

C'è un modo di dire che probabilmente i più giovani sconoscono: volendosi far drasticamente capire, a chi chiede con insistenza qualcosa, che è inutile insistere, una volta si diceva :"Puoi cantare canna americana".
E mi pare che adesso, ci stanno facendo cantare "canna americana", con tutte le nostre proteste riguardanti il crescente disordine cittadino, l'esorbitamte accumulo di rifiuti lungo le strade, il pestifero lezzo emanato dal depuratore comunale, il mare e le spiagge impraticabili, gli alberi malati lasciati ad introffare ai margini delle principali vie urbane, il cimitero ridotto in immondezzaio.
Dobbiamo cantare canna americana, perchè è questa la canzone che ci meritiamo, per averli eletti.
Ieri, a Sant'Antonio, nell'oratorio di quella Parrocchia, i cittadini di quella frazione, accolti dai rappresentanti sindacali e confortati dalla comprensione del parroco, giustamente sdegnati e preoccupati dagli effluvi del depuratore, hanno partecipato ad una conferenza stampa, svoltasi in un'atmosfera di protesta, che qualche giornale ha oggi riferito, nell'intento di far da megafono alle lamentele della gente.
Non sarà anche questo un cantare canna americana?
Per gli amministratori che ci ritroviamo, c'è da credere di sì.
Ma allora che fare? Bisogna ricorrere a strumenti diversi?
Io suggererei che si protestasse usando in massa la "vuvuzela", la famigerata tromba dei Mondiali di Sudafrica, potrebbe indurre chi ci amministra a non imporci più "la canna americana"



































