domenica 20 gennaio 2008

CAMBIANDO L'ORDINE DEI FATTORI IL PRODOTTO CAMBIA


Oggi, sul quotidiano "la Repubblica", nel suo lungo articolo intitolato "Quanti devoti nel giardino del Papa", Eugenio Scalfari, parlando del Cardinale Ruini, dice: "Fossi nei panni del Vicario del Vicario (ndr.RUINI), farei discretamente e con mitezza sapere a Mastella, a Cuffaro, a Berlusconi, a Casini, che i loro comportamenti sono a dir poco imbarazzanti per la Chiesa e forse farebbero bene a non presenziare manifestazioni di testimonianza cristiana. Ma se poi si venisse a sapere che Camillo Ruini è un ateo devoto?"
E qui il biancobarbuto fondatore de "la Repubblica" mostra d'avere le idee un po' confuse: perchè Camillo Ruini non potrà mai essere un ateo devoto, caso mai potrebbe essere un devoto ateo.
E non mi dica il collega decano giornalista che cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia. Perchè, se ben si riflette, è molto più grave essere un devoto miscredente che un miscredente devoto. Nel primo caso si tradisce Dio, nell'altro soltanto la buonafede degli uomini. E fra Dio e gli uomini c'è un abisso, per qualità e importanza.

Fra' Galdino

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