lunedì 25 agosto 2008

GLI INSEGNANTI DEL SUD NELL'OCCHIO DEL CICLONE





"Non ho mai detto che i docenti del sud abbassano la qualità della scuola. I corsi di cui ho parlato non vogliono essere un segnale di sfiducia, ma un incentivo a migliorare". Con questo tentativo di marcia indietro la ministra della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, ha cercato di mascherare la "smanfera" detta a Cortina d'Ampezzo, dove ha spiegato in un pubblico dibattito quale strategia intende mettere in atto per migliorare la scuola italiana. In effetti, tra le altre cose, la responsabile del dicastero P.I. aveva ipotizzato la necesità di istituire corsi intensivi di "recupero" professionale per gli insegnanti di quattro regioni meridionali: Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia, perchè evidentemente sono loro che hanno bisogno di essere "addestrati" per impedire che la scuola rimanga nell'attuale degrado formativo. Il parere della Gelmini, pubblicamente espresso, ovviamente ha suscitato polemiche reazioni, oggi registrate su parecchi giornali, che neppure la successiva smentita è riuscita ad attenuare, tanto da far dire a Francesco Merlo, su Repubblica, che "Come tutti i politici, la Gelmini, che di professione è avvocato, ha poi dettato alle agenzie di stampa una smentita che, come al solito, è una spaventata conferma, alla don Abbondio". Se il giornalista di Repubblica s'è limitato a fare un lieve riferimento letterario, pieno di sdegno è stato invece il commento del governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, che ha tacciato di razzismo gli intendimenti del responsabile della Pubblica Istruzione. E allora qui, mi pare che cada a fagiolo quanto avevo scritto ieri sulla spinosa questione suscitata dall'intervento della Gelmini, che riporto integralmente:
"Insomma, due sono le soluzioni: o scimiottiamo i leghisti del nord e ci accodiamo a loro, per farci dire poi che i Siciliani è meglio perderli che guadagnarli, come praticamente ha inteso la ministra dell'istruzione, Mariastella Gelmini, di Brescia, allineandosi al senatur Bossi per denunciare il danno procurato alla scuola italiana dai docenti meridionali; oppure cerchiamo di agire di testa nostra, ricordadoci pure, tra l'altro, che, prima ancora di Dante Alighieri e del Dolce stil nuovo, ci fu una Scuola Siciliana che, dalla corte del grande Federico II, insegnò a tutt'Italia come parlare e come scrivere, in versi e in prosa. Questo dovrebbe essere il ragionamento sano e giusto del Lombardo siciliano, che, proprio la settimana scorsa, per imparare a fare politica federalista andò addirittura alla corte di Calderoli, illustre autore di una legge elettorale da lui stesso disprezzata e definita "porcellum" : anche se poi sarebbe servita così bene a dare nelle mani di Berlusconi la bella Italia, con tutti i suoi pregi nordici e i suoi difetti "meridionali". Istruiti alla scuola "dell'amaro stil berlusconiano", i nuovi ministri italiani - probabilmente spinti dalla foga neofitica - non fanno altro che parlare a ruota libera, senza accorgersi che, con le loro estemporanee uscite, fanno di tutte le erbe un fascio ( ah, questa parola!) e, così facendo, offendono la gran parte sana della Nazione. Dopo i fannulloni di Brunetta, ieri sono spuntati - uscendo dalla rosea bocca della ministra dell'educazione - gli ignoranti ed incapaci maestri e professori delle regioni più depresse culturamente d'Italia: Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. Sarebbero loro che, squalificando il compito della scuola, avrebbero portato al degrado l'educazione e l'istruzione in campo nazionale. Pertanto, urgerebbero interventi drastici nei loro confronti, che la benemerita responsabile del dicastero competente ipotizza in due specifici passi: riduzione drastica del numero dei docenti, con un taglio nei tre prossimi anni di 85.000 unità, e corsi intensivi per insegnanti del Sud. A ciò, aggiungerebbe altri piccoli passi, riguardanti l'ormai decotta discussione sul merito, il problema della condotta dei ragazzi a scuola (se non zero in condotta, tutt'al più 5 in condotta, in modo da bocciare il bullismo), l'aumento dell'orario scolastico, ovviamente da aggiungere alle ore per la rieducazione degli insegnanti, la riduzione del 30% delle spese, in maniera da creare un fondo da distribuire ai più meritevoli. Chi debba dare il diploma di meritevole agli insegnanti, nessuno ancora l'ha spiegato, neppure l'illuminata ministra Gelmini, la quale non ha neppure specificato chi dovrebbe scendere dal nord nelle squallide lande del sud per impartire lezioni intensive ai maestri asini che , in Sicilia, Puglia, Basilicata e Calabria, hanno finora calpestato l'onore della scuola italiana. Altro che Garibaldi, signor Governatore di Sicilia, questa signora è un vero e proprio maresciallo Radetzky.
Adesso, per concludere, mi sia consentita una breve riflessione sulle condizioni della nostra scuola, che credo di potere fare a ragion veduta, per avere operato in essa nella qualità di docente...siciliano. Senza dubbio, attualmente la scuola italiana è in crisi, ma non da ieri. Il suo declino, in buona dose causato dall'errata impostazione di programmi e da una legislatura scolastica sempre più complessa e deviante, risale agli anni ottanta, quando, col pretesto di democratizzare l'istituzione, si sono introdotti statuti, regole e obblighi ipertrofici che hanno disorientato il docente, che da educatore è stato indotto a perdersi tra riunioni pseudodidattiche, sedute apparentemente democratiche, periodiche programmazioni teoriche e giudizi spesso retorici o afittici. Dopo di che si è aggiunto, sempre col pretesto della democratizzazione, la dilatazione abnorme dell'obbligo scolastico, che ha costretto, spesso solo sulla carta, molti giovani alla frequenza fino al diciottesimo anno d'età, inducendo tale gioventù a perdere di vista la possibilità di ricevere una formazione concreta sul campo del lavoro: visto che, almeno dalle nostre parti, il maggiore fallimento per il raggiungimento di questo obiettivo va addebitato agli istituti professionali, ridotti in buona parte a scuole-parcheggio, spesso disertate senza sanzione alcuna. E mi fermo, qui, per non apparire presuntuoso, pur sapendo che ci sarebbe tanto da dire sulla crisi della scuola, che, guarda un po', la Gelmini vuol fare ricadere "sic et simpliciter" sulla impreparazione degli insegnanti del Sud.

Francesco Cilona

domenica 24 agosto 2008

GIOCHI OLIMPICI A BAIA SMERALDA: coppe, medaglie e targhe per tutti

Baia Smeralda nell'occhio del torneo.
Una serie di gare, organizzate da un gruppo di volenterosi amanti dello sport, ha vivacizzato quest'anno l'agosto smeraldino, nel magnifico condominio che si affaccia sul Mar Tirreno, nella costa compresa tra Portorosa e Falcone. Un comitato spontaneo, composto da Di Pasquale, Arezzo, Currò, Franceschino, ha organizzato una serie di gare sportive che hanno fatto registrare la partecipazione di numerosi giovani, giovanissimi e meno giovani, residenti ed ospiti del complesso edilizio marino. Tennis, beach-volley, calcio a cinque, bocce, ed altri giochi impegnativi hanno coinvolto per tre settimane gli iscritti alle gare, che si sono svolte con il procedimento delle eliminatorie, come in ogni torneo che si rispetti. Una specie di MiniOlimpia che ha deliziato, oltre ai partecipanti, i relativi parenti e amici che vi hanno assistito.
DULCIS IN FUNDO: UNA BELLA SBAFATA DI SQUISITI PASTICCINI E BIBITE, PREPARATI DAL "MAGO DEL DOLCE" FRANCESCHINO, E L'ATTESISSIMA RICCA PREMIAZIONE PER I VINCITORI DELLE GARE, CON TROFEI E MEDAGLIE.
A CHUSURA DELLA SIMPATICA INIZIATIVA, DALL'AMMINISTRATORE COLUCCIA E' STATA CONSEGNATA UNA TARGA A CIASCUNO DEI COMPONENTI IL COMITATO ORGANIZZATORE, PER L'IMPEGNO PROFUSO NELL'IDEAZIONE E ORGANIZAZIONE DEI GIOCHI.

Sotto: una serie di foto riprese nella serata dedicata alla premiazione

sabato 23 agosto 2008

ANCORA FUOCO NELLE NOSTRE COLLINE, NONOSTANTE IL BRUCIANTE RICORDO DELLA STRAGE DELLO SCORSO ANNO


E,' da poco prima delle 16, che con un continuo andirivieni un elicottero si affanna ad attingere acqua nel tratto di mare compreso tra Portorosa e Falcone, con l'evidente scopo di contribuire allo spegnimento di un incendio che si starebbe sviluppando nella corrispondente zona a monte. L'impegno sembra arduo e, a quanto pare, con forte spreco di energie, visto che la quantità di acqua trasportabile non è tale da potere garantire ciò che si potrebbe ottenere con l'impiego dei più idonei aerei canadair. E' auspicabile, comunque che gli interventi si trovino in presenza di focolai incipienti, in maniera da riuscire a spegnerli prima che si sviluppi il solito devastante incendio.
Questo "post" viene redatto alle ore 17, mentre ancora si sente nell'aria il rombo del mezzo aereo di soccorso, di cui è stata ripresa una fugace immagine, qui riportata.
Ma ecco che alle 17,15, si profila nel cielo la presenza di un canadair: evidentemente, l'operazione dell'elicottero era in attesa di un più adeguato sostegno nell'opera di spegnimento, per cui la speranza che si stesse trattando di scarsi focolai lascia un po' il posto a qualche preoccupazione.
Per quanto ancora non si abbiano notizie certe sull'entità e sull'ubicazione delle fiamme, rimane sempre l'auspicio che la prontezza degli interventi riesca a domare subito le fiamme e che esse non interessino alcuna parte vitale del territorio colpito.

NIENTE FANNULLONI A PALAZZO LONGANO: I tecnici del Comune hanno lavorato anche in periodo di ferie per non tardare il risanamento urbano

foto: Nania e Brunetta

Quanto prima potrebbero essere avviati i lavori per il risanamento e la riqualificazione di una grossa "fetta" di Barcellona, e cioè dell'area compresa tra la dismessa stazione ferroviaria di via Roma e il quartiere popolare di Fondaco Nuovo, compreso naturalmente il rione S.Antonino, dove tra l'altro con una quota di finanziamento messa a disposizione dalla Regione si provvederà al restauro dell'antico convento di Sant'Antonio da Padova, comprendente un chiostro di notevole interesse storico e artistico.
Lo Stato, tramite il ministero per le infrastrutture ( per accordo siglato tra il sindaco di Barcellona e l'allora responsabile del dicastero, on. Antonio Di Pietro) contribuisce con un finanziamento di sette milioni di euro. A tali somme, sempre per la riqualificazione dell'area urbana indicata, vanno aggiunti 4.600.000 euro cofinanziati dal Comune. Già previsti per l'atteso intervento di "rinascita urbana".
L'avvio dell'importante operazione di risanamento e riqualificazione, interrotto per sopravvenute lungaggini burocratiche, viene ora reso più sollecito dalla decisione del Comune di assegnare, con determina predisposta dall'Ufficio tecnico del VII settore, l'appalto dei lavori all'impresa Tecnical SpA di Catania, che in base alla graduatoria delle ditte ammesse, stilata dall'ufficio regionale competente (Urega), occupa il primo posto. Se non ci saranno ricorsi al Tar da parte di qualcuno degli esclusi, i lavori potrebbero essere avviati entro il corrente anno.
Il sindaco, Candeloro Nania, che a suo tempo ebbe a riconoscere l'importanza dell'iniziativa del ministro Di Pietro che, promuovendo il contratto di cofinanziamento, ha consentito alla città di fruire di una buona fetta di contributo statale, ha espresso la propria soddisfazione per il colpo d'acceleratore dato alla vicenda, grazie al lavoro svolto dai tecnici del Comune anche in periodo di ferie, tanto da smentire le preoccupazioni del ministro Brunetta, così legato alla sua teoria dei "fannulloni". Per quanto riguarda eventuali contraccolpi derivabili da possibili ricorsi, a Palazzo Longano non aleggia alcun pessimismo. E gli amministratori cominciano a considerare realistica "la visione di un pezzo di città completamente rinnovato, con un bel parco cittadino al posto del vecchio scalo ferroviario" e forse anche - ma qui non abbiamo certezza - la soluzione della pericolosa strettoia congiungente la piazza "Nuzzuluni d'aranciu" e la via Umberto Primo, la cosiddetta "forca caudina", da noi altre volte denunciata.


CIFRA

venerdì 22 agosto 2008

AD UN ANNO DELLA GRANDE TRAGEDIA NEL "RIFUGIO DEL FALCO"

E' trascorso un anno dalla tragedia che distrusse sulle alture di Patti
quasi un'intera famiglia e altre due persone. Per quel rogo maledetto, non solo non ha pagato nessuno il conto alla Giustizia, ma neppure c'è
stata alcuna istituzione che ha cercato di lenire il dolore di chi ha pianto
quei morti, indennizzandolo con concreto intervento. L'unica superstite della famiglia Cucinotta, Valeria, anch'essa colpita nella persona dal
fuoco, ha dovuto lasciare la propria città ed emigrare al nord, ospite di
un proprio zio a Milano. Qui per non dimenticare quella tragedia, ci
permettiamo di riportare un nostro corsivo pubblicato in quelle
circostanze dolorose, QUANDO IL PADRE,MATTEO,ULTIMA VITTIMA, NON ERA ANCORA DECEDUTO.

UNA TESTIMONE INFALLIBILE

(Nelle foto: VALERIA CUCINOTTA E IL ROGO DI PATTI)


Protagonista di un dramma che, se non le ha distrutto il corpo, avrebbe potuto sconvolgere la sua anima, sembra uscita indenne, con tutta la sua bellezza e nella pienezza del suo spirito. L'abbiamo vista, a lungo, sullo schermo di una una tv a testimoniare, con lucida fermezza, quanto aveva visto e sofferto di fronte al trerrificante dilagare del rogo che, nel rifugio del Falco, un mese fa, assalì e incenerì quel sito, causando cinque vittime umane: la sua mamma, Lucia Natoli, suo zio, Costantino Cucinotta, la nonna Caterina Barberina Maffolini, i dipendenti del ritrovo agrituristico, Concettina Scafidi e Giuseppe Bompensiere.
Valeria Cucinotta, splendida ragazza di 22 anni, dopo avere sofferto gli "spasimi" di gravi scottature, amorevolmente lenite e curate negli ospedali di Messina e di Napoli, adesso è lì a ricostruire con apparente freddezza e ricchezza di particolari lo scenario infernale di quel maledetto rogo, dolosamente appiccato da chi, se veramente esiste rimorso umano, dovrebbe rodersi l'anima, per tutta la vita. E con l'aggiacciante sua testimonianza, la splendida Valeria, pur senza inveire, inchioda nella loro "scottante" responsabilità, quanti, in quella tragica occasione, non seppero fare il proprio dovere con la "dovuta" tempestività.

giovedì 21 agosto 2008

ORAZIO CALAMUNERI ALL'ATTACCO--Un senior con molteplici esperienze politiche che vede nero sulla salute del pd cittadino

FOTO: L'avv. Francesco Russo
(A dx una vecchia vignetta di Cifra su Orazio Calamuneri)



Il PD, sulla cui riuscita molti italiani avevano riposto sicura speranza, ora, a causa dell'abnorme sviluppo delle originarie contraddizioni in nuce, comincia a fare disamorare buona parte del suo elettorato.

La delusione potrebbe diventare cocente, soprattutto in quanti alle cosiddette primarie hanno fatto registrare la loro entusiastica partecipazione.
Evidentemente, per quanto quasi plebiscitario sia stato l'orientamento su Veltroni e i suoi seguaci, nella scelta dei segretari nazionale e regionali, sembra adesso che si debba convenire che si sia trattato più di facciata anziché di sostanza.
E ciò perchè evidentemente devono essersi intrecciati, nel breve lasso di tempo fin qui tascorso, gli sviluppi di iniziali malumori, persistenti nella costellazione di vertice, con l'assoluta mancanza di volontà o capacità organizzativa.
Basterebbe l'emblematico caso di Barcellona, dove all'insoddisfazione per esempio di un Calamuneri si è aggiunta l'incapacità di porre almeno le basi di una struttura sezionale, che anche localmente un partito operativo non può non crearsi.
Niente di tutto questo è stato fatto, e ci si è cullati sulla eventuale - e quindi incerta - capacità organizzativa di una figura professionale con scarso carisma e limitata esperienza politica.
Ma questo non vale soltanto per la situazione locale, perchè si potrebbe salire con analogo rammarico ai gradi provinciale e regionale, senza tema di apparire presuntuosi.
Non so se questo ragionamento sia stato fatto da Orazio Calamuneri, che avendo visto sempre di malocchio la genesi e il rachitico sviluppo del PD barcellonese, contiuna a sparare a zero sull'attuale segretario di sezione, avv. Francesco Russo, tirando in ballo tra l'altro la mancanza del ricambio generazionale in un partito, il PD, che per essere neonato non dovrebbe rimanere in mano a gente ormai vetusta, residuo di due partiti (Margherita e Ds) decotti prima di spegnersi.
Dove possa puntare il rammarico di un altro anziano - qual naturalmente è Calamuneri - non si riesce a capire, a meno che non sia lui a sapere dove trovare i nuovi pezzi di ricambio, cioè quella gioventù spontaneamente disponibile ad affrontare l'organizzazione di una sezione che sappia buttare alle ortiche le obsolete tendenze correntizie ereditate dalle ormai spente "matrici" politiche.

Francesco Cilona

mercoledì 20 agosto 2008

UNA CITTA' ASSUEFATTA



Do uno sguardo alla Tv e, nella pubblicità di un'emittente privata, fa bella vista un ingegnoso spot su come comportarsi nella raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Apro il giornale e mi cade sotto gli occhi una vistosa pubblicità sull'impellente necessità di adeguarsi alla raccolta differenziata. Vado per strada e incontro i soliti contenitori per la spazzatura, sporchi e colmi di rifiuti e, non in tutti i posti, qualche contenitore per la raccolta di carta e qualcuno per i recipienti di plastica, anche questi colmi e fiancheggiati da materiale che non ha trovato spazio al loro interno. Insomma, mentre la teoria a suon di spot cerca di prendere piede, i piedi del cittadino continuano a muoversi nella mondezzza, visto che la pulizia nelle strade e nei marciapiedi è diventata una chimera, mentre un'altra chimera - quella della raccolta differenziata - si annuncia sui "media". Ed ecco che, come prima e forse anche peggio di prima, nella via Roma - trasandato salotto cittadino - ad un passo dal semaforo del centralissimo incrocio con la via Marconi, si può assistere ad uno scenario da terzo mondo: quello fotografato stamattina da barcellonablog e qui fedelmente riportato. Ma davvero dobbiamo abituarci a sconci del genere? Siamo ormai talmente cloroformizzati dalla dominanza politico-amministrativa da non riuscire più ad accorgerci di tanto squallore? Mentre scrivo queste righe e mi pongo queste sconsolate domande, mi sovviene d'avere letto stamani - su Repubblica - un bellissimo articolo firmato da Nadia Urbinati ("L'Italia senza dissenso"), che varrebbe la pena riportare qui integralmente. E' una fotografia cruda della ormai sconsolata "docilità" con cui noi cittadini accettiamo pacificamente quello che il padrone di turno, per esempio l'opinione generale di una più o meno larga maggioranza, crede, ritiene e vuole. Come, se dopo anni di allenamento televisivo, fossimo mutati nel temperamento e potessimo fare senza sforzo quello che in condizioni di spontanea libertà sarebbe semplicemente un insopportabile giogo. E' forse per questa forma di cloroformizzazione che non ci accorgiamo di ciò che ci sporca? E se ci accorgiamo, cos'è che ce lo fa sopportare? fra' Galdino

martedì 19 agosto 2008

LA GOMMA AMERICANA? FAREBBE BENE ALLA SALUTE!


Questa è nuova: masticare chewing-gum fa bene alla salute. L'hanno costatato i medici di un importante ospedale estero con forte crisma scientifico. Però farebbe bene soltanto in casi particolari: quando cioè il masticatore è un paziente che è stato sottoposto ad intervento chirurgico ed è costretto al riposo postoperatorio. Basterebbe che, durante tale periodo, il soggetto s'impegnasse a masticare la "gommetta" per un paio di turni giornalieri, di circa quattr'ore, senza declutirla, per avere grossi benefici nel decorso postoperatorio, il quale verrebbe notevolmente accorciato. Il che significa che la guarigione sarebbe anticipata, ma non si capisce ancora bene se grazie al meccanismo della masticazione o se ad opera dei succhi gastrointestinali, stimolati dalla saliva, incrementata durante la masticazione. Fortunatamente non è stato neppure chiarito quale marca di gomma americana sia consigliabile e quale gusto. Per cui, almeno per il momento sarà consentita la libera scelta.
Intanto, in attesa di ulteriore verifica scientifica, non vi azzardate più di rimproverare figli, nipoti o alunni, quando li sorprendete a masticare chewing-gum: potrebbe fare bene anche senza bisogno d'operazione.

lunedì 18 agosto 2008

FLESSIBILITA' DEI BARILI E RIGIDITA' DELLE POMPE




Pinco= Ciao Pallino, si torna al lavoro?
Pallino= Eh, sì. Le fiere son finite ed il tran tran riprende.
Pinco= Già, tu non sei precario, ed il tuo lavoro è noioso. Io, invece, che precario sono, con la mobilità flessibile che mi ritrovo, non ho nè modo, nè tempo, nè luogo per potermi annoiare.
Pallino= Ma che vai dicendo. Pensi anche tu, come il ministro Trombetta, che sono un fannullone? Ti sbagli, caro. Noi ci facciamo il culo così, con tutte le scartoffie e le altre camurrie che ci capitano tra le mani. Pensa che nelll'ufficio in cui io lavoro, la prima cosa che dobbiamo fare è andare a cercare il materiale per scrivere.
Pinco= E lo trovate?
Pallino= Quando sì e quando no. Spesso ci manca la carta per le fotocopie, e quando troviamo la carta, ci accorgiamo che la stampante è asciutta.
Pinco= Cioè? Vi manca pure l'inchiostro? A me invece manca un altro liquido...la benzina: ogni giorno per andare al lavoro non mi bastano dieci euro di carburante.
Pallino= Ma come, prima dicevi che ti erano sufficienti...forse adesso vai a lavorare a Messina e non più a Villafranca.
Pinco= No, vado a lavorare a Venetico, e pur essendo la strada più corta, mi tocca spendere di più, e tu lo sai perchè.
Pallino= Lo so, lo so: ogni giorno che è passato c'è sempre stato un ritocco in sù, per la questione dei barili che aumentavano di prezzo, ma adesso il costo del greggio sta precipitando, si parla di un 35 per cento e forse più di ribasso....
Pinco= Ebbene, cala il prezzo del greggio e non quello del carburante alla pompa. E sai come giustificano questo fenomeno i signori petrolieri?
Pallino: Non lo so, mi sembra ingiustificabile.
Pinco= Dicono che, loro, il petrolio che hanno di scorta l'hanno pagato a prezzo fortemente maggiorato e che quindi quando arriva alla pompa non può che mantenersi a livelli elevati.
Pallino= Ah, si? Bella logica, questa. E il Governo l'accetta questa specie di teoria truffaldina?
Pinco= Governo? Ma quale governo, quello che dice di non volere mettere le mani nelle nostre tasche e, per non farlo, ci mette il tubo della benzina in un altro...posto! Ma lo sai tu che più caro è il carburante e più incassa di tasse lo Stato? Non lo sai questo?
Pallino= Lo so, lo so! E capisco anche tante altre cose, ma che ci vuoi fare: ormai mi pare che ci stiamo assuefacendo ad un andazzo che prima o poi ci...
Pinco= Stop, per carità, lasciamo che parlino gli altri::::
Pallino= "Famiglia Cristiana" vuoi dire? Che parli pure...e liberamente.

domenica 17 agosto 2008

SU, RAGAZZI, VOGLIAMO SVEGLIARCI?!?!?


Sinceramente, non so fare a meno di confessarlo. Avevo creduto parecchio nella possiblità offerta da alcuni siti della nostra zona che, attraverso internet, potessero fare quello che non s'era riuscito mai a realizzare con la carta stampata: fosse stato pure un periodico costante e di lunga durata.
Certo, come ho detto altra volta, negli anni passati non ebbero a mancare i tentativi, intesi a dare alla città una propria voce, ma la loro attuazione fu o di breve durata o, se protratta, saltuaria, quando non strumentalizzata. Dicevo: avevo sperato tanto che, con il nuovo portentoso strumento web si sarebbe attenuata la difficoltà d'impresa e che ciò avrebbe consentito, soprattutto alla giovane generazione, di dare voce alle molteplici esigenze della città: da quella culturale a quella politica, dalla ricerca delle radici storiche all'escursione del nostro passato, alla valutazione delle condizioni attuali della nostra città, alle indicazioni propositive per il loro miglioramento. M'era sembrato che ci fosse un fiorire di iniziative, varie, intelligenti e persino ambiziose.
E' bastato un annetto o poco più di osservazione e di cammino ad esse collaterale, per mettermi nella necessità di dovere rivedere la mia prima impressione?
Io vorrei di no!
Ed è per questo che ho sentito il bisogno di scrivere queste quattro righe.
Vorrei che servissero a muovere le acque, prima che, ristagnando, diano ragione alle mia incipiente preocupazione.

francesco cilona

sabato 16 agosto 2008

LA CALCA DEL MATTINO, DAVANTI ALLA COLOMBAIA DELLE POSTE ITALIANE


Se doveste andare a sbrigare un vostro affare - pensione, pagamento bollette, eccetera - all'ufficio postale di Barcellona centro (quello di via Roma, per intenderci), vorrei che ascoltaste un mio modesto consiglio: non andate mai di sabato, nè prima dell'apertura mattutina.
In questo caso andreste con l'intento di trovarvi, dietro la porta d'ingresso, avvantaggiati al momento dell'apertura degli sportelli, nello stacco del numero dalla famigerata macchinetta dispensatrice del ticket. Niente di più errato.
Di sabato, non conviene, perché la chiusura è anticipata a metà giornata e si rischia, pure avendo il numero d'ordine, di vedersi chiusi gli sportelli prima che si arrivi al proprio turno.
Di mattina presto, prima dell'apertura, è peggio ancora: perchè il tempo che si crede di potere guadagnare arrivando dietro la porta, viene completamente annullato da una serie di fattori negativi.
Anche se si arriva mezz'ora prima dell'apertura, di norma il piazzale antistante la porta d'ingresso risulta già affollato da gente che ha cominciato ad accalcarsi probabilmente dalle prime luci del mattino, per trovarsi tra i primi a catapultarsi all'interno.
E tra questi potete stare certi che ci sono persone che usano una raffinata strategia: si collocano da un lato, in maniera che al momento dell'apertura della porta, che avviene verso l'esterno, loro non si trovino dalla parte in cui la "massa", schiaffeggiata dall'anta, viene allontanata dall'ingresso.
E' il momento dello tzunami verso l'interno ed è un premere e sospingere che mette in imbarazzo chi non è abituato, mentre consente a qualcuno più svelto e meno scrupoloso di scavalcare chi era giunto prima.
Quando si arriva davanti alla "macchinetta", per fortuna c'è un incaricato dalla voce grossa che cerca di distribuire i numeretti, e lo fa difendendosi dalla ressa sgolandosi. E senza lesinare rimbrotti e rimproveri.
Insomma, è un'esperienza che, se si vuole, si può fare una volta sola, anche perchè - a parte la sceneggiata descritta - alla fin fine, nonostante l'alzataccia e la spremuta ai fianchi, il tempo dell'attesa rimane ugualmente lungo.

Fra' Galdino

giovedì 14 agosto 2008

Militari in strada e sindaci sceriffi=il rischio è una guerra tra poveri=il presidente spazzino nel "paese da marciapiede"

"Bene fa il Governo a prendere provvedimenti su annosi problemi . Ma riuscirà a fugare il sospetto che quando è al potere la destra i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?" Se lo chiede "Famiglia Cristiana" nell'editoriale del numero 23, che così prosegue:
"È un "Paese da marciapiede" quello che sta consumando gli ultimi giorni di un’estate all’insegna della vacanza povera, caratterizzata da un crollo quasi del 50% delle presenze alberghiere nei luoghi di vacanza. Dopo vari contrasti tra Maroni e La Russa, sui marciapiedi delle città arrivano i soldati, stralunati ragazzi messi a fare compiti di polizia che non sanno svolgere (neanche fossimo in Angola), e vengono cacciati i mendicanti senza distinguere quelli legati ai racket dell’accattonaggio da quelli veri".
Ma ancora:
"A Roma il sindaco Alemanno, che pure mostra in altri campi idee molto più avanzate di quelle che il pregiudizio antifascista gli attribuisce, caccia i poveri in giacca e cravatta anche dai cassonetti e dagli avanzi dei supermercati. Li chiamano scarti, ma lì si trovano frutta e verdura che non sono belli da esporre sui banchi di vendita. E allora se vogliamo salvare l’estetica, perché non facciamo il "banco delle occasioni", coprendo con un gesto di pietà (anche qui "estetico"), un rito che fa male alle coscienze? Nei centri Ikea lo si fa, e nessuno si scandalizza. Anzi."
"Ma dai marciapiedi - si ammette - sparisce anche la prostituzione (sarà la volta buona?) e sarebbe ingeneroso non dare merito al Governo di aver dato ai sindaci i poteri per il decoro e la sicurezza dei propri cittadini. A patto, però, che la "creatività" dei sindaci non crei problemi istituzionali con questori e prefetti e non brilli per provvedimenti tanto ridicoli quanto inutili; e che il Governo non ci prenda gusto a scaricare su altri le sue responsabilità, come con l’uscita tardiva e improvvida (colpo di sole agostano?) della Meloni e di Gasparri, che hanno chiesto ai nostri olimpionici di non sfilare per protesta contro la Cina (il gesto forte, se ne sono capaci, lo facciano loro, i soliti politici furbetti che vogliono occupare sempre la scena senza pagare pegno!)." Un colpo al cerchio e un colpo alla botte? Più botte che cerchio:
"Tornando al "Paese da marciapiede" - aggiuge il settimanale cattolico - ha fatto bene il cardinale Martino, presidente del Pontificio consiglio per i migranti, ad approvare la lotta al racket dell’accattonaggio senza ledere il diritto di chiedere l’elemosina da parte di chi è veramente povero. Il cardinal Martino ha posto un dubbio atroce: la proibizione dell’accattonaggio serve a nascondere la povertà del Paese e l’incapacità dei governanti a trovare risposte efficaci, abituati come sono alla "politica del rattoppo", o a quella dei lustrini?"
"La verità è - qui il colpo è bene assestato - che "il Paese da marciapiede" i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del "Presidente spazzino", l’inutile "gioco dei soldatini" nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone (che, però, è meritoria, e Brunetta va incoraggiato). Ma c’è il rischio di provocare una guerra fra poveri, se questa battaglia non la si riconduce ai giusti termini, con serietà e senza le "buffonate", che servono solo a riempire pagine di giornali".
"Alla fine della settimana scorsa - ricorda Famiglia Cristiana - sono comparse le stime sul nostro prodotto interno lordo (Pil) e, insieme, gli indici che misurano la salute delle imprese italiane. Il Pil è allo zero, ma le nostre imprese godono di salute strepitosa, mostrando profitti che non si registravano da decenni. L’impresa cresce, l’Italia retrocede. Mentre c’è chi accumula profitti, mangiare fuori costa il 141% in più rispetto al 2001, ma i buoni mensa sono fermi da anni. L’industria vola, ma sui precari e i contratti è refrattaria. La ricchezza c’è, ma per le famiglie è solo un miraggio. Un sondaggio sul tesoretto dei pensionati che sarà pubblicato su Club 3 dice che gli anziani non ce la fanno più ad aiutare i figli, o lo fanno con fatica: da risorsa sono diventati un peso".
"È troppo chiedere al Governo di fugare il sospetto che quando governa la destra la forbice si allarga, così che i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?"

(Estratto da Famiglia Cristiana)

mercoledì 13 agosto 2008

MEDAGLIE OLIMPICHE "CONFISCATE"

FOTO:Giulia Quintavalle e l'on.Giuliano Rossi

Avete visto quante lacrime le medaglie, conquistate alle Olimpiadi, fanno versare ai nostri campioni, che stanno facendo onore alla nostra Italia?
Piange la Pellegrini, piange la Quintavalle mordendo ciascuna la popria medaglia d'oro, ed ha pianto persino quel duro poliziotto, Francesco D'Aniello, baciando la medaglia d'argento conquistata nel double trap del tiro a volo, dove s'è piazzato al secondo posto.
Ma sono solo lacrime di gioia di atleti, esultanti per avere dato tanto prestigio alla nostra Nazione, soltanto lacrime di gioia? O sono anche lacrime di rabbia?
Se si pensa che, in Italia, le medaglie conquistate costringono gli atleti olimpici a rendere gran conto al fisco, certamente una punta di rabbia e di protesta, se non al primo impatto con l'orgoglio, devono averla suscitata.
E forse più di una punta, visto che in questi giorni s'è insistito con appelli al Parlamento, perchè si riconosca che i trofei delle Olimpiadi, che tanto onore recano alla Nazione, non vengano trattati come le miliardarie parcelle dei calciatori.
Valentina Vezzalli, tre volte campione nel fioretto, ha giustamente fatto notare che i guadagni di atleti come lei non sono stratosferici e tuttavia le medaglie da loro conquistate praticamente vengono "con-fiscate" a metà.
Praticamente, a causa delle tasse imposte, il valore della medaglia d'oro o di quella d'argento viene dimezzato, perchè il 50% viene detratto dal fisco.
Per questa lamentela, che giustificherebbe lacrime di rabbia e di delusione, un deputato del Pdl, Luciano Rossi, che tra l'altro è presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Amici del Tiro, della Caccia e della Pesca”, s'è impegnato in Parlamento a portare avanti una sua proposta di legge per la detassazione delle medaglie olimpiche, che d'altronde possono essere conquistate solamente ogni quattro anni.
E quasi sempre una tantum.

Francesco Cilona

martedì 12 agosto 2008

NEL RICORDO D'UN'INFAME STRAGE CITTADINA

Sessantacinque anni fa, il 12 agosto 1943, veniva consumata nelle strade e nelle case di Barcellona Pozzo di Gotto la più grande tragedia mai sofferta da questa nostra comunità. Sotto le bombe di aerei americani, seminate proditoriamente dai "futuri liberatori della nostra Isola", furono massacrati duecento nostri concittadini, civili d'ogni sesso ed età, molti dei quali, sfortunatamente, in quelle ore antimeridiane, per motivi di lavoro o per altri interessi familiari, erano provvisoriamente rientrati in città dai luoghi di sfollamento. Duecento vite barbaramente stroncate, dalla cieca violenza di un bombardamento a tappeto che non risparmiò nemmeno le innocue tombe del nostro cimitero. In occasione di questa dolorosissima ricorrenza, che probabilmente non è neppure nota alle giovani generazioni, l'Amministrazione Comunale ha sentito il dovere di commemorare, ancora una volta il luttuoso evento, organizzando per la giornata odierna una breve cerimonia, con svolgimento dalle ore 11 presso il Monumento ai Caduti.
Il sindaco Candeloro Nania, nel ricordare il pesante contributo di sangue pagato dalla nostra città alla follia umana, ha auspicato che il sacrificio dei nostri caduti, in quella triste occasione e in tutte le guerre, mantenga sempre alto il suo forte valore, e che il ricordo di questa nostra tragedia sia di monito a tutte le generazioni, perchè non si ripetano più gli errori del passato, ma si persegua sempre la pace e la tolleranza.
Parole giuste e giudiziose, che si spera non rimangano flatus vocis, anche se gli attuali eventi in Olsezia e in Georgia, somiglianti a quelli di 65 anni fa, pare che abbiano già oscurato gli orrori della seconda guerra mondiale e di ogni altra guerra.

lunedì 11 agosto 2008

IL TRISTE ROSARIO DEGLI INCIDENTI CONTINUA, ma le strade e i controlli restano difettosi e carenti



Avere assistito, quasi in diretta, al disastroso incidente di quel Tir che, sbandando ed infrangendo il guard-rail in autostrada, ha seminato la morte nell'altra corsia, è stato davvero raccapricciante.
Dovrebbe bastare quella rapida sequenza, esplodente in un violentissimo rogo, per sconvolgere anche il più incallito di quei giovani che alla guida di "grosse cilindrate", dopo una nottata di baldoria e di chissà quante altre trasgressioni in discoteca, si lanciano alla cieca lungo le strade di ritorno a casa.
Come dovrebbe apparire emblematico un altro incidente, quasi contemporaneo nel Cilento, in cui sette giovani hanno perduto la vita gettando nella disperazione le loro famiglie, appunto per una circostanza ormai ripetitiva: il ritorno a casa dopo una serata trascorsa in allegria, spesso fino a notte inoltrata. O quello non meno doloroso del giovane di 22 anni, che tornando dal festeggiamento del proprio compleanno, ieri ha trovato la morte in una delle nostre strade, nei pressi di Pace del Mela.
Non sempre però la causa delle stragi su strade e autostrade dovrebbe essere imputata al colpo di sonno del conduttore del Tir finito nel rogo o all'incosapevolezza di giovani che si lasciano prendere la mano dalla velocità. Perchè ci sono anche ben altri fattori, dovuti alla incuria e alla superficialità dei nostri governi, che finora hanno creduto di potere affrontare il pauroso incremento degli incidenti stradali ricorrendo allo spauracchio di una normativa più feroce, come la pseudo deterrenza della patente a punti. Mentre - per contrappasso - lesinano, con tagli alla "finanziaria", la possibilità, già fin troppo magra, di attuare efficaci controlli e costante vigilanza, opportuni interventi di manutenzione nelle strade e nelle autostrade e di ammodernamento dell'assetto viario, in gran parte divenuto soprattutto da noi fatiscente e assolutamente inadeguato all'esorbitante traffico attuale. Già in un precedente "post" ho avuto modo di evidenziare la pericolosa situazione registrata nella SS113, e nelle provinciali attigue, dove giornalmente il movimento automobilistico è aggravato dal continuo andirivieni di mezzi pesanti, tra cui i mastodontici autocompattatori che persino da Messina trasportano i rifiuti urbani fino alla discarica di Mazzarrà S.Andrea.
Come pure ho ricordato, a chi se lo fosse scordato, che da anni, tra Villafranca e Rometta, per ragioni di sicurezza, rimane chiuso un lungo tratto dell'A20, in direzione ME-PA, e chissà quali interventi saranno necessari perché sia riaperto al traffico.
Il fatto è che, di riattivazione, non si profila neppure l'ombra.
Sarà un problema difficile e costoso, e pertanto destinato al rinvio perpetuo?
E' probabile che sia così.
Mentre invece non è certamente così per il progetto "PONTE SULLO STRETTO", la cui attuazione, pur risultando un milione di volte più difficile e dispendiosa, è già "COSA FATTA". Almeno così sostiene l'amico della Sicilia, Silvio Berlusconi.

domenica 10 agosto 2008

CHI DI MARTEL COLPISCE.....


E' stato davvero esemplare il clamoroso gesto del sindaco di Capo d'Orlando, quando con una mazzotta ha frantumato la targa intestata a Giuseppe Garibaldi, per sostituirla con un'altra dedicata ad una antica battaglia navale, avvenuta nel nostro bel Tirreno, tanti anni fa.
E che la martellata del primo cittadino sia stata di esempio - negativo - l'ha dimostrato un cinquantenne suo concittadino che, contrariato dall'inopinato cambiamento nominale del piazzale antistante la stazione ferroviaria, s'è fatto accompagnare da due pensionati per imitare alla lettera l'intervento di rottura del capo della civica amministrazione, frantumando la nuova targa e ripristinando, provvisoriamente con una scritta su cartoncino adesivo, nome e cognome di colui che, nelle nostre scuole, ci avevano insegnato a considerare eroe dei due mondi.
Cosicchè, la polemica che, nei giorni scorsi, s'era accesa a parole, adesso sembra rinfocolarsi con i fatti.
Ma se - come si dice - le parole sono pietre, le azioni che cosa saranno, macigni?
E' augurabile di no, e che - dopo questo gesto imitatorio - non ci siano più né fatti esemplari, né imitazioni a ruota, soprattutto di questa natura..

sabato 9 agosto 2008

ANCORA TIMORI PER L'OSPEDALE DI SANT'ANDREA

FOTO:LE DUE FACCE DEL CUTRONI-ZODDA = a sinistra una gran parte ancora allo stato rustico, per mancato interessamento politico


Si torna a parlare dei rischi che sta correndo l'ospedale di Barcellona, a causa dei tagli ventilati per un paio di reparti, che ancora resistono nel nuovo Cutroni Zodda. La "necessità" del governo regionale di fare fronte alla grave situazione in rosso, soprattutto nel settore sanità, com'è noto, aveva creato le premesse per la preparazione di un piano di ridensionamento e riequilibrio della spesa,sin da quando governava Totò Cuffaro con La Galla assessore di competenza. Tale riprogrammazione, resa impossibile a causa della prematura caduta di quel governo, pare che sia stata recepita quasi di sana pianta dal nuovo assessore Russo, che adesso fa parte dell'amministrazione Lombardo. Ciò praticamente ha risvegiato le preoccupazioni che, precedentemente, avevano messo in allarme i managers di divese asl dell'Isola e, con essi, per ragioni particolari, parecchi operatori sanitari, sia degli ospedali, sia delle guardie mediche. Per le guardie mediche, si sa ormai qual è stata la sorte: tagli a centinaia senza speranza di rivalsa, mentre per gli ospedali ancora si nuota nell'incertezza e, se timori vengono a galla, riguardano piuttosto il rischio di tagli generici. Tuttavia c'è chi, almeno per l'ospedale di Barcellona, crede di doversi allarmare senza via di scampo, perchè avrebbe avuto più che sentore della decisione di togliere al Cutroni-Zodda il reparto di nefrologia e quello di traumatologia, che ovviamente andrebbero a rimpinguare il vicino ospedale di Milazzo. La preoccupazione per questa temuta prospettiva è tale da avere ancora una volta indotto Uil e Udc ad intervenire con precise argomentazioni sulla inopportunità di un tale intervento mutilante, in un territorio che fa registrare un notevole tasso d'interventi operatori nei due settori a rischio. I numerosi incidenti, su strada e sul lavoro, che trovano sbocco nel reparto di traumatologia e nei servizi connessi, basterebbero a rendere ingiustificabile la chiusura del reparto di traumatologia, che per lo meno meriterebbe di essere incrementato e affidato a mani esperte e autorevoli.
Per quanto concerne il reparto di nefrologia, cui è collegato l'importante servizio di emodialisi, non ci sarebbe neppure bisogno di ricorrere a cifre statistiche, perchè purtroppo, è ormai risaputo che dall'ampia area servita dal Cutroni Zodda giungono, in quest'ospedale e in strutture private specializzate, pazienti in grande esubero

venerdì 8 agosto 2008

VENTI MILIONI? PINZELLACCHERE!


C'era una volta la TV di Michela, la rossa Michela Brambilla che tanto ha collaborato con Berlusconi per farlo vincere alle ultimre elezioni politiche. Adesso, quella tv, nata a braccetto dei cinquemila circoli della libertà, non è più della Brambila, ma è diventata proprietà di Forza Italia, che l'ha acquistata al prezzo simnolico di un euro.
Eppure era costata diversi milioni quella struttura mediatica che, per un anno, aveva impiegato uno stuolo di tecnici e giornalisti, in gran parte giovani, i quali, nel farsi profesionalmente le ossa hanno cercato di dare il meglio sè, lavorando con entusiasmo per portare in auge il vero padrone di quella tv.
Ma credo che i tredici giornalisti e la squadra degli operatori tecnici, quasi certamente, anche se la Tv provvisoriamente entrerà "in sonno", troveranno spazio in qualche altra struttura berlusconiana, perchè so bene che il cav. non lascia mai i propri ragazzi, ancorchè precari, con un pugno di mosche in mano.
Il problema invece resta per tutta quella magnifica attrezzatura tecnica , che assieme ai servizi propagandati e alle spese per il personale, s'è in un anno bruciata la bellezza di 20.000.000 di euro. Ma, a pensarci bene, che sono per il patron di Forza Italia e del popolo della libertà ventimilioni d'euro? Una quisquilia, pinzellacchere, direbbe il grandeTotò, bonanima.
Una tornata di film ammuffiti, una cordata di spot in tv, qualche grande fratello e un paio di veline ed ecco rifatti i soldi per saldare i debiti di un anno, in contanti.

giovedì 7 agosto 2008

POVERI MARCIPIEDI MIEI Continua a lamentarsi Barcellona

Foto: Sul marciapiede di via Papa Giovanni cresce l'erba


Passando per Spinesante e guardando verso la spiaggia, ora, si nota qualcosa di nuovo:

tra la litoranea e l'arenile è stata quasi ultimata la tanto attesa "passeggiata al mare", completa di pista ciclabile, marciapiede e panchine: è una parte del programmato nuovo arredamento urbano riguardante la nostra zona balneare.
Fra quelle cose, tutte belle e utili, mi ha maggiormente colpito la parte pedonale, costituita da marciapiedi ricoperti di mattonelle ad incastro, molto funzionali, resistenti ed esteticamente gradevoli.
Di fronte a quei marciapiedi, d'altronde non diversi da altri visti fuori Barcellona, sapete come ha reagito la mia mente? S'è portata subito a considerare quanto sono brutti, fatiscenti, sgangherati i marciapiedi del resto della città.
Più di una volta ho avuto l'occasione di fotografare e mettere in evidenza lo stato di abbandono e di cattivo uso in cui vengono lasciate le "banchine" del centro urbano e delle diverse zone periferiche, e tutte le volte è stato come se l'argomento da me trattato riguardasse la luna e non il nostro paese.
Dal Comune, che ha l'obbligo di consentire al pedone l'uso di spazi adeguati per i suoi movimenti, nessuno s'è mai degnato di spiegare perchè ciò non è possibile. Un'indifferenza assoluta, che rasenta la strafottenza.
Non ci sono i soldi, per la riparazione dei marciapiedi? Ditelo, se è così, ma finitela di fare gli gnorri sullo spinoso argomento. Ditelo, e dite pure, alla gente che si meraviglia per il gran numero di bancarelle, baracche e gazebi crescenti come funghi sui marciapiedi e su altro suolo pubblico, dove vanno a finire i soldi che il Comune ricava con tali concessioni. Perchè non può essere vero che il suolo sia occupato abusivamente, voi del Comune certamente non lo permettereste.
Quindi, per ridare dignità a tutte le banchine di Barcellona, i fondi necessari ci dovrebbero essere. E se non ci sono a sufficienza, si debbono e si possono procurare, soprattutto da parte di quest'Amministrazine che, essendo in feeling con i governi a tutti i livelli, dovrebbe potere mantenere le promesse fatte in campagna elettorale.
E non si dica che ci sono i vari Tremonti e i vari Lombardo che strozzano le borse, perchè la gente queste cose non le tollera, come non le ha tollerato quando i capri espiatori erano Prodi e Padoa Schioppa.

Fra Galdino

mercoledì 6 agosto 2008

E INTANTO IO PAGO! (l'abbonamento Rai)


E' una riflessione che sto facendo, da diverso tempo, spazientito dal fatto che non sempre riesco a sintonizzarmi con radio tre, che com'è noto, trasmette in modulazione di frequenza. Ho cercato di capire perchè debba essere così difficile potere captare questa rete, che ha il pregio di offrire programmi gradevoli, interessanti, impegnati, cui si aggiunge nella notte il collegamento con l'altrettanto impegnato programma in filodiffusione.
Pensando che potesse essere difetto di ricezione imputabile alla mia radio, ho cercato d'individuarne la possibile causa, indagando sul potenziale delle batterie, sulla qualità dell'antenna, sull'ubicazione e la potenza dell'apparecchio ricevente, sulla qualità e chiarezza delle numerose radio private captabili.
Mentre ho dovuto costatare che le trasmittenti dilettanti andavano a bomba, solo raramente mi è capitato di centrare, ancorchè a pelo, la suddetta radiotre. Lo sblateramento delle radio private con frequenze ad essa adiacenti, difficilmente mi consentiva e mi consente, di centrare e captare con chiarezza, senza fruscii o distorsioni, la stazione a me gradita.
Mi è stato suggerito di consultare su internet la lista delle frequenze, per rendermi conto su quale potermi sintonizzare. L'ho fatto e per Messina ho trovato queste cifre:ME (1575 1143 1368 ) 95.3 /103.9/ 99.3/ 88.2/ 90.2/ 92.2/. Nella zona in cui attualmente mi trovo, riesco a pescarla solo su 98,5 che non è indicata in tabella ed è la frequenza più prossima alla elencata 99,3. E' l'unica lunghezza percepibile, ma generalmente disturbata dalle "private" attigue.
Chissà perchè. Confesso la mia incompetenza.

Fra Galdino

SI ACCANISCE LA POLEMICA SULLA PARTECIPAZIONE ALL'APERTURA DELLE OLIMPIADI

FOTO:IL MINISTRO GIORGIA MELONI E MAURIZIO GASPARRI

Si avvicinano le Olimpiadi di Pechino e si accentua il dualismo, a mio giudizio in gran parte strumentale, tra chi predica il boicottaggio alla grande manifestazione mondiale, perchè organizzata nella Cina totalitaria, e chi sostiene di far prescindere i Giochi 0limpici, in quanto sport puro, dalla politica.
L'ultima uscita a favore della prima presa di posizione l'ha fatta il presidente del gruppo senatoriale berlusconiano, Maurizio Gasparri, che seguìto a ruota dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ha invitato gli atleti italiani ad imitare la decisione dell'atleta tedesca, Imke Duplitzer, che ha annunciato di non presentarsi alla cerimonia inaugurale dei Giochi.
Secondo i due rappresentanti del centrodestra, praticamente, sarebbe opportuno che, in segno di protesta, l'intero schieramento italiano, disertando la sfilata inaugurale, desse prova concreta del proprio disgusto per il mancato rispetto in Cina dei diritti umani.
L'uscita del rappresentante aennino è stata, però, bacchettata dal capo sovrano del Pdl, che avrebbe gradito non venisse contrastata la diplomatica presenza in Cina, in sua vece, del ministro degli esteri Frattini.
Tuttavia, anche questa bacchettata potrebbe essere considerata una strumentaizzazione politica, dando ragione a chi sta dalla parte di Gasparri e della Meloni. Ma il premier vuol fare intendere che il suo comportamento è quello dell'uomo di sport, e Gasparri gli dovrebbe credere, anche perchè, a tale proposito, a Berlusconi vien data man forte dal CIO, assolutamente contrario agli inviti di Gasparri e della Meloni, definiti deplorevoli.
Il parere del massimo organo sportivo è che i politici, anziché istigare gli atleti al boicottaggio, dovrebbero avere, loro stessi, la coerenza ed il coraggio di intervenire per fare sentire il proprio "disgusto" nei confronti della condotta politica delle autorità cinesi. Ma essi sono gli stessi politici che hanno perduto una buona occasione quando non hanno dimostrato nessun dissenso verso gli industriali che in Cina, per opportunismo finanziario, hanno impiantato fabbriche, nè si sono spesi allo spasimo quando avrebbero dovuto contrastare con forza il comporamento in Tibet delle autorità cinesi.
E se Gasparri, che non perde occasione per apparire in TV, stavolta si fosse tappata la bocca, non sarebbe stato meglio?
Probabilmente, così facendo, non avrebbe indotto una ministra a seguirlo a ruota.
Impari il presidente dei senatori dal comportamento di Berlusconi, che se non va in Cina, non lo fa in segno di protesta, in quanto si sente di essere uomo sportivo. Anche se, per il resto, può prendersi licenza di operare da statista.
Nella vita politica, non sempre si deve avere lo stesso volto.
Ma quando impara il loquace Gasparri ad essere cangiante?
Solo così si può essere universali.

Fra' Galdino

martedì 5 agosto 2008

Forse c'entra Freud, in questa squallida vicenda?


La verità per essere tale non può che essere nuda. Anzi nuda e cruda, ma c'è chi per falso pudore la vuole velata, addirittura coperta, avvolta ora in un panno ora in una pezza, perchè sia verità da cucinare secondo il proprio gusto. Oggi vale una verità, domani la stessa verità non vale più e viene smentita. Conosciamo qualcuno che la cuoce a proprio uso e consumo, in tutte le salse e se non la cuoce, momentaneamente la copre, come ha fatto coprire il bel seno della Verità del Tiepolo. Ma stavolta è stata ipocrisia, o s'è trattato di semplice lapsus freudiano?

lunedì 4 agosto 2008

SODDISFATTI A META' I SINDACATI DOPO LA RIAPERTURA DELL'UFFICIO POSTALE DI CALDERA'

nella foto: il sindacalista Salvatore Chiofalo firmatario del documento


La ripresa dell'attività dell'agenzia postale di Calderà, grazie all'apertura di una nuova sede avvenuta nei giorni scorsi, dopo una lunga lunga attesa - 18 mesi - causata dalla chiusura del vecchio ufficio ospitato in un container, è stata accolta con soddisfazione dai sindacati che, nell'occasione, avevano appoggiato la mobilitazione del comitato permanente degli utenti, promuovendo pubbliche manifestazioni e una petizione popolare, sottoscritta da migliaia di cittadini.

Conclusa questa vertenza, le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, cercano adesso di affrontare la problematica del servizio complessivo, offerto nel territorio di Barcellona dalle Poste italiane, sostenendo in un comunicato che "non sono, ancora, risolti tutti i problemi per l’utenza delle poste, a Barcellona e nella zona adiacente: resta il dramma delle interminabili file presso l’Ufficio postale centrale di Via Roma, dove per qualsiasi prestazione a favore dei cittadini si è costretti ad affrontare ore e ore di odiose file, nonostante l’impegno costante delle maestranze che operano nel medesimo Ufficio".
"Anche la drammatica situazione dell’Ufficio Postale della popolosa Frazione di Sant’Antonio rimasto chiuso per mesi, a seguito delle rapine subite - continua il comunicato - va affrontata, secondo le richieste già formulate dal sindacato per dare anche ai cittadini di quella zona la possibilità di disporre di un ufficio sicuro e funzionante".
Per le ragioni esposte il Sindacato promette che "promuoverà ogni utile azione di mobilitazione e di protesta affinché la problematica dei servizi erogati da Poste italiane a Barcellona venga riconsiderata dalle direzioni provinciale e regionale, per uscire dalla precarietà, dai disservizi e soprattutto per porre fine alle interminabili file a cui si è ingiustamente costretti".
"Sarà dunque - minacciano le OO.SS. - un prossimo Autunno nel corso del quale la vertenza “Poste efficienti a Barcellona P.G.” sarà al primo posto nell’agenda dell’azione sindacale".

Informazioni personali

La mia foto
barcellona pg, messina, Italy
Questo blog non va considerato testata giornalistica: poichè i suoi post non vengono aggiornati con cadenza periodica e preordinata, non può costituire prodotto editoriale, ai sensi della legge n.62 del 7.3.2001. L'autore si dichiara non responsabile per i commenti ai vari post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non vanno addebitati all'autore, neppure quando vengono formulati da anonimi o criptati. Le immagini pubblicate, quando non sono di proprietà dell'autore, sono procurate con licenza di pubblico dominio o prese liberamente dalla rete. Nell’eventualità che qualcuna violasse i diritti di produzione, si pregano gli interessati di darne comunicazione a questo blog perché si provveda prontamente alla cancellazione.