sabato 25 giugno 2011

MENTRE L'ATO NAVIGA A VISTA C'E' CHI PROPONE DI CAMBIARE ROTTA


La gestione pubblica della filiera dei rifiuti

Rete Rifiuti Zero Messina annuncia

"Il referendum no.1 del 12 e 13 Giugno ha abrogato l’obbligo per i comuni di “privatizzare” il 40% delle società che gestiscono i servizi pubblici locali, non solo il servizio idrico ma pure i trasporti locali e la gestione dei rifiuti. Una interpretazione da azzeccagarbugli potrebbe suggerire che pur non essendoci l’obbligo, gli enti locali potrebbero ugualmente e legittimamente privatizzare o addirittura assegnare interamente a privati tali servizi. Tuttavia il buon senso suggerirebbe di non farlo perché 95 elettori su 100 si sentirebbero per l’ennesima volta gravemente turlupinati.

Per Messina, però, questo risultato ha grande rilevanza per la gestione dei rifiuti ed il futuro di Messinabiente. Infatti i progetti dell’amministrazione comunale di Messina di assegnare il servizio tramite un contestato bando o addirittura di liquidare la società, nonché la proposta di privatizzazione parziale del PD, sembrano oggi semplicemente contrari alla volontà popolare, e chi non volesse rispettarla si dovrà assumere una grave responsabilità.

Rete Rifiuti Zero Messina ritiene invece che Messinambiente vada rilanciata. Anzi dovrebbe crescere ed estendere il suo raggio d’azione su tutta la provincia, visto che anche le nascenti Società di Regolamentazione Rifiuti (SRR) dovranno rispettare la volontà popolare e puntare su una gestione pubblica della filiera dei rifiuti, individuando un gestore unico del servizio per tutto l’ambito provinciale. In tal senso Messinambiente costituisce una grande opportunità, visto che la sua proprietà è interamente pubblica.

Ma come finanziare questo rilancio ed assicurare un servizio decente ai messinesi? Visto che non pagherà più Pantalone (la regione), bisognerà che Messinambiente - la cui azione non è stata esente da errori nel passato, è utile rimarcarlo! - e tutti i comuni cambino politica: invece di pagare con i soldi dei cittadini la lobby delle discariche o dell’incenerimento, bisogna valorizzare davvero i materiali post-consumo (detti stupidamente rifiuti). Recuperando anche solo il 65% delle 350.000 tonnellate, che la provincia di Messina produce ogni anno (dati ARPA), si potrebbero incassare 13 milioni di euro e creare 700 posti di lavoro (dati ricavati da uno studio della Rick Anthony consulting). Invece i cittadini pagano - e qualcuno li incassa! - non meno di 40 milioni di euro l’anno (oltre ai costi ambientali) solo per sprecare questi beni di tutti seppellendoli in discarica. La filiera dei rifiuti, dunque, si potrebbe pagare da sola, attivando il compostaggio dell’umido ed i recupero e riciclo del secco.

Recuperare queste risorse (danari e lavoro) è possibile e doveroso, perché esistono diversi ed efficaci sistemi brevettati di raccolta porta a porta. Basta solo attuare opportune politiche tariffarie che invoglino i cittadini a non mescolare l’umido con il secco in casa. Gli amministratori, dunque, rispettino i cittadini e le loro tasche e si diano una mossa.

Rete Rifiuti Zero Messina = Beniamino Ginatempo (pres.)

ARRIVERANNO I SOLDI PER LIBERARE LE STRADE DAL PATTUME


Ha avuto successo l'andata a Palermo dei sindaci del comprensorio ATO ME 2, incontratisi con il Direttore Generale del Dipartimento Bilancio, dott. Vincenzo Emanuele, al fine di ottenere un nuovo contributo regionale per affrontare l'emergenza rifiuti nella prossima estate.
E' stato loro assicurato che la Regione si è attivata presso l'Unicredit per l'acquisizione di un mutuo, dal quale potere sganciare sei milioni da destinare all'ATO, che potranno essere trasferiti non appena sarà esperita dagli interessati la procedura presso la Serit per la necessaria fideiussione a garanzia del prestito: pratica che i sindaci hanno stabilito di avviare immediatamente.
Gli stessi capi amministrazione, intanto, se non vorrano rimanere con in mano un pugno di mosche, dovranno incaricarsi della gestione diretta del servizio di riscossione, in base alle nuove tariffe, onde recuperare il denaro necessario alla copertura dei debiti.
I sei milioni promessi dovranno bastare per normalizzare la situazione fino al prossimo mese di settembre.

venerdì 24 giugno 2011

DOMENICA ALL'OASI DI BARCELLONA SI DISCUTERA' SU UN QUADERNO DI GIULIA CARMEN FASOLO SULLA FOTOGRAFIA

UN INCONTRO CULTURALE DA SEGUIRE CON INTERESSE E ATTENZIONE--------------FOTO: GIULIA CARMEN FASOLO==>


Domenica 10 luglio · 19.30 - 22.30 presso

Giardini OASI - Barcellona Pozzo di Gotto (ME)

Giulia Carmen Fasolo, Antonella Taravella, Edizioni Smasher,
Rosa Mazzeo Bella Ciao

Presentano "Circospette ombre" (Ed. Smasher)
quaderno sulla fotografia di Giulia Carmen Fasolo

Discuteranno sulla fotografia
- Leonardo Orlando (giornalista)
- Manuela Modica (giornalista)
- Monica Musolino (Sociologa)
- Salvatore Presti (Regista)
- Patrizia Zangla (Filosofa)
- in presenza di Giulia Carmen Fasolo e del suo libro.

*Special Guest Antonella Taravella (poetessa)

In contemporanea, itinerario poetico/fotografico di
Giulia Carmen Fasolo, Monica Ferretti, Antonella Taravella

LA PAROLA DEL SIGNORE E LA CHIESA EVANGELICA IN UN RADUNO PRESSO L'OASI DI BARCELLONA


Si è concluso stasera, presso la villa Comunale "Oasi" di piazza San Sebastiano, il raduno assembleare organizzato dalla "Chiesa Cristiana Evangelica" di Barcellona Pozzo di Gotto.
Per cinque pomeriggi, dal 2o al 24 giugno, fedeli e simpatizzanti della dottrina cristiana evangelica si sono radunati per "ascoltare la Parola del Signore", come da invito lanciato dell'Ente di Culto evanelico con sede in via Immacolata.
Tra canti e dscorsi inneggianti alla parola del Santo Vangelo, il raduno s'è svolto nella massima compostezza, attirando tra l'altro l'attenzione di altre persone, che pur non facendo parte della Chiesa Cristiana Evangelica hanno sostato ai margini della villa per curiosità o interesse.
Numerosi i canti eseguiti, tutti espressione di amore, lode, riverenza, adorazione per il Signore Cristo Gesù.

QUALCOSA DI CONCRETO S'HA DA FARE PER DARE DIGNITA' SANITARIA ALL'OPG DI BARCELLONA



PROPOSTO UN PROGETTO-ESCAMOTAGE CHE POTREBBE CONSENTIRE UN BUON PASSO IN AVANTI IN QUESTO SENSO


L'Opg di Barcellona che, a differenza di altri analoghi istituti del resto d'Italia, non è finora passato alla gestione del servizio sanitario nazionale, rimane ancora nel limbo come "color che son sospesi", visto che non sembra ci sia alcuna possibilità o meglio nessuna intenzione da parte della Regione Sicilia di recepire la legge che specificamente impone tale passaggio.
Tale situazione, che lascia l'ospedale psichiatrico giudiziario a carico del Ministero dela Giustizia, costituisce un vero e proprio handicap gestionale, che il direttore Nunziante Rosania ha, in maniera chiara e netta, esplicitato recentemente nell'incontro di lavoro svoltosi al senato, per iniziativa della Commissione parlamentare presieduta dal senatore Ignazio Marino.
Il dott. Rosania, relazionando sulle condizioni in cui si opera nella struttura di via Madia, ha evidenziato la necessità di un sostanziale intervento risolutivo, in grado di privilegiare la funzione sanitaria del nosocomio psichiatrico che, pur essendo a carattere giudiziario, non puo' essere ridotto a penitenziario.
Una soluzione, anche se non esaustiva rispetto alle disposizione del decreto legge di trasferimento all'Asp, ci sarebbe, e il direttore l'ha suggerita, attraverso un progetto di parziale sanitarizzazione, finanziabile dalla Cassa delle Ammende.
Di questo
progetto-escamotage, avrebbe parlato col presidente Franco Ionta, capo del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) il segretario generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio Sarno, in un recente incontro informale.
Da tempo, e più volte, - fa sapere Sarno - abbiamo cercato di richiamare l’attenzione sulla struttura di Barcellona Pozzo di Gotto, non avendo ancora ben chiaro il futuro della stessa. Ieri pomeriggio, informalmente, ho incontrato il Pres. Ionta e abbiamo discusso l’ipotesi di una parziale sanitarizzazione dell’OPG di Barcellona Pozzo di Gotto. In sintesi si prevede di destinare alcuni padiglioni esclusivamente all’azione terapeutica-sanitaria con conseguente ospedalizzazione dei degenti; altri padiglioni, invece, continuerebbero ad ospitare internati cui è necessario ed opportuno applicare anche sorveglianza e custodia da parte della polizia penitenziaria. Questo progetto, presentato dal Direttore Rosania, potrebbe essere finanziato dalla Cassa delle Ammende. Il Pres. Ionta ha sottolineato di condividere la prospettiva di una parziale sanitarizzazione . Ciò consentirebbe, tra l’altro, di ricercare nuove organizzazioni del lavoro per i poliziotti penitenziari che – conclude SARNO - vedrebbero garantita la loro permanenza in sede e la possibilità di fruire senza patemi i propri diritti come ferie e riposi settimanali “

giovedì 23 giugno 2011

I SINDACI DEL COMPRENSORIO ATO ME 2 PROTESTANO ALLA REGIONE E CHIEDONO COMPRENSIONE PER LA SOLUZIONE DELL'EMERGENZA RIFIUTI



Giunge notizia che i sindaci del comprensorio tirrenico malamente servito dall’Ato rifiuti ME 2, giunti a Palermo per cercare di tamponare lo stato d'emergenza con l'aiuto della Regione, hanno deciso di occupare la sede del Governatore Raffaele Lombardo.
In segno di protesta per aver ricevuto l’ennesima risposta negativa sulla richiesta di anticipazione di parte del denaro riscosso dalla Serit per evitare l’emergenza proprio nel cuore della stagione estiva i sindaci del comprensorio che va da Brolo a Villafranca starebbero occupando la presidenza della Regione, nell'attesa che una loro delegazione affronti il problema in un incontro fissato con il Direttore Generale del Dipartimento Bilancio, dott. Vincenzo Emanuele.

ANCORA VESSAZIONI NEI CONFRONTI DELL'OSPEDALE "CUTRONI ZODDA"



ORMAI IL DISPETTOSO IMPEGNO DEI SIGNORI DELLA SANITA' HA RAGGIUNTO IL COLMO ED IL SINDACO DI BARCELLONA E' PRONTO A PRESIDIARE IL NOSOCOMIO DEFRAUDATO


Il sindaco di Barcellona è su tutte le furie: i vertici sanitari di regione e provincia hanno fatto comunella per smantellare definitivamente l'ospedale "Cutroni-Zoddda".
Le continue vessazioni, concretizzate in riduzione ed eliminazione di servizi e reparti nel presidio ospedaliero barcellonese, sono chiaramente mirate a demolire - se non la struttura materiale - l'intero complesso sanitario, mediante assurdi trasferimenti in altro ospedale, a sua volta condannato ad esplodere per l'eccessivo carico di competenze ammassate in un contenitore senza dubbio inadeguato.
Dopo che con assoluta albagia ( in ipocrita applicazione del famigerato decreto 25 Maggio 2010 di "riordino e rifunzionalizzazione" della rete ospedaliera e territoriale della provincia di Messina) s'era altamente penalizzato l’Ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto coi suoi 100.000 utenti, mediante la chiusura della U.O.S. di traumatologia diretta dal Dr. A. Buemi , per gonfiare, dal 1° luglio 2010, l’ortopedia dell’Ospedale di Milazzo, giunge adesso la seconda scoppola,con un altro trasferimento che, smussando ancora una volta le competenze del Cutroni-Zodda, accrescerà ulteriormente i disagi per utenti ed operatori sanitari: viene trasferito, sempre a Milazzo, il reparto di pediatria, con conseguente riduzione di letti e d'importanza, lasciandovi, come insipido contentino, un'unità pediatrica dipendente.
Se questa non è una ostentata operazione di sfregio nei confronti della città del Longano e del suo hinterland, diteci allora che cos'è mai?
Non sarà certamente un logico modo d'agire, visto che, togliendo a Barcellona e implementando a Milazzo, si toglie dove c'è una struttura che assicura idoneo spazio a ricoveri e servizi decenti, per affollarne in maniera esorbitante un'altra a pochi chilometri di distanza.
Il sindaco di Barcellona, di fronte a tutto ciò, s'è inalberato e ha invocato che "il direttore generale dell'Asp 5 e l'assessore regionale alla Sanità si dimettano e, con il presidente Lombardo, abbiano il coraggio di venire a Barcellona a comunicare la chiusura del nostro ospedale".
Questo ha detto Candeloro Nania, durante una conferenza stampa convocata d'urgenza, amareggiato per la rapina di altri 21 posti letto al “Cutroni Zodda” contro le giustificate aspettative, suscitate da quanto era stato concordato col direttore dell'ASP, a conclusione di una riunione dei sindaci del distretto, tenutasi a Messina.
In quell'occasione si stabilì tra l'altro di creare a Barcellona, in aggiunta, un polo materno-infantile.
Possibilità, questa, ormai impensabile a causa dello scippo del reparto di pediatria.
Il sindaco s'è detto pronto ad effettuare con colleghi e cittadini un presidio permanente presso il “Cutroni Zodda”, contro l'ultima ingiusta decisione punitiva nei confronti dell'intero distretto sanitario , servito dal "Cutroni Zoddda".

mercoledì 22 giugno 2011

BERLUSCONI OPERATOR ECOLOGICO UNICUM

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«Vedo che de Magistris non ce l’ha
fatta in 5 giorni. Come sempre
dovrò intervenire io»
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DA UN RUDERE UNA BELLA SEDE PER L'ASSOCIAZIONE TEATRALE "ETTORE PETROLINI"


Domenica 26 giugno, alle ore 18 sarà inaugurata la sede dell'Associazione teatrale "Ettore Petrolini", ricavata da un vecchio rudere, ristrutturato dagli stessi ragazzi della compagnia, in pieno centro: vicolo Concordia, 10 Barcellona.
Taglieranno il "nastro" il presidente regionale FITA Santi Consoli e la Vice Sindaco della città di Barcellona Antonietta Amoroso. Tutti gli associati sono invitati a tale evento, compresi i bambini dell'ultimo laboratorio che riceveranno una pergamena a ricordo della stagione appena conclusa. Ovviamente i primi ad essere presenti saranno i ragazzi che hanno collaborato alla roistrutturazione, improvvisandosi muratori, elettricisti, imbianchini ecc.. L'associazione culturale teatrale "Ettore Petrolini" nasce nel novembre del 2001, con il nome di “Il Nauloco”, su iniziativa del regista-commediografo Francesco Chianese e dell’attore Matteo Gentile, rispettivamente attuali Direttore Artistico e Presidente.

BARCELLONA POZZO DI GOTTO= PUNTI DA UN'ORDA DI BRUCHI, PIANGONO "MIELE" I TIGLI DEI VIALI DEL CENTRO URBANO


Lo scorso anno, i rimondatori, incaricati dal Comune a ripulire dai polloni le basi dei tigli che costeggiano le vie principali della città, constatando che gli alberi erano stati attaccati da un bruco che provoca la produzione sulle foglie di una sostanza appiccicosa - la cosiddetta melata - consigliarono all'amministrazione un intervento massiccio per liberare gli alberi da quella anomalia che si presenta particolarmente dannosa, più all'uomo che alle stesse piante.
Avviene infatti che le foglie del tiglio, attaccate massicciamente dagli afidi, una volta punte si ricoprono di una specie di resina talmente abbondante da scolare fino al suolo.
E poichè i nostri tigli costeggiano le strade ai cui margini posteggiano le auto, quella specie di miele va a finire generalmente sui loro cruscotti e carrozzerie, con buona soddisfazione per i... lavaggisti e nessun compiacimento per i sostanti.
Nonostante il consiglio degli esperti, mirato a far liberare i tigli dall'invadente bruco, nessun intervento è stato programmato per liberare le piante da questa infestazione, per cui anche durante quest'estate, bisogna che ognuno si guardi dal sostare all'ombra del tiglio o di posteggiarvi la propria macchina.

Nota
I tigli cittadini, che da tempo attendono di essere rimondati, hanno adesso una doppia chioma. I rigogliosi alberi, che fiancheggiano le principali via del centro, sono soffocati dai fronzuti virgulti che si sono sviluppati alla base.
E'ritardato l'intervento dei potatori, consentendo ai polloni di germogliare e di svilupparsi in maniera esagerata.

martedì 21 giugno 2011

BARCELLONA P.G. = MARCELLO CRINO' E LA SUA CERTOSINA RICERCA DELLA STORIA PERDUTA


Marcello Crinò, con la sua passione per il passato della città, continua a spendere il suo impegno alla ricerca della storia perduta.
Il frutto di tanto amore per la città, adesso è raccolto in un interessante "contenitore" intitolato appunto: "Alla ricerca della storia perduta"_
Il libro raccoglie una serie di articoli aventi come filo conduttore la
ricerca storica riguardante prevalentemente il territorio di Barcellona
Pozzo di Gotto, e alcuni eventi culturali particolarmente significativi,
assieme a recensioni di libri, pubblicati tra il 1986 e il 2010, e qualche
testo inedito.
Questi i capitoli:
Gaspare Camarda, pittore pozzogottese del ‘500 6
L’uso dello spazio scenico 8
Un vecchio palazzo per l’arte di oggi 9
Facciamone un bel museo 10
San Francesco di Paola 11
A Calderà la torre del «Pirata» di Bellini 12
Alessandro Manganaro (1917-1994) 13
Computer e video arte. A Barcellona un convegno nazionale 15
Emilio Isgrò e Barcellona 16
Silvestro Maurolico. L’Abate basiliano di Gala 18
Architettura e città 1910-1930 19
Una vita dedicata alla Biblioteca (Alberto Torre, 1908-1998) 20
La follia di Aiace… (Michele Stilo, 1929-2000) 21
Il mosaico della memoria ricompone le tessere di tre secoli d’arte locale 23
Il genio di Mandanici nella produzione sacra (Placido Mandanici, 1799-1852) 25
Rivisitare la storia di Barcellona 27
Non è San Basilio, ma … 28
Viaggio-sogno nell’aldilà (Iris Isgrò, 1923-2008) 30
Una vita per il teatro (Michele Mazzù, 1931-2003) 31
Dov’era la misteriosa Longane? 32
Gli architetti Suppa e Maffei e l’antico Duomo di San Sebastiano 34
Le carte perdute di Manganaro 36
La chiesa degli Agonizzanti 37
Papa Leone II tra storia e leggenda 39
Era una chiesa bizantina? 40
Evoluzione e trasformazione del toponimo Pozzo di Gotto 42
L’alchimista nel monastero e i codici scomparsi 43
Le due processioni del Venerdì Santo 45
Sogno di una notte di mezz’estate barcellonese 48
Arte, computer, estetica sperimentale (Carmelo Genovese, 1917-1977) 50
Salvatore Crinò, pittore e scultore 51
Il mistero del sarcofago salvato dalla distruzione 55
L’archeologo Vincenzo Tusa 57
Una fucina di giornali locali 58
La chiesa delle Grazie ricostruita due volte 63
Il culto di Santa Venera nel barcellonese 65
La collezione faunistica di Francesco Cambria 69
Giovan Battista Vaccarini e i Basiliani di Gala 70
Eutichio Ajello, dalla Sicilia alla Spagna 71
Nota biografica 74

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: IL BASTIONE FRANA, LA STRADA SI DIMEZZA, MA A RIPARARE CHI CI PENSA?


E anche nei confronti di questo blog è giunta l'ora di dovere accogliere il linguaggio, ancorché obsoleto, di certi politici che, non sapendo come difendere talune posizioni indifendibili, l'hanno usato fino all'abuso.
"La macchina del fango" era diventata un'espressione comunissima, talmente adoperata da logorarsi alla fine, senza per questo essere riuscita a difendere alcunché.
Adesso, questa ormai dismessa forma di autodifesa, vedo che spunta in un commento denigratorio nei confronti del blog, reo d'avere segnalato problemi che affliggono la città.
Bene: è quindi pensabile che, non avendo argomenti validi per spiegare perché mai la città si trovi in condizioni di precarietà, si contrattacca con mezzucci estremi, ormai falliti in campo nazionale.
Tutto ciò, come se la condizione, in cui è ridotta Barcellona Pozzo di Gotto, non fosse alla luce del sole.
Una chicca tra le tante, in grado di confermare l'irretimento di strade e piazze, centrali e periferiche, la si può trovare in via del Mare, a metà strada tra il centro e la marina, nel bastione del torrente Longano che, franato, ha prodotto mesi or sono una voragine che dimezza la già angusta carreggiata dell'importante via di collegamento con Calderà e Spinesante.
Diranno i messaggeri del palazzo che si tratta di un caso che non riguarda il Comune, per cui questa segnalazione andrebbe fatta a ben altri istituti.
Palazzo Longano si sarebbe interessato presso chi di competenza, perché venga posto rimedio al grave inconveniente, il più sollecitamente possibile.
Nessun dubbio, su ciò.
Ma ciò non ci esime dal dovere segnalare che sono trascorsi diversi mesi dall'accaduto e che quel pericolo lampante resta ancora lì: e chissà per quanto tempo ancora dovrà rimanere.

fra' Galdino

lunedì 20 giugno 2011

SAREBBE ORMAI ALLA FRUTTA IL GOVERNO TECNICO A PALAZZO ORLEANS



SICILIA = PD, SI ESAURISCE LA FASE DELL'APPOGGIO AL GOVERNO REGIONALE PER UNA NUOVA PROSPETTIVA

"All'assise regionale del PD, il segretario Lupo traccia un bilancio dell'esperienza di Palazzo d'Orleans e parla di "fase esaurita", indicando come strada possibile quella di "un'alleanza strategica" fra centrosinistra e Terzo Polo".
A stimolare l'esigenza di una nuova strategia devono avere contribuito alcuni fattori, riferibili più che alla vicenda giudiziaria riguardante Raffaele Lombardo, ai risultati delle ultime consultazioni amministrative.
Da questa invocata innovazione, resterebbero fuori l'IdV e SEL, che d'altronde nel Parlamento Siciliano non hanno rapresentanti?
C'è chi assicura di sì, ma non manca qualcuno che risponde: "Vedendo facendo": un po' come si diceva una volta, quando si doveva prendere una decisione presentandosi situazioni incerte.
E tra costoro ci sarebbe l'on Gracolici.
Comunque, ancora una volta, si dà l'impressione che si stia riattivando, in Sicilia, la tradizionale fucina delle innovazioni politiche, che altre volte ha aperto la strada a riflessi positivi in campo nazionale.


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ll Pd: “Stop al governo tecnico alla Regione" Nuovo rinvio per il referendum su Lombardo - Palermo - Repubblica.it

UMBERTO BOSSI E LA SECESSIONE PADANA



Finita la festa gabbatu lu santu?

E' possibile che l'antico "detto" siciliano non sia smentito dall'esito della "giornata di Pontida", dove dopo le mezze minacce e le mezze assicurazioni di Bossi, la piazza leghista ha concluso con il grido corale "SECESSIONE, SECESSIONE".

Per cui la richiesta del trasferimento di quattro ministeri, invocata in quella piazza, dovrebbe essere il preludio di quella tanto invocata separazione, dalla madrepatria, di una non ancora definita fetta dell'Italia nordica.
Una fetta nascosta nei cervelli di ministri che, fino adesso incollati a poltrone ministeriali nella Roma ladrona grazie al loro giuramento di fedeltà alla Costuituzione, vorrebbero mettere le ali alle stesse per farle volare fino a Monza.
Adesso la risposta aspetta a Berlusconi, il quale - se non gli si è esaurita la verve delle promesse non mantenute - potrà benissimo contentare il compare padano.
Vogliamo cercare la risposta in questo video?

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Berlusconi tranquillo: ''Governo prosegue'' - Video - Repubblica Tv - la Repubblica.it

domenica 19 giugno 2011

BARCELLONA POZZO DI GOTTO = CANTIERI BLOCCATI E CITTA' IN DIFFICOLTA'

FOTO: COSTRUENDO TRATTO DI STRADA TRA IL LONGANO E VIA S.ONOFRIO

Vanni ha detto...Il comune ha problemi di bilancio, è stato forato il patto di stabilità a causa dei numerosi cantieri aperti in città dall'amministrazione Nania. I famosi fondi che il sen. Nania ha dirottato da Roma a Barcellona Pozzo di Gotto, quando vengono spesi, rientrano nel bilancio del comune che ha il vincolo del patto di stabilità. Quindi se si fanno i cantieri non rimane un euro per l'ordinaria amministrazione , a meno che non si blocchi l'apertura dei cantieri (cosa sensata stante l'attuale vincolo del patto di stabilità) in attesa che il parlamento e Tremonti risolvano la questione che blocca gli investimenti di tantissimi comuni specialmente del Nord Italia, pieni di soldi da spendere. E questo credo che sarà una delle richieste che la lega Nord farà a Berlusconi da Pontida. Il tema è delicato e di grande attualità ed è una delle cause che hanno raffreddato i rapporti tra Tremonti e la base leghista :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Ve ne sarete accorti: la città di Barcellona è tutta un cantiere.
C'è cantiere nell'area della stazione vecchia;
c'è cantiere nella villa e nella piazza di Sant'Antonino;
c'è cantiere in via Longo; c'è cantiere nella villa Liberty di via Roma, angolo via Operai;
c'è cantiere nella villa di viale delle Rimembranze.

Di tutti questi pubblici cantieri, sembra assodato che attualmente alcuni siano in stand by.
Se ce ne sono, perché sono fermi?
Potrebbe dipendere - come diceva il commentatore sopra menzionato - dal fatto che il Comune sia penalizzato dal patto di stabilità, ritenuto insolitamente sforato dal cumulo di spesa per taluni lavori pubblici?
Un chiarimento, su tale argomento, sarebbe opportuno: farebbe bene anzitutto all'immagine della Civica Amministrazione.

sabato 18 giugno 2011

OSPEDALI SICILIANI: IL PRONTO SOCCORSO FUNZIONA MALE? IL SOSPETTO CADE SULLA "PERIFERIA" PIUTTOSTO CHE SULLA IMPOSTAZIONE GENERALE





A Barcellona - è ormai storia vecchia - è diventato un problema difficile salvare la funzionalità dell'Ospedale Cutroni Zodda.
Le asserite esigenze di riassetto della sanità in Sicilia, coniugate alla necessità di risanare i guasti di bilancio, stanno portando alla definitiva chiusura della struttura barcellonese nella sua funzione di presidio ospedaliero, con la pretesa di poterla sostituire con un Pta (Presidio Territoriale d'Assistenza), che certamente non sarà in grado di rispondere alle reali esigenze del territorio.
«Una soluzione - come giustamente ha fatto notare una volta il sindaco Nania - che esclude ogni criterio di legittimità, razionalità e funzionalità».
Con un grosso inconveniente che pone in gravissime difficoltà il presidio ospedalieo di Milazzo, per l'eccessivo ed insostenibile carico che non riesce più a fronteggiare, nonostante il sacrificio costante di tutto il personale, i casi di emergenza/urgenza.
E' dei giorni scorsi la notizia che l'assessore alla salute dell’Isola, Massimo Russo, ha dato disposizioni per effettuare una attenta ricognizione sul funzionamento dei pronto soccorso della Sicilia.

Il titolare della salute in Sicilia sembra sospetti che le carenze che si registrano nei "Pronto Soccorso" dipendano da comportamenti organizzativi periferici anzicché che da difetto d'origine, e ciò perchè gli sarebbero giunte «notizie circa presunte disfunzioni organizzative addebitabili soprattutto a una non adeguata utilizzazione del personale».
«Voglio verificare -
ha detto l'Assessore Russo - se ciò risponde al vero. Ho chiesto un monitoraggio della situazione e una dettagliata relazione ai dirigenti generali: se saranno accertate effettive negligenze interverremo con gli opportuni provvedimenti». «Non possiamo allentare l'attenzione, specialmente adesso che siamo nel periodo delle ferie e occorre una seria programmazione delle risorse umane. Per ribadire l'importanza del buon funzionamento dei Pronto soccorso, che rappresentano la porta d'accesso alla rete ospedaliera, ho emanato a febbraio una direttiva molto circostanziata dove venivano sottolineati tra l'altro gli aspetti organizzativi e quelli legati all'attesa, all'accoglienza e all'umanizzazione del servizio con riferimento anche al governo dei tempi di attesa».
«Non e' sufficiente il semplice miglioramento delle strutture - ha concluso Russo - ma è fondamentale anche un buon assetto organizzativo e gestionale per salvaguardare il profilo umano, deontologico e professionale degli operatori sanitari e di conseguenza anche la qualità dell'assistenza sanitaria dei cittadini che accedono ai pronto soccorso».
No, caro Assessore Russo, l'andazzo finora registrato non può far parlare assolutamente di miglioramento delle strutture, ma soltanto di "umiliazione delle strutture".
Così come Lei ha voluto che accadesse nei confronti dell'Ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto.

Francesco Cilona

GRANDE RIUSCITA DI "TUTTI IN PIEDI" CON SANTORO E BENIGNI





Gran folla a villa Angeletti a Bologna per i 110 anni della Fiom. Sul palco Serena Dandini, Vauro, Michele Santoro, Marco Travaglio, Corrado Guzzanti, i Subsonica, Daniele Silvestri. Parlano lavoratori, precari e studenti. Landini: "Referendum contro legge ad aziendam".

In un prato gremito di gente ci sono lavoratori, precari e studenti. Ci sono Serena Dandini, Michele Santoro e Vauro. Ci sono le bandiere della Fiom. E anche Roberto Benigni che grida "l'Italia s'è desta". E la musica. Repubblica

venerdì 17 giugno 2011

SI PARTE CON UN NUOVO REFERENDUM PER PURGARE IL PORCELLUM



LUNEDI' PROSSIMO S'AVVIA LA RACCOLTA DELLE FIRME, DA PRESENTARE ENTRO SETTEMBRE


Adesso, dopo l'esploit dei quattro referendari, si vuole cogliere l'occasione per giocare - sempre attraverso il verdetto popolare - la carta per "depurare" il Porcellum.

S'è costituito ipso facto il "Comitato per il Referendum sulla Legge Elettorale", il quale stamattina, a Roma, ha lanciato una campagna per la raccolta di firme (necessarie 500.000) che serviranno a chiedere l'autorizzazione per un nuovo referendum con obiettivo l'eliminazione delle distorsioni insite nell'attuale legge elettorale,definita Porcellum dal suo stesso autore. Quattro sarebbero le anomalie di questa legge che s'intendono abrogare con il voto referendario : il bloccaggio delle liste, il premio di maggioranza, le deroghe alla soglia di sbarramento, l'obbligo del candidato premier. Facendo pulizia di dette disposizioni, insite al Porcellum, si pensa di ottenere col resto della legge quanto basta per eleggere in maniera più decente i deputati, senza il pericolo che vengano imposti dai partiti e senza la stortura dei rimanenti difetti evidenziati nel corso dell'attuale legislatura.
"Io Firmo. Riprendiamoci il voto" è lo slogan che il Comitato ha lanciato per la nuova campagna referendaria, da avviarsi la prossima settimana con la raccolta delle firme in tutta Italia. Anche questa intende essere una mobilitazione trasversale, in grado di coinvolgere la società civile, nauseata dal trasformismo e dalla caduta di valori in seno al Parlamento a causa di una legge davvero maiala. Non sappiamo se l'iniziativa riuscirà a decollare, essendo sempre in agguato la possibilità d'una caduta del Governo Berlusconi prima ancora di organizzare il referendum. Comunque tentare non nuoce.

fra' Galdino

PROCESSO IN VISTA PER I GOVERNATORI DI SICILIA CUFFARO E LOMBARDO ASSIEME A SETTE ASSESSORI ALL'AMBIENTE DAL 2003 AL 2010


AVREBBERO TRASCURATO DI SALVAGUARDARE LA SALUTE PUBBLICA CON IDONEE MISURE CONTRO L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO

L'ARIA E' SACRA E INDISPENSABILE ALLA VITA: LA SUA QUALITA' VA SALGUARDATA


Il presidente della Regione Raffaele Lombardo e l'ex Salvatore Cuffaro assieme agli assessori regionali all'Ambiente - Mario Parlavecchio, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello, Mario
Milone, Giovanni Di Mauro e Calogero Sparma - in carica tra il 2003 e il 2010 risultano indagati di omissione d'atti d'ufficio e getto pericoloso di cose. A riguardo è stato loro notificato dalla Procura di Palermo un avviso di conclusione indagine. Gli si contesta la mancata adozione delle opportune misure di legge contro l'inquinamento atmosferico. E ciò pur essendo a conoscenza «dei risultati delle centraline di rilevamento poste sul territorio regionale, dell'andamento della qualità dell'aria, del persistere dei fenomeni di inquinamento con superamento dei limiti di legge». Sarebbe mancato in tutti gli anni un piano per il risanamento atmosferico, programmato per il raggiungimento dei valori limite protezione della salute pubblica, da predisporre entro 18 mesi, e i piani di miglioramento della qualità dell'aria.

Se ciò avviene nel Capoluogo di Regione, per iniziativa della Magistratura di Palermo, il fatto non esclude che i fenomeni d'inquinamento non avvengano anche nella nostra provincia.
Particolarmente nella costa tirrenica, ci sono zone in cui ormai da anni la popolazione soffre per la carenza di adeguate misure a protezione dell'aria che respiriamo: Milazzo, la valle del Mela con la zona collinare a monte dell'omonimo torrente, e persino il territorio barcellonese, dove non si conosce neppure che cosa siano e a che cosa servono le centraline per il rilevamento della percentuale di sostanze inquinanti nell'atmosfera.
Ma qui - dico a Barcellona - è come se si vivesse nell'Eden, nonostante sia annusabile certa putrescenza nell'aria: soprattutto la sera, in ben determinati giorni e orari.
Come se l'esalazione del fetore fosse subdolamente programmata e tacitamente sopportata.

giovedì 16 giugno 2011

BUONA NOTTE MISTER: E' ORMAI TROPPO TARDI , VAI A LETTO!


SI PARLA DI UN NUOVO REFERENDUM PER TOGLIERE DI MEZZO L'ATTUALE LEGGE BLOCCAPARLAMENTO MA SARA' DIFFICILE UNA MANOVRA DEL GENERE: DOVREBBE ESSERE INVECE LO STESSO PARLAMENTO A PROVVEDERE . CI RIUSCIRA'?
Vedi, amico mio, si sta facendo notte
e il buio scende ormai sul cavaliere
senza ...paura, che troppo ce l'ha rotte
facendo dell'Italia il gran nocchiere.

La buona notte noi vorremmo dare

alla legge che chiaman gran porcello
convinti che così si può cacciare
chi ha fatto dell'Italia un gran bordello

SPINESANTE: TORNEO DI CALCIO APERTO A TUTTI, PERSINO AGLI OVER ...OVER...OVER SENZA LIMITI


I giovani trovano sempre modo per impegnarsi: stavolta lo faranno a Spinesante, una delle più belle zone balneari, dove la spiaggia andrebbe meglio curata.
In attesa che qualcuno provveda alla pulizia del'arenile, che nella stessa misura di calderà, Cicerata e Cantoni, rimane purtroppo ancora impraticabile, i ragazzi organixzzano per l'ultima
settimana di giugno un torneo serale di calcio, con in premi tre trofei.
La manifestazione sportiva, che è alla sua prima edizione, avrà inizio il 25 giugno e il termine per le iscrizioni è fissato al 20 dello stesso mese.

X INFO: 3490751213

FNS INVITA I SICILIANI A COMMEMORARE IL 66° ANNIVERSARIO DEL SACRIFICIO EVIS

Nella locandina, l'appello che il Fronte Nazionale Siciliano rivolge agli abitanti dell'Isola perché partecipino al ricordo di eventi che hanno insanguinato la Sicilia...







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IL FATTO

"Il 17 giugno 1945, sulla strada che da Randazzo porta al bivio di Bronte-Cesarò, in contrada “Murazzu Ruttu” il motofurgone Guzzi 500, targato EN 234, guidato dal separatista Giuseppe Amato,sul quale viaggiavano il Comandante dell’Evis Mario Turri, il Vice Comandante Carmelo Rosano e i giovani guerriglieri Nino Velis e Giuseppe Lo Giudice, tutti studenti, incappò in un posto di blocco di Carabinieri.

Secondo la versione dei fatti fornita dai militari dell’Arma, il motofurgone all’alt avrebbe rallentato la corsa dando l’impressione di fermarsi. Subito dopo, però, avrebbe accelerato tentando di eludere il blocco. A questo punto, partì un colpo di moschetto, a scopo intimidatorio, da parte dei carabinieri che a piedi inseguirono il mezzo, il quale, improvvisamente si bloccò. Seguì una sparatoria, la cui responsabilità, a seconda delle testimonianze e dei rapporti, viene rimbalzata da una parte all’altra. I Carabinieri asserirono che per primi spararono i separatisti, altre fonti tutt’oggi evidenziano il contrario.

Dopo la sparatoria, a bordo del motofurgone restarono gravemente feriti Antonio Canepa, Carmelo Rosano e Nando Romano, mentre Giuseppe Lo Giudice morì sul colpo. Il Maresciallo Rizzotto e il Carabiniere Calabrese rimasero leggermente feriti. Il Vice Brigadiere Cicciotto non riportò ferite di alcun genere. Pippo Amato, approfittò della confusione del momento per fuggire con il motofurgone verso il centro abitato di Randazzo, probabilmente con la speranza di raggiungere l’ospedale. Il mezzo, tuttavia, come scrivono i militari dell’Arma, si fermò dopo 680 metri dal luogo del conflitto, avendo sbattuto contro un muro in Via Marotta.

Pippo Amato e Nino Velis ebbero modo di dileguarsi. Sul motofurgone abbandonato restarono a lungo i feriti che vennero portati, successivamente, all’ospedale del paese. Canepa morì subito dopo il ricovero, Rosano la stessa sera. A bordo del mezzo furono trovati ordigni, armi, munizioni e la somma di lire 305.000. L’unico ferito ancora in vita, Nando Romano fu, ad un certo punto, ritenuto morto. I Carabinieri si affrettarono a portare via i cadaveri per farli tumulare nel cimitero di Jonia (oggi Giarre).

Il custode del cimitero, Isidoro Privitera, sorpreso per l’insolita procedura e sicuro di avere sentito un lamento, pretese che le casse fossero aperte per una verifica dei cadaveri. Da quel controllo emerse che il Romano era ancora vivo e fu possibile salvargli la vita, riparò nella Legione Straniera."

Brano tratto da un articolo di Salvatore Musumeci vedi link17 Giugno 1945 l’eccidio di stato » Osservatorio Sicilia


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mercoledì 15 giugno 2011

LUNGO INTERESSANTE RESOCONTO DEL WORKSHOP TENUTO A ROMA SULL'OPG DI BARCELLONA

L'INCONTRO E' STATO PRESIEDUTO DAL PRESIDENTE SCHIFANI, A PALAZZO GIUSTINIANI

FOTO: ....OPG DI BARCELLONA===>
'
Nei giorni scorsi, l'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona, al pari degli altri cinque OPG della Penisola, è stato sottoposto alla lente d'ingrandimento dei notabili politici che hanno partecipato all'incontro informativo e di confronto (workshop) che il Senato ha organizzato, su iniziativa della Commissione Parlamentare d'inchiesta sul Ssn, presieduta dal senatore Ignazio Marino, la stessa che nello scorso mese di giugno effettuò un'inattesa visita al "Madia", con esito poi definito "sconcertante".
All'incontro di lavoro ha partecipato il direttore dell'OPG Vittorio Madia della nostra città, dott. Nunziante Rosania, con un dettagliato resoconto riguardante la struttura di Barcellona.
Sotto il link del RESOCONTO da cercare in google
http://www.radioradicale.it/scheda/329325/convegno-se-questo-e-un-ospedale

REFERENDUM A BARCELLONA POZZO DI GOTTO: BELLA PROVA DEI CITTADINI IN TUTTE LE SEZIONI DEL COMUNE



E' STATA LA VITTORIA DELLA GENTE, MA C'E QUALCUNO RIMASTO SCORNATO E CERCA DI CONFORTARSI RIPETENDO SLOGAN ELETTORALI

La pubblicazione dei risultati del referendum, a Barcellona Pozzo di Gotto, pubblicata ieri in questo blog, è stata visitata da centinaia di amici, presumibilmente in massima parte barcellonesi, curiosi di sapere come si era comportato l'elettorato di questa città nei confronti dei quesiti.
E tutti hanno potuto constatare che il risultato è stato entusiasmante (il riferimento è ovviamente ai favorevoli ai 4 sì) visto che in tutte le sezioni il quorum è stato superato e che in diverse di esse addirittura la percentuale è stata superiore alla media nazionale.
Una bella soddisfazione che - com'è noto - è stata resa manifesta la stessa sera di lunedì in piazza Duomo, con la partecipazione gioiosa di tanti giovani e di altra gente che, avendo contribuito alla riuscita del referendum, avevano battagliato a prescindere da qualsiasi colore politico.
Perchè, sì. la campagna referendaria non è stata altro che un corale tentativo riuscito di ripristinare la dignità nazionale, che miserabilmente si stava calpestando ad opera di presunti rappresentanti del popolo.
Adesso il popolo ha parlato chiaro e forte: e con pari chiarezza e coraggio ha saputo esprimersi Barcellona Pozzo di Gotto, lasciando di stucco quanti, martellati dagli obsoleti slogan dei giornali ostili ai quattro sì - e sapete quali- adesso si rivelano incapaci di uscire da quel pantano e di ammettere la sconfitta.
Costoro, anzicché stare almeno zitti e meditare su ciò che è accaduto, continuano stucchevoli a ripetersi come un disco rotto, come se ancora fossero in campagna elettorale.
Ricordo che mia nonna mi raccontava un'emblematica storiella di una vecchia che se ne stava, tutto il giorno, davanti alla porta di casa e lo faceva per insultare la gente che passava, gridando a tutti: "pitucchiusu, tu sì pitucchiusu".
Un giorno uno dei passanti, stanco di sentirsi insultare, afferrò la vecchia, la legò alla corda del pozzo e la fece calare giù, sempre più in fondo.
Ma la vegliarda, anzicché starsene zitta, continuava a gridare:pitucchiusu, pitucchiusu, pitucchiusu, finché giunta in fondo al pozzo l'acqua cominciò a sommergerla.
Giù, giù, giù finché la donna sparì.
Ma sempre dalla profondità del pozzo il gorgogliare dell'acqua pareva ripetere: pitucchiusu, pitucchiusu..

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barcellona pg, messina, Italy
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