sabato 25 agosto 2007

NON E' FACILE GIUSTIFICARE



Con delibera della Giunta Municipale, sono stati stanziati per spese straordinarie 15.000 Euro da utilizzare per il pagamento dell'attività lavorativa oltre l'orario previsto, svolta nel periodo estivo dal nuovo personale assunto e dai contrattisti ausiliari della Polizia Urbana di Barcellona Pozzo di Gotto.
Con questa informazione, che porterebbe ai lavoratori interessati un aumento medio individuale di poco meno di 800 euro per i due mesi di agosto e settembre, l'assessore al ramo Emanuele Bucolo ha praticamente fatto sapere che l'Amministrazione Comunale ha già, previdentemente, provveduto a tenere il personale di vigilanza sulla strada a controllare la viabilità, per il maggior tempo possibile.
Avrebbe così cercato di rispondere a quei cittadini che, tramite una petizione al Sindaco, si erano lamentati e preoccupati per la pericolosità della litoranea, molto trafficata e scarsamente vigilata. Se, nonostante l'aumento di vigili e "paravigili", che ovviamente comporta un onere di spesa maggiorato, la situazione in tutto il territorio cittadino non appare migliorata - e le lamentele vanno oltre quelle espresse dai firmatari della petizione - diventa naturale il sospetto che, per la disciplina nelle strade e sui marciapiedi, non è stato imboccato il sentiero giusto.
Come sempre, e quindi come quando c'era grave carenza di vigili, si continua a operare alla meno peggio, senza potere ricorrere ad un programma serio ed efficace.
E allora dove andrà a finire il proclamato intendimento di fare "partorire" al paese "la linfa e la forza" capace di "dare significati e valori aggiornati al territorio"? A Marengo?
Cifra

venerdì 24 agosto 2007

NOMI CHE RIECHEGGIANO


Succedono fatti che mi ricordano una storiella che, tanti anni fa, si raccontava nei libri scolastici del regime, per esaltare la potenza dell'unione delle forze, simboleggiata allora dal fascio: era la "parabola" non evangelica del padre che, per dimostrare ai propri figli che l'unione fa la forza, si fece portare delle verghe di legno e invitò i giovani a provare a spezzarle singolarmente e, successivamente, unite in fascio.
Ovviamente fu loro facile la prima operazione, mentre fu impossibile attuare l'altro tentativo.
Forti di questa antifona, i nostri amministratori, le cui radici non è difficile individuare, sono felici quando trovano occasione per "affastellarsi" e consorziare le proprie energie con quelle di altre amministrazioni comunali, di modo che, sfruttando la forza dell'unione, si possa operare in armonia e con successo su un vasto territorio, che per esempio va da Milazzo o da Villafranca a Brolo, e viceversa.
Questa teoria è stata utilizzata per la costituzione dell'ATO2, dove ora si fa a gara per trovare un posto in carrozza ad esperti di "fiducia", e s'è pure utilizzata per compattare comuni della fascia tirrenica, smaniosi di mettere in luce e valorizzare vocazioni turistiche dalle prospettive incommensurabili.
E così sono venute fuori nuove commissioni, dove si stagliano su uno sfondo nepotistico, nomi di presidenti e di altri componenti - qualcuno ripetitivo - che riecheggiano sulla stampa.
Per rendersi conto di ciò che è stato sopra detto, basterebbe leggere la notizia secondo cui, per tutelare i beni culturali dei comuni aderenti al progetto "Paese Albergo", che mira a internazionalizzare il turismo nella zona tirrenica della provincia di Messina, da Milazzo a S. Angelo di Brolo, s'è nominata una nuova commissione, la cui presidenza è stata affidata ad un barcellonese doc, l'avvocato Candeloro Nania, inteso Rino, che ovviamente non è il sindaco di Barcellona, ma è pur sempre un personaggio noto sul piano politico, già capogruppo consiliare a Palazzo Longano per An e attualmente componente dello staff di avvocati recentemente scelto dall'amministrazione di Palazzo Longano per difendere gli interessi legali del Comune.
Il nuovo presidente di commissione, che ha spiegato alla stampa qual è il compito del progetto, è convinto che "l'idea portata avanti permette di proiettare la realtà della costa tirrenica che va dai Nebrodi a Tindari a Barcellona e Milazzo, in una dimensione nuova ed allargata di paese che trae linfa e forza dal proprio ventre per divenire paese che impara a dare significati e valori nuovi al territorio". E se lo dice Rino Nania, bisogna crederci, anche se non manca la retorica.

giovedì 23 agosto 2007

NON PIU' FERRARI SUL LUNGOMARE


Adesso la litoranea che costeggia il mare di Barcellona, oltre a essere sconnessa e interrotta all'altezza del torrente Patrì, viene denunciata - come d'altronde ogni altra precedente estate - per la pericolosità del traffico, sempre intenso e spesso spericolato in questo periodo, nonostante gli intralci sopra menzionati.
Attualmente le case di Cicerata, Calderà, Spinesante, Cantoni sono piene di villeggianti e molti sono coloro che si sentono minacciati dalla mancanza di vigilanza lungo la pericolosa arteria.
Per questa ragione, recentemente un buon numero di cittadini hanno sottoscritto una petizione al sindaco Candeloro Nania, in cui s'esterna lo stato di disagio e la preoccupazione di chi è costretto a vivere nel timore a causa di quella strada, il cui attraversamento, soprattutto per i pedoni, rischia di diventare drammatico.
Di questa incresciosa situazione s'è reso interprete uno dei consiglieri comunali della maggioranza, il rappresentante di Alleanza per Barcellona Pietro Mirabile che, in sintonia alle richieste dei cittadini firmatari, ha sollecitato l'intervento dell'assessore alla polizia urbana e del comandante del Corpo per una maggiore e più assidua presenza dei vigili urbani nella zona "incriminata".
Intanto s'è appreso che, in quella strada, non sarà possibile il transito di una "Ferrari", neppure se si tratta di una "taroccata F355", e non perché non lo permette la precarietà del fondo stradale, ma per il semplice fatto che una macchina del genere, posseduta da un giovane di Terme Vigliatore, è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza,essendo stata abusivamente combinata sulla struttura di una vecchia auto americana, con l'assembramento di pezzi originali e il marchio della Ferrari: il che costituisce reato, per "contraffazione di marchio, utilizzo e sfruttamento dell'opera dell'altrui ingegno".
L'F355 "fasulla" sarebbe stata acquistata presso un autosalone della città del Longano, per una somma lungamente inferiore al prezzo di mercato.

mercoledì 22 agosto 2007

E LORO SE LA RIDONO


I circoli della Libertà, per quanto mediatici e spesso anche sulla carta, hanno già svolto il loro primo compito: essere il preludio ( e possibilmente fare da volano) ad un nuovo partito parallelo a Forza Italia. La recente ammissione, da parte dei promotori della nuova iniziativa politica, che il nome e il logo di tale partito, detto della libertà, sono stati registrati, è la conferma che ormai il cavaliere è padrone di due cavalli:uno di razza, un po' sfruttato, l'altro giovanissimo, ed ovviamente da traino. Non potendoli cavalcare entrambi contemporaneamente, Berlusconi mette in sella al nuovo giumento l'intraprendente Michela Brambilla, che in tutto questo tempo s'è occupata dei circoli della libertà.
Questi, quindi i due protagonisti di una nuova avventura politico-mediatica, che ha messo in luce un'intraprendente, tenace, nuova "star" politica, dai capelli rossi e dal sorriso abbagliante, che non ha più ormai motivo di tenere la bocca chiusa.
E infatti, come abbiamo pronosticato ieri, non ha atteso molto per ammettere che è stata lei a registrare il nuovo Partito della Libertà, su mandato di Berlusconi.
P.S. Gradiremmo che qualcuno ci facesse sapere dov'è la sede del Circolo della Libertà di Barcellona Pozzo di Gotto.

martedì 21 agosto 2007

FACILI PROFETI?


In questi giorni si sta facendo un gran parlare sulla ventilata volontà di Silvio Berlusconi di fondare, presumibilmente al fianco di Forza Italia, un nuovo partito, che dovrebbe derivare dalla "gestazione" dei cosiddetti circoli della Libertà, attualmente affidati alla "gestione" della giovane industriale Michela Vittoria Brambilla.
Ciò ha suscitato una ridda di smentite e di mezze conferme, condite di musi lunghi nello stesso ambito di Forza Italia e di polemiche anche da parte di alleati di Berlusconi: graffiante, a tale proposito, la reazione di Cesa, segretario dell'Udc, che facendo riferimento al ventilato partito delle libertà, ha dichiarato a Repubblica che "i partiti sono una cosa seria e non si possono basare sul marketing politico". Insomma il nuovo partito, che nascerebbe dalle viscere dei figli di Forza Italia (leggi: Circoli della Libertà) piace poco o niente agli alleati di Berlusconi, compreso il corteggiatissimo Bossi, che sarcasticamente liquida il cosiddetto Pdl, affermando che solo la Lega può fregiarsi con lo stemma della libertà, perchè nessun altro finora s'è stracciato le vesti per essa.
Ma pare che il fondatore di Forza Italia abbia un progetto preciso: quello di farsi affiancare da un nuovo partito che raccolga il consenso di moderati scontenti, persino di quelli non più attratti dal "crisma" berlusconiano. Si dice addirittura che già stia provvedendo alla registrazione presso un notaio del nome del Pdl, in attesa dell'unificazione del centrodestra.
Tutto ciò, nonostante la taciturna presa di posizione di colei che dovrebbe fare da segretario al costituendo partito, la Rossa Michela Vittoria Brambilla, che momentaneamente se ne esce con una battuta:"Non voglio parlare di politica, ma nessuno mi chiude la bocca". Vedremo comunque fino a quando la terrà semichiusa.
Intanto noi, a chi si chiede come mai ci stiamo occupando di questo argomento non specificatamente locale, dobbiamo dare un chiarimento.
Nello scorso mese di luglio, in occasione della formazione del Circolo della Libertà di Barcellona Pozzo di Gotto, essendoci occupati di ciò, avevamo avuto modo di rispondere ad un commento di tale Eugenia, che sosteneva essere quel circolo semplicemente un'associazione culturale fondata da un partito politico. E non più di questo.
A tale proposito scrivemmo:"Si tratta di circoli promossi da un partito politico, il più grosso partito italiano, e non è pensabile che dalla pur sana voglia di "creare cultura" non traspiri l'odore politico.
Comunque se son rose fioriranno. E se fioriranno, avrete modo di soppesare quanto ci sarà di cultura e quanto di politica".
Adesso sembra approssimarsi l'ora della fioritura.
Attendiamo un po' e vedremo se siamo stati facili profeti o no. Ciao Eugenia.
Fra' Galdino

lunedì 20 agosto 2007

IL GIRASOLE APPASSITO


C'era una volta un asilo, vi si accedeva dalla via Cambria, ospitava una delle più attrezzate ed efficienti scuole materne della città, aveva anche un bel nome: il girasole.
Adesso c'è un rudere, direi una spelonca, senza imposte e internamente completamente priva di ogni arredamento fisso e mobile.
Chiuso, qualche anno fa, perché uno degli ambienti era divenuto inagibile, l'edificio, anziché
essere protetto per impedire intrusioni, è stato lasciato nel più completo abbandono, consentendo atti di vandalismo che hanno distrutto o portato via quanto di sano era rimasto all'interno.
I cancelli del cortile spalancati, le porte e le finestre esterne senza più imposte e tapparelle, il cortile ed il giardino nel massimo degrado: tutto ciò ha consentito che il posto attirasse l'attenzione di chi crede di trovare buon rifugio in luoghi come questo: destando allarme nelle famiglie che abitano nei pressi e preoccupazione nei responsabili dell'adiacente scuola elementare. Ora, la gente si chiede perché mai chi poggia i fondelli sugli scranni di Palazzo Longano non si scomoda per andare a dare un'occhiatina a questa degradante situazione?
Si ha forse il timore di doversi vergognare?
Chissà se qualcuno risponderà!
Fra' Galdino

domenica 19 agosto 2007

FOLKLORE PER STRADA

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TURISTA PER CASO



L'altro giorno, in occasione della processione a mare per la festa di San Rocco, mentre osservavo la spettacolare parata di falò che illuminava, accalorandola, la lunghissima spiaggia - ben cinque chilometri d'arenile - che s'estende da Cantoni a Cicerata-Caldà, un antico pensiero tornò a frullarmi nella mente.
"Ma non è un delitto - dicevo tra me - lasciare questo meraviglioso litorale nel più completo abbandono?! Chissà quanti ce lo invidiano, pur così trascurato e negletto!"
Mentre così riflettevo, mi sento salutare, chiamare per nome. E' qualcuno che mi conosce da quando era studente, e che è divenuto grande non solo nel fisico ma anche nella posizione sociale: vive a Bruxelles, dove opera nell'ambito della Comunità Europea.
Torna, d'estate, al paese natio, carico di nostalgia per questa Isola stregona, e vede sempre con occhi incantati la sua terra d'origine. Per lui, potere riammirare questo specchio di mare, con all'orizzonte le isole di Eolo verso cui si protendono, come per proteggerle, due spettacolari promontori, è il regalo migliore che l'Estate gli può fare.
"Peccato, però, che finora nessuno è riuscito a valorizzare la vocazione turistica di questo magnifico litorale", ha aggiunto, quasi leggendo il mio "antico" pensiero.
E, sì, dico io, il turismo qua si fa lasciando tutto "secondo natura": più selvaggia è la condizione ambientale e più dovrebbe attrarre. Anzi, se la rabbia della natura ti distrugge un ponte, non è turisticamente produttivo ricostruirlo: il suo rudere, specialmente se "profumato" dai miasmi del pseudodepuratore, è veramente chic!
E' proprio questa la mentalità dei nostri amministratori?
Io spererei di no.
A meno che non vogliamo che qui passino soltanto "turisti per caso". Come dice, nel titolo della sua commedia, in scena stasera a Monte Croce, l'amico Antonio Rizzo.

sabato 18 agosto 2007

ORA ENTRA LA POLITICA

Le recenti vicende legate alla gara per il completamento del costruendo teatro, che dovrebbe sostituire il vecchio "Mandanici, hanno messo sul "chivalà" le forze politiche barcellonesi.
Per prima a farsi sentire è l'organizzanda Sinistra Democratica di Barcellona Pozzo di Gotto, che ha espresso preoccupazione in una nota, per le notizie apparse sulla stampa, secondo cui il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia e il Tribunale di Barcellona, intervenendo ciascuno per iniziativa propria, sugli sviluppi della gara di appalto per la progettazione e l'esecuzione dei lavori in questione, hanno praticamente aperto una situazione di stallo che sicuramente ritarderà l'avvio dei lavori, tanto atteso dalla cittadinanza.
Come si ricorderà, su ricorso di due imprese, che avevano partecipato alla gara, il CGA ha fermato l'iter ritenendo illegali il procedimento e la soluzione attuati.
Da parte sua, il Tribunale di Barcellona, su iniziativa del sostituto procuratore Olindo Canali, dopo aver fatto sequestrare dalla Finanza incartamenti ritenuti essenziali per un'inchiesta giudiziaria aperta sulla faccenda del teatro, ha emesso ben sette avvisi di garanzia, indirizzati al sindaco, Nania, all'ingegnere capo dell'ufficio tecnico comunale, Calabrò, e a cinque altri tecnici.
La nota della sinistra democratica intanto parla di "conferma dell'incapacità - ovviamente dell'Amministrazione Comunale - di avviare i lavori d'importanti opere pubbliche".
"Seguiamo con attenzione - afferma S.D. - pure i recenti sviluppi investigativi sulla vicenda del Mandanici, e tuttavia vogliamo sperare che chi ne è coinvolto riesca a dimostrare la correttezza del proprio operato. Ci preoccupa molto invece la facilità con cui parecchie gare d'appalto vengono bloccate dai giudici amministrativi".
A conclusione, nella nota, si esprime il sospetto che non si tratti "più e solo di inefficienza e superficialità di burocrati strapagati. Si può ipotizzare che la questione sia tutta politica e che riguardi responsabilità precise delle quali bisognerà che i protagonisti diano conto ai cittadini di Barcellona".
Che ci siano responsabilità o meno staremo a vedere. Ma al più presto possibile: almeno così si spera.
Altrimenti saranno davvero i nipoti dei nostri pronipoti a dovere inaugurare il "nuovo" Mandanici. Come già avevamo temuto in altro precedente scritto.
Fra' Galdino

venerdì 17 agosto 2007

LE PORTE DI FERRO


"A Sant'Agata, dopu ca rubbàru, ci misiru i porti di ferru". E' un vecchio detto popolare che sottolinea quanto spesso si fanno in ritardo le cose necessarie, in questo mondo. Prima deve succedere qualcosa di grave perché si cerchi di ricorrere ai ripari.
Nella strada a scorrimento veloce che da Piazza San Giovanni porta alla galleria di S.Antonio, all'altezza dell'ipermercato Igea, c'è dovuto essere l'incidente gravissimo con il morto per accorgersi che, in quel punto, la pericolosità è massima per chi s'immette nella carreggiata svoltando a sinistra. Si è in prossimità di una curva e la striscia di mezzeria - che tra l'altro è quasi completamente cancellata - dovrebbe impedire qualsiasi attraversamento. In realtà, ciò, non è mai avvenuto. Stamattina, come anche qualche giorno fa, in quel posto divenuto ormai ferale, abbiamo potuto notare un manipolo di vigili - vigilesse comprese - indaffarato per controllare ed eventualmente impedire che, uscendo dal supermercato, qualche macchina o altro mezzo s'immettesse nella strada in maniera irregolare.
Meglio tardi che mai, direbbe un altro proverbio: ma perchè si ritarda intanto a fare ripristinare all'ente di competenza, che dovrebbe essere l'Anas, la linea di demarcazione?
L'impiego di ben cinque vigili e due macchine in un solo posto non può che essere sporadico e limitato nel tempo, e come tale non può costituire un rimedio efficace. Quindi il pericolo è ancora permanente e bisogna intervenire drasticamente se non si vuole porre riparo semplicemente con porte di...cartone.

giovedì 16 agosto 2007

IL TEATRO NEL TEATRO





La storia del teatro Mandanici sta diventando una
telenovela con sfumature però fortemente pirandelliane.
Un vero teatro nel teatro, quello che dovrebbe essere il "sostituto" dell'antico locale divorato dal fuoco la notte tra il 31 maggio e il primo giugno di quarant'anni fa.
La "commedia" di questo sfortunato teatro comincia esattamente una settimana dopo la tragedia dell'incendio, quando l'allora segretario nazionale della Democrazia Cristiana, l'on. Mariano Rumor, dal podio comiziale fatto erigere da Santalco per le elezioni dell'11 giugno, ebbe a promettere solennemente che le infernali fiamme del vecchio Mandanici non avrebbero prevalso sulla volontà della Dc di ricostruire sollecitamente quel teatro tanto amato dai Barcellonesi.
E con quella "sparata" ad effetto il pezzo grosso del maggiore partito d'Italia riuscì a strappare un'ovazione di plauso, che forse in vita sua non aveva mai ricevuto uguale.
Aveva toccato la corda più sensibile, in quella circostanza, facendo sperare chissà quale contributo finanziario dallo Stato per una rapida soluzione del problema.
Speranza e attesa furono lunghe e vane, tanto che, dopo una decina d'anni di delusioni, il sindaco Santalco dovette optare per la costruzione di un nuovo teatro con ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti, allora discretamente magnanima.
E fu il secondo colpo di scena , seguito da altri piccoli e grandi episodi : dalla scelta di non utilizzare più l'area prima occupata dal vecchio teatro a quella del nuovo sito, in un angolo scosceso ed argilloso retrostante il vecchio campo sportivo "Longano", dalla pantomima della messa in scena di un lavoro teatrale presentato al pubblico nel costruendo edificio, ancora allo stato semirustico, a quella della ripresa Rai di quell'evento, dallo stato di definitivo abbandono in cui negli anni successivi "l'erede del vecchio Mandanici" è stato lasciato, alle recenti peripezie aperte con l'intervento della Magistratura, che per iniziativa del sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Barcellona, dott. Olindo Canali, ha aperto un'inchiesta su una gara d'appalto integrato per l'assegnazione dei lavori riguardanti appunto l'ultimazione del nuovo teatro.
L'ultimo colpo di scena è, naturalmente, inserito in questa inchiesta giudiziaria che sta ingranando , grazie all'invio delle prime informazioni di garanzia a sette "personaggi", che se non saranno "in cerca d'autore" come voleva Pirandello, dovranno sicuramente andare in cerca di buoni avvocati per difendersi dalle ventilate ipotesi di reato. I sette sono: l'attuale sindaco di Barcellona, Candeloro Nania per il quale s'ipotizza l'abuso d'ufficio, il falso ideologico e la concussione; l'ingegnere capo dell'ufficio tecnico del Comune, Gaetano Calabrò, che é stato presidente della commissione che ha valutato i progetti in concorso, il prof. Raffaele Tommasini, dell'università di Messina, l'ng. Pietro Grasso, l'architetto Salvatore Fazio, l'arch. Sergio Nastasi, l'arch. Giuseppe Ippolito. Per loro, soltanto l'ipotesi di abuso d'ufficio e falso ideologico.

mercoledì 15 agosto 2007

FERRAGOSTO


Ferragosto: la festa clou degli Italiani; il top del movimento turistico; il relax-stress day della stagione estiva. Ed è pure, per i cattolici, molti dei quali non ci pensano, il giorno dedicato alla Madonna Assunta.
Comunque, è tempo in cui non guasta rivolgere un pensiero a chi forse si ricorda della Madonna, ma non ha la possibilità, la forza o la voglia di vivere una giornata così intensa e contraddittoria, come è in realtà questa paradossale giornata festiva.
Un augurio di pronta ripresa - fisica e spirituale - va dunque a quanti soffrono, per qualsiasi motivo, a quanti si sentono soli e abbandonati, a quanti hanno bisogno di una mano e di un sorriso, di amore, di pace e sopratutto di salute.
Un altro augurio personale lo voglio io rivolgere a quanti ci seguono in questo blog, sia con la critica sia con l'incoraggiamento, perchè possano essere sempre sereni nel giudizio e sensibili verso i problemi che assillano la Città.
Che volutamente ho qui scritto con la maiuscola, appunto perchè mi piacerebbe che fosse anch'Essa maiuscola.
Ed, a conclusione, ma non ultimi vanno gli auguri particolari a Lucio, a Elisa, a don Giovanni, al Sindaco Candeloro e alla sua squadra, a quanti gli segnalano le nostre segnalazioni, agli anonimi e a quanti altri ci leggono, anche se distrattamente. Non importa il come.
Fra' Galdino

lunedì 13 agosto 2007

APPELLO PER UN GRANDE


Vorrei lanciare una proposta, meglio ancora un appello a chi ama la musica e vuole anche bene a questa città, che ha dato i natali a gente laboriosa, spesso dotata di grande ingegno e di capacità artistiche.
Senza rifare la filastrocca dei grandi figli che hanno dato lustro a Barcellona, quasi tutti dimenticati, mi sia consentito, stavolta, d'insistere sull'opportunità di richiamare l'attenzione su un personaggio che, spesso ma purtroppo inutilmente, è stato evocato per il lustro dato alla sua città, quando, in vita, con la sua vena artistica riusciva a riempire i teatri d'Italia.
Non è difficile capire che sto parlando di Placido Mandanici, nato a Barcellona nel 1799 e morto a Genova un mese prima che compisse 53 anni.
Due secoli fa, non c'era la longevità di adesso, e soprattutto furono parecchi gli artisti che lasciarono questa vita molto giovani. Vincenzo Bellini ne fu il classico esempio.
Ma torniamo a Mandanici, che nella sua carriera artistica, nè lunga nè breve, riuscì a produrre una enorme mole di lavori musicali, tra cui parecchie opere liriche, una buffa, probabilmente la migliore, balletti, canti, una messa da requiem, componimenti di formazione musicale. E fu uno dei più apprezzati contrappuntisti. Diverse ricerche sono state fatte, per riportare alla luce spartiti della sua notevole produzione artistica, e diversi brani sono stati eseguiti, in concerti fino a pochi anni fa, quando erano ancora in vita e attivi suoi veri ammiratori, cultori della musica.
Oggi, ogni sforzo per continuare lo slancio di quegli appassionati concittadini di Placido Mandanici sembra essersi esaurito, e, per quanto si parli della rinascita del teatro a lui intitolato (campa cavallo), non c'è più nessuno che pare abbia stimoli per riprendere il discorso, per organizzare qualche concerto, per fare pressione presso trasmittenti pubbliche e private, perchè si ricordino che è esistito, tra i tanti notissimi e poco noti musicisti, anche un ex grande, la cui musica si potrebbe fare ascoltare almeno agli appassionati di quella classica.
Abbiamo ascoltato, soprattutto su Radio3 e sul programma della notte in filodiffusione, moltissimi brani classici, anche di autori mai prima sentiti, ma nessun pezzo di Placido Mandanici.
Perchè questa specie di ostracismo?
Eppure alla Rai abbiamo avuto diversi barcellonesi.
Abbiamo, a Barcellona, una Pro Loco: che cosa potrà fare di concreto?
Abbiamo diverse scuole di musica: perchè non s'interessano pure di Mandanici?
Abbiamo degli uomini politici, che promettono mari e monti, ma perchè non s'interessano di uno che è nato sul piccolo colle di Acquaficara?
A questo punto, non mi resta che parlare con il Sindaco e sollecitare la sua sensibilità per l'arte - che non può essere soltanto quella ferragostiana degli spettacoli di Montecroce -
pregandolo di cercare qualcuno che possa far giungere e fare accettare alla Rai o alle Tv di Berlusconi qualche cd, con registrati brani della musica di Mandanici.
Questo è il mio appello, che potrebbe anche cadere nel vuoto. Comunque io ci tento.
fra' Galdino

venerdì 10 agosto 2007

VELINE O VALLETTI: BOH!!!


Quello della città trascurata e quindi non "trattata a misura d'uomo", lo sappiamo bene, non è un problema che tormenta soltanto Barcellona Pozzo di Gotto.
Ma non è neppure una questione che non deve turbare il sonno dei nostri amministratori, perché tanto, essi, hanno fatto e stanno facendo di tutto per rendere vivibile la nostra città. Giustamente va considerato un passo in avanti, sulla strada verso il miglioramento delle condizioni di vita di chi ha più bisogno d'aiuto, l'avere concordato con altri undici Comuni la decisione di cofinanziare il cosiddetto "buono socio-sanitario" mensile di 450 euro - limitatamente a cinque o quattro mesi - a favore di famiglie con a carico un disabile al cento per cento.
Giustamente va considerato un altro passo, l'avere procurato il finanziamento per dare un nuovo look al centro urbano, o l'avere procurato i soldi per completare un teatro che manca alla città, per aggiustare 152 strade, per aumentare il numero dei vigili e quanto altro ancora lo sa bene il Sindaco della città.
Ma, quando tutto ciò viene fatto senza una linea programmatica, senza un po' di attenzione all'ordine, alla disciplina, all'igiene nell'ambito cittadino, o peggio si deve assistere ad inconvenienti, come quelli recentemente annunciati,di ricorsi e controricorsi, di inchieste giudiziarie e di visite non certo gradite in qualche ufficio responsabile del Comune, non è facile capire quanto possano incidere sulla qualità della vita urbana quei passi, ancorché positivi, sopra accennati.
Bene che si sappia, nessuno qui minimizza o, peggio ancora, denigra le cose positive fatte dai nostri amministratori. Né c'è nessuna voglia o interesse di autoincensamento, caro dottore, quando si sospetta che quello che modestamente abbiamo rilevato ha colto nel segno, tanto da sollecitare risposte a tamburo battente.
Se poi si tratta di "veline" o di "valletti", mica l'abbiamo detto noi?

giovedì 9 agosto 2007

A TAMBURO BATTENTE


Sarà un caso, sarà chissà che cosa, ma è certo una strana coincidenza che, il giorno dopo la pubblicazione di un nostro "post" sui disagi dei disabili, particolarmente in ordine alla viabilità cittadina, siano apparse a tamburo battente due notizie: una riguardane la generosità del Distretto socio-sanitario di Barcellona Pozzo di Gotto, che per alcuni mesi profonderà a circa 290 famiglie del comprensorio, con in casa disabili al cento per cento, un buono socio sanitario mensile di 450 euro cadauno, per una spesa complessiva di quasi mezzo milione di Euro; l'altra, ancora più confortante, secondo cui si fa sapere che sono già ben nove le offerte giunte in Comune per una prestigiosa gara, a pubblico incanto, relativa alla riqualificazione, appunto, di quel centro storico che, nel nostro "post", era stato descritto come "inqualificabile".
Per la progettazione e la riqualificazione del centro urbano, che interesserà il primo e il secondo tronco di via Roma, cioè da piazza Seme d'Arancia a piazza Duomo, con riflesso su vie adiacenti, è prevista una spesa di 2.500.000 euro, in massima parte destinate al miglioramento e ampliamento delle superfici pedonali, tanto da trasformare - se s'è capito bene - la via Roma nel salotto del pedone barcellonese, il quale ovviamente avrà come ciliegiona sulla torta la possibilità di fruire di ampi spazi coperti, con portali prefabbricati, e di una nuova vasca in grado di sostituire l'attuale indecoroso beviere antistante la basilica di San Sebastiano Martire, Patrono della città.
Quindi, risposta a tamburo battente alla lamentela di Fra' Galdino?
Se così fosse, perché dovremmo essere così pessimisti da credere che sono vane le nostre segnalazioni?

mercoledì 8 agosto 2007

LO STORICO SCIVOLONE


Anni or sono, particolarmente sollecitata dal Codi, l'Amministrazione Comunale di allora - che sicuramente non era retta da un sindaco aennino - provò a mettersi in regola con la legge e fece "tagliare" nei traballanti marciapiedi del centro storico un bel po' di "scivoli", necessari per il passaggio delle carrozzelle dei disabili: erano chiamati così, a quei tempi, i "diversamente abili".
Per quanto rozzi e improvvisati, quei piccoli passi carrabili, potevano essere utilizzati, e sulle prime riuscirono, bene o male, a svolgere la loro preziosa funzione. Tanto che è stato possibile scorgere qualche carrozzella in giro, salire e scendere dai marciapiedi.
Un evento storico che sembrava un buon indizio per il reale abbattimento delle ancestrali barriere architettoniche, dannose ed umilianti per i meno fortunati.
In effetti, però, la comparsa fu di breve durata, e non perché non esistevano più, in città, diversamente abili dotati di mezzi locomotori idonei alle loro particolari esigenze, ma perché gli scivoli erano diventati utili soltanto per fare sdrucciolare qualche pedone un po' sbadato.
Occlusi da auto in sosta, afferenti a marciapiedi spesso ingombri oltre che traballanti, quegli scivoli avevano perso presto la loro funzione di accesso. E la storia finisce qui.
Fra' Galdino

martedì 7 agosto 2007

CHISSA' QUANDO


"Verrà, non verrà" ripete un antico ritornello. Ed è lo stesso ritornello che si potrebbe cantare di fronte alla sorte del nuovo teatro, che dovrebbe sostituire il vecchio "Mandanici" (foto piccola), distrutto la notte del 31 maggio 1967, da un fuoco appiccato chissà da chi.
Un "giallo" fu la sua fine e un mistero sarà forse la sua "resurrezione".
Non si sa, quindi, se il nuovo teatro, la cui costruzione è stata avviata decine d'anni fa nel parco di via delle Rimembranze (guarda che coincidenza di nomi), verrà o non verrà ultimato, almeno in tempo per consentirne l'apertura quando i nostri nipoti saranno già anziani.
C'è chi dice che, quando sarà ultimato, il nuovo "Mandanici"(foto grande), in onore di quel Placido che gli darà il nome, sarà inaugurato con la messa in scena del "Bontempone di Porta Ticinese", la già applauditissima opera buffa del Nostro amato e dimenticato musicista, Placido Mandanici ( foto in basso).
E se questo si spera, forse i pronipoti dei nostri nipoti saranno in grado di far vivere l'altrettanto "buffa" speranza.
Dite:-Ma perché, tanto pessimismo, se i lavori di ricostruzione sono già stati finanziati e appaltati?"
Un momento: finanziati sì, gareggiati e appaltati "nì", perché è fresca la notizia, secondo cui il Consiglio di Giustizia Amministrativa regionale ha accolto un ricorso avverso alla gara d'appalto integrato, avanzato da due imprese concorrenti che, ovviamente, non avevano vinto. Infatti i lavori di progettazione esecutiva e di completamento dell'edificio erano stati affidati ad altre due ditte, ovviamente risultate legalmente vincitrici della gara.
A questo punto, è logico chiedersi in che modo reagiranno i vincitori ostacolati. Sicuramente non resteranno a guardare. Il che significa che s'instaurerà un "iter" che, con questo chiaro di luna, non sarà facile vedere come e quando andrà a finire.

domenica 5 agosto 2007

E I SOLDI DOVE LI PRENDO?


Ogni volta che dobbiamo affrontare una spesa, conoscendo la magrezza delle nostre risorse, è ovvio che ci convenga fare prima un piccolo calcolo sul disponibile e su ciò che conviene acquistare, in base alle esigenze familiari. Ciò generalmente fa una famiglia di sani principi.
Poiché la comunità cittadina, praticamente, dovrebbe essere una grande famiglia, da amministrare con saggezza, è logico che il buon padre di famiglia, cioè il sindaco e la sua Giunta, se vuole garantire tale sano principio, deve sapere discernere nelle spese da fare, anche in quelle che possono sembrare piccole. Orbene, recentemente il sindaco Nania e l'assessore ai servizi sociali, Calderone, hanno fatto un'interessante promessa di spesa, firmando con l'autorità ecclesiastica un minuscolo "patto lateranense", che toglierà alle casse della "famiglia comune" un buon gruzzoletto ( 350.000 Euro ), per fini ovviamente benefici a favore della gioventù, soprattutto quella a rischio.
A questo punto, uno dei rarissimi lettori di questo blog - il suo nome è Lucio - ci ha fatto giustamente notare che quegli euro potrebbero essere stati detratti da un capitolo piuttosto stitico, comprendente voci abbastanza importanti, biblioteca compresa. E allora, si chiede implicitamente Lucio, la cultura si va a fare benedire?
E la cultura non potrebbe fare bene alla gioventù, come si crede che lo possano fare i contributi gestiti dai colleghi preti, aggiunge Fra' Galdino?


sabato 4 agosto 2007

I DS SI DANNO UNA MOSSA


In attesa che si giunga alla fase costituiva del Partito Democratico, che com'è noto dovrà nascere dallo scioglimento dei due partiti maggiori del centro-sinistra (Ds e Margherita), nelle sezioni degli "astri al tramonto", anche in questo mese d'agosto, di norma abbastanza sonnolento, non mancano occasioni e spunti per contrariarsi.
Nei giorni scorsi, per esempio, nella sezione ds di Barcellona, dove ormai si é creata un'insanabile frattura tra coloro che aderiscono al Pd e altri che hanno deciso di muoversi nella direzione indicata da Fabio Mussi, non mancano motivi di diversificazione, nei modi di vedere e d'intendere la fase preparatoria, tra gli stessi sostenitori del Pd.
Da qui la nascita di gruppi, che si guardano un po' in cagnesco, ed anche di sospetti che si voglia interferire dall'alto per reggimentare la sezione. Un primo sospetto del genere l'avrebbe fatto nascere una proposta del segretario provinciale del partito, Marcello Scurria, secondo cui sarebbe opportuno istituire un coordinamento composto di cinque elementi che badasse al lavoro preliminare per lo scioglimento della sezione e il passaggio al nuovo partito, quando sarà.
Qualcuno addirittura ha riferito che esiste il timore di un vero e proprio commissariamento della sezione. Notizie, comunque vaghe, che tuttavia hanno allarmato soprattutto i compagni che, nel mese di giugno, parteciparono all'incontro presso l'Oasi di Barcellona, appunto per discutere sull'opportunità di coordinarsi in preparazione del grande evento.
La notizia dell'intervento del segretario provinciale è stata accolta con scarso gradimento in questo settore. Carmelo Costa (nella foto in alto), che fa parte della segreteria provinciale, Alessandro Torre componente di quella barcellonese e il consigliere comunale diessino, Mario Presti, non sembrano d'accordo con la presunta iniziativa della segreteria provinciale e di questo malcontento avrebbero fatto cenno all'amico deputato regionale Francesco Calanna(nella foto accanto), il quale ha suggerito un incontro tra i barcellonesi e il compagno Scurria, per rasserenare la platea.

venerdì 3 agosto 2007

LA CITTA' SI RIQUALIFICA

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La venuta in Sicilia del ministro Antonio
Di Pietro è stata proficua per 22 Comuni
dell'Isola.
Con un'iniziativa congiunta Stato-Regione,
il Ministero per le infrastrutture e la Regione Siciliana
hanno programmato una serie di cofinanziamenti mirati a sovvenzionare i Comuni che avevano avviato progetti di risanamento e riqualificazione urbana.
Per la città di Barcellona Pozzo di Gotto, rappresentata dal sindaco Candeloro Nania, in occasione dell'incontro con il Ministro Di Pietro e il presidente della Regione Cuffaro, la fetta della torta stabilita, nel "contratto di quartiere" sembra tale da consentire la ripresa e il completamento del progetto di recupero e riqualificazione di un importante tratto urbano, e cioè dell'area compresa tra la dismessa stazione ferroviaria di via Roma e il quartiere popolare di Fondaco Nuovo, passando naturalmente per il rione S.Antonino, dove una buona parte del finanziamento, poco più di tre milioni - cioè la quota messa a disposizione dalla Regione - servirà per il restauro dell'antico convento di Sant'Antonio di Padova, dove esiste un chiostro di notevole interesse storico e artistico.
Lo Stato, tramite il ministero retto da Antonio Di Pietro, contribuirà con un finanziamento di sette milioni di euro. A tali somme, sempre per la riqualificazione dell'area urbana indicata, vanno aggiunti 4.600.000 euro cofinanziati dal Comune. Già previsti per l'importante intervento di "rinascita urbana".
Il sindaco, riconoscendo l'importanza del cofinanziamento bipartisan, entusiasta del contratto stipulato, ha già davanti a sè la visione di un pezzo di città completamente rinnovato, con un bel parco cittadino al posto del vecchio scalo ferroviario e forse anche - ma qui non abbiamo certezza - la soluzione della pericolosa strettoia congiungente la piazza "Nuzzuluni d'aranciu" e la via Umberto Primo, la cosiddetta "forca caudina", da noi altre volte denunciata e di cui riproponiamo due immagini.

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