lunedì 20 agosto 2007

IL GIRASOLE APPASSITO


C'era una volta un asilo, vi si accedeva dalla via Cambria, ospitava una delle più attrezzate ed efficienti scuole materne della città, aveva anche un bel nome: il girasole.
Adesso c'è un rudere, direi una spelonca, senza imposte e internamente completamente priva di ogni arredamento fisso e mobile.
Chiuso, qualche anno fa, perché uno degli ambienti era divenuto inagibile, l'edificio, anziché
essere protetto per impedire intrusioni, è stato lasciato nel più completo abbandono, consentendo atti di vandalismo che hanno distrutto o portato via quanto di sano era rimasto all'interno.
I cancelli del cortile spalancati, le porte e le finestre esterne senza più imposte e tapparelle, il cortile ed il giardino nel massimo degrado: tutto ciò ha consentito che il posto attirasse l'attenzione di chi crede di trovare buon rifugio in luoghi come questo: destando allarme nelle famiglie che abitano nei pressi e preoccupazione nei responsabili dell'adiacente scuola elementare. Ora, la gente si chiede perché mai chi poggia i fondelli sugli scranni di Palazzo Longano non si scomoda per andare a dare un'occhiatina a questa degradante situazione?
Si ha forse il timore di doversi vergognare?
Chissà se qualcuno risponderà!
Fra' Galdino

domenica 19 agosto 2007

FOLKLORE PER STRADA

Posted by Picasa

TURISTA PER CASO



L'altro giorno, in occasione della processione a mare per la festa di San Rocco, mentre osservavo la spettacolare parata di falò che illuminava, accalorandola, la lunghissima spiaggia - ben cinque chilometri d'arenile - che s'estende da Cantoni a Cicerata-Caldà, un antico pensiero tornò a frullarmi nella mente.
"Ma non è un delitto - dicevo tra me - lasciare questo meraviglioso litorale nel più completo abbandono?! Chissà quanti ce lo invidiano, pur così trascurato e negletto!"
Mentre così riflettevo, mi sento salutare, chiamare per nome. E' qualcuno che mi conosce da quando era studente, e che è divenuto grande non solo nel fisico ma anche nella posizione sociale: vive a Bruxelles, dove opera nell'ambito della Comunità Europea.
Torna, d'estate, al paese natio, carico di nostalgia per questa Isola stregona, e vede sempre con occhi incantati la sua terra d'origine. Per lui, potere riammirare questo specchio di mare, con all'orizzonte le isole di Eolo verso cui si protendono, come per proteggerle, due spettacolari promontori, è il regalo migliore che l'Estate gli può fare.
"Peccato, però, che finora nessuno è riuscito a valorizzare la vocazione turistica di questo magnifico litorale", ha aggiunto, quasi leggendo il mio "antico" pensiero.
E, sì, dico io, il turismo qua si fa lasciando tutto "secondo natura": più selvaggia è la condizione ambientale e più dovrebbe attrarre. Anzi, se la rabbia della natura ti distrugge un ponte, non è turisticamente produttivo ricostruirlo: il suo rudere, specialmente se "profumato" dai miasmi del pseudodepuratore, è veramente chic!
E' proprio questa la mentalità dei nostri amministratori?
Io spererei di no.
A meno che non vogliamo che qui passino soltanto "turisti per caso". Come dice, nel titolo della sua commedia, in scena stasera a Monte Croce, l'amico Antonio Rizzo.

sabato 18 agosto 2007

ORA ENTRA LA POLITICA

Le recenti vicende legate alla gara per il completamento del costruendo teatro, che dovrebbe sostituire il vecchio "Mandanici, hanno messo sul "chivalà" le forze politiche barcellonesi.
Per prima a farsi sentire è l'organizzanda Sinistra Democratica di Barcellona Pozzo di Gotto, che ha espresso preoccupazione in una nota, per le notizie apparse sulla stampa, secondo cui il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia e il Tribunale di Barcellona, intervenendo ciascuno per iniziativa propria, sugli sviluppi della gara di appalto per la progettazione e l'esecuzione dei lavori in questione, hanno praticamente aperto una situazione di stallo che sicuramente ritarderà l'avvio dei lavori, tanto atteso dalla cittadinanza.
Come si ricorderà, su ricorso di due imprese, che avevano partecipato alla gara, il CGA ha fermato l'iter ritenendo illegali il procedimento e la soluzione attuati.
Da parte sua, il Tribunale di Barcellona, su iniziativa del sostituto procuratore Olindo Canali, dopo aver fatto sequestrare dalla Finanza incartamenti ritenuti essenziali per un'inchiesta giudiziaria aperta sulla faccenda del teatro, ha emesso ben sette avvisi di garanzia, indirizzati al sindaco, Nania, all'ingegnere capo dell'ufficio tecnico comunale, Calabrò, e a cinque altri tecnici.
La nota della sinistra democratica intanto parla di "conferma dell'incapacità - ovviamente dell'Amministrazione Comunale - di avviare i lavori d'importanti opere pubbliche".
"Seguiamo con attenzione - afferma S.D. - pure i recenti sviluppi investigativi sulla vicenda del Mandanici, e tuttavia vogliamo sperare che chi ne è coinvolto riesca a dimostrare la correttezza del proprio operato. Ci preoccupa molto invece la facilità con cui parecchie gare d'appalto vengono bloccate dai giudici amministrativi".
A conclusione, nella nota, si esprime il sospetto che non si tratti "più e solo di inefficienza e superficialità di burocrati strapagati. Si può ipotizzare che la questione sia tutta politica e che riguardi responsabilità precise delle quali bisognerà che i protagonisti diano conto ai cittadini di Barcellona".
Che ci siano responsabilità o meno staremo a vedere. Ma al più presto possibile: almeno così si spera.
Altrimenti saranno davvero i nipoti dei nostri pronipoti a dovere inaugurare il "nuovo" Mandanici. Come già avevamo temuto in altro precedente scritto.
Fra' Galdino

venerdì 17 agosto 2007

LE PORTE DI FERRO


"A Sant'Agata, dopu ca rubbàru, ci misiru i porti di ferru". E' un vecchio detto popolare che sottolinea quanto spesso si fanno in ritardo le cose necessarie, in questo mondo. Prima deve succedere qualcosa di grave perché si cerchi di ricorrere ai ripari.
Nella strada a scorrimento veloce che da Piazza San Giovanni porta alla galleria di S.Antonio, all'altezza dell'ipermercato Igea, c'è dovuto essere l'incidente gravissimo con il morto per accorgersi che, in quel punto, la pericolosità è massima per chi s'immette nella carreggiata svoltando a sinistra. Si è in prossimità di una curva e la striscia di mezzeria - che tra l'altro è quasi completamente cancellata - dovrebbe impedire qualsiasi attraversamento. In realtà, ciò, non è mai avvenuto. Stamattina, come anche qualche giorno fa, in quel posto divenuto ormai ferale, abbiamo potuto notare un manipolo di vigili - vigilesse comprese - indaffarato per controllare ed eventualmente impedire che, uscendo dal supermercato, qualche macchina o altro mezzo s'immettesse nella strada in maniera irregolare.
Meglio tardi che mai, direbbe un altro proverbio: ma perchè si ritarda intanto a fare ripristinare all'ente di competenza, che dovrebbe essere l'Anas, la linea di demarcazione?
L'impiego di ben cinque vigili e due macchine in un solo posto non può che essere sporadico e limitato nel tempo, e come tale non può costituire un rimedio efficace. Quindi il pericolo è ancora permanente e bisogna intervenire drasticamente se non si vuole porre riparo semplicemente con porte di...cartone.

giovedì 16 agosto 2007

IL TEATRO NEL TEATRO





La storia del teatro Mandanici sta diventando una
telenovela con sfumature però fortemente pirandelliane.
Un vero teatro nel teatro, quello che dovrebbe essere il "sostituto" dell'antico locale divorato dal fuoco la notte tra il 31 maggio e il primo giugno di quarant'anni fa.
La "commedia" di questo sfortunato teatro comincia esattamente una settimana dopo la tragedia dell'incendio, quando l'allora segretario nazionale della Democrazia Cristiana, l'on. Mariano Rumor, dal podio comiziale fatto erigere da Santalco per le elezioni dell'11 giugno, ebbe a promettere solennemente che le infernali fiamme del vecchio Mandanici non avrebbero prevalso sulla volontà della Dc di ricostruire sollecitamente quel teatro tanto amato dai Barcellonesi.
E con quella "sparata" ad effetto il pezzo grosso del maggiore partito d'Italia riuscì a strappare un'ovazione di plauso, che forse in vita sua non aveva mai ricevuto uguale.
Aveva toccato la corda più sensibile, in quella circostanza, facendo sperare chissà quale contributo finanziario dallo Stato per una rapida soluzione del problema.
Speranza e attesa furono lunghe e vane, tanto che, dopo una decina d'anni di delusioni, il sindaco Santalco dovette optare per la costruzione di un nuovo teatro con ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti, allora discretamente magnanima.
E fu il secondo colpo di scena , seguito da altri piccoli e grandi episodi : dalla scelta di non utilizzare più l'area prima occupata dal vecchio teatro a quella del nuovo sito, in un angolo scosceso ed argilloso retrostante il vecchio campo sportivo "Longano", dalla pantomima della messa in scena di un lavoro teatrale presentato al pubblico nel costruendo edificio, ancora allo stato semirustico, a quella della ripresa Rai di quell'evento, dallo stato di definitivo abbandono in cui negli anni successivi "l'erede del vecchio Mandanici" è stato lasciato, alle recenti peripezie aperte con l'intervento della Magistratura, che per iniziativa del sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Barcellona, dott. Olindo Canali, ha aperto un'inchiesta su una gara d'appalto integrato per l'assegnazione dei lavori riguardanti appunto l'ultimazione del nuovo teatro.
L'ultimo colpo di scena è, naturalmente, inserito in questa inchiesta giudiziaria che sta ingranando , grazie all'invio delle prime informazioni di garanzia a sette "personaggi", che se non saranno "in cerca d'autore" come voleva Pirandello, dovranno sicuramente andare in cerca di buoni avvocati per difendersi dalle ventilate ipotesi di reato. I sette sono: l'attuale sindaco di Barcellona, Candeloro Nania per il quale s'ipotizza l'abuso d'ufficio, il falso ideologico e la concussione; l'ingegnere capo dell'ufficio tecnico del Comune, Gaetano Calabrò, che é stato presidente della commissione che ha valutato i progetti in concorso, il prof. Raffaele Tommasini, dell'università di Messina, l'ng. Pietro Grasso, l'architetto Salvatore Fazio, l'arch. Sergio Nastasi, l'arch. Giuseppe Ippolito. Per loro, soltanto l'ipotesi di abuso d'ufficio e falso ideologico.

mercoledì 15 agosto 2007

FERRAGOSTO


Ferragosto: la festa clou degli Italiani; il top del movimento turistico; il relax-stress day della stagione estiva. Ed è pure, per i cattolici, molti dei quali non ci pensano, il giorno dedicato alla Madonna Assunta.
Comunque, è tempo in cui non guasta rivolgere un pensiero a chi forse si ricorda della Madonna, ma non ha la possibilità, la forza o la voglia di vivere una giornata così intensa e contraddittoria, come è in realtà questa paradossale giornata festiva.
Un augurio di pronta ripresa - fisica e spirituale - va dunque a quanti soffrono, per qualsiasi motivo, a quanti si sentono soli e abbandonati, a quanti hanno bisogno di una mano e di un sorriso, di amore, di pace e sopratutto di salute.
Un altro augurio personale lo voglio io rivolgere a quanti ci seguono in questo blog, sia con la critica sia con l'incoraggiamento, perchè possano essere sempre sereni nel giudizio e sensibili verso i problemi che assillano la Città.
Che volutamente ho qui scritto con la maiuscola, appunto perchè mi piacerebbe che fosse anch'Essa maiuscola.
Ed, a conclusione, ma non ultimi vanno gli auguri particolari a Lucio, a Elisa, a don Giovanni, al Sindaco Candeloro e alla sua squadra, a quanti gli segnalano le nostre segnalazioni, agli anonimi e a quanti altri ci leggono, anche se distrattamente. Non importa il come.
Fra' Galdino

lunedì 13 agosto 2007

APPELLO PER UN GRANDE


Vorrei lanciare una proposta, meglio ancora un appello a chi ama la musica e vuole anche bene a questa città, che ha dato i natali a gente laboriosa, spesso dotata di grande ingegno e di capacità artistiche.
Senza rifare la filastrocca dei grandi figli che hanno dato lustro a Barcellona, quasi tutti dimenticati, mi sia consentito, stavolta, d'insistere sull'opportunità di richiamare l'attenzione su un personaggio che, spesso ma purtroppo inutilmente, è stato evocato per il lustro dato alla sua città, quando, in vita, con la sua vena artistica riusciva a riempire i teatri d'Italia.
Non è difficile capire che sto parlando di Placido Mandanici, nato a Barcellona nel 1799 e morto a Genova un mese prima che compisse 53 anni.
Due secoli fa, non c'era la longevità di adesso, e soprattutto furono parecchi gli artisti che lasciarono questa vita molto giovani. Vincenzo Bellini ne fu il classico esempio.
Ma torniamo a Mandanici, che nella sua carriera artistica, nè lunga nè breve, riuscì a produrre una enorme mole di lavori musicali, tra cui parecchie opere liriche, una buffa, probabilmente la migliore, balletti, canti, una messa da requiem, componimenti di formazione musicale. E fu uno dei più apprezzati contrappuntisti. Diverse ricerche sono state fatte, per riportare alla luce spartiti della sua notevole produzione artistica, e diversi brani sono stati eseguiti, in concerti fino a pochi anni fa, quando erano ancora in vita e attivi suoi veri ammiratori, cultori della musica.
Oggi, ogni sforzo per continuare lo slancio di quegli appassionati concittadini di Placido Mandanici sembra essersi esaurito, e, per quanto si parli della rinascita del teatro a lui intitolato (campa cavallo), non c'è più nessuno che pare abbia stimoli per riprendere il discorso, per organizzare qualche concerto, per fare pressione presso trasmittenti pubbliche e private, perchè si ricordino che è esistito, tra i tanti notissimi e poco noti musicisti, anche un ex grande, la cui musica si potrebbe fare ascoltare almeno agli appassionati di quella classica.
Abbiamo ascoltato, soprattutto su Radio3 e sul programma della notte in filodiffusione, moltissimi brani classici, anche di autori mai prima sentiti, ma nessun pezzo di Placido Mandanici.
Perchè questa specie di ostracismo?
Eppure alla Rai abbiamo avuto diversi barcellonesi.
Abbiamo, a Barcellona, una Pro Loco: che cosa potrà fare di concreto?
Abbiamo diverse scuole di musica: perchè non s'interessano pure di Mandanici?
Abbiamo degli uomini politici, che promettono mari e monti, ma perchè non s'interessano di uno che è nato sul piccolo colle di Acquaficara?
A questo punto, non mi resta che parlare con il Sindaco e sollecitare la sua sensibilità per l'arte - che non può essere soltanto quella ferragostiana degli spettacoli di Montecroce -
pregandolo di cercare qualcuno che possa far giungere e fare accettare alla Rai o alle Tv di Berlusconi qualche cd, con registrati brani della musica di Mandanici.
Questo è il mio appello, che potrebbe anche cadere nel vuoto. Comunque io ci tento.
fra' Galdino

venerdì 10 agosto 2007

VELINE O VALLETTI: BOH!!!


Quello della città trascurata e quindi non "trattata a misura d'uomo", lo sappiamo bene, non è un problema che tormenta soltanto Barcellona Pozzo di Gotto.
Ma non è neppure una questione che non deve turbare il sonno dei nostri amministratori, perché tanto, essi, hanno fatto e stanno facendo di tutto per rendere vivibile la nostra città. Giustamente va considerato un passo in avanti, sulla strada verso il miglioramento delle condizioni di vita di chi ha più bisogno d'aiuto, l'avere concordato con altri undici Comuni la decisione di cofinanziare il cosiddetto "buono socio-sanitario" mensile di 450 euro - limitatamente a cinque o quattro mesi - a favore di famiglie con a carico un disabile al cento per cento.
Giustamente va considerato un altro passo, l'avere procurato il finanziamento per dare un nuovo look al centro urbano, o l'avere procurato i soldi per completare un teatro che manca alla città, per aggiustare 152 strade, per aumentare il numero dei vigili e quanto altro ancora lo sa bene il Sindaco della città.
Ma, quando tutto ciò viene fatto senza una linea programmatica, senza un po' di attenzione all'ordine, alla disciplina, all'igiene nell'ambito cittadino, o peggio si deve assistere ad inconvenienti, come quelli recentemente annunciati,di ricorsi e controricorsi, di inchieste giudiziarie e di visite non certo gradite in qualche ufficio responsabile del Comune, non è facile capire quanto possano incidere sulla qualità della vita urbana quei passi, ancorché positivi, sopra accennati.
Bene che si sappia, nessuno qui minimizza o, peggio ancora, denigra le cose positive fatte dai nostri amministratori. Né c'è nessuna voglia o interesse di autoincensamento, caro dottore, quando si sospetta che quello che modestamente abbiamo rilevato ha colto nel segno, tanto da sollecitare risposte a tamburo battente.
Se poi si tratta di "veline" o di "valletti", mica l'abbiamo detto noi?

giovedì 9 agosto 2007

A TAMBURO BATTENTE


Sarà un caso, sarà chissà che cosa, ma è certo una strana coincidenza che, il giorno dopo la pubblicazione di un nostro "post" sui disagi dei disabili, particolarmente in ordine alla viabilità cittadina, siano apparse a tamburo battente due notizie: una riguardane la generosità del Distretto socio-sanitario di Barcellona Pozzo di Gotto, che per alcuni mesi profonderà a circa 290 famiglie del comprensorio, con in casa disabili al cento per cento, un buono socio sanitario mensile di 450 euro cadauno, per una spesa complessiva di quasi mezzo milione di Euro; l'altra, ancora più confortante, secondo cui si fa sapere che sono già ben nove le offerte giunte in Comune per una prestigiosa gara, a pubblico incanto, relativa alla riqualificazione, appunto, di quel centro storico che, nel nostro "post", era stato descritto come "inqualificabile".
Per la progettazione e la riqualificazione del centro urbano, che interesserà il primo e il secondo tronco di via Roma, cioè da piazza Seme d'Arancia a piazza Duomo, con riflesso su vie adiacenti, è prevista una spesa di 2.500.000 euro, in massima parte destinate al miglioramento e ampliamento delle superfici pedonali, tanto da trasformare - se s'è capito bene - la via Roma nel salotto del pedone barcellonese, il quale ovviamente avrà come ciliegiona sulla torta la possibilità di fruire di ampi spazi coperti, con portali prefabbricati, e di una nuova vasca in grado di sostituire l'attuale indecoroso beviere antistante la basilica di San Sebastiano Martire, Patrono della città.
Quindi, risposta a tamburo battente alla lamentela di Fra' Galdino?
Se così fosse, perché dovremmo essere così pessimisti da credere che sono vane le nostre segnalazioni?

mercoledì 8 agosto 2007

LO STORICO SCIVOLONE


Anni or sono, particolarmente sollecitata dal Codi, l'Amministrazione Comunale di allora - che sicuramente non era retta da un sindaco aennino - provò a mettersi in regola con la legge e fece "tagliare" nei traballanti marciapiedi del centro storico un bel po' di "scivoli", necessari per il passaggio delle carrozzelle dei disabili: erano chiamati così, a quei tempi, i "diversamente abili".
Per quanto rozzi e improvvisati, quei piccoli passi carrabili, potevano essere utilizzati, e sulle prime riuscirono, bene o male, a svolgere la loro preziosa funzione. Tanto che è stato possibile scorgere qualche carrozzella in giro, salire e scendere dai marciapiedi.
Un evento storico che sembrava un buon indizio per il reale abbattimento delle ancestrali barriere architettoniche, dannose ed umilianti per i meno fortunati.
In effetti, però, la comparsa fu di breve durata, e non perché non esistevano più, in città, diversamente abili dotati di mezzi locomotori idonei alle loro particolari esigenze, ma perché gli scivoli erano diventati utili soltanto per fare sdrucciolare qualche pedone un po' sbadato.
Occlusi da auto in sosta, afferenti a marciapiedi spesso ingombri oltre che traballanti, quegli scivoli avevano perso presto la loro funzione di accesso. E la storia finisce qui.
Fra' Galdino

martedì 7 agosto 2007

CHISSA' QUANDO


"Verrà, non verrà" ripete un antico ritornello. Ed è lo stesso ritornello che si potrebbe cantare di fronte alla sorte del nuovo teatro, che dovrebbe sostituire il vecchio "Mandanici" (foto piccola), distrutto la notte del 31 maggio 1967, da un fuoco appiccato chissà da chi.
Un "giallo" fu la sua fine e un mistero sarà forse la sua "resurrezione".
Non si sa, quindi, se il nuovo teatro, la cui costruzione è stata avviata decine d'anni fa nel parco di via delle Rimembranze (guarda che coincidenza di nomi), verrà o non verrà ultimato, almeno in tempo per consentirne l'apertura quando i nostri nipoti saranno già anziani.
C'è chi dice che, quando sarà ultimato, il nuovo "Mandanici"(foto grande), in onore di quel Placido che gli darà il nome, sarà inaugurato con la messa in scena del "Bontempone di Porta Ticinese", la già applauditissima opera buffa del Nostro amato e dimenticato musicista, Placido Mandanici ( foto in basso).
E se questo si spera, forse i pronipoti dei nostri nipoti saranno in grado di far vivere l'altrettanto "buffa" speranza.
Dite:-Ma perché, tanto pessimismo, se i lavori di ricostruzione sono già stati finanziati e appaltati?"
Un momento: finanziati sì, gareggiati e appaltati "nì", perché è fresca la notizia, secondo cui il Consiglio di Giustizia Amministrativa regionale ha accolto un ricorso avverso alla gara d'appalto integrato, avanzato da due imprese concorrenti che, ovviamente, non avevano vinto. Infatti i lavori di progettazione esecutiva e di completamento dell'edificio erano stati affidati ad altre due ditte, ovviamente risultate legalmente vincitrici della gara.
A questo punto, è logico chiedersi in che modo reagiranno i vincitori ostacolati. Sicuramente non resteranno a guardare. Il che significa che s'instaurerà un "iter" che, con questo chiaro di luna, non sarà facile vedere come e quando andrà a finire.

domenica 5 agosto 2007

E I SOLDI DOVE LI PRENDO?


Ogni volta che dobbiamo affrontare una spesa, conoscendo la magrezza delle nostre risorse, è ovvio che ci convenga fare prima un piccolo calcolo sul disponibile e su ciò che conviene acquistare, in base alle esigenze familiari. Ciò generalmente fa una famiglia di sani principi.
Poiché la comunità cittadina, praticamente, dovrebbe essere una grande famiglia, da amministrare con saggezza, è logico che il buon padre di famiglia, cioè il sindaco e la sua Giunta, se vuole garantire tale sano principio, deve sapere discernere nelle spese da fare, anche in quelle che possono sembrare piccole. Orbene, recentemente il sindaco Nania e l'assessore ai servizi sociali, Calderone, hanno fatto un'interessante promessa di spesa, firmando con l'autorità ecclesiastica un minuscolo "patto lateranense", che toglierà alle casse della "famiglia comune" un buon gruzzoletto ( 350.000 Euro ), per fini ovviamente benefici a favore della gioventù, soprattutto quella a rischio.
A questo punto, uno dei rarissimi lettori di questo blog - il suo nome è Lucio - ci ha fatto giustamente notare che quegli euro potrebbero essere stati detratti da un capitolo piuttosto stitico, comprendente voci abbastanza importanti, biblioteca compresa. E allora, si chiede implicitamente Lucio, la cultura si va a fare benedire?
E la cultura non potrebbe fare bene alla gioventù, come si crede che lo possano fare i contributi gestiti dai colleghi preti, aggiunge Fra' Galdino?


sabato 4 agosto 2007

I DS SI DANNO UNA MOSSA


In attesa che si giunga alla fase costituiva del Partito Democratico, che com'è noto dovrà nascere dallo scioglimento dei due partiti maggiori del centro-sinistra (Ds e Margherita), nelle sezioni degli "astri al tramonto", anche in questo mese d'agosto, di norma abbastanza sonnolento, non mancano occasioni e spunti per contrariarsi.
Nei giorni scorsi, per esempio, nella sezione ds di Barcellona, dove ormai si é creata un'insanabile frattura tra coloro che aderiscono al Pd e altri che hanno deciso di muoversi nella direzione indicata da Fabio Mussi, non mancano motivi di diversificazione, nei modi di vedere e d'intendere la fase preparatoria, tra gli stessi sostenitori del Pd.
Da qui la nascita di gruppi, che si guardano un po' in cagnesco, ed anche di sospetti che si voglia interferire dall'alto per reggimentare la sezione. Un primo sospetto del genere l'avrebbe fatto nascere una proposta del segretario provinciale del partito, Marcello Scurria, secondo cui sarebbe opportuno istituire un coordinamento composto di cinque elementi che badasse al lavoro preliminare per lo scioglimento della sezione e il passaggio al nuovo partito, quando sarà.
Qualcuno addirittura ha riferito che esiste il timore di un vero e proprio commissariamento della sezione. Notizie, comunque vaghe, che tuttavia hanno allarmato soprattutto i compagni che, nel mese di giugno, parteciparono all'incontro presso l'Oasi di Barcellona, appunto per discutere sull'opportunità di coordinarsi in preparazione del grande evento.
La notizia dell'intervento del segretario provinciale è stata accolta con scarso gradimento in questo settore. Carmelo Costa (nella foto in alto), che fa parte della segreteria provinciale, Alessandro Torre componente di quella barcellonese e il consigliere comunale diessino, Mario Presti, non sembrano d'accordo con la presunta iniziativa della segreteria provinciale e di questo malcontento avrebbero fatto cenno all'amico deputato regionale Francesco Calanna(nella foto accanto), il quale ha suggerito un incontro tra i barcellonesi e il compagno Scurria, per rasserenare la platea.

venerdì 3 agosto 2007

LA CITTA' SI RIQUALIFICA

http://partei.gruene.bz.it/uploads/pics/Di_Pietro_01.jpg
La venuta in Sicilia del ministro Antonio
Di Pietro è stata proficua per 22 Comuni
dell'Isola.
Con un'iniziativa congiunta Stato-Regione,
il Ministero per le infrastrutture e la Regione Siciliana
hanno programmato una serie di cofinanziamenti mirati a sovvenzionare i Comuni che avevano avviato progetti di risanamento e riqualificazione urbana.
Per la città di Barcellona Pozzo di Gotto, rappresentata dal sindaco Candeloro Nania, in occasione dell'incontro con il Ministro Di Pietro e il presidente della Regione Cuffaro, la fetta della torta stabilita, nel "contratto di quartiere" sembra tale da consentire la ripresa e il completamento del progetto di recupero e riqualificazione di un importante tratto urbano, e cioè dell'area compresa tra la dismessa stazione ferroviaria di via Roma e il quartiere popolare di Fondaco Nuovo, passando naturalmente per il rione S.Antonino, dove una buona parte del finanziamento, poco più di tre milioni - cioè la quota messa a disposizione dalla Regione - servirà per il restauro dell'antico convento di Sant'Antonio di Padova, dove esiste un chiostro di notevole interesse storico e artistico.
Lo Stato, tramite il ministero retto da Antonio Di Pietro, contribuirà con un finanziamento di sette milioni di euro. A tali somme, sempre per la riqualificazione dell'area urbana indicata, vanno aggiunti 4.600.000 euro cofinanziati dal Comune. Già previsti per l'importante intervento di "rinascita urbana".
Il sindaco, riconoscendo l'importanza del cofinanziamento bipartisan, entusiasta del contratto stipulato, ha già davanti a sè la visione di un pezzo di città completamente rinnovato, con un bel parco cittadino al posto del vecchio scalo ferroviario e forse anche - ma qui non abbiamo certezza - la soluzione della pericolosa strettoia congiungente la piazza "Nuzzuluni d'aranciu" e la via Umberto Primo, la cosiddetta "forca caudina", da noi altre volte denunciata e di cui riproponiamo due immagini.

martedì 31 luglio 2007

L'AEROPORTO DEL MELA COME DUILIA? SPERIAMO DI NO!





L'aeroporto del Mela forse non farà la fine di Duilia.
I giovani non lo ricorderanno, ed è per questo che mi piace raccontare ciò che successe una trentina d'anni fa, quando per mesi, anzi per anni, si parlò e si polemizzò sulla possibilità di "fondere" in uno i due grossi Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto e di Milazzo.
I giornali del tempo, ed in modo molto ampio il Giornale di Sicilia, a volte anche con commenti stringenti dei corrispondenti dei due centri, quasi giornalmente riferivano umori e pareri di uomini politici, sindacalisti, impresari, cittadini comuni e non comuni, che vagheggiavano o respingevano l'ipotesi di una fusione che già aveva preso un nome:DUILIA, in ricordo di quel Caio Duilio che proprio, in questo nostro specchio di mare che accomuna Milazzo e Barcellona, distrusse la flotta cartaginese.
Di Duilia, tanto se ne parlò, tanto si credette che sarebbe divenuta una quasi metropoli, nella estesa piana di Barcellona e Milazzo, che alla fine il fatto mise sul chi va là i Messinesi, cominciò a preoccupare i signori politicanti del capoluogo inducendoli a cercare bastoni da mettere tra le ruote di quella macchina che sembrava procedere spedita verso la meta della fusione.
Intanto, a Barcellona e a Milazzo si pensava che giusta premessa perchè Duilia diventasse realtà sarebbe stata la costruzione di un asse viario diretto, che congiungesse i due centri urbani.
Ma non che fosse la semplice litoranea, la quale sappiamo quale fine sta facendo. Ci furono incontri fra i sindaci.
Allora, a Barcellona, imperava Santalco, che di fronte ad un sì importante evento sembrava possibilista, e ciò, che a prima vista poteva apparire un punto a favore, con l'andar del tempo cominciò a complicare le cose. Sorse il timore che proprio il senatore potesse avere l'ambizione e la possibilità di diventare il sindaco della fantomatica Duilia. Per questo e per altre ragioni - non ultime le gelosie del capoluogo di Provincia - a poco a poco l'entusiasmo cominciò a scemare e, per non fare subito un passo indietro, i politici della zona, facendo cadere il silenzio sulla premessa "asse viario", hanno cominciato a parlare di un altro "preludio". Hanno cominciato a parlare e a trattare della costituzione di un consorzio tra i comuni della piana, come primo passo sulla strada verso Duilia. E fu il "de profundis" per quella grande città che avrebbe dovuto avere la vivacità commerciale di Barcellona tonificata dal potenziato porto e dalla vocazione turistica di Milazzo. Lo stesso canto pare che non si debba oggi intonare per la costruzione dell'aeroporto, anche se probabilmente si cercherà di cambiarne il sito, subodorando persino la possibilità di cementificare la vallata del torrente Patrì per farne una pista d'ampiezza ed importanza internazionali.
Nell'incontro tenutosi a Palazzo dei Leoni, a chiusura di luglio, finalmente si è giunti all'accordo , da parte dei comuni interessati alla grande opera , con la firma dei numerosi rappresentanti. Grande soddisfazione per la conclusione è stata espressa dal presidente della Provincia, Leonardi (nella foto in alto).
Per l'ASI, il documento è stato firmato dal commissario Conte, per il comune capoluogo dall'assessore Musumeci, mentre per i comuni di Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto hanno firmato i sindaci Italiano e Nania. Sindaci o delegati hanno sottoscritto per numerosi comuni della fascia tirrenica e pedemontana compresa tra Villafranca e Gioiosa Marea.
Auguri per i nostri nipoti.
Fra' Galdino

IL PICCOLO CONCORDATO

Il sindaco di Barcellona e l'arcivescovo metropolitano di Messina Lipari Santa Lucia hanno messo a punto un "protocollo d'intesa" mirato a venire incontro alle esigenze della società giovanile barcellonese, con particolare attenzione a quella parte della gioventù che vive nei rioni più a rischio. Il "piccolo concordato", tra il Comune e la Diocesi, comporta un impegno civico - e anche finanziario - della comunità barcellonese, che negli anni a venire collaborerà con le parrocchie cittadine, per sostenere "sani" punti d'incontro, ricreativi ed educativi, con la finalità di togliere dalla strada il maggior numero possibile di ragazzi: un po' come avviene con l'oratorio salesiano o, come avveniva, quando l'Azione Cattolica e la Fuci erano ancora vitali. All'incontro tra il capo spirituale della Diocesi, l'Archimandrita Calogero La Piana, e il capo dell'Amministrazione comunale di Barcellona, dottor Candeloro Nania, erano presenti il vicario foraneo, don Tindaro Jannello e l'assessore ai servizi sociali Santino Calderone. La promessa del contributo finanziario per l'attuazione del progetto ammonterebbe a circa 350.000 euro, che sarebbero assicurati dal fondo per le attività sociali previsto nel bilancio comunale recentemente approvato. Il condizionale, in questo caso, sembra d'obbligo, anche perchè l'approvazione del bilancio di previsione per l'anno 2007 è sotto contestazione, in quanto ritenuta illegittima per vizio di forma. Com'è noto il documento contabile è stato denunciato al competente assessore regionale, dall'Udc, per non essere stato approvato contestualmente al piano triennale per le opere pubbliche.

lunedì 30 luglio 2007

IL PONTE DEI GUAI




pontetermini

Nella nostra provincia ci sono due comuni limitrofi, Barcellona Pozzo di Gotto e Terme Vigliatore, che, per quanto importante sia la loro contiguità, da anni ormai sono in situazioni di disagio per l'inadeguatezza del collegamento viario. L'esistenza del torrente Patrì, che fisicamente divide i due importanti paesi, da quando le mareggiate hanno distrutto il ponte della "litoranea", è diventata un dramma per quanti, percorrendo la Strada Statale 113, devono passare, nei due sensi, dall'uno all'altro centro. L'unico "budello" di collegamento rimasto è il vecchio "ponte Termini", naturalmente stretto ed in condizioni di precarietà, e tale da non consentire l'incrocio di mezzi pesanti. Da anni si attende che l'Anas, cui spetta la competenza, intervenga per il miglioramento della situazione, così come ha fatto - solo dopo tante proteste, invero - per il ponte di Merì,sul torrente Mela. Pare che siano stati fatti sopralluoghi e studi tecnici per venire incontro a tanta esigenza, ma gli anni sono trascorsi senza che balenasse uno straccio di risultato. Ciò sarebbe giustificato dal fatto che non esisterebbero strade alternative di raccordo tra i due comuni, nel momento in cui si dovesse lavorare per il consolidamento e allargamento dell'attuale ponte. E così, con una scusa e con un'altra, si continua a sonnecchiare, sia per la ricostruzione del ponte sulla litoranea, sia per il miglioramento di ponte Termini. I signori amministratori di entrambi i Comuni farebbero bene se unissero forze ed intenti per fare intendere a chi dovere che Barcellona e Terme non possono e non devono essere trattatti come paesi da terzo mondo.

domenica 29 luglio 2007

PLACIDO MANDANICI







C'era una volta il teatro Mandanici, intitolato al quasi ormai trascurato Nostro Musicista, Placido Mandanici.
Divorato da fuoco sospetto, mai chiarito nelle sue origini, non potendo dare spazio alle, allora temute, speculazioni edilizie, ha lasciato in fine la possibilità di creare un angolo di verde pubblico, eufemisticamente chiamato "Oasi".
Il vecchio teatro, piccolo gioiello architettonico, forse resta ancora nel cuore, per quanti lo conobbero ed ebbero l'occasione di frequentarlo, anche soltanto quando s'era declassato a "locale cinematografico". Ma per molti altri Barcellonesi, soprattutto per i giovani, rimane tutt'al più un'immagine da cartolina.
Molto meno che il teatro, resta invece nella memoria cittadina la figura di Placido Mandanici. E ciò, nonostante l'impegno profuso, qualche decennio fa, da persone che hanno saputo apprezzare le notevoli qualità del Nostro Musicista.
E qui è d'obbligo ricordare quanto fecero il "cocciuto" professor Alberto Torre, l'appassionatissimo cultore della musica Eduardo Russo e il professore Gioacchino Grasso: i primi due soprattutto per procurare e salvare spartiti della musica mandaniciana - che oggi dovrebbero essere custoditi nella biblioteca comunale -, l'altro per approfondire le ricerche che, dopo uno studio accurato, gli hanno consentito di pubblicare una documentatissima "Vita" di Placido Mandanici.
Non va neppure dimenticato il generoso contributo dato dal Modicu di Giuseppe Messina, che addirittura si è cimentato nella produzione d'un filmato sulla vita e l'arte di Mandanici, in occasione del 190esimo anniversario della nascita del Musicista.
Adesso che cosa si fa per restituirci il tempio - cioè il teatro Mandanici - e rivalutare la figura - cioè Placido Mandanici - nella loro giusta dimensione?
Si parla di completare il costruendo teatro in abbandono, di via delle Rimembranze, già dedicato al nome del Nostro Musicista, sin dalla sua progettazione.
Staremo a vedere quel che accadrà.
E staremo a sentire se si continuerà a tacere sulla necessità di fare uscire dall'oblio l'artista e patriota Placido Mandanici, molto apprezzato in vita, in quell'800 costellato di giganti della musica classica.
Su ciò piacerebbe sentire cosa potrebbe proporre di attuabile la Pro Loco di Barcellona.

sabato 28 luglio 2007

INDIETRO TUTTA


Che il nuovo "Cutroni-Zodda", per quanto grande e bene attrezzato, sia nato sotto una cattiva stella, non è una novità.
Molte cose, a Barcellona, sembrano essere nate e vissute con una pesante coltre addosso, come si suol dire.
Sarà destino infame, sarà strafottenza o incapacità nostra, fatto sta che, da parecchio tempo, sembra esserci nella nostra città il marchio dell'inefficienza e della rassegnazione.
Ci siamo spesso rassegnati, per esempio, tutte le volte che, per decisione dall'alto, abbiamo visto spegnere le luci di divisioni efficienti nell'ospedale, per improvviso trasferimento delle competenze o dei competenti in altro nosocomio; come d'altronde abbiamo fatto le spallucce, nel momento in cui ci siamo accorti che da anni esiste un costruendo teatro su terreno argilloso, lasciato in abbandono forse per questo motivo, e continuiamo a fregarcene allorché sentiamo proclamare che quanto prima saranno spesi milioni di euro per completare quel monumento a Placido Mandanici : un musicista che la città non ha mai saputo illustrare come merita.
Stando così le cose, non possiamo né dobbiamo meravigliarci se capita che un cittadino infortunato - mettiamo che si tratti di un malcapitato che, adoperando un "cotonfiocco made in China" si ottura un orecchio perché la bambagia s'è staccata dal bastoncino - si presenta al pronto soccorso del "Cutroni-Zodda" e si sente dire che là non c'è niente da fare
e bisogna ricorrere al prontosoccorso di Milazzo, perchè il servizio richiesto il nostro ospedale non è in grado d'espletarlo. O perché il responsabile è in ferie o perchè addirittura quel reparto a Barcellona non esiste più.
Questa è la vita, per Barcellona, e chi dovrebbe migliorarla non se ne cura.
Fra' Galdino

venerdì 27 luglio 2007

IL COORDINATORE CHIOFALO PARLA CHIARO




l







Il coordinatore provinciale di "Sinistra Democratica per il socialismo europeo", Salvatore Chiofalo, in merito alle recenti situazioni createsi in Sicilia con il malfunzionamento degli ATO, ha rilasciato un comunicato in cui si legge che: "L’On.le Cuffaro se la prende comoda", perchè il presidente della Regione Sicilia avrebbe "creato, con il suo piano regionale e con tante altre ordinanze Presidenziali, riguardanti la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, contro la volontà di tantissimi consigli comunali che in sede deliberante si erano espressi contro, dei giocattoli mangia soldi dei cittadini, ispirati, tra l’altro, allo sperpero, con la marcata impronta clientelare."
Salvatore Chiofalo sostiene, in particolare, che "Grazie alla formidabile azione del governo regionale dell’On.le Cuffaro e dei suoi sostenitori sparsi su tutta l’Isola, oggi a distanza di poco più di due anni dall’avvio degli Ambiti territoriali Ottimali, i Siciliani vivono in Città e Comuni più sporchi e costi, a carico dei cittadini di tantissime comunità, triplicati." Il coordinatore di "Sinistra democratica" sostiene che , intanto, la Sicilia vanti un primato, purtroppo in negativo: essere tra le regioni di tutta l'Unione Europea "quella con la percentuale più bassa di raccolta differenziata, appena il 3%." A giudizio di Chiofalo, "sicuramente nel panorama siciliano non si può sostenere che esistono ATO buone e ATO meno buone, certo è che l’Ambito territoriale Ottimale ME-2 è il peggiore ed anche il più indebitato."
"Stupisce - prosegue il comunicato - ciò che succede in queste ore. I Sindaci , di centrodestra, dei Comuni più grandi, come quelli di Barcellona P.G. e Milazzo, i quali unitamente alla Provincia Regionale di Messina detengono la maggioranza assoluta della Società d’Ambito, anziché preoccuparsi per cercare di risolvere i tanti problemi del servizio che non funziona e la grave problematica dei debiti che superano abbondantemente i dieci milioni di € che gravano sulle tasche di tutti i cittadini dei Comuni compresi tra Brolo e Villafranca Tirrena, essi sono impegnati alla vigilia dell’assemblea Societaria a spartirsi i posti nel costosissimo CDA."
Il coordinatore di S.D. suggerisce all'on. Cuffaro di procedere "subito a commissariare tutti gli ATO della Sicilia nelle more che venga attuata la riduzione degli stessi da 27 a 14, come previsto dalla Legge e venga restituita ai Consigli Comunali la prerogativa di determinare per i loro cittadini amministrati la pianificazione della tariffa secondo le fasce sociali e il periodo di utilizzo dell’immobile"


giovedì 26 luglio 2007

FREGATO E MAZZIATO


Sentite che succede: un gruppo di tecnici - architetti ed ingegneri - viene incaricato dal Comune di Barcellona Pozzo di Gotto a rielaborare il piano regolatore generale della città, scaduto da alcuni anni.
Siamo all'epoca della conduzione santalchiana e l'allora signore dell'attività politica amministrativa della città confida che il lavoro affidato ad un pool di professionisti, garantito dalla guida dell'insigne professore Giuseppe Gangemi, possa risolvere una problematica che, rimasta trascurata, aveva consentito il boom dell'abusivismo nel territorio comunale.
Da allora sono trascorsi un paio di decenni e, dopo una contorta serie di peripezie e di controversie, finalmente il tanto atteso piano regolatore giunge, finalmente "ristrutturato", in consiglio comunale.
Non si sta qui a rivangare il penoso iter con le sue lungaggini ed inadempienze suggellate da commissariamenti regionali, essendo ormai acqua passata.
Tuttavia si farebbe grave omissione se non si facesse notare che la "montagna" anziché il classico "topolino" ha partorito un mostruoso "ratto"e l'ha scodellato in un'aula consiliare, dove è stato chiamato ad approvarlo uno stanco consiglio comunale, che probabilmente non s'è avveduto della baraonda creata dai nuovi vincoli urbanistici, sconvolgenti intere situazioni per l' indiscriminata ricerca di nuove aree da destinare a servizi pubblici.
Adesso fioccano il malumore ed i rimbrotti. Un'ottantina di ricorsi sono stati presentati al Tar di Catania, da privati,singoli ed associati, che si considerano lesi dall'attuazione del "rinnovato" strumento urbanistico e sono pronti a dare filo da torcere all'amministrazione comunale. Il cui capo, sindaco Candeloro Nania, cerca di parare i prevedibili colpi attrezzando il Comune di uno staff legale, composto di otto avvocati.
Che non si sa se siano stati scelti secondo il criterio "democratico" recentemente suggerito dalla consigliera comunale di Alleanza Siciliana, Lidia Pirri.
Comunque, questo pool legale, quando sarà pagato, con quali soldi sarà saldato?
Sicuramente coi soldi del contribuente, e peggio ancora di quello stesso cittadino che intenta causa al Comune perché si sente fregato dal nuovo piano regolatore.
Come dire: fregato e mazziato, per non dire cornuto e bastonato.
Fra' Galdino

mercoledì 25 luglio 2007

MESSI DI LATO I PROBLEMI DELL'ATO

http://www.annamenghi.it/wp-content/Dr__Voodoo__il_carrozzone_by_GigiCave.jpg

Il "carrozzone" cigola, ma nessuno cerca di aggiustarlo.
I sindaci dei comuni del territorio compreso tra Villafranca Tirrena e Brolo, che dell'ATO ME 2
sono i soci fondatori, si sono riuniti a "Palazzo Longano", sede municipale di Barcellona Pozzo di Gotto, per affrontare almeno i problemi più urgenti dell'istituto societario incaricato all'igiene ambientale e al ritiro dei rsu nell'ambito territoriale.
Dopo una lunga, ma sterile discussione, che non ha neppure sfiorato la trattazione del bilancio consuntivo 2006, sicuramente in rosso, ed il piano di spesa annuale, i soci Ato hanno alla fine stabilito, con salomonica decisione, di rinviare la seduta ad altra data, per potere approfondire lo studio sugli accennati argomenti e dare tempo alle trattative per il rinnovo del consiglio di amministrazione, che, stando alle nuove disposizioni di legge - restrizioni della finanziaria 2007 - dovrebbe essere ridotto parecchio nel numero dei suoi componenti.
Chi pensava che, proprio nella riunione di ieri, si sarebbe proceduto a tale rinnovo, evidentemente non aveva idea su quanto difficili possano essere le trattative per raggiungere tale soluzione e, soprattutto, per stabilire la collocazione dei pochi rappresentanti in un carrozzone politico.
Da tempo si attende che la Regione crei le premesse di legge opportune per il dimezzamento del numero degli ATO siciliani, ma anche su questo piano sembra che si debba ancora aspettare un po'. Intanto le associazioni dei consumatori fremono e protestano per l'esosità delle bollette che non tutti i cittadini sono in grado o vogliono pagare. Con notevole disagio per tutti e discapito per la stessa tenuta dell'ATO.
Fra' Galdino

domenica 22 luglio 2007

VENT'ANNI DOPO


Sono trascorsi vent'anni da quel tragico momento, in cui una mano pietosa raccolse ciò che, inanimato, era rimasto dell'onorevole, medico, scienziato, poeta, giornalista, critico saggista: di radici anarchiche e azione di sinistra, pluripremiato per la sua eccelsa cultura; ma anche guardato con timoroso rispetto, spesso con sospetto e invidia, per il suo temperamento tetragono, che non faceva intendere dove finiva l'uomo d'azione per dare spazio al sensibile umanitario.
E' passato un ventennio da quando, solo e senza alcun aiuto nel momento di maggior crisi, fu stroncato nella camera da letto di quella casa di via Operai, dove era nato, aveva fatto vedere i sorci verdi alla sua imponente madre - la maestra Balotta - e nell'età più matura aveva condiviso momenti più sereni con l'indimenticata compagna della sua vita.
Sono passati vent'anni dalla scomparsa di Nino Pino Balotta, che tante tracce ha lasciato nella sua Barcellona, da quelle che ci hanno raccontato i nostri genitori (quando ancora "branzinotto" resisteva con atti eclatanti alla polizia fascista) alle controverse gesta movimentiste che lo coinvolsero in fatti di piazza altrettanto eclatanti, quando la democrazia era ancora in fasce.
Pur non essendo vicino alle sue idee "rivoluzionarie", pure io ho avuto modo di conoscerlo da vicino e di apprezzare il suo "genio", anche se lui - non capii mai se per modestia o per strategia politica - cercò sempre di mimetizzarlo, vestendolo con abiti trasandati. Un po' alla Jean Valjean, il romantico personaggio di Victor Hugo. Un giorno però questo sospetto, che non era il mio soltanto, sembrò dissolversi. E fu quando, essendo lui deputato al Parlamento - era, credo, il 1961 - io, mentre camminavo per le vie del centro di Roma, assieme al cappuccino padre Carlo da Roma, lo incontrai per caso, anche là vestito con il consueto abito dimesso, il solito cappello in testa e l'immancabile "toscano" alle labbra.
"Ciao collega - mi disse - so che insegni qui. Ma con il giornale sei ancora in contatto?"
Allora ero un pivellino che aveva avuto la fortuna di scrivere per il "Corriere della Sera", primo e ultimo corrispondente da Barcellona Pozzo di Gotto.
Lui, appellandomi in quel modo, mi portava a livello di "suo collega", e ciò mi pareva un'iperbole che mi faceva sentire un po' preso in giro.
Lo presentai al frate, e non mi sembrò affatto che in quell'istante si potesse parlare di "diavolo e acqua santa".
"E' davvero un onorevole? - mi chiese poi il cappuccino- A me sembra piuttosto, per la sua modestia, uno dei nostri frati".
E a modo suo, Nino Pino Balotta, era davvero un frate...missionario. Tanto fu vicino all'umanità che reclama ciò che il Cristo ha predicato: giustizia sociale.
"Quella notte a Barcellona era caldo... Nino Pino Balotta a 20 anni dalla scomparsa. I libri, i ricordi, le testimonianze, la voce".
Con questo tema, presso la libreria Gutenberg di via Roma, da giovedì 25 a sabato 28 luglio, sarà ricordata la figura del grande barcellonese.
Fra' Galdino

sabato 21 luglio 2007

IL CONSIGLIO APPROVA





l'assessore al bilancio
Paolo Nicola Genovese

A larga maggioranza, il consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha esitato il tanto atteso bilancio di previsione per il corrente anno.
Il ritardo accumulato, per una serie di intoppi, ultimo ma non ultimo l'evento delle elezioni amministrative, aveva fatto temere, anche per questo documento contabile, il commissariamento già annunciato da parte della Regione.
Approvato, quindi, per il rotto della cuffia, il bilancio 2007 ha avuto 21 voti a favore e solo 6 contrari, naturalmente provenienti dall'opposizione.
Particolarmente dura è stata la presa di posizione dei rappresentanti dell'Udc, che si sono visti respinti in massa tutti gli emendamenti - un centinaio - da loro proposti.
Qualche zuccherino alle minoranze è stato comunque concesso, probabilmente perchè s'è trattato di richieste ovvie e poco invasive, come quella avanzata da Orazio Calamuneri, per la spesa di 9.000 euro, per l'aggiornamento e l'inserimento dei dati dello Stato Civile, onde facilitare l'accesso ai registri di archivio. o gli emendamenti proposti dal diessino Mario Presti, riguardanti: 1) l'impinguamento del capitolo relativo ad aiuti agli indigenti per spese funerarie; 2) la spesa per l'inserimento nel sito del Comune di riprese delle sedute consiliari; 3) il potenziamento della voce Agricoltura.
Altri emendamenti approvati sono stati avanzati dal consigliere di Forza Italia, Salvatore Coppolino, per il polo catastale, le politiche sociali ed il settore sportivo.
Intanto il capogruppo dell'Udc, Giuseppe Trifirò, ritenendo illegittima l'approvazione del bilancio senza il contestuale esame del piano triennale dei lavori pubblici, ha annunciato, a nome del partito da lui rappresentato, ricorso all'autorità competente.

venerdì 20 luglio 2007

UN PEANA PER CHI GUIDA

Siamo al semaforo di via Marconi


Il traffico cittadino è ormai al collasso. Ma nessuno sembra accorgersene, visto che si continua a lasciare la circolazione stradale priva di qualsiasi intervento riparatorio.
Non diciamo che si debba ricorrere a operazioni di riprogrammazione, considerando la precarietà della rete viaria interna, ma che almeno si cerchi di rattoppare con una presenza più mirata del personale a disposizione del comando di polizia urbana, nei punti strategici della città.
I quali sono, specificatamente, non soltanto Piazza San Sebastiano o l'ingresso cittadino, ma anche e soprattutto gli incroci sulle vie principali, compresi i crocevia serviti da quei due troppo ravvicinati semafori di via Roma, che spesso sono più d'impedimento che di regolazione.
Chi non impreca in certi ingorghi nella via Umberto primo o agli incroci sulla via San Giovanni Bosco, evidentemente è un santo.
Non si parli poi dell'ormai famigerato budello fra Piazza Stazione Vecchia e via Umberto primo, quella specie di forca caudina, continuamente percorsa in doppio senso da mezzi d'ogni specie. Quella strada è tutta un peana che canta "la notevole capacità di guida e la santa pazienza" degli automobilisti barcellonesi.
Bisognerebbe dare loro un bollino speciale di merito.
Ma, uno di demerito, a chi potremmo assegnarlo?
Ce lo dica il sindaco Candeloro Nania o chi per lui. E vedremo se il cittadino è d'accordo.

IMPRINTS NEW YORK 2007



Claudio Arezzo di Trifiletti torna alla terra del vulcano Etna, per esporre il frutto del suo progetto, nato per testimoniare l'uguaglianza di tutti gli uomini e la necessità di utilizzare l'Arte come strumento di Pace.
Dal 27 luglio al 29 agosto sarà presente al Castello Normanno di Aci Castello, in provincia di Catania, con il suo sorprendente vernissage, Imprints New York 2007, che sintetizza tutta la passione spesa dall'artista siciliano nella "grande Mela", con i suoi teli stesi nelle strade e sui marciapiedi della metropoli americana, calpestati da una miriade di piedi, ciascuno lasciando la propria orma.
"Non esiste essere che non lasci le proprie tracce - sostiene Claudio Arezzo - e quest'ultime sono la testimonianza della sua venuta su questo mondo". E inoltre:"Attraverso questo progetto si testimonia l'uguaglianza di tutti i presenti che calpestano la tela, che rappresenta la Terra su cui essi camminano".

giovedì 19 luglio 2007

L'ABC DEGLI AVVOCATI




Il sindaco di Barcellona, dottor Candeloro Nania, per non continuare a suscitare sospetto di clientelismo dovrebbe, in questa sua nuova conduzione amministrativa a Palazzo Longano, ricorrere all'abecedario.
Il suggerimento gli è stato dato dalla professoressa Lidia Pirri, consigliere comunale d'Alleanza Siciliana, il partito di Nello Musumeci, rappresentato nella nostra provincia dal barcellonese avvocato Tommaso Calderone.
Dovendo scegliere i legali per l'eventuale difesa dei diritti e delle presunte "marachelle" del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, l'Amministrazione municipale - secondo quanto scrive in una sua interrogazione Lidia Pirri - dovrebbe ricorrere all'elenco dell'Ordine degli avvocati di Barcellona, stilato in stretto ordine alfabetico, ed affidare gli incarichi necessari senza trascurare detta filera alfabetica - stavamo per dire nuovamente ordine alfabetico, ma non l'abbiamo ripetuto per non creare bisticcio di parole -.
A parte gli scherzi, l'iniziativa della rappresentante di Alleanza Siciliana ha la sua valenza, anche se, almeno secondo questa interrogazione, fa riferimento specifico per la scelta degli avvocati e non per ogni scelta di esperti esterni, che il Comune opera tutte le volte che lo ritiene necessario. Il criterio, in ogni caso, dovrebbe essere quello di evitare ogni sospetto di preferenza clientelare, mostrando la maggiore trasparenza possibile.
Perchè è davvero antipatico sentirsi spiattellare che "il Comune, a cui tutti i cittadini pagano i tributi, debba fare - come scrive il consigliere Lidia Pirri - una discriminazione di professionisti abilitati all'esercizio della professione di avvocato" e che "il criterio finora adottato non ha una logica se non quella clientelare".
Fra' Galdino

mercoledì 18 luglio 2007

COSA SI MUOVE NEL PALAZZO DI CITTA'?


La politica amministrativa cittadina, a due mesi dalla nuova composizione del consiglio e della giunta comunale, stenta a decollare.
Anche se a reggere l'attività di Palazzo Longano è stato confermato il sindaco del passato quinquennio e s'è mantenuta una robusta maggioranza consiliare, grazie all'escamotage delle listarelle amiche, tuttavia non sembra che si sia istaurata tutta la tranquillità necessaria per un sicuro avvio dei motori.
Come dire: le acque non sono tranquille e l'idrovolante non riesce a prendere il volo.
Ma perchè?
La locale sezione dei Democratici di sinistra crede di potere trovare motivo di preoccupazione, in questo stato di stallo, e ne addebita la causa alla frattura tra An e gli alleati di destra. Che sarebbe stata recentemente annunciata con la reazione del gruppo parlamentare messinese di Forza Italia alla mal digerita scelta di Nania nella composizione della nuova giunta municipale barcellonese, e confermata dallo strascico di un ricorso dei due mancati assessori azzurri al Tar di Catania. A ciò si aggiunge la durezza di un altro ricorso allo stesso tribunale, precedentemente avanzato da Domenico Crisafulli d'Alleanza Siciliana, per presunti "errori e irregolarità nelle operazioni di scrutinio a conclusione delle recenti elezioni amministrative".
A giudizio dei diessini, che in consiglio hanno un solo rappresentante ( Mario Presti), addirittura uno in meno rispetto al vecchio consesso, tutto ciò costituisce motivo di preoccupazione, perchè impedirebbe una serena e seria programmazione, isolando politicamente la città dal quadro complessivo Provincia-Regione-Stato. "Tutto ciò - si lamenta in un comunicato - mentre si aggravano i problemi di Barcellona, sotto il profilo sociale, economico, ambientale e persiste l'assenza di risposte ai problemi che coinvolgono ampia parte della popolazione".
Intanto l'amministrazione Nania diimostra d'avere approntato il nuovo bilancio annuale di previsione con annesso il piano triennale 2007-2009, quello che per tradizione è sempre stato definito il libro dei sogni. In esso, generalmente, senza ancora avere la certezza dei finanziamenti, s'includono i più pressanti bisogni della città, nella speranza di poterli concretamente affrontare. E sovente si vive di speranza. Experientia docet.
Fra' Galdino

lunedì 16 luglio 2007

QUARANTAQUATTRO V V. U.U. IN FILA PER QUATTRO


Da alcuni giorni, entrando in Barcellona per la "scorrimento veloce", provenienza Palermo, l'automobilista s'imbatte in un sorprendente posto di blocco: due auto della polizia urbana corredate delle umane figure di quattro vigili, di cui qualcuno di sesso femminile, sono appostate all'altezza dell'ingresso al centro urbano, con l'evidente funzione di controllare il traffico in entrata.
Una disposizione, evidentemente studiata e messa in atto dal comando di Palazzo Longano, che sinceramente ha un po' sbalordito chi, vivendo nella nostra città, giornalmente si accorge che, nonostante le numerose assunzioni recentemente effettuate a riempimento dell'organico quasi svuotato della polizia urbana, il controllo e la vigilanza all'interno di Barcellona continuano a difettare.
Pertanto ci si chiede: "Non costituiscono per caso, quei vigili all'ingresso, un'insegna...di facciata?

Informazioni personali

La mia foto
barcellona pg, messina, Italy
Questo blog non va considerato testata giornalistica: poichè i suoi post non vengono aggiornati con cadenza periodica e preordinata, non può costituire prodotto editoriale, ai sensi della legge n.62 del 7.3.2001. L'autore si dichiara non responsabile per i commenti ai vari post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non vanno addebitati all'autore, neppure quando vengono formulati da anonimi o criptati. Le immagini pubblicate, quando non sono di proprietà dell'autore, sono procurate con licenza di pubblico dominio o prese liberamente dalla rete. Nell’eventualità che qualcuna violasse i diritti di produzione, si pregano gli interessati di darne comunicazione a questo blog perché si provveda prontamente alla cancellazione.