispettorato a revocare il decreto dirigenziale dell'11 marzo 2008 affinché, considerata l'equivalenza terapeutica dei due vaccini, si proceda al loro acquisto con gara ad evidenza pubblica.

Votiamo per "Il canto dell'upupa" di Roberto Mistretta

FOTO:Roberto Mistretta-Nino Genovese- Un'inquadratura della sala



Non eravamo in molti nella sala congressi Oasi, ad assistere alla presentazione del romanzo noir "Il canto dell'upupa" del giornalista-scrittore di Mussomeli, Roberto Mistretta. Ed è stato un peccato - ovviamente per chi non ha colto l'occasione - non conoscere da vicino il simpatico collega che con passione tutta siciliana ha saputo intraprendere la strada non certo facile del "raccontatore". Dopo il saluto della professoressa Antonietta Amoroso, in rappresentanza dell'Amministrazione di Palazzo Longano, a farci avere un primo approccio con lo scrittore siciliano, è stato il vice sindaco della cittadina nissena, avvocato Sorci, che artatamente ha assunto l'inatteso ruolo di avvocato del diavolo, cercando di stendere un velo di comprensione sul personaggio più turpe che inquieta la vicenda; la quale pare nasca da fatti reali e si svolge in una Sicilia quanto mai travagliata. Il romanzo- come successivamente ha sottolineato Antonino Genovese - emergente scrittore barcellonese di vivissima personalità - entra nel novero del Noir italiano e tuttavia riesce per la complessità ed il realismo del contenuto, a superare i limiti di una rigida classificazione libraria. "Il canto dell'upupa", infatti, nella trama intricata propria del Noir, a volte svolta con una punta d'ironia, riesce ad inserire una drammaticità talmente cruda da superare la fantasia più cupa.E si sa, non è raro che a superare la fantasia sia appunto la realtà.

Roberto Mistretta

E' in corsa per il premio "Giorgio Scerbanenco", proprio con "Il canto dell'upupa"!

VOTIAMOLO! su:
http://www.noirfest.com/cerba.asp

SE N'E' ANDATA, INSALUTATA OSPITE.

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Dopo tanti giorni, la nuvoletta ( nuvola, nuvolona) se n'è andata.
Dopo la recente ondata di scirocco, è sparita e non staziona più sulle ciminiere.
Se n'è andata così, alla chetichella e non si sa perchè. Sarà allergica allo scirocco?
Chissà se la rivedremo.

sabato 1 novembre 2008

GIOVANE: DAI DOMICILIARI AI...DOMICILIARI. Intanto la madre si sente male e un carabiniere la salva col massaggio cardiaco


PALERMO (ITALPRESS) - La madre di un pregiudicato, colta da malore, e' stata soccorsa dai carabinieri al tribunale di Palermo. A salvarle la vita e' stato proprio il maresciallo che le aveva arrestato il figlio. E' accaduto nel corso di una udienza. La donna, C.N., di 46 anni, era in attesa che il figlio, Angelo Di Bella, venisse processato per direttissima dopo essere stato arrestato da un maresciallo della Stazione Crispi per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. L'aula era gremita, quando la donna all'improvviso si e' accasciata a terra, seminando il panico tra i presenti. A questo punto il comandante della Stazione Crispi, senza perdersi d'animo e senza esitazioni, e' intervenuto immediatamente praticandole un massaggio cardiaco riuscendo a rianimarla. Ed i presenti e gli stessi familiari della donna gli hanno rivolto un applauso. Sul posto e' poi giunta un'ambulanza del "118", ma la donna si e' rifiutata di essere trasportata in ospedale. L'udienza e' ripresa ed il figlio, Angelo Di Bella, dopo la convalida dell'arresto, su disposizione del giudice, e' finito......agli arresti domiciliari.

venerdì 31 ottobre 2008

RIAPPARE L'INQUIETANTE FIGURA DEL GRAN MAESTRO GELLI



Trick= Ciao Track. lo sai chi ho incontrato oggi?
Track= Non lo so, dimmelo, ché muoio per la curiosità.
TricK= Ho visto Licio Gelli, il venerabilissimo della P2:
Track= Non me lo dire, non ci credo: Che è forse redivivo?
Trick= E' abbastanza vecchio, ma ancora molto lucido e ha una chiacchiera...
TracK = Ma dove l'hai visto, dove l'hai sentito?
Trick= In un canale che si chiama OdeonTV. E ha parlato tanto bene di Berlusconi.
Track= Oh, no! Ma che! Lo vuole rovinare?!?
Trick= Rovinare? E come? Se lui ha detto che il cavaliere è l'unica grande persona capace di fare grandi cose, in Italia.
Track= Ah, sì? E l'ha detto: perché mai è così grande? forse perché è stato suo discepolo?
Trick= No, secondo lui è stato grande sempre, come imprenditore, e ora lo è come statista: figurati che è stato così scaltro che si è appropriato di un piano uscito dalla mente di Gelli e passo passo lo sta applicando in Italia: ecco perchè ha detto che la rivolterà come un calzino.
Track: Ma che vai dicendo, mi pare che tu stia farneticando. Se è come tu dici, allora la riforma Gelmini non è Gelmini ma Gelli?
Trick:= E pechè no? Lo sai quante cose ha detto il Venerabilissimo Gelli?! Il suo piano è una mezza rivoluzione, un rovesciamento di tutta questa marcia situazione della prima repubblica e se tu vai su internet lo puoi anche scovare, e vedrai che tante cose che ha fatto Berlusconi e tante altre che farà rispecchiano quel piano.
Track= Io, amico Trick, sono invece convinto che il gran maestro venerando è telecomandato da quei cagnacci comunisti che vogliono mettere in cattiva luce il nostro governo.
Trick= In verità quello che hai detto tu adesso mi pare d'averlo sentito dalla bocca di un sostenitore del Pdl, l'onorevole Osvaldo Napoli.
Triack= Lo so chi è, è il vicecapogruppo alla camera del partito di Berlusconi. E dimmi, che cosa ha detto: so che lui è uno che peli sulla lingua non ne ha.
Trick= Guarda è scritto qua, in questo giornale. Leggilo tu...
Track= Qua dice:"Il sostegno di Licio Gelli al Governo non è stato da nessuno richiesto. È evidente che un personaggio come il piduista Licio Gelli, screditato quanto basta, sa benissimo che un suo apprezzamento si traduce subito in veleno per lo sfortunato destinatario che lo riceve. Lo strepito che qualcuno sta facendo intorno alle sue parole mi sembra perciò il frutto di assoluta malafede. Anzi - osserva Napoli- mi spinge a chiedermi: ma Gelli per conto di chi parla e di chi lavora? Sicuramente non parla e non lavora per il governo. Le sue parole e la vicenda del suo possibile ritorno in Tv sono circostanze davvero inquietanti sulle quali sarebbe bene che si facesse un pò di luce. Chi gli dà credito lo fa per pescare nel torbido».
Trick= Ma a me Gelli è parso sincero, nel vantare Berlusconi. Figurati che ha detto che se il cav. morrà, dopo Berlusconi non ci sarà più nessuno alla sua altezza. E ha fatto pure le corna dicendo che non augura a nessuno la morte. Figuriamoci se l'augurava a Berlusconi. E poi Il granmaestro ha parlato malissimo della Magistratura - come fa sempre d'altronde Berlusconi- ha detto che è contrario alle manifestazioni studentesche e che gli piacciono il maestro unico e il grembiulino. Proprio come a Berlusconi. Che vuoi di più. Anzi, ora che ricordo, ha fatto un bel ritratto tutto positivo di dell'Utri, che è grande amico del premier.

Due pareri a confronto su quanto intende fare Berlusconi per la scuola con un nuovo decreto in coda a quelllo della Gelmini


Al fine di dimostrare l'obiettività di barcellonablog riportiamo due articoli d'orientamento opposto su un decreto con cui l'attuale governo intende riformare la scuola italiana. (Leggeteli entrambi)

primo articolo


Che ne sarebbe della scuola pubblica se passasse il ddl Aprea ?

Gli studenti saranno ostaggio dell’indottrinamento del familismo territoriale. I docenti, esautorati della libertà d’insegnamento.

di Maria Mantello

Mentre il “Ministero della Istruzione, dell’Università e della Ricerca” sta iniziando a praticare i pesantissimi tagli all’Istruzione statale tutta, come previsto dalla legge n° 1336 dell’agosto 2008, in Parlamento sta tranquillamente viaggiando la proposta del maggio di Valentina Aprea. Ex maestra elementare (diploma magistrale alle scuole cattoliche di Bari), ex direttrice didattica (laurea in Pedagogia al Magistero di Bari). Oggi in forza nella squadra di Berlusconi.

Il disegno di legge dell’on. Aprea porta il n° 953, ed è stato presentato alla Camera dei Deputati il 12 maggio 2008: “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”.

Già nel titolo, sono enucleati i punti cardine di questo progetto, che ha come obbiettivo lo smantellamento della scuola statale, nel particolare “autogoverno delle istituzioni scolastiche” che introduce. Queste, trasformate in Fondazioni private, saranno gestite in nome della “libertà di scelta educativa delle famiglie” da vere e proprie lobby di familismo territoriale, con buona pace della libertà di ricerca e d’insegnamento che è la linfa vitale di ogni processo di formazione in un paese democratico. Il ddl 953, al contrario, pur richiamando costantemente la centralità degli studenti (che novità pedagogica!) li blinda in una concezione di famiglia-clan, dove ai figli si chiede conformismo ‘in nome del padre’. Ostacolando così quel sano processo educativo di emancipazione culturale e sociale, che passa anche attraverso l’irrinunciabile ruolo dello Stato (art. 3 della Costituzione) per rimuovere gli ostacoli (familiari compresi), perché ciascuno si autodetermini, libero di pensare e scegliere con la propria testa. Insomma di realizzare la propria appartenenza nel pluralismo della cittadinanza.

Il ddl. Aprea, al contrario, con la sua visione di autogoverno delle “istituzioni scolastiche” vorrebbe perpetuare la stasi del localismo territoriale, a cui è regalato un potere straordinario di gestione, progettazione e controllo sulle scuole statali:“Gli organi di governo concorrono alla definizione e alla realizzazione degli obiettivi educativi e formativi, attraverso percorsi articolati e flessibili” (art.1.5). Lo Stato, privato del vero compito di istituire scuole pubbliche per ogni ordine e grado (art. 33 Costituzine) diviene semplice sussidiario, anche nell’erogare fondi: “La sussidiarietà diventa la stella polare di questo cambiamento”, recita il ddl. nell’introduzione.

Le nuove scuole saranno governate da un Consiglio di Amministrazione -si legge sempre nell’introduzione- che è “l'organo di gestione della scuola”. Ogni scuola statale, trasformata in “fondazione”, proprio come un’azienda, può “avere partner pubblici e privati che le sostengano, disposti a entrare nell'organo di governo della scuola”. Tutto ovviamente allo scopo di “innalzare gli standard di competenza dei singoli studenti e di qualità complessiva dell'istituzione scolastica”. Peccato che subito dopo si affermi, che “attraverso la trasformazione in fondazioni si vuole anche favorire una maggiore libertà di educazione che poggia sulla natura sociale dell'educazione: un'opera da svolgere entro quella società civile e quegli enti pubblici e privati più vicini ai cittadini, che devono essere riconosciuti a pieno diritto come espressione dell'azione pubblica”. Insomma il governo della squadra Berlusconi vuole giocare la partita dell’insegnamento e dell’apprendimento sul campo dei gruppi di tendenza prevalenti nel quartierino, “i rappresentanti delle realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi”( art.1.2), che potranno finalmente avere una scuola pubblica a loro asservita.

Il democraticissimo e funzionalissimo Consiglio d’Istituto attuale, dove tutte le componenti della scuola sono già rappresentate, sarebbe sostituito così da un verticistico strumento politico-economico di controllo e gestione della scuola, formato da 11 persone, “compreso il dirigente scolastico, che ne è membro di diritto”. Ma in quali rapporti proporzionali i magnifici 11 sarebbero, non è dato sapere. L’assise governativa dovrà comunque avere al proprio interno (art.6.1): “l'ente tenuto per legge alla fornitura dei locali della scuola” (come se il padrone di casa di un affittuario dovesse poi prendere, di diritto, parte alla gestione della famiglia), “esperti in ambito educativo, tecnico o gestionale” (chi sono?, quali titoli hanno?), “una rappresentanza dei docenti”, “dei genitori” e “negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, degli studenti”.

Intanto alle private (paritarie) andranno i danari sottratti a quelle pubbliche. Anzi si legge nella presentazione del ddl 953, è proprio questa la sfida:“resta la sfida di riallocare le risorse finanziarie destinate all'istruzione partendo dalla libertà di scelta delle famiglie”. Vale appena sottolineare che in queste scuole di tendenza, che in Italia sono al momento soprattutto cattoliche, tutto sarà tranquillo, visto che chi comanda è l’ente gestore, di cui già per contratto i docenti sono tenuti ad abbracciare l’ideologia: “Nelle scuole paritarie la responsabilità amministrativa appartiene all'ente gestore” (art.1.7). Punto e basta! Per tutelarli da eventuali associazioni professionali di docenti, non conformi, e presenti sul territorio?

Maestri e prof. delle statali, intanto, dovranno fin che ne avranno le energie, e finché l’art. 33 della Costituzione Repubblicana non verrà cambiato, rivendicare che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Un principio, nato proprio dallo spirito resistenziale e antifascista, ma che se passerà il ddl Aprea sarà sempre più svuotato anche grazie alla “nuova” redifinizione della funzione docente. E’ inquietante infatti, come questo disegno di legge si preoccupi di sostituire abilmente libertà d’insegnamento con libertà didattica (art.5.1). Ognuno sa -e una pedagoga-pedagogista come la dott. Aprea non può non sapere-, che questa riguarda le strategie d’insegnamento di obbiettivi e contenuti prefissati.

E nel ddl. di cui ci stiamo occupando nostro malgrado, è proprio la libertà d’insegnamento ad essere sottoposta a vincoli, come si legge fin dall’introduzione: “La legge, nel dare attuazione al principio costituzionale della libertà di insegnamento, non può limitarsi alla mera definizione della libertà, ma ha il compito di stabilire regole precise con riferimento ai vari aspetti che incidono su di essa, come, ad esempio, il modo con cui si identificano le attività del docente, l'eventuale tipologia della funzione docente, i rapporti fra il docente e la scuola, i rapporti fra la scuola e gli altri pubblici poteri, le procedure di assunzione, la stabilità del rapporto, i princìpi su eventuali «carriere» eccetera.”; “In tale prospettiva il concetto di «stato giuridico» include, tra l'altro: l'identificazione (in che cosa consiste) e la configurazione (identica o differenziata) della funzione docente; i contenuti e i limiti della libertà di insegnamento”.

Insomma una libertà limitata e ben vigilata! Sottoposta a diversi controllori come abbiamo visto, a molti dei quali, per altro, nessuno chiede titoli culturali e professionali, quelli che i docenti hanno ovviamente, perparlare di scuola, progettare scuola, e fare scuola ogni giorno! E per moltissime ore al giorno.

Eppure saranno i clan del familismo, che magari nei confronti della scuola nutrono i livori per non aver preso bei voti, o per essere stati non sempre promossi… che maggiormente detteranno legge, visto che il docente deve procedere nella “sua funzione educativa… in collaborazione con la famiglia di ciascun allievo, e i relativi risultati educativi costituiscono l'oggetto della specifica responsabilità professionale del docente.” (art. 12.3). Poiché poi, tale “responsabilità” sarà valutata e costituirà anche elemento di progressione di carriera (anche economica):”le procedure per la valutazione e il controllo dell'attività dei docenti rientrano nella esposta nozione di «stato giuridico» e, dunque, nell'ambito riservato al legislatore statale. In tale contesto il Parlamento potrebbe introdurre, andando a colmare un vuoto attualmente esistente nell'ordinamento, forme di valutazione e di responsabilità del docente, che dovrebbero essere improntate alla predeterminazione dei criteri della valutazione medesima (quale, ad esempio, il raggiungimento di obiettivi formativi predefiniti)”portfolio personale del docente”. –introduzione), si capisce bene a quali meccanismi perversi si andrà incontro. Tanto più che si potrà arrivare anche in caso di formulazioni di giudizio negativo sul docente, come il ddl prevede “alla sospensione temporanea della progressione economica automatica per anzianità del docente. Le valutazioni periodiche costituiscono credito professionale documentato utilizzabile ai fini della progressione di carriera e sono riportate nel

Una vera e propria schedatura, dunque. E chi non supera l’esame, magari perché ne rifiuta anche il meccanismo perverso dei continui concorsi che il decreto prevede? Perché ha fatto già durissimi concorsi a cattedra ordinari. Perché ha già anni ed anni d’esperienza, e certamente potrebbe lui insegnare ai novelli “esperti” di nomina ministeriale? E forse saranno proprio i professionisti dell’insegnamento più bravi. Ve lo siete posto questo problema? Voi che intanto, per blindare l’autonomia professionale del docente, nel suo cardine della libertà d’insegnamento contro eventuali vertenze sindacali, prevedete nel ddl Aprea: “Al fine di garantire l'autonomia della professione docente e la libertà di insegnamento, è istituita l'area contrattuale della professione docente come articolazione autonoma del comparto scuola”. Una libertà a trattativa che già è preoccupante, ma come se ciò non bastasse, ecco pronta una altra gabbia di controllo: “le materie riservate alla contrattazione nazionale e integrativa regionale e di istituto sono individuate secondo criteri di essenzialità e di compatibilità con i princìpi fissati dalla presente legge".

Il decreto Gelmini era solo un aperitivo.

La vera rivoluzione della scuola cova in un progetto di legge firmato Valentina Aprea. Che non piacerà affatto ai paladini della mediocrità

di Roberto Persico
Ce n’est qu’un debut. Cioè il bello deve ancora venire. Il contestatissimo decreto Gelmini, infatti, contiene solo alcune misure urgenti, necessarie per far fronte alle distorsioni più gravi del sistema d’istruzione. Ma la vera rivoluzione si aggira silenziosa nei meandri della Camera, sotto le spoglie della proposta di legge 953, recante “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”, proposta dal presidente della commissione Cultura della Camera dei deputati, Valentina Aprea. Scuole trasformate in fondazioni, risorse distribuite secondo il principio “i soldi seguono gli studenti”, carriera per i docenti, albi regionali degli insegnanti e un contratto ad hoc per la categoria: quando la 953 sarà approvata, la scuola italiana non sarà più quella che abbiamo sempre conosciuto. Vediamo perché.
Autonomia degli istituti scolastici. È la madre di tutte le riforme. Basta col papocchio postsessantottino dei Consigli d’istituto, parlamentini scolastici che giocano alla finta democrazia mentre le decisioni che contano rimangono saldamente nelle mani di viale Trastevere: dando piena attuazione al titolo V della Costituzione (riscritto, per chi avesse la memoria corta, dal fu governo D’Alema), le scuole verranno affidate a veri e propri consigli di amministrazione, responsabili in tutto e per tutto della gestione degli istituti e dell’amministrazione dei fondi che lo Stato affiderà loro. Composizione dei Consigli? Una novità inaudita nel monolitismo dello Stato italiano: ciascun Consiglio, di «non più di undici membri», «delibera il regolamento relativo al proprio funzionamento, comprese le modalità di elezione, sostituzione e designazione dei suoi membri». Tradotto: non sarà il ministro a decidere se in tutte le scuole della Repubblica dovranno esserci due o tre insegnanti, due o tre genitori, due o tre bidelli, con le relative infinite di-scussioni che negli anni passati hanno bloccato ogni iniziativa analoga; ma ciascuna scuola valuterà la composizione del proprio Consiglio, che potrà comprendere anche «rappresentanti delle realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi». Come a dire: siete maggiorenni, siete in grado di valutare da soli quale sia l’assetto più funzionale. E magari di cambiarlo, in tempi ragionevoli, senza attendere quelli biblici del Moloch di viale Trastevere. Accanto al Consiglio di amministrazione, il Collegio dei docenti, che si dota da sé di un regolamento che ne determini il funzionamento, e un «nucleo di valutazione dell’efficienza, dell’efficacia e della qualità complessive del servizio scolastico», composto da «docenti esperti» e anche da «membri esterni». Anche qui la composizione è lasciata alle singole scuole. Chissà se sapranno usare bene tutta questa libertà? E chissà se gli insegnanti troveranno il modo di lamentarsi anche di questa?

Le risorse seguono gli alunni. Tanto più decisiva la riforma degli organi di governo in quanto la legge prevede che le risorse necessarie al funzionamento delle scuole – tutte, da quelle per riparare il tetto a quelle per pagare i docenti – siano conferite tramite le Regioni a ciascun istituto, «sulla base del criterio principale della “quota capitaria”, individuata in base al numero effettivo degli alunni iscritti a ogni istituzione scolastica, tenendo conto del costo medio per alunno, calcolato in relazione al contesto territoriale, alla tipologia dell’istituto, alle caratteristiche qualitative delle proposte formative, all’esigenza di garantire stabilità nel tempo ai servizi di istruzione e di formazione offerti, nonché a criteri di equità e di eccellenza». I protagonisti, cioè, sono gli istituti, lo Stato fa un passo indietro: qui ci sono le risorse, nessuno ha ricette magiche, ciascuno provi la sua ipotesi, sarà la realtà delle cose (la soddisfazione di studenti e famiglie) a indicare quali sono le migliori, e a dirottare automaticamente con la propria scelta le risorse verso le soluzioni più efficaci.

Da istituti a fondazioni. Recita il Pdl (sic) 953: «Ogni istituzione può – a beneficio di tutti quelli che in questi giorni sbraitano che “le università diventeranno fondazioni”, sottolineiamo la parola “può”: ha la possibilità, può decidere, in base a una valutazione delle circostanze che è lasciata a ciascuna realtà – costituirsi in fondazione, con la possibilità di avere partner che ne sostengano l’attività», partecipando anche ai suoi organi di governo. È quel che nei paesi che ci sorpassano nelle classifiche Ocse-Pisa avviene abitualmente, è quel che già oggi le scuole più attente al rapporto col territorio, cioè al futuro vero dei propri studenti, cercano di fare, aggirando i mille bastoni che la normativa attuale mette tra le ruote della collaborazione col mondo reale. I soliti okkupanti abbaieranno che così si svende la scuola ai privati. Studenti, famiglie e insegnanti attenti alla realtà dei fatti sanno bene che il rapporto col mondo imprenditoriale significa miglioramento della qualità dell’offerta formativa.
Docenti in carriera. Non c’è cosa più frustrante, oggi, per un’insegnante, di vedersi trattato allo stesso modo di tutti gli altri, qualunque sia il proprio impegno. Dovunque – negli altri settori e nelle scuole di altri paesi – chi lavora bene viene premiato. Solo nella scuola italiana questo non avviene. In omaggio a un dogma sovietico, gli insegnanti sono tutti uguali. Con la nuova legge la professione docente è articolata in tre livelli (docente iniziale, docente ordinario e docente esperto) a cui corrisponde un distinto riconoscimento giuridico ed economico della professionalità maturata. La formazione degli insegnanti avviene nei corsi di laurea magistrale e nei corsi accademici di secondo livello, con la previsione di un periodo di tirocinio e la creazione di un albo regionale da cui attingere. Sono previste valutazioni periodiche dei docenti, in base all’efficacia dell’azione didattica. Che non è certo facile da valutare, ma se altri paesi ci riescono, noi siamo forse più stupidi?

Un contratto ad hoc. Dulcis in fundo, viene istituita un’area contrattuale della professione docente. Vale a dire: il contratto degli insegnanti sarà scorporato da quello di segretari e bidelli, mestieri indispensabili ma di natura differente. E scompariranno le attuali rappresentanze sindacali d’istituto (le famigerate Rsu) in cui sono sovente appunto degnissimi bidelli a decidere come vanno ripartite anche fra gli insegnanti le (poche) risorse aggiuntive. Forse anche l’Italia diventerà un paese moderno.

finis

Nella foto: Valentina Aprea e Mariastella Gelmini

SI TRASCINA ANCORA A LUNGO LA TELENOVELLA DELLA MENSA SCOLASTICA

Foto: Salvatore Chiofalo^^^ Alcune operatrici in attesa di lavoro



Siamo giunti alla fine d'ottobre e, dopo diciassette mesi dalla pubblicazione del bando comunale per l'appalto relativo alla refezione nelle scuole , ancora resta in alto mare la possibilità di avviare l'importante servizio, necessario per consentire il tempo prolungato, senza che avvenga l'interruzione meridiana .
Ed è un guaio, ancheperchè il rientro pomeridiano in classe è diventato precario, in quanto non sempre tutti gli alunni, che a mezzogiorno vanno a casa per il pranzo, nel pomeroiiggio tornano a scuola.
Il ricorso al Tar di una ditta partecipante alla gara e un controricorso opposto dal Comune, hanno allungato per l'ennesima volta i tempi di una gara che pare essere nata sotto una cattiva stella, nonostante ci siano in bilancio stanziati i soldi (un milione e duecentomila euro) necessari per la gestione della mensa scolastica.
E' una storia che ormai si ripete tutti gli anni e che non solo avvilisce le famiglie degli scolari che non possono fruire dell'attività scolastica completa, ma anche e soprattutto le numerose lavoratrici precarie che, in tempi come quello attuale, patiscono fin troppo lo stato di disagio.
La difficile situazione, che coinvolge alunni, famiglie e operatrici disoccupate, viene ormai da mesi gestita dalla Cgil, il cui dirigente, Salvatore Chiofalo, ha già presieduto un paio d'incontri, tenuti alla Camera del Lavoro, dove le maestranze in attesa d'essere impiegate nell'importante servizio scolastico hanno dovuto rendersi conto che la matassa continua ad essere ingarbugliata. Nell'ultimo incontro avvenuto mercoledì, le parti interessate hanno concordato di proporre al sindaco di affidare, nelle more derminate dall'iter dei ricorsi, il servizio in trattativa privata. Intanto il sindacato intende svolgere un'azione per il coinvolgimento attivo delle famiglie degli alunni, perchè solidalmente facciano anche loro pressione per una sollecita soluzione del problema.

giovedì 30 ottobre 2008

MARONI ANNUNCIA TEMPI DURI PER GLI STUDENTI OCCUPANTI


Chi occupa abusivamente le scuole impedendo ad altri di studiare sarà denunciato. Il governo sceglie la linea dura contro le mobilitazioni anti-Gelmini. Dopo giorni di cortei, proteste, scontri e occupazioni contro il decreto, è Roberto Maroni ad annunciare la linea dura, attirandosi le critiche dell'opposizione e degli studenti.
Gli studenti, però, hanno sempre saputo che le scuole non si possono occupare abusivamente, tanto che da decenni ormai, in occasione di manifestazioni di protesta, si sono sempre e soltanto impegnati in azioni di presidio della scuola.
E presidiare la scuola, ancora, fino a prova contraria, non costituisce reato. "D'altronde - dicono gli studenti - noi non abbiamo nessuna intenzione di costringere a non farlo chi vuole studiare. Caso mai è il ministro Gelmini che sta facendo di tutto per ostacolare la nostra voglia di studiare in maniera serena e producente".

Grande afflusso a Roma per lo sciopero generale della scuola




L'atteso sciopero generale della scuola, organizzato da Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Snals, ha portato in piazza a Roma centinaia di migliaia di manifestanti, con cortei spontanei e organizzati che hanno confluito in piazza del Popolo, dove i segretari confederali hanno tenuto vibranti comizi
A piazza del Popolo decine di migliaia di manifestanti hanno intonato l'Inno di Mameli prima dell'intervento previsto dei leader sindacali. Alla fine dell'Inno dalla piazza un lungo applauso Molti gli.alunni delle elementari e tanti genitori, i più preoccupati. «perché con i tagli del personale non sapranno dove mandare i loroi figli».
Tanti anche gli striscioni di varie città, a testimoniare la presenza di gruppi di manifestanti provenienti da tutta Italia. Dalle balconate sopra la piazza è stato esposto lo striscione: «Lascuola? Presente, Gelmini incompetente».

Di nuovo in piazza anche gli studenti, dopo gli incidenti di ieri a Piazza Navona, compresi gli universitari che sin dall'inizio hanno solidarizzato con la protesta della scuola. Si contesta il decreto Gelmini, approvato ieri in via definitiva al Senato, che ripristina il maestro unico alle elementari, con il rischio di mettere in discussione la «tenuta» del tempo pieno, ma non solo. Nel mirino ci sono i tagli dei posti di lavoro e degli orari di lezione, il dimensionamento della rete scolastica (con l'accorpamento di istituti con pochi alunni), la mancanza di investimenti nel settore.

Ancora grande movimento in tutte le città a favore della scuola



E' sperabile che quanto è successo ieri a piazza Navona, nella capitale, non si ripeta più, nè a Roma, nè in nessun altro posto d'Italia.

Doveva essere una protesta forte, civile e soprattutto senza colori politici, ed invece è stato un vero e proprio scontro fra fazioni di sinistra e di destra . Dopo l'approvazione definitiva al Senato del decreto legge sulla scuola, fuori palazzo Madama e soprattutto a piazza Navona, la rabbia degli studenti e' degenerata in atti di violenza, sedati dalla polizia che ha anche fermato una ventina di ragazzi.
L'avvenimento è stato ricostruito secondo ottiche diverse. Mentre le testimonianze della destra parlano di provocazioni provenienti dalla sinistra, quelle dell'altra parte ricostruiscono così i fatti:"Mentre il decreto Gelmini veniva approvato in Senato, una cinquantina di aderenti al Blocco Studentesco, formazione politica di estrema destra esplicitamente fascista, ha aggredito un gruppo di studenti medi che stava manifestando contro l'approvazione del decreto".

E' quanto sostengono gli studenti in mobilitazione presso l'universita' La Sapienza, i quali, appreso dell'aggressione, per garantire l'incolumità dei manifestanti, sono accorsi in piazza Navona dove si sono scontrati con una cinquantina di militanti di destra che, armati di mazze tricolori, hanno nuovamente aggredito il corteo degli studenti, che si sono difesi, respingendoli.
"Da diversi giorni - sostengono gli studendi de La Sapienza - taluni mass media cercano di alimentare il ritornello degli opposti estremismi, dando visibilità 'a quelli che sono veri e propri tentativi di infiltrazione da parte di formazioni neofasciste completamente estranee al movimento del mondo della formazione''. Forse lo stesso governo, ora in evidente difficolta' di fronte a un'onda che continua a crescere, secondo i loro sospetti, avrebbe "deciso di seguire i consigli forniti in un'intervista dall'ex Presidente Cossiga''."
"Ecco perche' - concludono gli studenti de La Sapienza, - ribadiamo con forza che il movimento che in queste settimane sta travolgendo il Paese non accetta alcun tipo di strumentalizzazione, men che meno da formazioni di stampo squadrista e razzista, che nulla hanno a che fare con la composizione degli studenti in mobilitazione''.
Roma non e' stata l'unica citta' protagonista di manifestazioni e di tensione fra manifestanti e forze dell'ordine. A Milano, si sono registrati tafferugli tra studenti e polizia in seguito ad un fitto lancio di uova marce, petardi e arance all'indirizzo delle forze dell'ordine, durante un corteo all'altezza dell'incrocio tra via Brera e via Verdi.
Gli agenti hanno pero' risposto a colpi di manganello ad un tentativo di forzare il blocco organizzato dalla polizia all'altezza dell'incrocio tra piazza Meda e via San Paolo.

Sondaggi, il premier corre ai ripari


"Sarà la Carfagna il volto del governo"


"Ci ridarà smalto". Il ministro perplessa sull'incarico


Probabilmente la ministra potrebbe dare smalto alle unghie, per graffiare meglio.

Visti i tempi che corrono ....

mercoledì 29 ottobre 2008

FINALMENTE UN DECRETO CON LA TESTA SULLE SPALLE

Il capo del governo ha annunciato che, dopodomani, farà approvare dal consiglio dei ministri un provvedimento che istituisce il reato penale per gli imbrattatori dei muri.

Il problema c’è ed è diventato grave per la frequenza con cui vengono deturpati indiscriminatamente edifici pubblici e privati, monumenti, chiese, mezzi di trasporto, parchi pubblici.

Tanto che il decreto annunciato da Berlusconi è stato già preceduto dalla presentazione in parlamento di ben sette proposte di legge, tutte intese a modificare l’articolo 639 del codice penale, ritenuto ormai sorpassato per le sanzioni che contiene, troppo lievi rispetto alla portata del danno provocato da writers e graffitari.

Le nuove misure potrebbero prevedere il carcere fino a due anni e multe salatissime sull’ordine di migliaia di euro, oltre all’obbligo di ripulire a proprie spese i posti deturpati.

PALERMO: DONNA INCINTA MINACCIA DI DARSI FUOCO PERCHE' SENZA CASA

PALERMO (ITALPRESS) - Una casalinga, di 31 anni, al secondo mese di gravidanza, ha minacciato di darsi fuoco dopo essersi cosparsa il corpo di benzina e di lanciarsi da una finestra del 9° piano di un edificio. E' accaduto questa mattina, poco prima delle 10, in via Fattori, a Palermo, dove ha sede l'Ufficio settori interventi abitativi. La giovane donna si era presentata presso l'ufficio comunale per chiedere l'assegnazione di un alloggio popolare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Resuttana Colli, avvisati dagli impiegati presenti. I militari sono riusciti a far desistere la donna dall'insano gesto, strappandole dalle mani un accendino.

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