martedì 8 febbraio 2011

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: PESTA E RIPESTA SI CONTINUA A PARLARE DELLA CHIUSURA DELL'OSPEDALE CUTRONI ZODDA


TIMORI E PROTESTE S'INTRECCIANO SUPPORTATI DA COMITATI
E SINGOLI SOSTENITORI DEL DIRITTO CIVICO ALLA SALUTE


In un precedente "post" ebbi a dire d'essere ormai stufo di scrivere sulla ormai nauseante emergenza rifiuti, e nonostante ciò, turandomi il naso, mi son trovato costretto a riparlarne.
La stessa sensazione di nausea stavolta mi par di provare, riascoltando lamentele, proteste, scongiuri da parte di comitati spontanei, sanitari, singoli consiglieri comunali e di qualche sindaco, per il timore - se non addirittura la certezza - timorosi che si stia tramando per la chiusura dell'Ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto.
Che finora si sia fatto di tutto e di peggio per sfrondare dei suoi rami migliori quest'albero della salute - tale è nato per essere l'ospedale Cutroni Zodda - nessuno può negarlo, ma che si abbia la sfrontatezza di tagliarlo alla radice, per preconcetto nei confronti degli operatori dell'ospedale e peggio ancora della città in cui sorge, vorrei stentare a crederlo.
Dico vorrei, per fare capire che l'animosità è possibile, in questa nostra società, così malamente politicizzata da mandare ormai a quel paese le reali esigenze del singolo cittadino, i meriti e i demeriti effettivi, da cui dovrebbe scaturire la giusta amministrazione dei servizi sociali.
Dicevo che s'è tanto parlato e anche protestato per il rischio che corre questo nostro ospedale:
ci sono stati su tale ormai annosa questione riunioni, creazione di comitati , occupazione simbolica dell'ospedale, assemblea pubblica all'aperto, corteo, persino una lettera di rimbrotto del capogruppo della maggioranza consiliare di Palazzo Longano, dott. Marte - da qualcuno giudicata ingiustamente un po' interessata - e nonostante tutte queste prodezze, la sordità delle autorità sanitarie regionale e provinciale duramente perdura.
Che vogliamo e dobbiamo fare o dire di più, a questo punto?
Preferisco chiudere il "pezzo", riproducendo l'accorata lettera del cardiologo Marte:

«Il ridimensionamento del presidio di Barcellona, che prelude alla chiusura, rappresenta l’epilogo di un lento processo ultra decennale di inarrestabile spoliazione – afferma Marte nel documento letto in consiglio e sottoscritto da numerosi consiglieri dei diversi schieramenti – Tale processo è avvenuto con il beneplacito o l’ignavia di tutti i politici, di estrazione eterogenea, che si sono alternati nell’amministrazione della città. Chiedo al sindaco Nania di convocare e quindi coinvolgere tutti i politici che a Barcellona hanno acquisito consensi. Mi riferisco segnatamente ai politici che hanno avuto un mandato europeo, nazionale, regionale, provinciale e locale. Per far ciò è necessario che il sindaco si spogli del suo colore politico – prosegue il capogruppo di An – e assuma un ruolo di assoluto super partes come si conviene al sindaco di una città. Questo è il momento dell’unione e non delle divisioni, è il momento del coinvolgimento e non delle polemiche. Le recenti forme di protesta poste in essere dal sindaco congiuntamente al comitato cittadino, ancorché a mio avviso tardive, devono essere fortificate da un coinvolgimento globale. Bisogna chiedere a tutti coloro che a Barcellona hanno raccolto consensi che cosa hanno fatto per la città e cosa intendono fare. (Gazzetta dl Sud 29/10/2010)

1 commento:

  1. cittadino disgustato da logiche di potere8 febbraio 2011 alle ore 14:57

    Il cardiologo Marte sa benissimo che è soltanto una questione di tagliare la testa agli esponenti politici di grido di Barcellona , come sa benissimo che Lui non ha avuto il premio che il partito dell'M.P.A gli aveva promesso.Con tutto questo l'unica strada da percorere secondo me ormai sia la denuncia presso le varie sedi giuridiche dove in mal caso che ci scappasse una situazione di mortalitàd di qualsiasi cittadino o udente , l'Ass MAGISTRATO RUSSO insieme al Presidente DON RAFFAELE LOMBARDO sono gli unici indifendibili colpevoli.

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