domenica 25 luglio 2010

LETTERA APERTA A GIUSEPPE BUZZANCA SINDACO DI MESSINA E DEPUTATO REGIONALE



“Con il consenso dei Cittadini sono abituato a vincere le campagne elettorali. La mia elezione all’A.R.S. e quella alla carica di Sindaco di Messina sono avvenute legittimamente secondo le norme vigenti”. “Sono anche abituato a subire le “forzature” che tendono a sovvertire la volontà popolare . I ricorsi si discutono nei Tribunali ed io intendo avvalermi di tutti gli spazi di tutela previsti dall’ordinamento. Nessun passo indietro, pertanto, perché è mio dovere, nel rispetto del voto dei messinesi, far di tutto per dare completa attuazione al mio programma elettorale.”

Con questa recente dichiarazione, che praticamente ribadisce ciò che avevi affermato in precedenza, caro Peppino, confermi la tua intenzione di non mollare uno degli incarichi che la volontà popolare - in momenti diversi e a fronte di programmi (promesse) elettorali ovviamente disuguali - t'ha affidato.
La differenza dei programmi e delle promesse deriva dal fatto che, mentre nella campagna regionale, ti sei rivolto ad un elettorato più ampio ed hai ottenuto ampio consenso - pure e in special modo - dai tuoi compaesani (parlo dei barcellonesi), in quella comunale hai manifestato il tuo interesse di candidato a sindaco sui problemi di una sola città, Messina.
Orbene - direbbe l'amico Piccione - non ti sembra che sulle due graticole tu debba mettere troppa carne da cuocere e di conseguenza debba badare acché non si bruci una parte e rimanga troppo cruda l'altra? E quale si brucerà, e quale non riuscirà a cuocere?
Caro Peppino, ricordo benissimo il tempo in cui - nell'aula consiliare di Palazzo Longano sedevi accanto al tuo collega di partito ed amico fraterno Candeloro, ora sindaco di Barcellona, e ricordo bene che l'interesse d'entrambi, nei vostri interventi, era rivolto ai problemi della città; successivamente - quando prese altra piega la politica - spiccasti il volo verso la Provincia, e la stessa città di Barcellona Pozzo di Gotto fu la tua pedana di lancio, tanto che tu - che di promesse ne avevi fatto - hai cominciato ad esprimere la tua gratitudine migliorando la via del Mare e facendo sistemare una rotonda all'alteza del ponte per la via Industriale.
Successivamente, essendosi allargati gli impegni, la tua attenzione nei confronti della pedana di lancio s'è automaticamente e progressivamente ristretta. E ciò ovviamente era giustificato dall'ampiezza del territorio da..servire.
Perché ti ricordo tutto questo?
Per il semplice fatto che sono convinto che, umanamente, più si allargano gli impegni assunti e meno soddisfacenti sono i risultati che si sperava di ottenere.
Tu mi potrai ribattere che, ad un sindaco, conviene avere un buon addentellato alla Regione nella qualità di deputato.
Ma tu - ti direi io - sei divenuto deputato regionale non soltanto per i voti dei messinesi, ma pure per il consenso di tanti altri elettori della provincia.
Potresti fare qualcosa anche per loro?
Dovresti essere un mago. E non portarmi l'esempio del sen. Santalco......
Cordiali saluti da Ciccio Cilona

sabato 24 luglio 2010

COMUNICATO DELLA UIL PA PENITENZIARI MESSINA SU OPG DI BARCELLONA


COMPRENSIBILISSIMO - per il segretario Francesco Barresi - LO STATO DI DISAGIO REGISTRATO IN UNA STRUTTURA DOVE PER IL PERSONALE IMPERA IL SOTTORGANICO E PER I RICOVERATI E' TOLLERATO L'AFFOLLAMENTO: DOPPIO DEL PREVISTO

"Quale O. S. maggiormente rappresentativa del personale penitenziario - dichiara il segretario Barresi - riteniamo dover intervenire in merito ad alcuni articoli di stampa riguardanti l’OPG di Barcellona Pozzo di Gotto, riportanti dichiarazioni rilasciate da parlamentari in visita al predetto istituto. Istituto che è bene precisare, in questo momento, ospita oltre 340 utenti anziché dei 180 previsti. Gli operatori di Polizia Penitenziaria, di contro, da diversi anni sono in sott’organico. Una recente direttiva, tra l’altro, non prevede nuovi incrementi in quanto struttura interamente manicomiale. La commissione Parlamentare che ha visitato di recente l’Istituto ha ritenuto riferire, in alcune interviste, di un “Istituto ottocentesco”, di “ pazienti ammassati otto o nove per stanza”, di “odori nauseabondi” e di condizione igieniche precarie. Ed anche : di aver visto delle bottiglie nel water per tenerle al fresco, di aver trovato un paziente legato al letto e di aver trovato il personale di Polizia Penitenziaria in “ tenuta antisommossa “. E’ dunque lecito domandarsi cosa sia cambiato negli ultimi anni, se oggi l’OPG di Barcellona non è più all’avanguardia e modello da imitare . Basterebbe poco per rendersi conto (e capire) che un Istituto che può ospitare al massimo 180 ricoverati e che ne contiene 340 , è necessitato obtorto collo ad allocare otto o nove ricoverati per stanza. Gli odori nauseabondi, purtroppo, appartengono alla quotidianità ed alla routine di una struttura come può essere un OPG. E’ comprensibile, quindi, che chi vi entra per la prima volta paga un “ dazio olfattivo”, proprio come tutti gli operatori che tale dazio pagano ogni giorno. Ed è quindi consequenziale riferirsi alla penuria di fondi . Di fatto questa è l’essenza del problema: la drammatica carenza di risorse sui vari capitoli. Dalla manutenzione, alle mercedi. Tuttavia i lavori di pulizia sono sempre garantiti, per quello che si può e con gli strumenti disponibili. E’ pur vero che basterebbero pochi soldi per tinteggiare con la dovuta frequenza le pareti delle sezioni e delle stanze dei ricoverati. Non ci risulta, invece, che i ristretti dell’OPG usino ordinariamente il water per il raffreddamento delle bevande. Quanto visto, quindi, è certamente un caso isolato. Per quanto concerne il detenuto trovato legato al letto, pur non volendo entrare in aspetti sanitari, è notorio che nell’istituto barcellonese non si fa uso improprio o frequente dei mezzi di coercizione. Solo in casi eccezionali vi si ricorre, alla stregua di un TSO. In ogni caso in osservanza alle vigenti normative. Non sarà un caso se nonostante il superaffollamento e l’aggravio di lavoro, non si registrano aumenti di suicidi, di atti di autolesionismo o aggressioni fra ricoverati. [Image] Noi della UIL PA Penitenziari abbiamo, da tempo, lamentato che le unità di Polizia Penitenziaria sono costrette ad occupare, contemporaneamente, più posti di servizio e che l’organico diminuisce sempre più. Ne deriva che il personale è impegnato in turni insostenibili, su tre quadranti giornalieri. Riferirsi poi a personale in “ tenuta antisommossa “ fa sorridere. Perchè è praticamente impossibile: Barcellona non dispone nemmeno delle unità per accompagnare i ricoverati negli uffici… ! Evidentemente la “tuta di servizio ordinaria” è usata in luogo delle divise consunte e consumate che non vengono sostituite ed approvvigionate. E’ però necessario sottolineare come gli operatori di Polizia Penitenziaria abbiano il merito di aver acquisito, nel tempo, una formazione base sugli elementi della psichiatria. Ciò li rende duttili nell’assolvimento (ed oltre) del proprio mandato. Basti ricordare che fino a quando è stato possibile un nucleo d’operatori penitenziari si occupava giornalmente del trattamento : il NAT (Nucleo Attività Trattamentale). Un esperimento forse unico nel panorama penitenziario italiano".

venerdì 23 luglio 2010

BAUH, BAUH, JA WOHL, MEIN MEISTER


SE COSI' SI VUOLE PROMOVERE IL TURISMO!


Capita, a volte, che si abbia difficoltà a trovare lo spunto per aprire e portare avanti un argomento che possa interessare il lettore.
Altre volte invece - senza che te l'aspetti - ti si presenta più che propizia l'occasione e quel che devi dire te lo senti già sulla punta della lingua: anzi sulle punte delle dita, visto che dobbiamo usare la tastiera.
A darmi lo spunto, stamattina, è stato un segnale di divieto d'accesso su una delle spiagge di questo nostro bel Tirreno.
Potevano essere le sette e stavo camminando lungo l'arenile antistante il nostro mare, che devo confessare non era una delle spiagge di Barcellona, ma di un Comune vicino, il cui territorio s'estende dall'abitato centrale, che è collinare, fino al litorale, che -guarda un po' - dovrebbe costituire l'area turistico-balneare, fiore all'occhiello di ogni paese che si rispetti.
Questo genere di "passeggiata" mattutina sono solito farla - ovviamente quando posso - da diversi anni durante la stagione estiva.
Adesso, però, sto notando che c'è qualcosa - anzi più di qualcosa - che non va per il giusto verso: potreste pensare che dipenda dal fatto che c'è sulla groppa un anno in più, ma in realtà non è per questo.
Il vero fatto ce lo spiega quel muto e tuttavia fortemente significtivo divieto d'accesso, che -m'è stato assicurato - non è stato apposto dall'Amministratore Comunale, ma semplicemente da un gruppo di ragazzi che, sensibili di fronte ad una realtà sconcia, hanno voluto far capire a chi di dovere che quell'arenile non è degno di essere frequentato.
La spiegazione c'è tutta: a parte il fatto che il mare si sta lentamente ingoiando la spaggia - che guarda un po' - ti prospetta a distanza uno dei più incantevoli panorami nostrani, quel che più raccapriccia è lo stato di sporcizia in cui viene lasciata: a ciò si aggiunga la mancanza di rispetto verso gli altri che certa gente sfacciatamente manifesta.
Per dirvene una, che m'è capitata stamane di persona, c'è gente che crede di potere fruire del mare e della spiaggia come se l'uno e l'altra fosseroproprietà personale..
Stamattina, una coppia di mezz'età (marito e moglie forestieri?) arriva in spiaggia, con al seguito due cani senza alcun guinzaglio. Tutt'e quattro - cani e padroni - s'accostano allo specchio d'acqua e il proprietario sollecita le bestie a entrare in mare. Un cane lo fa, l'altro diffidente non s'azzarda e resta sulla battigia: ad un tratto s'accorge che a distanza ci sono io e mi corre incontro, abbaiando e ringhiando come se - piuttosto che farmi festa - avesse tutta la voglia di farmi la festa.
E m'avrebbe sicuramente aggredito se, invece di mantere la calma, avessi mostrato di spaventarmi.
I proprietari, dalla battigia, senza scomporsi: "Niente, niente vi fa, abbaia soltanto..."
Niente un cavolo, e se al posto mio, ci fosse stato un bambino, cosa gli sarebbe successo?
"Niente, niente, è così bravo".
Già...era un pastore tedesco, di quelli pronti ad abbaiare: "Ja wohl mein meister!"

mercoledì 21 luglio 2010

BARCELLAZZO? PUAH!...CASO MAI, MEGLIO DUILIA




Barcellona Pozzo di Gotto: un nome poco orecchiabile perché lungo, e così lungo perché le numerose amministrazioni che si sono susseguite in quasi due secoli non sono riuscite a mettersi d'accordo per sintetizzarlo in uno che piacesse almeno alla maggioranza degli abitanti.
Barcegotto: la chiamava così un caro amico artista, che adesso non c'è più, e lo faceva perché si sentiva nello stesso tempo barcellonese e pozzogottese, o come si diceva ai tempi del più esasperato campanilismo: manciacagnoli e 'nfummicatu.
Ma pur avendo la sensibilità del vero artista, il caro amico evidentemente non s'accorgeva di quanto cacofonico fosse quell'ibrido.
Adesso che dire di Barcellazzo? E perchè no di Barcegottazzo, nel caso ormai inverosimile che si dovessero unificare Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto?
Per carità, altro che cacofonia, vomitivo e basta.
Ma ci sarebbe stato nome più bello e azzeccato di Duilia! Nome, che per mesi occupò le pagine del Giornale di Sicilia, in un continuo botta e risposta tra i corrispondenti delle due città sorelle, coinvolgente amminisratori e cittadini comuni di Barcellona e di Milazzo, e persino di Messina, anche se questi ultimi giustamente preoccupati.
Duilia, sarebbe stato davvero azzeccato: DUI =DUE; DUILIA, in ricordo del grande Caio DUILIO, che proprio nello specchio di mare tra Milazzo e Barcellona sconfisse la flotta cartaginese.
Quinto anno Punici belli, quod contra Afros gerebatur, primum Romani C. Duillio et Cn. Cornelio Asina consulibus in mari dimicaverunt paratis navibus rostratis, quas Liburnas vocant. Consul Cornelius fraude deceptus est. Duillius commisso proelio Carthaginiensium ducem vicit, triginta et unam naves cepit, quattuordecim mersit, septem milia hostium cepit, tria milia occidit. Neque ulla victoria Romanis gratior fuit, quod invicti terra iam etiam mari plurimum possent.

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martedì 20 luglio 2010

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI” FRONTE NAZIONALE SICILIANO –“SICILIA INDIPENDENTE” - CUMITATU MISSINISI- KUMUNIKATU FNS


PEDAGOGIA COMUNALE ALLA “MISSINISI”: FIGGHI, ‘NTA VITA TUTTU HAVI ‘NU PREZZU

Il Comune di Messina, in modo involontario, ha comunque somministrato ed ammannito, ai giovanissimi suoi concittadini una lezione che sarà utile loro per la vita e che introietteranno a mo’ di imprinting data la loro giovane età. Ci riferiamo al fatto che il parco giochi di villa Dante, affidato dal Comune alla gestione di una ditta privata, non abbia al suo interno neppure un gioco gratis o per dirla nella nostra lingua materna “ a francavigghia”. Così i messinesi di domani, future donne e futuri uomini, sapranno che tutto si paga e potranno essere grati a quell’Amministrazione che da bimbi evitò di illuderli. Tuttavia qualcuno all’interno della stessa Amministrazione Comunale deve essersi accorto che fare pagare tutto, poteva apparire un po’ “troppo radicale” e allora leggiamo da fonti stampa che un Assessore ha dichiarato che auspica di "poter realizzare un'altra area con giochi gratuiti" . Bilancio permettendo. Forse sarebbe stato però meglio pensarci prima. Resta per Noi Indipendentisti Progressisti du Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” la convinzione che sia possibile ed utile offrire alcuni servizi sociali, compresi quelli ludici per i bambini, in forma gratuita, risparmiando semmai, più e meglio, su altri capitoli di spesa, a Messina, città Siciliana come altrove. Messina, 20 luglio 2010.

Un breve commento a pie' pagina: Nessuna meraviglia se Peppno Buzzanca, che ha promosso il pedaggio su Messina, abbia consentito di "maneggiare" su Villa Dante.
"Cu manìa nun pinìa"
maneggiare traduzione di maneggiare definizione nel Dizionario Online

FRUSTATE - A PAROLE - SULLE CONDIZIONI IRRISOLTE DELL'OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO



Da quando la Commissione parlamentare presieduta dall'on Ignazio Marino vi ha messo piede, per una inattesa ispezione, l'ospedale psichiatrico giudiziario "Vittorio Madia" di Barcellona Pozzo di Gotto è precipitato nell'occhio del ciclone, sia per la cruda immagine uscita dalle dichiarazioni del presidente Marino e dai resoconti dei commissari bipartisan, sia per le polemiche suscitate dalla scoperchiatura di una "pentola" rimasta per troppo tempo accantonata.
Già abbiamo, in altri posts, riferito le impressioni negative suscitate da quella visita effettuata nello scorso mese di marzo, mentre era assente il direttore dell'OPG, Nunziante Rosania, in missione a Favignana, ed abbiamo anche accennato all'avvio di un battibecco sui ritardi del passaggio delle competenze sull'OPG dal ministero della Giustizia alla Regione.
E diciamo che c'era sembrato e continua a sembrarci che, su dati dolorosamente gravi quali quelli della precarietà funzionale della struttura, si stesse impiantando il solito giochetto dello scarica barile, o come si diceva ai tempi della nostra fanciullezza del gioco della catasta: iò non fu, fu a catasta, a catasta non fu, fu u cincu e così via...
Prendendo spunto dalla "giustificazione" addotta dall'assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, sul mancato recepimento della legge che affida alle regioni il carico sanitario degli opg, il senatore Marino torna alla carica con un nuova e ancor più pesante dichiarazione che ha tutto il "sapore" di una lavata di capo.
Russo aveva addebitato il ritardo al governo nazionale asserendo che :"il senatore Ignazio Marino, in quanto presidente di commissione parlamentare, dovrebbe ben sapere perche' mai le competenze sulla medicina penitenziaria non sono ancora passate alla Sicilia". "Questo - aveva precisato Russo - è un compito che deve essere portato davanti alla commissione paritetica Stato-Regione, e se ci sono ancora ritardi non e' certo responsabilita' dei rappresentanti della Regione siciliana che fanno parte di quell'organismo".

"La Sicilia- è invece convinto Marino e lo dice espressamente- è in ritardo di due anni, la legge è dell’aprile del 2008. Se tutto ciò non è stato fatto non è colpa di altri, ma della Sicilia e l’assessore regionale non può certamente opporre questioni burocratiche. La Regione si attivi e solleciti l’attuazione del trasferimento delle competenze attraverso il comitato paritetico, così come hanno fatto tutti gli altri nel resto d’Italia».

«Io credo - ha dichiarato il presidente Marino - che la sensibilità umana rispetto alla condizione gravissima in cui si trovano persone detenute che prima di tutto sono malati che hanno bisogno di cure specifiche, non dovrebbe fare dormire la notte i componenti della Giunta regionale. Io da quando ho visitato l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto francamente faccio fatica ad addormentarmi pensando che ci sono persone da curare e che invece vengono lasciate in condizioni indecenti, indecorose e senza nessuna possibilità di cura e guarigione».

Adesso vedrete che Russo ribatterà e anche lui "vanterà" la propria insonnia.
Intanto i problemi scovati nel nosocomio psichiatrico di Barcellona rischiano di rimanere al palo....
Comunque: sono tante le carenze che si affiancano a quelle sanitarie, basti pensare al sovraffollamento determinato dal trasferimento di centinaia d'internati da altri OPG, allo stato d'insufficienza o d'inadeguatezza del personale parasanitario e alla perdurante incertezza in cui da due anni si dibatte l'organico della polizia penitenziaria, oggi in servizio a Barcellona e domani non si sa dove.
I problemi sono tanti e tutti mai avviati a soluzione. E sapete perchè?
Forse perchè siamo a Barcellona Pozzo di Gotto, dove tu ti preoccupi ed "io" me ne fotto.
Ed "io" immaginatevi chi può essere....

domenica 18 luglio 2010

STASERA A BARCELLONA COMMEMORAZIONE GARIBALDINA IN PIAZZA SAN SEBASTIANO


Sarà semplicemente "surreale" la performace, nata da un'idea del presidente della Pro Loco Gino Trapani, che nel tardo pomeriggio di oggi intratterrà i cittadini, in una singolare commemorazione dei fatti garibaldini che, nel luglio 1860, dalla vigilia alla fine vittoriosa della battaglia di Milazzo, ed anche dopo, coinvolsero la città di Barcellona Pozzo di Gotto.
Come racconta, nella sua Storia Municipale(Barcellona Pozzo di Gotto descritta e illustrata), l'avanzata garibaldina, che nella sanguinosa battaglia di Milazzo, si scontrò con l'ultimo baluardo della difesa borbonica, raggiungendo il suo culmine siciliano, intressò di riflesso il territorio di Barcellona e dintorni, coinvolgendo gli abitanti di quei centri.
Nella nostra città, civili abitazioni, chiese, magazzini divennero luoghi di ausilio per Garibaldi e per i suoi picciotti, molti dei quali, rimasti feriti durante il cruento scontro, furono accolti e amorevolmente curati.

DIMENTICATA AD ARTE DALLA CITTA' UFICIALE LA FIGURA DEL SENATORE CHE RIFECE BARCELLONA POZZO DI GOTTO


CARMELO SANTALCO : Deputato e assessore regionale per tre legislature, Senatore della Repubblica dal 1972 al 1994, sottosegretario e per 10 anni Questore del Senato.


Nel mese di luglio di cinque anni fa, lasciava questa terra uno dei più attivi e longevi aministratori di Barcellona Pozzo di Gotto: il senatore Carmelo Santalco.

Pur non essendo barcellonese di nascita - era naTo a San Marco d'Alunzio nel 1921, Santalco divenne subito barcellonese d'elezione e fu proprio nella nostra città che, come amministratore, avviò la propria maturazione politica, che gradino dopo gradino si sviluppò dalla Provincia, alla Regione, al Parlamento Nazionale, dove raggiunse l'alto incarico di Primo questore del Senato della Repubblica.

Nella ricorrenza del primo lustro dalla sua scomparsa, la città ufficiale stranamente non riece più a ricordare questa figura politica, che fu per prima a dare impulso alla crescita - non sempre ordinata - di Barcellona Pozzo di Gotto.

Di questa strana amnesia si meraviglia il più anziano degli attuali consiglieri comunali, Orazio Calamuneri, che amareggiato ci ha fatto pervenire una sua nota di commento.

"Nel ricordare Carmelo Santalco nel quinto anniversario della scomparsa, - scrive Orazio Calamuneri - voglio precisare che sebbene Santalco abbia segnato oltre trenta anni di vita politica e amministrativa in questa città nessun riconoscimento gli è stato tributato. C’è stata una delibera del Consiglio Comunale, di intestargli il Palazzo Comunale, ma poi è rimasta lettera morta. Sembra che si voglia fare “dimenticare” questo personaggio che forse, facendo un raffronto con le successive amministrazioni , ci si rimedierebbe una inesorabile figuraccia".

"Santalco Senatore - sottolinea Calamuneri - non avrebbe accettato passivamente lo smantellamento dei servizi (vedi Serit o Stazione) o l’indebolimento dell’Ospedale a cui teneva particolarmente".

"Non voglio fare elogi post mortem per santificarlo, era anche lui un essere umano, ma due cose le voglio testimoniare. Santalco quando la povera gente non aveva l’acqua in casa e faceva la ressa alle poche fontane, anche molto distanti dalle abitazioni, ha avuto una idea rivoluzionaria. Ha fatto installare decine e decine di fontane in ogni quartiere e la gente ha finito le file e le risse, avendo l’acqua a pochi metri da casa. La seconda: negli anni 50, 60 e 70, il 70% delle famiglie viveva in veri tuguri dove mancavano di tutto, dai servizi igienici, persino ai pavimenti, e le figlie femmine si sentivano umiliate. Ebbene anche qui la cosa è stata vista come una priorità e migliaia di cittadini hanno avuto una civile abitazione, migliorando così le condizioni di vita".

"Una politica questa che, uscito di scena lui, è stata abbandonata. Infatti - stigmatizza il consigliere Calamuneri - da circa 17 anni non si costruiscono più case popolari. Ecco spiegato perché Carmelo Santalco nelle masse popolari era benvoluto. Ho ricordato solo due cose, ma potrei parlare di tante altre cose, vedi Impianti Sportivi, Zigari, Fondaconuovo, lo Stadio D’Alcontres, il Palazzetto dello Sport. Per fare un paragone voglio citare l’impianto di Manno che dopo anni è sempre fermo li, al palo. Anche per questo si preferisce dimenticarlo, ma la gente lo ricorda bene, ed io lo ricordo con loro". Orazio Calamuneri

sabato 17 luglio 2010

L'AVVOCATO GHEDINI MOSTRA LE PROVE CHE BERLUSCONI NON E' CESARE




Il «Cesare» di cui si parla nelle carte dell'inchiesta non sarebbe Berlusconi.
A smentire questa illazione, interviene il legale del premier, Niccolò Ghedini, con una sua versione dei fatti che, a suo giudizio, rappresenta un alibi di ferro.
«Dall’esame degli atti, così come riportato anche da alcuni quotidiani, in una intercettazione fra Carboni e Martino del 16.9.2009, un mercoledì - chiarisce Ghedini -si legge testualmente che Cesare è a Catania e rientra sabato. Si indica poi che possa rientrare venerdì sera e che non sarebbe andato al Congresso».
Poiché da un controllo degli impegni e degli spostamenti del premier, tutti documentati, si è potuto acclarare che mai si è recato in Catania in quella settimana,«è quindi del tutto evidente - sostiene Ghedini - che Cesare è da individuarsi in altro soggetto e ciò fa irrimediabilmente venir meno tutte le illazioni prospettate in questi giorni»

IL GENERALE FRANZ HA DEDICATO UN COMMENTO AL GIORNALISTA MARIO ALIZZI E barcellonablog LO COMMENTA

Conosciamo le battaglie di Mario Alizzi, che nel suo "Sicilia Occidente" riserva alla triade Mimmo-Candeloro-Peppino. E pensiamo pure che i tre democraticamente gli hanno consentito di procedere imperterrito nel suo assiduo impegno.
Ma sappiamo anche che l'amico Mario, presumibilmente fidando sul consenso di simpatizzantissimi del suo giornale, non ha mai manifestato simpatia neppure per chi da tempo non è più vicino a Mimmo Nania - diciamo Fini - e che quindi sta conducendo una battaglia "sui generis", che nulla avrebbe a che vedere con eventuali cadute di potere dei tre suoi personaggi. Che a nostro giudizio sarebbe piuttosto legata ad eventuale implosione del Pdl.
In altre parole dipenderebbe dal processo di disfacimento in corso della politica berlusconiana.
Ad auspicare il quale Mario Alizzi - a nostro avviso - non ha mai speso parola alcuna.

barcellonablog

"QUOQUE TU, FILI MI....."

POLITICA
Probabilmente, anzi sicuramente, il decreto sulle intercettazioni ( la cosiddetta la legge bavaglio) tende ad ingolfarsi: il motore che doveva portarlo alla prova del nove, con l'ausilio dall'ennesima manifestazione di fiducia, prima di chiudere la sessione estiva, perde colpi di fronte alla scoperta di non pochi indizi, che - grazie alle intercettazioni già effettuate - possono consentire alla Magistratura di procedere senza smarrimenti.

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"... a nome di Cesare" LA STAMPA

venerdì 16 luglio 2010

SI APRONO LE POLEMICHE SULLA SITUAZIONE DELL'OPG DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO

L'ASSESSORE REGIONALE MASSIMO RUSSO SPIEGA PERCHE' ANCORA L'OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO NON E' PASSATO ALLA REGIONE

La visita a sorpresa presso l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona, effettuata nello scorso mese di giugno dal senatore Ignazio Marino e i tre senatori componenti la commissione da lui presieduta, dopo le dichiarazioni rilasciate alla stampa sulle condizioni di trattamento dei ricoverati, ha dato la stura a commenti allarmati e, in qualche caso, a risentite precisazioni, quale quella rilasciata, immediatamente, dall'Assesore regionale alla Salute, Massimo Russo.
Questi, nella qualità di rappesentante del Governo della Regione Siciliana, s'è subito rinzelato non appena ha appreso che il Presidente Marino aveva fatto notare che l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario Vittorio Madia, diversamente degli altri del resto d'Italia, rimane ancora alle dipendenze del Ministero della Giustizia, non essendo stata recepita dalla Regione Siciliana la legge nazionale che scarica gli OPG alle ASL le quali sono appunto di pertinenza regionale: "e ciò, come - era stato sottolineato - se la Regione Sicilia non facesse parte dello Stato"

"La Regione siciliana - ribatte l'assessore Russo - non e' fuori dallo Stato. Fuori luogo sono invece le valutazioni del senatore Ignazio Marino. Lui, che e' presidente di commissione parlamentare, dovrebbe ben sapere perche' mai le competenze sulla medicina penitenziaria non sono ancora passate alla Sicilia. Questo e' un compito che deve essere portato davanti alla commissione paritetica Stato-Regione, e se ci sono ancora ritardi non e' certo responsabilita' dei rappresentanti della Regione siciliana che fanno parte di quell'organismo".
"Peccato - ha concluso Russo - che simili affermazioni hanno finito coll'offuscare il significato di una visita istituzionale molto importante che ha fatto risaltare autentiche emergenze alle quali e' doveroso porre subito rimedio: ma l'interlocutore del senatore Marino, in questo momento, resta ancora il Ministero della Giustizia".

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Precisiamo che l'OPG "V. Madia" è tutt'altro del "Cutroni Zodda" e se, anche entrambi i nosocomi sono nelle peste, si tratta di motivi completamente diversi.
Di comune ci sarebbe il mancato interesse della Regione e dello Stato per renderli "umani ed efficienti".

ANCORA SU OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO

CLICCA:Visita all'O.P.G. di Barcellona P.G.



Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona "Vittorio Madia": è questo il momento in cui giornali e riviste trovano materia per parlarne - e male - approfittando delle dichiarazioni del senatore Rosario Marino, presidente d'una specifica commissione d'inchiesta, e dei resoconti presentati a conclusione della visita nella struttura barcellonese.
L'ispezione della commissione parlamentare, effettuata senza preavviso, sia a Barcellona che ad Aversa, dove esiste un altro importante Opg, si è svolta nello scorso mese di giugno a sorpresa e, a guidare i parlamentare nei reparti, ha provveduto la vice direttrice in sostituzione del direttore Nunziante Rosania, in quel momento in missione a Favignana, come risulta dalle bozze stenografiche dei resoconti.
Per trovare i resoconti internet del presidente Marino e del senatore Saccomanno, basta cliccare su:070_bozza.pdf (Oggetto application/pdf)


giovedì 15 luglio 2010

IL SENATORE MARINO, DOPO UN'ISPEZIONE NELL'OPG DI BARCELLONA ESPRIME RAMMARICO PER IL TRATTAMENTO DEI RICOVERATI

CLICCA e leggi: c'è la risposta del direttore Rosania
Il lager dei detenuti psichiatrici - LASTAMPA.it


DALL'ESITO DELLA VISITA RISULTEREBBE CHE NELL'OSPEDALE PSICHIATRICO DI VIA MADIA ESISTONO SITUAZIONI CHE RIPORTANO INDIETRO DI UN SECOLO

FOTO: l'OPG di Barcellona

Un internato ieri sera, all’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, ha aggredito con pugni e calci un sovrintendente capo di polizia penitenziaria, tentando poi la fuga. A riferirlo, il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp, Leo Beneduci. «Per sedare l’aggressore e riportare la situazione alla normalità» prosegue Beneduci «ci sono voluti oltre 30 minuti e l’intervento di altri due agenti. Il poliziotto ha riportato la frattura di due costole».

E' una delle spiacevoli notizie che ogni tanto escono dal Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona, dove il comportamento irruento di qualche "ricoverato" costringe qualche agente o graduato della polizia penitenziaria in servizio nella struttura di via Madia ricorrere al pronto soccorso del vicino "Cutroni Zodda".

Proprio oggi, in concomitanza con l'ultima informazione del genere, è apparsa su alcuni siti internet una esplosiva notizia, ricavata da una dichiarazione rilasciata, durante una conferenza stampa, dal senatore Ignazio Marino, presidente della commssione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale.
Il senatore del Pd, che di professione è medico, al termine di un ciclo ispettivo per appurare la situazione esistente negli ospedali psichiatrici giudiziari, ha espresso rammarico per il giudizio negativo che ha dovuto ricavare.
Secondo Marino, esistono situazioni che ci riportano indietro di un secolo.Particolarmente impressionante sarebbe lo stato in cui vengono ristretti gli internati dell'OPG di Barcellona, dove nel corso dell'ispezione è stato possibile constatare che ancora si ricorre alla contenzione - infatti un ricoverato è stato trovato legato al letto - e la struttura non ha nulla dell'ospedale che dovrebbe essere, essendo più simile a un istituto penitenziario.
Il senatore Marino ha aggiunto che i ricoverati vengono sedati farmalogicamente e quando le medicine non hanno effetto si ricorre alla contenzione fisica.
"L'ospedale psichiatrico messinese dipende ancora, ha spiegato Marino, dal ministero della Giustizia, in quanto il governo siciliano non ha recepito il passaggio di competenze al ministero della Salute".
L'ispezione a Barcellona è sata effettuata nello scorso mese di giugno e, nell'occasione, sono state accolte relazioni del direttore del nosocomio Nunziante Rosania, del cappellano don Pippo Insana e del medico Nino Levita.

CONVEGNO DEI LIBERALI A ROMA: MERCOLEDI' 21 LUGLIO

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BARCELLONA POZZO DI GOTTO: ANCORA UNA POTATURA ALL'OSPEDALE CUTRONI ZODDA E LE DIFFICOLTA' DELLA POPOLAZIONE CRESCONO A DISMISURA

AUMENTANO I TRAUMI PER GRAVI INCIDENTI, MA IL REPARTO DI TRAUMATOLOGIA HA GIA' PRESO LA FUGA


Tutte le denunce e le proteste messe finora in atto, da sindacati, amministratori locali, popolazione, per impedire lo smantellamento dell'Ospedale "Cutroni-Zodda", più che inutili, si sono rivelate controproducenti.
Il nosocomio barcellonese, nato con la pesante incombenza di servire un territorio di oltre centomila abitanti, caratterizzato dalla presenza di decine e decine di paesi collegati a Barcellona, il maggiore centro della provincia di Messina, ormai da tempo è soggetto ad una continua assillante operazione espoliativa mirata a rendere sempre più inefficiente l'intera struttura. E ciò, malgrado tutte le proteste.
Risale almeno ad una decina d'anni fa il primo tentativo di svuotamento di una struttura che, nata per essere attrezzata in modo ottimale con prospettive di crescita, ha intanto visto venire meno le promesse di finanziamento per l'ultimazione di un'ala ancora oggi allo stato rustico.
All'inizio si sono fatte orecchie da mercante, successivamente s'è passati a dati di fatto, con boicottaggi e riduzioni sul numero dei posti letto e del personale, con l'impoverimento e lo strappo di reparti esistenti, fino ad arrivare ad un piano organico di svuotamento, mediante trasferimento altrove di divisioni e servizi, di cui il più recente concretizzato all'inizio di questo mese.
A seguire questa abominevole sorte, dal primo luglio, è stato uno dei reparti più consoni al territorio ed efficienti della provincia: intendo il reparto di traumatologia, che "pisuli-pisuli" passa all'ospedale "Fogliani" di Milazzo.
A darne l'attuazione ha provveduto la Direzione Generale dell’A.S.P. di Messina in ossequio al recente decreto 25 Maggio 2010 di riordino e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera e territoriale delle Aziende sanitarie della provincia di Messina, disposto dall'assessore regionale alla salute, Massimo Russo.
Legati all’Ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno cominciato a farne le spese non solo i cittadini del Longano, ma come dicevo prima, pure quelli dell'intero vasto hinterland che, con la chiusura della U.O.S. di traumatologia - finora diretta dal Dr. A. Buemi e attivata da capaci e solerti operatori sanitari e parasanitari - troveranno non poche difficoltà in caso di necessità, dovendo raggiungere l'ospedale di Milazzo dove il reparto va ad implementare l'ortopedia, già strappata in epoca precedente.
Il trasferimento dicevamo comporterà notevoli inconvenienti per gli operatori e per gli utenti che necessiteranno di assistenza specifica che, se non sarà integrata mediante il servizio di consulenza ambulatoriale e la sinergia tra ambulanze del SEUS 118 ed i pronto soccorso, aggraverà ulteriormente i disagi.
Questa specie di "riordino" imposto da un decreto assessoriale miope, non solo non migliora la funzionalità della rete territoriale ospedaliera, ma la complica perché il taglio di servizi in un centro come Barcellona, causato piuttosto da preconcetti e da strumentalizzazioni politiche, già ha cominciato a produrre i primi danni, resi macroscopici soprattutto con l'arrivo della stagione turistico-estiva e con l'incremento di incidenti stradali, sul lavoro e casalinghi.
Tutto ciò non ha fatto altro che determinare un vero e proprio sconvolgimento, con confusione, disordine, disorganicità oberanti nell'immenso territorio che dovrebbe essere servito dai due ospedali attigui.
E' come voler mettere due litri di vino in una bottiglia di un litro (Milazzo) lasciando vuota un'altra di ugual misura ( Barcellona) al solo scopo di risparmiare l'acqua , provvedendo al lavaggio di uno solo dei due recipienti disponibili.
Non so se mi sono spiegato.

FRANCESCO CILONA

mercoledì 14 luglio 2010

IL FUTURO DELL'ENERGIA NEL NOME DEL GRANDE ARCHIMEDE


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Da oggi è in funzione a Priolo Gargallo, nel siracusano, a due passi dal mare, una nuova centrale solare in grado di raccogliere e conservare per molte ore l'energia termica del sole, utilizzandola per generare elettricità anche di notte.
In presenza del sole, il fluido termico prelevato dal serbatoio freddo viene fatto circolare attraverso la rete dei collettori parabolici, viene riscaldato a una temperatura di 550 gradi e immesso nel serbatoio caldo.

L'energia termica viene cosi' accumulata. Da qui viene prelevata per produrre vapore ad alta pressione e temperatura, che viene inviato alla vicina centrale Enel a ciclo combinato, dove contribuisce alla generazione elettrica. In questo modo la centrale puo' produrre energia elettrica in ogni momento della giornata e in qualsiasi condizione meteorologica fino all'esaurimento dell'energia immagazzinata. L'impianto e' chiamato "Archimede" per gli enormi specchi parabolici in fila per "catturare" i raggi del sole, che ricordano gli "specchi ustori" di Archimede con i quali lo scienziato avrebbe incendiato le navi romane che assediavano Siracusa durante la guerra punica del 212 a.C.( AGI)


Ribattezzata con il nome dallo scienziato che nella guerra punica incendiava le navi romane con gli specchi 'ustori', 'Archimede' è la prima centrale solare al mondo a usare i sali fusi come fluido termovettore. Ma - ha detto, senza nascondere una punta di orgoglio, l'amministratore delegato e direttore generale dell'Enel Fulvio Conti - è anche "la punta di diamante di un processo e un progresso continuo che noi intendiamo portare avanti nel campo delle rinnovabili".

La centrale, per Conti, è "l'unico impianto solare termodinamico in grado di utilizzare sali al posto di olio con assoluto impatto zero sulle emissioni e sul territorio. Inoltre è in grado di produrre energia anche di notte con i raggi del sole. Quindi si realizza un principio, quasi elementare, di usare le forme di energia primaria come il sole". L'ad di Enel Fulvio Conti, parlando ancora della centrale 'Archimede' ha ribadito che ha "un valore simbolico, innanzitutto perché si usano gli specchi 'ustori' di Archimede come principio base. Mi sembrava giusto essere nel posto del grande inventore siciliano che secoli fa usò questo principio".

Le notizie sono ricavate da AGI e AdnKronos
clicca:
Archimede - Wikipedia

SE NON CE LA FA LUI A FREGARE L'ITALIA, COME POTREBBERO FARCELA QUATTRO SFIGATI IN PENSIONE?



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Questo moltiplicare della lettera P (P2 - P3), per gli avversari del Cavaliere sarebbe il formaggio sui maccheroni che i vari indagati del Pdl gli hanno impiattato e che, l'inaffidabile Fini, complice d'una magistratura politicizzata e delle opposizioni di sinistra, indigesti come sono, gli vorrebbe fare ingoiare.
Ma Berlusconi sa in che modo reagire e, come ha finora fatto per i vari Bertolaso, Verdini, Dell'Utri, Cosentino, minimizza fino a smentire una per una tutte le accuse dei giornali complottisti.
"I giornali parlano di P3? Sono quattro sfigati pensionati che si mettono insieme per cambiare l’Italia, non ci riesco io..."
E bisogna capirlo e prenderlo sul serio.

Tutti sappiamo infatti che Lui ha sempre inteso e vorrebbe ancora cambiare l'Italia, tant'è vero che s'è incomparato col senatur, il quale ha sempre mirato a trasformare lo stivale in salsiccia, dividendola in tanti "callozzi": il più grosso dei quali di color verde padania.

martedì 13 luglio 2010

Moschiti, zanzare, tafani ed altra bella compagnia croce e delizia della nostra estate




Mi accingo a scrivere qualcosa che interessi questa nostra bella città, dove il caldo incamerato dai muri dei palazzi s'irradia sulle trafficate strade che intersecano Barcellona: vedo le auto che s'accostano disordinatamente ai marciapiedi oberati da lunghi banconi carichi di frutta, ma non vedo alcun vigile che tenti di disciplinarle; scorgo lunghi filari di tigli che lacrimano la melata che gli afidi continuano a ricavare dalle fin troppo lucide foglie, ma non m'accorgo affatto dell'esistenza di qualche potatore che, dalle basi degli "introffati"alberi, tolga la massa di foglie e polloni che, inselvaticandole, rendono più ospitali le piante ai voraci pidocchi.
Ma ecco che, mentre con santa pazienza continuo ad annotare queste peculiarità urbane, passa davanti al desktop del mio pc, con la velocità di un razzo, un moschito nero, più nero del buon calimero, e ciò m'allarma. "Vuoi vedere - penso - che 'sto figlio d'una mignotta mi punge?". Manco a dirlo e, zac, il minuscolo bolide s'affretta a darmi ragione e con un rapido "touch and go away" mi punge una caviglia.
Quel gran figlio di buona madre m'ha costretto a smettere di scrivere: tanto il prudore ch'esso m'ha prodotto che mi son dovuto mettere a cercare del ghiaccio per attutirlo.
E dire che ero io che intendevo punzecchiare il sindaco Candeloro e l'assessore Scolaro per essersi ricordati troppo tardi di questi insidiosi insetti.
Pazienza sarà per un'altra volta.
Stavolta il fregato sono stato io.....

NELLA SECONDA REPUBBLICA TUTTO E' CONSENTITO, TRANNE LE INTERCETTAZIONI


Ci sarà qualcuno che si ricorda della vituperata vecchia Repubblica, e delle picconate da questa subite per aprire il passo a quella nuova: alla cosiddetta seconda Repubblica, la cui gestazione è stata così lunga e grave da produrre la mostruosità in cui adesso - poveri noi - siamo costretti a vivere.
E' così diversa dalla prima, questa nostra seconda Repubblica, o è una fandonia pensarlo?
Il Dna è probabile che sia rimasto lo stesso, eppure qualcosa è cambiato: e direi in peggio, molto in peggio.
Il malcostume c'era e oggi non solo resta ma s'è talmente diffuso da non sapere più da dove cominciare per descriverlo: resta comunque da capire perchè cresce, ed in maniera così smisurata.
Si potrebbe credere che ci si avvii alla metastasi, e che ciò stia avvenendo perché la chemioterapia imposta dal doctor Luminis è a base di "fai come me, che faccio da me e per me".
E siccome ognuno di noi vorrebbe per sè almeno una leggina ad personam, tale tipo di chemioterapia - che in realtà non è che uno zuccherino - ha l'effetto d'un placebo che, come si può dedurre dagli effetti che vediamo, consente alla seconda Repubblica di vegetare all'ombra di un potere che tutto consente tranne le...intercettazioni.

FRA GALDINO

CLICCA
:
Intercettazioni: Onu, ddl va abolito

I finiani avvertono il Pdl "Valutiamo sfiducia a Cosentino"

KICKO NON è PIù UN BIBERON....

Non sempre un anonimo merita d'essere considerato con sospetto. Perché può capitare che ce ne sia qualcuno simpatico e utile, come quello che ci ha suggerito di cliccare su Kicko:
E lo scrivo a ragion veduta:

Kicko è un utile piattaforma video per giovani calciatori che hanno voglia di farsi conoscere e farsi vedere anche nel web.

Tramite questo servizio, è possibile caricare i propri video girati nei campetti di calcio, o comunque in campo, in modo da mettersi in mostra ed essere facilmente reperibili.

Infatti una volta entrati nel sito, sarà possibile effettuare ricerche filtrate per: Ruolo, Età e Luogo in cui si trova il giocatore che si sta cercando.

In poche parole, se sei un giocatore e ti vuoi fare vedere, carica i tuoi video, potresti essere visto da un osservatore, e successivamente essere contattato, infatti se si è interessati a contattare il giocatore nel video, basterà clickare nell’icona della e-mail, oppure in quella del telefono per contattarlo tramite sms.

In più per ogni video puoi effettuare commenti, votarlo o aggiungerlo ai preferiti. :)

lunedì 12 luglio 2010

PULIZIA E IGIENE: ESISTE ANCORA QUALCHE OASI ANCHE DALLE NOSTRE PARTI


Ho avuto modo e occasione di muovermi in questi giorni lungo la strada statale 113, che, com'è noto, può considerarsi ormai un lungo stretto nastro viario spesso intasato, soprattutto, nei tratti che attraversano l'abitato dei diversi Comuni che in contiguità sono da essa serviti.
Ho notato che, in questi paesi, non c'è tutta quella spazzatura che finora ha deturpato i due centri più grossi della Piana.
Probabilmente ciò è dovuto alla minore difficoltà che gli amministratori dei centri più piccoli incontrano nel controllo della situazione e dell'operazione di smaltimento dei rifiuti.
Il fatto è però che la differenza si nota e non rende merito a chi amministra i centri maggiori.
Nessuna differenza invece ho potuto notare per quanto riguarda il conrollo della pulizia nelle spiagge, dove ancora la sporcizia - tranne in qualche oasi - regna sovrana. Lo stesso dicasi, anzi peggio, per la qualità delle acque marine e per l'efficienza delle fogne: qui parlare di normalità sarebbe un bugiardo eufemismo.

COPPA DEL MONDO: LA SPAGNA SUPERA L'OLANDA E CONQUISTA IL TITOLO DI CAMPIONE DEL MONDO

Ha dovuto faticare parecchio prima di raggiungere l'ambita meta, di fronte alla tattica ostruzionistica dell'Olanda, ma alla fine, a qualche minuto della chiusura dei due tempi supplementari, ce l'ha fatta.
La Spagna, pr la prima volta, è campione del mondo. Lo deve all'infaticabile Iniesta, che al 116’ ha siglato l'unica rete della finalissima, togliendo ogni speranza ad un’Olanda che soprattutto per l'imprecisione di uno dei suoi migliori uomini è apparsa insolitamente sprecona, oltre che spesso dura e cattiva, tanto da collezionale una sfilza di cartellini gialli ed un'espulsione. La partita è stata spesso convulsa, poco bella , ma piena di occasioni, nonostante il risultato striminzito.
L’Olanda non riesce a scrollarsi di dosso l’etichetta di magnifica perdente: Robben, il più pericoloso dei suoi, avrà però il rimorso d'avere sbagliato più d'una volta sotto porta per troppa precipitazione.
Unica scusante un calcio d'angolo non co
ncesso per una clamorosa e quasi assurda svista dell'arbitro e dei due collaboratori.
Comunque la coppa del mondo alle furie rosse risulta meritata.

domenica 11 luglio 2010

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: E' L'ORA DELLA PROTESTA DI PIAZZA PER I CITTADINI DEL RIONE SANT'ANTONIO


SONO ORMAI INTOLLERABILI GLI EFFLUVI D'UN DEPURATORE CHE NON RIESCE A GARANTIRE ALLA CITTA' UN SERVIZIO CHE PESA SUI CITTADINI MILIONI DI EURO PAGATI COME ADDIZIONALE SUL CONSUMO DELL'ACQUA:(2,6 EURO IN PIU' PER OGNI METRO CUBO D'ACQUA CONSUMATO).

Associazioni, Parrocchie, Sindacati, stavolta in solido hanno deciso di sostenere la manifestazione di protesta proposta nei giorni scorsi in un incontro tenutosi nell'oratorio parrocchiale di Sant'Antonio Abate, nella periferia barcellonese, fortemente colpita dal fetore che scaturisce dal depuratore di Cantoni, che pure essendo stato di recente ristrutturato per adeguarlo alle esigenze della città, in effetti mostra di non essere ancora completamente in grado di smaltire l'apporto fognario reale.

Praticamente ci sarebbe un sovraccarico che metterebbe in tilt lo smaltimento e ciò comporterebbe inquinamento marino e atmosferico, con conseguente divieto di balneazione per un lungo tratto di mare e diffusione di nauseanti effluvi, la cui puzzolenza - secondo le rimostranze degli abitanti, delle zone limitrofe e del rione di S.Antonio - arreca oltre che molestia olfattiva malesseri alle persone.
Da qui lo stato d'intolleranza, più volte manifestato senza alcun esito, e che adesso gli interessati intendono esternare con un'eclatante manifestazione di piazza, supportata da quei cittadini e organizazioni che sensibilmente intendono scuotere dall'inerzia quanti hanno il dovere d'intervenire per porre riparo a situazioni così degradanti e pericolose.

fra' Galdino

sabato 10 luglio 2010

A GIOCARE COL FUOCO SI RISCHIA DI BRUCIARSI LE PENNE


Molti si saranno accorti che, da alcuni giorni, nella nostra città, sembra essersi avviata una pericolosa quanto inutile strategia, che sicuramente se venisse portata avanti arrecherebbe un duplice gravissimo danno alla comunità: economico e d'immagine.
Si sarà notato che, per una rivalsa inutile o per semplice istinto vandalico, in più punti sono stati trasformati in fumosi puzzolenti falò cumuli di quei rifiuti che purtroppo da tempo deturpano le nostre strade.
Un male che s'aggiunge ad altro male e che nessuna persona retta potrà mai condividere.
Giorni fa, altre fiamme si sono elevate sulla città, e non più accanto ai cassonetti della spazzatura, ma in prossimità del santuario della Madonna del Carmine, dove l'incendio s'è esteso nellla vallata costeggiata dalla panoramica che porta alla Chiesa.
Oggi, un evento analogo s'è registrato, in una altra parte fiorente del territorio. Presumibilmente per origine dolosa, il fuoco è stato innescato nell'estensione collinare che sovrasta la zona di Santa Venera dove sorgono il PalAlberti, l'istituto commerciale, la scuola elementare e le case Gescal.
L'incendio, che per essere domato ha richiesto il ricorso dei vigili del fuoco e del corpo antincendio del Comune, ha avuto facile appiglio nelle erbe secche e, propagandosi, ha danneggiato una parte della cultura arborea.

I COMUNI AVRANNO LA LICENZA PER FARCI PIANGERE?

TREMONTI CI VUOL FAR CADERE DALLA PADELLA NELLA BRACE?

—Si consolida l’asse governo-Comuni che incassano l’autonomia impositiva mentre con le Regioni si è consumata, almeno per ora, una rottura ampiamente annunciata. Dal governatore dei governatori Vasco Errani l’annuncio: «Per noi è stato un incontro molto negativo, il taglio di 10 miliardi ci mette nelle condizioni di non governare, restituiremo le deleghe». L’intesa con l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) guidata dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino prevede che entro il 31 luglio venga portato in Parlamento il decreto attuativo sul trasferimento delle imposte relative a comuni e province. Quindi in futuro c’è ampio margine di manovra. L’altro punto di convergenza col governo illustrato da Chiamparino riguarda l’impegno a realizzare entro ottobre un monitoraggio per calcolare e smaltire i residui passivi e rimodulare così il patto di stabilità interno. (tratto da Corriere Sera)
Adesso bisogna vedere in che cosa consterà l'ampio margine di manovra: se cioè ai comuni sarà consentito in primis di corroborare le casse ormai sfondate imponendo sulla popolazione nuovi balzelli e aumentando quelli esistenti. Per poi continuare a darci quella miserabilità ed indecenza di servizi che ci hanno finora degradato.
STAREMO A SENTIRE e speriamo che non sia sulle nostre carni|!


Berlusconi all'attacco: "La libertà di stampa non è un dirittto assoluto" - LASTAMPA.it


giovedì 8 luglio 2010

VENERDI' 9 LUGLIO 2010

GIORNATA DEL SILENZIO :



barcellonablog

ADERISCE ALLA PROTESTA

CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO

IL POLPO PAUL SALVERA' L'ITALIA......POLITICA

Il polpo Paul, diventato una star internazionale dopo aver 'indovinato' l'esito di tutte le partite giocate dalla Germania ai Mondiali del Sudafrica (anche la recente sconfitta con la Spagna), verra' 'interpellato' anche per le finali. Sempre se non sara' troppo stanco. L'oracolo a otto tentacoli prevedera' con il solito sistema delle scatole contraddistinte dalle bandiere delle nazionali il risultato di Germania-Uruguay, valida per il terzo posto, e quella tra Olanda-Spagna, che decretera' la squadra campione del mondo. Il portavoce del parco acquatico di Oberhausen, Germania, ha assicurato che il polpo piu' famoso del mondo 'dira'' la sua anche domani scegliendo tra le due scatole, che ritrarranno la bandiera tedesca e quella uruguaiana, riempite con molluschi. Dopodiche' Paul fara' la stessa procedura con la bandiera olandese e quella iberica, sempre pero', se non sara' troppo ''affaticato'', ha aggiunto il portavoce.

Marco Vukic, il noto vignettista, ha voluto spingere il suo humor in politica e gli è uscito dal "cervello" questo obbrobrio ==>

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barcellona pg, messina, Italy
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