lunedì 21 aprile 2008

LA SALSA DEL CAVALIERE

Ho letto lo sfogo di Carmen - ovviamente non quella immortalata da Bizet, ma l'altra , Giulia Carmen Fasolo, che è l'anima di un bel sito cittadino - e ho capito ed anche condivido l'amarezza del suo sarcastico sfogo sul comportamento degli elettori, in occasione delle recenti consultazioni elettorali.
Dirò solo che s'è sempre saputo che
un popolo ha il governo che merita, e questa volta s'è meritato davvero tutta la salsa preparata da Berlusconi e ammmannita dai suoi lacchè - uomini poitici e media - dai quali è abbondantemente servito. Ma è proprio questa "salsa" che, come in parte ha fatto notare Carmen, ha imbrattato la nostra cara Italia, e tende a colmare il vuoto generato dalla perdita d'ogni sentimento, compresi , per buonissima parte, gli ideali religioso e laico. Rabbia e sconforto per chi in essi ha sempre creduto. E c'è stato proprio da tremare davanti alla recentissma costatazione di quell'avvenimento che, promosso da un canale televisivo berlusconiano, ha portato in una piazza romana centinaia di migliaia di teenagers a gridare, piangere, esaltarsi con atteggiamenti isterici attorno ad un palco calpestato da aspiranti artisti, minuscoli allievi di una scuola mediatica, vero e proprio specchietto per allodole adolescenti.

Francesco Cilona

domenica 20 aprile 2008

LA MAGIA DI BOSSI


Bossi l'ha spuntata. aveva chiesto quattro incarichi di prestigio nel nuovo governo e, oggi, nel secondo incontro ad Arcore con Berlusconi, il neo presidente in pectore glieli ha concessi. L'ha annunciato lo stesso senatur, informando la stampa che a lui toccherà il ministero delle riforme. Calderoli sarà uno dei due vice presidenti del consiglio, a Maroni spetterà il ministero degli interni, mentre un altro ministero - quello alle politiche agricole - sarà assegnato al vice presidente del Carroccio, Luca Zaia. Inoltre, come coda dell'accordo, si aggiunge la prospettiva della candidatura alla presidenza della Regione Lombardia per l'ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, nel caso in cui Formigoni dovesse dimettersi per accedre all'ambita carica di presidente del senato. Accanto a questo parziale quadro, già assicurato dall'accordo d'Arcore, la restante intelaiatura del governo si profila come segue: quattro ministeri ad An e sei a elementi di spicco dell'ex Forza Italia, più una vicepresidenza, immancabilmente prevista per Gianni Letta. Il dicastero degli Esteri verrebbe affidato a Franco Frattini, la Giustizia ad Alfredo Mantovano o a Giulia Bongiorno, a Ignazio La Russa toccherebbe la Difesa. Giulio Tremonti tornerebbe all'Economia e Claudio Scajola alle Attività produttive. Gianni Alemanno, in caso di mancato risultato favorevole nel ballottaggio per il Campidoglio, potrebbe accedere al ministero per la Salute ed il Wellfare. Inoltre a Michela Vittoria Brambilla spetterebbe l'Ambiente, ad Altero Matteoli le Infrastrutture e i Trasporti, Sandro Bondi sarebbe ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, e Paolo Bonaiuti dei Beni Culturali.
Come si può vedere, se le cose andranno così, ci saranno moltissime
facce nuove.
Tuttavia bisogna dire che la seconda parte dello schema preventivo, che momentaneamente viene fatta propria da buona parte della stampa, è condizionata dal fatto che in tutto il quadro non appare neppure l'ombra del nome di Gianfranco Fini. Cosa che non è compatibile con l'importanza della figura del capo di AN.
E allora come la mettiamo? Sarà lui a riprendersi il dicastero degli Esteri? Sarebbe lui a prendere il posto in Europa lasciato da Frattini? Oppure salirebbe al vertice del costituendo nuovo partito (Pdl), una volta sciolta Alleanza Nazionale?. Tutti interrogativi che creano perplessità e inducono a rendere evanescente qualsiasi bozza preventiva di Governo. Anche perchè bisogna tenere conto delle voglie di Berlusconi e dei consigli di Gianni Letta.
"Vedrete che ci saranno delle sorprese", parola di cavaliere.

Fra' Galdino

IL CANTO DI MONTEZEMOLO


L'ex presidente della Confindustria, Luca di Montezemolo, ha severamente bacchettato i sindacati definendoli "professionisti del veto", in quanto secondo lui il loro comportamento sarebbe stato decisivo per la mancata attuazione delle riforme invocate per la rinascita dell'economia nazionale. Infatti, sempre secondo i rimbrotti di Montezemolo, tale comportamento avrebbe allontanato la classe operaia dai sindacati avvicinandola sempre più agli industriali. Le stoccate di Luca, non solo sono state accolte malissimo dai rappresentanti sindacali, ma anche duramente criticate dalle parti politiche. La lega, per bocca di Roberto Carderoli, è stata la proima forza politica a non mostrarsi tenera verso le battute di Montezemolo
"Voglio fare un forte richiamo al senso di responsabilità a Montezemolo e ai sindacati - dice Roberto Calderoli - le condizioni del Paese non consentono regolamenti di conti o scontri. Ora facciano tutti un esame di coscienza e diano, per la propria parte, un contributo reale alla ricostruzione del paese che in tanti, in primis la classe politica e i suoi sodali, hanno contribuito a distruggere".
Il presidente uscente della Confidustria non è nemmeno sfuggito a qualche battuta ironica, che ha messo l'accento sul sospetto che lui abbia voluto fare il severo con i sindacati per accentuare la sua visibilità politica, nel momento della sua "dipartita" dalla carica massima confindustriale.
E se fosse stato l'estremo canto del cigno?

Fra' Galdino

sabato 19 aprile 2008

DUILIA: LA CITTA' DEL FUTURO come nacque l'idea dell'unificazione

foto: IL SINDACO PROF. GIUSEPPE RUVOLO

Duilia: un nome che per un'intera stagione occupò i titoli dei giornali; in particolare del Giornale di Sicilia, i cui corrispondenti da Milazzo e Barcellona presero di petto un argomento che pareva stesse davvero a cuore alle due città limitrofe. Era l'inizio della primavera dell'anno 1969 e si stavano dando le "ultime palate" alla costruzione della nostra litoranea, quando il sottoscritto credette opportuno intervistare il sindaco pro tempore di Milazzo, prof. Giuseppe Ruvolo, per conoscere il suo pensiero sulle prospettive aperte dalla nuova strada. "E' finito il tempo dei campanilismi - esordì il primo cittadino mamertino - ed è nostro desiderio che Barcellona si avvicini a Milazzo e Milazzo a Barcellona". Fu la scintilla che avrebbe aperto un dibattito protrattosi per mesi e che, in itinere, aprì la porta al fascinoso nome di Duilia, il nome che Barcellona e Milazzo unificate meriterebbero e che purtroppo è stato accantonato, dimenticato e, ai più giovani, adesso addirittura sconosciuto.
"Per soddisfare questa aspirazione - spiegò il prof. Ruvolo - abbiamo inserito nel piano di sviluppo economico del nostro Comune un'indicazione programmatica relativa alla costruzione di una strada a scorrimento veloce, per il collegamento dei due importanti centri della riviera tirrenica messinese. Intanto posso dire che un primo passo si sta facendo, per intervento della Provincia, allo scopo di garantire un più diretto collegamento fra Barcellona e Milazzo. Verrà, quanto prima, completata la strada litoranea che, partendo da Spinesante e Calderà, si estenderà fino a Milazzo".
Fu allora un piacere sentire profferire quelle espressioni bene auspicanti, tanto da sollecitare una serie d'interventi che intrecciandosi tra Milazzo e Barcellona coinvolsero i corrispondenti dei due centri.
E da una scintilla si sprigionò una fiamma che, giorno dopo giorno, riscaldò il dibattito sulla possibilità, prima, e sulla necessità, dopo, di far nascere Duilia: la città sognata, ma ancora neppure concepita.
Si pensi che sono trascorsi quarant'anni e il previsto asse a scorrimento veloce, inserito dall'amministrazione Ruvolo nel piano di sviluppo economico, per il congiungimento di Milazzo a Barcellona, è diventato ormai lettera morta.


Francesco Cilona

venerdì 18 aprile 2008

UNA DUE E...TRE


FOTO :La chiesa dei cappuccini in una rara foto del 1928

C'è stato gentilmente inviato dal presidente dell'associazione "Genius Loci", arch. Marcello Crinò, un comunicato riguardante la terza edizione di "Notte antiqua", già annunciata in questo blog una decina di giorni fa. Lo riportiamo integralmente, in maniera da dare una visione completa ed ufficiale del programma.

L’associazione culturale Genius Loci propone alla città, la sera del 3 maggio, la Notte Antiqua Pozzogottese, col patrocinio del Comune di Barcellona, la collaborazione dell’arcipretura di S. Maria Assunta, e delle Confraternite di S. Eusenzio, delle Anime del Purgatorio e di S. Francesco d’Assisi (Cappuccini). Questa è la terza Notte Antiqua che l’associazione organizza, e stavolta ha voluto focalizzare l’attenzione su Pozzo di Gotto, che rappresenta la parte più antica della città, ricca di storia, di tradizioni e di monumenti.

Proprio per approfondire l’argomento dei beni culturali, la manifestazione si aprirà nella Chiesa dei Cappuccini, alle 18,00, con una mostra di documenti ed un convegno articolato in una serie di interventi. Inizierà Marcello Crinò, con una relazione incentrata sulle origini e sviluppo di Pozzo di Gotto: “Dal rito di fondazione alla città di pietra”; seguirà Andrea Italiano, storico dell’arte, che affronterà l’argomento: “Tra manierismo e neoclassicismo: arte sacra a Pozzo di Gotto”. L’architetto Luigi Lo Giudice parlerà su “ Gli spazi del vissuto a Pozzo di Gotto: il palazzo Todaro-Pirandello”, ed infine il geologo Roberto Iraci, che affronterà l’argomento con un’ottica originale: “Acqua e terra dell’Itria”, per capire le modalità di costruzione fisica del quartiere.

Dalle ore 19,30 si apriranno le chiese e verranno effettuate delle visite guidate a cura delle guide dell’associazione e delle confraternite. Le chiese interessate sono San Vito, l’adiacente chiesa delle Anime del Purgatorio con la cripta, il Duomo di Santa Maria Assunta, la chiesa di Gesù e Maria ed il Carmine.

In via Garibaldi, nel palazzo Sacco, dalle 20,00 sarà visitabile una mostra d’arte sacra, con opere di Nuccio Bertuccio, Francesco Invidia, Salvatore Anastasi, Gabriella Donato, Cosimo Patanè e Rosario Cutropia.

Il pittore “Barcellogottese” Iris Isgrò, decano dei pittori barcellonesi, con studio in via San Vito, sarà omaggiato con una mostra di sue opere riguardanti la memoria storica di Pozzo di Gotto, allestita nella chiesa delle Anime del Purgatorio. Sarà aperta alle ore 20,30, e verrà presentata una biografia completa curata dal nipote Luigi Lo Giudice.

Alle ore 21,00, in via Risorgimento (tra il vecchio ospedale e Gesù e Maria), sarà effettuata una visita guidata al Palazzo-Museo Molino, dove al piano terra verrà allestita una mostra fotografica sui Visillanti di Pozzo di Gotto.

Parallelamente, nell’Oasi di Sant’Eusenzio, un ampio spazio verde con edifici rurali e luoghi di sosta, arricchito da sculture in marmo e da una grande statua di Cristo, realizzata nel 2007 dalla confraternita omonima, rivivranno gli antichi mestieri praticati nel territorio pozzogottese.

Il mercato di tradizione araba, il Souk, sarà allestito invece sotto gli archi della zona più antica del quartiere, Pizzo Castello, a partire dalle ore 21,30.

Dalle ore 22,00 la zona sarà ulteriormente vivacizzata dai musicisti di strada e dalle degustazioni offerte da attività commerciali della zona.

La Notte Antiqua pozzogottese si concluderà con il concerto di mezzanotte a Santa Maria Assunta. Si esibiranno: Maria Laura Gisella Corica all’organo, il soprano Giuliana Crispo e il tenore Olivo Lisciotto, presentati da Alberto Genovese.

Il gruppo di lavoro dell’associazione Genius Loci è composto da: Franco Caliri, Marcello Crinò, Bernardo Dell’Aglio, Rosita Dell’Aglio, Roberto Iraci, Andrea Italiano, Carmelo Santi Motta, Daniela Motta, Katia Ragno, Luigi Lo Giudice.




giovedì 17 aprile 2008

LA GRANDE ABBUFFATA


Sperando che almeno uno dei miei lettori abbia apprezzato un mio vecchio corsivo preelettorale sulla simpatica storia del partito dell’Ave Maria, da me riportato in questo blog alla vigilia delle recenti elezioni, mi accingo a rievocarne un altro, d’uguale età, scritto sullo stesso giornale, in atmosfera postelettorale. Eravamo nell’anno del Signore 1975, e da qualche mese si erano concluse elezioni amministrative, con il solito risultato lusinghiero per il partito di maggioranza. Ed era stata vittoria tanto gradita, da indurre colui che era allora in città l’indiscusso capo carismatico a festeggiarla con una “grande abbuffata”.
Riporto fedelmente quanto scrissi in quel corsivo.

“L’hanno chiamata “A bedda sbafata ”, ed è stata veramente bella, perché originale e divertente. Ma è stata anche favolosa, non tanto per la varietà delle pietanze, quanto per il modo in cui esse sono state cucinate, distribuite, divorate.
Era già sera, un insolito brulichio di gente rompeva la quiete sotto il secolare gelso dei marchesi di Santa Dorotea, nell’incantevole giardino del cav. Nino Cilona. L’occhio discreto dei riflettori nascosti tra le fronde degli alberi , armonizzando con la luce dei faretti delle aiole, metteva in risalto la policromia dei fiori e delle “mezzemaniche”, che la calura di settembre e la rusticità dell’invito avevano consigliato, ai cento presenti, d’indossare al posto della troppo impegnativa marsina.
L’invito, scritto su carta gialla, quella che solitamente serve per avvolgere il pescestocco, aveva parlato chiaro: “U signuri Santaccu avi l’unuri d’invitari vui e a vostra panza, pi sabbatu sei di riustu all’ottu di sira , sutta u ceusu di Nino Cilona, a Cicirata di Baccialona, pi sbafari, addritta comu i cani, un piattu di maccarruni a carrittera, ddu caddozzi i sosizzza e na fedda i muluni: u tuttu nnaffiatu cu vinu bbonu. L’invitu è pirsunali e pi suli masculini. Cu veni menu risica sciugghimentu e duluri i panza”.
Bisognava sfamare la truppa e in un angolo, su due tripodi di ferro sovrastanti le fiamme di ceppi e ramaglie, capienti marmitte, contenenti ben venticinque chili di pasta “cannellina”, bollivano sotto l’occhio arrossato dei cuochi – il mastodontico Luigi Bisignani, secondogenito del cav. Emmo, ed il minuscolo Alfio Romano, più genuino e casereccio del solito con quel “faddale” biancastro prestatogli dal titolare di una rinomata pizzeria cittadina. Una panciuta cesta (cattiddata) nuova di zecca attendeva il momento opportuno per fare, dignitosamente e con…capacità, la parte dello scolapasta.
Nel forno di pietra di donna Maria, intanto, cuocevano venticinque metri di salsicce. Una grossa damigiana, attrezzata di “margherita”, aveva cominciato a distribuire il primo assaggio d’un robusto vino, provienente da vigne “siccagne” di collina.
Ed ecco il fatidico grido di Alfietto:”La pasta è cotta”.
Avvolto in una nuvola di vapore, il baffuto senatore accoglie nella vasta madia di legno la cascata di maccheroni, per poi riempire, con frenetiche mestolate, i cento piatti di plastica, che altrettante mani protendono verso la fumante “madia”.
Si mangia, anzi si divora. E c’è chi fa il bis, il tris.
Il veterinario Genovese protende la mano per ben sei volte e, man mano che mangia, diventa
sempre più vorace. Gli devono mettere davanti la madia con gli ultimi maccherroni – non meno di un chilo – che il medico degli animali divora con impeccabile stile …(omissis). Intanto Michele Stilo, nobile regista tindariano, unico superstite incravattato e in giacca bottiglione, sorseggia un litro di minerale bicarbonata (Ciappazzi?) per digerire quanto… gli altri stanno mangiando. E gli altri mangiano pane e salsicce – dai 25 ai 50 centimetri pro capite – bevono vino, si lavano la faccia con rosse fette di anguria, inzuppano gustose piparelle nel vino bianco di Ciccio Sorrentino. Michele beve e rutta , per loro. Non per niente è regista.”

Qui finisce la “sbafata”, dove sono apparsi personaggi che, quasi tutti tranne due, adesso ci guardano da Lassù.

Francesco Cilona

mercoledì 16 aprile 2008

UN'INDAGINE ALLE POSTE ITALIANE



A ribadire che quanto abbiamo raccontato è una scheggia di una situazione diffusa, riportiamo un estratto da
Economia Salvadenaio


L’inchiesta di Altroconsumo

Il servizio postale non è ancora all’altezza dei bisogni dei cittadini.
Se n’è parlato tanto (e male) di Poste Italiane negli scorsi mesi. Per lunghe settimane in alcuni depositi della corrispondenza sono rimaste a giacere tonnellate di buste, documenti, fatture e pacchi.
Non si è trattato solo di un momento di eccezionale black out, come ha sostenuto l’azienda. La realtà è che il servizio postale si sta allontanando sempre di più dai bisogni reali dei cittadini.
Poste Italiane sta investendo sempre più in servizi finanziari e assicurativi, trascurando la propria missione storica: la distribuzione della corrispondenza

La situazione nelle città italiane
Situazione poco omogenea nelle grandi città. La posta prioritaria fa acqua soprattutto a Milano
Nonostante la recente ristrutturazione del recapito, voluta da Poste Italiane, almeno in questa fase di sperimentazione il servizio è sembrato ancora più intermittente e comunque non sono stati risolti i vecchi problemi cronici.

La situazione nei comuni di provincia
Pensiamo agli abitanti dei piccoli comuni italiani, snobbati perché più difficili da servire. Qui il servizio postale arranca più che altrove. Un cittadino di un’area extraurbana, che non ha potuto ritirare di persona un pacco o una raccomandata, deve andare a prenderli nell’ufficio postale vicino a casa, che non è detto sia sempre aperto: alcuni uffici piccoli sono attivi solo alcuni giorni alla settimana. Tutti problemi che ricadono soprattutto sugli anziani o sulle persone con difficoltà motoria.
Del resto gli uffici postali stanno diventando sempre più simili a sedi bancarie e finanziarie. Ecco perché a Poste Italiane non interessa se in futuro ci metteremo più tempo a gestire la corrispondenza.

L'AVVENTURA POSTALE D'UN LIBRO


Se volete sapere cosa bisogna fare per perdere mezza giornata e stancarsi senza far nulla, vi basta andare a pagare una bolletta o riscuotere la pensione ad uno sportello dell'ufficio postale di via Roma, quello che, almeno sulla carta, dovrebbe essere il più importante della città.
Se poi vi venisse in mente di volere rendervi conto di che cosa significhi "disorganizzazione", basterebbe che vi capitasse qualcosa di simile a ciò che è successo a me. Bisogna sapere che, oltre un mese fa, ordinai un libro ad una casa editrice, tramite internet. Passò del tempo, ma dell'arrivo del libro neppure l'ombra. La cosa mi meravigliò parecchio, anche perchè sapevo che sopedizioni del genere di norma non tardano più di una settimana. Comunque attesi. E finalmente qualcosa arrivò il dodici del mese d'aprile. Era un avviso di giacenza di un pacco (esattamente il pacco N.zcucg2020495) . una cartolina, che rilasciata in data 03/04/2008 era stata portata una prima volta al mio indirizzo, senza tuttavia potere essere consegnata al vero destinatario, perchè al posto del mio nome era stato scritto quello della provincia. E la città di Messina, divenuta per magia una persona, non esisteva a quel'indirizzo. Ma ecco che, dopo una settimana di ricerche, qualcuno - chissà per quale improvviso flash illuminante - capì che c'era stato uno scambio di nomi e che il destinatario non era la città capoluogo ma il sottoscritto. Cosicché con penna rossa, si scrisse sulla cartolina, ben evidente, il mio nome e cognome. Per correttezza accanto al destinatario giusto venne impresso un timbro postale con data 11.04.08. Sembrava ormai tutto normalizzato, tanto che il soittoscritto, munito dell' avviso di giacenza, ebbe modo di presentarsi allo sportello dell'ufficio competente: quello di via Roma. Ebbe il modo, ma non la soddisfazione, perché in effetti l'avventura non finì lì: dopo un'attesa lunga e fastidiosa, cominciò la seconda parte dell'avventura, che qui non racconto nei particolari perchè sarebbe tediosa per chi legge, ed è bastato che sia stata urtante per me. Dirò allora soltanto la conclusione: il libro non c'era più, perchè qualcuno - probabilmente ignorando le contorsioni che vi ho raccontato - aveva creduto opportuno rispedirlo indietro. Ora a sorprendersi sarà il mittente, che leggendo sul pacco restituito la scritta "DESTINATARIO SCONOSCIUTO", non saprà perchè mai questo sicilianaccio sia diventato IGNOTO.

CIFRA

martedì 15 aprile 2008

ANCHE LA SICILIA E' TRICOLORE

Sono quasi ottanta, tra deputati e senatori, che in rappresentanza della Sicilia andranno al Parlamento. Una bella fetta e, come sempre, in massima parte del centro destra, tornato al governo a bandiere spiegate. Che cosa potremo attenderci da loro? Poco o niente, come sempre, visto che, una volta che prendono il volo per Roma, pare che perdano tutti la loro identità d'origine. Con tanti rappresentanti al Parlamento, persino in tempi di vacche grasse, la carestia in quest'Isola è stata un fatto normale.


Appunto perchè i politici isolani, una volta passato lo stretto, sono spesso diventati continentali, quando non addirittura apolidi. Ognuno sa solo tirarsi il proprio "filagno", e chi s'è visto, s'è visto. Se quello che testè s'è detto può sembrare provocatorio, va bene così. E qui ci fermiamo, per non procedere con altre considerazioni non meno provocatorie nei confronti dei deputati regionali, che pur non avendo attraversato lo stretto, si sono generalmente comportati come i colleghi involatisi verso la Città Eterna.

Fra Galdino

lunedì 14 aprile 2008

IL CAV. VINCE E MANTERRA' LE PROMESSE: = parola di pincopallino



Pinco:- Te lo dicevo che avrebbe vinto lui.
Pallino:- Chi, il cavaliere? E allora, che ne sarà di noi?
Pinco:- Sta' tranquillo, chè tutto andrà per il verso giusto.
Pallino:- Cioè?
Pinco:- Intanto ci toglierà l'Ici, e alleggerirà così il Comune da una grossa incombenza.
Pallino: - Cosicchè il sindaco, senza più quell'introito, si deciderà a togliere le prebende ad assessori, consiglieri ed esperti?
Pinco:- Non potrà farne a meno. Il cavaliere inoltre ci toglierà il peso del bollo dell'auto e taglierà a metà le nostre tasse, così non saremo più tentati ad evaderle integralmente.
Pallino:- E ci toglierà altro.
Pinco: - Ci toglierà il fastidio di prendere l'aliscafo per andare in Calabria.
Pallino:- Ah, si? E come farà?
Pinco: - Costruirà il ponte sullo stretto di Messina:
Pallino: - Ma io in Calabria non ci vado mai. Caso mai ogni tanto vado alle isole Eolie.
Pinco: - E tu faglielo sapere. Può darsi che, generoso com'è, si decida pure a costruire un ponte che unisca il nostro lido di Calderà con Lipari o con Vulcano.
Pallino:- E questo quando glielo posso chiedere?
Pinco: - Alle prossime elezioni. Allora sicuramente te lo prometterà.

ATO ME2 NEL MIRINO DEL MAGISTRATO


L'Ato ME 2 entra nell'occhio del ciclone, e non soltanto per il crescendo delle contestazioni da parte della popolazione per i disservizi e l'esosità delle tariffe, ma anche e soprattutto per le operazioni che Finanza e Magistratura stanno conducendo a suo carico. Nella sede di via Statale S.Antonio, a Barcellona Pozzo di Gotto, dove l'Ato Me2 ha gli uffici contabili e l'archivio, la Finanza ha recentemete operato un sequestro di documenti, ordinato dalla Procura della Repubblica di Barcellona, nel quadro di un'inchiesta aperta sul bilancio amministrativo della società ( Ambito Territoriale Ottimale Me2), incaricata da 38 comuni della nostra provincia a gestire, tramite impresa del settore, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Bilanci e verbali d'approvazione, stesi in occasione delle sedute assembleari dei sindaci, tenutesi al Comune di Barcellona, sono stati acquisiti, assieme alle delibere riguardanti le elezioni dei tre consigli d'amministrazione, susseguitisi nei cinque anni, dall'atto della costituzione della società, compresa l'ultima decisione con la quale il numero dei componenti il CdA e stato ridotto a tre.

domenica 13 aprile 2008

BASSO CONSUMO INQUINANTE



Le vecchie lampade ad incandecenza, che tanta pubblicità ci ha fatto sostituire con quelle a più basso consumo, per farci risparmiare energia elettrica, sono quasi da rimpiangere.
Esse, infatti, a differenza di quelle nuove, una volta fulminatesi, non ci hanno mai impensierito per il loro smaltimento. Cosa, questa, che non si può dire per le cosiddettte lampade "risparmiatrici", che di ecologico non hanno nulla: sono anzi addirittura fonte gravissima d'inquinamento, se non vengono raccolte in maniera differenziata e smaltite con procedimenti in grado di evitare la dispersione delle sostanze nocive in esse contenute: polveri fluorescenti e mercurio.
Perchè avvenga tale raccolta differenziata, propria del materiale inquinante, in base a una disposizione di legge comunitaria, recepita piuttosto tardivamente dall'Italia, bisognerà quanto prima organizzarsi, se non si vuole che quintali di lampade fuori uso continuino a finire nei comuni cassoni della spazzatrura, come da sempre accade per le tonnellate di buste di plastica contenenti i comuni rifiuti umidi. Onde evitare un tale scempio ecologico urge che si dia incarico per la raccolta e lo smaltimento a imprese specializzate, in grado di recuperare gli oltre cento milioni di lampade a basso consumo, di vario tipo, che annualmente si esauriscono in Italia. Si pensi che ormai, per necessità di risparmio, in tutte le città l'illuminazione pubblica e quella dei negozi, insegne comprese, viene realizzata con lampade a basso consumo e tubi fluorescenti, tutti necessariamente oggetti di particolare attenzione. Un'esigenza talmente pressante da indurre lo Stato a cercare un modo per affrontarla. E l'ha trovato: metterà un balzello nella vendita delle lampade, consistente in un soprapprezzo di 22 centesimi, che, trattenuto dal produttore, gli servirà per affrontare la spesa per la raccolta differenziata ed il riciclaggio del materiale inquinante.

Fra Galdino

ANDIAMO A VOTARE



Oggi e domani si vota.
Qui, in Sicilia, com'è noto, le schede sono tre: due per la competizione nazionale, la terza per quella regionale.
Il compito non dovrebbe essere gravoso, considerando che le schede sono facilmente riconoscibili, oltre che per i colori anche per la consistenza del numero dei simboli: inferiore in quella per la Regione.
Solo che potrebbe nascere qualche momento di perplessità, quando si tratta di dirimere nella scelta, perchè capita che forze politiche che, in campo nazionale si sono accapigliate - leggi Udc contro Pdl, per esempio - nel certame siciliano si diano una mano, incontrandosi nella scelta dello stesso candidato al "Governatorato".
Pertanto, al fine di non trovarsi in confusione - come potrei essere io mentre sto scrivendo - appare più che opportuno soffermarsi un poco, nel corridoio antistante le aule dei seggi elettorali, per esaminare attentamente i posters che illustrano le tre distinte situazioni: -Camera dei deputati, Senato, Regione.
In questo modo sarà possibile memorizzare simboli e candidature che particolarmente c'interessano.
Una volta sicuri della scelta da fare, potremo attendere il nostro turno tranquilli, muniti dei documenti necessari (tessera elettorale e carta d'identità), ma assolutamente sprovvisti di aggeggi fotografici (fotocamere e cellulari ad hoc), in maniera da potere serenamente esprimere le nostre scelte.
Che ci auguriamo vengano fatte secondo coscienza, per il generale interesse del Paese e non per opportunismi o manicheismo ideologico.
Con l'augurio che tutto si svolga nella massima correttezza, per il bene della Nazione e della nostra Isola, ci accingiamo a fare il nostro dovere evitando inutili diserzioni.

barcellonablog

venerdì 11 aprile 2008

SIGLATO LO STATUTO DELL'AEROPORTO MESSINESE



Il primo passo, di natura burocratica, per la realizzazione di un sogno che si chiama “Aeroporto del Mela”, è stato fatto.
Nello studio notarile del dottor Guido Manforte è stato siglato, con le firme del presidente della Camera di Commercio, Vincenzo Musmeci, e del commissario straordinario del Consorzio Asi, Venerando Lo Conti, lo statuto della società “Aeroporto del Mela Scarl”, che dovrà occuparsi intanto dei preliminari atti a promuovere la realizzazione dell’importante struttura aeroportuale nella pianura di Barcellona-Milazzo.
A gestire la nuova società sarà un consiglio d’Amministrazione, la cui presidenza - è ormai scontato – toccherà all’attuale presidente della Provincia , Salvatore Leonardi.
I componenti del Cda saranno in tutto tre, e verranno impegnati no cost, dato che non è previsto alcun emolumento per il loro contributo operativo alla società.
Il nuovo aeroporto, aspirazione della città capoluogo e di ben ottanta comuni della costa tirrenica messinese, prima che sorga dovrà attendere che si proceda: 1) alla verifica della sua fattibilità nel luogo suggerito,; 2) alla relativa progettazione; 3) al reperimento del capitale necessario per la sua attuazione e gestione.
Il presidente della Provincia, nonostante la complessità dell’iter, appare ottimista sulla possibilità di un suo svolgimento senza troppi intoppi, avendo fiducia su promesse di cofinanziamento già fatte dall’ex presidente della Regione Cuffaro, recentemente confermate – in teoria - dal candidato del MpA, Lombardo e ovviamente sperabili se don Raffaele supererà l’attuale certame per la conquista dello scranno di Governatore di Sicilia. Ma è da credere che saranno ugualmente possibili se lo scettro toccherà, per volontà popolare, ad una Governatrice di nome Anna.

Fra Galdino

giovedì 10 aprile 2008

INCOMPRENSIONI PER IL PALALBERTI


“Splendido pieno di vittorie per le squadre barcellonesi, che piazzano un 5 su 5 che rende trionfale l'ultimo fine settimana per lo sport del Longano. In ordine di categoria vince l'Explorer Informatica Genius nel campionato di A2 di pallamano femminile nel derby del Palalberti contro la Messana. 22-18 il punteggio finale per le ragazze di Peppe Dauccia, decise a difendere il terzo posto in graduatoria alle spalle del Palermo e del Marsala.”

Questo è l’esordio di un pezzo sullo sport barcellonese, letto all’inizio della settimanasul sito di Barcellona City , giustamente elogiativo dei risultati conseguiti da ben cinque squadre cittadine che, pur non identificandosi con le due principali compagini di calcio e di basket, coi loro risultati hanno fatto vibrare le corde dell’orgoglio cittadino. Questo riferimento, per me davvero insolito, sto facendo per precisare che, essendosi creata una coda polemica, a causa di una competizione sportiva ( sic alla fonte) tenutasi domenica scorsa al PalAberti, ed avendo io il sospetto che si sia trattato appunto del derby di cui sopra - vago sospetto, che presto mi è stato tolto da una precisazione espressa in un commento che riporto in fondo, in cui si spiega che la manifestazione era una gara di ballo e non una competizione sportiva - mi piacerebbe dire qualcosa sulla reazionedella presidenza dell’Asd Progetto Basket di Barcellona, nei confronti del Comune, per avere autorizzato appunto lo svolgimento, in quell’impianto sportivo, di una competizione sportiva extra, senza avere informato preventivamente detta presidenza. Praticamente si tratta di una comunicazione al sindaco, all’assessore allo Sport e all’ufficio tecnico competente, firmata da uno dei due copresidenti di Progetto Basket - Tommaso Donato – il quale ha annunciato il proposito del “sodalizio” dirompere anticipatamente la convenzione per l’utilizzo dell’impianto, siglata lo scorso mese di settembre, con scadenza al prossimo 30 giugno, in concomitanza con la conclusione del campionato di basket.

La causa di tale decisione sarebbe l’essere venuto meno il rapporto di stima e di fiducia ovviamente nel comportamento del Comune, a seguito dell’ultima incomprensione registratasi domenica scorsa.
Il riferimento è ad una generica competizione sportiva svoltasi appunto domenica scorsa al Palazzo dello Sport, in seguito alla quale l’intero ambiente ( parquet e spalti) sarebbero stati lasciati in condizioni disastrose, tali da mettere a rischio il regolare svolgimento dell’incontro col Rosarno, puntato per il pomeriggio della stessa domenica.
Se effettivamente è stata data concessione all’utilizzo dell’impianto in orario talmente accosto a quello della successiva partita, riguardante la società convenzionata, e quindi tale da non consentire il riordino dell’ambiente, è giustificatissima la reazione della presidenza giallorosa: il permesso non doveva essere dato. Tuttavia il rammarico sarebbe stato ugualmente sacrosanto, anche se tra una competizione e l’altra ci fosse stato il tempo necessario per il riassetto dell’ambiente, appunto perché ci sarebbe stata, oltre all’opportunità, la possibilità di rimediare,da parte di chi aveva l’obbligo di farlo.Ma è stato fatto? Ecco il busillis!

Per correttezza riporto il commento di cui sopra : Anonimo dice:

Sospetto sbagliato, siete completamente fuori strada: si trattava di una gara di ballo conclusasi poco prima l'inizio dell'incontro di basket.

Francesco Cilona



mercoledì 9 aprile 2008

C'E' SPERANZA PER IL VILLINO "LIBERTY"


Il villino liberty di via Roma finalmente potrà essere restaurato e riportato all’originale splendore, in maniera da utilizzarsi per la crescita culturale della città.

Ciò sarà possibile grazie ad un intervento finanziario del Comune proposto alla Provincia, proprietaria dell’immobile, in cambio di una concessione novennale in comodato della villa.

A tale scopo saranno stanziati, 600.000 euro, tratti dai fondi concessi dallo Stato per la riqualificazione urbana di Barcellona Pozzo di Gotto.

Per accedere a tale convenzione è stata necessaria una delibera della Giunta di Palazzo Longano, che consentirà al sindaco Nania di firmare l’accordo assieme al presidente della Provincia Leonardi.

La somma necessaria per l’importante operazione di restauro e di messa in sicurezza del villino, ridotto in stato di degrado per il lungo abbandono, come detto, farà parte della spesa complessiva per il rinnovo della via Roma, considerata il salotto della città.

Per il conseguimento dei lavori di riqualificazione urbana, il Comune si avvale, fra l’altro, del cofinanziamento dello Stato, siglato la scorsa estate, dai sindaci di 22 Comuni dell’Isola e dal ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro.

Per la città di Barcellona Pozzo di Gotto, rappresentata dal sindaco Candeloro Nania, in occasione dell'incontro con il Ministro Di Pietro e il presidente della Regione Cuffaro, la fetta di contributo stabilita risultò più che opportuna per la ripresa e il completamento del progetto di recupero e riqualificazione di un'importante tratto di area urbana, compresa tra la dismessa stazione ferroviaria di via Roma e il quartiere popolare di Fondaco Nuovo, passando naturalmente per il rione S.Antonino, dove una buona parte del finanziamento, poco più di tre milioni - cioè la quota messa a disposizione dalla Regione - servirà per il restauro dell'antico convento di Sant'Antonio di Padova, che vanta la presenza di un chiostro di notevole interesse storico e artistico.
Lo Stato, tramite il ministero retto da Antonio Di Pietro, contribuisce con un finanziamento di sette milioni di euro. A tali somme, sempre per la riqualificazione dell'area urbana indicata, vanno aggiunti 4.600.000 euro messi in conto dal Comune, per l'importante intervento di "rinascita urbana".

martedì 8 aprile 2008

L'UNO DELL'AVE MARIA...


Fra un paio di giorni si chiude la campagna elettorale, e mai come in quest'occasione campagna elettorale s'è rivelata talmente insulsa e scialba da non fare neppure accorgere che, in realtà, si voterà domenica prossima.
Ci hanno, è vero, riempiti in maniera selvaggia muri e cassoni della spazzayura di foto urtanti e questuanti, ma nessuno ha avuto la faccia di presentarsi di persona per dirci che cosa farà per migliorare la nostra vita.Ci hanno ingozzato spiattellando sugli schermi tv le stantie figure dei pretendenti al "trono" del Viminale, e ci hanno fatto annoiare mortalmente Quando non ci hanno fatto incazzare.
A questo punto dovremmo sperare di essere giunti finalmente agli sgoccioli della seconda repubblica, che, per quanto la precedente non fosse stata un granchè, non si può dire che ci abbia portato bene.
E allora per respirare un po' d'aria diversa, sempre politicamente parlando, voglio fare qualche passo indietro negli anni, e non avendo la macchina del tempo sfoglio un paio di giornali vecchi. Ne scelgo due del 1975, dove trovo due miei "corsivi": un articoletto scritto alla vigilia di una consultazione elettorale e l'altro qualche mese dopo, a compendio di una vittoria conseguita dagli amici di Santalco. Visto che ancora siamo nella settimana preelettorale, riporterò il corsivo pre, e vi farò conoscere un simpaticissimo personaggio che in città fece epoca: Martino Fugazzotto, che purtroppo ormai è nel Regno dei più.
"Una lista civica per le elezioni amministrative provinciali, con un solo candidato, potrebbe sembrare un controsenso, visto che si vota con il sistema proporzionale e non con l'uninominale. Eppure Martino Fugazzotto, fondatore, sostenitore, presidente e forse anche unico componente del partito dell'Ave Maria, per le prossime elezioni amministrative provinciali, si presenta tutto solo, convinto che come candidato unico riuscirà a fare meglio delle precedenti volte, quando per le elezioni comunali, sempre sotto l'egida dell'Ave Maria, ottenne un numero di voti insufficienti a garantirgli uno scanno a Palazzo Longano.
Martino Fugazzotto è un tipo che non si sgomenta di fronte alle difficoltà della vita.
S'è diplomato maestro, ma non è riuscito ad avere un posto d'insegnante?
Niente d'allarmante!
Senza scoraggiarsi s'è cercato un altro lavoro e, con un furgoncino pieno di dolciumi, viaggiando per l'entroterra barcellonese, s'è messo a piazzare , nelle piccole botteghe di periferia, biscotti, caramelle, uova di Pasqua, pasta martorana. E viaggiando in questo depresso hinterland, s'è reso conto dello stato d'indigenza della gente, della sfiducia che serpeggia nei confronti della classe politica, delle beghe che dividono i responsbili della pubblica amministrazione. Spinto da queste costatazioni, lui che si professa cristiano e democratico, senza volere fare il moralizzatore ad ogni costo, puntualmente anche stavolta si presenta al suo elettorato, riservandosi di chiudere in bellezza la propria campagna elettorale, con uno dei suoi "succosi" discorsi in piazza Stazione, in "contemporanea" posibilmente con il comizio del senatore Santalco, per frustare con pittoresche similitudini la corruzione amministrativa.
Stavolta, anche se non è certo del successo, tenta la scalata alla Provincia: è solo in lista, ma si ripromette di trovare compagnia al palazzo di Piazza Antonello, se pure avrà la sorte di metterci piede in qualità di consigliere. Forse però continuerà a trovarsi solo, anche lì, essendo unn tipo che non ama fare comunella coi rappresentanti di partiti troppo affollati."

Fra' Galdino

TERZA EDIZIONE DI "NOTTE ANTIQUA"

FOTO:Palazzo Pirandello e Chiesa del Carmine

Ci sarà una terza edizione di “Notte Antiqua”. Si svolgerà la sera del 3 maggio, e seguirà il percorso dell’itinerario urbano di Pozzo di Gotto, la sezione più antica della nostra città.
L’associazione organizzatrice, creata nell’estate scorsa allo scopo esclusivo di tutela, promozione e valorizzazione dei beni storici ed artistici, della natura e dell’ambiente, della cultura e dell’arte, si propone di promuovere il turismo locale mediante la realizzazione di itinerari artistici, storico-culturali, naturalistici con coinvolgimento dei cittadini e in particolare degli studenti.

Questo l’iitinerario urbano pedonale di Pozzo di Gotto, che presumibilmente verrà seguito per la prossima “Notte Antiqua”
:

Viale San Giovanni Bosco, via Garibaldi
PALAZZO COMUNALE, 1875. Progettato dall'arch. Giuseppe Cavallaro e ampliato nel 1988.
CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO, sec. XIV (?) - XVII circa.
MONUMENTO AI CADUTI, 1970. Progetto Arch. Giuseppe Fanfoni, scultura di Giuseppe Mazzullo.
NUOVO TEATRO MANDANICI. Progetto Arch. Giovanni Leone, iniziato nel 1981, in via di completamento.
MONUMENTO A SEBASTIANO GENOVESE, 1988. di Filippo Minolfi.

Via Garibaldi , via Risorgimento, Salita del Carmine
CHIESA DEI CAPPUCCINI, 1623. Ciborio in legno del XVII-XVIII sec., Madonna di Domenico Guargena.
AUDITORIUM S. VITO, 1472. Ampliamento del XVII sec., Altari barocchi, affreschi dei Vescosi.
ORATORIO DELLA ANIME DEL PURGATORIO, 1658. Interno barocco, abside con decorazioni a stucco.
PALAZZO PIRANDELLO, XIX sec.
DUOMO DI S. MARIA ASSUNTA, 1620. Ricostruzione del 1859.
VECCHIO OSPEDALE CUTRONI ZODDA, 1899. Progettato dall'arch. messinese Pasquale Mallandrino.
CHIESA DI GESU' E MARIA, 1622, ingrandita nel 1890. All'interno quadro Gesù e Maria del XVIII sec.
CHIESA E CONVENTO DEL CARMINE, 1579. Vari dipinti del XVII sec.

Per quanto riguarda il programma , sarà questo lo svolgimento previsto:
alle 18, presso la Chiesa dei Cappuccini, si terrà un Convegno su "I beni culturali di Pozzo di Gotto"; alle 19,30 visite guidate alle Chiese di San Vito, Delle Anime del Purgatorio (e la sua Cripta), di S. Maria Assunta, di Gesù e Maria e del Carmine; alle 20 "Mostra di Arte Sacra" a Palazzo Sacco (via Garibaldi), espongono Nuccio Bertuccio, Francesco Invidia, Salvatore Anastasi, Gabriella Donato, Cosimo Patanè e Rosario Cutropia; alle 20,30 in via San Vito Omaggio ad Iris Isgrò, pittore "Barcelgottese"; alle 21 la Confraternita di S. Eusenzio presenterà "Antichi Mestieri"; alle 21,30 a Pizzo Castello, in via Mentana (Suttavota) spazio a "Il Souk ed i suoi colori multietnici"; alle 22 il Circuito con "Musicisti in Strada" e "Degustazione di prodotti tipici"; alle 24 nel Duomo di S. Maria Assunta "Concerto di Mezzanotte"con la partecipazione di Maria Laura Gisella Corica, Giuliana Crispo e Olivo Lisciotto.

lunedì 7 aprile 2008

ATTENTI A QUEI DUE!!!



“Attenti a qui due” Lo ripete da tempo in maniera ossessiva quel furbacchione politico, con la erre moscia, che di traccheggio dietro le quinte se ne intende e che risponde al nome di Fausto Bertinotti.
Quei due, secondo il presidente della Camera, sono Berlusconi e Veltroni, che, convinti di non potere governare da soli, tramano per mettersi d’accordo dopo il risultato dell’elezioni, probabilmente deludente per entrambi. Bertinotti è convinto – o per lo meno cerca di convincere gli elettori – che sotto sotto continua la trama intessuta dai due negli incontri di dicembre, quando Berlusconi e Veltroni fecero credere che stessero cercando di abbozzare una nuova legge elettorale, da sostituire al porcellum. L’attuale legge che difficilmente – con questo lustro di luna – farà uscire dal consulto elettorale una maggioranza stabile.
Ha ragione Bertinotti, o è semplice propaganda per raggranellare voti a favore della sinistra?
Beh, potrebbe azzeccarla, se è vero che, nonostante il crescente crepitio della campagna condotta dai leaders del Pd e del Pdl, sotto sotto Berlusconi ha cominciato a prospettare ai suoi più vicini collaboratori la possibilità di una ripresa del dialogo con Veltroni. Dato che, man mano che ci avviciniamo al 13 di aprile, si assottiglia sempre più il mitico distacco di 10 punti prospettatogli dai sondaggi iniziali. E se ci fosse davvero, come vuol far temere il Pd, il solito risultato striminzito per il Senato, non potrebbe toccare al nuovo governo una sorte analoga a quella di Prodi? Di fronte al decrescere dell’ottimismo sul distacco, tra Gianni Letta e Silvio Berlusconi, nei ritagli di sosta, il discorso non può non cadere su un timore del genere.
Anzi, pare che cada a fagiolo, tanto da togliere al viso del Cavaliere l’ormai fin troppo stereotipato sorriso propinato agli elettori.
Negli ultimi giorni pare che abbia espresso ai più fedeli la voglia - se potesse – di tentare la carta di un “grande accordo” anche sull’esecutivo, Anche perché già s’è reso conto che, con questa legge, difficilmente un governo Pdl-Lega potrà durare a lungo.
E d’altronde Berlusconi avrebbe un sogno da realizzare: l’ascesa al Quirinale, cent’anni di salute al presidente Napoletano.
E per coronarlo, la prevedibile precarietà parlamentare non potrà bastare.

Francesco Cilona

domenica 6 aprile 2008

COME FARE PER RICEVERE LA TESSERA SANITARIA



L'altro giorno, mentre mi trovavo in farmacia, ho notato che non tutti gli acquirenti, dovendo acquistare dei farmaci, erano in grado di esibire la tessera sanitaria mediante la quale acquisire il "cosiddetto" scontrino parlante, necessario per potere "scaricare" parte del costo dei medicinali nella dichiarazione dei redditi.
In mancanza di quell'aggeggio magnetico, contenente dati anagrafici e codice fiscale del titolare, il farmacista, essendo comunque tenuto a trascrivere il codice sullo scontrino, era costretto a farlo a mano impiegando più tempo. e ciò perchè un'apposita circolare inviata in tutte le farmacie precisa che "il farmacista è tenuto a fornire il farmaco, anche in caso di mancata esibizione della tessera sanitaria che, in ogni caso, si consiglia comunque di portare con sé al momento dell’acquisto per facilitare la corretta procedura di identificazione dell’assistito contribuendo ad un servizio più efficiente e veloce da parte della farmacia".
Curioso come io sono, ho chiesto al titolare se mi sapeva dire quanti in media sono i "clienti" in grado di esibire la tessera - che è una specie di bancomat, plastificata e con banda magnetica che consente ad un lettore elettronico di trasferire i dati necessari sullo scontrino - e il farmacista m'ha risposto che, ad occhio e croce, non superano il 35/40 per cento. E sarà una percentuiale non lontana dalla realtà, visto che conosco famiglie di tre persone, dove soltanto una ha già ricevuto la tanto decantata tessera sanitaria.
Perchè tanto ritardo?
Si parla di difficoltà tecniche, incontrate dagli apparati di Stato o della Regione. Comunque scuse vaghe e forse anche vacue, che servono solo a porre anche questa situazione nell'ormai arrugginito calderone dei provvedimenti all'italiana.
E a conferma di ciò, posso aggiungere un particolare.
Nel sito internet "Ministero della salute Primo piano" avevo letto, tra le atre notizie riguardanti la tessera sanitaria, quanto segue:
"Qualora non si fosse ancora in possesso della tessera sanitaria si ricorda che essa può essere richiesta direttamente telefonando al Numero Verde 800.030070 oppure cliccando sul sito dell' Agenzia delle Entrate alla voce Servizi "codice fiscale e tessera sanitaria".
Curioso come sono, ho voluto provare a chiedere la tessera di una persona che ancora non l'aveva ricevuta.
Cosa incredibile, contrariamente a quanto avviene sovente quando si chiedono informazioni telefonando ad un numero verde, mi è stato immediatamente passato un operatore che s'è messo a mia disposizione.
Gli ho riferito i dati richiestimi e lui, dopo avere fatto la necessaria ricerca tramite computer, mi ha riferito che quella tessera non era stata mai rilasciata, non essendo evidentemente ancora pronta e che, per averla, bisogna fare richiesta all'Asl territoriale competente: in questo caso, quindi, all'Asl 5.
Vogliamo allora provare con l'Asl, per sapere cosa ci risponde?
Concludo con questa proposta, che rivolgo a quanti leggono Barcellonablog e non hanno ancora ricevuto la tessera. Chiedetela alla vostra ASL!
Potrebbe essere la volta giusta per risolvere un primo piccolo-grande problema, finora affrontato un po' alla carlona. Oppure no?

Fra' Galdino

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