
Queste immagini, che chi ama gli animali giudicherà piacevoli, sono state colte nel tardo pomeriggio di oggi, in piazza San Sebastiano, dove sotto i pini ormai ingombranti sorge una vaschetta male impiantata.Uno stormo di colombe, senza per nulla impressionarsi della presenza della gente, s'è radunato per abbeverarsi. Ed era uno spettacolo a vedersi.
Ormai, in città, di questi prolifici volatili se ne vedono molti, direi troppi, tanto che il sindaco - come abbiamo riferito giorni or sono - ha dovuto emettere un'ordinanza che intima di non dare loro in pasto "rifiuti", onde evitare che venga sporcata la città.
A parte la "bocciatura" dei rifiuti, che i piccioni d'altronde possono trovare facilmente accanto ai contenitori della spazzatura, dove spesso la sporcizia regna incontrastata, quel che maggiormente conta è l'esplicito riferimento "agl'inconvenienti igienici derivanti dalla diffusa presenza di escrementi di piccioni su piazze, giardini e cornicioni di molti edifici", rimarcato nell'ordinanza sindacale.
Quindi niente cibo ai piccioni, o soltanto niente rifiuti per i piccioni?
Il dilemma è amletico e per venirne a capo bisognerebbe invocare l'aiuto di qualche esperto. Forse reperibile nel nutrito staff del Sindaco.
Secondo me, visto che finalità dell'ordinanza è impedire che i piccioni sporchino con i loro escrementi l'ambiente cittadino, sarebbe opportuno privilegiare il primo corno del dilemma.
Ma potrebbero sopravvivere i poveri volatili senza granaglie?
E allora che fare? Mettere a ciascun piccione il pannolino, come si fa con i bebè?
Guardate che il problema è troppo complesso e per esso si rischia di cadere nell'assurdo.
Eppure una soluzione dovrebbe esistere.
Mi ricordo che una volta lessi di un Comune che, ricorrendo all'utilizzo di granaglie particolari - opportunamente trattate con un certo tipo d'ormone - è riuscito a risolvere il problema della eccessiva proliferazione di questi volatili, che divenuti sterili non hanno continuato a moltiplicarsi e, col tempo, a causa della sopravvenuta vecchiaia, lentamente ma inesorabilmente si sono esinti. E così il paese è stato liberato dagli inconvenienti igienici derivanti dalla diffusa presenza di escrementi di piccioni su piazze, giardini e cornicioni di molti ediici. Ma che dico mai, che proposta è questa. Meglio non parlarne, per non fare stringere il tenero cuore dei nostri amministratori. Chiedo scusa...ho soltanto rferito.
Francesco Cilona
Caro amico, mi fa piacere leggere di questa sua sensibilità nei riguardi dei piccioni, conoscevo suo padre, grande amante/allevatore di canarini.
RispondiEliminaUn saluto.
Ma guarda che incontri fortuiti. E graditi.Grazie per il ricordo! Solo che i canarini ( purtroppo in gabbia, ma erano abituati perché nati in quelle condizioni )non avevano bisogno di pannolini e c'era chi provvedeva a pulire la loro gabbietta. Tanti saluti e grazie per avermi letto.
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