domenica 10 febbraio 2008

L'IDROGENO A PORTATA DI MANO?


Un gruppo di ricercatori americani si sono riuniti per elaborare un nuovo metodo per la produzione di idrogeno lowcost. Provengono dai laboratori dell’Oak Ridge National, del Virginia Tech e dell'Università della Georgia e
stanno perfezionando una tecnica che consente di ricavare il prezioso gas da una miscela di amido e acqua opportunamentefermentatadall’immissione di un complesso sintetico di 13 enzimi, mai trovati insieme in natura. L’equipe, che sta operando sotto la direzione dell’ingegnere Percival Zang , del Virginia Tech, oltre all’obiettivo di ottenere una produzione a buon mercato, si propone di individuare un sistema semplice e sicuro per lo stoccaggio e la distribuzione dell’idrogeno, che come si sa è un gas altamente infiammabile e al momento richiede l’utilizzo di grandi volumi e sistemi di sicurezza adeguati. Lo stesso rifornimento risulta attualmente difficoltoso per mancanza di strutture idonee. Il processo di produzione, partendo dai polisaccaridi dell’amido o della cellulosa e dall’acqua, elementi stabili finché non siano esposti ad enzimi, si avvia non appena si aggiungono alla miscela gli enzimi, che usando l’energia contenuta nell’amido favoriscono l’idrolisi dell’acqua dando luogo a idrogeno e CO2 (anidride carbonica), la quale viene espulsa da una membrana, lasciando pulito l’idrogeno che puo essere usato dalle celle a combustibile per produrre energia elettrica. Le prove di laboratorio hanno dimostrato che la reazione avviene allo stato della normale pressione atmosferica e a temperature inferiori ai 30 gradi C. I ricercatori hanno valutato che il costo di produzione dell’idrogeno, usando il nuovo metodo, non raggiunge un euro e mezzo al Kg, che praticamente sarebbe equivalente a quello dei tradizionali carburanti. Il gruppo sta intanto sperimentando una tecnica che dovrebbe fare ottenere l’idrogeno al momento dell’uso, miscelando direttamente nei serbatoio la soluzione acqua-amido-enzimi , per consentire in loco ed al bisogno il processo d’idrolisi. Ciò risolverebbe tre problemi: la densità energetica, il trasporto e la distribuzione del gas.

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